Sangano-Bruino-Rivalta-Orbassano-Volvera

Il canale di irrigazione delle
Gerbole di Rivalta

 

Consorzio irrigatorio
Sangano-Bruino-Rivalta-Orbassano-Volvera

Gent. Signore e Signori,
La Direzione del Consorzio si onora d’invitare la S. V. Ill. a voler prender parte alla funzione inaugurale del Canale d’Irrigazione colle acque dei laghi d’Avigliana. E’ assicurato l’intervento delle Autorità Politiche, Religiose e Civili.
La benedizione delle pompe di sollevamento sulla sponda del lago piccolo verrà impartita da Sua Ecc. il Vescovo alle ore 10 del 23 settembre (1923) p.v. In seguito verranno visitate le opere in muratura ed il canale.
Il pranzo inaugurale avrà luogo in Orbassano alle ore 12 nella villa Gay di Quarti. Una tranvia speciale partirà da Torino alle ore 8,30, ripartendo da Trana alle ore 11,30 giungendo ad Orbassano alle ore 12.
La quota del pranzo è fissata in lire 20.
Si prega di inviare l’adesione non oltre il giorno 17 settembre alla Sede del Consorzio in Orbassano.

Il Presidente
Avv. Cav. Stefano Bertolini


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Il canale d'irrigazione delle
Gerbole di Rivalta - Sangano - Bruino - Orbassano e Volvera

Generalità. — L'irrigazione, mezzo sicuro per rendere fertili e generosi i terreni più isteriliti, venne praticata da tempi tanto remoti che si rende oziosa ogni dimostrazione sulla sua utilità.
L'Italia ha dato sempre eccellenti prove di saper usufruire delle acque correnti nelle sue valli; è additato dagli stranieri come vera meraviglia il Canale Cavour che ha trasformato la valle padana in una delle più ricche e produttive zone d'Europa. Così altre derivazioni importanti misero in valore regioni quasi abbandonate dai coloni stessi trattenendo in patria, braccia che prima erano costrette a cercarsi oltre oceano i mezzi di vita.
Principalmente nell'Italia Settentrionale ed in ispecie nella valle padana si costruirono nel secolo scorso ingenti opere che permisero colture intensive, quali le marcite in terreni che già beneficavano di una buona irrigazione, o che diedero nuova vita a lande e brughiere del tutto incolte.
Nel secolo scorso, come nei tempi più lontani, fin dove giungono i ricordi della storia, l'opera di irrigazione consisteva in una derivazione naturale da un corso d'acqua che permetteva di fare assegnamento su una certa costante disponibilità.
E' indubbio che tali impianti rispondono alle più convenienti esigenze economiche ed è quindi ovvio che laddove fu possibile praticarli in gran parte si è provveduto.
Ma vi sono regioni che per la loro posizione altimetrica od orografica in confronto a quella dei corsi d'acqua e dei bacini circostanti non possono valersi per caduta naturale delle acque vicine e sono condannati alla siccità, mentre le acque stesse, non usufruite in alcun modo, si disperdono talvolta inutilmente raggiungendo i loro naturali serbatoi lacuali o marini. Ma anche in tali contingenze l'uomo ha trovato i mezzi per vincere la natura.
Lo scorcio del secolo passato ed il febbrile progresso dei primi anni del nostro, hanno segnato le più vittoriose conquiste nel campo della meccanica e dell'elettricità, ingigantendo di giorno in giorno il campo di applicazione delle due scienze sorelle.

 

Stazione di sollevamento

Cosicché, mentre da un lato sorsero, prima modesti e poi potenti gli impianti idroelettrici che tendono ad emancipare la nostra Italia dal tributo allo straniero, dall'altro vennero esperiti i mezzi per usufruire in ogni ramo dell'attività del carbone bianco, purissima energia derivata dalla immacolata corona delle Alpi o dalla dorsale del nostro Appennino.
Ed anche all'irrigazione ed alle opere di bonifica toccò la loro parte.
Sembrerebbe che per un impianto di irrigazione l'elevamento delle acque che richiede spese ingenti di macchinario e di esercizio, possa riuscire antieconomico e da scartarsi a priori.
Non vi è nulla di più errato: il fondo irriguo ha tali risorse e l'incremento del suo reddito è così sicuro da consentire le più ardite intraprese.
Impianti di sollevamento di acqua da derivarsi a scopo di irrigazione si costruirono in Italia in varie località ad es. in Piemonte è da noverarsi l'impianto di Cigliano che risale al 1883; quello di Cameri; ed attualmente l’impianto di Mazze recentemente ultimato.
Ciò detto veniamo a parlare dell'impianto di derivazione di acqua dai laghi di Avigliana. Premettiamo che si tratta di un' opera modesta stante la esigua disponibilità di acque di cui possono disporre i laghi stessi.
Pur tuttavia riteniamo che il nuovo Canale delle Gerbole di Rivalta e Paesi limitrofi, possa meritare qualche attenzione da parte di coloro che si interessano di opere atte a migliorare le condizioni agrologiche delle nostre terre.

