Piossasco

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“La buona parola”
Dal 1950 al 1968
Sotto la guida del Rev. Don Giuseppe Fornelli – Vicario Foraneo –

Gennaio 1950

Lo stato d’anime della Parrocchia. E’ curioso, ma anche utile dare uno sguardo al movimento parrocchiale del 1949, quale risulta dai tre principali Registri dell’Ufficio. Battesimi. I nati che nel 1948 erano 22, nel 1949 sono solamente 18, di cui 13 femmine e cinque maschi. Alcuni di questi sono nati e furono battezzati a Torino. Affermano che la diminuzione delle nascite sia cattivo segno. Matrimoni, sono 12 e precisamente cinque in più che nel 1948, non compiono i nomi dei giovani che si sono sposati fuori parrocchia, i quali sono parecchi; le loro spose sono venute a pigliare il posto di quelle che sono uscite dalla parrocchia, che sono nove. A tutte queste nuove famiglie auguri sinceri. Morti sono 18, di cui sei donne, una forestiera, trovata morta, una giovane di appena 24 anni, le altre oltrepassavano i 62 anni. Uomini 12, di cui quattro con età compresa tra i 37 e 59 anni. Il numero è rilevante, superiore all’ordinario. Metà dei defunti erano oltre i 70 anni, di cui ben cinque oltre gli 80. Segno di fisico sano, di robustezza. Ma vi sono anche quelli che ebbero la vita stroncata a metà, e che quindi hanno lasciato tanto e tanto rimpianto. Vi è anche un fiorellino innocente, che fu tolto per essere trapiantato in cielo. Quanto c’è da meditare! E’ proprio vero che la morte non rispetta nessuna età. Noi siamo entrati nel 1950; ne usciremo vivi? Nel dubbio dedichiamoci alla cura dell’anima, raccogliendo meriti per il paradiso. Per i suddetti defunti diciamo di cuore un Requiem aeternam.
Sant’Antonio Abate. Martedì 17 corrente, la Compagnia di S. Antonio, che conta cento iscritti, celebrerà la sua festa annuale con questo orario: ore 10,30 benedizione degli equini sulla piazza, quindi Messa cantata, celebrata all’altare del Santo. Panegirico di S. Antonio dopo il Vangelo. Nel pomeriggio alle ore 16,30 Rosario e Benedizione. Rettori della festa sono i sigg. Eugenio Lanza e Michele Siccardi. A quando l’inaugurazione della Bandiera della Compagnia? Le spese relative all’altare nuovo di marmo eretto in chiesa in onore del Santo, sono tutte già coperte, come a suo tempo fu pubblicato; quindi la spesa per una bandiera non può preoccupare. Con le quote annuali dei soci e con libere offerte, sarebbe presto pagata. La bandiera servirà a rendere più onore ai soci in caso di morte, portandola in sepoltura. Potrà anche essere portata alle Processioni, quando intervengono le bandiere delle altre Associazioni parrocchiali.

Febbraio 1950

Parrocchiani Carissimi
Sono lieto di potervi notificare che quest’anno la nostra parrocchia si arricchirà di una nuova Cappella rurale intitolata alla Madonna “Consolata”. Da qualche tempo mi preoccupava che alla lontana frazione Lupi, non ci fosse una Cappella, ove quella brava popolazione potesse pregare e far celebrare qualche Messa. Ma venne la Madonna Pellegrina e prima che Essa lasciasse la nostra parrocchia, ricordate? Nell’ultimo mio saluto, io promettevo alla Madonna, che in suo onore e per ricordare il grande avvenimento, noi avremo costruito una Cappella ai Lupi. Ora è giunto il momento di mantenere la promessa. Mi sono recato sul posto, ho radunato i parrocchiani dei Lupi e dei Barbosci; li ho trovati pieni di buona volontà, decisi a costruire la Cappella nel più breve tempo possibile e farne l’inaugurazione nel prossimo mese di maggio. I fratelli Giovanni e Mattia Lupo, generosamente donano il terreno necessario, tutte le famiglie si sono tassate per 10 mila lire ciascuna; aggiungerò la mia oblazione, non tanto piccola. Ma tutto insieme non arriverà alle 200 mila lire, che è il preventivo delle sole opere murarie. Ma io sono persuaso che i parrocchiani di San Vito, i lettori di questo Bollettino, le Compagnie religiose concorrono con le loro offerte, date per ringraziare e per impetrare grazie dalla Madonna Consolata. Ecco le prime offerte che ammontano a lire 5.500.
Poiché si avvicina il giorno della festa, è bene parlare della Cappella di S. Valeriano. Cosa si sarà quest’anno di nuovo? Quest’anno bisognerà soprattutto pensare a pagare i debiti che ancora ci sono. E’ quindi necessario assicurare delle entrate. Provvederemo anche quest’anno per Pasqua, se non ad un Banco do beneficenza, almeno ad un Pozzo di S. Patrizi8o o ad una pesca a sorprese. Le offerte non mancano, sebbene arrivino a goccia a goccia. Sarete certamente desiderosi di conoscere la situazione della cassa della Cappella di S. Valeriano. Ed io la espongo in breve, nel quadro delle Entrate e delle Uscite. Dal 1944, cioè da quando s’iniziò la raccolta d’offerte per la costruzione della Cappella a tutt’oggi, entrarono in cassa un milione ottomilacinquanta lire (1.008.050), vi furono spese per un milione centonovantatremilasettecentocinquantotto lire (1.193.758). Vi è dunque un debito di lire 185.708. Non c’è da allarmarsi, ma neppure è prudenza aggravare la situazione. Pertanto quest’anno ci limiteremo a mettere a posto porte e finestre, con la prospettiva di fare tutto o quasi gratis, per la generosità dei falegnami e dei fabbri di Piossasco, che da qualche tempo hanno promesso il loro contributo. Ecco intanto un totale d’offerte non ancora pubblicate, sebbene alcune siano arrivate da molto tempo, che ammonta a lire 30.400. In caso che si osservassero sbagli involontari si prega di avvisare.
La Compagnia di S. Antonio, ha celebrato la sua festa com’era stato pubblicato. Dopo la benedizione dei cavalli sulla piazza, fu cantata la S. Messa all’altare del Santo, bello e decoroso nei suoi bianchi marmi. Tenne il panegirico di S. Antonio il Rev.mo sig. prefetto della Casa Salesiana don Baroni. Si è notato un concorso di uomini, superiori agli altri anni. Benissimo, è segno che la devozione al Santo va aumentando. L’idea di provvedere una bandiera è piaciuto a tutti. Difatti i soci della Compagnia, onde contribuire per la bandiera, hanno raddoppiato la quota annuale; di modo che i rettori (sigg. Libero Lanza e Michele Siccardi), hanno raccolto diecimila lire. Un altr’anno si farà altrettanto, e la bandiera si potrà pagare con tutta comodità. Perciò abbiamo subito ordinato che la bandiera sia preparata, e si inaugurerà nel giorno della festa di S. Antonio del 1951, e per l’occasione è stato assicurato che non mancherà più il … desiderato pranzo sociale. E’ aperta la sottoscrizione alla bandiera. Ecco le prime offerte già pervenute e che ammontano a lire 1.150.
L’anno scorso si sono fatti lavori sul nostro Campanile (e altri ne sarebbero necessari). La campana grossa era pericolante e difficile a suonarsi. Per rimediare d’urgenza, la Ditta Mazzola di Valduggia ha provveduto a cambiare il ceppo che era ancora di legno, a cambiare i sostegni e a fornire la campana di una grande ruota di ferro per facilitarne il movimento. Il tutto ha importato la spesa di lire 150 mila lire, che restano a pagare. Come provvederemo? Ecco le mie proposte: il grano e la meliga che si raccoglieranno quest’anno, saranno per le suddette spese; di più alle tariffe di ogni sepoltura faremo un piccolo aumento di lire 500, per lo stesso fine. Se qualcuno vorrà inviare offerte, si accetteranno ben volentieri.
Lutto. La nostra Unione Uomini d’Azione Cattolica ebbe la dolorosa perdita del socio Clemente Borgi. Quando la vigilia di Natale corse la voce che egli era morto nella notte, non si voleva credere, perché non si sapeva neppure che fosse malato. In verità il suo male cominciò da quando gli venne a mancare la sua stimatissima consorte. Il suo cuore, la sua salute furono profondamente scossi. Poi lo sorprese un abbassamento di voce, che pareva cosa di poca entità; invece era segno del deperimento di sua salute. Di fibra forte e robusta egli non voleva cedere al male, non si lamentava, né poteva adattarsi di restare a letto. La fine giunse come una sorpresa: aveva 68 anni. Ai funerali che si svolsero nella parrocchia di S. Francesco, solenni ed imponenti (data la stima che i capomastri Borgi godono in paese), nello stesso giorno di Natale, intervenne il sig. Vicario, una larga rappresentanza della nostra Unione con bandiera e molti parrocchiani di S. Vito. Sebbene della Parrocchia di S. Francesco il defunto frequentava (come già suo padre) la nostra chiesa, assistendo ogni festa alle nostre funzioni. Da molti anni era tesserato nella nostra Unione, assiduo alle adunanze e alle funzioni collettive sociali. Egli lascia un vivo rimpianto, ma anche un buon ricordo di uomo esemplare, di profondi sentimenti religiosi e di una rettitudine eccezionale. Alla famiglia, ai parenti rinnoviamo le più sentite condoglianze.
Con la Festa di S. Agnese, celebrata in fraterna armonia di cuori e di spiriti dall’Associazione giovanile e dalla Compagnia Figlie di Maria, è stata proclamata Priora della Compagnia per il corrente anno la sig.na Onorina Girardi e Vice priora la sig.na Delfina Gontero.
Una novità che è un esperimento, sono i Raggi Rurali, cioè riunioni serali per i giovani, tenute in diverse località della parrocchia, come al Campetto, alla cascina Priore, ai Brentatori, al Marchile. La sala è una stalla, la luce è quasi sempre a petrolio, la cattedra è uno scranno o una panca: questo l’ambiente, dove sotto la direzione del Vicecurato si svolsero discussioni religiose sulle più fondamentali verità, sciogliendo le più correnti e comuni obbiezioni. Tutto per il bene spirituale della nostra gioventù.

Aprile 1950

Lunedì 3 aprile, Festa di S. Valeriano. Tutti saliremo a rivedere l’artistica Cappella, che attende d’essere ancora ultimata. Quest’anno sarà un anno come di piccola sosta per prepararci ad uno sbalzo, che ci porterà presto all’ultimazione dei lavori, per i quali occorrono ancora somme non indifferenti. Le offerte che di raccoglieranno nel giorno della festa saranno certamente generose come sempre, ad esse si uniranno quelle provenienti da diverse lotterie che si faranno quest’anno. Alle ore 9 si partirà dalla Parrocchia, la Messa verrà cantata nella Cappella alle ore 9,30. Rettori della festa i sigg. Libero Lanza e Giacomo Gorrea.
Domenica 23 aprile, Pellegrinaggio al Santuario d’Avigliana. Quest’anno tocca a noi guidare il tradizionale Pellegrinaggio dei Piossaschesi al Santuario della Madonna dei Laghi in Avigliana. Partenza dalla Parrocchia alle ore 7,30 per esser al Santuario alle ore 11 per la celebrazione della Messa. Raccomando molta attenzione e disciplina per il viaggio, per evitare disgrazie, essendo nei giorni festivi la strada molto frequentata da macchine. Andiamo al Santuario con spirito di devozione e non per spirito mondano, che offenderete la Madonna SS.; andiamo per implorare benedizione e per ringraziare dei favori già ottenuti.
Lunedì 1° maggio, Festa di S. Giorgio. Saliremo alla Cappella del Santo in devoto pellegrinaggio come tutti gli anni, per venerare sulla cima Colui che i nostri antenati hanno posto lassù a custodia del paese. Essendo festa del lavoro, c’è da sperare che il concorso dei partecipanti sarà numeroso. Partenza dalla Parrocchia alle ore sette. Messa alla Cappella alle ore 9,30.
Mese della Madonna. Lo inizieremo lunedì 24 aprile per farne poi la chiusura domenica 21 maggio. Ogni sera alle ore 20,30 vi sarà in Parrocchia la recita del Rosario, canto delle lodi. Predica e benedizione. Nelle Cappelle delle borgate si procuri di recitare il Rosario per quelli che non possono intervenire in parrocchia.
Con piacere vi annuncio che la Cappella della Consolata, ai Lupi è nella sua ossatura ultimata e quanto prima verrà inaugurata e aperta al pubblico. E’ riuscita bella e graziosa per opera del muratore sig. Mario Germena. Si ricevono con riconoscenza offerte, perché tante cose accessorie restano da fare.
Rettori della Parrocchia per l’anno 1950.
Compagnia del Suffragio: Cesare Lovera e Giuseppe Ernesto Audrito.
Compagnia del SS. Sacramento: Ernesto Gardois e Luigi Destefanis.
Compagnia del S. Rosario: Giovanni Fiora e Domenico Bonetto.

Giugno 1950

Parrocchiani Carissimi, avvenimenti importanti di vita parrocchiale, celebrazioni e feste straordinarie vi furono in parrocchia in questi ultimi mesi, che meritano di essere qui ricordati e commentati.
Festa di San Valeriano, riuscitissima, celebrata il lunedì di Pasqua. In una mattinata splendida, una folla straordinaria di Piossaschesi è salita su il colle, richiamata anche dalle festose note della Banda musicale del Comune. Tutti con piacere hanno riveduto la risorta e bella Cappella, ricercavano in essa qualche novità, trovarono di fatti le nuove porte e le nuove finestre. La grandiosa porta d’ingresso è opera del falegname sig. Francese, che la offerse a ricordo e un suffragio della sua consorte defunta. La robusta porta della sacrestia è opera e dono dei fratelli artigiani Eraldo e Pierino Lovera. Per assistere alla S. Messa, la gente gremiva l’interno della Cappella, che è assai vasta; ma quelli che stavano fuori erano assai più numerosi. La colletta raccolta ha superato le 22 mila lire. Dopo che tutti ebbero assistito religiosamente alla funzione, si sparsero a gruppi per il colle e perla pineta a consumare allegramente il pranzo al sacco.
Erano Rettori della festa i sigg. Libero Lanza e Giacomo Gorrea, ai quali succedono per il 1951 i sigg. Albino Rosso e Luigi Gorrea.
Cappella della “Consolata”. Domenica 7 maggio scorso, è stata inaugurata e benedetta la nuova Cappella alla frazione Lupi, alla presenza di una gran folla di gente. Io ho avuto il piacere e l’onore di celebrarvi la prima Messa. I più contenti e soddisfatti furono gli abitanti della frazione, i quali sentivano il bisogno di una Cappella, ed all’iniziativa da me proposta, corrisposero con pronta volontà; hanno versato una cifra stabilita per ogni famiglia, hanno provveduto il legname per il tetto, hanno provveduto per la condotta del materiale, coadiuvati anche dalle cascine dei Luisetti e da altri; di modo che in pochi mesi la nuova Cappella è stata costruita. E’ riuscita bella e graziosa, per merito del muratore Mario Germena. La Cappella è già stata provvista di candelieri e di carte gloria, di una preziosa e fine tovaglia all’altare, di alcuni banchi. Alcune cose mancano ancora, perché la Cappella sia arredata e provvista convenientemente, ma col concorso di tutti si riuscirà a comperare il necessario, affinché si possa di quando in quando celebrarvi qualche Messa. Che vi siano dei debiti non c’è bisogno di dirlo, ma si pagheranno. Alcune persone volenterose sono passate per le case della parrocchia e per le cascine anche dei Luisetti, per chiedere offerte; si sono raccolte oltre 39 mila lire. Il sig. Giuseppe Oddenino, proprietario della cascina Baronera, ha fatto l’oblazione di 10 mila lire. Aggiungiamo per offerte ricevute lire 6.300. A tutti gli oblatori, a tutti quelli che in qualsiasi modo hanno cooperato alla costruzione della nuova Cappella, rinnovo da questo Bollettino il mio cordiale ringraziamento, mentre invoco la ricompensa della Madonna Consolatrice. E' stato nominato primo Rettore della Cappella il sig. Giovanni Lupo.
Prima Comunione. Merita anche di essere ricordata, celebrata il 18 maggio. Pochi quest’anno erano i Comunicandi, appena 10. Chissà da quanto tempo non se ne videro così pochi, e furono ben preparati dalla reverenda Suor Giovanna direttrice del nostro Asilo S. Vito. Molto il concorso dei parenti per assistere alla funzione, che si svolse nel più perfetto ordine e contegno religioso, spremendo anche qualche furtiva lacrima di commozione ai presenti. Ai bimbi fu regalata una dolce colazione, servita nell’Asilo e preparata dalle Dirigenti dell’Associazione “S. Agnese”. Ecco i nomi dei cari angioletti: cinque femminucce e cinque maschietti, Gemma Mola, Lucia Lovera, Renata Gardois, Fiorella Capraro, Claudia Bruno; Giuseppe Elia, Luciano Lovera, Piergiorgio Martinatto, Ezio Grissino, Giancarlo Capraro.
Grotta di Lourdes. Abbiamo celebrato la prima festa alla nuova grotta. Ormai tutti i Piossaschesi lo sanno, che nelle rocce che formano la base dello sperone su cui si erge il Castello di Piossasco, i Salesiani della casa di cura, esistente in questa parrocchia, hanno scoperto una nicchia, che poteva rassomigliare quella di Massabielle a Lourdes, nella nicchia vi posero una candida e bella statua di Maria Immacolata. Là è nata una sorgente di pietà mariana. Mesi fa, lo ricordate, si è fatta una funzione serale e notturna con la benedizione della statua. A poco a poco tutto il contorno della nicchia e lo spazio circostante è stato abbellito e preparato: era giunto il momento di celebrare una giornata di festa. Questa si è fatta precisamente domenica 14 maggio, con la celebrazione della S. Messa all’aperto davanti alla Madonna, con una processione con le fiaccole alla sera. Alle ore 20,30 i Piossaschesi si radunarono sulla Piazza S. Vito, si accesero le fiaccole e si partì verso la grotta. L’eco della montagna ripeteva e riversava alla pianura, andando a spegnersi lontano, le laudi che la folla salendo lentamente, cantava devota. La ritornello “Ave Maria”, le fiaccole venivano alzate in uno slancio di amore e di fede. La strada nelle adiacenze della grotta. Era fantasticamente illuminata da globi di vari colori: era uno spettacolo affascinante, pareva un sogno. Dal palco eretto di fronte alla Madonna, i sacerdoti predicavano un mistero del Rosario, la folla recitava la decina e terminava con un canto. Che momenti di Paradiso! I presenti alla funzione erano certamente oltre il migliaio. A nome mio e di tutti i Piossaschesi, esprimo un vivo ringraziamento al rev. mo Direttore della Casa Salesiana ed ai suoi collaboratori, per averci dato questa Grotta di Lourdes, la quale sarà un centro d’attrazione e d’irradiazione di fede per le anime.
Festa di S. Giorgio. Vogliamo anche ricordare questa festa, che abbiamo celebrata il primo maggio. A Mosca, dove svolazzano false colombe di pace, in tal giorno si è svolta una sfilata militare che è durata sette ore, davanti al custode della pace, che porta il titolo guerresco di “maresciallo”. In Italia invece, la festa del lavoro si è celebrata un po’ dappertutto con funzioni religiose. Alle quali hanno partecipato numerosi operai, invocando da Dio lavoro e pace. Anche i Piossaschesi, laboriosi e pacifici, sono saliti sul monte S. Giorgio per assistere alla S. Messa. I presenti erano assai numerosi, se i Rettori raccolsero di colletta oltre sette mila lire. Il circolo ACLI aveva invitato gli operai alla festa, nel pomeriggio organizzò divertimenti per i figli dei lavoratori. Per un’altra volta la festa del lavoro andrà celebrata ancora meglio. Erano Rettori della festa: Giuseppe Novarese e Giovanni Camandone.
Carissimi Parrocchiani, sono passato alle vostre case a portarvi la targhetta della pace, che avete ricevuta volentieri e avete messo sulla porta d’ingresso di casa vostra. E’ simbolo di pace e di fede, molto adatto per richiamarvi ai grandi pensieri dell’Anno Santo. Chi per qualche motivo non l’avesse avuta, chi ne volesse per qualche parente fuori parrocchia, passi all’Ufficio parrocchiale a chiederla.
Piccolo clero. Sono tornati gongolanti di gioia, recando un diploma e una medaglia di primo grado. Sicuro! I cari fanciulli che compongono il nostro piccolo Clero, sono stati premiati al Concorso Diocesano, tenutosi a Rivoli giovedì 25 maggio scorso. Hanno sostenuto l’esame davanti al Cardinale Arcivescovo M. Fossati e dalle sue mani ricevettero il premio. Bravi! Hanno fatto onore alla parrocchia, la quale sebbene piccola, ha mandato all’esame dieci chierichetti. Altre parrocchie più grandi e più importanti non si sono fatte vive o non furono premiate. E’ stata anche una giornata di soddisfazione per il teologo che con amore e pazienza educa ed istruisce il nostro Piccolo Clero, che si compone dei seguenti chierichetti: Roberto Fornari, Franco Garello, Domenico Minetti, Giuseppe Mola, Paolo Baudino, Enzo Ferrero, Paolo Mola, Pier Paolo Elia, Valeriano Zoppetto, Renzo Zoppetto e Giuseppe Sapino. La giornata ha servito anche da gita, perché i fanciulli, dopo il convegno di Rivoli presso il nuovo Seminario, sono stati portati a visitare il Santuario di S. Pancrazio a Pianezza. Ritornando a casa le sera dopo aver ancora visitato i Santuari di Avilgiana e di Trana, sempre in camion, senza costo di spesa e in compagnia del Piccolo Clero di Cumiana-Motta, guidata dal Teologo don Mario Bonetto. Un altr’anno? Si farà ancora meglio!

