Le Prese di Sangano

“O vej 'd mia ca, cost sangh che an ancaden-a
A l’è 'd na fòrsa che a tëm nen la mòrt:
basta che iv pensa për che im senta fòrt
për che im senta la ment ciàira e seren-a”

di Giuseppe Pacotto "Pinin Pacòt" scrittore 1899 - 1964

 

Archivio di Stato di TORINO
Mappa antica anno 1757

CICLAMINO=Prese due nuclei abitati, case Andruetto e case Marone
GRIGIO=bosco ceduo, ROSSO= castagneretti per pali delle viti e castagneto da frutto, GIALLO= campi, VERDE= prati,
LILLA= Pianeti grandi e Pianeti piccoli pascolo comune, ROSA=Rochette terre aride, NERO=sentieri, AZZURRO= rio del Lupo e bealera superiore

 

Archivio di Stato di TORINO
Mappa Rabbini 1864

Foglio II le Prese - tipo di coltivazioni - elaborazione propria
GRIGIO= bosco ceduo, ROSSO= castagneto da frutto
GIALLO= campo o campo arborato, ROSA= rocce terre aride
VERDE= prato o prato arborato, VIOLA= pascolo comune

 

Archivio di Stato di TORINO
Mappa Napoleonica 1812

tipo di coltivazioni - elaborazione propria
GRIGIO= bosco ceduo, ROSSO= castagneto da frutto, GIALLO= campo o campo arborato, NERO= sentieri
BLU= pascolo, ROSA= abitato, VERDE= prato o prato arborato, VIOLA= terre aride o brossaglie

 

Mappa aggionata al 1931 - NERO= i sentieri - AZZURRO= le sorgenti - BIANCO= abitato

Foglio 11 Prese Ca’ Maroun e Ca’ Andervet - tipo di coltivazioni
GRIGIO= bosco ceduo, ROSSO= castagneto da frutto
GIALLO= campo o campo arborato, VERDE= prato o prato arborato
ROMBO VERDE=termine di forma di prisma triangolare n. 73
i tre confini Sangano-Trana-Piossasco

Foglio 10 Prese Verdina - tipo di coltivazioni
GRIGIO= bosco ceduo, ROSSO= castagneto da frutto
GIALLO= campo o campo arborato,
VERDE= prato o prato arborato
BLU= pascolo

 

I campi venivano coltivati a segala, biada, poco grano, patate, barbabietole e rape
Le piante da frutta: pere, ciliegie, mele, noci e ramassin gialli e neri, sotto i castagneti pascolavano i bovini - animali: bovini e due o tre pecore per la lana. Le foglie secche venivano raccolte e usate nella stalla come lettiera per i bovini

Come avveniva la raccolta e il trasporto delle foglie

 

Con questa testimonianza possiamo capire come si viveva alle Prese di Sangano,
che distano 500 metri dalle Prese di Piossasco, dove tutti si conoscevano, e alcuni anche parenti
Prese di Piossasco
Testimoniali d’attestazioni del saccheggio delle Prese fatto da Francesi 1654

 

Alle Prese vi sono tre nuclei di case: Ca’ Maroun, Ca’ Andervet e la Verdina (case Marone e Andruetto dal cognome delle famiglie del luogo)
Anticamente questo luogo (Sangano) era molto più importante di quel che lo sia di presente: viene indicato sia come corte in un solenne atto, cioè nella carta di fondazione dell’abbazia de’ Ss. Solutore Avventore ed ottavio, fatta da Gezone vescovo di Torino verso il fine secolo X: ivi si legge Curte quae dicitur Sanganum, vallis Novelasca, palatiolum, Susinascum, et regianum prope vel juxta eamdem Curtem jacentes.
Il vescovo Landolfo, successore di Gezone, nella sua carta di conferma dell’anno 1011 ripete lo stesso, aggiungendovi le chiese di altri circonvicini villaggi dipendenti allora dalla pieve di Sangano; la qual terra vi si fa come centro e capo di quelli, cioè de Trana, de Bruino, de Plociasco, de Rheano, de Prelis, de valle de Novelasca…et omnem decimam totius Curtis de Trana et de Bruino et de valle de Novelasca, et de Prelis, et de Bassa et de Cursano.
Alcuni di quest villaggi sono distrutti, e di alcuni altri che tuttora esistono si alterò il nome, come de Prelis oggi le Prese, Bassa villar di Basse, non diverso da Bacianum o Basianum dell’Ottoniano diploma del 1001. La terra di Sangano giace appunto quasi nel centro alla destra del torrente da cui sembra aver tolto il nome, quantunque l’uno già si denomini Sango e Sangone, e l’altra Sanganum nel X secolo come apparisce dalle sopraccennate carte, e da una del marchese Adalberto dell’anno 929.
G. Casalis, Dizionario degli stati sabaudi, alla voce Sangano – Torino 1849