 

Canale allo scoperto

Condizioni agrologiche del territorio delle Gerbole. — E' qui opportuno, (prima di passare all'esame dei particolari di progetto e di dispensa delle acque), mettere in rilievo, le condizioni in cui trovansi attualmente le colture della regione da irrigarsi. Il territorio delle Gerbole propriamente detto, ha un'area complessiva di circa 2000 Ettari: in tutta questa vasta regione, il cui terreno è naturalmente fertile, non viene praticata una vera e propria irrigazione. E' bensì vero che alcune bealere attraversano la regione: la bealera di Sangano, quella dei Mulini, la Duranza, e il Biarlasso. Tali canali derivano le acque dal torrente Sangone il quale, pur avendo un vasto bacino imbrifero, non fa capo nel suo tronco superiore di raccolta a zone nevose perenni tali da garantire nel periodo estivo, Quando più occorre praticare l’irrigazione, un costante deflusso di acque. Si verifica perciò il fatto che soltanto nella primavera, quando si accumulano le acque delle piogge della stagione a quelle di scioglimento delle nevi invernali, si può contare sopra una discreta costanza di portata del Sangone, in modo che qualche risultato, benchè scarso, è raggiungibile. Cessato tale periodo, che agli scopi della agricoltura può durare al massimo un mese, e sopraggiunta la stagione estiva, il torrente si prosciuga completamente e l’unico assegnamento che si può fare riguarda le improvvise acque temporalesche le quali vengono spesso disputate tra i contadini senza che sia possibile un'equa e razionale loro distribuzione. Dato tale stato di cose il terreno delle Gerbole, che non è ingeneroso, come lo dimostra il fatto degli ottimi risultati quanto riguarda le foraggiere, e scarsa per le graminacee. Vediamo pertanto che i prati danno un solo taglio, il maggese, il quale benefica delle acque primaverili, cui si è accennato; rari i prati che danno un taglio, sia pur povero, di agostano, esclusa la possibilità di un taglio di terzuolo, e del successivo pascolo autunnale. Il grano è fra tutte le colture quella che può dare discreti risultati; non tali vengono raggiunti dal granoturco.
E' esclusa la possibilità di coltivare gli ortaggi ed i secondi prodotti.
La vite ed il gelso vengono pure coltivati con qualche successo. Ma i fondi privi del prato irriguo, non possono compensare le strenue fatiche di quegli agricoltori che sulla terra contano per allevare il bestiame, fonte diretta di benessere per i coloni stessi, o per i centri abitati vicini, cui mancano il latte ed i prodotti del caseifìcio.
A tale proposito conviene ricordare le condizioni di palese inferiorità nelle quali si trova la plaga di Torino in confronto alle regioni che godono dei vantaggi apportati dal Canale Cavour. A Torino si importano ortaggi e latticini da lontane regioni poiché i territori che la circondano sono isteriliti dalla mancanza di acqua, ed insufficienti ai bisogni della Città risultano i prodotti ottenuti.
Orbene benché limitata sia l’estensione della zona che verrà a fruire dell'irrigazione, trovandosi tale zona alle porte di Torino, è indubbio, che un vantaggio alla città dovrà derivare. Altri studi importanti in corso di attuazione giustificano ogni nuova iniziativa che tenda a togliere il Piemonte dalle condizioni di inferiorità agricola in cui si trova. Ed il Canale delle Gerbole dovrà portare alla comune causa il suo non trascurabile contributo.

