Bruino
Le vigne del Tokaj

Prima esposizione di Rivoli 1906
diploma di medaglia d'oro
Aghemo Carlo - Bruino
vino Tokaj

Aghemo Carlo
Cascina del Maggiore
Bruino
Medaglia d'Oro - vino Tokaj

S.A.R. Il Principe Filiberto Ludovico Duca di Pistoia
Inaugura il Campo San Giorgio a Sangano (Torino)
a destra il Coll. Giuseppe Giusiana anno 1924

Comune di Sangano
Mandato di pagamento
Sig. Girad Orvaldo di Bruino
Provvista di sei bottiglie di vino tokai a £. 5 cadauna da servire nel
ricevimento di S.A.R. il Duca di Pistoia, 10 agosto 1924

Da destra il Coll. Giuseppe Giusiana,
il Principe Filiberto Ludovico Duca di Pistoia
e il Sindaco di Sangano Gioachino Gallo - 10 agosto 1924

Sangano - Villa Ferrero, anno 1915
All'interno in una parte del giardino vi era la vigna del Tokaj,
a settembre si vendemmiava con l’aiuto di alcuni sanganesi e si faceva un vino molto buono,
poi si concludeva la giornata con una merenda sinoira a tutti i partecipanti

I vigneti nel centro abitato (viaggiata 1938)

La Cascina del Maggiore

 

Alcune belle immagini della vigna del Tokaj

Pro loco Bruino
Compagnia del Tokaj

 

 

 

 

 

È bello poter rivisitare i luoghi nello spazio e nel tempo; tornare in un posto e avere nitide nella mente e nel cuore cartoline di un mondo che non c’è più. Mentre noi invecchiamo i luoghi ringiovaniscono, cambiano aspetto, mutano il oro utilizzo e tutto o quasi avviene in modo naturale.
Racconta la tradizione popolare che alcuni bruinesi arruolati nell’esercito napoleonico, al ritorno dalla tragica campagna di Russia, scaldarono le loro membra ed i loro cuori con un vino dal colore dorato e dal gusto secco, offerto loro dai contadini ungheresi. Essi presero alcune piantine di questo vitigno, per loro anche simbolo dello scampato pericolo e sinonimo di calore familiare, ed una volta tornati a casa le trapiantarono nel terreno ghiaioso di Bruino, dove attecchirono facilmente e crebbero, producendo molto frutto. Da allora per secoli, Bruino venne associata al suo vino, il Tokaj, che veniva prodotto in grandi quantità dai suoi contadini. Ma fu soprattutto grazie a AGHEMO CARLO, della Cascina del Maggiore, uomo di grande importanza, Maggiore dell’esercito piemontese, aiutante di campo del Re Carlo Alberto che il vino Tokaj di Bruino assunse ruoli importanti nella storia dell’agricoltura di queste valli; un vino di difficile produzione, una vite che ha bisogno di tempo e di tante cure per donare grappoli dal gusto zuccherino che si trasformano in un vino dal sapore inestimabile. Questo sono stati i contadini bruinesi che hanno sempre lavorato nei filari del tokaj, con costanza e dedizione, acquistando una grande maestria in questa “arte”, tant’è che nel 1906 all’esposizione di Rivoli, il okaj della Cascina del Maggiore fu premiato con una medaglia d’oro.
Ancora negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, sin quando era in funzione il trenino, molta gente veniva appositamente da Torino per gustare un buon bicchiere di Tokaj nella Piola della Piazza di Bruino. Fino alla fine degli anni 50 Bruino era terra rigogliosa di vigne e generosa di prodotti agricoli; poi l’avvento delle costruzioni industriali e l’allontanamento dalla campagna hanno lasciato terreni incolti o destinati ad altro uso. Solo in pochi hanno continuato a coltivare questa uva e a produrre, solo per uso personale, questo fantastico vino, nettare di un’inestimabile purezza e dal gusto unico.
Dall’anno 2017 LA COMPANIA DEL TOKAJ, piccola branca della Pro loco Bruino, con caparbietà e costanza ha riavviato la produzione del vino Tokaj, coltivando una vigna che a oggi conta circa 500 barbatelle. Grazie a questo gruppo di amici, capitanati da Aldo e Rossano, la produzione di questo ”nettare” oggi può tornare ad essere realtà, la voglia e l’entusiasmo di riportare la terra bruinese a terra di vigne di tokaj e alla produzione di questo vino non mancano, la vigna offre grappoli succosi, la vendemmia è un momento di festa per grandi e piccini e il profumo del vino che prende forma nella cantina di casa Prade non si riesce a spiegare, bisogna viverlo.
Il desiderio è quello di rendere questo vino e la sua vigna prodotti e terre DOC, regalare a Bruino e ai bruinesi un marchio e un’etichetta conosciuti oltre le rive del Sangone; Per adesso abbiamo cercato di dare un tocco di originalità alla nostra vigna, che è diventata LA VIGNA DELLE GIRANDOLE.
A partire dal 1996 la PRO LOCO di Bruino organizza la manifestazione “C’ERA UNA VOLTA IL TOKAJ”, che dal 1998 ha cadenza biennale; un viaggio nella memoria e nel cuore dell’Agricoltura bruinese. Un ringraziamento sentito all’Amministrazione comunale che negli anni ha sempre sposato e patrocinato l’iniziativa ed in particolare al Vice sindaco e Assessore al commercio e agricoltura ANELLO VERDUCI per la solerte disponibilità e collaborazione dimostrata in questi anni.
“C’ERA UNA VOLTA IL TOKAJ” non è un modo anacronistico per rivivere i tempi che non torneranno, ma una festa per ricordare i colori, sapori, suoni e momenti di vita che ci piace riassaporare, almeno una volta ogni tanto, per non dimenticare da dove veniamo…

