Pratovigero

Seguendo la stradina asfaltata che si inerpica sulla sinistra, verso il Monte Pietraborga, si arriva alla borgata che con i suoi 800 metri s.l.m., è la la più alta del territorio tranese. E’ posizionata in un luogo stupendo, a poche centinaia di metri dalla croce eretta, nel 1900, sullo spartiacque fra Sangano e Trana.
Dall’abitato si può ammirare il vasto panorama che spazia dalla Val Sangone alla conca di Avigliana, con i suoi due laghi, e lo sguardo, oltre la cima del Monte Cuneo, giunge fino al comune di Reano e, più in lontananza, alla Sacra di San Michele all’inizio della Val di Susa. Il borgo, abbandonato per alcuni anni, sta ora rinascendo lentamente. A testimonianza di una vita autonoma ed attiva del passato sono rimaste, purtroppo attualmente in disuso, la vecchia scuola elementare, chiusa nel 1953, la “Cantina della Volpe” ed il forno comune nel quale si cuoceva il pane.
La cappella dedicata a San Pancrazio, costruita nel 1700, richiama ancora oggi, ogni anno, la gente di Pratovigero alla festa patronale.

Dal libro:
Trana
Frammenti di storia e di vita
Stefano Barone – Ezio Capello
Lazzaretti Editore, 2008

 

29 giugno 1991

 

Un po' di Valsusa sulle colline di Trana

Nicolas De Catinat. maresciallo francese di Luigi XIV detto il Re Sole, dopo, le sonanti vittorie di Casale del 1681 e di Staffarda nel 1690, riprese a scorrazzare con le sue truppe per II Piemonte. Infatti nell'autunno del 1693 la situazione si fece drammatica in Val Susa, tanto che parecchie famiglie lasciarono le loro terre per mettersi al sicuro. Un bel gruppo di gente raggiunse Giaveno. Vedutala ritennero giustamente non fosse un luogo tranquillo e infatti le truppe del Catinat che incalzavano non tardarono di saccheggiare e mettere a ferro e fuoco il borgo prediletto dal Cardinal Maurizio. I profughi della Val Susa cercarono allora rifugio nei boschi e trovarono un posto impervio, ma adattissimo, verso la cima di una collina ¦che degrada verso est fino all’imbocco della strada del Biellese che porta a Trana. Era un posto bellissimo dal quale si poteva ammirare la splendida conca di Giaveno. I valsusini. constatato che da li potevano vedere senza essere visti, decisero di insediarvisi chiamando la località Pravigè, che nel loro gergo significava "posto dal quale si può vedere”. La nuova comunità si dimostro laboriosa e in pochi anni si costruì un ottimo borgo completandolo, intorno al 1700. con una bella cappella eretta in onore del loro protettore San Pancrazio. Pravigè ebbe all'Inizio del 1900 momenti di espansione, la popolazione salì ad oltre 150 persone. Un sacerdote cappellano, vi svolgeva la missione pastorale ed il comume di Trana istituì la scuola pubblica. Nel 1920 il signor Stefano Ferro apri un'osteria gestita in seguito dal nipoti Laura ed Adriano Cugno che seppero darle un grande impulso, tanto che arrivavano clienti anche da Trana e da Allivellatori di Cumiana. Era una comunità serena che viveva con la pastorizia, con la raccolta della legna e andando a tagliare iI grano nelle cascine della piana. Poi scoppiò la guerra. finì ed i giovani furono affascinati dalla città la popolazione di Pravigè diminuì rapidamente, il prete se ne andò, si chiuse l’osteria e anche le scuole, con molto dolore dell’ultima maestra Nuccia Sada. Ora il borgo è quasi deserto, ma chi ha vissuto in quella bella collina torna felice e in gran numero in occasione della festa patronale e da altre manifestazioni che sono parecchie nel corso dell’anno.

La Valsusa giovedì 7 maggio 1998
Ferdinando Sovrano

Cotizzi
negozianti di carbone

1781
Cugno Gio Antonio fu Giuseppe
1782
Cugno Flis Michele fu Antonio
1784
Cugno Flis Michele fu Domenico
Cugno Flis Michele fu Antonio
Rosa Sebastiano fu Giovanni
1785
Cugno Flis Michele fu Domenico
Cugno Flis Michele fu Antonio
Rosa Sebastiano fu Giovanni
1790
Cugno Michele fu Giovanni
Cugno Flis Giuseppe fu Michele
Rosa Gio Anto fu Sebastiano
Rosa Agostino
1791
Cugno Michele fu Gio Anto
Cugno Flis Giuseppe fu Michele
1792
Cugno Michele fu Gio Anto

 

A sx con il foulard in testa la bisnonna materna di Laura e Adriano Cugno
Pratovigero Cappella di San Pancrazio

 

Pratovigero Cappella di San Pancrazio

Interno sacrestia Cappella di San Pancrazio

Particolare - OFFENDERE NO ESIT

A sinistra il forno

Anni cinquanta, seduti: Gillio e Ferruccio, in piedi a dx Laura

Case Barbar - anno 1930 circa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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