 

Fabbricato macchinari

Quantità di acqua disponibile e sua utilizzazione. — I laghi di Avigliana, di origine glaciale, sono due vasti serbatoi naturali i quali oltre a raccogliere le acque superficiali scorrenti nel loro bacino, ricevono acque di sorgenti sotterranee le quali garantiscono un deflusso continuo pressoché constante ai loro emissari.
Il Lago Grande o dei Capuccini (m. 344,66 sul mare) ha un estensione di circa 96 ettari, il lago piccolo o di San Bartolomeo (m. 353,63) ha un' estensione di ettari 62 circa.
Per stabilire la quantità di acqua che defluisce dai due laghi vennero fatte ripetute e periodiche misurazioni le quali permisero di stabilire che l'emungimento del lago Grande è di circa litri 90 al secondo e quello del lago Piccolo di litri 80 al secondo. Queste quantità vennero assunte per stendere la domanda di concessione per 100 giorni consecutivi dal giugno al settembre, e la concessione venne accordata con decreto in data 10-12-1920.
Il quantitativo di acqua da erogarsi è di moduli 7,1 pari a litri 710 al secondo per un periodo di cento giorni.

 

Ponte viadotto sul Sangone

A norma del disciplinare, durante le magre invernali della Dora Riparia, dovrà lasciarsi defluire nella Naviglia il volume costante di moduli 1,40 sempre quando l'altezza del pelo d'acqua sul Lago Grande sia tale da permettere l'erogazione di tale volume d'acqua senza il sussidio di macchine di sollevamento, ma colla sola manovra delle paratorie di scarico.
Ciò posto la produzione annuale di acqua dei due Laghi sarà:
Lago Grande - mc. 2.838,240
Lago Piccolo - mc. 2.522,880
Totale - mc. 5.361,120
Da questo quantitativo deducendo, nella peggiore delle ipotesi, tutto il quantitativo che può defluire nella magra invernale in ragione di mod. 1,4 per giorni 90 mc. 1.088.640
Si può fare assegnamento sulla rimanenza di mc. 4.272,480
Pur stabilendo in seguito un ordinamento della distribuzione d'acqua, consono alla varia natura dei terreni e delle colture, in modo da ottenere la esatta estensione della zona che si può irrigare fissiamo per ora che il turno di irrigazione sia di giorni 10 e l'erogazione di litri 70 al secondo.
Stabilita un'ora di deflusso per ogni giornata agraria piemontese (mq. 3810) il quantitativo erogato per giornate dovrà essere mc. 0,07 X 3600 = mc. 252 e per 10 adacquature mc. 2520.
Essendo la disponibilità di me. 4.272.480 diviso 2.520 si potranno irrigare giornate: 1695 pari ad ettari 650 circa.

 

Sala delle macchine

Studio e particolari del progetto. — Fin dai primi studi destinati a stabilire il modo più conveniente per trasportare le acque dei laghi di Avigliana alla regione delle Gerbole venne esaminata la possibilità di ottenere lo scopo mediante un canale derivato dai laghi per pendenza naturale senza ricorrere ad impianti di sollevamento. Pur non entrando nella disamina dettagliata delle varie ragioni che resero inaccettabile tale soluzione, diremo soltanto che con l'attuazione di un tale progetto si sarebbe dovuta costruire una galleria della lunghezza di Km. 6 in terreno di natura morenica e torbosa, presentante indubbiamente serie difficoltà di avanzata. La Zona da irrigarsi è separata dal bacino dei laghi dalla cresta dello spartiacque tra le valli del Sangone e della Dora Riparia. Nella direzione Laghi-Sangano si incontra una depressione del crinale separanti le due valli consistente in un vero e proprio colle: la sella di Trana. Si è quindi progettato di attraversare tale colle in galleria portando l'acqua ad una quota che renda minimo il percorso in sotterraneo compatibilmente con il maggior aggravio dovuto agli impianti di sollevamento ed al loro esercizio. Si addivenne pertanto alla conclusione di elevare le acque alla quota 373,50, con che dopo un percorso a mezza costa sulla falda morenica a monte della strada provinciale Pinerolo-Susa, interrotto da qualche tratto in sotterraneo, si imbocca la galleria di Trana della lunghezza di m. 700 a foro cieco e di m. 900 cogli accessi in galleria artificiale. Superata la galleria, il canale si svolge per breve tratto sulla sinistra del Sangone che attraversa poi in ponte canale della luce di metri 30 per raggiungere la zona irriganda in territorio di Sangano a circa Km. 6 dall'origine.
L'asta principale prosegue per altri 3 Km. e da essa si dipartono le bealere secondarie che percorrono in ogni senso tutta la zona cui compete l'irrigazione.

