La bealera Comune o Gambarana da Sangano, Bruino a Piossasco

La Bealera di Bruino anticamente si denominava la Bealera Bergeria

Storia e fotografie

 

Originale - le sorgenti Baronis area SMAT- Tipo disegno anno 1772 - AST

BLU= Sangone e sorgenti o sorgizi Baronis (area SMAT) – a sx l'imbocco della Bealera Comune,
a dx l'imbocco della Bealera di Bruino o dei Mulini - GIALLO= Molino vecchio
FRECCIA NERA= indica l'antico molino dell'Abazia distrutto da una piena del Sangone nel 1706

Particolare originale - AST
A — Bealera di Piossasco su cui sono li molini dell’Abbazia
B — Bealera Comune di Sangano
C — Bealera di Bruino su cui erano li molini antichi dell’Abbazia
F — Fontanili o sian sorgenti di Baronis

Particolare dei fontanili o sian sorgenti di Baronis - AST
AZZURRO= fontanili - GIALLO= confine Trana-Sangano

Mappa antica di Sangano anno 1757 - AST
AZZURRO= Bealera comune - NERO= strade - ROSSO= Cappella di San Rocco - BIANCO= il Molino vecchio
GIALLO= Cascina Bergera, che nel 1490 era posseduta dal Sig. Antonio Falconieri de Sig.ri di Trana e si denominava il Colombero

Originale - Mappa antica di Sangano anno 1757 - AST

Colorata - Mappa antica di Sangano anno 1757 - AST
BLU= Fontanili o sorgizi - BIANCO= A sx Cascina Baronis - attualmente area SMAT

 

5 settembre 1780

Faciamo partito noi sottosignati, e sottoscritti Agostino Paviolo, e Carlo Olliva come pratici delle formazioni di ficche, alla ficca si deve formare a’ traverso del Torrente Sangone traversante il prato di Michele Franchino esistente nella Regione di Lilla, e gli alberetti o sia Goretti nella regione di Goretti, cioè al di sotto dell’imboccatura della Bealera comune per tramandare l’acqua di detta Bealera al Molino dell’ill.mo Sig. Marchese di San Tomaso a due ruotte, e pei benefici de particolari di questo luogo purchè vi sii acqua sufficiente in detto Torrente, e che la Bealera suddetta di detto Mollino comune anche a tutti particolari sia bene purgata sino al detto torrente sino al scolo vecchio, e detta curatura sarà a carico di detta comunità, o di chi ne è l’impresaro della medesima dichiarando noi sottosti che mancando l’acqua di non esser tenuti a far venire acqua in detta Bealera ne dalle sorgenti, ne da altro luogo ma soltanto della sudetta del torrente Sangone, e detta ficca promettiamo di quella fare nel luogo sovra espresso ed nel basso dell’alveo di detto Torrente di bosco, con pietre messe in buon ordine a forma di scarpa per quell’altezza resterà necessaria, per tramandare l’acqua di detta Bealera al molino suddetto, e della larghezza nel basso di detto alveo per lo meno di un trabucco, e fuori basso soltanto d’una tesa, e promettiamo di dare tanto acqua al molino suddetto fra giorni tre doppo avremo avuto l’aviso da detta Comunità di dar principio alla formazione di detta ficca, e s’obblighiamo solidariamente l’uno verso dell’altro, e l’altro verso dell’uno di adempire tutto quanto sovra mediante ne venghino da detta comunità sborsati per detta formazione di ficca suddetta doppo sarà terminata e collaudata l’opera la somma di lire cinquanta, promettendo inoltre di sostenere detta ficca doppo sarà seguita detta collaudazione, qual dovrà seguire ad ogni semplice nostra richiesta per mezzo d’un perito da eleggere da noi, da detta Comunità, e ciò tutto promettiamo solidamente come stato d’attendere, et osservare sotto obligo, e constituto possessorio dè nostri beni presenti e futuri in forma camerale dat Sangano li cinque settembre mille sette cento ottanta.