Descrizione di una casa delle Prese nell'anno 1753 - Accompra d'Antonio Andruetto da Claudio Bernardino Ferro
L’anno del Signore mille settecento cinquantatre et alli quindici del mese d’aprile doppo il mezo giorno fatto in Piossasco e Palazzo dell’ill.ma Sig.ra Contessa Piossasco Piobesi e Bardasano, ivi avanti meco notaio sottoscritto, et alla presenza ivi detti Giuseppe Antonio Bertetto di questo luogo et del Sig. Enrico Baudino testimoni colle parti cogniti …
Ad ognuno sia manifesto che alla presenza delli suddetti et infrascritti testimoni et avanti a me notaio sottoscritto personalmente constituito Claudio Bernardino Ferro del fu Michele delle fini di Sangano, il quale in ogni miglior modo e sia di raggione possibile et secondo l’uso e natura delle cose, e beni situati sovra dette fini (borgata Prese) di Sangano e vendita luoro, spontaneamente liberamente per se suoi eredi, ha dato venduto, trasferito, allienato, e rimesso, come per virtù del presente istrumento da (illeggibile) cede trasferisce, alliena e rimette, ad Antonio Andruetto(1709-1788) fu Giacomo (1672-1742) di dette fini presente ed accettante per se suoi eredi, cioè un corpo di fabbrica, distrutta e rovinata costituente casa focolare al piano terra crotta con scala al piano di terra sovra coperto, salvo detta casa, coperta una parte fra coppi e paglia, con ajra orti, sitti ragioni et pertinenze in tutto di giornate una situati sovra dette fini di Sangano (b.ta Prese) et reggione detta Rocheria coerenti, a levante detto accompratore a mezzo giorno Pietro Andruetto, a ponente Pietro Spesso a notte detto Spesso e detto accompratore, salve altre coerenze se vi fossero,…

Nel 1610 la famiglia Rocha risiedeva alle Prese, come risulta dagli atti della parrocchia di Trana

Censimenti anni: 1560 ab. 250 - 1571 ab. 262 - 1612 ab. 351 - 1734 ab. 420 - 1741 ab. 332 - 1753 ab. 388 - 1774 ab. 513
Censimento dell’anno 1780 - Alla Borgata Prese, che devono essere 14 in 15 famiglie delli Tarquini, Marone, Spesso ed Andruetti che si calcolano persone n. 65, ed voci per inteso dal Sig. D. Gattino che il n. delle persone secondo la notta dal medesimo fatta in occasione dell’economato della Parochia ascende al n. di 540. (trascritto come da originale)
Censimento dell’anno 1825 – Capoluogo 359 – case sparse 107 - Borgata Prese: Spesso, Marone e Andruetto 47 totale = 513
Censimento dell’anno 1845 – Capoluogo 438 – case sparse 106 - Borgata delle Prese: Spesso e Andruetto 57 – totale 601
Censimento dell’anno 1848 – 525 - Borgata delle Prese: Spesso e Andruetto 53 – totale 578
Censimento dell’anno 1861 – Capoluogo 544 - Borgata delle Prese: Spesso, Andruetto e Ruffino 66 – totale 610
Censimenti anni: 1871 ab. 621 – 1881 ab. 603 – 1901 ab. 550 – 1911 ab. 506 – 1921 ab. 443 – 1931 ab. 423 – 1936 ab. 419
Censimento dell’anno 1951 – Capoluogo 358 case sparse 179 – Borgata Prese 12 – totale 549

