Piossasco

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“La buona parola”
Dal 1932 al 1949
Sotto la guida del Rev. Don Giuseppe Fornelli – Vicario Foraneo –
Ingresso parrocchiale il 9 luglio 1931

Cenni biografici

Giuseppe Fornelli, nasce a Cafasse Torinese il 17 giugno 1890, ultimo della famiglia. Da Matteo Fornelli e da Mecca Alejna Maria, erano oriundi da Monastero di Lanzo.
Il padre fu maestro elementare, per molti anni nel comune di Monastero, ed egli compì le scuole elementari presso il Papà. Proprio a Monastero che il ragazzo Giuseppe Fornelli, “il figlio del Maestro”, spuntò la vocazione sacerdotale. Tutte le mattine in qualunque stagione e per qualsiasi tempo, egli si recava in chiesa a servire la Messa, mentre il Padre cantava nel coro. Così si meritò la vocazione, che sbocciò sempre più viva e forte sotto l’impressione delle prediche di valenti predicatori, che attorno al 1900, tennero le Missioni al popolo di Monastero.
Il ragazzo raggiunto ormai i 12 anni: era necessario iniziare gli studi del ginnasio. Bussarono alla porta dei Salesiani a Valdocco, ma la retta mensile, sebbene non alta, era superiore alle forze della famiglia del Maestro Fornelli. Bussarono alla porta del Cottolengo, dove nella famiglia dei Tommasini fu trovato un posto a dieci lire al mese, così ad ottobre del 1902, il ragazzo Fornelli, entrava per compiere i cinque anni di ginnasio.
La ferrea volontà di riuscire sacerdote, gli fece superare ogni difficoltà e lo sosteneva nello studio, tanto da ottenere sempre i primi posti in classifica nella scuola. Nel 1907, in settembre, a Cafasse nella sua parrocchia natia vestiva l’abito chiericale, ed entrava nel Seminario di Chieri per gli studi liceali e filosofici, che durarono tre anni.
Terminati ottimamente gli anni di Liceo, il chierico Giuseppe Fornelli, passò al Seminario Metropolitano di Torino, per i cinque anni di Teologia. Tre anni li trascorse nel Seminario di Giaveno, e precisamente il 1912-1913-1914, dove fu mandato quale Assistente a dei Giovani studenti. Fra i quali conobbe e assistette colui che è poi diventato l’egregio e stimato Medico condotto e Ufficiale sanitario a Piossasco: ossia il Comm. Alfano dott. Francesco.
I due si ritrovarono a Piossasco, uno Medico e l’altro Vicario di San Vito, conservando sempre cordialissima amicizia.
Nel 1915 il chierico Fornelli Giuseppe, rientrò nel Seminario di Torino per prepararsi allo studio della Messa e all’ordinazione sacerdotale. La quale avvenne nella Cappella dell’Istituto delle suore del cenacolo di Corso Vittorio Emanuele, il mattino del 29 maggio.
Una insolita trepidazione agitava gli animi di quei novelli Sacerdoti: la guerra mondiale, che da pochi giorni era scoppiata, e che durò dal 1915 al 1918. Sulle frontiere tuonava il cannone, alcuni novelli Sacerdoti partirono per la missione di Cappellani militari. Don Giuseppe Fornelli, nell’attesa di essere richiamato al servizio militare, cominciava a servire Dio quale suo Ministro, svolgendo per alcuni mesi la sua opera pastorale, come vicecurato a Fiano Torinese, poco distante da Cafasse, coadiuvando lo zelante e vecchio Vicario.
Nel novembre del 1915, dovette deporre la talare per vestire la divisa del soldato. Vestì da prima la famosa “Pinota”, poi il grigio verde.
Per debolezza di costituzione non fu mandato al fronte, ma fu assegnato al servizio dei militari malati negli Ospedali territoriali di Torino. Non volle essere Cappellano, né graduato e rimase soldato semplice dal 1915 al 1919. Quale “Aiutante di Sanità”, fu alle dipendenze di rinomati Professori Medici, come Gradenigo, Gavello, Bajardi, Bozzolo, Stropeni, Uffreduzzi…titolari di Cliniche Universitarie nell’Ospedale S. Giovanni, in Torino.
Congedato nel 1919, mandato dai Superiori, nuovamente al Seminario di Giaveno, come insegnante nelle classi elementari, perché aveva conseguito la Patente di Maestro.
Insegnò per due anni, poi sentì predominare l’attrattiva della vita pastorale. Si fece vicecurato per entrare nella via che porta più facilmente alla parrocchia.
La sua vicecura più lunga, sette anni, fu quella passata a Torino alla parrocchia di S. Gaetano. In quegli anni scrisse un dramma della Passione di Cristo, che fu rappresentato con successo e ripetuto in diversi teatri delle parrocchie di Torino e fuori.
Ma ormai la sua aspirazione più forte, era quella d’essere Parroco.
Si presentò ad alcuni concorsi parrocchiali: l’ultimo fu quello dell’aprile 1931, perciò fu promosso Parroco a San Vito di Piossasco. L’ingresso parrocchiale, per la sua grandiosità, rese indimenticabile quella giornata del 9 luglio 1931.
Lasciò la parrocchia, perché raggiunti i limiti d’età, per ritirarsi nella sua Cafasse nel 1968, lasciando spazio ad un altro sacerdote, per la guida delle anime e per la continuazione della storia della nostra parrocchia.
Moriva a Cafasse il 4 dicembre 1978, assistito dai nipoti, che non lo hanno mai lasciato solo.

Premessa

La parrocchia di San Vito, ricca d’antichità, aveva bisogno d’aggiornamento e di progresso, il nuovo Parroco e Vicario, la cui aspirazione d’essere parroco, la coltivava da diverso tempo, si precipitò al molto lavoro che lo attendeva: fonda l’Azione Cattolica, costruisce un ampio Oratorio per la Gioventù, istituisce due scuole di canto, tutti gli altari laterali della Chiesa parrocchiale vengono rifatti in marmo e si rinnovarono alcuni quadri-icona; sorgono nuove cappelle campestri, insomma per opera del vicario don Giuseppe Fornelli, la parrocchia si è messa in movimento. L’Asilo infantile, fondato dal suo predecessore, aveva bisogno di un locale più moderno. Con la collaborazione di volenterosi, riesce alla costruzione di un nuovo edificio, inaugurato da un Vescovo.
E’ ricordato nella diocesi di Pinerolo, e specialmente in molti paesi per le sue numerose “Missioni” predicate al popolo. E’ conosciuto, anche per i suoi due libri di predicazione evangelica: uno “Vangelini festivi”, l’altro “Vangeli per i Fanciulli”.
Nonostante le occupazioni della parrocchia trovava il tempo per scrivere.
Il suo lavoro più importante, che lo impegnò in anni di studio e ricerche è la “Storia Civile e Religiosa di Piossasco”, uscito proprio come dono alla popolazione per i suoi 50 anni d’ordinazione sacerdotale, e per i 34 anni di parroco a Piossasco.
Altro ricordo che lascia, è il battistero, arricchito di marmi preziosi, costituendo così l’angolo più prezioso e artistico, che si aggiunge alla Chiesa parrocchiale.
S’interessò, non solo nel campo spirituale, ma di strade, di luce, d’acqua, di scuole, per il bene del paese. E’ stato uno dei fondatori della “Pro-Loco” di Piossasco.
Un riconoscimento di quanto ha compiuto in Parrocchia, in data 8/4/1958, veniva insignito del titolo di “Canonico Onorario” della Collegiata di S. Maria della Stella in Rivoli.
Con il 50° di Messa, chiuderà il ciclo delle sue opere? Allo stato attuale, non lo possiamo dire, perché il suo corpo infermo, per l’età, i suoi 75 anni, ma il suo spirito è ancora giovanile pronto e forte, gli permetteranno di continuare? Sappiamo che ha espresso un desiderio, un sogno e sarebbe quello che, prima di morire, vedere restaurata la cappella di san Giorgio, lavoro difficile, lungo e costoso, egli spera nella collaborazione di tutti i Piossaschese, e in modo speciale dal Gruppo ex Alpini…ma purtroppo questo sogno desiderio non s’avverò…

Vediamo il suo cammino in mezzo a noi, con momenti di vita, che con gli anni ha fatto storia e notizie parrocchiale e cittadine e perché no di emozioni. Perché leggiamo fatti, episodi di persone che conosciamo, o abbiamo conosciuto, che hanno fatto della nostra comunità un popolo di credenti, seri atti a tramandare ai posteri la fede vera. Tutto questo tratto dai bollettini parrocchiali dal 1932…

ATTO di PRESENTAZIONE del BOLLETTINO

Il bollettino è sempre strutturato nel medesimo modo: c’è una parte dedicata alla “Voce del Pastore”, che è la parola del parroco, dove parla ai parrocchiani con tutto il cuore, li stimola e li invita alla vita religiosa per il bene delle loro anime, fa gli auguri per le feste liturgiche dell’anno, li incoraggia e li presenta al buon Dio. Poi segue con l’andamento della “Vita Parrocchiale”, dove si raccontano tutte varie attività svolte nel mese, nella parrocchia ed il resoconto delle feste fatte, delle Associazione e Compagnie che esistono nella parrocchia. C’è un resoconto monetario, e non solo, chiamato “Albo d’Oro”, dove si annotano i diversi introiti, offerte da parte dei parrocchiani o altri, e di chi fa dono alla parrocchia di beni materiali. Tutto questo nelle prime tre o quattro pagine. Poi il bollettino presenta aneddoti, storielle curiosità religiose, senza dimenticare il vangelo domenicale delle quattro domeniche del mese, secondo il tempo liturgico o la festa religiosa incastonata nel mese. Il tutto descritto in sedici o diciotto pagine racchiuse con una semplice copertina di colore grigio azzurro, dov’è raffigurato in un’icona quadrangolare Gesù seduto, con attorno una folla di gente che lo ascolta. Questo nei primi, poi cambia immagine e lo notificheremo di volta in volta. In alto a caratteri grandi il titolo “La Buona Parola”, non manca il mese, l’anno con il rispettivo numero progressivo.
Il tutto edito, inizialmente, dalla Tipografia già
Chiantore - Mascarelli di Pinerolo- Via Vescovado, n° 3 - Tel. 57.

Testo di Renzino Martinasso

Gennaio 1932

La voce del Pastore.
Nasce il bollettino parrocchiale “La Buona Parola”, è il mensile della parrocchia di San Vito. Tutte le città e paesi, hanno il bollettino, così anche noi, dobbiamo metterci al passo con gli altri, tanto più che la nostra parrocchia è sede di vicaria. Un gran promettente fervore di vita cristiana e di Azione Cattolica, si manifesta in mezzo a noi, specialmente con la recente istituzione delle Associazioni Giovanili. Il bollettino servirà a collegare il movimento delle diverse Istituzioni e stimolare nelle loro attività, una lodevole gara di lavoro per la gloria di Dio ed il bene delle anime.
Sarà la voce di San Vito, che vuole arrivare a farsi sentire da tutti i residenti sotto il patrocinio del Santo e non solo. A tutti vuole parlare di fede, di pietà, di apostolato, di carità. Vorremmo che questo bollettino riuscisse in un prezioso legame, per mezzo del quale ci sentiamo più fratelli, incoraggiati ad aiutarci vicendevolmente in questi momenti, tanto critici nelle diverse contingenze materiali e spirituali. Vuole anche essere, una piccola scuola, senza tante pretese, vorrà tuttavia fare un po’ da maestro, così alla buona, in forma semplice e piacevole, dando delle lezioncine di religione e di morale, e di cooperare agli sforzi dei sacerdoti nell’istruzione cattolica e nell’elevazione morale e culturale del popolo, combattendo l’analfabetismo religioso. Vi parlerà di Vangelo, con la sua paginetta domenicale, per quattro domeniche. Sarà arricchito da pagine di Liturgia cattolica, affinché conosciamo i tesori che essa racchiude nello svolgimento dei riti e delle cerimonie della chiesa e altre ancora.
Si rivolge a tutti i capi famiglia, per dodici volte all’anno, esso verrà a bussare alla porta delle vostre case per domandare ospitalità. Siete voi, i padri di famiglia, che dovete leggerlo e farlo leggere. Entra in tutte le famiglie, nessuno lo rifiuti, ricevetelo con religioso rispetto e con fiducia che vi porterà in casa speciali benedizioni dal cielo.
Quanto costa. Non ha abbonamento, ma vivrà con sole offerte libere, date liberamente quando e quanto potete. E’ per tutti, e le offerte si ricevono presso l’ufficio parrocchiale.
E’ la mia strenna, giacché siamo all’inizio dell’anno, iniziando la sua vita con la sicurezza di portare amore nella nostra parrocchia e la fiducia di fare tanto del bene alle nostre anime.
Vita Parrocchiale.
Azione Cattolica. Dopo mesi di preparazione, è stata istituita l’Associazione Giovanile, statuto e programma con le direttive fissate dal Papa per l’Azione Cattolica. Conta al suo nascere trenta soci, che come obiettivo devono frequentare con regolarità le adunanze mensili, l’istruzione religiosa, si accostano alla S. Comunione partecipando in gruppo alla Messa domenicale insieme. La festa fatta all’otto dicembre (l’Immacolata), si è svolta con una gara alle bocce fra i soci. Si è formato il consiglio direttivo con un presidente Mola Angelo, un vice Domenico Bonetto, un cassiere Martinatto Germano, un segretario Fiora Vittorio e tre consiglieri Brero Mario, Gorrea Giovanni, Andruetto Michele. (abbiamo voluto mettere anche i nomi, così riconosciamo qualcuno dei nostri avi)
La scuola di canto. Una delle prime iniziative del nuovo parroco, è l’istituzione della scuola di canto, per dare gloria Dio, e rendere solenni le funzioni in chiesa. Ben due sono state sorte una dopo l’altra. Quella maschile che ha celebrato solennemente la festa di Santa Cecilia. Iniziando la bella giornata con una edificante Comunione generale, chiudendola con una festa offerta dal Vicario. Quella femminile si è esibita nel corso della festa dell’Immacolata, dove ha fatto la prima esecuzione con canti di mottetti alla Messa della Comunione generale e con il canto della “Missa de Asngelis”, alla Messa grande. Ora si prepara per la festa di Santa Agnese. Frequentano parte a questa scuola di canto le iscritte alle figlie di Maria e dell’Associazione Cattolica femminile.

Febbraio 1932

La voce del Pastore
Il bollettino è entrato con il suo primo numero nelle case e nelle famiglie, molte sono state le persone che hanno versato un’offerta pro-bollettino presso l’ufficio parrocchiale. Si ringrazia il Signore che benedice quest’iniziativa, di cui il titolo non è da meno: “La Buona Parola”. Ebbene questa parola porterà a tutti un suggerimento che illuminerà i vostri cuori e v’infiammerà di zelo nel compiere le buone opere. Anche ai Signori villeggianti è indirizzato il bollettino, sebbene per pochi mesi dell’anno. Fanno parte della nostra famiglia parrocchiale, e nei mesi della bella stagione, quando saranno fra noi, nelle graziose ed eleganti ville, che fanno ornamento a questo soggiorno di Piossasco alto, lo potranno leggere e gustare meglio.
Entriamo in questo mese in quella parte dell’anno ecclesiastico e liturgico, chiamato Tempo di Quaresima, è dedicato in modo speciale all’esercizio della penitenza, delle pratiche di pietà e delle opere buone. Bisogna ascoltare l’invito della chiesa ad osservare il digiuno e l’astinenza, fare penitenza per i tanti peccati che si continuano a fare nel mondo. Si raccomanda il pio esercizio della Via Crucis, che si farà ogni venerdì sera e alla predica Quaresimale che si farà ogni sabato sera.
S’invitano i genitori che hanno l’obbligo di mandare i loro figli al catechismo. Quest’istruzione religiosa viene curata in modo particolare in Quaresima, si farà in chiesa nei giorni festivi dopo la Messa Grande alle ore 11,15, e nei giorni feriali alle ore 16,30 (ad eccezione dei giorni che i fanciulli abbiano vacanza dalla scuola), incominciando dalla Prima domenica di Quaresima. Intanto si chiede alle persone che hanno capacità e tempo di aiutare i Sacerdoti per fare il catechismo, è certamente una delle opere più lodevoli di apostolato cattolico.
Intanto s’informano i genitori che intendono far fare la Prima Comunione ai loro bimbi, di passare nell’ufficio parrocchiale, per fare l’iscrizione e preparare le carte necessarie per quelli non battezzati in questa parrocchia.
Statistica parrocchiale. Si da’ il resoconto generale dell’andamento della popolazione del 1931:
Battesimi 20, tra i battezzati ricordiamo: Lovera Eraldo, Ferrero Olga, Bonetto Angelo (defunto), Bergoglio Roberto, Boero Albina, Torta Franco, Rolando Elide, Tarable Giuseppe.
– Matrimoni 13 – Morti 23.

Le offerte pro bollettino, con tutti nomi segnati e la cifra, si sono raccolte lire 170, notiamo che hanno dato la loro offerta le Contesse Filippi di Bandissero, si ringrazia il Signore e dal cielo si chiede la meritata ricompensa.

Marzo 1932

La voce del Pastore
Lavori in chiesa. Il primo lavoro (costoso perché supera le tre mila lire), è l’impianto della luce elettrica, interamente rifatto e completato con cento lampadine in chiesa! Altro lavoro è il restauro di due cappelle: cioè la cappella del Santo Rosario e quella dell’Immacolata Concezione.
Il ricco ed artistico altare, che nella cappella del Rosario era sproporzionato secondo le esigenze estetiche, è stato trasportato nella cappella degli Illustrissimi Conti di Piossasco, che ne sono i patroni e che è dedicato all’Immacolata Concezione di Maria, dove si adatta meravigliosamente bene. Nella cappella del Santo Rosario si costruisce un nuovo altare di marmo, che si adatti alla linea rotonda della cappella. Così verrà rispettata la sacra Liturgia che non permette che nello stesso altare la Madonna sia venerata sotto doppio e diverso titolo, e una statua sia anteposta all’altra.
In occasione delle festa di Santa Agnese, la nostra chiesa si è impreziosita di una bellissima statua di Santa Agnese.
La statua di Santa Agnese è stata pagata interamente dalle due Associazioni che la venerano, ed è la loro Patrona: cioè la Compagnia delle Figlie di Maria e l’associazione giovanile “S. Agnese”. Intanto si lanciò un appello per la una nuova statua della Madonna del Rosario, da inaugurarsi con il nuovo altare, che è in costruzione.
Festa di Sant’ Antonio Abate. Celebrata domenica 17 gennaio scorso, con gran solennità e zelo. Erano rettori i sigg. Lanza Angelo e Boccardo Giacinto.
Benedizione degli animali equini in piazza della chiesa alle 10,30 dopo, la santa messa cantata, nella quale la scuola di canto parrocchiale “Santa Cecilia”, eseguì musiche di Perosi e Ravanello.
Nel pomeriggio, dopo i vespri e dopo il discorso del rev.Vicario, la stessa scuola di canto ha eseguito un ottetto di Ravanello ed il “Tantum Ergo” di Marchetti. Sedeva all’organo il Vicario e dirigeva Giovanni Lanza. Non mancò il pranzo sociale servito all’albergo del Castello dal sig. Vaglienti, erano più di trenta commensali.
Si è ricostruita la compagnia di Sant’Antonio che conta sessanta soci, alla quale sono invitati ad iscriversi almeno tutti capi famiglia e tutti coloro che possiedono bestie, per invocare la protezione del Santo, sopra di loro.

Aprile 1932

La grande croce innalzata sull’altare maggiore. Inaugurata nella settimana Santa, nei giorni commemorativi della passione e crocifissione di Gesù Cristo, non si poteva scegliere occasione più adatta per favorire agli animi la devozione a Gesù Crocifisso.
Comunione Pasquale degli Uomini. Come è stato pubblicato precedentemente, il triduo di predicazione per gli uomini, ha avuto grande partecipazione, sono accorsi numerosi ad ascoltare le prediche del predicatore Salesiano. La comunione Pasquale, fu fatta nel giorno di San Giuseppe e vi presero parte circa 200 uomini. Il Signore per intercessione di San Giuseppe, capo della famiglia di Nazzaret, avrà certamente benedetto i nostri bravi uomini.
Comunione Pasquale dei fanciulli. I nostri frugolini, in numero di 66 maschi e 49 femmine, fecero la loro comunione pasquale il mattino del martedì santo, assistiti dalle loro Maestre di Catechismo, essi adempirono al loro dovere con molto raccoglimento e devozione. Questi 115 fanciulli, hanno frequentato e studiato il catechismo, in tempo di Quaresima e tutti hanno superato l’esame. Alcuni si sono distinti e meritano di essere ricordati perché più diligenti e studiosi: Gontero Luciano, Bertinetto Vittorina, Lupo Michelina, Roscio Ada.

Maggio 1932

Prima Comunione per 25 bambini della parrocchia. Domenica otto, festa della Madonna di Pompei. Madrina della festa: Donna Alessandra Contessa Palma di Borgofranco, che regalerà generosamente ai bambini dolci e carezze.
Vita parrocchiale
Processione ad Avigliana: domenica 10 aprile, si è fatta la processione votiva, che il paese di Piossasco fa ogni anno, al santuario della Madonna dei Laghi, sotto la direzione della nostra parrocchia un anno e un altro anno, della parrocchia di San Francesco. Partenza dopo la santa Messa delle ore 6 ad arrivo al Santuario alle ore 10,30 circa. Ci avevano preceduti, già altri pellegrini di Villarbasse, Coazze, Orbassano. Alle 11 il santuario era a nostra disposizione per la Messa cantata in musica dalla nostra scuola di canto, dopo la benedizione del SS. Sacramento. Così dopo la consumazione del pranzo sulle verdi sponde del lago, si fece adunata alle ore 14,30 per il ritorno a casa. Il rettore del Santuario, rivolgendoci per il saluto, ci elogiò per il pio e religioso contegno e per il grande numero delle Figlie di Maria con la loro divisa.
Al ritorno, breve sosta al santuario di Trana, il Priore Teol. Forgia, che officiava per le funzioni delle Quarantore, ci rivolse appropriate parole d’elogio. La processione riuscì grandiosa senza incidenti: con molta devozione ed ordine, lasciando a tutti ottima impressione.
Gruppo Donne di A.C. Nella adunanza mensile dell’aprile scorso, il sig. Vicario, Assistente Ecclesiastico, ha distribuito le nuove tessere dell’Unione femminile italiana di A.C. Risultano iscritte 46 socie, ma il numero continua a salire. E’ stata nominata vice segretaria Baudino Lina, delegata fanciulli Frigeris Maddalena. Sono iniziati una serie di incontri mensili, con il Sig. Vicario, parlando dello spirito di religiosità che devono coltivare le donne di A.C.
Associazione Giovanile “San Vito”. I soci di questa associazione durante sei mesi di preparazione con mirabile zelo e spirito di sacrificio, hanno frequentato la scuola di religione, hanno concluso il corso preparandosi in quattordici all’esame. Davanti al rev. Cav. Don Gaude, parroco di Allivellatori di Cumiana, appositamente delegato dalla Federazione, hanno risposto con sicurezza e precisione alle domande loro rivolte meritandosi alla fine parole di elogio e di incoraggiamento. I candidati sono: Andruetto Michele, Brero Mario, Elia Emilio, Elia Michele, Fiora Giovanni, Fiora Vittorio, Gorrea Giovanni, Lanza Livio, Lanza Virgilio, Lovera Eraldo, Lovera Giuseppe, Martinatto Germano, Mola Angelo e Francesco Mola.
I Rettori e le Rettrici sono i primi collaboratori del Parroco, essi prestano la loro opera in determinate circostanze, ed organizzano le feste con solennità, hanno anche posti di onore. Lasciano sempre qualche ricordo alla chiesa del proprio rettorato.
Per il momento la nostra parrocchia vanta di tre compagnie religiose con relativi rettori e vice-rettori come segue:
Compagnia del SS. Sacramento: rettore Spesso Michele, vice Girardi Giacomo; rettrice Vietto Anna, vice Lupo Rosa.
Compagnia del SS. Rosario: rettore Elia Antonio, vice Bertinetto Giovanni; rettrice Elia Camilla, vice Teresa Bonetto.
Compagnia del Suffragio: rettore Zoppetto Vito, vice Bonetto Angelo; rettrice Bertinetto Maria. Vice Luigia Gorrea.
Due parole sui Balli.
Notiamo che Vescovi si sono espressi contro i balli moderni, che provengono dalla taverna, dalle orge della rivoluzione francese, non conservano più nulla, né dell’arte, né della costumatezza, sono una volgare insidia all’onestà. Prescrivendo che i parroci facciano pressione presso le Autorità, con le opportune pratiche per impedirli. Ammonendo i genitori, che proibiscono ai propri figlioli di parteciparvi, tanto meno quelli che sono iscritti alzioni parrocchiali. Anche la nostra parrocchia si è prodigata per attenersi a queste leggi. La popolazione è profondamente religiosa e rispettosa all’autorità ecclesiali, non ha potuto fare salvo che approvare quanto il Parroco ha detto. Nonostante tutto, la “Voce dell’Operaio”, a proposito del ballo pubblico, messo in piazza San Vito, in occasione della festa di San Valeriano scrive: “La popolazione di San Vito è stata molto mal impressionata che sia stato concesso, che il pubblico ballo s’impiantasse sulla piazza a pochi passi dalla Chiesa. E’ stata una cosa gravemente offensiva ai sentimenti religiosi della popolazione e offensiva alle leggi dei Vescovi, per questo speriamo che non abbia più a ripetersi. Le feste religiose non devono essere profanate e sfruttate da divertimenti illeciti e profani.”

Giugno 1932

Festa di San Vito. Si celebrerà domenica 12 c.m. E’ il nostro Patrono, colui che dalla Divina Provvidenza è stato posto a custodia delle nostre famiglie. Spostando la festa la domenica per avere più gente e rendere più solenne e grandiosa la festa. La novena incomincia al giorno tre, e per dare più comodità di partecipare tutti, avendo tanto bisogno del patrocinio del Santo, daremo una benedizione al mattino dopo la prima Messa ed un’altra alla sera. A costo di qualsiasi sacrificio, venite, i vostri lavori ed i vostri sacrifici rendono molto di più se sono innaffiate da benefiche preghiere.
Monito per le Donne. Ricordate che non potete entrare in chiesa e tanto meno accostarsi ai SS. Sacramenti, se i vostri abiti, non abbiano le maniche almeno fino al gomito. Vestite dunque secondo la serietà e la modestia cristiana, che non impedisce, anzi favorisce l’eleganza, ma non tollera la nudità procace ed esagerata. Non imitate i forestieri e date il buon esempio.
Festa di San Giorgio. Lunedì 9 maggio scorso in una splendida giornata primaverile, si è svolta la festa sulla vetta del monte San Giorgio. Si celebrò la Messa alle ore 8,30 dal Sig. Vicario, dove ricordò che quella vetta fu anticamente dimora di Monaci e suggerì di invocare San Giorgio patrono di Piossasco. Dopo le funzioni, i numerosi pellegrini si sparsero a gruppi per consumare la colazione al sacco, tra allegria e momenti incantevoli. Alle 10,30 si ricompone la processione, e seguendo il quadro di San Giorgio, portato a spalle da uno dei rettori, si snoda giù dal monte e si arriva alla chiesa parrocchiale, ove con la benedizione del SS. Sacramento, si conclude la giornata.
La prima Comunione. Domenica 8 maggio festa della Prima Comunione, per i nostri fanciulli. I bambini, belli come angioletti, nei banchi addobbati di bianco, con accanto a loro la Sig.ra Contessa Palma di Borgofranco, patrona della festa. Spettacolo commovente che non mancò di far fiorire calde lacrime a quanti assistevano. Nel salone parrocchiale, dopo la funzione, la contessa Palma, distribuì un grosso uovo di pasqua, ai bambini gongolanti di gioia. Le dirigenti Gruppo Donne d’A.C. distribuirono un bello e prezioso ricordo della Prima Comunione, e la direttrice delle Figlie di Maria offriva dolci e caramelle.

Luglio 1932

La voce del Pastore. La Processione Eucaristica fino ai Castelli, il Signore Eucaristico portato in processione, ha benedetto da quella altura, tutto Piossasco, infatti, era presente una folta orante in rappresentanza due parrocchie.
L’Asilo infantile. E’ un’opera che vive unicamente d’elemosina e stentatamente anno per anno sbarca il suo lunario. Domenica 10 di questo mese, ci terrà il saggio annuale, invito a venire a vedere il lavoro che i bimbi hanno fatto con la pazienza delle reverende Suore, e per versare la vostra offerta, pro Asilo.
Festa del Corpus Domini. Quest’anno la festa del “Corpus Domini” fu celebrata in modo insolito, mai vista in tutte le due Parrocchie del Comune, poiché le due parrocchie si sono riunite per una buona riuscita della festa. Giovedì 26 maggio, il nostro Vicario cantò la messa solenne nella Parrocchia di S. Francesco, e nel pomeriggio scese con tutte le Compagnie religiose e le Associazioni cattoliche per prendere parte alla processione, che si svolse nella parrocchia di San Francesco. Domenica 29 maggio la solennità del Corpus Domini avvenne nella nostra Parrocchia. Il Rev.mo Prevosto di S. Francesco, con le Compagnie e le Associazioni parrocchiali, salì a partecipare alla nostra processione che fu un magnifico trionfo di Gesù Sacramentato. Particolare curioso fu questo che la processione si snodò fino al castello, ove la nobile Contessa Piossasco di None, volle avere l’onore di dare ospitalità al Re Divino, che fu esposto su un altare eretto sulla spianata del Castello. Altro spettacolo meraviglioso ed indimenticabile, presentava tutta quella moltitudine di gente sparsa tra il verde e i fiori, che con devoto raccoglimento elevava canti e preghiere a Gesù Eucaristia. Bravi sono stati i cantori della nostra scuola maschile di canto che eseguì il Tantum Ergo, in modo così toccante che sembrava musica piovuta angelicamente dal cielo. Due bande musicali fecero servizio, quella di Piossasco e quella salesiana della Scuola Agricola di Cumiana. Qualcuno aveva dubitato della riuscita di questa festa, ma il fatto ha dimostrato che le nostre popolazioni, profondamente religiose non badano a sacrifici quando si tratta di dare lode a Dio. Tutti auspicano che tra le due Parrocchie, vi sia sempre tale affiatamento ed armonia da coadiuvarsi il più possibile per la riuscita delle feste religiose e non solo.
Festa di San Vito. Domenica 12 giugno, è stata celebrata, in forma solenne. Numerose le Comunioni, alla Messa del mattino. La Messa grande fu celebrata dal Rev.mo Teol. Rogliardo, parroco della Pieve di Cumiana, dopo il Vangelo tenne il discorso della festa il Rev.mo Prof. Don Ghilieno salesiano. La nostra “Schola Cantorum”, eseguì ottimamente la Messa del maestro Ravanello a due voci. Nel pomeriggio dopo i Vespri solenni, si svolse la processione che da tanti anni non si vedeva così grandiosa, straordinario il concorso della gente, orinato e devoto lo sfilamento. Intervenne il corpo musicale di Piossasco, e prese parte l’illustrissimo Commissario Prefettizio comm. A. Gabba, rappresentante del Comune, e a rendere omaggio a San Vito, che fu il primo patrono celeste di Piossasco, quando il Municipio, possedeva la sua casa presso la nostra chiesa. La presenza del Commissario, fu molto favorevolmente commentata dalla nostra gente, la quale trasse da questo fatto, lieto auspicio per l’avvenire da parte delle Autorità locali. La festa si chiuse, con un concerto, che la Banda eseguì nel cortile parrocchiale, mentre i giovani dell’Azione Cattolica “San Vito”, si misuravano e si divertivano in svariate gare, preparate e dirette dallo zelantissimo viceparroco Teol. G. Fassino.
Albo d’oro. Pro bollettino si è raccolte lire 198. Notiamo che hanno partecipato don Dalferro rettore della casa Salesiana, la Contessa Palma.
Mentre nella nostra parrocchia si è celebrato una messa in suffragio della defunta Giovanna Ferrari, a cura del figlio Ing. Achille, che ha lasciato un’offerta per l’Asilo infantile di “San Vito”, di duemila lire.

Agosto 1932

Compagnia dei SS. Cuori di Gesù e di Maria. La compagnia del Santissimo ed Immacolato Cuore di Maria, per la conversione dei peccatori fu canonicamente eretta in questa parrocchia il 17 agosto 1865 ed a lei fu unita nel 1867 la Compagnia del Sacro Cuore di Gesù. La festa che celebriamo il 21 c.m. è dunque la festa titolare della compagnia. Questo è il tempo propizio per fare le nuove iscrizioni alla Compagnia e per pagare la quota annuale di lire 0,50. Si ricorda, che possono far parte della Compagnia, sia gli uomini che le donne, gli iscritti partecipano al bene spirituale delle funzioni che si celebrano in parrocchia, il primo venerdì del mese e il primo sabato e poste le debite condizioni, possono acquistare molte indulgenze. Il mattino del 22 c.m. sarà cantata una Messa in suffragio dei confratelli e delle consorelle defunte.
Riportiamo la statistica parrocchiale, comprendente il primo semestre del 1932.
Battezzati 9 - Sposati 9 - Morti cinque.

Settembre 1932

Ricordiamo nell’Albo d’Oro. Come si è detto precedentemente l’altare della cappella del Santo Rosario e del Sacro Cuore è costato lire 4.500. La prima e generosa offerta è stata la signora Fiora Crescenza, che fece un’oblazione di 2.000 lire. La signora ha cessato di vivere nel mese scorso, fu portata in chiesa per i funerali, proprio la mattina della domenica, in cui si consacrava l’altare, cioè nella festa del Sacro Cuore di Maria.

Ottobre 1932

La voce del Pastore. Siamo nel mese d’ottobre, è il mese del Santo Rosario, dunque dobbiamo ravvivare la devozione verso la Madonna con il Santo Rosario, e ne abbiamo il motivo speciale, poiché la nostra parrocchia, ha una cappella intitolata al Rosario, ove attorno all’immagine della Madonna, ci stanno i quadretti dei misteri del Rosario. I mezzi per ravvivare questa devozione sono semplicissimi: procurare di recitare ogni giorno bene la terza parte del Rosario, e se è possibile recitarlo in chiesa, venendo alla benedizione del Santissimo Sacramento. Molte famiglie conservano la bella abitudine di recitare ogni sera il Rosario. E’ una pia devozione, che la Madre Chiesa, per invogliarci concede moltissime indulgenze parziali e plenarie e si possono anche applicare alle anime del purgatorio.
La compagnia del Santo Rosario fu eretta qui, fin dal 1714. Come risulta da un registro dell’archivio e dice testualmente:
“Libro che contiene lì fratelli e sorelle descritti nella compagnia del SS. Rosario, eretta nella chiesa parochiale di Piozasco. Che è principiato l’anno 1714”.
E’ necessario ripristinare questa compagnia, che è così antica. A chi si iscrive viene data una pagellina, nella quale sono notate le straordinarie indulgenze che si possono acquistare dagli iscritti alla compagnia. La quota annuale è di lire 0,50. In questo mese, in omaggio alla Madonna procurate di iscrivere i vostri figli all’Associazione dei Piccoli Rosarianti, così fin dalla tenera età impareranno ad amare il rosario e da grandi faranno parte alla compagnia del Santo Rosario.
Serate teatrali. I nostri giovani dell’Associazione “San Vito”, si sono presentati per la prima volta, sulla scena teatrale, domenica 28 agosto scorso per interpretare l’esilarante farsa in due atti “L’oca”. E’ riuscita bene e i neo attori meritano sinceri complimenti e alcuni rivelano buone qualità artistiche teatrali. Così presi da tanto ardore e per tenersi in esercizio, hanno fatto una seconda rappresentazione, domenica 18 settembre scorso. Un pubblico numeroso è accorso a vederli e a gustato le scenette musicali che sono state ben riuscite dai piccoli attori, ma ora la stagione del teatro all’aperto è finita. Il progetto è di fare ogni mese qualche spettacolo in un salone parrocchiale sufficientemente grande. Il teatro è uno dei mezzi migliori d’educazione e di divertimento.
Dall’Albo d’Oro segnaliamo, la Rev. Suor Maria Fulgenza, Madre Superiora delle suore di Sant’Anna, che furono qui in villeggiatura, questa estate nella villa del Conte Lajolo, ha regalato per l’altare del Sacro Cuore di Maria una tovaglia di lino con un ricco e prezioso pizzo di stile “rinascenza” e un finissimo copritovaglia. Le stesse suore di Sant’Anna, hanno offerto alla chiesa un camice. Una pia persona, ha offerto lire 100 in onore a San Vito, per invocare la sua potente intercessione. Un’altra persona, ha regalato alla chiesa un lungo pezzo di tela, che servirà per fare tovaglie e asciugamani. Altre persone hanno regalato copritovaglie per diversi altari. Ringraziamo tutti ed invochiamo dal cielo la giusta ricompensa.
Il sig. Vicario, a ricordo del suo primo anno di parrocchia, dona alla chiesa il grande crocefisso, che è stato innalzato nell’altare maggiore. Il crocefisso è opera pregevole ed artistico, sculturato in legno e proveniente dalla famosa Val Gardena (Trentino), ove lavorano i migliori artisti in legno, è costato mille lire.

Novembre 1932

La voce del pastore. In questa stagione, in cui le foglie tornano alla terra e la malinconia dell’autunno e della morte è nelle cose e nei cuori, è dolce casa il ripensare ai volti cari di persone che amammo, il rivivere in un memore pensiero di suffragio, i sentimenti e gli effetti di una vita trascorsa. A questi pensieri ci richiama la Chiesa cattolica, in tutto il mese di novembre, ma soprattutto con la solenne Commemorazione dei Defunti. Si narra che in alcune località del mezzogiorno, quando scoccava l’ora della mezzanotte, un uomo avvolto in un gran mantello nero, e tenendo in mano una raganella, partiva dalla chiesa parrocchiale e attraversando le vie, faceva sentire lo strepitio di quello strumento e girandolo con voce lenta e tono monotono diceva: “Destatevi o cittadini che dormite, pregate il Signore per i vostri morti”.
La chiesa cattolica ha la missione di dire a tutti i cuori cristiani: “Pensate ai vostri morti, pregate sempre e sperate”. Ascoltate quindi la voce della chiesa e date ai vostri cari morti abbondanti suffragi: è riconoscenza, è dovere. Come in vita così in morte, dimostrate di amare i vostri cari, non solo con lacrime, fiori, o ceri, ma soprattutto con fervide preghiere e generose elemosine. In questo mese quanta gente visita il Cimitero! Ma, quanti con la corona del Santo Rosario in mano? La chiesa cattolica mette a disposizione per il bene delle anime purganti, il tesoro delle indulgenze, ma ci insegna che il mezzo più potente e pronto per soccorrere quelle anime è la Santa Messa. San Girolamo dice che ad ogni Messa celebrata escono molte anime dal Purgatorio.
Scuola di Catechismo Parrocchiale. In obbedienza agli ordini delle Autorità Ecclesiali Superiori, quest’anno per lo studio del catechismo adotteremo i nuovi libri, che sono stati pubblicati e comandati, divisi in cinque classi. Con la prima domenica del corrente mese inizieremo lo studio del catechismo, e avrà la forma di una vera scuola, si daranno i voti di studio, di disciplina, si noteranno le assenze e fra sei sette mesi si daranno gli esami regolari a tutti i fanciulli, ai quali si consegnerà una pagella, da portare a casa con il rendimento ottenuto nello studio e ai più studiosi verranno assegnati dei convenienti premi. A cooperare con il parroco in questa opera complessa e faticosa, un gruppo di volenterose giovani iscritte all’Ass. “S. Agnese”, le quali si stanno preparando per riuscire ad insegnare bene la Dottrina Cristiana, frequentando la scuola di formazione dei catechisti. Un aiuto deve venire anche dai genitori, l’istruzione religiosa è obbligatoria per tutti i fanciulli che hanno compiuto i sei anni. Ogni alunno deve provvedersi il libro di classe, portarlo con se ogni domenica per la lezione. Le lezioni si tengono ogni festa dopo la Messa delle ore 10,30.
Compagnia del Santo Rosario. L’invito ad iscrivervi alla Compagnia del Santo Rosario è stato ben accolto: di fatti nel solo giorno della festa della Madonna del Rosario, sono state oltre 130. Altre si aggiungeranno, non appena conosceranno i grandi tesori spirituali. Nella pagella d’iscrizione, che si distribuisce ai soci, si può vedere il numero straordinario d’indulgenze plenarie e parziali che si possono acquistare dagli aggregati alla Compagnia.

Dicembre 1932

Funzionamento nelle Cappelle. In data 17 ottobre scorso, la Curia Arcivescovile di Torino ha inviato a tutti i Parroci, una lettera circolare, che riguarda il funzionamento delle Chiese e delle Cappelle. La circolare, dopo aver notato che “avviene talora che elementi laici (priori, massari, rettori, ecc.) pretendono di regolare il servizio religioso nelle chiese e delle cappelle e di disporre anche dei fondi delle medesime”, ricordo ai Parroci che tutto ciò è di loro esclusiva spettanza, che sono i soli rappresentanti giuridici dinnanzi alla legge della chiesa, alle quali sono preposte, e delle Cappelle che da loro dipendono aggiunge la lettera: “Abbiano quindi cura di togliere ogni abuso. Di segnalarli se del caso. Di tenere presso di sé i libri contabili. Di controllare volta per volta le esenzioni di quota e le collette fatte dagli incaricati. I fondi delle chiese e delle cappelle non devono essere presso i tesorieri, ma se sono in contanti devono essere depositati su libretti postali intestati alla chiesa o cappella e custoditi dai RR. Parroci”.
Dati quindi questi ordini dei Superiori, si invitano i Rettori delle Cappelle che ancora tengono presso di sé i fondi, a voler fare quanto sopra è prescritto; affinché venendo prossimamente Sua Ecc. l’Arcivescovo, in visita pastorale possa trovarci in regola anche su questo punto.

Dall’Albo d’Oro. Un’illustrissima signora, prima di lasciare la villeggiatura, ha voluto completare la cifra di una sua prima offerta, in modo da poter offrire alla nostra chiesa il “Raggio” grande che usiamo nelle feste maggiori e che abbiamo usato nelle Sante Quarantore. Regalo prezioso, che la pia persona ha voluto fare per invocare benedizione sulla sua famiglia e i suoi cari Defunti.
Una devota persona, ha donato tre lunghezze di tela invocando l’aiuto di preghiera.

Gennaio 1933

Intanto elenchiamo le opere compiute in chiesa dal mese di luglio 1931 a tutto dicembre 1932, che giustamente sarà conservato fra le altre memorie storiche dell’archivio, ove fra gli atti parrocchiali si tengono anche i bollettini.
Opere compiute in chiesa. Impianto nuovo di luce elettrica, con speciali impianti in onore di Sant’Antonio, di Santa Tersina, di Santa Rita, raggiunto circa 200 lampade. Erezione del grande Crocifisso sull’altare maggiore. Trasporto dell’altare di marmo dalla cappella del Rosario alla cappella dell’Immacolata, la quale fu restaurata con il consenso ed il concorso dell’Ill.ma Contessa Piossasco di None, che ne ha il patronato. Costruzione del nuovo altare di marmo nella cappella del Santo Rosario e del Sacro Cuore di Maria.
Regolarizzazione e marmorizzazione delle due balaustre laterali del presbiterio. Acquisto delle statue di Santa Agnese e Gesù fanciullo. Due ricchi lampadari elettrici a piramide a lato dell’altare maggiore. Artistico Gruppo raffigurante la Pietà. Due Ostensori per la benedizione e una Pisside grande, il presepio. A tutte queste molteplici cose, si aggiungano altre di minore importanza, come la nicchia di Sant’Antonio da Padova, le croci processionali per le diverse Compagnie religiose. Potete vedere come le offerte fatte finora, sono state totalmente impiegate per la gloria di Dio e per il decoro della chiesa. Ma accanto a queste opere materiali vanno ricordate le opere spirituali e morali in tempi relativamente brevi.
Si sono aperti due Oratori, quello maschile presso la casa parrocchiale, quello femminile presso l’Asilo, si sono fondate le quattro Associazioni d’A.C. che contano 200 iscritti; si è istituita la Compagnia delle Figlie di Maria, la compagnia del Santo Rosario, e dei Piccoli Rosarianti. Si sono aperte due scuole di canto.
L’anno incomincia col mese dei gennaio, che è dedicato al nome di Gesù, che ha lo scopo principale di riparare l’offesa che si fa a Dio con il peccato della bestemmia. Siate dunque zelanti anime riparatrici e fate pure opera d’apostolato perché la bestemmia non si senta più nei confini della nostra parrocchia.
Gruppo Donne. Domenica 18 dic. u.s., alla presenza della sig.na Bertolini, delegata del Consiglio Diocesano, il gruppo ha fatto le votazioni per il rinnovo delle cariche direttive. I voti furono unanime per la lista completa ed approvata dalle Autorità Diocesane, di modo che il consiglio di Presidenza, resta così formato: presidente Moda Giovanna, vice-presidente Lanza Luigina, cassiera Fiora Marianna, segretaria Martinasso Pierina, Frigeris Margherita, Girardi Rosa, Lovera Margherita, Novelli Tersilla e Spesso Rosa consigliere, e delegate per le diverse attività.
Vita Parrocchiale. La festa di Santa Cecilia. Domenica 27 novembre u.s. è stata celebrata la festa con una particolarità: abbiamo ospitato la cantoria della parrocchia di San Gaetano di Torino. Che ha fraternizzato con la nostra cantoria. Al mattino, le due cantorie si sono unite sull’orchestra ed hanno eseguito brillantemente la messa del M°. Perosi. Erano 30 cantori ! Effetto meraviglioso e imponente. All’organo sedeva il sig. Giuseppe Giustetti di Torino, dirigeva il nostro direttore sig. Giovanni Lanza. Nella funzione del pomeriggio l’esecuzione fu lasciata alla cantoria di Torino. Verso sera fu fatta una visita d’omaggio all’Ill.ma Contessa Piossasco di None, nostra benefattrice, ove si fecero ripetuti brindisi, anche in onore al nostro tenore solista Gabriele Pipino, che in tal giorno, era stato eletto presidente dell’Unione Uomini d’A.C. Dopo le due cantorie si sono trovate nel salone parrocchiale per una cena, offerta dal sig. Vicario. E’ impossibile descrivere l’ardente entusiasmo, che si andò destando, salendo di grado in grado alle tonalità più alte, specialmente quando si giunse ai brindisi.

Febbraio 1933

Festa di sant’Antonio Abate. Nella nostra parrocchia esiste la compagnia di S. Antonio Abate. Le notizie che abbiamo trovato nell’archivio parrocchiale risalgono al 1850, nel quale anno furono Rettori i sigg. Mola Giuseppe fu Vito, e Andruetto Bernardo del fu Gian Domenico. Sembra che la compagnia sia stata fondata dallo zelantissimo Vicario don Bernero.
Per opera di questa compagnia e per l’interessamento dei Rettori sigg. Baudino Cesare e Antonio Lanza, si è celebrata da noi la festa. Messa cantata e predicata alle ore 10,30. Alle ore 16 benedizione del SS. Sacramento. E’ stata lanciata l’idea di provvedere una statua da esporre durante la novena e la festa; idea che probabilmente sarà realizzata per il prossimo anno 1934.
Un segnale dalla campana mediana; quando sentite suonare “tre tocchi” della campana, è segno che la funzione incomincia immediatamente, ossia il sacerdote va all’altare, perciò se siete ancora per la strada, affrettate il passo, se siete sulla piazza entrate subito in chiesa.
Il S. Viatico e l’Estrema Unzione. Capita talvolta, che nell’occasione del Santo Viatico, le persone si preoccupano e non sanno che cosa preparare e come disporre, pensiamo di pubblicare qui delle brevi avvertenze che servono a tutti. Ricordiamo, che quando la malattia è grave e pericolosa, c’è l’obbligo grave di ricevere la Santa Comunione come Viatico. Quando si porta il Viatico, è una visita che Gesù viene a fare, non solo al malato, ma alla casa. Quindi bisogna preparare al Signore, una degna accoglienza, non si deve mai ricevere nella stalla, se non vi siamo cause specialissime. Il letto del malato, deve essere in ordine, adorno delle coperte più belle, se si tratta di una donna malata, questa deve avere in capo un velo. Si prepara un tavolino con una coperta bianca, con due candele, che si accenderanno quando arriva il Viatico, due bicchieri, in uno mettete l’acqua benedetta con rametto d’olivo, nell’altro, acqua pura. Si riceve il sacerdote con il saluto: “Sia lodato Gesù Cristo”. Tutti si inginocchiano e assistono con rispetto, rispondendo alle preghiere a suo tempo. Uno dei presenti deve almeno sapere recitare il “Confiteor”. Al momento della Comunione, se il tavolo è un po’ lontano dal malato, qualcuno deve prendere una delle candele, ed accompagnare il sacerdote, facendogli luce per la Comunione al moribondo. Dopo il Viatico, se si deve dare l’Estrema Unzione, bisogna aggiungere un piatto, nel quale il sacerdote deporrà il vasetto dell’olio Santo. Si deve avere l’avvertenza di fare sempre per tempo pulizia, specialmente delle mani e dei piedi, che dovranno esser unti con l’olio Santo.
I batuffoli di cotone che il sacerdote ha adoperato, nell’asciugare le unzioni, si devono bruciare, così l’acqua pura nella quale il sacerdote si è purificato le mani, deve essere bevuta dal malato o gettata nel fuoco.
Statistica parrocchiale dei nati, sposati e morti durante l’anno 1932.
Battesimi 21, di cui 13 maschi e otto femmine. Matrimoni 14. Morti nove, di cui quattro uomini e cinque donne. La statistica parrocchiale è migliorata da quella del 1931, buon segno il fatto che i battesimi superano di 12 il numero dei morti. Notiamo nei morti dei bambini, e tra gli adulti non si supera gli 80 anni solo un uomo aveva 83 anni.

Marzo 1933

Catechismo Quaresimale. Ricordiamo che durante la quaresima, oltre la domenica, si farà il catechismo anche nei giorni feriali, ad eccezione dei giorni di vacanza della scuola. Inizierà alle ore 16,30, dopo la scuola del pomeriggio. I genitori sentano il loro grave dovere di mandare i figlioli al catechismo e si interessino se proprio vengono e con quale profitto.
Sono giorni d’astinenza e digiuno quaresimale tutti i venerdì e sabati, il mercoledì delle ceneri e delle tempora. Tutti gli altri giorni, ad eccezione della domenica, sono giorni di digiuno. Sono obbligati al digiuno, coloro che hanno compiuto i 21 anni e non hanno ancora iniziato i 60.
Chi digiuna, può mangiare cibi di carne, nei giorni non d’astinenza, a pranzo, a cena invece possono usare di grasso, solo per condimento. Per la nostra Diocesi di Torino, c’è il permesso di usare latticini mattino e sera e uova nella refezione della sera, nei giorni di digiuno.
In tempo di quaresima ogni venerdì sera verso sera, ci sarà il pio esercizio della via Crucis.
L’altare del Sacro Cuore di Maria. Presentiamo il bilancio a riguardo alle spese dell’altare, la spesa complessiva era di lire 4.500, noi abbiamo ricevuto la somma di lire 2.550 da offerte e d’elemosine ricevute. Restano ancora da pagare circa 2.000 lire, preghiamo la Madonna che susciti persone devote e generose per poter completare la spesa.
Pro Bollettino il primo elenco dell’anno ha fruttato Lire 285. Annotiamo alcuni illustri donatori come il dott. Alfano, la famiglia Brunicardi, le Contesse Filippi di Baldissero Con molti ringraziamenti, e il Signore ricompensi la vostra generosità.
I Rettori delle Compagnie.
Compagnia del SS. Sacramento: rettore Girardi Giacomo, vice rettore Elia Paolo. Rettrice Lupo Rosa, vice rettrice Gorrea Giuseppa.
Compagnia del SS. Rosario: rettore Bertinetto Giovanni fu Battista, vice rettore Burdino Giovanni. Rettrice Bonetto Teresa, vice rettrice Martinatto Margherita.
Compagnia del Suffragio: rettore Bonetto Angelo, vice rettore Andruetto Battista. Rettrice Gorrea Luigia nata Fiora, vice rettrice Bertinetto Maria nata Ravoria.
Confraternita: rettore Martinatto Antonio fu Domenico, vice rettore Bonetto Giacomo fu Domenico. Rettrice Andruetto Maria Luigia, vice rettrice Spesso Rosa.

Aprile 1933

Altare del Sacro Cuore di Gesù. La vostra generosa offerta di lire 600, per un altare di marmo, da erigersi in onore al Sacro Cuore di Gesù. Di cui la nostra chiesa ne è priva. Ebbene il progetto di questo altare c’è già, e secondo il vostro desiderio lo faremo nell’Anno Santo, che inizia appunto in questo mese. Sarà degno e perenne monumento, che esprimerà la nostra brama, perché si diffonda la devozione ed il regno del Sacro Cuore di Gesù.
Una croce sul Brich dei castelli. In questo Anno Santo, nella straordinaria ricorrenza del 19° centenario della nostra redenzione, noi innalzeremo un altro imperituro ricordo, che dirà al mondo e ai posteri la nostra fede religiosa. Il ricordo consiste in una grande Croce di pietra, che con il consenso della Mobilissima Contessa Piossasco di None, sarà messa sul brich dei castelli, al posto di quell’attuale che è di legno. La data, non è ancora stata fissata, ma certamente per la circostanza saranno celebrate speciali funzioni e processioni, che attireranno il concorso di molta gente e porteranno in tutti risveglio di fede cristiana.

Maggio 1933

La festa di San Vito. Sarà celebrata un poco in anticipo, la domenica 11 giugno, perché il 15 giugno e la festa del Corpus Domini. Speriamo che si possa celebrare con solennità ancor superiore a quella degli anni passati, la speranza e soprattutto nelle Assoc. d’A.C., che ora sono al completo ed assai fiorente, ed in tal giorno faranno la Comunione generale.
Albo d’Oro. Le offerte pro bollettino nel secondo elenco ha raggiunto la bella cifra di lire 350, ringraziando tutti i benefattori, invochiamo dal cielo, la ricompensa a tutti coloro che con la loro offerta hanno dimostrato sensibilmente il loro amore alla “Buona Parola”. Ricordiamo tra i quali questi nomi illustri come la maestra della frazione Lupi, la Contessa Gabriella Piossasco di None, la Contessa Palma Alessandra di Borgofranco, il rev.do Direttore della Casa Salesiana, rev.do don Fiora. Raccomandiamo di non rifiutare “La Buona Parola”, questo bollettino domanda solamente di essere letto da tutti i parrocchiani che tutti vuol mantenere legati alla parrocchia in un vincolo di fede e di carità.

Giugno 1933

Associazione femminile Sant’Agnese. Domenica 7 maggio le Socie effettive hanno subito l’esame di religione, secondo il testo proposto dalla Presidenza Nazionale della Gioventù femminile d’Azione Cattolica. L’esame è stato dato sotto forma di gara alla quale hanno partecipato 18 socie, tutte hanno sostenuto l’esame con onore, e tutte si meritano un giusto plauso. Tuttavia abbiamo stabilito alcuni premi, distribuiti con una graduatoria: 1° premio Elia Luigina e Fiora Bianca; 2° premio Gontero Defina e Zappetto Consolata; 3° premio Buttigliengo Alda, Mola Maria e Delfina Martinatto. Un ringraziamento va anche alla rev. Superiora dell’Asilo, che si è prodigata nel fare scuola per parecchi mesi alle ragazze.
Festa della Prima Comunione. Domenica 14 maggio si è svolta la festa della prima Comunione per 23 bimbi della nostra parrocchia, che per la prima volta si sono accostati alla Sacra Mensa. Era acconto a loro la Contessa Palma di Borgofranco, patronessa della festa, la quale dopo le funzioni ha offerto ai piccoli un grosso uovo di cioccolato. I bimbi espressero a lei poeticamente la loro riconoscenza, il gruppo Donne d’Az. Catt. offrì od ogni fanciullo l’immagine ricordo. Alla signora Contessa, al Gruppo Donne e alla rev.da Superiora dell’Asilo che pazientemente fece ai bimbi la necessaria preparazione, va il sincero e cordiale ringraziamento da parte del Vicario, invocando da Dio la ricompensa.

Luglio 1933

Festa del Corpus Domini. Non si poteva svolgersi in modo più solenne, così possiamo dire di aver corrisposto ai desideri dei Superiori Ecclesiastici, che data la circostanza dell’Anno Santo, volevano che a questa festa si desse la massima grandiosità. Tutti i parrocchiani erano presenti alla Processione, che sfilò per circa un’ora e mezzo, facendo un itinerario diverso dall’ultimo Congresso Eucaristico, cioè scendendo fino alla frazione Marchile. Lo zelo con cui si sono aggiustate le strade, il fervore con cui si sono preparati gli addobbi grandiosi, dimostrando quanto fosse vivo il desiderio di ricevere la visita di Gesù Sacramentato. Data questa buona volontà e dato il buon esito ottenuto, perché non si potrebbe ogni anno, fare lo stesso percorso, per la processione del Corpus Domini? Ha aggiunto solennità alla processione, l’intervento della Banda musicale Salesiana del Bivio di Cumiana, di cui ringraziamo il rev.do don Bonvicino direttore della Scuola Agraria del Bivio, ed al rev.do don Dalferro, direttore della Casa Salesiana di Piossasco, per la buona riuscita della festa.
Festa dei Fanciulli, ha molto superato in grandiosità quella dell’anno scorso. Oltre cento bambini si sono accostati alla S. Comunione. Bellissima e riuscita la Processione composta di soli fanciulli, che con fiori in mano e cantando inni sacri, precedevano la statua di Gesù Infante, portato dai più grandicelli. Commovente fu lo spettacolo che presentava la chiesa, piena di bimbi innocenti a cui facevano corona i genitori, quanti si sono sentiti riempire gli occhi di lacrime, mentre si invocava la benedizione sui loro cari fanciulli. Questa festa si celebrerà ogni anno nella nostra parrocchia, e dico a voi genitori, quanto ci sta a cuore, a noi sacerdoti, il desiderio di aiutarvi a crescere buoni i vostri bimbi sotto la protezione di Gesù Fanciullo.
Un ringraziamento vivissimo va alla nobile Contessa Palma, patronessa della festa, che distribuì ai ragazzi pane e cioccolate a colazione e che con il suo intervento onorò le nostre funzioni.
Pulizia degli altari. I visitatori della nostra chiesa, notano che gli altari sono puliti, infiorati e ben tenuti, il merito è da attribuirsi alle ottime persone che con lodevole spirito di devozione se ne sono presa la cura. Pubblichiamo i nomi, mentre chiediamo dal cielo la meritata ricompensa.
Altare maggiore: le reverende Suore dell’Asilo e le signorine Leonilda Riboldi e Maria Martinasso.
Altare del S. Cuore di Maria: le signorine Tersilla Frigeris e Alda Buttigliengo.
Altare Immacolata Concezione: le signorine Pierina Martinasso e Maria Michelotti.
Altare dell’Angelo Custode: le signorine Clodilde Mola e Vittorina Mola.
Altare delle Anime Purganti: le signorine Eugenia Martinatto e Michelina Gorrea.
Altare del S. Cuore di Gesù: le signorine Modesta Caro e Angela Ferrero.
Altare del Crocifisso: le signorine Tina Usseglio e Teresa Martinatto.
Altare di S. Antonio: le signorine Bianca Fiora e Maria Mola.
Gruppo della Desolata: la signorina Lucia Gontero.

Agosto 1933

Associazione giovanile “S. Vito”. E’ stato pubblicato sul “Giovane Piemonte” il risultato dell’esame di religione dato dalle nostre associazioni giovanili d’A. C. diocesane. Risulta che la nostra Associazione, la quale fu esaminata dal delegato della Federazione, il rev. Cav. don Domenico Gaude, parroco degli Allivellatori, è stata premiata con la medaglia vermeille, che è la più preziosa medaglia che viene data in premio. E’ segno che i nostri giovani sono in prima linea nello studio della Religione. Ci congratuliamo con loro e ci auguriamo di vederli continuare in questa posizione, la qual è certo ben più onorifica ed importante cui si può dedicare i giovani. L’associazione si è pure presentata all’esame di canto gregoriano, secondo il programma stabilito dalla Federazione Diocesana. Esaminatore il rev.mo Canonico Teol. Vincenzo Rossi di Torino, il quale ebbe parole d’encomio e d’incoraggiamento ai nostri bravi e volenterosi giovani.
Festa dei Preti. Martedì 29 c. m. si farà nella nostra parrocchia la così detta festa dei Preti, cioè la festa annuale della Congregazione o Compagnia dell’Angelo Custode, della quale fanno parte circa 150 sacerdoti. Questa Compagnia è antichissima, è stata eretta nella nostra Parrocchia il 6 ottobre del 1682. Alle ore 10 ci sarà la Messa cantata solenne, celebrata dal Rettore della Compagnia, che quest’anno è il rev. mo don Giovanni Martinatto, terrà il discorso il rev.do don F. Baudino seguirà la benedizione del SS. Sacramento. Siete vivamente pregati a prendere parte a queste funzioni, elevando a Dio fervide preghiere per invocare copiose benedizioni sopra i sacerdoti ed il loro ministero.
Asilo Infantile “San Vito”. Prima di finire l’anno scolastico, domenica 9 luglio scorso, alle ore 20 avvenne il saggio dei bimbi, nel cortile dell’Asilo. Erano rappresentate quasi tutte le famiglie dei signori villeggianti e abbiamo notato un concorso veramente straordinario di gente, anche dalla parrocchia di San Francesco e questo ci ha fatto molto piacere.
I bimbi erano stati molto ben preparati dalle Rev. Suore con l’ammirevole pazienza, dove ci hanno fatto passare due ore di trattenimento veramente liete sia per la varietà del programma e sia per la buona interpretazione da parte dei bambini, che ci hanno fatto stupire come abbiano potuto imparare così tante cose. Ai graziosi bimbi, furono in fine distribuiti dolci e caramelle inviate dalla nobile Contessa Piossasco di None e dalla gentilissima signora Baudino. Ha rallegrato gli intervalli un gruppo di suonatori, diretti dal sig. Borgi Costantino.
Feste e ricorrenze del mese.
Lunedì 7 – Festa della Madonna della neve alla frazione Prese messa cantata ore 9.
Martedì 15 – Festa dell’Assunzione di Maria SS. - Ore 10,30 messa in musica cantata dalla scuola femminile di canto.
Domenica 27 – Festa del Sacro Cuore di Maria – Ore 10,30 Messa solenne in musica – prima volta che si esegue la messa a due voci del maestro Ferro – Ore 15,30 Rosario, Vespri solenni, discorso tenuto dall’oratore rev. Teol. E. Beone di Torino, Processione e Benedizione.
Martedì 29 – Festa “dei Preti”, ossia della Congregazione dell’Angelo Custode – Ore 10 accettazione dei nuovi soci confratelli, messa cantata solenne, discorso e benedizione.

Settembre 1933

La scuola di catechismo parrocchiale. Per rendere più fruttuosa l’istruzione religiosa dei fanciulli, le abbiamo dato il carattere di una vera scuola. Abbiamo formato cinque classi maschili e cinque classi femminili. Il programma, che si studia sui nuovi testi, ordinati dal nostro Cardinale Arcivescovo, si svolge nell’anno catechistico, che va da ottobre a fine di luglio, comprende trentacinque lezioni festive e altrettante lezioni nel tempo di quaresima. Per il primo anno l’esperimento non ha avuto ancora esito abbastanza soddisfacente per diverse cause, ma che per il futuro elimineremo.
Intanto comunichiamo la statistica con i nomi di coloro che in seguito all’esame fatto, furono meritevoli di premio.
Iscritti alla scuola di catechismo: maschi 79 – femmine 64, totale 143.
Frequentanti: maschi 70 – femmine 55, totale 125.
Esaminati: maschi 43 – femmine 41, totale 84.
Premiati: maschi 12 – femmine 24, totale 36.
Classe 1° maschile: 1° premio Sibille Pierino, Friolo Cesare, Gonella Dario – 2° premio Lupo Ettore.
Classe 1° femminile: 1° premio Bertinetto Mariuccia, Lovera Giuseppina, Baudino Savina, Oddenino Luigina.
Classe 2° maschile: 1° premio Gontero Luciano, Stranieri Giovanni – 2° premio Pautasso Pierino, Lovera Albino.
Classe 2° femminile: 1° premio Bonetto Aurora, Bergoglio Lucia, Chianale Nicolina, Rolando Michelina, Ronco Gina – 2° premio Andruetto Margherita, Bergoglio Rita.
Classe 3° maschile: 1° premio Saluto Mario – 2° premio Andruetto Elso.
Classe 3° femminile: 1° premio Gonnella Elvira – 2° premio Bertinetto Iolanda, Bonetto Irene, Martinatto Rosina, Vaglienti Rosina.
Classe 4° maschile: 2° premio Elia Mario.
Classe 4° femminile: 1° premio Lupo Margherita – 2° premio Bertinetto Elda, Elia Albina, Pipino Savina.
Classe 5° maschile: 1° premio Giuseppe Lanza.
Classe 5° femminile: 1° premio Lupo Michelina – 2° premio Bertinetto Vitalina, Gorrea Ernestina – 3° premio Picco Alessandrina.
Nel pomeriggio di domenica 24 del corrente mese, con una piccola accademia, sarà fatta la distribuzione dei premi. Abbiamo già ricevuto delle offerte, ma speriamo di riceverne ancora, per l’acquisto dei premi, e di questo ringraziamo le persone benefattrici.

Ottobre 1933

Albo d’Oro. Pro bollettino, pubblichiamo il terzo elenco dell’anno, sono state raccolte lire 388. Tra cui ricordiamo personaggi illustri come il prof. Barberis Giovanni, la famiglia Boneschi, il dott. Crescio, la maestra della Maddalena, don Giovanni Martinatto,
La festa del Santo Rosario, sarà preceduta da un triduo di Benedizioni alla sera. Durante tutto il mese d’ottobre, ogni sera verso notte, nei giorni feriali, vi sarà in chiesa la recita del S. Rosario, preghiera a S. Giuseppe, canto dell’Ave Maris Stella e Benedizione. Si raccomanda che anche nelle cappelle delle frazioni, si reciti ogni sera il S. Rosario.

Novembre 1933

con profitto la scuola, che come l’anno scorso, si farà ogni festa dopo la Messa grande. E’ una vera scuola, poiché ci insegna la scienza più necessaria che ci sia, scienza che deve guidare l’uomo attraverso la vita e verso la conquista del cielo. Come l’anno scorso ogni classe, avrà il suo libro di testo, che deve essere studiato, e sul quale si daranno gli esami alla fine dell’anno, con l’assegnazione dei premi come si è già fatto l’altro anno. Cogliendo l’occasione, si ringrazia pubblicamente il Gruppo parrocchiale delle Donne Cattoliche, che ha concorso per un centinaio di lire, per provvedere ai premi da dare ai ragazzi. E riportiamo con gioia e riconoscenza, la lettera che la gentilissima signora Battistini, scriveva in risposta all’invito di voler presenziare alla distribuzione dei premi. “Intanto coi miei figli la prego di tener conto che a principiare dal 1934, la pregheremo di assegnare un nuovo premio del valore di 20 lire (possibilmente un libro), ai ragazzi del catechismo, tale premio dovrà chiamarsi “Premio Bianca Bongioanni Gianoglio” in memoria della mia diletta mamma che tanto amò Piossasco e la chiesa parrocchiale di S. Vito”.
Il nobile atto della signora Battistini, merita la più alta considerazione e suscita in tutti i parrocchiani di San Vito sensi di devota riconoscenza e rinnovata profonda stima.
La nuova statua della Madonna. Sua Ecc. Mons. Mazzini, dopo aver benedetto la statua della Madonna del Santo Rosario, domenica 1° ottobre scorso, rivolgeva alcune parole ai presenti, con ragione di rallegrarsi con noi per l’artistica statua che veniva ad abbellire la nostra Chiesa. La statua è veramente bella, sculturata in legno dai famosi artisti di Val Gardena (Trentino), che sia pregevole, lo dice anche il prezzo, costa mille lire rotonde! La statua, dopo essere stata per lungo tempo esposta alla contemplazione di tutti, ora ha preso posto nella nicchia della Cappella del Rosario, dove ogni sera si recita il Santo Rosario. Ecco l’elenco delle prime offerte per la statua: lire 227.

Dicembre 1933

La Natività di N. S. Gesù Cristo. E’ una delle feste più solenni dell’anno liturgico ecclesiastico, è la festa che ci richiama alle origini della Redenzione umana, alla nascita dell’Uomo-Dio salvatore. I cristiani si scambiano gli auguri, come si fanno a Pasqua, che è la festa del compimento della redenzione. Mentre si scambiano gli auguri più lieti, l’angelo del Signore, ripeta il cantico augurale della pace che fu cantato alla grotta di Betlemme.
Vita Parrocchiale. Associazione “Santa Agnese”. Domenica 5 dello scorso mese nella propria sede, davanti alla delegata del Centro diocesano, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Presidenza, essendo scaduto il biennio voluto dal Regolamento. Parlò la presidente Lucia Gontero, la quale, fra la più viva commozione di tutte le presenti, notificò che per raggiunti limiti d’età, era obbligata a ritirarsi, non sola dalla carica, ma anche dalla Assic. Giovanile per passare a far parte al Gruppo Donne. Al saluto d’addio rispose il Vicario, che ringraziando caldamente la zelante presidente per il bene che ha fatto in questi due anni, in cui aveva saputo suscitare nelle socie tanta tenera affezione, quale si manifestava dalle lacrime, di cui erano pieni e lucenti gli occhi delle presenti. Quindi comunicò il nome della nuova Presidente Rina Garello, che era cassiera, la quale, secondo lo statuto dell’Azione Cattolica, fu eletta dall’Arcivescovo. Un applauso unanime accolse la notizia. Si procedette alle votazioni, delle quali fece lo spoglio la Delegata diocesana, che in fine, con efficaci e persuasive parole esortò le socie ed essere affezionate, obbedienti e disciplinate alla nuova presidente. Rivolgendo profonde parole di ringraziamento alla ex-presidente per il bene fatto a vantaggio della G.F.C.I. ed invocando da Dio le meritate ricompense.
Il Consiglio Direttivo resta così costituito.
Presidente Rina Garello; vice-presidente Rina Bonetto; segretaria Vittorina Mola; cassiera Consolata Zappetto; delegata Aspiranti Clotilde Mola; delegata Beniamine Rina Elia; consigliere con varie delegazioni Teresa Lanza, Agnese Elia, Maria Martinasso.
Porgiamo a questo nuovo Consiglio, le congratulazioni e facciamo voti, perché l’Associazione cresca fiorente come lo è stata fin’ora.
Feste e ricorrenze del mese.
Novena per la festa dell’Immacolata. Ogni sera alle ore 18, recita del Santo Rosario nella cappella dell’Immacolata, Ave Maris Stella e Benedizione.
Venerdì 9 – Solennità dell’Immacolata Concezione. Ore 6,30 Messa con Comunione generale, ore 10,30 Messa cantata in musica, ore 15 Rosario, Vespri, Predica e Benedizione. Priora della festa Sig.na Tersilla Frigeris, vice-priora sig.na Teresa Brero.
Domenica 24 – Vigilia del Santo Natale, senza astinenza e senza digiuno. Ore 24 Messa cantata.
Lunedì 25 – Solennità del Santo Natale. Ore 7 prima Messa, segue l’orario festivo con messa cantata alle ore 10,30.
La novena del Santo Natale, che incomincia sabato 16, si farà alle ore 17 con recita del Rosario, canto delle profezie e benedizione.
La celebrazione della vittoria a Piossasco. Il settimanale “La Voce del Popolo” ha pubblicato quanto fu fatto a Piossasco, il giorno dell’anniversario della Vittoria, con alcune interessanti note. Quest’anno anche le nostre Associazioni parrocchiali furono invitate ed intervennero con la bandiera. Ecco la relazione del suddetto giornale:
“Sabato 4 novembre anche qui, con fervente entusiasmo e con piena armonia di cuori, si è celebrato l’annuale glorioso della Vittoria. Convocato con particolari inviti dal segretario politico che è pure il Podestà del paese, tutte le Associazioni, dalle Cattoliche alle Civili e Politiche, l’Asilo e le scuole elementari, Autorità e Popolo ebbero convegno sul piazzale del Municipio alle ore 9,30. Quindi si portarono tutti alla vicina Chiesa parrocchiale di San Francesco, ove un solenne funerale per i Caduti fu celebrato dal sig. Prevosto assistito dal sig. Vicario di San Vito. Terminato il rito religioso, si compone il lungo corteo che con a capo la Banda musicale, si recò al Parco della rimembranza e poi sul piazzale presso il monumento dei Caduti. Mentre si suonavano gli inni nazionali, erano deposte due corone d’alloro. Il presidente della locale Sezione Combattenti disse un breve ed ardente discorso, leggendo in fine gli indimenticabili Bollettini della Vittoria.
Da quella armonia di spiriti e dall’imponente spettacolo che presentava quel raduno presso il monumento glorioso, una nota sola stonava, ed era il nome della Piazza, che s’intitola ancora XX Settembre, nome che risente dall’originario sapore massonico. Quando il Fascismo di Piossasco cancellerà queste melanconiche tracce di massoneria forse anche piossaschese, e intitolerà la piazza che è la più bella piazza del paese, al ricordo glorioso di Vittorio Veneto? In quel giorno i Caduti di Piossasco avranno un fremito di gioia e di riconoscenza”.

Gennaio 1934

La morte della Contessa Piossasco di None.
Quando si sparse la notizia che la sig.ra Contessa Piossasco di None era malata, mai più si sarebbe pensato che la catastrofe doveva esser così vicina. La Contessa di aggravò repentinamente, ed il male si mostrò irriducibile alle premurose cure del medico Dott. Alfano, che aveva chiamato a consulta due primari professori di Torino. Al Vicario che a conforto si affrettava a recarle la Santa Comunione, la Contessa chiedeva di essere avvisata quando il pericolo fosse stato grave, perché Ella intendeva solamente ricevere il Viatico a testimonianza della sua fede e a buon esempio alla popolazione. Fu avvisata, ricevette gli estremi Conforti religiosi alla vigilia della morte, avvenuta sabato 16 dicembre alle ore 14. Sua Em. il Cardinale Arcivescovo, su richiesta del Vicario, inviava alla nobile Inferma una speciale benedizione. I funerali ebbero luogo nel pomeriggio della domenica, furono imponenti, nonostante la difficoltà del cattivo tempo.
Tutto Piossasco era presente a rendere l’ultimo solenne tributo d’omaggio a Colei, che era venerata come simbolo ed un ricordo vivente dell’antica storia del paese, impersonificando Ella tutta la gloriosa Casa dei Conti di Piossasco.
Intervennero le due parrocchie con il Clero e le Compagnie religiose, seguivano la bara Nobiltà e Personalità del paese, la bandiera municipale con il segretario comunale in rappresentanza del sig. Podestà, le bandiere delle nostre associazioni giovanili, era presente la banda musicale di Piossasco. Il lungo corteo discese per via dei Castelli, passò davanti alla Chiesa della Confraternita e arrivò alla chiesa parrocchiale. Dopo le esequie cantate in musica con accompagnamento d’organo, il corteo si ricompose e salì direttamente al Castello, ove la salma della Defunta Contessa, venne tumulata nella sua Cappella privata.
Dobbiamo confessare che una profonda mestizia ci stringeva il cuore, un sincero e largo rimpianto si è fatto sentire nella nostra popolazione, che era solita ammirare la fede e la devota pietà, con cui la Sig.ra Contessa ogni festa assisteva alla santa Messa e quasi sempre faceva la santa Comunione, anche ad ora tarda. Il ricordo di Lei, rimarrà certamente a lungo impresso nel nostro spirito.
Ai Sigg. Parenti della Defunta specialmente alle spettabili famiglie Martina e Pipino rinnoviamo le nostre condoglianze, e per la Defunta Contessa si canterà in questo mese un funerale solenne di trigesima.
Feste e ricorrenze del mese.
Mercoledì 17 – Festa di S. Antonio Abate. La Compagnia di S. Antonio fa celebrare le funzioni con questo orario: ore 10,30 Messa cantata e predica; ore 16 Benedizione. Prima e dopo la Messa si benedicono gli equini. La festa è preceduta da una novena con benedizione al mattino, dopo la Messa prima. I rettori sono Michele Andruetto e Vito Grimaldi.

Febbraio 1934

Egregio Signore,
Abbiamo il piacere di confermare la lieta notizia, ormai da tutti conosciuta, che il nostro Rev.mo Vicecurato don Giovanni Fassino, è stato eletto Pievano di Montaldo Torinese.
Questa elezione è meritato premio alle sue doti ed al suo zelo, che noi abbiamo potuto conoscere ed apprezzare nei due anni e mezzo, dacché Egli e fra noi.
La notizia che è stata appresa da tutti con vivissima impressione e gioia, non ha mancato di suscitare anche un generale rincrescimento per la prossima sua partenza da noi del rev.mo Don Fassino.
Memori pertanto del grande bene, che Egli ha fatto nella nostra Parrocchia, specialmente per la Gioventù lanciamo l’appello a tutti per offrire a Lui un Omaggio di Riconoscenza.
Non potendo organizzare feste ed accademie, che Egli assolutamente non vuole, procureremo tuttavia di offrirgli un dono, che porterà con se come nostro ricordo. A questo fine il Consiglio parrocchiale si è costituito in Comitato, il quale raccoglierà offerte.
Per facilitare la cosa, abbiamo nominato collettrici delle offerte, le seguenti persone che passeranno presso ogni famiglia: Lovera Margherita e Teresa Lanza per la frazione Campetto; Mola Giovanna e Gontero Rosa per la frazione Piazza; Andruetto Luigia e Zoppetto Consolata per la frazione Cappella; Frigeris Tersilla, Elia Michele e Domenico Bonetto per la frazione Marchile e Cascine.
Le persone che sono fuori parrocchia possono indirizzare le loro offerte all’Ufficio della Parrocchia di San Vito.
La benevolenza e la stima, di cui il Rev.mo don Fassino gode fra noi, ci fa pensare che nessuna famiglia rifiuterà il suo obolo per quanto piccolo.
Attendiamo con fiducia, mentre porgiamo anticipati ringraziamenti con devoti ossequi.
Il documento è firmato.
Il Comitato: Elia Michele, Presidente Sottofederazione Giovanile – Mola Angelo, Presidente Associazione San Vito – Garello Rina, Presidente Associazione Santa Agnese – Mola Giovanna, presidente Gruppo Donne – Pipino Gabriele, presidente Unione Uomini - Gontero Lucia, direttrice Compagnia Figlie di Maria – Don Giuseppe Fornelli, Vicario e Assistente Ecclesiale.
Facciamo un po’ di carnevale? Veramente possiamo dire che carnevale è tutto l’anno, perché i cinema, i teatri, le sale da ballo, sono sempre aperti e frequentati. Eppure il carnevale ufficiale è quello che dura circa un mese e finisce con il mercoledì delle Ceneri. Questo è il tempo che, nonostante la crisi e la disoccupazione, fa perdere la testa a molti e vuota la borsa di altrettanti, che manda clienti all’ospedale e addirittura all’inferno. Sono già stati annunziati veglioni e veglionissimi, senza scrupoli e senza malinconie, non importa se poi si resterà con il cuore ferito e l’anima profanata. I genitori siano attenti a questo riguardo, hanno tutta la responsabilità verso i loro figli. L’attuale Arcivescovo di Milano, ha persino proibito ai parroci di benedire le case dove vi sono sale da ballo, e con ciò come si può che i balli non siano pericolosi e peccaminosi. Noi facciamo carnevale riparando con la preghiera, con il sacrificio, con la mortificazione, le pazzie criminose del carnevale degli altri.
Compagnia Figlie di Maria. Essendo scaduto un biennio dalle ultime elezioni, si è tenuta, nel gennaio scorso, l’adunanza generale per rinnovare il Consiglio Direttivo. Erano presenti circa 60 consorelle, il Vicario, quale direttore della Compagnia, avendo diritto di eleggere la Direttrice, proclama eletta la sig.na Lucia Gontero, la nomina è cordialissimamente accettata da tutte le socie. Per votazioni segrete, come prevede il regolamento, si passa ad eleggere le altre Consigliere. Il consiglio delle elette si è poi riunito per la distribuzione delle cariche come segue: Bonetto Rina, vicedirettrice; Elia Rina, maestra delle novizie e aspiranti; Gardois Teresa, tesoriera; Ferrero Angela, segretaria; Brero Teresa, priora; Caro Modesta, vicepriora; Andruetto Riccarda, Lovera Orsolina e Lanza Angela consultatrici.
Il nuovo Consiglio si propone una cura speciale per riuscire a comporre la sezione delle aspiranti e delle novizie, le quali porteranno come divisa la medaglia con il nastro rosso; all’età di 15 anni passeranno a far parte delle Figlie di Maria. La compagnia terrà la sua adunanza mensile, la terza domenica del mese, salvo impedimenti.
Compagnia di S. Antonio Abate. La festa di S. Antonio fu celebrata come al solito, non escludendo il tradizionale pranzo sociale, servito con piena soddisfazione di tutti i commensali all’Osteria del Castello dal sig. Sattino. Una novità però c’è stata, ed è l’acquisto della nuova statua di S. Antonio, questo era conveniente che si facesse. Che nel dipinto dell’altare detto di S. Antonio, ci fosse anche l’immagine del Santo, tutti lo dicono, ma nessuno lo può affermare con precisione. Non si potrà più dire così della statua, la quale d’ora in avanti potrà ogni anno essere esposta e venerata dalla popolazione. Per soddisfare la spesa della statua, la quota annuale dei soci è stata raddoppiata e portata a due lire. Aggiungendo qualche altra offerta, come per esempio quella dei rettori della festa, la statua sarà facilmente pagata. Agli zelanti rettori di quest’anno Andruetto Michele e Vito Grimaldi, sono stati nominati a succedere per l’anno 1935 i sigg. Marchisio Giuseppe e Martinatto Clemente.
Statistica parrocchiale.
Battesimi 19 – Matrimoni 8 – Morti 12. Tra i morti ricordiamo Sacchetto Amalia di anni 20, Siccardi Giovanni di pochi giorni, Dellacroce Romano di due mesi e la contessa Gabriella Piossasco di None di 70 anni.
Dopo aver letto questa statistica, possiamo dire da buoni cristiani una preghiera per la prosperità di quelli che sono nati e quelli che si sono sposati, un’altra in suffragio di quelli che sono passati all’eternità. Anche quest’anno possiamo constatare che la parrocchia è in aumento essendo nati 19 e solo 12 sono i morti, i matrimoni sono un po’ pochi.
Feste e ricorrenze del mese.
Martedì 13 – Festa della Madonna delle Grazie alla cappella del Prarosto, ore 9 Messa cantata alla cappella e alle ore 16, benedizione in parrocchia. Sono rettori della festa i sigg. Frigeris Giuseppe e Alberto Borgi.

Marzo 1934

Albo d’Oro. Pro bollettino. Pubblichiamo il primo elenco delle offerte, che ci sono pervenute per il corrente anno, a favore del nostro caro bollettino lire 249. Tra questi generosi oblatori spiccano i nomi del dott. Alfano, don Fiora Pietro, la Maestra del Campetto.
Pro Asilo “S. Vito”. Una comunicazione fatta al Presidente dell’Asilo dal Notaio Dott. Nicola, notificava che l’illustrissima Contessa Gabriella Piossasco di None, deceduta nel dicembre scorso, ha lasciato al nostro Asilo la somma di tre mila lire. L’amministrazione, prendendo atto della generosa elargizione, fa scrivere il nome della Contessa nell’album dei benefattori, addita a tutti l’esempio caritativo ed esemplare e assicura che i bimbi dell’asilo pregheranno per l’illustre benefattrice.
La morale e i … balli. “E’ precisamente l’immoralità la prima e la principale cagione dell’odierno disagio internazionale. Nonostante le savie leggi del regime, per impedirne la diffusione, costituisce una specie di epidemia pericolosa per tutti, ma più particolarmente per la gioventù. In mezzo alla quale si diffonde tanto con il divertimento pericoloso. Quanto ai balli ed alle veglie danzanti, dovrebbe bastare ciò che ne hanno detto più volte le più alte Autorità del Regime ed i principali giornali fascisti. L’11 novembre 1932 il Prefetto d’una delle più importanti province di confine, negava ogni permesso ai balli pubblici organizzati dal dopolavoro. La critica Fascista del gennaio 1931 aveva asserito: il ballo è elemento distruttore! L’anno prima, aveva pubblicato: si ricordino coloro a cui spetta, che con la danzomania, non si fa un popolo grande! Eppure i balli si diffondono ogni giorno di più, e spesso nei paesi dove la gran parte della popolazione è buona. Quali sono le conseguenze di simili danze? Ci assicura qualche medico che una gran parte dei casi, hanno il loro doloroso epilogo nelle case di maternità, ebbero le loro prime origini appunto dalle sale da ballo e dalle veglie danzanti, dove la gioventù infrollisce nella passione e nel vizio”.
Tutto questo lo abbiamo sintetizzato dalla lettera Pastorale del Card. Schuster, Arcivescovo di Milano, pubblicata per la Quaresima. E’ doveroso che i parroci facciano sentire forte le loro parola contro i balli e le veglie, con il loro silenzio favorirebbero la diffusione della immoralità.
Nomina dei Rettori.
Compagnia del SS. Sacramento – Elia Paolo e Gorrea Giuseppa; vicerettori Martinatto Vito e Bonetto Margherita.
Compagnia del Suffragio – Andruetto Battista e Bertinetti Maria; vicerettori Destefanis Lorenzo e Lovera Margherita.
Compagnia del SS. Rosario – Burdino Giovanni e Martinatto Rita; vicerettori Bertinetto Enrico e Gonnella Rina.
Compagnia della Confraternita – Bonetto Giacomo e Spesso Rosa; vicerettori Gontero Faustino e Vietto Maddalena.
Funzioni speciali del Mese.
La Comunione Pasquale dei Fanciulli avrà luogo nel giorno della Domenica delle Palme, alla seconda Messa.
Sabato Santo – Le funzioni incominceranno al mattino alle ore 6,30. Nel pomeriggio ha inizio la benedizione delle case.

Aprile 1934

Gara di bocce. L’Unione Uomini di A.C. ha celebrato la festa sociale annuale nella giornata di san Giuseppe. Al mattino Comunione generale e colazione in sede. Quindi ebbe inizio la gara di bocce, aperta a tutti i soci, la quale suscitò molto interessamento e animazione. Alle dieci coppie concorrenti riuscirono vincitori del 1° premio i sigg. Andruetto Michele e Mola Giuseppe, del 2° premio i sigg. Fiora Giovanni e Sibille Dario. Dalla buona riuscita di questa manifestazione sportiva, si può concludere che non sarà certamente l’ultima.
Festa del Parroco. Lo spazio non sarebbe sufficiente per descrivere per filo e per segno l’Accademia che si svolse in onore del rev. sig. Vicario, lunedì 19 marzo. Accademia ottimamente organizzata e fatta con splendido successo. Il festeggiato aveva preso posto sul palco, circondato dai rev.mi teol. Cucco Curato di Santa Barbara di Torino, Padre Racca domenicano e dal Fratello venuto da Cafasse. Rivolse per primo la parola il presidente del Comitato parrocchiale Elia Michele, a nome dell’A.C. e dei parrocchiani. Parlarono poi i Presidenti delle 4 Associazioni, Pipino Gabriele, Mola Giovanna, Mola Angelo, e Garello Rina. La sig.na Gontero Lucia per le Figlie di Maria, la sig.na Martinasso Pierina per la scuola di canto femminile e il sig. Gajdo Giuseppe per la scuola di canto maschile. Dissero poesie, dialoghi e offrirono fiori i fanciulli e le fanciulle delle Associazioni minori delle Assoc. “Santa Agnese” e di “San Vito”. I discorsi e le recite erano intercalate da esecuzioni musicali di effetto straordinario eseguite dalle scuole di canto maschile e femminili. Il programma dell’accademia è stato svolto con gusto artistico, che il pubblico ha passato un’ora veramente lieta. Per ultimo prese la parola il festeggiato, che ringraziando tutti per la gradita festa. Guardando al passato, bisogna intensificare il lavoro per l’avvenire, non si deve guardare indietro, anche se per un po’ di tempo dovesse mancare il viceparroco, l’aiuto ora si aspetta sempre e più grande dai Dirigenti delle organizzazioni Parrocchiali.
La benedizione delle Case. Durante il tempo Pasquale, si compirà il rito della benedizione delle case, quest’anno durerà un po’ più a lungo. Perché il Vicario è solo in questo compito. Nello stesso tempo, si raccoglierà i dati statistici per compilare il registro dello stato delle anime, nel quale devono risultare tutti i componenti delle singole famiglie. Prepararsi a ricevere la benedizione del Signore, con vivo spirito di fede. Il sacerdote, viene a voi a nome di Dio, e prega perché l’angelo santo custodisca, consoli, e protegga la vostra casa.
Processione votiva ad Avigliana. E’ tradizione antichissima che 15 giorni dopo la Pasqua, i piossaschesi vadano a piedi in pellegrinaggio fino a Santuario della Madonna dei Laghi di Avigliana. Quest’anno tocca a noi a guidare la processione. Due anni fa si era fatta di festa, si era svolta con grande spirito di pietà e di devozione, riportandone ottimo ricordo. Il direttore del santuario, che è tenuto dai rev. Salesiani, e per il fatto che nella nostra parrocchia abbiamo una casa Salesiana, ci aveva ricevuti con una speciale deferenza e con massimo riguardo, facendo nello stesso tempo elogi al nostro buon contegno. Quest’anno il Vicario è solo e non può assentarsi il giorno di domenica, la Processione si farà lunedì 16 corrente, partendo dalla Parrocchia alle ore 6,30. Partecipiamo con vero spirito di penitenza e di riparazione, per implorare ed ottenere una speciale benedizione della Madonna in questi tempi tanto tristi.

Maggio 1934

La voce del Pastore. Conserviamo vivo a lungo nel nostro cuore, il ricordo di quanto abbiamo fatto quest’anno la sera del Giovedì Santo, XIX centenario della Redenzione. Siamo saliti in processione per l’erta fino dei Castelli fino alla Croce, meditando sulle stazioni della Via Crucis, predicata dal rev. Teol. Gajdo curato di Sant’Agostino di Torino e nostro concittadino. Fu uno spettacolo meraviglioso, per il grande concorso di gente, e poi per lo scenario della salita ai Castelli, dava viva l’idea della salita al calvario. Se Dio vorrà, col tempo sorgeranno dei piloni sacri su per essa, che ricorderanno la Passione di Nostro Signor Gesù Cristo. La lunga funzione durò tre ore, ed è stata ricca di meriti per chi vi prese parte. Eravamo ben preparati a celebrare con la massima grandiosità la solennità della Pasqua, quando il diavolo, mandò i suoi alleati a profanare la giornata con il ballo pubblico sulla piazza della chiesa. Ma Dio non paga il sabato, e questa volta ha incominciato a pagare di domenica e di lunedì, con abbondante pioggia e fredde raffiche di vento, per spegnere i bollori passionali delle accalorate ballerine e dei relativi damerini. La festa di San Valeriano, da farsi alla relativa Cappella, dovette necessariamente essere soppressa. Intanto gli scribi ed i farisei, che volevano festeggiare da soli, senza sacerdoti, si sono trovati col cartello rovesciato dalla pioggia, che minacciava di cambiarsi in tempesta. Dio non paga di sabato! La capissero una buona volta tanti cristiani che mescolano la Messa con il ballo, la Comunione con la moda immodesta, il cristianesimo con la calunnia, insomma Dio con satana, fino al punto di dettar legge ai Parroci! A questi lupi rapaci che hanno tentato di rovinare il gregge della nostra parrocchia, contro di essi ha elevato forte la voce il Pastore, vorremmo che leggessero una pagina della bibbia, ove si trovano queste terribili parole e minacce divine:
“Voi avete profanato le mie feste, e io verrò alle porte delle vostre Nazioni, delle vostre città, dei vostri paesi; e accenderò il fuoco dell’ira mia per divorare voi, i vostri averi e le vostre case”.
Intanto per l’avvenire, a maggior sicurezza del tempo e di… altro, la festa di San Valeriano si farà il 21 aprile, essendo giorno di riposo, perché festa nazionale, tutti potranno comodamente prendervi parte.
Festa d’addio. Non si potrebbe chiamare festa, quella riunione che si è tenuta giovedì 5 aprile scorso, in casa parrocchiale. Quando si tratta di addio, la festa non può che essere un po’ triste e così fu l’addio che si è dato a Michele Elia, il quale il giorno seguente partiva per il servizio militare. Egli era presidente del Consiglio parrocchiale e della sottofederazione giovanile di Piossasco. Si trovarono perciò presenti tutti membri del Consiglio parrocchiale ed i giovani dell’Associazione “S.Vito”. Al partente rivolse la parola il Sig. Vicario, ringraziandolo di quanto aveva fatto fino ora a bene della parrocchia nel campo dell’A.C., esprimendo il rincrescimento per la sua partenza, augurandogli che i suoi giorni di militare siano abbreviati e possa sentire meno pesante possibile la vita militare. Con una bicchierata si è brindato in suo onore, egli rispose con brevi e commosse parole, raccomandando a tutti di continuare con zelo e buona volontà la loro collaborazione all’A.C. parrocchiale.
Condoglianze. Non possiamo dimenticare la comparsa della signora Romano Bonetto Marianna, non solo per richiamare alla mente, la figura della defunta, che fu madre esemplare e donna della più profonda fede. Che praticava con amore e sacrificio, con edificazione di tutti, ma anche perché essa fu la fedele consorte del sig. Romano Edoardo, amministratore zelante del nostro “San Vito” e vice presidente della nostra “Unione Uomini” e sotto diversi aspetti un grande benefattore della nostra parrocchia. A lui rinnoviamo le nostre condoglianze la parte delle due associazioni, di cui egli è membro.
I balli e … il regime.
Ecco cosa pensano a riguardo dei balli i maggiori esponenti dell’attuale Regime:
Il presidente dell’Opera Nazionale Balilla il 12 maggio 1927 dichiarava i “festini da ballo” contrari allo spirito dell’Istruzione.
L’Opera Nazionale Dopolavoro avvertiva nel gennaio 1928, che le feste danzanti non possono essere considerate manifestazioni dell’Opera stessa.
Il Ministro dell’Educazione nazionale nella sua circolare del 15 maggio 1928 riteneva profanatrice della scuola la danza.
Il Segretario Generale del Partito N.F. nel febbraio 1929 ordinava: “le Sezioni del Partito non devono prendere iniziative di balli e di veglioni”.
I Prefetto di Udine l’11 novembre 1932 proibiva ogni permesso ai balli pubblici organizzati dal Dopolavoro.
“Critica Fascista”, gennaio 1930, scriveva: “Sì ricordino coloro cui spetta che con la danzo-mania non si fa un popolo grande”.
“La Tribuna”, gennaio 1931: il male si aggrava e richiede perciò un rimedio energetico, quando l’esibizionismo danzatorio, con tutte le sue conseguenze dirette ed indirette tenta di trovare un pretesto giustificativo.
“Roma Fascista”, gennaio 1931: il ballo è elemento distruttore.
“Il Popolo del Friuli”, quotidiano fascista, 12 novembre 1932: Tutti sappiamo quanto poco sane ed educative siano le così dette “feste danzanti”, che nell’Italia fascista vanno cedendoli posto a altre più nobili forme di divertimento. Diamo l’ostracismo al ballo pubblico, come ad una manifestazione inferiore e socialmente dannosa, che non ha più diritto di asilo nell’Italia fascista.

Giugno 1934

La voce del Pastore. Grande soddisfazione per la partecipazione alle feste solenni che si sono celebrate nel mese scorso. La festa di San Giovanni Bosco, è stata veramente una mobilitazione di tutto il paese, specialmente nelle funzioni del pomeriggio a cui presero parte le due parrocchie riunite. Siamo ben lieti che la nostra iniziativa abbia potuto suscitare tanto successo e onore al glorioso Santo. I superiori della casa Salesiana di Piossasco, hanno ripetutamente manifestata la loro meraviglia e la loro gratitudine per quando si è fatto.
Chiusura del Mese di Maria. Quest’anno con una particolarità, ci è parso di fare ogni sera un pellegrinaggio spirituale, perché ogni sera nella predicazione, abbiamo fatto un viaggio nei santuari mariani del Piemonte. Dando la possibilità di conoscere quello che il nostro territorio abbiamo di più bello e la conoscenza dei momenti di bontà della Madonna e aumentare la nostra fiducia in Lei.
Le Figlie di Maria, hanno voluto fedelmente inviare due sentinelle o guardie, ogni mattino, che con la divisa, si accostavano alla Santa Comunione, ed ascoltavano la Santa Messa. La splendida giornata di chiusura, iniziata con la Comunione generale è continuata con la bella funzione d’accettazione delle Aspiranti alla compagnia, con la Messa cantata dalla scuola femminile di canto. La guardia d’onore delle Figlie alla Madonna, con la solenne funzione pomeridiana, con la magnifica processione.
L’indimenticabile accademia mariana terminò la giornata.
Vita parrocchiale.
Associazione Giovanile “S. Vito” – Teatro – Finalmente, domenica 13 maggio scorso, è stato messo in scena lo spettacolo tanto atteso. Il ritardo è dovuto al tempo, perché dobbiamo operare all’aperto, per mancanza di locali chiusi, e dobbiamo fare sempre i conti col tempo, il quale quest’anno sembra farlo apposta piove sempre di domenica. Lo spettacolo è riuscito ottimamente, gli artisti si sono fatti onore. Per la prima volta si azzardavano in un programma così lungo e difficile, hanno superato le previsioni e le aspettative. Volgiamo che restino registrati nelle cronache i nomi di questi autori audaci e volenterosi che rappresentarono “Ali spezzate”, dramma in tre atti, seguito dalla farsa “Nipote di suo zio”. Sono: Andruetto Michele, Lanza Livio, Mola Angelo, Fiora Vittorio, Lovera Eraldo, Gorrea Giovanni e Lovera Giuseppe.
Associazione femminile “S. Agnese” - Gara – Nel mese scorso ebbe luogo la gara di religione fra le socie, che avevano frequentato la scuola tenuta dalla rev. Superiora dell’Asilo, ogni giorno festivo. Parteciparono 14 socie, e meritano una pubblica lode, non solo per aver sostenuto brillantemente la prova, non solo per il sacrificio fatto nello studio e nella frequenza, ma soprattutto per l’esempio di disciplina e di buona volontà che diedero alle altre socie. Ecco i nomi presenti alla gara: Bonetto Caterina, Buttigliengo Alda, Elia Caterina, Elia Agnesina, Elia Luigina, Fiora Bianca, Gontero Delfina, Caterina, Lanza Orsolina, Mola Clotilde, Mola Maria, Martinasso Maria, Novarese Orsolina e Zoppeto Consolata.
Fra queste furono stabiliti tre premi: 1° Premio a Elia Luigina; 2° premio a Gontero Delfina; 3° premio a Novarese Orsolina.
L’Immoralità e … la moda femminile.
Non solamente i balli pubblici e privati sono semenzaio di corruzione e d’immoralità, ma anche di moda sfacciata con cui vanno vestite molte donne.
Dall’ottimo libro “Pudore in Fuga” di A. Mariani, riportiamo qui alcuni importanti pensieri che fanno il caso nostro. “Sintomo della corruzione odierna è la perdita del pudore pubblico: questo si verifica nelle manifestazioni più comuni della vita, nel vestire, nel discorrere, nell’agire in privato e in pubblico. Per cui la spudoratezza che una volta era di pochi, perché il vizio si nascondeva appunto per vergogna o per un tal qual ritegno, ora ha diritto indiscusso di cittadinanza. Chi si risveglia è ritenuto un ingenuo… Di qui la condotta laida di molti anche il pubblico. Di qui l’esibizionismo più sfacciato di tutte le brutture al teatro, al cinema, alle spiagge, per le contrade. E’ la vita nessun freno. Basta uscire di casa e fare un tratto di corso; basta passare per le verdi vie delle nostre campagne, per imbattersi a ogni passo in disgraziate fanciulle e donne, che bisognerebbe togliere dalla circolazione tanto si presentano svestite. E queste, che pretendono magari di essere ritenute signore e signorine per bene, ti vanno con una disinvoltura che impressiona. Per ognuno che abbia un po’ di buon senso, è chiaro che anche per un’elementare educazione, è doveroso presentarsi in pubblico, come in casa, davanti a chicchessia, in abito decente. Ma ora voi vedete queste donne seminude, sui corsi, affacciate alle finestre, nei salotti, nelle anticamere degli ambulatori, perfino nelle Chiese; così grave e lacrimevole è l’assenza del naturale pudore”.
Tutto questo si spera che non succeda nella nostra parrocchia, ma sapendo che c’è molto male in giro, prendiamo le dovute necessarie precauzioni per non subire le dolorose infezioni.
Pro bollettino, abbiamo raccolto lire 251. Notiamo fra questi alcuni nomi importanti come Crescio dott. Attilio, Direttore della Casa Salesiana, Contesse Filippi, Teol. Frigeris Michele, maestra della Frazioni Lupi e la maestra della Frazione Brentatori.

Luglio 1934

La festa di San Vito.
E’ stata celebrata magnificamente, nel più alto e raccolto spirito religioso. E’ stata una giornata di fede, non di rumori e di bagordi, come si vuole fare in certi luoghi con vera profanazione delle feste religiose. I santi vanno onorati santamente. E San Vito è patrono, non solo della nostra parrocchia, ma di tutto il paese di Piossasco, non è mancata la Prima Autorità a rendere omaggio al Santo, difatti alle funzioni del pomeriggio, alla processione era presente il Commissario prefettizio Comm. Maiorca, con il segretario comunale sig. Baldanza.
Al mattino abbiamo avuto la grande sorpresa di avere ospite da noi la Scuola Cantorum di Ciriè, che guidata dal Vicario Teologo Massa, venne a Piossasco per la gita annuale. I bravi cantori Cirianesi si sono uniti ai nostri e diedero una straordinaria e poderosa esecuzione della Messa a tre voci del Maestro Perosi, alla Messa delle ore 10,30. Celebrava il rev. don Bonvicino, direttore della Scuola Agricola Salesiana di Cumiana. Al pomeriggio, alla processione faceva servizio la Banda Salesiana di Cumiana con circa 50 strumenti. Ringraziamo i rev. Salesiani per l’aiuto prestato, non possiamo dire grazie, al rev. don Cucco, curato di Santa Barbara in Torino, che con voce scultorea e parole penetranti a tenuto il panegirico dei nostri Santi Martiri.
Le feste riescono sempre solenni e lasciano nei cuori e negli spiriti larga soddisfazione, risvegliando fervore di fede religiosa. Ma c’è sempre una grande corrispondenza da parte di tutti, che vi affeziona alla vostra parrocchia: sia il nostro programma, di fare sempre più e sempre meglio.
In questo mese nessuna festa speciale, perché è anche il mese delle vostre più grandi fatiche rurali. Ricordate di non lavorare la domenica, se non è vera necessità urgente, lavorando e raccogliendo il frutto delle vostre fatiche ringraziate il Signore che ha benedetto il vostro lavoro.
Visita Pastorale
Nella Visita pastorale verranno visitate anche le Cappelle rurali, perciò per tempo bisogna pensare di fare ordine e pulizia. Tutti i fiori di carta vanno aboliti, i quadri deteriorati vanno rimossi, quelli che restano siano ben disposti.
Vita parrocchiale.
Nozze – Associazione “Santa Agnese”. Vittorina Mola, che dal tempo della fondazione dell’Associazione, teneva la carica di segretaria, con massimo zelo, è passata a nozze il giorno 2 dello scorso giugno con il sig. Ruffinatto Carlo, della parrocchia di San Francesco. E’ stata una festa magnifica, non si era mai visto uno sposalizio così solenne nella nostra parrocchia. La Messa celebrata dal Vicario, dove le compagne della scuola di canto, hanno eseguito bellissimi brani. Poi il celebrante ha rivolto agli sposi un elevato e commovente discorso, ricordando le benemerenze acquistate dalla sposa nella nostra parrocchia. Le Aspiranti e le Beniamine, a nome dell’Associazione fecero omaggio di poesie e fiori alla sposa sulla porta della chiesa. Le socie offrirono alla sposa un libro di devozione e una preziosa corona del Rosario. Sentiamo con vivo dolore l’allontanamento della segretaria, che per tre anni ci fu di grande aiuto e di grande esempio. L’accompagniamo con le nostre preghiere, perché nel matrimonio possa svolgere una santa missione di bene ed essere un vero angelo per il fortunato sposo che Dio le ha posto al fianco.
A sostituire Vittorina, è stata eletta Elia Luigina, nella carica di Segretaria dell’Associazione.
Il ballo e… le processioni. Pare che in seguito ha quando abbiamo pubblicato su questi bollettini, a riguardo il ballo impiantato sulla nostra piazza nel giorno di Pasqua, abbia sollevato un po’ di rumore nel campo ballo musicale. E’ un segno che il dito fu messo proprio nella piaga. Bisogna tener presente, che a riguardo del ballo i parroci hanno l’ordine di non disarmare: così comandano i Vescovi, i quali al riguardo hanno stabilito delle severe leggi che ben si conoscono. Quello che ha prodotto spiacevole sorpresa nel suddetto campo è che non si può suonare alle funzioni religiose e poi suonare al ballo, non è decoroso, non si può servire a due patroni. Ci si spera e c’è da augurarsi che i programmi vengano ritoccati, questo per il comune vantaggio.
Il nuovo inno a San Vito. Nella festa di San Vito del mese scorso, abbiamo cantato per la prima volta l’Inno che il nostro Vicario ha composto, in parole e musica, in onore al nostro santo Patrono. Lo canteremo sovente, quindi lo proponiamo perché possa essere imparato da tutti.