Agosto 1950

Maestra del Campetto. La scuola del Campetto avrà nel prossimo anno scolastico una nuova insegnante. La maestra Dosio Turinetto Angela si è ritirata in pensione, contando 33 anni d’effettivo insegnamento, di cui 20 passati alla scuola del Campetto. Dunque Ella ha istruito ed educato qui nella nostra parrocchia un’intera generazione. Sappiamo con quale zelo e passione facesse scuola, con quale sacrificio, venendo ogni mattino da Torino. Durante la terribile ultima guerra, per lunghi mesi anche d’inverno, si faceva a piedi la strada da Bruino, sfidando coraggiosamente anche i bombardamenti… affezionata alla scuola, desiderosa del progresso dei bimbi, lamentava talvolta quello che lamentano tutti i bravi insegnanti, cioè la mancanza di collaborazione da parte dei genitori, perciò sul sentiero della sua vita magistrale, raccolse non solo rose, ma anche immeritate spine. Avrebbe potuto migliorare la sua situazione, chiedendo il trasferimento al Capoluogo, n’avrebbe avuto pieni diritto: invece preferì rimanere alla piccola frazione del Campetto. Molta importanza dava allo studio della religione, come mezzo efficace d’educazione morale e civica dei fanciulli. Prima che finisse l’anno scolastico e la Maestra lasciasse definitivamente Piossasco, le furono tributati solenni e meritati onori in un’Accademia che si svolse domenica 11 giugno alle ore 17 nel teatro Comunale.
Con lei si festeggiava la signorina Eugenia Bruno, la quale era insignita di medaglia d’oro di benemerenza, avendo insegnato per oltre 40 anni. A ciascuna fu offerta una ricca ed elegante pergamena, preparata dal Comune, come espressione di riconoscenza di tutta la popolazione. Il teatro era gremito di fanciulli e di adulti. Sul palco facevano corona alle festeggiate i Sindaci di Piossasco e Bruino, le Autorità scolastiche, venute da Orbassano e Torino, il Vicario, il Prevosto e il Teol. Bruno fratello della maestra, parroco di Villastellone. Molti furono i discorsi di circostanza, che seguirono quello del Sindaco Michele Elia, il quale aprì l’accademia. Parlò anche il Vicario, che giustamente pose in rilievo specialmente i meriti della Maestra Dosio, ringraziandola del molto bene fatto nell’ambito della nostra parrocchia. Gli alunni ed ex allievi delle due Maestre sono andati a gara nel fare ad esse i loro omaggi riconoscenti, poetici e floreali. Per la regione Campetto hanno parlato l’alunno Giuseppe Saluto e l’ex allieva Olga Andruetto. Dopo l’accademia, piccoli e grandi del Campetto si strinsero attorno alla loro cara Maestra, che notavano visibilmente commossa, mentre essa gentilmente distribuiva caramelle ai suoi bambini. Accompagnava la Maestra il suo marito, il quale non poteva far a meno di mostrare la sua meravigliata soddisfazione nel vedere tanta dimostrazione d’omaggi e di affetto verso la sua signora, della quale si conserverà qui a lungo il ricordo.
Un Serenata alla Madonna. Sì, proprio una serenata alla Madonna di Lourdes e ben riuscita. E’ stata una cosa originale, ma che è piaciuta a tutti i presenti, che erano molti. Un gruppo di amatori della musica, componenti una piccola mandolinistica, idearono e prepararono un devoto programma in onore della Madonna alla Grotta di Lourdes dei Salesiani. Eseguirono lodi religiose, armonizzate dal maestro Nizza, il quale compose pure un’Ave Maria, che fu cantata dalla signora Dora Lanza, accompagnata dalla mandolinistica… il rev. mo don Baroni, prefetto della casa Salesiana, disse parole d’introduzione, poi recitò il santo Rosario, intercalando ad ogni decina da un numero della mandolinistica. Il Vicario pronunciò parole di circostanza a conclusione della serata, che aveva durato esattamente un’ora, dalle 21,30 alle 22,30. Come è veramente più bella la musica quando è indirizzata a scopo religioso. I cinque componenti la mandolinistica, che sono i sigg. Renato Balbo, Dario Vignotti, Luigi Gorrea, Michelino Lanza e Battista Lanza, hanno avuto molti complimenti.
Saggio dei Bimbi. Il nostro Asilo S. Vito ha goduto le sue vacanze estive con il Saggio finale dei bimbi, che avvenne giovedì 29 giugno. Quest’anno il Saggio fu un problema difficile da risolvere, perché erano pochissimi i bimbi un po’ grandini e capaci d’operare su un palco scenico. Tuttavia la direttrice Suor Giovanna seppe risolvere molto bene il problema, preparò un Saggio che è piaciuto molto. Però solo lei sa la fatica che le è costato. Assai numeroso il pubblico che dimostrò la sua soddisfazione con calorosi applausi. Era presente i Sindaco, che ebbe il piacere di vedere il suo bimbo Giuseppe quale primo artista della serata. Intervenne don Baroni in rappresentanza della Casa Salesiana; con piacere si notarono parecchie Signore di Piazza, amiche e benefattrici dell’Asilo. A mone dell’Amministrazione, disse in fine parole di ringraziamento il Vicario, raccomandando al cuore di tutti questa importante opera pia, che è l’Asilo S. Vito. Mandarono caramelle per i bimbi, i coniugi Coassolo e la signora Dosio, maestra del Campetto. Gli Amministratori provvidero per un gustoso gelato.
Novello Sacerdote. Fra i novelli Sacerdoti, consacrati nel duomo di Torino il 29 giugno scorso, dal Card. Arcivescovo M. Fossati, vi era Don Paolo ROSSO di Piossasco. Domenica 2 luglio egli veniva festeggiato nella sua parrocchia di San Francesco; domenica 9 luglio cantava solennemente una delle sue prime Messe nella nostra parrocchia. La scuola maschile di canto eseguiva la Messa a tre voci del M.° Ravanello, e un mottetto Tu es Sacerdos a due voci. Parlò dall’altare il Vicario per presentare felicitazioni, auguri e voti al neo Sacerdoti in nome di tutti i parrocchiani, ed espose i giusti motivi per questo don Paolo era stato invitato nella nostra parrocchia: qui egli conta numeroso parenti, tra i quali la sorella Gemma, sposata Fiora, che è presidente del nostro Gruppo Donne d’Azione Cattolica; qui è nata la sua mamma e qui contrasse il suo Matrimonio, proprio davanti a quest’altare, al quale don Paolo salì per la prima volta a celebrare. Dopo la solenne funzione, venne offerto in canonica un vermut d’onore.
Feste da Celebrare.
Lunedì 7 agosto, sarà la festa annuale della frazione Prese, la cui Cappella è intitolata alla Madonna della Neve. La festa di solito si fa il primo lunedì dopo il cinque agosto. Resta un’occasione propizia per una bella gita per quegli operai che già sono in ferie. La Messa verrà cantata alle ore nove.
Domenica 20 agosto, festa del Sacro Cuore di Maria. E’ la festa titolare della Compagnia omonima, eretta in parrocchia. Tutti parrocchiani si fanno un dovere di accostarsi ai SS. Sacramenti per far piacere al Cuore Immacolato della Madonna. Alle ore 11 Messa cantata solenne in musica. Nel pomeriggio, Vespri solenni, predica e Processione.
Martedì 22 agosto, festa dei Preti, cioè festa della Congregazione dei sacerdoti, intitolata all’Angelo Custode. Alle ore 10 Messa solenne, discorso e Benedizione. Per causa della guerra questa festa era stata sospesa. Quest’anno se ne ristabilisce il corso, e si spera di non doverla più interrompere per nessun motivo.
Offerte pro Cappella del Prarosto. Da qualche tempo dovevamo pubblicare queste offerte, per la cappella, che ammontano a lire 8.700. Ad ogni modo, meglio tardi che mai, con molti ringraziamenti a tutti.

Ottobre 1950

Festa dei Genitori. Il nostro Cardinale Arcivescovo annuncia nella sua lettera un’altra iniziativa, che viene pure da Roma. “Dinnanzi all’attività intensissima che si svolge l’associazione comunista dei Pionieri per sradicare la fede dal cuore dei fanciulli, non è lecito restare indifferente per piangere poi domani sulle rovine portate nel campo giovanile”. Quindi in tutte le parrocchie d’Italia si celebrerà domenica 18 ottobre, a Festa dei Genitori. Lo scopo è di avvicinare i padri e le madri per interessarli sulla rovina, che per causa del comunismo incombe sull’innocenza dei loro bimbi. Perciò la festa sarà celebrata nella nostra parrocchia con Comunione generale dei Genitori alla Messa delle ore sette e dei fanciulli alle ore nove. Nel pomeriggio dopo le funzioni in chiesa, vi sarà nel salone dell’Asilo uno spettacolo di varietà, intonato alla circostanza con discorsi d’occasione.
In memoria del Dott. Crescio. Il dott. Attilio Crescio, da tanti anni farmacista del nostro paese (classica figura di farmacista), non è più. Proprio quest’anno aveva lasciata la farmacia per ritirarsi a godere il suo meritato riposo; ed invece, contro le previsioni, la sua salute peggiorò repentinamente. Fu per alcuni giorni all’ospedale Mauriziano, per sottoporsi a visite ed esami, e quando stava per ritornare a Piossasco, per improvviso collasso, mancava fra le braccia della sua signora. Era il 26 agosto, non aveva ancora 70 anni. Trasportato a casa sua, ebbe in Piossasco solenni funerali. Vi partecipò anche la nostra parrocchia con il clero, le Compagnie religiose e l’Asilo. La popolazione, gli rese unanimi onori, perché tutti conoscevano il grande e generoso cuore del dott. Crescio, pronto ad aiutare, pronto ad incoraggiare ogni iniziativa a bene delle famiglie e del paese. Ricordiamo la sua devozione a San Valeriano e a San Giorgio: non mancava nelle feste annuali di salire alle due Cappelle. Ricordiamo come incoraggiava con l’esempio e con la parola le iniziative per la ricostruzione della Cappella di S. Valeriano. Ricordiamo speciali riguardi che egli ebbe per il nostro Asilo S. Vito. Se era affezionato al suo Piossasco, godeva in modo speciale quando poteva salire a S. Vito a respirare aria più balsamica e contemplare le bellezze della natura fra gli avanzi e i ricordi dell’arte antica. La Madonnina della fontana della Guraià lo avrà protetto e lo avrà ricompensato delle gentili cure che il dott. Crescio ebbe per farle onore. Alla signora, ai figli e a tutti i parenti, rinnoviamo sentite condoglianze.
Piccolo Clero. I nostri piccoli chierichetti, che come abbiamo pubblicato a suo tempo, andarono al concorso diocesano, riportando premi, continuano a farsi onore. Sono fedeli al servizio, e lo fanno con devoto contegno. Per ora i chierichetti sono 10; ma il loro numero potrà aumentare, specialmente se vi sarà l’interessamento delle mamme. In occasione della festa dei fanciulli, essi hanno inaugurato le nuove vesti di color rosso fiammante. Li abbiamo ammirati a sfilare nella processione, sotto il comando di un capo cerimoniere, il quale reca una fascia d’oro che lo distingue. Le sarte della parrocchia con gentile pensiero provvidero a confezionare gratuitamente le vesti; rimane da pagare la stoffa. La spesa è di oltre 20 mila lire. Si sono chieste e si attendono per questo, oblazioni e d offerte.

Gennaio 1951

Parrocchiani Carissimi. L’inizio di un nuovo anno suscita in noi tre sentimenti: il primo è di ringraziamento a Dio “Te Deum laudamus”, perché ci ha mantenuto in vita. Molti cominciarono con noi il 195° e non lo hanno più finito. Il secondo sentimento è di propiziazione “miserere mei, Deus”. Domandiamo perdono a Dio, se non lo abbiamo servito com’era nostro dovere, se abbiamo peccato, nell’anno trascorso. Il terzo è un sentimento di fiducia, di speranza “Veni Creator Spiritus”; che il nuovo anno sia più fortunato e più felice di quelli passati; sia soprattutto più ricco di meriti per il cielo, perché il tempo passa e la morte viene, solamente le opere buone ci seguiranno oltre la tomba. Questo Bollettino v’inviterà a compiere opere buone: ogni mese ve ne suggerirà. Fin da questo primo mese dell’anno vi vuol parlare della Cappella di S. Valeriano. Quest’anno bisognerà tentare di finirla. Ho fatto le pratiche per avere un sussidio dal Genio Civile, per i danni di guerra. Ma non ebbi alcuna risposta. Quindi tocca proprio a noi Piossaschesi fare lo sforzo che è ancora necessario, perché la Cappella sia ultimata. La cosa più urgente che occorre è l’altare, lo vogliamo di marmo, degno della bella Cappella, e speriamo di poterlo inaugurare nella prossima primavera. La spesa sarà non indifferente, perciò decidiamo di fare un Banco di Beneficenza. Fin d’ora pensate a preparare gli oggetti, molti oggetti, affinché i Banco riesca grandioso e superi nell’incasso quelli che abbiamo fatto altre volte. Agli oggetti so devono aggiungere offerte in denaro. Pertanto mi è stata suggerita una bela idea, che senz’altro accetto, ed è questa, di far pervenire ad ogni famiglia di Piossasco una BUSTA, nella quale la famiglia includerà la sua libera offerta, e quindi rimanderà la busta a me o al Comitato prima della festa di S. Valeriano. Ecco dunque un’opera buona da compiere, questa di cooperare, perché la Cappella di S. Valeriano sia ultimata presto e bene. Un’altra Cappella è sorta nel territorio della parrocchia ed è riuscita bella e carina, come avete potuto vedere, ed è la Cappella della Consolata alla frazione Lupi. Questa Cappella è stata terminata in brevissimo tempo, data la gran buona volontà dei parrocchiani del luogo. Ormai non le manca più nulla; ha già persino il suo campanile con la relativa campanella. Rimane solo da pagare un debituccio di trenta mila lire. Ecco un’altra opera buona da compiere; fare offerte in onore e per amore della Madonna Consolata per la Cappella dei Lupi. Quest’anno nuovo ci porta ancora il problema di una terza Cappella, la Cappella del Marchile. La Cappella è gravemente pericolante, tanto che non è più prudente celebrare la Messa. Ma il Marchile, che è una frazione tanto importante e la più numerosa della parrocchia, non si può lasciare senza Cappella. E’ allora quale soluzione si darà al problema? La Madonna Immacolata, cui è dedicata la Cappella, interverrà e se sarà necessario farà anche dei miracoli. Restiamo nell’attesa.
Statistica parrocchiale anno 1950. Battesimi 19, di cui otto maschi e undici femminucce. Matrimoni sei. Morti sedici, di cui sedici maschi, tutti molto anziani, ad eccezione solo di uno che morì a 41 anni. Femmine quattro, una sola infante di nove mesi. A questa statistica si potrebbero fare molti commenti; ma quel che tutti possono notare è questo che i Morti sono troppi, perché la cifra di 16 è superiore a quella che è la cifra normale annuale. Fra i Morti, la famiglia del sig. Martinatto Michele vuol ricordare anche da queste colonne, il suo caro defunto. Si può affermare che è morto proprio sulla breccia, poiché è stato sorpreso da grave malore mentre lavorava nei campi (67 anni). Ogni intervento medico e chirurgico è riuscito vano. La famiglia è stata commossa per la parte che tutto il paese ha preso parte al suo dolore; ha notato con piacere il numeroso intervento di gente ai solenni funerali; perciò da questo Bollettino ringrazia vivamente tutti, invoca ancora preghiere di suffragio per il caro defunto.