Anno 1861 - Rosso Sig. Sacerdote D. Gianni, maestro di scuola degli alunni della "borgata Prese" - Retribuzione nella di lui qualità controscritta pell'anno 1861 £. 50
La scuola fu chiusa definitivamente al termine dell’anno scolastico 1921/22. Dall’anno scolastico 1922/23 avevano continuato a frequentare la scuola, ma recandosi alle Prese di Piossasco, probabilmente per l’esiguo numero di bambini in età scolare.

 

21 novembre 1922 Tema
La mia scoletta.
Dite dove situata, com’è al di fuori e dentro.
Dite se la preferite all’altra scuola, perché.
Dite dove vi trovate in essa.
Svolgimento.

La mia scoletta e situata in mezzo alla due borgate. E vicina alla trada, attaccata alla chiesa. Al di fuori e brutta perché non è bianca, ma dentro mi piace perché è bella bianca e pulita. Ha due finestre una più grande dell’altra e una porta, le pareti sono vuote vè solo il crocifisso la lavagna e il pallottoliere. I banchi sono brutti dondolano faccio muovere i miei compagni, e loro fanno muovere me. Si può scrivere abbastanza bene. Preferisco l’altra scuola perché quando nevica ero più vicino. I banchi erano migliori, però non era tanto chiara, e più nera. Nella mia scoletta mi trovavo bene. voto 8 (trascritto come da originale)

22 febbraio 1923 Tema
La strada che debbo percorrere per venire a scuola.
Svolgimento.

La strada che debbo percorrere per venire a scuola è brutta. Vicino alla strada vi sono rocce, alberi, castagni. La strada che passa in mezzo a una borgata, e soltanto una mulattiera(1). Vicino alla strada vi è una fontana . Nelle rive della strada vi e ancora della neve. A un certo punto io lascio la strada e passo per un sentiero in mezzo ai prati e boschi. Percorrendo il sentiero vedo una distesa di pianura e qualche collina.
Nel sentiero vi sono delle radici degli alberi, e delle pietre. Giunto vicino alle Prese di Piossasco, vi è un forno, dove cuociono il pane. Per venire a scuola debbo percorrere questa strada quattro volte al giorno. voto 8 (trascritto come da originale)

(1) Comune di Sangano mandato di pagamento per giornate di lavoro allargamento sentiero - ora strada Prese di Sangano a quelle di Piossasco somma stanziata nel bilancio 1928 £. 1000, costo totale £. 990 a: Spesso Vito, Andruetto Natale, Andruetto Giuseppe, Spesso Michele, Andruetto Bernardino, Spesso Marcello, Andruetto Francesco, e Andruetto Giacomo

