Il mitragliamento

del trenino

Orbassano - Giaveno

a Sangano frazione di Bruino

Vittime Civili di guerra
27 gennaio 1945
Margherita Goitre vedova Armando

L'incursione aerea a Sangano Frazione
di Bruino del 27 gennaio 1945

Alla Prefettura Torino
Civili deceduti per cause di guerra
Elenco dei civili deceduti per cause di guerra durante il I trimestre 1945 in Bruino (Sangano fraz. di Bruino)
I° - Goitre Margherita ved. Armando fu Carlo di anni 67 deceduta nell'incursione del 27 gennaio 1945
Il Commissario Prefettizio

Archivio Comune Bruino
ff. 185/5-Caduti in guerra civili e militari 1924-1945
Elaborazione propria tratta da documenti depositati presso l’archivio comunale.

Da sinistra Goitre Margherita il marito Armando Agostino,
la figlia Maria il genero Lorenzo, il figlio Carlo,
la nuora Lucia il figlio Giuseppe nel cortile del castello di Sangano

Margherita Goitre 1877—1945
Mentre angosciata compito il doloroso ufficio di assistenza al figlio
che trovò già estinto si distribuiva alla propria dimora
la rabbia nemica ne troncò l’esistenza

Giuseppe Armando 1898—1945
Nel fiore degli anni vile incursione nemica ne spezzava
la vita tutta dedita al lavoro e alla famiglia.

 

Mia nonna, stava tornando da Orbassano, dove, tra l'altro, si era recata per dare l'ultimo saluto a suo figlio, Giuseppe Armando, deceduto dopo le ferite subite nell'attacco al trenino ad Orbassano dagli aerei Alleati il 9 gennaio. Nonostante le fosse stato suggerito da alcuni parenti di rimanere ad Orbassano, mia nonna quel pomeriggio volle tornare nella sua casa di Sangano. La scelta e il destino furono fatali, perchè poco dopo, quasi giunta a destinazione, anche lei, come mio papà, trovò la morte sotto i proiettili e le bombe degli aerei Alleati. Mia nonna fu portata alla camera mortuaria di Orbassano e il giorno dopo furono celebrati i funerali in cerimonia congiunta di mia nonna e mio papà.

Testimonianza di Armando Vittoria, figlia di Armando Giuseppe e nipote di Goitre Margherita

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Testimonianza di Leonilda Ruffino

classe 1925 Sangano

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Testimonianza di Angelo Levrino

classe 1936 Sangano

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Testimonianza del cav. Giuseppe Ruffino di Sangano anno 1995

Il 27 gennaio 1945, alle ore 14 accade un analogo episodio: tre aerei sorvolano Sangano, mentre sta per giungere il trenino in stazione. Un ciclista avverte il manovratore che arresta immediatamente il convoglio. Dapprima quattro, poi altre sei bombe cadono nell'area di Campo San Giorgio; una donna, Margherita Goitre ved. Armando rimane uccisa e dilaniata dallo scoppio della prima bomba sganciata nel corso della prima incursione. I passeggeri, scesi dal treno si sono dati alla fuga nella neve che copre la campagna, mentre un aereo, sorvolando a bassa quota, li prende di mira con la mitragliera, fortunatamente senza far vittime. Un testimone ci ha riferito che gli aerei erano Spitfire inglesi pilotati da avieri francesi, perché erano ben visibili, sotto le ali, due dischi con bandiere francesi, ben visibili quando gli aerei scendevano a volo radente. Accogliamo la testimonianza, che potrebbe aiutare a fare un po' di luce sull'episodio del 9 gennaio.

Beppe la Guardia 1930-2006

Dal libro:
Storia di Sangano e della sua gente
Giuseppe Massa - Maria Teresa Pasquero Andruetto
Lazzaretti Editore, 1996.

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Quel pomeriggio si trovava a bordo del trenino Ilvio Ghiano

Era circa mezzogiorno e mi trovavo a Torino presso la stazione di Porta Nuova, in procinto di prendere il treno per tornare a casa mia ad Avigliana, arrivai in ritardo e lo persi. A quei tempi, le corse erano poche e quindi decisi di spostarmi in via Sacchi, da dove partiva il trenino per Giaveno. Sarei sceso a Trana e a piedi in un'oretta, sarei giunto comunque a casa. Riuscii a salire sul treno, di corsa mentre stava partendo. Ero un po' preoccupato, perché su quella tratta, qualche settimana prima, c'era stata un'incursione aerea. Arrivati a Bruino, sentimmo un rombo di aerei, mi affacciai al finestrino e vidi tre aerei che arrivavano dalla parte di Reano. Il macchinista fece in tempo a rallentare e poi fermare il treno. Il primo aereo cominciò la sua picchiata e i passeggeri si buttarono nei campi innevati ai lati della ferrovia. Io vidi una ragazzina che presa dal panico rimase bloccata, corsi indietro e la presi in braccio buttandomi sulla neve. Gli aerei fecero due volte il giro mitragliando le carrozze. Al terzo ed ultimo giro, sganciarono una bomba ciascuno, una delle quali cadde nel campo, vicino al posto in cui mi ero buttato. Ricordo che fui investito dai rami e dal fango, fortunatamente rimasi illeso anche se molto spaventato. Una delle bombe colpì in pieno la locomotiva che s'impennò paurosamente. Vidi che c'erano dei feriti e dopo un po' mi incamminai verso casa. Un po' più avanti c'era una locanda (Trattoria del tramvai “alt! da Genio”) e ricordo che l'oste uscì con un fiasco di grappa, eravamo tutti bianchi come le lenzuola dallo spavento.