 

Sangano, il Molino Vecchio sulla Bealera Comune Gambarana
AZZURRO=Bealera - ROSSO=Molino Nuovo – GRIGIO= Strada Comunale Baronis - AST

 

Memorie per provare l’identità della Bealera comune di Sangano
con la Bealera permessa farsi dalla Comunità
per concessione dell’Abate per instrumento 10 maggio 1494

 

La Bealera denominata Comune, di Sangano, raccorsi (raccogliersi) che ha li sorgizi al di la del Sangone verso la Cassina Baronis, e condottili nel Sangone, si estraeva pochi anni fa dal torrente Sangone sul principio del territorio di Sangano dove confina con quello di Trana in distanza di trabucchi 78 circa dalla Cassina del Sig. Conte Bergera posta ai confini del detto territorio, et nella regione di Lilla, ed ora per corrusioni seguite si estrae alquanto più in basso.
Dal suo imbocco ha il suo corso in attinenza a mezza notte del tenimento del Sig. Conte Bergera di detta Cassina prato alteno e campo di giornate 22.79.6 descritto nel suo cattastro di Sangano del 1757 colli n. 280-281-282 e 283, indi nella pezza del Sig. Marchese di S. Tomaso di giornate 3.11 di castagneto prativo con edificio di molino descrito al n. 267 in detto cattastro attinente pure a mezzanotte al detto tenimento Bergera sino a dove incontra la via detta di Lilla e la pezza di prato della Sig. Angela Prever di giornate 7.38.10 descritta in detto cattastro col n. 265 ed ivi risvolta verso mezzo giorno decorrendo tra il suddetto tenimento della Cassina Bergera ed il detto prato Prever sino all’incontro della strada pubblica denominata di Trana.
Indi decorre al lungo ed a mezza notte d’essa strada di Trana ed a mezzo giorno di detto prato Prever colla tendenza a levante per la fuga di trabucchi ventitre, e poi si divide in due bracci uno de quali che è il maggiore traversa la detta strada indi decorre a mezzo giorno d’essa per la fuga di trabucchi 18 tendendo da ponente a levante, poi rivolta colla tendenza da mezzanotte a mezzogiorno in testa della pezza di campo degl’eredi Sig. Ambrosini descritta nel cattastro col n. 315, dopo la quale posta in testa della pezza campo dell’Abazia descritta nel cattastro col n. 312 nella regione di Fiarda, e successivamente decorrendo tra le regioni di Fiarda e della Falconetta sino alla strada denominata di Serena tende dal luogo di Piossasco a quello di Trana, ivi rivolta verso levante, e prende il suo corso al lungo della strada di Cumina Lunga, e va poi ad irrigare li beni di quella parte del territorio nella regione di San Lorenzo, Dorgnano, e Comina Lunga, nelle quali termina il territorio andando verso la Cassina Gambarana.
L’altro di detti due bracci che si dividono come soura continua a decorrere colla tendenza verso levante al lungo di detta strada di Trana posta a mezzo giorno e di detto prato Prever posto a mezza notte d’essa bealera sino alla Cappella di San Rocco in girando dietro detta Cappella, e traversando la via detta di Lilla continua il suo corso dalla stessa parte di mezza notte della detta strada di Trana al luogo della pezza di prato di Gio. Batta Vacchio fu Pietro, di Gabriel Vachio fu Pietro, e del sig. Avvocato Rocci descritta nel detto cattastro uguale colli n.n. 253, 252 e 214 sino all’incontro della prima casa della Villa di Sangano posta da quella parte della strada con orto di Micheletta Ludovica vedova del fu Sebastiano Ughetto descritto ne detto cattastro col n. 213 e mezzo, e così per la fuga dal detto partitore di due bracci sino alla detta prima casa di trabucchi 119 e poi traversando ivi la detta strada di Trana continua il suo corso verso levante al lungo ed a mezzo giorno di detta strada al lungo delle case della villa poste a mezzo giorno di detta strada di Trana sino alla contrada tendente dalla piazza al Sangone, ed ivi traversando detta contrada dirimpetto alla casa con orto di Giuseppe Grosso, descritto nel suddetto cattastro col n, 197 ma rivolta colla tendenza da mezza notte a mezzo giorno e decorre tra la contrada tendente alla piazza ed il detto orto del n. 197 l’orto di Battista Armando fu Bernardo, il sito del forno comune rovinato, e l’orto di Gioanni Padoano descritti nel cattastro colli n.n. 196.196 e mezzo e 195, indi continuando la stessa tendenza passa avanti la porta della Cassina e del Castello, indi al longo della casa con orto di Giovanni Merlo descritto nel detto cattastro col n. 194, e al lungo del giardino della casa Parrocchiale sino a che con un risvolto verso levante introducendosi in esso giardino descritto nel detto cattastro col n. 193 va dietro a detta casa a sboccare nel fosso del Castello che serve di peschiera indi fra li beni del Castello passando in altra peschiera va a bagnare li attigui prati di Pradonio del Castello o sia dell’Abazia, ed inferiormente ad essi varie pezze di prati di particolari segnati in detto cattastro colli n.n. 173, 174, 175, 176, 177 nella regione di Pradonio 175, A B C queste ultime tre nella regione di prato Vacchiero.
Punti di fatto tendenti alla verificazione del Tipo dimostrativo del corso della bealera Comune e dell’Abazia di Sangano delli 28 febbraio 1784 sottosto dal detto Ingegnere Gino prodotto nella causa dell’Abazia e la Comunità di Sangano in comparsa delli
2° - Che l’antica Bealera di detto molino ossia molini menzionata nell’instromento 10 maggio 1494 decorreva nella regione di Novaretto