Alle Prese fumigavano le carbonaie. Il mestiere di carbonaio, anche nei dintorni di Sangano, era praticato già nel cinquecento ai tempi dei Duchi Filiberto I e Carlo I di Savoia, se dobbiamo credere a Luigi Gramegna che in un suo romanzo storico asserisce fosse praticato nel quadrilatero boscoso fra Rivoli, Reano, Rivalta e Grugliasco e menziona i carbonai di Roncaglia e Villarbasse. Gli abitanti delle Prese, agricoltori, si dedicavano alla produzione di carbone soltanto come attività complementare, sfruttando la loro condizione di unici abitanti della montagna in mezzo a estesi boschi a ceduo che altrimenti non sarebbero stati di molto rendimento e rubavano spazio alle coltivazioni e al pascolo. Vi si dedicavano poi in modo più intensivo gli Spesso e gli Andruetto, affittando i boschi della comunità. Aiutandosi reciprocamente preparavano degli airali (spiass); su di essi innalzavano i “camini” formati da quattro pali alti circa 2 metri, legati insieme; ai lati disponevano due piani di legna a elementi incrociati alti ciascuno 110-120 cm fino alla sommità dei pali, lasciando intorno ai camini uno spazio libero di una ventina di centimetri (ventre della carbonaia). Tutto intorno si disponeva la legna ottenendo una montagnetta conica e con spezzoni più piccoli si rivestiva la superficie esterna (camicia della carbonaia). Che poi veniva coperta con foglie secche, muschio e terra grassa umida trattenuta da tronchi spaccati disposti attorno alla circonferenza. L’accensione e l’alimentazione del fuoco avvenivano dall’alto introducendovi palate di brace e spezzoni di legna; infine si chiudeva la bocca del camino con una “losa” e si praticava uno sfiatatoio alla base della catasta. La combustione dopo nove giorni raggiungeva gli strati più bassi della carbonaia, ponendo fine al ciclo di fabbricazione del carbone. Le “carbonere” erano in funzione da marzo a settembre per rifornire i depositi dei rivenditori che richiedevano carbone di faggio e rovere per riscaldamento domestico e di castagno, molto fumoso, adatto per le forge dei fabbri e acquistato dalle ferrovie per trazione a vapore. Abbiamo trovato una annotazione di vendita compilata da Bernardino Andruetto per una partita ordinata da Stefano Regge Volpe; il 21 agosto 1813 – kg 1300 di carbone di rovere a fogo da rimettere in settembre, pattuito f (franchi o lire) 6,6 per rubbo (8-9 kg) e kg 300 di carbone di castagno a f per rubbo per il primo settembre di mattino. (rubbo = unità di peso)

1621-1622 - Alle Prese e nei boschi della montagna il principe saliva per partite di caccia e scampagnate a cavallo con il seguito infatti vi troviamo alle date 15-18 maggio, un rimborso spese di 6 fiorini "per la sera e notte e a dar da disnar a un costruitore, con un cavallo da caccia venuto con un ordine del Ser.mo Principe venuto per far le strade [assestarle per la caccia] per la montagna". Partite di caccia ci furono il 1°, 8 e 15 aprile.
In queste come in altre occasioni, i sindaci precettavano alcuni particolari per servizio di S. A, compensandoli con 3 fiorini al giorno. Pietro Para e Giovanni Garolla, l'8 e il 15 aprile ricevettero rispettivamente 6 fiorini "per hauer vacato in due volte... d'ordine de sindaci doi giorni alla caccia..."; e così Antonio Picho, in un giorno non specificato, "per andar a caccia d'ordine de sindaci per servizio di S. A." e ancora Andrea Agostino Stoisa, in data imprecisata, nel 1621-22. Battista Pratto e Michele Rosa furono compensati con 3 fiorini al giorno per lo stesso motivo in un giorno non specificato del mese di aprile, e Pietro Para con Gio. Battista Gay venivano prima mandati dai sindaci a ispezionare le strade.

Matrimonio alle Prese - Giuseppe Cugno della Borgiatta di prattovigero finaggio di Trana, et Margarita figlia del fu Martino e Domenica giugali (coniugi) Spessa delle Prese di Sangano si sono stati congiunti in matrimonio dal Sig. D. Bernardino Cuffia Capellano di Trana di mia licenza nella Cappella di Santa Maria Maddalena in dette Prese di Sangano essendosi antecedentemente fatte le tre solite denuncie in detta parochia essendovi venuto il testimone Giacomo Cugno di detta borgata di pravigero, et Antonio Speso delle Prese di Sangano et questo li 19 febbraio 1708. Artuchi
Don Ludovico Artucchi parroco dal 1682 al 1725 (trascritto come da originale)
La Cappella di Santa Maria Maddalena è stata ristrutturata nel 1984 con il ricavato delle feste in suo onore.