A te San Vito fervidi
s’elevan inni e voti;
cantan di Te la gloria
i nostri cuor devoti.
Noi T’invochiam Patrono,
ci rivolgiamo a Te,
presso del tuo bel trono,
prostrati ai tuoi piè.
Tu dal Signore impetraci
quelle virtù preclari,
per cui di luce fulgida
splendi sui nostri altari.
Piossasco Tu proteggi,
ravviva in noi la Fè:
i nostri passi reggi,
sol confidiamo in Te.
Vito celeste amabile
del Paradiso Santo,
martire illustre ed inclito,
e della Chiesa vanto:
Spandi tue grazie intorno,
sul Popol sacro a Te;
fa che possiamo un giorno
godere in Ciel con Te.

Agosto 1934

Festa annuale dei Fanciulli. Si farà domenica 12 c.m. Al mattino alla seconda Messa delle ore 7,30, vi sarà la Comunione generale dei bambini della Parrocchia. Seguirà un piccola colazione con pane e cioccolata, nel cortile dell’Associazione. Al pomeriggio vi sarà, alle ore 15,30, in chiesa la recita del Santo Rosario con la spiegazione dei misteri del Rosario, fatta dal Padre Vasino domenicano. La processione, a cui possono prendere parte solo i bambini, e si porterà la statua di Gesù fanciullo, al termine il padre Vasino darà la benedizione speciale a tutti fanciulli.
Verso notte nel cortile dell’Asilo S.Vito, si svolgerà una breve accademia in cui saranno protagonisti solo i bambini. Negli intermezzi si distribuiranno i premi ai ragazzi che hanno frequentato il Catechismo parrocchiale. La patronessa della festa sarà quest’anno la gentilissima signora Clotilde Martina. Priori della festa sono stati eletti Giovanni Stranieri e Luigina Sibille.
Albo d’Oro – Pro Bollettino sono state raccolte lire 194,50. Tra cui notiamo l’oblazione del prevosto di San Francesco don Gianoglio Teologo Carlo e don Giovanni Martinatto.

Settembre 1934

La Sacra Visita Pastorale di S. Em. il Cardinale Maurilio Fossati, Arcivescovo.

La voce del Pastore.
Eccoci arrivati al grande e straordinario avvenimento, che da alcuni mesi tiene in ansia i nostri cuori, la Visita Pastorale, che il Cardinale Arcivescovo di Torino farà nella nostra parrocchia nei giorni otto e nove di questo mese di settembre. I nostri cuori hanno sospirato questo momento, potersi prostrare ai piedi dell’Em. Presule, e di poter veder Colui che viene nel nome del Signore. Egli è Pastore in modo perfetto non il semplice parroco, egli come Vescovo ha in sé la pienezza del sacerdozio, rappresenta Nostro Signore Gesù Cristo, Divino pastore delle anime. Egli come Principe di Santa Romana Chiesa, per la porpora cardinalizia che degnamente porta, rappresenta il Sommo Pontefice. Dobbiamo avere presenti questi rilievi, i quali ci fanno comprendere l’eccezionale importanza della sua visita. Sua Eminenza scrivendo ai parroci, diceva questa bell’espressione: “Sia dunque la mia presenza nelle Parrocchie giornata di letizia, ma letizia tutta spirituale”. Affinché noi ci possiamo preparare a questa santa letizia, e per disporre bene il nostro spirito ai frutti di grazia, faremo un triduo di predicazione, per infervorare le nostre anime. Corrispondiamo alla grazia del Signore, tutti in quest’occasione si accostino ai Santi Sacramenti come fosse Pasqua. Tutti siano presenti alle sacre funzioni, affinché possa vedere la vostra fede e la vostra forte pietà cristiana. Quando Gesù visitava i paesi e le borgate della Palestina, tutto il popolo gli correva incontro, lo circondava e premeva da ogni parte, per manifestagli il proprio amore e per ascoltare la sua Parola. Andiamo incontro al nostro Vescovo, con uguale entusiasmo e con lo stesso affetto, gridandogli il nostro fervido saluto e il nostro ardente: Osanna!
Abbiamo fiducia che quest’avvenimento lascerà nella Parrocchia, non solo un durevole ricordo, ma incancellabili frutti di bene spirituale. Voglia benedire il Signore, tutti coloro che coadiuvano per il buon esito della visita, anche coloro che si sentono indifferenti a quest’avvenimento.
Orario – Programma per la Visita Pastorale.
Triduo di predicazione. – Mercoledì, Giovedì e Venerdì cinque – sei – 7 settembre, ore 20 Rosario, predica e benedizione.
Ricevimento solenne di Sua Eminenza. – Sabato otto alle ore 17, davanti alla chiesa della Confraternita. Omaggio dei bimbi e saluto dell’Ill.mo sig. Commissario Prefettizio, a nome del Comune. Processione fino alla chiesa parrocchiale e inizio della visita.
Domenica 9 - Ore 6 Messa con Comunione generale dei Padri e delle Madri di famiglia. Ore 7,30 Messa con Comunione generale della Gioventù maschile e femminile e dei fanciulli. La santa Messa sarà celebrata da S. E. il Cardinale, che distribuirà la Prima Comunione ai Bimbi predestinati. Alle ore 10 amministrerà il sacramento della Cresima. Alla Messa grande con spiegazione del Vangelo fatta da Sua Eminenza. Pomeriggio ore 14,30 Adunanza generale di tutti gli iscritti all’A.C., omaggio a Sua Eminenza. Ore 15 in chiesa, rosario benedizione delle due bandiere, dell’Unione Uomini, e del Gruppo Donne, Predica di Sua Eminenza e Benedizione del Santissimo Sacramento.
Sarà padrino della bandiera degli Uomini il sig. A. Ribaldi, mentre la madrina della bandiera delle donne la sig.ra Eugenia Giordani.
La festa dei Fanciulli. E’ stata celebrata domenica 12 dello scorso mese, con ottima riuscita. Al mattino alle ore 7,30 Messa con canto di lodi e preghiere in comune. Comunione generale di oltre cento fanciulli, quindi nel cortile dell’Associazione, la gentilissima Patronessa della festa sig.ra Clotilde Martina, distribuì a tutti una dolcissima colazione a base di pane e cioccolate. Nel pomeriggio, il rev. Padre Vasino, domenicano, con brillanti fervorini intratteneva i bimbi sui misteri del Santo Rosario e sulla devozione della Madonna. Poi sfilava la coreografica processione fatta solamente di bimbi, che portavano fiori e cantavano le loro lodi più belle. Dopo la Benedizione, i piccoli priori della festa Giovanni Stranieri e Luigina Sibille, donarono a tutti un’immagine ricordo e dolci caramelle. La festicciola si chiuse alla sera con un trattenimento teatrale, con la distribuzione dei premi di Catechismo. Furono dati oltre 50 premi, in libri e diplomi. Il 1° premio della classe 5a maschile e femminile, consistente in una magnifica “Vita di Gesù”, è dono della famiglia Battistini, che come abbiamo detto a suo tempo, s’impegnava in una borsa annuale di 20 lire a questo scopo.

Ottobre 1934

Pastore - Autorità e Popolo di Piossasco - acclamiamo giubilanti e porgono - il tributo del loro riverente ossequio - l’omaggio della loro figliale devozione”. Alle ore 17 precise di sabato 8 settembre giunse l’Arcivescovo, accompagnato dal suo segretario particolare il Teol. Barale e dal Convisitatore Can. Dionigi Quadretta. E’ ricevuta al suono della Marcia reale, ossequiato dal Sig. Vicario, dal Prevosto di San Francesco Teol. Gianoglio, dal Teol. Gajdo e don Giovanni Martinasso, nostri parrocchiani venuti apposta da Torino, dai Superiori della locale casa Salesiana. Dal Sig. Podestà del Comune, dal segretario politico, e Autorità locali. Sale la prima gradinata della Confraternita, riceve il saluto poetico di una bimba dell’Asilo “S.Vito”, Marisa Bertinetto e del giovane Aspirante Giuseppe Lanza.
Il sig. Podestà porge il suo saluto con un vibrante discorso, con l’omaggio di tutto Piossasco. Al canto del “Benetictus”, sfila la processione formata da un numeroso popolo, le Compagnie religiose in divisa, delle rappresentanze delle Associazioni con le bandiere e gagliardetti. Sua Eminenza procede sotto il baldacchino, il qual è portato dal sig. Emiliano Martina, quale rappresentante dei Conti di Piossasco; dal sig. Romano Edoardo, quale rappresentante dell’Amministrazione del nostro Asilo Infantile; dal sig. Michele Elia, quale Presidente del Consiglio Parrocchiale e dal sig. Pipino Gabriele, quale Presidente dell’Unione parrocchiale Uomini di A.C. I balconi, le finestre sono pavesati a festa con fiori, verde e drappi. Nel tratto lungo il palazzo Lajolo, si passa sotto un tunnel meraviglioso, avente una leggera e trasparente volta di stoffa multicolore. Alla porta della chiesa parrocchiale, c’è un cartello che pare voglia ripetere il festoso grido del popolo: “Benedictus qui venit in nomine Domini”, il Vicario porgendo all’Arcivescovo il suo saluto, presenta a Lui la popolazione, di cui fa gli elogi, e Lo invita ad entrare nel vetusto Tempio, che parla dello zelo dei passati Pastori e della munificenza dell’antica Nobiltà di Piossasco. L’organo incomincia a suonare con note festose, i cantori iniziano i canti rituali, in perfetto canto gregoriano. La chiesa si gremisce di popolo, le Autorità prendono posto in banco a loro riservato. Sua Eminenza procede verso l’altare maggiore, ove hanno luogo le prime cerimonie di rito. Sale sul pulpito per ringraziare delle cordiali accoglienze fattegli e per dare ai fedeli i primi pastorali ammonimenti. Terminata la funzione, il Cardinale riceve in casa parrocchiale le Autorità e le Notabilità del Paese.
La luminaria serale. Alla sera verso le ore 21, il Cardinale benevolmente assecondando le richieste dei fedeli, esce e rifà la strada dalla Chiesa fin oltre la Confraternita, accompagnato da un folto gruppo di persone a Lui inneggianti, e ammira la splendida luminaria.
Ogni balcone e finestra è in luce, globi alla veneziana pendono accesi in mille diversi modi, anche fra il verde oscuro delle piante e delle siepi, piovono luci con un mirabile effetto fantastico. Il Cardinale che in questo fatto riconosce il devoto entusiasmo della popolazione, rimane visibilmente ben impressionato e contento.
Messa dell’Arcivescovo e Cresima. Domenica 9 settembre, alle ore 7,30 il Cardinale celebra la Santa Messa, alla quale sono presenti con la popolazione i fanciulli e gli organizzati dell’azione Cattolica. Durante la Messa tiene la spiegazione del Vangelo, distribuisce la Comunione a tutti, anche ai 13 fortunati bimbi della Prima Comunione. Questi sono stati segno di particolari riguardi, per essi la sig.ra Clotilde Martina, dopo la funzione, regala una dolce colazione, fra la gioia dei piccoli e i sorrisi delle loro mamme.
In seguito il Con visitatore, Can. Quadretta, non potendo visitare tutte le 15 Cappelle esistenti nel territorio di questa parrocchia, si reca solamente a quella dei Castelli, del Marchile e della Confraternita. Intanto S. E. accompagnato dal Teol. Frigeris, si porta alla vicina casa Salesiana, devotamente accolto dai ricoverati, che Gli rivolgono parole di omaggio, a cui Egli risponde con espressioni che suonano di conforto e di incoraggiamento.
Alle ore 10, in chiesa 55 ragazze e 70 ragazzi, sono schierati e pronti per ricevere la Cresima. Il Cardinale prima di iniziare il rito, richiama l’attenzione dei presenti su quanto sta per fare e con adatte interrogazioni si accerta della preparazione dei bambini, i quali rispondono con prontezza e sicurezza. Assistono il Cardinale il Vicario ed il Prevosto di S. Francesco.
Alla fine della funzione l’Arcivescovo aggiunge un’altra predica con raccomandazioni speciali ai Padrini e alle Madrine. Segue la Messa grande, durante la quale il Cardinale tiene nuovamente la spiegazione del Vangelo. E’ veramente inesauribile nella predicazione. Nel cortile dell’Oratorio vengono distribuiti i ricordini della Cresima.
Mese e festa del Santo Rosario. Siamo nel mese dedicato alla Madonna del Rosario. Dobbiamo ravvivare il nostro zelo per la recita del santo Rosario. Ogni sera verso notte, in parrocchia si recita il Rosario, preghiera a San Giuseppe e benedizione. Quelli che non possono venire in chiesa, si facciano un dovere di recitare il Rosario in casa in famiglia o nella Cappella della propria frazione.
Domenica sette – Festa della Madonna del Rosario. Ore 8 Messa con Comunione generale delle Figlie di Maria in divisa, e delle Associazioni giovanili d’A.C. Ore 10,30 Messa cantata: ore 15 Rosario, Vespri, Predica, Processione e Benedizione. Per la processione si farà la levata delle candele. Si ricorda che tutti gli iscritti alla compagnia, godono quindi dei benefizi spirituali di questa giornata, e che è la compagnia che fa celebrare la festa.

Novembre 1934

La Visita Pastorale del 1668.
In occasione dell’ultima della Visita Pastorale, molti hanno fatto questa domanda: chissà quante Visite Pastorali si sono fatte nella nostra Parrocchia?
Furono tantissime perché la parrocchia è antichissima. Abbiamo aperto i vetusti e sbiaditi documenti dell’Archivio parrocchiale, e abbiamo trovato descritta minutamente la Visita compiuta nel mese d’ottobre del 1668 dall’Arcivescovo di Torino, Mons. Michele Begiamo. Era allora priore di San Vito, il rev. Teol. Ippolito Garrone. La relazione della visita è tutta in latino e contiene cose assai curiose, interessanti per la storia della nostra parrocchia e del paese. Cerchiamo di riassumere nella maggior brevità possibile.
Compiuta la visita a Cumiana, l’Arcivescovo, salì a cavallo e s’incamminò verso Piossasco. Ai confini di Piossasco, furono ad incontrarlo il conte Giacomo di Piossasco, il conte Giuseppe Piossasco d’Airasca e molti altri della Nobiltà della Parrocchia. Giunto al posto destinato all’incontro, non risulta in quale luogo, l’Arcivescovo scese da cavallo, e in processione si avviò verso la chiesa parrocchiale di San Vito. Alla porta della chiesa si compirono i riti e le cerimonie che sono quelle attualmente in vigore. Il Presule giunto all’altare e sedutosi sul trono preparatogli, non tenne Lui il primo discorso al popolo, ma bensì il convisitatore rev. don P. Vasco, così si usava fare allora. Quindi l’Arcivescovo benedisse la popolazione, e poiché era tardi si ritirò con tutto il suo seguito, ad alloggiare nel castello dell’Ill.mo Conte Giacomo di Piossasco.
Al mattino seguente, era il 13 ottobre, l’Arcivescovo scese alla Chiesa parrocchiale, e cominciò a visitarla minutamente, dopo aver celebrato la Santa Messa e distribuita la Santa Comunione. Al Battistero trovò bellissima la vasca di pietra, è quella che esiste ancor oggi, la quale è tutta intorno scritta a caratteri gotici. Ecco la traduzione: “Questa opera fece fare il venerando religioso Gabriele Frate de Burri di Piossasco, Priore della Chiesa di San Vito, ad onore di Dio e della Beata Maria vergine e dei Beati Martiri Vito, Modesto e Crescenza e di tutta la corte celeste 1461”.
Dalla visita che l’Arcivescovo fece ai singoli altari, risulta che la nostra chiesa aveva oltre l’altare maggiore, dodici altari e cioè sei nella navata di sinistra di chi entra e cinque nella navata opposta, uno nella Cappella situata dietro l’attuale altare della Madonna del Rosario. Questa cappella era allora dedicata alla Madonna Assunta, ed era ad uso del Antonio Conte Piossasco di Beinasco, che aveva la tomba di famiglia. (continueremo nei prossimi bollettini).
L’immoralità dei balli.
Poiché la piaga dei balli, non accenna a diminuire con tristi conseguenze per la morale e l’igiene delle popolazioni, diamo qui le sagge considerazioni di Sua Ecc. Mons. Cazzani, vescovo di Cremona, in una delle sue lettere pastorali di quest’anno.
“Quanto alla morale, il ballo promiscuo, anche quando conserva forme più decorose ed oneste, è sempre stato considerato dai Padri e Dottori della Chiesa, come un pericolo per il buon costume, e non si vorrà certo pretendere che i maestri della morale cristiana vadano ad imparare le norme dei ballerini o dai promotori di balli… Con l’erotismo sensuale predominante oggi così largamente negli animi della nostra gioventù e non della gioventù soltanto, con le mode femminili procaci proprie ed usuali delle danze; e massime poi con le forme dei balli moderni, imparati dal barbari e dai selvaggi, generalmente parlando, i balli d’oggi o chiusi o all’aperto, anche senza eccessivi rigori, non possono non ritenersi come gravi occasioni di peccato per se stessi.
Un elegante ufficiale, a cui piacevano le danze eleganti, e non frequentava quelle delle osterie. In un momento di serietà diceva ad una persona assennata: francamente, se io volessi prendermi una sposa, non prenderei nessuna di quelle signorine con le quali ho ballato tante volte. Ma del resto, più d’ogni ragionamento deve valere l’esperienza; e la mia esperienza di pastore d’anime (e sono ormai 30 anni quasi che sono Vescovo), mi attesta che dove i balli non sono un fatto sporadico di qualche volta all’anno, ma come pur troppo avviene ormai in tanti e piccoli centri, sono assai frequenti e quasi continui, là sono anche più depravati i costumi, e più frequenti gli amori scandalosi, le maternità illegittime, anche precoci, e i delitti contro la maternità, quelli che incappano nei rigori delle leggi che sono i meno, e quelli che riescono a sfuggire, che sono i più”.
Genitori meditate su queste parole, gravi, di un sapiente e zelante vescovo, e prendete i necessari provvedimenti.
Albo d’Oro. Pro bollettino si sono raccolte lire 251. Spiccano i nomi del prof. Barberis cav. Giovanni, alcune famiglie nobili come Boneschi, Giordani, Giaj-Via, Schaeffer.
Per la chiesa, la sig.ra Battistini-Bongiovanni Letizia, in occasione delle nozze del figlio dott. Stefano, avvenute a Torino il 10 d’ottobre, ha donato alla nostra chiesa una ricca tovaglia per l’altare maggiore. La quale fu adoperata per la prima volta la mattina, per la celebrazione di una Messa per gli sposi novelli.

Dicembre 1934

L’Avvento e il Natale. Con la prima domenica di questo mese, incomincia l’Avvento e il nuovo anno liturgico. L’Avvento comprende quattro domeniche, che devono preparare alla grande solennità del Santo Natale. Prepariamoci, con amore e zelo, come comanda la santa Chiesa, facciamo bene la novena, affinché Gesù, venendo a nascere nei nostri cuori, non trovi solo un po’ di paglia e molta freddezza, ma trovi una ricca culla, infiorata di molte opere buone.
(continuazione della Visita Pastorale del 1668).
La Vista Pastorale del 1668. Come si è detto nella nostra parrocchia, vi erano più altari che non adesso, 12 oltre l’altare maggiore, e furono trovati dall’Arcivescovo in cattivo stato. Non è cosi attualmente e questo è merito di pie persone che volontariamente se ne sono assumono la cura e provvedono al decoro. Seguendo la sua visita, conosciamo il nome degli altari di allora, il posto dove erano collocati, cosi avremo il senso delle trasformazioni avvenute in seguito.
La visita comincia dall’altare maggiore, esso era appoggiato al muro, non esisteva il coro. L’Arcivescovo ordinò che si facesse un nuovo e più bel tabernacolo, questo a spese della Compagnia del SS. Sacramento, la quale fin d’allora era canonicamente eretta nella nostra chiesa. Poi partendo dal primo altare, a sinistra di chi guarda l’altare maggiore, e facendo il giro interno nelle navate laterali.
1° Altare: era detto di S. Antonio da Padova. Nel quadro icona era rappresentata l’Immacolata, S. Antonio da Padova e un altro Santo. Era proprietario dell’altare il conte Giovan Battista Piossasco di Castagnole.
2° Altare: del SS. Crocifisso. Era posto dove ora si trova la porta della sacrestia, era del conte Giovan Battista Piossasco di Scalenghe. Aveva per icona il bellissimo quadro del Crocifisso che attualmente conserviamo all’altare omonimo.
3° Altare: era del conte Giov. Francesco Piossasco di Nome.
4° Altare: era del conte Giuseppe Piossasco d’Airasca. Nulla risulta più di questi due ultimi altari.
5° Altare: era intitolato della Carità, qui era eretta la Compagnia della Carità, comprendeva donne che secondo lo statuto si esercitavano in opere pie e di carità.
6° Altare: non era ultimato, doveva essere del Municipio, che intendeva dedicarlo a San Sebastiano. L’Arcivescovo lasciò l’ordine al Municipio di finirlo entro sei mesi, sotto pena di perdere ogni diritto.
7° Altare: apparteneva agli eredi dei Ruffino.
8° Altare: apparteneva agli eredi dei Morandetti o Moranditi. Tutte e due questi altari erano in pessimo stato.
9° Altare: detto del Suffragio; con l’icona della Beata Vergine Maria e sotto le Anime purganti, qui era canonicamente eretta la Compagnia del Suffragio.
10° Altare: intitolato alla Madonna del Rosario. Con una bellissima icona rappresentate la Madonna, San Domenico e S. Caterina da Siena, era eretta la Compagnia del Santo Rosario.
11° Altare: di fianco all’altare maggiore, era proprietà dei conti di Piossasco.
12° Altare: era posto nella Cappella dedicata allora alla Madonna Assunta. Dove era ad uso del conte Antonio Piossasco di Beinasco, dove aveva la tomba di famiglia.
La relazione della Visita, nota che la chiesa aveva tre entrate, la maggiore verso ponente, ove c’è ancora, la seconda verso mezzodì, ma più vicino all’altare maggiore, che non quella attuale, la terza era dalla parte della casa parrocchiale. Allora non esisteva l’entrata sotto il campanile, dove c’era un piccolo coro, e serviva pure da sacrestia, un po’ troppo stretta.
La visita alla Chiesa terminò dopo mezzogiorno, l’Arcivescovo si ritirò a pranzare, e nel pomeriggio mosse a vedere le Cappelle campestri o rurali.
L’immoralità dei balli. Continuiamo a leggere quello che scrive l’Ecc. Vescovo di Cremona a proposito dei balli.“Né cessano d’essere sorgenti di gravi disordini morali quei balli, che, per sfuggire alle restrizioni delle savie disposizioni governative, ed ai vigili controlli delle pubbliche autorità, mettono la maschera della beneficenza, o si rifugiano all’ombra d’istituzioni, creati con tutt’altri intenti, per l’educazione ed elevazione del popolo lavoratore; quei balli, che perché offrono o miseri avanzi dei loro sperperi economici e morali alle opere d’assistenza e d’educazione nazionale, pretendono di passare come istituzioni statali. Onde i fautori e i promotori di codesti balli, se un parroco o un predicatore leva la voce contro le rovine morali di tali divertimenti, talvolta hanno il coraggio di denunziarlo al Prefetto o al Vescovo, come avversario alle istituzioni del Regime. Per carità non tirate in ballo anche il Regime, che non vuol essere un regime dei ballerini e di ballerine, e che col suo programma rinnovatore e restauratore dei valori morali della vita, della coscienza e del costume della nostra gente, è la vostra condanna, come voi, con la pretesa di coinvolgerlo nell’ombra delle vostre scostumatezze, siete i suoi più veri denigratori”. Queste importanti parole richiamano l’attenzione e la vigilanza da parte delle Autorità. A noi sta a cuore la vigilanza dei genitori, i quali vorremmo che capissero finalmente che tutti i balli sono sorgente di gravi disordini morali. Perciò con maggiore severità ripetiamo alla gioventù d’Azione Cattolica che è assolutamente vietato frequentare qualsiasi ballo.
Feste e ricorrenze del mese.
La Novena per la festa dell’Immacolata, si farà al mattino con la Santa Benedizione subito dopo la prima Messa.
Sabato otto – Festa dell’Immacolata Concezione di Maria SS. Ore 6,30 Messa con Comunione generale. Ore 10,30 Messa cantata in musica. Ore 15 Rosario, Vespri, Predica e Benedizione.
E’ la festa titolare delle Figlie di Maria, priora della festa la sig.ra Teresa Brero, vice priora Caro Modesta.
Lunedì 24 – Vigilia del SS. Natale. Astinenza per tutti e digiuno per gli obbligati. Ore 24 Messa Cantata di Mezzanotte.
Martedì 25 – SS. Natale di N.S. Gesù Cristo. Ore 7 prima Messa, ore 8 seconda Messa, ore 10,30 Messa cantata in musica.
La novena del Natale che incomincia la domenica 16 corrente, si farà alle ore 16,30, con la recita del Rosario, canto delle Profezie e Benedizione.

Gennaio 1935

Associazione Giovanile “San Vito”. Al principio del mese scorso, con l’inizio del nuovo anno sociale, vennero fatti alcuni cambiamenti nel Consiglio di Presidenza, che ora è composto così: presidente Mola Angelo; vicepresidente Bonetto Domenico; segretario Debona Umberto; cassiere Martinatto Germano; delegato Aspiranti Elia Michele; vice delegato aspiranti Fiora Vittorio; delegato buona stampa Lovera Eraldo; delegato missioni Lanza Virgilio; delegato attività ricreative Lanza Livio.
La sezione effettivi è stata rafforzata per il passaggio in essa d’alcuni aspiranti, che hanno raggiunto l’età richiesta per essere effettivi. Quindi la sezione effettivi conta 20 soci. E’ stata celebrata con grande solennità la festa dell’Immacolata, con la benedizione e distribuzione delle tessere, con la colazione a tutti i soci, in sede e una grande gara amichevole alle bocce, tra i soci effettivi.
Gruppo Donne d’A.C. Il nostro gruppo, domenica 23 dicembre, ha celebrato la Giornata della Madre e del Fanciullo, con Comunione generale delle Madri alla Messa prima, e dei fanciulli alla Messa seconda. Nel pomeriggio fu tenuta un’adunanza generale delle socie, nella quale era presente una propagandista del Consiglio Diocesano. Dopo una breve introduzione della presidente Mola Giovanna, prese a parlare la Propagandista, che ricordò la nobiltà della missione della Madre. L’opera d’educazione e di sorveglianza che la madre deve esercitare verso i figli, e che deve continuare anche quando sono grandi. Il tesseramento procede soddisfacente, poiché oltre 50 socie hanno già rinnovato la loro quota annuale, e nuove iscrizioni sono state fatte.
Sezione buona stampa e Missioni. Per aderire al desiderio delle Autorità superiore, e per meglio provvedere alle necessità locali, il Consiglio parrocchiale, ha deciso di istituire la Sezione della Buona Stampa, chiamando a far parte i delegati dei quattro rami dell’azione Cattolica ed altri volenterosi. La sezione risulta così formata: Elia Michele direttore, Girardi Giacomo, Martinasso Alberto, Lovera Eraldo, Spesso Rosa e Bonetto Caterina membri. La sezione si è messa la lavoro per raccogliere abbonamenti.
Il Consiglio parrocchiale, ha provveduto anche alla costituzione della commissione o sezione parrocchiale Missionaria, che è formata dai delegati delle Associazioni parrocchiali, fanno parte: Mola Giovanna, Gontero Faustino, Elia Agnese e Lanza Virgilio, questa commissione ha lo scopo di propagandare la conoscenza delle Opere Pontificie Missionarie, di raccogliere offerte, fare iscrizioni all’Opera della Propagazione della fede e della Santa Infanzia.
Festa di S. Antonimo Abate. La compagnia di S. Antonio fa celebrare la festa del Santo il giorno giovedì 17 di questo mese, con il seguente orario: ore 10,30 Messa cantata e predica. Prima e dopo la messa si benedicono gli equini. Ore 16 Rosario e Benedizione. La festa è preceduta dalla novena con benedizione al mattino dopo la prima Messa. Sono rettori i sigg. Marchisio Giuseppe e Martinatto Clemente.
Festa di Santa Agnese. Sarà celebrata domenica 20 corrente, ore 6,30 Messa e Comunione delle Figlie di Maria e socie dell’Assoc. Femminile d’A.C. Ore 10,30 Messa cantata dalla scuola di canto femminile. Ore 15 Rosario, Vespri Predica e Benedizione. Priora della festa Caro Modesta e vice priora Bonetto Caterina.

Febbraio 1935

Fanciulli premiati. In occasione della festa della Madre, lunedì 24 dicembre scorso, nel salone comunale di Piossasco, fu distribuito il premio annuale di bontà e garbatezza. Istituito a favore dei bambini delle scuole comunali, dalla damigella Amalia Bonetto, la quale continua a sentire vivissima la fiamma d’amore verso i bambini, che la legava e l’animava, quando era all’insegnamento. Il premio toccò a due bambini della nostra parrocchia, che sono: Pessana Lucia e Binciotto Silvio, complimenti ai due premiati, sperando che gli altri li possono imitare.
I balli e…la morale e l’igiene.
“Si fa sempre più larga ed intensa nella nostra Italia la propaganda contro la tubercolosi e merita il plauso e la collaborazione di tutti i cittadini; ora sono appunto i balli uno dei principali mezzi di diffusione del terribile morbo, e gli ambienti, si può dire, della cultura intensiva dei suoi germi malefici. Ma da essi, più ancora della tubercolosi dei corpi, si diffonde il contagio terribile di quella dei cuori e delle anime, che vide nel loro vergine fiore le fresche energie giovanili, dalle quali deve maturare l’avvenire della famiglia e della patria”.
I giornali del 1°ottobre 1934 pubblicavano questa esemplare condanna: “Il questore comm. Stracca ha ordinato in data di ieri, la chiusura di una sala da ballo, situata in via Bertola n° 15 per ragioni di moralità e d’igiene”. Questi provvedimenti delle Autorità, non mancano di suscitare il plauso delle Madri e dei Padri di famiglia, che hanno la testa sul collo e che comprendono che i balli siano un grave pericolo per la salute morale e fisica della gioventù.
Albo d’Oro – Pro bollettino. Comunichiamo le prime oblazioni dell’anno. Notiamo fra gli oblatori la Maestra della Maddalena, che fa la sua offerta, ciò significa che nella frazione, o meglio alla Cascina Maddalena, in quella data esisteva una scuola. Sono state raccolte lire 201.
I Rettori e le Rettrici per l’anno 1935.
Per il SS. Sacramento: Martinatto Vito e Brero Vito; Bonetto Margherita e Buttigliengo Virginia.
Per la Comp. del Suffragio:Destefanis Lorenzo e Lanza Cesare; Lovera Margherita e Boetto Teresa.
Per il SS. Rosario: Bertinetto Enrico e Martinatto Giuseppe; Gonella Rina e Fiora Caterina.
Statistica parrocchiale anno 1934.
Battesimi 10 - Morti 10 – Matrimoni 10.
La parrocchia non è diminuita di popolazione, poiché il numero dei morti è uguale a quello dei nati, non ci possiamo vantare di aver fatto progressi. Se poi confrontiamo le cifre, con il 1933, dobbiamo constatare un peggioramento, perché allora i nati furono ben 19, se continuiamo di questo passo, si daranno sempre meno figli a Dio e meno cittadini alla Patria.

Marzo 1935

(continuazione della Visita Pastorale del 1668).
Le Cappelle Rurali nel 1668.
Non solo la Chiesa parrocchiale ha la sua storia, ma anche ogni Cappella che è sul territorio. Farebbe piacere poterla scrivere, non tanto per curiosità, ma perché la storia delle Cappelle è unita alla vita delle Borgate. Da quella visita Pastorale del 1668, noi possiamo sapere e conoscere quante e quali erano le Cappelle che esistevano in Piossasco, perché furono tutte visitate dall’Arcivescovo Mons. Begiamo. Erano precisamente undici Cappelle, ne riportiamo una brevissima annotazione.
L’Arcivescovo, montato a cavallo, cominciò il suo giro portandosi alla Cappella di S. Maria Maddalena, presso la cascina omonima, che allora era di proprietà del conte Giuseppe Piossasco d’Airasca. La Cappella era costruita da poco e mancava ancora il necessario per la celebrazione della Messa.
Visitò la Cappella alla frazione Cappella, dedicata alla Madonna SS. con l’icona pitturata sul muro. Era d’uso comune, non privato, dei borghigiani e vi celebrava la Messa, la seconda domenica di maggio.
La Cappella del Marchile, dedicata all’Immacolata Concezione di Maria, avente per icona un piccolo quadro dell’Immacolata, dipinta su tela. Questo quadro si conserva ancora, sebbene non più per icona, ha quindi il suo pregio. Alla Cappella era legato un Beneficio, tenuto allora dal rev. don Bartolomeo Guala, canonico di Giaveno, con obbligo di celebrare alcune Messe durante l’anno.
La Cappella dedicata a S. Margherita, nella cascina Farnesa, di proprietà di un conte di Piossasco, con l’icona dipinta su tela.
La Cappella dedicata a San Vigilio, nei terreni della cascina del Priore, avente l’icona dipinta sul muro.
La Cappella di San Bernardo, ora non è più nella nostra parrocchia.
La Cappella della Madonna delle Grazie, situata in ruata inferiore.(ora detta dell’Olmo o Micilin)
La Cappella di S. Rocco, in ruota superiore. Anche questa, come quella prima, non sono sul territorio della nostra parrocchia.
In seguito l’Arcivescovo, ai castelli dei Conti di Piossasco, visita la Cappella di S. Pietro. Questa cappella è detta antica e che fu trovata allora rovinata dal tempo, chissà quale sarà la data della sua costruzione. Aveva l’icona dipinta sul muro, rappresentante S. Pietro con altri Santi. Vi si diceva la Messa ogni settimana.
Si recò poi alla Cappella di San Valeriano, presso la quale viveva un Eremita, che ne aveva la custodia e la cura. Fu incaricato di raccogliere elemosine per riparare il pallio ossia il contraltare che era in pessimo stato.
Salì persino alla Cappella di S. Giorgio, sulla montagna omonima. Sul muro era dipinta l’immagine del Santo per icona, ora non esiste più.
Da questa relazione risulta che nel 1668 non esistevano ancora le Cappelle delle Prese, del Campetto, di S. Bernardino, della Paperia, dei Brentatori e del Prarosto, questo solo sul nostro territorio parrocchiale. Vi erano già la Chiesa della Confraternita e quella del Convento Vecchio.
(ne parleremo la prossima volta).

Aprile 1935

Nuova Croce al Brich dei Castelli. Il progetto di sostituire la rustica croce di legno, con una di pietra, avrà la sua attuazione in questo mese. L’occasione è alquanto propizia: la croce sorge per ricordare ai secoli futuri il Giubileo della Redenzione, che è stato celebrato in tutto il mondo, e che si chiude in questo mese. La croce di pietra, è alta 4 metri, verrà benedetta ed inaugurata nel pomeriggio della Domenica in Albis, 28 corrente, giorno di chiusura del Giubileo. la funzione sarà compiuta da un Eccellentissimo Prelato, interverranno Autorità, Popolo, Associazioni e Compagnie religiose, in modo che l’avvenimento assumerà grandiosità. La spesa della Croce è costata 500 lire, e possono concorrere liberamente tutti i parrocchiani di San Vito, il nome degli offerenti sarà scritto su una pergamena, che verrà murata nella base, su cui poggerà la Croce.
Alla Cara Martina, attuale proprietaria dei Castelli, va il nostro ringraziamento, per aver concesso, che lassù nella loro tenuta, si esigesse questo sacro monumento. Vogliamo dare a questo fatto il vero significato di fede religiosa che racchiude in sé, chiediamo la collaborazione con la viva speranza, che quella croce santa, di lassù stenderà le sue braccia a proteggere, benedire le nostre famiglie, i nostri campi e le nostre cose.
Albo d’Oro. Tra le offerte per il bollettino, possiamo ricordare queste persone di spicco: dott. Crescio Attilio, rev. teologo Frigeris Michele e tante altre persone per una somma di lire 153.

Maggio 1935

La Voce del Pastore. Il santo Giubileo della Redenzione, che tutto il mondo terminava il 28 aprile scorso, ebbe da noi una degna chiusura con la benedizione ed inaugurazione della Croce monumentale di pietra eretta sul colle dei Castelli. Questa opera che abbiamo fatto è soddisfacente. La pergamena con 250 nomi, murata alla base della croce, in rappresentanza delle Famiglie della parrocchia, concorrendo così a coprire totalmente, la spesa sostenuta. Sulla croce, con diritto, ci sta scritto “I Parrocchiani”. Questo sacro monumento che è stato innalzato, con l’obolo della popolazione, ricorderà ai posteri, la fede religiosa e sarà un sicuro pegno della protezione divina su tutta la parrocchia. La festa d’inaugurazione è stata grandiosa e riuscitissima, erano presenti le Autorità civili e politiche di Piossasco, una fiumana imponente di gente. Tutto si è svolto con massimo ordine e con devoto contegno religioso, così i nostri cuori hanno provato una gioia immensa e una profonda consolazione.
Si ringraziano le Autorità, le personalità e le rappresentanze, che ci hanno onorati della loro presenza. Un grazie particolare, ai proprietari del colle, la casa Martina, per quello che hanno permesso di fare, e per quello che si farà in avvenire. Quel colle potrebbe diventare un Sacro Colle o Sacro Monte, dove si potrà salire pellegrinando, per una strada più comoda, magari costeggiata da sacri piloni, con le stazioni della Via Crucis. Quel colle potrebbe essere il luogo più attraente di tutto il nostro Piossasco, speriamo che i nostri voti possono realizzarsi, con l’aiuto degli illustri e zelanti Autorità del Comune.
La Croce monumentale ai Castelli. Vogliamo fare una breve cronistoria, che resti a memoria dei fatti che si svolsero per l’erezione della Croce dei castelli.
Il Parroco, sig. Vicario, aveva lanciato qualche hanno fa, l’idea di sostituire la rozza Croce di legno con una di pietra. L’occasione di questo progetto si presentò molto propizia, con il Giubileo della Redenzione, che un anno fa il Sommo Pontefice estendeva a tutto il mondo, e che si chiuse il 28 aprile. Fu ordinata presso il sig. Montis di Cumiana, la croce di pietra alta quattro metri, divisa in tre pezzi. Il 22 aprile, lunedì di Pasqua, da uomini forti e volenterosi, a braccia e a spalle, fu portata alla cima del colle. Nella viva roccia venne fatto un incavo, dentro fu innalzata la Croce dai Capomastri fratelli Borgi, che poi ne incementarono la base. Nel pomeriggio di domenica 28 aprile ebbe luogo la funzione d’inaugurazione. Alle ore 16, dalla chiesa parrocchiale partiva la lunga processione, precedevano i Balilla, gli Avanguardisti, le Piccole Italiane, i Giovani e Donne Fasciste con i loro gagliardetti. Seguivano le Associazioni femminili d’A.C. con le loro bandiere, le Compagnie religiose, il Clero e le Autorità e poi le Associazioni maschili con bandiere. Passando per la via dentro il Castello, si sali cantando alla cima del colle, ove intanto si era riunita una grande quantità di popolo. Le macchine fotografiche incominciavano a scattare per immortalare la fantastica e meravigliosa scena, sia vicino alla croce che da lontano.
Il rev.mo Teol. Agostino Gajdo, parroco in Torino e nostro illustre parrocchiano, compì solennemente il rito della benedizione. Le due scuole di canto intonarono allora un vibrante “Vexilla Regis” a tre voci del Maestro Magri, dopo il canto, il Teologo Gajdo, tenne un elevato discorso di circostanza, esaltando la S. Croce. Seguì un altro canto a tre voci, “Adoramus Te” del Maestro Remondi. Quindi venne murato nella base della Croce il tubo di vetro contenente la pergamena con i 250 nomi delle famiglie che contribuirono per l’obolo della Croce. La pergamena porta la seguente scritta: “Pio XI Sommo Pontefice – Vittorio Emanuele III Re d’Italia – Benito Mussolini Capo del Governo – Maurilio Fossati Cardinale Arcivescovo di Torino – Cesare Bruno Podestà di Piossasco – don Giuseppe Fornelli Priore di S. Vito e Vicario Foraneo - in sostituzione d’altra Croce votiva di legno – col consenso della Casa Martina erede dei Conti di Piossasco e proprietaria del luogo – con offerte di tutti i parrocchiani – questa Croce di pietra – Benedetta dal Rev. Teol. Agostino Gajdo – fu qui eretta a ricordo del giubileo della Redenzione – lì 28 aprile 1935 – XIII Era Fascista”.
Prese la parola il Vicario, per manifestare la sua soddisfazione per quanto si era riusciti a fare, e per il grande concorso unanime di tutti e nella più perfetta armonia di spiriti. Espresse il suo ringraziamento al Prelato officiante, al Podestà sig. Bruno, al Segretario politico sig. Renzo Paviolo, alla Segretaria politica sig. ra Piera Vittani Pognante, al Presidente locale dell’Op. Naz. Balilla sig. Maestro Lamtelme, a tutti i presenti, ai parrocchiani ed in particolare alla Casa Martina, auspicando la costruzione delle Stazioni della Via Crucis su per il colle.
Al canto del “Christus Vinci”, la funzione terminò, la processione si ricompose e ritornò in chiesa, ove si svolse il canto del “Te Deum”. Era proprio l’ora 17,45, in cui a Roma il Santo Padre scendeva nella Basilica Vaticana per intonare anch’Egli il “Te Deum” in ringraziamento a Dio, per le grazie elargite nel tempo del Giubileo della Redenzione.
A notte la Croce venne illuminata, con l’oscurità splendeva in modo meraviglioso, osservata da chissà quale distanza, mentre nei nostri cuori, vibrava ancora una gioia commovente e si imprimeva sempre più il ricordo di una festa che non si potrà dimenticare. Tutte le volte che rivolgiamo lassù lo sguardo, ripeteremo il saluto della liturgia: “O Crux ave, spes unica!”
Fondazione del Premio di 1a Comunione.
Abbiamo ricevuto nel mese scorso un biglietto che diceva così: “Per ricordare la Prima Comunione della mia cara nipotina Mariaelena, offro un premio di lire 10 annue, per la giovinetta più meritevole e che debba fare la Prima Comunione. Il sig.Vicario stabilirà di offrire detto premio in denaro o in libri. Firmato Maddalena Shaeffer”.
Il delicato pensiero della gentilissima Signora, merita un plauso. La bambina che godrà il premio, pregherà per la generosa Signora e per la nipotina, sarà la voce innocente che non mancherà di essere esaudita in Cielo.
Abbreviate le Processioni delle Rogazioni.
Alla fine di questo mese, precisamente nei giorni 27-28-29 maggio, ci saranno le sante Rogazioni. Fin dall’anno scorso si è parlato e deciso di accorciare le processioni delle Rogazioni, perché in verità sono esageratamente lunghe. Pensiamo a quella che va fino ai Brentatori e poi alla Cascina della Palazzina: ci vuole tutta la mattinata. Forse è proprio per questo, che poche persone prendono parte alle Rogazioni, perché sono un grave disagio. Sembra che queste processioni abbiano perso molto della loro importanza; per esempio alla processione di San Marco, che si è fatta il 25 aprile, vi parteciparono solo sei uomini e una donna sola, vestita della divisa della Confraternita. Avrebbero senso, se intervenissero almeno uno per famiglia. Quindi seguendo l’esempio d’altre parrocchie, e seguendo l’esempio stesso di S. Madre Chiesa, che ha ridotto le feste, i digiuni e le vigilie per attenersi ai tempi.
Riduciamo anche noi la lunghezza e le fermate delle processioni delle Rogazioni nel modo seguente:
Lunedì, fermata alla Cappella della Maddalena, di S. Antero, al pilone della Rivetta, alla posa di S. Rocco e ritorno in Chiesa.
Martedì, fermata alla Cappella della frazione omonima, al pilone detto di Giusto, al Pilone di Milone, alla posa Convento Vecchio e ritorno in Chiesa.
Mercoledì, fermata alla Cappella del Marchile, di S. Martino alla Paperia, ai Brentatori, alla Cascina Abate, al Pilone del Trucco, a Pilone di San Vito e ritorno in Chiesa.
Se il concorso di persone sarà ancora scarso, sarà un motivo per fare altre abbreviazioni, è meglio fare le cose brevi e bene, che fare le cose troppo lunghe e mal fatte.

Giugno 1935.

Prima Comunione. Domenica 19 maggio sotto gli occhi della Madonna, quindici frugoletti del nostro Asilo, prepararti bene dalla Rev. Suor Orenzia, superiora dell’Asilo. Si sono accostati per la prima volta alla Santa Comunione. Dopo la Messa, le Dirigenti del Gruppo Donne d’A.C. distribuirono ai bimbi un quadretto ricordo, un pacchetto di dolci e caramelle. La signora Maddalena Schaeffer, donava personalmente il Premio di Prima Comunione da Lei istituito per ogni anno, alla piccola Franca Novarese, meritevole per le buone qualità e per la lodevole sua frequenza all’Asilo.
Albo d’Oro. Offerte pro bollettino. Annotiamo tra gli zelanti oblatori i nomi illustri del Canonico Baudino Francesco, Contesse Filippi di Bandissero, Teologo Agostino Gajdo, raggiungendo la bella cifra di lire 267.

Luglio 1935

La Festa Patronale di San Vito. Riuscita magnificamente bene. Ha celebrato la Messa solenne il rev. Teologo Gajdo, nostro illustre parrocchiano, che ci onora sovente della sua presenza e presta la sua opera. Il panegirico dei nostri Santi Martiri fu tenuto dal rev. Teol. B. Giaj-Via di Torino, ammirato per la sua brillante parola. La processione del pomeriggio riuscì imponente per la grande dimostrazione d’affetto al nostro Santo Patrono, sventolavano tutte le bandiere delle Associazioni. Le campane suonavano a festa, mentre da centinaia di cuori saliva al cielo un ardente canto di gioia e di gloria. “A te San Vito fervidi s’elevan inni e voti… noi t’invochiam Patrono… Piossasco tu proteggi… spandi tue grazie intorno sul popol sacro a Te…”. Per la prima volta abbiamo cantato in processione l’inno ufficiale di S. Vito, che tutti hanno potuto imparare, perché stampato dietro delle immagini del Santo, che vennero distribuite nel giorno della festa.
Raccomandazioni ai Giovani Militari. Siamo in un periodo di tempo, in cui molti giovani sono partiti per la vita militare, e altri devono partire. Una lodevole e salutare pratica sarebbe che i giovani prima di lasciare il paese, si accostassero ai SS. Sacramenti. Come partono ben forniti dal lato materiale, così è bene che si riforniscono anche dal lato spirituale. Sappiamo come la vita militare sia piena di pericoli per l’anima, la Santa Comunione sarà una buona preservazione. Un consiglio e una raccomandazione, che i giovani militari si mettano sotto la protezione di San Valeriano, il quale fu forte ed intrepido soldato romano, ed anche intrepido nella fede cristiana. I genitori che stanno in ansia per i figli lontani, preghino ed abbiano fiducia nel nostro glorioso San Valeriano.
(Sempre a proposito della visita pastorale del 1668)
Gli affreschi sulla facciata della Confraternita.
Quanti osservano l’attuale facciata della Confraternita, si saranno fatta questa interrogazione: perché quegli affreschi sul lato destro della facciata? Perché mai vi è pitturata l’Annunciazione? La risposta credo che si possa dare con sicurezza da quello che si legge nella Relazione della Visita pastorale. A destra della porta, addossata alla Chiesa grande della Confraternita del SS. Nome di Gesù, e sul sito ora vuoto che forma ripiano, vi era una piccola Cappella che serviva ai Confratelli dello Spirito Santo, i quali ogni anno andavano a raccogliere offerte di casa in casa, poi nei giorni festivi di Pentecoste distribuivano ai poveri in pane e minestra. In questa Cappella, dedicata allo Spirito Santo, ci stava bene l’Annunciazione, che ricorda appunto l’opera della Spirito Santo nel mistero dell’Incarnazione. Così si spiega l’esistenza attuale della pietra dell’acqua sanata, tutt’ora sporgente nella facciata della Confraternita. Serviva per la piccola chiesa dello Spirito Santo e non per la grande chiesa della Confraternita del SS. Nome di Gesù, perché se no, avrebbe dovuto essere posta nell’interno e non fuori della chiesa.
In seguito questa Cappella scomparve, e forse fu appunto quando venne demolita, che si guastò la parte di parete al di sotto dell’Annunciazione, la quale probabilmente conteneva ancora affreschi.
Chissà quanti erano gli abitanti di Piossasco nell’anno 1668? Lo sapremo la prossima volta.

Agosto 1935

La festa dell’Asilo. La giornata del saggio dei bimbi dell’Asilo, domenica 21 luglio scorso, è stata quest’anno una giornata di festa, perché si è benedetta ed inaugurata la bandiera. Eccone la cronaca: alle ore 10,15 gli Amministratori ricevono in una sala dell’Asilo, la madrina della bandiera signorina Delfina Giordana, il Podestà del Comune sig. Cesare Bruno, il camerata sig. Aldo Bruno, rappresentate delle Autorità politiche. Il Presidente dava lettura di due lettere bellissime, inviate una dal sig. Renzo Paviolo, segretario politico, e l’altra dalla fiduciaria signora Piera Pognante, che erano stati invitati alla festa e che forzatamente dovevano essere assenti.
Dopo il vermut d’onore, offerto dalla ditta Baudino, un piccolo corteo formato dai bimbi dell’Asilo e dalle Autorità, si portava alla chiesa parrocchiale. Il Vicario procedeva immediatamente alla benedizione della bandiera, rivolgendo parole di circostanza. Seguì la Messa cantata con accompagnamento dell’organo, finita la funzione e ritornati all’Asilo, la madrina della bandiera distribuiva un pacchetto di dolci ad ogni bambino, con grande entusiasmo e felicità di quei piccoli cuori, che si vedevano tanto favoriti.
Alla sera alle ore 20,30, nel cortile dell’asilo ebbe luogo il saggio finale, in onore della madrina della bandiera. I bambini si rivolsero a Lei con omaggi e speciali complimenti. Lo spettacolo riuscì molto bene, sia da parte dei piccoli attori, che dal pubblico, che partecipò numerosissimo. Un particolare ringraziamento alle Suore, specialmente la Superiora Suor Orenzia, per la paziente opera che dovette impegnare per riuscire ad ammaestrare i bimbi.
Le oblazioni raccolte raggiunsero la quota di trecento lire. L’Amministrazione ringrazia le generose persone per la benevolenza verso questa pia Istituzione.

Settembre 1935

La Voce del Padrone.
In questo mese abbiamo l’onore ed il piacere di ospitare fra noi l’Eminentissimo Cardinale. Un anno fa, Egli veniva per la Visita Pastorale, ora viene a presiedere la Congregazione dei Sacerdoti, che ha sede nella nostra parrocchia, che tiene la sua adunanza annuale il tre di questo mese. Il Cardinale, ha accettato d’essere confratello della congregazione, farà quest’anno il Rettore della festa. La Congregazione fondata qui nel 1682, ha sempre annoverato nel suo interni Prelati insigni, come Vescovi ed anche Cardinali. Fra gli altri ci fu l’Arcivescovo di Torino Mons. Riccardi dei Conti di Netro, ci fu il Cottolengo che ora veneriamo Santo. Tra i viventi S. Ecc. Mons. Filipello, Vescovo d’Ivrea. Quest’anno si adorna, di un nuovo splendore con l’iscrizione di S. Em. il Cardinal Fossati, il quale terrà il discorso ufficiale in chiesa, illustrando l’ufficio dell’Angelo Custode, a cui s’ intitola la Compagnia dei Preti.
Questi sacerdoti che si riuniscono ogni anno in numero di cinquanta, per cementare la loro fraterna carità e per suffragare i Confratelli defunti, ci fanno pensare alla grande dignità del sacerdozio. La nostra parrocchia nei tempi passati ebbe sempre molti sacerdoti, alcuni furono anche parroci qui. Al presente conta cinque ottimi sacerdoti viventi, ma da più di ventidue anni, che non si è più festeggiato un novello prete. Non passerà più tanti anni, perché attualmente abbiamo due bravi giovani che studiano nel Seminario Arcivescovile di Giaveno, e sono Bonetto Mario e Bianciotto Silvio. Preghiamo il Signore che li aiuti, affinché possano riuscire ad essere suoi degni ministri, mentre preghiamo affinché altri giovani abbiano la vocazione di iniziare gli studi ecclesiastici.
Passeranno in questi giorni i Rettori per la Colletta del Grano, a beneficio della Chiesa, nel ringraziare della generosità, ricordiamo che ogni chicco di grano da voi dato, possa essere cambiato per voi in un tesoro spirituale per il Cielo.
Le scuole di canto in gita. Domenica 18 agosto, è stata una giornata magnifica, durante la quale il termometro dell’entusiasmo è andato sempre crescendo. Anche la pioggia, che a notte cadeva forte, non ci ha disturbati, perché eravamo al riparo presso la parrocchia di Altessano, dove il rev. Prevosto Teol. Golzio, per mediazione del nostro amatissimo parrocchiano don Giovanni Martinasso, ci ha ricolmi di affettuose e generose accoglienze.
Siamo partiti al mattino verso le ore otto, la scuola maschile e quella femminile, in numero da riempire un grande pulman dei fratelli Gallo di Torino. Attraversato Torino, preso la strada per Leynì, abbiamo toccato Lombardore, Feletto, Rivarolo, Salassa, Valperga e Cuorgnè. Dopo una breve sosta per fare le ultime provviste, siamo saliti al Santuario di Belmonte, situato su una montagna come fosse il nostro San Giorgio. Visita al Santuario, Messa e quindi pranzo, fra la più schietta allegria dei gitanti e gli applausi di quelli che come noi eravamo al grande Albergo del Santuario. Abbiamo dato spettacolo di canto con l’esecuzione di cori a due, tre, quattro voci. In seguito abbiamo visitato i sacri piloni, posti sulla strada che scende a Valperga; abbiamo visitato le Cappelle della Via Crucis, sparse sul cucuzzolo del monte, eseguendo all’aperto cori di musica sacra. A piedi siamo scesi al paese di Prascorsano, dove ci attendeva il pulman, che ci portò al celebre santuario di S. Firmino. Il Rettore can. Lenitone ci ricevette con la massima cordialità, fece la funzione delle benedizione del SS. Sacramento, prima ci rivolse dall’altare parole di complimento e di augurio. Dopo il brindisi ed i canti fatti nella casa del Rettore, partimmo per Altessano, dove ci aspettavano per la cena. Alla sera non abbiamo fatto la strada del mattino, ma siamo passati per Busano, Front, S. Maurizio, Caselle e Borgaro. A tarda sera ritornando a Piossasco, cantavamo soddisfatti il Te Deum del ringraziamento.
Offerte pro Bollettino. Tra gli oblatori illustri segnaliamo Barberis Cav. Uff. Giovanni, famiglia Battistini, Martinatto don Giovanni, che con altri preziosi oblatori si sono raccolte 126 lire.

Ottobre 1935

Distribuzione premi di Catechismo. Domenica 29 settembre scorso, si è celebrata la festa della Dottrina Cristiana, che secondo le direttive delle Autorità Superiori Ecclesiastiche, deve essere una giornata di propaganda per l’apostolato catechistico. Il Vicario ha parlato della necessità dell’istruzione religiosa, sia per i piccoli che per i grandi. I fanciulli hanno fatto la loro Comunione generale per ottenere da Dio gli aiuti per il nuovo anno catechistico che sta per iniziare.
Nel pomeriggio, nella Cappella delle Confraternita si svolse una breve Accademia, durante la quale furono distribuiti i premi ai bambini che frequentano la Scuola parrocchiale di Catechismo per l’anno 1934–35.
Ecco un resoconto dell’anno passato, sul funzionamento della Scuola. Iscritti 61 ragazzi e 61 ragazze. Cinque classi maschile e sei femminili. Furono dati tre esami durante l’anno, e sono stati promossi 50 fanciulli e 56 fanciulle. Il profitto è stato maggiore nelle prime classi, forse perché i più piccoli sono più docili e più ubbidienti. Premiati 17 nella sezione Maschile e 20 nella sezione Femminile. Furono dati otto diplomi di frequenza a quelli che non ebbero nessuna assenza durante l’anno. Anche alle Giovani Effettive dell’Associazione “S. Agnese”, vennero dati tre premi: Elia Luigina 1° premio, Gontero Delfina 2° premio, Ferrero Angela 3° premio. Così pure ai Giovani effettivi dell’Associazione “S. Vito” furono consegnati il 1° premio a Fiora Vittorio, e il 2° premio a Lovera Eraldo. La giornata ha favorito anche le iscrizioni alla Compagnia della Dottrina Cristiana, con la quota annua di lire due, e sono già una cinquantina di soci.

Novembre 1935

(Continua la cronistoria della Chiesa della Confraternita della visita Pastorale del 1668).
La chiesa della Confraternita nel 1668. Questa chiesa aveva anticamente una costruzione diversa da quella di adesso. Sopra la porta vi era una tribuna, con gli scanni che servivano per i Confratelli, i quali si radunavano lassù per recitare il divino ufficio, un seggio più elevato era per il Rettore. Si saliva alla tribuna con una scala, che partiva dalla sacrestia. Questa era situata alla parte destra della chiesa, probabilmente là ove sono i banchi dei Confratelli. La Cappella non aveva la volta, ma il soffitto, era dedicata al SS. Nome di Gesù, come lo è tuttora. All’altare vi era un quadro per icona, che rappresentava la Circoncisione di N.S. Gesù Cristo, e che si conserva ancora. Vi era eretta la Compagnia dei Disciplinati, che in quell’anno 1668, si contavano cento iscritti. Avevano il Cappellano che nei giorni festivi celebrava la Messa nella Cappella. Poiché celebrava troppo tardi, recando pregiudizi alle funzioni della Parrocchia, l’Arcivescovo sotto pena dell’interdetto, ordinò che in seguito si celebrasse al levar del sole. Presso la porta a destra della Cappella, vi era un’altra piccola Cappella chiusa con cancelli. E’ la Cappella dedicata a Santa Elisabetta, che rimane ancora, ma in condizioni miserevoli, mentre allora pare fosse tutta ben dipinta.
Piossasco nel 1668 contava 1500 abitanti. Da allora fino a noi c’è stato un grande progresso anche nel campo demografico. (Continueremo parlando del Convento Vecchio, la prossima volta)
Direttive Pastorali contro i balli e i … Ballerini. Ebbe larga eco in Italia la grave lettera collettiva dell’Episcopato delle Tre Venezie l’8 dicembre del 1934, sull’odierna crisi morale, nella quale 18 Eccellentissimi Pastori della vasta regione segnalarono fra le altre cose la mania del Ballo e danno opportune sanzioni reprimere tanto disordine. Essi stabiliscono che quando in occasione di una festa religiosa, fosse indetto un pubblico ballo, si sospenda qualunque straordinaria solennità, e non si tengano che le solite funzioni d’ogni festa. Nel pomeriggio poi, si celebri una funzione riparatrice. Le processioni non devono passare per le contrade o piazze ove si tengono feste da ballo, ne si benedicano le case dei promotori dei balli. I quali non potranno essere nominati né sacrestani, né organisti, né fabbricieri, né cantori, né soci delle pie Unioni e Associazioni Cattoliche. Così si dica dei frequentatori del ballo.
Unitamente i Vescovi della Regione Veneta, riuniti in Conferenza hanno dato ordini ancora più severi, prescrivendo che quando il ballo è tenuto in sale, locali adiacenti la strada, o la piazza, dove dovrebbe passare la processione, si procuri di cambiare l’itinerario. Dunque i Vescovi vogliono che si passi neppure vicino alle sale da ballo; vi saranno dei cristiani poco … fedeli che continueranno dire che non si fa male frequentare il ballo? Ci saranno madri cristiane che continueranno condurre le loro figlie alle sale da ballo?

Dicembre 1935

Associazione di A.C. “S. Agnese”. In data 7 ottobre scorso, dal Card. Arcivescovo veniva rieletta per un nuovo biennio, la sig.na Garello Rina, a Presidente di questa Associazione. In data 3 novembre scorso, alla presenza della Delegata del Centro Diocesano Ines Bonino, si sono fatte le votazioni per la nomina delle Consigliere di presidenza. Ecco l’elenco: Andruetto Riccarda, Bonetto Caterina, Elia Caterina, Elia Agnese, Gontero Delfina, Mola Clotilde, Novarese Orsolina, Zoppetto Consolata. Nella prima adunanza di Consiglio per la distribuzione delle cariche, fu confermata nella carica di segretaria la sig.na Elia Luigina.
Gruppo Donne di A.C. Domenica 17 novembre scorso alla presenza della Delegata del Centro Diocesano, si sono fatte le elezioni del Consiglio di Presidenza. Delle dieci candidate che furono presentate, vennero elette le seguenti persone: Andruetto Carolina, Bertinetto Maria, Frigeris Margherita, Lovera Maria, Martina Clotilde, Novelli Tersilla, Pipino Giovanna. Alla carica di vice presidenza fu nominata Donna Clotilde Martina. Al posto di Presidente per il prossimo biennio, fu confermata da S. Em. il Card. Arcivescovo, la sig.ra Mola Giovanna, secondo le norme degli articoli dello Statuto.
Necrologio. Alla veneranda età di 91 anni e cinque mesi, ci ha lasciato per il Cielo, il sig. Frigeris Giuseppe. Era il più vecchio fra gli uomini della parrocchia, colpito da improvviso malore, che gli tolse la parola per una paralisi alla lingua, così rimase per alcuni giorni nell’impossibilità dell’uso dei sensi. Ha chiuso una robusta esistenza, ma soprattutto una vita cristiana esemplare, ricca di meriti per il Paradiso. Tutti lo conoscevano per il suo fervido spirito di devozione. Passava le giornate recitando Rosari, nei giorni di festa si portava almeno due volte in chiesa, a Messa al mattino, e al pomeriggio ai vespri, nonostante la difficoltà delle strade e della lontananza. Nella bella stagione non perdeva la Messa quotidiana feriale.
Ebbe la fortuna di essere assistito fino all’ultimo giorno, dal figlio il rev. teologo Michele. Ai funerali, nonostante il pessimo tempo, presero parte molta gente, tra questi c’erano anche parrocchiani di San Secondo di Torino, dove il Teologo Frigeris presta servizio, quale Segretario di S. Ecc. Mons. Pinardi. Dimostrazione del largo rimpianto lascito dal Defunto, in quanti lo conobbero. In suffragio a Lui la famiglia ha elargito cento lire a favore del nostro Asilo Infantile.

Gennaio 1936

Questua di Grano e Meliga. I sigg. Rettori, con grave loro disagio e sacrificio, sono passati porta a porta, per chiedere la solita offerta di grano e meliga. E’ un’usanza più che centenaria, e che certamente risale al tempo in cui si pagavano le decime alla Chiesa. Oggi per i vantaggi della vita civile si pagano le tasse e le imposte all’esattore, che non si disturba a venire a raccogliere i soldi, ma siamo noi che andiamo da lui. Per la vita spirituale che cosa si paga? Bastano forse quei pochi spiccioli che si mettono nella borsa della colletta durante le funzioni? Eppure la chiesa è sempre ben tenuta, nel regolare suo funzionamento e nelle celebrazioni delle feste, che si fanno sempre nel miglior modo possibile.
La raccolta ha fruttato Kg. 369 di grano e di Kg. 430 di meliga, e di questo ringraziamo tutti gli offerenti, con voti sinceri che Dio ricompensi generosamente.
Necrologio. Il nostro parrocchiano, don Pietro Fiora, residente in Orbassano, ha avuto il dolore di perdere la sua diletta Mamma, il 13 dicembre scorso, la sig.ra Fiora Lucia Maria nata Lupo, che viveva con lui. La sua robusta salute che godeva, non lasciava presagire questa grande disgrazia. Colpita da polmonite, non riuscì a vincere il male, anche per la sua avanzata età. Aveva 85 anni e 11 mesi, nata a Piossasco il 16 gennaio 1850, battezzata nella nostra parrocchia il giorno dopo, da don Vito Cattanea, era Vicario il Teol. Can. Gianfrancesco Rossi, che mori pochi giorni dopo.
La Defunta fu madre esemplarissima, allevò una numerosa famiglia, fra cui un figlio sacerdote e una figlia Suora, dai quali ebbe la consolazione di essere assistita negli ultimi giorni. I funerali furono svolti ad Orbassano, parteciparono moltissimi Piossaschese, ove la Defunta lascia largo rimpianto, ed un vivo e caro ricordo.
Il figlio don Pietro Fiora, in suffragio di Lei, ha elargito cento lire al nostro Asilo Infantile, e nello stesso tempo ha costituito presso la nostra parrocchia, un Legato perpetuo per una Messa anniversaria per i suoi cari Genitori.
S. Antonio Abate. A richiesta della Compagnia che deporta il nome, verrà celebrata la consueta festa annuale il giorno 17 c.m. con Messa cantata alle ore 10,30 con la benedizione degli equini. Precederà la festa una novena con benedizione al mattino dopo la prima Messa. Sono rettori i sigg. Portis Filiberto e Buttigliengo Antonio.
Il tradizionale pranzo dei soci si consumerà la domenica seguente.

Febbraio 1936

La Voce del Pastore.
La natura ha favorito di sue bellezze una parte di Piossasco detta Piazza, dove è situata in questa zona la nostra parrocchia. Qui vegeta e fruttifica l’olivo, in un’atmosfera mai troppo rigida, qui si distendono i più meravigliosi e ampi giardini, ornamento alle ville signorili. Le strade sono sempre in uno stato pessimo. La frazione Piazza, è un luogo, ove insieme all’antichità si può ammirare molta arte. Il campanile di San Vito, anche se non ritoccato e restaurato, è artisticamente bello; dentro la chiesa si possono ammirare dei quadri stupendi e degli altari interessanti. La fatica viene appagata, di chi sale fin quassù, quando vede tutte queste belle e preziose cose.
Giornata della Madre. La domenica antecedente alla festa del Santo Natale, in omaggio alle intenzioni del Capo del Governo Italiano, abbiamo celebrato anche nella nostra parrocchia, la giornata della Madre. Si è conclusa con una numerosa adunanza di madri, alle quali ha parlato il Vicario, esaltando la dignità della Donna Madre. Un gruppo di bimbi e bimbe, che frequentano la scuola della Maddalena, egregiamente preparati dalla loro Maestra, hanno espresso con dialogo e poesie, i sentimenti d’amore e di riconoscenza che i figlioli sentono per le loro Mamme. Molto apprezzato questo gesto dalle mamme presenti, e non mancarono di elogiare il gentile e delicato pensiero della stimata maestra.
Per le… ballerine e per tutti. In questo mese per le strade e per le piazze si leggeranno manifesti di balli, di veglie danzanti, in onore al carnevale. Non è giusto, che mentre dall’Africa Orientale giungono notizie dell’effusione generosa del sangue dei nostri fratelli, e tante giovani pensino a ballare. E’ mancanza di giustizia, di dignità, di carità, di compressioni degli attuali bisogni della Patria. Così avremo impedito tanto male e attirato le benedizioni di Dio sul nostro paese. Avremo aiutato tante giovani a vivere nella dignità e nella serietà della vita, più vicino ai soldati combattenti nell’Africa Orientale, avremo anche contribuito alla resistenza e alla vittoria morale della nostra Patria.
Statistica parrocchiale.
Battesimi. Totale n° 15 (notiamo Martinasso Enrichetta)
Matrimoni. Totale n° 11 (notiamo Martinasso Giuseppe e Lanza Cesarina)
Morti. Totale n° 20, notiamo decessi di persone longeve, ma spiccano anche delle giovani vite come: Garello Vittorino 11 anni, Spesso Caterina otto mesi, Peretti Luigi 11 mesi, Martinasso Enrichetta di due giorni, Zoppetto Luciano di mesi sette.
La suddetta statistica, in generale dice che si muore vecchi, ma molte giovani vite vengono falciate, insegna che gli abitanti diminuiscono, perché i morti superano i nati. Veramente il numero dei morti, è precisamente il doppio di quello dell’anno prima, supera la media proporzionale.

Marzo 1936

Il dovere dell’astinenza, assume uno speciale e ben preciso significato. I giornali pubblicano che gli italiani per l’anno XIV e per quanti altri ancora, sarà necessario affrontare tutte le rinunce nei loro costumi abituali. Questi sentimenti sono condivisi da tutti, e quest’anno troveremo meno difficoltà ad osservare la Quaresima. Offriamo a Dio le nostre astinenze, i nostri digiuni per implorare protezione ed aiuto ai soldati combattenti in Africa Orientale, per invocare le divine benedizioni per la grandezza della nostra Patria.
Si desidera avere tutti gli indirizzi dei soldati della Parrocchia, che si trovano in Africa, per poter inviare a loro una lettera speciale in occasione della Pasqua, e per poter scrivere qualche volta. A tale proposito si invitano le famiglie dei militari di passare in ufficio parrocchiale, per spedire lettere o pacchi, ma soprattutto preghiamo la Madonna delle Grazie del Prarosto e San Valeriano, soldato e martire cristiano. Viviamo di fede, anzitutto in Dio, che come padrone assoluto delle nostre cose, ha tutto in sua mano, e poi in Colui che attualmente regge energicamente l’Italia. Siamo fiduciosi, le campane della prossima Pasqua suoneranno al mondo la gloria della completa vittoria italiana.
Offerte pro bollettino.
Ringraziamo i gentili ablatori, ricordando che il bollettino si manda in tutte le famiglie della parrocchia, anche a quelle che non possono pagare. Chi può dare, diciamo che le offerte sono sempre ricevute con riconoscenza e vanno per un’opera buona, che è la Buona Stampa. Tra gli oblatori, ricordiamo il dott. Alfano, il dott. Crescio, don Pietro Fiora, le case Brunicardi, Boneschi, Martina e Schaefer con tanti nostri parrocchiani, si è raggiunto la cifra di lire 399.

Aprile 1936

La Santificazione della festa. Il biglietto ricordo della Comunione pasquale è bello e artistico, come sempre. Ma quest’anno ha un richiamo particolare al Comandamento della Legge di Dio: “Ricordati di santificare la festa”, e il precetto della Chiesa: “Udire la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate”. Quest’inverno dopo aver sentito alcune prediche a tale proposito, avete promesso che per l’avvenire non avreste mai più profanato il giorno sacro al Signore, ora a Pasqua rinnovate questa promessa, e la Divina Provvidenza non vi lascerà mai mancare il necessario, anzi vi benedirà.
Fervidi ringraziamenti per l’onomastico del Vicario, in occasione della festa di S. Giuseppe. In quella occasione abbiamo ripensato con soddisfazione al lavoro compiuto insieme nel quinquennio trascorso, e abbiamo guardato innanzi a quello da compiersi, ci siamo fissati sulla erezione di un nuovo adatto e moderno edificio per l’Asilo infantile che è assolutamente necessario. Con l’aiuto di Dio e con la collaborazione di molti speriamo di riuscirvi.
Vita Parrocchiale.
San Giuseppe - Festa del Parroco. Giovedì 19 marzo scorso, ricorrendo l’onomastico del Vicario, si è colta l’occasione di celebrare la festa del Parroco. La festa l’ha preparata con zelo il Consiglio parrocchiale e dai Dirigenti delle Associazioni. Il programma è ormai quello annuale. Numerosissime Comunioni e funzioni solenni in Chiesa, alla sera una bella accademia. Che venne aperta dal presidente del Consiglio parrocchiale Gabriele Pipino, che presento gli omaggi degli organizzatori e dei parrocchiani. Seguirono i grandi e i piccoli rappresentanti delle Associazioni, i quali in poesia e in prosa espressero sentimenti di gratitudine e d’amore verso il Parroco. I discorsi furono alternati da canti a tre, quattro voci delle due scuole di canto riunite, ha cantato un assolo il baritono Giuseppe Gaido. In omaggio al festeggiato e a vantaggio della chiesa fu offerto un prezioso velo omerale, che servirà per le Benedizioni festive del SS. Sacramento. In fine ha ringraziato il Vicario, manifestando il suo compiacimento e per quanto è stato fatto in parrocchia nei cinque anni passati, disse che è importante marciare avanti, allargando ed intensificando il lavoro di perfezionamento religioso, come opera per il prossimo quinquennio sarà il nuovo edificio per l’Asilo infantile.
Dall’Africa Orientale, dalle linee avanzate del fronte nord, ha voluto spiritualmente essere presente alla festa Michele Elia, ex-presidente del Consiglio Parrocchiale e della Sottofederazione giovanile, il quale ha inviato la seguente lettera, che fu letta al pubblico durante l’accademia:
“Rev.mo sig. Vicario, sono lontano, molto lontano, cinque mila chilometri mi separano da Piossasco, quindi mi è impossibile presenziare a questa festa di famiglia. E così ho pensato di farle per iscritto i miei auguri di buon Onomastico ed esprimerli durante questa riunione di spiriti attorno al Pastore, affinché Lei mi sentisse più vicino col pensiero a dirle buon onomastico, ad augurarle tante e ottime cose per l’avvenire, per dirle che sempre mi ricordo di Lei e del grande bene che mi ha fatto, specie per avermi chiamato a far parte dell’Azione Cattolica e di avermi fatto godere di quelle consolazioni che solo con la grazia di Dio si possono sentire. Poco tempo ha potuto dedicare all’Azione Cattolica, pochissimo ho potuto fare per l’avvento del regno del Signore; però il mio lavoro continua con l’offerta quotidiana dei miei sacrifici per il bene delle anime. Vivendo a contatto di tante persone con tante idee diverse, si può vedere l’urgenza del nostro lavoro. Ebbene in questo giorno sempre caro a lei, gradisca la mia promessa di lavorare al mio ritorno nelle file dell’Azione Cattolica con molto fervore dedicando le massime mie energie per il bene della nostra Parrocchia. Mi ricordi al Signore,…”
Fra le offerte più gradite giunte al Vicario, va notata quella dell’Associazione giovanile “Santa Agnese”, offerta tutta spirituale di Comunioni, Messe e Fioretti. Le Aspiranti e Beniamine ebbero il gentile pensiero di offrire mille ostie piccole e cinquanta grandi, acquistate con i loro risparmi, e che serviranno nella festa di San Giuseppe.
Esame di Religione. La sera del 24 marzo scorso, la Sezione Effettiva dell’Associazione giovanile San Vito ha subito l’esame di Religione prescritto dalla Federazione Diocesana. Erano 21 i soci presenti, che davanti all’esaminatore incaricato Cav. don Maddio, esposero quanto avevano imparato in quattro mesi, nelle serate settimanali. I sacrifici fatti dai bravi giovani furono coronati da ottimo successo e dalle meritate lodi avute dall’esaminatore. Il premio più sentito è certamente la soddisfazione di aver compiuto uno dei doveri più grandi per gli organizzati nell’Azione Cattolica. Venne assegnato il primo premio a Fiora Vittorio e un secondo a Bonetto Mattia.

Maggio 1936

La Voce del Pastore. Una nube oscura i cieli della nostra parrocchia in questo periodo. La filarmonica di Piossasco, che ha come presidente il sig. Podestà del Comune, ci ha regalato nel giorno di Pasqua e al lunedì successivo, un ballo pubblico. I rettori della Cappella di San Valeriano, avevano combinato con il Parroco una festa patriottica, si voleva fare una solenne commemorazione dei Caduti in Africa Orientale. Una funzione di propiziazione per la vittoria finale delle armi italiane. La festa di S. Valeriano si presentava meravigliosa, poiché il santo fu soldato romano, la posizione della Cappella fa arrivare lassù le popolazioni delle due parrocchie, inoltre questa festa, non si era ancora fatta in paese. Si pensò un altare all’aperto e un Cappellano militare avrebbe tenuto il discorso ufficiale. I rettori presentarono il progetto al Podestà, poi il parroco lo invitò personalmente, chiedendo che il tal epoca non permettesse che si mettesse il ballo in territorio di San Vito, facendogli presente le disposizioni dei Vescovi, i quali vietano ogni funzione religiose nelle Cappelle, quando un ballo pubblico è impiantato nella parrocchia. Nelle ultime settimane di Quaresima, quando leggiamo che scribi e farisei si erano radunati in conciliabolo per combinare di mandare a morte Gesù, a Piossasco si combinava di fare un grave insulto alla religione di Gesù, col mettere un ballo a circa dieci passi dalla Chiesa di S. Vito, profanando la solennità di Pasqua, e ci sono riusciti. Le autorità non l’avrebbero permesso, ma invece … tuttavia se non gli uomini, abbiamo il tempo dalla nostra parte, perché il vento e il freddo e la pioggia hanno intirizzito l’ardore dei ballerini e dei loro capi. Che importa che sia Pasqua, che il ballo sia vicino alla Chiesa, che ingombri in modo straordinario la piccola piazza? Che importa che in Abissinia i nostri soldati soffrono, combattendo e muoiono? Qui si deve ballare allegramente. La Filarmonica Municipale di Piossasco, che è sussidiata dal Comune e qui nella nostra parrocchia di S. Vito non fa mai nessun servizio né di processioni né di conserti, dicono che ha bisogno di denaro, non sarà certamente il denaro guadagnato in questo modo che porterà fortuna. I parrocchiani di S. Vito, hanno sempre pagato le tasse e imposte gravi, non per avere balli. Per reclamare magari con diritto strade, e strade accessibili. In conclusione, è certo che in un’Italia della Conciliazione, questo fatto è poco conciliabile.
Vita Parrocchiale
Associazione “S. Agnese”. Nello corso mese d’aprile le quattro sezioni dell’Associazione, cioè le Effettive, le Aspiranti, le Beniamine e le Piccolissime, hanno dato il loro esame di religione, partecipando per la prima volta alla gara diocesana. L’esito dell’esame è stato soddisfacente, sia per l’Assistente Ecclesiastico, il Vicario che vede a progredire l’Associazione nello studio della Religione. Sia per le Dirigenti e le Delegate, che con gioia vedono fiorire le socie, parlando in particolare delle Effettive che erano ben venti all’esame. Furono assegnati tre premi: il 1° a Luigina Elia, il 2° a Delfina Gontero, e il 3° a Consolata Zoppetto. Meritano un plauso queste ragazze, a discapito di tante che pensano a divertirsi o ad incipriarsi. E’ bello e confortevole vedere che le nostre giovani, pensano ad istruirsi in quella scienza religiosa che sarà il loro conforto e la luce per la vita avvenire.
Unione Uomini. Sempre per dare vigoria e movimento alla nostra Unione, i nostri Dirigenti, hanno pensato ad una gara amichevole di bocce tra i soci, che si è svolta in una domenica di marzo. Un numero rilevante di soci, vi prese parte con animazione. Le partite furono disputate, specialmente le ultime con spirito agonistico, e la gara si è chiusa a notte con la seguente classifica: 1° premio Rolando Bartolomeo e Fiora Vittorio, 2° premio Bergolgio Michele e Borgi Costantino, 3° premio il Vicario e Mola Giuseppe. Queste gare si devono ripetere più sovente, perché hanno lo scopo di rendere più animato e costante l’allenamento alle bocce, il quale come tutti sanno è uno dei migliori esercizi sportivi.
Associazione “S. Vito”. Nel mese passato alcuni giovani della nostra Associazione, ci hanno dato l’addio per recarsi a servire la Patria. Sono partiti Lovera Giuseppe, Gorrea Giovanni che vennero assegnati al 3° Reg. Alpini e allocati per ora a Torino. E’ partito anche il nostro Presidente Angelo Mola, assegnato all’Artiglieria d’armata a Casale Monferrato. Li abbiamo festeggiati alla partenza, e li accompagniamo con il pensiero e con le preghiere. E stiamo in attesa di ricevere presto la loro fotografia, per vedere la figura che fanno nella loro nuova divisa.
A sostituire il presidente partito è stato eletto Lanza Livio, al quale facciamo le congratulazioni.

Giugno 1936

Lettere dall’Africa Orientale. In occasione della Pasqua, avevamo inviato ai soldati della nostra Parrocchia, una lettera, a proposito abbiamo ricevuto bellissime risposte, che cominciano con queste espressioni: “Ho ricevuto la sua lettera, mi creda che fu per me una vera consolazione nel vedermi ricordato da lei…Sono restato stupito perché mai più pensavo che fosse così gentile per i giovani parrocchiani in Africa Orientale… Vengo in risposta al su gradito scritto, che posso assicurare ho letto e riletto diverse volte…” poi raccontano le loro notizie, non uno che si lamenta, tutti in ottima salute. Ancora scrivono: “La nostra vita qua sebbene un po’ pericolosa, è abbastanza lieta, sempre fidenti con l’aiuto del Signore, si spera sempre in bene… Tutte le sere dico le mie orazioni…Ben sovente alla sera sotto la tenda uniti coi compagni recitiamo il Santo Rosario, invocando l’aiuto della vergine Maria…”
Il caporale maggiore Pietro Bertinetto, ci notifica l’onore ed il piacere che ebbe di accompagnare il suo cappellano sulla cima d’Amba Alagi, dove appena conquistato il monte, il Cappellano celebrò la messa il 15 marzo, questi ricordi saranno incancellabili dalla sua mente, tutti terminano esprimendo il desiderio di rivedere Piossasco e le loro famiglie. Sono tanto cari, c’è davvero da ammirarli! Le loro virtù sono state benedette e premiate, il loro ritorno non sarà più lontano.
Festa della Prima Comunione. La giornata della prima Comunione è sempre una festa per i bambini, per le loro famiglie e per la parrocchia. Si briga, desiderandola e preparandola, affinché riesca bella e solenne, affinché i bambini non la dimentichino. Noi l’abbiamo celebrata domenica 17 maggio sotto lo sguardo della Madonna Santissima, celebrando pure la chiusura del mese di Maria. Erano 11 bimbe e nove maschietti, belli come angeli, simpatici come fiorellini profumati. Presero posto nei banchi loro preparati apposta, presso di loro la Patronessa della festa la sig.ra Angela Parpinelli. Finita la funzione, i bambini passarono nel salone parrocchiale, dove la Patronessa distribuì l’Immagine–Ricordo della Prima Comunione e un sacchetto di dolci. Intanto le Dirigenti dell’Associazione Santa Agnese, allestirono la colazione ai piccoli festeggiati. Mai i bimbi ricevettero tante delicatezze come quest’anno. Si rinnovano i ringraziamenti alle persone che si prodigarono per la festa e specialmente alla Madre Superiora dell’Asilo, che si occupò della preparazione religiosa dei bimbi. Alla bimba Andruetto Franca di San Vito, fu donato il premio di Prima Comunione, istituito dalla Sig.ra Maddalena Schaeffer.
Necrologi. Abbiamo perso Colei che era la più attempata della Parrocchia e forse anche di Piossasco: la Nobile Damigella Ernestina dei Conti Filippi di Bandissero, era nata nel 1842. Si è placidamente addormentata nel Signore il 7 maggio scorso, confortata da tutti i carismi di nostra Madre chiesa e da una benedizione speciale di S.E. il Cardinale di Torino. Da parecchi anni non usciva di casa, ma accudita con devota e straordinaria amorevolezza dalla fedelissima sig.ra Gajdo Domenica, continuò in buona salute conservando pienamente tutte le sue facoltà mentali. Passava le sue giornate lavorando per i poveri, occupandosi in moltissime preghiere, ricevendo spesso la comunione con edificante spirito di pietà. I funerali furono solennissimi, come si è sempre usato per i Nobili del paese. Alla Messa di settima, fu addobbata tutta la chiesa di nero. Grazie all’interessamento del Rev. don Gajdo, curato di S. Agostino in Torino, il quale volle rendere omaggio speciale alla Defunta, anche col celebrare egli stesso le due Messe Cantate. Invece del pane che sovente si soleva distribuire in suffragio ai poveri, la nobile Defunta, lasciò che si facesse alla chiesa l’offerta necessaria per provvedere ai premi del Catechismo ai fanciulli. Resta la desolata sorella Malvina, che nella sua bella età di 92 anni, sopravvive alla Defunta, noi porgiamo le nostre vivissime condoglianze.
Il sette dello scorso mese di maggio, abbiamo dato l’ultimo tributo di onore e di preghiere all’illustrissimo sig. Conte Lajolo di Cossano Ing. Giuseppe Augusto, morto a Roma. Volle essere trasportato qui, per riposare accanto ai suoi Parenti nella tomba di famiglia nel cimitero di Piossasco. Era nato e battezzato in questa parrocchia nel 1873, dopo aver dato il suo prezioso e dotto contributo alla scienza e all’industria italiana, faceva conto di ritirarsi qui nell’attiva villa, per trascorrere tranquillamente i suoi ultimi anni. Ciò non era scritto nei destini di Dio, i funerali ebbero tutta la solennità possibile. Vennero beneficiati i poveri con la distribuzione di una grande quantità di pane, al fratello Avv. Carlo e a tutti i parenti, giungano le nostre condoglianze.

Luglio 1936

Ai Sigg. Villeggenti che sono tornati nelle loro magnifiche ville, il nostro benvenuto. Con piacere li vediamo presenti alle funzioni, con riconoscenza riconosciamo gli aiuti che prestano alla chiesa. Vorremmo che tutto l’anno la frazione Piazza, fosse popolata come in questo periodo estivo.
Offerte Pro Bollettino. Tra le molte persone della parrocchia che hanno contribuito alle offerte, segnaliamo la Contessa Filippi di Bandissero, la Contessa Maria Lajolo, la Contessa Palma di Borgofranco, la Maestra dei Lupi (Sig.na Ciano), la Maestra della Maddalena (Sig.ra Dosio Turinetto) per una cifra di 467 lire.

Agosto1936

A Festa dei Preti. L’ultimo martedì di agosto, che cade al 25, ricorre nella nostra parrocchia, la così detta Festa dei Preti, cioè la festa della Congregazione dell’Angelo Custode, la quale ha sede qui ed è composta da soli sacerdoti. Ogni anno si radunano per celebrare solenni funzioni per il bene spirituale dei Soci vivi e defunti. Le funzioni incominceranno di solito alle ore 10, tutti possono partecipare, per pregare per i sacerdoti, i quali sono per le vostre anime come degli angeli custodi.
La domenica 23 corrente, celebreremo la Festa del S. Cuore di Maria, festa cara a tutti, ma specialmente agli iscritti alla Compagnia, i quali partecipano di tutto il bene spirituale che in tal giorni si compie in parrocchia. Quest’anno la festa sarà molto più grandiosa e lieta, perché avremo il piacere di onorare due venerandi Sacerdoti, nostri parrocchiani, che celebrano il loro giubileo sacerdotale, 50 anni di sacerdozio.
Sono il Rev. Canonico don Francesco Burdino, nato e battezzato in questa parrocchia il 3/2/1861; e il Rev. don Giovanni Martinatto, nato e battezzato qui il 10/1/1863. Tutti e due sono stati consacrati sacerdoti nello stesso giorno al 20 giugno 1886.
La data importante merita di essere solennemente ricordata, perciò abbiamo invitato, i due amatissimi Sacerdoti qui, nella loro parrocchia natale, dove godono stima e venerazione. Celebreranno le funzioni solenni del giorno, con i loro parenti, amici e da tutti i loro compaesani, che con essi innalzeranno grazie a Dio, per la tarda età raggiunta adorna di tanti meriti sacerdotali, e per fare voti per la vita avvenire. Essi levando le loro mani in preghiera a Dio, otterranno benedizioni su di noi, affinché fioriscano di quando in quando, nuove vocazioni sacerdotali.
Pregustando la gioia della festa, auguriamo ai due venerandi Sacerdoti, copiose benedizione dal cielo, per molti anni ancora.
La Festa dei Fanciulli. Domenica 19 luglio con il programma consueto si è celebrata la festa. Cento e più bambini si sono trovati in chiesa per la Messa e la Santa Comunione, furono serviti di colazione, composta di un pacchetto di biscotti e cioccolate, provvista dalla Patronessa della festa, la sig.ra Angiolina Parpinelli. I cari bimbi non avevano mai avuto una colazione tanto elegante, giravano e rigiravano il bel pacchetto senza avere il coraggio d’aprirlo, prima di averlo fatto ammirare dai loro genitori. Al pomeriggio la processione, con un itinerario un po’ migliorato ed allungato. Poiché per gentile concessione dei Signori Giordani, la processione attraversò il cortile della loro villa, ricco di fiori e di verde. I piccoli priori della festa erano Cottino Albino e Bonetto Aurora, che distribuirono caramelle e immagine ricordo a tutti i duecento bambini presenti. Poi nella Cappella della Confraternita ci fu l’Accademia, preparata con cura dalla zelante vice delegata dei F.C. e direttrice delle Figlie di Maria, Lucia Gontero, aiutata dalle due Rine, dell’Associazione S. Agnese. Vennero ricordati e festeggiati con poesie, scenette e dialoghi, il Decennio della fondazione dei Fanciulli Cattolici e il 5° anniversario d’ingresso Parrocchiale del Vicario, avvenuto il 19/7/1931. Le due scuole di canto hanno intercalato alcune ottime esecuzioni a tre e a quattro voci, portando decoro e pregio alla festa.
Infine furono distribuiti i premi di catechismo ai bambini più studiosi. Eccome i nomi:
1° Premio – Martinasso Renzo, Gonnella Dario, Fiora Duilio, Saluto Mario, Novarese Franca, Bertinetto Marisa, Pereno Lidia, Frigeris Albina, Zoppetto Caterina, Lovera Giuseppina, Bonetto Irene, Elia Albina, Lanza Vittorina.
2° Premio – Andriano Mario, Rosso Albino, Ferrero Adriano, Lanza Mauro, Sibille Pierino, Cottino Giuseppe, Lupo Ettore, Elia Mario, Novarese Luigino, Bertinetto Olga, Girardi Onorina, Bergoglio Lidia, Rosso Margherita, Ortolano Adele, Bonetto Aurora, Peretti Teresa, Bruno Rina, Lanza Pierina, Garello Giovanna.
3° Premio – Sacchetto Ettore, Lanza Aldo, Bonetto Firmino, Cottino Albino, Gontero Luciano, Lupo Emilio, Andruetto Gemma, Gardois Olga, Fiorio Angiolina, Andruetto Nelda, Boetto Delfina, Andruetto Rita, Rolando Michelina, Ronco Teresa, Gonella Elvira, Martinatto Rosina.
Nozze d’oro. Domenica 19 luglio è stata una giornata di straordinaria letizia in casa del sig. Moda G. Battista, poiché con la sua consorte Maria Zoppetto, celebravano 50 anni di matrimonio. Alla loro gioia ha partecipato anche la parrocchia, perché essi sono nati tutti e due qui e qui si sono sposati nel 1886. Registriamo volentieri la loro festa, perché essi la vollero celebrare cristianamente in modo esemplare accostandosi tutta la famiglia alla S. Comunione ed intervenendo alla S. Messa in modo solenne. Le note dell’organo aggiunsero festosità alla funzione, durante la quale il Vicario disse parole di circostanza.

Settembre 1936

La Voce del Pastore. Qui nella nostra parrocchia, nell’agosto del 1886, avevano celebrata la loro prima Messa, sono tornati domenica 23 agosto don Francesco Burdino, Canonico, e don Giovanni Martinatto, per celebrare il loro aureo giubileo sacerdotale, cioè il 50° anno di Messa. Attorno ai due venerabili Sacerdoti, che sono vanto e gloria per la nostra parrocchia, si sono raccolti tutti i parrocchiani, prendendo parte al loro giubileo. Il can. Baudino, ha cantato la Messa solenne, e il rev. don Martinatto, ha cantato i Vespri e data la benedizione solenne. Facevano corona ai festeggiati, tutti gli altri sacerdoti della parrocchia, venuti appositamente, cioè il Teol. Gajdo, don Fiora, il Teol. Frigeris e don Martinasso. Le bandiere di tutte le Associazioni Cattoliche parrocchiali erano presenti alle funzioni, i nostri cantori hanno eseguito alla perfezione, musica scelta, degna della circostanza. L’occasione della festa del Sacro Cuore di Maria, che celebravamo in detto giorno, ha contribuito a dare maggiore grandiosità alla dimostrazione di affetto e di stima ai due cari Sacerdoti. Nessuno meglio del Teol. Gajdo, avrebbe potuto adempiere, con parole scultorie, un discorso appropriato. Ricordando le doti, la vita feconda di attività sacerdotale, esercitata in 50 anni dai due degnissimi Ministri del Signore. La festa ha lasciato in tutti noi ottima impressione, non v’è dignità più grande a quella di ministro dell’Altissimo, è quindi doveroso rendere, solenni onoranze ai Sacerdoti, tanto più che sono della nostra parrocchia. Facciamo voti perché la festa si possa ripetere fra 10 anni, per il loro giubileo sacerdotale di diamante.
Il nuovo Seminario. I sacerdoti vengono preparati al loro ministero nei Seminari. Orbene tutti sanno che il nostro Arcivescovo, ha posto mano alla costruzione di un nuovo seminario per i Chierici. Quest’opera grandiosa devono concorrere i fedeli dell’Archidiocesi. Alla fine di questo mese, anche nella nostra parrocchia farà il suo primo versamento delle offerte finora raccolte pro Seminario. Si ricorda che tutti possono contribuire, versando il proprio obolo, depositandolo presso l’ufficio parrocchiale o nella cassetta apposita che si trova in chiesa. Ricordate che in quel seminario passeranno non solo i Chierici, che a Dio piacendo sorgeranno nelle buone famiglie della parrocchia, ma quelli che divenuti poi Sacerdoti, verranno qua a beneficare la parrocchia come Parroci, o come Viceparroci.
Il Teologo Frigeris nominato Rettore. Abbiamo appreso la notizia con grande piacere, che S. E. il Cardinale Arcivescovo di Torino, ha nominato il Rev. Teol. Michele Frigeris, nostro parrocchiano a Rettore della monumentale Chiesa di S. Francesco di Assisi in Torino. Il bollettino della Chiesa suddetta, pubblicando la notizia, fa meritati elogi al Rev. Teol. Frigeris, per le sue doti di mente e di cuore, essendosi egli formato alla direzione e agli esempi di Sua Eccellenza Mons. Giov. Pinardi, del quale da 18 anni è Segretario e Vicecurato nella parrocchia di S. Secondo. La sua nuova carica a cui fu assunto il rev. Teologo, è pertanto un meritato premio alle sue virtù, mentre è pure un nuovo e vasto campo, dove egli potrà esercitare il suo zelo apostolico.
Offerte Pro Bollettino. Nel ringraziare gli oblatori ordinari, segnaliamo qualche nominativo di rilevo come il prof. Barberis, don Fiora, don Giov. Martinatto, la Maestra Griva, la famiglia Giordani, in tutto abbiamo raccolto la somma di 256 lire.
Adunanza Soci Azionisti dell’Asilo. Nell’adunanza tenutosi il 15 agosto scorso, con il voto di 30 azionisti, sono stati eletti Amministratori del nostro Asilo Infantile i signori Lanza Antonio, Andruetto Battista e Bertinetto Antonio. Questa elezione ha bisogno di una conferma, per cui si terrà un’altra adunanza degli azionisti in questo mese il giorno 20 alle ore 17. Nell’adunanza si è parlato di costruire un nuovo edificio per l’Asilo, e tutti furono d’accordo. Per il progetto ed il preventivo si è lasciato l’incarico ad un gruppo di signore Villeggianti, che si sono prese a cuore l’iniziativa. Nella prossima assemblea, si spera di poterli comunicare ai soci.

Ottobre 1936

Censimento Parrocchiale.
I Parroci devono tenere lo Stato d’Anime, cioè il censimento degli abitanti della parrocchia, distinti per famiglia. Dopo un paziente lavoro, questo stato d’anime è stato ultimato e il risultato nella nostra parrocchia ha dato questa cifra totale 1.180 abitanti.
La frazione più numerosa è il Marchile con 225 abitanti, segue il Campetto con 186 abitanti, compresi quelli attorno alla regione S. Bernardino. Poi viene la Cappella con la Crosa con 174 abitanti. Poi Piazza con 160 abitanti, le Prese e Paperia contano 48 abitanti ciascuna. I Brentatori 51 abitante, i Lupi con i Barbosi 41. Nel conteggio non sono inclusi i garzoni di cascina, perché essi non hanno stabile domicilio. Nel censimento fatto cinque anni fa, la nostra parrocchia contava 1232 abitanti, ora si dovrebbe constatare una diminuzione di oltre 50 persone, vale a dire circa 10 persone di meno all’anno. Quale la causa? Non è la morte, poiché in cinque anni (1931-35) sono morti n° 74, mentre i nati furono 85. La causa è l’emigrazione, perché diverse famiglie per ragioni di lavoro, sono andate ad abitare altrove. Un’altra causa sono l’esodo delle spose, di fatti nei cinque anni suddetti, in cui si celebrarono 56 matrimoni, uscirono dalla nostra parrocchia 38 spose, e ne entrarono pochissime. Ringraziamo Dio, che fra noi non esiste la piaga della denatalità, ma auguriamoci che le brave e ricercate spose della nostra parrocchia, invece di prendere il volo, trovino da fermarsi nel territorio della nostra parrocchia.
Un Parroco Santo per l’abolizione dei Balli. I Santi ci vengono dati perché li ammiriamo nelle loro opere e li imitiamo nei loro esempi. Illuminati da Dio in modo speciale, sanno meglio giudicare le persone e le cose. Vediamo quello che pensasse e come abbia operato a riguardo del ballo il Santo Curato d’Ars, San Giovanni Vianney. Togliamo dalla storia della sua vita quanto qui pubblichiamo, e in seguito.
“Il popolo di Ars era ardentemente portato ai piaceri. Il ballo soprattutto era il passatempo favorito della domenica e delle feste. Tanto fu detto intorno ai pericoli che questo divertimento può recar seco. La danza è rare volte un innocente esercizio; ma nelle campagne, da quel facile abbandonarsi a troppa dimesticatezza, da quella libertà non consueta da alcuna grave e prudente sorveglianza, dal niun ritegno imposto dal rispetto e dalle convenienze, ritrae carattere particolarmente pericoloso. I giovani ritrovano esca alle loro passioni, le giovinette vi perdono insieme col pudore il gusto della pietà ed il sentimento delle semplici gioie. Il Curato d’Ars vi scorgeva l’ostacolo principale ai suoi progetti di riforma.
Un dì gli viene detto che un menestrello è giunto nella sua parrocchia e che si appresta a far ballare. – Amico mio, voi fate un brutto mestiere che non può essere benedetto da Dio. – Ma, signor Curato, bisogna pur vivere. – Si, amico mio, ma bisogna anche morire, e temo che non vi troviate bene per aver vissuto in tal maniera. Su via dunque, facciamo fra noi due un contratto. Quanto vi danno al giorno? – Venti franchi. – Eccovene quaranta e lasciateci in pace”.
Ballerini castigati,Un giorno, raccontava il Santo Curato ai suoi fedeli, un giorno Sant’Eligio, recando il viatico ad un ammalato, passò da una piazza dove si ballava. – Mettiamoci in ginocchio disse uno dei danzatori; ma un altro rispose con un’orrenda bestemmia. Sant’Eligio uditala, esclamò: puniteli, o Signore! E tutti caddero morti sul colpo. Sant’Egidio li risuscitò e poi disse: fate o Signore che essi vedano quale corteo abbiano attorno. E si videro circondati da demoni. Vedete o fratelli miei, coloro che entrano in un ballo lasciano alla porta il loro Angelo Custode e in suo luogo subentra un demonio, di guisa che nel ballo son tanti demoni quanti sono i ballerini. Bisogna aver smarrito l’intelletto per andare alla danza, quando si sa che la danza popola l’inferno”.
I fanciulli devono venire alla Messa grande dei giorni festivi e fermarsi per il Catechismo.

Col bollettino di ottobre viene allegato un foglio pro Asilo Infantile S.Vito che dice così:

Parrocchia di S. Vito – Comune di Piossasco.
Ill. mo Signore,
Non sarà da Lei certamente ignorato che il fabbricato, ove ha sede il nostro Asilo Infantile, non corrisponde più alle esigenze moderne, sia per il lato igienico, sia per le condizioni stesse del fabbricato.
Considerato poi lo sviluppo preso da questa Istituzione che è tanto apprezzata da tutti e specialmente dai Genitori, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere dei Sigg. Azionisti, ha formulato il progetto di costruire un nuovo, per quando modesto, edificio, che corrisponda alle attuali norme regolamentari prescritte dalle Superiori Autorità.
Per dare corso a tale progetto, occorrono i mezzi, di cui l’Asilo è completamente sprovvisto. Una persona benefica, conscia dell’utilità e necessità dell’opera, ha già offerto un terzo della somma minima occorrente per la costruzione; mentre per il resto, questo Consiglio intende fare appello alla carità e generosità dei singoli.
Incitati dalle parole di Gesù Cristo, l’Amico Divino dei pargoli, che disse: “Quello che farete per uno di questi piccoli, sarà come fatto a me stesso”, rivolgiamo fervida preghiera, affinché ognuno faccia tutti il possibile per aiutarci a raggiungere lo scopo prefisso, per il bene dei numerosi bimbi che frequentano l’Asilo, ed a decoro del Comune e della Parrocchia.
L’unito tagliando dovrà essere riempito e firmato per essere trasmesso al sottoscritto Presidente dell’Asilo con cortese sollecitudine prima del 20 ottobre prossimo.
Constatata la sufficienza della cifra totale, a cui le offerte potranno arrivare, si darà inizio subito ai lavori.
Con ossequio.
Don Giuseppe Fornelli - Vicario
Piossasco, 1 ottobre 1936

Novembre 1936

Associazione San Vito. C’è un grande movimento nel nostro mondo giovanile, insomma c’è chi ritorna e chi parte. L’alpino Giovanni Gorrea, che questa estate ha scalato le più alte vette delle Alpi comprese tra Cuneo e Aosta, è ritornato a casa con tanto di congedo. E’ partito Fiora Vittorio, il quale pur lodando gli Alpini, ha preferito restare a Torino fra i gloriosi fanti del 92° reggimento. L’aviere montatore Andruetto Michele, per mezzo del treno si può dire che ha volato da Bresso milanese fino a casa dove passerà alcuni giorni di licenza, e partirà nuovamente. Una breve puntatina l’ha fatta l’alpino, anzi il caporale Lovera Giuseppe, che dopo i campi estivi e le intrepide ascensioni alpine, ha fissato il suo domicilio a Pinerolo, ove a sede il famoso battaglione Fenestrelle a cui egli appartiene. Anche Angelo Mola, ebbe l’ambito premio di alcuni giorni di licenza, con la speranza di ritornare presto borghese. Sappiamo che da più di un anno che non si fa vedere, e avremo tanto piacere di rivederlo e riabbracciarlo è Michele Elia, che tuttora è in Africa Orientale, scrive sovente, manda buone notizie di salute, ma del suo rientro non si sa nulla. Possiamo immaginare quanto sia il desiderio di tornare alla sua famiglia e alla sua parrocchia. Anche all’interno della Associazione di A.C. sono soldati, ecco che vengono rimpiazzati subito quelli che sono partiti. Difatti al posto di Mola Angelo presidente, è subentrato Lanza Livio, al posto del delegato Aspiranti Fiora Vittorio, si è messo Bonetto Mattia.