3° - Che la regione allora denominata di Novaretto è quella stessa che ora resta compresa nella regione di Lilla e comprendeva li beni esistenti tra la strada di Trana e mezzodì il Sangone o il Rivasso a mezzanotte, la strada tendente dalla Villa di Sangano al Sangone o sia le case esistenti in detta parte della villa al levante, e la strada di Lilla e le fini di Trana a ponente, e si denominava promiscuamente di Lilla e di Novaretto
3° - Che anticamente si avanti che dopo il 1494 l’Abazia aveva un mulino con due ruote giranti poco lontano dal Sangone e nel sito in cui si vede designato in esso tipo, cioè nella parte verso mezzanotte del campo dell’Abazia designato col n. di mappa 180 in attinenza superiormente della Bealera ora denominata di Bruino e ne rimangono ancora dà vestigi de muri d’esso
4° - Che non poteva dalla regione di Novaretto decorrere veruna bealera al detto molino farlo girare se non nel cavo ancor esistente e tortuoso denominato Rivasso per la situazione più elevata non meno de beni di detta regione posti a mezzo giorno di detto Rivasso, che degli altri intermedi tra detta regione di Novaretto e li detti molini
5° - Che non vi è alcuna vestigia d’altro antico cavo nella regione di Novaretto che possa esser servito per Bealera di detto molino fuorchè il suddetto denominato Rivasso
6° Che l’acqua decorrente in detto Rivasso proviene dalla bealera denominata Comune ed anche da scolatizzi di fonti che bagnano con essa Bealera, e ricade poi infine nella suddetta Bealera denominata di Bruino dove questa attraversa la suddetta strada detta del Sangone superiormente al sito in cui esisteva il detto molino dell’Abazia e tale Bealera potrebbe servire al giro del medesimo se questo fosse ancora in piedi
7° - Che dal detto cavo antico ora denominato Rivasso l’acqua non poteva ne può andar a ricadere nel fosso del Castello circondante esso Castello.
8° - Che per conseguenza la Bealera che veniva in detto fosso del castello derivata dal Sangone era una Bealera diversa dalla suddetta Bealera antica del Molino e tutt’al piùpoteva esser comune colla medesima l’imbocco al Sangone con dividersi però da essa al principio del detto Rivasso
9° - Che allora si derivava dal Sangone nella regione di Lilla al principio del territorio verso Trana colla sua ficca mantenuta dall’Abazia una Bealera la quale decorreva per la regione di Lilla Novaretto poi nella Villa di Sangano.
10° - Che la detta Bealera era propria dell’Abazia, e gli Abati pro tempore disponevano liberamente dell’acqua d’essa non solamente per uso de’ prati dell’Abazia inferiormente al Castello denominati prati del Signore ossia Prato Domini ora Pradonio, ma anche concedersi solo ai particolari per bagnar i loro beni, mediante un fitto o sia pagare per l’adaquaggio, e togliendogliela in caso di mancamento o finito il tempo per cui era stata conceduta.
11° - Che la detta Bealera si denominava bealera del sig. Abate, Bealera del Castello di Sangano, Bealera dei prati del Signore cioè del padrone feudatario del luogo, che è l’abatedi San solutore maggiore di Torino, Bealera dei prati del Castello e Bealera di Prato Donio.
12° - Che la detta Bealera propria dell’Abazia aveva lo stesso corso che ora ha la Bealera denominata Comune sino a dove questa attraversa la strada di Trana nel sito designato nel Tipo colla lettera D al lato di mezzogiorno del prato segnato col n. 265 della Sig. Angela Prever in distanza di trabucchi 25 circa dal principio d’esso prato ossia dall’angolo tra mezzo giorno e ponente d’esso prato.
13° - Che la medesima Bealera propria dell’Abazia dal detto sito segnato D in giù aveva lo stesso che ha presentemente la Bealera contesa dalla Comunità sino al suo sbocco nel fosso del Castello nel modo che è designato in detto tipo.
14° - Che l’alveo di detta Bealera inferiormente al detto sito segnato D e d’una larghezza proporzionata ad una Bealera e non d’un semplice fosso destinato a ricevere scolatizi.
15° - Che il detto alveo in detto sito D ora altresì della stessa larghezza di cui è inferiormente e solamente fu ristretto nel suo imbocco ivi a detto sito D a ricordo dio come con il piantamento di due pietre in forma di bocchetto di concetto dell’affittavole dell’Abazia con avergli lasciata la stessa apertura che ha ancora adesso d’oncie otto liprandi circa senza venire posta ne colonne di modo che l’acqua della Bealera Comune possa così liberamente per esso alveo e non si può impedire che vi decorra salvo con otturarevolta per volta che si voglia impedire con sassi o fascine il detto bocchetto.
16° - Che la cassina ora posseduta dal Sig. Conte Bergera colli beni adesso adiacenti e la stessa e medesima che nel 1490 e tempo susseguente era posseduta dal Sig. Antonio Falconieri de Sig.ri di Trana e si denominava il Colombero, e fu dal medesimo riconosciuta enfiteotica semovente da essa Abazia e descritta per situata nelle fini di Sangano nella regione di Montecalvetto e consistente in un ayrale e suoi edifici cioè dal colmo della casa o sia dell’ayrale in giù verso Sangano con un forno con una pezza di alteno campo e prato simultenente a detti edifici di giornate 23 circa a cui coerenziano allora la strada pubblica, vale a dire la strada pubblica di Trana tendente da Sangano a Trana a mezzogiorno gli eredi di Pietro Tigleti e Giovanni Tigleti val a dire il prato Prever suddetto a levante, esso Sig. Falconieri per il residuo del suo tenimento situato sulle fini di Trana a ponente certa via Vicinale e Francesco Giacomo e Lanzeroto De Rosa vale a dire la via di Lilla e li fratelli Rosa figli del fu Gioanni Rosa a mezzanotte.