Testimonianza di Ghiano Ilvio classe 1926

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Tra le persone che sopraggiunsero sul luogo poco dopo l'attacco
ci fu anche Alberto Audano, classe 1939 che così ricorda:

Ero con mio fratello più grande ed insieme andammo a vedere cosa fosse successo. Io avevo poco più di cinque anni e ciò che più mi colpì, fu vedere le rotaie della ferrovia colpite dalla bomba, erano divelte e piegate all'insù. Ebbi l'impressione che fossero altissime, anche perché io ero un bambino.

 

Interno Via G. Bert, 1 Sangano primi anni quaranta a sinistra Margherita Goitre

Interno Via G. Bert, 1 Sangano la prima a sinistra Margherita Goitre - anno 1940

G.R. 27 gennaio 1945 Franchetti Teresa ferita nell'incursione aerea a Sangano fraz. di Bruino

Parrocchia di Sangano

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Lunedì 29 martedì 30 gennaio 1945

 

Il tranvai di Giaveno
La presenza di spirito di un ciclista

La presenza di spirito di un ciclista ha salvato numerose vite nel mitragliamento e bombardamento del tranvai di Giaveno, avvenuto sabato scorso nei pressi di Sangano. Tale Luigi Bernardi residente a Trana, percorreva la provinciale diretto al suo paese, quando una bomba, lasciata cadere dagli aviatori nemici scoppiava sulla strada nei pressi di Trana. Pure senza vedere gli apparecchi data la nebbia che gravava sulla campagna, ma avvertendone il lontano rombo, egli scendeva dalla bicicletta e visto sopraggiungere il tranvai, si portava sui binari gesticolando, facendo in tal modo intendere al conduttore che fermasse. Fermato il convoglio i viaggiatori scesero allontanandosi dalla sede tranviaria. Pochi istanti dopo, alla distanza di un centinaio di metri, gli aviatori nemici lasciavano cadere sei bombe che sconvolgevano il terreno.

Stampa Sera 29 e 30 gennaio 1945

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A ricordo delle vittime civili dei mitragliamenti del trenino
Torino-Giaveno

lunedì 5 novembre 2012

TV 6 Sesta Rete
Servizio di Lorenza Boaglio
Riprese e montaggio Andrea Veroni

 

I parenti delle vittime civili

Durante lo scoprimento della targa

 

La benedizione da parte di Don Dino Morando

Il discorso dell'Assessore alla cultura Laura Balocco

Porgo il mio personale benvenuto e quello dell’intera Amministrazione Comunale che ho l’onore di rappresentare in questa occasione, a tutti voi qui convenuti.
Ai rappresentanti dei Comuni di Orbassano, Bruino e Giaveno, ai ragazzi delle scuole con i loro insegnanti, ai rappresentanti dell’
ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezioni di Bruino e di Giaveno, al gruppo alpini di Sangano, a tutte le Associazioni presenti e alla popolazione.
Un benvenuto particolare lo porgo ai parenti delle vittime del mitragliamento del trenino, che oggi vogliamo ricordare con la deposizione di questa targa.

A ricordo di
Carlo Pognante nato nel 1932,
Ugo Malvisi nato nel 1898
morti il 9 gennaio 1945
Margherita Goitre nata nel 1877
morta il 27 gennaio 1945
Vittime civili dei mitragliamenti del trenino Torino - Giaveno
L’Amministrazione Comunale
Sangano, 5 novembre 2012

Abbiamo scelto questo luogo, sul lato di quello che ai tempi era la Casa Comunale, cioè il Municipio, perché in questo cortile di via Bert 1 sono vissute due delle vittime: Carlo Pognante e Margherita Goitre, mentre il terzo abitava poco più in là.

La posa della targa è un avvenimento che si colloca all’interno di un progetto più ampio, avviato in collaborazione con i Comuni di Orbassano, Bruino e Giaveno e che prevede nella giornata di oggi anche l’inaugurazione di una mostra itinerante presso la Sala Consiliare in Municipio e la firma di un protocollo d’intenti tra i 4 Comuni.

Oggi a 67 anni di distanza manifestiamo la ferma volontà di ricordare questi dolorosi fatti, avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale, e che hanno provocato la morte di civili inermi e innocenti.
In quegli anni il trasporto pubblico da Torino a Giaveno e viceversa, era assicurato da un trenino elettrico che rimase in attività fino al 1958, anno in cui fu sostituito dagli autobus. Sono molti i Sanganesi che se lo ricordano e che lo hanno usato per andare a lavorare, a scuola, a trovare famigliari e parenti che vivevano in città; ormai pochi o forse nessuno si ricorda che fino al 1928 quel treno viaggiava a vapore e che era detto “sciunfetta”.