Dicembre 1936

La Voce del Pastore. L’opera che ci sta tanto a cuore è questa: l’Asilo, nostro grande desiderio, la nostra grande ansia. Per un paese, per una parrocchia è utile ed indispensabile un Asilo Infantile più che un Ospedale. Per l’Ospedale pochi possono usufruirne, all’Asilo invece tutte le famiglie possono mandare i loro bambini. La nostra raccolta di adesioni con la sottoscrizione, in questi momenti di crisi, ha avuto risposta in diversi parrocchiani, che abbiamo già raggiunto la quota di dieci mila lire. Ma si prevede che la cifra aumenti ancora, questo ci incoraggia, tanto più che è certo che quelli che hanno sottoscritto, aggiungeranno altre cifre prima che l’edificio dell’Asilo sia terminato. Ci sono dei bei esempi di diverse famiglie, le quali hanno fatto le loro oblazioni a ricordo e in suffragio dei loro Defunti. Esempi dati da persone povere, che vivono quasi di elemosina, hanno voluto fare il sacrificio di cinque o dieci lire per aiutare l’Asilo. Questo è veramente spirito di virtù e fede cristiana. Anche da fuori Parrocchia, in Piossasco, sono giunte delle soddisfacenti e generose adesioni. Ricordiamo fra queste quella della sezione dei Combattenti, per mezzo del suo Presidente Candido Mondino; quelle dei due Medici di Piossasco, cioè del Medico Condotto Dott. Silvio Silvani, e dell’Ufficiale sanitario Dott. Francesco Alfano.
Celebrazione del 28 ottobre. Nel primo anno dell’Impero, era giusto che la celebrazione assumesse un’insolita grandiosità, perché la marcia su Roma di 14 anni fa, segnò la prima tappa di quella ascesa verso la gloria dell’Impero e del mondo.
Il nostro segretario politico, sig. Nicolò Doglio, aveva rivolto l’invito a tutte le Associazioni fasciste, in cui si diceva che dopo l’inaugurazione della lapide a ricordo della fondazione dell’Impero, si sarebbe composto un corteo per recarsi nella chiesa parrocchiale di San Vito, ove a cura del Fascio si sarebbe celebrata una Messa solenne in ringraziamento e di esaltazione dell’eroico sacrificio dei gloriosi Caduti per la Rivoluzione Fascista. Tutto fu svolto con inappuntabile disciplina, di modo che alle ore 10,30 il corteo con a capo le Autorità e Gerarchie locali, accompagnato dalla banda musicale di Piossasco, giungeva alla nostra Chiesa, imbandierata e parata a festa, la riempiva completamente, formando un magnifico spettacolo. Celebrò la Messa il Vicario, che ringraziò il segretario per la bella riuscita della cerimonia, e per l’onore recato alla nostra comunità. Le due cantorie delle due parrocchie di Piossasco, hanno eseguito in perfetto affiatamento musiche del Perosi, sotto la direzione del sig. Lanza Giovanni, all’organo sedeva il giovane Vittorio Mondino. I tricolori dei nostri vessilli delle nostre Associazioni hanno sventolato accanto a tutte le bandiere delle Associazioni comunali. Espressione vivissima della sincera collaborazione tra tutti i cittadini nell’esaltazione della Religione e della Patria.
Il 4 novembre, anniversario della Vittoria, su iniziativa del presidente della sezione Combattenti, sig. Candido Mondino, si sono svolte funzioni e cerimonie solenni nella parrocchia di San Francesco, con molta partecipazione da parte dei cittadini.

Gennaio 1937

La Voce del Pastore. Incominciamo questo nuovo anno con un importantissimo triduo di predicazione contro la bestemmia, predicato dal Padre Enrico Cappuccino. L’uomo, quale miserabile osa rivoltarsi contro il suo Dio, che è il suo più grande benefattore. Questa piaga infettiva, dilaga anche nelle nostre campagne. Il contadino che vive fra le bellezze della natura, dovrebbe sentire di più la grandezza di Dio, la riconoscenza verso di Lui ed il rispetto verso il Suo Nome. Ma non è sempre così. Il fatto è, che da qualche anno a questa parte, non si bestemmia più tanto, perché è intervenuta la legge che punisce i bestemmiatori. Non bastano le leggi umane, bisogna che sia sentita dal cuore e rispettata la legge divina. Bisogna persuadere i bestemmiatori della gravità della bestemmia che è un orribile peccato, far capire che è segno di bassezza d’animo e di vergognosa ignoranza. Fiduciosi che questo triduo sarà un efficace richiamo ai bestemmiatori perché si correggano, e per gli altri perché facciano atti di riparazione a Dio. Certamente le tante calamità che incombono sulla terra, rendendo triste e difficile la vita umana, miglioriamoci combattendo il grave vizio della bestemmia.
Le adesioni per l’erigendo Asilo. Stanno arrivando con un po’ a rilento le adesioni per il nuovo Asilo. Ai ritardatari, ai dubbiosi, ai negativi basati chissà da quali pretesti, si addita alle brave famiglie della frazione Prese, pur sapendo di non usufruire dell’Asilo, tuttavia rispondono con prontezza e secondo la loro possibilità. Si tratta di un’opera di beneficenza della propria parrocchia, questo basta, ce n’è a sufficienza per chi ha buona volontà. Il tempo cammina e non vogliamo stare indietro, perché col tempo cammina il progresso. Vogliamo vivere nello spirito fascista che tutto migliora e trasforma, non come qualcuno ha suggerito di rimanere nei vecchi e inadatti locali dell’Asilo. Puntiamo sulla data del 28 ottobre 1937 dove si possa inaugurare solennemente la nuova sede dell’Asilo San Vito. Le preghiere dei bimbi affrettino la gioia di questo avvenimento, ed ottengano da Dio particolari benedizioni sui benefattori.
Vita Parrocchiale.
S. Barbara a San Valeriano. Sotto la guida saggia e paterna del sig. Giacomo Chiosso, gli operai della Cava di pietra presso la Cappella di S. Valeriano, hanno la lodevole usanza di celebrare ogni anno la festa di S. Barbara, che essi considerano come la loro celeste Patrona, facendo dire la Messa nella Cappella suddetta. La festa quest’anno ebbe una maggior solennità per il fatto che venne benedetto ed inaugurato un grande quadro della Santa, sorretto da una mensola di graniglia gettata dal sig. Nino Fornatto. Il Vicario nel procedere alla benedizione dell’artistico quadro, ha detto delle appropriate parole, ha spiegato l’influenza che le immagini sacre hanno sulla nostra pietà, ed ha notato che quest’opera in onore di Santa Barbara, compiuta per iniziativa del sig. Chiosso, segno di devozione da parte degli operai della Cava, è pure un abbellimento della Cappella. La funzione, compiuta venerdì 4 dicembre, alle ore 9, alla quale erano presenti tutti gli operai, riuscì bella e suggestiva.

Febbraio 1937

Il Pazzo Carnevale. Viene chiamato pazzo, questo mese del carnevale, perché sembra far impazzire gli uomini. I quali in questo periodo esagerano in divertimenti e in sollazzi, calpestando le sacri leggi della modestia e della temperanza. L’onesto sollievo, con divertimento dignitoso nessuno lo nega. Serietà e dignità dovrebbero assolutamente impedire tutto ciò che è incitamento al mal costume. Certamente conosciamo il buon senso dei parrocchiani, che ripugnano le veglie ed i balli, in questo mese bisogna fare azioni riparatrici per i tanti peccati che si commettono in questo pazzo mondo. I folli divertimenti finiranno, le buone opere invece dureranno in eterno. Il vostro fervore di fare il bene continui nella Santa Quaresima, che sarà un altro periodo opportuno per pregare e mortificarci.
Movimento demografico nel 1936.
Battezzati: n° 16 – Morti: n° 14, tra i morti notiamo cinque infanti sotto i 15 anni, la più anziana è la contessa Filippi Ernestina di anni 93 – Sposati n° 13.
Anche nel 1936 la battaglia demografica è stata vinta, perché i nati superano i morti. Tuttavia si nota un gran esodo delle spose, di fatti anche quest’anno su 13 matrimoni, una decina di spose sono uscite dalla parrocchia, e da fuori sono arrivate forse una. Per rimediare a questo sarebbe bene che i non pochi, i quali stanno invecchiando nel celibato si decidessero a fare il grande passo.
Asilo Infantile S. Vito. Domenica 17 gennaio scorso, si è tenuta l’adunanza del Consiglio di Amministrazione, nella quale il Presidente ha comunicato che il Comune, in sostituzione del sig. Romano Edoardo che per l’avanzata età non poteva essere rieletto, ha nominato il sig. Bruno Aldo di Angelo, quale suo rappresentante in seno al Consiglio, nomina che è piaciuta a tutti. Si è quindi proceduto alla votazione del Vicepresidente, carica ricoperta dal Romano, ed ora risulta eletto il sig. Lanza Antonio. A segretario viene nominato il sig. Rag. Guido Parpinelli.
Dopo si passò allo scottante tema dell’edificio. Si farà. Non si farà? Quando? Dove? Tutte domande che ci sentiamo rivolgere da molti, si può rispondere che il lavoro per raggiungere tale scopo non a tregua, perché sono tante le difficoltà che si incontrano e speriamo di vincerle.
Festa della Madonna delle Grazie. Celebrata nella Cappella del Prarosto, martedì 9 febbraio corrente. Ore 9 Messa cantata alla Cappella; ore 16 Benedizioni in Parrocchia, i confratelli e le consorelle della Confraternita faranno la processione. Alla fine della Messa si benediranno le campagne. I rettori sono Novarese Luigi e Ruffinatto Carlo.

Marzo 1937

Asilo Infantile S. Vito. Nel fausto giorno della nascita del Principino di Napoli, il presidente dell’Asilo, interpretando i sentimenti dei bimbi del nostro Asilo, ha inviato in loro nome una lettera di felicitazione ai Principi del Piemonte, i quali si sono degnati di rispondere con il seguente telegramma: “Le Loro Altezze Reali i Principi di Piemonte m’incaricano ringraziare cordialmente per le gradite felicitazioni di cui Ella si è resa interprete. F.to Generale Ajmonino”
Necrologi. In questi mesi sono andate in cielo tre donne che per la nostra parrocchia sono state esempio vivo di fede cristiana.
Bergoglio Margherita. Anni 76, molto istruita in religione, recitava bene il Confiteor, aveva imparato, nonostante la sua età, l’atto di dolore secondo il Catechismo attuale, quante donne anche giovani, non sono ancora riuscite a tanto. Sentendosi mancare, volle farsi leggere le preghiere del pio esercizio della buona morte. Nella sua umiltà non osava chiedere a Dio, che dopo morta la mettesse in paradiso, ma si appellava alla sua volontà.
Spesso Maria d’anni 72. E’ stata una martire, un esempio meraviglioso di sacrificio e di sofferenza. Da cinque anni non poteva più venire in chiesa, né uscire da casa, tormentata da frequenti crisi di dolore, eppure mai un lamento uscì dalla sua bocca. Rassegnata perfettamente ai divini voleri, santificava i suoi patimenti pregando e leggendo libri di devozione. Riceveva con devozione la santa Comunione, e si sentiva subito bene e si riprendeva. Qualche volta pareva che la SS. Comunione bastasse a tenerla in vita, non potendo più nutrirsi.
Era iscritta al gruppo Donne d’A. C.
Rettori e Rettrici per l’anno 1937.
Compagnia del SS. Sacramento. – Sigg. Spesso Giacomo e Martinatto Giovanni – Zoppetto Virginia e Giordana Maria.
Compagnia della Madonna. – Sigg. Bertinetto Giuseppe e Martinatto Clemente – Destefanis Angela e Teresa Cottino.
Compagnia del Suffragio – Sigg. Caro Luigi e Frigeris Guglielmo – Lanza Margherita e Paola Lovera.
Compagnia della Confraternita. Sigg. Gardois Francesco e Bonetto Angelo – Bertinetto Maria e Francesca Buttigliengo

Aprile 1937

Festa di San Giuseppe. Elenchiamo solo i punti salienti della grandiosa festa del Parroco, ricorrendo l’onomastico del Vicario. La festa che fu preparata con grande impegno dal Consiglio Parrocchiale, si è svolta in un clima tutto spirituale, tante comunioni e preghiere per il parroco. Ecco che l’Associazione Santa Agnese, che presenta all’Assistente Ecclesiastico e Pastore la sua offerta spirituale di 150 comunioni sacramentali, n° 15 Messe ascoltate e n° 300 Comunioni spirituali n° 1020 fioretti spirituali. Le Piccolissime, le Beniamine e le Aspiranti della suddetta Associazione, che esultanti nella lieta ricorrenza, offrono un piattello nuovo per la Santa Comunione e n° 500 ostie piccole e n° 50 ostie grandi.
Nel pomeriggio fra il vivo entusiasmo ebbe luogo una brillante accademia, nella quale diedero il miglior risultato i bei Cori musicali, eseguiti dalle due scuole parrocchiale di canto dirette dal sig. Giovanni Lanza e Gabriele Pipino. Il presidente del Consiglio Parrocchiale Pipino, aprì l’accademia, leggendo un indirizzo d’omaggio in nome di tutti gli organizzatori e dei parrocchiani. Si susseguirono con poesie, dialoghi e discorsi, Marina e Albina per la sezione Piccolissime; Gorrea Rina per le Beniamine, per le Aspiranti Lanza Pasqualina. Pereno Lidia per tutte le Associazioni, Lanza Livio per l’Associazione S. Vito; Garello Rina per l’Associazione S. Agnese; Andruetto Elio per i fanciulli cattolici, Stranieri Giovanni per i chierichetti, Pereno Secondina per il Gruppo Donne, Gajdo Giuseppe per i Cantori, Martinasso Pierina per la Scuola femminile di canto, Gontero Lucia per le Figlie di Maria. In fine viene offerta al festeggiato una busta con la somma di lire 300 a favore dell’erigendo Asilo nuovo, raccolte tra le Associazioni col concorso d’alcune gentili signore. Viene messo in evidenza dal festeggiato, il cammino ed il lavoro svolto dal 1931 ad oggi. Le spese fatte per abbellire la chiesa, la costruzione dell’oratorio e la sede della Associazione maschile, per riadattare la casa canonica, oltrepassando la cifra di cento mila lire, tutto pagato. In progetto per l’avvenire c’è il nuovo Asilo, l’altare del Sacro Cuore, il Battistero da rifare, l’orchestra e l’organo da ricostruire. Tutti questi progetti si realizzeranno, con la collaborazione dei Parrocchiani.
Festa di S. Valeriano. Si celebrerà il 21 aprile nella Cappella a Lui dedicata, con una Messa cantata alle ore 9, si farà la solita processione dalla Confraternita, con la benedizione delle campagne. I rettori della festa sono Antenore Riboldi e Giacomo Chiosso.
Offerte pro bollettino. Segnaliamo le offerte per il bollettino, ricordando i nomi più significativi come il dott. Alfano, il Cav. Uff. Brunicardi, la famiglia Boneschi, il dott. Crescio, la Contessa Filippi di Bandissero, il Conte Lajolo Avv. Carlo, la Maestra della Maddalena, Donna Clotilde Martina, per un totale di lire 412.

Maggio 1937

Festa di S. Valeriano. Celebrata il 21 aprile, per i felici accordi intervenuti, tra il Vicario e il Segretario politico, la festa è riuscita quest’anno una magnifica esaltazione della Giornata del Lavoro. Non si era mai visto tanta gente attorno alla storica Cappella di S. Valeriano. C’erano i Bimbi dell’Asilo, Scolaresche ed Insegnanti, Balilla e Piccole Italiane, Giovani e Donne Fasciste, Avanguardisti, Fasci Giovanili e Fasci di Combattimento, Camice nere, la Banda Musicale, Combattenti, Associazioni d’Azione Cattolica. Insomma tutte le Istituzioni e Organizzazioni piossaschese presenti, schierate sullo spiazzo davanti alla Cappella, in una cornice vivente di una folla innumerevole. Si è eretto un altare davanti alla facciata della Cappella, adorna di tricolore, celebrò la Messa, il prof. don Tonietti salesiano, il quale al vangelo tenne un elevato e patriottico discorso, elogiando l’iniziativa di santificare la festa del lavoro con una funzione religiosa. Ha tracciato un opportuno parallelo tra il lavoro ordinario e pacifico del lavoratore italiano, assistito nel Regime Fascista da tante provvidenze sociali, e il disordine, le devastazioni e la fame, in cui vivono gli operai nei paesi rossi, in Spagna specialmente, da cui il rev. don Tonietti dovette ultimamente fuggire dopo 32 anni passati in quella Nazione. Alla fine della Messa il Segretario politico, sig. Doglio, ha pubblicamente ringraziato l’oratore, dichiarando di essere soddisfatto della festa. Durante la Messa, le due scuole di canto eseguirono mottetti a tre e a quattro voci. Attorno all’altare facevano corona una selva di bandiere, stendardi gagliardetti. A fianco del segretario e della Segreteria politica, e del signor Commissario prefettizio Luigi Boursier, stavano tutte le Gerarchie fasciste locali. Al sig. Doglio va tutto il nostro elogio per la geniale iniziativa, che è riuscita con comune soddisfazione di tutti, con l’auspicio di sempre più grandi successi, per l’unico bene del paese nella completa armonia di tutti. I rettori della festa sono stati i sigg. Ribaldi Antenore e Giacomo Chiosso, i quali hanno provvisto per i preparativi della festa, anche per un prezioso servizio di dolci e bibite alle Autorità e ai cantori. Per il prossimo anno hanno eletto i rettori, sigg. Lanza Antonio e Borgi Celestino.

Giugno 1397

Un’altra festa dobbiamo celebrare con tanta solennità, ed è la festa patronale di S. Vito, titolare della nostra parrocchia. Fin dai tempi antichi, S. Vito fu scelto a patrono del territorio di questo paese. Troviamo anche un’iscrizione sopra il coro della chiesa, che dice: “Vito Patrono pietas Plossasci in bello Sacrat 1704”. Poiché nel 1799, la parrocchia si è scomposta ed è nata la parrocchia di San Francesco, le cose non devono essere cambiate. Rivolgeremo pertanto il nostro invito alle Autorità e Gerarchie locali, perché vogliano onorarci della loro presenza alla Processione, che si svolgerà nel pomeriggio. Rendendo così la festa grandiosa, che celebreremo il 20 corrente, con tutte le bandiere e tutte le Compagnie religiose, tutte le Associazioni d’A.C. Rettori e Rettrici, Scuole di canto, tutti siamo mobilitati per la gloria del nostro Santo patrono.
Una raccomandazione, in questo periodo estivo: non lavorate di festa se non per una vera necessità.
Prima Comunione. Il 16 maggio scorso, si è celebrata una bella e suggestiva funzione di prima Comunione, compiuta sotto il sorriso della Madonna. Dodici bimbi e dodici bambine, esattamente 24 comunicandi, che presero posto nei banchi appositamente preparati, ed assistiti dalle Rev. Suore dell’Asilo. Belli e graziosi come Angeli, impazienti di ricevere il primo bacio di Gesù. Grande commozione di quelli che assistevano, il grande momento venne e lo ricorderanno i bimbi come il più bello della loro vita. Dopo la funzione in chiesa, sono passati nella sala parrocchiale, dove furono serviti di una dolce colazione preparata dalle Dirigenti dell’Associazione S. Agnese. La patronessa della festa, la Sig.ra Angela Parpinelli, ha regalato ai bimbi, un’artistica Immagine ricordo, e un grosso sacchetto di caramelle e cioccolatini. Genitori e parenti assistevano con l’anima in gola, facendo in cuore voti a Dio per i bimbi, e incoraggiati dall’invito del Vicario, dicendo che se volete che questi bambini si conservino buoni per l’avvenire, istradandoli nell’A. C. che è un gran mezzo moderno di prevenzione dal male e di formazione alla virtù. Il premio di prima Comunione, istituito dalla signora Maddalena Schaeffer, è stato assegnato alla bimba Olga Ferrero, e consiste in un elegante libro della Vita della Madonna.
Associazione S. Vito.
Dopo un anno, è tornato da soldato Angelo Mola. In un’adunanza generale egli ha ricevuto il saluto affettuoso dei soci, ed è stato rimesso nella carica di presidente, la quale era stata coperta nel frattempo la Livio Lanza. Così l’associazione riprende il suo ritmo accelerato d’attività; sarà ancora meglio, quando sarà fra noi il carissimo Elia Michele, il quale si sta imbarcando dall’Africa Orientale.
Nozze d’Oro.
Due famiglie in festa per le Nozze d’oro. Sono fatti importanti che registriamo volentieri. Domenica 25 aprile scorso, celebrarono il cinquantennio del loro matrimonio i coniugi Destefanis Giovanni e Lucia. Si presentarono in Chiesa alle ore 10,30 per la messa cantata in musica. Presero posto in un banco appositamente preparato, mentre facevano corona i figli, i nipoti, ed i parenti.
Sabato 22 maggio scorso, anche i coniugi Mola Luigi e Angela, si presentarono in chiesa alle ore 9,30 per ringraziare Dio di aver concesso a loro 50 anni di vita matrimoniale prospera e feconda. Tutti gli otto figli con le rispettive famiglie, erano presenti e si accostarono alla SS. Comunione. Una speciale benedizione del Sommo Pontefice, arrivò da Roma. I festeggiati, a ricordo della data, vollero donare alla Chiesa una bella tovaglia d’altare, che fu usata per la prima volta in quel giorno.

Luglio 1937

La Voce del Pastore. Nella cronaca della Vita Parrocchiale i dettagli delle due grandi manifestazioni religiose, che si sono svolte nella nostra parrocchia: la Festa del Corpus Domini e la festa di S. Vito. Ne accenniamo appena per poter esprimere la grande soddisfazione per la loro riuscita. Molti parrocchiani sono intervenuti numerosi alle processioni, con disciplina e devozione. La devozione porta l’ordine, la devozione genera la religiosità. Così mentre si dà gloria a Dio, si dà esempio di vera fede. Un ringraziamento va ai Dirigenti delle Associazioni e Compagnie per la loro opera nell’organizzazione, non lavoriamo invano, coltivando in parrocchia la vita delle Associazioni. Nella festa del Corpus Domini, abbiamo notato la grande signorilità con cui la famiglia Martina, abbia ricevuto nelle mura del castello la processione, e con grande sfarzo e magnificenza abbia onorato Gesù Sacramentato. Ad essa va il nostro ringraziamento e tutta la nostra riconoscenza.
Nella festa di S. Vito, nel pomeriggio alla processione siamo stati onorati dall’intervento delle Autorità civili, politiche e dalle Gerarchie fasciste.
Corpus Domini. La processione non si è svolta alla frazione Marchile, come si era detto, ma su al Castello e di mattino, dopo la Messa grande. Questa fu celebrata alle ore 10 dal Rev.Teol. Gajdo, curato di S. Agostino in Torino. La nostra scuola di canto maschile, ha eseguito per la prima volta la “Missa seconda” del Padre Moreno. Quindi si svolse la processione, salendo su tra gli incanti della natura, fino al Castello, che era sfarzosamente pavesato, tutto addobbi e fiori, tutto in festa. Il rev. Gajdo recava il SS. Sacramento, alla porta della tenuta del castello, fu ricevuto dai due figli della Contessa Clotilde Martina Mocchia di Coggiola, i quali con le torce accese in mano, accompagnando Gesù Ostia al loro Castello. Il Santissimo fu deposto su un altare eretto all’aperto, i cantori eseguirono un Tantum ergo dall’alto della loggia del castello. Dopo il rev. Teol. Gajdo disse parole di fede eucaristica, terminando con un elogio ai nobili castellani che avevano data ospitalità al Signore. Impartita la benedizione eucaristica, la processione ritornò alla chiesa dove la funzione finì alle ore 12.
Onoranze ad un reduce. E’ ritornato, dopo 19 mesi di permanenza in Africa Orientale Elia Michele. Che fu già presidente del nostro consiglio parrocchiale d’A.C., presidente della sottofederazione giovanile di Piossasco e membro della direzione dell’Associazione S. Vito. Il suo ritorno ha suscitato una grande gioia nelle file dell’A.C. parrocchiale. A lui è stata improvvisata, domenica 13 giugno, una festicciola con l’intervento delle quattro associazioni, una piccola accademia si è aperta e chiusa con il canto di canzoni dei Legionari. Al Reduce ha portato il primo saluto Gabriele Pipino, quale presidente del Consiglio parrocchiale. Hanno letto indirizzi d’omaggio e di felicitazioni il presidente dell’Associazione S. Vito, Mola Angelo e la presidente dell’Associazione S. Agnese, Rina Garello. Il fanciullo Giovanni Stranieri e la beniamina Lidia Pereno, hanno declamato poesie vibranti d’esultanza e di gioia. Il Vicario ha spiegato i motivi che giustificano pienamente l’omaggio festoso al soldato Elia, il quale tenne sempre nell’A.C. importanti cariche; si dimostrò sempre vero ed integro milite, da lontano in Africa, si è sempre interessato delle vicende della parrocchia e di Piossasco, mantenendosi in corrispondenza con le più alte personalità civili e religiose del nostro paese. Elia, visibilmente commosso, ha ringraziato tutti, invitandoli a vivere sempre intensamente il programma dell’A.C.
Albo d’Oro pro bollettino. Ai numerosi parrocchiani oblatori, va il nostro ringraziamento. Ricordiamo inoltre le persone come il Teol. Frigeris Michele, don Giovanni Martinatto, la Contessa Palma, le rev.de Suore dell’Asilo, per la somma complessiva di lire 398.

Agosto 1937

La Voce del Pastore. Il sesto anniversario dell’ingresso del Parroco tra noi, non è passato inosservato. Con grande commozione e ringraziamenti a tutti per tanti biglietti e gli scritti che sono giunti da privati e da parte delle organizzazioni e Associazioni, per mezzo del Consiglio parrocchiale, il quale rappresenta non solo le Associazione, ma tutti i parrocchiani. I progetti fatti nel nostro quinquennio, li abbiamo già elencati, ora abbiamo numerosi lavori che ci aspettano. Ricordo il lavoro fatto alla cascina del Priore con la costruzione ex novo della casa colonica, per una spesa di circa 60 mila lire, che per facilitazione e disposizione dei miei Superiori pagherò a rate annuali entro parecchi anni. Ultimamente i giornali di Torino hanno parlato, che sotto l’impulso di S.E., il Card. Arcivescovo, i parroci siano all’avanguardia delle bonifica delle cascine. Per aderire alle direttive dell’attuale Regime fascista in merito all’agricoltura, tra le cascine migliorate hanno elencato anche la nostra. La casa colonica, in cui a novembre prossimo entrerà l’affittavolo, progettata dal geom. Morello dott. Riccardo, e costruita dai fratelli Borgi, è stata collaudata ed elogiata.
La festa del S. Cuore di Maria. Domenica 29 corrente, si è celebrata la festa con la consueta celebrità, a cura della Compagnia o Congregazione che ne porta il nome e che fu istituita in Parrocchia il 27 agosto 1865 con Decreto Arcivescovile del 1° dello stesso mese, aggregata alla Congregazione Primaria di Parigi nella chiesa di Nostra Signora delle Vittorie. Lo scopo di questa Compagnia è di ottenere la salvezza delle anime, specialmente dei poveri peccatori con l’intercessione della Madonna. Chi dunque entra a far parte della Compagnia assicura la salvezza propria e compie un divino apostolato a pro delle anime, che abbisognano di conversione. E’ utile per tutti iscriversi a questa Compagnia, ma soprattutto per coloro che desiderano la conversione e salvezza di persone della propria famiglia.
Dopo la festa del S. Cuore di Maria, si è celebrato la festa della Congregazione dell’Angelo Custode. La quale raduna ogni anno circa 50 sacerdoti, che alle ore 10, in chiesa celebrano funzioni solenni. Sarà gradita la presenza di numerosi parrocchiani, a pregare per i Sacerdoti vivi e defunti, ringraziando Dio di tanto bene che fanno alle anime per il ministero sacerdotale, supplicare il Signore che li renda sempre più degni che avere a cura e custodia delle anime.
Asilo infantile S. Vito. La sera del 4 luglio scorso, ebbe luogo nel cortile del nostro Asilo il Saggio annuale dei bimbi. Come sempre i frugoletti hanno dato un vero e proprio spettacolo, svolgendo con brio e precisione i vari numeri del programma. Molto ammirato il primo numero, un vero quadro, mentre suscitò viva ilarità il penultimo per la comicità dei due più piccoli personaggi che comicamente vestiti tentavano un balletto. Vi furono applausi senza fine per tutta la serata, al termine i bambini ebbero in dono caramelle e cioccolatini. Un elogio sincero alla rev. da Madre Superiora e alle altre Suore per i risultati ottenuti. Accorse allo spettacolo una gran folla, la quale non impedì di far notare l’assenza di molte persone, la cui presenza avrebbe avuto per noi in ambitissimo valore morale. L’incasso della serata ha superato di molto quello dell’anno scorso, con beneficio del bilancio, che ne ha tanto bisogno. Ricordiamo che un valido aiuto finanziario può essere dato facendosi soci azionisti dell’Asilo. Un’azione costa solo lire cinque all’anno e se ne possono sottoscrivere a centinaia. Gli azionisti sono pochi e molti nomi non vi figurano.
Furto sacrilegio a San Valeriano. Una brutta sorpresa abbiamo avuto nell’ultima visita fatta alla Cappella di S. Valeriano. Un largo buco tanto da potervi passare una mano, è stato praticato attraverso il muro della facciata, in modo da arrivare alla bussola interna, e prendervi i soldi. Il denaro rubato non era che poche lire, ma è l’atto sacrilego che si deve assolutamente deplorare e che dimostra la degradazione morale di quei disgraziati che lo hanno compiuto. Non sappiamo quando il fatto è stato compiuto, forse avvenne in principio di luglio, e si deve attribuire ai diversi furterelli che si sono allora verificati al Marchile e che furono attribuiti agli zingari. Diamo l’allarme perché si vigili, affinché il fatto non si ripeta più né a S. Valeriano, né in altre Cappelle.
Le Scuole di Canto in Gita. Le due scuole di canto della nostra parrocchia hanno compiuto domenica 25 luglio, la loro gita annuale. La meta fu il santuario della Madonna di Forno Alpi Graie, posto in fondo alla Val Grande, oltre Lanzo e Ceres. Hanno partecipato anche le catechiste in modo da fare il numero dei gitanti di 35. Partirono alle ore 7 da Piossasco, su un grande torpedone, e dopo un viaggio di oltre 80 km. Sono giunti a Forno alle ore 10,30 ricevuti dal Rev. parroco del luogo, il teol. Scursatore. Quindi, a piedi siamo saliti al Santuario, al quale si arriva con una gradinata di varie rampe per 366 gradini. Alla Messa, a cui assistevano numerosi villeggianti, i nostri cantori eseguirono musica del M.° Ravanello, a tre voci. Presso il santuario, sotto lo sguardo della Madonna abbiamo consumato il pranzo al sacco, godendo dello spettacolo dei grandi e perenni ghiacciai delle vicinissime montagne. Visitando il Santuario, siamo ritornati a Forno, e nella chiesa parrocchiale le nostre cantarine eseguirono in musica il Tantum Ergo, ricevendo tutti la benedizione del SS. Sacramento, con gentili parole di saluto e d’auguri da parte del rev. sig. Prevosto. Venne l’ora della partenza, erano le 17, alle 19 eravamo attesi per la cena in casa del fratello del sig. Vicario, a Cafasse. Il trattamento è stato generoso e cordiale. Il fotografo locale sig. Ascani ha tentato di fissare il meraviglioso spettacolo di una lunga tavolata con 35 commensali, ma per la mancanza di luce temiamo non sia riuscito. Dopo cena abbiamo eseguito un Concerto vocale delle due scuole di canto riunite. Vi assistevano i cantori di Cafasse, il rev. Parroco con il vice parroco, e una grande moltitudine di gente, che venne a godere lo spettacolo, pagando con calorosi battimani. Partiti che era tardi, ma soddisfatti, perché a Cafasse siamo sempre ben ricevuti con i massimi onori. In cuore ci rimane dolce ed incancellabile ricordo di una magnifica gita. Repertorio musicale. Mentre parliamo delle scuole di canto, è bene conoscere le attività delle medesime, la quale si può arguire dal ricco repertorio che ogni scuola ha in dote. Quella maschile conosce ed eseguisce n° 7 Messe da vivo di cui cinque a due voci e due a tre voci. N° 3 Messe da requiem, di cui due a due voci e una a tre voci. Conosce ed eseguisce n° 11 Tantum Ergo, di cui cinque a due voci e tre a tre voci e tre a quattro voci. Quella femminile conosce ed eseguisce n° 5 Messe a due voci, di cui due sono da requiem, n° 3 Tantum Ergo a due voci.
Lasciamo il grande numero di Mottetti, Lodi, Inni, cantate, cori, e tanti altri, che le due scuole possono eseguire in ogni circostanza sia religiosa sia accademica. Le fatiche annuali delle scuole meritano ben più che una gita per quando bella e lunga, e ben più che qualche bicchierata durante l’anno. I componenti, le nostre scuole, sono educati a cantare per la gloria di Dio, per il decoro delle sacre funzioni e per i fini artistici.

Settembre 1937

La Voce del Pastore. Il primo colpo di piccone è stato dato per demolire il vecchio e rustico caseggiato, per lasciare libera l’area sulla quale dovrà sorgere il nuovo fabbricato dell’Asilo. Finita la demolizione e sgomberato il terreno, sarà tracciata l’area del nuovo edificio e si inizieranno le fondamenta. Abbiamo piena fiducia nella vostra collaborazione, perché cessati i lavori di campagna, tutti vi presterete e volentieri per i trasporti di terra, sabbia, mattoni e di quanto sarà necessario, di modo che la spesa della costruzione possa diminuire. Intanto si spera che i materiali di costruzione possano diminuire. Questo è stato un motivo per cui abbiamo differito ad ora l’inizio dei lavori. A nome dell’Amministrazione dell’Asilo, si ricorda l’appello fervente già lanciato altre volte, di poter concorrere con le vostre generose oblazione, perché si compia questa pia e importante opera.
Furto in chiesa. Dopo il furto sacrilegio nella Cappella di San Valeriano, registriamo un altro ben più grave, avvenuto nella nostra Chiesa parrocchiale, il 25 luglio scorso del quale tutti ormai sono venuti alla conoscenza, perché i giornali ne hanno dato notizia, sebbene con qualche inesattezza. Sei bussole sono state scassinate e rotte, solo quella di S. Antonio è stata salva: il Santo ha protetto il pane dei poveri. La Provvidenza ha disposto che il ladro, un giovane di 28 anni, la sera stessa cadesse nelle mani dei Carabinieri, i quali lo sorpresero ad Orbassano, mentre contava il pacco dei soldi, composto quasi totalmente di spiccioli. In seguito alla denuncia del Parroco, il ladro fu indotto a confessare di aver rubato in parrocchia. Il parroco fu messo a colloquio con lui, su indicazioni che avevano fornito persone che lo avevano visto aggirarsi prima della rapina e scappare dalla chiesa dopo aver compiuto l’atto, si è potuto ricostruire completamente il fatto. Così tutta la refurtiva è stata riconsegnata. Dopo questo fatto, per evitare che si ripeta. La chiesa durante il giorno rimane chiusa. Frattanto tutte le bussole sono state riparate e rifatte, rafforzate per maggior sicurezza. Rubare in Chiesa è un sacrilegio, com’è sacrilegio qualunque peccato si commetta in chiesa, per la profanazione che si fa in luogo sacro. Così si deve dire del discorrere e chiacchierare in Chiesa durante le funzione o la predica, senza motivo.
Ricordiamo le parole della liturgia: “Oh quanto è rispettabile questo luogo! Perché in verità esso è la casa di Dio e la porta del Cielo”. Ricordiamo questo pensiero ogni volta che entriamo in chiesa.
Associazione Santa Agnese sposalizio. La nostra Cassiera Zoppetto Consolata, è andata in sposa a Mario Paviolo. La funzione religiosa si è svolta sabato 21 agosto alle ore 10, in una cornice di festa e devota letizia. Sulla porta della chiesa la beniamina Lidia Pereno, porgeva il primo saluto agli Sposi che entravano in chiesa, mentre l’organo prorompeva in suoni festosi e solenni. Compì il sacro rito il sig. Vicario, celebrando la Messa, alla quale gli sposi accompagnavano con devota assistenza secondo la liturgia, facendo la Santa Comunione. La presidente del gruppo Donne d’A.C. ha appuntato sul petto della sposa il distintivo delle Donne, annoverandola così subito fra le socie del Gruppo parrocchiale. Lo sposo appartiene da anni alla nostra Unione Uomini d’A.C. Alla fine della Messa il Vicario, rivolse agli sposi un discorso, esaltando i meriti della sposa, la quale per parecchi anni fa parte della Presidenza dell’Associazione, è segretaria della scuola di religione, maestra di catechismo, figlia di Maria esemplarissima e attualmente priora della Compagnia stessa. Le Dirigenti erano presenti con la bandiera, hanno offerta alla sposa fiori e regali. All’uscita della chiesa, un’altra beniamina, Rina Zoppetto, ha detto splendide parole ai felici sposi. La nostra associazione ha perduto un’ottima socia e dirigente, ma siamo sicuri che Consolata continuerà il suo apostolato nel Gruppo Donne, e adempirà con fede e zelo nella futura famiglia, quella missione sacra per la quale si è spiritualmente tanto preparata nel tempo in cui appartiene alla nostra Associazione.

Ottobre 1937

Oblazioni benefiche. Durante una sontuosa festa che ha avuto luogo recentemente a Villa Boneschi, la gentile signora Boneschi, volle ricordare e far ricordare il nostro Asilo, raccogliendo la somma di 250 lire, che fu versata al Presidente.
La Cassa di Risparmio di Torino, anche quest’anno non mancò di tener presente, nella distribuzione dei sussidi, il nostro Asilo con un’offerta di lire 500.
L’Istituto San Paolo di Torino, in seguito all’interessamento di diverse persone, concesse attraverso la filiale d’Orbassano un sussidio di lire 200.
Fiori d’arancio. Il giorno 11 settembre scorso, si univa in matrimonio ad un ottimo e laborioso giovane, Teodoro Borgi, con una socia della nostra Associazione S. Agnese, Eugenia Martinatto. Si era iscritta all’Associazione fin dall’inizio della sua fondazione, ossia sei anni fa, accettandone il programma intero, aiutò sempre nel suo limite del possibile, le iniziative in essa promosse. Maestra di catechismo, amata dalle sue piccole allieve, ed a sua volta allieva assidua della scuola di canto; Figlia di Maria esemplare, vestì sempre con fierezza la candida divisa. Lascia la parrocchia, per portare altrove il suo esempio cristiano delle sue virtù, frutto degli insegnamenti ricevuti in Associazione. Solenne riuscì la funzione del suo matrimonio, a cui assistevano le Dirigenti della Associazione con la bandiera ed un numeroso pubblico. Durante la Messa, celebrata dal Vicario, la scuola femminile di canto eseguì bellissimi mottetti, discorso d’occasione da parte del Vicario, per l’aiuto prestato in parrocchia della sposa, nel periodo di sei anni. Nell’entrare e nell’uscire dalla chiesa, recitarono poesie d’augurio e di saluto la beniamina Marisa Bertinetto e la piccolissima Elide Rolando.

Novembre 1937

Festa dei Fanciulli. Per mancanza di spazio, l’altro mese, completiamo brevemente la cronaca della festa. La funzione del mattino ha raccolto alla Mensa Eucaristica oltre un centinaio di bambini, che passati poi nel cortile dell’Oratorio, ricevettero la colazione offerta dalla signora Angela Parpinelli, che ancora per quest’anno ha accettato di essere la patronessa della festa. Nel pomeriggio la processione, composta di soli bimbi, i quali in Chiesa ricevettero poi una speciale benedizione. Dopo le funzioni tutti i fanciulli ebbero, a ricordo della bella festa, un’immagine offerta dai piccoli Priori: Sibille Pierino e Lidia Pereno.
Seguì la distribuzione dei premi di Catechismo. Segnaliamo i vincitori: 1° premio Andruetto Elio. Martinasso Giuseppe, Bonetto Roberto, Rosso Albino, Lanza Mauro, Lupo Ettore, Lupo Emilio, Gorrea Rina, Bertinetto Olga, Girardi Onorina, Bertinetto Marisa, Pereno Lidia, Frigeris Albina, Ortolano Adele, Zoppetto Caterina Rolando Michelina, Elia Albina, Garello Giovanna, Pipino Savina. 2° premio: Martinatto Giovanni, Rosso Paolo, Lanza Michele, Martinasso Lorenzo, Bruno Sergio, Buttigliengo Virgilio, Stranieri Giovanni, Rosso Emma, Andruetto Carmelina, Lanza Eliana, Chianale Nicolina, Lovera Giuseppina, Bonetto Aurora, Bonetto Irene, Martinatto Rosina.
3° premio: Bergoglio Renato, Cottino Giuseppe, Martinatto Giovanni, Martinatto Angelo, Andruetto Franca, Bergoglio Lidia, Noverese Franca, Rosso Margherita, Andruetto Angiolina, Andruetto Nelda, Bruno Cecilia, Boetto Delfina. Andruetto Rita, Bergolgio Margherita, Peretti Teresa. Un ringraziamento a quanti hanno concorso per la buona riuscita della festa.
Nozze Ragno-Giordana. Uno sposalizio solenne fu celebrato nella nostra parrocchia, mercoledì 20 ottobre scorso. La signorina Giordana Delfina impalmava il geom. Ragno Giuseppe di Pinerolo. Dopo le ore 10,30 gli sposi giungevano su una fiammante ed aerodinamica automobile, seguita da un corteggio straordinario d’altre macchine. Alla porta della chiesa dava il saluto augurale alla sposa la bimba Marina Friolo, attorniata da altri bimbi del nostro Asilo, con bandiera. Questa fu donata al nostro Istituto qualche anno fa dalla signorina Giordana, che sempre dimostrò simpatia ed affetto per l’Opera pia. Ella volle, nei giorni precedenti al matrimonio, visitare i bimbi regalando dolci. I sentimenti e le benemerenze della sposa vennero ricordati nella breve omelia del Vicario alla fine della Messa da lui celebrata, la funzione fu rallegrata dal suono dell’organo, a cui sedeva il sig. Pipino Gabriele. Lo sposo indossava la divisa di gerarca fascista, difatti egli è Ispettore di zona in Val Pellice. Faceva corona un gran numero d’Autorità e Gerarchi, tra i quali abbiamo visto il Vice Segretario Federale di Torino, il Segretario Politico di Piossasco, il Cav. Uff. Carossia, podestà di Volvera, i sigg. Podestà di Buriasco, di Torre Pellice, di San Secondo di Pinerolo, di Bobbio Pellice, di Lucerna S. Giovanni, di None, i sigg. Segretari Politici di Pinerolo, Torre Pellice, Angrogna, Villar Pellice e Lucerna il sig. Notaio Dott. Alessio di Pinerolo e moltissimi altri. Il Signore voglia ascoltare le preghiere dei nostri bimbi, per la prosperità e felicità della sposa, e la spettabile famiglia Giordana voglia continuarci la sua benevole simpatia.

Dicembre 1937

I Rettori delle Cappelle. Ormai in quasi tutte le cappelle rurali si usa nominare un Rettore e un Vice Rettore. Il Vice Rettore, sarà rettore l’anno seguente: in modo che ogni anno vi sia un solo Rettore. Il Rettore può disporre liberamente a riguardo della festa, fare quelle spese che crede opportune e che le sue forze lo permettono. Se si è in due, c’è già la difficoltà di mettersi d’accordo. Per il 1938, c’è da sperare che questa usanza venga anche adottata. C’è da fare eccezione per le Cappelle del Prarosto, di S. Valeriano e di S. Giorgio, le quali sono interparrocchiali e portano maggior lavoro che un Retore solo non potrebbe sbrigare.
Asilo Infantile S. Vito. Lo faranno il nuovo edificio? E dove? Vi presentiamo un dialogo raccolto all’ombra del campanile, tra due parrocchiani Vigin e Tunin.
Vigin – Neh, Tunin, lo faranno poi questo famoso nuovo edificio per il nostro Asilo?
Tunin – Mah, da quanto si sente dire le buone intenzioni ci sono, perché, francamente, quello attuale è in certe condizioni che non so come continui a funzionare.
V. – Si dice, mi pare, che lo faranno nel cortile interno di quello che c’è.
T. – Ma senti, caro Vigin, ti pare che valga la pena di spendere tanti denari per costruirlo là dentro, in maniera che non solo resterebbe nascosto, ma i bambini non ricaverebbero alcun vantaggio per quanto riguarda luce, aria e sole.
V. – Allora che lo facciano in qualche posto qui vicino; per esempio c’è quel prato all’incrocio della strada Campetto-Marchile di proprietà dei sigg. Gremo; c’è il cosi detto campo della cittadella, di proprietà dei sigg. Martina…
T. – Bellissima idea la tua; ma credo che quei signori proprietari non abbiano intenzione di cedere i terreni.
V. – In tal caso potrebbero cercare il terreno anche fuori di qui, tanto più che in Piazza tanti fanciulli che frequentino l’Asilo, credo che non ci siano.
T. – Uff, Piazza se continua cosi non potrà mai più dare che uno o due bambini all’Asilo.
V. – E allora conviene scendere ai Conventi vecchi, verso il Marchile.
T. – E perché no? Lì, l’Asilo si troverebbe in posto molto più centrale, più comodo per tutti. Anche per le famiglie della Paperia, dei Brentatori, dei Lupi e dei cascinali oltre la strada provinciale avrebbero maggior comodità per accompagnare i bimbi. Per altra parte, se non sbaglio, il maggior numero dei bambini che frequentano l’Asilo è dato dalla frazione Marchile. E poi non bisogna dimenticare che con le strade disastrate, che abbiamo d’intorno, c’è poco da stare allegri, non ti pare?
V. – Veramente non hai tutti i torti. Così si seguirebbe anche l’ordine del Duce di andare verso il popolo. Ma bisognerà vedere come la pensa il sig. Vicario.
T. – Mi informerò, e se ne saprò qualche cosa, te ne parlerò alla prossima occasione. Ciao

Gennaio 1938.

Il Nuovo Asilo “San Vito”. Alla Cappella del Marchile, all’incrocio, è stato registrato un dialogo tra un abitante della frazione Cappella e uno della frazione Brentatori:
A – Dì, come va che non ti vedo mai in Piazza?
B – Già, forse ci andrò due o tre volte all’anno. Se il Vicario non trasporta più in basso la Chiesa, noi dei Brentatori, dei Lupi, ed altre frazioni, può cancellarci dal numero dei suoi Parrocchiani.
A – Veramente pare che se potesse mettere le ruote alla chiesa, lo farebbe volentieri per trasportarla più vicino alla strada provinciale. Ma per intanto sai cosa vuol cominciare a fare?
B – Raccogliere fondi forse per farne una nuova qui al Marchile?
A – No, no. Vuol cominciare a trasportare in basso l’Asilo; perché pare che il nuovo Asilo, lo voglia fabbricare proprio qui al Marchile.
B – Ma dici il vero? Ma se facesse questo, noi dei Brentatori, dei Lupi, che sai… finora… insomma non abbiamo ancora versato nulla, saremo disposti a versare almeno 100 lire per famiglia. Capisci il vantaggio che sarebbe per noi portare all’Asilo anche i nostri bambini. E qui al Marchile dico, si potrebbe perché si arriva in bicicletta, mentre che fino in Piazza è impossibile.
A – Vedi come il Vicario pensa proprio a voi.
B – Se facesse questo, certo che si meriterebbe tutta la nostra riconoscenza. Ma non potete negare che anche voi della Cappella ci avreste molto da guadagnare. Eh! Non avreste più la salita da fare come andare in Piazza; verreste in qua tutto al piano, le Mamme mentre vanno a fare la spesa o al lavoro sono sulla strada per portare i bimbi all’Asilo…
A – Chi avesse fretta potrebbe fare una scappata in bicicletta… Ah, certo sarebbe un gran vantaggio per tutti. Ma c’è una difficoltà: trovare il terreno.
B – Per dirindindina, ah! Se io avessi un prato qui al Marchile, come sarei contento di cederlo subito per l’Asilo, per un’opera così sacrosanta!
A – Eppure finora nessuno non si è mai fatto avanti, perché se no a quest’ora, te lo dico io, qualche cosa d’incominciato si sarebbe già.
B – Ah! Se io avessi un prato qui al Marchile! Ma chi cede il terreno si farà una lapide nel nuovo Asilo, una lapide con l’iscrizione “Qui giace…” no! Insomma una bella iscrizione che conti la sua generosità.
A – Senti, facciamo una cosa, andiamo a vedere i terreni qui attorno al Marchile, informiamoci di chi sono…
B – Si, si, poi facciamo in passo dal proprietario, e là, tu a nome di tutta la Cappella, io a nome dei Brentatori, dei Lupi, preghiamo e supplichiamo finché basta, se io avessi un prato qui al Marchile!
A – Benissimo, così avremo dato una mano al Vicario e vedremo presto incominciare l’opera.

Febbraio 1938

La Voce del Pastore. Una novità ci ha portato il 1938, certamente si è notata: il nuovo formato del bollettino parrocchiale. Esso ha cambiato il vestito, cioè l’esteriore, perché ha cambiato stamperia. Ha messo una nuova copertina colorata, su di essa ha posta la sua fotografia con il suo nome: “L’Apostolo in Famiglia”. Questo nome spiega cosa vuol essere il Bollettino: un Apostolo che entra nelle famiglie per portare una buona parola a tutti, per istruire, migliorare e confortare quanti lo leggeranno. E per sentirne i buoni effetti non bisogna leggere le prime due pagine, ma bisogna leggerle tutte dodici. Ricevete dunque volentieri questo Apostolo, che viene nel nome del Signore, e aiutatelo a compiere la sua missione di bene, diventando ciascuno di voi un apostolo nella propria casa.
Tempo di Carnevale. Si nota intorno a noi una doppia corrente: la 1a si vuol portare il ballo (è il Mondo); la 2a alla penitenza (è la Chiesa). Chi ha ragione? Molti in questo tempo non solo perdono il decoro personale, ma il buon senso, e peggio, il senso della morale del cristiano. Sembra che nei divertimenti carnevaleschi, spesso sguainati e sconvenienti, tutto sia lecito, come se il male non fosse più male, le disonestà fossero permesse e la legge morale fosse sospesa. La vera gioia e la vera allegria non sta nel male, nella colpa, e meno ancora nella disonestà; sta nel loro contrario, cioè nel bene, nella rettitudine della coscienza, nella vita onesta e nella condotta moralmente pura. Il segreto dell’allegria è la serenità e la tranquillità dell’anima. Il mondo pertanto organizza veglie e balli, possibile che non si trova un divertimento migliore, più morale, più igienico e più sano? I balli moderni, non sono più quelli di un tempo, quando si tenevano per mano l’unaltra, ora si balla stretti l’un con l’altro con contorcimenti lascivi ed immorali, balli mascherati o in costume, con servizi di liquori e misture che danno di volta alla testa. Tutto questo possiamo dire che è indegno per un cristiano, vi saranno delle mamme che accompagneranno le loro figliole in simili luoghi? Dio attente dalle anime buone, che lo amano, una riparazione per coloro che vivono il carnevale con mentalità pagana. Felici noi se avremo saputo asciugare con al nostra volontaria mortificazione, una lacrima dal volto insultato e insanguinato di Gesù. Pertanto martedì, ultimo giorno di carnevale, alle ore 16, prima della benedizione, si farà in parrocchia un poco di Adorazione riparatrice: non mancate.
Festa di S. Antero al Campetto. E’ stata celebrata quest’anno con tale solennità quale non si era più vista da chissà quanti anni. C’era un motivo straordinario: l’inaugurazione del nuovo quadro-icona. Il quadro precedente era stato messo 200 anni fa, quando fu eretta la Cappella. Non era affatto artistico, e dato il tempo passato, si trovava in brutte condizioni. Era necessario sostituirlo con un altro nuovo, come di fatti si fece, fu benedetto dal Vicario prima della Messa. Il quadro è pregevole e fine, rappresenta ritto in piedi, il pontefice S. Antero. Ne è autore il giovane pittore prof. Nino Pirlato di Racconigi. Data la straordinaria circostanza, la festa venne celebrata di domenica e precisamente il 2 gennaio scorso. La Messa alle ore 8,30, venne cantata in musica dalla scuola maschile di canto della Parrocchia. Dopo la funzione ebbe luogo un incanto a favore della Cappella, allo scopo di concorrere alle spese del quadro, l’esito è stato sorprendente perché l’incasso superò le duecento lire. Restano da fare alcuni ritocchi nell’interno della Cappella, dopo daremo il resoconto completo di quanto fu fatto.
Festa di S. Antonio. La festa fu celebrata di domenica perché fosse più grandiosa e per comodità per tutti. Alla Messa grande e alle funzioni del pomeriggio, hanno cantato i nostri bravi cantori. Non è mancato il tradizionale pranzo, preparato alla trattoria S. Giorgio. I 47 convitati sono stati squisitamente ben serviti, erano presenti le Autorità, il Vicario, il Segretario Politico, il Segretario comunale in rappresentanza del Podestà. Tutto terminò con grande enfasi. I Rettori della festa erano i sigg. Andruetto Battista e Siccardi Francesco.
La befana fascista è giunta a nostro Asilo Infantile a rallegrare i nostri bimbi. Il segretario politico e la segreteria dei Fasci femminili con il gerarca dott. Mallè hanno fatto visita al nostro Asilo, recando i doni da distribuire ai bimbi. A recare ed ossequiare le Autorità si trovarono il Presidente ed il segretario del nostro Ente. I bimbi contenti resero omaggio con recita di poesie. Le Autorità si recarono poi alla Maddalena per portare anche ai fanciulli che frequentano quella scuola elementare, i doni della Befana, che sono stati molto graditi e apprezzati.
Rettori e Rettrici per l’anno 1938.
Compagnia del SS. Sacramento: Martinatto Giovanni e Bonetto Mattia; Giordana Maria e Andruetto Lina.
Compagnia della Madonna del Rosario: Martinatto Clemente e Girardi Giovanni; Cottino Teresa e Peretti Maria.
Compagnia del Suffragio: Frigeris Guglielmo e Destefanis Luigi; Lovera Paola e Novarese Natalina.
Compagnia della Confraternita: Bonetto Angelo e Fiora Giovanni di Vito; Buttigliengo Francesca e Gardois Caterina.
Statistica parrocchiale 1937.
Battesimi n° 17 – Morti n° 10: tra cui notiamo la più anziana è Martinatto Elia Felicina di anni 77; la più giovane è Sacchetto Marcella di mesi quattro, con Martinasso Giovanni di mesi 14 e Torta Giovanni di anni 35. Matrimoni n° 16. Possiamo dire che il numero delle nascite supera quello dei decessi, la battaglia demografica anche nell’anno 1937 è stata felicemente vinta. Possono inoltre dire che i parrocchiani non sono aumentati, per l’esodo delle spose.
Fra i decessi vogliamo ricordare la signora Maddalena Schaeffer nata Vigna, deceduta a Torino il 30 novembre scorso, in età di 75 anni. Essa ha lasciato fra noi vivo rimpianto, data la conoscenza e la popolarità che la gentile Signora godeva fra noi. Essa anche in morte non ha voluto smentire la sua modestia, schiva da ogni lusso e mondanità; difatti ha ordinato essa stessa che i funerali fossero semplicissimi e si facesse della beneficenza. Così avvenne e il Vicario fu incaricato di distribuire elemosine ai poveri. Morì cristianamente bene come era vissuta, lasciando ammirevole esempio di fortezza nei dolori e di perfetta rassegnazione ai voleri divini.

Marzo 1938

La Voce del Pastore. Lunedì 14 febbraio scorso, abbiamo accompagnato all’estrema dimora la nobile Damigella Malvina dei Conti Filippi di Baldisero. I funerali si sono svolti con la solita grandiosità che si è sempre usata nelle nobili sepolture. La Defunta aveva 93 anni e tre mesi, scompare con essa la persona più attempata della parrocchia e del paese, ma con essa si spegne anche a Piossasco un’altra famiglia nobile, un’altra casa si fa deserta come ce ne sono già tante qui in Piazza. Questo ci rattrista, quasi che nello stesso tempo la parrocchia perdesse una parte di sua importanza e Piossasco un poco di quella fulgida luce, che veniva dallo splendore delle nobili Famiglie che qui abitano. I vecchi parrocchiani di San Vito, che videro i fasti di queste famiglie, che ricordano la loro magnificenza, quando le case qui attorno vibravano di fiorente vita tutta signorile e religione, quale rimpianto nostalgico devono provare al vedere le rovine del tempo che trasforma e travolge! Quali pronostici si possono fare sull’avvenire della frazione Piazza?
Legato pro Asilo. La defunta Contessa Malvina ha compiuto un atto sublime di beneficenza, per cui il suo nome non sarà mai più dimenticato nella nostra parrocchia di San Vito. Essa ha lasciato al nostro Asilo Infantile la somma di quindicimila lire. Dopo il Vicario Mons. Bottalo, finora essa sarà la più grande benefattrice di questo Ente, che sta tanto cuore a tutti, che ha tanto bisogno di vivere ed è senza fondi. Il suo nome sarà scritto sulla lapide che verrà posta per ricordare i più insigni Benefattori, i bambini nelle loro preghiere suffragheranno ogni giorno l’anima della generosa Contessa.
Gruppo Donne di A.C. Le elezioni del consiglio direttivo per il biennio 1938-39, le quali per diverse traversie sono state tramandate da due mesi. Ebbero luogo domenica 20 febbraio scorso, alla presenza della delegata del Centro diocesano, sig.ra Levino. Fatte le votazioni e proclamate le dirigenti elette, si è passato alla distribuzione delle cariche e alla fondazione completa della Presidenza, che resta così composta: presidente Mola Giovanna; vicepresidente Donna Clotilde Martina; cassiera Pipino Giovanna; Consiglieri Andruetto Carolina, Bonetto Maria, Girardi Rosa, Lovera Maria e Martinasso Pierina; delegata fanciulli Gontero Lucia; delegata Buona Stampa Caro Teresa; segretaria Pereno Secondina. La delegata diocesana ebbe parole di compiacimento per il gruppo, che ha raggiunto il lusinghiero numero di 70 tesserate, invitandole a lavorare alla formazione delle socie e all’apostolato soprattutto famigliare. Sono state benedette e distribuite le tessere per il nuovo anno sociale.
Le nostre strade. Qualche volta abbiamo parlato male, da queste colonne, delle strade che conducono in Piazza. Certamente che quando sono brutte e trascurate, non si può parlare bene e non è proibito lagnarsi giustamente. Il merito va tutto all’attuale sig. Podestà, ed ora che sono a posto, tocca a noi tenerle d’occhio, specialmente nel periodo delle maggiori piogge e dei temporali. Peccato che da due anni permanga un grave inconveniente, che continua a guastare quel pezzo di strada che dal Trucco attraversa la strada, per effetto della rottura di un condotto. La gravità di questo inconveniente si è notato specialmente nella stagione invernale, per il ghiaccio che si forma rendendo pericoloso il transito. Tempo fa, il Vicario aveva il muro del giardino pericolante e ritardava a rifarlo. L’Autorità Comunale gli inviò un’intimidazione per cui nel termine x di tempo, il muro doveva essere rifatto, diversamente il Municipio avrebbe ordinato i lavori e che il Vicario avrebbe poi dovuto pagare. Non era il caso di discutere se il muro era proprio pericolante e quindi pericoloso per i passanti, ovvero se c’erano sotto altri motivi causanti l’intimazione. Ciò che si è fatto verso il Vicario, si può usare anche verso gli altri, in modo che nel più breve tempo possibile si ponga termine al lamentatissimo inconveniente della strada del Trucco, ove d’ordinario la poca luce o la completa oscurità, rende difficile il passaggio agli operai che partono e ritornano. Per un maggior riguardo agli operai che l’inconveniente deve cessare. C’è da star sicuri che l’attuale Podestà saprà quanto prima porvi rimedio.

Aprile 1938

Festa di San Giuseppe. La cronaca di questa festa inizia alla vigilia, quando i bimbi dell’Asilo, guidati dalle rev.de Suore, hanno fatto omaggio di fiori, dialoghi e poesie al Vicario, che è presidente dell’Ente. La cronaca continua con al Comunione generale fatta dall’Unione Uomini di A.C. alla messa prima, con la Comunione della Gioventù maschile e femminile alla messa seconda, cantata in musica con l’esecuzione di una nuova messa a tre voci, da parte della scuola maschile di canto, la quale nel pomeriggio alle funzioni vesperali, ha aggiunto un Tantum ergo nuovo a tre voci. Non poteva finire la giornata con l’accademia, preparata dal presidente del Consiglio parrocchiale Michele Elia, coadiuvato dai Dirigenti delle Associazioni. Egli aprì l’accademia parlando a nome degli organizzati e dei parrocchiani tutti, offrendo anche al festeggiato una piccola offerta pro altare del Sacro Cuore. La bimba Lidia Pereno espresse in poesia sentimenti di affetto e di gratitudine per il Pastore. Una sorpresa, si aprirono le tende e si svolse il bellissimo bozzetto intitolato Satana, ove si esibirono i giovani attori Mola Angelo, Fiora Vittorio e Lanza Livio. Le due scuole di canto riunite hanno rallegrato gli intermezzi, eseguendo pezzi scelti di musica, fra cui la Domenica di Mendelsson, a quattro voci. A nome delle scuole di canto, ha parlato il sig. Gaido Giuseppe, che ha detto delle parole di profondo sentimento. In fine ha preso la parola il Vicario, che nell’abbraccio dato al Presidente del consiglio Parrocchiale, egli aveva inteso abbracciare tutti i parrocchiani con affetto paterno. Ha parlato dell’asilo, del suo nuovo locale che si farà in Piazza ed i lavori cominceranno in questo mese, questa notizia ha suscito battimani e consensi. Per il nuovo altare del Sacro Cuore ha promesso che, a Dio piacendo, verrà inaugurato nel giugno 1940, quando il Vicario compirà 50 anni di età e 25 di Messa. Accanto al festeggiato prendevano posto, il suo fratello, i suoi nipoti, il rev. don Dalferro, salesiano, il rag. Parpinelli, segretario del nostro Asilo. Terminiamo la cronaca registrando che la bellissima giornata ha servito ad armonizzare sempre più i cuori dei Parrocchiani con quello del Vicario, aprendo lusinghiere speranze di lavoro ancora più intenso per l’avvenire.
Associazione “S.Vito” – Lutto. Non ancora ventenne il nostro socio Luigi Bertinetto lasciava questa terra per ricevere in cielo il premio dei giusti. Cessava di vivere, questa giovane vita, quando all’orizzonte gli si delineava un’alba iridescente di un avvenire lieto. Apparteneva alla nostra Associazione, ancora giovane e in qualità di aspirante. Poi ci lasciò perché si portò altrove per imparare un mestiere. Ma ritornò tra noi e si rifece socio non appena il tempo gli lasciò libertà di stare con noi la domenica. Si tesserò con la disposizione ferma di riabbracciare il nostro programma intero. Ma giunse la sua ora, la morte celò rapì. Ti vediamo ancora Luigi, con il tuo incessante sorriso sulle labbra, dove esprimeva la tua bontà d’animo. Ti abbiamo accompagnato all’estrema dimora con la bandiera velata a lutto, e non ti dimenticheremo. Dal cielo ove stai godendo la pace dei giusti, sappi lenire il dolore di chi su questa terra tanto di amò, ma in modo speciale sappi rassegnare i tuoi cari al santo e divino volere. Arrivederci un giorno.
Albo d’Oro pro bollettino. Nel dare il proprio contributo per il bollettino, ricordiamo le offerte più significative di molte persone, associate da famiglie e personaggi illustri come la famiglia Brunicardi, Boneschi, Martina, Santi-Brunicardi, Schaeffer e don Fiora Pietro.
Processione ad Avigliana. La solita processione votiva al Santuario dei Laghi d’Avigliana, avrà luogo quest’anno la domenica seconda dopo Pasqua, che cade il primo maggio. Si partirà alle ore 6,30, la processione, non deve essere una passeggiata, ma un devoto pellegrinaggio. I Dirigenti delle Associazioni e compagnie religiose procurino di dare la loro collaborazione perché tutto riesca con ordine e sia evitato alcun incidente.

Maggio 1938

La Voce del Pastore. Due fatti importanti caratterizzano il mese passato, e meritano di essere ricordati. Il primo è lo spettacolo meraviglioso offerto il mattino di Pasqua, da un numero straordinario di uomini, che si sono presentati a fare la Comunione pasquale. Questo segno di vera fede cristiana, ha superato il concorso degli anni passati. Un pegno di benedizioni che il Signore spande sulle famiglie della nostra parrocchia. Il secondo fatto è stata la festa di San Valeriano alla Cappella omonima, il 21 aprile, la quale ha combaciato con la festa del Lavoro. Sono saliti fin lassù le Associazioni fasciste, sindacali e dopolavoristiche, con i gagliardetti, accompagnati dalla Banda musicale e guidate dai loro Gerarchi. La manifestazione ha assunto un tono di grandiosità per la presenza di tutte le Autorità del paese, del Podestà, del Segretario Politico, della Segretaria dei Fasci femminili, del Segretario Comunale, dei sigg. Insegnanti delle scuole, la Messa celebrata dal rev. cav. don Maddio, maestro di Cumiana, la nostra scuola maschile di canto ha eseguito pezzi scelti di musica polifonica. Due parole dette dal Vicario, una per la festa di San Valeriano, soldato romano e Martire cristiano, e l’altra per la festa del lavoro umano e cristiano. Molta gente gremiva il piazzale davanti alla Cappella e facevano corona le Autorità, allineate presso l’Altare, di questo ringraziamo Dio, e in modo particolare ringraziamo il sig. Michele Fenoglio, segretario politico, che è stato l’organizzatore della bellissima manifestazione. Non c’è rosa senza spine, e la spina è stato il ballo pubblico sulla piazza della chiesa nel giorno di Pasqua. E’ stata una profanazione della grande solennità. Il Signore per rinnovare ai fautori del ballo la solita lezione, che dà a loro quasi ogni anno, e per calmare i bollenti spiriti dei ballerini, ha mandato la pioggia, con grande soddisfazione dei contadini, i quali non vivono di divertimenti, ma di lavori della terra per il fabbisogno della famiglia e della patria. Ringraziamo Dio, che come sempre, dal male ha saputo ricavare il bene.
Ballo e denatalità. Visto che siamo in argomento, presentiamo alcune informazioni, tolte da un Giornale di Torino, il quale pubblica: “Forse non sapevate che il Piemonte tiene il primato di ballo, paga ogni anno l’importo considerevole di lire 13.681.854, dei quali otto milioni sono pagati dalla sola Torino, per i diritti d’autore. Il Piemonte ha pure un poco lodevole primato, quello della denatalità, il Giornale domanda se tra il primato del ballo e quello di denatalità vi sia qualche relazione. Risponde che purtroppo vi è una indissolubile relazione, perché la gioventù, che si abitua a frequentare le sale da ballo che sono ambienti moralmente infetti e igienicamente malsani, non può crescere ad una scuola di consapevolezza e di responsabilità, non può formarsi alla missione della famiglia. La conclusione è che la frequenza del ballo ha tale influenza fisica e morale da limitare e rendere sterili le famiglie. La battaglia contro il ballo è una battaglia demografica, per la quale sarà bene impegnarci sempre più coraggiosamente”. Riflettiamo su queste importanti considerazioni.
I nuovi lavori all’Asilo Infantile. Lunedì 4 aprile, alla presenza del presidente dell’Asilo, e del rag. Parpinelli, segretario, vennero dati dagli operai Andruetto Battista, Lanza Antonio e Lanza Livio, i primi colpi di piccone per lo scavo delle fondamenta del nuovo padiglione che si vuole costruire. Il lavoro degli scavi fu ultimato in pochi giorni, mediante il volenteroso e animato concorso di una decina di operai, i quali prestarono la loro opera con slancio per la costruzione delle fondamenta. Venerdì 22 aprile, si sono iniziati i lavori dei muri fuori terra, che di giorno in giorno vanno progredendo. E’ giunto il momento di comunicare la pubblicazione delle offerte finora pervenute in modo che sia conosciuta la somma raccolta. Una persona che vuole stare nell’anonimato, ha offerto in titoli dello Stato la somma di ventimila lire. Essa è stata l’inizio di questa Opera, che forse senza questo primo fondo generoso non si sarebbe mai cominciata. Le offerte sono così suddivise: mille lire, qui hanno contribuito tre persone; cinquecento lire, hanno contribuito otto famiglie; trecento lire, una famiglia; duecento lire, cinque famiglie; centocinquanta lire, una famiglia; cento lire hanno partecipato ventisette famiglie, tutto per un totale di 11.000 lire.
Due medaglie d’Oro. Ricordiamo anche noi la vibrante manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 21 aprile scorso, nel teatro comunale a due insegnanti. Le benemerite maestre sono la signora Borgi e la signora Ferrero. Tutte e due hanno oltre 40 anni di lodevole insegnamento, per decreto reale sono state insignite di medaglia d’oro di benemerenza. La consegna delle medaglie avvenne in un’atmosfera, in cui vibrava tutta l’anima di Piossasco riconoscente ed affezionata, con la presenza di tutte le autorità scolastiche, civili, politiche ed ecclesiastiche. Ha parlato il Podestà, che ebbe l’onore di fregiare il petto delle Maestre dell’aureo segno. Parlò l’Ispettore scolastico sig. Richard, a nome del Provveditore agli studi; la signora Maggiora, direttrice scolastica; il sig. Vittorio Cattanea per gli ex-allievi; poi tre bambine, fra cui la nostra parrocchiana Lidia Pereno, che parlarono come tre angioletti, tra la commozione generale dei presenti. Raramente si vedono dimostrazioni e feste così sentite e cordiali, voglia il cielo conservare a lungo la preziosa esistenza delle due Maestre, affinché possono godere il meritato frutto delle loro fatiche.

Giugno 1938

Processione di Avigliana. La processione votiva al Santuario della Madonna dei Laghi si è fatta domenica primo maggio, con l’intervento con un numero straordinario di gente. La processione ha proceduto con ordine e disciplina sia nell’andata che nel ritorno. Al Santuario siamo stati ricevuti con grande deferenza e cordialità dal rev. Rettore, il quale ci fece il gradito onore di celebrare egli stesso la Messa per noi. I nostri cantori hanno fatto una esecuzione splendida cantando la messa a tre voci del M.° Zaninetti. Un professore dell’Istituto Salesiano annesso al Santuario, ha detto dal pulpito appropriate parole per ravvivare in noi la devozione alla Madonna, dopo è seguita la benedizione del SS., quindi il pranzo, consumato a gruppi sparsi per ogni dove. Un po’ di pioggia caduta a sorpresa non ci ha disturbato affatto. Nel ritorno non è mancata la tradizionale visita al devoto Santuario di S. Maria di Trana. Ringraziamo i RR. Salesiani dell’ospitalità che ci hanno accordato, chiedendo scusa dei molti disturbi arrecati. Per l’avvenire vogliamo fare una osservazione: troppi giovanotti fanno la gita in bicicletta, scorazzando in su e in giù. Povera gioventù moderna, sono così tanto deboli da non sentirsi di fare il viaggio a piedi? Questa è una processione votiva, non una festa sportiva. Rincrescerebbe se per causa loro non si dovesse più fare la processione in giorno di festa.
Festa di S. Giorgio. Tanta gente ha partecipato alla festa, qualcuno ha detto che vi erano state mille persone. Forse è una stima un po’ esagerata, ma è certo che c’erano parecchie centinaia. Il motivo forse era che il 9 maggio era festa nazionale, giornata di riposo per gli operai. Si propone di fare ogni anno questa festa al 9 maggio, dato che probabilmente questa data rimarrà festa civile, come anniversario della conquista dell’Impero. Questa festa deve servire a ravvivare in noi la fiducia nella protezione di S. Giorgio, che da lassù sul monte come una vigile sentinella difende il territorio di Piossasco. Questa giornata escursionistica ci porge pure occasione di ammirare la nostra montagna così bella e così varia. Ci presenta ora l’orrido, ora spianate erbose e verdeggianti, ora magnifiche pinete, con visioni panoramiche incantevoli. Se volgiamo dare valore a Piossasco, valorizziamo il monte S. Giorgio.
Cappella di S. Bernardino. Il nuovo quadro icona, è stato benedetto ed inaugurato nel giorno della festa titolare, lunedì 16 maggio. E’ opera del giovane pittore Nino Perlato di Racconigi. Rappresenta S. Bernardino, frate francescano, inginocchiato che prega col libro in mano, e con lo sguardo levato allo stemma del SS. Nome del Salvatore. Fra i santi egli è stato forse il più devoto e il più zelante del nome SS. di Gesù. Ovunque procurava che si erigessero confraternite intitolate al nome divino. Il quadro è costato cinquecento lire, finora per mezzo di libere offerte, si sono raccolte già cento lire. Si spera che le offerte continueranno ancora, poiché il nuovo quadro che dà maggior lustro e decoro alla Cappella, servirà pure a ravvivare nei cuori una più forte e generosa devozione verso il Santo, che è il Protettore della regione circostante alla frazione Cappella.
Asilo Infantile S. Vito. I lavori per il nuovo padiglione sono in pieno sviluppo. Se il tempo permetterà, in questo mese forse si terminerà la prima parte del progetto. I muratori sigg. Borgi si affrettano a tutta forza. I parrocchiani fanno a gara per provvedere i materiale necessario. Citiamo all’ordine del giorno con encomio solenne le famiglie che si sono presentate per le condotte di calce da None, dei mattoni e tegole da Piscina. In prima linea sta la famiglia Peretti, affittatoli del Vicario, poi seguono i Marchisio, i Castagneto, i fratelli Angelo, Giacomo e Mattia Bonetto, i Destefanis, i Neirotti, i Valinotti, i Boccardi, i Grimaldi, i Crena, Cottino Eugenio, Lanza Cesare, Martinatto Vito. Prossimamente trasmetteremo l’elenco di chi ha condotto la sabbia. Intanto arrivano le prime offerte, qualcuno ne ha già fatte e ne pubblichiamo il resoconto, tenendo presente che sono molti coloro che hanno dato una offerta di cinquanta lire per un totale di lire 1.350. Offerte di lire trenta, per un totale di lire 210. Ed offerte per lire venticinque per un totale di lire 300. Sommando i totali avremo la bella somma di lire 1.860. Un ringraziamento a tutti.

Luglio 1938

Vita Parrocchiale. Gruppo Donne di A.C. il nostro gruppo ha attuato un’iniziativa che è fra le direttive date alla Donne di A.C. Ha provvisto una elegante torcia con ricca coccarda, la quale dovrà servire per i battesimi dei figlioli di donne e uomini iscritti all’Azione Cattolica. La torcia è stata inaugurata con il battesimo della bimba della nostra socia Paviolo Consolata, domenica 5 giugno. Intanto si è pure cominciata la Sezione Angioletti dell’associazione “Santa Agnese”, in quanto la neonata fu chiamata Agnese dalle Dirigenti dell’Associazione, la quali offrirono in tal giorno la medaglia che serve da distintivo e il quadretto di iscrizione. Questo esempio possa essere imitato da molte altre famiglie, in modo che si aumentano i numero degli angioletti.
Associazione Giovanile “San Vito”. In una adunanza serale, fu dato l’addio a due soci che sono partiti per il servizio militare: Mattia Bonetto e Eraldo Lovera. Il vicepresidente Michele Elia, che ha alle spalle circa tre anni di vita militare, ha parlato con esperienza dando ai due partenti preziosi avvertimenti e consigli per adempiere bene e valorosamente il proprio dovere. Togliere i molti pericoli morali che circondano il soldato, svolgere un efficace apostolato di bene fra i camerati. Prendendo la parola il Vicario, ha ringraziato i due partenti per l’opera prestata nella associazione, uno come delegato Aspiranti e l’altro come Segretario, con gli auguri più fervidi da tutti i soci. L’assegnazione dei due militari sono per Mattia a Pinerolo fra gli alpini, Eraldo a Torino nel Reggimento Genio. Con il desiderio che si conservino buoni e facciano conquiste spirituali per la gloria del Divino Re.
Asilo Infantile San Vito. Si stanno ultimando i lavori di dettaglio della prima parte del nuovo padiglione che si sta costruendo, per ora non è che un salone o palestra. Se si avranno i mezzi si continuerà il disegno, il quale porta ancora una parte a due piani, di una spesa presso a poco uguale a quella della prima parte ora costruita. Ringraziamo intanto le volenterose famiglie che hanno dato tante giornate lavorative per i lavori di scavo, di trasporto terra, pietre ecc. A capolista il sig. Andruetto Battista, che si è preso a cuore quest’opera in modo straordinario, degno della più ampia lode. Vengono poi in ordine di numero di giornate prestate i sigg. Martinatto Giovanni fu Giovanni, Buttigliengo Emilio, Martinatto Giuseppe fu Giovanni, Girardi Giacomo, Frigeris Giovanni, Martinatto Clemente, Martinasso Giuseppe, Lanza Antonio, Bonetto Giuseppe, Lanza Cesare, Lanza Ernesto, Fiora Cornelio, Fiora Costantino, Bertinetto Antonio, Martinatto Vito, Martinatto Cornelio, Torta Battista, e qualche altro che ora ci sfugge il nome. Se continuerà questa generosa volontà, nel prossimo inverno provvederemo tutti i materiali e faremo tutte le opere necessarie per poter finire un altr’anno il nuovo padiglione, e trasportare in esso la sede dell’Asilo. Questa mano d’opera ha certamente il suo valore, ma non basta senza le offerte in denaro. Speriamo che queste continueranno e vi terremo informati.
Albo d’Oro pro bollettino. Tra gli oblatori troviamo nomi di spicco e importanti, insieme a tanti, e tanti parrocchiani. Il Teol. Frigeris Michele, il conte Lajolo avv. Carlo, la maestra Turinetti Dosio, la marchesa Ferdinanda, per un totale di lire 367.
Donne senza calze. Vorremmo riportare, ma ci manca lo spazio, tutto quello che un giornale di Torino pubblica sul conto delle donne che vanno senza calze. Pare che questa brutta moda si estenda anche nei paesi, a donne anche sposate, forse per sembrar più giovani, osano mostrare in pubblico i loro poco estetici polpacci. Riportiamo quanto segue: “L’andar senza calze è cosa sconcia sotto tutti gli aspetti: morale estetico, igienico. Sì anche igienico, per la polvere, gli insetti che si raccolgono, per l’irregolare esposizione al sole, per gli sbalzi di temperatura, ed altre simili ragioni che riguardano la salute personale. Ma insistiamo specialmente sul lato morale, che deve valere più di ogni altro. E’ un fatto che le donne appartenenti a famiglie distinte e signorili o nobili non seguono questa moda, la quale per altre parte se si propagasse, recherebbe un gravissimo danno all’industria delle calze da donna, con relative disoccupazioni. Dunque? Facciamo sì che la brutta moda venga abbandonata”.

Agosto 1938

Le Suore del nostro Asilo. Nella prima metà del mese di giugno arrivò al presidente del nostro Asilo Infantile, una lettera da Ivrea, con la quale si notificava il richiamo delle Suore, che non sarebbero poi più state sostituite. A noi tutti non ci sembra vero questo improvviso provvedimento. Da tempo tutti sapevano che le suore dell’Asilo pensavano di andarsene, hanno lavorato fino all’ultimo. Nessuno le ha mandate via, e nessuno ha fatto dei passi per trattenerle, sono andate via volontariamente e contente, non ci sembra il caso di versare fiumi di lacrime e di parole per la loro partenza. C’è da prepararsi per fare ottima accoglienza alle nuove Suore che stanno per venire a prendere la direzione del nostro Asilo. A questo scopo l’Amministrazione ha giustamente pensato a migliorare un pochino i locali della sede, si stanno svolgendo ora questi lavori. L’occasione è propizia perché l’Asilo è vuoto. C’è da pensare a fare un po’ di dote all’Asilo, poiché le Suore uscendo hanno portato via materassi, lenzuola, asciugamani. Chi potesse aiutare, si faccia avanti.
In questo o nel prossimo mese si terrà l’adunanza degli Azionisti. A proposito di azioni, c’è da fare la solita triste constatazione, che le azioni sono … molto in ribasso. Quante persone versano sacchi di chiacchiere sul vecchio e sul nuovo Asilo, quasi da comandare l’Amministrazione, all’atto pratico non sono stati capaci di versare la quota annuale per una sola azione (5 lire). Su trenta bambini circa, che hanno frequentato l’Asilo, neppure dieci hanno pagato un’azione, la quale è prescritta come tassa d’iscrizione. Ci sono delle persone che trovano mille pretesti, si scaldano la bile perché si è fatto un salone e non altro. Prima di parlare dovrebbero informarsi, come vuole la prudenza, avrebbero saputo che il salone verrà diviso in due scompartimenti, in modo da formare l’aula ed il refettorio per i bimbi. La divisione sarà fatta in modo da potersi togliere quando si vuole usare il salone. Ma non diamo importanza a questi parlottamenti, per fortuna sono pochi. Intanto possiamo dire che abbiamo già sperimentato quanto sia utile un salone. Pieni di buona volontà guardiamo all’avvenire e con ogni sforzo procuriamo di arrivare presto ad ultimare l’opera.
La Festa dei Fanciulli. Si è celebrata domenica 24 luglio scorso, alle ore 7,30 con la Messa e la Comunione generale dei fanciulli. Dopo la funzione è stata fatta la proclamazione dei premiati alla scuola di catechismo, con la distribuzione delle pagelle dei voti. Come al solito, sono sorte subito delle lagnanze: “Perché non è stata premiata la mia bimba? Perché non è stato dato il primo premio al mio figliolo?” Tutta brava gente che dovrebbe sapere che non si può dare il premio a tutti, e che per concorrere al premio bisogna subire tre esami durante l’anno.
Nel pomeriggio si è svolta la processione dei fanciulli, fu portata la statua di Gesù Fanciullo, nel cortile della parrocchia, i piccoli priori della festa hanno distribuito caramelle a tutti, erano priori Vietto Giuseppe e Girardi Onorina. La bella giornata ebbe solenne conclusione la sera nel salone dell’Asilo, con un bellissimo trattenimento teatrale, dato dai giovani dell’Associazione “S. Vito”, i quali hanno veramente divertito il pubblico, che li ha applauditi con soddisfazione e calore. Verso il termine della rappresentazione venne fatta la distribuzione dei premi. Ricordiamo il primo e il più prezioso, assegnato ai due fanciulli della quinta classe, Lupo Ettore e Ortolano Adele; era intitolato alla memoria della signora Bianca Bongioanni Gianotti, mamma della signora Letizia Battistini.
Asilo Infantile “S. Vito”. In questo mese il nuovo salone verrà perfettamente ultimato nei sui dettagli, e riuscirà soddisfacente per chiunque abbia buon gusto. Intanto preghiamo coloro che non avessero ancora versata la loro oblazione sottoscritta, per il nuovo Asilo, di farlo entro questo mese. Intanto pubblichiamo l’elenco delle offerte che divise per fasce di venti, quindici, dieci, cinque lire per un totale di 840 lire, che sommata alle precedenti per un totale di 33.850 lire.

Settembre 1938

La gita delle Scuole di canto. Si è compiuta domenica 31 luglio scorso l’annuale gita delle nostre scuole di canto, maschile e femminile. La meta fu il colle del Moncenisio, sopra Susa, alto 2000 metri. La splendida giornata ha fatto dire a tanti che è stata la gita più bella, più soddisfacente che si sia fatta finora. Abbiamo potuto toccare la sbarra del confine con la Francia; abbiamo visto sventolare vicine le due bandiere tricolori l’italiana e la francese, abbiamo notato come avvengono i passaggi da una Nazione all’altra. Abbiamo visto i militari che difendono i confini, e abbiamo anche sperimentato il rigore del militi della dogana. Ma la visione più grande è stata quella del lago, che là si apre in una larghissima conca e raccoglie le acque azzurre degli alti monti che lo circondano. In riva al lago, fra gli applausi di molti uditori, abbiamo eseguito la Barcarola di Boito ed altri cori. In tutta la bellissima giornata è regnata la più schietta allegria, fra canti continui ed esplosioni di gioiose risate. Abbiamo cantato e fu vero: “E’ il giorno del Signor, la gioia è nel mio cuor”. Ritornando, la sera tardi, alle proprie case, i cari ricordi della giornata suscitano in tutti rinnovati propositi di voler continuare a dare la propria opera nella scuola di canto per la gloria di Dio e onore della Parrocchia. Alle scuole di canto si erano unite le Maestre di Catechismo, di modo che risultò una numerosa comitiva di oltre 40 persone. Per le maestre la gita è stato il premio che il Vicario ha avuto dare ai loro sacrifici e alla cooperazione che esse prestano in parrocchia.
Offerte Pro Bollettino. Comunichiamo l’esito delle offerte di tante famiglie, dalle quali spiccano le famiglie: Barberis Comm. Prof. Giovanni, Battistini, per un totale di lire 289.

Ottobre 1938

Festa dei Preti. La congregazione dell’Angelo Custode, che conta 130 Sacerdoti iscritti, ha tenuto la sua annuale festa l’ultimo martedì di agosto. La funzione solenne è incominciata alle ore 10 con l’accettazione e l’abbraccio ai nuovi confratelli, è seguito la Messa cantata con la predica, quindi la benedizione del SS. Sacramento, poi le esequie dei confratelli defunti. Celebrava, come rettore della Festa, il rev. Canonico Don F. Girotto, arciprete di Revigliasco. Conta 80 anni e nove mesi, forse nessun altro è mai stato Rettore in età così avanzata e in così buone condizioni. Si fece il pranzo per tutti ed erano presenti 48 commensali.
Asilo Infantile S. Vito. L’assemblea degli azionisti, si è tenuta domenica 11 settembre alle ore 17. presenti 24, si è iniziato lo svolgimento dell’ordine del giorno, che recava come primo punto l’approvazione di un nuovo regolamento organico. Questo fu letto nei suoi 47 punti, e fu approvato alla unanimità. Il segretario ha esposto poi la situazione finanziaria dell’anno 1937, da cui è risultato un avanzo attivo di lire 64,40. Il terzo punto riguardava la nomina di un nuovo consigliere. Il presidente lesse la lettera, con cui il sig. Bertinetto Antonio ha presentata le sue dimensioni per motivo di salute. Lo ha ringraziato dell’opera prestata a bene dell’Asilo, ha quindi invitato i presenti a fare le elezioni. La prima votazioni ha dato voti pari a Bonetto Angelo e a Spesso Giacomo. Rifatta la votazione, è uscito eletto Bonetto. Il presidente lo proclama amministratore e lo elogia per i sentimenti di simpatia che il Bonetto dimostrò sempre verso il nostro Asilo, e l’opera da lui prestata con speciale premura per il nuovo padiglione. L’Apertura dell’Asilo per il nuovo anno scolastico avverrà lunedì 3 ottobre. I bimbi devono essere accompagnati per le ore 9, poi ripresi alla sera alle 16. La tassa d’iscrizione è di lire cinque per famiglia.

Novembre 1938

La Voce del Pastore.
Il nostro Asilo ha cominciato a funzionare regolarmente ai primi di ottobre. La nuova e giovanissima Direttrice, Suor Mafalda, ha vivissimo desiderio di vedere la frequenza di molti bambini perché ha un importantissimo programma di scuola da svolgere. Insistete presso i genitori, affinché sappiano apprezzare il grande beneficio che è l’Asilo, il quale non provvede solamente all’assistenza dei bimbi, ma anche al loro sviluppo intellettuale e morale. Se l’interessamento delle famiglie fosse maggiore, il numero dei presenti attualmente all’Asilo, invece di solo una dozzina sarebbero trenta. Diamo intanto il benvenuto alle nuove Rev. Suore, siamo verso di loro molto grati, non solo per quanto faranno nell’Asilo, ma specialmente per l’opera che esse presteranno a riguardo dell’Oratorio festivo e dell’Associazione giovanile “Santa Agnese”. Il bene che le Suore fanno in una parrocchia è incalcolabile. Genitori, mandate dunque le vostre figliole nei giorni di festa all’Oratorio, che ha sede nell’Asilo. Fate che esse avvicinino le Suore per sentirne tutto il fascino spirituale, per essere guidate nel bene e allontanate dai pericoli.
Teatralia. Ora che c’è il salone, conviene sfruttarlo, tanto più chi il provento della serata va quasi tutto a beneficio dell’Asilo S. Vito. Sarebbe bene che almeno una volta al mese ci fosse una recita, e si alternassero sulla scena gli attori e le attrici delle nostre Associazioni giovanili. Con questo turno di fatti si sono iniziati le rappresentazioni. La prima è stata fatta dai giovani dell’Associazione S. Vito, domenica 25 settembre scorso, con la commedia in tre atti: “Il libro del Professore” e la farsa “Cosa dirà papà”. Il lavoro è riuscito benissimo, piacevole e divertente da capo a fondo. Tutti senza distinzione hanno interpretato bene in propria parte. La serata era in onore del consocio Michele Elia, sposato da poco con la sposa Rina Bonetto, sedeva al centro della prima fila, fatti segno a cordiali manifestazioni di simpatia. Faceva corona un folto pubblico che ebbe calorosi applausi ai novelli artisti, i quali promettono molto. La seconda rappresentazione fu fatta dalle Giovani, domenica 16 ottobre scorso, con il dramma in tre atti “La Croce di marmo” e la farsa “Sinforosa”. Se il dramma fu commovente e ben interpretato da strappare le lacrime, la farsa ha fatto scoppiare tutti dal gran ridere. Concludendo sono state delle belle serate.
Asilo Infantile “San Vito”. Le nuove Suore. Accompagnate dalla loro Madre Superiora, sono arrivate le tre nuove Suore, destinate a dirigere il nostro Asilo. Arrivano da Asti, appartengono alla Congregazione delle Figlie di Nostra Signora della Pietà. La popolazione le aspettava e le desiderava perché da loro spera tanto di bene, le ha salutate cordialmente. Anche loro sono state ben impressionate, sia per l’accoglienza da parte dei parrocchiani, che dimostrarono verso di loro molti riguardi, sia per la bellezza del luogo. Intanto si sono messi a nuovo i vecchi locali, con diversi miglioramenti, che hanno ridonato aria, luce e decoro all’Asilo. Così le suore non si troveranno a disagio. L’Amministrazione si era pure prefissata di provvedere all’Asilo il corredo necessario. Cioè letti, materassi, lenzuola, asciugamani, posaterie, ecc. Tutto è stato provveduto in modo degno e abbondante, grazie al concorso di molte persone benefiche, le quali con denaro, o offerte hanno fornito quello che occorreva. Guardiamo avanti con la viva speranza di veder presto ultimata la nuova e moderna sede dell’Asilo.
Nuovo Amministratore del nostro Asilo. Il Podestà di Piossasco ha nominato un nuovo rappresentante del Comune in seno alla nostra Amministrazione, nella persona del sig. Michele Elia. “Egli – dice la comunicazione podestarile – è iscritto al Partito N.F. (reduce dall’A.O.I.) e persona che dà assoluta fiducia di interessarsi per i fini di codesto Ente”. L’Amministrazione resta perciò composta: Il Vicario presidente, Lanza Antonio vicepresidente, Andruetto Battista, Bonetto Angelo e Michele Elia consiglieri, rag. Giudo Parpinelli segretario.

Dicembre 1938

La Voce del Pastore. Ringraziamo Dio perché la prima parte del progetto del nuovo Asilo è ultimata e pagata. Potremo vedere lo specchietto delle spese e delle offerte. Dopo il ringraziamento a Dio, un ringraziamento va a tutti coloro che molto o poco hanno dato e lavorato per l’Asilo. Gli oblatori sono 170, il Signore li ricompensi e li benedica largamente. Ora fiduciosi nella Divina Provvidenza, intendiamo proseguire l’opera e terminarla al più presto possibile. La parte che resta da costruire, comporta una spesa uguale a quella gia fatta. Basterebbe quindi che tutti rinnovassero la prima offerta. Confidiamo nella divina provvidenza, sperando che nuovi nomi si aggiungano alla lunga lista degli oblatori, sarebbe bello che tutte le famiglie della parrocchia comparissero sull’album degli offerenti che si conserverà nella Direzione dell’Asilo. Intanto chiediamo la partecipazione di quanti vogliono partecipare per prestare la loro opera per portare sabbia, ghiaia, mattoni e calce, prestare la vostra opera per gli scavi e trasporto terra. Questo lavoro va fatto subito, mentre i lavori in campagna non sono ancora tanti. Così in primavera i muratori possono incominciare i lavori con la speranza di ultimarli a fine estate. Prestatevi volentieri per amore del vostri figli, dei vostri nipoti, ma per amore di Gesù Bambino, il cui Natale ricorre in questo mese. Da Lui invochiamo le più elette benedizioni e una larga ricompensa.
Asilo infantile S. Vito. Con piacere registriamo altre offerte per il nuovo edificio che si sta costruendo. Segno evidente che l’opera va riscotendo sempre più simpatia, perché se ne comprende l’utilità e l’importanza. Queste offerte aggiunte a quelle già pubblicate per un totale generale di lire 38.725. Comunichiamo l’elenco delle spese sostenute: ai muratori lire 9.380 – alla ditta Robusto di Torino per legnami lire 3.109 – alla ditta Gelato di Pinerolo per legnami lire 9.247 – per calce e cemento lire 4.250 – per mattoni e tegole lire 2.151 – per vetri lire 626 – per persiane avvolgibili lire 1.088 – per gradini di pietra e portali in cemento lire 998 – per metalli lire 446 – al falegname per porte e finestre lire 3.425 – per impianto luce lire 950 – al lattoniere lire 855 – per decorazione interna ed esterna e scenografia lire 1.750 – per trasporti diversi lire 400 – per piccole spese diverse lire 50. Totale spesa generale lire 38.725. forse ci aspettavamo una spesa più grande nelle spese, invece si è fatto tutto in economia. I fratelli Borgi, impresari, oltre ad applicare tariffe ridotte, non hanno fatturato l’uso e il consumo di tutti gli armamenti adoperati nella costruzione. Così si è risparmiato per il palchetto e gli altri lavori di falegnameria, data la prestazione gratuita da parte dei sigg. Andruetto Giovanni, Sapino Chiaffredo, Pipino Gabriele con a capo il sig. Mario Paviolo. Chiudiamo questa prima pagina, esprimendo un sentito grazie a tutti i nominati e non nominati benefattori e collaboratori. Con il prossimo Capodanno ne apriremo un’altra, che dovrà registrare nuovi atti di carità e di generosità da parte di persone benefiche, fino al compimento dell’opera intrapresa.
Offerte pro bollettino. Leggiamo nell’elenco dei benefattori alcune famiglie nobili e nomi illustri come le famiglie Brunicardi, Destefanis, Giordani, Martina, il rev. Can. Baudino, Mons. Bernardino Caselli, la contessa Palma di Borgofranco, per un totale di lire 277.

Gennaio 1939

Associazione S. Agnese. Nozze. – Il giorno 22 novembre scorso, salutavamo un’altra nostra sorella nel Signore che andava sposa. Giuseppina Saluto, si univa in matrimonio al giovane Michele Martinatto. Breve fu la sua permanenza tra noi, ma certamente non inutile, perché gli insegnamenti ed i consigli ricevuti in Associazione le saranno valido aiuto per irradiare nella sua nuova famiglia, la luce delle cristiane virtù. Auguri, felicitazioni, e un piccolo prezioso ricordo le abbiamo offerto in quel giorno, mentre accompagnandola all’altare, con la preghiera abbiamo chiesto al Re Divino le più belle grazie e benedizioni sulla sua nuova vita. Sulla porta della chiesa, recitò in poesia belle parole d’augurio e di saluto, a nome di tutte le sorelle d’Associazione, la bambina Mara Girardi.
Gruppo Donne – Settimana della Madre. In obbedienza alle direttive delle Superiori Autorità, abbiamo progettato anche nella nostra Parrocchia, sebbene in termini molto ridotti, la settimana della Madre, che si svolgerà in questo mese nei giorni 26-27-28-29. Ogni mattino, dopo la Messa, vi sarà una Conferenza. Domenica 29, si farà al mattino la comunione delle madri, dopo le funzioni della sera, vi sarà una conferenza conclusiva, tenuta da una Mamma, inviata dal Centro Diocesano. La settimana ha lo scopo di richiamare le donne ai concetti cristiani della sublime missione della madre. Le riunioni sono riservate alle donne sposate, possono partecipare anche quelle non tesserate nell’Azione Cattolica. Ringraziamo per questa bell’iniziativa, e preghiamo il Signore, affinché riuscendo bene, possa portare i desiderati frutti spirituali e morali.
Dopo gli ultimi ritocchi necessari, il Consiglio direttivo del nostro Gruppo resta così composto: Giovanna Mola presidente, Donna Clotilde Martina vice presidente, Teresa Caro cassiera Secondina Pereno segretaria, Carolina Andruetto, Maria Bonetto, Rosa Girardi, Lucia Gontero e Maria Lovera consigliere e delegate.

Febbraio 1939

La statistica del 1938. Battesimi otto, quattro maschi e quattro femmine. Morti dieci di cui sette maschi e tre femmine, tra le quali troviamo il nome della contessa Filippi Malvina. Matrimoni nove coppie. Questa statistica ci dà una doloroso sorpresa: i morti hanno superato i nati. Mai finora nella nostra parrocchia si era arrivati ad un numero così basso di nascite, cattivo segno di decadenza morale e materiale. Al fatto dell’immigrazione di tante famiglie, ora si aggiunge la limitazione delle nascite, per cui la nostra parrocchia va diminuendo di numero in modo troppo rilevante. Si svuotano le culle, ma si riempiono i cuori d’egoismo e probabilmente anche di gravi colpe. Si svuotano le culle, ma per i castighi che Dio manderà, si vuoteranno anche le case, ed i vecchi genitori, soli, senza sostegno non proveranno la soddisfazione di rivivere negli eredi e di tramandare ai posteri il proprio nome. Di fronte a questa battaglia demografica, tristemente perduta, si ravvisano nei genitori i sentimenti imperiosi e nobili del dovere, imposto da Dio e dalla Patria.
Figlie di Maria. Il Consiglio direttivo della Compagnia Figlie di Maria, nel quale sono avvenuti dei cambiamenti e delle sostituzioni resta ora composto come segue: direttrice Lucia Gontero, vice direttrice Frigeris Tersilla, tesoriera Gardois Teresa, segretaria Mola Maria, maestra novizie Elia Rina, consigliere Andruetto Candida, Elia Agnese, Lanza Angela. Nell’ultima adunanza generale delle consorelle, è stata proclamata la nuova priora, Lanza Teresa d’Antonio, che è entrata in carica con la festa di S. Agnese e durerà tutto l’anno. Vice priora è stata eletta Caro Teresa. Domenica 22 gennaio scorso, è stata celebrata la festa di Santa Agnese, solenne come al solito e in armonia del cuori con tutte le socie. La funzione della comunione generale venne fatta alla Messa delle ore otto, presenti anche le sezioni minori dell’associazioni. Nella sede, poi venne servita una dolce colazione a tutte le socie piccole e grandi, tra la più festosa giocondità. Si svolse una breve accademia in onore della santa, e furono presentati auguri e doni alla bravissima cassiera, Agnesina Elia. Giornata di canti, di festa e d’entusiasmo, anche di rinnovati propositi per il miglioramento spirituale e morale di ciascuna, nella luce affascinante che viene dalla purissima figura di S. Agnese.
Festa della Madonna della Grazie. Martedì 21 di questo mese, alla cappella del Prarosto si celebrerà solennemente la festa annuale, con la Messa cantata alle ore 9. Rettori della festa sono i sigg. Andruetto Vito e Rinaldo Borgiattino. Nel pomeriggio alle ore 15,30 vi sarà in parrocchia un po’ d’Adorazione riparatrice e benedizione del SS. Sacramento.

Marzo 1939

Lutto. La nostra Unione ha preso viva parte al grave dolore del nostro segretario, che ebbe la disgrazia di perdere l’amato padre Paviolo Domenico, morto dopo breve malattia, broncopolmonare. Ai funerali che avvennero domenica 12 febbraio, nella parrocchia di San Francesco, intervennero molti dei nostri soci con la bandiera dell’associazione. Nell’ultima adunanza generale, il Vicario ha espresso a nome dei Soci le vive nostre condoglianze allo zelante segretario ed ha raccomandato a tutti di pregare per l’anima eletta del defunto.
Gruppo Donne d’A.C. – La settimana della Madre. Fu tenuta negli ultimi giorni di gennaio scorso, con alcune conferenze, riguardanti i più importanti doveri delle spose e delle madri. La chiusura solenne si ebbe domenica 29 gennaio, con la Messa, predica e Comunione generale al mattino, e con adunanza generale alla sera. A questa era presente la sig.ra Spertini, delegata del centro Diocesano, la quale con parole piene d’esperienza e d’ardore, animò le nostre donne ad assolvere generosamente la missione divina di madri. Intanto la nostra presidente notificava che il numero delle tesserate ha raggiunto quest’anno la cifra di 77. Mai finora si era arrivati a questo numero. Di qui si può concludere che le donne della Parrocchia comprendono sempre più il bene che ne viene dall’A.C.

Aprile 1939

La Sacra Visita Pastorale. Il nostro pensiero si rivolge riverente a Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Maurilio Fossati, nostro amatissimo Arcivescovo, il quale in questo mese farà qui la Sacra Visita Pastorale. La seconda volta che Egli viene fra noi, ma questa volta, per suo espresso ordine, non vi saranno più tante esteriorità di ricevimenti. Sarà accolto alla porta della chiesa parrocchiale, senza discorsi o saluti. Baciati, il crocefisso che gli sarà presentato, aspergerà il popolo, dopo essere stato incensato col turibolo, l’Eminentissimo Cardinale entrerà nel tempio. Darà subito la sua pastorale benedizione a tutti i presenti, ai quali rivolgerà il suo primo saluto. Qui avverrà la benedizione del SS. Sacramento. Dopo breve sosta, durante la quale Sua Eminenza riceverà in canonica Personalità e Dirigenti Parrocchiali, in chiesa si disporranno i bimbi, ai quali sarà amministrata la Cresima. La visita Pastorale nella vicaria incomincia questa volta da Orbassano, domenica 23 corrente. Là il Cardinale passerà alle diverse parrocchie di Cumiana, dalla Pieve di Cumiana, partirà per venire da noi mercoledì mattino 26 corrente. Disponiamo i nostri cuori a fare la più ansiosa e rispettosa accoglienza al Pastore dell’Archidiocesi, che qui verrà nel nome del Signore per portarci le sue benedizioni e la sua paterna parola. Sarà nostro dovere dimostragli tutta la nostra gioia e riconoscenza. Lasciamo per un giorno ogni nostra preoccupazione, per le cose materiali delle vostre case, e accorrete a presentare a Lui i vostri omaggi e sentire gli importanti suoi insegnamenti.
Orario e disposizioni per la Visita Pastorale. Mercoledì 26 aprile 1939.
Ore 8: arrivo di Sua Em. il Cardinale Arcivescovo. Prime funzioni.
Ore 10: amministrazione della S. Cresima.
Ore 15: ultimate funzioni della Visita Pastorale. Congedo di Sua Eminenza.
ATTENZIONE! Ogni Cresimando, in conformità alle nuove disposizione date dall’Arcivescovo, deve presentarsi tenendo in mano una candela che offrirà per l’erezione del nuovo Seminario. Le candele saranno tutte fornite dalla nostra sacrestia. Ai cresimandi, come il solito, sarà rilasciato un ricordo del sacramento ricevuto. Questo ricordo con la candela porta la piccola spesa di lire tre, che si devono versare anticipatamente all’ufficio parrocchiale. Nessuno sarà ammesso alla cresima senza aver sostenuto l’esame di catechismo.
Vita Parrocchiale. Funerale del Papa. Anche noi, domenica 19 febbraio, abbiamo sciolto il nostro debito di riconoscenza verso il grande Papa Pio XI, ultimamente scomparso. In Suo suffragio, alle ore 10,30, è stato celebrato un solenne funerale, al quale la nostra scuola maschile di canto ha eseguito la messa a tre voci del M° Perosi. Appositamente questo funerale fu fissato in giorno festivo, perché la popolazione potesse parteciparvi più numerosa alla funzione. Per completare la cronaca, domenica 5 marzo, abbiamo cantato il Te Deum solenne, in ringraziamento a Dio per averci dato un nuovo Papa, nella persona del Cardinale Pacelli che prese il nome di Pio XII.
La Prima Comunione dei Bambini. Domenica 23 aprile alle ore 7,30 si farà quest’anno la Prima Comunione. Così i fanciulli resteranno preparati per ricevere anche essi la cresima, che in settimana sarà amministrata dal cardinale Arcivescovo in Visita pastorale.
Rettori e Rettrici per l’anno 1939.
Compagnia del SS. Sacramento: Bonetto Mattia e Vietto Vittorio; Andruetto Lina e Bruno Tina.
Compagnia della Madonna: Girardi Giovanni e Michele Bergoglio fu Giuseppe; Peretti Maria e Rina Andruetto.
Compagnia del Suffragio: Destefanis Luigi e Buttigliengo Emilio; Novarese Natalina e Adele Boetto.
Compagnia della Confraternita. Fiora Giovanni di Vito e Porporato Pietro, Gardois Caterina e Andruetto Margherita.
Ai Rettori e Rettrici che hanno prestato la loro opera nell’anno scorso, a decoro delle funzioni ed a bene della chiesa, va il nostro fervido ringraziamento, specialmente a quelli che si occuparono delle diverse questue. A titolo di cronaca notiamo che finora mai si era raccolto come nel 1938, ossia Kg. 500 di grano e Kg. 452 di meliga. Vada pure un sentito grazie a tutti gli offerenti, sui quali invochiamo le benedizioni celesti.
Asilo Infantile S. Vito. Nei cantieri del nostro Asilo sono stati ripresi e fervono i lavori. Precisamente mercoledì 15 marzo scorso, sono state scavate le fondamenta della seconda parte della costruzione, per opera d’Emilio Buttigliengo, dei tre fratelli Clemente, Giovanni e Giuseppe Martinatto, con i due amministratori Andruetto G. Battista e Antonio Lanza. In seguito con l’aiuto volonteroso di numerosi altri, furono compiuti tutti i necessari lavori di sgombero e di preparazione, di modo che martedì 21 marzo, gli impresari sigg. Borgi fratelli, poterono iniziare la costruzione; che ora cresce e s’innalzandosi. Con il concorso di tutti non si lascerà mancare il materiale, cioè sabbia, calce, mattoni, la costruzione potrà essere ultimata in pochi mesi. Intanto abbiamo il piacere di iniziare la pubblicazione delle nuove offerte pro Asilo, che ammontano ad un totale di lire 1.905. Ai volenterosi operai, agli oblatori un sincero e vivo ringraziamento. Rinnovando i ringraziamenti a tutti i parrocchiani per le dimostrazioni d’affetto e d’omaggio, dimostratogli nel giorno del suo Onomastico, le quali culminarono nella solenne Accademia nel salone dell’Asilo.