Anno 1686 il lupo alle Prese - Anna Maria figlia di Giacomo e Margarita giugali (coniugi) Marona delle Prese di Piossasco e stata ocisa dal lupo nella montagna (sul territorio di Sangano) li 14 8bre (ottobre) 1686 et il di seguente e stata sepolta alla Chiesa vecchia del presente luogo (Sangano) intervenendo io sott. alla funzione della sepoltura Artuchio (trascritto come da originale)

Il 6 settembre 1886 la cicogna depose Maria Giuseppa Eugenia Andruetto sul piroscafo Nord America
L’anno milleottocentottantasei il giorno 6 del mese di settembre alle ore 8 antimeridiane a bordo del piroscafo denominato Nord – America iscritto al Compartimento marittimo di Genova sotto il numero di matricola 113, partito dal Porto di Genova il giorno 20 d’agosto detto anno diretto per il Plata, con un carico di merci e passeggeri trovandosi attualmente in latitudine 3:10 nord longitudine 27,58 ovest meridiana Greenwich.
Il Sig. Andruetto Giuseppe, contadino dell’età di anni 29 nativo di Sangano (Prese) Provincia di Torino, ed attualmente trovandosi come passeggero di 3° classe, imbarcato in Genova a bordo di detto Piroscafo ha presentato a noi: Mordeo Eugenio Capitano al Comando del surriferito Piroscafo, nativo di Genova ivi domiciliato, ed ai Sig.ri Bondenari Giuseppe nato a Bagnone, domiciliato Pontremoli provincia di Massa Carrara Dottore di bordo, Bertora Carlo nato a Ronco Scrivia domiciliato a Genova secondo di bordo, testimoni da noi richiesti ed avanti le qualità volute dalla legge; un bambino di sesso femminile di cui si è sgravata questa notte verso le ore 9,30 pomeridiane la Signora Actis Cristina d’anni 24 moglie al detto Andruetto Giuseppe, nativa di Chivasso, ed ha dichiarato il detto Signor Andruetto Giuseppe, dare al detto bambino i nomi di Maria - Giuseppa - Eugenia.
In fede di che noi abbiamo steso il presente atto che è stato inserito appiè del ruolo d’equipaggio, ed è stato sottoscritto tanto dal padre quanto dai testimoni sopra indicati e da noi dopo di averne data loro lettura. (firme dei testi)

Al reverso della Maddalena (antico termine di mappe e documenti) ciascuna famiglia si cuoceva il pane al forno di Ca' Maroun, che ostentava su una pietra una data di altro restauro +16+98 P.M.R (Pietro Marone). andata perduta nei lavori di restauro.
L’antico forno menzionato nel testamento di Pietro Marone datato 17 giugno 1664 “…et metà d’un forno il tutto coperto a paglia et a lose...”. Il forno è stato ristrutturato nel 1988
La luce è arrivata nel 1993

 

20 novembre 1697 - Conferimento scritto tanto a nome proprio che del sig. Gio Domenico Bronzini di mio pugno haver ricevuto in qualità d’affitti delli suddetti della Abbazia di detto luogo per gl’anni nove che vanno a terminare nella fine del contratto da Michele e Lorenzo fu Antonio Andruetto delle prese la somma, di lire trenta una, soldi dieci otto, dinari quattro per fitto o sia canone annuo di fiorini ondeci e ... a detta Abbazia, che per ora si sono adotati ... caduno come hanno fatto gl’altri affittavoli antecessori per quanto f ... senza pregiudicio delle nostre pretensioni per il maggior valore di detti fiorini guito li predetti Michelle e Lorenzo fratelli Andruetto e chi spetti li Sangano 20 9bre 1697
(documento ritrovato in solaio alle Prese)

 

Domenica figlia di Noè et Maria giugali Dovis massari nella cassina del Sig. Priore Gio Domenico Bronzini nelle Prese finaggio di questo luogo è stata batezata da me Artuchi oggi li 23 aprile 1702 nella chiesa parochiale il padrino Martino Spesso delle Prese sudette la madrina Cattarina del sudetto Noè Dovis sorella

 

Le Prese oggi

Le Prese oggi, a sx Ca' Maroun a dx Ca' Andervet

Le Prese Ca' Andervet

Prima della frana del novembre 2016

novembre 2018

Ca' Andervet 5 gennaio 2016

Cappella di Santa Maria Maddalena 5 gennaio 2016

Pellegrinaggio a Pietraborga anno 1900
la Messa alla Cappella di Santa Maria Maddalena delle Prese