Ma torniamo ai fatti dolorosi che ci hanno fatto ritrovare qui oggi.
Siamo nel 1945 verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, una guerra folle (come folli sono peraltro tutte le guerre) che ha prodotto disastri enormi e tragiche conseguenze in Europa e nel mondo.
Il 9 gennaio a Orbassano un mitragliamento aereo, ad opera forse di velivoli alleati bersagliò il trenino elettrico, nei pressi della fabbrica De Pretis.
Le cronache del tempo riferiscono che l’attacco aereo avvenne in quanto il trenino fu confuso con una tradotta che trasportava le truppe nemiche.
Tante furono le vittime: uomini, donne, bambini, lavoratori, studenti, mamme… fu una tragedia!
Morirono 31 persone e altre 34 rimasero gravemente ferite.
Tra le persone morte, due erano Sanganesi: Carlo Pognante di 12 anni e Ugo Malvisi di 47 anni.

La Città di Orbassano da sempre ha commemorato queste vittime civili e nel 1995 ha inaugurato un Monumento in loro onore, collocato nel giardino tra via Di Nanni e via De Gasperi.

Il 27 gennaio, cioè dopo pochi giorni, accadde un fatto analogo a Sangano ai confini con Bruino, precisamente all’altezza del Campo San Giorgio (dove adesso sorge il villaggio San Giorgio).
4 aerei, sorvolarono il paese mentre il trenino stava per giungere alla stazione, un ciclista, memore anche del terribile fatto di Orbassano, avvertì il manovratore che arrestò immediatamente il convoglio permettendo così ai passeggeri scendere e scappare.
Furono sganciate alcune bombe e il treno fu duramente mitragliato, ma per fortuna moltissimi passeggeri si salvarono dandosi alla fuga nella neve che abbondante copriva la campagna.
Una donna, Margherita Goitre di 68 anni, rimase vittima dell’incursione; destino ingrato per la famiglia perché la signora Margherita stava tornando a casa da Orbassano dove era stata a visitare il figlio Giuseppe morto in seguito alle ferite riportate nel mitragliamento del 9 gennaio.
Madre e figlio morti entrambi per la stessa causa, in due fatti uguali successi a distanza di pochi giorni uno dall’altro.
Mi viene da pensare, che Qualcuno ha aiutato questa mamma, che aveva una enorme pena nel cuore, a ricongiungersi e continuare a stare insieme a suo figlio.

Il 27 gennaio 1945, giorno dell’incursione aerea su Sangano, è una data che ha una valenza storica enorme perché quel giorno l’Armata Rossa aprì i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori che vi erano stati consumati.
Dal 2000 il Parlamento Italiano ha istituito la “Giornata della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Noi che siamo nati dopo la guerra e che la guerra l’abbiamo studiata sui banchi di scuola o al più sentita raccontare dai nostri avi, per quanti sforzi possiamo fare, non riusciremo mai ad immedesimarci nelle sofferenze, nelle paure, nelle ingiustizie subite da coloro che sono vissuti in quegli anni terribili.
Noi abbiamo però un dovere morale di riconoscenza nei confronti delle persone che hanno perso la vita siano loro militari o civili, perché anche grazie a loro oggi noi viviamo in un mondo migliore.
Ma ancora più forte è il nostro dovere morale nel fare qualcosa per ricordare, per non dimenticare!
E nel fare questo dobbiamo contare sui cittadini più giovani che sono i nostri eredi.
Sono i giovani che, con la conoscenza e la coscienza del passato del proprio popolo, sapranno unirsi, lavorare, lottare per un mondo migliore e senza guerra e soprattutto crederci!

Allora per concludere voglio lasciare ai giovani, ma anche a tutti voi che attentamente mi avete ascoltata una poesia che ho scelto tra le tante che parlano di pace.
Ne ho scelta una scritta da
TALI SOREK una ragazza tredicenne nata in Israele.

Ho dipinto la pace
Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per la sabbia ardente,
ma avevo l'arancione
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

Il taglio del nastro da parte di Silvio Pognante fratello di Carlo

Il discorso del Sindaco Adriano Montanaro

L'Assessore Laura Balocco legge il Protocollo di intenti

I Sindaci di Sangano, Bruino, Orbassano e il Consiliere di Giaveno Flavio Polledro

Il Sindaco di Bruino Andrea Appiano

Il Consiliere con delega alla cultura di Giaveno Flavio Polledro

L'Assessore alla cultura Laura Balocco e il Sindaco di Orbassano Eugenio Gambetta

Il Sindaco di Sangano Adriano Montanaro

firma del protocollo di intenti aderiscono:
Comune di Bruino - Città di Giaveno - Città di Orbassano - Comune di Sangano
Società di Mutuo Soccorso operaia Cattolica San Giuseppe Orbassano
Titolare del dominio internet www.3confini.it

Protocollo di intenti per il progetto denominato:
"Mitragliamento del trenino Torino-Giaveno. Dalla memoria alla storia”

Fotografie Luca Cerutti

 

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Maria Teresa Pasquero Andruetto