Maggio 1939

La Voce del Pastore. Conserviamo vivissimo nell’anima il ricordo della Visita Pastorale, compiutasi il 26 dello scorso mese. Che gioia per noi l’aver potuto avvicinare un Principe della Chiesa, l’averlo potuto contemplare nel suo rosso vestito cardinalizio, l’aver potuto ascoltare la sua parola paterna, profusa abbondantemente, in modo da far comprendere il suo gran cuore di Pastore. Quanti frutti spirituali di benedizione e di grazie, ci ha portato questa Visita del nostro amatissimo Arcivescovo. In modo speciale ne hanno sentito i vantaggi spirituali gli 89 fanciulli, che dalle Sue mani hanno ricevuto la Cresima. Siete accorsi numerosi alle diverse funzioni, perché avete compreso l’importanza di questa visita. Tanto che Sua Eminenza ebbe il piacere di vedere la chiesa sempre gremita di popolo. Certo che la visita fosse stata di domenica, il ricevimento sarebbe stato più grandioso; questa volta non c’è stato permesso, perché il lunedì, la parrocchia di San Francesco doveva recarsi in processione ad Avigliana. Abbiamo faticato per far studiare il catechismo ai cresimandi, ma abbiamo avuto la soddisfazione di sentire dallo stesso Cardinale, una giusta lode ai nostri bimbi, molto preparati. La visita pastorale ha servito per il Cardinale a costatare il funzionamento e l’attività della nostra parrocchia, in conformità dei suoi ordini pastorali e desideri, serva a noi come incitamento a fare sempre meglio, questo è certo il nostro proposito. Al Cardinale abbiamo presentato la nostra offerta di lire mille, per il nuovo seminario. Per noi rappresenta una gran cifra, è una piccola goccia, confronto ai tanti milioni che costerà il seminario. Ricordiamo, che in chiesa c’è una bussola per le offerte pro seminario, non dimentichiamo questa grand’opera meritoria davanti a Dio. Sua Eminenza il Cardinale ha notato con piacere la presenza delle autorità civili e politiche di Piossasco tenendole a lungo in cordiale colloquio. Come benedizione l’Arcivescovo ci ha pure portata la desiderata pioggia, che fu una vera mamma per le campagne. Di tutto rendiamo grazie a Dio.
Festa del Lavoro. E’ ormai entrato nelle nostre consuetudini festeggiare il natale di Roma e la festa del lavoro alla cappella di San Valeriano, il 21 aprile. Anche quest’anno abbiamo fatto la messa all’aperto, alla presenza delle Autorità civili e politiche, degli insegnanti con le scolaresche e con l’intervento delle rappresentanze dei Sindacati e del dopolavoro. Il colle di San Valeriano
, brulicava di una straordinaria moltitudine di gente, che dopo la messa celebrata dal Vicario, si sparse fra i pini a consumare la colazione con il più formidabile appetito. La mattina splendida invitava proprio a godere un momento di svago.
Prima Comunione. Celebrata il 23 aprile: relativamente pochi sono stati i fanciulli della prima Comunione, 16 in tutto, cinque maschi e undici femmine. Molto più preparati furono quelli che avevano frequentato l’Asilo, di questo va data lode alla rev.da Direttrice Suor Mafalda, che con pazienza e abilità li seppe istruire. Dopo la S. Messa fu loro servita una dolce colazione offerta e preparata dalle Dirigenti dell’Associazione S. Agnese, e fu loro distribuito un bellissimo ricordo a nome del Gruppo Donne d’A.C. Il premio di prima Comunione, stabilito dalla signora Schaeffer, di buona memoria, fu assegnato alla bimba Maria Girardi.
Asilo San Vito. I lavori della seconda parte del nuovo Asilo sono già arrivati al tetto. Ma mentre aumentano i muri, crescono anche le spese. Sollecitiamo le vostre offerte. Ricordiamo le parole del vangelo: “Date e vi sarà dato”. Date in nome di Dio, date per quest’opera così importante e benefica, e sarà data ricompensa dal Signore con grazie e benedizioni. Appena sarà possibile, i bimbi delle famiglie che avranno fatto offerte all’Asilo, saranno assistiti gratuitamente. Ricordiamo intanto la generosità di molti che si sono prestati per la condotta dei mattoni. A capolista sino i Peretti, affittavoli della cascina del Priore, i quali da soli hanno condotto dalle fornaci di Piscina, ben 10 mila mattoni. Poi seguono i sigg. Racca, con camion, 3.000; poi i signor Bonetto Angelo e Mattia, Grimaldi, Bosso, Destefanis, Castagneto e Cottino. A questi il più vivo e sentito ringraziamento, ad altri una raccomandazione di non lasciar mancare né sabbia, né ghiaia, né calce.
Festa di San Giorgio. Dato che martedì 9 maggio è festa nazionale, proclamazione dell’Impero e che quindi molti possono approfittarne per una bella gita, si celebrerà alla Cappella di San Giorgio, festa annuale, con messa cantata alle ore 9. In caso di pioggia, la festa sarà tramandata a lunedì 15 maggio.

Giugno 1939

La Cappella della Madonna delle Grazie al Prarosto è stata restaurata completamente. Il pittore Nino Pirlato di Racconigi l’ha decorata a nuova dalla cupola al pavimento, all’esterno sulla facciata ha dipinto in affresco, quindi in modo incancellabile, l’immagine della Vergine. I restauri saranno inaugurati con la festa che celebreremo alla Cappella in giorno di domenica. Faccio presente che d’ora in avanti nessun quadro potrà essere attaccato alle pareti della Cappella senza il permesso del Vicario, è vietato portare delle statuette, se la Cappella è intitolata alla Madonna delle Grazie, questa sola è l’immagine che vi si deve veder e venerare. Dalla madonna del Prarosto, della Quale tutto Piossasco è devoto, invoca su voi le più elette benedizioni.
Vita Parrocchiale. Associazione Santa Agnese. Nozze. Il giorno 15 dello scorso aprile, nella nostra chiesa parrocchiale, in un’atmosfera di religiosa intimità, una nostra sorella di Associazione, Teresa Lanza, si univa in matrimonio al sig. Novarese Michele. Dirigente e socia zelante fin dal 1931, cioè dall’inizio della Gioventù femminile d’A.C. in Parrocchia. Essa dimostrò sempre con la parola e con l’esempio, il programma dell’Associazione lo viveva e cercava di irradiarlo fra le giovani che avvicinava. Il rito fu compiuto dal rev. Vicario, che celebrò anche la messa per gli sposi, al termine del quale, con belle parole disse loro la gran dignità del Sacramento ricevuto. Ringraziando pure la sposa per l’opera preziosa prestata in Parrocchia come dirigente d’Associazione, come maestra di catechismo e Priora della Compagnia Figlie di Maria. Assisteva alla funzione dello sposalizio una rappresentanza delle giovani con bandiera. All’entrata e all’uscita degli sposi dalla Chiesa, recitarono delle poesie di augurio e di saluto, Lidia Pereno e Ornella Vaudagna.
Asilo Infantile San Vito. Alla nuova costruzione è già stato messo il tetto, sul quale in segno di giubilo sono comparse le bandiere innalzate dai muratori, ai quali il sig. Vicario ha offerto una meritata generosa bicchierata con merenda. Ora si stanno costruendo le volte. I fratelli Borgi vanno accelerando il passo allo scopo di ultimare presto i lavori, affinché asciugandosi bene gli ambienti, si possa ad ottobre trasportare nel nuovo edificio il funzionamento dell’Asilo. Molti generosi, che sono quasi sempre i medesimi, hanno condotto tutto il materiale necessario tanto che forse non ne mancherà più. Ricordiamo qualche nome. I Peretti, affittavoli del Priore, hanno condotta tutta la calce ed il cemento da None; i fratelli Angelo, Mattia e Giacomo Bonetto hanno trasportato il legname da Pinerolo per il tetto e gli scalini di pietra; Marchisio Giuseppe ha condotto le rotaie per le volte da Torino; Grimaldi Vito, Lanza Cesare, fratelli Rosso e Michele Spesso le tegole per il tetto da Piscina; Peretti, Destefanis, Boccardo e Neirotti i tavelloni e le volterane per le volte da Piscina. Per la sabbia, il numero dei conduttori è grandissimo, di modo che non sappiamo se riusciremo a fare un elenco completo, tenteremo e pubblicheremo un’altra volta. Il Signore benedica e ricompensi questi generosi, il cui nome abbiamo notato ad esempio di altri.
Festa patronale di San Vito. Domenica 18 giugno.
Ore 6 – Messa con Comunione generale degli adulti.
Ore 7,30 – Messa con Comunione generale della Gioventù maschile e femminile.
Ore 10,30 – Messa solenne in musica.
Ore 15,30- Rosario, Vespri solenni, predica, processione e benedizione.
La festa è preceduta da una Novena di Benedizione al mattino dopo la Messa prima.

Luglio 1939

La Voce del Pastore. Ultimamente si è distribuita una lettera riguardante il nostro Asilo Infantile di San Vito. La trascriviamo sul bollettino perché sia maggiormente conosciuta.
“La seconda parte del Progetto per il nuovo Edificio dell’Asilo è in piena costruzione, e sarà ultimata per il prossimo anno scolastico. La spesa si aggira sulle quaranta mila lire. Come ho fatto per la prima parte, così anche ora mi rivolgo a tutte le Famiglie della Parrocchia ed alle Persone Benefiche, chiedendo a tutti il contributo delle loro offerte per ultimare quest’Opera, tanto necessaria per il bene dell’Infanzia. La S.V. si degni ascoltare questa mia domanda e voglia aderire con la sottoscrizione di una generosa oblazione. Il nome dei Benemeriti, che avranno offerto almeno 500 lire, sarà scritto su apposita lapide di marmo all’ingresso del nuovo edificio. E il nome di tutti gli oblatori minori sarà segnato su apposito Libro da conservarsi nell’Archivio dell’Asilo. Nella fiducia che questa mia lettera sarà presa in favorevole considerazione, ringrazio fin d’ora la S.V. cui prego da Dio in ricompensa copiose e speciali benedizioni”. (f.to il vostro aff.mo Vicario)
Sono già arrivate le risposte e le adesioni dei più solleciti e di buon cuore, ma aspetto anche le mormorazioni dei disfattisti e degli spilorci, che non conoscono il verbo DARE, ma solo quell’AVERE, che non vedono mai bene, se non quello che fanno loro. L’Asilo si compirà lo stesso, e il nome degli assenti si verrà a conoscere. Intanto tenete presente che prima d’aiutare le opere lontane e fuori parrocchia, bisogna aiutare quelle parrocchiali, fra le quali ora è urgente l’Asilo.
Vita Parrocchiale. Festa di San Vito. Domenica 15 giugno, giornata splendente di sole nel cielo, e splendente di luce nei cuori. Numerose Comunione di mattino, specialmente d’uomini. La messa solenne fu celebrata dal rev. don Giovanni Martinatto, venerando sacerdote della nostra parrocchia che nella sua tarda età conserva ancora tanta energia e ottima salute. Egli a pure funzionato nel pomeriggio con instancabile attività. La nostra cantoria, gli uomini hanno eseguito brillantemente una nuova messa, quella Natalica del M° Magri. Nel pomeriggio si svolse la processione solenne, onorata dalla partecipazione delle Autorità, cioè del sig. Podestà, del rappresentante del segretario politico, del presidente dei Combattenti e altri. Assunse grandiosità alla festa il fatto dell’inaugurazione del gagliardetto della sezione Aspiranti dell’Associazione giovanile San Vito. Il gagliardetto fu benedetto prima della messa grande dal rev. Canonico Giovanni Bosso, assistente Diocesano della gioventù maschile, che disse vibranti parole di circostanza. Fungeva da madrina la signora Clotilde Martina Mocchie di Coggiola, che con gentile pensiero volle donare questo gagliardetto agli Aspiranti, ricordando come sua cugina la Contessa Gabriella Piossasco di None avesse donato, parecchi anni fa, agli effettivi della stessa Associazione, la loro bandiera.
Asilo Infantile San Vito. In questo mese sarà probabilmente ultimata la seconda parte del nuovo edificio di modo che si potrà tosto parlare della data solenne inaugurazione di quest’opera. Intanto abbiamo il piacere di pubblicare una seconda lista d’offerte; ve ne sono di grandi e di piccole, non disprezziamo quelle piccole, pur augurandoci che siano molte quelle grandi. Il nostro desiderio è sempre stato quello di vedere nell’elenco degli offerenti il nome di tutte le famiglie della parrocchia, qualunque possa essere la loro offerta. Totale 1.313 lire, che ringraziamo tutti.
Condoglianze. Nel mese scorso, una persona tanto benemerita verso il nostro Asilo, è stata provata dal vivo cordoglio della morte del suo Papà. E’ la signora Vittoria Boneschi. Il nostro Asilo ha preso viva parte alle sue ansie, ed i bimbi che pregarono durante l’ultima malattia, pregarono anche dopo la morte per il defunto, invocando pure conforto dal Cielo per il cuore addolorato della signora Boneschi. La signora in cambio ha fatto per venire all’Asilo una generosa somma di lire 500. L’Amministrazione mentre ringrazia, rinnova a lei e a tutta la sua famiglia le più sincere condoglianze.
Moda, balli e moralità. Senza calze e al ballo… o senza ballo con le calze, donne, scegliete!
La bella stagione d’accordo con la moda porta certe frenesie incomposte e passionali che sono da condannare e da evitare. Non è certo per il caldo, che il sesso debole va senza calze, neppure per povertà famigliare. E’ piuttosto per mancanza di pudore, per scarsità di modestia. Si può capire e tollerare che una ragazza fin che non ha 15 anni possa comparire in pubblico con le gambe nude, si tratta di una bambina. Per una giovane che ha passato quest’età, tanto più per una donna sposata o madre di famiglia, la cosa è ben diversa e diventa immorale. Bisogna reagire. Accorciando vestiti ed esponendo nudità da tutte le parti, la donna moderna vuol forse a poco a poco ridursi ai tempi primitivi, molto vicini a Adamo ed Eva? No, questo non va, non sarebbe né progresso né civiltà. In ogni modo, in chiesa, ove è stabilito che le donne devono coprirsi il capo, tanto più si devono coprire le gambe per il rispetto dovutola sacro luogo. Le donne che ascoltassero questo preavviso e avessero questo poco buon senso, potranno essere invitate dal parroco ad uscire dalla chiesa o impedire di entrare. Che dire dei balli? I moralisti affermano che i balli moderni, che non possono chiamarsi danze, sono illeciti, perché tendono ad eccitare le basse passioni. Sono quindi da escludersi, tanto più poi quando si svolgono in sale, salette o saloni, in un ambiente frenetico di gioventù sbrigliata. Se il ballo è uno sport, dobbiamo affermare che brutto sport, che pericoloso sport! Povera gioventù che si avvelena anima e corpo. I genitori che cosa fanno? Non capiscono, e non vedono? Presto apriranno gli occhi pieni di lacrime, saranno lacrime di coccodrillo. Rimangono intanto sempre fissi i vecchi termini, che per gli iscritti all’Azione Cattolica sono assolutamente proibiti frequentare le sale da ballo, sia per ballare, sia per suonare, sia per cantare. L’Azione Cattolica ha un sublime ideale di purezza e di moralità che vuol conservare a qualunque costo.
Offerte pro bollettino. Tra le offerte più espressive ricordiamo, il Conte Lajolo avv. Carlo, la maestra del Campetto sig.ra Turinetto in Dosio, la maestra dei Brentatori Migliavacca Piera. E tanti parrocchiani che amano il bollettino. Per una somma di 471 lire. Il segno più evidente che si apprezza il bollettino sono le offerte. Ci auguriamo perciò che la Buona Parola sia apprezzata da tutte le famiglie della parrocchia, per il bene di tutti. Ringraziamo di cuore tutti gli oblatori e su di loro invochiamo la benedizione di Dio.

Agosto 1939

La Voce del Pastore. Permettete che vi ripeta sempre la solita antifona riguardante con il nuovo edificio dell’Asilo. Attualmente è questo il mio più grande affanno, non vedo l’ora che sia tutto terminato e pagato. La cifra delle spese aumenta di molto per i diversi impianti che si devono fare, in pratica quello della luce, dell’acqua, del riscaldamento. Sarebbe anche desiderabile che nell’ambiente nuovo si potessero mettere mobili nuovi. Purtroppo per ora non possiamo arrivarci, eccetto che qualche generosa persona volesse pensarci. L’antifona dunque, che vi ripeto è che mandiamo presto le nostre offerte, rispondendo alla lettera circolare che vi ho inviato nel mese di giugno scorso. E che sia ragionevole il vostro concorso in quest’Opera lo potete comprendere da quanto scrive un Giornale scolastico (Corriere delle Maestre, 10-7-1939). Ecco quel che dice il Giornale: “ Tutti avranno notato che il Duce, quasi ovunque si recò e si reca a portare al popolo lavoratore il conforto della sua presenza, della sua parola animatrice, erogò ed eroga cospicue somme, onde favorire la costruzione d’edifici per le scuole elementari e per le scuole materne… questo è un monito che noi vorremmo fosse capito ed accolto non soltanto dai Comuni – non tutti e non sempre in condizioni finanziarie tali da poterlo subito accogliere – ma da danti Italiani sono in grado, luogo per luogo, di concorrere, anche se lievemente, con propri mezzi, a facilitare l’erezione d’uffici per la scuola elementare e per gli Asili infantili. La scuola elementare e la scuola materna senza la casa adatta sono come piante senza terreno e senza sole”. Se riflettete sopra queste chiare importanti parole del giornale scolastico, voi vi persuaderete della necessità di dare tutti secondo le forze, molti faranno anche uno sforzo per offrire le 500 lire richieste per essere iscritti nella lapide dei Benemeriti. Ai sigg. villeggianti, che per qualche mese diventano nostri parrocchiani, auguriamo un ottimo soggiorno, intanto anche a loro rivolgiamo la nostra preghiera, perché tra le loro opere di bene, vogliano ricordare pure il nostro Asilo.
Feste Religiose di questo mese.
Lunedì 7 – Festa della madonna della Neve alla cappella delle Prese. Ore 9 messa cantata.
Martedì 15 – Assunzione di Maria SS. – Festa di precetto. Ore 10,30 messa cantata in musica.
Domenica 27 – Festa del Sacro Cuore di Maria – Processione solenne alla sera ore 16.
Martedì 29 – Festa della Congregazione dell’Angelo Custode (Festa dei Preti) – le funzioni hanno inizio alle ore 10.
Asilo Infantile S. Vito. Saggio dei bimbi. Il nostro asilo che segue l’andamento delle scuole elementari, ha ultimato il suo anno scolastico il 30 giugno scorso. Come al solito hanno fatto il saggio finale dei bimbi, domenica 25 giugno, nel nuovo salone, il quale presentava un bel colpo d’occhio per il gran concorso di spettatori. Il saggio, composto di dialoghi, scenette, canti ginnici e allegorici, è riuscito di molto gradimento, specialmente per alcuni numeri di particolare delicatezza e soavità. Quest’anno per la prima volta i canti furono accompagnati col suono, e questo ha servito a servito a dare maggior risalto e ad ottenere più bell’effetto. La Direttrice Suor Mafalda, che coadiuvata da Suor Guerrina, ha preparato così bene i bambini, ha ricevuto i meritati complimenti, mentre ai piccoli artisti furono regalati dolci e caramelle. Assistevano al saggio il sig. Griva in rappresentanza del segretario politico, il sig. Giorda, presidente dei Combattenti. Il sig. Podestà, impedito per gravi impegni, aveva mandato una lettera in cui si dichiarava spiacente di non poter essere presente. In fine, a nome dell’Amministrazione, il presidente, assicurando che il nuovo edificio sarà presto ultimato, e ad ottobre l’Asilo aprirà nei nuovi locali.

Settembre 1939

Sposalizio solenne. Uno dei più solenni celebrati finora nella nostra parrocchia, è stato quello di Fiora Vittorio con Malacarne Maria. Il rito si è compiuto in giorno di festa, cioè domenica 13 agosto scorso. Il motivo della straordinaria solennità è stato che gli sposi appartengono alle nostre due Associazioni giovanili d’A.C. Lo sposo è membro della scuola di canto, è il primo apprezzato tenore. Perciò la scuola, durante la messa ha eseguito le sue note più belle con scelti mottetti. Le bandiere delle associazioni erano presenti. Il viario in mozzetta ha celebrato il rito, rivolgendo fervide parole agli sposi, ricordando le speciali benemerenze dello sposo per la sua attiva operosità ed esemplarità nell’Associazione giovanile e nella scuola di canto. I due sposi cambieranno intanto il loro distintivo e metteranno quello dell’Unione Uomini e del Gruppo Donne di cui entreranno a far parte. Sulla porta della chiesa, la beniamina Maria Girardi e l’aspirante Luigino Andruetto, dissero poetici auguri ai fortunati Sposi, circondati da tanta simpatia e complimentati da un concorso straordinario di gente. La scuola di canto e l’Associazione S. Vito, hanno regalato allo sposo un magnifico quadro sacro, l’Associazione Santa Agnese, ha offerto alla sposa un bel libro “La Sposa Cristiana”.
Gita turistica. La nostra Unione Uomini d’A.C., ha organizzato una gita, alla quale hanno preso parte anche le due scuole di canto, per la loro gita annuale. Martedì 15 agosto, alle ore 7 si partiva da Piossasco. La prima sosta fu fatta a Susa alle ore 8,30, per le provviste necessarie. A Chiomonte si fece un boccone di colazione con una fermata di mezz’ora. Ad Ulzio abbiamo visitato la casa Salesiana con la bella chiesa, che fu già abbazia dei frati Benedettini. Verso mezzogiorno si arrivava a Cesana, ove abbiamo pranzato nei prati all’ombra. Alle ore 15 circa si giungeva alla tanta sospirata e decantata Sestriere. Posto veramente incantevole per le altissime montagne che lo circondano, con le due filovie che in breve trasportano sulle cime dei monti quelli che ambiscono salire in alto. Luogo magnifico per i grandi e lussuosi alberghi dalle alte torri rotonde. Abbiamo visitato ed ammirato la nuova Chiesa fatta costruire dal senatore Agnelli con la spesa di circa un milione. Alle ore 17, si partiva per la valle del Chisone, dopo brevi fermate a Pragelato e a Finestrelle, siamo giunti a Perosa Argentina, ove trovammo cordialissima ospitalità presso l’Istituto Salesiano. Consumata lì la cena, abbiamo goduto ancora uno spettacolo cinematografico, quindi siamo ritornati a casa a notte avanzata con in cuore una straordinaria soddisfazione. Mai finora avevamo fatto una gita così lunga, così varia e così indimenticabile. Le scuole di canto hanno espresso la loro riconoscenza al Vicario per questo graditissimo premio, con nell’animo il proposito d’essere fedeli e costanti alle esigenze e alla disciplina della scuola.
I premi di Catechismo, quest’anno hanno cambiato genere: non più libri, ma una gita, che si è effettuata mercoledì 16 agosto, ed ebbe per meta il santuario di S. Pancrazio. Circa 50 bambini premiati attendevano con ansia il torpedone al momento della partenza, che fu alle ore 8. Per via Orbassano, Rivalta, Rivoli, e Alpignano si è giunti a Pianezza, da cui il santuario è distante circa un Km. Il santuario è officiato dai padre Passionisti, uno di loro conducendo i fanciulli a visitare la vecchia chiesa, e il nuovo ampliamento, ha narrato la storia del santuario. Un altro padre, un miracolato, ha parlato della beata Gemma Galgani e di San Gabriele dell’Addolorata. I ragazzi hanno ammirato i tanti quadri ex voto, che adornano le pareti della chiesa, e si sono divertiti in modo straordinario nell’ampio cortile antistante il Santuario, ed hanno consumato il pranzo sotto i portici su tavole messe a disposizione dai rev. Padri Passionisti. Dopo ore di sosta, si è ripresa la via del ritorno, con la fermata a Pianezza, per visitare la famosa Rocca salendovi tutti sopra. Passando per Collegno, si è fatto tappa a Grugliasco, consumando la merenda nel ricreatorio parrocchiale, dove una vecchia giostra ha cominciato a girare e a divertire. Sempre fra lieti canti e schietta allegria, si è tornati a Piossasco verso sera. L’idea del premio possa essere sempre un forte incitamento, perché i bambini attendono con buona voglia allo studio del Catechismo, questo è lo scopo e il desiderio del Vicario. Il premio dei due libri, “Bianca Bongioanni Gianoglio”, fondato dalla signora Letizia Battistini in memoria di sua cara Mamma, è stato assegnato quest’anno a Maria Teresa Sapino e a Luigino Andruetto.
Sotto i cipressi, all’ultima dimora abbiamo accompagnato, domenica 6 agosto scorso, la salma del defunto Luigi Mola. Colpito da male che lentamente progrediva, senza tuttavia dargli gravi dolori, poté ricevere con comodità e devozione gli ultimi sacramenti e prepararsi ad una morte, che fu realmente serena e tranquilla. Aveva compiuto 76 anni. Fu un uomo retto ed esemplare, che allevò una numerosa famiglia di sei figlie e due figli, che si succedettero al capezzale dell’infermo per assisterlo durante la malattia, tutti furono presenti al suo trapasso e ai suoi funerali. Era socio della nostra Unione Uomini d’A.C. e membro della confraternita del SS. Nome di Gesù. La famiglia ha voluto onorare il caro Padre con funerali di prima classe, ai quali prese parte un numero straordinario di persone, data la grande conoscenza e stima che i Mola godono in paese e fuori. Le nostre scuole di canto, maschile e femminile, hanno cantato dall’orchestra la messa esequiale e di settima, con uno speciale riguardo alla figlia del defunto, signorina Annetta, la quale tiene la parte principale nella scuola di canto femminile. Alla famiglia e particolarmente alla consorte del defunto, la quale da molto tempo non gode buona salute, rinnoviamo le nostre vivissime condoglianze.
Asilo Infantile S. Vito. Fervono i lavori nel nuovo edificio per l’impianto dei termosifoni, della luce e dell’acqua. In questo mese tutto sarà ultimato e ad ottobre si inaugurerà la nuova sede. Con piacere vediamo affluire le offerte, proprio in questo momento in cui né abbiamo tanto bisogno. L’esempio di questi benefattori possa essere d’incoraggiamento ad altri, e muovere tutti in generosa gara in aiuto di questa preziosa opera di beneficenza quale è l’Asilo. Riguardo alle offerte ricevute, siamo a quota 2.450 lire. L’Adunanza Azionisti è per domenica 24 settembre alle ore 17, dove sono convocati tutti gli azionisti nel salone dell’Asilo e sarà dato conto del funzionamento dell’Ente e delle spese per la nuova costruzione.

Ottobre 1939

La Voce del Pastore. Il nuovo edificio del nostro Asilo S. Vito, è finito. Uno dei nostri sogni si è realizzato. Tiriamo un lungo respiro, con un sincero Deo Grazia, si era lavorato per circa due anni. I soci Azionisti, che ultimamente tennero un’adunanza generale, sono stati i primi a visitare il nuovo locale, che hanno ammirato in ogni sua parte. La facciata è splendida, alcuni gradini danno su un atrio aperto, dal quale si entra in uno spazioso corridoio, con a destra una saletta di Direzione, la cucina, la scala in pietra che porta al piano superiore, ove sta un comodo e luminoso alloggio delle Reverende Suore. A sinistra del corridoio d’ingresso, si entra nel grande salone, suddiviso in tre parti da eleganti divisioni di legno. Qui vi è l’aula e il refettorio, molto spaziosi e ben illuminati. Tutti gli ambienti saranno riscaldati a termosifone, già impiantato dalla ditta Pidello e Malvisti di Torino. In cucina e nei gabinetti scorre automaticamente l’acqua limpida. Esiste tutto quanto l’igiene e la comodità potevano suggerire. Resta da ordinare e abbellire il cortile, asportare terra ingombrante, e formandovi qualche aiuola di verde e di fiori. Resta pure da abbattere una parte del locale vecchio per formare un’ampia entrata dalla strada S. Vito, e per lasciare vedere la bella e nuova costruzione. Tutto questo si farà appena sarà possibile avere l’aiuto di volenterosi che presteranno gratuitamente la loro opera. Il nuovo edificio è finito, ma è anche tutto pagato? Purtroppo no, una grossa cifra resta ancora da pagare. Ma abbiamo fiducia che le oblazioni continueranno fin che sarà necessario. Nonostante i tempi critici, le sorgenti della carità e della beneficenza non si sono esaurite, anzi è appunto in questi momenti che si può vedere lo spirito caritativo delle persone e delle famiglie. Intanto in questo mese l’Asilo comincia a funzionare nei nuovi locali. Cosa importantissima è che i bimbi siano numerosi a frequentarlo subito da principio. La novità e la bellezza della nuova sede possa essere un buon incitamento a questo riguardo. Quanto prima nell’atrio del nuovo edificio, sarà murata la lapide di marmo con i nomi dei maggiori benefattori. Sulla lapide rimane dello spazio vuoto per accogliere altri nomi che certamente si aggiungeranno ancora, in seguito. Ringraziamo Dio per la meta raggiunta, ai benefattori e collaboratori diciamo l’espressione della nostra riconoscenza, mentre invochiamo sopra di loro le più elette benedizioni del Cielo.
Vita Parrocchiale. Novelli Chierici. Domenica 17 settembre scorso alle ore 10,30 prima della messa grande, c’è stato nella nostra chiesa il rito della Vestizione chiericale di due giovani studenti, aspiranti al sacerdozio. Data la novità della funzione, molta gente si era raccolta per assistere. Il Vicario in mozzetta, all’altare maggiore, benedisse prima le vesti chiericali che i due giovani recavano in braccio. Quindi con rituali parole spogliandoli dell’abito secolare, consegnò loro il nuovo sacro vestito, d in fine li benedisse, terminando il rito con rivolgere parole di circostanza al popolo che assisteva, e parole d’incoraggiamento e d’augurio ai due novelli Leviti. I due fortunati giovani, ai quali Dio ha dato la vocazione al sacerdozio, sono Mario Bonetto di Giacomo e Silvio Bianciotto di Mario. Hanno compiuto lodevolmente i loro studi ginnasiali nel Seminario di Giaveno ed in questo mese entreranno nel seminario fisolofico di Chieri, dopo tre anni inizieranno lo studio teologico che durerà quattro anni. Così dopo lunga, ma importante preparazione, giungeranno all’altissima dignità di Ministri del Signore. In questa loro ascesa li accompagniamo con i voti più fervidi e devote preghiere.
La Festa dei Preti, ossia della congregazione sacerdotale sotto il titolo dell’Angelo Custode, è stata celebrata martedì 29 agosto scorso, erano presenti ben 41 sacerdoti. Rettore della festa fu il rev.mo don Gaetano Chiantore di Cumiana, al quale facevano corona per il servizio all’altare, tutti i parroci ed i sacerdoti del comune di Cumiama. Ha tenuto il discorso ufficiale della festa il sig. Can. Teol. Domenico Cibrario, vicario di Cuorgnè. Ex vicecurato a Cumiana. Molta gente prese parte alla funzione, la quale comprende sempre quattro parti. La prima parte, accettazione dei nuovi confratelli, fu accettato il nuovo parroco della Motta di Cumiana, seconda parte messa cantata solenne, terza parte benedizione del SS. Sacramento, quarta parte esequie per i confratelli defunti. Alla funzione religiosa è seguita la solita adunanza generale e poi l’appetitoso pranzo preparato dal Vicario, consumato fra la più schietta cordialità dei convenuti.
Asilo Infantile San Vito. In questo mese sarà benedetto e inaugurato il nuovo locale che si aprirà come tutte le scuole italiane, il giorno 16 corrente. L’Amministrazione fa presente che le famiglie dei bambini, come per il passato, pagheranno una piccola quota mensile per la minestra ed un’azione di cinque lire a titolo d’iscrizione all’Asilo per l’anno scolastico 1939-40. Ecco intanto un altro elenco d’offerte, in gran parte sono piccole, ma davanti a Dio possono avere grandissimo valore se fatte con retta intenzione e sacrificio, per un totale di lire 1.200. Ci auguriamo che sia imitato l’esempio di molti generosi, i quali hanno ripetuto l’offerta che avevano dato prima. Se tutti facessero così, potremo fare un grande passo decisivo nel pagamento delle spese. Siamo sorretti da viva fiducia in Dio e ferma speranza nella generosità della popolazione.

Novembre 1939

La Voce del Pastore. La nuova sede del nostro Asilo S. Vito è stata benedetta ed inaugurata da Sua Eccellenza Mons. Pinardi. La descrizione della funzione la potete trovare nella cronaca della Vita Parrocchiale. Ho il piacere di presentarvi ultimata un’opera che ho ideato e voluta per voi, per il bene delle vostre famiglie per il miglioramento della parrocchia e per l’onore del paese. Non è riuscito un gioiello, come qualcuno dice, ma nella semplicità e comodità è bello. Ne sia data lode anche agli impresari Fratelli e specialmente a Teodoro Borgi. Disegnatore e progettista. Un Vicario, mons. Edoardo Bottalo, è stato l’ideatore e il fondatore dell’Asilo S. Vito, un altro Vicario lo ha ora migliorato con una sede nuova dalle fondamenta. Come vedete i parroci non s’interesano solo di chiesa, ma di tutte le opere benefiche del paese. Ordinariamente sono essi i primi sostenitori delle Opere di carità e di beneficenza. Agli uomini di poca fede, che mormoravano qualche anno fa, i quali non volevano aderire alla nostra iniziativa e negarono il loro obolo, dobbiamo solo affermare che l’ambiente e l’attrezzatura del nostro Asilo ai giorni nostri non possono essere quelli di vent’anni fa. E’ necessario progredire e rinnovarsi; lo esigono le direttive date e sanzionate dal regime Fascista nelle sue importanti leggi scolastiche. Credere che l’Asilo avrebbe potuto continuare in locali vecchi ed inadatti era firmare la sentenza di morte. Ci siamo dunque aggiornati e con esito splendido. E’ impressione generale che la nuova costruzione è riuscita perfettamente allo scopo. Questo dà gran soddisfazione, specialmente per la tranquillità di aver speso bene le oblazioni ricevute. Coloro che hanno prestato la loro opera manuale possono essere contenti di non aver lavorato invano. Soprattutto ha motivo di compiacersi la persona ignota, la quale con la sua offerta di 20 mila lire, mi ha indotto ad iniziare il nuovo edificio, che diversamente chissà quando sarebbe potuto cominciare. La lapide di marmo, come avevo promesso, è già stata mutata nell’atrio della nuova sede. Porta in alto scritto: “Per riconoscenza ai Benefattori”. Seguono 34 nomi, ma c’è ancora spazio per altri e speriamo che sia presto occupato. Nell’elenco degli oblatori manca ancor il Municipio di Piossasco, che finora non ha ancora dato alcun contributo per la nuova sede. Ha dato assicurazione al presidente, che lo farà nel prossimo anno. Auguriamoci che l’oblazione sia generosa e sia perché è dovere onorifico per un Comune interessarsi, spendere per le istituzioni scolastiche e pie. A Sua Ecc. Mons. Pinardi, che nella sua squisita bontà e gentilezza accogliendo l’invito è venuto a benedire ed inaugurare la nuova costruzione, ha recato con la sua persona e con la sua parola, tanta solennità al rito, e la più profonda riconoscenza da parte nostra. Alle Autorità civili, politiche e scolastiche, alle Rappresentanze tutte, che con la loro presenza tanto onorarono la bella funzione, rinnovo i miei più sentiti e deferenti ringraziamenti, come ringrazio in modo particolarissimo il Comandante del Centro premilitare sig. Aldo Fenoglio, per aver portato i Giovani militanti a rendere imponente la cerimonia.
Vita Parrocchiale.
Inaugurazione Nuova Sede dell’Asilo S. Vito. Domenica 15 ottobre scorso, è stata impartita la benedizione ai nuovi locali da Sua Ecc. Mons. Pinardi. L’Eccellentissimo presule, accompagnato dal Teol. Frigeris, giunse alle ore 10 al portone dell’Asilo, ove il Vicario e don Del ferro, in rappresentanza della casa Salesiana, erano ad ossequiarlo le Autorità, vale a dire il Commissario prefettizio sig. Marte Lorenzo, il Rappresentante del Segretario politico, la Segretaria del Fassio femminile, il presidente della sezione Combattenti sig. Giorda, le rappresentanze delle Istituzioni fasciste, le insegnanti delle scuole. All’ingresso del Monsignore nel cortile dell’Asilo, una Compagnia di Giovani premilitari al comando del Capomanipolo Aldo Fenoglio, scattava sugli attenti e la guardia armata presentava le armi, mentre scoppiavano i battimani del pubblico, e s’inchinavano tutte le bandiere delle Associazioni parrocchiali. Dopo un canto religioso, salito Mons. Pinardi sui gradini dell’entrata del nuovo edificio, si fece avanti il segretario dell’Asilo sig. Renato Balbo, il quale in nome dell’Amministrazione porse i dovuti omaggi a Sua Eccellenza invitandola a benedire la nuova sede. La piccola Maria Girardi disse un poetico saluto al Monsignore in nome dei bimbi dell’Asilo, prese quindi la parola Mons. Pinardi, che ringraziò degli onori che a lui erano resi, spiegò l’importanza dell’Asilo e terminò invocando la benedizione di Dio su tutti quanti hanno cooperato per quest’opera. Nel più religioso silenzio si compì il rito della benedizione. Poi S. Ecc. Mons. Pinardi entrò nei locali a visitarli. Si soffermò in modo speciale sull’ampia aula scolastica, ove campeggiavano i due ritratti del Re e del Duce, offerti dal nostro Comune, dove i piccoli banchi erano disposti non nella forma ordinaria di tutte le scuole, ma in semicerchio attorno alla cattedra come ad esprimere un ideale amplesso che i bimbi vorrebbero dare alla loro Madre Maestra. Autorità e popolo hanno avuto accesso ai locali, visitandoli con comodità e non senza ammirazione. Mons. Pinardi dopo aver passata in rassegna la Compagnia d’onore dei Giovani premilitari accompagnato dal loro Comandante, ossequiate le Autorità, lasciò l’Asilo, portandosi in chiesa parrocchiale per la santa messa. Dopo il Vangelo, parlò alla popolazione sulla pratica della vita cristiana. La scuola femminile di canto eseguì mottetti e lodi. Il giorno seguente l’Asilo cominciava a funzionare, aprendosi così nello stesso giorno, in cui si aprivano tutte le scuole d’Italia.

Dicembre 1939

Altare del Sacro Cuore di Gesù. Si avvicina il giorno in cui avremo un degno altare dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Il gran quadro è già finito e pronto in casa del pittore. Lo scultore sta preparando la parte che sarà di marmo, cioè la mensa e i contorni. Inaugurato l’altare daremo anche maggior incremento alla devozione del S. Cuore di Gesù della quale sentiamo tanto bisogno, devozione che si compendia nelle due grandi parole Amore e Riparazione. Il quadro e l’altare nella loro fine bellezza saranno u forte richiamo al nostro fervore, tanto che la funzione del primo venerdì del mese sarà molto più frequentata e solenne. Intanto è bene conoscere che le offerte finora avute sono assai numerose se pure non grandi, e continuano a giungere. Ogni primo venerdì del mese si raccoglie in chiesa la colletta pro Altare Sacro Cuore, ecco i frutti, nel 1936 si ebbero 46,65 lire; nel 1937 lire 90,80; nel 1938 lire 95; nel 1939 lire 80,50; altre offerte 635 lire, a tutti il più vivo ringraziamento con la preghiera che il Divino Cuore ricompensi degnamente.
Asilo Infantile S. Vito. Il giorno 4 novembre scorso, il nostro Asilo ebbe una grandissima visita, quella dei Combattenti della sezione di Piossasco. Avevano consumato presso il camerata Dario Sibille, trattoria San Giorgio, il loro rancio, al quale presero parte tutte le Autorità del paese. Intervenne anche il Vicario, il quale nel suo breve discorso di celebrazione della data della grande Vittoria, conseguita dal gloriosi Combattenti, ricordò la simpatia dei Combattenti per il nostro Asilo, cui fecero a suo tempo la loro importante ed efficace offerta. Invitandoli a visitare il nuovo edificio. L’invito fu accettato, con a capo il presidente della sezione, il mutilato Giorda, i combattenti compirono la visita. Dopo aver manifestato il loro compiacimento per la bella costruzione, vollero lasciare un obolo raccolto tra i presenti, che fruttò 50 lire. Il Vicario presidente dell’Opera, li accompagnava nella visita, ringraziò vivamente, rilevando come i combattenti siano tra i primi a dimostrare apprezzamento per la benefica opera che è l’Asilo. Altre visite gradite e importanti si fecero al nostro Asilo, da parte di sacerdoti e da parte di laici, che s’interessano alle Istituzioni benefiche. Con piacere notiamo quella del Segretario politico di Piossasco, accompagnato dal Segretario comunale, dal Dott. Alfano e dal sig. Dante Martinotti, tutti hanno confermato che la nuova costruzione è felicemente ben riuscita allo scopo.
Unione Uomini. Nell’adunanza generale tenuta il 12 del mese scorso, alla presenza del sig. Domenico Durando, inviato dal Centro Diocesano, è stato proclamato nuovo Presidente Michele Elia. Il Vicario mentre lo presentava ai Soci, ha notificato che Elia, è già delegato zonale delle Unioni Uomini, è stato ultimamente eletto anche membro del Consiglio Diocesano di Torino. Questo fa onore non solo ad Elia, ma anche alla nostra Associazione, la quale saprà apprezzare le ottime doti del nuovo presidente, molto competente in A.C. e soprattutto zelante ed esemplare. Fatte le votazioni a scrutinio segreto, il nuovo consiglio è riuscito formato nel modo seguente: Andruetto Giovanni vicepresidente, Fiora Giovanni cassiere, Andruetto Michele, Lanza Antonio, Lanza Giovanni, Riboldi Antenore, Romano Edoardo e Sapino Chiaffredo consiglieri, Paviolo Mario è stato confermato segretario.
Gruppo Donne. Domenica 19 novembre scorso, si è tenuta la riunione generale delle socie per le nuove elezioni. Assisteva una Delegata diocesana. Dopo un pensiero religioso dell’Assistente Ecclesiastico, la sig.ra Mola Giovanna da otto anni nostra ottima e amata presidente, che con tanto zelo e delicatezza lavorò per il progresso del nostro gruppo, disse belle e commoventi parole di commiato, dovendo a norma degli statuti lasciare la carica. Il Vicario la ringraziò vivamente della sua attiva collaborazione prestata a bene del gruppo e della parrocchia, invocando da cielo degna ricompensa. Presentò all’assemblea la nuova presidente Lucia Gontero, accolta con calorosi applausi. Distribuite le schede e fatte le votazioni, il consiglio direttivo restò così composto: Giovanna Mola vice presidente, Caro Teresa cassiera, Andruetto Lina, Girardi Rosa, Martina Clotilde, Novarese Tersilla, Paviolo Consolata e Spesso Rosa consigliere. Frigeris Tersilla delegata fanciulli, Elia Bonetto Rina delegata buona stampa, Secondina Pereno rieletta segretaria.

Gennaio 1940

Su questo bollettino, in seconda pagina, di proprio pugno del Vicario troviamo scritto: “Freddo intensissimo: gradi 14,5 sottozero nella notte dal 20 al 21 corrente mese”.
Associazione San Vito. Quest’associazione da un po’ di tempo è molto intralciata nella vita regolare per causa dei richiami militari. Una mezza dozzina di soci attualmente vestono il grigio verde. Tuttavia per regolare il suo funzionamento, è stato ricomposto il consiglio di presidenza con il nuovo presidente. Questi è Eraldo Lovera, che viene a prendere la carica che da molti anni teneva il cugino Angelo Mola, il quale domandava e con diritto, di poter andare ormai in … pensione. Gli altri membri, eletti con votazione di tutti i soci sono: Mola Angelo, vice presidente, Martinatto Giovanni cassiere, Bonetto Mattia, delegato aspiranti, Lovera Giuseppe, Elia Emilio,Elia Mario, Martinatto Mario consiglieri, Fiora Duilio segretario. La nuova direttiva ha subito dato segni della sua volenterosa attività, di cui parleremo. Intanto con il nuovo anno sociale è stata anche ripresa la scuola di religione, ogni mercoledì sera. A proposito dobbiamo pubblicare che l’anno scorso lo studio dei nostri giovani è stato coronato da gran successo, perché nella gara di cultura religiosa della vicaria, alla nostra associazione fu assegnato il primo premio degli effettivi, consistente in una medaglia d’oro. Evviva ! e sempre avanti.
Associazione S. Agnese. Anche quest’associazione ha subito una piccola scossa per il cambio della timoniera. Da molti anni teneva la carica di presidente Rina Garello, che con buoni risultati condusse l’Associazione, alla quale dedicava tanta attività. Il desiderio di esonerarla da questa responsabilità, fu accolto e in sua vece fu eletta Rina Elia. All’adunanza generale delle socie, il 26 novembre scorso, la delegata diocesana signorina Cattanea, presentava la nuova presidente, e presiedeva le lezioni del nuovo consiglio, il qual è così composto: Rina Garello vice presidente, Elia Agnese cassiera, Alda Buttigliengo segretaria, Elia Luigina, Ferrero Angela, Mola Maria, delegate rispettivamente delle aspiranti, delle beniamine e delle piccolissime; Riccarda Andruetto e Bertinetto Vitalina consigliere.
Asilo infantile S. Vito. I bimbi dell’Asilo, qualche giorno prima di Natale, ebbero un’improvvisa, ma gradita visita: quella del segretario politico e della segreteria del fascio femminile. I gentili visitatori, ricevuti dalla rev.ma Suora Direttrice, s’interessarono vivamente del funzionamento dell’Asilo e lasciarono ai sorridenti bambini graditissimi dolci. Le visite delle Autorità locali alle pie e benefiche Istituzioni del paese, hanno sempre una grande importanza ed un evidente significato. Mentre è l’apprezzamento di queste Istituzioni, ne viene sempre un naturale incoraggiamento a coloro che in loro e per loro si occupano e lavorano.
Le Rev. me Suore, anche quest’anno alla vigilia di Natale, hanno fatto lieti e contenti i bambini. Avevano preparato a ciascuno un piccolo, ma grazioso cestino di carta con dentro dei dolci. Con che gioia quella sera, ogni bimbo portò a casa le primizie ricevute da Gesù Bambino. Quanta cura e quanto amore dimostrano le rev.me Suore per i nostri cari bimbi
Le offerte per il nuovo edificio dell’Asilo continuano a giungere, con molto piacere ne diamo pubblicazione, per una somma di lire 1.290. Il sig. Zoppetto Giovanni, cementista, per la circostanza del suo sposalizio, regalò un’elegante balaustra, che era necessaria per l’Asilo.

Febbraio 1940

La Voce del Pastore. V’invito a fermarvi a riflettere sulla statistica che segue. Ci presenta il movimento demografico della nostra parrocchia nell’anno 1939. Il numero dei morti è troppo alto, in proporzione della popolazione che è di 1.200 abitanti. Il numero dei nati è discreto, ma non sufficiente, non sorpassa neppure quello dei morti. Il numero dei matrimoni è assolutamente troppo esiguo. E’ vero che ci sono pronte scure gravi: con l’agitazione che circola per il timore di una guerra, con i frequenti richiami militari, che ci sono stati e ci possono essere, chi ha la tranquillità e la forza d’animo di fondare una famiglia? Ma è anche vero che ci sono di quelli che invecchiano e non pensano, affatto ad accasarsi. Quando si arriva alla tassa sul celibato, è segno che è giunto l’ora di sposarsi. Il Governo ha messo questa tassa, come un avvertimento che si è giunti all’età del giudizio, e che non è bene che l’uomo resti solo. Richiamo poi la vostra attenzione sulla festa della cappella del Prarosto, che si celebrerà martedì 6 c.m. Questo caro Santuarietto, per la generosa elargizione di una persona che vuol rimanere ignota, è potuto essere ritoccato in ogni sua parte e decorato sobriamente in modo da dare risalto alla bella sua forma architettonica. Intervenite numerosi per onorare la Madonna delle Grazie, che da questo Santuarietto vigila e protegge le due parrocchie, nelle quali conta così ferventi e numerosi devoti.
Statistica Parrocchiale 1939.
Battesimi n° 17. Matrimoni n° 7. Morti n° 18.
Vita Parrocchiale. Necrologio. Il libro dei morti inizia quest’anno con il nome e di Giovanni Garello. Aveva 69 anni compiuti da pochi giorni. La sua malattia non fu lunga, ma sopportata con gran rassegnazione e fede. Egli era il Crocifero e il sacrestano della Confraternita, alla quale apparteneva fin dal 1899. Fu anche per qualche tempo, iscritto alla scuola parrocchiale di canto, e sempre volentieri si portava in coro per aiutare nel canto sia nei giorni festivi sia feriali. Era socio della nostra Unione Uomini d’A.C., e perciò fu portata la bandiera ai funerali, i quali riuscirono molto bene per il numeroso intervento di gente.
In onore delle Mamme. Per iniziativa del gruppo Donne d’A.C., anche quest’anno le donne sposate e madri della nostra parrocchia, ebbero un triduo di conferenze, che ebbero per tema: Vita di Mamme. Venne da Torino a portare la sua fervida parola la signora Geuna. Il triduo ebbe una solenne chiusura nell’Accademia che i bimbi più piccoli e più grandi hanno svolto in onore delle Mamme, nel salone dell’Asilo, sabato 6 gennaio scorso. I bimbi si sono succeduti sul palco per esprimere alle Mamme, il loro affetto e la loro stima, con poesie, dialoghi e scenette. Si sono specialmente distinti i bimbi dell’Asilo, i quali hanno suscitato vivo entusiasmo e generale espressione di consensi. Ai piccoli attori è giunta la befana, la quale per mezzo del sig. Ruffinatto Luigi, mandò una bella scatola di dolci, e per mezzo della signorina Garombo pacchetti di caramelle. Per i bimbi ha ringraziato il Vicario.
Festa di S. Antonio Abate. Fu celebrata con più solennità d’alte volte, perché fu cantata la Messa in musica con accompagnamento dell’organo, anche la sera fu cantata in musica la Benedizione. Fu notato più numeroso del solito l’intervento alle funzioni da parte degli uomini, i quali paragonano puntualmente la loro quota annuale di una lira alla compagnia di Sant’Antonio, di cui erano quest’anno rettori Vietto Vittorio e Migliore Tommaso. La domenica successiva 21 gennaio, avvenne il tradizionale pranzo, servito con unanime soddisfazione, dalla Trattoria S. Giorgio. Sono messi all’incanto diversi oggetti che servivano come bardatura dei cavalli. Di quest’incanto la compagnia di S. Antonio ricevette lire 9,20, sono le briciole del pranzo. Intanto qualcuno ha fatto sentire, che la festa di S. Antonio si facesse sempre di domenica. La cosa non può essere decisa su due piedi, la possiamo esaminare. Rettori per il prossimo 1941 sarebbero: Mattia Bonetto e Grimaldi Angelo.
Festa Madonna delle Grazie al Prarosto. Martedì 6 febbraio, ore 9 messa cantata in musica. Predica e preghiere per la pace, ore 16 benedizione in Parrocchia. Rettori della festa, Andruetto Anselmo e Pognante Battista.
Rettori delle Compagnie per il 1940.
Compagnia del SS. Sacramento – Vietto Vittorio e Rosso Tommaso fu Paolo, rettrici Bruno Tina e Tersilla Novarese.
Compagnia della Madonna – Bergoglio Michele e Giovanni Andruetto di Carlo, rettrici Andruetto Rina e Destefanis Maddalena.
Compagnia del Suffragio – Buttigliengo Emilio e Peretti Guglielmo, rettrici Boetto Adele e Cesarina Andruetto.
Compagnia della Confraternita – Porporato Pietro, rettrici Andruetto Margherita e Teresa Magnano.
Offerte pro bollettino. Queste offerte sono in parte ancora dell’anno 1939, ed in parte del corrente anno. Nel formulare un ringraziamento a tutti, non solo per il denaro in se stesso, ma anche perché significa che il bollettino è desiderato. Intanto insieme a tanti oblatori, ricordiamo le famiglie Brunicardi, Boneschi, Martina, il dott. Alfano Francesco, la maestra Ferrero Bombara Costanza, Caselli Mons. Bernardino, Frigeris Teologo Michele, per un totale di lire 338.

Marzo 1940

La Voce del Pastore. Finalmente se n’è andato il freddo, era ora. E’ stato un inverno di una rigidità straordinaria. Pensate che qui in Piazza, il termometro è sceso a 14 gradi sotto zero. Chi si ricorda di un simile freddo a Piossasco? Durò a lungo, con ripetute ondate, tanto che a metà febbraio il termometro segnò ancora 12 gradi di gelo. Fu un freddo molto secco, non umido, dato che non vi era neve per terra. Eppure vi furono pochissimi malati e nessuno grave. Passiamo, dunque agli archivi, anche questo triste inverno, perché resti a ricordo dei posteri, con l’augurio che non ritorni mai più. Lasciando il passato, guardiamo innanzi, dove forse ci attendiamo altri rigori, che a poco a poco ci va preparando l’economia nazionale e la crisi universale. Avremo da soffrire ristrettezze e privazioni, pazienza, purché ci sia risparmiato il flagello della guerra, che già si è abbattuto su altri popoli. Le penitenze imposte dallo stato uniamole a quelle comandate dalla chiesa, specialmente in questa Quaresima, sopportandole cristianamente da forti, e sarà per noi un’ottima preparazione alla Pasqua.
Vita Parrocchiale.
Festa alla Cappella del Prarosto, in onore della Madonna delle Grazie, si è celebrata solennemente il giorno 6 febbraio scorso. La Cappella era gremita di gente, ma erano più numerosi ancora quelli costretti a star fuori. Il Vicario, dopo il Vangelo, parlò dell’altare, spiegando la storia del piccolo Santuario. Che da un’iscrizione trovata, risulta che avvenne inaugurata il 17 luglio 1719. Allora esisteva a Piossasco solamente la Parrocchia di San Vito. Non si sa in seguito a quale grazia prodigiosa esso sia stato costruito là al Prarosto; ma certamente si tratta di grazia straordinaria. Da allora tutto Piossasco, nutrì sempre gran devozione verso la Madonna delle Grazie. La cappella fu restaurata una prima volta nel 1867, poi a luglio del 1906, per ultimo, com’è già stato pubblicato, fu restaurata l’anno scorso, grazie ad una generosa offerta di persona ignota, in riconoscenza di grazia ricevuta. Si faceva notare, di considerare la bellezza dei restauri, ma manca una cosa importante, manca ancora alla devota Cappella, un altare di marmo, si spera col tempo di arrivare anche a questo. Ravviviamo intanto la devozione verso la Madonna delle Grazie, ricorrendo a Lei in tutte le necessità. Si otterranno così grazie e prodigi, ed allora la riconoscenza verso di Lei si manifesterà anche in modo generoso.
Trovata morta. In una rigida mattina dello scorso febbraio, veniva trovata morta una donna in un bosco presso il torrente Chisola, nei confini di nostra Parrocchia con Volvera. Dopo lunghe pratiche legali, veniva riconosciuta per la signora Gresino Costantino Lucia, residente a Torino, d’anni 71. Uscita di casa e dalla città, non ricordava più il suo domicilio, e senza memoria vagò per diversi paesi e per le nostre campagne, finché sorpresa dal rigidissimo freddo, morì assiderata. Sua figlia in Torino, aveva fatto ricerche con annunci sui giornali e per mezzo della radio, ma inutilmente, finché le giunse la dolorosa notizia della tragica morte della mamma. Con lodevole e figliale pensiero volle tributare alla defunta gli onori funebri con sepoltura che fu fatta nella nostra parrocchia il giorno 7 febbraio. Di fronte a questo caso pietoso, eleviamo viva preghiera a Dio, che ci conservi sempre l’uso di ragione e ci preservi da morti tragiche e improvvise.
Altare Sacro Cuore di Gesù. Abbiamo visitato a Torino il laboratorio, dove il sig. Vaudaganotti sta lavorando i marmi che formeranno il nuovo altare. La mensa avrà la forma non di una tavola con colonne, ma di un sarcofago; è il tipo più adatto allo stile barocco della nostra chiesa. I lavori progrediscono in modo che per la fine d’aprile l’altare sarà pronto per essere collocato a posto. Ecco intanto altre offerte, piccole e grandi, segno della viva devozione verso il Sacro Cuore, e del sincero interessamento che la popolazione si prende per il nuovo altare. Per un totale di 410 lire, il Divino Cuore benedica e ricompensi tutti gli oblatori.

Aprile 1940

La Voce del Pastore. Anche quest’anno a nome mio e a nome vostro, ho levato la voce per protestare contro il ballo pubblico, impiantato sulla piazza della chiesa, il giorno di Pasqua, profanando così il giorno di Pasqua, profanando così il giorno più sacro e più solenne di tutto l’anno. Alla mia protesta avranno sorriso le quattro giovani vanerelle della Parrocchia, che per darsi importanza hanno bisogno di farsi conoscere come ballerine. Avevano sorriso forse anche i solisti cristianelli, i quali hanno per divinità il denaro e il divertimento e a queste divinità sacrificano coscienza e fede, pronti ad insegnare al Papa ed ai vescovi che il ballo è il divertimento più morale e igienico che vi sia. La lezione venne dall’alto, anche quest’anno con un’abbondante pioggia ristoratrice, la quale fu come il pianto del cielo per la profanazione della Pasqua, fu anche il frutto delle preghiere dei buoni che sospiravano l’acqua per il bene delle campagne. Al dispiacere suddetto è seguita una gran soddisfazione, avvenuta la domenica in Albis con la Comunione Pasquale dei nostri uomini. Un triduo di predicazione tenuto dal rev.do sig. Direttore della Casa salesiana di Piossasco, aveva scosso e preparato gli animi, in modo tale che gli uomini per raccoglimento e per numero hanno dato uno spettacolo grandioso e commovente di viva fede radiosa.
Associazione Giovanile S. Vito. Il rev.do Prof. Serasso del Seminario di Giaveno, invitato dalla Federazione Diocesana, è stato qui a dare l’esame di religione ai nostri Giovani, il cui numero si è molto ridotto per le ultime partenze per il servizio militare. Intanto egli consegnava all’Associazione la Medaglia d’oro conquistata l’anno scorso dai nostri giovani come primo premio di Religione. Quest’anno non si sa se per generosità o per altri motivi, pare che i Soci Effettivi abbiano voluto rinunciare al premio. Invece una lode va data agli Aspiranti che all’esame si sono presentati più preparati di tutti. Ora che è finita la scuola di religione, deve esplicarsi una maggiore vita attiva di vera Azione Cattolica. La presidenza è già all’opera.
Asilo Infantile S. Vito. Nel prossimo mese pubblicheremo la cifra che è costato il nuovo edificio dell’Asilo. Purtroppo si vedrà che le spese da coprire sono ancora molto gravi. Bisognerebbe che le offerte fossero sempre generose. Vogliamo soprattutto sperare nell’aiuto dei Signori di Piazza, la cui azione benefica è ben conosciuta e apprezzata. Ci consola il pensiero che se non avessimo già compito l’opera, oggi non ci sarebbe possibile per lo straordinario rincaro del materiale. Intanto vi comunichiamo un elenco d’offerte da parte d’oblatori, lire 705. Ringraziamo di tutto cuore, come pure ringraziamo quelli che hanno data legna, la qual è stata raccolta nel mese scorso dagli amministratori che sono passati nelle case.
Altare del Sacro Cuore. Abbiamo il piacere di pubblicare che una gentile persona, la quale vuol mantenere l’incognito, ha già regalato una magnifica tovaglia da mettere sul nuovo altare, ornata di ricco e prezioso pizzo. Chiediamo per lei le più elette grazie e benedizioni dal Divino Cuore, sappiamo che altre persone già lavorano per confezionare anche la sopratovaglia; in modo che attorno al nuovo quadro tutto sarà nuovo e bello. Segnaliamo che abbiamo raccolto altre 97 lire.

Maggio 1940

La Voce del Pastore. In questo mese di Maggio ricorre quest’anno una data per me indimenticabile, il 25 enio di Messa, ossia il primo giubileo sacerdotale. Precisamente il 29 maggio del 1915, per le mani di Sua Em., il Cardinale Agostino Richelmi, Arcivescovo di Torino, io ricevetti l’ordinazione sacra, nella mistica Cappella delle Suore del Cenacolo, a Torino, in Corso Vittorio n°1. Era la vigilia della Festa della SS. Trinità. L’Ordinazione, che d’ordinario si doveva compiere in giugno alla festa di S. Pietro, era stata anticipata per causa della guerra, che da pochi giorni era stata dichiarata, ed alla quale molti miei compagni erano già stati richiamati. Fu dunque quella giornata la più bella, la più importante e la più memorabile di tutta la mia vita, perché Dio mi elevava all’immeritata dignità di suo Ministro; la più eccelsa che vi possa essere sulla terra. Sono così passati 25 anni di sacerdozio, durante i quali ho celebrato circa 10 mila messe. Anni di benedizioni e di grazie che solo Dio conosce. Posso quindi giubilare, cioè con gran letizia esprimere a Dio, la mia più viva riconoscenza. Tanto più che un secondo motivo si aggiunge, il quale mi obbliga benedire il Signore in modo solenne con tutto il cuore, voglio dire, che il prossimo mese di giugno ricorre per me il mio 50 compleanno d’età. Un cumulo straordinario di grazie, vedo sul trascorso cammino di mia vita, dal giorno del mio battesimo ad oggi. Per questo fine invito voi tutti a cantare con me il Te Deum della riconoscenza, per ringraziare solennemente il buon Dio nella domenica 2 giugno p.v. Sarà la giornata di riconoscenza. In tal giorno scopriremo e inaugureremo nella chiesa parrocchiale, il nuovo altare del Sacro Cuore di Gesù. La data è molto opportuna, perché si trova fra l’ottava della festa del Sacro Cuore. L’Altare sarà il monumento perenne della mia gratitudine a Colui che non guardando alla mia indegnità, mi ha scelto e mi ha consacrato suo Ministro. Nello stesso tempo varrà a propiziarmi il Divin Cuore, affinché nell’avvenire possa corrispondere meglio alle sue benedizioni, e conoscere generosamente la vita che mi resterà, al bene dei miei carissimi parrocchiani, per la maggior gloria del mio Re e Signore.
Primo Necrologio. E’ morto il più vecchio nostro parrocchiano, Giovanni Bonetto, era nato in Piossasco nel 1848, aveva 92 anni. Morì di vecchiaia dopo circa due mesi di letto, durante i quali la sua forte e robusta fibra andò affievolendosi finché si spense la sera del 10 aprile scorso, dopo alcuni giorni di gravi sofferenze. E’ la sua gran fede cristiana che merita di essere messa in luce. Finché le forze glielo permisero, saliva ogni festa alla parrocchia pere assistere alle funzioni e sovente si accostava ai SS. Sacramenti. Malato costretto a letto, con grande devozione e invisibile soddisfazione ricevette parecchie volte la SS. Comunione. Per lui la visita del sacerdote era un conforto straordinario, perché la sua preoccupazione più grande era quella di salvarsi l’anima. Quelli che lo hanno visitato infermo, hanno potuto costatare i suoi ardenti sentimenti religiosi dalle molte preghiere che egli continuamente ripeteva. Gran consolazione è pure stata per lui le cure amorose che ricevette da parte dei suoi famigliari tanto affezionati. Certamente a quest’ora egli avrà ricevuto il meritato premio in cielo per la sua vita spesa tutta nel lavoro, nel bene della famiglia nella pratica sincera della religione.
Secondo Necrologio. Anche la donna più attempata della nostra parrocchia, Gabriella Pipino, ha cessato di vivere nel mese scorso. Nata a Piossasco il 25 novembre 1849, è morta all’Ospedale di Piossasco, ove era stata ricoverata, aveva 91 anni. Era la più vecchia consorella delle figlie di Maria, poiché era iscritta alla compagnia, allora si chiamava di S. Orsola, fin dal 1865. Fino a pochi anni fa si onorava di vestire la bianca divisa. Quanti meriti si sarà acquistato in così tanti anni, esemplare nell’osservanza del regolamento della compagnia. La madonna, l’avrà chiamata attorno al suo celeste trono nel gruppo speciale di quelle vergini anime, che su questa terra si gloriano di essere sue figlie. Per la defunta la compagnia farà celebrare una messa in questo mese, il giorno 18 alle ore 6.
Processione votiva. Domenica 7 aprile, avvenne la processione votiva che noi facciamo ogni due anni, al santuario della Madonna dei laghi d’Avigliana. La processione lunghissima per il numeroso concorso di popolo, poiché era giorno festivo, si è svolta nell’andata e nel ritorno in perfetto ordine con contegno religioso edificante. Molti i membri delle compagnie religiose, moltissime le figlie di Maria in divisa. Dopo il cordiale saluto da parte del rev.do sig. direttore del santuario, ebbe inizio la S. Messa, eseguita dalla benedizione del SS. Sacramento. E’ stata cantata con musica scelta dai nostri cantori, i quali ricevettero poi i più spontanei complimenti da tutti per l’ottima esecuzione. La giornata splendida ha reso più lieta e soddisfacente la gita, che fu certo gradita alla Vergine e fu ricca di meriti per tutti, specialmente per quelli che la compirono a piedi. Il rettore della confraternita sig. Porporato Pietro, ha disimpegnato con generosità e finezza il suo importante incarico, per cui gli rinnoviamo il nostro grazie.
Festa di San Valeriano. Festa del Lavoro. Il 21 aprile, natale di Roma, giornata fissata dal nostro governo per la celebrazione della festa del lavoro, una folla straordinaria di gente, poiché era domenica, si è riversata sul colle di S. Valeriano, nella bella mattinata splendente di sole. Alle ore 9 giungevano, accompagnate dalla banda musicale, le associazioni fasciste e dopolavoristiche con a capo il segretario politico, organizzatore della festa. Erano presenti anche il Commissario Prefettizio sig. comm. Rivera con il segretario del Comune, il presidente della sezione Combattenti, la Segreteria dei fasci femminili, gli insegnanti delle scuole comunali e altre Autorità e Gerarchi. Si è iniziata la finzione religiosa con la celebrazione della messa all’aperto fuori dalla cappella. Il Vicario con pensieri di circostanza ha parlato del lavoro umano e materiale, cristiano e spirituale che deve essere il dovere quotidiano d’ogni lavoratore italiano, per il bene della Patria terrena e per la conquista della Patria celeste. Alla fede umana a fascista il lavoratore deve unire e vivere una vera fede cristiana. In questo additava un pratico esemplare in S. Valeriano, soldato dell’Imperatore e soldato di Cristo, artefice della grandezza dell’Impero, nello stesso tempo cooperatore eroico allo splendore della Religione cristiana. Durante la messa, i cantori della parrocchia, hanno eseguito musica polifonica senza accompagnamento, contribuendo al contegno religioso dimostrato dai presenti. Rettori della festa erano i sigg. Vincenzo Vaudagna e Renato Balbo, i quali hanno assolto al loro compito con generosità.
Festa a San Giorgio. Giovedì 9 maggio. La giornata dell’anniversario della proclamazione dell’Impero si presta magnificamente bene per fare una facile, ma impagabile esecuzione al monte san Giorgio, per ossigenare i polmoni nell’aria purissima di lassù e per invocare la protezione del Santo su tutto Piossasco. La gita non sarà poi tanto precipitata quest’anno, ecco la novità: messa alle ore 10, pranzo e riposo fino alle ore 14, ritorno in parrocchia e benedizione. Rettori della festa, Modesto Lanza e Luigi Bruno.

Giugno 1940

La Voce del Pastore. Vi confermo la notizia che domenica 2 giugno corrente, sarà inaugurato il nuovo altare del Sacro Cuore di Gesù. Ne farà la consacrazione Sua Ecc. Mons. Pinardi, che giungerà qua alle ore 9,30 per cominciare subitola funzione. Si canterà la Messa solenne, che spero di celebrare, sul nuovo altare appena consacrato. Sarà la messa di ringraziamento a Dio per i 25 anni di sacerdozio, che sono stati i più benedetti fra i miei 50 anni di vita. Vi prego di intervenire numerosi alla straordinaria funzione e di unirle vostre fervorose preghiere alle mie per rendere al Signore vivissime grazie. Durante la messa sentirete la dotta e calorosa parola di Sua Ecc. Mons. Pinardi. Nel pomeriggio, prima della benedizione del Santissimo si canterà il Te Deum. D’ora in avanti con il nuovo altare del sacro Cuore di Gesù, anche la pratica della nostra devozione dovrà prendere maggiori proporzioni, pertanto la funzione del primo venerdì si svolgerà ogni mese con questo programma: messa all’altare nuovo, fervorino, comunione nella messa e benedizione del Santissimo. La sera antecedente vi sarà in parrocchia la benedizione del Santissimo, per dare maggior comodità di confessarsi. Il nuovo altare che potete contemplare nella nuova bella, artistica veste, costa complessivamente diecimila lire. Non ho la pretesa, o meglio, la possibilità di pagarlo tutto io, voglio lasciare anche a voi la possibilità di contribuire; quindi sempre con riconoscenza accetterò offerte da aggiungere a quelle già pubblicate. Voglia il sacro Cuore di Gesù gradire questo monumento che d’ora innanzi, sarà l’altare più bello della nostra Chiesa, si degni benedire largamente tutti.
Associazione S. Agnese. Nozze. Con l’alba del 4 maggio scorso, salutavamo sposa una delle nostre migliori socie, Orsolina Novarese, che si univa in matrimoni8o al sig. Aldo Canalis. Semplice ed esemplare, osservando il programma dell’Associazione e valendosi dei molti aiuti da questa ricevuti, seppe prepararsi degnamente alla missione di Sposa e di Madre. Bella e edificante la funzione del suo sposalizio. Compì il rito il Vicario, assistente ecclesiastico dell’Associazione, che al termine della messa nuziale rivolse agli sposi appropriate parole augurali con particolare elogio all’ottima sposa. Sulla porta della chiesa porse il saluto e gli auguri dell’Associazione, la beniamina Giorgina Garello.
Festa di S. Giorgio. 9 maggio. Questa festa, va acquistando ogni anno maggior importanza e grandiosità. Il 9 maggio è festa nazionale, il concorso di gente è sempre più numeroso. Siamo partiti dalla parrocchia alle 7,30 in processione, seguendo il quadro di S. Giorgio, portato dal sig. Cesare Lanza, passando dal colle di San Valeriano e aggirando la montagna di San Giorgio, in una comoda salita, siamo giunti alla cappella poco dopo le ore 9. Dopo breve riposo, fu cantata in musica la Messa. I pellegrini sarebbero più soddisfatti se si facesse un altare fuori e si celebrasse all’aperto, la cosa può essere attuabile. Verso le ore 11, tutta la cima del monte brulicava di gente, che divisasi in moltissimi gruppetti seduti sull’erba, consumava il rancio che la fatica della salita e l’aria forte di lassù rendevano tanto gustoso. Intanto da un alto podio Nino Muttigliengo, presentato dal sig. Cattenea Mario fu Casimiro, fece una breve commemorazione della giornata, che era dedicata all’Esercito Italiano. I presenti pensarono che l’idea rispondeva all’aspettativa e applaudirono calorosamente. Voci interrogative si sentirono come queste: “Non si potrebbe celebrare a S. Giorgo una funzione patriottica - religiosa come si fa il 21 aprile a S. Valeriano? Poiché il 9 maggio è dedicato all’Esercito, non potrebbero gli ex Combattenti prendere l’iniziativa…?” Consumata la refezione cominciarono i canti, e tutta la cima del monte risuonava di festosa allegria, in una giornata splendida di sole. Erano le 14 quando si formò la processione, che passando per la strada dei Castelli ritornò alla chiesa parrocchiale.
Festa della Prima Comunione. E stata fatta domenica 19 maggio, giornata della chiusura del mese di Maria. Furono 11 i fortunati bimbi che per la prima volta ribevettero Gesù Ostia nei loro cuori innocenti. Dopo la funzione svoltasi in chiesa, essi consumarono una dolce colazione, preparata dalle Dirigenti dell’Associazione S. Agnese, ricevendo un ricordo di Prima Comunione offerto dal Gruppo Donne d’A.C. Il premio di Prima Comunione, istituito dalla defunta signora Maddalena Schaeffer – Vigna, per la bimba più meritevole, fu assegnato a Picco Maria Teresa. Le Mamme ebbero parole di ringraziamento alla Direttrice Suor Mafalda, che con amore e pazienza preparò i bimbi a comunicarsi degnamente.

Luglio 1940

La Voce del Pastore. Sento ancora vibrare nel cuore l’eco delle festose dimostrazioni, che mi avete attribuito in occasione del mio giubileo di messa. Avete superato i miei meriti e la mia aspettativa. Sotto la guida del comitato, formato da dirigenti dell’Associazione Cattolica tutti vi siete messi in movimento per rendere grandiose le feste che si svolsero domenica 2 giugno scorso. In un’ardente gara avete innalzato a Dio per me preghiere e voti, di cui ebbi assicurazione nelle tante espressioni verbali e scritte, ricevute da voi. Di più avete voluto armi un segno tangibile e materiale del vostro ottimo ed affezionato cuore nelle vostre offerte in danaro, con le quali fu pagato il nuovo quadro del Sacro Cuore di Gesù, e fu acquistato un calice d’argento dorato. Questo calice reca nel piede un’iscrizione che ricorda la data del mio giubileo, e mi ricorderà ogni giorno la vostra benevolenza, che io ricambierò cordialmente offendo nella santa messa a Dio una goccia del preziosissimo sangue per tutti coloro che hanno concorso all’acquisto di questo graditissimo dono. Vi ripeto il mio vivissimo ringraziamento, che va in modo speciale all’attivo comitato. Come pure rivolgo un grazie sentito, alle molte persone che sebbene non della parrocchia, hanno inviato parole augurali ed offerte. Lo scopo principale di queste feste era di erigere un altare al sacro Cuore di Gesù. Questo scopo fu raggiunto magnificamente bene, poiché il nuovo altare incontra la soddisfazione e l’approvazione di tutti. Il pittore Nino Pirlato di Racconigi si è impegnato con tutto il suo spirito artistico e religioso per darci un quadro meraviglioso, attorno al quale lavorò a lungo e appassionatamente. Ritoccando poi con mano maestra tutti gli stucchi che contornavano il quadro, ne ha fatto risaldare la bellezza in una perfetta armonia di colori e di tinte. Anche la parte marmorea, opera del sig. Giovanni Vaudagnotti di Torino, è ottimamente riuscita, sia per la scelta dei marmi sia per la disposizione e lavorazione dei medesimi. Voglio pertanto credere che tutto sia ridondato alla gloria di Dio ed a maggior incremento della devozione al Sacro Cuore di Gesù, dal Quale invoco su tutti i parrocchiani e benefattori le più elette benedizioni.
La parola del Comitato Pro Feste Giubilari. Raccogliamo qualche impressione sulla festa del 2 giugno, per far arrivare ai lontani ed agli assenti, l’eco della giornata. Avevamo inviato a tutti una Circolare con la certezza che tutti avrebbero corrisposto, ognuno nelle proprie possibilità. Così fu, numerosi i partecipanti alle funzioni del mattino per le comunioni generali. Numerosissimi alla messa solenne cantata dal Vicario, e alle funzioni pomeridiane. Il gregge era totalmente raccolto intorno al suo pastore per manifestargli amore e riconoscenza, uniti a fervidi e devoti auguri. Commovente e bella fu la funzione del mattino, splendida e solenne quella della sera, terminando nel salone dell’Asilo, dove abbiamo potuto dar sfogo alla nostra gioia incontentabile e dire al Pastore delle anime il nostro attaccamento devoto e figliale. Grazie anche per il contributo in offerte, che fu veramente sopra ogni previsione. La somma raccolta fu di lire 3.337, delle quali 900 per il nuovo calice, 2.000 per il quadro del Sacro Cuore e 347 che furono destinate dal vicario per l’Asilo che né ha tanto bisogno. A tutti quanti hanno contribuito con preghiere e con oblazioni il grazie sentito del Comitato per le feste giubilari. La soddisfazione più grande per il comitato è stata quella di aver visto realizzarsi quanto aveva programmato.
La cronaca. Comunichiamo notizia di qualche punto più espressivo. Alle ore 9,30 giungeva da Torino S. Ecc. Mons. Pinardi, accompagnato da Teol. Frigeris e dal Teol. Cucco, curato di S. Barbara in Torino. L’Eccellentissimo Vescovo iniziava la funzione con la benedizione del nuovo quadro del Sacro Cuore di Gesù, seguita dalla consacrazione dell’altare. Terminata la lunga funzione, Mons. Pinardi rivolgeva fervide parole al popolo, insistendo sulla devozione amorosa e riparatrice verso il Divin Cuore. Poi sul medesimo altare celebrava solennemente la messa giubilare il Vicario, che adoperava per la prima volta il nuovo calice offerto a lui dai parrocchiani. Nel pomeriggio, dopo le funzioni in chiesa, nelle quali ufficiava ancora il Vicario, si svolse nel salone dell’Asilo una riuscitissima accademia. Le due scuole di canto riunite aprirono la serata e rallegrarono brillantemente gli intermezzi con l’esecuzione di cori e canti adatti alla circostanza. Parlò Michele Elia in nome del comitato e dei parrocchiali, presentando con le congratulazioni e gli auguri le offerte raccolte. Parlò il sig. Giuseppe Gaido per le scuole di musica. Recitarono complimenti e poesie d’occasione i bambini dell’Asilo e le bimbe più grandi. Una sorpresa piacevole, fu la comparsa sul palco d’alcuni alunni della scuola del Campetto, i quali preparati con gentilissimo pensiero della loro zelante maestra, signora Angiolina Dosio Turinetto, espressero con sentimento e disinvoltura i loro voti augurali in nome di tutta la scuola ed offrendo fiori. In fine al festeggiato, che era attorniato dai rev.mi don Giovanni Martinatto, don Fiora, Cav. don Maddio, il Teol. Gajdo, curato di Sant’Agostino in Torino, presentava un gran ritratto di S. E. il Cardinale Fossati, Arcivescovo di Torino, con un autografo nel quale l’Eminentissimo Cardinale inviava la Sua paterna benedizione al Vicario. Chiuse l’accademia la parola del festeggiato, il quale, dopo aver ringraziato Iddio di avergli concesso 50 anni di vita di cui 25 di sacerdozio, ringraziava indistintamente tutti quelli che in qualche modo avevano cooperato alle festose e indimenticabili dimostrazioni. Di speciale gradimento gli fu la benedizione del Cardinale Arcivescovo. A tutti i presenti distribuì un’immagine ricordo della data giubilare.
Dopo aver celebrato le sue feste giubilari, il Vicario, volle celebrare anche con i suoi Colleghi e Amici Sacerdoti. Colse l’occasione della festa di San Vito nostro patrono, che cadeva il giorno 15 del mese passato. In tal giorno egli celebrò la messa solenne circondato dai Parroci della Vicaria e da Sacerdoti a lui legati da intima e sincera amicizia. Bellissimo ed espressivo spettacolo che merita di essere segnalato. Nel pomeriggio il rev. don Pozzo, prevosto di S. Maria della Motta in Cumiana, con calorosa oratoria tesseva il panegirico di S. Vito, e aprendo una breve parentesi, espresse al Vicario in nome dei Colleghi e Sacerdoti presenti, congratulazioni, auguri e voti.
Per i nostri Soldati, per la vittoriosa pace dobbiamo alzare al Signore ferventi e molte preghiere. Nella chiesa parrocchiale e in tutte le cappelle delle borgate si deve recitare ogni giorno il rosario, affinché Colei che fu sempre invocata quale Regina delle Vittorie, ci ottenga di poter cantare presto il Te Deum di ringraziamento per la Vittoria raggiunta e per il ritorno a casa dei nostri soldati. Al pensiero dei soldati che forse sono nel pericolo o almeno in condizioni di vita, non certo comoda e divertente, impariamo a vivere una vita più temprata al sacrificio, più seria e laboriosa, per renderci degni di un’Italia più grande.
Il Saggio dei Bambini dell’Asilo. Avvenne domenica 16 maggio. Per motivi… di guerra è stato quest’anno un po’ anticipato. Anche il programma è stato ridotto più del solito per diverse cause. Quest’anno i bimbi sono stati tormentati tutti dal morbillo e da altre indisposizioni; i bimbi sono pochi e piuttosto piccoli. Non era quindi possibile un gran programma come si era fatto altre volte. Molta la gente ad assistere al Saggio, sebbene le offerte raccolte siano moltissimo ridotte in confronto ad altri anni. Gli anni corrono difficili e le prime a risentirne sono le Opere di beneficenza, che vedono diminuire le entrate e aumentare le uscite. Il Saggio è stato onorato dalla presenza del Presidente dei Combattenti sig. Giorda, che gentilmente offrì caramelle ai piccoli attori. Il Saggio è piaciuto, è stato applaudito, soprattutto è stata apprezzata l’opera della rev.da Direttrice Suor Mafalda nell’essere riuscita a tanto. A chiusura dello spettacolo, il presidente, disse parole di ringraziamento in nome dell’Amministrazione, raccomandando al buon cuore di tutti il nostro caro Asilo S. Vito.

Agosto 1940

La Voce del Pastore. Nelle circostanze attuali il nostro pensiero si rivolge ogni giorno ai nostri soldati, per i quali dall’inizio della guerra abbiamo fatto quotidianamente preghiere e voti. Le preghiere non sono state vane, di fatti mentre molti di loro hanno preso parte all’offensiva alpina del giugno scorso, non vi fu tra loro né un morto né un ferito. E’ questo un segno evidente della protezione del cielo. Lo riconoscono anche i soldati, i quali venendo a casa in permesso fanno celebrare messe in ringraziamento, si accostano ai Santi Sacramenti ed eseguiscono i voti fatti durante i pericolosi momenti dell’aspra battaglia. Ringraziamo dunque tutti il buon Dio e confidiamo anche per l’avvenire. Per ottenere l’assistenza della Madonna SS. abbiamo progettato un pellegrinaggio alla Cappella delle Prese, il giorno 5 c.m. festa titolare della cappella. Pregheremo per i soldati e per affrettare la pace vittoriosa. Si partirà dalla parrocchia alle ore 7, lassù vi sarà la messa cantata alle 9,30.
Vi ricordo che l’annuale festa dei Preti, cioè della Congregazione dell’Angelo Custode, avverrà l’ultimo martedì di questo mese, giorno 27. La funzione incomincerà alle ore 10, intervenite numerosi per rendere onore ai revv. Sacerdoti e pregate per loro.
In questi momenti la Nazione in guerra vi richiede, carissimi parrocchiani, sacrifici anche gravi, specialmente per i lavori delle vostre aziende agricole, dove vengono a mancare gli uomini richiamati alle armi. Siate cristianamente forti. Se nell’altra grande guerra avete sopportato generosamente i disagi per ben quattro anni, tanto più sarà facile sopportare quelli presenti nella certezza che questa guerra finirà vittoriosamente presto. Aiutatevi vicendevolmente con carità per quanto potete, confidate in Dio, pregandolo con insistenza ogni giorno.
Unione Uomini d’Azione Cattolica. Il nostro Presidente Michele Elia, è stato allietato dalla nascita di una graziosa bimba. L’Unione a nome dei soci esprime a lui le più vive felicitazioni con l’augurio che questo bocciolo di rosa possa crescere robusto e sano e spandere soavi profumi di virtù nella casa che ora ha riempito di gioia. Con piacere notiamo che il nostro presidente, ha voluto che la sua figliola fosse battezzata il giorno stesso della nascita. E’ da molti anni che questo non succedeva più in parrocchia. E’ un bell’esempio da imitare. Al battesimo presenziarono dirigenti e Socie dell’Associazione S. Agnese, della quale fu per molti anni dirigente e socia la mamma della neonata, Rina Bonetto. Alla bimba fu posto il dolce nome di Maria Albina.
Pro Altare del Sacro Cuore. Le molte oblazioni che riceviamo sono segno della viva e confidente devozione dei parrocchiani verso il Divin Cuore, che è la fonte d’ogni grazia. Di fatti chi offre o lo fa per ringraziare essendo già stato esaudito, o lo fa per impetrare. Il Cuore di Gesù non ha mai allontanato nessuno da Sé, anzi ha sempre dimostrato speciale benevolenza verso i tribolati e gli oppressi. Ecco le offerte degli oblatori, che gran parte non vogliono celare il loro nome agli uomini, perché sia solo noto al Signore. Per un totale di 800 lire, voglia il Sacro Cuore esaudire e benedire i generosi benefattori. Un grazie particolare va alla famiglia Peretti della cascina del Priore, che si prestò volenterosamente per il trasporto dell’altare da Torino a Piossasco, e del quadro del Sacro Cuore da Racconigi a Piossasco.
Asilo Infantile S. Vito. Ritorniamo a parlare dell’Asilo. Avevamo promesso di pubblicare uno schematico bilancio delle spese incontrate nella costruzione totale del nuovo edificio. Eccolo. Per la prima parte dell’edificio furono spese lire 38.725, come fu pubblicato nel bollettino del dicembre 1938. Per la seconda parte la cifra è molto più rilevante, raggiunge 62 mila lire, ripartite come segue: per mattoni e tegole lire 5.400, per legnami 3.650, per rotaie e ferro 4.300, per calce e cemento 4.500, per falegnameria 9.200, per vetri e avvolgibili 1.000, per gradini pietra e piastrelle 1.500, per il lavoro di muratori 17.000, per impianto termosifoni 10.500, per impianto acqua, luce e lattoniere 4.000, varie 500. Le offerte raccolte per queste ultime spese furono già pubblicate sul bollettino parrocchiale dell’anno scorso e di quest’anno, assommano a lire 12.025. Dedotta questa somma da quella delle spese, si ha la cifra di 50 mila che resta tuttora da pagare. Abbiamo ferma fiducia nella Divina Provvidenza, e per intercessione di S. Vito saprà suscitare cuori generosi, i quali apprezzando l’opera educativa e formativa dell’Asilo.

Settembre 1940

Nozze Lajolo – Devecchi. La nobile Signorina Augusta figlia del fu, ing. Augusto dei Conti Lajolo di Cossano, si è unita in matrimonio con l’ing. Devecchi Ettore. Il sacro rito si è solennemente compiuto il 15 luglio scorso, a Milano nella basilica di Sant’Ambrogio. Il desiderio della sposa era di sposarsi qui, nella nostra chiesa parrocchiale, ove rimangono vivissimi ricordi della nobile famiglia Lajolo, che qui possiede una delle più belle ville di Piossasco. Per il nostro paese, questo sposalizio avrebbe costituito un grande avvenimento. Ma per la forza maggiore dovuto allo stato di guerra, le nozze dovettero compiersi a Milano. Il Vicario a nome anche dei parrocchiani, ha inviato deferenti e fervidi voti augurali, che furono molto graditi dalla gentilissima sposa, la quale corrispose inviando un’offerta pro parrocchia. Ora la popolazione di S. Vito, attende ansiosa una gradita visita dei nobili e fortunati sposi, ai quali rinnova felicitazioni ed auguri.
Sedie in Chiesa. Come abbiamo già avvertito, tutti coloro che hanno sedie in chiesa devono passare all’Ufficio parrocchiale per intendersi sulla quota annuale, sul posto da occupare e sulle targhette da rinnovare e precisare. Una volta fissato il posto della sedia, nessuno potrà più arbitrariamente cambiarlo.
Morte inaspettata. Proprio così è stata quella dei sig. Luigi Pessana. Assalito il venerdì da improvviso malore, mentre era nei prati, condotto a casa e curato inutilmente per due giorni, cessava di vivere per sopraggiunta peritonite il mattino di domenica 25 agosto. Nessuno si era immaginato che il male si aggravasse tanto repentinamente, di modo che lo strazio della moglie e dei figli fu anche più doloroso e triste. Aveva solo 50 anni, era uomo giusto, esemplare, stimato da tutti. Aveva certamente molti meriti davanti a Dio, per una vita spesa tutta nel lavoro e per il bene della famiglia. La desolata moglie troverà nella sua viva fede religiosa il conforto in questi momenti così dolorosi. Tutta la frazione dei Brentatori si può affermare che si è commossa ed ha preso parte al cordoglio della famiglia. I degni funerali dell’indimenticabile scomparso ha richiamato moltissima gente, che impressionata dalla disgrazia diede largo tributo di lacrime e di preghiere. Preghiamo ancora pace per chi è partito per l’eternità, forza e rassegnazione per quelli che sono rimasti.

Ottobre 1940

Offerte pro bollettino. Ringraziando veramente di cuore i signori oblatori, i quali con la loro offerta hanno dimostrato di gradire il bollettino, tra tutti vogliamo ricordare la famiglia Battistini, il conte Lajolo Avv. Carlo, don Giovanni Martinatto, la maestra della Maddalena, per un totale di 325 lire.
Asilo infantile S. Vito. Il nostro asilo si apre regolarmente con il primo di questo mese d’ottobre. Quest’anno la retta mensile non sarà più di lire otto, ma di lire 10. Il piccolo aumento è giustificato dall’accresciuto prezzo dei generi alimentari. Ricordiamo che ogni famiglia che manda i bimbi all’Asilo, si deve in principio dell’anno scolastico pagare un’azione di cinque lire a titolo d’iscrizione. Raccomandiamo caldamente che i bambini frequentino l’Asilo subito da principio, perché nei mesi più freddi dell’inverno, se non ci sarà fornito del carbone, saremo costretti a chiudere l’Asilo. Tempo fa abbiamo pubblicato la grossa cifra che resta ancor da pagare del nuovo edificio. Molti certamente sono stati impressionati del nostro debito, ma forse hanno deciso di venirci in aiuto generosamente. Ecco intanto le offerte che sono arrivate per un totale di 940 lire, la quotidiana preghiera dei bimbi, otterrà da Dio degna ricompensa ai nostri benefattori.

Novembre 1940

Alla Frazione Brentatori. Con grande piacere abbiamo appreso la notizia che la scuola rurale della Frazione Brentatori è stata affidata alla maestra sig.na Caterina Lupo. La popolazione della Frazione e dei Cascinali ha manifestata la sua soddisfazione, perché molto spera nell’opera che la giovane maestra svolgerà per il bene di piccoli. Di fatti la Signorina ovunque fece scuola, ha dato prova del suo grande zelo nell’insegnamento e delle sue rare doti di cuore e di mente. A Lei perciò va, il nostro fervido saluto con l’augurio di buon anno scolastico.

Dicembre 1940

La Voce del Pastore. Avevamo cominciato a scrivere questa pagina con dire che quest’anno nella nostra parrocchia, i morti sono troppi, quando ci giunge improvvisa la notizia che la morte stroncava una nuova vita nel fiore della giovinezza. E’ deceduto a Tripoli il soldato Castagneto Carlo d’anni 22, è il primo soldato di Piossasco che fa il suo più grande sacrificio, quello della vita, per la Patria, la quale certamente ne conserverà perpetua memoria e riconoscenza. La notizia è stata soprattutto dolorosa per la vedova madre, che in lui ha perso il più valido sostegno della famiglia. In lui ha visto spezzato il sogno delle sue più belle speranze. La notizia, comunicata a lei con tutte le delicatezze possibili, pure è stata una folgore che l’ha abbattuta ripetutamente svenuta in un cordoglio straziante. Grande conforto per una madre, sarebbe stato poter essere vicino, assisterlo fino all’ultimo. Questo non le è stato concesso, però sono confortevoli le notizie avute sulla morte del figlio, assistito dalle suore e dal sacerdote. Ricoverato all’Ospedale di Tripoli per un’infezione ad un occhio, fu tosto colpito da meningite, per questo decedeva il giorno 11 novembre scorso alle ore 10. Il cappellano il mattino dello stesso giorno gli amministrava i SS. Sacramenti abbracciando e confortando il caro soldato, che nel suo male andava ripetendo sovente il nome di sua Mamma (il caro nome che primo s’impara a dire e che per ultimo si ripete nella vita). Un suo intimo compagno d’armi, che manda particolari notizie, afferma che tutti lo amavano, perché era tanto buono con tutti, non nessun nemico e tutti, soldati e ufficiali, rimpiangono la sua scomparsa. Gli è stato fatto un bel funerale, gli rese gli onori un plotone armato del suo squadrone, gli furono offerti mazzi di fiori e corone. Se lo meritava per la sua bontà e per la sua fedeltà al servizio militare. Pareva che conoscesse il suo destino, perché agli amici diceva che egli non sarebbe più tornato in Italia, a casa, lo ripeteva quando lo colse il male, che in pochi giorni lo portò alla morte. Il suo nome sarà scritto fra i gloriosi che per la Patria si sono sacrificati, ma rimarrà nel nostro spirito; soprattutto ricordiamolo nelle nostre preghiere di suffragio. Il Signore dia a lui la gloria eterna. Alla sua famiglia, specialmente alla sconsolata mamma, la cristiana rassegnazione.
Cottino Eugenio, proprietario della cascina Airale. Morì all’Ospedale, ove era ricoverato, ma fu trasportato qui, ove ebbe imponenti funerali, perché godeva di grande stima, quale uomo di grande cuore, retto e giusto. La sua morte fu proprio inaspettata, poiché era ancora relativamente giovane, contava 56 anni appena. Alla desolata moglie, ai fratelli, a tutti i parenti rinnoviamo vive condoglianze.
Bellone Sabino, proprietario di cascina ai Brentatori. Il male per cui molti anni fa era stato operato, ricomparve e aggravandosi sempre più, lo ridusse a letto per lungo tempo. Assistito con speciale amorevolezza dalla figlia e dalla nipote Gerbino, si preparò cristianamente alla morte, ricevendo religiosamente gli ultimi sacramenti, accogliendo volentieri le visite del Vicario. Pensò all’anima sua, lasciò un legato con una messa perpetua per se e sua moglie, facendo una buona offerta per il nostro Asilo. Si meritò una morte tranquilla e serena, aveva 68 anni. Uomo di buoni sentimenti religiosi, amante della tranquillità, di modo che preferiva vivere ai Brentatori che non a Torino. Un’altra opera bella intendeva compiere: dare un edificio nuovo per la scuola della frazione, non c’è riuscito, per colpa altrui. Il buon Dio avrà tenuto conto delle sue opere e delle sue beneficenze intenzioni e l’avrà ricompensato.
Friolo Giovanni d’anni 76. E’ morto santamente il 25 ottobre. Il Vicario aveva fissato di recargli il Santo Viatico al mattino, dopo la messa che avrebbe celebrato nella cappella del Marchile, nella notte il malato si aggravava e volle che immediatamente si andasse a chiedere il sacerdote, perché diceva: “Domattina, io non ci sarà più”. Fu proprio così, nel cuore della notte, sotto la pioggia scrosciante, il Vicario gli portò il Viatico e gli amministrò l’Olio santo. Il malato era in perfetta lucidità, era soddisfatto, disposto a morire. Di fatti alle ore 7, cessava di vivere, prima che la messa alla Cappella del Marchile, fosse cominciata. Dio ha premiato la sua grande fede.
Lovera G. Battista, il più vecchio dei nostri parrocchiani, aveva 90 anni compiuti. E’ morto di vecchiaia, senza malattia. Difatti ricevette il Santo Viatico, alzato fuori del letto. In due giorni si appressò alla morte che lo colse il sei dello scorso novembre. Era uomo di gran fede religiosa, che manifestava nel frequentare la chiesa e nell’accostarsi sovente ai SS. Sacramenti. Allevò bene una famiglia numerosa, alla quale lasciò un vivo ricordo d’esempi edificanti.
Associazione S. Agnese. Un delicato fraterno motivo di gioia ha riunito alla chiesa parrocchiale le nostre Giovani, lunedì 28 ottobre scorso. La cara segretaria dell’associazione, Alda Buttigliengo, coronava il sogno della sua giovinezza, unendosi in matrimonio al signor Grande Giovanni. Partecipi della cristiana letizia di questa sorella in cristo, abbiamo voluto rendere indelebile nel suo ricordo questo giorno, cooperando alla riuscita di questa festa. Nell’atmosfera di religiosa intimità, creata dalla giusta comprensione della santità del matrimonio cristiano, si è svolto il sacro rito, compiuto dal Vicario, che celebrò la messa nuziale, durante la quale il suono della funzione già bella per splendore di luci e di fiori. In fine il Vicario disse agli sposi augurali parole di circostanza, esprimendo in rammarico per l’allontanamento della sposa dalla parrocchia, mancanza che sarà molto sentita, essendo Alda un’attiva dirigente, una maestra di catechismo apprezzata ed un’esemplare figlia di Maria. Alda ci ha lasciate, gioiosa e fidente inizia una grande missione, alla quale si è preparata nei nove anni di permanenza nell’Associazione, perciò siamo certe che sarà degna sposa e madre esemplare.

Gennaio 1941

La Voce del Pastore. Molte volte ho lodato la vostra generosità verso la chiesa, che tanto amate e desiderate che essa sia mantenuta in modo decoroso, sia per la pulizia sia per la bellezza e preziosità dei paramenti, continuando la signorile tradizione dei Conti di Piossasco, i quali tanto beneficarono ed abbellirono la nostra chiesa parrocchiale. Quest’anno la vostra generosità ha sorpassato i limiti degli anni passati. Di fatti la colletta de grano e della meliga e le altre collette raggiunsero cifre mai toccate prima. Meritate dunque insieme il mio vivissimo grazie, i più sinceri complimenti. Vi benedica il Signore e vi ricompensi largamente, vi dia le più belle consolazioni famigliari, vi dia prosperità nelle vostre cose materiali, vi dia ottima salute e l’abbondanza della sua Grazia. Un particolare grazie va ai retori e alle rettrici per la fatica compiuta, la quale, data anche la loro abilità, ebbero così un lusinghiero successo. Molte volte ho anche lodato il vostro spirito di sincera pietà e fede cristiana. Siete una popolazione ricca di molte belle virtù. Talvolta si vede un magnifico campo di grano che è guastato dall’erbaccia che vi sta dentro, così c’è fra di voi una cosa che guasta, ed è il vizio della BESTEMMIA. Permettete che noti questo, proprio nel corrente mese che è dedicato al SS. nome di Gesù, che ha per programma la campagna antiblasfema. Quale brutta e velenosa erbaccia, è mai questo vizio! La bestemmia è il più grave peccato, è segno d’ineducazione, d’animo basso e triviale, è una cosa sciocca e inutile, proibito dalla religione e dalla civiltà. Tutte queste cose le sanno tutti, eppure… La causa principale della bestemmia sta forse qui, che è una cosa ereditaria. Sì, perché bestemmiava il nonno, bestemmia il padre e imparano a bestemmiare i figli, e si continua. Accogliete questo richiamo e fate promessa forte e generosa che nel nuovo anno incominciato farete guerra alla bestemmia. Uomini, donne, ecco vi un magnifico programma d’apostolato da compiere per purgare la fede cristiana nelle famiglie e nella parrocchia, per migliorare i sentimenti della civile educazione e per togliere uno dei più gravi motivi, quindi Dio castiga l’umanità. Fatevi intanto l’abitudine di riparare le bestemmie con le giaculatorie frequenti con opere meritorie di devozione. Esempio “Dio sia benedetto, benedetto il suo Santo Nome”. Così ai molti meriti che già avete né aggiungerete altri per ottenere un anno prospero e felice.
Statistica Parrocchiale 1940.
Battesimi. Sono 21, di cui 10 femmine e 11 maschi (mentre scriviamo, leggendo questi nomi, vengono alla mente, molta gente che è attualmente presente nella parrocchia, con le loro famiglie. Ricordiamo che fra questi nati e battezzati, c’è una delle ultime vocazioni religiose, attualmente in servizio, in terra missionaria del Brasile, mentre per qualcun altro sono già passati a miglior vita).
Morti. Sono 18, di cui sette femmine e 11 maschi, tra questi ricordiamo il Teologo Michele Frigeris.
Matrimoni. Sono 10.
Il numero dei nati è rilevante, quello dei morti, invece è troppo grande in proporzione del numero della popolazione che è solo di 1.200. Il numero dei matrimoni avrebbe dovuto essere maggiore, se la situazione nazionale fosse normale, data la guerra, si spiega perché molti non si siano più sposati. Speriamo nel prossimo anno.
Offerte pro bollettino. Siamo alla fine dell’anno (1940), possiamo fare un po’ di statistica. Risulta che su 300 famiglie ben 120 non hanno offerto nulla per il bollettino, eppure risulta che tutti hanno piacere di riceverlo per leggere con curiosità almeno le prime pagine, le quali interessano direttamente la parrocchia. Intanto registriamo lire 288, augurando al Bollettino miglior fortuna per il nuovo anno 1941.
Oblazioni per il nuovo Asilo. E’ con grande soddisfazione che possiamo annunciare che il nuovo passaggio che dà entrata al cortile dell’Asilo, è aperto ed è praticabile. Fra qualche mese speriamo sia del tutto definitivamente sistemato, in altre parole pulito il cortile e abbellito d’aiuole e piante ornamentali, come pure il nuovo ingresso. La casa che abbiamo demolito, pare che abbia aperto all’Asilo un più ampio respiro, mentre ha aperto a chi passa per la via, la bella vista del nuovo fabbricato dell’Asilo, ed un panorama splendido verso la montagna. In quest’anno desideriamo intensificare la nostra azione per far amare il nostro Asilo, da chi non ci pensa per niente, per farlo amare di più da chi già vi dimostra affezione. Perciò fin d’ora lanciamo quest’appello: “Ogni famiglia deve sottoscrivere almeno un’azione di lire cinque”. Questo il nostro programma, il nostro lavoro. Intanto registriamo che persone generose hanno versato delle offerte, anche in suffragio dei loro cari, per un totale di lire 780.