Febbraio 1951

Carissimi Parrocchiani, in questo mese di febbraio, vi viene incontro la S. Quaresima, lunga magra e stecchita, con il capo coperto di cenere, e un pizzico lo pone anche sulla nostra fronte, richiamandovi al pensiero della morte: Memento Homo…Quando vi troverete alle porte dell’eternità, che cosa vi piacerebbe aver fatto? Aver ballato, aver partecipato a veglie danzanti, aver assistito a cinema proibiti, a divertimenti illeciti? In punto di morte dovranno sentire rimorsi ed agitazioni di coscienza specialmente quelli che si sono fatti portatori, hanno favorito i divertimenti illeciti e pericolosi, al pensiero di tanti peccati, che per loro si sono commessi e forse si sono rovinate per sempre le anime. Passate la Quaresima secondo le direttive della S. Madre Chiesa, in altre parole nello spirito di penitenza, aumentando le vostre preghiere e facendo opere buone. Per il mondo traviato e agitato, chiedendo perdono, riparate ed invocate la pace: Agnus dei qui tollis peccta mundi, miserere nobis… dona nobis pacem… Ogni venerdì di Quaresima fate il Pio esercizio della “Via Crucis” o in chiesa, la sera a notte, o anche a casa vostra con l’aiuto di qualche libro di devozione. In questo mese celebreremo una festa che è tanto cara a tutti i Piossaschesi, ed è quella della Madonna delle Grazie al Prarosto. Si celebra, ogni anno l’ultimo giorno di carnevale, che quest’anno capita il 6 febbraio. Alle nove vi sarà la Messa cantata nella devota Cappella e alle ore 16 vi sarà il Rosario e la benedizione in parrocchia. La Cappella resterà tutto il giorno aperta per la comodità dei visitatori. Rettori: Ottorino Levizzari ed Emanuele Germena. In questo mese ancora ci attende un importante lavoro, che è quello di pensare seriamente a preparare il Banco di Beneficenza pro cappella di San Valeriano, distribuite tutte le buste a tutte le famiglie di Piossasco per la raccolta delle offerte. Si raduneranno i muratori per decidere sui lavori da farsi: ci sarà da erigere l’altare di marmo, che è già in lavorazione a Torino; forse si farà anche il pavimento nuovo. Se le previsioni del Banco sono ottimiste, si potranno eseguire maggiori opere. Ci sarà bisogno di volenterosi che si prestino per condurre sabbia, calce e altro materiale. Come per il passato, spero nella collaborazione di tutti i Piossaschesi. Su tutti invoco il patrocinio di S. Valeriano. Il Vicario.
Associazione S. Agnese. L’Associazione femminile d’Azione Cattolica, ha celebrato con fervore la festa della Santa titolare, il 21 gennaio, partecipando vivamente alle funzioni in chiesa. La scuola femminile di canto ha eseguito la parte musicale e bene. Nel pomeriggio, dopo le funzioni, tutte le iscritte, nelle diverse Sezioni, si sono radunate nella sede. La presidente Elide Rolando, visibilmente lieta della riuscita della festa, rivolse calde ed affettuose parole, alle presenti. Parlò il Vicario, seguirono brevi recitazioni; quindi dalle Dirigenti e dalle Rettrici, furono distribuite in abbondanza, paste dolci. In tutte rimase un “dolce” ricordo della bella festa. Che l’Associazione S. Agnese sia viva e prospera, risulta dalle seguenti cifre: conta n. 23 effettive, n. 21 aspiranti, n. 17 beniamine, n. 8 piccolissime, n. 4 angioletti. Totale n. 73 tesserate.
Compagnia del Suffragio. Quest’antichissima Compagnia ha i suoi Rettori annuali; possiede tuttora alcune pezze di terreno (prati e campi), che sono affittati a diverse persone. Si comunica da questo Bollettino, che a S. Martino del corrente anno, gli anzidetti terreni saranno affittati al miglior offerente; i Rettori ne faranno incanto alla porta della chiesa. Così si farà negli anni successivi.
Sedie in Chiesa. Ricordiamo ai proprietari di sedie in chiesa, che per ogni sedia si deve pagare un’annualità, la quale va a totale beneficio della chiesa. Vi sono attualmente alcune sedie disponibili: chi le desidera si presenti all’ufficio parrocchiale, per convenire sulla compera o sull’affitto.
A proposito di una sepoltura civile. Per far tacere voci false e tendenziose si dichiara che il Vicario di San Vito non fu interpellato per niente, e quindi non ha proibito, né poteva proibire la sepoltura ecclesiastica. Fu consultato invece il Vicario Generale della Curia di Torino, il quale, esaminato il caso, ha risposto che non si poteva e non si doveva fare. Non poteva essere diversamente. Chi militante nel partito comunista è scomunicato, e durante la malattia, avendone tempo, non abiura l’eresia, non vuol ricevere i Conforti della Fede Cattolica, si mette fuori d’ogni diritto alla sepoltura religiosa. Rincresce ai Parenti, che avrebbero desiderato che le cose fossero andate diversamente. Però è stato pubblicato che la sepoltura civile fu fatta “NON PER VOLONTA’ DEL DEFUNTO”. Per volontà di chi, allora? Tutto il paese sa che il Defunto in varie circostanze ha dichiarato che non avrebbe voluto preti alla sua sepoltura, che non avrebbe voluto essere portato in chiesa; e che durante la lunga malattia né parenti, né amici, né altri sono riusciti ad indurlo a riconciliarsi con Dio. E’ morto da vero comunista, che non crede in Dio, né nella vita eterna. “Ma se c’è quell’altra vita, di cui mi hanno parlato quand’ero ragazzo, di cui parlano sempre come se fosse cosa sicura…” A questo pensiero, (racconta A. Manzoni, nei Promessi Sposi), l’Innominato, decise di recarsi dal Card. Borromeo a fare la sua confessione e convertirsi. Su questo punto, chi la sbaglia, sbaglia per sempre. E’ dunque prudente pensarci e provvedere.

Aprile 1951

Vita Parrocchiale
Cappella di S. Valeriano – due feste – Intervento di un Vescovo. Quest’anno S. Valeriano ha due feste: la prima l’abbiamo celebrata come il solito, il lunedì di Pasqua, che fu il 26 marzo scorso. La popolazione, allettata da una splendida mattinata di sole, richiamata dal suono festoso della Banda Musicale, è salita alla Cappella in numero veramente straordinario, per venerare il Santo e per vedere le novità della Cappella. E di fatti due cose nuove c’erano: le inferiate alle finestre e la balaustra di legno. Ma la novità più importante che si desiderava vedere era l’altare di marmo. Effettivamente c’era in un angolo della cappella, ma non era potuto essere messo a posto, per forza maggiore, cioè per indisposizione del marmista obbligato da qualche tempo a letto. Ecco quindi la necessità della seconda festa, per inaugurare il nuovo altare, il quale anzi, dovrà essere consacrato. Pertanto il 25 aprile corrente alle ore nove interverrà un Eccellentissimo Vescovo, il quale compirà la funzione della consacrazione, seguita dalla celebrazione della Messa. Lanciamo un caloroso invito a tutto il popolo di Piossasco, perché ancora una volta salga il colle S. Valeriano: c’è da sperare che la giornata sia più mite e migliore di quella del lunedì di Pasqua. Il 25 aprile è festa nazionale, giornata non lavorativa, di modo che gli operai potranno con comodità partecipare alla cerimonia, che per la presenza di un buon Vescovo sarà quanto mai straordinaria e solenne.
Resoconto finanziario, relativo alla Cappella di S. Valeriano. Per pagare i debiti ancora esistenti e per andare incontro alle nuove spese, assai gravi, si è fatta una pubblica Vendita di Beneficenza, nei giorni di domenica e lunedì pasquali, 25 e 26 marzo. Il tempo piuttosto freddo non ha permesso che vi fosse il grande e solito concorso di gente, di modo che si avanzarono ancora oggetti, rimasti invenduti, e l’incasso non raggiunse il previsto toccando tuttavia la cifra di 125.000. Un altro cespite d’entrata sono state le Buste, che furono recapitate a tutte le famiglie di Piossasco. Come si prevedeva, non tutti hanno risposto; ma la maggior parte si. Le offerte, raccolte così dalle buste, hanno superato la cifra di lire 250 mila. Con vera commozione ed ammirazione abbiamo registrato la generosità di molte famiglie di semplici operai, che con viva fede e con sacrificio hanno voluto invitare la loro cospicua offerta, certamente tanto preziosa al cospetto di Dio e di S. Valeriano. Per altra parte, da altri più a mezzi, ci aspettavamo di più. Non è possibile né bene pubblicare il nome di tutti gli oblatori (che sono circa 500), ma tutto è debitamente registrato e pronto ad ogni controllo. Pubblichiamo solo e con speciale ringraziamento, i sei, che hanno risposto inviando la rilevante cifra di cinque mila lire e sono: il sig. Conte Vittorio Giriodi di Panissera, il dott. Francesco Alfano, il Comm. Giuseppe Cazzaniga, i sigg. coniugi Fiorio, il dott. G. Motta, il sig. Franco Rol. Vi sono di quelli che per mantenere l’incognito, hanno preferito dare il loro obolo ala colletta, fatta dai rettori nel giorno della festa, la quale colletta ha superato le 16 mila lire. Va pure notato che alcune Ditte e Famiglie, hanno risposto che invece di denaro nella busta, inviavano oggetti per la vendita di Beneficenza. La ditta Fratelli Lovera ha donato i chiassili delle sei finestre della Cappella e la porta della sacrestia. Il falegname G. Francese e la figlia dott. Silvia hanno offerto la balaustra. Non possiamo dimenticare l’opera di coloro che si sono presentati per la condotta del materiale, specialmente i fratelli Peretti, Bosso Valentino, i fratelli Bonetto di Giacomo e molti altri. A tutti, a ciascuna Famiglia, ad ogni Ditta esprimiamo la più viva riconoscenza, mentre non possiamo nascondere la più sentita soddisfazione, perché ogni cosa è riuscita bene.
Ricordiamo i nostri Morti. Il Registro dei Morti del 1951 nella nostra parrocchia, contiene finora solamente nomi di donne. Alla Maria Grimaldi sono seguite Lucia Roggia Andruetto, Annetta Mola, Maddalena Vietto e Gabriella Porporato. Deceduta quest’ultima a Volvera presso la figlia e trasportata qui per essere tumulata accanto al consorte Pietro, nella tomba di famiglia. La morte che più ci ha impressionato e colpito è stata quella della signorina Annetta Mola di soli 48 anni, avvenuta qui la mattina del 26 febbraio scorso. Nei quattro mesi circa di malattia aveva sperato tanto di guarire e tutti lo avrebbero desiderato. Era sempre stata così robusta e d’aspetto così prosperoso, che nessuno avrebbe immaginato possibile una fine tanto precipitata. Ripensiamo alla Sua abilità come sarta; all’assistenza fatta ai suoi vecchi genitori, specialmente alla Mamma, nella lunga malattia, alle cure avute nell’allevare ed educare parecchi nipoti, affezionati a lei come una seconda mamma. Ripensiamo alla sua casa tanto movimentata sempre, per accogliere i parenti, che sovente la visitavano, e ora avvolta in profondo silenzio… Ma soprattutto ricordiamo l’opera che l’Annetta prestava nella nostra parrocchia. Era vice direttrice delle Figlie di Maria; faceva parte della scuola femminile di canto, di cui era stata una delle fondatrici. Quante Messe cantate da lei, quante funzioni in chiesa rallegrate dalla sua bella voce! Era disposta sempre a collaborare alle iniziative parrocchiali. Come si sente ora la sua mancanza: ha lasciato un vuoto incolmabile. I funerali non potevano essere più solenni, le consorelle della scuola di canto hanno voluto onorarla eseguendo la Messa da requiem in musica. Per lei sono state celebrate le trenta Messe gregoriane, per lei si è pregato tanto e si continua a pregare; il suo ricordo resta incancellabile. Ai desolati Parenti, specialmente alla sorella Vittorina, che durante la malattia con tanto affetto l’ospitò in casa sua, rinnoviamo sincere condoglianze.
E’ stato iniziato l’acquedotto. Finalmente!… Possiamo dare con soddisfazione un bell’ampio respiro!… Era stata organizzata per mercoledì 21 marzo scorso, la celebrazione della festa degli alberi presso il Cantiere di rimboschimento, esistente nel comune di Piossasco. Vi dovevano partecipare le massime Autorità civili, ecclesiastiche e forestali della Provincia, scolaresche di Torino e Pinerolo, gli alunni delle scuole locali. Sarebbero intervenuti anche S. E. il Prefetto di Torino e S. Em. il Card. Arcivescovo. Invece, il primo si fece rappresentare dal Vice prefetto dott. Rossigni, il secondo dal sottoscritto Vicario di San Vito. Si prese l’occasione per inaugurare i lavori dell’acquedotto comunali. Appena giunto il Vice prefetto, alle ore 10, con un lungo corteo di macchine siamo saliti in via Mario Davide, là dove si sta costruendo il più importante serbatoio. Parlò il Sindaco Michele Elia, ricordando quante difficoltà si dovettero superare per arrivare alla meta, e ringraziò il Ministero e tutti coloro che a Torino e a Roma appoggiarono la pratica, portata finalmente in porto. Quindi a nome e per autorità del Card. Arcivescovo, ho benedetto i primi colpi di piccone, cioè l’inizio dei lavori con l’augurio che l’opera sia presto ultimata. Poscia le Autorità si recarono al cantiere, ove con appositi discorsi si celebrarono gli alberi. Ma un vento impetuoso, ha disturbato e danneggiato la festa. A commento della breve e semplice cerimonia sopra detta, è bene dire, che se il Sindaco ha sentito il dovere di ringraziare le Autorità, la popolazione di Piossasco sente il bisogno di ringraziare lui, che insieme all’Amministrazione comunale e al Segretario, ha sudato le proverbiali sette camicie per poter arrivare al punto attuale. Quante discussioni, quanti contrasti, quanti bastoni fra le ruote, fino all’ultimo momento! Il suo nome resterà legato all’opera più importante per la prosperità del paese. Ora non rimane che sollecitare i lavori, perché al più presto Piossasco abbia quell’acqua che da oltre 50 anni sospira.
La nuova bandiera dei coltivatori diretti. Un’altra bella festa si è celebrata domenica 11 marzo a Piossasco, ma fu pure disturbata, non dal vento, ma dalla pioggia che cadde insistente tutta la giornata. La fiorente Sezione dei Coltivatori Diretti ha inaugurato la sua Bandiera. Sono intervenuti l’On. Stella e i Dirigenti provinciali, i quali parlarono nel teatro comunale. Il Vicario di S. Vito, che non poté essere presente alle precedenti cerimonie, prese parte al pranzo sociale, tra circa 200 commensali, i quali rappresentavano molte sezioni dei paesi vicini e lontani. Sono intervenuto volentieri, sia per onorare l’on. Stella, sia perché il pranzo si faceva nei confini della mia parrocchia, sia perché il presidente della Sezione (Giovanni Valinotto), il Vice presidente (Guglielmo Peretti), il padrino della bandiera (Lorenzo Marchisio) e la madrina (Caterina Giordana), erano tutti miei parrocchiani. Mi trovo dunque, come si dice, in famiglia. Ho espresso il mio piacere nelle brevi parole di circostanza, che ho detto con l’augurio che i seguaci della bandiera siano sempre più numerosi.
La Festa di S. Giorgio, si celebrerà anche quest’anno il 1° maggio. Essendo giornata non lavorativa, si prevede un gran concorso di popolo. Alle ore 7 partirà dalla piazza S. Vito, per essere su alla cima del monte per la celebrazione della Messa alle ore nove. Data che il 1° maggio è festa del lavoro, il circolo ACLI di Piossasco ha organizzato un programma di divertimenti, che verrà pubblicato a suo tempo, che si svolgerà nella parrocchia di San Vito, subito dopo la discesa dal monte. Rettori della festa sono i sigg. Giuseppe Lovera di Gioacchino e Gino Piatti.