 

Moscon e Moschera - I Muschin

Bruino è ormai un paese industriale, ma un tempo era prevalentemente agricolo e produceva, e produce ancora oggi in piccola quantità, oltre a granoturco, frumento e foraggi, anche un’uva speciale, strana per un paese di pianura. Si tratta del Tokaj bianco, importato dalla Grecia in Ungheria da Re Bela IV, e il di passato in Piemonte. Il suo nome era Harsleveler o Furmint (fiore dei monti), ben diverso dal Tokaj (che vuole dire “qui”) friulano: nella terra dei Roeri chiamò esso conservò un’analogia grafica col nome originale e si chiamò “Frumentin”.
I Bruinesi andavano fieri del loro vino, ma i vicini invidiosi, cominciarono a prenderli in giro, chiamandoli “Ciapamusche” (acchiappa mosche) perché in autunno, quando il vino fermentava, il paese veniva invaso dai moscerini, sollecitati dal dolce del mosto. I Bruinesi non se la presero e, quando dovettero scegliersi delle maschere rappresentative, crearono “I Moscon” e la “Moschera” e, come paggetti, tanti “Moschin”.
I personaggi indossano costumi di fantasia, di foggia cinquecentesca, cioè del periodo nel quale furono famosi, come feudatari del paese, i conti Malines, dei quali si conserva ancora un castelloIl gruppo “La Greppia” ha poidato vita a un singolare spettacolo: la battaglia della farina. Dei giovani, su carri e a piedi, si combattono, lanciandosi contro quattordicimila sacchetti, pieni di farina avariata e coriandoli, In breve una nuvola bianca sfuma i carri e i lottatori, conferendo al l’innocuo combattimento sapore di fiaba.

La storia del Tokaj e di Bruino
risale alla ritirata di Napoleone

Non è necessario andare in Ungheria per bere dell'ottimo Tokaj, basta recarsi a Bruino, 20 km a ovest di Torino. E' una storia bella che parte da lontano. Inizia il 14 dicembre 1812 in Russia. I soldati delle armate napoleoniche iniziano la ritirata, fra loro ci sono anche dei bruinesi. Sulla via del ritorno attraversano l'Ungheria e lì scoprono l'esistenza di un vino dorato dal gusto secco, il Tokaj. Portano a casa un fascio di barbatelle e le piantano in un terreno ghiaioso grazie al vicino Sangone.
Attecchiscono. Si tratta di una vite difficile, ha bisogno di tante cure, ma ne vale la pena. All'inizio si beve solo in famiglia. Secondo colpo di fortuna: il maggiore Carlo Aghemo, aiutante di campo di Carlo Alberto, s'impegna nell'impresa, e nel 1906 all'esposizione di Rivoli il Tokaj della Cascina del Maggiore vince la Medaglia d'Oro. Il Tokaj di Bruino assume un ruolo centrale nel panorama agricolo del Piemonte. I torinesi alla domenica prendono il trenino e vanno a bere il Tokaj a Bruino, nella Piola della Piazza. Finché, per fare un favore alla Fiat, le ferrovie intercomunali vengono soppresse (bisogna allargare il sedime stradale). Quella di Bruino chiude nel 1958 e intanto i bruinesi vanno a lavorare nelle fabbriche che spuntano come funghi. Restano in pochi a coltivare la vite, per fare un vino a consumo personale. Ma sono sempre meno per ragioni anagrafiche. Gira la ruota del tempo, i primi operai vanno in pensione e animano la Pro Loco, presieduta da Aldo Prade che, con Rossano Chinellato, a partire dal 1996 organizza la manifestazione “C'era una volta il Tokaj”. Dalla pro loco nasce nel 2007 “La Compania del Tokay” (non è un errore, la g mancante è voluta). Dieci anni dopo, nel 2017, grazie alla famiglia Bello, reimpiantano 250 viti e iniziano la produzione di un vino in purezza, sia bianco che rosso. Non è ancora in vendita ma se dite che vi mando io, ve lo fanno assaggiare.

La Stampa - venerdì 10 febbraio 2022 - a Cura di Bruno Gambarotta

 

A cura della compania del Tokaj: Prade Aldo, Negro Riccardo, Bernardo Nicola, Romussi Maurizio, Pacella Giuseppe, De Giorgio Renato, Casalicchio Mauro, Lepore Domenico, Busa Guglielmo, Boccalatte Enrico e Silvia, Marinetti Ivan e Cinzia, Di Bari Riccardo, Pelle Massimo, Prade Tina, Silicato Maria, Raimo Mauro, Bellino Marco, Contini Andrea, Servino Giancarlo, Ferrero Fulvio, Chinellato Rossano, Acomasso Massimo, Lentisco Rocco

 

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Maria Teresa Pasquero Andruetto