Febbraio 1941

La Voce del Pastore. Domenica 2 febbraio 1941, è stata una giornata straordinaria per tutta l’Italia. Sì, perché in tal giorno si promuove per tutto il popolo, una GIORNATA di PREGHIERE PRO SOLDATI, con la consacrazione di tutto il popolo al Sacro Cuore di Gesù, per implorare protezione da Dio sulla nostra Patria. Di grande importanza religiosa e patriottica è quest’iniziativa, né occorrono parole per illustrare il significato di una tale consacrazione a quel Cuore Divino che tanto ama gli uomini e che in questi nostri tempi è tanto oltraggiato, egli vuole che nella nostra Patria, nel cuore e nella mente d’ogni cittadino italiano s’innalzi a Lui una testimonianza d’amore. Quindi in tale domenica, nel pomeriggio dopo un’Ora d’Adorazione predicata, faremo Atto Pubblico e Solenne di Consacrazione di tutte le nostre famiglie al Sacro Cuore pro soldati. Si terminerà con le litanie del S. Cuore e con la benedizione Eucaristica. Intanto nella stessa giornata e anche prima, sarà distribuita alle famiglie che hanno dei soldati la cartolina doppia, da dividersi in due parti: l’una da mandare al proprio congiunto soldato, recante l’immagine del Sacro Cuore, l’altra da conservare in casa, recante con le immagini a colori del Sacro Cuore, della Madonna e di San Giuseppe un’istruzione e quell’atto di consacrazione al S. Cuore, che faremo tutti assieme. Tutta la giornata deve essere pervasa da intensa e soprannaturale pietà interiore: quindi deve cominciare con numerose Comunioni. Anche i fanciulli faranno la loro Comunione alla messa delle ore 9, dovranno esserci tutti. Voglio sperare che corrisponderete all’appello in modo da unirci anche noi a tutto il popolo Italiano, che in tal giorno scriverà nella storia d’Italia una nuova pagina di trionfi per il S. Cuore di Gesù.
Necrologio. La prima sepoltura di quest’anno, avvenuta il 7 gennaio scorso, fu quella di Cottino Guido, morto a Torino e trasportato qui. La sua morte ci ha impressionato e commossi, sia perché egli segue nella tomba il suo papà Eugenio, morto due mesi e mezzo fa, sia perché il caro Guido era giovane di appena 26 anni e sposato da pochi anni. Crudele e invincibile morbo, dopo averlo fatto lungamente soffrire, ne stroncava la giovane vita così piena di speranze, data la sua bell’intelligenza, il cui titolo di ragioniere, l’impiego che aveva e che avrebbe brillantemente migliorare. Chi più soffre è la sua mamma, che sente il suo cuore già tanto amareggiato, ferito di nuovo da quest’immenso cordoglio. Possa trovare nella fede in Dio e nella speranza di rivedere i suoi cari in cielo, quel conforto che anche noi le invochiamo. In devoto suffragio per il defunto, i parenti hanno offerto cento lire al nostro Asilo S. Vito, l’Amministrazione ringrazia e rinnova sentite condoglianze.
Asilo Infantile San Vito. Nel pomeriggio del primo gennaio fu tenuta l’adunanza degli Azionisti. Scopo dell’adunanza era di provvedere all’elezione dei tre Amministratori rappresentanti degli Azionisti, essendo passati quattro anni delle ultime elezioni.
Si procedette regolarmente alle votazioni, nelle quali raccolsero voti i sigg. Battista Andruetto, Angelo Bonetto, Antonio Lanza, Giacomo Spesso, Vittorio Vietto e Michele Bergoglio. Per maggioranza di voti riuscirono eletti i primi tre. Essi erano già amministratori nel quadriennio scaduto: la loro rinnovata elezione è segno che hanno fornito prove d’affezione all’Asilo con soddisfazione degli Azionisti. La proclamazione degli eletti, fatta dal segretario sig. Balbo Renato è stata accolta con applausi.

Marzo 1941

La Voce del Pastore. Siamo in Quaresima, ma come già sapete, il Santo Padre in vista dei disagi della guerra, ha tolto quest’anno ogni digiuno e ogni astinenza, eccetto il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo. Vedete come la Santa Madre chiesa capisce le nostre necessità e non vuol aggiungere penitenze a penitenze. Pertanto procuriamo di sopportare i sacrifici che la guerra esige, non solo per amor di Dio, ma anche per amor della Patria, con lo spirito di veri cristiani e di veri italiani, per impetrare dal cielo una pronta vittoria con la conseguente pace.
La Giornata religiosa Pro Soldati, che abbiamo celebrato domenica 2 febbraio scorso, ebbe vivo successo. Anche i militari che abbiamo accasermati qui, hanno preso parte alle funzioni propiziatrici e al solenne Atto di Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù. I nostri 60 soldati della parrocchia, hanno ricevuto tutti l’immagine del Sacro Cuore, che abbiamo mandato, volgiamo sperare che sia per loro una sincera protezione. Intensifichiamo le preghiere pro soldati perché com’è stato annunciato, in questi mesi la guerra raggiungerà maggior violenza, per andare verso la fase risolutiva.
Dai fronti di guerra. Dal consocio Fiora Albino che è al fronte Albanese, abbiamo ricevuto una bella e commovente lettera, che il Vicario lesse in sede. Ecco cosa dice: “Il clima critico che sto trascorrendo in alta montagna fra neve e tormenta, spersi come lupi nella foresta, sotto il tuono delle artiglierie e il rimbombo delle mitragliere che sparano lungo le valli le nostre soste sono sempre di pochi minuti… Qui attorno ad un misero focolare, dentro una caverna, seduto sul mio zaino, vi scrivo queste poche parole, ma sincere… Alla sera quando è possibile, radunato con i miei più cari compagni recitiamo le preghiere invocando la benedizione del Signore che mi tenga lontano da ogni male, come ha fatto fino ad oggi”. – Caro Albino, ben le immaginiamo le grandi sofferenze che ti tocca patire, la vita dura che devi sopportare, ma la tua fede nell’aiuto e nella protezione di Dio ti darà la forza necessaria per superare tutto e compiere da eroico soldato il tuo dovere. Noi ti saremo sempre molto vicini con le nostre preghiere e con il nostro affetto. Ti abbiamo mandato la cartolina con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù, al quale ci siamo consacrati per invocare benedizioni divine su te e sulla Patria.
Un altro nostro consocio Andruetto Michele, è stato sul fronte della Manica, nel Belgio, con il corpo aeronautico italiano. Anche con lui non abbiamo mai perso il contatto. Scriveva da lassù con risposta alle nostre lettere. “Vi devo confessare che ho pianto dalla gioia sentendomi così ricordato da voi nelle vostre preghiere. Nessun’altra notizia avrebbe potuto toccare di più il mio cuore di giovane cattolico e di soldato italiano… Sono impaziente di ricevere la tessera dell’Associazione.” In un’altra lettera: “Voi potete ben immaginare la gioia e il bene sentito da noi militari, sapendo che anche da tanto lontano, c’è chi ci ricorda e offre a Gesù le sue preghiere per noi… Ricevo qua mensilmente le circolari dell’Assistente diocesano; ne sono molto contento, vedendo che i soci militari, specialmente in questi tempi, stanno a cuore a tutti, da tutti sono ricordati nelle preghiere sia durante le riunioni che individualmente”. Scrive ancora: “Ora abbiamo il nostro Cappellano militare, domenica scorsa con mio gran piacere ho servito la messa; cosa che farò d’ora innanzi tutte le domeniche, spero. Come vedete il nostro governo pensa a tutto, anche per il nostro bene spirituale”. Bravo, carissimo Michele, queste cose fanno onore a te e anche un poco alla nostra Associazione S. Vito, di cui sei socio.
Rettori e Rettrici per il 1941.
Compagnia del SS. Sacramento: Rosso Tommaso e Bertinetto Giuseppe – Noverese Tersilla e Francesca Martinatto.
Compagnia del SS. Rosario: Andruetto Giovanni di Carlo e Fiora Cornelio– Destefanis Maddalena e Rolando Domenica.
Compagnia del Suffragio: Peretti Guglielmo e Martinatto Giuseppe – Andruetto Cesarina e Ferrero Olimpia.
Compagnia della Confraternita: Bergoglio Alessandro e Romano Edoardo – Magnano Teresa e Lucia Ferrero.
Anche nel 1940 l’opera dei Retori è stata coronata da ottimo successo, poiché mai nelle collette si sono raggiunte cifre come questa volta. C’è da ringraziare gli offerenti; ma anche lo zelo abile e persuasivo dei Rettori. Il Signore li ricompensi degnamente.

Aprile 1941

All’età di 82 anni è morto Andruetto Giuseppe, fibra robusta, che pare sia stata fiaccata dal freddo dell’eccessivo inverno molto rigido. Di fatti incominciò a sentirsi male dalla festa di sant’Antonio. Per non lasciarlo solo nella sua casa della Cappella, la figlia Delfina, sposata Bergoglio, lo prese con sé alla Paperia, lo accudì con straordinaria amorevolezza. Morì dopo aver ricevuto per tempo e con gran fede gli ultimi sacramenti. Nelle due sepolture i parenti, offrendo la loro oblazione, vollero che intervenissero anche i bimbi dell’Asilo.
Festa di San Valeriano. Sarà celebrata lunedì 21 corrente, con la messa cantata alle ore 9. Sono quest’anno rettori i sigg. Fiora Giovanni di Vito e Carlo Ruffinatto.
Offerte pro Bollettino. Ringraziamo i numerosi oblatori tra cui ricordiamo con simpatia questi nomi: Lanza Aleardo, carabiniere a Roma, la maestra della Maddalena, famiglia Santi Brunicardi, Solari Dante da Milano, famiglia Brunicardi, famiglia Destefanis (Palazzina), e tanti altri per un totale di 502 lire.
Asilo Infantile S. Vito. Speriamo che quest’anno sia l’anno della chiusura dei conti del nuovo Asilo. Però vorremmo ancora raccogliere un contributo straordinario da parte di tutte le famiglie della parrocchia e delle persone amiche di quest’Opera. I momenti sono difficili, è vero, ma è nel tempo della prova che bisogna dimostrare forte spirito di sacrificio e meritarsi dal cielo grazie eccezionali con opere di bene. Intanto abbiamo raccolto una somma di 340 lire. Dio benedica le intenzioni di questi benefattori, che noi ringraziamo molto cordialmente. Si va introducendo la bella pratica di versare un’azione a quest’Asilo, ogni volta che nasce un bimbo. Questo è come un augurio che il neonato possa vivere, crescere e frequentare poi l’Asilo.

Maggio 1941

Notizie dei nostri soldati. Stiamo aspettando con ansia notizie da parte di quelli che hanno partecipato agli ultimi combattimenti vittoriosi in Grecia. Prima di questi fatti, Fiora Albino scriveva dal monte Tomori in Albania: “Sono tre mesi che non assisto più ad una messa, non sento più una predica, senza fare la Comunione. Ma vi assicuro che ho sempre fatto il mio dovere di buon cristiano; la mia fede verso il Signore è sempre più viva perché solo Lui può farmi la grazia di tornare a casa sano e salvo. Tutte le sere con i miei compagni recitiamo il rosario, dopo, io recito ancora da me, le preghiere. Con me c’è anche Giuseppe Martinatto (di Severino) che m’incarica di ricambiarvi i saluti. Ho sempre il foglio del bollettino parrocchiale: lo lesi con molto piacere e ho visto che c’era una parte della mia lettera”.
Ben diversa è la vita del geniere Lovera Eraldo, il presidente della nostra associazione. Vito, il quale scrive da Roma, che può fare la Comunione anche tutti i giorni, ultimamente è andato con altri militari ad un’udienza del Papa. Ecco le sue parole: “Per noi militari, ora in tempo di guerra, il Papa ha una predilezione tutta speciale; non ci occorre nemmeno il biglietto d’ingresso, basta presentarsi alla porta di bronzo e subito siamo fatti passare con tutta premura. All’ultima udienza noi militari eravamo tutti in fila perimetrale in una gran sala (eravamo circa 200) e dopo una lunga attesa, si alzava fra un clamoroso battimani il Santo Padre. Ad uno ad uno ci diede a baciare l’anello e Lui stesso ci consegnò una medaglia, se qualcuno desiderava e osava conferire con Lui, si fermava molto volentieri. Era commovente vedere il Papa fermarsi ad ascoltare le singole necessità e dare una particolare benedizione. Finito il giro c’impartì l’apostolica benedizione a noi, alle nostre famiglie e secondo la nostra intenzione. Qui non ho mancato di implorare su di voi, sul Vicario e sulla nostra cara S. Vito la sua benedizione”.
Molti altri hanno scritto mandando buone notizie. Lovera Giuseppe dal fronte Iugoslavo, che a quest’ora varcato; Lanza Cesare da Brindisi; Andruetto Michele da Vicenza, Fiora Vittorio, Bonetto Mario, Bertinetto Giacomo tutti a Chiomonte di Susa; Peretti Pietro da Finestrelle; Fiora Duilio dal Persero; Ramassotto Arturo dall’Ospedale di Torino, dove era degente per malattia, ora già a casa in convalescenza. Per tutti preghiamo e facciamo voti perché si affretti il momento del loro ritorno.
Festa alla Cappella di S. Giorgio. Venerdì 9 maggio: festa nazionale della proclamazione dell’Impero. Si celebrerà la festa titolare della Cappella sul monte S. Giorgio. La messa sarà cantata alle ore 9,30. Si partirà dalla parrocchia alle 7,30 e faremo il pellegrinaggio in processione per invocare speciali benedizioni sui nostri soldati.
Lunedì 12: alla stesa ora, si dirà un’altra messa a S. Giorgio, secondo le intenzioni di una persona che ricevette dal Santo una grazia straordinaria.
In onore del Sacro Cuore di Gesù si sono raccolte 100 lire, preghiamo il Divino Cuore che voglia esaudire le intenzioni degli offerenti, che noi ringraziamo.

Giugno 1941

Festa della Prima Comunione. Si è celebrata nella stessa domenica di chiusura del mese di Maria, il 18 dello scorso maggio. Erano 16 i fortunati bimbi che per la prima volta ricevettero il bacio eucaristico e divino di Gesù. Ben preparati dalla rev.da Suor Mafalda, direttrice del nostro Asilo Infantile, i bimbi si dimostrarono con molto raccoglimento in mezzo alla commozione dei numerosi presenti. Con gentile pensiero hanno pregato per i nostri soldati e per la pace vittoriosa. Certamente il Signore avrà raccolta questa preghiera così profumata d’innocenza e di semplicità. I bimbi dopo la funzione ebbero una dolce colazione servita dalle Dirigenti dell’Associazione Santa Agnese. Furono anche regalati uova di cioccolato, che una persona amica dei bambini, aveva fatto pervenire al Vicario. A ciascun bimbo fu pure distribuito un quadretto ricordo della Prima Comunione, offerto dal Gruppo Donne d’A.C. di nostra parrocchia. Il solito premio di Prima Comunione, istituito dalla defunta signora Maddalena Schaeffer, per la bimba più buona e meritevole, fu dato quest’anno alla piccola Imelda Bonetto. Ecco il nome dei cari bambini, sui quali invochiamo le più belle benedizioni divine: Andruetto Teresa, Boero Giorgina, Bonetto Imelda, Bruno Maria Luisa, Battagliotti Consolina, Destefanis Maria, Gardois Caterina, Friolo Ada, Ramasotto Caterina, Siccardi Esterina, dieci femminucce. Bruno Giuseppe, Lanza Sergio, Novarese Ernesto, Ruffino Luigi, Valinotto Giovanni e Giovannino Valinotto, sei maschietti.
Festa di S. Giorgio. La pioggia ci ha impedito di celebrare a suo tempo, com’era stato stabilito. Tuttavia non deve essere tralasciata, specialmente quest’anno, che abbiamo bisogno di raccomandare al Cavaliere S. Giorgio i nostri cari soldati. Perciò, per dare a tutti maggiore comodità di parteciparvi, la festa si celebrerà domenica 22 corrente. Si partirà dalla parrocchia dopo la messa prima delle ore 7, alla Cappella di S. Giorgio si canterà la messa alle ore 10. Si ripartirà nelle prime ore del pomeriggio, per essere in Parrocchia alle ore 15,30, per la Santa Benedizione. Rettore della festa è il signor Elia Michele di Paolo. Per il 1942 saranno Rettori due soldati: Fiora Albino di Costantino e Francesco Martinatto di Bernardo.
Asilo Infantile S. Vito. Con piacere abbiamo notato da alcuni mesi a questa parte che il numero dei bambini frequentanti l’Asilo è salito a 30. Nell’inverno c’è la scusa del cattivo tempo e delle brutte strade; d’estate non c’è tempo per accompagnarli, di modo che troppo poco si frequenta l’Asilo. Eppure se si volesse si volesse si potrebbe fare di più. L’Amministrazione avverte che l’Asilo come di regola, si chiude con la fine di questo mese. Però se un numero discreto di famiglie lo desidera, si terrà aperto ancora nel mese di luglio. Sono giunte offerte per il nuovo edificio dell’Asilo, per un totale di 640 lire; si ringraziano i generosi amici dei piccoli, intanto il Signore benedica tutti largamente.

Luglio 1941

La Voce del Pastore. Dieci anni di parrocchia non sono molti, ma sono già una cifra discreta. Questo mese di luglio ci ricorda appunto che con il 19 corrente, si compiono 10 anni dal mio ingresso qui come parroco. E’ una data che interessa voi e me, e la ricordiamo volentieri. Sono passati già 10 anni da quella domenica afosa e calda, quando attorno a me vidi tanta festa, tanto entusiasmo e tanto calore nei cuori di quelli che accompagnavano, venendo da fuori, e di quelli che mi ricevevano come parrocchiani. Il ricevimento non poteva essere più solenne e cordiale. Ringraziai allora il Signore e lo ringrazio ancora oggi, dopo 10 anni di lavoro pastorale, sentendomi sempre più contento del posto affidatomi dal Divino Pastore. Questi 10 anni sono volati, quando il tempo passa presto è buon segno. Se ci voltiamo indietro un momento, possiamo costatare che molto lavoro è stato fatto con l’aiuto di Dio e con la vostra spontanea e generosità collaborazione. Un Asilo nuovo è stato costruito dalle fondamenta. In chiesa sono stati aggiunti due nuovi altari di marmo, quello della Madonna del Rosario, con relativa statua, e quello del Sacro Cuore di Gesù con relativo gran quadro. Sull’altare maggiore è stato innalzato l’artistico grande Crocifisso scolpito in legno. Altre diverse migliorie, che voi conoscete, sono venute aggiungendosi ad abbellire la nostra chiesa, perciò si è accresciuto l’attaccamento ad essa, freguentandola sempre più. Oltre queste cose materiali, che sono più facile vedere e calcolare, vi è tutto il movimento religioso d’Azione Cattolica, a cui si è dato esistenza e vita in questi 10 anni, ed ha fruttato una più religiosa vita cristiana tra i parrocchiani. Chi si ferma è perduto: ma noi in questo decennio non ci siamo mai fermati, né ci fermeremo, perché altre novità, altri lavori attendono di essere attuati; essi formano il programma del secondo decennio e ve ne parlerò un’altra volta. Il bene materiale e spirituale fatto, a cui ho accennato, sarebbe come il diritto della medaglia, e ogni medaglia ha il suo rovescio. Questo è formato dalle mie tante manchevolezze, perciò non è stato fatto molto maggior bene, che un altro al mio posto avrebbe compiuto. Invocate perciò con me la misericordia Divina, nel vostro interesse spirituale, supplicate il Signore che voglia benedire tanto il vostro Pastore, affinché il secondo decennio, che stiamo per cominciare, possa essere migliore del primo. Per riconoscenza a Dio, a chiusura del decennio, domenica 20 corrente, canteremo un solenne Te Deum.
Vita parrocchiale. Festa di S. Giorgio. Finalmente abbiamo potuto celebrare la festa di S. Giorgio. Diciamo finalmente, perché per due volte era stata impedita dalla pioggia. Domenica dunque, 22 giugno fu una giornata splendida. In processione e a gruppi, per via S. Valeriano e della pineta, con in testa il quadro del santo, portato dal rettore Michele Elia, con la guida esperta del Sig. Modesto Lanza, il più vecchio cacciatore di Piossasco che conosce ogni più piccolo sentiero della nostra montagna, moltissimo sono saliti alla Cappella sulla cima del monte, ove fu cantata la messa alle ore 10. Il signor Vicario con brevi parole di predica, richiamò il pensiero di tutti verso i nostri cari soldati, che come S. Giorgio soldato e martire, danno a Cesare quello che appartiene a Cesare, e danno a Dio quello che appartiene a Dio, nel compimento eroico del loro dovere verso la Patria, sostenuti da viva fede cristiana. Che fossero numerosi gli intervenuti, lo si può giudicare dal fatto che si raccolsero più di cento lire d’elemosina. Oh se si potesse arrivare un giorno a rinnovare e sistemare l’antica Cappella nelle sue linee originali artistiche. Se i partecipanti alla festa saranno molti ogni anno, la cosa sarà più fattibile. Dopo la funzione religiosa, fu consumato il pranzo al sacco, quindi per il gran calore la gente cominciava a squagliarsi, così prima del previsto, si ricompose la processione, che ritornò alla chiesa parrocchiale per la benedizione.
Per un caduto. Carena Antonio, della classe 1915, alpino del terzo Reggimento Battaglione Finestrelle è caduto nell’adempimento del suo dovere sul fronte greco, su un monte alto duemila metri, il 14 marzo scorso. Non aveva più qui il suo domicilio, poiché dopo che si era sposato, abitava ad Orbassano. La mamma ed i fratelli sono nostri parrocchiani, e appena ricevuta l’inaspettata notizia, vollero che gli fosse celebrato un funerale. Questo si fece giovedì 22 maggio scorso, con gran solennità. La chiesa era gremita di gente, la popolazione ha reso così il dovuto onore al glorioso Caduto, ricordando pure e onorando in un unico pensiero tutti i gloriosi caduti per la Patria di questa guerra.
Orario delle funzioni religiose.
Giorni feriali: sante messe ore 7 e 7,30 – ore 21 rosario e preghiere della sera.
Giorni festivi: sante messe lette ore 7 e 8,30; ore 10,30 messa cantata – ore 15,30 rosario, vespri, istruzione parrocchiale e benedizione.
ATTENZIONE, ATTENZIONE! Per rispetto alla casa di Dio, per la modestia cristiana nessuna donna può entrare in chiesa e partecipare alle funzioni se NON HA LE CALZE.

Agosto 1941

La Voce del Pastore. Una tragica disgrazia. Tutta la parrocchia, anzi si può dire tutto il paese, è ancora sotto la penosa impressione avuta per la tragica sventura che ha colpito la famiglia Stranieri. Venerdì mattina, 18 luglio, come al solito il figlio Giovanni di 16 anni, scendeva in bicicletta a portare il latte al caseificio. Nel momento in cui entrava sulla strada provinciale, improvvisamente si vedeva venire innanzi, un camion militare; di modo che non gli fu assolutamente possibile evitarlo, e vi cozzò contro frontalmente la testa. Raccolto da terra in condizioni pietose fu portato all’Ospedale di Piossasco, ove il Dott. Silvani, costatato lo stato gravissimo del povero Giovanni, decise di trasportarlo immediatamente all’Ospedale Mauriziano di Torino. Il Cav. Boneschi, presso il quale la famiglia Stranieri fa da giardiniere, mise subito a disposizione la sua macchina, che volle guidare egli stesso, portando a Torino il povero ferito, il quale era accompagnato dalla Mamma e dal medico. I medici del Mauriziano tosto lo medicarono riscontrandogli la rottura completa della volta cranica, tanto il colpo era stato terribile. Costatarono anche la frattura di coste e abrasioni in tutte le parti del corpo, dovute forse al fatto di essere stato trascinato dal camion, perciò lo dichiararono in fin di vita: solo un miracolo avrebbe potuto salvarlo. Furono fatte molte preghiere per ottenere la miracolosa guarigione; qualche miglioramento avvenuto dava un filo di speranza di poterla ottenere. Ma domenica sera purtroppo, il povero Giovanni cessava di vivere, dopo aver ricevuta un’ultima benedizione dal Cappellano dell’Ospedale. Moriva tra le braccia di sua affezionata Mamma, che nonostante lo strazio del suo cuore non lo aveva più lasciato un minuto né di giorno né di notte, vegliandolo e assistendolo con affetto profondamente materno. Dopo espletate le formalità di legge, il che fu facilitato per l’interessamento dei Sigg. Boneschi, poté essere trasportato a Piossasco ove ebbe degni funerali con gran partecipazione della popolazione del paese. I militari che con il loro camion furono occasione del tragico fatto, si trovarono presenti alla sepoltura; un picchetto armato rese gli onori, due soldati recarono una corona di fiori con la scritta: “La scuola di Cavalleria”. Il povero Giovanni apparteneva alla nostra Associazione giovanile S. Vito. I compagni si fecero un dovere di portare la bandiera dell’Associazione per dare l’estremo omaggio e saluto all’ottimo socio. I compagni di leva recarono le torce accanto alla bara. Preghiamo la pace eterna al caro defunto, invocando l’aiuto divino perché Papà e Mamma possano essere sorretti nel loro straordinario cordoglio e pronunciare il loro fiat al volere di Dio.
Asilo Infantile San Vito. Saggio dei bimbi. Il nostro Asilo si è chiuso con il 30 giugno scorso. Prima però come il solito di tutti gli anni, avvenne il saggio dei bimbi, che riuscì ottimamente sotto tutti gli aspetti. Nel salone ampio dell’Asilo si raccolse un pubblico eccezionale, sia per il numero sia per la qualità delle persone. Abbiamo notato la maestra Ester Germena, segretaria del fascio femminile; le maestre Borgi e Ferrero, il signor Giorda presidente dell’Associazione Combattenti, le signore Giordani e Preti, la signorina Brunicardi, la signora Parpinelli, il signor Ribaldi, la famiglia Crescio e Alciati, il signor Ruffinatto Luigi, le Re. Suore dell’Asilo Gianotti, e tanti altri. Alcune famiglie di Signori avevano invitato il personale come rappresentanza. Il fatto ha dimostrato interessamento di tutti per il nostro Asilo. La raccolta delle offerte è stata molto rilevante, avendo raggiunta la cifra di 500 lire. In prima linea fra gli offerenti sono i sigg. Boneschi. L’incasso ha soddisfatto l’Amministrazione, il saggio dei bimbi ha soddisfatto il numeroso pubblico. Il programma breve, ma ben disposto e ben eseguito ha riscosso meritati applausi. Ne va data giusta lode alla Direttrice Suor Mafalda, che seppe preparare i nostri piccoli artisti, i quali su un palco tutti fiori e luci, si sono comportati da bravi attori.
Sussidio Generoso. L’Amministrazione dell’Asilo, ha il piacere di pubblicare, che la Cassa di Risparmio di Torino ha erogato a favore del nostro Asilo, un sussidio ordinario di lire 600 e uno straordinario di lire 200. L’Amministrazione ha subito ringraziato la Direzione della Cassa di Risparmio, che ha costatato le nostre necessità e n’è venuta in soccorso così generosamente. Ringrazia anche il Sig. Rag. Piccione, della filiale di Piossasco, per l’appoggio prestato. Intanto come c’è stato chiesto, pubblichiamo pure le offerte che la stessa Cassa di Risparmio ha erogato in paese, per beneficenza. All’Asilo Gianotti lire 600; all’Ospedale lire 500; alla casa Salesiana lire 400; all’Associazione Combattenti lire 100; alla Biblioteca Popolare lire 100; al Comitato Maternità Infanzia lire 300; al Patronato Scolastico lire 1000.
Festa alle Prese. La festa della Madonna della Neve alla Frazione Prese, si celebrerà lunedì 11 corrente, con messa cantata alle ore 9,30. Il rettore della festa è il signor Bartolomeo Garello.
Festa del S. Cuore di Maria. Si celebrerà domenica 31 corrente, ultima domenica d’agosto. Le funzioni sono a cura della Compagnia omonima e a bene spirituale degli iscritti alla Compagnia, vivi e defunti. Nel pomeriggio vi sarà la processione solenne.
Festa dei Preti. Quest’anno non avverrà la così detta festa dei Preti, in altre parole la festa della Congregazione dell’Angelo Custode, date le difficoltà di preparare il pranzo ai Confratelli che sono soliti intervenire alla festa.

Settembre 1941

Vita Parrocchiale. Festa dei fanciulli. Domenica 14 del corrente mese di settembre, avverrà nella nostra parrocchia l’annuale festa dei Fanciulli, che radunerà tutti i bimbi attorno a Gesù Fanciullo. La festa inizierà il mattino con la Comunione generale dei fanciulli, e avrà la sua parte più solenne nel pomeriggio con la processione, nella quale sarà portata la statua di Gesù Fanciullo. Anche i bimbi che ancora non camminano potranno partecipare alla funzione portati in braccio dalle loro mamme. Darà uno spettacolo magnifico vedere tutti i bambini della parrocchia, che sono i fiori più belli e delicati delle famiglie, raccolti attorno a Gesù per presentargli i loro omaggi, le loro promesse, le loro preghiere e per essere da Lui benedetti. La loro voce innocente e pura si leverà anche per ricordare a Dio i nostri soldati e per invocare la pace vittoriosa. I piccoli priori della festa saranno Luciano Novarese e Vicenzina Andruetto. Essi distribuiranno a tutti fanciulli una sacra immagine a ricordo della festa.
Asilo Infantile S. Vito. Com’era stato annunciato, fu tenuta nel mese scorso l’adunanza degli Azionisti. Dal segretario Signor Renato Balbo fu letto del conto finanziario dell’anno 1940, che chiude con un piccolissimo disavanzo. Quindi si passò al resoconto riguardante il nuovo edificio dell’Asilo, che era lo scopo principale dell’adunanza. Ecco i punti essenziali del resoconto. La cifra totale delle spese è di lire 107.865. Questa cifra non comprende solo la spesa del puro edificio, ma anche quella della sistemazione di tutte le adiacenze e dipendenze (entrata, tettoia, ecc.). La cifra non è elevata, doveva essere minore ancora, se non fossero sopraggiunti i rincari delle materie e della mano d’opera. La cifra avrebbe potuto essere anche molto maggiore, se tutte le condotte dei materiali, se tutti gli scavi e altri lavori si fossero pagati, mentre sono stati fatti gratis per spontanea opera di molti volenterosi. L’elenco delle entrate comprende le seguenti cifre: lire 20 mila offerte da persona ignota, che hanno dato la stimolo per l’inizio dei lavori. Lire 33.450 raccolte fra i parrocchiani e persone benefiche. Queste offerte furono pubblicate a suo tempo in questo stesso bollettino. Ora il presidente aggiunge una sua oblazione di lire 25 mila, di modo che le entrate in totale raggiungano la cifra di lire 78.450. Rimane dunque da saldare un deficit di lire 29.415. I signori Azionisti hanno approvato di diffondere una lettera circolare invitando popolazione, amici e benefattori dell’Asilo a fare ancora un’ultima oblazione, con la sicura speranza che tutti corrisponderanno e il debito sarà presto pagato. Intanto registriamo lire 215 pervenute da persone care in suffragio dei loro morti.
Premio di Catechismo. La signora Letizia Battistini in memoria della sua mamma Bianca e Don Giovanni Gianoglio, regalano ogni anno un prezioso premio di catechismo ad un bimbo ed ad una bimba. Quest’anno il premio è toccato a Giorgina Garello di Michele e a Giovanni Garello di Pancrazio. Il ragazzo abita alla frazione Prese (Case Garello), benché non abbia potuto frequentare la scuola di catechismo per il motivo della distanza, tuttavia ha studiato in modo meraviglioso tutto il testo del catechismo, superando all’esame tutti i compagni di classe. Un premio però si meriterebbe ancor più la mamma, che con forza di comando, con pazienza e con sacrificio è riuscita ad istruire così bene il suo ragazzo. Se tutte le mamme la imitassero, quale progresso si farebbe nell’istruzione religiosa.
Questua del grano e della meliga. E’ una cosa vecchia, tanto vecchia che nessuno di noi si ricorda quando abbia cominciato, è una cosa antica forse quanto il mondo, perché risale su su attraverso i secoli fino ad Abele e Caino, figli d’Adamo, i quali offrivano a Dio agnelli, frutta e altri prodotti del loro lavoro, come in seguito gli Ebrei offrivano al Signore le primizie dei loro poderi. Presso i cristiani ci fu sempre l’uso, che divenne anche un precetto della chiesa, di pagare le decime ai sacerdoti per le necessità del culto, per i bisogni della propria parrocchia. Anche oggi è in vigore il precetto ecclesiastico di sovvenire alle necessità della chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze. Fra noi c’era quest’usanza di dare grano e meliga, finora i parrocchiani si erano dimostrati sempre molto generosi. Quest’anno la cosa è impossibile, poiché la quantità di grano e meliga che è lasciata ai produttori non è neppure sufficiente ai loro bisogni. Per altra parte l’usanza non si può né si deve lasciar correre completamente. Perciò d’accordo con i Rettori si è stabilito di raccogliere invece offerte equivalenti in denaro, questo si farà in chiesa. Domenica 21 settembre corrente, i signori Rettori, alla porta della chiesa, prima e dopo le funzioni, riceveranno le libere offerte che ogni famiglia farà invece del grano e della meliga, dato il valore che ora hanno questi due prodotti, certamente le offerte saranno anche rilevanti. Mentre date, formulate tutti una preghiera in questo senso, che Iddio disponga che tutto ritorni allo stato normale, in una pace vittoriosa di tranquillità e di benessere generale.
Necrologio. Nel mese scorso, è morto in casa propria al Pavè, il signor Vito Lanza d’anni 62. Il suo male datava da parecchio tempo, di fatti si vedeva dimagrire, però tenne il letto per poco tempo, quando il male andò aumentando in modo repentino e grave. Ricevette con devozione gli ultimi Sacramenti e morì cristianamente rassegnato. Era uh bravo cristiano, aveva anche fatto diverse volte il Rettore, prestando la sua opera per la nostra parrocchia. La famiglia lo amava e lo rispettava, volle che gli fossero tributati solenni funerali, cui prese parte tanta popolazione, intervennero anche i bimbi del nostro Asilo. Preghiamo per lui.

Ottobre 1941

La Voce del pastore. Il Commissario prefettizio del nostro Comune ha dichiarato il seguente appello ai Piossaschesi, che noi volentieri pubblichiamo per farlo meglio conoscere.

Concittadini,
Agli inviti collettivi che ho già rivolto a tutte le categorie della popolazione, desidero aggiungere una particolare esortazione ad ognuno di Voi, affinché il Comandamento del Duce, inteso ad alleviare il problema dell’alimentazione, che neppure una zolla del territorio del nostro paese rimanga incoltivata - comandamento che incide con i Vostri personali interessi – abbia spontanea, pronta, completa attuazione, in modo che io non sia costretto a prendere incresciosi provvedimenti.
Segnalerò con gioia alle Superiori Gerarchie quanti di voi si distingueranno in quest’utile e patriottica gara, che contribuirà potentemente ad assicurarci l’auspicata Vittoria.
Piossasco, lì 19 agosto XIX.
Il Commissario Prefettizio
BRUGO

Vita Parrocchiale. Il nostro Asilo “S. Vito”. Vi sono novità. Da Asti, dalla Madre Generale della Congregazione delle Figlie di N.S. della Pietà, è giunta all’Amministrazione una lettera, nella quale si annuncia che al posto di Suor Mafalda e di Suor Guerrina, il Consiglio Superiore ha deciso di mandare Suor Pasqualina e Suor Maria. Il cambiamento non si debba attribuire specialmente al fatto che le due Suore non si sono ancora rimesse bene in salute, nonostante la cura fatta nei mesi estivi col cambiamento d’aria e col riposo, che le due suore godettero nei loro rispettivi paesi. Nasce spontaneo un rammarico, suor Mafalda e Suor Guerrina, non saranno certamente tanto presto dimenticate perché nel breve tempo passato, qui hanno fatto molto bene, hanno lasciato un’ottima impressione e un dolce ricordo. Può darsi che la Divina Provvidenza disponga che in altro periodo abbiano a ritornare fra noi. Intanto diamo il nostro benvenuto, il nostro cordiale e riverente saluto alle nuove Suore che sono arrivate. Hanno dichiarato di trovarsi contente nel bel locale dell’Asilo, e sono preparate a dare tutte le energie per accudire ai bimbi e per assistere e guidare le Giovani dell’Associazione S. Agnese, che nell’Asilo ha la sua sede. Suore zelanti sono una benedizione per la parrocchia, sono un grande aiuto per le famiglie. Preghiamo il Signore che voglia benedire le loro fatiche, confortandole di soddisfazione e di corrispondenza da parte della popolazione.
L’Asilo si apre il primo ottobre. Le condizioni perché i bimbi siano accettati, sono quelle dell’anno passato. Mentre la stagione è ancora propizia, le famiglie dovrebbero approfittarne per mandarvi i loro bimbi.
Pro Asilo. E’ stata inviata a tutti i parrocchiani, e diffusa anche fuori, la circolare di cui si era parlato nella quale si notifica il deficit che ancora resta da pagare. Tosto hanno cominciato ad affluire le offerte, eccome un primo elenco che ha fruttato un totale di lire 1.430. Un vivo ringraziamento a tutti con la promessa chi i bimbi dell’Asilo avranno per loro una preghiera quotidiana.
La Festa della Madonna del Rosario. E’ celebrata la prima domenica d’ottobre, che quest’anno cade il giorno cinque. E’ per noi una delle feste più solenni, ed avrà nel pomeriggio la processione, l’ultima dell’annata. Accorrete tutti per invocare dalla Madonna SS. del Rosario, che è detta anche la regina delle vittorie, la vittoriosa pace per l’Italia. Il mese d’ottobre è anche il mese del Rosario, perché in tutte le chiese si recita ogni giorno. Da noi è recitato la sera alle ore 7,30, seguito poi dalla benedizione. Chi non può intervenire in chiesa, lo deve recitare nella cappella della propria frazione o nella propria famiglia. Mai come adesso abbiamo avuto bisogno della protezione della madonna e delle Sue grazie.
Avviso importante. Dalla Segreteria del Comune ci è pervenuto un avviso quanto mai importante, che crediamo opportuno pubblicare. L’avviso dice. “che in qualora in eventuali incursioni aeree nemiche si sviluppassero incendi o qualsiasi altro incidente, gli interessati dovranno rivolgersi direttamente al Geom. Walter Cruto, dirigente il servizio di protezione antiaerea, il quale provvederà di conseguenza. L’Ufficio telegrafico e telefonico è a completa disposizione del predetto tecnico per richiedere i necessari mezzi di difesa”.

Novembre 1941

Asilo Infantile S. Vito. Il nostro Asilo si è riaperto da un mese e funziona ottimamente sotto la direzione della rev.da Suor Pasqualina Martinetti, che è pure la maestra di scuola. Il numero dei bimbi è discreto, ma dovrebbe essere maggiore. Alcuni genitori per non spendere o per altri pretesti, tengono i figli a casa, recando così un danno a se stessi ed ai bimbi. Diamo una meritata lode a quei genitori che a costo di qualunque sacrificio approfittando dell’Asilo per il bene dei loro cari bambini e anche per il bene della famiglia, questi hanno compreso l’utilità dell’Asilo.
Una novità. E’ stato messo in opera tutto il necessario per compiere il rito Fascista dell’Alzabandiera. Il Corpo Insegnante delle Scuole Elementari di Piossasco ha donato la bandiera. L’Amministrazione apprezza altamente l’espressivo atto di gentilezza, compiuto per l’interessamento delle Maestre Ferrero e Germena. Per la prima volta dell’alzabandiera fu eseguito il giorno 28 ottobre, festa Nazionale e Fascista.
Continuano con ritmo crescente le risposte alla circolare, con la quale si chiedeva il contributo di tutti per saldare l’ultimo debito che rimane da pagare. Sono arrivate, per un totale di lire 4.960, ricompensi Iddio la generosità sollecita degli Oblatori, dia prosperità e benessere alle loro famiglie.
Pagare le Decime secondo l’usanza. Quest’anno non si è potuto fare la solita questa del grano e della meliga, le famiglie sono state invitate a dare l’equivalente in denaro. Le offerte furono raccolte in una domenica dello scorso mese di settembre, ma siccome non tutti lo sapevano, ripetiamo di nuovo l’invito, e avvisiamo che durante le Quarantore, i rettori del Suffragio, mentre raccoglieranno le consuete elemosine per le messe, raccoglieranno anche le decime per il grano e la meliga, che qualcuno non avesse ancora date. Le offerte finora registrate si aggirano attorno alle mille lire. Certo che siamo molto lontani dalla cifra raggiunta l’anno scorso. I parrocchiani sanno che le decime sono in ringraziamento a Dio del buon raccolto che ha mandato e per invocare benedizioni sulle campagne, Dio non rilascia vincere in generosità.

Dicembre 1941

Per ben contrarre il Matrimonio. Nuovo regolamento. Entrerà in pieno vigore il primo gennaio 1942. La S. Congregazione dei Sacramenti di Roma, visti i gravissimi mali che nascono da matrimoni illeciti ed invalidi, ordina che con la più scrupolosa sollecitudine sia usate tutte le precauzioni e cautele, per provvedere con maggior sicurezza alla retta celebrazione del matrimonio, rimovendo qualunque pericolo d’inconvenienti come si addice alla dignità e santità del Sacramento. Queste precauzioni e cautele sono stabilite dalla S. Congregazione, perché è stato notato con quanta facilità le nozze cristiane siano contratte illecitamente e soprattutto invalidamente. Quindi d’ora innanzi a norme più severe si dovranno praticare per le investigazioni da farsi con cura a tempo opportuno perché nulla si opponga al matrimonio da contrarre, se realmente vi siano impedimenti, si procuri di toglierli, oppure non si proceda alla celebrazione del matrimonio. Queste norme riguardano specialmente il perfetto e diligente esame dei contraenti, affinché risultino queste tre cose: mancanza d’impedimenti, la libertà di consenso e la sufficiente istruzione nella Dottrina Cristiana. Quindi la S. Congregazione stabilisce che prima di procedere alle pubblicazioni canoniche, si faccia una specie di piccolo processo, il quale deve essere su appositi formulari. Gli sposi si presentino al proprio parroco con due testimoni. Sia gli uni, come gli altri saranno interrogati separatamente, perché più liberamente possono affermare la verità. Prima di rispondere alle debite interrogazioni dovranno mettere la mano sui santi vangeli e pronunciare le rituali parole del giuramento di affermare la verità. Gli sposi minorenni dovranno essere accompagnati dai genitori o dai tutori per dare con giuramento il necessario consenso. Con maggiore insistenza il parroco deve pretendere documenti che comprovino soprattutto la libertà di stato dei contraenti. Perciò si dovrà che per il passato, esigere che si facciano le pubblicazioni, in tutte le parrocchie dove gli sposi possono aver dimorato, anche solo per sei mesi, dopo la pubertà. Voi vi meraviglierete di queste esigenti prescrizioni che portano maggiori disturbi al parroco e agli sposi, ma ricordate, com’è stato accennato più sopra, che presso i tribunali ecclesiastici troppe cause vengono iniziate, per rifare matrimoni mal fatti, o per farne dichiarare l’invalidità, onde passare ad alte nozze. Tutti questi gravi inconvenienti perché non si è stati abbastanza con i piedi di piombo, non si è investigato sufficientemente per scoprire gli ostacoli che impedivano la retta celebrazione del matrimonio. Nella nostra parrocchia, grazie a Dio, i matrimoni si compiono con serenità, con retto fine, con religiosa partecipazione, perciò tante formalità potrebbero essere superfluo; tuttavia la legge non fa eccezione, perciò anche presso di noi andranno in vigore le nuove prescrizioni.
Asilo Infantile. Teatro. Con gentile pensiero le Signorine dell’Associazione S. Agnese, trovarono come sovvenire alle necessità del nostro Asilo. Organizzarono una Recita teatrale, la quale ebbe il più completo successo, sia per le attrici, che furono applaudissimo, sia per il pubblico che era numerosissimo. Così l’importo a favore dell’Asilo raggiunse la bella cifra di Trecento lire. L’Amministrazione ringrazia vivamente l’Associazione e si augura che queste recite si ripetano di frequente. Intanto con piacere possiamo pubblicare altre numerose offerte, chi ci sono pervenute in seguito alla lettera circolare, che esponeva la situazione finanziaria di quest’Asilo, per un totale di lire 1.325.
Condoglianze. La signora Costanza Ferrero Bombara, maestra, che fa parte del Consiglio d’Amministrazione di quest’Asilo, ebbe il dolore di perdere la sua mamma, morta nella veneranda età di oltre 90 anni. Il segretario Renato Balbo rappresentò quest’Asilo ai funerali che si svolsero molto grandiosi nella parrocchia di S. Francesco. Alla distintissima Signora rinnoviamo le condoglianze assicurandola che i bimbi dell’Asilo hanno pregato per l’anima eletta della sua Mamma.
Pro Bollettino Parrocchiale. Un vivo ringraziamento a tutti gli offerenti, con l’augurio che coloro che ancora non l’hanno fatto, inviino la loro oblazione prima che spiri il corrente anno 1941. Per un totale di lire 227.

 

Gennaio 1942

Statistica Parrocchiale anno 1941. Nati e Battezzati 16, di cui cinque maschi e undici femmine. Matrimoni 10. Morti 12, tra i quali notiamo un bimbo di un mese e mezzo, un altro di 22 mesi, una ragazzina di 16 anni, una mamma di 42 anni, il più vecchio è un uomo di 81 anni. Di fronte a questa statistica che fissa alcuni punti più significativi della vita parrocchiale, che ci fa riflettere.
Primo, il numero dei morti è nei giusti limiti, proporzionato alla popolazione della parrocchia, anche se vi aggiungono quelli morti fuori paese all’Ospedale e che non sono notati nei registri parrocchiali, il numero dei Morti non supera quello dei Nati. Secondo, il numero degli sposati è assai ridotto. Ma esso può avere una giustificazione vera nel fatto della guerra. I giovani sono sotto le armi, e per sposarsi ai giorni nostri occorrono delle spese veramente fantastiche. Terzo, quello che è troppo esiguo è il numero dei nati. Il motivo della guerra non è sufficiente per giustificarlo. Molti hanno dimenticato qual è il fine principale del Matrimonio, mancano al loro più grave dovere e si aggravano di una terribile responsabilità davanti a Dio. Intanto gli sposi, che durante il 1941, furono allietati dalla nascita di un figlio, hanno ricevuto dalle Autorità civili il premio di Natalità. Così anche lo stato vuole dimostrare la sua stima per i genitori virtuosi, adempienti i loro più nobili doveri.
Dal Municipio di Piossasco. Volentieri pubblichiamo il seguente avviso sul quale richiamiamo l’attenzione dei parrocchiani: “ Si rammenta l’obbligo che hanno i proprietari di stabili frontisti a strade e vie del paese, in caso di nevicate; e cioè di togliere la neve per una lunghezza di metri 1,50° partire dello stabile. La neve dovrà essere ammassata nel centro della strada, ove poi appositi incaricati del comune provvederanno a rimuoverla.”
Firmato il Commissario Prefettizio Prof. Rag. G. Brugo.
Asilo Infantile S. Vito. Nuovo Consiglio. Per disposizioni dell’Autorità Superiore, si è dovuto procedere a nuove votazioni, per eleggere i tre rappresentati dei soci azionisti, questi si sono dunque radunati per questo scopo in assemblea straordinaria, domenica 30 novembre scorso nell’aula dell’Asilo. Dalle votazioni uscirono eletti: Battista Andruetto, Antonio Lanza e Giuseppe Gajdo. Pertanto il consiglio d’Amministrazione né resta così composto: Presidente, don Giuseppe Fornelli Vicario; vicepresidente Costanza Ferrero Bombara, maestra, rappresentante del Provveditore agli studi. Consiglieri Michele Elia, rappresentante del Comune, Pietro Bertinetto rappresentante della G.I.L.; Battista Andruetto, Antonio Lanza e Giuseppe Gajdo, rappresentanti degli Azionisti, segretario Renato Balbo. Registriamo intanto offerte per un totale di lire 3.155. Tutti i mesi si potessero pubblicare una cifra così generosa, non andrebbe molto che il debito di circa trenta mille lire sarebbe pagato. Fra le offerte vogliamo in modo speciale rilevare quella dei Combattenti, i quali ancora una volta hanno voluto dimostrare la loro simpatia per quest’importante opera Infantile con atto molto espressivo ed esemplare. A tutti, il più vivo ringraziamento, con l’augurio che Dio a tutti conceda un anno felice.

Febbraio 1942

I nostri Militari. La nostra Associazione S. Vito si è rarefatta in modo impressionante, su 22 soci effettivi, ben 12 sono attualmente sotto le armi. Ne abbiamo in tutti i reggimenti, nel genio, nell’artiglieria, nell’aviazione, nella fanteria, negli alpini, e tutti fanno ottimamente il loro dovere, perché i giovani d'Azione Cattolica sono i migliori soldati. Il più lontano è il nostro caro presidente Eraldo Lovera, che si trova in Cirenaica. Per la festa dell’Immacolata, in occasione della benedizione delle tessere per il corrente anno sociale, egli ha inviato ai giovani consoci un commosso e vibrante messaggio, che il Vicario ha letto in pubblico, commentando le belle parole dello zelante presidente. L’aviere Michele Andruetto, dopo aver visitato diverse città della Sicilia, s’è fermato a Palermo, donde ha inviato per le feste natalizie, un fervido saluto, che è stato letto in una riunione di soci, poi ci fece la lieta sorpresa di venire a passare con noi una breve licenza. Anche lui sente sempre più viva la riconoscenza per il bene ricevuto nell’Associazione. L’artigliere Albino Fiora, che da più di un anno non vediamo più, ha scritto dal Montenegro, invitandoci a ringraziare con lui la Madonna, che è scampato dal grave pericolo in uno scontro contro i rivoltosi. Mattia Bonetto che rimpiange di non essere più alpino, poiché lo hanno trasformato in fante, ha scritto da un paese presso Pola. E’ andato anche lui molto ontano. Passa il suo tempo a far servizio di guardia a miniere di carbone. L’alpino Giuseppe Lovera, è andato in Francia, ha mandato a dire che si esercita a sciare e che i capitomboli sono sempre più rari. Livio Lanza artigliere, Pierino Lovera marconista e Francesco Mola guardia frontiera, finora i più fortunati, di quando si fanno federe con grande piacere nostro e loro. Tutti insomma stanno bene e godono di molto appetito, ma nello stesso tempo conservano affezione all’Associazione che per loro è stata una scuola educativa e formativa. Quelli che restano a casa frequentano tutti i mercoledì la scuola di religione, tenuta dal Vicario, ogni volta si ricordano i cari compagni soldati, leggendo quello che essi scrivono e inviando amichevoli risposte, mantenendo così fraterna corrispondenza. E teniamo presente l’esempio dato dal nostro presidente, che si fece mandare laggiù in Africa il testo di religione per studiarlo. Caro Eraldo, Dio volesse che fra qualche mese tu fossi qui con noi a dare l’esame di religione. Auguri e abbracci.
Festa di Santa Agnese. In preparazione alla festa di S. Agnese fu tenuta un’adunanza generale delle iscritte alle Figlie di Maria. La direttrice Lucia Gontero, con la sua solita gentilezza e amabilità d’espressione, ha parlato per incitare tutte ad imitare la celeste Patrona, e ad essere degne figlie di Maria, contribuendo al buon esito della crociata della purezza, che è stata indetta in tutta Italia per il risanamento morale della società. La direttrice ha quindi proclamato la nuova priora per il corrente anno Maria Mola, e la vice priora Vitalina Bertinetto. Le nomine sono state accolte molto bene, poiché le due elette sono da tutte stimate come esemplari e zelanti. Intanto è stato stabilito che da ora innanzi ogni anno nel giorno della festa di S. Agnese, si raccoglierà la quota che ogni iscritta alla compagnia deve pagare, il pagamento si farà alla porta della chiesa alle dirigenti incaricate. La festa di S. Agnese, che è anche patrona dell’Associazione giovanile di A.C. fu celebrata domenica 25 gennaio ed ebbe il molto riuscito esito sotto ogni aspetto.
Dal Municipio di Piossasco, riceviamo la seguente comunicazione che pubblichiamo come desiderano le Autorità.
“Col giorno 3 gennaio, entrerà in funzione il nuovo dispensario antitubercolare di Giaveno che sarà aperto al pubblico nei giorni di mercoledì e di sabato dalle ore 15 alle ore 17,30 e di domenica dalle ore 9 alle 11. Le visite sono gratuite a tutti e non occorre la presentazione di alcun documento per esservi ammessi. Il dispensario provvederà a visite gratuite preventive giovandosi di una moderna attrezzatura radiologica e di laboratorio. Verranno anche effettuate cure di raggi ultravioletti ai bambini gracili, e somministrati ricostituenti a quelli che, per le loro particolari condizioni economiche e di salute ne avessero bisogno”.

Marzo 1942

Lutto. Edoardo Romano. Chi avrebbe affermato che quest’anno il registro dei morti sarebbe stato iniziato dal sig. Romano Edoardo. Nessuno lo avrebbe creduto, era così robusto, non era mai stato ammalato, portava così bene i suoi molti anni. Di fatti si sparse la notizia che egli nel pomeriggio de 29 gennaio scorso, aveva cessato di vivere, fu per tutti, una gran sorpresa. Gli mancavano pochi giorni a compiere 83 anni. Si sentì allora ripetere da tutti: è morto l’uomo più giusto, più retto, più religioso che fosse in parrocchia, questa voce di popolo è perfettamente vera. Il signor Romano fu un uomo che non ha mai smentito o nascosto la sua fede cristiana, anzi la praticò sempre nel modo più aperto e sincero e a costo di gravi sacrifici. Ogni mattina da tantissimi anni, si portava in chiesa, compiendo circa mezz’ora di cammino per assistere e cantare una o due messe. Ai vespri festivi era immancabile, in coro per intonare le antifone, i salmi e gli inni, collaboratore prezioso del Vicario. Come iscritto alla Confraternita, andava vestire la divisa e non mancava assolutamente mai né alle processioni, né alle sepolture. Impiantata l’Azione Cattolica in parrocchia, il signor Romano subito vi aderì, dimostrando in questo l’umiltà del suo spirito pronto ad ubbidire e seguire le direttive moderne dell’Autorità Ecclesiastica. Entrò così nell’Unione Uomini, ne accettò il programma di vita e d’azione e fece sempre parte del Consiglio di presidenza con l’incarico di vicepresidente, fu sempre il più assiduo alle adunanze. Quando ancora erano in vigore i Consigli Comunali, la scelta del rappresentante della frazione Cappella cadde su di lui, che quindi per molti anni fu Consigliere Comunale, tutelando sempre con saggezza i diritti e le necessità della Borgata. Quando nel 1924 fu eretto in Ente morale il nostro Asilo S. Vito, e nel 1925 fu costituito il Consiglio d’Amministrazione, subito vi troviamo il suo nome. Rimase per molti anni Amministratore, finché ebbe passato i limiti d’età. Al nostro Asilo diede anche generosamente il suo contributo finanziario, tanto che il suo nome è scritto sulla lapide dei maggiori oblatori. Quante opere di bene fece nella sua vita! Il suo letto, ove rimase malato per circa tre settimane, fu come un pulpito, dal quale fece meravigliose prediche e importanti raccomandazioni ai parenti che con tanto amore e rispetto lo avvicinavano e lo servivano. Le sue parole, i suoi ricordi, i suoi esempi resteranno incancellabili. Il signor Romano fu uomo giusto che visse di fede, facendo suo programma il primo versetto del Salmo, che tante volte abbiamo sentito intonare da lui la domenica: “Confitebor tibi Domine in toto corde meo”. Ti celebrerò e confesserò, o Signore, con tutto il mio cuore. La bontà dell’anima sua si manifestava dalla serenità abituale che gli traspirava dal viso. Ricevette con profonda fede gli ultimi sacramenti, rispondendo egli stesso alle parole rituali. Apprezzava le visite del Vicario, che ogni volta lo benediceva e sovente gli rinnovava la santa assoluzione. Andò incontro alla morte senza dimori, nella più perfetta rassegnazione al Divino Volere, sicuro di ricevere da Dio il premio meritato con una vita intemerata e santa. Ai funerali gli Uomini d’A.C. erano presenti nella quasi totalità e vollero portare essi le torce, come ultimo e grato segno al fratello più anziano che li lasciava. Non vi erano fiori, ma quanti fiori simbolici di riconoscenza, d’affetto e di stima avrebbero potuto vedere (se ciò fosse stato possibile), in mezzo al numeroso e mesto corteo che l’accompagnava al cimitero. La sua morte è come un lutto per tutta la parrocchia, ove lascia un vuoto incolmabile, ma in memoria aeterna erit justus, il suo ricordo sarà eterno fra noi, che non lo dimentichiamo nelle nostre preghiere. Riposi in pace.
La Festa alla Cappella del Prarosto. E’ intitolata alla Madonna delle Grazie, è stata celebrata con intensa devozione, martedì 17 febbraio scorso, dati i momenti gravi che attraversiamo, il concorso della popolazione delle due parrocchie è stato molto rilevante. Anche le offerte hanno raggiunto una cifra mai toccata da molti anni. Ha officiato il rev.do don Giovanni Martinatto, nella veneranda età di 80 anni. Da molto tempo non aveva più avuto il piacere di celebrare in questo piccolo santuario. Con lui tutti i presenti hanno elevato fervide preghiere alla Madonna delle Grazie per ottenere protezione sui nostri soldati. Erano rettori della festa i signori Giovanni Zoppetto e Carmelo Germena.
Per il nostro Asilo S. Vito. Ecco un’altra bella pagina, scritta dalla carità di generosi oblatori, che amano il nostro Istituto, intanto segnaliamo un totale di lire 2.505. A tutti gli offerenti, giunga il più fervido ringraziamento e il buon Dio li ricompensi copiosamente. Pubblicheremo altra volta i nomi dei maggiori oblatori, che sono scolpiti sulla lapide nell’atrio dell’Asilo. Stiamo anche compilando un elenco delle famiglie che fin da quando si è iniziato il nuovo Asilo, hanno fatto delle offerte. Avremmo piacere che nessuna famiglia della parrocchia figurasse assente. Ad ogni modo, poiché il debito dell’Asilo non è ancora tutto pagato, chi non avesse inviato nulla finora, è ancora in tempo. Segnaliamo un piccolo disastro causato dal rigidissimo inverno ormai passato. Il gelo ha fatto rompere due radiatori. Abbiamo subito richiesto l’opera del tecnico Mario Cattanea fu Casimiro, competente in materia, il quale prontamente intervenuto ha riparato il guasto, senza che l’Asilo avesse maggiori disturbi e spese. Già in altre occasioni egli aveva prestato la sua opera a favore del nostro Ente, che pertanto gli esprime pubblico ringraziamento.
Rettori e Rettrici per il 1942.
Compagnia del SS. Sacramento. Giuseppe Bertinetto e Cesare Lanza. - Francesca Martinatto e Giovanna Lanza.
Compagnia del SS Rosario. Cornelio Fiora e Pietro Bertinetto. - Domenica Rolando e Giuseppa Frigeris.
Compagnia del Suffragio. Giuseppe Martinatto e Carlo Neirotti. – Olimpia Ferrero e Carmelina Andruetto.
Compagnia della Confraternita. Felice Elia Michele Bergoglio. – Lucia Ferrero e Ottavia Zoppetto.
Ringraziamo i rettori scaduti per l’opera prestata per due anni, e per l’offerta fatta alla chiesa dalle rettrici, su tutti invochiamo dal Signore degna ricompensa e meritate benedizioni.

Aprile 1942

Carissimi parrocchiani, non posso far a meno di esternarvi il mio ringraziamento per quanto avete fatto in occasione del mio Onomastico, che abbiamo celebrato nell’austerità richiesta dal momento di guerra, riducendo la festa a sole funzioni religiose. Grazie degli auguri, espressi in tanti modi, a voce e per iscritto, soprattutto grazie delle preghiere. Un grazie speciale ai Dirigenti e Organizzati nell’Azione Cattolica che anche questa volta, tra i parrocchiani furono i primi. Essendo essi i più vicini collaboratori del Parroco, ne conoscono anche di più i benefici, perciò sentono anche più spontanea e viva la riconoscenza. Intanto ricambio i vostri auguri, augurandovi una Buona Pasqua. E’ una Pasqua di guerra e di che guerra: ma sarà tuttavia una Pasqua spiritualmente buona se voi vi accosterete con fede a ricevere i Santi Sacramenti. Sono sicuro che tutti, tutti farete quest’importante e consolante dovere, col pensiero di giovare anche ai nostri cari soldati, per i quali innalzeremo unanimi fervide preghiere a Dio, invocando una sollecita e vittoriosa Pace.
Mortale disgrazia. Sabato 7 marzo scorso, si sparse fulminea la notizia che il giovane Giuseppe Andruetto di Giacinto era caduto sotto il tram a Torino. Da poco più di un mese aveva iniziato servizio sul tram elettrico della Satti. Era contento della nuova carriera che gli si apriva dinnanzi per l’avvenire della sua vita e faceva dei lusinghieri pronostici, quando un incidente tragico troncava ogni sua speranza. Nel salire sul tram in movimento, durante il servizio a lui affidato, causa l’umidità scivolava e una gamba fu presa sotto le ruote e stritolata. Portato all’Ospedale Mauriziano, sopravvisse circa una giornata. Poté ricevere devotamente gli ultimi sacramenti, e sopportando da forte i suoi dolori. Morì nella fiorente età di 19 anni. Il suo buon carattere lo rendeva caro a tutti, ma specialmente ai suoi genitori, che lo piansero inconsolabilmente. La salma fu trasportata a Piossasco, ove nella nostra parrocchia ebbe imponenti funerali. I suoi compagni di leva lo vollero portare a spalle per un affettuoso segno d’amore. Una larga rappresentanza di tranvieri con il gagliardetto, lo accompagnarono durante la sepoltura per tributare gli estremi onori al loro camerata. Era presente anche il nostro Asilo con i bimbi che elevarono innocenti preghiere di suffragio. Riposi in eterno.
Altro Lutto. Sabato 14 marzo scorso, abbiamo accompagnato al cimitero il sig. Michele Ferrero. Era il nostro portalettere, che per circa 40 anni aveva disimpegnato quest’ufficio. Tutti lo conoscevano ed egli conosceva tutti; tutti sanno come adempisse bene questo dovere delicato, ma anche disagevole e faticoso per la vastità della zona. Quasi a riconoscenza per il servizio prestato in parrocchia, i parrocchiani si sono trovati molto numerosi alla sepoltura, per rendere solenni i funerali, ai quali prese parte anche il nostro Asilo. Aveva 72 anni, da molti mesi la sua salute era stata scossa, lasciato quindi il servizio, egli frequentava la chiesa, come per predisporsi alla fine che forse presagiva prossima. Negli ultimi giorni soffriva molto, ma si confortava nella preghiera. Ha ricevuto con fede gli ultimi Sacramenti, e si può affermare che morì pregando.
Lieto Evento. Nella nostra parrocchia, non solo si muore, ma anche si nasce, anzi possiamo affermare che finora in questi primi mesi dell’anno, sono più i nati che i morti. A questo proposito abbiamo il piacere di notificare il lieto evento che il giorno 5 marzo allietava la casa di Michele Elia, presidente della nostra Unione Uomini d’A.C., con la nascita di un grazioso bimbo. Il quale presto, in pratica appena due giorni dopo la nascita (questo va notato a buon esempio di tutti i genitori), fu portato, nonostante il cattivo tempo, al fonte battesimale, ove gli fu imposto il nome di Pierpaolo. La gioia del nostro stimatissimo presidente, è stata condivisa da tutti, con le più vive congratulazioni e con i fervidi auguri per la prosperità del neonato.
Un dono alla Chiesa. Una persona affezionata alla nostra chiesa parrocchiale di S. Vito, ha fatto giungere alla medesima un prezioso dono, che consiste in numerosi capi di biancheria, confezionati per l’uso nella S. Messa. Sono corporali, purificatoi, salviettine. Avremmo proprio bisogno che sovente si pensasse, da persone pie e con mezzi, a provvedere quella biancheria che volta per volta, si consuma e va sostituita. Il Vicario ringrazia perciò tanto la benefica persona, in ricompensa invoca benedizioni da Dio e grazie secondo le intenzioni ed i desideri della stessa persona.
Sposalizio. A Milano, il 12 del passato mese di marzo, la gentilissima signorina Franca Giordani si univa in matrimonio col dott. Gualtiero Italo Bergamasco. Ne diamo volentieri l’annuncio anche su questo bollettino, per le benemerenze che la famiglia Giordani ha verso la Parrocchia, e per la stima che gode presso i parrocchiani. Il Vicario, interpretando anche i sentimenti dei piossaschesi, ha inviato alla Sposa felicitazioni ed auguri. Sarà certamente fortunato lo sposo, che ha colto nella sig.na Franca un fiore di gentilezza e di bontà, che noi abbiamo conosciuto ed apprezzato, durante i mesi estivi che ella passava nell’amena villa che la famiglia Giordani tiene qui a Piossasco.
La Scuola ai Brentatori. Il Vicario nel mese passato ha fatto una visita alla scuola della frazione Brentatori, ove fu accolto con molta deferenza da parte della signora maestra e con gran gioia dagli scolari.Lo scopo principale della visita era di intendersi con la scolaresca per lo studio del Catechismo durante la Quaresima. Intanto il Vicario ha potuto costatare l’ordine, la disciplina della scuola, dovuti all’intelligente e zelante opera della Maestra. Che con cuore materno tanto si occupa dei bambini. Prima di lasciare la scuola, il Vicario, ha distribuito ai cari fanciulli delle caramelle.
Processione ad Avigliana. Quest’anno tocca alla nostra parrocchia guidare la processione votiva di Piossasco al Santuario della Madonna dei Laghi ad Avigliana. La processione si farà domenica 19 del corrente aprile che è la seconda dopo Pasqua. Si partirà di qui alle ore 7. Aprirà la processione il nuovo stendardo che reca da una parte l’immagine del nostro S. Vito, e dall’altra il nome della parrocchia. Sempre abbiamo fatto con fede e raccoglimento questa processione, dobbiamo farla quest’anno con maggiore spirito di penitenza, con tutta quella serietà di comportamento che si richiede, dati i momenti. In questo vetusto e celebre santuario della Madonna, che fu già centro di devozione da parte degli antichi Conti e Duchi di Savoia, pregheremo per una vittoriosa pace che spenda presto nel cielo della nostra più grande Italia e invocheremo fervidamente protezione sui nostri cari e valorosi soldati.
La Festa di S. Valeriano. Alla cappella omonima si celebrerà come il solito il giorno 21 aprile, con la messa cantata alle ore 9. Se nelle attuali circostanze di guerra non è consentita di fare la festa del lavoro come in altri tempi, tuttavia noi ricorderemo nella semplice funzione religiosa tutti i lavoratori d’Italia, affinché essi, compresi dell’importanza che ha il lavoro, specialmente ore per il raggiungimento della vittoria, possano dare più efficacemente il contributo della loro opera per il bene della Patria. Festeggiando S. Valeriano che fu soldato romano, non potremo dimenticare i nostri Soldati Italiani. Tanto meno quest’anno che uno dei rettori sarà Aldo Ruffinatto di Luigi, un soldato che nell’adempimento del suo dovere, combattendo in Grecia un anno fa, mise a repentaglio la sua vita, restando anche prigioniero, sopportando indicibili pene. La fede in Dio e le preghiere dei suoi cari lo hanno salvato ed egli è ritornato all’affetto della famiglia. Con lui sarà rettore Maria Paviolo fu Domenico.

Maggio 1942

Vita Parrocchiale. Processione ad Avigliana. E’ stata una grazia evidente della madonna, se abbiamo potuto fare la nostra processione votiva al Santuario dei Laghi d’Avigliana, domenica 19 aprile, senza aver preso una goccia di pioggia. Aveva piovuto nella giornata e nella notte del sabato; ha piovuto nella notte della domenica stessa, ma durante il nostro pellegrinaggio nulla. E’ stato dunque un segno di protezione da parte della madonna, alla quale abbiamo rivolto il nostro vivo ringraziamento. La nostra processione, molto numerosa, si è svolta con devota pietà e con disciplinato ordine tra l’ammirazione delle persone, che nei vari paesi da noi attraversati, stavano lungo la via osservando. Apriva la lunga fila il nuovo stendardo della parrocchia, che sulla prima facciata reca la bell’immagine di S. Vito. Numeroso lo stuolo delle Figlie di Maria bianco vestite. Il seguito degli uomini sarebbe stato più grande, se non mancassero quei tanti che sono militari. Ma i nostri cari soldati li abbiamo ricordati tanto alla prodigiosa Madonna dei Laghi, che certamente avrà esaudite le nostre preghiere. Così, pellegrinando piamente ad un famoso Santuario, noi abbiamo iniziato il Mese di Maria, che ora è nel suo pieno sviluppo. Quest’anno pare più frequentato che gli anni passati, evidentemente si sente il bisogno dell’aiuto potente della Madonna in questi tristi frangenti. Se ne farà la chiusura con la festa solenne domenica 17 del corrente maggio.
La festa di S. Giorgio, si celebrerà sabato 9 maggio. Partiremo dalla parrocchia verso le ore 7,30, e in processione saliremo alla Cappella, passando per via S. Valeriano. Alle ore 9,30 vi sarà lassù la Messa in onore del Santo, che dall’alto del monte guarda e protegge Piossasco. Al cavalier San Giorgio raccomanderemo in modo speciale i nostri soldati, tanto più che in tal giorno in tutta Italia si celebra la Giornata dell’esercito. Quest’anno probabilmente saranno annunziate delle importanti novità, che si stanno progettando, accorrete numerosi e sentirete. Rettori della festa sono due soldati: Albino Fiora artigliere e Francesco Martinatto paracadutista.

Giugno 1942

Dolorosa perdita. “Muore giovane chi al ciel è caro”: così possiamo dire di Giuseppe Martinasso di Ernesto, che appena dodicenne è volato in cielo, il 27 aprile scorso. La sua morte immatura, ci ha lasciati sgomenti e tristi, non ci sembra vero neppure ancora adesso. Era caro a tutti per la gentilezza del suo animo e per la bontà del suo cuore. Per la famiglia era un fiore ricco delle più belle speranze. Per la nostra Associazione giovanile S. Vito, alla quale era iscritto come aspirante, era il più affezionato, il più assiduo; va mostrato ad esempio per la sua volenterosa frequenza al catechismo, che studiava con impegno. Il giorno prima di morire, s’interessava ancora dell’esame che doveva dare. Fu proprio un fiore schiantato prima del tempo. Non gli pareva vero di dover morire così giovane, nella lucidità di mente che conservò fino alla fine, sentendosi indebolire, chiedeva al papà: ma, devo proprio morire? O caro Giuseppe, ti ricorderemo sempre, il tuo amabile sorriso che avevi sempre sulle labbra non lo potremo dimenticare, prega per i tuoi compagni, per il tuo fratello e specialmente per i tuoi desolati genitori, perché il loro dolore sia meno amaro.
Notizie dei Nostri Soldati. Premettiamo le notizie buone e liete. L’aviere scelto Michele Andruetto di Carlo, è stato promosso sergente. Congratulazioni vivissime e auguri di ulteriori progressi. Attualmente fra i nostri militari è il più… altolocato nei gradi. Volevamo pubblicare la sua fotografia nella fiammante nuova divisa di sergente, ma egli ci ha fatto la sorpresa di arrivare a casa in breve licenza, quindi tutti hanno potuto vederlo. Il fante Vittorio Fiora, scrive da Minturno presso Gaeta, che ogni sera partecipa nella chiesa parrocchiale al Mese di Maria, portando il contributo della sua bella voce nei canti religiosi. In occasione della Pasqua egli ha svolto un’efficace opera di bene fra i camerati, scrisse manifestando la sua gran soddisfazione per essere riuscito a portare alla Santa Comunione, un militare che da anni non si comunicava più. Meraviglioso esempio di viva fede e ardente apostolato. Più felice di tutti è l’artigliere Livio Lanza di Cesare, che si è sposato il 6 aprile scorso. Approfittando di una lunga licenza, realizzava il suo sogno, impalmando la signorina Esterina Lanza. Si merita un encomio per il suo coraggio deciso, che non tentenna per la paura dei tempi che corrono. Le nozze si sono svolte con solennità poiché gli sposi erano iscritti tutti e due alle nostre Associazioni giovanili. Le quali Associazioni hanno anche voluto offrire loro un pio ricordo in un’artistica immagine della Madonna. Anche qui rinnoviamo congratulazioni ed auguri. Ora vengono le cose meno buone. L’alpino Duilio Fiora del Battaglione Finestrelle, che si trovava in Croazia, è stato fortemente colpito da febbri malariche. Ha dovuto essere ricoverato all’ospedale; e passando da uno all’altro, è giunto all’ospedale della Croce Rossa di Firenze, dove ebbe già la sorpresa e il piacere d’essere visitato dal suo papà. L’aspettiamo presto in licenza per riabbracciarlo e per sentire dalla sua voce il racconto delle sue imprese. L’artigliere Albino Fiora di Costantino che si trova nel Montenegro, è stato ferito. In uno scontro con forze ribelli, una bomba a mano gli è scoppiata vicinissima e lo ha colpito con molte schegge alla gamba e alla mano destra. Le ferite, grazie a Dio, non sono gravi, di modo che speriamo possa guarire pesto e bene. Gli auguriamo quindi una licenza, ne ha ben diritto; è circa un anno e mezzo che non vede più i suoi, dacché è partito per il fronte greco, ove la combattuto e vinto. Siamo ansiosi di poterlo rivedere e abbracciare.
La Festa di Prima Comunione, è stata celebrata il giovedì dell’Ascensione, i 18 bambini, che furono ottimamente preparati dalla rev.da Suor Pasqualina, direttrice dell’Asilo, occuparono posto nell’ora fissata nei banchi preparati appositamente per loro. A metà messa ricevettero devotamente il desiderato Signore. Con i bimbi molte mamme si unirono a fare la Comunione, invocando speciali benedizioni sui cari innocenti, perché crescano buoni. Ecco i nomi dei bimbi sono 11 maschi e sette femmine: Michelangelo Andruetto, Angelo Carpinello, Alberto Cavallaro, Michelangelo Garombo, Silvio Gonella, Piero Garello, Luciano Muttigliengo, Andrea Peretti, Carlo Siccardi, Bernardino Valinotto, Mario Zampese, Rosina Andruetto, Assunta Cortese, Renata Mondino, Marilena Ruffino, Alma Rosso, Rosetta Sapino, Bernardina Valinotto. Le dirigenti dell’Associazione S. Agnese, nonostante le difficoltà dei tempi, sono riuscite a preparare una dolce colazione ai 18 frugoletti, ai quali per conto del Gruppo Donne d’A.C. è stato distribuito un quadretto ricordo della Prima Comunione.
Il Premio di Prima Comunione, istituito dalla signora Maddalena Schaeffer di felice memoria, per la bimba migliore e più meritevole, è stato assegnato quest’anno a Sapino Rosetta, alla quale fu dato un volume illustrato della vita di Gesù.
Donne di tutte le età, ricordate che per rispetto al luogo sacro, è vietato entrare in chiesa senza calze lunghe. Così vogliono la modestia cristiana e le disposizioni delle Autorità Ecclesiastiche. Chi non volesse attenersi a quest’avviso, potrebbe andare incontro a spiacevoli conseguenze.

Luglio 1942

Restauri alla Cappella di S. Giorgio. Una leggenda popolare narra che S. Giorgio apparì un giorno in cima al monte che sovrasta Piossasco, tutto chiuso in armi sul candido destriero, e di lassù con un balzo piombasse al piano in un punto ricordato tuttora da un pilone, che si chiama appunto di San Giorgio. In ricordo della prodigiosa apparizione, pare sia sorta lassù la chiesetta dedicata al Santo, guerriero dalla pietà degli abitanti, i quali dovevano aver ricevuto qualche miracoloso soccorso in una delle molte traversie cui fu soggetta la regione nei tempi andati. Noi non possiamo accettare questa leggenda, che non regge alla critica, che non ha fondamenti storici che la comprovino. Vi sono altri documenti storici e tradizionali più convincenti, i quali possono spiegare l’origine della Chiesetta sul monte S. Giorgio. Questa volta volgiamo richiamare l’attenzione su un fatto. Per l’insufficiente manutenzione, per i frequenti fulmini, da cui fu e spesso colpita la Cappella, per il vandalismo di certi visitatori, l’esistenza della Cappella è seriamente minacciata, mentre è pure già molto compromessa dall’umidità e dalle piante parassite che in parte l’avvolgono. Ora sarebbe doloroso che al ridente Piossasco, posto sotto la custodia del monte, venisse mancare la protezione del glorioso S. Giorgio. Sarebbe imperdonabile se i piossaschesi non sentissero il dovere di conservare questo monumento pregevole per arte e antichità. S’impone dunque la necessità di un restauro, ma fatto sotto una mente direttiva competente, in modo da avere una generale sistemazione del monte S. Giorgio, che diverrà la più ambita passeggiata degli abitanti e dei turisti. Un Architetto, il Dott. Cesare Filippi di Torino, giovane ed intelligente, amante del nostro paese (e chi non trova bello Piossasco), ma più amante ancora del bello antico, ha già fatto uno studio generale al riguardo ed ha preparato un progetto di restauro della Chiesa e annessi. Egli è salito già più volte lassù per approfondire le sue ricerche e fare rilievi, per chiarire come fossero sistemati gli edifici una volta esistenti. Probabilmente farà ancora assaggi e scavi per completare il suo studio per il definitivo progetto di restauro. Sarà probabile venire all’attuazione di questo progetto? Sarà questo un semplice sogno e non sarà mai una realtà? La fede, il buon volere e l’entusiasmo dei Piossaschesi non mancheranno, e l’attuazione delle nostre grandiose idee avverrà certamente, in un tempo più o meno lungo. Lo speriamo. (continua…)
Corrispondenza con i Soldati. Tra noi ed i nostri cari Soldati sono un incrociarsi continuo non solo di pensieri, che continuamente vanno e vengono sulle onde invisibili dell’etere; ma anche di lettere e cartoline, spedite per via ordinaria e per via aerea. Uno di quelli che scrivono sovente è Vittorio Fiora, del 92 fanteria, perfetto tamburino del reparto Musica, che da parecchi mesi si trova nel Napoletano. Egli è il primo tenore della nostra scuola di canto, tutti sanno quale bella voce egli possegga. Scrive dunque così: “Quest’anno ho passato un mese di maggio ottimo, tutte le sere sono stato a cantare in chiesa, nel giorno dell’Ascensione abbiamo cantato la messa del Perosi a due voci, l’ho diretta io, ed il mio nome è stato messo sul giornale nella relazione della festa. Come vedete anche lontano mantengo il mio posto”. Da altri scritti è che sovente egli canta in feste e solennità o in funzioni per i caduti, con molto successo. Bravo! Applaudiamo anche noi e auguriamo che la Musica gli possa essere sempre soddisfacente e vantaggiosa anche nella vita militare.
Uno scritto che ci ha fatto molto piacere è quello del Carabiniere Aleardo Lanza, che si trova a Roma. Egli dice: “Ricevo sempre con tanto piacere il bollettino parrocchiale, che voi mi inviate gentilmente, da cui si può apprendere tante cose belle, fra l’altro le notizie dei nostri Soldati… giorni fa sono stato in compagnia di altri miei camerati (e non è la prima volta), all’udienza del Santo Padre, il quale ci ha rivolto buone parole ed ha benedetto noi e le famiglie, e per ricordo ci ha offerto a tutti dalle sue mani una piccola corona del Rosario”. Fortunato lui, lo preghiamo che ad una prima udienza del Papa voglia chiedere una benedizione per la nostra parrocchia. Sappiamo anche che egli di quando in quando si trova con il Rev.mo Mons. Caselli, naturalmente parlano del loro paesello di Piossasco, che sentono d’amare molto e al quale ritornano sovente, e sovente almeno col cuore. Gli auguriamo lunga permanenza a Roma, ove il clima è buono sotto ogni aspetto.
Dall’infuocata Marmarica, dove il termometro segna 50 gradi di calore, il geniere Eraldo Lovera, ha ricordato con nostalgico pensiero la festa di S. Vito, scrivendo queste belle espressioni: “Quest’anno il sacro dovere di servire la Patria mi tiene lontano, ma il cuore e la preghiera non conoscono distanze, ed in quel giorno (festa di San Vito) così caro a noi parrocchiani, ed in special modo a noi giovani di A.C., voi riuniti nella nostra cara e bella chiesa ed io in mezzo a questo mare di sabbia, ove mi pare di essere tagliato fuori del mondo, saremo più che mai uniti nella preghiera al nostro santo protettore”. Quale presidente dell’Associazione giovanile, fa voti che tutti i soci ora sotto le armi, possono presto ritrovarsi in sede e riprendere in pace la vita attiva parrocchiale d’A.C. Questo è anche il nostro fervido augurio.
Avviso Importante. Il rispetto al luogo santo vuole che nessuno entri in chiesa e partecipi alle sacre funzioni, senza avere vestiti quali esige la modestia cristiana, e senza avere calze lunghe. Le Autorità Ecclesiastiche intendono di salvaguardare dall’immoralità, che vergognosamente imperserva, almeno la chiesa. Su questo punto saremo esigenti e severi.

Agosto 1942

Tenere duro.
Da un giornale quotidiano riportiamo quanto segue. “Toccate sul vivo le oche starnazzano. Sembra incredibile che qualche audace abbia avuto il coraggio di spiattellare loro in faccia, chiara e tonda, la verità. La verità come noto, brucia sempre. Di qui le loro ire puerili e un po’ comiche, perciò alzano la voce, gridano, proclamano la propria indignazione e sfoderano a propria difesa i soliti – sempre quelli – argomenti. Naturalmente si proclamano buone cristiane e cattoliche ferventi. E’ storia vecchia e non bisogna impressionarsi, ma tener duro e andare avanti per la propria strada, lasciando che le oche strillano. Ha fatto benissimo l’Autorità Ecclesiastica ad applicare i provvedimenti di cui anche noi abbiamo comunicato la notizia. Si è giunti ormai ad un punto tale per questo il tacere sarebbe colpa. Il malcostume femminile, - e non dimentichiamo quello maschile che oggi furoreggia con ridicoli calzoncini da bagno, - deve essere assolutamente fermato alla soglia del tempio. Non è tollerabile che la casa di Dio sia profanata da un nudismo così ributtante e provocatorio, almeno in chiesa si lasci la gente in pace. E’ già troppo che per le strade si ostentino con esasperata abbondanza vene varicose, peli superali, polpacci sformati, o che siamo in un museo anatomico! Ma in chiesa no, questo non deve essere tollerato. Ben vengano dunque i provvedimenti delle Autorità Ecclesiastiche, anche se qualche volta saranno applicati con mano un po’ pesantina. Niente di male, per qualche oca che strilla, si salva almeno il decoro del tempio”. Ed ecco i punti principali delle norme date dagli Eccellentissimi Vescovi del Piemonte circa la modestia di vestire. Primo, nessuna donna entri in chiesa se non a capo coperto. Secondo, le maniche coprano il gomito. Terzo, i calzoncini dei bambini e le gonnelle per le bimbe scendano fino al ginocchio. Quarto, le vesti per le giovinette scendano sotto il ginocchio, per le adulte alquanto più sotto. La stoffa poi e la forma dell’abito siano tali da coprire veramente e non far trasparire e notare nudità ed indecenze. Quinto, è riprovato l’uso delle donne di andare senza calze o con calze corte. Queste norme devono essere totalmente osservate nella nostra parrocchia. Le donne che osassero trasgredire queste, che sono le giuste esigenze della modestia cristiana, metterebbero il parroco nella disgustosa necessità di respingerle dai sacramenti, dalle funzioni e dalla chiesa.
Notizie dei nostri soldati. La parola è questa volta dell’alpino Giuseppe Peretti, il quale scrive sovente, sempre rassegnato e forte ad ogni disagio, fiducioso in tutti i pericoli. Nell’ultima sua lettera (11 luglio), scritta proprio nel giorno in cui compiva 18 mesi di vita militare, ci parla che non è più in Croazia, ove aveva preso parte contro i ribelli alle difficili imprese su cui hanno già parlato i resoconti militari, ma si trova nella Dalmazia, in terra ove si parla italiano e dove c’è gente amica. Comincia il suo scritto con queste espressioni: “Con immenso piacere ho ricevuto oggi la vostra lettera”. – Poi racconta la soddisfazione provata nell’aver potuto accostarsi ai SS. Sacramenti. Quest’anno non aveva ancora potuto fare Pasqua. Dice in proposito: “Oggi è stato per noi il più bel giorno del 1942, perché per l’interessamento del Tenente Cappellano, anche tardi, abbiamo fatto la nostra Pasqua. Cosi abbiamo compiuto il nostro dovere di cristiano e di soldato. E’ tanto tempo che desideravo questo. Ho pregato di vivo cuore per il Vicario, che il Signore lo conservi a lungo in Parrocchia; ho pregato anche tanto per i miei genitori, che soffrono tanto per me; ho pregato anche per tutte le persone care che si trovano molto lontane”. – Nonostante il vivo desiderio di rivedere parenti e casa, ecco come conclude: “Qui devo restare ad affrontare qualunque pericolo per difendere la nostra cara Patria e portate la civiltà cristiana in questi disgraziati paesi”. In verità c’è da piangere di commozione al vedere da quali delicati sentimenti sono animati questi nostri bravi soldati; ci si sente crescere per loro l’affetto, ci viene voglia di abbracciarli e dire a ciascuno: “Va’, che sei un eroe!”. Caro Peretti, questi tuoi pensieri ti fanno molto onore e dimostrano la nobiltà del tuo animo. Ti protegga e ti salvi il Signore.
Dopo un anno abbiamo riveduto Eraldo Lovera. Mentre egli partiva dalla Marmarica per rientrare in Italia, suo fratello Pierino, giungeva sul fronte russo. Eraldo in un tragico incidente a Sidi Barrani perdeva il colonnello di cui era attendente. Quindi rimpatriava per recare alla famiglia del glorioso caduto, le cose del signor Colonnello, con notizie precise sul fatto. Intanto ha potuto trascorrere a casa una breve licenza, ben meritata dopo un anno in Africa, ed ha recato ai parenti un gran conforto. Pierino ha già scritto ripetutamente dal fronte russo, ove ha portato tutto il suo giovanile entusiasmo. In un viaggio di dieci giorni non ha sofferto nulla, si sente forte e pronto a sostenere i disagi del fronte. Lo accompagna il nostro quotidiano ricordo a Dio nella preghiera.
Una lieta sorpresa ci ha fatto Albino Fiora. Per le ferite di cui abbiamo parlato altre volte, è ricoverato all’Ospedale di Pietra Ligure (Savona), ove gli siano applicate cure elettriche per ridare i movimenti a due dita della mano destra, che minacciano di restare immobilizzate. Oh che consolazione per i suoi parenti, per noi tutti, poterlo rivedere dopo circa due anni, poterlo riabbracciare e sentire sulla sua bocca le tragiche vicende di guerra, cui prese parte. Sembrerebbero avventure di qualche fantastico romanzo; ma sono invece un evidente segno della mano della Divina provvidenza, che nonostante tanti pericoli, gli ha conservata salva la vita. Mentre a lui si rivolgevano complimenti, felicitazioni auguri, moltissimi piangevano d’emozione e di consolazione. Ora lo aspettiamo per una lunga convalescenza.
Asilo Infantile S. Vito. Saggio finale. Prima di chiudere l’Asilo, anche quest’anno come di consueto, avvenne il Saggio dei bimbi domenica 5 luglio. Il breve trattenimento, improntato a vivi colori patriottici, è piaciuto e soddisfatto. Un bel pubblico numeroso ha dimostrato col suo intervento la sua simpatia verso quest’Asilo. Fra i presenti abbiamo notato il sig. Giorda, presidente della sezione Combattenti, che immancabilmente ogni anno reca ai bimbi le caramelle, e questa volta ha provato il piacere di sentirli ed elevare in poesia e canto, una preghiera a Dio per i nostri Combattenti. La signora Paviolo, in rappresentanza del sig. Renzo suo marito, segretario politico di Piossasco. La signorina maestra Ester Germena, segretaria del Fascio femminile. Un gruppo di maestre di Piossasco e molte signore villeggianti. In fine il Vicario, quale presidente, in nome dell’Amministrazione, ha ringraziato gli intervenuti, ed in nome dei genitori ha ringraziato le Reverende Suore, specialmente la direttrice e maestra Suor Pasqualina Martinetti, per le fatiche compiute durante l’anno a bene dei piccoli.
Un dono alla Chiesa. Abbiamo ricevuto una nuova pianeta di damasco rosso. L’accompagnava un biglietto che diceva: “N.N. invocando preghiere per la sua famiglia”. Ringraziamo e assicuriamo preghiere.
Funzioni Religiose. Lunedì 10 agosto – Festa alla cappella della Madonna della Neve alla frazione Prese. – Ore 9 messa cantata.

Settembre 1942

Festa del Grano. Domenica 23 agosto scorso, abbiamo cantato un “Te Deum” di ringraziamento per il buon raccolto del grano, il quale ormai è tutto trebbiato, e riposa nei depositi degli ammassi e nei granai dei nostri bravi agricoltori. La giornata aveva lo scopo di richiamare anche l’attenzione sulla straordinaria preziosità del grano in questi momenti, intanto è riuscita una giornata di riconoscenza a Dio, che con la sua Provvidenza ci ha fornito sempre il necessario per vivere; non mancherà di provvedere per l’avvenire, se saremo ingrati da meritarcelo. Siccome, date le circostanze, non si può fare la solita questua del grano, in detta giornata abbiamo raccolto offerte, equivalenti in denaro alla porta della chiesa, ritirate dai signori Rettori. La cifra raggiunta si avvicina alle 1.000 lire. Deo gratis. Si raccoglierà ancora un’altra festa e precisamente alle prossime Quarantore, perché ogni famiglia possa avere la comodità di fare la sua oblazione. Come è stato pubblicato, le offerte saranno spese per i restauri all’altare della Madonna del Suffragio, nella nostra chiesa parrocchiale.
Lieto Evento. La benedizione del Signore si è manifestato sopra gli sposi Angelo Mola e Luigina Elia con la nascita di un grazioso bimbo, che sorrise a questo mondo nella sera di sabato 25 luglio passato, giorno consacrato alla Madonna. Il giorno seguente l’angioletto veniva rigenerato alla grazia divina col S. Battesimo, nel quale gli venivano imposti i nomi di Paolo Francesco Giuseppe. I fortunati genitori, che occupano cariche di dirigenti nelle file dell’Azione Cattolica, hanno ricevuto molte festose felicitazioni e auguri. Sulla nuova culla vegli l’Angelo del Signore e custodisca e protegga il neonato, perché possa avere una lunga vita felice.
Corrispondenza con i soldati. Alcuni militari della parrocchia si trovano al fronte russo. Chi di là ci ha scritto già parecchie volte è il Caporale Maggiore Pierino Lovera di Cesare, che fa parte di una Compagnia di marconisti. Egli non parla dei suoi disagi; ma ricorda affettuosamente i suoi genitori, ai quali pensa continuamente. Ha una spina nel cuore ed è il dispiacere di non aver potuto sentire la S. Messa da quando ha lasciato l’Italia, però vi supplisce con leggerla ogni domenica sul Messalino che ha portato con sé. Ecco in segno della sua profonda formazione religiosa che egli ha ricevuto nella nostra Associazione giovanile d’A.C., non mancherà quindi di compiere eroicamente il suo dovere di soldato in qualsiasi frangente.
Più fortunato è il sergente aviere Michele Andruetto di Carlo, il quale scrive dalla Sicilia, che di quando in quando può servire la S. Messa; questo per lui è un piacere e un orgoglio, anche se qualche compagno cerca di deriderlo e gli ripete che “queste non sono cose che devono fare i sottufficiali”. Ma egli è un veterano dell’Azione Cattolica e sa rispondere a tono e sa tanto opportunamente affermare che i compagni finiscono per sentire un po’ d’invidia, non essendo capaci di servire la Messa. Intanto il cappellano gli esprime il suo compiacimento per avere un servente tanto graduato.
Altro scritto che ci fa piacere è stato quello di Vittorio Lovera di Bartolomeo, che ha mandato buone notizie dalla lontana terra di Grecia. E’ impaziente di avere una licenza per toccare il suolo patrio e rivedere Piossasco; ma, purché Dio gli conservi buona salute, è rassegnato a venire a casa quando sarà tempo e per sempre. Intanto gli abbiamo mandato la tessera d’iscrizione all’Azione Cattolica che con insistenza ci aveva chiesto. Contento d’averla ricevuta, ci ringrazia e afferma che la porterà come cosa sacra.
Una lettera dell’Artigliere Livio Bertinetto di Giovanni, che è guardia di frontiera, ci notifica che il 5 agosto, essendo festa della madonna della Neve, protettrice dell’Arma, c’è stato il cappellano a dire la S. Messa ed egli ha fatto la Comunione, pregando per i suoi Genitori e per i camerati soldati che si trovano maggiormente nei pericoli. Bell’esempio di carità cristiana che fa di mendicare se stesso per ricordare gli altri. Molti altri militari hanno scritto, come Giuseppe Lovera, Vittorio Fiora, Albino Fiora, Agostino Peretti. Ringraziamo tutti del loro ricordo e li assicuriamo di contraccambiarli con speciali preghiere.

Ottobre 1942

I Restauri alla Cappella di S. Giorgio. Nel mese scorso è stato dato il primo colpo di piccone per gli scavi attorno alla Cappella sul monte S. Giorgio, presente l’architetto Filippi Ing. Cesare, ardente ideatore e animatore dei restauri. Come si sa, la Cappella era una chiesetta a tre navate, delle quali la sinistra era pressoché tutta diroccata. Gli scavi pertanto hanno questo primo scopo di rintracciare le fondamenta e la linea dei muri di questa parte e di liberarla dai detriti, mettendone in luce il pavimento. Un altro importante fine da raggiungere poi è quello di trovare le tracce di quella costruzione romana, che sul monte S. Giorgio certamente preesisteva alla Cappella, la quale fu appunto costruita sulle rovine e col materiale dell’antico fabbricato romano. Diremo a suo tempo dei risultati ottenuti. Intanto vogliamo subito far notare quanto sia antica la Cappella di S. Giorgio. La sua costruzione risale a circa mille anni fa. Questo si deduce anzitutto dall’esame dei muri, specialmente nella parte esterna, ove si vedono molto bene le tracceli una cornice in cotto del solito tipo romanico, con sotto archetti pensili costituiti da pezzi di laterizio, che nella parte rotonda (abside) della chiesa è divisa da strette lesene, tra le quali sono visibili tracce di finestre a feritoie. E’ la sicura forma romantica che risale attorno all’anno Mille. Altro documento storico relativo all’antichità della suddetta Cappella lo troviamo riportato dall’Ing. Eugenio Olivero nel suo libro Architettura Religiosa pre-romanica e romanica nell’Archidiocesi di Torino, ove dice che la Contessa Adelaide di Susa, fondatrice dell’Abbazia Benedettina di S. Maria di Pinerolo (Abbazia Alpina) dona tra l’altro a quell’Abbadia, nel 1064, la chiesa di S. Giorgio costruita sul monte che sta sopra il castello di Piossasco. - … ecclesiam unam constructam in monte de super castro de Plautiasca in Honore S. Giorgii… - Dunque la Cappella di S. Giorgio fu costruita prima del 1064.
Nella sua lunga vita questa cappella, ebbe bisogno di riparazioni, di sostegni esterni e forti speroni per tenersi in piedi, ma ormai i rappezzamenti e i rinforzi non bastavano più e la Cappella minacciava completa rovina. Erano pertanto urgenti i restauri che si sono iniziati, i quali dovranno ridarci un gioiello di costruzione romanica con quelle linee caratteristiche, che appaiono osservando la fotografia del progetto della Cappella a restauri ultimati. La Cappella restaurata sarà un monumento a ricordo dei Caduti di questa grande guerra e sarà una testimonianza della protezione di S. Giorgio sui nostri soldati, che d’ora innanzi raccomanderemo con più fervore, con preghiere e voti, al glorioso Cavaliere Santo.
Anime passate all’eternità.
Sofia Lajolo. Nel mese scorso un grave lutto ha colpito la Casa Lajolo di Cossano, con la morte della N. D. Sofia sposata Frignone, abitante a Pinerolo. La ricordiamo qui come per nostro dovere, poiché la Defunta fra le sue opere benefiche pensò anche al nostro Asilo, quando qualche anno fa fu iniziata la costruzione del nuovo edificio; allora c’inviava una generosa offerta. Essa ha ricordato il nostro Asilo anche in morte, poiché con delicato pensiero, disponeva a favore di questo Ente di un legato di lire 200, che il consorte signor avv. Amedeo Frignone, già ci ha fatto pervenire, ha voluto seguire l’esempio dell’antica Nobiltà che in morte lasciava di distribuire pane o altri soccorsi ai poveri o a qualche opera di beneficenza. Faremo ricordare la di lei nobile anima nelle preghiere dei bimbi dell’Asilo. Alla nobile Casa Lajolo, rinnoviamo da queste colonne l’espressione sincera delle nostre condoglianze.

Novembre 1942

I Premi di Catechismo. Domenica 11 ottobre ebbe inizio il nuovo anno catechistico, con il solito orario della lezione dopo la Messa festiva delle ore 10,30. Ai fanciulli fu distribuito il testo da studiare, diviso per classi. Intanto fu letto il nome dei premiati nell’anno passato, a loro venne dato in premio un libro adatto. A titolo d’incoraggiamento pubblichiamo i nomi dei premiati. Quattro maschi e tredici femmine: Faustino Bonetto, Roberto Bergoglio, Carlo Martinatto, Giuseppe Ruffino; Marisa Bruno, Giorgina Boero, Rosetta Cortese, Emma Gardois, Teresina Zoppetto, Giorgina Garello, Rita Vietto, Maria Gallo, Maria Cortese, Elide Rolando, Maria Teresa Sapino, Olga Ferrero, Albina Boero. I premiati sono relativamente pochi, in maggioranza ragazze. Il motivo è quello che ha fatto notare il Vicario quando ha affermato che manca soprattutto la costanza, poiché non basta studiare; bisogna frequentare fino alla fine dell’anno catechistico ed è assolutamente necessario dare tutti gli esami e avere in media un voto non inferiore al nove. Sono stati anche premiati due giovani dell’Associazione S. Vito per l’impegno con cui hanno frequentato e studiato alla scuola di religione, che si tenne durante l’inverno nella sede. Essi sono Firmino Bonetto e Renzo Martinatto. I due premi stabiliti dalla Signora Battistini a ricordo di sua mamma signora Bianca Bongioanni Gianolio (e sono i due migliori premi), vennero assegnati a Luciano Novarese e Dario Lanza, i quali hanno meritato di essere i due più zelanti inservienti della Santa Messa e alle altre funzioni.
Corrispondenza con i Soldati. Il sergente Michele Andruetto di Carlo, in una bella lettera con stile spigliato e corretto, come sa scrivere lui, ricorda con vivo compiacimento la gioia che ha provato nell’aver potuto partecipare qui in Parrocchia, essendo in breve licenza, in divisa di sergente, alle funzioni e alla processione della Festa del Sacro Cuore di Maria dello scorso agosto. Queste feste, dice, sono per me molto più belle di quando più giovane non mancavo a nessuna; ora invece sono un po’ più rare, ma restano in me come un ricordo indelebile, impossibile a dimenticarsi. Senz’altro il nostro sergente chiede di rinnovargli l’iscrizione all’Associazione S. Vito per il nuovo anno sociale.
Albino Fiora di Costantino, scrive dall’Ospedale di Pietra Ligure, ove si trova molto bene e fa le cure elettriche alla sua mano ferita, frequenta una scuola tenuta dal Cappellano che è professore, data la comodità fa pratiche di religione, fra cui la Comunione ai primi venerdì del mese. Ecco una bella cosa che farebbe piacere di vedere praticare anche qui in parrocchia da molti giovani e da molti uomini.
Gli alpini, Giuseppe Peretti e Pierino Bertinetto, hanno scritto dall’ingrata terra del Montenegro, hanno cambiato luogo, ma sono andati ancora più lontani. La loro forte fede tiene sempre alto il loro morale. Il numero dei nostri soldati al fronte russo aumenta. Oltre a Pierino Lovera, che fu il primo a recarsi lassù, ci sono Giuseppe Elia di Felice, Italo Lazzeris e Giovanni Muttigliengo. Lazzeris, che è autista in una autosezione pesante, ha scritto una lunga e interessante lettera, che comincia così: dopo tre mesi ormai trascorsi in questa terra dei “senza Dio”, e accenna alla miseria di quelle povere genti russe. Racconta con profonda commozione la gioia provata una domenica, avendo potuto assistere ad una Messa al campo e sentire la predica del Cappellano; in quel momento pensò a Piossasco, alla sua chiesa, al suo Parroco, in cuore si sentì ravvivare fortemente la fede in Dio. La Madonna Immacolata del Marchile lo difenda e lo protegga. Abbiamo avuto il piacere di rivedere dopo sei mesi il fante Vittorio Fiora, venuto in breve licenza premio, ci ha dato la soddisfazione di sentire la sua bella voce in alcune esecuzioni musicali fatte in chiesa. Mattia Bonetto di Giacomo, ha momentaneamente sospeso di fare il militare per fare invece l’operaio militarizzato nelle miniere di carbone presso Pola. Le nuove occupazioni gli permettono di più santificare le feste ed è contento. Di lassù pensa alle nostre campane che stanno per essere requisite; ne prova dolore, ma tosto soggiunge: ma pazienza, purché sia viva la fede dei fedeli e salgano fervide preghiere a Dio, che ce n’è molto bisogno; poi vada pure il bronzo delle campane. Come lui offre al Signore il suo quotidiano pesante lavoro, così noi offriamo voti e sacrifici perché venga presto la sospirata pace. Questo mese di novembre, vorremmo ricordare nelle preghiere, non solo i Soldati viventi, ma molto più i soldati che su tutti i fronti sono caduti in quest’immane guerra.

Dicembre 1942

Avviso Municipale. Dal Municipio del nostro Comune riceviamo il seguente avviso con preghiera di pubblicarlo: “Qualora nelle ore notturne per qualsiasi motivo si sviluppassero incendi nel territorio di questo Comune, gli interessati dovranno immediatamente recarsi presso l’ufficio telefonico, perché sia data immediata comunicazione al Comando dei vigili del fuoco di Torino (N° telefonico 22.222). Gli interessati quindi dovranno attendere l’arrivo della macchina dei Vigili stessi ed accompagnarla sul luogo del sinistro. F.to Il Commissario Prefettizio.”
Festa e Auguri di Natale. Anche quest’anno, dato che la guerra continua e vige l’oscuramento, noi non potremo celebrare la messa di Mezzanotte. Faremo perciò più solenne la Prima Messa della festa alle ore 7, durante la quale si canteranno gli inni e le lodi che non si sono potute cantare nella notte. La messa grande delle ore 11saarà cantata in musica. Quest’anno sentiamo ancora più il bisogno di pace, la invocheremo con ferventi preghiere da Colui che venne dal cielo in terra per recare la pace. Intanto il Vicario anticipa fin d’ora il cordiale Augurio di Buon Natale a tutti i parrocchiani e ai lettori del bollettino.