Maggio 1951

Sua Eminenza il Sig. Cardinale Arcivescovo alla Cappella di S. Valeriano

La nuova Cappella S. Valeriano, che per volontà e cooperazione di tutti i Piossaschesi, hanno ricostruito dalle fondamenta, ora è ritornata sacra, ora è benedetta. La funzione è stata compiuta non semplicemente da un eccellentissimo Vescovo, come si era pubblicato; ma addirittura da Sua Eminenza il Cardinale M. Fossati, nostro Arcivescovo, il 25 aprile scorso. Giunse in macchina alle ore 8,30, allo spazio davanti alla villa Schaeffer, accolto dal suono festoso della Banda Comunale. Ricevuti gli ossequi delle Autorità e dei presenti, proseguiva quindi a piedi, fra la popolazione, in corteo. Arrivati alla Cappella, il Cardinale Arcivescovo si vestiva dei sacri paramenti e iniziava la benedizione della Cappella, tenuta sgombra, aspergendone i muri all’esterno e all’interno, Quindi consacrava il nuovo altare di marmo, che nella sua semplicità, piace e soddisfa. Seguiva la S. Messa, celebrata dallo stesso Card. Arcivescovo, il quale in fine rivolgeva paterne parole ai presenti. La Cappella era gremita di gente, e fiori, sul colle, era uno straordinario formicolio di popolo. Tutto Piossasco era là, per dimostrare la sua devozione a San Valeriano e per rendere onore all’Eminentissimo Porporato, che visibilmente contento e soddisfatto, s’intratteneva con tutti, dando a baciare il sacro anello. La giornata era imbronciata, senza sole; ma c’è da ringraziare molto, perché il mattino seguente invece pioveva. La colletta, raccolta dai Rettori sig. Virgilio Buttigliengo e Luigi Vignotti, ha toccato la cifra di 15 mila lire. Altrettanto ha fruttato il piccolo banco di beneficenza. Deo grazia! Sì, prima ringraziamo Dio, e poi i Piossaschesi, sempre devoti e generosi verso S. Valeriano. Una novità trovata e rilevata lassù, è la scala in pietra, che da dove finisce la strada sale alla piazzetta davanti alla piazzetta davanti alla Cappella. Non larga, perché in mezzo ai pini, ma comoda: era necessaria. Tutti i lavori in muratura furono eseguiti dal Capomastro Teodoro Borgi, coadiuvato dallo zio Costantino. La Cappella manca ancora di molte cose: all’altare mancano i candelieri, il crocifisso, le cartegloria. Sono state regalate due tovaglie, ma senza pizzo; manca la sopratovaglia, il leggio, il messale. Ecco dunque buone occasioni per fare oblazioni. Però prima di fare compere è meglio intendersi col Vicario, onde evitare di fare provviste non adatte. Quando questo Bollettino sarà distribuito e recapitato ai Parrocchiani e ai Lettori benevoli, il sottoscritto starà pagando i debiti per i lavori di quest’anno. Quindi nel prossimo numero saranno date dettagliate notizie in proposito. Per ora un vivo e rinnovato grazie a tutti quelli che hanno cooperato alla buona riuscita della festa, come la Banda comunale; a chi si è prestato per trasporti, come i fratelli Firmino e Roberto Bonetto, Mario Peretti, Mario Paviolo, Natale Mondino e le famiglie Salvai e Cavagnero. Su tutti scenda la benedizione di S. Valeriano.
Il compiacimento e l’augurio del Card. Arcivescovo. Sua Eminenza il sig. Card. Arcivescovo si è degnato di farci pervenire la seguente lettera, che ci ha fatto tanto piacere e che pubblichiamo a conoscenza di tutti.
Molto Rev. sig. VICARIO,
Mentre accuso ricevuta e ringrazio vivamente per l’offerta avuta a favore del nuovo Seminario, sento il bisogno di farle giungere i sensi del mio sincero compiacimento per la ricostruzione della Cappella al nostro S. Valeriano, che io stesso ho avuto il conforto di benedire e riaprirla al pubblico il giorno 25 aprile scorso. Gliene è prova il fatto di aver voluto che fossero ritardate le Cresime a S. Maria delle Rose in Torino, per poter godere della gioia sua e dei diletti figli di Piossasco. La Cappella non è ancora ultimata, ma sono certo che la generosità dei buoni Piossaschesi non verrà meno e che tutti l’aiuteranno in questa bella iniziativa di ridonare a S. Valeriano una casa degna della protezione che il Santo esercita verso i suoi devoti. Con questo augurio, che è certezza, rinnovo di gran cuore la mia paterna benedizione a Lei, ai suoi Collaboratori nel ministero sacerdotale ed a tutti i suoi Parrocchiani, mentre mi professo nel Signore.
Aff. + M. Card. Fossati Arcivescovo
Questa lettera è per noi di grande conforto e incoraggiamento. Di nuovo con la più sentita riconoscenza esprimiamo all’Eminentissimo Card. Arcivescovo il nostro ringraziamento per i riguardi che ci ha dimostrato e per l’altissimo onore che ci ha fatto.
La Festa della Prima Comunione. Si è celebrata nella nostra parrocchia, il giorno dell’Ascensione, giovedì 3 maggio, ed è riuscita bella e commovente. I bimbi in numero di 14 erano stati preparati con paziente cura dalla Rev. da Suor Giovanna, direttrice del nostro Asilo. E ne fornirono prova, rispondendo con esattezza e prontezza alle interrogazioni che il Vicario rivolse loro pubblicamente, in chiesa durante la S. Messa, avanti la Comunione. Una dolce colazione dalle Dirigenti dell’Associazioni S. Agnese. Ecco i nomi dei fortunati bimbi, che ebbero il primo divino abbraccio di Gesù Ostia: Rosina Binello, Bruna Castagno, Carla Garello, Rosanna Girardi, Mariuccia Martinatto, Teresina Novarese, Liliana Pautasso, Anna Martinatto, Lorenzo Caro, Walter Fissore, Marco Gorrea, Giuseppe Lanza, Sergio Lovera, Giancarlo Perosino.
Rettori per l’anno 1951.
Compagnia SS. Sacramento: Luigi Destefanis e Pietro Bertinetto.
Compagnia del Santo Rosario: Domenico Bonetto ed Albino Fiora.
Compagnia del Suffragio: Giuseppe Ernesto Audrito e Mattia Bonetto di Giacomo.
Elezioni amministrative. Si faranno nel nostro Comune il 10 giugno prossimo. Ecco alcune brevi e precise direttive in proposito:
Gli aventi diritto a votare, uomini e donne, sentano il dovere grave di recarsi a votare. Dovere grave davanti al paese, soprattutto davanti alla propria coscienza, si deve compiere a costo di qualunque sacrificio. Ciascuno pensi che dal suo voto può dipendere il felice o l’infelice esito non solo della giornata elettorale, ma della buona o cattiva amministrazione del Comune per parecchi anni. Chi non vota, non è cittadino. Guai agli assenti.
Quale lista votare? Certo non quella degli estremisti, che hanno per programma il marxismo ateo e per metodo la violenza e la negazione d’ogni libertà. Bisogna votare la lista dei veri democratici, degli uomini che danno fiducia per la loro onestà e capacità. Un consiglio pratico è questo: votate la lista che contiene il nome dell’attuale Sindaco di Piossasco, sig. Michele Elia. Egli che con tenacia e abilità è riuscito a recare il porto il progetto dell’acquedotto, i cui lavori sono ora in esecuzione, egli deve ritornare Sindaco per ultimare questa grande e importante opera per il paese, sarà coadiuvato da coloro che con lui compongono la lista migliore. E … così sia.
La Festa della “Consolata” ai Lupi. Nella nuova Cappella alla frazione Lupi, è stata celebrata domenica 6 maggio la Festa annuale, che per l’avvenire si celebrerà sempre alla prima domenica di maggio. Rettore della festa era il sig. Mattia Lupo, che provvide anche, col concorso di tutte le famiglie del posto, per un incanto d’oggetti vari, a favore della Cappella che ha ancora qualche debito da pagare. L’intervento di gente alla festa è stato molto numeroso e la funzione è riuscita molto devota e soddisfacente. I Borghigiani della zona sono tanto felici della nuova Cappella, che temono in ordine con molta cura, in lei si sono raccolti ogni sera durante il mese di Maria e là si radunano ogni domenica per la recita del S. Rosario. Sentono tanto viva la devozione alla “Consolata” e da Lei sperano protezione e aiuto.

Luglio 1951

Un Ventennio di Parrocchia. Carissimi Parrocchiani, con il 19 luglio corrente, si compiono 20 anni dal mio ingresso in parrocchia. Conservo vivo il ricordo delle festose e cordiali accoglienze, ricevute da voi in tal giorno. Compresi subito che qui avrei trovato un terreno preparato al mio lavoro pastorale, avrei trovato pecorelle fedeli e affezionate e che quindi avrei potuto fare molto del bene. Il primo lavoro fu l’impianto dell’Azione Cattolica in tutti i suoi rami; lavoro che fu compiuto entro un anno. D’allora l’Azione Cattolica parrocchiale si è sempre più sviluppata fino a raggiungere una percentuale d’iscritti, che si nota in poche parrocchie. Poi abbiamo rivolto le cure alla nostra Chiesa e abbiamo rifatto di marmo ben quattro altari: quello della Madonna del Rosario, poi quello del Sacro Cuore di Gesù, poi quello della Madonna del Suffragio e in ultimo quello di S. Antonio. Abbiamo eretto il nuovo e bell’edificio al nostro Asilo. Altri lavori avevamo in progetto; ma la malaugurata guerra ci impedì di compierli. Però la guerra ci ha obbligati ad una straordinaria impresa, la più ardua finora compiuta, quale è la ricostruzione della Cappella San Valeriano, che è ormai al termine. Altra Cappella più piccola abbiamo innalzato alla frazione Lupi. Dico “Abbiamo”, parlo al plurale, per significare che quello che si è fatto, è stato fatto per la collaborazione dei Parrocchiani e anche dei non parrocchiani, in armonia d’intenti e nella partecipazione comune ai disegni e alle spese. Così, con tutte queste opere abbiamo anche dato lavoro a pane a tanti operai. Dando così uno sguardo d’insieme ai 20 anni passati, non sembrano trascorsi invano, poiché abbiamo procurato di impegnarli alla maggior gloria di Dio e al bene dei Parrocchiani e del paese. Per conto mio ringrazio sempre il Signore di avermi mandato in questa parrocchia e sono sempre più contento di essere venuto, soprattutto per la bontà della popolazione. Pertanto si elevi a Dio il nostro Te Deum di ringraziamento per il fecondo VENTENNIO passato, e preghiamo affinché il Cielo ci conceda un avvenire sempre più prospero. L’avvenire vedrà la nuova Cappella al Marchile? Certamente si, dato che lo sviluppo che qui prende la parrocchia con le nuove costruzioni che si vanno facendo. Se fosse ancora in vita il Rev. mo Teol. Michele Frigeris, di buona memoria, la cosa si sarebbe già forse iniziata, perché egli sosteneva questa idea e aveva già pensato al terreno necessario. Sono persuaso che dal cielo ci penserà. E per la Cappella di S. Giorgio? Per causa della guerra abbiamo dovuto sospendere lavori e scavi, che si erano iniziati. Ma appena che la Cappella di S. Valeriano ci lascerà in libertà, rivolgeremo il nostro sguardo e le nostre cure più in alto a S. Giorgio; questo faremo per la fiducia nella sua protezione e per l’onore del paese. Ci assista il Signore e ci benedica. Vostro aff. mo Vicario.
Cappella di San Valeriano. Giovedì 19 luglio, è pure l’anniversario del bombardamento fatto dai tedeschi contro la Cappella di S. Valeriano. Ricordate quel terribile mattino? Che spavento per il paese! Alcuni dalla propria casa hanno potuto contare i colpi sparati, mentre osservavano la Cappella che crollava a poco a poco. Per quel mattino era stata fissata lassù una Messa, che poi fu sospesa perché in parrocchia si doveva fare una funzione in onore a San Vincenzo De’ Paoli, con l’intervento dei poveri, che erano sussidiati dalla Conferenza di S. Vincenzo. Se fossimo stati lassù a S. Valeriano, che cosa sarebbe avvenuto di noi? S. Valeriano con S. Vincenzo ha protetto la nostra vita. Pertanto in ringraziamento, giovedì 19 corrente, alle ore 8 sarà celebrata lassù una Messa. Intervenite numerosi. Se così si facesse d’ora in avanti tutti gli anni? Sarebbe una Messa votiva. La Cappella di San Valeriano ha in alto, tre lunghe finestre, che sono ancora da sistemare. Da preventivo fatto, risulta che il telaio di ferro con vetri cattedratici colorati, porta una spesa di circa 10 mila lire per finestra. Pubblichiamo questo, se mai potesse interessare qualche persona generosa. Il resoconto delle spese fatte quest’anno non è ancora pronto, perché mancano ancora alcune fatture; speriamo per un altro numero del Bollettino. Continuano intanto a pervenire offerte. Fra queste segnaliamo quella generosa di lire 15 mila dei fratelli Germena di Torino. Li ringraziamo molto di cuore e ne invochiamo da S. Valeriano la ricompensa.
Il nuovo Consiglio Comunale. Le votazioni amministrative del 10 giugno scorso sono andate come tutti prevedevano. Se si fosse fatta più propaganda, non ci sarebbero state tante schede bianche e nulle e la vittoria della Democrazia cristiana, sarebbe stata ancora più calorosa. La lista vittoriosa portava i seguenti nomi: Michele Elia, Giovan Battista Andreis, Giuseppe Andruetto, Narcisi Alberga, Alverio Camisasso, Mario Gallo, Vito Piatti, Regino Paviolo, Carlo Ruffinatto, Giovanni Mola, Guglielmo Peretti, Eraldo Lovera, Giuseppe Martinatto, Silvestro Rosso, Vito Giorda, Vittorio Fiora. Sono in gran parte Consiglieri nuovi; ma tutti danno affidamento per capacità e buona volontà. Anche i rappresentanti della minoranza danno a sapere bene perché sono di tinta poco rossa e al Consiglio Comunale più che di politica hanno buona idea di fare della buona amministrazione per il bene del paese, senza fermarsi ad un’inutile o dannosa opposizione. Eccone i nomi: Pietro Peirone, Battista Bruno, Lodovico Lanza, Francesco Gontero. I consiglieri eletti si sono radunati per la prima volta domenica 17 giugno per la nomina del Sindaco e della Giunta. Fu rieletto Sindaco il sig. Michele Elia. La nomina gli aspettava per molti motivi e la popolazione ne è ben contenta, perché ha fiducia in lui, conoscendone bene la capacità e soprattutto la bontà di cuore e la gentilezza del tratto. Alla carica di vice sindaco fu eletto il sig. Giovan Battista Andreis, già collega del Sindaco nella passata amministrazione e già esperto in materia. Ci auguriamo con tutti gli eletti, degni rappresentanti del popolo di Piossasco e auguriamo loro un proficuo lavoro per il bene del paese. Cose importanti da compiere non ne mancano, c’è da sollecitare l’impianto dell’acquedotto, ci sono le strade da sistemare o costruire con relativo piano regolatore, ci sono Frazioni senza luce elettrica, che aspettano di essere messe, come di dice all’onore del mondo, per vivere come gli altri nel 1951, c’è l’illuminazione pubblica che lascia a desiderare, ci sono disoccupati che aspettano il lavoro, c’è una corriera che ha bisogno di non fermarsi più ad Orbassano. Il nuovo Consiglio sta certamente preparando e studiando un progetto di lavori; attendiamo di conoscerlo e soprattutto di vederlo realizzato, man mano che le finanze lo permetteranno.

Settembre 1951

Vita Parrocchiale. Cappella di San Valeriano. Com’era stato pubblicato, il 19 luglio scorso fu celebrata nella Cappella la Messa Votiva, nell’anniversario del bombardamento della primitiva Cappella. Era presente un buon numero di Piossaschesi. Qualcuno ha fatto osservare, che sarebbe bene che ogni anno questa funzione si facesse il lunedì della festa della Madonna del Carmine: in tal giorno a Piossasco non si lavora, quindi si avrebbe un maggior concorso di gente. Prendiamo nota della proposta e vedremo di realizzarla. Intanto diamo uno sguardo alla cassa della Cappella per conoscere la situazione. All’inizio dell’anno vi era un deficit di 168 mila lire. Poi si sono spese 275 mila lire, cioè lire 150 mila per l’altare, e lire 60 mila per calce, cemento, mattoni e muratori, lire 22 mila per il ferro lavorato delle inferiate, lire 33 mila per la nuova scala di pietra e i davanzali delle finestre, lire 10 mila per piccole e diverse spese. Totale del passivo 443 mila lire. A Pasqua c’è stato il Banco di Beneficenza e le offerte nelle buste, per un incasso netto di 440 mila lire. Poi si aggiunsero le collette nei giorni delle festa celebrate (16 mila, 15 mila), poi offerte varie (14 mila), per un totale d’incasso di 485 mila lire. Così la cassa ha raggiunto un fondo attivo di 42 mila lire. Visto questo, abbiamo senz’altro comperato otto candelieri all’altare; abbiamo fatto acquisto di otto banchi, molto comodi e molto utili. Una persona generosa ha donato la tela di lino per la tovaglia dell’altare e un’altra persona ha regalato il pizzo, su questa bellissima nuova tovaglia è stata celebrata ultimamente la Messa. Sono sempre cose nuove che si aggiungono per provvedere il necessario e abbellire la Cappella. Ora sono state ordinate le due finestre ai lati dell’altare. Il telaio sarà di ferro e i vetri colorati e spessi. Chi li pagherà? Le offerte continuano sempre, le persone generose non mancano. Quindi speriamo fortemente, e San Valeriano saprà benedire largamente i suoi devoti. Qualcuno ha suggerito di rappresentare qualche spettacolo cinematografico pro Cappella S. Valeriano. L’idea è buona e forse si potrà attuare, in tal caso occorrerà un intervento straordinario di spettatori e speciali prezzi di ingresso. Interessiamoci al riguardo.
Gita Estiva. Ogni anno, nell’estate siamo soliti uscire un po’ dal nostro guscio, e andare un po’ per il mondo, per vedere specialmente le bellezze. Quest’anno la nostra gita si è effettuata martedì 31 luglio. Siamo partiti, ancora notte, da Piossasco, su un torpedone di alto turismo; eravamo 47. Passando per Asti ed Alessandria, siamo giunti a Genova, ove alcuni gitanti potevano veder per la prima volta il mare. Percorrendo la meravigliosa strada lungo il mare, siamo arrivati prima delle nove a Rapallo, cittadina veramente incantevole. Fatta colazione, siamo saliti per la funivia, lunga un chilometro e mezzo, su al Santuario di Montallegro. Quali emozioni, quali sussulti al cuore in quella salita, sospesi così in alto tra cielo e terra. Il Santuario è bellissimo, è tra i più celebri e più frequentati della Liguria. Abbiamo fatto una breve funzione religiosa, poi abbiamo sentito la storia del santuario, che ha origine da un’apparizione della Madonna ad un povero contadino, abbiamo ammirato le ricchezze e le bellezze del santuario e quindi all’ombra del medesimo abbiamo fatto pranzo. Ridiscesi a Rapallo alle ore 14, abbiamo anche avuto provare l’emozione di viaggiare per mare, e quindi sopra quattro motoscafi, siamo andarti per mare fino a vedere S. Margherita, con un percorso che durò circa mezz’ora. Alla sera ritornando ci siamo fermati a Genova, per vedere il porto, la stazione centrale e qualche chiesa. Una gustosa cena abbiamo consumato ad Alessandria, all’aria aperta su un verde tappeto di prato. Prima di mezzanotte siamo arrivati a Piossasco, tutti contenti e soddisfatti, ringraziando Iddio.
Protesta … elettrica. Nella Nazione italiana, nonostante le spudorate menzogne dei capi comunisti, contro il Governo, si può parlare con libertà, e sono libere ancora le proteste. Vogliamo dunque protestare contro di chi ci fornisce la forza e la luce elettrica. I fatti che succedono sono questi: dà un colpo, di tuono ed ecco che subito manca la luce. Sovente e specialmente di domenica, le cuoche hanno la minestra e le pietanze sul fornello elettrico, è tosto mezzogiorno, ed ecco che manca la forza. Abbiamo da sentire il giornale radio e la luce manca sul più bello. Ci sono funzioni in chiesa, è festa solenne, c’è da accendere più del solito lampade e lampadari, la luce scompare. Questi fatti si ripetono con troppa frequenza da alcuni mesi a questa parte. Ma insomma: in che epoca viviamo? Dove è situato Piossasco? Che peccato hanno da scontare i Piossaschesi da essere trattati in questo modo? Leviamo la nostra protesta e la facciamo passare attraverso il Municipio del paese, pregando le Autorità locali (cioè il Consiglio comunale), a volersi interessare del grave inconveniente, al quale crediamo si possa mettere un rimedio. Questo maltrattamento dura già da troppo, pare che non possa essere giustificato.
Giornata pro Seminario. Già si sa che la retta mensile, che i nostri Seminaristi pagano, è molto insufficiente a confronto delle spese per il loro mantenimento. Quindi i Seminaristi ogni anno promuovono delle “Giornate pro Seminario” nelle diverse parrocchie, raccogliendo offerte in denaro e in natura. Per il 19 agosto scorso, era stata combinata una “giornata” da farsi in tutto Piossasco. Poi all’ultimo momento non fu più consentito di farla nella parrocchia di S. Francesco. Si fece dunque solamente nella nostra, con buon successo, e pro Seminario di Giaveno. Il Prof. don Olivero si è prodigato, con predica e tutte le Messe e con un’ora di Adorazione predicata il pomeriggio, mentre alcuni Seminaristi raccoglievano offerte alle porte della Chiesa, e passavano alle case nelle varie frazioni. Il bilancio della Giornata è il seguente: offerte in denaro lire 21 mila; grano Kg. 221; patate Kg. 240. Se si poteva fare la Giornata anche nell’altra parrocchia, il risultato sarebbe stato più del doppio con grande vantaggio del Seminario di Giaveno, ove attualmente studiano alcuni giovani di Piossasco. I Superiori del Seminario, soddisfatissimi, hanno inviato al Vicario una bellissima lettera, per esprimere la loro profonda e sincera riconoscenza, invocando dal Signore la ricompensa nella misura del cento per uno. Contenti siamo stati anche noi, abbiamo ferma fiducia di aver fatto una delle più preziose opere di carità.