 

Ponticello sul Rio Sada

Impianti sui Laghi. — Le acque del lago Grande subiscono un preventivo innalzamento di m. 9,00 dal lago stesso al lago piccolo nel quale vengono immesse. Sulla sponda est di quest'ultimo lago si è costruito un secondo impianto il quale innalza le acque complessive dei due laghi all'asta del canale principale, con una prevalenza di m. 23.
Le acque dei due laghi che defluivano alla Dora Riparia per mezzo dello scaricatore del lago Grande, la Naviglia verranno convenientemente invasate durante il periodo decorrente dal termine della stagione di irrigazione (settembre) all'inizio della stagione nuova (giugno).
Le opere di invaso del lago Grande consisteranno in una diga in terra disposta in corrispondenza dell'emissario del lago ed avente la lunghezza di circa 100 metri.
Le opere di invaso del lago piccolo consisteranno in una semplice chiusa, munita di paratoia, collocata all'emissario non essendovi punti di depressione sulle sponde del lago.

 

Canale allo scoperto

Sezione del Canale. — La sezione trasversale del canale è trapezia ed è tale da permettere una portata di 1 mc. al secondo con rivestimento in muratura di pietrame.
Le pendenze del canale variano dall'uno al due per mille.
Impianti di Sollevamento. - Il sollevamento delle acque viene effettuato mediante impianti di elettropompe centrifughe ad asse orizzontale per medie pressioni. L'energia viene derivata dalla cabina di smistamento di Drubiaglio facente parte degli impianti della Azienda Elettrica Municipale di Torino.
Quivi subisce una prima trasformazione con rapporto 50.000/22.000 volts: dalla cabina si stacca la linea a 22.000 volts appositamente costruita e della lunghezza di Km. 6 che porta l'energia alla stazione di sollevamento del lago piccolo. Dopo una successiva trasformazione da 22.000/500 la corrente passa ad alimentare i motori dell'impianto.
L'impianto del lago piccolo è costituito da tre gruppi di pompe centrifughe della portata di litri 250 al secondo ciascuno, accoppiate a motore elettrico della potenza di 150 H. P.: quello del lago Grande di due gruppi della portata di litri 200 ciascuno accoppiati a motori elettrici di 60 H. P. ciascuno. Le tubazioni, tanto di aspirazione che di mandata, sono in ghisa e posate parte in trincea e parte allo scoperto.
Funzionamento degli impianti. — Quantunque la concessione del quantitativo d'acqua sia di litri 710 al secondo si è ritenuto opportuno dare agli impianti una maggior potenzialità potendosi verificare l'eventualità di chiedere una concessione supplementare di acqua quando sia ben conosciuto, durante l'esercizio dell'irrigazione, il regime idrico che verrà a stabilirsi nei due bacini. Si è pertanto fissata la potenzialità di erogazione in litri 750 al secondo dei quali litri 400 da erogarsi dal lago Grande e litri 350 dal lago piccolo.
I dati del macchinario installato sono i seguenti :
Impianto lago Grande.
Prevalenza manometrica M. 11
Portata al secondo mc. 0.400
Potenza assorbita H. P. 90
Impianti del lago piccolo.
Prevalenza manometrica m. 25
Portata al secondo mc. 0.750
Potenza assorbita HP. 335
Costo dell'opera. - Nel preventivo generale figurano tutte le spese occorrenti per la costruzione muraria del canale propriamente detto, del macchinario, sistemazione dei canali secondari, progetto ed espropriazioni. Vi figurano inoltre L. lOO.OOO corrispondenti al prezzo della concessione pagata ai proprietari dei laghi per il diritto perpetuo di estrazione di acqua nella misura fissata dalla convenzione.
L'ammontare di tale preventivo è di L. 2.885.000.
Condizioni riassuntive. - Riportiamo le norme da seguirsi negli impianti di irrigazione:
a) i terreni sopportano le spese di irrigazione in ragione diretta del valore che essi conquistano.
b) il costo dell'irrigazione non deve mai superare, nè assorbire per intero il valore della differenza di produzione tra la coltura asciutta e la irrigua. Una parte deve costituire il tornaconto dell'agricoltore.
Per quanto riguarda la prima massima è pur noto che nella zona attigua a quella da irrigarsi e nella quale si pratica l'irrigazione, per mezzo di altri Consorzi, il valore dei terreni raggiunge spesso il doppio di quello della zona che ci interessa.
Così il prato si paga in ragione di L. 4000 — 6000 per giornata, laddove il valore dello stesso nel territorio delle Gerbole raggiunge al massimo le L. 2500.