 

Memorie per la causa della Comunità di Sangano per l’acqua

 

L’Abazia di Sangano fondata circa il 1005 da Gezone Vescovo di Torino colla donazione fra le altre cose del luogo, e territorio e chiesa di Sangano con amplissime espressioni indicanti la solidaria pertinenza di tutti i beni, acque, molini che ha sempre da allora in poi posseduto solidariamente il feudo di Sangano.
Possedeva ivi tra gli altri effetti ritenuti uniti alla sua Mensa un Molino, di cui ne rimangono le vestigia ne’ muri rovinati, in attiguità d’un suo campo, ora denominato del Trucchetto sulla sponda della Bealera ora denominata di Bruino, la quale si estraeva dal Torrente Sangone al guado della strada tendente al Villar di Basse, e dopo il suo passaggio a lato di dette rovine del Molino decorre da ponente a levante costeggiando in detto campo del Trucchetto poi entra in mezzo ai beni dell’Abazia tra l’alteno della Braida e i prati di Pradonio e serve all’irrigamento d’una parte d’essi prati tutti dell’Abazia, ma non può irrigarli tutti per difetto, del necessario declivio riguardo ad una parte d’essi, indi rivolta verso mezzo giorno e prosegue il suo corso verso il luogo di Bruino somministrando però dell’acqua all’irrigamento d’alcuni beni nella regione del Devesio e nel tenimento della transazione.
Questa Bealera ora detta di Bruino anticamente si denominava la Bealera Bergeria, e si prendeva sotto li molini di Sangano, ed era tenuta dalli Consignori di Rivalta in enfiteusi dall’Abazia coll’obbligo del canone d’un turone d’oro rotondo, ed ora è posseduta dal Sig. Conte Malines feudatario di Bruino, il quale pochi anni fa fece giudicialmente annullare tutti li bocchetti che erano aperti su una bealera nel territorio di Sangano, fuorchè quelli dell’Abazia, e quello del Devesio di cui sopra si è fatta menzione, e quello che nel tenimento della transazione serve ai beni del medesimo tenimento. Non sapendosi il modo in cui sia passata detta Bealera al Sig. Conte di Bruino, ne in contradditorio di chi abbia ottenuto tale otturamento.
Inferiormente alla detta Bealera di Bruino si estraeva altra bealera anticamente denominata la Girauda, detta poi in appresso bealera della transazione, ed ultimamente Bealera dei Padri della Novalesa, li quali possedono nel tenimento della transazione una Cassina detta dell’Ora con giornate 100 circa beni enfiteotici semoventi dell’Abazia, e questa si trova che altre volte la tenevano anche in enfiteusi come soura li Consignori di Rivalta al fitto di dodici denari Genovini da pagarsi all’Abazia , e si prendeva sotto la fine de molini di Rivalta, ed ora si prende all’altro guado del Sangone nella regione del Devesio, altre volte Vado di Vayr dove la strada da Bruino tendente al Villar di Basse traversa il Sangone, alquanto inferiormente a dove esisteva la ficca divertente l’acqua del sangone per condurla ai molini di Rivalta come si ricava da atti di lite, tra detti Padri. e Consignori e Comunità di Rivalta.
Per impinguarla detta Bealera Bergeria li Sig.ri di Rivalta godevano altresì in enfiteusi dall’Abazia col peso del canone d’un grosso uno scolatore, che si prendeva sotto i pratio di Pradonio, col quale l’acqua discendeva dal detto prato si conduceva al Sangone e nel Sangone o si è alterato notabilissimamente lo stato de terreni per le corrosioni del Sangone, giacchè non può dubitarsi che la Bealera ora di Bruino fosse la Bergeria.
Per far girar il suo molino antico suddetto l’Abazia estraeva dal Sangone una Bealera de’ Molini, la quale non si può ubicare precisamente dove usciva affatto dal Sangone, ma facendo questo diversi bracci si cominciava a prendere dal primo braccio o sia dal più vicino alla scarena raccogliendo ivi anche l’acqua de sorgizi superiori che in esso cadevano i quali erano come sono ancora vicino alla Cassina Baronis e dirimpetto alla fabbrica che allora vi era in una vigna del Sig. Giorgio Feyditi de Consignori di Coazze, facendo una ficca in esso primo braccio, e quindi per mezzo di successivi cavi e fiche conducendo l’acqua negl’altri bracci del Sangone e nuovamente estraendola da essi, venivasi finalmente ad estrarre da tutto l’alveo del Sangone tutta l’acqua d’esso torrente insieme alla suddetta dei sorgizi, e per via d’un cavo o sia bealeraformata fra mezzo ai beni posti nella regione di Lilla superiormente al Molino si conduceva ad esso Molino.