Novembre 1951

Una manifestazione di riconoscenza. Il rev. mo don Emilio BARONI, prefetto della Casa Salesiana di Piossasco, è partito per le Missioni dell’Oriente, precisamente per il Siam. Nella sua permanenza a Piossasco ha dato la sua attiva collaborazione nelle due parrocchie. I Piossaschesi riconoscenti hanno fatto una sottoscrizione in denaro, per offrire il prezzo di un motorino, che gli servirà nei suoi viaggi missionari. La sottoscrizione ha fruttato la cifra di lire 63.670. Il rev. mo sig. Prefetto, sorpreso da questa generosa dimostrazione di riconoscenza, ringrazia per mezzo di questo Bollettino con queste parole: “BUONI Piossaschesi, le vostre firme le porterò con me, ricordo delle vostre famiglie, dei vostri bimbi. Le offerte serviranno per raggiungere, con più celerità, tante anime assetate di luce. Del vostro gran cuore, della vostra generosità vi ricompenserà la bianca Madonna. Riconoscente sempre, don Baroni”. Lui e altri Missionari salesiani che sono passati nella Casa di Piossasco, che noi abbiamo conosciuto, ricordiamo sempre nelle nostre preghiere.
I Piccoli Rosarianti. E’ risorta nella nostra parrocchia l’Associazione dei Piccoli Rosarianti. Lo scopo dell’Associazione è di educare i fanciulli alla recita del Santo Rosario. Perciò i fanciulli devono imparare a memoria i santi Misteri, ogni giorno recitare una decina d’Ave Maria, con la piccola coroncina composta di 10 grani. Attualmente sono già iscritti 15 bambine e 15 ragazzi. L’associazione si è fatta vedere al pubblico per la prima volta alla festa sei fanciulli, nel settembre scorso. Le 15 bambine portavano ciascuna una fascia a tracolla, a cinque a cinque di diverso colore, rappresentando i quindici diversi misteri del Rosario. Si sta ora formando un altro gruppo di 15. le mamme si interessino per far iscrivere o loro figlioli.
La Festa dei Fanciulli che abbiamo celebrato in settembre, con il programma solito, ha raccolto tutti i bimbi della parrocchia attorno a Gesù Fanciullo. Erano Priori della festa il bimbo Sergio Lovera e la bimba Liliana Pautasso, i quali hanno gentilmente distribuito caramelle a tutti i fanciulli. Persone buone e generose hanno anche inviato caramelle e paste dolci. Ringraziamo tutti quelli che in qualunque modo hanno cooperato alla buona riuscita della festa.
Il nostro Campanile. Le riparazioni dei danni causati dal fulmine non sono ancora state fatte. La croce non è ancora stata rimessa, l’orologio non funziona più bene. Intanto la popolazione mormora e protesta; forse ha ragione. Ma a chi spetta riparare? Di chi è colpa il ritardo? Forse la burocrazia? Ma forse ha anche ragione chi afferma, che la parrocchia di S. Vito è ancor sempre la “figlia della serva”. L’acqua potabile che è già arrivata da qualche tempo in piazza XX settembre, quando arriverà in piazza S. Vito…? Ne riparleremo altra volta.

Gennaio 1952

La Cappella del Marchile, è pericolante, perciò non si è più osato celebrarvi dentro la Messa. C’è chi vuole ripararla ed è stato invitato un capomastro a presentare un preventivo di lavori: disfare il tetto attuale che è di lastre di pietra e rifarlo di tegole; rifare la volta; collegare con legame di cemento i muri vecchi e malfermi, affinché non abbiano a cedere. E’ evidente che tutto questo porta una spesa grave, che supera di molto le duecento mila lire. Io non mi oppongo a questa ricostruzione; ma la mia idea sarebbe diversa. O tardi o tosto bisognerà fabbricare una nuova Chiesa parrocchiale al Marchile, perché è lì che la parrocchia si sviluppa e cresce. Quando sarà? Quando Dio vorrà, quando ci sarà possibilità di denaro. Ma per intanto sarebbe bene poter avere un gran salone, del tipo del nostro Asilo, nel quale si potesse celebrare tutte le domeniche la S. Messa e nel quale la gente ci potesse stare comodamente. Sarebbe un salone-cappella, da erigersi sul terreno che dovrà servire per la futura Chiesa. Sorta la chiesa, il salone funzionerà da teatro e cinema. Ho voluto esprimere la mia idea, che sarebbe quella di qualsiasi parroco che fosse al mio posto; perché si tratta di andare verso le pecorelle, le quali trovano scomodo salire in Piazza S. Vito, facilmente a tutti la pratica della Fede. Detto questo, io lascio ai capifamiglia del Marchile, che decidano con tutta libertà quello che essi credono opportuno, né, lo ripeto, io ho intenzione di oppormi alla riparazione della Cappella. Vostro aff.mo Vicario.
Vita Parrocchiale.
Festa di S. Barbara. Il 4 dicembre scorso, nella Cappella di S. Valeriano, è stata c celebrata la Messa in onore di Santa Barbara, a richiesta degli operai addetti alla Cava delle pietre, i quali erano tutti presenti con alla testa il sig. Geom. Bosco, rappresentante dell’Amministrazione provinciale. Bene, bravi! Si riprende così una tradizione antica, che fu interrotta dalla guerra, con la perdita del quadro della Santa, ridotto in frantumi dal bombardamento che rovinò la Cappella. Il geom. Bosco e tutti gli operai hanno espresso il vivo desiderio, che si provveda un altro quadro di S. Barbara, si ritorni a celebrare ogni anno la festa della Protettrice dei minatori. Così si farà.
Cappella S. Valeriano. Sono state ordinate le due finestre ai lati dell’altare. Hanno il telaio di ferro e i vetri colorati. Sono pronte, e i muratori stanno per metterle a posto. Altre spese dunque; ma molto necessarie. Allora invochiamo offerte, Piossaschesi, non dimenticate S. Valeriano.
Crociata Antiblasfema. Questo mese di gennaio è il mese della Crociata Antiblasfema. Brutta cosa la bestemmia; è il peccato più grave. Piaga cancrenosa la bestemmia, che rovina le anime e le fa condannare al più profondo dell’inferno. Piaga vergognosa per i cristiana e per gli italiani. Religione e civiltà condannano la bestemmia. Chi bestemmia dimostra ignoranza e animo volgare. In questo mese faremo atti e preghiere di riparazione, e procureremo di svolgere un coraggioso apostolato contro questo vizio. Aiutate la diffusione del foglietto mensile, intitolato “La Crociata”; chiedetelo all’Ufficio parrocchiale.
Piccoli Rosarianti. L’Associazione conta già oltre 30 iscritti e il numero va aumentando. L’attività di quest’Associazione non si può esplicare nella brutta stagione; ma lo farà appena il tempo sarà più propizio. Per ora i Piccoli Rosarianti attendono a studiare i misteri del Rosario e a recitare ogni giorno una decina di Ave Maria. Raccomandiamo ai genitori di voler ricordare ai loro figlioli questo loro dovere.

Febbraio 1952

Carissimi Parrocchiani. Come avete potuto vedere, finalmente la croce è stata rimessa al suo posto sulla punta del nostro campanile, dal quale mancava da molto tempo, precisamente dalla venuta della Madonna Pellegrina. Si era guastata e corrosa alla base, di modo che il vento aveva potuto farla piegare e rompere. L’estate scorsa poi cadde il fulmine sul campanile, danneggiandone la piramide cuspidale. Mancava la difesa e la protezione della croce. L’autorità comunale si prese l’impegno di riparare i danni a spese del Comune; e decise di far mettere nello stesso tempo il parafulmine. Tutto questo fu compiuto lo scorso mese. Ora non c’è che da aspettarne il collaudo, che potrà avvenire nella prossima estate in occasione di temporali. Nel nostro caso possiamo affermare che non tutto il male viene per nuocere. Per cui ringraziamo il Consiglio Comunale, al quale ci permettiamo di fare presente che sul campanile di S. Vito c’è un vecchio orologio e pieno di malanni: aspetta di essere messo a riposo e sostituito. Un orologio campanaro che funziona bene è di grande utilità pubblica. Anche questo è un problema che va considerato e presto risolto. Tutti con soddisfazione vanno notando i miglioramenti stradali, al centro e alla periferia, che l’autorità comunale va deliberando, a bene e a decoro del paese. Abbiamo perciò fiducia che anche il nostro problema sarà preso in considerazione.
La Festa del Prarosto, è quella che più c’interessa in questo mese. Quel santuarietto, dedicato alla Madonna delle Grazie, è tanto caro non solo ai parrocchiani di San Vito, ma a tutti i Piossaschesi. La festa sarà celebrata, come il solito, all’ultimo giorno di carnevale, che quest’anno è martedì 26 febbraio. La S. Messa sarà cantata alle ore nove. Rettori della festa sono i sigg. Roberto Bonetto e Vittorio Carpinello. Quest’anno non sarà più presente colei che era chiamata la “sacrestana del Prarosto”, vogliamo dire Rosa Fiora nata Mola. Quanto era affezionata a questa Cappella. La teneva pulita, provvedeva per i fiori; essa ne teneva le chiavi e apriva e chiudeva e suonava la campana, quando c’era da celebrare la Messa, quando qualcuno aveva piacere rientrare a pregare; raccoglieva le offerte … tutto per il grande amore che aveva per la “Sua Madonna”. Come ne parlava volentieri, e ripeteva che molte e grosse grazie essa aveva ricevuto dalla madonna del Prarosto. Fin dalla primavera scorsa aveva notato disturbi alla sua salute. Per curarsi aveva cercato le premure affettuose della figlia Bianca ad Orbassano. Ma sentendosi peggiorare volle ritornare a casa sua, cortesemente accudita dalle due nuore. Si pose a letto per non rialzarsi più, vittima di un tumore che costringendole lo stomaco, le impediva ogni nutrimento. Dopo lunghe sofferenze, sopportate pregando, dopo aver ricevuto sovente la Santa Comunione, spirava nel Signore la sua bell’anima, alle ore 13 del sette novembre scorso. Aveva 80 anni. Madre esemplare, che seppe allevare e educare una famiglia numerosa: donna profondamente pia, lascia in tutti un incancellabile e buon ricordo di sé. I funerali sono stati solenni, e la gran partecipazione dei Piossaschesi ha dimostrato la stima che essa godeva. La Madonna del Prarosto, la “Sua Madonna” l’avrà certamente chiamata in cielo, vicina al Suo trono per premiare al fedele e fervorosa Sacrestana del piccolo Santuario del Prarosto. Ricordiamola tuttavia nelle nostre preghiere, specialmente nel giorno della festa, procuriamo di imitare il suo amore e la sua devozione alla Madonna.
Il nostro Asilo S. Vito, quest’anno scolastico 1951/52, ha visto dei cambiamenti: sono state destinate qui due suore nuove. Suor Rosina, la maestra, è venuta a sostituire suor Giovanna, la quale è stata trasferita all’Asilo di Pisano nella provincia di Novara. L’altra Suora è Suor Teresa, addetta alla cucina. La Direttrice è Suor Angela, la più anziana, sebbene sia a Piossasco da pochi anni. Ci rincresce che i cambiamenti avvengono tanto di frequente; ma ciò non dipende dalla nostra Amministrazione. Dunque Suor Angela, Suor Rosina e Suor Teresa, sono le tre suore che fanno funzionare bene il nostro Asilo e che si prestano per la gioventù, per la chiesa, che con il loro esempio e con le loro preghiere edificano i parrocchiani e ottengono grazie divine sulla nostra parrocchia. L’Asilo finora non ha ancora ricevuto gli aiuti materiali in viveri, che riceveva gli anni scorsi dagli americani, se arriveranno saranno più limitati. Pertanto il nostro Asilo ha più bisogno dell’interessamento dei parrocchiani. Prendete dunque delle azioni, che sono a cento lire l’una: questa è un’opera buona.
Cappella di San Valeriano. In fine parliamo di questa Cappella, che quest’anno abbiamo in progetto di far dare una bella arricciatura, dentro e fuori, a tutte le pareti. Attualmente i muri sono ancora rustici e greggi. Occorrerà della sabbia; per questa penseranno come per il passata, quelli che hanno i cavalli. Sarebbe bene fare su il trasporto, al più presto possibile. Il tempo corre e la festa di S. Valeriano si avvicina. E’ bene pensare per tempo al Banco di Beneficenza. Fin d’ora si raccolgono e si accettano oggetti, i quali si possono portare all’Ufficio Parrocchiale. Un Banco, che sia anche solo come quello dell’anno scorso, cioè senza essere tanto grandioso, sarà bastante per far fronte alle spese che sono in progetto per quest’anno, sotto, dunque, al lavoro con buona volontà.
Termino con una raccomandazione. Questo mese è il mese del Carnevale, il quale sovente fa perdere la testa agli uomini, che perciò passano un po’ i limiti. Parrocchiani, non moltiplicate i troppi peccati, che già si commettono nel mondo, che sono la causa di tante turbolenze, di tanti disagi, che l’umanità soffre. Tenetevi lontani da ogni divertimento illecito, da ogni occasione di peccato; vivete in grazia di Dio, custodite pura l’anima vostra, se volete avere in cuore quella intima gioia e quella felicità che vi augura e vi desidera. Vostro aff. mo Vicario

Aprile 1952

Carissimi Parrocchiani, Buona Pasqua a tutti! Gradite i miei sinceri auguri di benedizioni celesti e di pace. Ma vani sono gli auguri per chi non intende soddisfare al precetto pasquale e non si confessa né si comunica. Egli non può avere in cuore la vera pace, la quale si gode solo da chi è riconciliato con Dio. Ci sarà fra i miei parrocchiani qualcuno che non faccia il suo dovere pasquale? Forse si, ma non è per cattiveria né per ostilità ala religione; ma semplicemente per quel balordo rispetto umano, che tiene tanti lontani dalla pratica della fede cattolica. A chi ne fosse vittima, vorrei infondere un po’ di coraggio, a scuotere quella paura che è fatta di niente e a compiere il grave dovere di fare Pasqua. In occasione della festa di S. Giuseppe (19 Marzo), dopo una preparazione predicata dal Rev. do don Alciati, gli uomini si sono presentati alla Comunione pasquale in gruppo di circa 150. E’ stata una bella dimostrazione collettiva di fede, che mi ha fatto molto piacere. Non c’erano però tutti. Ma spero che verranno tutti a poco a poco, prima che termini il tempo pasquale. Vi annuncio una novità. Avremo quest’anno una Veglia Pasquale. La suprema Autorità Ecclesiastica di Roma concede di fare nella notte del Sabato Santo, quelle funzioni religiose liturgiche, che finora si facevano il mattino di detto giorno. Per ora è una concessione facoltativa, e quindi non si farà in tutte le chiese. La funzione si può svolgere attorno alla mezzanotte, come quella di Natale. Oppure si può anticipare, purché non prima delle ore venti. Noi la cominceremo alle ore 21 e durerà circa due ore. Essa comprenderà la benedizione del fuoco, del cero pasquale, dell’acqua santa e battesimale, la rinnovazione dei voti battesimali e in fine la celebrazione della S. Messa. Si potrà distribuire la S. Comunione a chi sarà digiuno almeno dalle ore 19. La funzione sarà molto interessante. I presenti la potranno eseguire bene, tenendo in mano un foglietto che indicherà in italiano quello che i sacerdoti andranno compiendo. Voglio sperare che il concorso della popolazione sarà molto numeroso, mentre finora pochissimi erano quelli che partecipavano alla funzione quando si faceva il mattino del sabato. Questa funzione ci ricorda la veglia notturna dei primitivi cristiani, i quali passavano la notte del Sabato Santo in continua preghiera, durante l’attesa dell’alba della Risurrezione del Signore. Si vuol ritornare un po’ a quei tempi, con lo scopo di istruire di più i nostri fedeli sul significato delle funzioni liturgiche pasquali, e ravvivare in loro la fede cristiana.
Vi attende dunque numerosi e ferventi il vostro aff. mo Vicario.
Festa di S. Valeriano. La celebreremo, come il solito, il lunedì di Pasqua, che quest’anno ricorre il 14 aprile. Data l’epoca di primavera avanzata, c’è da sperare in una bella, serena giornata, la quale serva ad attirare lassù la consueta folla di Piossaschesi, devoti del Santo, di gitanti venuti anche da lontano. Anche quest’anno qualche cosa di nuovo si troverà nella Cappella; per esempio le due alte finestre ai lati dell’altare, con i vetri colorati, e fra i colori spiccano il rosso, simbolo del sangue sparso dal Santo Martire. Per compiere altri lavori d’importanza, aspettiamo di rifornire un poco la cassa; il che verrà specialmente in occasione della festa. Ed ecco un elenco d’offerte ricevute in parecchi mesi, e che attendevano di essere pubblicate e che ammontano a lire 11.800. San Valeriano ricompensi tutti gli offerenti, e faccia che molti altri seguano l’esempio. La Messa nel giorno della festa sarà celebrata alle ore nove. Retori della festa sono i sigg. Virgilio Buttigliengo e Luigi Vignotti.
Gli abitanti di Piossasco. Sarà cosa gradita ai lettori del Bollettino Parrocchiale, poter avere sott’occhio i dati precisi dell’ultimo censimento del 4 novembre 1951, quelli ci sono stati forniti dal nostro Municipio. Parrocchia San Vito: maschi n. 650, femmine n. 643. Totale n. 1.302. Parrocchia San Francesco: maschi n. 1151, femmine n. 1322. Totale n. 2.473. Il Comune di Piossasco comprende anche n. 108 abitanti, della parrocchia degli Allivellatori, e n. 18 della parrocchia di Sangano. Quindi la popolazione totale del Comune di Piossasco è di 3.901 abitante, diviso in n. 1.882 maschi e 2.019 femmine. Le famiglie sono in tutto n. 1194. La popolazione della nostra parrocchia è aumentata di un centinaio di persone dall’altro censimento. E’ una buona cosa; forse più che alla crescita delle famiglie nostre, il fenomeno si deve all’immigrazione di famiglie, venute qui durante e dopo la guerra. Il nostro paese migliorerà ancora, ora che sia compiuto l’impianto dell’acqua potabile, e si possano avere quei provvedimenti igienici, che finora mancavano quasi completamente. Se Piossasco si era arrestato, ora sta camminando coi tempi. Auguri!
Pellegrinaggio ad Avigliana. Domenica 27 aprile – Seconda dopo Pasqua. Quest’anno tocca alla nostra parrocchia guidare i Piossaschesi in pellegrinaggio al Santuario della Madonna dei Laghi ad Avigliana. Là si stanno svolgendo feste solenni; ne hanno parlato anche i giornali: si tratta di un Centenario molto importante. Accoriamo dunque con più voglia, con più entusiasmo per rendere onore alla Madonna, per ringraziare e impetrare benedizioni celesti. Il numero dei partecipanti al pellegrinaggio dovrebbe essere dunque più numeroso del solito. Però il vero pellegrinaggio, il più meritorio è quello che si fa a piedi; diversamente diventa una gita, che di sacro ha più poco. Ricordiamo anche che ci vuole devozione e disciplina. Onde evitare inconvenienti.