 

Pontile di prese sul lago piccolo

Ponte canale sul Sangone

E' quindi pienamente giustificato il costo dell'opera riferito alla giornata, come sopra risulta.
I risultati dell'applicazione della seconda norma sono ormai chiaramente dimostrati agli utenti del Consorzio dai confronti che è loro dato di stabilire fra il reddito delle plaghe da irrigarsi e quelle limitrofe che già usufruiscono di una razionale irrigazione (Consorzio di Orbassano). Il canone annuo che 1'utente dovrà versare per ogni giornata di terreno, quale risulta dalle cifre esposte, è assorbito largamente dal maggior reddito della produzione.

 

Costituzione del Consorzio e svolgimento dei lavori. - Fin dal 1913 alcuni volenterosi agricoltori iniziarono le pratiche inerenti alla costituzione del Consorzio ed agli studi preliminari dell'opera.
Ottenuta l'approvazione degli studi stessi, il Consorzio venne regolarmente costituito creando nel suo seno una Direzione composta di 11 membri di cui un Presidente, un vice presidente, un segretario, e di due consiglieri per ogni comune del Consorzio. Presidente: Avv. Cav. Stefano Bertolini; Vice presidente cav. uff. Domenico Tamagnone; Segretario Sig. Luigi Poltronieri. Consiglieri: Levrino Giuseppe e dott. Ramassotto Giuseppe per Sangano: Bey Paolo e Girard Giovanni per Bruino; Magnano Emanuele (sostituito in seguito dal fratello Lorenzo) e Luigi Poltronieri per Rivalta; cav. Domenico Tamagnone e Cottino Francesco per Orbassano; Audisio Giovanni (sostituito da Favaro Pietro) e Coalova Stefano per Volvera.
Tale direzione, tuttora immutata, ebbe il più ampio mandato per espletare le pratiche necessarie ed opportune affinchè l'opera avesse pratica e completa esecuzione.
L'ing. Natale Penazzo, ideatore dei primi studi, venne incaricato dell'esecuzione del progetto che ottenne, per il tramite del Genio Civile di Torino, l'approvazione del Ministero, superate varie opposizioni da coloro che si ritenevano lesi dall'opera stessa.
In seguito alla concessione furono aperte le sottoscrizioni con regolari atti notarili: si compilò il catasto ed il campione conformemente alle disposizioni di legge e si inoltrò al Ministero di Agricoltura la domanda per rendere esecutorio il catasto e lo Statuto del Consorzio ed ottenere in conseguenza il Decreto Reale che dà la facoltà di riscuotere i contributi consorziali con i privilegi e nelle forme fiscali.
Tale Decreto venne emanato, mediante il sollecito interessamento del competente Ministero, in data 14 luglio 1923 n. 1656 a firma di S. E. De Capitani D'Arzago Ministro d'Agricoltura.
La Direzione, con tenace volontà, sostenuta dalla fiducia dei soci, affidò alla S. A. per costruzioni V. Visetti e Figli di Torino l'esecuzione dell'opera, sotto le cure personali dello stesso comprincipale Geom. Cav. Luigi Visetti.
Con il concorso pecuniario di alcuni soci e vincoli in proprio dei membri della Direzione, col versamento delle prime quote e con l'aiuto materiale della stessa Impresa, alli 2 gennaio 1922 si iniziarono i lavori, sotto la direzione dell'ing. Ettore Coccino.
Proseguiti con vigoria, fermezza ed inappuntabilità tecnica, si ottenne che nel mese di luglio del 1923 l'acqua dei laghi di Avigliana venisse a bagnare le terre che da tanti anni la attendevano come novella forza rigeneratrice.

IL PRESIDENTE DEL CONSORZIO - Avv. Stefano Bertolini
LA DIREZIONE DEI LAVORI - Ing Natale Penazzo - Ing. Ettore Coccino

N. B. = Va ricordato che il macchinario è tutto di fabbricazione italiana. Le pompe vennero fornite dalla Ditta A. Cerpelli di Spezia; il macchinario elettrico dal Tecnomasio Italiano Brown-Boveri di Milano; i trasformatori dalla « San Giorgio » di Sestri Ponente: curò l'apparecchiatura elettrica la Ditta Ing. Olivetti e Morera di Torino.
L'Azienda Elettrica Municipale di Torino attese con lodevole impegno e celerità alla posa della linea a 22000 volts della lunghezza di Km. 6 con palificate a traliccio delle Officine di Savigliano.