Gennaio 1943

Questa è l’ora della carità. Nei circoli ufficiali si calcola che gli sfollamenti da Torino, i quali hanno potuto avere provvisoriamente ricovero qui a Piossasco, sono oltre tre mila. Il paese resta pertanto raddoppiato, poiché la statistica ufficiale dava 1.200 abitanti nella parrocchia di S. Vito e 2.313 in quella di S. Francesco: totale 3.513 abitanti. Nella frazione Piazza (S. Vito), ove si contavano prima circa 150 persone, ora vene sono 500. Ai profughi abbiamo aperto anzitutto le porte del cuore, poi subito anche quelle della nostra casa, abbiamo prescritto ricetto com’era possibile alle persone e al loro mobilio. Abbiamo capito che questa è veramente l’ora della carità, come ha ripetuto il Sommo Pontefice; da bravi cristiani abbiamo messo in pratica il grande e fondamentale principio: “Facciamo agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi”. Abbiamo sperimentato che realmente c’è più soddisfazione a dare che a ricevere; che la più intima e bella gioia è di asciugare le lacrime, confortare e rallegrare cuori sofferenti e sventurati. Quanta pena abbiamo provato davanti a persone, che appena hanno potuto salvarsi dalla morte, vedendo distrutta la propria casa, il proprio alloggio, o che nella rovina del loro negozio, della bottega, dell’ufficio, dell’officina vedendo quasi distrutti i lunghi sacrifici, il frutto del loro lavoro. Quanti sinistrati, chi più, chi meno danneggiati, tutti seriamente sconvolti dai gravi fatti delle terribili incursioni. A tutti abbiamo aperto le braccia di una fraterna e affettuosa accoglienza, confortandoli col calore della vera carità cristiana. Ed ora essendo così tanti, necessariamente si starà un po’ a disagio, non è vero? Bisognerà vivere allo stretto. Procuriamo d’avere tutti la pazienza, sopportiamoci vicendevolmente, facciamoci buona cera e buona compagnia. Il Vicario, dunque rivolge un saluto cordiale a tutti gli sfollati, verso dei quali ebbe ed avrà ogni festa in chiesa parole d’incoraggiamento e di conforto, di protezione morale e spirituale. La casa canonica sarà aperta sempre a tutti per informazioni, suggerimenti, consigli; per ricevere dai ricchi aiuti da far pervenire ai poveri, pigliando da una mano e distribuendo con l’altra. Con piacere abbiamo notato che gli sfollati frequentano e devotamente le funzioni religiose. Nel loro dolore, giustamente cercano sollievo nella preghiera, nella fiducia in Dio. La nostra popolazione che è profondamente religiosa non troverà perciò cattivi esempi nei nuovi arrivati, anzi ne avrà un incitamento per rassodare la Fede in questi tragici momenti di prova. Siamo all’inizio del nuovo anno: sarà l’anno della pace? Oh che grazia straordinaria sarebbe! Ma appunto perché è una grazia tanto grande, e appunto perché i mali attuali della società sono tanto eccezionali, ci vogliamo anche preghiere straordinarie ed eccezionali. Quanti sanno lamentarsi e non pregano; quanti pretendono molto da Dio e pregano poco. Aumentiamo quindi le nostre preghiere. Nessuno bestemmi più, tutti preghino, allora sarà certamente questo l’anno della sospirata Pace, giusta e duratura. Intanto venerdì, primo dell’anno, festa di precetto, sarà una speciale Giornata di preghiere. Nel pomeriggio, alle ore 15, ci sarà l’Ora d’Adorazione, durante la quale reciteremo l’atto di consacrazione di tutta la nostra popolazione al Cuore Immacolato di Maria SS. Fate d’essere tutti presenti: cominceremo così in devoto raccoglimento il nuovo anno, questo vi augura di tutto cuore, più felice del passato, il Vicario.
Per un glorioso Caduto di Guerra. Il soldato alpino Spesso Carlo Natale di Giovanni, fin dal marzo 1941, era stato dato disperso sul fronte Greco. Da allora non si ebbero più notizie di lui. Immaginiamo lo stato d’animo, di speranza e di sofferenza dei suoi genitori e parenti, che videro passare mesi e mesi senza mai avere informazioni sulla sorte del loro caro. Finalmente nel settembre scorso, un soldato di Sangano che si trova in Grecia, Valle Topoiana, scriveva a casa sua una lettera in cui diceva; “ … Qua dove sono io, c’è una salma di Piossasco di un certo, Carlo Spesso di Giovanni e di Antonietta Cugno. Me l’ha fatto conoscere un mio compagno, il quale è in montagna identificare i morti. Io ho già aggiustato la tomba per bene, vi ho portato fiori e ci posso prendere la fotografia e credo che i genitori suoi saranno contenti”. Così ha fatto, cioè ha preso la fotografia alla tomba bel aggiustata, che si trova in un cimitero di guerra sul Monte Golico e la mandò a Sangano e da là i suoi la recapitarono alla famiglia Spesso. Risulta dunque così con la prova più certa che egli è caduto sul fronte nell’adempimento del suo dovere. E’ il primo Caduto di nostra parrocchia. A lui faremo il possibile di dare il massimo onore nella giornata del 5 gennaio corrente con un solenne funerale alle ore 10. Con le bandiere delle Associazioni cattoliche, fasciste e scolastiche vi deve essere presente tutta la popolazione, perché siano numerosi ed efficaci i suffragi, ricordando con lui tutti i gloriosi Caduti Italiani della attuale guerra, ed elevando fervide preghiere per la salvezza dei nostri soldati sparsi sui diversi fronti.
In memoria del Teol. Michele Filippa. Nell’incursione aerea su Torino del 20 novembre scorso, ha trovato tragica morte il Teol. Michele Filippa. Al segno dell’allarme egli, che abitava in Corso S. Martino 1, era sceso nel rifugio. Dalle macerie egli fu estratto qualche giorno dopo; non presentava ferite, ma piuttosto segni di soffocamento ed asfissia. Conservava fra le mani la corona del rosario, era morto pregando. La sua salma fu trasportata al cimitero e sepolta il giorno 24 novembre aveva 68 anni. Lo ricordiamo da queste colonne, perché egli fu nella nostra parrocchia Vicecurato per 30anni, cioè dall’estate del 1901 all’estate 1931. Fu Economo durante la vacanza della parrocchia e fu lui a ricevere l’attuale Vicario nel giorno dell’ingresso parrocchiale. Con il con corso di libere offerte della popolazione è stato celebrato nella nostra Chiesa parrocchiale un funerale in suffragio, e continua ad essere ricordato nelle preghiere.
La Morte del Parroco di Orbassano. Il rev. mo Canonico Cosma Milano, parroco di Orbassano dal titolo di Priore, rassegnato come sempre alla volontà di Dio, confortato dalla benedizione e dalla visita di Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo, cessava di vivere il giorno 11 dicembre, all’età di 81anni. Da 48 reggeva la parrocchia di Orbassano, ove aveva lasciato monumenti e ricordi del suo zelo, della sua attività e del suo paterno cuore. L’opera più insigni è forse la bella ed artistica chiesa parrocchiale, che gli eresse dalle fondamenta… La popolazione che apprezzava il suo Priore, è accorsa unanime ai solenni funerali che avvennero lunedì 14 dicembre. Officiava il nostro Vicario, perché Orbassano dipende dalla Vicaria di Piossasco, ed è legge ecclesiastica che spetta al Vicario fare le sepolture ai parroci della sua Vicaria. Erano presenti 14 parroci delle parrocchie circonvicine e molti sacerdoti. Cantò la messa esequiale il rev. mo Don Pietro Fiora, nostro concittadino e da molti anni residente quale beneficiato in Orbassano. Il defunto Priore apparteneva anche alla Congregazione dell’Angelo custode che è eretta nella nostra parrocchia, ogni anno si faceva dovere di non mancare mai ala festa titolare. Ora dal cielo, ove è salito a godere il frutto dei suoi meriti, voglia ottenere che un ottimo Pastore abbia a succedergli nella reggenza dell’importantissima parrocchia di Orbassano.
Oblazioni pro Asilo S. Vito. Ci permettiamo ancora di ricordare che il nostro Asilo ha un piccolo debito che si aggira sulle 12 mila lire. La cifra non è preoccupante, specialmente in vista del offerte che continuano ad arrivare, infatti, registriamo lire 1.170. A tutti l’Amministrazione esprime la più viva riconoscenza. Dichiariamo intanto alle famiglie degli sfollati da Torino, che, se avessero bimbi dell’età necessaria per frequentare l’Asilo, il nostro Asilo S. Vito, apre loro ben volentieri le porte, per dare ai bimbi l’assistenza e la refezione ogni giorno, con l’orario solito cioè dalle ore 9 alle 16.

Febbraio 1943

Visite e Doni al Nostro Asilo. La vigilia di Natale, il nostro Asilo S. Vito è stato allietato dalla preziosa visita della signora Vittoria Boneschi. Essa ha voluto avere la gioia di far sorridere i nostri cari bimbi, portando loro doni e dolci. I bimbi si dimostrarono molto disciplinati e disinvolti, superando assai l’attesa, eseguendo qualche canto e recitando alcune poesie d’occasione, mentre ansiosi stringevano al cuore il pacco ricevuto. La signora Boneschi, leggendo la gioia che traspirava anche dai volti dei piccini, era commossa e promise che avrebbe fatto da Befana, infatti, venne anche all’Epifania e i bimbi ebbero il piacere di avere dalle mani della gentile signora, dolci molto abbondanti e cioccolato caldo. Essa assistette fino al termine della refezione, distribuendo per ultimo la caratteristica trombetta della Befana; grazioso giocattolo, che ai bimbi fece improvvisare nel bel salone un allegro concerto. Presso il bellissimo presepio, i bambini pregarono e ringraziarono la loro benefattrice, che volle imitare Gesù, che sulla terra andava beneficando tutti. Accompagnava la Signora, la gentile cameriera signorina Reviglio Giovanna. Anche l’Amministrazione dell’Asilo, venuta a conoscenza della bella generosità della Signora Boneschi, le ha fatto pervenire per iscritto l’espressioni del più vivo ringraziamento.
Il Colonnello Cav. Uff. Maurizio Brunicardi. Scomparso serenamente la mattina il 20 gennaio scorso, alle ore 10,30. Nobile figura, amata e stimata da tutti i Piossaschesi. Nato a Bagni di Lucca il 20 settembre 1862, poteva considerarsi piemontese per adozione, essendo venuto giovanissimo tenente a Torino, da cinquant’anni stabilito in Piossasco la sua residenza estiva, residenza che godeva e amava in modo particolare. Piossasco quindi può considerarlo uno dei suoi figli, anche per tutto l’interesse e affetto che il Colonnello seppe dare per il miglioramento del paese. Consigliere comunale per parecchi anni, fondatore della Società del Tiro a segno. Società che portò tanti vantaggi ai chiamati alle armi, istituì anche un piccolo corpo d’Allievi volontari dai 10 ai 14 anni, che lui stesso istruiva non badando alla fatica e ai sacrifici che esso gli richiedeva, percorrendo nei tempi l’istruzione preliminare odierna. A tutti quelli che a Lui si rivolgevano non negava i suoi favori e le sue premure, e il suo cuore era sempre pronto a qualunque opera generosa e filantropica. Nella grande guerra si distinse in modo particolare per spiccata attività ed intelligenza, ottenendo la promozione a Colonnello al merito. Soldato, nel vero senso della parola, egli diede in ogni esplicazione della sua vita l’impronta di quella severità coscienziosa che valse a farlo stimare e distinguere da quanti lo conobbero. La famiglia fu il suo culto, il centro d’ogni sua gioia, lo scopo unico d’ogni suo interesse; in lei egli fu esempio fulgido per i figli ed i nipoti, che in lui miravano come al capo venerato e amato. Resti memore il suo ricordo fra tutti i Piossaschesi, nel loro pensiero rinsaldino con una preghiera la loro fede verso l’onestà d’una giusta vita. Come fu già giustamente pubblicato, il signor Colonnello, il giorno prima della sua morte ricevette tutti i conforti religiosi, negli ultimi suoi momenti fu assistito dal Vicario, che accorso al di Lui capezzale, lo lasciò più finché fu spirato nel bacio al crocifisso. I Piossaschesi memori avrebbero desiderato di poter rendere meritato onore al Signor Colonnello con solenni funerali, che invece per volontà dell’Estinto, furono della massima semplicità, ma non mancheranno tuttavia di elevare riconoscenti preghiere di suffragio, conservando di lui imperitura memoria.
Statistica Parrocchiale del 1942. Battezzati 22 di cui nove femmine e 13 maschi. Morti 16, dieci maschi e sei femmine. Sposati due. La statistica parla con l’eloquenza dei suoi numeri. Ringraziamo il Signore che la parrocchia è aumentata; ma anche perché il numero delle nascite assai rilevante, è indice della buona moralità delle famiglie. Le nascite dunque superano di sei il numero dei morti. Purtroppo che così non sarà più alla fine del corrente anno sociale, come si può osservare, nel 1942 non si ebbero che due matrimoni. Che cosa avvenne durante l’ultima grande guerra? Ecco: nel 1915 e nel 1918 si fece un solo matrimonio, nel 1916 se ne fecero due; e nel 1917 nessuno. Ma finita la guerra, nel 1919 si ebbero subito 15 matrimoni. Da ciò si vede che le guerre hanno sempre delle tristi conseguenze. Speriamo perciò in una prossima pace giusta e tranquilla, perché si possano costituire e fiorire numerose famiglie.

Marzo 1943

Il Nuovo Altare del Suffragio. Nel corrente anno, a Dio piacendo, la nostra chiesa parrocchiale sarà abbellita e arricchita con la restaurazione dell’altare del Suffragio che è quello che sta di fronte all’altare del Sacro Cuore di Gesù. L’attuale quadro icona, che è scadentissimo e di nessun valore, sarà sostituito con un nuovo quadro artistico, rappresentante la Madonna del Suffragio nell’espressione di liberare le anime dal Purgatorio; la mensa e le basi laterali dell’altare saranno di marmo; tutto il resto che forma ornamento e contorno, sarà decorato a nuovo con gusto artistico. E’ stato firmato il contratto che darà finito il lavoro per il mese di novembre, per l’occasione delle SS. Quarantore dei Morti. Il nuovo quadro è stato affidato alla riconosciuta abilità del pittore, che già conosciamo, il sig. Nino Pirlato di Racconigi. La parte marmorea sarà compiuta dal provetto lavoratore in marmi sig. Giovanni Vaudagnotti di Torino. La spesa totale si aggira sulle venti mila lire. La nuova opera, mentre aggiungerà splendore alla nostra bella chiesa, ravviverà anche la devozione alle Anime Purganti e moltiplicherà i suffragi per i nostri cari defunti. Apriremo senz’altro l’elenco delle offerte con 1.500 lire, ricavate nel 1942 dalla colletta per il grano e la meliga; e lire 1.000 come prima oblazione del Vicario in suffragio dei suoi amati genitori.
La Cappella Gentilizia dei Conti di Piossasco. Nella nostra chiesa parrocchiale, precisamente a destra dell’Altare maggiore, in fondo alla navata di sinistra, vi è la Cappella dedicata all’Immacolata Concezione di Maria SS. Questa Cappella era di patronato dei sigg. Conti di Piossasco di None (detta perciò Cappella gentilizia dei Conti), i quali avevano la manutenzione con il diritto d’essere sepolti nella cripta sottostante il pavimento, come di fatti alcuni di loro già erano stati ivi tumulati.
La Famiglia Martina, erede dei Conti di Piossasco di None, in data 17 ottobre 1942 – “Annuendo ai desideri della Superiore Autorità Ecclesiastica, ha fatto formale atto di rinuncia per sé ed aventi causa, di ogni reale ed eventuale diritto attivo e passivo” - riguardante la suddetta Cappella. Intanto l’Autorità Ecclesiastica, concedeva uno speciale favore, che la famiglia Martina aveva supplicato, ed è questo: “Avendo alienato il Castello, i sigg. Martina giustamente pensarono di trasportare le salme dei loro parenti sepolti nella cappella del Castello, nel sepolcro dei loro antenati, nella Cappella gentilizia della chiesa parrocchiale. La loro domanda, appoggiata dal Cardinale Arcivescovo di Torino, fu ben accolta a Roma, e quindi si è effettuato il trasporto di cinque salme e precisamente del Conte Luigi Piossasco di None morto nel 1885; del Conte Bonifacio Piossasco di None morto nel 1887 della Contessa Delfina Piossasco di None Mocchie di Coggiola morta nel 1906, del dottor Martina Cav. Giuseppe, morto nel 1933, e della Contessa Gabriella Piossasco di None, morta nel 1933. Il mattino dopo il trasporto, venerdì 18 settembre, fu celebrato nella Cappella un solenne funerale per i suddetti nobili defunti. Questo abbiamo voluto ricordare, perché fosse registrato nella storia della nostra Parrocchia, ove tanti monumenti e imperiture memorie restano degli illustri sigg. Conti di Piossasco.
Passati all’Eternità.
Profonda impressione ha destato nella popolazione la disgrazia toccata al quindicenne Pietro Binello, alla cascina Colomba, giovedì 18 febbraio. Scivolando giù al pagliaio, il ragazzo si conficcava profondamente nello stomaco un uncino acuto che era dritto contro la paglia. Che strazio per il povero giovane. Furono chiamati d’urgenza due dottori, che lo operarono immediatamente sul posto. Lo stato del ferito apparve subito gravissimo. Nella tarda sera egli riceveva cristianamente bene gli ultimi sacramenti, il mattino seguente cessava di vivere, dopo aver sofferto acuti dolori. Come è vero che la morte ci è sempre alle spalle, che le disgrazie sono sempre pronte a succedere. Voglia il Signore dare conforto ai parenti e specialmente alla desolata Mamma.
Asilo infantile S. Vito. Alla fine del 1941, il nostro Asilo aveva ancora un debito da saldare quale rimanenza delle spese fatte nella costruzione del nuovo edificio. Il debito era di lire 29.415. Ma da allora a venire a oggi, esso si è molto assottigliato ed è diventato solo più di lire 12.190. In poco più di un anno si sono dunque pagate 17 mila lire, il che non è certamente poco. Possiamo quindi sperare che nel 1943 sarà saldato tutto? Si. Vi è attualmente abbondanza di denaro, che non può essere impiegato più sicuramente che in opere benefiche, le quali rendono il cento per uno in meriti per il cielo. Al presente abbiamo bisogno di grazie e protezione da parte di Dio; non c’è mezzo più opportuno per ottenerle delle opere di carità. Al nome dei vecchi nostri benefattori avremo certamente da aggiungere presto nomi di Signori che sono sfollati qui da Torino. Fra questi abbiamo il piacere di segnalare il sig. Bianco Mario, che è venuto in aiuto dell’Asilo organizzando una recita teatrale. Egli ha raccolto e preparato un gruppo di giovani, i quali sotto la sua direzione artistica hanno riscosso applausi e l’ammirazione di un pubblico straordinario, che assiepava il salone dell’Asilo domenica 21 febbraio. Al sig. Bianco Mario vadano i rinnovati ringraziamenti dell’Amministrazione di questo Asilo.
Catechismo anche per gli sfollati. Genitori che vi trovate qui sfollati da Torino, anche voi siete in dovere di inviare i vostri figlioli alla scuola di Catechismo parrocchiale, che per gli alunni delle scuole elementari si fa ogni domenica in chiesa popola messa delle ore 10,30. Certamente li mandavate già a Torino alle vostre rispettive parrocchie; continuate dunque a fare così anche qui. Con il giorno 15 del corrente mese di marzo, si inizierà pure il Catechismo Quaresimale, con lezione ogni giorno feriale dalle ore 16 alle 17. In fine Quaresima si sosterranno gli esami a e fine d’anno si distribuiranno i premi.
Scuola media Parificata. Si è brigato con vivo interessamento da parte di persone caritatevoli per venire in aiuto di tanti studenti sfollati. Finalmente, superate le difficoltà, le rev.de Suore della SS. Trinità trasportarono qui a Piossasco la scuola media parificata, che già tenevano a Torino, prima che fosse rasa al suolo da bomba nemica. Esse trovarono alloggio presso la villa del dott. Cav. Sartorio, loro munifico benefattore. Però all’ultimo momento ci fu un doloroso contrattempo, venuto da dove non si sarebbe mai aspettato: la scuola non poté mettersi nel palazzo delle scuole elementari. Perciò dovette adattarsi in locali provvisori nella villa dei sigg. Versano, ove attualmente funziona ogni giorno dalle ore 8.30 alle 12,30. Nel pomeriggio le rev. de Suore danno lezioni per i corsi dell’Avviamento. Piossasco, dunque ha ottenuto quello che molti paesi, anche più importanti, non hanno; tutto questo per iniziativa e concorso di persone private che così intesero compiere un’opera di vero patriottismo e di vera carità cristiana.

Aprile 1943

Carissimi parrocchiani. Poiché la guerra si prolunga e si continua a temere alte incursioni aeree nemiche, si prolunga pure e continua la vita degli sfollati presso di noi. Perciò mi sento in dovere di ripetervi le mie raccomandazioni, perché abbiate verso di loro molti riguardi. Vedete come si adattano a vivere in qualsiasi ambiente, pur di avere un ricovero; in una camera sola sono costretti a dormire in tanti, in una sola cucina mangiano diverse famiglie. In uno stesso locale si mangia, si dorme e si vive in molti. A questi disagi si devono aggiungere quelli del viaggio da fare ogni giorno a Torino per andare all’impiego, al lavoro, alla professione; si devono aggiungere le spese accresciute sia per il grave costo della vita, sia per il doppio affitto che tanti pagano, uno qui e l’altro in città, per non lasciare l’alloggio. Chi tiene dietro alla vita di disagio e quindi di pene e sofferenze materiali e morali che conducono gli sfollati, non può far a meno di provare per loro sensi di comprensione e di compatimento. Vogliate dimostrarvi verso di loro molto caritatevoli per rendere meno doloroso il loro forzato esilio dalla città. Notate che fra gli sfollati vi sono di quelli che si trovano in condizioni finanziarie ed economiche penose, sappiate soccorrerli con delicatezza e generosità. I vostri figli lontani da casa per il servizio militare, avrebbero bisogno di incontrare anch’essi persone caritatevoli, ebbene il buon trattamento che voi farete agli altri vi potrà essere contraccambiato verso i vostri cari soldati.

Maggio 1943

Amministrazione della Cresima. Giovedì 20 maggio corrente, verrà a Piossasco l’Em.mo Cardinale Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, e amministrerà la Santa Cresima nelle due Parrocchie alle ore 15 giungerà alla nostra chiesa parrocchiale, subito avrà inizio la funzione, che terminerà in meno di un’ora. I genitori che hanno i figli da cresimare devono presentarsi al più presto all’Ufficio parrocchiale per assegnarne i nomi; se i figli sono nati fuori di questa parrocchia devono presentare il certificato di Battesimo. I Cresimandi dovranno frequentare la scuola di catechismo in preparazione alla S. Crisma che si farà in chiesa nei giorni 16,17,18,19. Ogni bimbo dovrà avere il suo Padrino, ogni bimba la sua Madrina. L’Em.mo Card. Arcivescovo darà un bellissimo ricordo a tutti i Cresimandi, i quali per contraccambio faranno un obolo in denaro a favore del nuovo Seminario. Per la circostanza tutta la parrocchia nostra farà un’oblazione al Cardinale Arcivescovo pro seminario. Pertanto le offerte più rilevanti potranno essere anche date nelle mani dell’Arcivescovo direttamente dalle persone offerenti; le offerte più piccole sono versate all’Ufficio parrocchiale. Tutta la popolazione è invitata a trovarsi per rendere omaggio all’Em.mo Card. Arcivescovo ed a presenziare alla funzione che è libera a tutti.
La Festa di S. Giorgio. (9 maggio). Si sarebbe dovuto celebrarla il giorno 10 corrente mese, ma in tal giorno Piossasco farà la sua processione votiva alla Madonna dei Laghi d’Avigliana. Per cui la festa di S. Giorgio è necessario celebrarla il giorno nove che è di domenica. Per questo motivo certamente vi sarà un gran concorso di gente. Allora sia permesso un avviso, che cioè il numero non porti confusione e allegria incomposta, non adatta al momento. Piuttosto ravviviamo la fede che le nostre preghiere, fatte così più numerose, potranno ottenere più valida protezione divina ai nostri cari soldati, che ricorderemo fervidamente al Cavaliere San Giorgio. I pellegrini (chiamateli così e non gitanti), potranno vedere lassù i lavori di scavo già fatti per i futuri restauri. Saranno intanto raccolte in una piccola cassa le ossa umane ritrovate in tombe scoperte, e su di loro si faranno le esequie al termine della messa. Si partirà il mattino dalla parrocchia dopo la messa delle ore 7. Si canterà la messa a San Giorgio alle ore 10. Si ripartirà alle ore 14 circa, in modo da essere in parrocchia per le funzioni vesperali, che cominceranno alle ore 15,30.
Lutto. Ha destato molta impressione la scomparsa del sig. Giacomo Giordana, morto a soli 66 anni d’età. Da alcuni anni lo minava un male interno, che in pochi mesi si è poi gravemente sviluppato, tanto che neppure un atto operatorio lo poté arrestare. Il malato obbligato a letto, sopportò con pazienza e rassegnazione a suoi dolori; ricevette più di una volta i SS. Sacramenti, spirò serenamente il 16 marzo. Prima di morire pensò ancora al nostro Asilo, al quale assegnò l’offerta che pubblichiamo in questo bollettino. La famiglia fa celebrare per lui il giorno 15 d’ogni mese, una messa alla Cappella del Marchile. I funerali ebbero un’imponenza quale si vede di rado, per l’intervento anche di moltissimi forestieri, data la larga conoscenza che la famiglia giordana ha fuori paese.

Giugno 1943

E’ stata amministrata la Cresima. La visita, sebbene breve, che l’Eminentissimo Cardinale nostro Arcivescovo Maurilio Fossati, ha compiuto alla nostra parrocchia. Giovedì 20 maggio, ha suscitato un’ondata di gioia e d’entusiasmo fra la popolazione, che ha tributato all’Eminentissimo Cardinale le più calorose accoglienze. Alle 15 precise, accompagnato dal suo segretario Mons. Barale, dal Cappellano Capo dell’Ospedale militare di Torino Capitano Silvio Solero e dal Teol Avv. A Bajetto, Egli giungeva alla porta della chiesa, ove una bimba gli rivolse un saluto, l’Eminentissimo Presule, entrava subito nel tempio per amministrare la S. Cresima a 37 fanciulli e a 38 bimbe. Finita la funzione, durante la quale il Cardinale Arcivescovo rivolse paterne parole ai cresimandi e al popolo che gremiva la chiesa. Egli ricevette in una sala parrocchiale un gruppo di signore e signori, che gli presentarono speciali offerte pro Seminario. Il Vicario a nome proprio, dei cresimati e della popolazione, offrì pro Seminario la cifra di due mila lire. L’Eminentissimo Cardinale gradì molto le dimostrazioni e le offerte, come risulta anche dalla seguente lettera che Egli inviava il giorno dopo al Vicario. –“Ancora La ringrazio delle accoglienze di ieri e delle offerte presentatami per il nuovo Seminario. Non posso ringraziare ciascuno degli offerenti; supplisca Lei e assicuri che l’Arcivescovo di cuore benedice tutti. - F.to M. Card. Fossati Arcivescovo”.
La Festa di San Giorgio, si è celebrata domenica 9 maggio. Alle ore 10 la lunga teoria dei pellegrini, giungeva alla cima del monte. Subito il Vicario procedeva all’esumazione d’ossa umane trovate in due tombe, e le riponeva in una cassa preparata appositamente, che poi veniva portata in Cappella. Seguiva la messa cantata. Dopo il Vangelo, davanti ad una folla straordinaria il Vicario parlava per dare conto dei lavori già eseguiti e di quelli progettati al fine di compiere una buona restaurazione della Cappella e delle adiacenze, in modo rendere il luogo una mèta desiderata. La casa piacque evidentemente a tutti e la risposta fu data nelle offerte raccolte durante la messa; offerte che superarono le 600 lire; cifra mai raggiunta nel passato. Il tempo che pareva promettere una bella giornata, si abbuiò improvvisamente; seguì abbondante pioggia con forte vento. Molti scapparono giù; rimasero quelli che si poterono ritirare nella Cappella. Dopo circa un’ora, il tempo si rimise a bello e si poté ritornare comodamente in processione alla chiesa parrocchiale, ove avvennero le solite funzioni festive. Erano rettori della festa Mario Elia e Mario Martinatto, due soldati, che elessero i loro successori per l’anno venturo, due altri militari in pratica Pierino Bertinetto e Giovanni Cattanea. La giornata era pure dedicata all’Esercito, che il Vicario rievocò nella predica, invitando tutti a ricordare con affetto i nostri soldati. Il Fascio di Piossasco aveva inviato lassù una rappresentanza. Faccia S. Giorgio che fra un anno si possa celebrare con straordinaria solennità la sua festa, in un clima gioioso di vittoria e di pace.
Onoranze ad un nostro Caduto. Domenica 16 maggio scorso, si svolse nella nostra chiesa parrocchiale una funzione solenne in onore e in suffragio del soldato Renzo Picco di Giacomo, caduto nell’adempimento del suo dovere, immolando la sua giovane e preziosa vita per la patria. Nato a Piossasco nel 1921, prestava servizio militare nel 3° Regg. Alpini, Btg. Fenestrelle. In un’azione contro i ribelli fu mortalmente colpito alla testa il 9 aprile scorso. La notizia fu tosto mandata al paese dai suoi amici e compaesani dello stesso battaglione, i quali lo avevano visto cadere. Venne poi confermata dall’Autorità militare, la quale assicura che la salma è stata tumulata nel cimitero di guerra di Caunice in Montenegro. Venne perciò disposto da parte della famiglia che si celebrasse una funzione di suffragio la quale riuscì di massima solennità. Autorità e rappresentanze d’associazioni fasciste e Scuole, tutti attorno ai desolatissimi genitori occuparono posto in banchi appositi, i numerosi parenti, in un’atmosfera di sincero rimpianto per il Caduto e anche di viva partecipazione da parte di tutti al gran cordoglio del Papà e della Mamma, che inconsolabili piangono Colui che formava tutta la loro speranza, ora tragicamente spezzata. Solo la fede di rivederlo un giorno in cielo reca conforto al loro straziato cuore. Faccia Iddio che dal sacrificio del loro figlio e da quello di tanta altra fiorente gioventù, possa sorgere un’Italia più grande e migliore tu, caro Renzo, sii sempre vicino ai tuoi amati Genitori e per loro prega. Noi scriviamo il tuo nome nell’elenco dei gloriosi Caduti di questa terribile guerra, con Castagneto e Spesso che già ti hanno preceduto. La Patria non vi dimenticherà mai, ma neppure noi, A voi onore e gloria.
Processione del Corpus Domini. La festa del Corpus Domini cade quest’anno il giorno 24 del corrente mese, avendo la precedenza su quella di S. Giovanni Battista, che viene trasferita il giorno seguente. La nota più caratteristica della festa del Corpus Domini è la processione del SS. Sacramento, che quest’anno avrà un itinerario splendido. Per gentile e cordiale consenso del Comm. Amerigo Sagna, la processione salirà al Castello fra il verde delle piante che adornano e ombreggiano la strada e che con la loro naturale bellezza rendono onore al Creatore celato nei Veli Eucaristici. Di lassù, sullo spiazzo del Castello, attualmente già molto restaurato e abbellito dal Comm. Sagna, proprietario dell’incantevole soggiorno, Gesù Sacramentato benedirà tutta la parrocchia.
Mentre proclamiamo i nomi dei Retori e delle Rettrici per corrente anno, ringraziamo quelli scaduti per l’opera prestata nell’anno decorso e dell’offerta fatta a bene della chiesa.

Luglio 1943

Al Palazzo del Comune, ha ripreso il posto di Capo del nostro Comune, con l’incarico di commissario Prefettizio, il prof. Brugo rag. Giuseppe. Egli ha per il nostro paese grande affezione e speciale attaccamento poiché la mamma sua era nativa di qui. Questi suoi sentimenti si rivelano chiaramente anche dalle espressioni da lui usate nella lettera che egli ha indirizzato alla popolazione nell’atto di riprendere la carica già tenuta qualche anno fa, lettera che volentieri pubblichiamo. “Nel riassumere l’Amministrazione del nostro amatissimo paese, mi è caro rivolgere a tutti i miei affezionati conterranei ed ai grandissimi cittadini, qui sfollati, il mio fervido, affettuoso, cameratesco saluto. Come nel passato, io sarò sempre sollecito dei legittimi diritti di ognuno, facendo in contraccambio assegnamento sul volenteroso spirito di compressione e d’adattamento della popolazione tutta. Incito i rurali a perseverare nella loro nobile e feconda fatica, intesa a dare alle nostre famiglie il necessario sostentamento. Per quel che riguarda la difesa contraerea del nostro territorio, nulla sarà risparmiato, in perfetta collaborazione col Fascio locale, per proteggere le vite, gli averi ed i prodotti agricoli. Va da sé, che ciascuno deve, osservando minuziosamente le norme dell’oscuramento totale, far sì che, beneficando della fortunata ubicazione del nostro Comune, i pericoli dell’offesa aerea siano scongiurati al massimo grado. Sopra ogni cosa, occorre assolutamente evitare, in caso d’allarme notturno, l’accensione di luci, senza il preventivo, ermetico, completo schermaggio delle aperture esterne e interne, anche e specialmente nel periodo estivo. Un pubblico elogio, devo qui tributare ad un benemerito proprietario di ville, che ha proceduto alla costruzione di un solido e capace rifugio: mi auguro che il suo altruistico esempio trovi molti imitatori. Termino nella maniera più degna, inviando un caloroso augurio ai nostri eroici soldati, - ed in particolari ai figli di questa terra, - che, senza posa lacuna, salvaguardano i nostri focolari”.
Piossasco, 1 giugno 1943 – XXI - F.to Il Commissario Prefettizio, Prof. Brugo.
Ricambiamo a lui il nostro deferente e rispettoso saluto, assicurando che da parte dei cittadini non mancherà di rinfrancarsi il morale, vedendo da parte della suprema Autorità locale l’ottima disposizione a venire loro incontro per soddisfare le legittime richieste e rendere loro meno disagiata e depressa la vita. Non andrà quindi molto che si vedrà riparato il tronco di strada che dalla via provinciale sale a S. Vito, e che ulteriormente è stato ridotto in condizioni pessime e pericolose. Questo urgente lavoro rientra certamente nei legittimi diritti della popolazione e anche nei legittimi riguardi che si devono avere verso i nostri Sfollati.
Onoranze e Suffragi ad un altro Caduto. La guerra ha fatto un’altra vittima tra la fiorente gioventù della nostra parrocchia, verso la fine di maggio, un improvviso, inaspettato telegramma del Ministero della guerra, recava la dolorosa notizia che in seguito a bombardamento aereo nemico, era deceduto il 14 maggio a Civitavecchia il Soldato Bonetto Ernesto di Mattia. La notizia recò strazio al cuore dei suoi genitori e parenti, destò pure penosa impressione e generale rimpianto in tutti. Era così giovane; era poco più che ventenne, essendo nato il 2 novembre 1922. In aprile, poco prima di Pasqua, era stato a casa, e non aveva mancato di fare la Comunione nella sua parrocchia; poi da Casale era partito con il 79° Gruppo Contraerei destinato in Sardegna. Il 14 maggio a Civitavecchia stava per imbarcarsi per l’isola. Quel giorno mandò ancora a casa una cartolina, che però non riuscì a finire di scrivere, forse perché disturbato dall’allarme? “Questa sera parto per la Sardegna” diceva. Invece partì per un altro più lungo viaggio senza ritorno. La città fu sorpresa da grave bombardamento, di cui parlarono anche i giornali; anche lui fu colpito mortalmente e cadde così tragicamente al posto del suo dovere. La sua salma fu raccolta e tumulata nel cimitero di Civitavecchia; ma in tempo forse non lontano, potrà essere trasportata qui al suo paese natio. Giustamente fu scritto di lui che fu giovane esemplare per fede religiosa, per amore al lavoro, per attaccamento alla famiglia, schivando i giochi e i divertimenti. Per lui ad iniziativa dei genitori è stata celebrata una funzione d’onore e di suffragio, domenica 6 giugno, con quella solennità usata già per altri Caduti, con intervento d’Autorità e popolo. I suoi affezionati coscritti, con gentile pensiero, hanno disposto per un’altra funzione religiosa in onore e suffragio del caro Ernesto e che si svolgerà nella nostra Chiesa parrocchiale domenica 4 luglio corrente alle ore 10,30.

Agosto 1943

Questa è l’Ora della Carità. La guerra fra il conteggio dei mali che trascina con sé, conta anche quello di aumentare il numero dei poveri e dei bisognosi. Quindi se prima il numero dei poveri residenti nella nostra parrocchia era minimo, ora non è più così, specialmente dopo i molti sfollati qui da Torino. E’ perciò urgente la necessità di provvedere a venire incontro ai bisognosi. Per questo abbiamo lanciato un appello nel mese scorso, da queste stesse colonne per provvedere all’organizzazione pratica dei soccorsi. L’appello è stato raccolto e domenica 18 luglio è stata tenuta in parrocchia la prima adunanza preparatoria, nella quale si sono gettate le basi per costruire un’Associazione Caritativa parrocchiale la quale comprenderà tre categorie d’iscritti: Azionisti, Contribuenti e Visitatrici. L’Associazione composta di sole donne, avrà probabilmente anche una sezione maschile. Si è senz’altro proceduto alla nomina di un Consiglio direttivo con a presidente la signora Vittoria Boneschi. Una seconda riunione sarà tenuta domenica primo agosto corrente, alle ore 17, per la definitiva costituzione dell’Associazione. Le famiglie bisognose presenteranno domanda di sussidio o al Vicario, che è il direttore dell’Associazione, o alla presidente. I soccorsi saranno dati in denaro o in natura o in oggetti di vestiario di cui potrà disporre il guardaroba dell’Associazione. Ci permettiamo rivolgere preghiera a tutti di far recapitare in parrocchia oggetti di vestiario non più usati, ma in condizioni servibili. In quest’ora, in cui la lotta per la vita si acuisce, mentre i casi pietosi s moltiplicano, al numero dei bisognosi si aggiunge la schiera dei sinistrati della guerra, costretti spesso ad implorare un pane per sé e per le famiglie, abbiamo il dovere di appartenere ai veri Samaritani, che si avvicinano alla povera umanità dolorante con un amore fattivo, che inizia la sua opera dai bisogni più urgenti del corpo, per arrivare anche a quelli dello spirito. Questa è l’ora della carità, non solo predicata, ma organizzata. Ascoltate la voce e date la vostra collaborazione.
Nel nostro Asilo S. Vito. Saggio. Come di consueto, a chiusura dell’anno scolastico, i bimbi del nostro Asilo Infantile, hanno dato un trattenimento in omaggio ai genitori e benefattori, domenica 4 luglio scorso. Il trattenimento che giustamente di chiama saggio, è stata una manifestazione del progresso, soprattutto intellettuale, che i bimbi hanno raggiunto sotto la premurosa e zelante cura delle rev. me Suore. I diversi numeri del saggio, sono piaciuto molto, specialmente furono di gradito effetto quelli eseguiti con accompagnamento di pianoforte, al quale sedeva la maestra sig.na Angela Gonnella. Il pubblico ha ammirato ed applaudito i piccoli artisti; ma ancora più ha ammirato l’attività della Re. Ma Suor Pasqualina, che seppe far miracoli nella preparazione dei bimbi e nel provvedere alle scene, ai costumi e a tutte quelle piccole cose che sono necessarie per dar risalto al saggio. Distintissime signore, benefattrici di quest’Istituzione, hanno con la loro presenza, onorato il trattenimento. Anche l’incasso fu sorprendente, avendo oltrepassato le 1.000 lire. Una sorpresa finale ha fatto l’Avv. Alsona, girando una breve pellicola cinematografica. Il Vicario, in nome dell’Amministrazione, ha porto un vivo ringraziamento alle Suore, al Pubblico, a tutti i Benefattori, con la soddisfazione di vedere crescere sempre più la simpatia e l’interessamento verso questo nostro caro Asilo. Gli Amministratori hanno offerto un gelato ai bimbi, le signore Boneschi, Svignano e il sig. G. Giorda, presidente dei Combattenti, hanno inviato caramelle e dolci. Il nostro Asilo, date le molte famiglie sfollate qui, quest’anno è stato frequentato da oltre 40 bambini, ed ha funzionato un mese più degli altri anni, essendo stato chiuso solo il 31 luglio scorso. Si aprirà al primo ottobre.
Festa alla Cappella delle Prese (intitolata alla Madonna della Neve). Lunedì 9 agosto – messa cantata alla detta Cappella alle ore 9,30.
Il Grave Lutto della Famiglia Piacentino. Domenica 27 giugno scorso, verso sera, improvvisamente si correva per il medico e per il sacerdote. Un male fulmineo aveva colpito il Cav. Uff. Giovanni Piacentino, e ne stroncava immediatamente la preziosa vita. Al mattino, come faceva ogni festa, si era recato alla messa parrocchiale, aveva quindi pranzato come il solito, e nulla faceva presagire una così repentina catastrofe. Aveva 76 anni. Nato a Torino, aveva nella stessa città con la sua intelligenza e laboriosità, percorso una meritata carriera nel campo del lavoro, occupando cariche importanti e di fiducia presso Società e Ditte. Per 46 anni fu occupato alle Ferriere Fiat, ove raggiunse il posto di primo Procuratore e poi di Direttore commerciale. Fu primo presidente della fonderia Borsello e Piacentino; presidente della Società Ricuperi Fiat, consigliere della Società Combustibili e Ghise di Milano. Ovunque diede sempre fulgido esempio d’onestà rettitudine e compitezza. Virtù che furono riconosciute nelle numerose onorificenze, che gli furono accordate. Era Cavaliere Ufficiale della Corona d’Italia, era premiato di medaglia d’oro della Camera di Commercio, era fregiato della medaglia d’anzianità che ricevette dalle stesse mani del Duce a Roma. Da alcuni anni veniva a passare fra noi la stagione estiva, con la sua affezionatissima signora. La sua affabilità e cordialità lo resero ben presto conosciuto e stimato da tutti, per questo in tutti ha destato sincero rimpianto la sua scomparsa. Per la bontà del suo animo era molto portato alla beneficenza. Fece elargizioni anche al nostro Asilo S. Vito, che ne ricorderà sempre il nome scolpito sulla lapide dei Benefattori. I suoi funerali furono imponenti, con uno straordinario intervento di persone non di Piossasco e del campo industriale e commerciale, fra le quali la distinta Famiglia Piacentino gode stima e simpatia. Una sola corona di fiori, quella della famiglia; perché volontà del defunto era che non si spendesse in fiori, ma in beneficenza. Ed è pure in ossequio a questa volontà che la signora Piacentino ha fatto al nostro Asilo una generosa offerta. Alla stimatissima Signora Piacentino, ai figli sigg. Cav. Edoardo ed Angelo rinnoviamo le più sincere condoglianze.
Una Colonia a Piossasco. Nel palazzo delle scuole è stata aperta una Colonia elioterapica, che si intitola a Sergio Falletti, glorioso caduto in Africa settentrionale. La Colonia ebbe l’onore da essere inaugurata dal Segretario Federale di Torino, nella mattinata di sabato 10 luglio. Sul piazzale delle scuole erano schierati i bimbi e le bimbe nei loro adatti costumino, guidati e assistiti dalle Maestre incaricate. Il federale, ricevuto con gli onori dovuti, ossequiato da tutte le Autorità e dalle Rappresentanze d’Associazioni ed Enti locali, dopo essersi intrattenuto affabilmente con i bimbi, visitò i locali. Bisogna convenire che i locali sono stati veramente ben adattati e ben provvisti del necessario; per questo tutto fa sperar che il funzionamento della colonia sarà superiore ad ogni aspettativa, e i bimbi e le rispettive famiglie ne avranno i migliori vantaggi. La Colonia è diretta con competenza ed energia dalla sig.na Fagnoni, la quale è coadiuvata dalla sig.na maestra Borgi quale economa, e dalle sig.ne Negro, Gino, Marta e Giorda, addetta all’assistenza. L’Opera merita di essere guardata con simpatia per il gran bene fisico e educativo, che recherà agli assistiti, i quali in massima parte appartengono a famiglie di sfollati.

Settembre 1943

(non è uscito il Bollettino, causa restrizioni sulla carta)

Ottobre 1943.

Associazione Dame di Carità. Questa provvidenziale Associazione funziona già da tre mesi, portando aiuti spirituali e materiali a molte famiglie bisognose. Le dame, che sono visitatrici, tengono regolarmente ogni settimana la loro adunanza sotto la presidenza della signora Vittoria Boneschi e con l’assistenza del Vicario, settimanalmente esse si recano a far le visite a domicilio per distribuire soccorsi sia in vitto, sia in vestiti, e per diffondere con la loro carità, conforto e sollievo a chi più ne ha bisogno. L’opera caritativa dell’Associazione viene sempre più apprezzata e va allargandosi, poiché il numero delle famiglie aiutate aumenta. Per svolgere la sua attività l’Associazione accetta con riconoscenza denaro, vestiti e generi vari, da chiunque voglia servirsi di lei per fare della carità e del bene. Intanto per domenica 3 ottobre, alle ore 8,30 è stabilita la funzione religiosa, con la quale si farà solenne accettazione delle Dame che desiderano appartenere all’Associazione, con la distribuzione dei Crocifissi, dei distintivi, statuti e diplomi.
Festa Annuale dei Fanciulli, è stata celebrata domenica 19 settembre. La funzione del mattino ha raccolti i fanciulli ai piedi dell’altare alle ore 8,30 per assistere alla S. Messa, fare la S. Comunione, elevando preghiere secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, onde ottenere la pace al mondo. La funzione del pomeriggio ha visto la chiesa gremita di bimbi, attorno alla statua di Gesù Fanciullo, portato solennemente in processione. Una speciale benedizione speciale è stata impartita ai fanciulli ed ai molti bimbi che le Mamme portavano in braccio. Speriamo che Iddio abbia ascoltato le preghiere di tanti cuori innocenti e affranti il giorno della sospirata Pace. Priori della festa erano il bimbo Valvassori Riccardo e le bimba Preti Graziella; i quali distribuirono a tutti i presenti, un’elegante immagine a ricordo della giornata e anche dolci. Presa l’occasione, il Vicario ha pubblicato il nome dei premiati alla scuola di Catechismo, e furono distribuiti i seguenti premi: 1) premio di prima Comunione istituito dalla Sig. ra Maddalena Schaeffer, alla bimba Giuseppina Andruetto. 2) due premi istituiti dalla sig.ra Battistini in memoria della sua Mamma, alla bimba Teresina Zoppetto e al bimbo Mario Tarquino. 3) premio per diligenza nel servizio messe, al bimbo Paolo Mola. 4) premio d’eccezione al bimbo delle Frazione Prese Ferruccio Dovis. Gli altri premi, se giungeranno saranno dati nell’inizio del nuovo anno Catechistico.
Associazione Santa Agnese. Nozze. Abbiamo festeggiato la nostra dirigente Albina Elia, che è andata in sposa al sig. Mario Brero. La cara Albina, che fu anche segretaria dell’Associazione, era attualmente Delegata per la Sezione Aspiranti; occupò dunque cariche importanti e diede in molti anni attiva collaborazione per la vita dell’Associazione. La sua dipartita ci addolora, ma speriamo tanto per lei un lieto avvenire, perché il Signore le scelse un ottimo sposo, e perché Ella è preparata a svolgere bene la sua missione di sposa e di madre. La funzione dello sposalizio fu solenne e si compì sabato 18 settembre, nella nostra chiesa parrocchiale, fra luci e fiori. Sulla porta della chiesa, la Sposa fu accolta da una rappresentante dell’Associazione con bandiera. Le rivolsero complimenti, auguri e voti le bimbe Martinasso Erica e Boero Albina. Non è mancato il discorso del Vicario, che opportunamente ha ricordato l’opera prestata in parrocchia dalla Sposa nelle diverse cariche e uffici, la ringraziava, invocando su di lei copiose benedizioni divine. Ai fortunati sposi rinnoviamo gli auguri.
Offerte Pro Bollettino. Sono arrivate lire 385, ringraziamo tutti gli offerenti, mentre comunichiamo, che nello scorso mese di settembre, il bollettino non è potuto uscire per causa delle restrizioni fatte sulla carta.
Attenzione, attenzione. A tutta la popolazione della parrocchia, raccomando vivamente di mantenersi calma, di evitare in modo assoluto qualsiasi atto inconsueto che potrebbe provocare immediate e dolorose repressioni. Nessuno osi turbare l’ordine pubblico. Nessuno osi agire contro quanto stabiliscono i bandi e i manifesti che sono pubblicati, onde risparmiare al paese la rigida ed immediata applicazione delle severe sanzioni di guerra. Ricordate che il mezzo più sicuro per alleviare e abbreviare le tribolazioni, è la pazienza, rinforzata con la preghiera e la speranza in Dio. Ascoltate il vostro Vicario.

Novembre 1943

Il nuovo altare del Suffragio, con nostro rincrescimento non è potuto essere ultimato per le SS. Quarantore, perché sinistrato. Proprio così. Era ormai ultimato, quando nel luglio scorso una bomba nemica colpiva in pieno il laboratorio del marmista sig. Giovanni Vaudagnotti, sito in Via Catania, a Torino, e mandava in frantumi i pezzi preparati e seppelliva sotto le macerie il blocco di marmo contenente l’urna, e questo non è ancora potuto essere estratto. I pezzi infranti sono stati rifatti e sono già stati collocati a posto in chiesa, come si può vedere. C’è buona speranza che al più presto l’altare sarà ultimato. Intanto provvisoriamente è stato disposto in modo che si possa celebrare la messa, perché certamente in questo mese vi saranno molte messe da dire a questo altare. Le offerte continuano e le speriamo assai abbondanti in questo mese. Ce n’è bisogno, perché le spese oltre essere gravi, sono aumentate di molto, perché appunto per l’avvenuto sinistro, l’altare è dovuto essere rifatto, si ebbe quindi una doppia compera di marmi e un doppio lavoro. Nella quinta lista d’offerte pro altare, troviamo la somma di lire 1.205.
Il 25° della Gioventù Femminile d’Azione Cattolica. Nel 1918 sulla branca nazionale dell’Unione Donne d’Azione Cattolica, sorgeva il ramo della Gioventù Femminile Italiana, che immediatamente fornì prova della sua vitalità in una fioritura straordinaria d’Associazioni in ogni parte d’Italia. L’ascesa della Gioventù Femminile, nella ricristianizzazione della nostra Nazione, infetta di massoneria, di comunismo e d’indifferentismo religioso, è stata meravigliosa. Attualmente sono circa 16 mila Associazioni in Italia, con circa un milione d’iscritte. La nostra Associazione S. Agnese, che è un ramoscello della Gioventù Femminile Cattolica Italiana, non poteva lasciar passare la data senza celebrarne il glorioso venticinquennio. Questo si fece domenica 10 ottobre, con una festa tutta religiosa e devota. Al mattino vi fu messa con Comunione generale di tutte le tesserate delle diverse sezioni, con fervorino dell’Assistente Ecclesiastico. Al pomeriggio, Ora d’adorazione predicata con intonazioni e riflessioni al venticinquennio. Quindi nel salone dell’Asilo, ove ha sede l’Associazione, avvenne la commemorazione ufficiale, tenuta da una propagandista Diocesana e dal Vicario, in una cornice di poesie e scenette allegoriche. Con affettuoso e gentile pensiero erano state invitate anche le ex socie, le quali si trovarono presenti per rivivere, se pur brevemente, i bei giorni (forse i più belli della vita), passati nella cara Associazione. La festicciola culminò nella presentazione al Vicario di un prezioso e utilissimo dono per la chiesa: una pisside dorata, espressione delle offerte raccolte fra le iscritte e anche fra le ex socie. Il copri pisside, riccamente composto di seta infiorata, fu offerto dall’ex Dirigente Elia Albina, da poco sposa, in ringraziamento a Dio per il bene ricevuto nell’Associazione. In un fervido ardore giovanile furono rinnovati fermi propositi d’intensificare ancora più l’attività dell’Associazione nel nuovo anno sociale, che si sta cominciando.
Due lieti avvenimenti in casa Boneschi. Il primo avvenne il mattino del 18 settembre scorso. Dalla signora Adele Valvassori Boneschi, nasceva felicemente un angelo di bimbo, apportatore di sincera letizia. Ottenuta la dovuta licenza dall’autorità superiore, il Vicario gli amministrava solennemente il S. Battesimo in casa, imponendogli i nomi di Giorgio, Piero, Giovanni. Presero parte alla bella funzione, svoltasi nel modo più degno e rispettoso, oltre la Mamma, i Nonni e alcuni Parenti, anche molte Signore dell’aristocrazia di Piossasco Piazza. Uno che avrebbe sommamente desiderato d’essere presente fu il Papà del neonato, capitano Valvassori sig. Alberto, che invece fu forzatamente assente, perché degente in Ospedale militare. Ma vi era col pensiero, come il pensiero di tutti correva a lui in quel momento. Una seconda festa rallegrò casa Boneschi, il giorno 16 ottobre, fu la Prima Comunione del nipotino Valvassori Riccardo, fratello del neonato Giorgio. La funzione si svolse nella nostra chiesa parrocchiale e precisamente nella Cappella laterale della Madonna del Rosario, trasformata in un piccolo paradiso terrestre fra fiori e luci. Il piccolo Riccardo, che era stato preparato al gran giorno, dalla rev. da Direttrice del nostro Asilo, Suor Pasqualina, fornì prova d’intelligente e sincera devozione, compiendo dignitosamente quell’atto santo, che renderà il 16 ottobre uno dei giorni più indimenticabili e belli delle sua vita. Gli facevano corona i genitori, i nonni, molti parenti e i bimbi dell’Asilo. Celebrò la messa il Vicario, che rivolse appropriate parole al fortunato fanciullo, che posto in un inginocchiatoio in presbiterio, era tutto assorto nella sublimità dell’azione che stava per compiere. La funzione, finora nuova nella nostra parrocchia, è stata devota e commovente. A casa Boneschi rinnoviamo felicitazioni ed auguri.
Adunanza Dame della Carità. Domenica 28 novembre ore 16,30. Sarà un’adunanza generale di tutte le donne iscritte all’Associazione Dame do Carità della Parrocchia. Lo scopo principale sarà di predisporre insieme in qual modo si potrà preparare in pacco speciale in occasione del Santo Natale alle famiglie, che regolarmente sono visitate e aiutate dalle nostre Dame. Si vorrebbe rendere più lieta la festa del Natale ai poveri e bisognosi, facendo loro pervenire qualche aiuto in più. Facciamo tutto il possibile, perché questo caritatevole pensiero sia realizzato.
Non troviamo parole sufficienti per dire tutta la nostra soddisfazione per la riuscitissima funzione compiuta nella nostra chiesa domenica 3 ottobre. Dopo la S. Messa, durante la quale le Dame s’accostarono alla SS. Comunione, furono benedetti i crocifissi, i distintivi, i regolamenti e i diplomi, che poi furono distribuiti ad una trentina di Dame presenti. Il Vicario in nome dell’Associazione, ha toccato i cuori con un fervorino tutto intonato alla carità, accendendo in tutte, nobili sentimenti d’amore sincero verso i poveri e i necessitasi. Appena vi sarà un numero considerevole di nuove Dame, si ripeterà la funzione dell’aggregazione.

Dicembre 1943

Sabato 25 dicembre. SS. Natale di N. S. Gesù Cristo. Non vi sarà la messa di mezzanotte, né nella notte, né alla vigilia, la prima messa comincerà al solito alle ore 7, e vi saranno messe ininterrottamente di seguito fino alle ore 10. L’ultima messa delle ore 11 sarà cantata in musica dalla scuola maschile di canto.
N.B. Poiché ricorrono due giorni attigui alla festa, il 25 e il 26, è un’occasione quanto mai propizia per potersi accostare ai Santi Sacramenti della Confessione e Comunione. Ringraziamo Iddio che ci ha conservati in vita nell’anno che finisce, insistiamo con le nuove preghiere perché questo sia definitivamente l’ultimo Natale di guerra. Per gli uomini vi sarà una funzione speciale con messa e Comunione generale, domenica due del prossimo gennaio, celebrandosi la Giornata Antiblasfema.
Il Primo Giovedì del mese. Altra novità. D’ora in avanti anche il primo giovedì d’ogni mese vi sarà nella nostra parrocchia una funzione speciale. Sarà celebrata la messa votiva di Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, durante la quale si faranno preghiere per la santificazione del Clero, e perché il Signore si degni di suscitare nuove vocazioni. Questa funzione (che sarà alla messa prima delle ore 6,30) è stata un’iniziativa del Gruppo Donne d’Azione Cattolica. Nell’ultima adunanza mensile d’ottobre, quasi a ricordo e a conclusione dell’anno sociale 1942-43, che aveva avuto per tema di studio il Sacerdozio, si stabilì di provvedere con offerte personali e collettive, perché ogni primo giovedì del mese vi fosse in Parrocchia la messa per lo scopo suddetto. Intanto le nostre Donne si sono impegnate di pregare per le vocazioni sacerdotali e di favorire e coltivarle, appena n’avessero notati dei segni nei loro figlioli. Non possiamo fare a meno di affermare che si tratta di una bellissima novità! Che piacerò certamente a Dio, dal Quale otterrà sulla Parrocchia speciali benedizioni.
A tutti i parrocchiani ai Lettori del Bollettino il Vicario presenta sinceri Auguri di BUON NATALE invocando su tutti le più elette Benedizioni di Gesù Bambino.
Passati all’Eternità. Il 20 ottobre scorso, lasciava quest’esilio per ritornare alla patria celeste l’anima buona di Angela Gardois nata Lovera. La sua malattia durava da circa sette anni, benché non avesse quasi mai tenuto il letto. Fu assistita con speciale amorevolezza dalla figlia Teresa. Il male l’aveva tanto cambiata; si era fatta silenziosa e malinconica. Il pensiero dei suoi figli militari, lontani da casa fu sempre un’acuta spina al cuore di lei, che ne invocava continuamente il ritorno; non poteva ricordarli senza piangere. Fu donna di profondi sentimenti religiosi; con la sua famiglia godeva ottima stima in parrocchia, e se n’ebbe una prova nel grande intervento di gente alla sepoltura. Apparteneva alle nostre Compagnie religiose ed era anche iscritta al Gruppo Donne d’A.C. Il suo ricordo rimarrà a lungo in tutti, perché in tutti lascia un sincero rimpianto, tanto più che contava appena 59 anni. All’ottimo suo marito, all’affezionata Famiglia e a tutti i numerosi parenti rinnoviamo sincere condoglianze.
Associazioni Dame della Carità. Sotto gli auspici di S. Vincenzo de’ Paoli, il padre dei poveri, è sorta i 18 luglio scorso quest’Associazione, che ha il caritatevole scopo di assistere moralmente e materialmente i poveri e bisognosi della nostra parrocchia. Chi ha presenziato all’assemblea delle iscritte, tenutasi domenica 28 del mese passato, ha potuto farsi un’idea dell’attività sorprendente, svolta dall’Associazione in soli quattro mesi. Dalle relazioni della presidente, signora Vittoria Boneschi, della segretaria, signorina Angela Gonnella, stralciamo alcune cifre molto espressive. Ecco le Dame aggregate all’Associazione sono 43; Visitatrici sono 12, le quali settimanalmente visitano 26 famiglie bisognose. La cifra delle entrate in cassa ha sorpassato le 11 mila lire. Le spese fatte raggiungono le sette mila lire, con una media di quattrocento lire per settimana. Funziona un guardaroba, tenuto con cura speciale dalla signorina Luisa Boneschi, al quale sono arrivati indumenti di tutti i generi a decine, e dal quale se ne sono ripartiti, rifatti, ritoccati, ripuliti se ce n’era bisogno, per giungere alle famiglie assistite dall’Associazione. Cresce il numero dei bisognosi? Crescono anche le offerte, aumenta il numero delle famiglie? Aumenta anche il numero delle Visitatrici. Tutto fa sperare in un sempre maggior lavoro. Per la festa del SS. Natale che è la festa dei cuori, la festa delle famiglie, la signora presidente ha ideato e sta preparando, col consenso e con l’aiuto di tutto il Consiglio Direttivo, un pacco speciale per ogni famiglia già soccorsa dall’Associazione. Lo scopo è molto cristiano, cioè quello di rendere più lieta la bella festa del Natale in questo tristissimo inverno di guerra. Nella suddetta assemblea è stata chiesta alle Dame presenti, la loro collaborazione per procurare le provviste necessarie. Charitas Christi urget nos. E’ la carità di Cristo che ci spinge.

Gennaio 1944

Abbasso la bestemmia. Cominciamo questo nuovo anno 1944 con una giornata Antiblasfema, la quale reca in programma due parti principali: il mattino ore sette messa con Comunione generale di tutti gli uomini della Parrocchia. Essi fanno riparazione delle proprie e delle altrui bestemmie. Nel pomeriggio, alle ore 16,30 conferenza per soli Uomini, ancora sulla bestemmia. La giornata deve richiamare l’attenzione di tutti sulla gravità e sconvenienza della bestemmia, e segnerà l’inizio di un’attiva crociata per fare scomparire questa vergognosa piaga dalla nostra parrocchia. Ecco un punto di restaurazione e purificazione sociale, che è necessario intraprendere. All’opera! Religione e civiltà proibiscono la bestemmia: perciò chi bestemmia; perciò chi bestemmia è un cattivo cristiano e un cittadino maleducato. La bestemmia è il linguaggio del demonio; quindi chi bestemmia è un nemico di Dio. Ricordatelo!
Associazione Dame della Carità. La vigilia di Natale, alle famiglie più bisognose della parrocchia, raccolte nella sala parrocchiale, le Dame distribuirono un pacco con il cristiano pensiero che servisse a rendere loro liete le Festa Natalizie. Ogni pacco era stato confezionato dalle Dame stesse e conteneva cibarie e indumenti, in proporzione delle necessità e dei desideri della famiglia cui era destinato. Per la preparazione dei pacchi hanno concorso molte persone, inviando con generosa abbondanza, denaro e roba in natura. Le famiglie beneficate, n° 30, hanno apprezzato molto l’atto caritatevole delle Dame, e hanno dimostrato in mille ringraziamenti la loro riconoscenza, specialmente verso la presidente dell’Associazione, signora Vittoria Boneschi, che del pacco natalizio ebbe la prima idea e ne curò a casa sua le preparazioni, non badando a difficoltà, a lavoro e a disturbi. E’ la carità di Cristo che ci spinge.
Ai Parrocchiani e ai lettori del Bollettino il Vicario invia cordiali Auguri di Buon Anno.

Febbraio 1944

Vita Parrocchiale. Ecco le statistiche riguardanti l’anno 1943. Battezzati 21 di cui cinque femmine e sedici maschi. Sul totale, solo quattro sono vati da famiglie qui sfollate. Morti 22 di cui otto appartenenti a famiglie qui sfollate. Tra i nomi di questi fratelli passati all’eternità, troviamo dei giovanissimi, uno d’anni 15, infanti di soli undici mesi, ben due: un maschietto e una femminuccia, ed un altro infante di quattro mesi. Per questi nostri fratelli, aggiungiamo per loro una sincera preghiera di suffragio. Matrimoni sono tre, sono pochi, sebbene già uno più dell’anno scorso. La causa principale è la guerra. Se ci guardiamo in dietro, possiamo affermare che le cose durante l’altra grande guerra andavano ancor peggio: di fatti nel 1917 non vi fu alcun matrimonio nella nostra parrocchia; e nel 1918 (quarto anno di guerra), vi fu solo un solo matrimonio. E’ dunque necessario che finisca questa terribile calamità, affinché si possano costituire nuove famiglie.
La Giornata Antiblasfema, celebrata la prima domenica di gennaio, ebbe buon esito. Al mattino un gruppo imponente d’uomini si è accostato alla S. Comunione, formulando una solenne Promessa di non mai bestemmiare. Nel pomeriggio, dopo le funzioni in chiesa, fu tenuta dal rev. don Giuseppe Capitani, insegnante attualmente nelle scuole di Piossasco, una dotta Conferenza sulla bestemmia, alla presenza di un centinaio d’uomini. Si è così iniziata nella nostra parrocchia una crociata contro il vizio della bestemmia, che religione e civiltà condannano.
La Festa di S. Antonio Abate, si è celebrata con solennità più che tante altre volte, perché oltre la messa cantata con la benedizione degli equini vi fu nel pomeriggio anche il vespro in onore del santo, seguito dalla predica con la S. Benedizione. Erano rettori della festa i sigg. Bergoglio Michele fu Giuseppe, e Marchisio Lorenzo, i quali raccolsero la quota dei soci iscritti alla Compagnia, la quale quota quest’anno fu portata a lire due. La Compagnia è assai numerosa; ma potrebbe essere molto di più, se almeno tutti coloro che hanno bestie nella stalla sentissero il dovere di metterle sotto la protezione di S. Antonio e quindi s’iscrivessero alla Compagnia, pagando regolarmente ogni anno la loro quota. Speriamo che questo avvenga. Se il Santo Abate è tanto popolare è appunto perché tanto si è sperimentatoli suo patrocinio. Rettori per l’anno venturo saranno i signori Ernesto Gardois e Bartolomeo Castagnero.
La Festa al Prarosto. La Cappella del Prarosto è dedicata alla Madonna delle Grazie e se ne celebra la festa alla vigilia del mercoledì delle Ceneri. Quindi quest’anno la festa avverrà il giorno 22 corrente. Vi sarà messa cantata alle ore 9,30 e nel pomeriggio vi sarà la benedizione in parrocchia alle ore 16. Mai come in questo momento noi, le nostre famiglie, il mondo ha bisogno di grazie. Tutto è sconvolto e rinnovato; tutti siamo agitati e sofferenti; come sentiamo il bisogno che la nostra Mamma celeste ci rivolga il suo sguardo benigno e ci ridoni pace e tranquillità. Accoriamo dunque tutti fiduciosi ai piedi della Madonna. Rettori della festa sono: Vittorio Fiora e Luigi Piatti.
Pro Asilo San Vito. Nel mese di gennaio scorso, abbiamo assistito ad una recita teatrale Pro Asilo San Vito, organizzata da un gruppo di giovani della nostra parrocchia, sotto la guida e la direzione del sig. Mario Bianco. Lo spettacolo ebbe un esito quanto mai lusinghiero, sia per la bontà del lavoro drammatico, sia per l’interpretazione artistica sia gli attori seppero dargli. Il pubblico numerosissimo, che gremiva letteralmente il salone, ha goduto soddisfatto, ed ha applaudito calorosamente i bravi giovani e l’abile maestro e direttore di scena signor Banco. E’ stata notata con piacere la presenza del rev. mo Mons. Bernardino Caselli, nostro illustre concittadino. Così pure con gradita sorpresa è stato osservato per la prima volta un intervento di molte signore dell’alta aristocrazia piossaschese. Tutti hanno così onorato non solo la filodrammatica, ma anche il nostro Asilo, al quale hanno recato un contributo, materiale e morale; perciò l’Amministrazione rinnova il suo cordiale ringraziamento.

Marzo 1944

L’ora della Carità e della Sofferenza. Carissimi parrocchiani. L’ora della carità non è passata. Essa continua a risuonare gravemente e con insistenza, finché dura la guerra, finché abbiamo presso di noi gli sfollati. I quali hanno bisogno d’alloggio, di caldo, di cibo, di vestito, di parole confortanti e anche di fraterno sorriso. Solo la carità cristiana può loro provvedere tutto questo. Le Dame della carità dell’Associazione S. Vincenzo di questa parrocchia dà a questo riguardo ad un meraviglioso esempio con i soccorsi materiali e orali, che settimana per settimana vanno recando alle famiglie bisognose, che regolarmente visitano a domicilio. Risulta che anche persone private distribuiscono aiuto in generi alimentare ai poveri sfollati, e fanno bene. Ma ahimè! Risulta pure che vi sono contadini che vendono i loro prodotti a prezzi esorbitanti e sempre in aumento. Con rincrescimento bisogna affermare che questo torna a danno soprattutto dei semplici operai, i quali devono comperare tutto per vivere. Ma quali motivi possono giustificare davanti a Dio e davanti agli uomini quest’evidente disonestà? E’ forse l’avidità del denaro che domina? Ma questo denaro, che sa di lacrime, e di dolori, d’imprecazioni e d’ingiustizie, ne potrà spegnere la voce del rimorso che si deve far sentire nell’intimo della coscienza. Parrocchiani miei, ricordatevi che siete cristiani, l’essenza del Cristianesimo sta nella pratica della carità. La carità fatta al prossimo Gesù Cristo la considerata fatta a se stesso, e ne terrà conto per la ricompensa eterna. Siate caritatevoli, siate onesti! Non cooperate con i nemici a rendere più tristi le nostre condizioni alimentari ed economiche. Oh sì, c’è già tanto da soffrire. Questa è anche l’Ora della Sofferenza: sofferenza materiale del corpo e sofferenza morale dello spirito. Le esigenze ferree e crudeli della guerra hanno toccato e investito la vita di ogni famiglia e vi ha portato registrazioni, privazioni, scomodità, passività, dolori e sconforto. Ma se vogliamo parlare con sincerità, senza offendere nessuno, possiamo affermare che finora la vita che meno ha risentito della guerra è quella del contadino, perché egli come produttore, ha assicurato quanto gli è necessario per vivere giorno per giorno. Invece che dire di chi cerca e non trova a comperare? Di chi trova e non può pagare, perché la paga sua giornaliera non glielo permette? Allora è inevitabile che costoro con le loro famiglie patiscano la fame. Fino a quando le cose potranno durare così? Siamo in Quaresima, che dovrebbe essere tempo di speciale penitenza, ma ora la legge ecclesiastica dell’astinenza e del digiuno è sospesa, perché incombe la legge terribile del castigo di Dio, che attualmente colpisce tutta l’umanità. Rinnoviamo il nostro spirito cristiano, con l’accettazione umile e rassegnata delle sofferenze causate dalla guerra; con preghiere frequenti e devote imploriamo l’abbreviazione di questi tristi giorni e prepariamoci a purificare la coscienza nell’adempimento del precetto pasquale.
La Consacrazione del Nuovo Altare. Il nuovo altare di marmo, dedicato alla Madonna del Suffragio, sarà inaugurato domenica 12 marzo corrente. La consacrazione sarà compiuta dall’Ecc.mo Vescovo Salesiano Mons. Ernesto Coppo, che noi già conosciamo, perché fu già in parrocchia per altre circostanze. La funzione si svolgerà alle ore 9 e sarà seguita dalla S. Messa. L’altare, come fu pubblicato, doveva essere a posto fin dal novembre 1943, ma causa i bombardamenti, che colpirono il laboratorio della Ditta che lo preparava, anch’esso fu pressoché distrutto, di modo che dovette essere rifatto, e questo portò un lungo ritardo e purtroppo anche un aumento di spese. Ma le offerte continuano e siamo sicuri che aumentano ancora. Vorremmo che ogni famiglia della parrocchia, o tanto o poco offrisse in suffragio dei suoi morti, quale espressione di memore affetto verso i propri defunti e d’amore verso la chiesa parrocchiale, che ora si abbellisce di un nuovo altare. Ecco quanto abbiamo raccolto per questo scopo, lire 850.
Un Altare Votivo al Prarosto. Nel giorno della festa della Madonna delle Grazie alla Cappella del Prarosto, celebrata martedì 22 febbraio scorso, è nato il pensiero, espresso dl Vicario, di cambiare l’attuale altare con un altro di marmo, che sia degno della bella Cappella e torni a maggior onore della vergine SS. Il pensiero fu una felice sorpresa che piacque a tutti. Quel pensiero è sbocciato poi in un voto ed è questo: “Se in quest’anno finisce la guerra e se Piossasco sarà protetto dalla Madonna in modo che vi regni la tranquillità e sia preservato d disordini e relative rappresaglie, facciamo Voto solenne di erigere, a perpetua memoria della nostra riconoscenza, il suddetto altare nell’immediato dopoguerra con una festa votiva”. Questo voto è stato formulato e pronunciato in chiesa parrocchiale dal Vicario in presenza dei Parrocchiani, i quali con lui si sono impegnati a pregare fervidamente la Madonna delle Grazie del Prarosto, nella sicura fiducia di poter presto sciogliere il voto fatto. Chiunque di Piossasco leggerà quest’annuncio si unisca spiritualmente a noi, ripeta lo stesso voto in cuor suo, preghi e confidi nella materna assistenza della Madonna delle Grazie.

Aprile 1944

Carissimi parrocchiani. In questo mese, ricorrendo il tempo pasquale, secondo un’antica tradizione cristiana, i sacerdoti di tutte le parrocchie del mondo compiono la Benedizione delle Case. Altissimo e confortante è il significato di questo rito cristiano. Il ministro di Dio, che reca il saluto e l’augurio della pace ad ogni casa e a chi la abita. Oh se tutte le case del mondo si aprissero per ricevere questa benedizione, noi saremo sicuri d’avere tosto la fine della guerra. Purtroppo in tante case le porte resteranno chiuse, rifiutando la pace di Dio per continuare a vivere nell’odio e nella guerra. Qui, sarò io, il vostro Vicario, che volentieri percorrerà le vie della parrocchia, anche se questo mi costerà fatica; passerà da una frazione all’altra, troverò tutte le porte aperte e facce sorridenti, che mi accoglieranno con gioia e con fede. Verrò a voi quale pastore per visitare il gregge che amo, per benedire e portare la pace in ogni famiglia, per invocare un’assistenza tutta speciale in questi difficili momenti da parte dell’Angelo divino destinato a custodire le vostre case.
La nostra chiesa parrocchiale si è abbellita di un nuovo altare di marmo, quello della Madonna del Suffragio. Così in 13 anni abbiamo già inaugurato tre altari di marmo: il primo fu quello della Madonna del Rosario, il secondo quello del S. Cuore di Gesù. Se Dio ci farà la grazia, noi per parte nostra proponiamo di rinnovare presto anche gli altri tre che ancora rimangono, per dare maggior decoro alla nostra chiesa. Il rito della consacrazione fu compiuto, in forma breve, dal Vescovo Salesiano Mons. Ernesto Coppo, domenica 12 marzo scorso. Nel cosiddetto “sepolcretto” scavato nel centro della tavola di marmo che costituisce la mensa, furono incluse le reliquie dei SS. Martiri Teofilo e Costanza. Finito il rito, ebbi la consolazione e l’onore di celebrare sul detto altare la prima messa, che ho applicato per i miei parrocchiani vivi e defunti. Il fatto dell’altare nuovo deve servire anche a ravvivare in tutti noi la devozione verso le Anime del Purgatorio, per le quali tante messe si potranno d’ora innanzi a celebrare a quest’altare, dedicato appunto alla madonna del Suffragio.
Ho una bella notizia che mi affretto a darvi ed è questa: ogni debito del nostro Asilo è stato estinto. Ricorderete che delle spese fatte (circa 110 mila lire) per la nuova costruzione dell’Asilo, rimanevano da pagare circa cinque mila lire. Ora abbiamo la soddisfazione di poter affermare che con la lista delle oblazioni che abbiamo ricevuto: tutto è pagato. Deo Gratis!
Asilo Infantile San Vito.
Oblazione straordinaria. Il sig. Dottor Crescio ha versato nelle mani del presidente la bella somma di lire 2.307,50. Sotto, la sua direzione artistica, la Filodrammatica locale ha date alcune molto riuscite recite teatrali a beneficio delle Opere Pie di Piossasco. Fatta la ripartizione degli incassi, è stata offerta ai due Asili, S. Vito e Gianotti, la stessa oblazione nella cifra anzidetta. L’Amministrazione ha espresso a voce e per iscritto il suo vivo ringraziamento al Dott. Crescio e ai suoi Artisti, lodando cordialmente la loro bella e simpatica iniziativa di venire in aiuto degli Asili, i quali in questi difficili momenti stanno a sbarcare il lunario. Un grazie particolare va espresso anche al sig. G. Griva, perché ha generosamente concorso nella suddetta oblazione. Il nostro Asilo S. Vito, ha pertanto il piacere di annoverare le accennate persone nell’elenco degli egregi Benefattori.
Il Pane dei Poveri. Vi era fra noi un’antica e nobile usanza di distribuire pane ai poveri in occasione della morte di qualche persona. I poveri dovevano trovarsi presenti alla messa per il defunto, onde recare i loro suffragi; dopo la funzione religiosa, si distribuiva il pane. Attualmente questo non è più possibile. Però si può sovvenire i poveri seguendo la via dalla famiglia Giordana in occasione della messa d’anniversario della morte del Papà sig. Giordana Giacomo. La famiglia Giordana ha fatto pervenire all’Associazione Dame di S. Vincenzo la somma di lire 300 e l’Associazione distribuì il denaro alle famiglie povere, che settimanalmente già soccorse, avvisandole di intervenire al funerale che si celebrò il giorno 15 marzo nella nostra parrocchia. Il metodo usato è quanto mai opportuno, perché così la carità è veramente arrivata dove ce n’era bisogno. Segnaliamo il caso che potrebbe servire d’esempio per altre famiglie. L’Associazione Dame di Carità è stata ben contenta di prestare l’opera sua, e in nome dei poveri ringrazia la famiglia Giordana.
Ai Parrocchiani, ai Lettori del Bollettino il Vicario presenta AUGURI di BUONA PASQUA.
La festa di S. Valeriano, si celebrerà alla Cappella omonima il lunedì di Pasqua, 10 corrente mese. La messa cantata avverrà alle ore 9. Accoriamo tutti fiduciosi ai piedi di San Valeriano che fu soldato romano, per raccomandare alla sua protezione i nostri soldati, specialmente quelli che sono lontani o che da qualche tempo non hanno più fatto sapere loro notizie. Rettori della festa sono Giuseppe Lovera e Mario Alberga.

Maggio 1944

Festa di San Giorgio sul Monte. Domenica 14 maggio. Non solo per la nostra parrocchia, ma per tutto il paese di Piossasco, la festa alla cappella di S. Giorgio è sempre una ricorrenza molto aspettata. Nei tempi passati la giornata era desiderata per compiere una magnifica gita, da alcuni anni invece la festa ha l’aspetto di un pio pellegrinaggio, che devotamente facciamo per invocare la protezione di S. Giorgio sui nostri soldati e sul nostro paese. Con questo spirito saliremo anche quest’anno lassù, con la più gran fiducia che San Giorgio da noi invocato, salverà Piossasco e la sua brava gente da ogni pericolo. Dato che la Cappella del Santo ha bisogno di restauri, già iniziati, quest’anno porteremo su qualche po’ di materiale occorrente, e precisamente dei mattoni. Affinché il trasporto possa farsi con maggior concorso di gente, la festa è celebrata domenica 14 corrente mese, con la messa cantata lassù alle ore 10. Alla villa Cadorina, vi saranno mille mattoni, che il Dott. V. Meynardi con squisito pensiero di gentilezza e generosità, offre e mette a disposizione in onore di S. Giorgio. Ogni pellegrino potrà rilevare almeno un mattone e portarlo su alla Cappella. Il viaggio sarà così più faticoso, ma anche più meritorio. Nessuna famiglia di Piossasco resti assente. La partenza è fissata per le ore 8 dalla parrocchia di San Vito.
Rettori per l’anno 1944. Dato che le processioni sono state sospese per causa della guerra, anche il lavoro dei rettori resta più ridotto. Pertanto le mansioni che essi devono sbrigare consistono per quelli della Compagnia del Suffragio, nel raccogliere le offerte per le messe nei giorni delle SS. Quarantore; per quelli del SS. Sacramento e della Madonna, nel raccogliere le offerte in denaro equivalenti al grano e alla meliga, che di solito si passava a questuare di casa in casa, cosa ora impossibile. Mentre porgiamo un vivo ringraziamento ai retori scaduti per l’opera prestata, che sarà certamente ricompensata da Dio, pubblichiamo il nome dei rettori per il corrente anno.
Compagnia del SS. Sacramento. Giovanni Zoppetto di Vito e Giovanni Andruetto di Battista.
Compagnia della Madonna del Rosario. Giuseppe Girardi e Anselmo Bergoglio.
Compagnia del Suffragio. Giovanni Frigeris e Virginio Scarafia.


Giugno 1944

Come fu la Festa di S. Giorgio. Domenica 14 maggio, siamo saliti alla cappella sul monte S. Giorgio, portando tutti almeno un mattone per i futuri restauri. La diffusione di voci inconsistenti, incontrollate e alquanto allarmistiche, hanno fatto sì che molti, che già avevano deciso la venuta, se ne restarono a casa. La conseguenza fu una metà dei mattoni messi a disposizione del Dott. Meynardi, è rimasta dov’era, cioè alla Cadorina. Pazienza, speriamo però di ripetere un altro pellegrinaggio anche più numeroso, nel quale porteremo su anche altro materiale. Sull’esempio del Dott. Meynardi, che ha dato i mattoni, c’è altra persona che già ha fatto sapere che regala parecchi metri cubi di sabbia, ed è il sig. Giuseppe Martinatto di Giovanni, che fin d’ora ringraziamo di cuore. L’idea dei restauri piace a tutti, perché tutti ne vedono la necessità, perché in tutti è viva la devozione a S. Giorgio, protettore del paese, sul quale pare dall’alto stendere le sue braccia. Alle ore 10 ebbe inizio la messa cantata, durante la quale il Vicario disse brevi parole intonate ai momenti; parole che trovarono eco in tutti i cuori, ha detto dell’assistenza di S. Giorgio sui nostri soldati, da alcuni anni i Rettori della festa sono militari che sempre furono protetti e salvati dal Santo. Ha parlato dei restauri che sono urgenti, perché la cappella non rovini completamente; la quale se sarà ritornata alla bellezza antica, formerà attraente mèta di pellegrinaggi e di gite sul monte, dal quale si gode un meraviglioso panorama, che si estende dalle Alpi e Prealpi a quasi tutto il Piemonte. La buona disposizione di tutti per i restauri e la devozione verso S. Giorgio, si possono arguire anche dal fatto che sono state raccolte nel solo giorno della festa lire 1.250. Alle quali facciamo qui, seguire altre offerte già ricevute all’Ufficio parrocchiale e che ammontano a 960 lire, ringraziamo questi oblatori, che hanno così aperta la lista delle offerte.
E’ proibito alle Donne, entrare in chiesa o accostarsi ai SS. Sacramenti, senza avere le calze lunghe e senza essere vestite secondo le regole della modestia cristiana. In questi dolorosi frangenti di guerra, le donne dovrebbero essere disposte a vestire di gramaglie e di sacco per placare la Divina Giustizia e affrettare la pace, e non dare segni, come purtroppo molte fanno, di leggerezza, di poca aderenza alla realtà dei momenti, di poco rispetto ai luoghi sacri e d’intolleranza delle disposizioni delle Autorità Ecclesiastiche. “L’immoralità delle donne è indizio di decadenza dei popoli”. – Questo detto ha la sua prova nei fatti a cui dolosamente assistiamo. – Donne cristiane, dimostrate anche nel vestito che avete vera fede cristiana.

Luglio e Agosto 1944

Una Parola speciale per gli Operai. Questa volta intendo parlare agli Operai. La nostra parrocchia nella sua massima parte è composta d’agricoltore o proprietari o affittatoli. Non manca però una buona percentuale d’operai che ogni mattina lascia la casa e il paese per recarsi in città, non senza rilevante disagio, per guadagnarsi il pane. In questi momenti tristi, sono appunto gli Operai, che si trovano in maggiori difficoltà di vita, che ha un particolare bisogno di conforto, d’aiuto e di sentire quelle parole di verità e di giustizia, che solo la religione sa dire. I nostri operai lavorano sovente in ambienti, ove sono esposti alla nefanda propaganda antireligiosa, potrebbero lasciarsi impressionare da false teorie, le quali cercano di illudere il lavoratore per farne strumento di rivoluzione.
Cari Operai, è giusto che voi siate assillati dai problemi inerenti al lavoro e vi preoccupiate di un avvenire che desiderate migliore del passato del presente. Parlate tra voi e tanto spesso vi sentite parlare da altri dei Diritti dell’Operaio: fate attenzione per non essere ingannati. I vostri giusti diritti vengono dal Vangelo, che fu predicato dal Divino Operaio, quale fu Gesù Cristo; solo quando il Vangelo sarà da tutti predicato, gli operai staranno bene. Voi lo sentite che non basta la paga per farvi felici e contenti, perché l’uomo non vive di solo pane. Voi, oltre al salario giusto, avete diritto di essere trattati con dignità, da uomini, non come bestie o macchine; avete ad un lavoro proporzionato all’età, alle forse, al sesso; avete diritto al riposo festivo; se avete una famiglia (e ogni operaio aspira a formarsi una famiglia che sia il suo nido d’amore) avete diritto di guadagnare quanto fa bisogno per mantenerla e per educarla convenientemente; avete diritto di potervi acquistare una casetta, un orto, un campo; avete diritto di essere aiutati e difesi dallo stato e non schiacciati dalla massa o assorbiti come tante ruote nell’ingranaggio del capitalismo totale. Belle cose, direte, cari operai, ma come faremo ad ottenerle? Non si devono certo ottenere con la rivoluzione, perché ciò che si ottiene con la violenza non può durare. Si otterranno con la evoluzione, in altre parole a poco a poco, come bene insegnò l’attuale Pontefice, parlando a 25 mila operai, radunati in Vaticano: credete che l’influenza e gli insegnamenti del Papa a vostro favore, verranno molto più che non i discorsi violenti dei falsi profeti, che specialmente in questi momenti cercheranno di sfruttare il vostro malcontento e la vostra esasperazione cagionata dalla guerra, per farsi uno sgabello e salire al comando, lasciando che l’operaio tiri sempre la carretta. Guardate in Russia cosa è avvenuto, nel posto più alto ci sta il così detto Zar rosso con la sua corte di sommi gerarchi, più sotto ci sta l’esercito dei poliziotti con poteri assoluti; più sotto la casta degli impiegati e funzionari, dei commissari e propagandisti; e all’infimo grado la massa sterminata degli operai e lavoratori. Naturalmente gli stipendi, gli alloggi e i privilegi sono in proporzione. Si tratta di una vera dittatura non del proletariato, ma sul proletariato. Cari Operai, solo la religione cristiana può risolvere i problemi sociali con vero vantaggio dell’operaio, perché essa, che tutti affratella nel comune Padre che è Dio, essa non comanda solo la giustizia, ma anche la carità, che sono le due virtù che non devono mai essere disgiunte, se si vuole che nel mondo regni la pace, l’ordine e il benessere. Nell’ordine nuovo che tutti ci auguriamo nasca dopo questa rovinosa guerra, ci sarà un vero miglioramento delle condizioni dell’Operaio, se si terrà conto dell’insegnamento preciso, fatto dal Papa nei Suoi meravigliosi radio messaggi. Sono in progetto riunioni parrocchiali di soli uomini per lo studio e la discussione dei problemi sociali; ne riceverete presto l’avviso e l’invito; procurate di non mancare, perché in questi momenti si deve anzitutto avere idee ben chiare, per sapere dove si vuole arrivare e come si può arrivare. Ascoltate come sempre il vostro Vicario.
Oblazione straordinaria. Il Vicario, con l’incarico di presidente, ha annunziato al pubblico durante il saggio dei bimbi, la straordinaria oblazione di lire dieci mila, ricevuta entro il mese di giugno passato a favore dell’Asilo. La benefica e generosa persona è il sig. Carlo Brocchi, residente a Piossasco, nell’ambito di questa parrocchia. L’annunzio è stato accolto con fragorosi applausi, ai quali il Vicario aggiunse fervidi ringraziamenti all’indirizzo del sig. Brocchi, il cui atto munifico merita di essere additato com’esempio a tutti. Anche questa è una chiara dimostrazione che l’attività di questa Istituzione è notata e apprezzata largamente e in alto, da ogni ceto di persone, le quali benevolmente danno aiuti, perché l’Opera si sviluppi sempre più e sempre meglio secondo i programmi educativi delle Scuole materne. L’oblazione straordinaria è giunta opportuna, perché sarà d’incoraggiamento all’Amministrazione, la quale sta preparando progetti di miglioramenti e ampliamenti dei locali. Al sig. Brocchi si rinnovano da queste colonne o più sinceri ringraziamenti. Altre offerte ricevute per un ammontare di lire 1.740.

Settembre 1944

L’Associazione Dame di Carità di S. Vincenzo. Si è compiuto nel mese di luglio scorso un anno dalla fondazione di questa benefica Associazione, che si occupa dei poveri della parrocchia. L’anniversario è stato ricordato con una funzione religiosa e con un’assemblea. La funzione religiosa avvenne proprio il giorno di San Vincenzo, mercoledì 19 luglio. Alle ore 8,30 nella chiesa parrocchiale con le Dame di Carità intervenivano le famiglie bisognose che vengono sussidiate dall’Associazione. Celebrava la messa il sig. Vicario, che in breve discorso di circostanza parlò della carità di S. Vincenzo, alla quale s’ispira l’opera delle nostre Dame, e invitò i beneficati a rivolgere preghiere riconoscenti a Dio per tutti coloro che forniscono fondi all’Associazione nostra di San Vincenzo. Dopo la funzione, nel salone parrocchiale, a tutte le famiglie venne consegnata una busta di danaro, a chi n’aveva bisogno, furono distribuiti zoccoletti adatti per la stagione estiva. Martedì 15 agosto, fu tenuta l’Assemblea generale delle signore iscritte all’Associazione o che finora servite dell’Associazione per fare della carità nella nostra parrocchia. Fu fatto un resoconto morale e finanziario del 1° anno di vita dell’Associazione. Quanto lavoro, quanta carità! Le Dame visitatrici ogni settimana hanno visitato oltre 30 famiglie, recando loro pane, medicine, effetti di vestiario, distribuendo denaro per soccorsi vari, pacchi Natalizi e Pasquali, raggiungendo la cifra complessiva di oltre 32 mila lire di spese. L’Associazione si è occupata anche di bambini che ha fatto ritirare in appositi Istituti, preparando corredi e pagando rette mensili. Le Dame ebbero la felice idea di preparare anche una Maternità presso il locale Ospedale. Se in mille modi si svolge l’attività dell’Associazione per far arrivare soccorsi ai bisognosi, bisogna affermare che anche tante e straordinarie sono state le iniziative intraprese per rifornire la cassa. Il maggior merito va attribuito evidentemente alla Presidente sig.ra Boneschi Vittoria, tanto ben coadiuvata dalle volenterose Signore che compongono il consiglio Direttivo.
La Cappella di San Valeriano. La storia, che sta scrivendo le dolorose pagine di questa terribile guerra, avrà qualche grave episodio da registrare anche su Piossasco. I Piossaschesi per proprio conto ne hanno impresso il ricordo in modo incancellabile. La Cappella di S. Valeriano, centro d’ardente devozione dei fedeli delle due Parrocchie, segno di speranza dei nostri soldati di tutte le guerre, opera pregevole per antichità, come l’aveva dichiarata un Ministro d’Italia, ora non è più che un cumulo di rovine. Ci siamo già portati più volte sul posto col cuore in pianto. Caduto il tetto e il soffitto; rimane in piedi il solo muro a nord, spezzati e diroccati gli altri; là fra le travi e gli assi pendenti sulle rovine, eguali a quelle di un terremoto, è rimasto pressoché intatto il quadro di San Valeriano. Guardando il glorioso Martire, ora tormentato e ferito in effige, ci parve sentire la sua voce che dicesse: “Mi sono offerto vittima per voi, per salvare le vostre famiglie e le vostre case”. “Ebbene, abbiamo risposto, la popolazione riconoscente ti farà risorgere una Cappella più bella e più pregevole. Tu degnati continuare la tua protezione sul paese, sui devoti vicini e lontani”. Il quadro è stato ricuperato e portato nella chiesa parrocchiale, donde un giorno, speriamo non tanto lontano, ripartirà trionfalmente per ritornare lassù sulla sua aspra balza, e ripetere al mondo, perché sia registrato ancora una volta nella storia: “Dio non muore”. Sono già arrivate offerte per la futura Cappella, segnaleremo nelle prossime volte.
Salviamo la Pineta. La pineta, che riveste ormai tutta la montagna di San Giorgio, era guardata finora come un tesoro da parte del paese, ed i Piossaschesi avevano imparato a rispettarla. Oltre che una bellezza per il monte così ben rinverdito, era un evidente vantaggio per la purificazione dell’aria, resa più salubre e profumata. Ma ora che succede? Ai deprecati fuochi distruttori si accompagnano troppo frequenti e gravi asportazioni di piante da parte della gente, che ha circa bisogno di legna e che crede di potersi servire a suo agio dei pini della pineta, che atterra benché verdi e prosperosi. – E che male c’è? - dicono gli approfittatori, poiché non c’è nessuno che protesta, nessuna guardia comunale o forestale compare mai ad impedire quello che si sta compiendo; così a poco a poco si fanno dei vuoti, si allargano quelli già esistenti, e la pineta è rovinata. Alle famiglie bisognose affermiamo che si accontentino dei pini secchi, alle altre (poiché vi sono persone che abbattono pini non per bruciare per proprio conto, ma per vendere o trasportare altrove) ripetiamo che la distribuzione che fanno, non è lecita né di fronte alla coscienza né di fronte al paese. Vogliamo intanto sperare che le Autorità locali, non resteranno più completamente assenti, chè diversamente darebbero l’impressione che la pineta non interessa più il Comune e che chiunque (sfollati e non sfollati) può continuare nella rovina e distribuzione della medesima. Per amore del paese, salviamo la pineta!!

Ottobre 1944

Nuova balaustra in chiesa. La Cappella dell’Immacolata, in fondo alla navata sinistra di nostra Chiesa parrocchiale era la cappella gentilizia dei Conti Piossasco di None. Ma da quando i sigg. Martina, eredi dei Conti, rinunciarono ad ogni diritto di patronato, la cappella come tutte le altre parti della chiesa, passò alle cure del Vicario, il quale pensò subito a migliorarne le condizioni. Ed ecco che una domenica dell’agosto scorso, i parrocchiani ebbero la lieta sorpresa di ammirare una candida balaustra di marmo con due gradini pure di marmo bianco e una finestra nuova aperta per dare più luce alla Cappella tanto scura. Il nuovo lavoro, intonato al candore della Immacolata, abbellisce quando mai la Cappella, mentre ha pure lo scopo di favorire la devozione alla Madonna Immacolata. Qualcuno ha chiesto quanto sia costato e se si può concorrere alla spesa. Rispondiamo che il lavoro è costato cinque mila lire e che si accettano libere offerte.
Salvi per miracolo. Nel pomeriggio del 21 agosto scorso, quattro velivoli nemici, dopo aver volteggiato nel cielo di Piossasco, sganciavano due bombe ciascuno e quindi scendevano a mitragliare una colonna militare che transitava sulla strada provinciale. Il Vicario tosto si portava sul luogo, passando alla frazione Cappella, ove incontrava i borghigiani, i quali ancora sconvolti in viso e trepidanti ritornavano alle proprie case, mentre raccontavano il pericolo scorso, perché essi trovavano nei campi r nei prati a lavorare o al pascolo, nei pressi della strada, ripetevano con sincerità: “Siamo salvi per miracolo!”. Quindi il Vicario si recava alla frazione Milone, ove erano cadute le bombe; anche là si vide venire incontro facce bianche e spaventate e si sentì ripetere: “Siamo salvi per miracolo!”. Le bombe erano cadute vicinissime alle case, tanto che umanamente parlando queste sarebbero dovuto cadere; invece non ebbero che qualche tegola rotta. Il più grave pericolo corse Elia Bonetto Caterina, che nel momento del bombardamento si trovava nel cortile antistante la casa (la più vicina al luogo del disastro). Si strinse fortemente al cuore i suoi tre piccoli bimbi, raccomandandosi a Dio, mentre terriccio, pietre, tegole le cadevano tutt’attorno, essa rimase miracolosamente illesa. Un altro caso sorprendente fu quello di Giuseppe Martinatto di Giovanni, il quale arrivava a Milone proprio nel momento in cui venivano sganciatele bombe. Si trovava vicino al suo cavallo che conduceva il carro; ma ad un dato punto fu proiettato giù dalla scarpata della strada, e non vide e non sentì più nulla, finché svegliatosi come da un sonno, cercò il cavallo che illeso si era fermato davanti ad un’enorme buca fatta da una bomba caduta sulla strada. Sia alla Cappella come a Milone nessun ferito tra la nostra popolazione. Come si è visto qui la potente protezione della Madonna che ha difeso tutti. Ringraziamo e continuiamo a pregare con fiducia.
Salviamo al Pineta. Qualcuno si è mostrato offeso per l’articolo, che abbiamo pubblicato su quest’argomento. Sappiamo che qualche volta la verità offende; eppure quando è ora la verità bisogna dirla, noi l’abbiamo detta. Siamo contenti che l’Autorità Municipale abbia percorso provvedimenti, che si desiderano già molto prima, a tutela della pineta, la quale non è solo una ricchezza per il Comune, ma è soprattutto una bellezza per il paese. Ora c’è da sperare che ci sia la necessaria vigilanza da parte degli incaricati, affinché i provvedimenti non restino lettura morta. Abbiamo letto sui giornali, che in qualche località i militi della G.N.R. hanno arrestato alcuni disboscatori arbitrari, che asportavano legna da terreni appartenenti ad enti pubblici. Questo non capiterà qui, perché i Piossaschesi sono osservanti delle disposizioni delle Autorità. Per altra parte può darsi che il Municipio disponga che una certa quantità di legna sia distribuita ai poveri per il prossimo inverno. La guerra si prolunga e i disagi accrescono, perciò l’Ente Comunale d’Assistenza non mancherà di svolgere una sempre più larga azione di beneficenza, per la quale sarà non sostituito, ma coadiuvato dalle Associazioni Vincenziane parrocchiali. Questa è l’ora della carità e della beneficenza.

Novembre 1944

Carissimi Parrocchiani, il nostro voto fatto e le molte e insistenti preghiere che si fanno nella nostra parrocchia, hanno finora ottenuto un’evidente protezione della Madonna delle Grazie sopra Piossasco. Ma con il protrarsi e l’avvicinarsi della guerra, nuovi e forse più gravi pericoli si affacciano. Occorre ravvivare la nostra fede, occorre intensificare le nostre preghiere, bisogna stringersi più ancora sotto il presidio della Vergine SS. Pertanto lancio un altro appello per una Giornata di Preghiere nel piccolo Santuarietto del Prarosto; appello che sarà certamente raccolto dai vostri cuori trepidanti; di modo che col vostro pronto intervento, dimostrerete alla Madonna la vostra pietà filiale, la vostra sicura speranza nella Sua protezione. La Giornata scelta e fissata è lunedì 6 novembre. Alle ore 8 vi sarà messa cantata e preghiere speciali; alla sera alle ore 16 vi sarà il rosario, canto delle Litanie della Madonna e preghiere speciali. La Vergine SS. delle Grazie voglia esaudire le nostre fervorose suppliche, voglia sentire compassione delle nostre miserie, voglia stendere sulla nostra parrocchia, sul paese la Sua potente mano protettrice e salvarci. La nostra riconoscenza sarà imperitura e avrà solenni manifestazioni, che daranno a Lei onore e renderanno sempre più decorosa e bella la Cappella del Prarosto. Divenuta ormai un centro efficace di viva devozione alla Madonna.
Per la nuova Cappella di San Valeriano. Nella lettera inviata al Comando Germanico per chiedere un contributo per la riedificazione della Cappella cannoneggiata e distrutta, affermavo che “San Valeriano è molto onorato e pregato dai Piossaschiesi, i quali sollecitano il momento in cui, rifatta la Cappella, il glorioso Santo riprenderà la sua protezione su questa gente laboriosa e tranquilla”. Non ho mentito. Di fatti dalla più piccola frazione al centro del paese, dalla più povera casa al palazzo comunale, è un continuo interessarsi sul quando risorgerà la Cappella di San Valeriano, è un promettere aiuti e concorsi perché risorga più bella di prima. Ebbene posso rispondere a tutti che ho già affidato ad un architetto l’incarico di preparare un progetto della nuova Cappella. Egli è già stato sul luogo a prendere le necessarie misure, per fare alcuni rilievi preliminari e sta lavorando per darci presto un disegno; attendo con impazienza il momento di dare il “via” ai primi lavori di sgombero delle macerie e di preparazione. Intanto sto pensando alla costituzione di un comitato di persone, delle due parrocchie, le quali mi possano aiutare nella risoluzione di difficoltà e problemi che si dovessero incontrare e per collaborare con me alla raccolta delle offerte, affinché al più presto possibile riappaia sul roccioso brich la Cappella di San Valeriano, quale monumento storico e glorioso. Inizio la pubblicazione delle offerte già ricevute, porgendo vivi ringraziamenti a tutti. Ma un grazie speciale rivolgo alla famiglia dell’Ing. Ferrero, la quale coadiuvata dalla famiglia del Dott. Cresio, il 1° ottobre scorso, ha organizzato nella propria villa un trattenimento o riunione a favore della ricostruenda Cappella di S. Valeriano. Gli intervenuti recarono le loro generose e spontanee oblazioni, che raggiunsero la bella cifra di 3.755 lire. Diamo calorosi applausi a questo fatto, il quale va segnato anche perché dimostra quanto sia forte la corrente di devozione e di simpatia, esistente nella parrocchia di S. Francesco, verso S. Valeriano. Lascio al nostro Santo l’incombenza di ricompensare degnamente i suoi devoti con le più desiderabili grazie. A tutti prometto l’appoggio delle mie preghiere.
I° elenco offerte pro S. Valeriano. Raccolte tra la popolazione e tra le persone intervenute al trattenimento in casa Ferrero, per un totale di lire 5.985.

Dicembre 1944

Ai Parrocchiani ed ai Lettori del Bollettino, il Vicario augura Buon Natale!
Per la ricostruenda Cappella di San Valeriano. Dal Commissario Prefettizio di Piossasco abbiamo ricevuto in data 4 novembre la seguente lettera: “Dal bollettino mensile della vostra parrocchia ho appreso la bell’iniziativa per la ricostruzione della Cappella di San Valeriano. Mi associo alla vostra attività in tal campo ben lieto di collaborare a quest’ottima iniziativa”. Questa lettera del Capo del Comune ci ha fatto molto piacere, perché la collaborazione da parte del Municipio ha per noi una grande importanza. Quindi, il nome del sig. Commissario Prefettizio figurerà in prima linea nel Comitato d’onore che si sta preparando e che sarà pubblicato nel prossimo numero del bollettino. Ci consola vedere che ben si comprende come questa ricostruzione sia reclamata all’unanimità dalla popolazione di Piossasco e si promette di volervi contribuire. Quest’unione d’intenti da parte delle Autorità e del popolo, c’incoraggia ad iniziare quest’opera che nei momenti attuali presenta non indifferenti difficoltà. In questo mese di dicembre, sarà compiuto il lavoro di rimozione delle macerie e le demolizione dei tronchi di muri della rovinata Cappella per preparare il tracciato e le fondamenta della nuova costruzione. Perciò sarà necessaria l’opera di volenterose persone, che certamente si presenteranno. A questo proposito cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente alcune persone che già si sono prestate con lodevole prontezza per il ricupero dei travi, assi e legname, che tutto con non lieve fatica fu trasportato giù alla Cadorina, dove il sig. Colombaro Battista col carro condusse gratuitamente in parrocchia. Queste persone, salvo omissioni, sono: Aldo Bruno, Aleardo Lanza, Albino Colombaro, Bruno Bertolin, Maria Martinatto, Domenica Rolando, Santina Mia. Ne invochiamo la ricompensa da S. Valeriano, e siamo sicuri che il loro esempio sarà imitato per l’avvenire da molti altri.
Ecco intanto altre offerte per un totale di lire 3.060, che vanno ad aggiungersi alle altre.
Alla Cappella del Prarosto. Come fu pubblicato, il 6 novembre avvenne una Giornata di preghiere alla Cappella della Madonna delle Grazie al Prarosto. L’intervento della popolazione delle due parrocchie è stato imponente tanto il mattino alla messa, quanto il pomeriggio per il rosario e il canto delle litanie. Per due volte il Vicario ha recitato pubblicamente la preghiera votiva, compilata appositamente, per invocare dalla Madonna SS. sulla nostra parrocchia e sul paese la di Lei protezione in questi dolorosi frangenti. La giornata si è chiusa con la benedizione ed il bacio della reliquia della Vergine SS., lasciando nei cuori di tutti una rinnovata speranza di salvezza.
Nell’Azione Cattolica Parrocchiale.
Gruppo Donne. Nell’iniziare il nuovo anno sociale 1944-45, il Vicario ha voluto rinnovare il Consiglio Direttivo, che nell’assemblea mensile di novembre ha presentato al Gruppo così formato: Lucia Gontero presidente, Giovanna Mola vicepresidente, Luigina Mola Elia segretaria, Modesta Caro, Cesarina Andruetto, Lucia Gardois, Rosa Spesso, Francesca Lanza, Virginia Buttigliengo, Albina Brero Elia, Lidia Frigeris e Domenica Rolando consigliere e delegate. Il Vicario ha ringraziato le Consigliere che lasciavano la carica per l’opera prestata, di cui avranno degna ricompensa da Dio; quindi è passato alla spiegazione della 1a lezione del testo di studio per il nuovo anno sociale. Si sono intanto aperti i tesseramenti, che procedono regolarmente.
Unione Uomini. Si è riformato il Consiglio di Presidenza con elementi in prevalenza giovani, segno di rinnovata volontà d’azione. Ecco i nomi: Michele Elia presidente, Mario Bianco vicepresidente, Mario Paviolo segretario, Giovanni Andruetto, Mario Brero, Livio Lanza, Angelo Mola e Virgilio Mola consiglieri. Nell’adunanza di novembre si è dato uno sguardo al passato, al lavoro compiuto e non compiuto, e uno sguardo al futuro, esaminando per sommi capi il vasto programma da svolgere nel nuovo anno sociale. L’Azione Cattolica non è un partito, ma un’associazione di laici che vogliono lavorare per cristianizzare coscienze, famiglie e società, mai ce ne fu bisogno come ai tempi nostri. Il nuovo Consiglio sta studiando come meglio attuare i punti del programma della nostra parrocchia; e intanto si sta svolgendo il tesseramento, il quale no0n deve subire regressi dagli altri anni, nonostante che la quota sia stata aumentata.
Pagare le decime… Al Comune, alla Provincia, allo Stato si paga puntualmente nei giorni fissi, presso l’esattore e presso altri uffici. E alla Chiesa? Madre benigna e rispettosa della libertà, la Chiesa non impone tasse o imposte annuali; lascia che i suoi figli facciano spontaneamente e secondo le proprie forze. In realtà tutti i cristiani devono sentire questo dovere di sovvenire alle necessità della chiesa con elemosine ed offerte. Diciamo tutti i cristiani, perché tutti godono dei benefici spirituali che la chiesa amministra e distribuisce. Per questo motivo nella nostra Parrocchia vi fu sempre l’usanza di fare la questua del grano e della meliga; ma da alcuni anni questa essendo impossibile, si raccolgono equivalenti offerte in denaro. Però va giustamente notato che anche chi non coltiva né grano né meliga, non è esente dal fare la sua offerta annuale per i motivi sopradetti. Queste offerte furono raccolte nei giorni delle Quarantore e raggiunsero la cifra di lire 3.395. chi non avesse ancora fatto il suo dovere, può versare quanto crede all’Ufficio parrocchiale. Come fu annunziato, le offerte sono destinate alla costruzione di un nuovo altare di marmo nella nostra chiesa, in onore di Sant’Antonio abate. A questo scopo abbiamo ricevuto lire 900.