Giugno 1952

Festa di San Vito – Santa Cresima. Quest’anno il 15 giugno cade di domenica. Celebreremo solennemente la festa di San Vito, patrono di Piossasco, e dei Santi Titolari della parrocchia. A rendere più gloriosa la festa, quest’anno sarà presente il Vescovo Ausiliare di Torino, Sua eccellenza Mons. Francesco Bottino. Egli farà il panegirico di San Vito e parteciperà alla Processione. Prima però, in altre parole alle ore 15, amministrerà la S. Cresima, che da circa quattro anni non si dà più nella nostra parrocchia. I bimbi da cresimare devono provvedersi i certificati di battesimo se non sono nati in questa parrocchia; devono scegliersi un padrino o madrina; devono farsi iscrivere presso il nostro Ufficio parrocchiale; e prepararsi studiando la parte del catechismo, che riguarda la Cresima. Chi potrà, farà anche un’offerta per il Vescovo. In quella domenica 15 giugno, non solo i bimbi da cresimare faranno la S. Comunione il mattino alla Messa delle ore nove; ma tutti i fanciulli della parrocchia. Anche gli adulti procureranno di accostarsi ai SS. Sacramenti per meritarsi benedizioni e grazie celesti per intercessione dei nostri Santi Titolari.
Ed ora uno sguardo indietro.
Festa di San Valeriano. Celebrata al lunedì di Pasqua, è riuscita magnificamente. Giornata bellissima, attraente, di modo che tutto Piossasco era lassù sul colle. La Cappella, che non è piccola, era gremita di gente; più numerosi erano quelli obbligati a stare fuori; ma tutti in religioso atteggiamento per assistere la S. Messa. Nelle parole dette sulla porta della Cappella, affermavo che occorrevano lire 30 mila, per la spesa delle due nuove finestre, raccomandavo generosità nelle offerte. Ebbene, la generosità ci fu tanto che la colletta superò le 30 mila lire. Mai per il passato si era raggiunta questa cifra. Bravi Piossaschesi! Vi ringrazio di cuore.
Anche la Festa di San Giorgio, celebrata il 1° maggio, è riuscita bene. Nonostante l’incertezza del tempo, che da molto era piovoso, numerosi furono i partecipanti. Si sono fatte sette mila lire di colletta. E’ stata anche la Festa del Lavoro. Discesi dal monte e ritornati alla parrocchia, nel pomeriggio, per intercessione dei Dirigenti del locale Circolo ACLI, si sono svolti giochi e divertimenti per gli operai e figli di operai, come già altri anni.
Anche il pellegrinaggio al Santuario dei Laghi, è stato fatto il giorno stabilito e cioè la seconda domenica dopo Pasqua; ed è la madonna che lo ha voluto. Di fatti alle ore sette pioveva e quindi si era già deciso di non partire, quando improvvisamente spuntò il sole, la giornata riuscì bella e così abbiamo potuto adempiere il nostro dovere. Non c’era il concorso di certi anni (precisamente per l’incertezza del tempo), ma il pellegrinaggio fu devoto e soddisfacente.
Un doveroso richiamo. Di quest’anno già otto persone nella nostra parrocchia sono passate da questa vita all’eternità. Ebbene, la metà sono morte senza aver ricevuto i Conforti religiosi. Perché? Non per colpa dei morti, che non li hanno rifiutati, ma per colpa dei vivi, dei parenti, che non hanno pensato o non hanno voluto. Quale terribile responsabilità! Se l’anima del loro caro defunto avesse avuto bisogno di confessarsi per mettersi in grazia di Dio e non l’ha fatto, quale sarà stato il suo destino eterno? Un falso amore, non certo cristiano, induce i parenti a non parlare di Sacramenti, per non spaventare il malato. Se intanto il malato morendo andasse dannato per sempre? Non è forse più terribile lo spavento di chi cade nell’inferno? Ci vuole più fede cristiana. Per buona norma, i parenti, quando hanno dei malati in casa, e la malattia si prolunga, in altre parole si manifesta subito grave e preoccupante (e questo lo possono sapere dal medico curante), ne diamo notizia in canonica. Il parroco è di solito l’ultimo a sapere chi è malato nella parrocchia. Il malato che riceve la S. Comunione resta confortato, sollevato nelle sue sofferenze. Le visite e le benedizioni del sacerdote, rialzano il morale degli infermi e favoriscono la guarigione. Per non aggravarvi la coscienza di rimorsi, procurate dunque ai malati di usare quella vera carità cristiana, che pensa più all’anima che al corpo.
Rettori per l’anno 1952.
Compagnia del SS. Sacramento: sigg. Pietro Bertinetto e Francesco Siccardi.
Compagnia della Madonna: sigg Albino Fiora e Cornelio Martinatto.
Compagnia del Suffragio: Mattia Bonetto di Giacomo e Francesco Battagliotti.
Ai Rettori uscenti un vivo ringraziamento per l’opera prestata; ai Rettori entranti l’augurio di buon lavoro.
Ultimo richiamo. Le Superiori Autorità Ecclesiastiche, sono preoccupate e scrivono che “è sommamente triste e doloroso rilevare che anche in Italia, non pochi fedeli senza alcun ritegno e con scandalo pubblico, trasgrediscono il grave precetto della santificazione della Festa”. Si lavora, non si assiste alla S. Messa, si partecipa a manifestazioni e divertimenti peccaminosi. Le dette Autorità fanno notare che “questo deplorevole stato di cose non può provocare, anche in questa terra, i divini castighi”.
Parrocchiani Miei, è giunta la stagione dei maggiori lavori in campagna, ma non lavorate la festa, no, no, se non per assoluta necessità. Riposatevi di domenica, per il bene della vostra salute; assistete alle funzioni religiose per il bene della vostra anima. Oggi profanate la festa, domani potete essere morti e presentarvi al rendiconto. Cosa vi porterete dietro?… Ascoltate dunque i richiami del vostro aff. mo Vicario.

Luglio - Agosto 1952

Festa dei Preti. Il martedì seguente, 26 agosto, avverrà questa festa, che ogni anno si celebra in questa epoca. E’ la festa della Congregazione dei Sacerdoti, intitolata all’Angelo Custode, che ha sede nella nostra parrocchia. Molti Sacerdoti vengono qua da diversi paesi, e fanno funzioni solenni, cui possono partecipare anche i parrocchiani. La Messa solenne è alle ore dieci.
Parrocchiani Miei, le varie feste che si susseguono mese per mese, hanno lo scopo di ravvivare la vostra fede, ed aiutarvi a vivere da buoni cristiani e questo è anche il desiderio del vostro affezionatissimo Vicario.
Avvisi.
La tassa diocesana delle Messe è stata aumentata dal Cardinale Arcivescovo, di cento lire, a datare dal 1° luglio 1952. Quindi la tassa per le nostre Messe usuali, che era di lire 300, dal 1° luglio è portata a 400 lire. Per le altre Messe, l’aumento è in proporzione. Per quest’aumento, più che giustificato, nessuno lasci di far celebrare Messe per i suoi Morti. Anche questi sono denari ben spesi, che sanno di riconoscenza e di affezionati ricordi.
La Lampada Eucaristica è ritornata all’olio. Quando l’olio supplisce ancora l’elettricità. Diverse persone hanno provvisto direttamente l’olio o hanno dato una cifra in denaro per questo. E’ un gentile pensiero, è una delicata manifestazione della devozione Eucaristica.

Settembre – Ottobre 1952

Uno sguardo in avanti: ecco il mese di ottobre, il mese del Rosario. In ogni famiglia si deve recitare la corona del Rosario. Pubblicamente la reciteremo in chiesa ogni sera verso notte, davanti al SS Sacramento. Nel mese di maggio anche dalle frazioni si viene alla chiesa, di sera; perché non si può fare altrettanto anche di ottobre? La festa della Madonna del Rosario si farà domenica 5 ottobre, con la Processione nel pomeriggio; sarà l’ultima processione dell’anno. Esiste nella nostra parrocchia la Compagnia del Rosario, fondata secoli fa. Gli iscritti sono molto pochi; occorre aumentare il numero. Per l’avvenire c’è da sperare che i Piccoli Rosarianti (di cui parleremo altra volta), passeranno poi a questa Compagnia, in modo da darle incremento e alimentarla sempre. Regina Sacratissimi Rosari, ora pro nobis.
Due raccomandazioni di un Parroco. Uno zelante parroco pubblicava sul suo Bollettino le seguenti raccomandazioni alla sua popolazione: “Cari Parrocchiani, a me ed a voi sta a cuore la Fede e il buon costume delle vostre famiglie; ed allora prestate attenzione a queste due cose:
Quando avete da affittare delle camere di qualche vostra casa, informatevi bene a che affittate; non solamente per sapere se potranno pagare, ma se si tratta di persone di buon conto, moralmente sane e religiose. Non affittate a chi è vizioso e scandaloso, come per esempio, a persone che convivono senza essere sposate.
Non affittate e non attiratevi in casa i protestanti o gli ebrei. Dobbiamo tenere lontano da noi quelli che sono di diversa religione, per non mettere in pericolo la nostra Fede. Lo sapete che l’Autorità Ecclesiale di quando in quando ricorda a noi parroci d’essere vigilanti su questo punto; di fare il possibile perché non si facciano matrimoni misti, cioè tra cattolici e non cattolici. Se si fanno senza la dovuta dispensa (che si dà raramente), il matrimonio di fronte alla Chiesa Cattolica, non ha alcun valore, i due sposi sono come concubini, in grave stato di peccato. Tutti questi fatti sarebbero uno scandalo per la parrocchia; è vostro dovere di coscienza cercare lievitarli”.
Le raccomandazioni di questo parroco vanno bene anche per la nostra parrocchia, perché anche noi abbiamo il grave obbligo di tutelare la Fede e il buon costume; e chi fa diversamente non si aspetti le benedizioni di Dio.

Dicembre 1952

Parrocchiani Carissimi, la nostra cronaca parrocchiale ha molti e lieti avvenimenti da registrare. Il primo è l’erezione dell’Associazione Piccoli Rosarianti, avvenuta nella domenica 21 settembre. Per l’occasione venne da Torino il rev.mo Domenicano Padre Vasino, il quale si prodigò in prediche, in riunioni e funzioni, in modo che la festa riuscì magnificamente bene. Egli benedisse lo stendardino dell’Associazione, che fu poi recato nella processione del pomeriggio. Il Padre Domenicano ha spiegato che l’Associazione dei Piccoli Rosarianti non impedisce che esista la sezione dei Fanciulli Cattolici: le due Associazioni possono coesistere, come coesiste la Compagnia delle Figlie di Maria e a Gioventù femminile d’Azione Cattolica. Lo scopo principale dell’Associazione Piccoli Rosarianti è di istruire e educare i fanciulli alla devozione del Santo Rosario. A loro viene distribuita ogni mese un’immagine di un mistero del Rosario, che essi devono imparare; a loro sì da una coroncina di 10 grani, perché l’adoperino ogni giorno per recitare una decina di Ave Maria. Attualmente i Piccoli Rosarianti nella nostra parrocchia sono già più di 60. Sono quindi 60 decine di Ave Maria che ogni giorno si recitano, vale a dire quattro rosari interi. Non possono perciò mancare le benedizioni della Madonna. I Piccoli Rosarianti, sono riuniti a gruppi di cinque come i misteri del Rosario, e di loro si prendono cura le Zelatrici. Al presente le Zelatrici sono le signorine: Delfina Gontero, Annetta Mola, Elide Rolando, Elvira Corsetto, Teresina Destefanis, Maria Albina Elia e la rev.da Suor Rosina. Per la festa anzidetta erano Priori, i piccoli Franco Lovera e Licia Elia, che a chiusura della bella giornata, distribuirono caramelle a tutti i bimbi della parrocchia che erano intervenuti alla processione.
Il terzo avvenimento di cronaca s’intitola “Fiori d’Arancio”. Due sposalizi solenni, che meritano di essere ricordati. Domenica 26 ottobre, alla Messa delle ore 11, c’era nella nostra Chiesa qualche cosa di straordinario. Ai piedi dell’altare maggiore, due giovani sposi si giuravano eterno amore, celebrando solennemente il loro matrimonio. Erano Giuseppe Vietto ed Angiolina Andruetto. Nei primi banchi, appositamente addobbati, assistevano altre due coppie di Sposi, cioè Firmino Bonetto ed Olga Andruetto, che si erano sposati il giorno prima; e Aldo Vietto (fratello del primo sposo), con la sua novella sposa, che nella stessa mattinata aveva sposato a Rivalta. L’avvenimento insolito aveva riempito la chiesa di gente. I due sposalizi, tanto quello di sabato come quello di domenica, furono benedetti da me, ben contento di poter rivolgere agli sposi cordiali e paterne parole di felicitazione, di raccomandazione e d’auguri. Nei due casi ritrattava di due Spose che provenivano dalle file dell’Azione Cattolica e dalla compagnia delle Figlie di Maria (Olga Andruetto, dirigente dell’Associazione S. Agnese e figlia di Maria; Angiolina Andruetto, priora delle Figlie di Maria e iscritta all’Associazione Femminile). Per questo ci fu un gran fare da parte delle Consocie e Consorelle, che offrirono doni alle due spose, che parteciparono con bandiera alla funzione.cosa anche degna di nota è questa: la Presidente del Gruppo Donne d’A.C. compiuto il rito dello sposalizio, puntava loro sul petto il distintivo delle Donne d’A.C. perché le due spose entravano subito a far parte del nostro Gruppo parrocchiale. Anche in questo sono esemplari, come lo furono nell’Associazione Giovanile. Grande festa si è fatta nelle rispettive case, specialmente in casa Vietto, ove entravano nello stesso giorno due Spose novelle. Per la cronaca aggiungiamo che Bonetto Firmino (Presidente dell’Associazione S. Vito), ebbe il piacere e l’onore di assistere alla messa nuziale, che per lui celebrava suo fratello don Mario. Io come già feci in quel giorno, così ancora una volta mi compiaccio che tre nuove famiglie si siano fondate in mezzo a noi e con le più fiorite speranze. Faccia Iddio che le speranze e gli auguri abbiano a realizzarsi.
Cappella S. Valeriano. Un anno fa, la Direzione e gli operai della Cava e dipendenti dell’amministrazione provinciale manifestavano il desiderio che nella Cappella si riportasse un quadro di S. Barbara, come c’era prima della guerra, prima del bombardamento della Cappella, nel quale il quadro andò in frantimi. Promossi allora che il loro desiderio sarebbe stato esaudito, che un bel quadro di S. Barbara, migliore di quello di prima, ci sarebbe stato per il 4 dicembre 1952, festa della Santa. Un piossaschese, pittore dilettante, si è profferto di fare il quadro. Egli è il sig. Maestro Ernestino Gorrea, che insegna nelle scuole elementari. Con tutta la sua attenzione artistica ha dipinto il quadro che sarà inaugurato e benedetto il 4 dicembre, prima della celebrazione della Santa Messa, alle ore nove. Per ora non possiamo dire di più. In un altro numero de Bollettino ne riparleremo. Intanto pubblichiamo il risultato di offerte, che già da qualche tempo abbiamo ricevuto, a pro della Cappella S. Variano, per un totale di lire 15.300. Come si vede la Cappella S. Valeriano non è dimenticata. Nel prossimo anno, faremo il massimo sforzo per ultimare i lavori, che da qualche tempo aspettano di essere eseguiti. Per rifornire la cassa, prepareremo di nuovo un banco di beneficenza. Pensiamoci fin d’adesso e prepariamo oggetti.
Cappella del Marchile. E’ pericolante. Si vuole restaurarla? Si faccia pure. Ma con quali mezzi? Mi pare che sia conveniente che prima, i Rettori o altri passino famiglia per famiglia a ricevere le sottoscrizioni delle offerte. Così si potrà vedere su quale cifra fare affidamento. Il preventivo dei lavori è di 300 mila lire. Iniziare i restauri senza conoscere quanto si potrà disporre, non è prudente. Per altra parte, la mia idea, già espressa altra volta, è questa: invece di spendere una cifra assai rilevante per una Cappella che sarà sempre piccola, sarebbe meglio cercare un altro sito, sul quale dovrà sorgere a suo tempo la futura chiesa parrocchiale, cominciare ad erigere un locale che sia ampio sufficientemente, nel quale si possa officiare anche tutte le feste. Se lo avessimo già avuto per le Missioni, molte persone avrebbero avuto più comodità di sentire prediche e frequentare funzioni. Certamente, se ci fosse la chiesa al Marchile, sarebbe molto più piccolo il numero di quelli che non ascoltano la Messa la domenica, e non sentono prediche. Purtroppo che continuando così, possiamo dire che Satana ride e Gesù piange. Ad ogni modo, chi ha altri consigli da dare, si faccia avanti; discuteremo e decideremo sul da farsi.