A sinistra Don Gho Luigi

Don Gho Luigi Parroco di Sangano alle Prese

Ca' Maroun (case Marone dal cognome degli antichi abitanti) foto primi novecento

Cappella di Santa Maria Maddalena - al centro Don Gho Luigi Parroco di Sangano dal 1886 al 1916

All'uscita dalla Messa

All'uscita dalla Messa

Ca' Maroun - le Prese

Ca' Maroun - le Prese

Ca' Maroun - 21 luglio 1941 festa di Santa Maria Maddalena

Michele Feroglio Podestà di Villarbasse

Ca' Andervet (case Andruetto dal cognome degli antichi abitanti) anno - 1939 circa
Andrutto Bernardo, Andruetto Giacomo, Ruffino Angela
a destra Michele Feroglio Podestà di Villarbasse

Ca' Andervet dipinto olio su compensato - Bellonotto Andrea anno 1996

Ca' Andervet - si vede una gerla che serviva per il trasporto a spalle di foglie, fieno e altro
da sinistra Donato Falcone e Marcello Spesso- anno 1945

Ca' Andervet - anno 1945, da sinistra Alfredo Lorentini, Maria, Renato, Elia, Sergio, Esterina e Donato Falcone

Lorentini Alfredo e Falcone Donato sfollati alle Prese durante la seconda guerra mondiale presso la fam. di Giacomo e Esterina Andruetto

Famiglia Andruetto

Prima di allontanare la nostra conoscenza vogliamo esprimere un piccolo commento dettato dai nostri due ospitanti. Dopo avere trascorso venti mesi a vostra casa ricordiamo ancora quel primo giorno che siamo giunti con voi e che ci siamo conosciuti.
In questo tempo abbiamo compreso il vostro rispetto che effettivamente avete mostrato verso di noi non so se noi verso di voialtri è stato sufficiente, durante questo periodo di tempo se abbiamo mancato in qualche cosa, scusate tanto, in qualche momento tutti si può sbagliare specialmente avendo qualche pensiero sulla testa.
Dopo avere passato giorni mesi e qualche anno con tanti vostri e nostri sacrifici abbiamo portato la salvezza della vita e piacere ai nostri di casa, ora è giunto il momento di salutarci, abbiamo tanto da ringraziarvi del vostro buon trattamento e rispetto e della gratitudine che avete avuto, come ci ripetiamo mille auguri e ringraziamenti a tutta la famiglia Andruetto.
Con distinta stima a tutti
Non ho altro, solo mi resta che inviare i nostri più cari ed affettuosi saluti, ed un forte abbraccio chi sempre vi ricorda.
Vostri affezionatissimi Lorentini Alfredo e Falcone Donato
Arrivedere a tutti
Un migliore saluto a tutti i nostri amici conosciuti in questo dato tempo, saluto e auguro a tutti ciao ciao
Lorentini Alfredo e Falcone Donato

Falcone Donato
Voglio ancora esprimere qualche parola, del tempo che abbiamo attraversato insieme a tutti gli amici, in mezzo a tutti questi ci sono state delle persone che anno partecipato ai miei interessi personali dove che io non li avevo chiamate, incominciando dalle due bande, “pranada” e “patracela” e inseguito la festa di Natale scrivendo le parole principali tanto per ricordarvi di quello avvenuto, ho fatto proprio delle magre figure per mezzo di tutta questa gente senza fare il nome tutti si ricordano però io facendo delle magre figure agli altri resto pentito invece gli altri non fanno caso dunque farà un po’ differenza.
Mi stanca a prolungare di tutte queste cose, indecente penna resta indimenticabile.
Falcone Donato ciao

Ca' Andervet - anno 1945, da sinistra Iolanda, Donato Falcone, Elia, Giacomo, Sergio, Alfredo Lorentini e Esterina Dovis

Pasquetta alle Prese - aprile 1948

Andruetto Giacomo, Don Vicino, Fulvio, Renzo, Renato R.,
Claudio, Gianni, Andrea, Renato S.e Iose primi anni sessanta