Gennaio 1945

I nostri progetti per il 1945. Ringraziando Iddio siamo arrivati, sebbene stanchi e sofferenti per la causa della guerra, alle soglie del nuovo anno. Spingendo innanzi lo sguardo nella sicura fiducia che questo sarà l’anno della pace, pensiamo come realizzare i nostri progetti. Essi sono molti; qualcuno meno coraggioso potrebbe anche assicurare che sono troppi. Eccoli: in chiesa parrocchiale, resta da ultimare l’altare della Madonna del Suffragio, mancante ancora della decorazione; c’è da rifare in marmo l’altare di Sant’Antonio Abate; c’è il battistero che aspetta una restaurazione, che lo porti al decoro che giustamente gli spetta. Fuori della chiesa parrocchiale, c’è la cappella di San Giorgio che attende la continuazione dei lavori di restauro; c’è un altare votivo di marmo da preparare nella cappella del Prarosto; e soprattutto c’è la Cappella di San Valeriano da rifare dalle fondamenta. Compiremo tutte queste opere nel 1945? Non n’abbiamo la presunzione; ma certamente alcuni lavori li finiremo, altri li spingeremo avanti il più possibile, specialmente se la pace arriverà presto. Tutto dipenderà da molti fattori; ma evidentemente molto si potrà fare se non mancherà tra noi né la fiducia né l’unione. Per tutte queste opere sono già state iniziate sottoscrizioni, e mese per mese pubblicheremo su questo bollettino le offerte. Questo caro bollettino, che in questi momenti costa un occhio. Dieci mila lire annuali non bastano più a pagarlo. Eravamo indecisi se lasciarlo morire; ma poi abbiamo pensato che esso è un filo prezioso che lega spiritualmente parroco e parrocchiani, chi scrive e chi legge, ed è un valido aiuto per la propaganda a favore delle nostre opere; quindi lo conserviamo in vita… a qualunque costo. Voi, Parrocchiani e lettori, leggetelo dalla prima parola all’ultima, trattandolo come un affettuoso amico, che v’indica il bene e vi stimola a farlo, per la gloria di Dio e anche per l’onore della parrocchia e del paese. Esso vi porta intanto un fervido augurio di BUON ANNO.
Il Nostro Asilo San Vito. Fra tanto fervore d’opere che si nota nella nostra parrocchia, fa piacere vedere che il nostro Asilo non è perduto d’occhio, ma è ricordato in tanti modi. Registriamo con speciale compiacenza quello che avvenne nel pomeriggio di domenica 19 novembre scorso. Il salone era gremito fino all’inverosimile da un pubblico straordinario per assistere ad una fantastica operetta: Pinocchio. L’esito della rappresentazione è stato brillante, la serata ha piaciuto molto e l’incasso è stato pure in proporzione: cinque mila lire sono state consegnate alla cassa dell’Asilo; cifra mai raggiunta. A chi il merito? A chi il plauso? Alla signora Giuseppina Preti, che con gentile pensiero ha indicato lo spettacolo pro Asilo, e che con meravigliosa attività lo ha preparato e fatto eseguire da un bello stuolo di bimbi e bimbe, i quali dimostrarono buone doti artistiche riscotendo calori applausi. La sig.ra Preti fu coadiuvata egregiamente dalla cognata signora Antonietta Giordani, che sedeva al pianoforte. Pertanto l’Amministrazione dell’Asilo riconoscente ringrazia sentitamente non solo le due Signore, ma anche le loro famiglie Preti e Giordani, per i gravi disturbi che generosamente si assunsero e per l’opera benefica a pro di quest’Ente. Altri hanno ricordato il nostro Asilo con le loro offerte che pubblichiamo di lire 3210. A tutti i nostri benefattori siamo lieti di poter assicurare che l’Asilo per grazia di Dio, per l’oculatezza dell’Amministrazione e per la diligenza delle Rev. me Suore, funziona molto bene, ed è frequentato da oltre 30 bambini, i quali ogni giorno pregano per chi li benefica.
Una Guarigione Miracolosa? Un caso di guarigione inaspettata ha fatto parlare molto di sé nella nostra parrocchia. E’ il caso della bimba Marchisio Giuseppina di Luigi e di Jolanda Beltramino, di 20 mesi. Il suo male datava dal marzo 1943. Curata dal dott. Silvani di Piossasco, fu riconosciuta affetta da meningo - encefalite con paralisi infantile ed intossicazione intestinale. Un complesso di malanni, per cui fu richiesto l’intervento del Prof. Mussa, specialista per le malattie dei bambini. Egli giudicò il caso gravissimo, e volle che la bimba fosse portata all’Ospedale di Giaveno, ove egli l’avrebbe assunta in osservazione. Il 10 aprile la Giuseppina era là ricoverata; ma il male aveva fatto tali progressi, che la bambina sembrava agli estremi. La mamma, perché la figliola non morisse fuori casa e perché il papà la potesse ancora vedere, decise di riportarla d’urgenza a Piossasco in macchina. Prima che partisse, una professoressa dell’Ospedale, temendo fortemente che la piccola non avrebbe sostenuto il viaggio, le fece un’iniezione rinforzante perché non morisse per istrada. La Giuseppina giunse viva a casa. La mamma, donna di gran fede religiosa, che già aveva votata la figliola al S. Cuore di Gesù, si rivolse con straordinaria confidenza al Ven.le don Balbiano di Volvera (morto in concetto di santità e del quale si fa causa di beatificazione). Si corse a voliera, si ebbe una preziosa reliquia di Don Balbiano che fu posta sotto il guanciale della bimba, e s’iniziarono preghiere nella fiducia di ottenere anche un miracolo. La Giuseppina immediatamente diede segni di miglioramento. Il Dott. Prof. Mussa, informato, fu stupito che la bambina ancora vivesse, venne a visitarla, meravigliato di questo fatto sorprendente, che egli non sapeva umanamente spiegare. Dopo 38 giorni, durante i quali la Giuseppina non aveva più parlato, il 26 maggio, improvvisamente esclamò forte: Papa! e d’allora ricominciò a parlare e riprese tutte le sue facoltà, ritornando allo stato normale, essendo scomparsa ogni traccia del male o meglio delle diverse malattie che per tanto tempo l’avevano tormentata. Si può dirla una risuscitata. Ora la bimba gode perfetta salute, è piena di vivacità e bellezza, come appare anche dalla fotografia che qui pubblichiamo, e forma la gioia dei suoi genitori, che per lei vissero lunghi giorni d’ansia e di trepidazione; per riconoscenza a Dio vogliono adesso che sia pubblicata la grazia ricevuta.
Pro ricostruenda Cappella di S. Valeriano. Ecco il 3° elenco delle offerte pervenute per la nuova Cappella di San Valeriano, che tutti sollecitano e desiderano che sia presto ricostruita. Registriamo lire 2.375. Per mancanza di spazio non c’è possibile questa volta comunicare maggiori informazioni sulla ricostruenda Cappella di S. Valeriano; speriamo di poterne parlare nel prossimo mese.
Pro Bollettino. Ringraziamo i benefattori perché registriamo la somma di lire 7.045, e con questo chiudiamo il bilancio del Bollettino del 1944, avvertendo che il rincaro dei prezzi porta il costo annuale del bollettino a circa 15 lire.

Febbraio 1945

Adunanze e Conferenze straordinarie. Allo scopo di favorire la coltura intellettuale, morale e religiosa dei nostri parrocchiani e per avviarli sempre più ad una pratica razionale e completa della Fede cristiana, sono stati tenuti corsi di conferenze da vario genere e alle diverse sezioni dell’attività parrocchiale.
1°) Alla Gioventù femminile furono tenute tre lezioni sulla Carità (nel mese di dicembre), le quali dettero il loro frutto nel concorso che le Giovani prestarono per i pacchi natalizi alle famiglie bisognose, facendo abbondanti offerte.
2°) Gli Uomini e i Giovani ebbero due Conferenze il 31 dicembre e il 1° gennaio; la prima sulla “Libertà” e fu svolta dal Prof. Cav. Mattana, la seconda sul “Miracolo venduto da un medico”, fu svolta precisamente da un medico, in altre parole dal Prof. Stefano Battistini. I presenti furono numerosissimi, riempiendo il salone in modo insolito.
3°) Alle Donne, radunate nelle sere del sei e del sette gennaio, fu trattato il tema “La Madre e il Fanciullo”. La prima sera parlò la sig.na Salvina Mattana, che nella sua qualità di Maestra, svolse con competenza il suo argomento sulla missione educatrice della Madre.
Purtroppo dobbiamo affermare che questa fu l’ultima conferenza della sig.na Mattana, poiché essa perdeva tragicamente la vita nel pomeriggio del giorno 9 gennaio nel barbaro mitragliamento del treno, avvenuto ad Orbassano. Lo stroncamento, in modo tanto tragico, di questa giovane vita così piena di belle speranze, ha destato nel paese un doloroso rimpianto. In Lei l’Azione Cattolica perde un prezioso elemento, poiché la sig.na Mattana, che era Vicepresidente dell’Associazione giovanile della Crocetta in Torino, svolgeva ampiamente in parrocchia e fuori la sua collaborazione attiva ed entusiasta per tutte le opere di bene per l’evento del regno di Cristo nel mondo. Lascia totalmente soli i suoi amati genitori, dei quali possiamo comprendere il vivo cordoglio; per loro per Lei leviamo speciali preghiere a Dio.
Compagnie Figlie di Maria. “O rinnovarsi o morire” dice un proverbio. Appunto per riprendere nuova vita è stato ricomposto il Consiglio Direttivo della Compagnia, che durava già da parecchi anni. Nell’adunanza generale tenutasi domenica 14 gennaio, in preparazione alla festa di Santa Agnese, ne fu comunicata alle consorelle. Direttrice Maria Gontero, vice direttrice Anna Mola, tesoriera Agnese Elia, segretaria Rina Zoppetto, Maestra delle aspiranti, Giovanna Buttigliengo, Consigliere Michelina Rolando, Rita Fiora, Elda Bertinetto. Nella stessa riunione è stata fatta la proclamazione anche della Priora e Vice priora di quest’anno. Esse sono rispettivamente Caterina Elia di Antonio e Rita Bergoglio. E’ stata data pure una relazione finanziaria, da cui è risultato alla Compagnia un fondo attivo discreto, dal quale furono prelevate lire 500 e offerte per i lavori compiuti alla Cappella dell’Immacolata nella nostra chiesa. Auguriamo al nuovo Consiglio una vita attiva e feconda di molto bene.
Festa della Madonna del Prarosto. Questa festa, che quest’anno cade nel giorno 13 del corrente mese di febbraio, martedì avanti le ceneri, dovrà essere quest’anno celebrata con più slancio e fervore, se non con maggiore solennità, poiché molto abbiamo da ringraziare la madonna per la protezione finora usataci, e molto ancora ci resta a implorare per poter uscire fuori salvi da questo terribile flagello, che pare stia sempre per finire, intanto continua seminando più stragi e rovine. Alle ore nove, vi sarà la Messa cantata alla Cappella; nel pomeriggio alle ore 16 vi sarà ancora alla Cappella, la recita del S. Rosario e della preghiera che è stata pubblicata per rinnovare il vostro Voto alla Madonna delle Grazie. Accorrete numerosi e fidenti. Rettori della festa sono i sigg. Giovanni Fiora e Luigi Boursier.

Marzo 1945

Associazione Dame della Carità. Dalla relazione morale e finanziaria, riguardante l’anno 1944, stralciamo alcune notizie, che servono a darci un’idea dell’attività dell’Associazione e dell’opera veramente complessa e provvidenziale, che le Dame sotto la protezione di S. Vincenzo vanno compiendo nella nostra parrocchia. Le dame Visitatrici, che sono 15, hanno compiuto in un anno ben 1296 visite alle famiglie bisognose, assistendo un totale di 100 poveri, ogni settimana. All’ospedale S. Giacomo è stata aperta una maternità, ove furono degenti due donne felicemente e amorosamente assistite. Ogni settimana è stata tenuta con regolarità l’adunanza delle visitatrici e delle consigliere, nell’annata si ebbero parecchie adunanze generali delle associate contribuenti od onorarie. La casa ha registrato in entrate, costituite da offerte per azioni, da offerte libere, da recite, da questue, da vendite da un attivo artigianato che funziona in casa Boneschi, da buone usanze, la somma di lire 65.083. ha registrato uscite per pane e cibarie diverse, per sussidi, per buste-dono a Pasqua, per pacchi Natalizi, per vestiario, per rette mensili di ragazzi in collegio, un totale di lire 62.534. Queste rilevanti cifre cantano la dolce poesia della carità e parlano della vitalità dell’Associazione, che sotto la direzione intelligente, prudente e attiva della sig.ra Vittoria Boneschi, va spargendo tanto bene materiale e morale nella nostra parrocchia.
Festa della Madonna delle Grazie. I tempi corrono eccezionali e in modo anche eccezionali è stata celebrata quest’anno la festa della Madonna del Prarosto. Dati i pericoli d’incursioni aeree con relativi bombardamenti e mitragliamenti, si è creduto do non fare le funzioni alla Cappella, ove i partecipanti sarebbero dovuto rimanere in massima parte fuori all’aperto, ma di farla invece nella chiesa parrocchiale. Pertanto, la sera della vigilia, il quadro della Madonna delle Grazie fu prelevato dalla Cappella e portato in parrocchia, e il giorno seguente, 13 febbraio, si svolsero le funzioni alla presenza del quadro esposto tra luci e fiori. Il concorso di gente ha superato ogni attesa e ha riempito la Chiesa come nelle grandi solennità. I fedeli delle due Parrocchie hanno fraternizzato in una dimostrazione straordinaria di devozione, con un raccoglimento e una fede tali da impressionare e commuovere. Le parole d’occasione, dette dal Vicario dall’altare, hanno fatto vibrare le anime in un entusiasmo e fiducioso spettacolare amore e di riconoscenza alla Madonna SS. che finora ha visibilmente protetto Piossasco. La generosità degli intervenuti è stata anche eccezionale, di fatti la colletta raccolta nella giornata ha superato le due mila lire. Dati questi fatti, la Madonna del Prarosto avrà certamente il suo altare di marmo, come n’abbiamo fatto voto; ma forse avrà qualcosa di più. Madonna delle Grazie, prega per noi.
Le Nozze di due Fratelli. E’ raro il caso che due fratelli si sposino nello stesso giorno e nella stessa funzione, come avvenne nella nostra parrocchia, il 10 febbraio scorso, in una cornice di gran festosità. I due fratelli erano Eraldo e Pierino Lovera, che sposarono rispettivamente Vitalina Bertinetto e Turinetti Albina. Ricevuti alla porta della chiesa con omaggi di poesie e fiori, occuparono posto in presbitero in banchi appositi, mentre la Chiesa si riempiva di persone come mai si vide per altri sposalizi. Compì il rito e celebrò la messa il Vicario, il quale tenne un paterno discorso, dal quale traspirava la gioia del pastore ne poter rendere onorare e benedire questi Sposi, che sono tra le migliori pecorelle e che a lui per anni hanno prestato collaborazione, come iscritti e come dirigenti nell’Azione cattolica. Erano presenti le bandiere delle due associazioni giovanili con larga rappresentanza. La santa Messa fu dialogata tra il celebrante e i presenti; anche gli sposi seguivano la messa con il loro Messalino. Spettacolo bellissimo, che fu auspicio d’elette benedizioni, che Dio spargerà sul cammino di questi fortunati Sposi, ai quali il più bello e indimenticabile che loro vita.
La Festa di San Valeriano - 2 aprile. La Cappella, cannoneggiata dai tedeschi, è completamente rasa al suolo; come si potrà fare la festa? Ecco la risposta, se persisterà la guerra con i quotidiani pericoli da parte d’aeroplani nemici, la festa si farà nella chiesa parrocchiale, dove si trova già il quadro del Santo. Lo esporremo, come abbiamo fatto per la Madonna delle Grazie e così alla presenza del quadro celebreremo le funzioni, alle 9,30 e alle 16,30. Se invece saranno cessate le ostilità e cessate quindi i pericoli delle incursioni, la festa si farà lassù sul colle, all’aperto, sulle rovine della Cappella, là porteremo il quadro e sull’altare provvisorio sarà celebrata la Santa Messa. Quel giorno della festa dovrà essere come l’espressione di un voto di tutto il paese, il quale vuole assolutamente che la Cappella risorga e più bella di prima. E’ pronto il disegno della nuova Cappella; i lavori di preparazione e di sgombro delle macerie sono già stati fatti; anche le offerte arrivano, s’incalzano, si accrescano e parlano dell’impazienza di tutti, perché presto sia data a S. Valeriano degna riparazione dell’oltraggio subito. Elenchiamo l’elenco delle oblazioni ricevute per la Cappella lire 3.095.

Aprile 1945

Non è uscito il bollettino in questo mese. La causa: per le ristrettezze economiche, che in questo periodo sono molto tiranne.

Maggio 1945

La festa di san Giorgio, si farà o non si farà? Gli ottimisti affermano che ci sarà, perché vi sarà già la pace. Se fosse vero, allora la festa dovrà assumere una solennità veramente straordinaria; e a questo scopo essa è fissata per il giorno 10 corrente, festa dell’Ascensione, giornata che dovrebbe veder tutto Piossasco salire sul monte a ringraziare il Santo protettore. La Messa lassù sarebbe cantata alle ore 10. La Cappella di San Giorgio fu colpita l’estate scorsa da una cannonata tedesca, che perforò il muro presso l’altare dal lato dell’Epistola. Ora sono state contratte le debite riparazioni, e aspettiamo tempi migliori per riprendere i restauri già iniziati. Ecco intanto una lista d’offerte che ammonta a lire 805.
Per il Bollettino Parrocchiale. Nessuno si lamenti se nel mese scorso non si è visto arrivare il Bollettino; l’economia, che in questi momenti è molto tiranna, non ha permesso che uscisse.Speriamo che le condizioni si facciano presto migliori, in modo che esso possa essere stampato regolarmente ogni mese, intanto abbiamo registrato con le offerte lire 1255. Notiamo con piacere che le cifre si sono maggiorate come richiedono i tempi, e così c’è da credere che il Bollettino non resterà più passivo. Molte grazie.
Sciopero sul Campanile. Dal giorno 2 aprile scorso, l’orologio del nostro campanile si è messo in sciopero, non ha più suonato le ore. E’ un vecchio orologio, che effettivamente sarà stanco e avrà bisogno di essere sostituito; ma questo è possibile a pace avvenuta. Rincrescere non sentire più battere le ore, pare che manchi qualche cosa, manca un amico che ci avvertiva del tempo che passa, e che ci richiamava d’ora in ora alle nostre diverse occupazioni. Serviva anche tanto per l’esattezza e puntualità delle funzioni. Ma allora non si può rimediare? No, certamente finché l’ufficio del campanile (pagato dal Municipio) avrà l’illusoria paga di lire 500 (cinquecento) l’anno. Per questo lauto salario c’è da caricare l’orologio due volte il giorno, c’è da suonare il mezzodì, c’è da dare il segnale in caso d’incendio, e tanti altri servizi. Se il nostro Comune tratta così tutti i suoi dipendenti, non sarebbe da stupire se lo sciopero si prolungasse. Per intanto invochiamo per il campanaro di S. Vito una giusta retribuzione, onde si possa trovare chi assuma l’impegno.
La Festa di S. Valeriano, è stata celebrata nella chiesa parrocchiale il giorno 2 aprile con un concorso di popolo come nelle più grandi circostanze. Questo fatto dimostra quanto sia radicata e viva in tutti i Piossaschesi, la devozione verso San Valeriano. L’abbondanza delle offerte raccolte in chiesa e nell’ufficio parrocchiale, è segno del forte desiderio di tutti che la rovinata Cappella risorga presto e più bella di prima. Il progetto, già preparato, della nuova costruzione è stato esposto all’entrata principale della chiesa parrocchiale, pare riuscito di gradimento generale. La Cappella avrà attorno il suo grazioso porticato; avrà la sua abside o coro; avrà un piccolo campanile. Tutte cose che mancavano in quella precedente, la quale se era pregevole per antichità, non lo era per niente per architettura e arte. Quando avranno inizio i lavori della costruzione? Al più presto possibile, intanto stiamo studiando per risolvere alcuni problemi, fra i quali quello di avere lassù l’acqua per la calce. Speravamo anche di aver risolto quello del legname per il tetto della Cappella, ma purtroppo il Municipio di Piossasco ha finora deluso le nostre attese. I tempi cambieranno, cambieranno le situazioni e le persone, di modo che ci sarà da sperare si avere dal Comune quel contributo che la popolazione invoca. Intanto registriamo la somma di lire 6.215, a tutti i più vivi ringraziamenti, significando che siano notificati all’Ufficio parrocchiale gli errori che involontariamente avvenissero.

Giugno 1945

Questa è l’ora della riconoscenza. Quando la radio annunciò che le ostilità in Italia erano cessate abbiamo dato un largo sospiro. Finalmente, dopo cinque anni circa, era spuntata l’aurora della pace. Non più bombardamenti e mitragliamenti, non più rastrellamenti né feroci rappresaglie. Finalmente avremmo potuto dormire tranquilli la notte e uscire sicuri di giorno. Il nostro pensiero si è levato subito a Dio per ringraziarlo dal profondo del cuore. La nostra viva riconoscenza va pure alla Madonna SS. delle Grazie e ai Protettori del paese S. Giorgio e S. Valeriano. Ultimamente abbiamo avuto tra i piedi per oltre un mese i tedeschi, i quali occupate da padroni le più belle ville di Piossasco, ci facevano temere con trepidazione che la guerra passasse di qui con la furia delle sue battaglie. Invece non successe il minimo incidente, e quando sabato 28 aprile lasciarono il paese, fu per noi un gran sollievo. Ultimo e più tangibile segno della protezione celeste si ebbe il giorno seguente, quando, dopo il passaggio delle ultime colonne tedesche provenienti da Pinerolo, furono fatti saldare i ponti minati. In Piossasco crollarono il ponte frusto, il ponte che conduce al cimitero, ma non crolla il più importante, quello nuovo sulla strada provinciale, che resta solo leggermente danneggiato. Piossasco, tanto straordinariamente privilegiato, ha cantato il suo solenne Te Deum, riconoscente è poi salito in pio pellegrinaggio alla Cappella di San Giorgio, ove è stata celebrata la S. Messa alla presenza di migliaia di persone. Non si era mai visto per il passato un tale concorso di gente. Ora il pensiero corre alla Madonna delle Grazie del Prarosto, per sciogliere i voti, fatti. La Cappella dovrebbe riuscire ad avere una migliore sistemazione; diversamente la devozione verso la Madonna resterà sempre inceppata. Non c’è strada d’accesso conveniente, non c’è spazio sufficiente attorno alla Cappella; sicché per non avere danni all’erba del prato contiguo, ci tocca o sospendere feste o trasportarle in epoca non sempre opportuna. Di modo che finora non abbiamo ancora celebrato la festa votiva promessa. Però è già allo studio di un architetto l’altare di marmo da erigere secondo il voto fatto. Speriamo che l’altare si possa inaugurare in settembre, per allora si prevede una festa solenne. Per intanto ciascuno continui a ringraziare Iddio, la Madonna e i Santi per la protezione ricevuta, è questa l’ora della riconoscenza; nell’attesa che ritornino alle proprie case i figli ancora lontani. Allora la gioia delle famiglie sarà completa, e si potranno organizzare altre feste o giornate di ringraziamento. Se non tornassero più tutti? Anche per loro, per tutti i Caduti dedicheranno una giornata d’affettuoso ricordo e di suffragio. Gli Sfollati stanno riprendendo la via di Torino. Essi hanno sentimenti di gratitudine verso Dio per il tempo passato qui in molta tranquillità, in questo paese preservato divinamente da fatti di sangue e di rappresaglie; e prima di partire, con riconoscente pensiero, lasciano la loro offerta al parroco e per i poveri o per le Cappelle da restaurare o per la Madonna del Prarosto. Li accompagni la benedizione di Dio e il nostro ricordo cristiano. In questa atmosfera di vero spirito cristiano, di migliorata fede religiosa, riprendiamo tutti i nostri posti di lavoro e di responsabilità, nella più sincera concordia degli animi per il bene e per l’onore del nostro paese. Il vostro Vicario.
Per onorare San Vito. Ricorre in questo mese la festa del nostro Patrono, che finalmente possiamo celebrare in pace, la festa, che secondo il calendario il giorno 15 corrente, è trasferita la domenica 17, perché la popolazione possa prendervi più parte e la solennità riesca di maggior gloria al Santo, il quale è titolare della Chiesa nostra parrocchiale con S. Modesto e S.ta Crescenza; ma è anche sempre stato ritenuto e onorato quale patrono del luogo. Ecco l’orario delle funzioni:
Qualcuno ha espresso un’idea che condividiamo perfettamente e che abbiamo il piacere di far conoscere alle autorità e ai parrocchiani, ed è questa: se anche a Piossasco, nella vita nuova che si è iniziata, si procederà al cambiamento al nome d’alcune Vie e Piazze, sarebbe opportuno che l’attuale piazza Regina Elena diventasse Piazza San Vito. Sarà questa una giusta aspirazione popolare, che non mancherà di essere rispettata, in omaggio alla sincera democrazia.
Fiori d’Arancio. Le famiglie Mola Giuseppe e di Elia Paolo si sono imparentate per la seconda volta, poiché un altro figlio del sig. Mola ha sposato un’altra figlia del sig. Elia. Nel nuovo albore di pace, le nozze si compirono solennemente e serenamente sabato 12 maggio scorso. Gli sposi Mola Giovanni Francesco ed Elia Agnesina, ricevuti alla porta della chiesa con saluti e auguri poetici di bimbi, presero posto in banco preparato in presbiterio mentre s’iniziava la funzione tra luci e fiori. Il discorso paterno del vicario ricordava le virtù ed i meriti degli Sposi, che furono colonne delle due Associazioni giovanili della parrocchia, le quali erano presenti con le relative bandiere. La sposa con gentile pensiero volle offrire alla chiesa un fine conopeo, che fu posto al tabernacolo per la prima volta proprio nel giorno delle sue nozze. Agli sposi, che furono tanto festeggiati e complimentati, rinnoviamo fervidi auguri di felicità.
La Madonna delle Grazie del Prarosto. “Che la nostra Parrocchia, che il nostro paese siano salvi” così abbiamo pregato per mesi e mesi e la Madonna ci ha esaudito. Alla nostra destra e alla nostra sinistra i paesi piangono distruzioni e morti, opere nefande dei barboni tedeschi. Noi invece siamo stati miracolosamente preservati. Tutti lo sentono e tutti ringraziano la celeste protettrice e inviano o portano offerte, perché si abbellisca il tempietto dedicato alla Madonna delle Grazie del Prarosto. Certo che la Cappella è troppo piccola e insufficiente a soddisfare la pietà dei tanti che intervengono, specialmente a certe funzioni. Non sarebbe possibile un ingrandimento, non sarebbe necessario almeno un pronao, cioè una piccola costruzione aggiunta che abbellisca la facciata e allargasse un po’ la Cappella, dandole più signorilità e ricchezza? Tutte voci che dimostrano la riconoscente e divampante devozione di tutto il paese verso la Madonna delle Grazie. Restiamo in attesa che la Madonna disponga le cose secondo la Sua volontà. Intanto per desiderio dei proprietari del prato attiguo alla Cappella, ricordiamo che la via che da accesso alla cappella è solamente il sentiero lungo la bealera; quindi si raccomanda di non passare attraverso il prato per non recare danni. Iniziamo la lista delle oblazioni per il votivo Altare di marmo. La somma ammonta a lire 7.225.
La Festa di S. Giorgio, ha chiamato tutto il paese sulla cima del monte, il giorno 10 maggio. Mai era stata vista lassù tale fiumana di gente, salita pellegrinando per sciogliere i voti fatti durante la guerra. Abbiamo visto bimbi di pochi anni e anche vecchi di oltre 80 anni, e famiglie intere; ogni sacrificio trovato leggero, tanto era vivo il desiderio di ringraziare S. Giorgio per la prestazione ricevuta. Si calcola che la folla si componesse di qualche migliaia di persone, e questo si può presumere anche dalla colletta raccolta, che raggiunse la cifra di lire 7.450. E’ nei propositi di salire ancora lassù per una giornata di festa, appena siano arrivati a casa i militari che si aspettano. Pubblichiamo elenco offerte raccolte pari a lire 3.430.

Luglio 1945

E si ritorna a ballare… se è vero, che persone si sono intromesse, perché non venisse posto il ballo pubblico sulla piazza di San Vito, nel mese scorso, io le ringrazio per l’opera buona che hanno fatto. E se è vero, che siamo entrati in un clima nuovo di vera democrazia, secondala quale ogni legittima voce del popolo deve essere ascoltata, il ballo sulla piazza di S. Vito non si dovrebbe mai più impiantare, perché così vuole la stragrande maggioranza dei Parrocchiani. I quali sono stati invitati a fare su questo punto un solenne voto alla Madonna per essere protetti nei momenti più difficili, quando nel mese di marzo vennero i tedeschi a piantare le loro tende. Data la ristrettezza sulla piazza, il ballo viene a trovarsi a pochi passi dalla chiesa; inconveniente grave che il buon senso deplora. Ma se si ritorna a ballare? Il fascismo faceva molta propaganda del ballo, e i suoi gerarchi correvano a destra e a sinistra ad inaugurare i balli dei dopolavoro; ma abbiamo visto il bene che esso ha portato all’Italia. Ed ora si vuol forse riprendere gli stessi metodi e gli stessi sistemi, con loro collaborare all’evoluzione morale della gioventù? Numeriamo i grandi vantaggi del ballo; eccoli: al ballo si spende e quanto! (mentre forse la famiglia fa cinghia e soffre). Al ballo nascono litigi e risse; la ballo si prendono bronchiti e polmoniti; al ballo si eccita la sete e si insegna l’ubriachezza; al ballo si dimentica la casa, ove si fa ritorno a tutte le ore della notte; al ballo soprattutto si sveglia la parte animale dell’uomo con tutti i suoi bassi istinti… e dopo tutto questo ci saranno ancora genitori, i quali potranno sostenere che il ballo è la cosa più innocente di questo mondo? Senza aggiungere che ballare in questi momenti, in cui le piaghe della povera Italia sono ancora tanto sanguinanti e lo spauracchio della fame e della disoccupazione incombe sul popolo, è assolutamente cosa d’incoscienti. Pane e lavoro, non divertimenti, chiedono la sana popolazione di Piossasco in questi momenti, in cui sta aspettando che i suoi figli ritornino dalla prigionia, nella trepidazione che qualcuno non ritorni più. Si vuol ballare? Se spetta a chi sta in alto richiamare il popolo si doveri dell’ora, da parete mia io adempirò a quest’ufficio con il massimo rigore. E così facendo so di spiacere a qualcuno, ma so anche di compiere il mio dovere di buon pastore.
Offerte Pro Bollettino. Ringraziamo tutti di vero cuore, nella gioia di poter mandare ogni mese e ad ogni famiglia “Una buona Parola”, ecco le vostre oblazioni che ammontano a lire 2.110.
Pro Altare votivo alla Madonna delle Grazie. Con ritmo incessante continuano le offerte per l’altare di marmo da erigersi nella Cappella del Prarosto. Sono offerte veramente popolari, cioè di tutto il mondo e di tutte le borse. Le cifre più rilevanti delle famiglie più facoltose arriveranno certamente a suo tempo per colmare le spese, che, dati i tempi, saranno molte alte. Ma la devozione alla Madonna delle Grazie è così viva in tutte le famiglie del paese, che non si arresterà davanti a nessun ostacolo, pur di rendere onore alla celeste Benefattrice. Ecco un’altra lista d’offerte che ammonta a lire 12.865.

Agosto 1945

Il nostro Asilo S. Vito. Il giorno 29 giugno scorso avvenne il saggio dei bimbi, con il quale si chiuse l’anno scolastico. Il programma semplice e breve è piaciuto molto; i piccoli artisti si fecero applaudire calorosamente. Accompagnava i canti al pianoforte la maestra sig.na Gonella. In fine parlò il Presidente, ed ha ricordato che il nostro Asilo anche durante la guerra ha sempre funzionato regolarmente, e questo grazie alla saggia previdenza delle Rev.de Suore e alla bontà di tante famiglie che coadiuvavano le Suore per la parte annonaria. Solo quest’anno ci fu una sorpresa, quando nel mese di marzo i tedeschi requisirono i locali dell’Asilo che dovette sfollare. Le Rev. de Suore vennero ospitate nella villa dalla gentilissima Sig.ra Alsona. Ritornarono in sede in principio di maggio, riaprendo subito l’Asilo; e nel breve tempo rimasto, non senza difficoltà e sacrifici, seppero preparare il Saggio. Hanno dunque fornito prova della loro buona volontà, perciò giustamente hanno meritata la riconoscenza delle famiglie. Continua nella popolazione la simpatia unanime verso questa pia Istituzione che, grazie a Dio e ai suoi molti Benefattori, non ha passività da registrare. Nel giorno del Saggio, le offerte raccolte hanno superato le 3.000 lire. L’Amministrazione esprime a tutti il suo vivo ringraziamento.
Il regolamento proibisce ballare. Com’è già stato annunziato dal pulpito, la Compagnia delle Figlie di Maria e l’Associazione della Gioventù femminile, esistente nella nostra Parrocchia, sono state sciolte. Ma immediatamente si sono riaperte le iscrizioni per ricostruirle. Le giovani che desiderano appartenervi devono fra le altre cose conoscere e osservare il regolamento che proibisce di frequentare il ballo. Non si può servire a due patroni, né si può tenere il piede in due staffe. Si sa che le giovani, le quali s’iscrivono all’A. C. e fra le Figlie di Maria, vogliono e s’impegnano di seguir un tenore di vita più religiosa e più perfetta, allo scopo di migliorare la propria vita cristiana. Per altra parte è un fatto costatato che il ballo è spiritualmente e moralmente rovinoso. La giovane che frequenta il ballo, comincia a frequentare meno la chiesa, e invece di salire la strada del bene, comincia a scendere e qualche volta a precipitare per la via del male. Meglio poche donne e buone, che molte inverniciate superficialmente di devozione, le quali per un piatto di lenticchie vendono la dignità di figlie di Maria e rinunciano alla nobiltà dell’apostolato dell’Azione Cattolica. Le iscrizioni si ricevono dal Vicario e dalle sig.ne Gontero Lucia ed Elia Caterina.
Giornata pro Militari. Domenica 19 agosto corrente, dedicheremo la giornata a ricordare i nostri soldati di questa grande guerra, con questo programma: ore 7 Messa con Comunione di tutti i Giovani della nostra parrocchia che furono militari o che avrebbero dovuto esserlo e furono partigiani. In modo speciale sono inviati i reduci dalla Germania o da altri fronti. Ore 11 messa cantata solenne con esequie solenni in suffragio dei Caduti soldati o partigiani. Ore 21 serata in onore dei reduci ed ex militari o ex partigiani nel salone dell’Asilo, ove verrà rappresentato un lavoro teatrale sfondo patriottico e partigiano. La giornata darò occasione ai nostri giovani di ringraziare Iddio, che attraverso tanti pericoli li ha conservati in vita; e favorirà suffragi per coloro che immolano la loro giovane vita nell’adempimento del dovere, che non ritornano più, ma che non potremo mai dimenticare.
Per la Cappella di San Valeriano. Il reparto militare tedesco, partendo dal paese in fine aprile, aveva lasciato intatta, nel cortile della canonica di nostra parrocchia una lunga tettoia di legno, eretta per nascondervi automezzi. Il legname avrebbe potuto servire per la ricostruenda Cappella di S. Valeriano. Perciò il Vicario immediatamente si diede attorno per raggiungere lo scopo. Fu mandato da Erode a Piloto; ma finalmente, dopo essere passato per la Prefettura e per il Comando Forestale di Torino, dietro appoggio d’ottime persone, ottenne che il detto legname restasse assegnato per i lavori da farsi alla Cappella di S. Valeriano. Questo bottino di guerra non poteva avere migliore destinazione, che a riparazione di danni di guerra: i tedeschi che distrussero a cannonate la Cappella, dovevano concorrere alla riedificazione della medesima. Va notato che questo legname non è sufficiente per coprire il fabbisogno della nuova Cappella; di modo che si spera che a suo tempo si avrà dal Comune di Piossasco, quello che mancherà ancora e che è già stato promesso. Ecco una cospicua cifra di benefattori di lire 5.715.

Settembre 1945

In un paese del Piemonte, ora che finalmente c’è libertà di parola, si va cantando quest’espressiva canzone:

I tre cantunè atacu d’papè
E intant i fussai a stan da gurè:
Le runse e le pere stupu le balere,
E i tre cantunè atacu d’papè
Per fè curi tuti l’imposte a paghè.

E la canzone continua ancora lunga, parlando non solo di strade, ma anche di luce pubblica che manca e d’altre cosette. Pare che succedeva altrove quello che succede a Piossasco. Ma per questa volta noi vogliamo discorrere dell’orologio che più c’interessa. E’ doveroso che la popolazione sappia come stanno le cose a riguardo dell’orologio del nostro campanile, il quale è ancora sempre in sciopero. Si vede chiaramente che siamo in tempi, in cui gli scioperi non contano più, ma ci vogliono le dimostrazioni piazzaiuole e popolari. Che occorra proprio che la popolazione in massa si presenti sotto le finestre del Municipio a rumoreggiare? A parte gli scherzi, bisogna dire sinceramente che il Comune in questa faccenda dell’orologio non fa bella figura. Possibile che siano necessari tanti mesi per risolvere una questione tanto semplice? Esaminiamo la cosa. Il campanaro incaricato dal municipio di tenere in ordine l’orologio e suonare il mezzodì, ora dato da mesi le sue dimissioni e con le più giuste ragioni. Pensate che due volte il giorno doveva salire sul campanile, perché il vecchio orologio non cammina neppure 24 ore di seguito senza essere ricaricato. Per questo lavoro e disturbo il Municipio elargiva la generosa cifra di lire 500 l’anno (diciamo cinquecento). Ora si cera un nuovo campanaro; e i Municipio, nel bando che ha fatto, pare disposto a raddoppiare la cifra. Ma il Municipio di Piossasco paga forse così tirchiamente i suoi dipendenti? Ma questi sono modi di pensare e di fare dell’anteguerra. Le esagerate imposte comunali non serviranno anche per il campanaro di San Vito? E’ chiaro che né a 1000 né a 2000 lire l’anno non si troverà nessuno che si assuma gli impegni necessari. Il Vicario ha suggerito e proposto al Municipio di portare la paga a Lire 10 al giorno, assicurando che a questo patto c’è pronta la persona che accetta trattandosi di risolvere una questione di bene pubblico. Diciamo per il bene pubblico, perché in Municipio non devono ignorare che l’orologio funziona per il pubblico e dovrebbero, in questo clima di democrazia, venire incontro al popolo. Ma… il ma che sta di mezzo è questo: se si aumenta al campanaro di S. Vito bisognerà aumentare anche a quello del campanile di S. Francesco, e ciò potrebbe recare chissà quale grave scossa al Bilancio del Comune, per cui… Per la verità e per la conoscenza che deve avere la popolazione, aggiungiamo che è stata presentata al sig. Sindaco la proposta di cambiare l’orologio e installarne uno che non avesse bisogno di essere ricaricato che una volta ogni otto giorni. Vista la spesa che spaventava il Municipio, il Vicario promise di concorrervi per 25.000 lire. La proposta non fu accettata. E così continuiamo ad essere senza ore. Che resta a fare? Semplicemente questo: ricorrere più in alto, nella speranza di trovare più democrazia e comprensione; intanto affrettare il giorno delle elezioni comunali nella fiducia che cambiando le persone, cambieranno anche le cose.
Messa a San Giorgio. Domenica nove settembre corrente, alle ore 10, sarà celebrata su alla Cappella di S. Giorgio una Messa, a richiesta di una persona che intende ringraziare il santo per la protezione avuta durante le guerra. Sarà una buona occasione per tanti, specialmente ex-militari, per salire a sciogliere voti e promesse a S. Giorgio, non avendo potuto partecipare alla prima festa, fatta nel maggio scorso. Comunichiamo che, grazie all’opera del signor Colombaro Albino coadiuvato da amici, il pozzo esistente sul monte è stato ripulito, risultato profondo poco più di 4 metri con pochissima acqua. Se i restauri si potranno continuare, anche i pozzo sarà sistemato in modo da conservare l’acqua necessaria per i pellegrini che salgono ogni anno lassù. Ecco altre offerte per la Cappella: 1.400 lire.
Festa votiva al Prarosto. Domenica 16 settembre corrente. Speravamo di inaugurare in questo mese il nuovo altare votivo di marmo con una festa solenne. Invece i tempi non lo permettono ancora. I marmi necessari non hanno potuto arrivare né da Carrara né da altre località per mancanza di strade e di mezzi di trasporto. Ma se l’inaugurazione dell’altare non è possibile, si può fare lo stesso la festa votiva in ringraziamento alla Madonna delle Grazie per la protezione avuta su Piossasco. Questa festa si celebrerà domenica 16 corrente con una Messa cantata alla Cappella alle ore 9. Si è scelto un giorno festivo per dare più comodità alla popolazione di intervenire. Pubblichiamo elenco offerte che risalgono a lire 14.670. le offerte finora ricevute pro Altare Votivo hanno superato la cifra di lire 33.000. l’altare costerà molto di più certamente; quindi resta ancora posto per altre offerte. Quanto prima sarà esposto il progetto dell’altare e sarà pubblicato un preventivo dei lavori da eseguire.
Che siano impediti i balli. Martedì 21 agosto scorso, in Torino, alcune migliaia di ex-internati reduci dalla Germania, hanno fatto un lungo corteo e una dimostrazione portandosi al palazzo della Prefettura. Nel memoriale che una commissione ha presentato al sig. Prefetto, fra le altre richieste si legge: Che siano impediti i balli per rispetto ai fratelli che ancora soffrono e forse muoiono nei campi tedeschi, perché in condizioni tali da non poter affrontare il viaggio. Ma dunque non sono solamente i preti che condannano il ballo, specialmente in questi momenti. Passiamo la cosa ai ballerini e alle ballerine di Piossasco, perché riflettono. Intanto speriamo che vengano dall’alto disposizioni rigorose, le quali facciano mettere giudizio e buon significato a certa gioventù italiana. Moralmente e socialmente deviata, e la richiami allo spirito di solidarietà e di vera fratellanza cristiana, di cui presentemente c’è tanto bisogno.

Ottobre 1945

Il nostro Asilo San Vito. Adunanza Azionisti. Ricordiamo che sono Azionisti tutti coloro che pagano almeno un’azione all’anno; cosa molto semplice e non gravosa, perciò moltissimi potrebbero essere azionisti, mentre effettivamente sono poco più che 50. Gli azionisti, secondo lo Statuto dell’Asilo, hanno il diritto e il dovere di eleggere tre loro rappresentanti nel Consiglio d’Amministrazione, i quali durano in carica, di regola, quattro anni. Dovendosi rinnovare il Consiglio per altri quattro anni, ecco che domenica 2 settembre scorso gli azionisti si sono radunati (in verità un po’ troppo pochi, data l’importanza della cosa) e fatte le votazioni per schede segrete, sono rieletti i tre che già facevano parte del consiglio e che da anni disimpegnano lodevolmente la loro carica. Essi sono Lanza Antonio, Andruetto Battista e Giuseppe Gaido. Intanto il Vicario, presidente, diede un breve resoconto del bilancio del 1944 che è attivo. Si parlò si discusse d’azioni, di quote e di stipendi, fra l’altro si fissarono le seguenti cifre per il prossimo anno scolastico: ogni azione sarà di lire 25. La quota d’iscrizione all’Asilo, che si paga una volta tanto all’apertura dell’Asilo, sarà di lire 50. La quota mensile, pagata dalle famiglie per la minestra, sarà di lire 40. Se vi fossero due bimbi della stessa famiglia, per il secondo, la quota sarà solo più di lire 20. E’ inteso che per le famiglie non a mezzi, tutto è gratuito. L’Asilo si riapre lunedì primo ottobre. Si prevedono per quest’anno difficoltà gravi per il funzionamento, per mancanza di generi alimentari. Si fa dunque viva raccomandazione perché le famiglie che sonno in possibilità, vogliono soccorrere il nostro Asilo in patate fagioli, farina, burro, lardo, ecc. L’Asilo è un’opera pia, la quale deve beneficiare della carità di tutti.
Cappella del Prarosto. Il progetto del nuovo altare è pronto ed è piaciuto a chi l’ha veduto e ammirato. L’insieme vuol essere un mazzo di fiori, i fiori della riconoscenza alla Madonna, e uno stuolo d’Angeli che da una parte ascendono alla Vergine SS. recando le preghiere dei devoti; discendono dall’altra per portare grazie e benedizioni. Ottima è l’idea; ma per le circostanze tristi del dopoguerra, manca il materiale per l’esecuzione; così è gioco forza attendere ancora fino al prossimo anno. Offerte pro cappella lire 3.950.
Parliamo delle Sepolture. Le sepolture della nostra parrocchia sono una fatica non lieve e di durata dalle due alle tre ore. Per alcune sepolture c’è chi consiglierebbe di farle presso la Cappella del Marchile e di San Bernardo. Il concorso della popolazione alle sepolture è d’ordinario assai numeroso, questo è buon segno. Dietro la prima croce si devono mettere le donne senza divisa. Poi seguono i bambini, quando è invitato l’Asilo; poi le Figlie di Maria, seguite dalle donne della Confraternita. In seguito alla ricostruzione della Compagnia, abbiamo notato un lodevole fervore ed una zelante premura nelle Figlie di Maria per intervenire in molte. Alle donne della Confraternita si sperava nel dopo guerra di poter cambiare e migliorare la divisa; ma in questi momenti chi può trovare la stoffa? Dietro la vettura prendono posto i parenti, i forestieri e gli uomini e quasi sempre i… curiosi. Non deve mai mancare chi recita il Santo Rosario per far pregare tutti e impedire che si chiacchieri inopportunamente. Le torce non si portano più al Cimitero fino a che non sarà facile far provvista di cera, che ora manca. Per l’accompagnamento al Camposanto, per noi così lontano, basta un solo sacerdote, come regola, andranno tutti i sacerdoti nei casi particolari. Abbiamo notato con piacere, che al Cimitero si comincia a tralasciare l’uso di far fare al morto il giro attorno alla croce centrale. Veramente non abbiamo mai saputo dare una spiegazione a questo giro. Intanto riesce più comodo depositare il morto in modo liturgico, cioè in posizione che guardi la croce. Che se invece voltasse le spalle alla croce e i piedi verso la porta del Cimitero, potrebbe significare che il morto si dispone ad uscire. Per altra parte il sacerdote che asperge e benedice il morto lo deve guardare in faccia, precisamente come si fa in chiesa. Aggiungiamo una raccomandazione: chi per la strada incontra una sepoltura, è bene, è educazione che si fermi, si faccia il segno di croce al passaggio delle croci e non del morto, al quale farà un saluto, se c’è usanza, e reciterà preghiere di suffragio. Ricordiamo che seppellire i morti è un’opera di misericordia, quindi intervenire alle sepolture è un’opera meritoria.
La Festa dei Fanciulli – Premi di Catechismo. Con soddisfazione di tutti si è ripresa l’usanza di fare in quest’epoca dell’anno la Festa dei Fanciulli, che si celebrò domenica 23 settembre scorso. Tutti i fanciulli della nostra parrocchia si sono raccolti attorno a Gesù Fanciullo per rendergli onore e per essere benedetti. La festa ebbe il suo punto culminante al pomeriggio con la Processione composta di soli bimbi e fanciulli. Dopo la funzione religiosa ebbe luogo nel salone dell’Asilo un piccolo trattenimento per divertire e per festeggiare le Mamme, alle quali alcune bimbe rivolsero affettuosamente e riverenti parole. Seguì la distribuzione dei premi di catechismo dell’anno catechistico 1944-45. Diamo qui limone dei premiati: Paolo Mola e Giorgina Boero ebbero il premio speciale offerto dalla sig.ra Letizia Battistini in memoria della Mamma. Primo premio: Agnese Paviolo, Mariuccia Caro, Franco Cassola, Romano Guzzo, Luigi Zoppetto, Riccardo Valvassori. Secondo Premio: Giovanni Battista Grosso, Assunta Cortese, Luciano Gallo, Oreste Dal masso, Rosina Cassola, Rosetta Sapino, Silvio Gonella, Rosetta Cortese, Renata Andruetto, Vittorina Dal masso. Terzo premio: Onorina Mola, Vittorina Mola, Giuseppina Andruetto, Giovanna Zoppetto, Anna Maria Canadese, Maria Frigeris, Michelangelo Garombo, Mario Tarquino. Con l’apertura delle scuole elementari, si apre anche la scuola di Catechismo, che si farà ogni domenica, dopo la Messa delle nove.

Novembre 1945 – non c’è il bollettino.

Dicembre 1945

Gontero Lucia. Quando martedì 16 ottobre scorso, si sparse fulminea la notizia che Lucia Gontero, era stata colpita da improvviso malore che la rese cadavere, non parve vero a nessuno. Al mattino, dopo avere assistito alla S. Messa e fatta la S. Comunione, come faceva tutti i giorni, si era recata al lavoro, e durante la giornata non aveva accusato indisposizione; eppure la morte quel giorno la seguiva, alle 17, mentre Lucia era occupata attorno alla macchina da lavoro, le troncava istantaneamente la vita, senza che potesse dire una sola parola. Aveva appena 50 anni. Oh che vita preziosa è stata spenta! Vita preziosa, per i suoi cari e preziosa per la parrocchia; vita di continuo movimento, d’attività sorprendente. Casa, Chiesa e lavoro, ecco i tre centri di questa vita, che meriterebbe di essere narrata e stampata, perché farebbe tanto del bene alle anime. Dotata da Dio di doni speciali di natura, di un carattere dolce e sereno, che la rendeva amabile a tutti, la cara Lucia si era incamminata per la via della perfezione, salendo sempre, spargendo attorno la viva luce d’ottimi esempi; tanto che la voce comune ripeteva alla sua morte: abbiamo perso l’anima più bella, più virtuosa della parrocchia. Animata da grande spirito apostolico di voler far amare Dio e salvare anime, dedicò tutte le sue energie alla Compagnia Figlie di Maria e al Gruppo Donne d’Azione Cattolica, come un giardiniere accudisce il suo giardino e ne fu la Direttrice e la Presidente da molti anni. La carità verso il prossimo, che la spingeva a privarsi del vitto per darlo a chi n’aveva bisogno, la fece iscrivere fra le donne della carità di S. Vincenzo e quale Visitatrice recava sussidi materiali e spirituali alle famiglie bisognose. La sua devozione sincera, intima e costante, lontana da ogni apparenza di bigottismo, era una continua predica e faceva ripetere giustamente: Questa è una vera cristiana, questa è una santa. Vorremmo raccogliere in volume i suoi splendidi esempi per offrirli specialmente alle Figlie di Maria, perché nell’imitazione dell’indimenticabile Direttrice, imparassero la sicura via della verità e della salvezza. La casa e la parrocchia hanno perso in Lei un braccio forte; ma hanno certamente acquistato una protettrice in Cielo. I funerali sono stati imponenti. Nulla è stato trascurato per onorare la cara Estinta. Le Figlia di Maria erano presenti al completo; esse trasportarono la salma, recarono le torce attorno alla bara, esse cantarono in musica la Messa esequiale. Le Associazioni spiegarono tutte le loro bandiere. Il Vicario, oltre diverse particolarità mai usate con altri, disse al camposanto brevi parole per notare l’unanime cordoglio e per rimarcare la vita eccezionalmente esemplare di Lucia. Chiniamo la fronte per adorare ed adempiere la volontà di Dio, e Lo preghiamo che voglia suscitare altre anime imitatrici dell’indimenticabile Direttrice e Presidente. * I parenti della Defunta per mezzo di questo bollettino ringraziano tutte le persone che in qualche modo hanno cercato di onorare la loro cara Lucia, in modo particolarmente le Associazioni d’A. C. e le Figlie di Maria e la Famiglia Fenoglio Alessandro, che ha voluto ricordarla con generosa offerta per Messe da celebrare.
Peretti Pietro. Caduto per la Patria. Nel 1943 dopo un lungo viaggiare era giunto nella lontana isola greca di Cefalonia. In qualità d’artigliere artificiere era stato posto a guardia di una polveriera. Pochi giorni dopo il famoso armistizio dell’otto settembre, i feroci tedeschi giunsero nell’isola, che non si era subito arresa, cominciò la battaglia contro gli italiani, che in numero impressionante, come furono anche dai giornali, furono massacrati. Era precisamente il 22 settembre 1943, sul mezzogiorno, quando Pietro Peretti con altri 20 compagni fu messo al muro e barbaramente mitragliato. Finiva così immaturamente una giovane e promettente vita; cadeva così sul campo del dovere e dell’onore una giovane delle più belle speranze. Era nato a Virle nel 1914 e apparteneva alla famiglia Peretti, affittatoli della cascina del Priore, famiglia giustamente tanto stimata in paese e fuori; famiglia che in quel triste 1943 aveva quattro fratelli sotto le armi. Abbiamo onorato il caro Pietro Peretti domenica 4 novembre scorso con un solenne funerale, a cui prese parte tanta gente, venuta anche gente da fuori paese, intervennero con bandiera i suoi Coscritti di Piossasco. Egli è salito alla gloria degli eroi della Patria, ma soprattutto abbiamo fede che egli sia salito al Cielo a godere il premio della sua gran bontà e delle sofferenze patite durante la guerra.
Società del S. Nome di Gesù. Così s’intitola la nuova Associazione che è sorta nella nostra Parrocchia. Essa è formata di soli uomini dai 15 anni in su. Ha lo scopo di promuovere il rispetto al S. Nome di Dio e di combattere la bestemmia. Questa società ebbe uno sviluppo speciale in America, ove conta milioni di soci. Da un po’ di tempo si va propagando nella nostra Italia, ove ce n’è tanto bisogno, poiché nonostante la pena comminata dall’art. 724 del codice, l’Italia continua ad essere infestata da orrende bestemmie. Promotore zelante di questa Società è il Vescovo salesiano Mons. Ernesto Coppo, residente in Torino. Egli venne qua domenica 4 novembre scorso; parlò dal pulpito al popolo per spiegare lo scopo della sua venuta, poi, radunati oltre 50 uomini, fondava la Società, nominando un Consiglio direttivo provvisorio. La Società farà la sua prossima adunanza il 1° gennaio 1946alle ore 16,30. speriamo veramente che il numero dei soci andrà aumentando per il gran bene che vogliamo alla nostra parrocchia, dove vorremmo vedere presto scomparsa la bestemmia.
Per la Vita del Bollettino. I mezzi della carta, della mano d’opera, sono semplicemente fantastici e non sappiamo se si fermano al punto a cui sono saliti. Presentemente ogni coppia del nostro Bollettino costa cinque lire. Di modo che ogni famiglia, per averlo tutto l’anno, dovrebbe versare almeno cinquanta lire. La cifra è rilevante; ma per comodità, la si può versare anche in due rate. Lasciar morire il Bollettino rincresce: serve per istruzione, per la propaganda e per la polemica. Allora c’è da sperare che i Parrocchiani diano volentieri quanto è necessario per mantenerlo in vita; apriamo quindi elenco delle offerte per il nuovo anno.
Cappella di San Giorgio. Saliti sul monte alla Cappella S. Giorgio per la celebrazione di una Messa votiva, abbiamo fatto una spiacevole constatazione. La porta della Cappella era aperta, perché era stata forzata con un danno della serratura che non chiudeva più; nell’interno si notava lo spirito vandalico di chi vi era entrato, perché candelieri e quadri erano rovesciati e altre cose rotte e maltrattate. Come spiegare la cosa? Che siano stati dei banditi, vaganti per le montagne? Certo che dimostrarono di essere della peggiore feccia, senza educazione, senza religione; dei poveri disgraziati senza coscienza. Ma intanto con questi atti vandalici, che quasi gravemente si ripetono di quando, c’è da chiedersi se vale la pena di pensare a dei restauri. Abbiamo voluto registrare il fatto additarlo alla pubblica riprovazione, chiedendo la collaborazione per scoprire all’occorrenza i colpevoli. Intanto registriamo lire 600 d’offerte.

Possiamo notare che dopo la guerra, i bollettini escono con cadenza bimensile, uno ogni due mesi

Gennaio 1946

La Giornata della Solidarietà. Fu celebrata in Piossasco il 18 novembre scorso. Lo scopo era di raccogliere fondi, tanto in denaro che in natura, per far fronte all’assistenza dei bisognosi nell’imminente inverno, che si preannunziava rigoroso e triste. L’iniziativa era dal Partito Democratico cristiano, che appunto s’ispira ai santi principi della carità evangelica. Ma anche gli altri partiti avevano aderito a quest’opera altamente umanitaria, soprattutto diede l’appoggio il sig. Sindaco Boch Giovanni. La giornata ebbe buon successo e la manifestazione si svolse con il seguente ordine: alle ore 10 l’ing. L. Anselmetti, venuto da Torino, parlava nel teatro comunale e nel pomeriggio alle ore 17 teneva un secondo discorso nel salone dell’Asilo S. Vito. Ove dopo una breve rappresentazione teatrale avveniva una lotteria. Durante la giornata persone incaricate raccoglievano offerte alle porte delle chiese, nelle case e nei negozi. La somma raccolta fu versata agli Enti locali d’assistenza, perché se ne servano nella distribuzione dei soccorsi ai bisognosi.
Pro Cappella del Prarosto. Si sono raccolte lire 5.100, più offerte per grazie ricevute, come una catenella e orecchini d’oro.
Festa di Sant’Agnese. La solennità esterna della festa di S. Agnese sarà celebrata domenica 27 corrente. Concorrono a far celebrare la festa la Compagnia delle Figlie di Maria e l’Associazione giovanile d’Azione Cattolica la quale venera la Santa quale Patrona celeste. Alla messa delle ore 7 vi sarà la Comunione generale delle Figlie di Maria, alle ore 9 quella delle Sezioni minori dell’Associazione Sant’Agnese. Priora della festa è quest’anno Bergoglio Rita di Michele. Nella giornata si raccoglierà la quota annuale delle Figlie di Maria che è stata fissata in lire cinque. A succedere all’indimenticabile Lucia Gontero nella carica di Direttrice, è stata chiamata la signorina Teresa Caro. A segretaria è stata nominata Vicenzina Andruetto. La Compagnia delle Figlie di Maria riprende quindi a funzionare con attiva regolarità.

Marzo 1946

Votare è un dovere. Il nostro Cardinale Arcivescovo di Torino, parlando delle prossime elezioni amministrative e politiche, a scongiurato i Parroci, perché nel miglior modo possibile s’incaricassero di istruire guidare e orientare i fedeli nel compimento del loro dovere di votare; dovere che non è semplicemente politico, ma morale e religioso; dovere coscienza di tutti i cittadini italiani, non esclude le stesse religiose; dovere così urgente, che astenersi dal voto o votare per una lista ispirata a principi e programmi condannati dalla chiesa, costituirebbe un grave peccato. I cattolici italiani debbono appoggiare solo quei partiti politici, il cui programma s’ispira alle grandi dottrine sociali dei Sommi Pontefici. Date queste direttive dell’Autorità Ecclesiastica Superiore, io sento l’obbligo di gridare ai miei Parrocchiani che disertare le urne oggi è un delitto; che è giunta l’ora grave, in cui si tratta di dare al nostro Comune degni Amministratori. Volete che arrivino al Municipio i politicanti, gli inesperti? Non avete che da starvene tappati in casa e rinunciare al voto. Ma allora vi gravereste le spalle di una vergogna che non potreste più lavare. Sentite il bisogno di compiere il vostro dovere e domenica 17 marzo correte alle urne e votate. Quale lista? Non certamente la lista comunista: il comunismo ha un programma che è stato condannato dalla Chiesa, perché il comunismo è un’eresia, anzi un complesso d’eresie. E’ da circa un anno che un Sindaco comunista rallegra il nostro Municipio, e abbiamo visto le cose andare di male in peggio; ha fatto della politica più che dell’amministrazione. N’è un’ultima prova il suo atteggiamento in occasione di queste elezioni comunali. Voleva solamente due sezioni elettorali, con due cabine ciascuna, invece di tre sezioni con quattro cabine ciascuna. Si è opposto a che la terza sezione fosse collocata nell’Asilo S. Vito, adducendo come giustificazione, perché in Piazza c’è il Vicario, la sezione non si potrebbe controllare, mettendo così in dubbio la stessa onestà dell’Ufficio elettorale. Ma la verità di tutto questo suo modo di fare è presto capita: egli voleva creare difficoltà, perché non tutti potessero riuscire a votare, specialmente quelli contrari al comunismo. Che bella democrazia, non è vero? Ma i Parrocchiani di S. Vito andranno a votare tutti, anche se la sezione sarà alla Borgata, ma la lista comunista non avrà neppure un voto, perché fra i nostri Parrocchiani non vi sono comunisti. Si potrebbe anche con sicurezza affermare che tutto Piossasco non è comunista, perché la laboriosa e tranquilla popolazione di questo paese ha un programma che si sintetizza in queste tre sacre parole: Religione, Famiglia e Patria. Quale lista? Votate la lista, che reca com’emblema lo scudo crociato con sopra il motto Libertas. E’ il simbolo della fede cristiana e della vera libertà che solo può venire dal Vangelo. Votate i nomi che sotto la bandiera della croce sono disposti a lavorare e a lottare per la Giustizia e per la Libertà. Votate quei nomi che sono d’uomini capifamiglia, uomini di buon senso, in gran parte contadini che vi danno garanzia di fare i veri interessi del popolo, amministrando coscienziosamente il Comune senza fare dell’inutile politica. Alle donne ripeto le parole dette dal Papa in un suo magistrale discorso: Donne e Giovani, la vostra ora è suonata, la vita pubblica ha bisogno di voi. Rinunziare al dovere del voto è peggio che abbandonare la propria casa, lasciandone la porta aperta. Recatevi per tempo alla sala delle votazioni, se dovete perdere la Messa, ne sarete giustamente scusati. C’è da prevedere che le votazioni si svolgeranno in perfetta tranquillità in omaggio alla giusta Libertà. In quella domenica (17 marzo), nella nostra chiesa faremo preghiere perché il Signore voglia disporre che dalle elezioni sorga l’inizio di una nuova e migliore epoca per il nostro Comune di Piossasco.
Parliamo dell’Ospedale S. Giacomo. E’ forse la prima volta che se ne parla su questo Bollettino, ma non sarà l’ultima. In verità si sente parlare poco del nostro Ospedale, in quel poco ordinariamente se ne dice male: ospedale non attrezzato, non moderno, insufficiente di camere e di mobilio, nonostante che abbia grosse entrate. Ma d’ora in avanti le cose dovranno andare meglio. Nel mese di gennaio scorso è stata è stata fatta la nomina del nuovo Presidente nella persona del giovane prof. Valentino Carpinello, che è pieno d’ottima volontà per ridare all’Ospedale quel prestigio che giustamente merita. Fra le opere piene di beneficenza che vi possono essere in un paese, la più importante é certamente l’Ospedale, sul quale bisogna richiamare l’attenzione di tutta la popolazione, che vi deve collaborare al buon funzionamento. Quindi per esempio non sanno che il nostro Ospedale si può aiutare per mezzo d’azioni annuali? Quanti sono attualmente gli Azionisti? Un numero insignificante. D’ora innanzi si sappia che anche presso gli uffici parrocchiali delle due Parrocchie si raccoglieranno offerte pro Ospedale. Ecco una fiorita opera di carità; pigliatene nota. Accanto al giovane Presidente è stato eletto Vice presidente il sig. Ruffino Luigi; anch’egli un prezioso elemento che fa sperare bene per l’avvenire del nostro Ospedale. Anche questo Bollettino promette di prestare la sua collaborazione con la propaganda necessaria e all’occorrenza con la giusta critica, perché l’Opera possa rifiorire degnamente.
Inaugurazione di una Croce al Campetto. In occasione della festa di S. Antero, protettore della frazione Campetto, è stata inaugurata una croce di legno piantata su una grossa roccia, che d’ora innanzi si chiamerà Il roch d’la Crus e che è a circa un chilometro oltre l’abitato, nascosta tra i boschi. Sotto quella roccia, durante il periodo dei rastrellamenti, si nascondevano i giovani del Campetto, passandovi lunghe e trepidanti ore di giorno e di notte. Gli abituali frequentatori del luogo furono Livio Lanza, Gino Lanza, Luigi Novarese, i quali fecero un voto, che ora hanno sciolto in ringraziamento della protezione avuta, perciò innalzarono sul posto una croce di circa due metri d’altezza. Il Vicario, accompagnato da una folla di persone, l’ha benedetta e inaugurata. Anche questo sarà un ricordo di guerra.
La Festa di S. Antonio Abate, è stata celebrata con speciale solennità. La Messa è stata cantata in musica con accompagnamento d’organo. Il panegirico del Santo è stato tenuto dal valente oratore Canonico Giovanni Lardone. I Rettori Giovanni Valinotto e Arturo Ramassotto, hanno raccolto le quote dei Soci della Compagnia e offerte diverse, raggiungendo in tutta la giornata la somma di lire 1.900 d’entrate, che serviranno per il nuovo altare in onore di S. Antonio. Non è mancata la neve e assai abbondante; tuttavia il concorso d’uomini alle funzioni è stato rilevante; il che dimostra la devota fiducia che essi hanno nel Santo protettore delle loro bestie. Rettori per l’anno saranno i sigg. Battista Binello e Edoardo Bonetto.
Associazione Dame della Carità. L’Associazione Vincenziana ha aperto anche nella nostra parrocchia dal giorno 2 gennaio scorso, un distributorio di minestra. Sono 62 minestre che ogni giorno si danno per aiutare 22 famiglie bisognose; abbondanti e ottime minestre sotto ogni aspetto. Addetta alla cucina è Suor Maria del nostro Asilo S. Vito. Se si pensa che le provviste per le minestre si sono fatte a prezzo di borsa nera, si può capire quanto possa costare ogni razione, perciò la spesa enorme che mensilmente incontra l’Associazione. A tutto questo c’è da aggiungere il pane e qualche sussidio in denaro, che settimanalmente si distribuisce; di modo che il bilancio settimanale arriva ad una cifra che s’aggira attorno alle cinque mila lire. Tutto questo avviene all’ombra del campanile. Anche la cucina stessa è controllata nella canonica del Vicario. Avviene per la generosità delle famiglie signorili locali, soprattutto per opera della sig.ra Boneschi. Ciò nonostante si deve sentire qualche stonata voce di qualche falso comunista che vorrebbe bruciare i preti e i signori. Che si farebbe allora dei poveri? Tiriamo avanti per la nostra strada, spinti dalla carità di Cristo, intanto raccomandiamo a tutti l’Associazione Vincenziana perché a tutti è consesso di collaborare, inviando alla medesima, offerte in denaro e in natura.
Gruppo Donne d’Azione Cattolica. Lutto. Il nostro Gruppo, ancora in lutto per la perdita della indimenticabile Presidente, ha il dolore di registrare la morte della Consorella sig.ra Mola Angela nata Bianciotti. Aveva 78 anni, spesi tutti nell’amore alla famiglia e nel servire il Signore. Madre molto esemplare che conta tuttora viventi due figlie sei figlii. Donna di profonda fede cristiana, colla quale santificò la sua lunga malattia, che pazientemente sopportò per 12 anni, accudita amorevolmente dalla figlia Annetta. Ebbe la consolazione di vedersi attorno ai suoi cari, anche la figlia Maria poté giungere da Roma in tempo per dare alla Mamma il bacio che essa aspettava. Fu confortata sovente dalla SS. Comunione e da tante sacerdotali benedizioni che essa volentieri attendeva. Ai funerali che si svolsero solenni, cantò la Messa in musica la Scuola femminile di canto in omaggio verso la figlia Annetta, che nella detta scuola tiene un posto di primo piano. Per la defunta che lascia un generale rimpianto, raccomandiamo preghiere di suffragio.
La Festa della Madonna delle Grazie, al Prarosto, si celebrerà martedì 5 marzo. Alle ore 9 vi sarà Messa cantata con predica e a metà Messa si distribuirà la S. Comunione a chi la desidera. Rettori della festa sono i sigg. Pierino Lovera e l’avv. Oreste Boursié. Nel pomeriggio alle ore 16 vi sarà la benedizione in Parrocchia. Accorrete ai piedi della Madonna delle Grazie per ringraziarla della protezione avuta nel passato e per invocare pace e tranquillità nel mondo tuttora sconvolto e agitato. Mater divinae gratiae ora pro nobis.

A seguito di quest’ultimo Bollettino, troviamo questo foglio datato 15 marzo 1946 e firmato dal Vicario don Giuseppe Fornelli che qui riportiamo integralmente.

Ai PIOSSASCHESI, per conoscenza.

Con un lungo e largo Manifesto (che speriamo non sia stato stampato a spese del Comune), di colore verde (come verde di bile doveva essere la faccia di chi lo scrisse), si è cercato di rispondere al mio articolo, comparso sul Bollettino parrocchiale di questo mese. Il lungo e largo e verde Manifesto aveva lo scopo di prendere le difese dell’attuale Sindaco comunista. Ma chi è l’autore? Per … modestia e umiltà non ha osato firmarsi. Però dalle sue parole “Chi scrive è uno…” e dalla firma “Un Piossaschese” risulta chiaro che il Manifesto non manifesta le idee di un gruppo o di una corrente o di un partito, ma di un individuo. E il sig. Sindaco non ha da rallegrarsi molto, se su 2213 Piossaschesi uno solo si muove a prendergli le parti e difenderlo. Cattivo segno. Premesso questo, rispondiamo al sig. UNO.
1°) Il sig. UNO nella sua ignoranza religiosa si scandalizza, perché sul mio Bollettino ho detto e ora riconfermo, che chi per adempiere il dovere di votare non potesse sentire la Messa, domenica 31 marzo, n’è scusato. E sappia che così è a Piossasco e in tutti i luoghi dove c’é da votare. Il sig. Uno potrebbe capire queste cose, se avesse sentito qualche istruzione parrocchiale i più, sulle cause escusanti dall’assistenza alla Messa festiva. Ma forse anche Lui preferirebbe che molti non votassero per recarsi a Messa!!
2°) Il sig. UNO parla di una lista “cosiddetta liberale”. Lo invito a rileggere con calma il mio articolo, ove non troverà una sola parola né pro né contro la lista liberale. Una circolare su foglio a parte, è stata distribuita dalla democrazia Cristiana, lamentando giustamente le mene poco chiare e forse poco leali dei liberali; ma la Democrazia Cristiana non è il Vicario, sebbene il Vicario appoggi con tutte le sue forze la Democrazia Cristiana.
3°) Il sig. UNO, sul lungo e largo e verde Manifesto, ad un dato punto perde le staffe e parla di “canaglie comuniste… il Sindaco comunardo…”. Ma dove ha letto queste espressioni? Non certamente sul mio Bollettino, dove le parole sono pesate e dosate di correttezza. Non è sui Bollettini parrocchiali né sui giornali della Democrazia Cristiana che si fa della polemica con frasi banali, triviali o bassa lega, come si usa invece fare da certi ciarlatani su certi giornali. Quindi la sua prosa agitata dà l’impressione che egli scrivendo avesse smarrito il senso della misura, né avesse i nervi a posto.
4°) Il sig. UNO vorrebbe ricordare le grandi opere compiute dall’attuale Sindaco, ma non ci sono. E’ notorio agli amici e ai nemici che il sig. Sindaco (comunista, ma non comunardo) non ha affatto iniziativa. Per ottenere da Lui qualcosa bisogna strappargliela con lunghe insistenze e ripetute spiegazioni. (Non parliamo della giunta che è formata da elementi ben diversi). Un ponte, dopo circa un anno dalla distribuzione, è stato finalmente ricostrutto, ma dopo tanti e tanti reclami da parte della popolazione. All’Associazione S. Vincenzo ha elargito legna del Comune; e anche all’Asilo S. Vito n’aveva promesso e non ne ha mai dato, perché? Perché il Presidente che sono io, non ha mai disturbato il sig. Sindaco con richieste verbali o scritte. Peccato che non si diporti anche così nell’affare del latte, dove invece pare presenti attivamente la sua collaborazione perché il prezzo si elevi sempre più. Sarà per fare gli interessi degli…operai?
5°) e veniamo alle sezioni elettorali e cabine. Il lungo e largo e verde Manifesto dice: “Le sezioni di Piossasco sono sempre state due”. Benissimo! Così era quando votavano solamente gli uomini. Ora che votano anche le donne n’occorrerà il doppio, non Le apre sig. UNO? Ma il paese si accontenta di tre, purché siano comode. “Il Sindaco, continua il Manifesto, per evitare inutili spese aveva creduto opportuno limitare le cabine a due per sezione”. Se il signor Sindaco e il sig. UNO giudicano INUTILI queste spese per le votazioni, a cui tutta la Nazione dà tanta importanza, con quale appellativo classificheremo i sullodati Signori? Per altra parte non ricorda il sig. Sindaco le assicurazioni avute, da parte dell’Autorità che tutte le spese elettorali sono a carico della Prefettura.
6°) Il sig. UNO termina il suo lungo e largo e verde Manifesto col dire che io tiro l’acqua al mio mulino. Vorrebbe forse che la tirassi al suo? Si sveli, mi parli del suo mulino; affinché si sappia da tutti che farina macina. Vorrebbe forse che io tirassi l’acqua al mulino dei comunisti? Che in Chiesa, nelle conferenze e sul Bollettino io inneggiassi a Carlo Marx? No, non posso, proibito dai Superiori, che a me e a tutti i Parroci impongono le direttive che sono state pubblicate. Che non sia il sig. UNO che tira l’acqua al suo mulino nell’appoggiare il Sindaco?…
7°) Ora, dopo aver commentato il lungo e largo e verde Manifesto, porgo il saluto cavalleresco all’avversario Uno e mi permetto di dirgli: “Coraggio, la lotta comincia!”
f.to il Vicario.

Maggio 1946

Dopo le Elezioni Comunali. Il primo passo verso l’opera di restaurazione da fare nel paese, è stato compiuto con le elezioni amministrative del 31 marzo scorso. Esse si svolsero con ordinata tranquillità, e questo fa onore ai Piossaschesi. L’afflusso alle urne è stato rilevante. Su 2699 elettori, hanno votato n. 1206 uomini, e n, 1237 donne, vale a dire il 91%. La vittoria arrisa ai Democristiani. Fatti gli scrutini e sommati i voti di lista con i voti di favore, sono queste cifre: n. 1091 ai Democristiani, n. 835 ai Socialcomunisti, e n. 189 ai liberali. Come si vede, il fanalino di coda è toccato ai cosiddetti Liberali; e questo era prevedibile sia perché la loro lista era stata abborracciata su in fretta e furia includendovi persone niente affatto aderenti al partito liberale, sia perché ormai il partito liberale ha fatto il suo tempo, nonostante la dispersione dei voti provocata da quest’ultima lista, e nonostante disperati sforzi propagandistici dei Social comunisti, hanno vinto i Democristiani: ma nella soddisfazione del loro successo non hanno pestato i piedi a nessuno, né fatti sbandieramenti o cortei, hanno dato esempio d’educazione politica, lasciando che i vinti meditassero sul proverbio che dice: “L’uomo propone Dio dispone”. Queste elezioni amministrative avrebbero dovuto portare una maggiore chiarificazione, che invece non c’è stata, perché i comunisti e i socialisti per paura di perder e di contarsi, si sono riuniti in blocco. Ora essi danno la causa della loro sconfitta alle donne; ma sarebbe più giusto darla al loro stile piuttosto… impetuoso, che urta contro il buon senso del popolo, il quale nel timore che rinasca qualche altra dittatura, vota per il partito… giudizioso e democratico. Gli eletti, 16 della lista democristiana e quattro della lista Socialcomunista, si sono riuniti per la prima volta domenica 7 aprile per la distribuzione delle cariche. A Sindaco fu nominato il sig. Giovan Battista Andreis, ottima persona benvista da tutto il paese. A completare la giunta furono nominati i sigg. Narciso Alberga,Michele Elia, Antonio Andreis, Ignazio Gino, Giacomo Spesso e Dario Vignotti. Alla nuova Amministrazione rivolgiamo anche da queste colonne un caloroso saluto e facciamo il più fervido augurio di buon lavoro.
Dopo le Battaglie Elettorali. Per la cronistoria è bene registrare sommariamente alcuni fatti avvenuti ai margini delle lezioni. Il mio articolo del mese di marzo, pubblicato qui, ha fatto divulgare il mio Bollettino, che fu letto a Piossasco e fuori Piossasco, commentato sulle piazze e sui giornali, dando al sottoscritto una… aureola d’insaputa celebrità. Nelle reazioni avvenute, si sono visti i muri tappezzati da un lungo, largo e verde manifesto di un anonimo Piossaschese, poi da un altro della sezione Partigiani di Piossasco. Tutti erano partiti in difesa del partito comunista. Ho dato loro la risposta adatta. In fine mi è arrivata una lettera minatoria, che ho esposto alla porta della chiesa, perché la popolazione conoscesse e giudicasse. Non fu possibile svelare con certezza il temerario anonimo; ma la voce più attendibile afferma che sia stata cucinata da elementi liberali e comunisti, d’accordo come Erode e Pilato quando si trattò da dare addosso al Nazzareno. Ed ora finalmente l’aria si è rasserenata e Piossasco è ritornato più tranquillo e più bello. Perché nell’avvenire non abbiano a succedere ingiustificate tempeste, prego tutti di prendere nota di quanto segue:
Il Bollettino parrocchiale non è solo destinato a parlare di funzioni religiose e di spiegazioni di Vangelo, no; esso è il giornale della parrocchia e del paese, sul quale sono riferiti e commentati i più svariati avvenimenti locali, si discutono e si valutano teorie e fatti.
Quando si sente un parroco che pubblicamente a voce o per iscritto, dice ai suoi fedeli, che tra i partiti politici che vi sono in Italia, essi devono scegliere il democristiano, non c’è da gridare che fa della politica; ma c’è semplicemente da pensare che egli compie il suo dovere che è di illuminare, orientare e guidare. Di fatti al presente il miglior partito, che in coscienza un cristiano può e deve seguire è quello che fa suo il programma della democrazia cristiana, perché garantisce l’applicazione dei principi cristiani nella vita politica e sociale, è chiaro?
Per la Costituente. Così dopo il primo cimento, ci appressiamo il secondo, che sarà il 2 giugno, giornata del “Referendum” e della nomina della Costituente. Giornata immensamente più importante di quella delle elezioni comunali. Se per il Comune si poteva votare per simpatia, per parentela o amicizia, per le lezioni politiche bisogna votare badando unicamente ai programmi dei partiti, poiché da queste votazioni usciranno quei Deputati, i quali avranno la gran responsabilità di elaborare il nuovo Statuto d’Italia e le leggi fondamentali della Nazione che fisseranno i diritti e i doveri dei cittadini. Ricordo perciò a tutti il duplice dovere morale di votare e di votare bene, il che farete se voterete per la Democrazia Cristiana. Per finire voglio rilevare un fatto. Mentre contro di me si notava in Piossasco una levata di scudi incomposta ed esagerata, la mia popolazione, sempre affezionata, si raccoglieva attorno a me in occasione del mio onomastico, svolgendo una grandiosa accademia, onorando in me il loro Parroco, offrendomi omaggi e doni. E’ stata una solenne e amorosa riparazione. Rinnovo da qui il mio sentito ringraziamento, invocando dal cielo che Dio renda sempre più salda l’unione e la fiducia tra parroco e parrocchiani, affinché la nostra famiglia parrocchiale sia veramente cristiana.
Il Nuovo Ponte di “MICILINO”. Il vecchio ponte detto “Frust” era minato e fatto saltare dai tedeschi in ritirata nell’aprile 1945. Fu un grave danno per il paese, perché così era stata tagliata una grand’arteria di comunicazione nel centro dell’abitato. Ora è stato ricostruito ed è riuscito un bellissimo ponte a due arcate. Il progetto fu offerto gratuitamente dal geom. Sterratrice; la mano d’opera fu prestata da elementi rurali ed il lavoro fu eseguito sotto la direzione della ditta Cruto. Domenica 17 marzo scorso, il ponte fu benedetto e inaugurato con la presenza delle Autorità e di numeroso popolo, plaudente per la ben riuscita opera. Ora si fa voti perché nel giro di un anno venga anche ricostruito il secondo ponte distrutto dai tedeschi. Potremo affermare che Piossasco rinasce e migliore di prima.
La Festa della Madonna delle Grazie, alla Cappella del Prarosto, è stata celebrata con un gran concorso di gente. Questo è confermato anche dalla rilevante elemosina che si è raccolta, consistente in lire 3.500. Mentre costatiamo il fervore della devozione alla Madonna delle Grazie che va e non andrà mai più scemando, specialmente dopo le prodigiose grazie fatte dalla Madonna a Piossasco in questi ultimi anni, dobbiamo costatare anche come la Cappella diventi sempre più piccola, più insufficiente ad accogliere la moltitudine dei devoti, che sono obbligati a rimanere sparsi per il prato che circonda la Cappella. Tutti auspicano un santuarietto più ampio e più degno. Questa è la prima festa dell’anno; la seconda, quella votiva promossa durante la guerra, sarà celebrata nell’autunno.
Rettori per il 1946. Ritornando le cose alla normalità, riprendiamo la nomina annuale dei Rettori, i quali presteranno la loro collaborazione per il bene della nostra chiesa. Il Signore apprezzerà la loro buona volontà e li ricompenserà con benedizioni e grazie Ecco i nomi:
Compagnia del suffragio: Martinasso Giuseppe e Marchisio Lorenzo.
Compagnia del SS. Sacramento: Bergoglio Michele e Martinatto Germano.
Compagnia della Madonna: Bergoglio Anselmo e Mario Brero.

Luglio 1946

Festa di S. Giorgio (1° maggio). E’ passato il tempo, quando il 1° maggio era un monopolio dei social comunisti; ora è festa del lavoro, di tutti i lavoratori, appartenenti a qualsiasi categoria, tendenza o nazione. Perché i lavoratori potessero festeggiare meglio la giornata, abbiamo fissato per tal giorno la festa di S. Giorgio, salendo in pellegrinaggio alla Cappella del Santo alla cima del monte. Alle ore 10 avvenne la Messa cantata con predica del Vicario, che svolse tre pensieri: 1°) pellegrinaggio di ringraziamento per la protezione celeste del Santo su Piossasco, durante la guerra. 2°) progetti di restaurazione per fare lassù un monumento nazionale e sacro, che sia meta attraente di gite e di pellegrinaggi. 3°) San Giorgio, soldato ardimentoso, che uccise il drago a Bejrut di Siria, sia nostro aiuto nella lotta spirituale e quotidiana contro il drago infernale. Al termine della funzione, il colonnello Giuseppe Giusiana di Sangano, cavaliere di San Giorgio, tenne un alto ed applaudito discorso, invitando la popolazione a cooperare generosamente per l’opera dei restauri, in omaggio al grande S. Giorgio. Erano rettori della festa i sigg. Giuseppe Lovera, ex prigioniero e Marcello Andruetto, che raccolsero lire 2.750 d’offerte tra i presenti.
Festa di San Valeriano. Lunedì di Pasqua 22 aprile scorso, il colle di S. Valeriano era tutto un formicolio di persone; centinaia e centinaia di Piossaschesi erano saliti lassù per assistere alla Santa Messa celebrata all’aperto, sulle rovine della distrutta Cappella, e cantata dalla cantoria della nostra parrocchia. Mai tanta gente si era vista alla festa di S. Valeriano. Il Vicario dal punto più alto delle macerie ha parlato dopo i Vangelo, fra la più devota attenzione del pubblico. Dopo aver ricordato che la Cappella fu distruttala cannonate tedesche, ha proclamato con insistenza che la Cappella si deve riedificare e più bella di prima. A questo numero del Bollettino è unita una lettera circolare che è recapitata ad ogni famiglia, in cui s’invitano i Piossaschesi a dare i mezzi necessari, affinché il progetto della nuova Cappella diventi presto una realtà. Quelli che più contribuiranno, saranno certamente i fortunati Reduci, ritornati sani e salvi e i fortunati Partigiani, che sono usciti vivi dalla tragica guerra. Erano Rettori della festa i sigg. Paolo Gardois e Roberto Allasio (rappresentato dal cognato Eligio Andruetto, perché non ancora ritornato dalla prigionia). La colletta ha superato la cifra di lire 5.300.
Un Grido d’allarme. Sale da ballo, balli pubblici, balli improvvisati. Ecco quello che succede anche a Piossasco. La cosa comincia a nauseare e sarebbe ora di porvi un limite. Dobbiamo amaramente costatare, che causa la propaganda materialistica della vita, fatta da certa stampa e da certi gruppi più o meno politici, il livello morale della vita si è tanto abbassato, che si va cercando soprattutto il divertimento senza freno. Ma la vita è … ballare? No. Secondo la concezione cristiana, la vita è serietà, è dovere, è lavoro. In questi momenti così difficili che attraversiamo, l’Italia non si ricostruisce con i balli, che sono fomite d’immoralità. Da tutti è notato il decadimento del senso morale, che di nota nella società. Perché? Perché con il ballo, il cinema, la stampa pornografica, la moda immodesta si esalta e si eccita la sensualità, il libero costume. Per amore del popolo, bisogna contrapporsi fortemente a questo stato di cose e diffondere un sempre più vivo e cristiano senso morale, e far rinascere in molte coscienze il sentimento religioso, indebolito o spento. Gettiamo questo grido d’allarme, suggerito anche dalla stagione estiva, la quale con l’ebbrezza del suo sole, lancia per le strade tante giovinette assetate di divertimento, facile prede alle più pericolose stravaganze della moda. Speriamo che sia raccolto specialmente dai genitori, che tanta responsabilità hanno della salute e dell’anima e del corpo dei propri figli. Piangerete più tardi a che servirà?
Fiori d’Arancio. In sei mesi di quest’anno, abbiamo avuto sei matrimoni e altri se ne stanno preparando. Vogliamo ricordare tre spose, tutte tre Dirigenti dell’Associazione femminile d’Azione Cattolica e iscritte alla Compagnia Figlie di Maria. Eccole: Bergoglio Rita di Michele sposata con Aldo Maritano in aprile; Mola Maria di Giuseppe sposata con Giuseppe Lovera in maggio; Garello Rina fu Vito con Giuseppe Bertoglio (di Orbassano) in giugno. Il loro matrimonio è stato celebrato con tutta la solennità possibile nella nostra Parrocchia. Le Spose se lo meritavano. Si erano preparate al grande passo non frequentando il ballo, ma tra le file dell’Azione Cattolica e da vere Figlie di Maria. Saranno certamente benedette dal Signore. Possa il loro esempio essere imitato da tutte le giovani parrocchiane.
Problemi Comunali. 1.- Il Sindaco sig. Andreis Gio. Battista, coadiuvato da tutti i Consiglieri, è alle prese con un problema quanto mai grave e importante, quello dell’acqua potabile da dare al paese. Se egli riesce a risolverlo si farà un nome. Pare che sia da oltre 50 anni che a Piossasco si studia questo problema e si fanno progetti, i quali non furono mai realizzati, anche per opposizione da parte dei cittadini. Ma chi si oppone a quest’opera veramente di prima necessità, è forse colui che mormorava anche contro la luce elettrica, quando non l’aveva ancora sperimentata. Ma quando si pensa alla pulizia, all’igiene, alla comodità dell’acqua potabile, non si può fare a meno di desiderarla e volerla a costo anche di gravi sacrifici. Auguri dunque che i progetti diventino presto realtà per il bene e per il … decoro del nostro paese.
2.- Altro problema è quello delle strade. Tutte le strade d’Italia e non solo quelle di Piossasco sono in cattivo stato, per causa della guerra. Ma è anche vero che a poco a poco bisogno porvi rimedio. C’è chi suggerisce un mezzo che ci sembra buono e che rivolgiamo all’Amministrazione comunale. Quanti cantonieri ha il comune di Piossasco? Quasi uno! Con tante strade da tenere in ordine e diverse piazze da pulire? Via, è troppo poco. Si diminuisca il numero degli altri dipendenti municipali, ma si aumentino i cantonieri. Questi non abbiano come per il passato, l’incarico d’taché d’papé; perché allora i fussài stan da guré; ma mentre piove o subito dopo, escano per le strade per riparare i danni che l’acqua ha portato o per impedire che ne porti. Tanto per citare un esempio, è vero o no, che passano dei mesi e per la strada che dal paese conduce a San Vito non si vede mai un cantoniere? Eppure è una strada che va tanto sorvegliata. Siano dunque in numero sufficienti i cantonieri; ciascuno abbia la sua zona da sorvegliare e tenere in ordine. La conseguenza sarà che le strade miglioreranno e la popolazione pagherà più volentieri le imposte.
Pro Bollettino. Ringraziamo gli oblatori, i quali desiderano che il Bollettino viva e lo dimostrano con le loro offerte. Ci auguriamo che il loro esempio sia imitato da tutti i lettori della Buona Parola. Registriamo la cifra di lire 3.170.
Allegato al bollettino troviamo questo foglio / scheda per la ricostruzione della Cappella di S. Valeriano.

PIOSSACO – PARROCCHIA S. VITO
Per la ricostruzione della Cappella di S. Valeriano
Piossaschesi,
La devozione del nostro paese verso S. Valeriano si perde nei secoli. Non si sa con precisione in quale epoca Piossasco avesse innalzato a Lui quella Cappella, che era stata giudicata pregevole per antichità, e che i tedeschi, nemici della nostra Religione e della nostra Patria, hanno cannoneggiato e distrutto nel luglio 1944. Ora la Cappella per unanime volontà di popolo deve risorgere, più bella di prima, quale monumento di fede cristiana e quale ricordo imperituro della terribile guerra. Il progetto della nuova Cappella, preparato dall’Architetto Dott. Cesare Filippi di Torino, è piaciuto a quanti lo poterono già vedere, attende di essere messo in esecuzione. Vengo perciò a chiedere la collaborazione di tutti i Piossaschesi. Ho eletto un Comitato d’azione formato di persone delle due Parrocchie. Esso si dedicherà alla propaganda, alla raccolta delle offerte, ad organizzare aiuti, a spingere la causa, perché presto e bene si svolgano i lavori della ricostruzione. Piossasco ha sperimentatola protezione celeste di S. Valeriano, durante questa ultima tragica guerra; perciò ho fiducia che NON UNA SOLA FAMIGLIA resterà assente o indifferente per la riedificazione della nuova Cappella. Soprattutto spero nella generosa collaborazione dei militari, che ebbero la grazia di aver salva la vita. I nomi delle persone o delle famiglie che faranno un’oblazione di almeno DUE MILA LIRE saranno ricordati in apposita iscrizione nella Cappella. PIOSSASCHESI, date prova della vostra sincera e grande devozione a S. Valeriano, firmando il qui unito tagliando, che mi dovete ritornare al più presto; mentre invece il denaro promesso lo verserete con vostra comodità entro gli anni 1946-1947. Dalla risposta a questo appello dipende la decisione per l’inizio dei lavori. Siate dunque solleciti e generosi. S. Valeriano vi benedica.
Piossasco, 10 giugno 1946 - don Giuseppe Fornelli, Vicario.
COMITATO DI AZIONE: Buttigliengo Giovanna, Novarese Tersilla, Brero Mario, Lovera Eraldo e Paviolo Mario (parrocchia S. Vito); Franchino Caterina, Martinatto Germana, Balbo Renato, Camisasso Alverio e Rufinatto Carlo (parrocchia S. Francesco).

Settembre 1946

Inaugurazione Altare al Prarosto. Domenica 13 ottobre. Si avvicina il giorno, in cui potremo pagare il debito di riconoscenza che abbiamo verso la Madonna delle Grazie, sciogliendo il voto fatto durante la tragica guerra, quando invocavamo protezione sulla parrocchia e sul paese. In nuovo altare di marmo, preparato dalla Ditta Allegra di Torino, sarà messo a posto nei primi giorni d’ottobre. Se ne farà l’inaugurazione solenne domenica 13 ottobre. Alle ore 9 vi sarà la benedizione del nuovo altare e quindi su di esso si celebrerà la Santa Massa. E’ la Messa votiva che celebreremo ogni anno nell’autunno per ringraziare la Madonna SS. Parrocchiani e Piossaschesi, intervenite numerosi, la festa serva a ravvivare in tutti la fiducia nella protezione ella Madonna delle Grazie giacché i tempi corrono ancora tanto torbidi e disagevoli. Non mancate di recare la vostra generosa offerta. Il nuovo altare non è l’artistico altare che era stato progettato in un primo tempo, con l’intenzione di migliorare le condizioni generali della Cappella; è un altare assai modesto, come vogliono le difficoltà dei momenti; tuttavia la sua spesa tocca le cento mila lire. Le oblazioni finora già raccolte si avvicinano alla metà della suddetta cifra, perciò possiamo guardare fiduciosi l’avvenire. Ecco intanto la somma delle ultime offerte che ci sono pervenute, per grazie ricevute o in occasione del matrimonio, o per la nascita di bambini, per un totale di lire 8.060.
Per la Cappella di S. Valeriano. Nel mese di giugno scorso, è stata compilata una lettera circolare la quale fu distribuita nel mese di luglio; in essa si chiedeva l’adesione per la ricostruzione della nuova Cappella di S. Valeriano e s’invitavano i Piossaschesi a sottoscrivere offerte da versare entro il 1946-47. Le prime adesioni e le prime sottoscrizioni sono già arrivate e anche già alcuni biglietti da mille. La nuova Cappella si deve ricostruire assolutamente, i lavori s’inizieranno e nel prossimo autunno o nella prossima primavera. Stiamo preparando i preventivi. E’ bene inteso che facciamo conto delle condotte dei materiali, che saranno fatte gratis dai devoti Piossaschesi. Vi è chi ha già promesso mattoni, chi sabbia, chi tegole e altro materiale. Prevediamo che vi sarà una nobile gara per dimostrare generosamente la devozione a San Valeriano, in ringraziamento di favori già avuti e in pegno di grazie da ottenere. La somma delle offerte, che però non sono ancora quelle con risposta alla circolare, ammonta a lire 5.055.
Don Mario Bonetto, Novello Sacerdote. Sabato 29 giugno scorso, festa di San Pietro, a Torino nella chiesa Cattedrale, l’Eminentissimo Card. Arcivescovo M. Fossati, consacrava Sacerdoti 26 giovani leviti. Fra questi vi era un nostro parrocchiano, don Mario Bonetto, che il giorno seguente, 30 giugno, celebrava nella nostra chiesa parrocchiale la sua Prima Messa. Ricevuto alle ore 11 alla porta della chiesa e ossequiato con poesie e complimenti, indossati i sacri paramenti, salì per la prima volta all’altare, assistito dal Rev.mo Teol. A. Gajdo curato di S. Agostino in Torino. La chiesa si riempiva di popolo come nelle più grandi solennità; dall’orchestra la nostra Scuola musicale di canto eseguiva magistralmente la Messa del Perosi. In fine il novello Sacerdote impartì a tutti una speciale benedizione. Nel pomeriggio don Mario Bonetto officiò i vespri solenni, dopo i quali il Vicario tenne dal pulpito il discorso di circostanza, rilevando la grandiosa e santa letizia della famiglia parrocchiale, per la grazia concessa dal Signore di avere un parrocchiano Sacerdote, dopo 33 anni dall’ultimo Sacerdote della parrocchia, che fu il Teol. M. Oddenino. Dopo le funzioni religiose si svolse nel salone dell’Asilo un’accademia in onore del novello Sacerdote. Eseguirono musica corale di circostanza, le nostre due Scuole di Canto, maschile e femminile; sedeva al pianoforte la signorina Delia Brunicardi. Don Alciati, nostro Vicecurato, aprì l’accademia con appropriate ed elevate espressioni all’indirizzo del novello Sacerdote. Parlò il Teol. Gajdo, curato, in nome dei sacerdoti della Parrocchia, dei quali era presente don Pietro Fiora. Furono declamate poesie di felicitazione e d’augurio; furono offerti doni; fu rappresentato un bozzetto molto intonato alla festa. L’accademia terminò con le parole commesse del festeggiato, che poi distribuì ai presenti un’immagine ricordo della festa. Se fu una festa parrocchiale, è stata soprattutto una festa per la famiglia Bonetto Giacomo, così benedetta da Dio, lieta di vedere coronati i suoi sacrifici e le sue aspirazioni. Faccia il Signore che sorgano altre vocazioni sacerdotali, perché altre famiglie siano benedette e si ripeta presto questa festa che lasciò in tutti un incancellabile ricordo.
Saggio dei Bimbi all’Asilo. Come di solito, prima di chiudere l’Asilo per le vacanze e stive, avvenne domenica 7 luglio scorso, il saggio dei bimbi. E’ sempre un trattenimento interessante. Anche quest’anno i diversi numeri del programma furono ben interpretati. Un particolare che evidentemente concorse a dare più pregio alle esecuzioni, fu il pianoforte, suonato con tocco d’artista dalla signorina Delia Brunicardi. Va notato per la verità, che il saggio suscita ogni volta qualche risentimento in qualche mamma, la quale vorrebbe vedere il proprio bimbo o bimba a seguire le cose più belle. Ma le mamme devono comprendere che non tutti i bimbi sono disinvolti e capaci di agire sul palcoscenico e subire lo sguardo del pubblico, senza provare suggestione e amnesie. Se non si facesse una giusta scelta tra i bimbi, potrebbe capitare che i Saggio finisse in un fiasco con poco onore di chi lo prepara e delle famiglie stesse dei bimbi. Quindi, via ogni invidia o gelosia. Il Saggio ha reso un incasso di circa cinque mila lire. L’Asilo quest’anno ha bisogno di speciali aiuti, per le accresciute difficoltà inerenti ai tempi che corrono. Facciamo noto al pubblico che il nostro Asilo non ebbe mai alcun soccorso dall’ANRRA. Questa mandava a Piossasco ogni mese materiale alimentare per i bambini, e tutto andò sempre a finire all’Asilo Gianotti. Perché non dividerlo fra i due Asili? Forse che l’ANRRA mandava per un solo Asilo? Ma allora perché l’autorità Municipale ha segnalato all’ANRRA un solo Asilo e non due?…L’Amministrazione del nostro Asilo in seguito, appoggiata dall’on. Avv. Bovetti, è ricorsa al dono svizzero; la domanda fu ben accolta e l’Asilo ottenne una buon’assegnazione di materiale. Come per il passato vogliamo sperare sempre nella Divina Provvidenza e nell’appoggio di tante persone amiche e benefiche.
L’Acqua Potabile a Piossasco. Ci risulta che presso il Municipio è stata costituita una Commissione, di cui fanno parte anche dei tecnici, per risolvere il problema dell’acqua potabile. Facciamo voti che i lavori di detta Commissione siano solleciti, perché, decisa la cosa, si venga al più presto alla compilazione del progetto definitivo, il quale nel prossimo anno dovrebbe essere attuato. C’è ancora qualcuno che sia titubando sulla necessità dell’acqua potabile a Piossasco? Ma costui non conosce la scarsità d’acqua che c’è nel paese, specie nel centro, ove si corre da un pozzo all’altro e si fa la coda per avere un secchio d’acqua. Costui non è mai passato per le strade del paese, per vedere la schifezza dell’acqua che vi corre. Costui non è mai caduto sul ghiaccio, che d’inverno abbellisce le suddette vie, occupandole completamente, per l’agghiacciamento dell’acqua che vi scorre. Costui non ha mai sentito parlare dei casi di tifo che a Piossasco annualmente non sono pochi, e che giusta il giudizio dei medici, sono soprattutto causati dalla mancanza d’igiene nell’acqua usata dalle famiglie. Ma l’impianto sarà costoso, potrà dire qualche vecchio retrogrado. Sicuro, che sarà costoso, e in modo proporzionato ai tempi, e lo si pagherà da tutti, ma specialmente dai consumatori d’acqua, e quanta se ne consumerà, quando si avrà l’impagabile comodità del rubinetto in casa; quando sarà facile l’impianto in casa di un bagno per quando modesto. Per altra parte non bisogna lasciar passare le presente occasione, che non si sa quando potrebbe ritornare: il denaro è imprestato dallo Stato, il quale concede 30 anni di tempo per la restituzione. Venga dunque decisa quest’opera, che si può ben chiamare di bonifica del paese; opera che con l’impianto dell’acqua potabile porterà anche l’impianto della fognatura e che darà occasione di riadattare e migliorare le strade attraverso le quali si dovranno fare i detti impianti. Il consenso della maggioranza della popolazione del paese non può mancare alla Commissione né al Consiglio Comunale, il quale si deve affrettare a decidere quello che sarà una ricchezza per Piossasco.
Democrazia Pratica. Abbiamo avuto notizia che un contratto si sarebbe concluso tra il Municipio nostro e il sig. Zorzoli, proprietario dello stabilimento che in tempo di guerra era sorto sul terreno del Comune, alla così detta Stazione. Il terreno non sarebbe stato venduto, ma solamente affittato al sig. Zorzoli per 99 anni, al prezzo di 30 mila lire l’anno. Per gli anni passati, a titolo di risarcimento danni, il sig. Zorzoli pagherebbe al Comune la somma di lire 300mila. Intanto egli s’impegnerebbe di far costruire una pensilina (in sostituzione dell’antica stazione) che servirebbe per chi deve sostare nell’attesa della corriera. (finalmente!) ci pare che il Consiglio Comunale abbia fatto una buona cosa, specialmente dal punto di vista democratico, perché sussistendo la fabbrica Zorzoli e forse anche allargandosi, darà lavoro a molti operai, che non avranno più il disagio del viaggiatore come fanno ora. C’è da augure che sorgono in Piossasco altre fabbriche o industrie, soprattutto per dare lavoro. Andare incontro all’operaio, facilitargli il lavoro, questa è vera democrazia pratica. Mentre viceversa tanti non hanno che parole… democratiche.