Il sito preciso, in cui esistesse l’imbocco di questa Bealera de Molini dell’Abazia, non si èpuò accertare, ma certamente era inferiore all’imbocco della bealera ora denominata Comune, perché questa si dimandò dalla Comunità, e si accordò dall’Abata Amedeo Romagnano nel 1493, che si potesse formare superiormente, e con patto che da essa in certi tempi s’introducesse l’acqua nella detta Bealera de’ Molini e assai verosimile che il cavo d’essa Bealera de Molini fosse quella che ancora esiste nella regione di Lilla e si denominasse Rivasso il quale a ponente comunica colla detta Bealera Comune e va a comunicare a levante colla detta Bealera di Bruino avanti che giunga al detto Molino convien però pensare, che non fosse molto inferiormente il detto imbocco, e successivo cavo, a quello della Bealera Comune, poiché doveva derivarsi da esso un’altra Bealera denominata del Castello o sia del Sig. Abate, ed anche della Villa, la quale si trova dai consegnamenti del 1477, e 1394 che già esisteva allora, e decorreva come decorre ancor adesso, al lungo della regione di Lilla, ed in quella del Novereto, e nella villa di Sangano, che va poi a sboccare nel fosso che circonda il castello e serve di peschiera indi va in altra Peschiera inferiore dell’Abazia e poi a bagnare li prati di Pradonio d’essa Abazia cioè quella parte che non può bagnarsi colla Bealera di Bruino, indi anche l’altra parte.
Si prendeva l’acqua per il Molino e come infra cioè con una ficca in mira della casa del Sig. Giorgio di Coazze ed una casa degli eredi di Sebastiano Baronis poste nella costera e vigne dei sorgizi, qual di la si conduceva nel Sangone, dove facevasi dall’Abazia e dalla Comunità una fica nell’alveo d’esso fiume, e con tal ficca prendeva l’acqua d’esso Sangone con predetta acqua de sorgizi e conduceva esse acque in altro piccol braccio del Sangone, ed in questo fatta altra ficca si conducevano tutte esse acque in altro braccio del Sangone, e prendeva tutte quattro esse acque per via d’un’altra ficca formata dove si dice in Lilla coerenti certi da rosa, e la conduceva tutte sino a certo altro sito ivi vicino, e distante un tiro di picciola pietra dal detto ultimo braccio, cioè ad un luogo dove sono due schiansoire anche denominate in lilla delle quali schiansoire una conduce parte de detta acqua ai prati della comunità ed uomini di Sangano, e l’altra conduce l’altra parte cioè la metà di detta acqua ad adacquare i prati dell’Abazia quale metà cioè quella che discorreva ai detti prati dell’Abazia il molinaro d’essa Abazia quando ne aveva bisogno la prendeva, e la conduceva per uno scolatore o sia Bealera ivi vicino ad esse schiansoire nel predetto ultimo braccio del Sangone, e la quale schiansoira conducente e divertente la metà dell’acqua predetta ai prati della Comunità di Sangano e superiormente alla suddetta divertente l’altra metà ai prati e molini dell’Abazia, e tende e discorre verso il luogo di Sangano a mezzo giorno, e nel predetto ultimo braccio del Sangone mediante un’altra ficca, che faceva, prendeva e conduceva da’ suoi Molinari la predetta acqua ivi divertente
Come disse per una Bealera discorrente ad essi molini di lungo in lungo vicino ai beni d’alcuni di Sangano cioè cominciando da esso ultimo braccio del Sangone sino al fondo di Chiaffredo da Udrieto alias Molli, indi vicino ad altro alteno di Mattia Venisio e successivamente sino ad esso Molino dell’Abazia.
Ed in sostanza nel modo soura deposto prendeva e conduceva tutte la acque del Sangone e di detti sorgizi che tener poteva mediante dette ficche ne luoghi predisposti.
La suddetta metà dell’acqua per i prati della Comunità si divertiva ad essi con la suddetta schiansoira superiore solamente quando li molini dell’abazia abbondavano d’altra acqua, ma se questi ne avevano bisogno divertivano anche detta metà al Molino.
Senza data

