Il Sangonetto da Trana, Sangano a Piossasco

La bealera Superiore

 

Trana -Moranda, dove la bealera si divide in due
sx bealera Sottana (= Inferiore) dx da monte (= Superiore)

Trana -Moranda, dove la bealera si divide in due
sx bealera Sottana (= Inferiore) dx da monte (= Superiore)

Sangano - Prato dell'Abbà maggio 2018

Sangano - Prato dell'Abbà maggio 2018

Sangano - Prato dell'Abbà maggio 2018

Sangano - Prato dell'Abbà maggio 2018

Sangano - via delle Prese, a dx un'affluente della bealera superiore - alluvione novembre 2016

Sangano - il Sangonetto inferiore in via delle Prese - maggio 2019

Sangano - il Sangonetto Superiore alla Cascina Micheletti

Trana - Atto di nascita 21 ottobre 1870

L’anno mille ottocento settanta, e talli ventidue del mese di ottobre in Trana verso le ore dieci e mezza di mattina…
Avanti a me Colla Francesco Sindaco…
Giay Levra Gaspare del vivente Stefano, d’anni trentasette contadino, nato, e residente nel presente territorio di Trana, Borgata Moranda/Montagnino, il quale alla presenza dei signori…testimoni, mi ha presentato un bambino di sesso femminino che dichiara essergli nato alle ore sette pomeridiane del giorno di ieri ventuno dello spirante mese di ottobre mille ottocento settanta, dalla di lui moglie Giughese Margarita del fu Bernardo, nativa di Trana seco lui domiciliata, e nella casa di proprietà del Giay Levra Stefano genitore del consegnante, posta al presente territorio di Trana Borgata Moranda Montagnino/ sotto il numero tre, alla quale figlia dichiaro di darle i nomi di Orsola Teresa Rosa…

Sangano - Atto di morte 28 luglio 1873

L’anno mille ottocento settantatre addì ventinove del mese di luglio in Sangano ed alle ore sei pomeridiane nella casa Comunale dinnanzi a me Ramassotti Giovanbattista Sindaco…
Sono comparsi Rossi Giacinto d’anni sessantuno Chirurgo, e Cattero Giovanni d’anni quarantaquattro minusiere, testimoni e residenti in questo comune, i quali mi hanno dichiarato che addì ventotto del mese di luglio mille otto cento settanta tre ed alle ore sei pomeridiane, nella Bealera Superiore, vicino alla cassina del Sig. Micheletti Agostino, all’Aprà numero dodici, in questo Comune “SI È TROVATO CADAVERE” Giay Levra Orsola Teresa Rosa detta Maria d’anni due mesi nove, nata e residente a Trana figlia di Gaspare e Margarita Giughese coniugi Giay Levra contadini e residenti a Trana

Il Sangonetto superiore Piossasco - Regione Galli

Il Sangonetto superiore ai Tiri di Piossasco

Il Sangonetto Superiore ai Tiri di Piossasco

Sentiero verso l'area Tiri e San Valeriano - Piossasco

Sentiero verso l'area Tiri e San Valeriano - Piossasco

Sentiero verso l'area Tiri e San Valeriano - Piossasco

Il cancello sottostante Villa Luzzati sulla bealera superiore - Piossasco

Villa Luzzati, nonostante l’avvicendarsi di diversi proprietari, ha conservato, il nome originario: Si trova in Via Monte Grappa. All’inizio del viale che conduce all’edificio, sulle colonne che sostengono il cancello in ferro battuto capeggiano due targhe in bronzo con il nome dell’antico proprietario. Primo Levi, che da giovane frequentava la casa estiva dei suoi nonni materni, ricorda gli acroteri sormontanti i pilastri, oggi scomparsi. A argine del confine con le proprietà Scheffer e Cadodorina si ritrovano robinie, bambù e pini neri che conducono alla villa. In posizione sopraelevata rispetto al terreno antistante, l’edificio guarda su un piccolo giardino a “balcone” protetto da un parapetto in ferro battuto. La proprietà è divisa in due parti: quella nobile è in posizione pianeggiante rispetto a quella rustica che degrada verso la Bealera Superiore.