 

 

ISTITUTO GRAFICO BERTELLO & COMP. BORGO S. DALMAZZO MCMXXIII

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Il ponte canale sul Sangone a Trana

Il ponte canale sul Sangone a Trana

Il ponte canale sul Sangone a Trana, visto dall'alto

“A - Tipo esponente la estensione della valle denominata la valle dei laghi di Avigliana
e delle colline e monti laterali ed in essa valle pendenti e corso dell’acquedotto
detto la Naviglia che serve di emissario o sia scaricatore di detti laghi (…)”
Disegno a china ed acquarello (103 cm x 66,5 cm), firmato Pietro Petrino, scala trabucchi 800.
Il disegno rappresenta il rilievo della valle dei laghi di Avigliana.
Il disegno accompagna la relazione di progetto per la costruzione del ponte canale
sulla Naviglia di Avigliana in ASCR,FBR, lavori, fald. 40, fasc. 4 ASCR, FBR, Disegni, dis. 18

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Una vasta terra arricchita da nuove opere d'irrigazione anno 1923

 

Una vasta terra arricchita
da nuove opere d'irrigazione

Ieri, ai laghi di Avigliana, si è inaugurata con solennità l'opera d'irrigazione destinata a fertilizzare la vasta plaga denominata la Gerbola di Rivalta. I lavori di esecuzione dell'opera, auspicatissima dalle popolazioni dei Comuni di Rivalta, Sangano, Bruino. Orbassano e Volvera, che si sono costituiti in Consorzio per assicurare all'impresa i capitali occorrenti, si possono ritenere ultimati, che già nel luglio scorso l'acqua dei laghi di Avigliana ha irrigato le terre, che da molti anni attendevano di essere vivificate. Il territorio della Gerbola, che ha un'estensione di 'circa 2000 ettari, è naturalmente fertile, ma, a causa della mancanza d'acque, dà una produzione veramente esigua per quanto riguarda le foraggere e le graminacee, le quali danno un solo taglio; il maggese, che benefica delle piogge primaverili: la coltivazione del granoturco è il più degli anni stentata, mentre ogni possibilità di coltivare gli ortaggi ed i secondi prodotti è esclusa. L'opera di irrigazione inaugurata ieri, e che viene ad animare le colture in tutta la vasta regione, ha una cronistoria, che testimonia della vigoria e della fermezza colla quale i promotori hanno condotto in porto la benefica impresa. Fin dal'1913 alcuni intelligenti agricoltori iniziarono le pratiche per la costituzione del Consorzio irriguo e per gli studi preliminari dell'opera. L'iniziativa si concluse anni dopo, con la nomina della Direzione del Consorzio e con l'incarico all'ing. Natale Pennazzo, che aveva ideato i primi studi, dell'elaborazione, del progetto, che dopo aver percorso le rituali tappe burocratiche, ottenne infine l'approvazione del Ministero, non senza la vivace opposizione di chi si ritenne leso dalla realizzazione del progetto stesso. I lavori vennero intrapresi il 2 gennaio dello scorso anno, dalla Società anonima per costruzioni V. Visetti, di Torino, sotto la direzione dell'ingegnere Ettore Goccino, ed il 15 luglio scorso un decreto del ministro d'Agricoltura, on. De Capitani, dava al Consorzio promotore dell'opera, riconoscimento legale, autorizzandolo a riscuotere i contributi, con i privilegi e nelle forme fiscali.