 

Imbocco e scaricatore Bealera Comune Gambarana febbraio 2013

Imbocco e scaricatore Bealera Comune Gambarana maggio 2013

Scaricatore Bealera Comune Gambarana maggio 2013

Imbocco e scaricatore bealera Comune - febbraio 2014
Scaricatore bealera Comune - febbraio 2014

 

Scaricatore e imbocco Bealera Comune Gambarana e scaricatore - alluvione novembre 2016

Imbocco Bealera Comune Gambarana - alluvione novembre 2016

maggio 2018

Sangano - samboira uso antichissimo ancora vigente ricevevano l'acqua dal mezzogiorno del sabato
al mezzogiorno della domenica per non lasciare senza forsa motrice per lungo tempo il Molino Vecchio
nella foto di destra si vede il fosso della samboira che bagnava i prati di Lilla

Sangano - la Bealera Comune Gambarana al Molino Vecchio
Anno 1757 Sig. Carrone Ill.mo Marchese di San Tommaso Torino

Sangano - la Bealera Comune Gambarana al Molino Vecchio
Anno 1757 Sig. Carrone Ill.mo Marchese di San Tommaso Torino

Sangano - la Bealera Comune Gambarana al Molino Vecchio

Sangano - la Bealera Comune Gamberana al Molino Vecchio

Sangano - la Bealera Comune o Gambarana verso Bruino

Sangano - la Bealera Comune o Gambarana verso Bruino

 