Ca' Andervet - anno 1962 circa

Ca' Andervet - anno 1962 circa

Ca' Andervet anno - 1974

Ca' Andervet anno - 1975

La Verdina - anno 1977

Libro dei conti
Cappella di Santa Maria Maddalena
Borgata delle Prese

Priori
1929 Andruetto Bernardo - 1930 Andruetto Francesco
1931Andruetto Natale - 1932 Spesso Vito - 1939 Spesso Marcello

1930 — 1931

L'anno finanziario si intende dalla festa di S. Maria Maddalena; in modo che ogni anno il Prevosto trovandosi alle Prese per la celebrazione della festa, dà il conto dell'annata che è terminata col giorno antecedente, e le elemosine offerte in... fatte in quel giorno sono messe in conto dell'annata susseguente, di cui si darà conto pure nella festa dell'anno seguente.
Attivo fondo cassa = 352,15
Colletta della festa di S. Maria Maddalena = 8,45
Colletta del Venerdì Santo = 2,55
Colletta della festa della Croce = 13,00
Totale = 376,15

Passivo: Acquistato il presente registro per i conti= 9,00
Conto finale totale attivo = 376,15
Totale passivo = 9,00
Avanzo = 373,15

1931 — 1932

Attivo fondo = 373,15
Colletta della festa di S. Maria Maddalena = 7,65
Interesse 1930 = 10,20
Offerta di NN.= 0,80
Totale attivo = 391,80

Passivo: nulla
Conto finale fondo = 391,80

1932 — 1933

Attivo fondo = 391,80
Colletta della festa di S. Maria Maddalena = 8,75
Colletta del venerdì Santo = 1,00
Totale attivo = 401,55

1933 — 1934

Attivo fondo = 401,55
Colletta del giorno della festa = 8,30
Interesse 1930, 1932 = 22,60
Senza passivo totale avanzo = 432,45

1934 — 1935

Attivo dell'anno antecedente = 432,45
Colletta della festa di S. Maria Maddalena = 11,80
Colletta del venerdì Santo = 1,75
Aggiunto al fondo della Cappella la somma delle collette raccolte nella festa che si faceva un tempo alla croce, che era depositata su un libretto postale intestato ad Andruetto Bernardo = 197,50 tot. 583,50
Interessi libretto postale = 31,00
Avanzo = 614,50

Il fondo della Cappella in llire 583,50 è stato investito in un libretto postale di risparmio, intestato alla "Cappella di S. Maria Maddalena della borgata Prese di Sangano rappresentata dal Parroco pro tempore di Sangano sul quale si depositeranno anno per anno le somme che verranno aggiunte al fondo.

Passivo
20 giugno pagato al muratore Giuseppe Cantone piazzamento della campana sulla Cappella = 10,00
n. 2 tubi di ferro a patta = 2,00
totale passivo = 12,00
Conto finale totale attivo = 614,50
Totale passivo = 12,00
Avanzo = 602,50

1935 — 1936

Fondo risultante dal conto antecedente = 602,50
Colletta della festa di S. Maria Maddalena = 9,75
Colletta del venerdì Santo = 1,50
avanzo = 619,75
Passivo
5 giugno comperati stampati per carte gloria = 7,00
27 giugno riparazione delle carte gloria falegname Cattero = 10,00
Totale = 17,00
Totale attivo = 619,75
Passivo = 17,00
Totale = 596,75

1936 — 1937

Attivo fondo = 596,75
20 luglio colletta della festa = 8,05
29 aprile ritirata colletta del giovedì Santo= 2,00
Totale attivo = 606,80

1937 — 1938

Attivo fondo = 606,80
26 luglio colletta della festa = 12,65
28 aprile colletta del giovedì Santo = 2,60
Interesse del libretto postale = 25,10
Totale entrate = 647,15

Passivo provvisto due ampolline = 5,60
Provviste candele di cera = 9,50
Fondo = 632,05

1938 — 1939

Fondo = 632,05
Colletta della festa = 9,15
Colletta del venerdì Santo = 2,25
Totale attivo = 643,45

1939 — 1940

Fondo = 643,45
Colletta della festa alla messa = 12,65
Colletta della festa alla sera = 4,85
Totale = 654,80
Colletta del venerdì Santo = 1,50
Fondo = 656,30