La cerimonia inaugurale

Ieri mattina, di buon tempo, un trenino delle Secondarie ha trasportato da Torino sino in prossimità dei laghi un folto stuolo di Autorità e di tecnici, invitati alla cerimonia inaugurale. Il convoglio ha attraversato Orbassano imbandierata e festante, ed è arrivato a Trana, mentre le popolazioni della vasta plaga si davano convegno sulla sponda del lago piccolo di Avigliana, fronteggiante la strada provinciale Trana-Avigliana, dove è installata la centrale di sollevamento dell'acqua. Erra la festa loro, dei valligiani della Gerbola, e l'entusiasmo vivissimo si confondeva con un legittimo e spiegabile orgoglio. Alle 10 pubblico ed Autorità sono raccolti attorno al massiccio fabbricato della stazione di sollevamento. I vessilli delle Associazioni fanno corona al gruppo cospicuo delle personalità convenute, che al loro arrivo sono state accolte dal suono degli inni per parte della banda musicale di Orbassano. Sono presenti i sindaci dei Comuni della plaga, cav. uff. Tamagnone, di Orbassano; signor Bei di Bruino: signor Gallo, di Sangano; ingegnere Sclaverano, di Rivalla, il .cav. Morelli, in rappresentanza del Prefetto di Torino, l'on. Facta, il grand'uff. Cattaneo, ex sindaco di Torino, l'on. Fino, l'on. Marconcini, il vescovo di Susa, mons. Rossi, l'ingegnere Debenedetti, il comm. Bonaudo, il comm. Bocca, in rappresentanza della città di Torino e della Cassa di risparmio, gli ingegneri Pennazzo e Coccino, cui e dovuta l'opera inaugurata, l'avv. cav. Bertolini, presidente del Consorzio irriguo, il costruttore cav. Visetti, e molti altri. Rende gli onori il manipolo fascista locale, S. E. il vescovo di Susa, mons. Rossi, benedice i macchinari della centrale e le acque del lago, e pronuncia schiette parole, invocando sulle terre, rianimate dall'opera dell'ingegno umano, le benedizioni divine. Quindi l'avv. Bardanzellu, oratore designato dalla Direzione del Consorzio, tesse con eloquenza la celebrazione della poderosa opera irrigua, auspicando all'avvenire della vasta plaga. La cerimonia è finita ed i convenuti intraprendono la visita delle opere e del canale: sopra alcune automobili la numerosa comitiva risale fino al lago grande di Avigliana.

La nuova opera irrigua

Il bellissimo specchio di acqua, detto Lago Grande o dei Cappuccini, cui torno torno si profilano le appena accennate creste di basse collinette, ha una estensione di 90 ettari, mentre il lago piccolo, o di San Bartolomeo, ha una estensione di 62 ettari circa. Entrambi sono di origine glaciale ed oltre a raccogliere le acque superficiali, scorrenti nel loro bacino, ricevono, acque di sorgenti sotterranee che garantiscono un deflusso costante. Gli ideatori dell'opera, scartato un primo progetto, col quale, per trasportare le acque dei laghi alla regione della Gerbola, si sarebbe dovuto costruire una galleria della lunghezza di 6 Km. in terreno di natura morenica e torbosa e quindi di difficile attuazione, se si pensa anche che la valle dei laghi è separata da quella irriganda da un vero e proprio colle (la sella di Trana), progettarono d'attraversare tale colle in galleria, portando l'acqua ad una quota che rendesse minimo il percorso in sotterraneo. Le acque vennero così elevate ad una quota maggiore, e dopo un percorso a mezza costa, sulla falda morenica a monte della strada provinciale Pinerolo-Susa, vennero convogliate nella galleria di Trana, della lunghezza di 700 metri, dopo di che le acque stesse imboccano il canale. Questo si svolge per breve traitto sulla sinistra del torrente Sangone che attraversa, poco oltre Trana, in ponte-canale e raggiungo la zona irriganda in territorio di Sangano, a quasi 6 Km. dall'origine. Il canale, che ha una portata di 1 metro cubo al secondo ed è rivestito con muratura di pietrame, si prolunga poi ancora di altri:3 Km. per alimentare le bealere, secondarie e lo percorrono tutta la zona irrigata. Sulla sponda del lago piccolo e stato costruito un impianto di elettro-pompe centrifughe, che innalza le acque dei due specchi all'Imbocco del canale, con una prevalenza sul lago di ben 25 metri. L'impianto di sollevamento è azionato dall'energia derivata dalle cabine dell'Azienda Elettrica Municipale di Torino, la quale sotto la direzione dell'ing. Brunetti, fu costruita una linea della lunghezza di 6 Km. e 22.000 volts.
La spesa preventivata per la costruzione della imponente opera ò di 2.885.000 lire: secondo i calcoli fatti e le disponibilità di acqua, sarà possibile irrigare, durante l'intera campagna agraria, 650 ettari di terreno Compiuta la visita alle opere, autorità e tecnici sono ritornati ad Orbassano per il banchetto, bandito nella Villa Gay di Quarti; gli orbassanesi hanno voluto raccogliersi attorno ai promotori dell'opera ed alle autorità che l'hanno inaugurata, e al banchetto hanno partecipalo più di settecento persone. Al levar delle mense hanno parlato, applauditissimi, l'avv. Bertolini, presidente del Consorzio, l'avv. gr. uff. Cattaneo, il sindaco dì Orbassano cav. Tamagnone e da ultimo l’ing. Pennazzo. Gli oratori hanno messo in rilievo l'importanza dell'opera, dei cui benefici potrà avvantaggiarsi anche Torino, che si vedrà in avvenire rifornita di prodotti orticoli e latticini, ed il carattere utilissimo di propaganda che l'inaugurazione di ieri viene ad assumere per quanti si interessano di opere irrigue, atte a migliorare le condizioni agrologiche delle nostre terre. Alla cerimonia avevano aderito il ministro per l'Economia Nazionale on. Corbino, l'on. Giolitti ì senatori Boselli, Teofilo Rossi, Rebaudengo, Ferrero di Cambiano, Frola, Agnelli, gli on. Bertone, Stella, Villabruna, Olivetti, Quilico, Montù, Bouvier, De Capitani, il barone La Via per Torino, nonché Enti ed Associazioni.