Novembre 1946

Il Nuovo Altare del Prarosto consacrato dal Cardinale M. Fossati. Il ricordo della giornata di domenica 13 ottobre scorso, resterà incancellabile nella storia della nostra Parrocchia per l’avvenimento straordinario, che in tale giorno si è compiuto con l’inaugurazione del nuovo altare di marmo alla Cappella del Prarosto. Abbiamo avuto l’alto onore di ricevere fra noi l’Em. mo Card. M. Fossati Arcivescovo di Torino, il quale si è degnato di venire a consacrare personalmente il nostro altare votivo. Ricevuta alle due strade, il Cardinale Arcivescovo, accompagnato dalla gran folla che sfilò davanti a Lui su per il prato fino alla Cappella, alle 10,30 iniziava il rito della consacrazione, secondo la forma più breve, nel sepolcretto dell’altare racchiudeva le reliquie dei due santi Martiri Teofilo e Costanza. Quindi rivolgeva paterne parole ai presenti, ricordando come negli anni tragici della guerra, noi avevamo invocato la protezione della Madonna delle Grazie sulla Parrocchia e sul Paese, facendo voto di erigerLe un altare di marmo. La Madonna SS. ha dimostrato nel modo più evidente di aver gradito il nostro voto, salvando in modo prodigioso Piossasco. Noi abbiamo perciò sciolto il nostro voto, mantenendo quello che avevamo promesso. L’Altare, che è opera della Ditta Allegra di Torino, è riuscito bello, dignitoso e ben intonato alla Cappella. Il suo marmo roseo vuol rappresentare un mazzo di rose profumate di riconoscenza che la popolazione offre alla SS. Vergine delle Grazie. Difatti è tutta la popolazione di Piossasco che concorre alle spese. Dopo la consacrazione dell’altare, su di esso fu celebrata la S. Messa, durante la quale il Re. Mo Canonico prof. B. Giaj-Via, che rivestito della sua splendida cappa canonicale aveva assistito e onorato il Cardinale Arcivescovo, disse calorose e appropriate parole di circostanza al popolo che assiepava il prato circostante la troppo piccola cappella. Un ex-militare reduce dalla prigionia (Vittorio Fiora) ha cantato l”Ave Maria del Soldato”, volendo esprimere i sentimenti di gratitudine di tutti i Soldati di Piossasco per l’assistenza speciale avuta dalla Madonna. La meravigliosa giornata di sole ha inondato di nuova luce spirituale le anime, ha infuso nuovo calore di devozione nei cuori, ha rinnovato in tutti la fiducia che come nel passato così nell’avvenire la Madonna delle Grazie sarà la nostra salvezza, quella cappella sarà per Piossasco il caro Santuarietto, dove quella fiducia sarà sempre alimentata. Il Vicario ringrazia tutte le persone che gratuitamente si sono prestate per la pulizia e gli addobbi, entro e fuori della Cappella, in modo particolarmente il signor Peretti Agostino per trasporto del marmo da Torino a Piossasco, coadiuvato anche dal sig. Francesco Destefanis, e dalla Madonna ne invoca la ricompensa. Ecco le ultime offerte pro altare che ammontano a lire 13.400, donate per grazie ricevute o da persone che non vogliono indicarne il nome.
Asilo Infantile S. Vito. In principio d’ottobre si è riaperto il nostro Asilo e con qualche novità. La prima appartiene a due Suore nuove, Suor Elisabetta e Suor Bruna, che dalla casa madre d’Asti sono state mandate qui a coadiuvare la Rev. ma Suor Pasqualina Martinetti, che da cinque anni dirige come Maestra l’Asilo. A loro il benvenuto delle famiglie della parrocchia. Altra novità è la variazione nella retta mensile per la minestra dei bimbi. La retta è stata elevata a lire 100. Trattandosi di due bimbi della stessa famiglia, la cifra è ridotta a lire 150. Ricordiamo anche che ogni bimbo che si scrive all’Asilo deve pagare almeno un’azione, che è di lire 50. Per la parte economica comunichiamo che il Comitato provinciale dell’UNRRA ha disposto di aiutarci, e già ha inviato i primi soccorsi in materiali per refezioni dei bambini, l’Amministrazione ha badato a raccogliere legna presso le famiglie, e pie persone di quando in quando fanno qualche offerta in natura; di modo che speriamo siano assicurati anche per il nuovo anno scolastico la vita e il funzionamento del nostro Asilo.
Cappella di San Valeriano. Il Comitato d’azione va raccogliendo adesioni per la ricostruzione della cappella. Le offerte giungono, alternate le piccole con le grandi. Fra queste va notata l’offerta del Dott. V. Meynardi della villa Cadorina, il quale ha messo a disposizione mille mattoni. Il suo generoso esempio merita plauso e non mancherà certamente di essere imitato. Nella prossima primavera speriamo poter iniziare i lavori, che durante l’inverno andremo studiando e predisponendo. Si sta commentando l’idea lanciata dal signor Vicario dal pulpito, nella festa della Madonna del Rosario. L’idea è di fare sorgere sulla strada che porta alla cappella di S. Valeriano 15 piloni rappresentanti i 15 misteri del Rosario. L’idea è piaciuta ai più, e sarà attuata dopo la ricostruzione della cappella. Ci aiuti S. Valeriano perché si possa realizzare presto quanto è in progetto, a gloria Sua ed anche ad onore del Paese.

Gennaio 1947

Amalia Bonetto. Il 17 ottobre 1946 in Piossasco, all’età di 83 anni, si addormentava nel bacio del Signore. Era nativa di qui, e qui si era ritirata in riposo, a passare serenamente gli ultimi anni di sua vita, in compagnia della sorella ved. Crescio. Era una mente eletta e un cuore quanto mai sensibile e buono. Avviatasi presto agli studi, a 17 anni era diplomata Maestra elementare, iniziando la sua carriera d’insegnamento a Cumiana. A 20 anni vinse il concorso per le scuole di Torino e fu nominata insegnante nelle scuole municipali della grande Metropoli, ove stette fino a che raggiunse 41 anni d’insegnamento. Allora si ritirava in pensione al proprio paesello, ove un giorno fu onorata e festeggiata con la Medaglia d’oro, concessale dal Ministero dell’Educazione, come alto riconoscimento dell’opera attiva e illuminata che essa aveva svolto in mezzo ai fanciulli. La sua grande bontà di cuore la portò a compiere molte opere benefiche, distribuendo i frutti di sue fatiche e dei suoi risparmi. Noi la ricordiamo con viva riconoscenza come prima benefattrice del nostro Asilo S. Vito. Appena letto sul Bollettino parrocchiale l’appello lanciato dal Vicario, che chiedeva aiuto per la costruzione del nuovo edificio dell’Asilo, rispose prontamente, offrendo la generosa somma di lire ventimila. Furono quelle che diedero il primo stimolo ad iniziare i lavori della costruzione, che in pochi anni fu compiuta. Nel fare la sua offerta aveva però messo alcune condizioni. La prima fu che avanti la sua morte non si pubblicasse il suo nome in proposito. Così abbiamo fatto; ammirando non solo la sua forza d’animo, ma anche la sua umiltà, tanto esemplare. Altra condizione era, che una sala dell’Asilo S. Vito venisse a lei intitolata e la sua fotografia fosse esposta, quasi per restare sempre con i bimbi che tanto amava. Anche questo suo desiderio è stato attuato. Il 27 novembre scorso, l’Amministrazione dell’Asilo ha fatto celebrare per lei un solenne funerale di trigesima; ogni anno in principio dell’anno scolastico, l’Asilo ricorderà questa grande Benefattrice con un funerale, cui interverranno i bimbi, come lei desiderava. In questo modo, l’Amalia Bonetto rimarrà vivo il ricordo fra noi, mentre oggigiorno i bimbi innocenti faranno per lei una preghiera.
Cappella S. Valeriano (banco di Beneficenza). Quando leggerete questo Bollettino, saranno già incominciati i lavori per costruire la nuova carrozzabile, che dalla Cadorina dovrà portare su alla Cappella di S. Valeriano. Questa strada era necessaria per effettuare il trasporto del materiale destinato alla riedificazione della Cappella. Il sig. geom. Walter Cruto ha accettato con entusiasmo di prestare l’opera sua, ne ha fatto il tracciato e ne cura l’esecuzione. L’inverno, mentre i lavori di campagna danno tregua, è il tempo opportuno per la costruzione di questa strada, con l’aiuto gratuito dei volenterosi Piossaschesi. Anche la pineta e tutta la regione montana acquisterà importanza. Nell’anno che ora è cominciato, speriamo di poter anche iniziare la ricostruzione della Cappella. La spesa si prospetta quanto mai grande; ma la nostra fede è ancora più grande; S. Valeriano ci manderà i mezzi necessari. Intanto lanciamo fin d’ora un’idea e un appello. Per la prossima Pasqua abbiamo ideato un Grandioso Banco di Beneficenza pro Cappella S. Valeriano. Il Comitato d’azione si è già messo al lavoro. Piossaschesi, preparate oggetti e regali: domandate e raccogliete fra i vicini e i lontani, perché il Banco riesca con esito sorprendente. Dal gettito di questo Banco piglieremo le mosse per cominciare i lavori della nostra Cappella. Gli oggetti si possono recapitare all’Ufficio parrocchiale e presso i membri del Comitato d’azione. Ora il primo elenco delle offerte che già ci sono pervenute pro Cappella San Valeriano, che ammonta a lire 20.950. sentiti ringraziamenti a tutti con l’augurio che vi siano molti imitatori generosi.
Cappella del Prarosto. I de voti della Madonna delle Grazie sono stati soddisfatti del nuovo altare di marmo, che nella sua semplicità piace e ben si adatta alla Cappella. Abbiamo voluto che su di lui, contro il gradino più elevato, fosse incisa un’iscrizione che documentasse il motivo della erezione; ricordasse cioè che l’altare eretto e consacrato nel 1946 fu un voto alla Madonna delle Grazie da parte della popolazione di Piossasco. La Madonna SS. che ci ha protetti durante la guerra, conservandoci in vita, ci protegga ora nell’anima, allontanando dal nostro popolo ogni sentimento di violenza, d’odio, ogni torma d’ateismo e di materialismo, mantenga vivo in tutte le famiglie, il fuoco sacro della Fede religiosa. La prima festa della Madonna delle Grazie, che si suole fare ogni anno l’ultimo martedì di carnevale, ricorrerà quest’anno il 18 febbraio prossimo. Messa cantata alla Cappella alle ore 9. Rettori della Festa sono i sigg. Martinasso Alberto e Francesco Vignotti fu Giovanni. La spesa del nuovo altare non è ancora stata coperta; ma le offerte continuano; ecco le ultime che abbiamo ricevuto e che ammontano a lire 7.700, molte per grazie ricevute.
Statistica Parrocchiale 1946.
Battesimi 25: di cui 14 maschi e 11 femmine. Ricordiamo che fra questi ci sono dei nomi noti che sono rimasti a Piossasco, e che lavorano qui, (tra questi lo scrivente). Altri che sono andati altrove, addirittura in America, altri che sono già tornati alla Casa del Padre.
Matrimoni 14. Morti sono 13.
Con piacere dalla Statistica possiamo costatare che la nostra Parrocchia è in aumento, poiché i nati sono il doppio dei morti. Il numero dei matrimoni è più che normale. I morti sono quasi tutti in età assai avanzata, ad eccezione di un bimbo di due anni ed una sposa di 46 anni. Anche su questi punti, tanto importanti per la vita di una parrocchia, si va ritornando alla normalità, ricostruendo le famiglie.

Marzo 1947

Cappella di San Valeriano – La Nuova Strada – Banco di Beneficenza.
Piossaschesi, il primo passo verso la riedificazione della Cappella di S. Valeriano è stato compiuto con la costruzione della nuova strada che porta lassù; la quale dovrà servire non solo per la comodità dei devoti, ma per il trasporto dei materiali. Il mattino del 30 dicembre 1946 si dava il primo colpo di piccone, che ne iniziava i lavori. Era la prima squadra di volenterosi, che gratuitamente veniva a prestare la mano d’opera. Succedevano altre squadre nei giorni seguenti, tanto che si può dire che nel giro di un mese, la strada nuova che misura mezzo chilometro, era fatta. Nell’ultimo tratto, che dal colletto o pineta, sale alla Cappella, si incontrarono maggiori difficoltà causa il terreno roccioso. Fu necessario invocare l’aiuto dei minatori della vicina cava di pietra. Con il consenso del Presidente della Provincia, On. Avv. G. Bovetti, e per l’interessamento del geom. Bosco e del sig. Vaschetto, le mine sono state preparate e fatte brillare dal bravo minatore Gontero Michele, così la strada restava aperta. Arriva e finisce in uno spiazzo sufficientemente largo, dal quale si salirà con breve gradinata alla Cappella, dal quale si gode un meraviglioso panorama verso la pianura. Ringrazio vivamente tutti quelli che poco o tanto e in qualsiasi modo si sono prestati: ne conserviamo i nomi, sono 90 della parrocchia di S. Vito e 30 di S. Francesco. Il primato è stato toccato da Roberto Bonetto, che non ha mancato una sola giornata. Un grazie speciale all’Ing. Schaeffer, che, interpellato, subito concesse che la strada passasse attraversala sua proprietà. Ma soprattutto ringrazio il sig. geometra Walter Cruto, che ha tracciato la strada in modo geniale e ne ha curato la costruzione con costante volontà e generoso impegno, per devozione a S. Valeriano e per il bene del paese, il quale effettivamente trova ora migliorata la regione della pineta. Quello che il passato fascismo, nonostante la strombazzata propaganda per la pineta, non aveva saputo fare, lo ha realizzato ora la devozione di un popolo ad un Santo Protettore di Piossasco. Ecco ciò che la storia non può far a meno di registrare. Ed ora tutte le nostre energie vanno indirizzate al BANCO DI BENEFICIENZA, che si terrà nella prossima festa di Pasqua. Tutti sospirano di veder presto risorta la Cappella di S. Valeriano e chiedono con insistenza quando s’inizierà la costruzione, ora che la strada è fatta. Rispondiamo che l’inizio dei lavori dipende dal Banco di beneficenza. Se il Banco darà un buon incasso, darà pure la prima spinta ad iniziare i lavori. E’ dunque assolutamente necessario che il banco sia grandioso e dia in introito eccezionale. In questo mese di marzo, tutte le nostre forze siano mobilitate a farne la preparazione. Si parli del Banco, si lavori per il Banco, si raccolgano oggetti per il Banco. Gli oggetti si possono recapitare all’ufficio parrocchiale delle due parrocchie; presso la Farmacia Crescio, presso Cartoleria Caselli, presso Drogheria Franchino. Se conoscete Persone, Ditte fuori Piossasco, dalle quali possiate sperare bene, chiedete al Comitato pro Cappella di San Valeriano, che tiene pronte Circolare di propaganda, spedite, mandate con vive raccomandazioni. Piossaschesi all’opera !
Festa di San Valeriano. Come il solito, si celebrerà il lunedì di Pasqua. Sulle rovine dell’antica Cappella erigeremo un altare su cui celebrare la S. Messa alle ore 9,30. Se il concorso di gente l’anno scorso fu straordinario, quest’anno dovrà essere superato. Tutto Piossasco sarà certamente lassù. Rettori della festa sono i signori Merlo Giovanni ed Emilio Macario.
Per l’Altare di S. Antonio. Che l’attuale Altare di S. Antonio abate, nella nostra chiesa parrocchiale, sia il più misero di tutti, è un fatto evidente. Che sia quindi necessario un altare nuovo e decoroso, è cosa che non si può negare. E’ stato pertanto preparato un progetto di un altare di marmo, che si aggira sulle cento mila lire. La cifra non spaventa, perché adatta ai tempi. Come fare a raggiungerla? Semplicissimo. Basta che ogni famiglia, la quale abbia una stalla, faccia un’oblazione di lire 500. Anche qui possiamo dire: che cosa sono cinquecento lire? Ai giorni nostri sono meno che 50 lire anteguerra. Quante famiglie ci sono che hanno una stalla? Sono circa duecento. Parliamo di stalla, perché la devozione a S. Antonio abate è sentita e praticata soprattutto dai contadini, che raccomandano le loro bestie a questo Santo, che è riconosciuto universalmente quale protettore degli animali. Durante la festa di S. Antonio, celebrata solennemente nella nostra parrocchia il 17 gennaio scorso, dai contadini è partita la voce che è arrivata al sottoscritto: “Comandi l’altare, lo faccia fare, vedrà che noi lo pagheremo”. Una manifestazione di questa buona volontà si ha nelle offerte già raccolte e che qui pubblichiamo; nel giorno della festa si sono superate le quattro mila lire. I Rettori della Compagnia di S. Antonio si sono impegnati di fare propaganda pro altare. Ecco le offerte pervenute che ammontano a lire 10.500, comprensive di lire 6.000, dalla raccolta pro grano e meliga nella Quaresima ’46.
Parrocchiani miei, come vedete progetti di lavoro non mancano e non ho detto tutto. C’è il tetto della chiesa da ripassare perché piove dentro; ci sono le campane da sistemare prima che cadano in testa a chi le suona; c’è il Battistero da rifare; c’è l’orchestra da ampliare e l’organo da migliorare. Tutti questi lavori sarebbero compresi in un piano quinquennale. Però qualcosa è urgente che si faccia già quest’anno. Il Signore ci assista, e benedica chi lavora, chi dona e offre per la sua divina gloria. Don Giuseppe Fornelli, Vicario.
Qui di seguito presentiamo il volantino del Comitato Pro Cappella di S. Valeriano.

COMITATO PRO CAPPELLA S. VALERIANO. Piossasco (Torino)

Piossasco, 2 febbraio 1947
ILL. mo SIGNORE,
Nel luglio 1944, un reparto militare tedesco, a colpi di cannone, riduceva in un cumulo di macerie la CAPPELLA DI S. VALERIANO, sita in Piossasco. La Cappella era pregevole per antichità ed era centro di viva devozione da parte di tutto il paese. Ora la popolazione, per voto unanime, vuole che la Cappella risorga in un nuovo tempio, che dovrà ricordare nei tempi l’atto vandalico tedesco, mentre continuerà la devozione verso S. Valeriano, che Piossasco venera quale Protettore. La nuova costruzione importa una spesa rilevante, che si avvicina al milione. I Piossaschesi contribuiscono in offerte, che già si stanno raccogliendo; ma che non potranno raggiungere le cifra necessaria. Perciò è sorta l’idea di preparare uh grandioso BANCO DI BENEFICENZA sulla piazza della Chiesa parrocchiale di San Vito, nelle prossime Feste Pasquali, e precisamente nei giorni 6-7 aprile. Allo scopo si è costituito un Comitato d’azione, che già si è posto all’opera. Esso si pregia rivolgersi con la presente alla S. V. Ill. ma di cui conosce la generosità per tutte le opere di bene, pregandola di voler contribuire con l’offerta d’oggetti. L’eccellenza dell’opera che s’intende costruire non sfugge a nessuno, perciò nutriamo fiducia di poter allestire un imponente Banco do Beneficenza, ove faranno bella mostra gli oggetti che la S. V. Ill. ma si compiacerà di mandare. Con devoto ossequio.
p. Il Comitato
don Giuseppe Fornelli, vicario di San Vito
teol. Carlo Gianoglio, prevosto di S. Francesco
P.S. In Torino gli oggetti si possono recapitare ai seguenti indirizzi: Via Assietta, 1 (corriere Borgi); Via S. Quintino 37; Via Massena, 36 (Gontero)

Maggio 1947

La festa di San Valeriano. E’ stata celebrata il lunedì di Pasqua, in un’atmosfera d’ardente entusiasmo e in una cornice di grandiosità, mai vista finora. Diversi coefficienti vi hanno contribuito, come l’intervento della Banda musicale del Comune, il cielo splendido con un sole primaverile, invitante ad uscire da casa e a salire verso la montagna, per godere le prime bellezze della primavera. Ma ecco la cronaca precisa. Alle ore 9 era stato dato convegno alla popolazione in piazza San Vito, donde con la Banda in testa partì il corteo. All’imbocco della nuova strada che si doveva inaugurare, la Banda eseguì una suonata per dar tempo alla folla di raggrupparsi; quindi s’iniziò la salita. La nuova strada lunga mezzo chilometro, era letteralmente occupata dall’interminabile teoria di gente, che in fila di tre, di quattro persone, lentamente saliva, commentando il lavoro stradale ben riuscito e comodo. Sul piccolo piazzale, ove termina la strada, guardando a mezzogiorno la larga distesa della pianura in un panorama splendido, la Banda musicale lanciava ancora al paese, al piano e al monte i suoi squilli festanti, eccitando in ogni cuore vibrazioni di gioia. Intanto i Rettori della Festa sigg. Giovanni Merlo ed Emilio Macario, avevano trasportato dalla Chiesa parrocchiale il quadro di San Valeriano, il superstite quadro, che fra le rovine della Cappella bombardata, rimase miracolosamente intatto, e che quindi sarà rimesso nella nuova Cappella. Davanti al quadro, eretto sulle macerie, fu preparato un altare, ove fu celebrata la S. Messa; durante la quale furono cantati mottetti di musica polifonica sacra dalla nostra Scuola maschile di canto. Il Vicario tenne un breve discorso, nel quale accennò alla tradizionale e riconoscente devozione di Piossasco verso San Valeriano. In quel momento se ne dava un’evidente dimostrazione, perché tutto il colle nereggiava di gente: tutto Piossasco era lassù. Fece notare l’unanime volontà della popolazione delle due Parrocchie che si è impegnata nella ricostruzione della Cappella, e che invia offerte; sono cittadini d’ogni categoria che offrono; nessuno vuol restare assente. Il Vicario ha espresso la sua ammirazione e soddisfazione per questa meravigliosa armonia di volontà, ha terminato con la quasi certa speranza che per la festa del prossimo anno, ci sarà già la nuova Cappella. Indice de numero e della generosità dei presenti è la colletta raccolta durante la funzione, che fu di lire undici mila e cinquecento. Per la cronaca dobbiamo aggiungere che anche una macchina ha inaugurato il nuovo tronco di strada. Precisamente l’Aprilia del sig. Candido Biamino. Rettori per la festa del 1948 saranno i sigg. Cesare Lanza di Antonio e Giuseppe Bonino di Lorenzo.
Banco di beneficenza. Anche qui il cronista dovrebbe usare espressioni grandiose per parlare convenientemente del Banco pro Cappella S. Valeriano, perché è riuscito oltre ogni aspettativa. Tutte le famiglie di Piossasco, tutte le Ditte del paese hanno dato oggetti od offerte o l’una cosa e l’altra, tanto che non tutti i regali hanno potuto essere esposti, benché il Banco avesse una lunghezza di otto metri. Il Comitato ringrazia vivamente gli oblatori. Il Banco fu solennemente aperto alle ore 10 del giorno di Pasqua dalla Banda municipale. L’afflusso all’estrazione dei biglietti, fu così straordinaria che al termine della giornata era ormai tutto esaurito. Non era il valore o la vistosità dei regali che attirava la gente, ma il desiderio di fare un’offerta pro Cappella S. Valeriano. Ecco il resoconto che vogliamo sia conosciuto a tutti: dalla vendita dei biglietti lire 199.000; dall’incanto oggetti invenduti lire 35.000; da offerte varie pro Banco lire 36.000. Totale lire 270.000. Dopo quest’esito lusinghiero, il Vicario a nome proprio e in nome del Comitato pro Cappella S. Valeriano, pubblicamente ringrazia, anzitutto la Banda musicale per il servizio prestato; ringrazia la sig.ra Gilda Crescio, che ha assunta la direzione nell’allestimento del Banco, tutti coloro che l’hanno coadiuvata in un lavoro lungo, non facile e noioso. Ringrazia i collettori degli oggetti e anche il corriere (Borgi) e Peretti che gratuitamente hanno trasportato da Torino quanto, persone, ditte e società avevano mandato e disposto per il nostro Banco; (anche il famoso Stok ha inviato qualche cosa da Trieste). Ringrazia i falegnami che hanno impiantato il Banco e coloro che lo hanno vegliato di notte e coloro che hanno dato stoffa e copertoni per coprirlo e addobbarlo; tutti, tutti. Questo primo indiscutibile successo dispone e sprona a preparare un altro nel prossimo anno per la stessa festa. Evviva S. Valeriano!
Altra lista d’Offerte Pro Cappella S. Valeriano. Sono arrivate lire 30.330, il sig. Giovanni Zoppetto di Vito ha offerto alcuni tubi di cemento per i ponti della nuova strada; il sig. Biamino Candido ha messo a disposizione mille mattoni per la nuova Cappella. A tutti il più vivo ringraziamento del Vicario, che sugli Oblatori invoca la ricompensa Divina, per intercessione di San Valeriano.
Offerte Pro Bollettino. Queste sono le offerte finora ricevute per il corrente anno 1947, lire 6.350. ringraziamo gli offerenti, e ci auguriamo che il loro esempio sia imitato da tutti coloro che ricevono il Bollettino.
Festa di S. Giorgio. 1° maggio. Ecco un’altra festa, che sulla popolazione di Piossasco ha un fascino attraente, come quella di San Valeriano. La ragione è evidente: perché S. Giorgio è con S. Valeriano uno dei protettori celesti del paese. La celebriamo il 1° maggio, festa del lavoro, come abbiamo già fatto l’anno scorso. Così diamo occasione agli operai di fare una soddisfacente gita in montagna per ritemprare le forze del corpo nell’aria balsamica del monte San Giorgio, per rinfrancare anche lo spirito, partecipando ad una funzione religiosa. La parola d’ordine è dunque questa. Tutti a S. Giorgio. La partenza avverrà da piazza S. Vito alle ore 7,30; la Messa si celebrerà lassù alle ore 10. Rettori della festa sono i sigg. Vito Andruetto e Angelo Gino di Ignazio.

Luglio 1947

Cappella di S. Valeriano. Si avvicina il giorno dell’inizio dei lavori. Tutte le Ditte edili di Piossasco, convocare dal Vicario, già si sono radunate e hanno convenuto rilavorare di comune accordo, a prezzi speciali, per avere tutte il piacere e l’onore di aver prestata la propria opera per la costruzione della nuova Cappella. Intanto c’è un lavoro di sgombro e preparatorio da fare attorno alle fondamenta e sul piazzale, dove avrà condotto il materiale. A questo fine si fa caloroso invito ai volontari di trovarsi lassù sul colle S. Valeriano, lunedì mattina 18 agosto prossimo. Da giorno in poi si fa viva raccomandazione a tutti i Piossaschesi di volersi prestare per condurre su sabbia, mattoni, calce ed altro. Appena vi sarà sufficiente materiale, subitosi darà inizio ai lavori da parte dei muratori. Per S. Valeriano, pronti dunque all’appello, pronti al lavoro!
Offerte. A tutti un vivo ringraziamento e una preghiera a San Valeriano per le offerte ricevute di lire 21.550.
Al Palazzo del Comune. Da qualche mese ha assunto la funzione e la carica di Sindaco, il sig. Michele Elia. Ne siamo molto contenti, anzitutto perché è un nostro parrocchiano. Forse da quando il Consilio Comunale ha posto la sua residenza nel convento di S. Francesco, non vi fu più nessun Sindaco di S. Vito. Poi siamo contenti, perché si è accresciuta la nostra fiducia in una sempre più aggiornata Amministrazione consumale, date le capacità e le doti del nuovo Sindaco. Egli, per il suo carattere modesto, sincero e volitivo, gode la simpatia di tutti i Consiglieri, i quali, infatti, non sì perdono più a fare della politica inutile, ma della vera amministrazione. La stessa stima e simpatia egli gode presso tutta la popolazione, la quale con piacere ha visto finalmente un lavoro che tanto aspettava, cioè la riparazione generale delle strade. Il nuovo Sindaco ha due opere importanti da condurre in porto, vogliamo dire l’impianto dell’acqua potabile e l’allargamento del Cimitero. C’è qualcuno che possa negare che sono opere urgenti e necessarie? Chi le contrastasse sarebbe un nemico della democrazia e quindi del bene del popolo. Auguriamo dunque che presto se ne inizino i lavori, pronti a collaborare sempre per il miglioramento del paese.
Una Cappella ai Lupi. Nel territorio di nostra parrocchia esistono ben 13 Cappelle rurali. Ogni frazione ha la sua, eccetto i Lupi. Ebbene forse si avvicina il giorno in cui anche ai Lupi e Barbosi sorgerà una Cappella. Gli abitanti del luogo ne sentono il bisogno. Di fatti la Cappella è simbolo di Fede religiosa, attira le benedizioni di Dio, e da occasione di celebrare ogni anno una festa, di radunarsi qualche volta a pregare nel mese di maggio, per novene e tridui. Il Vicario è stato sul luogo a parlare con i Capifamiglia, i quali sono disposti a fare lo sforzo necessario per aver l’onore di una Cappella. Anche le famiglie delle cascine circonvicine e già sotto Cumiana, sono contente di concorrere alla spesa. La Cappella sarà intitolata alla Madonna Consolata. Dunque anche nella nostra Parrocchia avremo un piccolo Santuario dedicato alla Consolata, questo è bene. Chi volesse fare offerte per l’erezione di questa Cappella può rivolgersi ai Capifamiglia dei Lupi o all’Ufficio parrocchiale.
Rettori per il 1947.
Ecco il nome dei rettori per il corrente anno:
Compagnia del SS. Sacramento: Germano Martinatto e Silvestro Rosso.
Compagnia della Madonna: Mario Brero e Michele Martinatto di Clemente.
Compagnia del Suffragio: Lorenzo Marchisio e Livio Lanza.
I suddetti Rettori, radunati dal Vicario, hanno deciso che quest’anno passeranno a raccogliere il grano e la meliga. Sono dunque avvertite tutte le famiglie di tenere a disposizione, le loro offerte. Il provento andrà a beneficio dell’altare di S. Antonio Abate, che sarà costruito prima che finisca l’anno.

Settembre 1947

L’Ampliamento Cimitero, era necessario, perché i Morti possano essere sepolti con più ordine e il Cimitero faccia più bella figura. Perciò tutti hanno applaudito, quando sono venuti a conoscenza della felice idea del Consiglio comunale. Per far meglio conoscere la cosa alla popolazione, abbiamo pregato il signor Sindaco di fornirci chiarimenti, che qui pubblichiamo, sul progetto dell’ampliamento. Notiamo anzitutto con piacere, che sarà costruita una Camera mortuaria e una Cappella, che all’occorrenza potrà servire per la celebrazione della Messa per i defunti, sepolti nel nostro Cimitero. Il nuovo ampliamento si farà a lato del nostro di chi guarda la facciata dell’attuale cimitero e avrà una sua entrata particolare. Così nel nuovo muro di cinta e nella parte occidentale del vecchio muro saranno aree disponibili per tombe di famiglia, e queste saranno precisamente in numero di 60, le quali sono poste in vendita a lire 65 mila se lungo il muro vecchio e a lire 55 mila se lungo il nuovo muro. Una novità per Piossasco, come risulta dal progetto saranno i Colombari e le Cellette ossario. I cosiddetti Colombari, in numero di 96, sono posti Trentennali, divisi in due categorie con tre file ciascuna. I Colombari di prima categoria costano lire 18 mila, e quelli di seconda categoria lire 12 mila ciascuno. Le Cellette ossario in numero di 154, sono perpetue e costano lire cinque mila ognuna. I suddetti prezzi hanno vigore fino al 30 settembre 1947. Dopo tale data saranno aggiornati. Coloro perciò che si prenotano subito e verseranno l’intero prezzo stabilito, hanno il beneficio di ottenere la concessione a lavori ultimati, senza alcun aumento sul prezzo versato. Qui è il caso di dire: Affrettatevi, perché i primi saranno i più fortunati, per tanti ed evidenti motivi. Stavamo per uscire dal Cimitero, dopo una sepoltura; al sig. G.G. che si attardava a guardare fra i tumuli, domandavamo: “Che cerca?”. Rispose sorridendo: “Tutte le volte che vengo qua dentro, giro lo sguardo per cercarmi il posto, ma non lo penso che mi piaccia”. Gli abbiamo suggerito: “A suo tempo, quando sarà ora, qualcuno glielo troverà certamente”. Ma ora col nuovo ampliamento, è forse il momento propizio per trovarsi un posto gradito; non perdete tempo.
Pro Bollettino Parrocchiale. Ringraziamo gli offerenti, per la cifra di lire 2.150, poiché andiamo verso la fine dell’anno attendiamo dai molti che non l’anno ancora fatta, la loro generosa oblazione, proporzionata ai prezzi correnti della carta e della stampa.

Novembre 1947

Cappella di San Valeriano. Tutti siamo impazienti di vederne la ricostruzione. Si sperava d’iniziare i lavori in questi mesi dell’autunno; ma è impossibile per tanti motivo, perciò è giocoforza rimandarli alla prossima primavera. Gli acquazzoni della fine di settembre hanno rovinato assai la strada, di modo che non è possibile fare trasporti di materiale senza rimetterla un po’ a posto. Questa sistemazione la volgiamo fare in questo mese di novembre, per poi subito iniziare le condotte di sabbia, che si dovranno fare prima della cattiva stagione. Avvisi al riguardo saranno dati dal Vicario in chiesa. Vogliate prestarvi come per il passato, con buona volontà e generosità. Acquisterete meriti presso Dio e S. Valeriano, ma vi farete anche onore presso le generazioni future del paese. Ecco le offerte, che ammontano a lire 13.300.
Asilo Infantile S. Vito. E’ stato aperto regolarmente ai primi d’ottobre con qualche novità. E’ stata cambiata la Maestra; la posto di Suor Pasqualina è stata mandata dalla Casa madre d’Asti Suor Giovanna. A Direttrice è stata nominata Suor Elisabetta. La terza Suora è Suor Bruna, che già conosciamo. Alle Reverendissime Suore il saluto della popolazione e l’augurio e di buon anno scolastico. Di nuovo c’è il rialzo della retta mensile e delle azioni. In un’adunanza, tenuta alla fine di settembre, d’azionisti, amici e amministratori del nostro Asilo, si è convenuto che la quota mensile per le minestre da pagare dalle famiglie sia di lire trecento, per ogni bimbo, lire cinquecento se per due bimbi della stessa famiglia; che le azioni siano di lire cento ciascuna. Queste cifre, ai tempi che corrono, sono tutt’altro che gravi. Per altra parte se qualche famiglia avesse difficoltà a pagarle, può presentare domanda di riduzione all’Amministrazione. Fra poco si passerà alle case per raccogliere la legna. Date tutti qualche poco. Con riconoscenza si accettano anche patate, fagioli, ed altro. Tutto per amore di Dio e dei bambini.
Cappella del Prarosto. Abbiamo celebrato il 12 ottobre scorso, la festa votiva, promessa in riconoscenza alla Madonna delle Grazie, durante la guerra. Benché vi fosse poco concorso di gente, i Rettori raccolsero oltre due mila lire d’offerte. La devozione alla Madonna si conserva fervente; si costata anche dalle frequenti Messe che si fanno celebrare alla Cappella. E’ ancor sempre l’Ora della Madonna, poiché i tempi corrono così tristi, che solamente la Madonna ci potrà salvare; a Lei dunque ricorriamo con fiducia come nei gravi pericoli che abbiamo passato in quella terribile guerra, che sebbene cessata, non ha ancora lasciato in pace i popoli. Offerte per lire 11.750 da pie persone, che chiedono la protezione della Madonna e per grazie ricevute o semplicemente per la nascita di un figlio.

Gennaio 1948

CRONACA PARROCCHIALE.
La nuova Biblioteca parrocchiale, è stata aperta al pubblico il giorno della festa dell’Immacolata. Come c’era da aspettarsi, è stata presa d’assalto, perché tutti vogliono conoscere i libri che la compongono. Auguriamo che l’entusiasmo continua e che la Biblioteca aumenti i suoi volumi. Un plauso al sig. Teologo, don Domenico, alle molte persone che lo hanno coadiuvato per quest’opera buona.
Il nostro Asilo di San Vito, funziona regolarmente, con n. 30 iscritti. Date però le crescenti spese, si è stati costretti di elevare la retta mensile, portandola a lire 400 per bambino, a partire dal primo gennaio corrente. Nella ricorrenza del Santo Natale, la rev.da suor Giovanna, maestra dell’Asilo, ha preparato uno spettacolo di piccoli attori, i quali hanno detto poesie e rappresentato scenette natalizie, molto ben riuscite. Gli spettatori sono stati numerosi e hanno portato la loro generosa oblazione, di cui ringrazio anche in nome dell’Amministrazione.
Una Grande Chiesa al Marchile. Poco prima di Natale abbiamo dovuto celebrare una messa esequiale cioè presente cadavere, nella cappella del Marchile, perché causa la neve non si poteva salire per la strada del Convento vecchio. E’ la terza volta, in pochi anni, che succede un fatto simile, sempre d’inverno, per la neve e il ghiaccio. Ma in altra stagione, se si può salire, si sale però con pericolo e fatica, specialmente nell’ultimo tratto di strada che arriva alla via Campetto. Dato l’incidente, si è parlato di nuovo della necessità di una grande Chiesa parrocchiale al Marchile. Servirebbe non solo per i morti; ma molto di più per i vivi, i quali la frequenterebbero di più che l’attuale in piazza S. Vito. Ebbene, se si trovasse il terreno adatto, offerto o pagato, garantisco che quanto prima ne comincerebbe la costruzione, iniziando con una Cappella che a poco a poco si andrebbe allargando, fino all’attuazione del progetto fissato. La Chiesa potrebbe essere intitolata alla Madonna Immacolata di Luordes, com’è l’attuale Cappella. Qui occorre forse un miracolo? Ma chissà che la Madonna non sia disposta a farlo. Speriamo e preghiamo.
Per la Cappella di S. Valeriano, dobbiamo sempre fare i conti col tempo, che sovente ci fa dei dispetti. Se non cadeva tanto presto la neve, i nostri progetti non sarebbero falliti. Comunque, in questo mese certamente si darà una aggiustatine alla strada, che fu rovinata dalle piogge, e appena possibile si faranno le condotte di sabbia. Si tratta di dare l’avvio alla cosa, e poi andrà avanti sicuramente. Per la prossima Pasqua vi sarà di nuovo il Banco di Beneficenza. Pregate fin d’ora
Per la Verità! Tempo fa veniva per posta recapitata a me come a tanti altri, una lettera anonima, stampata in carta gialla. Era diretta contro alcune persone di Piossasco. Siccome qualche maligno volle sospettare e far sospettare che fosse partita dal Vicario di S. Vito, ci tengo a dichiarare che questo sospetto è completamente senza fondamento. Le lettere anonime sono una vigliaccheria, che non ho mai commesso in vita mia.
Il Bollettino Parrocchiale, è mandato a tutte le famiglie della parrocchia. Non vorrei che capitasse come altrove. Un parroco, che come me, invia a tutti gratuitamente il Bollettino mensile, pur accettando con riconoscenza le libere offerte per la stampa, s’è visto rifiutare il Bollettino da una signora, la quale disse a chi glielo presentava: “ Il Parroco chiede troppo”. Quel parroco come me non chiedeva nessun abbonamento e solo ci teneva, come me, perché il Bollettino arrivasse a tutti, specialmente a quelli che frequentano meno la Chiesa, perché possano leggere una buona parola. Certo però che se certuni qualche volta invece di gettare centinaia di lire al cinema per avvelenare l’anima propria e dei figli, volessero dare un’offerta pro Bollettino, nessuno li rimproverebbe, anzi sarebbero lodarti dalla propria coscienza anche di Dio.

Marzo 1948

Cappella di San Valeriano. Carissimi parrocchiani, ho affermato pubblicamente che il 1948 sarà l’anno che vedrà ricostruita la cappella di S. Valeriano. Ho azzardato quest’affermazione fidandomi della collaborazione vostra e di tutti i Piossaschesi; i quali sospirano il momento di dare a S. Valeriano degna riparazione per l’insulto che ci fecero i tedeschi, cannoneggiando e abbattendo la sua Cappella. Questo momento deve venire al più presto. Pertanto per la prossima festa del lunedì di Pasqua speriamo di vedere i muri ad una buona altezza, nell’annata, prima dell’inverno, abbiamo fiducia di poter mettere il tetto alla nuova Cappella. Pertanto mi rivolgo e mi raccomando a tutti, perché siano fatte a tempo le condotte del materiale (specialmente della sabbia) affinché i muratori non abbiano ad interrompere i lavori. Occorre intanto continuare la raccolta dei fondi, perché dati i momenti, le spese della ricostruzione saranno forti. Tengo attualmente a disposizione in cassa, la somma di lire 400 mila; cifra appena sufficiente per l’inizio dei lavori. Ecco perciò la necessità di preparare un altro Banco di Beneficenza in occasione delle feste pasquali. Quello dell’anno passato ha dato un magnifico incasso, che vorrei si ripetesse quest’anno. Perciò ho formato di nuovo un Comitato d’azione, ma su più ampie basi, più allargato, perché la sua azione sia più efficace. Sono rappresentate tutte due le Parrocchie di Piossasco; ho invitato a farvi parte le Maestre del Paese, consapevole della loro influenza e attività. Questo Comitato è già stato più volte radunato per consultazioni, onde impostare il lavoro. Il primo lavoro è stato la compilazione di una circolare per il Banco di beneficenza, la quale fu già divulgata in Piossasco e fuori. Ora un altro lavoro gravoso, e impellente s’impone, ed è la raccolta dei doni per il Banco. Anche quest’anno credo che non si sarà famiglia che vorrà stare assente, e non preparare qualcosa per il Banco. Affrettatevi dunque. Di più fatevi propagandisti presso amici, conoscenti, ditte, che sono fuori Piossasco. Si sappia che si accettano offerte in denaro da chi non può dare oggetti e doni. Siamo dunque tutti mobilitati per una santa impresa, che deve avere un glorioso successo per amore e onore di S. Valeriano. Voglia il nostro Santo benedire i nostri sforzi.
La Festa di San Valeriano, avrà luogo Lunedì di Pasqua (29 marzo) con la Messa cantata alle ore nove. Il Banco di Beneficenza si aprirà Domenica di Pasqua alle ore 10. Si aprirà lunedì alla stessa ora. Sono Rettori della Festa i sigg. Cesare Lanza di Antonio e Giuseppe Bonino di Lorenzo.
Allegato al Bollettino marzo, troviamo il seguente volantino.

Pro “Cappella San Valeriano” – Piossasco

Egregio Signore,
Si sta ricostruendo la Cappella di “San Valeriano”, cannoneggiata e rasa al suolo dai tedeschi, vittima di guerra, sacrificatasi per salvare il paese.
Per riconoscenza della popolazione e per la secolare e tradizionale devozione verso il Santo Protettore, la Cappella deve risorgere e più bella di prima.
Le spese necessarie, dati i momenti, sono piuttosto ingenti. Ed ecco quindi il motivo, perciò si sta preparando un GRANDIOSO BANCO di BENEFICENZA per le prossime feste di Pasqua. Egregio Signore,
A Lei, alla Sua Famiglia, alla Sua Ditta rivolgiamo un caldo appello perché con la solita riconosciuta generosità, voglia inviare DONI per il banco.
In Piossasco, il Comitato direttamente o per mezzo di persone incaricate, passerà a ritirare presso ogni famiglia i Doni preparati.
Fuori Piossasco, i Doni possono essere indirizzati al Corriere Borgi, via Assetta, 1 – Torino oppure a Gontero Fausto, via Massena, 36 – Torino.
Con eguale animo grato ci accettano OFFERTE in denaro da chi non ha possibilità di dare DONI.
Egregio Signore,
E’ un momento di Fede che vogliamo innalzare a simbolo di Pace e di protezione per Piossasco e per l’Italia.
Vogliamo pertanto sperare che quest’appello sia favorevolmente accolto, perciò fin d’ora ringraziamo e porgiamo ossequi.
Il Comitato.

COMITATO D’AZIONE.
Caro Teresa, Mola Anna, Ferrero Olimpia, Martinasso Pierina, Frigeris Tersilla, Martinatto Vittoria, Bonetto Aurora, Bertinetto Marisa, Lanza Vittorina, Andruetto Carmelina.
Paviolo Mario, Fiora Vittorio, Brero Mario, Lovera Pierino, Lanza Livio, Martinatto Germano, Bonetto Mattia, Bertinetto Pietro, Germena Ester, Bruno Eugenia, Marta Rita, Giorda Rita, Lupo Caterina, Francese Silvia, Ferrero Annetta, Martinatto Germana, Massimino Vincenzina, Ruffinatto Carlo, Balbo Renato, Zoppetto Giovanni, Fornatto Nino, Lovera dott. Cesare, Marzaioli Angelo.

Maggio 1948

Parrocchiani, Piossaschesi e devoti di San Valeriano. Con nuovo e straordinario entusiasmo abbiamo celebrato quest’anno la festa di S. Valeriano, né avevamo ben ragione. Tutto Piossasco con la Banda municipale in testa, era salito lassù, sul colle. Non più sulle macerie della vecchia Cappella avete ascoltata la S. Messa; ma dentro e attorno alla nuova Cappella, che ha già i suoi muri alti fino al tetto. Tutti siamo stati ben impressionati della nuova costruzione, la quale nella sua ossatura lascia già capire che sarà una bella, grandiosa e artistica Cappella. Tutti si sono meravigliati che in così poco tempo si fosse fatto tanto lavoro. Di fatti i lavori si sono iniziati il giorno 2 marzo, ed il 27 dello stesso mese, i muri avevano già raggiunta la massima altezza. I muratori e i manovali sono partiti con volontà risoluta di ultimare i lavori per il lunedì di Pasqua. Lavoravano nove ore il giorno e senza perdere tempo; lavoravano a tariffa ridotta, per dare così il loro contributo alla Cappella. Intanto mettevano nell’affanno il sottoscritto, il quale doveva pensare a non lasciar mancare il materiale. Quindi sono corso ripetutamente a bussare alla porta di tutte le case, ove sapevo esserci dei cavalli, invitando a venir fare delle condotte. Se volessi fare un elenco dovrei mettere in prima fila, i Peretti della cascina del Priore, poi quelli della Palazzina, dell’Airale, della Farnesa; poi dalla Farnesa saltare al Campetto, a San Bernardino, alla Cappella, al Marchile; dal Marchile ai Lupi; dai Lupi alla Pavona, ai Brentatori. Tutti i miei Parrocchiani che avevano un cavallo, si sono prestati per i trasporti. L’elenco sarebbe ancora più lungo se io volessi ricordare tutte le famiglie che dalla Chisola hanno condotto sabbia e ghiaia nei luoghi prestabiliti. Ma ho voluto che l’onore di collaborare per la cappella di San Valeriano fosse condiviso anche dai parrocchiani di San Francesco. Anche da loro ho trovato molta corrispondenza. Ho visto intervenire i fratelli Ruffinatto con il camino; ho visto col carro non solamente quelli della Borgata, ma anche quelli delle cascine più lontane, come il Duis, Gambarana, Tetti Scaglia. A tutti ripeto il mio vivo ringraziamento; a tutti il plauso del paese, per il valido contributo recato. E’ bello, incoraggiante vederci così unanimi e uniti in un’opera che farà onore a Piossasco. La Cappella non è che incominciata, sarebbe il lavoro più difficile e importante sia stato fatto. Ora è urgente e necessario metterle il tetto. Ebbene noi in questo mese la copriremo. Il tetto sarà di lastre di pietre, che la Ditta ci darà fino alla Cadorina. Di là il trasporto verrà dai cavalli. Ecco un altro lavoro, quindi invocherò di nuovo l’aiuto di chi possiede cavalli. Messo il tetto, potremo tirare il fiato un po’ lungo e riposare fino al prossimo anno. Ma voi mi domanderete: i mezzi ci sono? Le spese fatte? Ebbene vi posso rispondere che le spese sono già tutte pagate. Ecco la distinta: per i muratori e manovali lire 362.300. Per calce, cemento, mattoni, provviste varie lire 141.480. Totale lire 503.780. Come potete costatare abbiamo toccato il mezzo milione, e i fondi che c’erano se ne sono andati, anzi non ce ne sono stati a sufficienza. Ma ecco che già se ne sono formati dei nuovi con il
Banco di Beneficenza. Anche a proposito de Banco devo ringraziare Parrocchiani, Piossaschesi e Devoti di S. Valeriano, i quali hanno inviato doni e offerte, in modo che il Banco è riuscito grandioso e ha dato un incasso lordo di lire 256 mila, comprese le oblazioni varie e l’incanto degli oggetti rimasti. Qui dovrei fare nomi e ringraziare particolarmente quelli del Comitato pro Banco, quelli che hanno lavorato per preparare il Banco, quelli che hanno servito al Banco nei giorni di Pasqua e lunedì seguente. Quanto lavoro si è fatto, ma senza il minimo incidente, tutti protesi volenterosamente nel successo che non è mancato. “Deo Gratis”. Mettere il tetto alla Cappella è una necessità, per riparare i muri dalle intemperie; ma è anche certo che per ora non ci sono tutti i fondi occorrenti, ecco la convenienza di una:
Festa Votiva, la quale servirà per inaugurare3 il tetto e per raccogliere offerte. Anche i Rettori ci tengono alla festa. Pensate che il Lunedì di Pasqua hanno raccolto di colletta la bella cifra di lire 24.600, quindi speravano in un bis. Pertanto la festa si potrà fare domenica 4 luglio, con la Messa alle ore 9. Sarà una festa votiva e commemorativa del bombardamento della Cappella, avvenuto nel mese di luglio 1944. Probabilmente vi sarà lassù alla Cappella qualche incanto straordinario per facilitare la raccolta di fondi. Ai Parrocchiani, ai Piossaschesi, ai Devoti di San Valeriano lancio l’invito per questa seconda festa, mettere su tutti la celeste protezione del Santo.
Pellegrinaggio ad Avigliana. Domenica 11 aprile abbiamo compiuto in modo esemplare e senza incidenti l’annuale pellegrinaggio al Santuario della Madonna dei laghi. Unico inconveniente che molti lamentano è questo, che proprio nella domenica del pellegrinaggio vi sia in San Francesco la funzione della prima Comunione, perciò molte famiglie restano impedite di partecipare al pellegrinaggio. Questo è un voto antico che i Piossaschesi hanno fatto; quindi è tutto il paese che ogni anno deve compierlo. Quest’anno nel devoto santuario dei laghi abbiamo elevato speciali preghiere per il buon esito delle votazioni nazionale del 18 aprile. Eguale cosa abbiamo fatto nel Santuario di Trana, che abbiamo visitato nel ritorno. La bella giornata ha ravvivato in tutti la devozione alla Madonna ed ha lasciato in tutti, ottimo ricordo.
La Festa di S. Giorgio, è fissata anche quest’anno al primo maggio. E’ giornata di riposo per gli operai; quindi è occasione propizia per una gita in montagna per respirare aria più ossigenata e più libera. Lassù sul monte, anche l’anima si trova più vicino al Cielo e più volentieri rende omaggio a Dio in una devota funzione religiosa. Si partirà da Piossasco in processione alle ore 7,30 e vi sarà lassù la Messa verso le ore 10. Rettori della festa sono i signori Marcello Oberto e Giovanni Andruetto di Giacinto.
Rettori per il Corrente anno. Nella nostra parrocchia abbiamo tre categorie di Rettori, i quali effettivamente svolgono un’importante azione al bene della Chiesa. Sono Rettori delle tre più antiche Compagnie religiose, cioè quella del SS. Sacramento, della Madonna del Rosario e quella del Suffragio. Essi compiono annualmente la fatica di passare di casa in casa, a raccogliere grano e meliga che i parrocchiani danno come una libera decima da pagarsi alla chiesa. I Retori sono due per ogni Compagnia e si rinnovano per metà ogni anno. Ecco il nome di quelli che sono in carica questo anno:
Compagnia SS. Sacramento: Silvestro Rosso e Luigi Girardi.
Compagnia della Madonna: Michele Martinatto di Clemente e Giovanni Andrietto di Carlo.
Compagnia del Suffragio: Livio Lanza e Giovanni Valinotto.

Luglio 1948

Cappella di San Valeriano. La festa pubblicata per il 4 luglio è sospesa fino a data da stabilirsi, il motivo è perché il tempo piovoso ci ha impedito di compiere i lavori che erano in programma, in pratica il tetto della cappella. Il legname e le lastre di pietra erano pronti; ma non sono potuto essere trasportati su a causa della prolungata pioggia. Appena i lavori di campagna avranno una breve sosta, n’approfitteremo per invitare i proprietari di cavalli a fare le condotte necessarie. Sarà l’affare di due o tre giorni, non di più; speriamo che questo si possa fare nel corrente mese di luglio. Quindi la festa votiva già programmata, è rimandata a quando la Cappella avrà già il tetto. Con piacere notiamo che le offerte pro Cappella continuano; ne diamo qui un elenco, mentre preghiamo di segnalarci liberamente quegli errori involontari che venissero osservati. Registriamo la bella cifra di lire 34.850, da oblatori comuni che offrirono per una grazia particolare, come la nascita di un figlio, o in ricordo delle loro nozze. Gruppi come l’Associazione giovani San Vito, la Cassa di Risparmio di Piossasco, come l’onorevole Giuseppe Pella ministri del Tesoro di Roma. A tutti i più vivi ringraziamenti.
Pro Bollettino Parrocchiale. Avevamo speranza di poter presto far uscire mensilmente questo Bollettino come nell’anteguerra; ma purtroppo, i costi sempre più elevati, non lo permettono ancora. Molti Parrocchiani e lettori lo meriterebbero mensilmente, perché fanno ogni anno un’offerta generosa; ma la maggioranza riceve il Bollettino a “gratis”. Con piacere registriamo da parte degli oblatori la cifra di lire 10.490, a tutti un meritato e cordiale ringraziamento.
La Festa di San Vito, fu celebrata domenica 20 giugno. Nonostante che si fosse nel centro dei lavori di mietitura, i Parrocchiani sono accorsi alle funzioni, che si svolsero con solennità. Il panegirico del Santo fu tenuto brillantemente dal Rev. mo don Tommaso Alciati, che fu nostro amatissimo Vicecurato e tuttora molto ricordato da tutti. Alla processione del pomeriggio prese parte la Banda musicale di Piossasco, la quale sotto la direzione del Maestro Franchi, svolse poi uno scelto e apprezzato concerto. Il circolo ACLI aveva indetto una gara amichevole alle bocce, la quale iniziatasi il mattino alle ore 9, si protrasse tutta la giornata con animazione e terminò la sera con la distribuzione di diversi premi. Festeggiatissimi i due campioni, conquistatori del primo premio, signori Giovanni Andruetto e Francesco Mola. Un complimento e un plauso anche alla scuola di canto maschile, che alle funzioni religiose eseguì con gusto musicale difficile e d’effetto, come una Messa a tre voci del maestro Zaninetti, un “Tantum ergo” a quattro voci del maestro Pagella San Vito, patrono di Piossasco, voglia continuare la sua celeste protezione anche per l’avvenire su questo nostro paese laborioso, tranquillo e profondamente religioso.
Commenti al 18 Aprile. “L’Italia s’è desta!”. Questa frase è comparsa su diversi giornali nei primi giorni dopo le votazioni del 18 aprile scorso. Con questa frase si voleva affermare che l’Italia avendo capito il suo grave pericolo, ha dato un forte scrollone a chi se lo meritava e che la voleva condurre alla rovina, e ha dichiarato in modo inequivocabile che non vuol essere comunista. E’ L’Italia cristiana che si è desta, è la coscienza cristiana degli italiani che ha risposto alla guerra religiosa, alle calunnie contro il Vaticano, alle violenze contro i sacerdoti da parte del comunismo russo, che maneggiando i burattini che ha sparso nell’Italia, credeva di poter arrivare al potere e fare dell’Italia una seconda Iugoslavia. Anche a Piossasco i socialcomunisti hanno avuto quella sconfitta che era nelle previsioni: 550 voti contro 1.385 della Democrazia Cristiana. Non si può affermare che abbiano dormito, perché la propaganda l’hanno esercitata con un’attività sorprendente, più d’ogni altro partito, minacciando anche la Siberia a chi non era disposto a votare per la testa di Garibaldi. Ma si devono ormai convincere che il nostro popolo ha buon senso, ragiona col suo cervello ed è sinceramente cristiano, perciò non è terreno adatto per il comunismo prepotente, nemico della religione, della pace e della libertà. Quanti siano in realtà i comunisti a Piossasco non si può sapere con precisione, perché nel piatto del fronte popolare non si poté sapere chi facesse da carne e chi da contorno. Ad ogni modo si può concludere che sono troppi. Bisognerà convincerli che non basta leggere un giornale solo, sentire una campana sola, per conoscere quello che è il comunismo e che cosa fa nel mondo. Bisognerà illuminarli perché vedano che sono completamente su falsa strada. A ciascuno di loro vorremmo dire piano piano in un orecchio: “Compagno, non ti vergogni d’essere comunista, dopo di quello che è successo in Polonia, in Romania, in Ungheria, in Bulgaria, ed in altri paesi? Non capisci che il comunismo è antiumano e barbaro?”. Anche alle donne scarlatte vorremmo dire una parolina: “Sentite, la donna è grazia e gentilezza, il comunismo invece è prepotenza e brutalità; non vi vergognate di sostenerlo?”. Per la storia registriamo che la percentuali delle votazioni è stata altissima, perché su 2.594 elettori, hanno votato n. 2.518 per i Deputati, e su 2.446 hanno votato 2.390 per i Senatori. I Sargattiani si sono dimostrati compatti in un gruppo di 300 votanti. Il blocco nazionale, che ere un minestrone di quattro partiti, fra cui il liberale, anche questa volta ha fatto poca fortuna e non è arrivato più in là di 138 voti. Il partito dei contadini ha raccolto la miseria di 55 voti; sono 55 testoni che non vogliono capire che i contadini sono già rappresentati e difesi dalla Democrazia Cristiana, con la sezione dei coltivatori diretti, così hanno sprecato dei voti. Ora auguriamo all’Italia un’era di pace, di lavoro e di progresso sotto la protezione dello scudo crociato, forte tutore della vera libertà.
La Festa alla Cappella delle Prese, si farà lunedì 9 agosto, con Messa cantata alle ore nove.
La Festa del Sacro Cuore di Maria, si celebrerà solennemente domenica 29 agosto, con la processione nel pomeriggio.

Settembre 1948

Cappella S. Valeriano. Parrocchiani, Piossaschesi. Alzando lo sguardo, anche dalle vostre case potete osservare, che la nuova Cappella di S. Valeriano ha messo il … cappello. E’ un tetto robusto di lastre di pietra delle cave di Luserna. Nella settimana 25-31 luglio scorso è stato collocato a posto il legname, che nella settimana dell’otto al 15 agosto è stato ricoperto delle pesanti lose. Operai specializzati, venuti da Bibiana di Pinerolo, coadiuvati dai capomastri Borgi Clemente e figlio Teodoro, hanno compiuto felicemente un lavoro pesante e difficile. La Cappella è dunque coperta, l’ossatura è ultimata, la parte più importante, più necessaria, più costosa è fatta. Ora abbiamo bisogno di un respiro e assai lungo, per dare un po’ d’ossigeno alla cassa che è … completamente vuota, e per dare respiro alle generose famiglie che hanno volenterosamente contribuito al trasporto del materiale. I loro nomi meriterebbero di essere ricordati non su questi fogli di carta, ma su lapide di pietra. Da queste colonne rinnovo il mio vivo ringraziamento. Per intanto ho pensato di celebrare lassù una finzione di ringraziamento e di collaudo dei lavori. Sarà una festa votiva, che si farà domenica 5 settembre corrente, con Messa alle ore 9. Dopo la funzione avverrà sul piazzale della Cappella un incanto speciale di materiale mangiabile e bevibile, il quale potrà essere consumato sul posto a colazione o al pranzo al sacco (salami, formaggio, frutta, salumi, pagnotte di pane, bottiglie). Chi intende offrire pro Incanto, può inviare all’ufficio parrocchiale, oppure semplicemente segnalare quello che sarà portato all’ultimo momento, perché se ne tenga l’elenco. Tutti dunque a San Valeriano in tal giorno! La Cappella ha ora bisogno di essere chiusa al più presto. Le finestre sono molte; ma a Piossasco i falegnami sono anche numerosi. Da qualche tempo alcuni di loro mi avevano assicurato personalmente la loro collaborazione gratuita. Ai falegnami dunque rivolgo un caloroso appello. Intanto ho già il piacere di additare l’esempio del sig. Francese, il quale si è offerto di fare la porta centrale dell’ingresso, che sarà robusta e artistica. Grazie. Occorreranno anche inferiate. Anche per questo lancio un appello a chi può. Nutro piena fiducia che gli appelli saranno ben accolti, e la Cappella S. Valeriano si andrà a poco a poco completando e abbellendo.
Gita – Pellegrinaggio ad Oropa – Varallo. La cronaca parrocchiale registra una magnifica Gita Pellegrinaggio ai Santuari d’Oropa e Varallo, effettuato da oltre 40 parrocchiani, lunedì 16 agosto scorso. Partiti da Piossasco (Marchile), alle ore 4,30, siamo giunti alle 7,30 ad Oropa. Alle ore 8 il sottoscritto Vicario aveva il piacere di celebrare la S. Messa nella Cappella Eusebiana, davanti alla miracolosa Madonna nera e vi assistevano i pellegrini. Quindi colazione e poi visita alle Cappelle, sparse sul monte e al celebre cimitero. Pranzo alle ore 12; ultima visita al Santuario, ultime preghiere e partenza per Varallo. Ore 15,30, arrivo a Varallo, salita al sacro Monte, chi a piedi e chi per filovia. Guidati da persona del posto abbiamo visitato e ammirato le artistiche cappelle (in numero di 40), terminando al grandioso e ricco Santuario, ove abbiamo goduto il sorprendente spettacolo della gloria di Maria SS. Assunta, sopra l’altare maggiore. Siamo quindi scesi nella cripta, che rappresenta il sepolcro di Maria SS. in forma di devota Cappella, nella quale i pellegrini ricevettero la benedizione del SS. Sacramento. Erano le 19 quando lasciavamo Varallo, portando con noi un’indimenticabile e caro ricordo, un vivo desiderio di ritornarvi presto e la persuasione che chi vede Oropa e “non Varal niente val”.
Offerte Pro Bollettino. Le oblazioni ammontano a lire 6.850, sui parrocchiani e sui lettori del Bollettino invoco la benedizione di Dio.

Ottobre 1948

Asilo San Vito. Con il mese di ottobre, come si sono riaperte le scuole elementari, così si è riaperto il nostro Asilo, che funziona con il grado di scuola materna. In realtà la maestra dell’Asilo deve avere un cuore materno per disimpegnare quelle cure materne di cui hanno bisogno i nostri teneri bimbi. Al nostro Asilo è la Rev. da Suor Giovanna che ha questo delicato e importante ufficio, che già disimpegnò con successo l’anno passato. La coadiuvano due nuove Suore, Suor Agnese e Suor Maria. Le frequenze dei bimbi sono state piuttosto scarse nel mese di ottobre; speriamo che aumentino in questo mese. Per non porre maggiori ostacoli alla frequenza, l’Amministrazione non ha voluto aumentare la retta mensile che rimane ancora di lire 400. E’ però obbligatorio prendere, come iscrizione, un’azione, pagando una volta tanto 100 lire. Ricordiamo intanto che l’Asilo S. Vito è povero: aiutiamo con offerte in denaro o in natura. Chi benefica l’Asilo sarà benedetto dal divino Redentore, che tanto amava i pargoli.
La Visita Pastorale, alla nostra parrocchia, è stata compiuta domenica 26 settembre scorso. E’ la terza visita, che l’Em.mo Cardinale Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, fa a Piossasco. La prima e fu la più solenne, fu il 9 settembre 1934. La seconda il 26 aprile 1939. Nel 1943 Sua Eminenza il Card.Fossati venne qua per l’amministrazione della Cresima, ma non in visita Pastorale. Domenica mattina dunque alle ore 8 precise Egli giungeva alla porta della chiesa, ove con il Vicario ed il Clero presente, il sig. Sindaco del paese, e sventolavano le bandiere delle Associazioni d’Azione Cattolica e delle ACLI. Due bimbe, bianco vestite (Maria Caro e Marisa Paviolo). Gli porgevano il primo saluto; quindi parlò il Vicario presentando all’Eminentissimo Arcivescovo l’omaggio devoto della popolazione festante. Entrato in chiesa, mentre si cantava dai presenti l”Ecce Sacerdos magnus”, l’Em.mo Pastore celebrava la Santa Messa, in forma dialogata, rivolgeva al popolo la sia paterna parola, sebbene alquanto con fatica perché affetto da raffreddore. Quindi amministrava la S. Cresima a 49 ragazzi e a 38 fanciulle, dopo averli interrogati e trovati ben preparati. Alle ore 11 Sua Eminenza procedeva in chiesa alla consacrazione di un nuovo altare laterale, in onore di S. Antonio abate. Alla breve cerimonia della consacrazione, seguì la S. Messa, celebrata sul medesimo altare. Intanto il con visitatore, che accompagnava il Card. Arcivescovo, prof. Mons. Silvio Solero, canonico della cattedrale di Torino, esaminava l’Archivio e l’ufficio parrocchiale, libri e registri delle Cappelle, delle Compagnie, delle Associazioni ed altri documenti, apponendovi i bolli della Curia e dell’Arcivescovo. Tutto fu trovato pienamente in ordine. Nel pomeriggio alle ore 15, ebbe luogo l’ultima funzione, la benedizione del SS. Sacramento, impartita dall’Em.mo Cardinale, il quale, dopo essersi intrattenuto col popolo, dando a baciare il sacro anello, e accarezzando i bimbi, lasciò la nostra parrocchia per scendere a quella di S. Francesco. La giornata, che fu di manifesta soddisfazione per Sua Eminenza, fu anche per tutti i parrocchiani una giornata di gran festa religiosa e spirituale, lasciando nei cuori un lieto ricordo.
Giubileo di Mons. Caselli. E’ ritornato definitavene al suo paese natio Mons. Bernardino Caselli. Possiamo ben dire che egli è una gloria di Piossasco. Sacerdote di molto ingegno, iniziò il suo ministero facendo il missionario fra gli emigranti in Germania; ma ebbe spiccate doti per fare il giornalista e lo fu, prima a Torino e poi a Roma, ove ultimamente era direttore dell’Agenzia Fides. Scrisse anche un poderoso e apprezzato libro sulle missioni cattoliche. Raggiunta con l’età la meritata pensione, Mons. Caselli si è ritirato a Piossasco, ove sabato 25 settembre scorso ha celebrato il suo Giubileo d’oro, cioè il 50.nio di Messa. I Piossaschesi lieti e orgogliosi del loro illustre concittadino, hanno preso parte alla bella funzione della Messa giubilare nella chiesa di S. Francesco. Era presente il Vicario per porgere al festeggiato le congratulazioni e gli auguri suoi propri e della parrocchia di San Vito. Da queste colonne gli rinnoviamo i sensi della nostra stima e gli rinnoviamo ancora auguri cordiali “ad multos annos”.
Cappella S. Valeriano. L’annunziata festa che si doveva fare in settembre per inaugurare i lavori compiuti finora, non si è potuta celebrare a causa del cattivo tempo. Rincresce, anche per l’incanto, che era in programma. Allo scopo di rifornire la cassa che è vuotissima. Ma la provvidenza ha disposto diversamente, ha cioè disposto che la Compagnia filodrammatica, aderente all’ACLI di Piossasco, accettasse l’invito pro Cappella S. Valeriano una recita nel salone dell’Asilo S. Vito, recita artisticamente ben riuscita. Negli intermezzi il sig. Nino Fornatto con la sua nota comicità tenne brillantemente un incanto di oggetti offerti dalla popolazione, il quale poteva dare un maggior incasso, se il pubblico fosse stato più numeroso. Il Vicario intanto ha radunato ancor una volta il Comitato pro Cappella per esporre la situazione di cassa e per avere consigli sul da farsi. I debiti attualmente si aggirano sulle lire 200.000. Come si pagheranno? Col Banco di Beneficenza che si terrà nella prossima primavera. E’ dunque necessario pensarci per tempo e fare in modo che riesca grandioso. Sarà forse l’ultimo. Quindi fin d’ora potete inviare oggetti all’ufficio parrocchiale. Qualcuno ha suggerito di chiedere al Comune di Piossasco un contributo. Trattandosi di un’opera pubblica a bene della popolazione e ad onore del Paese, il Comune non dovrebbe rifiutarsi. L’idea è buona. Prepareremo la supplica al Consiglio Comunale. Intanto registriamo lire 10.875, offerte da oblatori.
Pro Bollettino. Lire 7.500, a tutti il più vivo grazie da parte del Vicario.

Gennaio 1949

Statistica Parrocchiale 1948. Nati 21, di cui 11 maschi e 10 femminucce. Morti 14, di cui otto uomini e sei donne. Tra gli uomini, troviamo tre in età compresa tra i 42 e 57 anni, mentre tra le donne una bambina di sei anni ed un’infante di 16 mesi. Matrimoni sono sette. Molte considerazioni si potrebbero fare su questa statistica, liete e tristi. Fra le liete vi è questa, che i nati superano i morti. E’ segno di benedizione divina per le famiglie e per la parrocchia.
Cappella di San Valeriano. Novità?… Se ne stanno preparando, nonostante i debiti da pagare. Si pensa e si spera, che per la prossima festa di San Valeriano, sia costruito il portico attorno alla Cappella e siano apposte le porte e le finestre. Per questi lavori verrà di nuovo chiesto l’aiuto di persone di buona volontà per il trasporto del materiale e per la manovalanza. Intanto è intenzione di preparare nuovamente il banco di beneficenza per le feste di Pasqua. Sarà forse l’ultima volta che si fa. E’ bene dunque fare uno forzo da parte di tutti, perché riesca grandioso come per il passato. Fin d’ora si possono portare oggetti all’ufficio parrocchiale, e inviare offerte. Quanto prima si radunerà il Comitato per coadiuvare il signor Vicario nella difficile e lunga impresa. Nessuno si scoraggi, ma avanti unanimi, per l’onore del paese e per la gloria di S. Valeriano.
Festa di S. Antonio Abate. Avverrà lunedì 17 gennaio corrente. Alle ore 10,30 vi sarà la benedizione degli equini sulla piazza della Chiesa, quindi Messa cantata con predica. Nel pomeriggio. Alle ore 16,30, recita del S. Rosario e benedizione. E’ la Compagnia di S. Antonio che fa celebrare la festa. Le quote dei soci (lire cinquanta) vengono ritirate alla porta della chiesa. Si accettano anche offerte libere per ultimare il pagamento del nuovo altare del Santo. Sono rettori della festa i signori Pietro Bertinetto e Michele Boccardo di Michele.

Febbraio – Marzo 1949

Carissimi parrocchiani, i nostri sguardi sono rivolti a due date importanti, alle quali andiamo incontro. La più lontana è quella della “Madonna Pellegrina”, che visiterà Piossasco forse nel prossimo giugno. Questo sarà un avvenimento tanto straordinario da richiedere una preparazione anche straordinaria. Ho già radunato un Comitato d’Azione, che è formato da rappresentanti di tutte le borgate della parrocchia e che dovrà progettare e poi dirigere i lavori preparatori. In un altro numero del bollettino parlerò diffusamente su quest’argomento. L’altra data più prossima è quella della festa di San Valeriano, lunedì di Pasqua, 18 aprile. Per quel giorno potrete ammirare qualche nuovo lavoro alla Cappella, precisamente il porticato esterno, quindi dovrò di nuovo chiedere la vostra cooperazione per il trasporto del materiale. Qualche novità ci sarà sempre ogni anno, finché la Cappella non sarà ultimata. Intanto per le nuove spese occorre un nuovo Banco di Beneficenza, che sarà allestito come gli anni passati, sulla piazza S. Vito. Lancio un vivo appello a tutti ad interessarvi affinché il Banco riesca grandioso. Preparate gli oggetti; fate propaganda perché tutto Piossasco, come per il passato, contribuisca generosamente, dimostrando la tradizionale devozione al Santo, che gli antenati hanno messo sulla rocca a protezione del paese. Lo stesso Comitato per la Madonna Pellegrina lavora per la festa di S. Valeriano e per il Banco di Beneficenza. Su tutti gli oblatori, invoca fin d’ora, la benedizione del Santo, il vostro Vicario.
Il Quarantennio dell’Asilo. Domenica 26 dicembre scorso, il nostro Asilo S. Vito, ha celebrato il suo quarantesimo anno di vita. Difatti esso cominciò a funzionare nell’ottobre 1908, nella casa attualmente tenuta dai Salesiani e allora occupata dalle Suore Immacolatine d’Ivrea, le quali assunsero la direzione dell’Asilo. Dopo qualche anno l’Asilo dovette sloggiare, e dopo varie peregrinazioni, trovò stabile dimora nella casa della sig.ra Margherita Miretti, comprata allo scopo dal Rev. mo sig. Vicario Teol. Edoardo Bottalo. Qui rimase fino al 1938, quando fu solennemente inaugurato il nuovo, moderno e ampio locale, costruito col concorso di tutta la popolazione, sul caseggiato rustico che faceva parte della proprietà Miretti. Fu in quell’anno 1938, che furono chiamate a dirigere l’Asilo, che dirigono tuttora, le Rev. Suore Figlie di Nostra Signora della Pietà d’Asti. Al mattino della giornata commemorativa, fu celebrata una Messa, cui assistevano i bimbi e tutta l’Amministrazione, per ricordare a Dio nella preghiera i Benefattori dell’Asilo, vivi e defunti. Quindi fu servita ai bimbi una dolce colazione. Nel pomeriggio avvenne una riuscita accademia, ove i bimbi recitarono poesie e dialoghi e rappresentarono graziose scenette. Era presente il signor Sindaco Michele Elia, erano stati invitati gli ex amministratori, che sedevano in prima fila. Il Vicario, quale Presidente dell’Asilo, pronunciò il discorso commemorativo, illustrando l’importante Opera, che attraverso molti sacrifici il Rev. mo Mons. Bottalo seppe iniziare e fondare. Ricordò le generose persone che lo coadiuvarono, fra le quali la baronessa A. Lager che con la sua larga oblazione diede al Vicario Bottalo il mezzo per comperare la casa ove poi stette l’Asilo. Come la sig.na Amalia Bonetto con la sua generosa offerta ha dato lo stimolo all’attuale Vicario per iniziare la costruzione del nuovo locale. La giornata ha fatto ottima impressione, ha ravvivato in tutti la simpatia per il nostro caro Asilo.
La Morte del Medico condotto. Il 12 gennaio scorso, il Dott. Silvio Silvani moriva all’età di 68 anni. Da quasi 40 anni era stato medico condotto del paese, e il paese, gli a reso omaggio, intervenendo ai funerali, fatti a spese del Comune, ai quali presero parte tutte le due Parrocchie di Piossasco. Nell’euforia, da cui furono tutti un po’ presi, furono dette e scritte parole ed espressioni vaporose, inesatte, esagerate per ricordare il medico “onesto e buono” il quale ha atteso alla sua professione e al suo incarico con la capacità e solerzia che d’ordinario dimostrano tutti i medici. Con piacere va notato che il dott. Silvani, se pure in vita non frequentasse la Chiesa (forse perché assillato da troppo lavoro), sentendosi avvicinare l’ora estrema, chiese ed ebbe i Conforti religiosi e si avvicinò a Dio, provando nella fede cristiana veramente conforto nei suoi gravi dolori. Il Dott. Silvani, che soffrì quando fu messo a riposo per età, è morto sulla breccia, com’era suo desiderio perché cessò il lavoro solo quando ne fu costretto dal grave male che da tempo lo tormentava. Bella la sua concezione di vita, che c’è data da Dio per spenderla nel lavoro, specialmente a pro del nostro prossimo. Dio n’avrà tenuto certamente conto.

Maggio 1949

Carissimi Parrocchiani, la Madonna Pellegrina. Un avvenimento veramente eccezionale sta per succedere nella nostra parrocchia, com’è successo e succederà in altre parrocchie, ed è la vissuta della Madonna Pellegrina. Ormai ne sappiamo la data. Arriverà da noi la sera del giovedì 14 luglio prossimo, e due giorni prima arriverà nella Parrocchia di S. Francesco, provenendo da Volvera. Questa notizia, che è già trapelata da qualche tempo, ha riempito il cuore di tutti di gioiosa aspettazione, ed ha dato l’avvio ai geniali e laboriosi preparativi. Sentiamo che non è solo il simulacro della Consolata che viene fra noi, ma sarà proprio la Madonna SS., che personalmente, sebbene invisibile, visiterà le nostre famiglie e le nostre anime. Perché la Madonna vi possa avvicinare tutti e vedervi e benedirvi largamente, ho disposto che Essa visiti quasi tutte le frazioni della parrocchia. Qui il programma dei due giorni e delle due notti, che la Madonna sarà nostra gradita ospite.
Giovedì 14 luglio:
Ore 21 raduno in chiesa. Ore 21,30 partenza del corteo. Ore 22 ricevimento della Madonna alla stazione. Quindi sfilata del corteo per la strada provinciale. Arrivo al Marchile con breve sosta. Continua il corteo alla Crosa e alla Cappella con breve sosta. Continua la sfilata alla Martignona fino in Piazza. Ore 24parole del Missionario sul piazzale della chiesa parrocchiale. Congedo degli uomini e veglia notturna di sole donne, in chiesa. Ore 24,30 S. Messa dialogata, atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, Comunione generale e Benedizione del SS. Sacramento.
Venerdì 15 luglio:
Ore 8 Messa dei fanciulli. Ore 11 Messa cantata solenne con discorso del Missionario. Ore 15,30 Corte a Maria per donne e gioventù femminile. Ore 16,30, funzione speciale per i bimbi e neonati con processione penitenziale riservata ai fanciulli. Ore 21 Via Crucis predicata su ai Castelli. Ore 23,30 congedo delle donne e veglia notturna degli uomini. Ore 24,30 Messa dialogata, atto di consacrazione al Cuore di Maria, comunione generale e Benedizione del SS. Sacramento.
Sabato 16 luglio:
Ore 6 Messa letta con meditazione. Ore 7 partenza della Madonna, che passando per il Trucco e al Marchiale, visiterà la Paperia con Messa alla Cappella di S. Martino. Quindi continuazione del pellegrinaggio fino ai Brentatori con Messa alla locale Cappella. Ore 11 ritorno della Madonna, che alla Paperia passerà sul nuovo ponte, e visiterà Milone e ritornerà in Piazza attraversando il Marchile. Ore 16 la Madonna visiterà la Casa Salesiana. Ore 20,30 funzione d’addio, discorso del Missionario, canto del Te Deum, benedizione solenne. Ore 21,30 partenza per la Maddalena, per il Campetto, con breve sosta e per S. Bernardino. Ore 23 consegna della Madonna Pellegrina alla Parrocchia degli Allivellatori su ponte Torre.
Come vedete molte e importanti sono le funzioni che si svolgeranno nelle due giornate; vi costerà sacrificio il parteciparvi, ma fatelo volentieri per amore della Madonna. Certamente TUTTI, TUTTI i miei parrocchiani si avvicineranno alla Madonna, e per compiacere la Mamma, si avvicineranno anche al Figlio Gesù, accostandosi ai SS. Sacramenti. A che servirebbero tanti preparativi esteriori, tanti apparati e addobbi, tanti fiori, tante luci se poi mancasse la preparazione interiore? Se nelle anime non penetrasse la luce e lo splendore della grazia divina? L’apparato esteriore deve essere la sincera espressione della fede e dell’amore delle anime. Si, perché lo scopo della Peregrinatio è di ristabilire nella penitenza e nel pentimento il regno di Dio nelle coscienze. Non sono le luminarie che convertono, ma l’azione della Madonna SS. che va preparata con la preghiera. Perciò dico a chi più comprende queste cose: pregate, pregate molto; così sarete voi a preparare i frutti della Peregrinatio. Dove la Madonna è passata ha lasciato una profonda nostalgia di sé e una trasformazione morale non passeggera. Anche noi desideriamo che così avvenga nella nostra parrocchia. Abbiamo bisogno tutti d’essere più buoni. Sia, dunque una festa di cuori e d’anime e non solo di luci e d’addobbi e di concorso di gente curiosa; siano quelle: giornate di grazia. Il Comitato, che è stato formato dai rappresentanti di tutte le frazioni, è convocato in adunanza domenica 8 maggio, alle ore 17. Il comitato ha l0incarico di dirigere i preparativi e anche di raccogliere offerte per le molte spese che si dovranno sostenere. C’è chi ha fatto la proposta, e fu ben accolta, che ogni famiglia procuri di versare 500 o 1000 lire. Con questo però non si vuol mettere limiti a chi intende essere più generoso. VIVA MARIA!
Cappella S. Valeriano. Lunedì 18 aprile scorso, celebrando l’annuale festa di S. Valeriano abbiamo inaugurato gli ultimi lavori della nostra Cappella. Essi consistono nel caratteristico portico, che corre sulla facciata e lungo il fianco prospiciente, il paese. Bello e maestoso soprattutto l’atrio davanti la porta d’entrata alla Cappella. Questi lavori furono eseguiti dai capomastri Borgi Clemente e Figlio Teodoro, con l’aiuto e l’impiego d’alcuni operai disoccupati. Per il trasporto del materiale hanno pensato alcuni parrocchiani volonterosi della Cappella, dei Brentatori e dei cascinali attorno alla cascina del Priore con in prima linea la famiglia Peretti. Ora l’ossatura della Cappella è completa; ed era la parte più difficile e costosa, ed è riuscita bene, di generale gradimento; nessuno può lamentare che le offerte non siano state ben impiegate. Per l’avvenire bisognerà pensare alle porte, alle finestre ed all’altare; queste sono le cose più urgenti. Per venire incontro alle gravi spese, anche quest’anno fu preparata una vendita di beneficenza, consistente in un cosiddetto Pozzo di S. Patrizio; anzi in verità, due erano i pozzi, dai quali si estraevano gli oggetti e le sorprese. La novità della cosa ha vivamente interessato ed attirato la gente, in modo che nella serata del primo giorno, i due pozzi erano già… asciutti. L’incasso ha superato le 100.000 lire. Il successo è stato coronato da un incanto d’oggetti più preziosi ed attraenti. Fra questi vi fu una bicicletta, donata dai fratelli Lazzeris, ai quali mando da queste colonne uno speciale ringraziamento. In un prossimo Bollettino darò un resoconto preciso della situazione finanziaria della Cappella di S. Valeriano. Un pubblico e meritato grazie esprimo a tutte quelle persone che si sono occupate per la felice riuscita della vendita; un vivissimo e grande ringraziamento a tutti gli innumerevoli benefattori della Cappella di S. Valeriano, sui quali invoco la protezione del Santo. Invece vorrei dire, se fosse possibile tutta la mia soddisfazione per la solenne riuscita della Festa del Lunedì di Pasqua. Una folla imponente salì lassù sul colle, richiamata dalla Banda musicale di Piossasco, la quale alle ore 9 partiva in testa al corteo da piazza S. Vito, riempiendo l’aria primaverile della mattinata con le sue festose suonate. Alle ore 9,30 fu celebrata la S. Messa, durante la quale i nostri cantori eseguirono musica scelta polifonica. Ho parlato alla popolazione che riempiva e attorniava la Cappella, ma non tutti hanno potuto sentirmi; sarebbe stato opportuno un altoparlante. La colletta fatta dai sigg. Rettori ha fruttato oltre 18 mila lire. Ecco un elenco d’offerte già pervenute prima della festa che ammonta a lire 34.600. A queste offerte si aggiungano quelle varie e anonime, raccolte invece dei doni per la vendita di Beneficenza, che fanno parte dell’incasso totale della vendita. A tutti ed a ciascuno esprimo il mio più sentito grazie, mentre prego mi siano segnalati eventuali ed involontari sbagli.
I puntini sugli “i”. Ora che la gazzarra inscenata fuori parrocchia da elementi sinistroidi è finita come una bolla di sapone, mi sarà lecito mettere i puntini sugli “i” e fare le osservazioni necessarie. Forse perderò il ranno ed il sapone, ma pazienza. Però chi è sincero potrà concludere che su questo Bollettino si afferma la verità senza servilismo e senza ipocrisia. Dunque:
Ho pubblicato che i funerale del Medico condotto furono fatti a spese del Comune, e questo è stato un gesto d’onore che io ho lodato, appena il sig. Sindaco me ne aveva accennato; mentre è anche vero che non tutti lo hanno approvato.
Ho pubblicato l’espressione “medico onesto e buono” e l’ho posta fra virgolette, perché tolta dalla pubblicazione del defunto sulla Gazzetta del Popolo, ritengo che essa sia perfettamente corrispondente alla verità; mentre non lo è per esempio questa: “ Medico insigne”. Chi non ha letto tutto quello che fu stampato del Medico defunto, può forse nella sua insipienza aver malignato e interpretato male il mio scritto.
Ho pubblicato che il Medico defunto non frequentava la Chiesa, ed è la verità. Qualcuno ha tirato in ballo la pecorella smarrita: ebbene il ritorno della pecorella non cancella la colpa del passato lontano dalla pratica della religione. Un parroco deve desiderare che non solo i ciottoli della strada parlino del Medico, ma anche i banchi della chiesa.
Ho pubblicato che disapprovo le espressioni vaporose, esagerate ed inesatte dette in giro e stampate, e conservo questa mia opinione. Ho letto, ho sentito, ed ho giudicato. Se tutti avessero fatto altrettanto, non avrebbero strillato né arricciato il pelo. Lo stesso defunto, se potesse parlare, le avrebbe disapprovato, perché contrarie alla sua modestia, di cui ha sempre dato esempio in vita.
Ed allora come si spiega la gazzarra?….. Malafede ed ignoranza.
Rettori per l’anno 1949.
Compagnia del Suffragio: Giovanni Valinotto e Cesare Lovera.
Compagnia del Santo Rosario: Luigi Girardi ed Ernesto Gardois.
Compagnia del SS. Sacramento: Giovanni Andruetto fu Carlo e Giovanni Fiora fu Costantino.
Un doveroso ringraziamento ai retori che sono scaduti, per l’opera prestata per due anni di seguito, ed ai nuovi Retori l’augurio di buon lavoro per la gloria di Dio e per il bene della Parrocchia.

Luglio 1949

Carissimi Parrocchiani. La Madonna Pellegrina. Sta per giungere a Piossasco. Autorità e popolo andranno ad incontrarla per la via di Volvera, ai confini del paese, presso la cascina Farnesa, la sera de 14 luglio. La Madonna si fermerà a Piossasco quattro giorni, nei quali scriveremo una bella pagina di fede cattolica nella storia del nostro paese. Il capo del partito comunista italiano ebbe l’improntitudine di dire in un pubblico discorso a Torino, che è cosa vergognosa veder passeggiare madonne. (I giornali rossi hanno stampato madonne con la m minuscola; questo sì, che è proprio una vergogna!). Per noi invece, come per tutti i cattolici e i credenti in Dio, il pellegrinaggio della Madonna è il più straordinario avvenimento spirituale dei tempi nostri, è il soprannaturale in marcia, è la Lourdes ambulante, è Fatima che passa con le sue grazie e i suoi prodigi. Così testimonia la cronaca delle parrocchie, ove la Madonna è già passata. Moviamo dunque incontro alla nostra cara mamma celeste, che la sera del 14 luglio entrerà nel territorio della parrocchia nostra. Riceviamola con l’anima vibrante d’entusiasmo, con il cuore palpitante del più vivo amore. Con sensi di figliale devozione, infiorate e illuminate le vostre case al suo passaggio. Però non preoccupatevi troppo degli addobbi; la Madonna più che all’esteriore guarda all’interiore. Ricordate le raccomandazioni dell’Autorità superiori, pubblicate nei Bollettini ufficiali: “La Peregrinatio non deve essere una dimostrazione coreografica, né una processione festiva, né una sagra paesana; ma un invito alla penitenza, al pentimento per una rinnovazione della vita cristiana”. Non mancate dunque di purificare le vostre anime nel sacramento della confessione. Durante le veglie notturne, ci saranno confessori a disposizione per dare a tutti la massima comodità. La vostra preparazione spirituale al grande avvenimento è già stata fatta attraverso le mie prediche di diverse domeniche, il cui tema fu appunto la Peregrinatio Mariae. Perciò nella nostra parrocchia non ci sarà nessun triduo preparatorio.
Attenzione! Attenzione! Per l’orario e il programma delle funzioni ascoltate, l’altoparlante, che segue ovunque la Madonna, perché probabilmente vi saranno variazioni da fare su quanto è già stato pubblicato. Conosciuto l’orario, procurate d’essere precisi, a costo di sacrifici, affinché si possano svolgere tutte e bene le funzioni che saranno indette dai Missionari, i quali accompagneranno la Madonna ed hanno pieni poteri al riguardo. Per intanto ecco l’orario della prima sera, 14 luglio: ore 21 raduno nella chiesa parrocchiale, preghiere e parole d’esortazione. Ore 21,30 corteo per incontrare la Madonna alla stazione, sulla provinciale. Dopo le cerimonie protocollari, s’inizierà la sfilata al Marchile, con la fermata al centro della frazione per gli omaggi alla Madonna SS. Poi la sfilata proseguirà per la Crosa, per la Cappella, con fermata per gli omaggi, davanti alla cappella. Arrivati in piazza, dopo il discorso all’aperto, tenuto da un Missionario, si congederanno gli uomini e si terrà la veglia per sole donne. L’orario per la giornata seguente sarà dato dall’altoparlante.
Avvisi Importanti.
Qualunque genere d’addobbi, stoffa, carta, verzura, sarà gradito alla Madonna. Ciascun faccia secondo la sua fede e le sue possibilità.
A carico del Comitato sono le spese degli archi trionfali, dell’illuminazione e decorazione dentro e fuori la chiesa parrocchiale, il camion con l’altoparlante ed altre molteplici spese, fissate dalla Commissione della Peregrinatio.
Nelle due sere che la Madonna è con noi, vi deve essere in tutte le frazioni la “luminaria”. Dove non c’è la luce elettrica si potrà fare l’illuminazione con cerini, che sono in vendita presso il Comitato.
Nell’accompagnamento serale notturno della Madonna pellegrina è bene che tutti abbiano la fiaccola accesa (flambeaux). La potete acquistare presso il Comitato. Fatelo per tempo per non rischiare di stare senza.
L’ordine della sfilata è quello solito delle processioni. Dopo il carro trionfale verranno gli uomini. Prima il carro andrà il Clero, poi le Figlie di Maria in divisa, poi la Compagnia della Consolata col nastro, poi le donne di nessuna compagnia. La sfilata si farà a quattro a quattro. Uomini de Comitato con bracciale faranno servizio per il buon ordine. Non sono ammesse né bandiere né stendardi.
Presso il Comitato, acquistate tutti e per tempo, il libretto Incontro alla Madonna, il quale contiene tutte le preghiere, i canti e le spiegazioni delle funzioni religiose che si faranno.
Offerte per la Peregrinatio. Persone del Comitato, incaricate, sono passate alle case per raccogliere libere offerte, le quali serviranno per le spese generali. Ovunque sono state ben accolte, ed hanno trovato famiglie spiacenti che la loro condizione finanziarie non permettessero un’offerta più grossa. Ebbene sì, ogni famiglia dia secondo le sue possibilità e secondo i suoi doveri verso la Madonna SS.; c’è chi ha da chiedere grazie e c’è chi ha da ringraziare. Io tengo registrate tutte le offerte per darne conto al Comitato e a chi lo desiderasse, e vorrei che tutte le famiglie della parrocchia vi fossero elencate, qualsiasi possa essere l’offerta. Il dare in questo caso è segno di fede e di devozione. Che cosa si può pensare e dire di chi non dà nulla? A capo dell’elenco delle offerte sta il Gruppo degli Alpini di Piossasco, che già da qualche tempo mi ha fatto pervenire la cifra di 2.000 lire. Ringrazio tutti e prego la Madonna di ricompensarvi regolarmente.
Pro Cappella S. Valeriano. Ci sono state consegnate lire 8.000 quale provento netto di una serata teatrale pro Cappella S. Valeriano. La serata fu data giovedì dell’Ascensione, nel salone dell’Asilo S. Vito, con l’esecuzione dell’operetta “Marco il Pescatore”, in due atti, seguita da una romanza, cantata dal baritono sig. G. Gajdo. Gli attori cantanti, accompagnati al piano dalla sig.na Brunicardi, hanno riscosso meritati applausi dal numeroso pubblico, che apprezzò la grazia del canto e la naturalezza della scena. Ringraziamo attori e organizzatori della bella serata per la generosa offerta e auspichiamo… altre serate benefiche.
Festa all’Asilo S. Vito. Domenica 29 maggio, in occasione dell’onomastico della Direttrice Suor Giovanna, è stata tenuta una riuscita accademia, la quale si è prestata per ricordare e sottolineare l’attività molteplice e benefica che le Rev.de Suore svolgono in parrocchia. Poesie, dialoghi, scenette, bozzetti e canti si succedettero sul palco del salone. Furono attori i bimbi dell’Asilo, le bimbe dell’oratorio e le giovani dell’Azione Cattolica. A tutti, il pubblico ha tributato calorosi battimani, ma specialmente all’indirizzo della Reverenda Suor Direttrice, la cui opera paziente e intelligente attorno ai bambini, è giustamente apprezzata. A Lei, oltre i doni spirituali consistenti in preghiere, comunioni e Messe, furono offerti alcuni regali, cioè una penna stilografica preziosa, un crocifisso di cristallo e un pregevole mobile per il museo didattico. L’accademia si chiuse con parole del Vicario, dette anche in nome dell’Amministrazione, e che si sintetizzano in quest’espressione: “Le Suore sono una benedizione per la parrocchia”.
Lavori sul Campanile. La campana grossa aveva due gravi difetti: minacciava di cadere per i sostegni consumati e non si poteva più rovesciare ritta per suonare il transito dei morti e le baldette solenni. Il ceppo di legno si era alleggerito in modo che non controbilanciava più il peso della campana. Era dunque necessario sostituire i sostegni e il ceppo con nuovo materiale di ferro. Così fu fatto per opera della ditta Mazzola di Valduggia, rinomata fonderia di campane. Nello stesso tempo si è aggiunta alla campana una larga ruota metallica, la quale facilita molto il movimento. La stessa operazione andrebbe fatta alle altre due campane più piccole. Ma per ora basta così. La spesa fatta è di lire 140.000 che resta a pagare. Chi pagherà? Per il passato, le spese inerenti al campanile e campane furono sempre sostenute dal Comune. Vogliamo sperare che le spese non siano cambiate. Per intanto è bene che i parrocchiani sappiano i lavori di miglioria che si sono fatti anche sul campanile.

Settembre 1949

Carissimi Parrocchiani. La prima pagina di questo bollettino dovrebbe essere la cronistoria e il commento delle feste alla Madonna Pellegrina, che entrava nella nostra parrocchia la sera di giovedì 14 luglio e vi restava per due notti e due giorni. Ma in verità non saprei dove trovare parole sufficienti per descrivere la gioia intima, l’entusiasmo straordinario, che occupano i nostri cuori e si sfogavano in canti, in preghiere, in evviva frenetici e unanimi. Abbiamo fatto alla Madonna un ricevimento imponente, sulla strada provinciale, davanti alla casa Giordana, in uno sfolgorio di luci, con una massa eccezionale di gente, che gremiva la strada e le adiacenze. Dopo le consuete parole di circostanza dei due parroci, parlò il nostro Sindaco Michele Elia, poi due bimbi diedero in italiano e in piemontese il primo saluto alla Madonna. Quindi firmato l’atto protocollare, s’iniziò la sfilata. Erano le 22,30. Magnifico i Carro Trionfale su cui procedeva la Madonna: addobbato in modo originale, era tirato da sei cavalli bianchi, montati da sei paggetti in costume e guidati da sei uomini, che vestivano la divisa della guardia svizzera vaticana. Era mezzanotte, quando, dopo esser passati attraverso il Marchile, la Crosa e la Cappella con relative soste, io corteo giunse in Piazza. Indescrivibile l’impressione che tutti provarono nel trovarsi davanti all’imponente massa della Chiesa e del campanile, avvolti da un’abbondante e artistica illuminazione. La Madonna Pellegrina entrò per la prima in Chiesa, la quale sembrava un lembo di paradiso, inondata dallo splendore di circa 500 lampade. E’ soprattutto la chiesa che abbiamo voluto illuminare, perché essa diventava la reggia della Regina Celeste, di fatti la Madonna, prese posto sul trono a Lei preparato. In poche parrocchie si è potuto ammirare un trono tanto spettacolare, prezioso e fine.
Le Veglie Notturne, una per le donne e l’altra per gli uomini, riuscirono ottimamente. Numerosi i presenti, le Comunioni furono quasi come a Pasqua. Nella giornata di venerdì, la Madonna rimase in chiesa a ricevere gli omaggi e le suppliche dei parrocchiani, che si sono succeduti ininterrottamente a farle la corte, intervenendo a funzioni speciali, fino a notte, quando si svolse su per il colle dei castelli la Via Crucis predicata. E’ stata veramente una salita dura e difficile, perché pietrosa e poco illuminata. Emozionante specialmente l’ultima stazione, lassù attorno alla croce luminosa, segno di perdono, simbolo di fede, di speranza e di amore. Faticoso e lungo è stato il pellegrinaggio della Madonna, nella giornata di sabato. Passando per il Trucco. Essa si recò alla Paperia e ai Brentatori. Dovunque il ricevimento fu solenne, superiore ad ogni previsione. Ma soprattutto si è trovato sorprendente quello che si vide al Campetto e a S. Bernardino, dove passò la Madonna, prima di lasciare la nostra parrocchia e di essere consegnata ai parrocchiani degli Allivellatori. Là dove non c’è luce elettrica, abbiamo ammirato tanta luce e tanti preparativi, che nessuno si sarebbe potuto immaginare. A tutte le Frazioni ho sentito il bisogno di fare i meritati complimenti ed elogi per il lavoro compiuto, la Madonna Pellegrina avrà certamente gradito e avrà benedetto. Non posso tralasciare di registrare la visita che la Madonna fece alla Casa Salesiana, portata a braccia, deposta sul trono che nel cortile della casa, Le hanno preparato. Breve è stata la sosta, ma vi si è svolta un’accoglienza così figliale, cordiale e fine da riempire i cuori di commozione santa. Fu offerta alla Madonna una terza parte di Rosario predicato, che fu una vera ghirlanda di rose mistiche, intercalate da splendidi gioielli.
Un pubblico ringraziamento, ho già rivolto dal pulpito a quanti si sono prestati per i preparativi generali in onore della Madonna Pellegrina, ora qui ripeto il mio cordialissimo ringraziamento e mi dispenso dal fare un elenco di nomi per non correre dal fare un elenco di nomi per non correre il rischio di dimenticare qualcuno. L’eco della Peregrinatio Mariae durerà certamente a lungo; ma noi volgiamo che il ricordo si conservi in perpetuo. Perciò abbiamo fatto una gran promessa alla Madonna, quella di erigere nella frazione Lupi, una Cappella intitolata precisamente alla Madonna Consolata. I grandi avvenimenti, di solito si esternano in qualche monumento ricordo sarà una Cappella. La cosa è piaciuta non solo alla popolazione dei Lupi, ma a tutti i parrocchiani; di fatti è già arrivata qualche offerta. Sarà questo un motivo di più per conservare ed accrescere nella nostra parrocchia, la devozione alla Madonna Consolata. Dalla quale invoco ancora una materna benedizione sopra il mio caro e fedele popolo.
Lettere Anonime. Da qualche tempo mi giungono di quando in quando lettere anonime. Le ho fatte leggere da una persona di buon senso, la quale non poté far a meno di esclamare: “Non si tratta solo di sinistroidi, ma anche di CRINOIDI. Queste lettere sono state scritte in un porcile. Si capisce: la botte dà il vino che ha, e quando la botte è un pozzo nero…”. Le lettere sono piene di lordure, come ne sono pieni gli scriventi, sono sempre le medesime, non sanno dir altro. Poveretti, si vede che vivono sempre col grugno nel pantano. Si proclamano gli amici e i difensori del “santo Dottore defunto”, come lo chiamano essi. La cosa si spiega: hanno colto l’occasione per dare addosso al prete, che per loro è come un pugno nell’occhio, ma cerca e non fruga, nulla hanno potuto trovare di consistente da rinfacciare, nulla da rimproverare che osino firmare; così si contentano di grugniti anonimi. Se fossero miei parrocchiani, li avrei già individuati e li vorrei aiutare a sollevarsi dal fango e vivere da uomini e da cristiani. Ma non sono miei parrocchiani, né per ora li conosco, quindi mi contenderò di pregare per loro.
Ancora i Puntini sugli “I”. Nell’euforia di allora, per dare addosso al Vicario di San Vito, si è falsificata la verità, tirando in ballo una certa questione di vendita di terreni. E’ quindi necessario mettere ancora i puntini sugli “I”. Nel 1946, il sottoscritto, per la ricostruzione di tettoie della cascina parrocchiale, rovinate dalla neve, pubblicava la notizia che si mettevano in vendita circa tre giornate di terra. Tra quelli che si sono presentati, i migliori offerenti, furono i fratelli Giovanni e Tommaso Ramassotto. Per queste vendite di terreni parrocchiali, tutti sanno che occorre il Decreto d’autorizzazione da parte delle Autorità Superiori ecclesiastiche e civile. La pratica per averlo fu subito iniziata. Ma dopo qualche mese l’Autorità rispondeva che il terreno desiderato dal Giovanni Ramassotto non si doveva vendere. Si cercò allora altri terreni e si rifece la pratica. In questa pratica subentrarono come acquirenti insieme al Tommaso Ramassotto, i sigg. Luigi Caro ed Ernesto Gardois. Intanto, nella persuasione che la pratica avesse presto buon esito, si permise al Ramassotto e al Caro di occupare provvisoriamente i terreni, nell’attesa di procedere all’atto notarile, appena arrivato il decreto d’autorizzazione. La pratica, contro ogni attesa, si prolungava e finalmente, dopo lunga attesa, qualche mese fa, arrivava la risposta del Ministero trasmessa alla Curia di Torino dalla Prefettura, nella quale si comunicava che non era concessa l’autorizzazione di vendere terreni, restando a totale carico del beneficiato le spese della ricostruzione delle tettoie, si ordinava di invitare gli occupanti di lasciare liberi i terreni. Questa è la verità. Se la cosa è andata per le lunghe e a vendita non è stata autorizzata, di chi la colpa? Non certo del sottoscritto, il quale per facilitare un esito favorevole si rivolse anche ad un Deputato, che a Roma presso il Ministero ha dato, sebbene invano, il suo appoggio. Di questo interessamento tengo le lettere del suddetto onorevole. Allora come si spiega la gazzarra? Sempre al solito: o ignoranza o mala fede. Questo bollettino sarà sempre l’arma che difenderà la verità e farà gli interessi dei Parrocchiani di San Vito.
Il Vicario don Giuseppe Fornelli.

Novembre 1949

La festa dei Fanciulli. Anche questa festa era stata danneggiata dalla guerra, perciò era stata sospesa e ridotta. Ma quest’anno si è ripresa con speciale solennità. E’ una festicciola tanto cara, perché, perché raduna attorno a Gesù Fanciullo tutti i bimbi della parrocchia, anche quelli che non camminano ancora e che sono portati in braccio dalle mamme. Il più bello della giornata (domenica 18 settembre) fu la processione che avvenne di pomeriggio, seguita dalla Benedizione ai cari bambini, che occupano tutta la chiesa. Quindi nel cortile della parrocchia furono distribuiti dolci, inviati da una gentile Signora, caramelle offerte dai due piccoli Priori della festa: Giuseppe Sapino e Giovanna Mola.
Grotta di Lourdes. Per iniziativa dei Reverendissimi Salesiani della Casa di Piossasco, è stata costruita una Grotta di Lourdes nella roccia, che forma il promontorio avanzato del colle dei castelli, domenica 16 ottobre, ne fu fatta l’inaugurazione, che è riuscita imponente, oltre la previsione. Alle ore 20, una grande folla si radunò sul piazzale della nostra Chiesa, quindi accese le fiaccole che ognuno portava in mano, si iniziò la sfilata su per la strada dei castelli, illuminata ai fianchi da globi di ogni colore. Cantando laudi mariane si giunse alla Grotta. In alto nella nicchia pietrosa spiccava la bianca statua di marmo di Maria Immacolata. Una luce diffusa la illuminava in modo che pareva una visione. Il Rev. mo sig. Direttore della Casa Salesiana con parole di circostanza diede il saluto ai numerosi Piossaschesi intervenuti, presentò loro il lavoro compiuto ed invitò il Vicario a benedire la statua. La bimba Marisa Paviolo, disse un poetico omaggio alla bianca Madonna dei Pirenei, poi seguì la recita del Rosario. In fine era doveroso il mio ringraziamento ai reverendissimi Salesiani per aver arricchito la parrocchia del prezioso tesoro, al quale è la devota Grotta di Lourdes, auspicando che essa diventi una fonte di benedizione e di grazie. Si cantarono ancora lodi, la gente non sapeva, non poteva distaccarsi da quel luogo diventato ormai sacro. La funzione quanto mai bella e suggestiva, ha suscitato in tutti una nuova ondata di fede, di speranza e d’amore verso la Madonna Immacolata. Là ritorneremo alla spicciolata a pregare, e ritorneremo al più presto in altre processioni solenni.

A cura di Renzino Martinasso

Archivio Parrocchiale Santi Apostoli

 

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