Gennaio – Febbraio 1953

Carissimi Parrocchiani, per grazia di Dio, avete cominciato un anno nuovo. La morte è passata nelle vostre borgate, è passata vicina alle vostre case, ha fatto nella nostra parrocchia 14 vittime nel 1952. Voi siete stati preservati proprio per bontà di Dio; la vostra ora non era ancor giunta. Ciascuno di voi avrà ringraziato il Signore, e noi lo abbiamo ringraziato in nome di tutti, cantato il Te Deum il primo gennaio. L’anno 1952 è stato per la nostra parrocchia un anno importante, ricco di molte grazie spirituali. Fra le quali vanno ricordate le sante Missioni, che per una parrocchia sono sempre di grazie per le anime. Un altro fatto, che sembra di poca importanza, e invece, secondo me, ne ha tanta è la ricostruzione dei Piccoli Rosarianti, la quale segna una rinnovata devozione alla Madonna SS. Se i piccoli Rosarianti sono fedeli ai loro impegni, essi necessariamente porteranno un movimento spirituale di bene nelle loro famiglie. Ora guardiamo innanzi, ci domandiamo: che cosa si farà nella nostra parrocchia in questo 1953? Indietro non si torna; bisogna progredire. Si progredisce in tutto; perché non nella vita cristiana? Abbiamo ricomposto la Giunta parrocchiale, la quale si è già radunata e si propone di radunarsi spesso per esaminare e decidere sui lavori più urgenti, più utili e più possibili in parrocchia. Un punto già esaminato è quello della Stampa. Si è deciso di intensificare in quest’anno la diffusione della Buona Stampa. Guerre alle riviste frivole, profane e mondane, propaganda per quelle buone, come “Gioia, Alba, Primavera, Vita Femminile, Orizzonti, …” queste riviste si devono richiedere al giornalaio o alla nostra biblioteca parrocchiale o direttamente per abbonamento postale. Quest’anno rinforzeremo anche la nostra Crociata contro la bestemmia. Ne ho parlato già in chiesa, in occasione della giornata antiblasfema. Sopra altre fondamenta, ricostruiremo la Compagnia del SS Nome di Gesù, diffonderemo fogli ed opuscoli antiblasfemi. Se riusciremo a lavorare con perseveranza su questi due punti programmatici, la nostra parrocchia non mancherà di progredire e migliorarsi nella vita cristiana. In programma sono anche molti lavori alla Cappella di S. Valeriano, dei quali parleremo altra volta. Terminata la Cappella S. Valeriano, penseremo decisamente a risolvere il programma della Cappella del Marchile. Invochiamo la benedizione di Dio sulle opere in programma. Voi, parrocchiani miei, fiduciosi vogliate collaborare con buona volontà con il vostro Vicario.
Vita Parrocchiale.
La Festa di S. Barbara, celebrata il 4 dicembre 1952, ebbe una solennità superiore a quella degli altri anni. Si trattava di inaugurare il nuovo quadro della Santa, opera del piossaschese maestro Ernestino Gorrea. Alle ore 10, prima della Messa, il quadro fu benedetto alla presenza di molto pubblico e di un grande numero d’operai e di cantonieri, dipendenti dall’Amministrazione provinciale, la quale era rappresentata dall’ing. Rovasio e dal geom. Bosco. Il Vicario disse parole di circostanza, ringraziando tutti coloro che avevano cooperato perché il quadro ci fosse e messo a posto; come i sigg. fratelli Lovera, il sig. Giuseppe Francese (per la cornice), l’Amministrazione provinciale, il sig. Boetto Domenico, capo cantoniere, che molto si era occupato per buona riuscita della festa. Ma soprattutto merita complimenti e ringraziamenti il pittore per l’opera importante e vistosa compiuta, il quadro rappresenta la Santa in piedi in grandezza naturale. Il quadro è stato collocato in un posto d’onore, cioè nella parete accanto all’altare. I Piossaschesi aspettano con ansia la prossima festa di S. Valeriano, per salire alla cappella, e vedere, speriamo, per approvare.
Saggio Natalizio. La festa di Natale è stata rallegrata, nella nostra parrocchia, da un Saggio Natalizio, dato dai bimbi del nostro Asilo. E’ stato bello, è piaciuto molto al numeroso pubblico, che vi assisteva. I piccoli artisti hanno lavorato bene. Certuni poi sono stati sorprendenti. L’ottima riuscita del saggio è stata anche di soddisfazione alle reverende Suore, che tanto si sono affaticate nella lunga preparazione. Per l’occasione hanno mandato dolci ai bimbi i sigg. Coassolo e i sigg. Garello, ai quali il Vicario risolse un pubblico ringraziamento, in nome dell’Amministrazione, delle Suore e dei Bimbi.
Festa al Prarosto. La festa della Madonna delle Grazie, alla Cappella del Prarosto, avrà luogo quest’anno il giorno di martedì 17 febbraio. Alle ore 9 santa Messa cantata, con preghiere e canto di lodi. La Cappella resterà aperta tutta la giornata, per dare comodità a tutti di recarsi a pregare. Ore 16 benedizione in parrocchia. Retori della festa sono i sigg. Luigi Andruetto di Giovanni e Amerigo Carbonero.
Statistica Parrocchiale.
Battezzati: n. 19, di cui nove maschi e dieci femmine. Per la cronaca, due parti gemellari, il primo, due maschi (Mauro e Silvio), il secondo un maschio e una femmina (Adriano e Ausilia). Nacque anche Bianca, che fu una delle ultime vocazioni religiose. Diventerà suora nella congregazione della Pietà di Asti.
Matrimoni: sono stati undici.
Morti: sono 14, sette femmine e sette maschi. Tra le femmine una in tenera età (Giacinta Marocco).
La suddetta statistica si presenta a commenti e a riflessioni. Il numero degli sposati è discreto; anzi supera il numero normale degli sposalizi, che annualmente si fanno in parrocchia. Troppo scarso il numero dei Battezzati, cioè dei Nati, supera bel poco il numero dei morti. Lo spirito borghese del figlio unico o di pochi figli, è penetrato anche già nelle famiglie degli operai e dei contadini. Manca invece lo spirito cristiano negli sposi, perciò si va con facilità contro la legge divina. Ma contro le leggi di Dio non si va impunemente. Ci pensino quelli che ne hanno bisogno.

Marzo - Aprile 1953

Lavori importanti sono in corso alla Cappella S. Valeriano. Nella prossima festa, che si celebrerà, come il solito, il lunedì di Pasqua, si farà l’inaugurazione dei lavori già ultimati; ed in una seconda festa (a data da stabilire), si farà l’inaugurazione degli altri, che saranno compiuti in seguito. Quest’anno è un anno decisivo per questa Cappella; si farà il massimo sforzo per ultimarla. In programma c’è l’arricciatura di tutti i muri e un completo pavimento nuovo. Tutto questo importa spese non indifferenti. Per coprirle, in primo tempo si era pensato ad un banco di beneficenza; ma poi per diversi motivi, si è lasciata questa idea, dopo aver consultato al Giunta parrocchiale, ho deciso di ricorrere al mezzo delle BUSTE. Ad ogni famiglia di Piossasco ho fatto pervenire una Busta, nella quale potrà essere chiusa una libera offerta, e poi rimandata a me o a persone incaricate. Ciascuna famiglia darà secondo le sue possibilità e in proporzione delle grazie già ricevute o desiderate per intercessione di S. Valeriano. Qualche anno fa ho sperimentato questo metodo delle Buste, e ho potuto costatare con piacere la generosità dei Piossaschesi. Si, anche questa volta spero che nessuna famiglia vorrà restare assente, ma tutte daranno o tanto o poco, in guisa da poter assicurare che la cifra che si raccoglierà, sarà
Festa di San Valeriano.
Lunedì 6 aprile, ore 9,30 Messa cantata e predica alla Cappella del Santo. Ore 16, Rosario e Benedizione in parrocchia. Rettori della festa sono i sigg. Giacomo Torta e Giovanni Borgiattino.

Maggio 1953

Piossaschesi Carissimi, si, questa volta la mia parola si deve rivolgere non solo ai miei parrocchiani, ma anche a quelli di S. Francesco, perché devo parlare della Cappella S. Valeriano. Sabato 25 aprile scorso, abbiamo cantato alla Cappella di S. Valeriano, il Te Deum del nostro ringraziamento. La Cappella è finita, abbiamo raggiunto la sospirata meta. Due anni fa, il 25 aprile, quando Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo M. Fossati, saliva lassù a benedire la nuova Cappella e a consacrare il bell’altarino di marmo, i muri erano ancora completamente greggi e mancava il pavimento. Oggi invece, i muri interni, nei loro 340 metri quadrati di superficie, splendono in una bianca arricciatura, che dà l’impressione che la Cappella sia più alta e più grande. Il pavimento a piastrelle di diversi colori, fatto con disegno studiato, è semplicemente meraviglioso. Quest’anno abbiamo fatto due feste; la prima al solito, il lunedì di Pasqua. A centinaia, a centinaia salirono lassù i Piossaschesi, guidati dalla Banda musicale del Comune. Forse non ne erano mai saliti così tanti. Di fatti la colletta raccolta durante la Messa, raggiunse la cifra di lire 31.450, cifra non mai raggiunta nel passato. Mancava ancora il pavimento, che fu costruito la settimana seguente; così il 25 aprile abbiamo fatto una seconda festa, per inaugurare tutti i lavori, finalmente compiuti. Celebrò la S. Messa un Piossaschese, il can. Don Mondino, rettore di San Rocco, in Rivoli. Ancora assai numeroso il concorso della popolazione: la colletta fu di lire 6.595.
Ecco un Resoconto degli Incassi, fatti quest’anno. Alle famiglie di Piossasco e a qualcosa fuori di paese ho inviato, entro il mese di marzo, la lettera circolare (stampata e gentilmente offerta dal Sig. Candido Biamino), con entro le buste (donate dalle sorelle Caselli), per le offerte pro Cappella S. Valeriano. Su 650 buste spedite, ne ritornarono circa la metà (una recava 10 mila lire, alcune cinque mila lire), portando un totale di lire 165.000 con una media di oltre 600 lire per busta. A questa cifra, aggiungendo le collette suddette, si arriva ad un incasso totale di lire 202.045. E’ una cifra che soddisfa, che sorpassa le previsioni, che dimostra la devozione dei Piossaschesi verso S. Valeriano. Vi piacerebbe certamente anche sapere quali sono le entrate totali dal 1944 ad oggi, in altre parole da quando abbiamo cominciato a raccogliere offerte per la ricostruenda Cappella di S. Valeriano; ebbene eccovi accontentati: un milione e ottocentomila lire (£ 1.800.000). Sembra un sogno, ma è realtà. Tutta questa cifra è stata spesa. Se avessimo dovuto pagare tutto quello che è stato fatto gratuitamente, voi potete immaginare quando sarebbe costata la nuova Cappella S. Valeriano. Non posso ancora notificare il totale delle spese fatte, dovendo ancora pagare gli ultimi debiti; lo farò un’altra volta. Quando il 19 luglio 1944, i tedeschi bombardavano la vecchia Cappella, credevano forse di imprimere un’umiliazione, un disprezzo al nostro paese; ma i Piossaschesi, feriti nel loro sentimento religioso, hanno prontamente reagito, si sono messi tosto all’opera col proposito di innalzare una Cappella che fosse più bella della precedente, e si riuscirono. Non sarebbe facile elencare il nome di tutti coloro che dal 1944 ad oggi, hanno inviato o portato offerte, si sono prestati per la costruzione di una nuova strada, la quale dalla Cadorina conduce alla Cappella (mezzo chilometro), o per le gratuite condotte del materiale e di quanto occorreva ai muratori. Se i muri, il tetto, l’altare, le porte e le finestre della Cappella potessero parlare, quanti nomi di offerenti dovrebbero ripetere e quanti ringraziamenti dovrebbero fare. E’ il pavimento specialmente che vorrebbe dire il nome della generosa persona, che ha offerto tutte le piastrelle (e sono circa 65 metri quadrati), ma essa lo ha proibito. S. Valeriano, però sa tutto, e dal cielo vorrà ottenere degna ricompensa al generosissimo incognito benefattore. Pertanto rinnovo il mio più vivo ringraziamento a tutti i cooperatori, a tutti gli oblatori che sono in Piossasco e fuori. Anche S. Barbara merita nostra riconoscenza, poiché ha mosso i suoi protetti gli operai della Cava e i cantonieri (con i rispettivi Capi, fra i quali ricordiamo il sig. Boetto Domenico), i quali hanno recato imprevisti e preziosi aiuti. Un grazie speciale si merita il capomastro Teodoro Borgi. Con grande passione egli ha assunta l’impresa dei lavori, che ha continuato con impegno, per la Cappella riuscisse bene; come di fatti lo è, un piccolo monumento d’arte e di religione. Da ora innanzi non resterà che fare ogni anno qualche abbellimento, secondo il denaro disponibile; ma il più è fatto. Ricordo e ringrazio i Rettori di quest’anno sigg. Giacomo Torta e Giovanni Borgiattino, i quali con grande generosità si sono assunti molti disturbi, con l’unico intento che le feste riusciranno bene. Per il prossimo anno saranno Rettori i sigg. Sergio Bruno e Mario Pognante. Per ora finisco. Sento che ho detto troppo poco della nostra cara Cappella; ma qualcosa bisogna pure lasciare per altra volta. Ancora invoco su tutti i cooperatori ed oblatori la benedizione di San Valeriano, mentre mi professo vostro obbligatissimo, Vicario.
Vogliamo anche ricordare un altro ex parrocchiano, deceduto nella tarda età di 90 anni. Egli è FERRERO Giovan Battista fu Giovanni, nato nella nostra parrocchia il 16 maggio 1863. Da molti anni risiedeva nella parrocchia di S. Francesco, ove morì il 20 febbraio scorso. Ma ogni domenica, ogni festa egli saliva a S. Vito a sentire la Messa. Sovente durante la settimana veniva in Piazza con alcuni amici, più o meno della sua età. Era affezionato a questa sua parrocchia natia, e la frequentava con piacere. Quindici giorni prima, gli era mancata la consorte GARELLO Maria. Il suo cuore ormai logoro e stanco non poté sopportare il dolore, seguì la moglie nella pace dei giusti, lasciando a tutti il buon esempio di tante virtù.
La dimenticata frazione “Piazza”
Caro Bollettino, tu, che hai per tutti “una buona parola”, non ce l’avresti anche per i sigg. Consiglieri, che stanno al Municipio? Pare che essi si siano scordati che a Piossasco c’è una frazione che si chiama “Piazza”. Molti fatti stanno a dimostrarlo; ne ricordo qualcuno:
In altre frazioni, come al Marchile, la Borgata, sono stati messi pubblici rubinetti di acqua potabile; e in “Piazza”? Nulla. E’ per castigo o per dimenticanza? Nell’estate, molta gente sale a S. Vito, a respirare aria buona, a fare due passi, come si dice, e se ha sete?…
Le strade sono orribili, in seguito all’impianto dell’acqua potabile; ma la più orribile è certamente quella intitolata via del Campetto, che parte dalla piazza S. Vito. Pensare che è tanto frequentata da macchine, che vanno e vengono dalla Casa Salesiana. Che scrolloni hanno da subire i poveri malati, che passano in autoambulanza! Di più la detta strada è attraversata da un’acqua sovente puzzolente, che esce da un sotterraneo… La molta gente che va e viene dal negozio di commestibile e panetteria, posto in detta via, protesta per il puzzo, e ha tutte le ragioni, invoca l’igiene… comunale, perché provveda.
Se avessimo al Consiglio Comunale un rappresentante di “Piazza”, forse le cose andrebbero meglio per noi. Ad ogni modo abbiamo fiducia che “una buona parola” del Bollettino Parrocchiale varrà a qualche cosa. Grazie e saluti uno di “Piazza”

Luglio 1953

Vita Parrocchiale. Per seguire e completare la cronistoria della nostra parrocchia dobbiamo rifarci indietro di alcuni mesi.
Il primo maggio scorso è stata celebrata la Festa di San Giorgio. Molti Piossaschesi salirono lassù alla cima del monte omonimo, invitati anche dalla bella giornata. Il numero e la generosità degli intervenuti si possono arguire dalle offerte raccolte, che furono di oltre NOVE mila lire; cifra mai raggiunta nel passato. La buona riuscita della Festa è anche merito dell’attività dei sigg. Rettori Maggiorino Torta e Giacomo Borgiattino fu Giuseppe. La festa di San Giorgio è anche la festa del Lavoro, poiché la si celebra il primo di maggio. Allora sarebbe bene che tutte le manifestazioni della giornata confluissero a renderla più solenne e attraente, e nulla dovrebbe distogliere gli operai di Piossasco dal salire alla Cappella di S. Giorgio, sia per devozione al Santo, sia per diporto. C’è chi parla di restauri a quella Cappella. Sarebbero proprio necessari. Si erano iniziati prima dell’ultima guerra e poi forzatamente sospesi. Ora che la Cappella di San Valeriano è finita; ora che una nuova e comoda strada si va costruendo super le pendici del monte, chissà che non sia giunto il tempo di pensare anche a quella di S. Giorgio? Ne parleremo appena avremo sentito il parere dei Piossaschesi.
La prima domenica di maggio ci fu la Festa della “Consolata” alla frazione Lupi. Era rettore il sig. Tommaso Battagliotti. La festa, che era stata preceduta da un mese di Rosari, recitati ogni sera nella Cappella dalla brava popolazione, è riuscita ottimamente. Completo l’intervento di tutte le famiglie della frazione e dei cascinali circonvicini alla funzione delle ore 10. quindi sii è svolto un incanto di numerosi oggetti, a favore della Cappella, ed ha fruttatola bella cifra di lire 13.100. E’ un segno evidente del vivo interessamento dei Borghigiani per la loro cara Cappella. Con soddisfazione di tutti si notano i frutti spirituali e religiosi, che questa Cappella va recando alle famiglie locali, e come si rafforzala devozione alla “Consolata”. Voglia la Madonna SS. benedire tanto tutti i benefattori della Cappella.
La Gita Pellegrinaggio, che la nostra parrocchia organizza ogni anno, si è effettuata domenica 14 giugno. Erano 50 i partecipanti; il concorso maggiore è stato dato dalle famiglie Marchisio, Peretti fratelli Lovera. Partiti su comodo pulman, passando per Pinerolo, Saluzzo, Fossano si è fatta la prima tappa a Mondovì per visitare il grandioso Santuario di Vicoforte, unico al mondo. Proseguendo quindi per Ceva e Col di Cadibona, la comitiva giunse a Savona. Nel famoso santuario della Madonna della Misericordia, visitato dal Papa Pio VII, quando era prigioniero di Napoleone I a Savona, si è fatto la seconda tappa. I gitanti sentirono la Messa, che il Vicario celebrò nella devota cappella della cripta, proprio là dove alcuni secoli fa, compariva la Madonna SS. al contadino Antonio Botta. La terza tappa fu presso il Santuario del Bambino di Praga ad Arenzano, officiato dai padri Carmelitani. Consumato il pranzo in ampia e comoda sala, visitato il bel santuario, fatto acquisti di ricordi e oggetti sacri, si prese la via di Genova, costeggiando il mare, con grande soddisfazione per chi non lo aveva mai visto. A Genova i gitanti hanno potuto visitare il porto, ove stavano ancorate le navi di discreta grandezza. Visitarono il monumentale Duomo, fermandosi a contemplare la bomba inesplosa, che lanciata dall’artiglieria navale dell’ultima guerra, penetrò dalla facciata e cadde sul pavimento dopo aver battuto contro diversi muri. Nel ritorno si passò da Alessandria (ove si consumò la cena), Asti, Torino, arrivando alle 24 a Piossasco, tutti lieti e soddisfatti, ringraziando Dio e la Madonna, che la gita si fosse compiuta senza il minimo incidente.
Le Votazioni del 7 Giugno, sono state (come in tutta Italia), una vittoria della Democrazia cristiana, la quale ha riportato da sola più voti che tutti gli altri partiti insieme: cioè 1326 per i Deputati e 1272 per i Senatori. Però vi sono segni che rivelano la poca serenità e la poca maturità politica di molta gente. Questi segni sono le molte schede bianche, le molte schede nulle e la notevole dispersione dei voti. Pensate che a Piossasco si è votato persino per il partito sardo, oltre ché per tutti i partitini che erano in lista. Resta dunque un lavoro da fare, quello di combattere l’ignoranza con una conveniente istruzione civile e politica del popolo, illuminandolo sulla vera democrazia sociale. Non bisogna dunque dormire fino ad altre elezioni. Un mezzo per mascherare le falsità e i brogli dei social comunisti è la lettura del foglietto “Il Carroccio”, che è già conosciuto nella nostra parrocchia, e del quale aumenteremo la propaganda. La luce vogliamo diffondere, più luce!