La Stampa 24 settembre 1923

 

Esercizio 1942

Esercizio 1947

 

A Sangano dopo una notte di ricerche
Morto in un canale con la testa spaccata
il cadavere trovato ad an chilometro e mezzo di distanza dal luogo dove sarebbe caduto - La perizia stabilirà oggi se si tratta di aggressione

Un operaio di Sangano, Tranquillo Martinasso, di 53 anni, dimorante alla periferia del paese in via Merlino 9, insieme alla moglie Giuseppina Pastore, di 56 anni, è stato ieri mattina trovato nell'alveo di un canale d'irrigazione, in località Pradonio, a 500 metri dall'abitato. Nella testa dello sventurato si apriva un'ampia ferita, l'osso del cranio era spaccato, sangue coagulato gli imbrattava i lineamenti. Nella tasca interna del cappotto era il portafogli con poche centinaia di lire. La salma era impigliata in due grossi sassi. Nessun segno di violenza sulle altre parti del corpo. Dopo una prima visita del locale medico condotto, 1 carabinieri avvertivano la Procura di Torino. Il sostituto procuratore dott. Caccia, recatosi poco dopo sul posto, ordinava l'autopsia del cadavere che verrà eseguita nella giornata di oggi. Lo prime indagini effettuate dai carabinieri di Orbassano hanno accertato che il Martinasso, tornato dal lavoro, sabato sera, dal Deposito Militare - Munizioni di Sangano, presso cui era occupato da quindici anni, aveva cenato con la moglie. Usciva alle 20 per recarsi alla trattoria Accastello. Qui si tratteneva a giocare a carte e a bere con gli amici. Alle 22.30 si avviava verso casa, solo: aveva bevuto un bicchiere e non era affatto alterato. A casa la moglie lo attendeva, sempre più in ansia, sino alla mezzanotte. A quest'ora, si recò in paese a chiedere notizie. La scomparsa del Martinasso, molto noto e stimato, mise tutti in allarme. Si iniziarono, nella stessa notte, le ricerche; ma solo alle 9,30 di ieri mattina il nipote dello sventurato, un suo compagno di lavoro Giovanni Bonino, di 48 anni, e un amico il 26enne Giuseppe Ruffino, scoprivano il cadavere nel canale. Il canale chiamato «del laghi», scorre, incassato in un alveo di cemento; l'acqua ha un livello di dieci centimetri, ma è rapida e vorticosa; il fondo è molto viscido. Il Martinasso, nel tornare a casa dall'osteria Accastello, doveva attraversare un ponticello. Proprio vicino ad una spalletta di questo ponte, in un tratto dove la sponda è costeggiata da una bassa siepe di sempreverde, sono state notate le impronte caratteristiche di qualcuno che, slittando sul terreno bagnato, scivolò nel canale. Resta, da accertare come il Martinasso si sia prodotto l'ampio squarcio al capo, causa della sua morte. La perizia potrà dire oggi se la ferita e dovuta semplicemente alla caduta o se è stata, provocata da altri con un corpo contundente: in questo caso verrebbe confermata l'ipotesi di una aggressione. La rapida corrente, unita al fondo viscidissimo, spiegano a sufficienza il fatto che il cadavere sia stato trovato ad un chilometro e mezzo dal punto in cui è piombato nell'acqua. Tranquillo Martinasso, 63 anni

Stampasera 12 dicembre 1955

 

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