Il fiume Sangone, ricordato anche da Pavese, offre un rifugio dal caldo
Il mare dietro casa per chi resta
Comodo arrivarci e vicino al posto di lavoro, “ma una volta era più pulito”

«Andò invece il giorno dopo negli stessi boschi, per una lunga strada polverosa e, raggiunto il Sangone per dei sentieri molto più a monte che non fosse mai risalito con la barca trovò un ristagno chiaro e tranquillo, chiuso fra sterpi e cespugli, il luogo gli piacque, e si spogliò in mutandine, si bagnò, si stese al sole, fumò guardando il cielo tra i salici - trascorse un'ora indimenticabile. Ci tornò con la bicicletta ben presto, e se ne fece - era il mese di luglio - un'abitudine”. Così scriveva Cesare Pavese, fra il 1941 e il 1942 nel racconto "La famiglia", che venne pubblicato da Einaudi circa un decennio più tardi. Oggi come allora le circostanze non sono mutate: i luoghi dove è possibile immergersi nel Sangone, dalla Fontana Mura, dove sorge nei pressi del Colle della Roussa, a Moncalieri, dove confluisce nel Po, sono numerosi e frequentati.
A Sangano il più conosciuto è quello dove sorgeva la diga, oggi semidistrutta dalle piene, da cui nasceva la bealera artificiale della Gamberana. Qui ogni giorno in tanti arrivano per bagnarsi e rinfrescarsi e, nei fine settimana, il luogo è meta dei “merenderos”.
Giovanni lavora a turni in una fabbrica metalmeccanica: “Frequento questo posto da quando ero ragazzo, l'acqua è pulita, è tranquillo e qualche sabato ci vengo con i miei amici”. A qualche decina di metri c'è Francesca, cassiera part-time in un piccolo supermercato: “Per andare In Liguria devo aspettare il mio giorno libero e spendere almeno 30 euro soltanto per l'autostrada, poi servono i soldi per il gasolio, la spiaggia e il cibo; qui mi abbronzo gratis e posso starci fino a 20 minuti prima dell'inizio del lavoro”. Nei pressi del ponte di Trana, immersi nel torrente fino alle coscie incontriamo Paolo e Alessandro; sono qui per pescare. Poco più in su un gruppo di ragazzini della scuola media di Sangano in bicicletta: i genitori sanno che si trovano qui, dicono, e ci vengono per fare il bagno tutti i giorni dopo aver giocato a calcio. Antonella e Federico sono pensionati: “Una volta, forse, c'era più pulizia rispetto per gli altri: spesso si accendono fuochi, non si pulisce e si lasciano bottiglie e immondizia in giro”. Aron e Dana, marito e moglie che arrivano da Rivalta in bicicletta, rumeni (ci tengono a farlo sapere) da circa un decennio in Italia, non hanno alternative: “Siamo qui perché non possiamo andare in vacanza”; sono gli unici, tra le decine di persone ircontrate, che ci hanno chiesto se volevamo pranzare e dividere una birra con loro.

L'Eco del Chisone mercoledì 22 agosto 2018
Luca Cerutti

La diga vecchia della bealera Comune Gamberana - febbraio 2014

Agosto 2018

Agosto 2018

Agosto 2018

 

La Bealera di Bruino anticamente si denominava la
Bealera Bergeria

 

Piano Topografico del Comune di Sangano - AST
AZZURRO=Imbocco e Bealera dei Molini

Piano Topografico del Comune di Bruino - AST
AZZURRO= Bealera de Molini

Bruino- Mappa Napoleonica, AZZURRO= Bealera dei Molini e fossato del Castello

Sangano mappa rabbini anno 1864 - AZZURRO= imbocco e Bealera di Bruino

Cartina anno 1902 - AZZURRO= imbocco Bealera di Bruino - MARRONE= strada e ponte Sangano-Villarbasse

Bruino - Mappa napoleonica AZZURRO= Bealera detta la Duranza - ROSSO= Cascina Lora

Sangano - imbocco della bealera di Bruino detta dei Mulini, anticamente Bealera Bergeria

Canale della Bealera di Bruino detta dei Mulini, anticamente Bealera Bergeria

Sangano - il ponte che attraversa Via Villarbasse

Sanmgano - dopo il ponte

 

 

 

 

 

 

 

Sangano - Regione Braida

 

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