1940 — 1941

Fondo = 656,30
Colletta della festa alla messa = 4,50
Colletta della festa alla sera = 1,55
Interesse libretto postale = 49,30
Colletta del venerdì Santo = 1,90
Fondo = 713,55

Il fondo è impiegato in un libretto di Cassa postale intitolato alla Cappella

1941 — 1942

Fondo = 713,55
Colletta della festa alla messa = 11,45
Colletta della festa alla sera = 6,45
Fondo = 731,45

1942 — 1943

Fondo = 731,45
Colletta della festa alla messa = 1800
Colletta della festa alla sera = 4,50
Colletta del venerdì Santo = 2,15
Fondo = 756,10

1943 — 1944

Entrate
Colletta del venerdì Santo = 4,90
Fondo dell'anno antecedente = 756,10
Interessi del libretto postale = 35,00
Colletta della festa mattino 26,45 sera 17,10 = 43,55
Fondo = 838,95

1944 — 1945

Fondo = 838,95
Colletta del Venerdì Santo = 10,00
Fondo = 848,95

Nessuna entrata per la festa, che non si è fatta

1945 — 1946

Entrata fondo = 848,95
23 luglio colletta della festa mattino 116,00 sera 47,00 = 163,00
Colletta del Venerdì Santo = 56,00
Fondo = 1.067,95

1946

Entrata fondo = 1.067,95
27 luglio colletta della festa mattino 97,50 sera 37,00 = 134,50
Fondo = 1.202,45

Uscita - Non vi fu alcuna spesa, fu riparato il tetto della cappella, ma la spesa, come quella pure della manutenzione ordinaria, fu sostenuta dai borghigiani, cosicchè il fondo, che è collocato in libretto postale intestato alla cappella e di lire 1.202,45

1947

Entrata fondo = 1.202,45
Colletta della festa 200 + 94 = 294,00
Colletta del Giovedì Santo = 66,00
Interessi del libretto postale = 118,00
Totale entrata = 1.680,45

1948

Fondo al 27 luglio 1948 = 1.680
Colletta del Giovedì Santo = 100
Colletta della festa = 328
Totale entrata = 2.108
Uscita provvisto candele per altare n. 8 il 12 agosto lire 500
Entrata interessi libretto 32, fondo = 1.640

1949

Fondo = 1.640
Colletta del Giovedì Santo 1949 = 130
Colletta della festa = 274
Totale entrata 1949 = 2.044

1950

Fondo = 2.044
Colletta del Giovedì Santo = 160
Offerta nn. = 200
Colletta della festa = 648
Offerta nn. = 200
Totale entrata 1950 = 3.252

1951

Fondo = 3.252
23 luglio Colletta della festa = 310
Colletta del Giovedì Santo = 120
Totale entrata = 3.682

1952

Fondo = 3.682
1 Maggio ricevuto colletta del Giovedi Santo = 200
Senza uscita = 3.882

1953

Fondo = 3.882
23 aprile colletta del Giovedì Santo = 140
27 luglio colletta della festa di S. Maria Maddalena = 660
Senza uscita = 4.682

1954

Fondo = 4.682
6 maggio colletta del Giovedì Santo = 200
2 agosto colletta della festa di S. Maria Maddalena = 755
Senza uscita = 5.637

1955

colletta del Giovedì Santo = 180
24 luglio colletta della festa = 620
Senza uscita = 6.437

 

Sorgente sdiri

In questa sorgente mettevano a bagno la canapa

 

Posizionata una nuova bacheca con la storia della Borgata

 

La Valsusa giovedì 24 dicembre 2015
Alberto Tessa

Posizionamento della bacheca all'ingresso della borgata Prese
Città Metropolitana di Torino
Grazie alla Dott.ssa Alessandra Pucci, al Dottor Massimo Bazzetta
e alle Guardie Ecologiche Volontarie

 

30 giugno 2016

Finalmente è arrivato il pannello

 

novembre 2017

 

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Maria Teresa Pasquero Andruetto