Dal libro: Piossasco da borgo a paese
Note e memorie catastali 1786- 1922
Mario Cattelino – Gianfranco Martinatto

A fianco del cancello di Villa Luzzati - Piossasco

La Chiesa di San Giulio protettore dei muratori, alle spalle la bealera Superiore - Piossasco

Tra i ricordi più significativi della mia infanzia, trascorsi a Piossasco in Via Mario Davide, ci sono i miei amici e i miei vicini di casa.
I loro nomi sono Maria Teresa, Rosina, Francesca, Pina, Paola e Franco.
Non c'era molto negli anni '50, ma l'amicizia ci legava e specialmente d'estate ci trovavamo per giocare al Pilone della Madonna della Neve di proprietà di Chiantore Maria Teresa, che c'è tutt'ora !
Proprio di fronte a casa nostra, scorreva l'acqua che arrivava dal Sangonetto. Lì, mia nonna Lucia (detta "Ciota") e mia mamma Angiolina andavano a lavare con la panca, una specie di asse che si immergeva nell'acqua per poter sbattere i panni. Ne avevo una piccola anche io che aveva costruito il mio caro papà, Mario.
A dieci minuti da casa, sorgeva la Chiesetta di San Giulio, immersa nei bellissimi prati. Rosina, una delle mie care amiche, portava li le mucche a pascolare e io andavo a farle compagnia; giocavamo, correvamo e facevamo merenda insieme sul prato vicino alla Chiesa.
Quando faceva molto caldo ci mettevamo un costume da bagno (fatto dalla sarta). Ricordo che il mio era rosso a pois bianchi, tutti insieme facevamo il bagno nella bealera Sangonetto ed eravamo felici.
Anche se non c'erano pericoli, con noi c'erano almeno due mamme che ci davano da mangiare e prendevano il sole con noi.
Ho un bel ricordo della sera, quando la mia famiglia (compresi i nonni paterni) insieme alle altre famiglie vicine, preparavamo i cestini e le coperte e andavamo a fare la "merendo sinoira", composta da antipasto rosso piemontese, acciughe al verde, salame, frittatine, pane casereccio e del buon vino.
Si cantava e si rideva insieme al chiarore della luna, condividendo il cibo e allegria con gli altri in modo disinteressato e genuino.
La Chiesetta di San Giulio veniva addobbata a festa per la Santa Messa, mi sembra a Gennaio, perché San Giulio è il protettore degli edili e dei muratori.
Nel giorno del Santo, venivano ti molte persone, tra cui muratori e costruttori.
Si faceva una grande festa insieme che si concludeva con un pranzo alla Società, in Via Palestro al Canuti d'or.
In quella occasione a noi bambini donavano dei dolci e del pane e cioccolato. Ricordo ancora il profumo e sapore di quel pane appena sfornato.
Porto tutti questi ricordi nel mio cuore.

Anna Pereno

 

La bealera superiore dalla Chiesa di San Giulio verso San Vito - Piossasco

 

 

La Bealera Superiore sotto il passaggio carraio in via San Vito - Piossasco

Particolare della scaletta sotto il passaggio carraio in via San Vito - Piossasco

Bealera superiore via del Campetto angolo via del Convento Vecchio - Piossasco

La Bealera Superiore scorre sopra il Rio Martignona - Piossasco (20 dic 19)

Particolare della Bealera Superiore (20 dic 19)

Con la paratia alzata la Bealera Superiore scende nel Rio Martignona (20 dic 19)

 

Leggenda

Il discorso corre su un filo di mistero; la montagna che sovrasta Piossasco e lo protegge dalla gelida tramontana fa scaturire dal suo seno una serie di fontane che con il gorgolio dell'acqua accumulata dal gocciolio delle nevi o dai temporali improvvisi scende dalle fenditure raccogliendosi in un rivo dal nome sinistro e fantasioso detto La Martignona, esso seguendo un percorso sinuoso in mezzo ai rovi e felci giunge a fianco del muro perimetrale del castello poggiato sulla rocca del Gran Merlone, nel passare sotto un ponticello della strada che porta al Campetto il rivo si inabissa e crea un luogo orrido che la fantasia popolare ha definito posto per le maschere, creature indefinite, metà donne e metà streghe.
Si racconta che esse si facevano vedere dagli uomini che si recavano al mattino di buon'ora al lavoro dei campi, esse li aspettavano in quel punto. Martinatto Giovanni detto Giuvanin Pessana ne ha incontrata una, erano le 2,30 del mattino e lui con la falce in spalla si recava al taglio del fieno. Arrivai presso il luogo della Martignona — egli racconta — e come per incanto me la trovai davanti, non distinguevo bene come fosse, la vidi grossa con un cappellaccio e quando titubante le passai vicino non si mosse.
Passato che fui, la creatura cominciò a seguirmi saltellando e gesticolando, quando giunsi ad una distanza ragguardevole ed avendo una tranquillità per la vicinanza di un cascinale, mi girai e la lama della falce vibrò nella luce lunare, la misteriosa creatura scomparve come per incanto.

 

Il Rio Martignona che scende dalle pendici del Monte San Giorgio

 

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Maria Teresa Pasquero Andruetto