Settembre 1953

Come avevo promesso, vi voglio dare maggior gli informazioni, che riguardano la cassa della Cappella di S. Valeriano. Le informazioni sono ottime. Quest’anno le spese fatte, per quei lavori che rendono la Cappella tanto bella, hanno raggiunto la cifra di lire 250 mila. E le entrate? Quasi eguali, cioè lire 240 mila. Non restano dunque che dieci mila lire di avanzo; una bazzecola. Tiriamo dunque il fiato lungo e libero, perché le cose vanno bene. Ma non tarderanno a fare altre spese; di modo che nella prossima primavera, alla festa annuale, non mancherà di esserci qualche novità. Anni fa, avevamo par lato di piloni, su, lungo la strada, dalla Cadorina alla Cappella. Forse è tempo di riparlarne. L’idea sarebbe di 15 piloni, intitolati ai misteri del Rosario. Stiamo studiando in quale forma e con quale materiale costruirli. Ci siamo provvisti di esemplari di piloni eretti altrove, vedremo se li potremo imitare. Ecco intanto un elenco di offerte pero Cappella S. Valeriano, alcune delle quali già arrivate da molto tempo per un totale di lire 7.400.
Per completare la cronaca dobbiamo rifarci a qualche mese fa, per registrare il Saggio Finale, che hanno dato i bimbi del nostro Asilo San Vito, la prima domenica di luglio. Lo spettacolo molto vario e con scenette molto interessanti, è piaciuto tanto. Il pubblico assai numeroso ha applaudito ai piccoli artisti, i quali si comportati in modo da sorpassare l’aspettativa, e ha apprezzato l’opera educativa, paziente ed efficace delle rev. me Suore che dirigono tanto bene il nostro Asilo. I bimbi hanno ricevuto battimani e applausi, ma anche molte cose dolci: il grosso gelato, che gli Amministratori offrono ogni anno; gustose bibite del sig. Sibille e tante caramelle inviate dai due negozi di Piazza Coassolo e Garello. Col Saggio finale l’asilo ha preso le vacanze e si riaprirà la prima settimana di ottobre.
La festa della Madonna Assunta si è conchiusa quest’anno con una bella serata Mariana alla grotta di Lourdes. Ormai è diventata una consuetudine quella di fare nell’estate una serata alla Madonna, consistente in un grande raduno di devoti, ai piedi della bianca Madonna, per recitare il Rosario e cantare lodi sacre. Quest’anno si è scelta la sera della festa dell’Assunta. Alle ore 20,30 la gente è convenuta sulla piazza S. Vito; quindi con le fiaccole accese e cantando è salita, lentamente alla grotta, meravigliosamente illuminata. I presenti erano veramente tanti. Le decine del Rosario si sono intercalate a brevi prediche e a scelte lodi, cantate a voce di popolo. La funzione è stata proprio suggestiva e commovente, e’ terminata con la benedizione di Maria Ausiliatrice, impartita dal rev. mo sig. Direttore della casa Salesiana. Come fanno bene allo spirito queste funzioni religiose! La bianca Immacolata Vergine, dalla Sua nicchia rocciosa, voglia guardare al nostro paese e proteggerlo. Così sia.
La dimenticata frazione “Piazza”. Caro Bollettino, qualche mese fa ti avevo pregato di dire una parolina ai sigg. Consiglieri dei Comune, a riguardo dell’acqua potabile e delle strade, che sono orribili. Ma o non gliel’hai detta la parolina o fanno i sordi, perché non si vede nulla di nuovo: ritorno a pregarti per un eguale servizio per il bene della nostra Frazione. Dunque, è cosa visibile, che alla “Borgata” sono stati collocati in diversi luoghi alcuni “Vespasiani”. E va bene; è l’igiene che lo voleva; sono le necessità degli abitanti che lo reclamano. Ma in Piazza S. Vito non c’è bisogno dell’igiene? La popolazione di S. Vito non ha le stesse necessità di quelle della Borgata? La piazza S. Vito è una piazza pubblica, che è frequentata da gente che va e viene dalla chiesa; da gente che partecipa alle feste; da gente, che specialmente d’estate, sale a S. Vito per respirare un po’ d’aria balsamica. Tutta questa gente non ha gli stessi diritti di quella della Borgata? I Parrocchiani di San Vito forse che non pagano tasse come quelli dell’altra parrocchia? Allora come si spiega? La spiegazione è facile: l’Autorità comunale adopera due pesi e due misure. I Consiglieri della parrocchia S. Vito non dicono niente? Per ora mi sono accontentato di segnalare all’opinione pubblica le cose di cui ho scritto; in seguito non sarà più così. Se la frazione Piazza continua ad essere dimenticata, posso assicurare che quei di Piazza se ne ricorderanno alle prossime elezioni comunali.
Uno di Piazza.

Ottobre – Novembre 1953

Asilo San Vito. Anche quest’anno novità al nostro Asilo; novità nel personale, poiché sono state cambiate due suore, fra le quali la Maestra. Al posto di Suor Rosina è ritornata Suor Mafalda. Diciamo “ritornata” perché 15 anni fa era già qui. Fu lei ad aprire il nuovo locale dell’Asilo, e vi restò tre anni, lasciando un ottimo ricordo. Ora è tornata con animo nostalgico qui, dove fu il campo delle sue prime fatiche; ove ha ritrovato fatti giovanotti i bimbi, e fatte signorine le bimbe di allora. A Lei e alla nuova Consorella Suor Maria Assunta il benvenuto da parte dell’Amministrazione e delle famiglie della parrocchia, con l’augurio di un buon lavoro sotto la saggia guida di Suor Angiolina, che da più di un anno è direttrice dell’Asilo. L’Amministrazione, nell’ultima adunanza ha preso nota della concessione gratuita dell’acqua potabile, fatta all’Asilo da parte del Comune e ringrazia. Sta poi studiando alcune migliorie da attuare, per le quali occorre trovare denaro; ma si spera nella generosità dei parrocchiani e di persone benefiche.
L’annuale festa dei Fanciulli. E’ stata celebrata domenica 27 settembre. E’ stata soprattutto la festa dei Piccoli Rosarianti. Intervenne da Torino il padre Vasino domenicano, il quale parlò ai fanciulli già la sera della vigilia e poi durante le funzioni della domenica. La festa raccolse tutta l’infanzia della nostra parrocchia, attorno a Gesù Fanciullo. Erano presenti gli 80 Piccoli Rosarianti, che ascoltarono volentieri la calda parola del padre Vasino, il quale seppe così bene attirare la loro attenzione e ravvivare in tutti la devozione al santo Rosario. Nel pomeriggio abbiamo sfidato il tempo minaccioso e abbiamo fatto la processione di soli fanciulli. Le mamme portavano in braccio i bimbi che ancora non sanno camminare. A tutti i presenti il padre Domenicano ha impartito una speciale benedizione. Seguì la distribuzione di caramelle e di dolci, offerti da persone che amano i bimbi. Sono Zelatrici dei Piccoli Rosarianti: una suora dell’Asilo per i più piccoli, e le signorine: Mola Anna, Gontero Delfina, Rolando Elide, Destefanis Teresina, Elia Maria Albina. Esse si sono radunate a consiglio per sentire dal Padre Vasino le direttive necessarie per disimpegnare bene il loro ufficio. Al Padre Vasino, che tanto si è prodigato per la buona riuscita della bella festa, rinnoviamo i nostri vivi ringraziamenti.
Tempi di Progresso. Non solamente “Uno di Piazza”, ma tutti quelli di Piazza sottoscrivono a quello che egli ha scritto, e quelli non di Piazza, ma di Piossasco, si meravigliano del trattamento che le Autorità Comunali usano alla frazione Piazza. Al Marchile, alla Borgata pubblici rubinetti di acqua potabile in quantità; alla frazione Piazza nulla. Alla Borgata vi sono Vespasiani in quantità; alla frazione Piazza nulla. Vengono dunque usati due pesi e due misure; il che non è cristiano né democratico. Non parliamo poi di strade. I signori villeggianti hanno fatto sentire a voce e per iscritto le loro lagnanze; ma l’estate se n’è andata e anche i villeggianti, e le strade restano pessime come prima. C’è da rallegrarsi, che in tempo di democrazia Piossasco va facendo dei progressi. Ma c’è d’altro non meno grave. Come funziona l’impianto della illuminazione pubblica nei riguardi della nostra frazione? Semplicemente in modo pessimo. Sono forse stati fatti dei miglioramenti? Tutt’altro. Le poche, le rare, le distanti lampade, lungo la via che dalla provinciale sale a S. Vito, sovente, troppo sovente, si può dire ogni settimana, sono spente o tutte o in parte. Poveri operai, che partite e arrivate di notte alle vostre case, come siete mal trattati. Sappiamo che ormai non vi lamentate più, per non sentirvi ripagati con vane parole. Sovente, troppo sovente, è spenta di notte (e magari accesa tutto il giorno), la lampada sulla Piazza di San Vito. Altro che provvedere la luce alle frazioni Campetto, Brentatori… In tempi non lontani c’erano anche delle lampade per la strada Convento Vecchio, che dal Marchile sale a S. Vito; c’è passata la guerra con le sue distruzioni; le lampade non sono più state rimesse. Siamo ai tempi di progresso? No, no; siamo piuttosto in tempo di oscurantismo… democratico, che unanimi deplorano. Tutti quelli di Piazza.

Dicembre 1953 – Gennaio 1954

Parrocchiani Carissimi, a voi e ai lettori tutti di questo Bollettino faccio AUGURI di buone Feste Natalizie, di buon Fine e di miglior Capo d’anno. Vi auguro la pace, che Gesù Bambino fece annunciare al mondo. Perché so che in alcune famiglie non c’è la pace, ma la discordia, perciò vanno alla rovina. Vi auguro tanta grazia divina, portata da Gesù agli uomini. Perché so di persone che vivono nel peccato e nel vizio, per questo la loro anima è in pericolo. Vi auguro una vita più cristiana, come vuole il Signore. Perché so di individui che bestemmiano, che non vanno a Messa e profanano le feste, perciò la fede si affievolisce e si vive u po’ da pagani.
L’ANNO MARIANO, che è cominciato con l’otto dicembre corrente, durerà fino all’otto dicembre 1954, fa sperare che con l’aiuto potente della Madonna SS. tutti i peccatori lasceranno la strada del peccato e del malcostume; e che tutte le famiglie ritorneranno nidi di pace e veri santuari domestici, ove si prega e si adora Iddio. Abbiamo un vasto programma di cose da attuare durante l’anno Mariano: ogni festa in chiesa alle funzioni, si reciterà la preghiera composta dal Papa per l’anno Mariano; ogni festa alla benedizione del pomeriggio, si canteranno le litanie della Madonna; daremo più importanza e solennità al primo sabato del mese, per onorare meglio il Cuor e Immacolato della Madonna; daremo incremento e vita alle Compagnie religiose, che si intitolano alla Madonna; faremo processioni a diverse Frazioni, portando la Madonna pellegrina; faremo pellegrinaggi a Santuari vicini e lontani. Ma a questo riguardo, le notizie precise e dettagliate, ve le darò a tempo opportuno. E forse lasceremo anche un monumento che ricorderà nel futuro il corrente anno Mariano. Questo monumento sarà forse la Cappella del Marchile, che appunto è intitolata alla Madonna Immacolata di Lourdes. Da alcuni anni questa Cappella è stata dichiarata pericolante, perciò in essa fu sospesa ogni funzione. Nel frattempo ho preso occasione per parlare in pubblico e in privato, di una nuova chiesa parrocchiale al Marchile, dato l’aumento di case nuove, e data la difficoltà per tanti di salire in Piazza. Ma ho la sensazione che i parrocchiani del Marchile non la desiderano,cioè non ne sentono il bisogno. Di fatti, dopo che ho lanciato l’idea della nuova chiesa, chi si è mosso? Che cosa si è fatto per arrivare a qualche inizio? Sapendo che il Teol. Frigeris, di buona memoria, aveva detto e ripetuto che lasciava un suo proto per la futura chiesa al Marchile, ho cercato, ma invano di avere questo prato per erigervi subito un locale grande sufficientemente; più grande dell’attuale Cappella; ove si sarebbe potuto celebrare provvisoriamente anche la festa, in attesa (e l’attesa poteva essere di lunghi anni), della costruzione della necessaria Chiesa parrocchiale. Pare che la maggioranza delle famiglie del Marchile preferisca che si ripari la Cappella esistente. Ebbene, facciamo pure così, ma sarà sempre una Cappella piccola, non adatta a funzioni festive. Dunque la Cappella del Marchile, riparata, restaurata, sarà il monumento che lasceremo di quest’anno Mariano. Voglia la Madonna Immacolata gradir e tutte le dimostrazioni di devozione che faremo in suo onore; voglia gradire tutte le opere, che compieremo in suo omaggio, e benedica tanto, tanto la nostra parrocchia, come desidera e prega il vostro Vicario.
La Festa di Santa Barbara, è stata tramandata alla domenica 6 dicembre; perciò è riuscita meglio, perché essendo giorno festivo, c’è stato un maggior concorso di gente; il concorso sarebbe stato certamente più grande ancora se il tempo non fosse stato tanto nebbioso. Alle ore 10,30 fu cantata la Messa, alla quale presenziavano oltre cinquemila cantonieri della zona di Piossasco e d’altre zone, con i loro capi: sigg. Botto e Bechis. L’Amministrazione stradale della Provincia era rappresentata dal sig. Geom. Bosco. Il Vicario nella sua breve predica sottolineava, che se la Cappella di S. Valeriano è riuscita bella com’è, lo si deve anche in gran parte agli ex operai, della cava di pietre e i cantonieri, i quali in tante maniere hanno dato la loro cooperazione, per devozione alla loro Santa Patrona, che nella Cappella è venerata in un grandioso quadro. A mezzogiorno, Autorità, Capi e Cantonieri in festosa armonia, si trovarono riuniti all’albergo del Cannon d’oro, per un magnifico pranzo sociale, che ha completato la festa.
Piazza… Migliora. Da quando, su queste colonne, abbiamo fatto pubblica protesta, la luce non è più mancata sulla piazza San Vito, di notte. Siamo grati al sig. Incaricato, gli raccomandiamo che così sia anche per la strada che dalla stazione sale a S. Vito. Basta un po’ più di sorveglianza. Così la nostra voce non è stata vana, quando abbiamo invocato la sistemazione della via al Campetto. Difatti si sta lavorando. Invece, se dobbiamo credere a qualcuno che sembra ben informato, l’Autorità Comunale, non è disposta a far mettere sulla piazza quello che abbiamo chiesto. Perché? Perché mancherebbero i denari. Possibile che per una spesa così piccola, necessaria per erigere un vespasiano e porre uno zampillo d’acqua, non ci siano i mezzi?! Che non capiti a Piossasco quello che talvolta capita nei Comuni, che l’Autorità s’impegna e s’intesta in questioni sballate, per le quali spende milioni, e poi si rifiuta di compiere opere di poca entità. Certo che se in Piazza S. Vito rifosse fatto nello stesso tempo quello che si è fatto altrove, allora i denari c’erano. Si vede proprio che il progresso trova difficoltà a superare la salita del Trucco, e anche l’igiene, nonostante che il Sindaco sia di questa Parrocchia. Stiamo pensando ad un ricorso all’Autorità superiore, firmata da … tutti quelli di Piazza.

Febbraio – Marzo 1954

Festa al Prarosto (2 marzo). La festa annuale al nostro piccolo Santuario della Madonna delle Grazie, al Prarosto, si celebrerà quest’anno, martedì 2 marzo; il così detto “ultimo giorno di carnevale”. C’è da sperare che quest’anno la giornata sia meno fredda del solito, perché nel mese di marzo. La Messa cantata sarà alle ore 8,30. Come il solito, la Cappella sarà insufficiente a contenere la gran folla di gente, che accorre a venerare e invocare la SS. Vergine delle Grazie, nella quale le famiglie di Piossasco hanno tanta fiducia. Rettori della festa, sigg. Battista Binello e Francesco Garnero.
Movimento Demografico. Dai registri parrocchiali del corrente anno 1954 daremo ogni volta che esce questo bollettino, l’elenco numerico dei Nati, Sposati e Morti.
Nati: Chicco Franco di Battista e di Emilia Putetto, nato il 3 gennaio.
Morti: Baretta Giovanni fu Giovan Battista di anni 74; Novarese Carolina fu Giovanni di anni 88; Oddenino Giovanni fu Bernardo di anni 59.
Nell’anno passato 1953, abbiamo avuto n. 23 nati, n. 17 Morti e n. 9 Sposati. Fin che il numero dei nati supera quello dei Morti è buon segno, auguriamo che sia così anche quest’anno.
Qui. Parla “Piazza”. Su questo bollettino sono stati pubblicati alcuni articoli di lagnanze per il trattamento usato verso la frazione Piazza, da parte dell’Amministrazione Comunale. A qualcuno gli articoli non sono piaciuti. E’ quello che si prevedeva. Ce ne rincresce; ma quello che è stato stampato non è che la verità, che l’opinione pubblica è bene conosca. A qualcuno non garba la frase: “La frazione Piazza è figlia della serva”. Ma finora i fatti hanno dimostrato che è cosi: due pesi e due misure. C’è chi vorrebbe (chissà per quali motivi?), che non si facesse mai nessuna critica all’Amministrazione Comunale; quasi che a Piossasco fosse possibile un’Amministrazione perfetta e d infallibile. Non sono tutti di questo parere, perché quando per altre vie non si è ottenuto quello che la popolazione aspettava ed esige, non resta che la pubblicità attraverso la stampa. Questo Bollettino, come plaude alle opere utilitarie di progresso e di miglioramento che si compiono nel paese, così si fa portavoce della lamentela della popolazione quando è il caso, interessandosi dei bisogni locali. Così ha sempre fatto e così farà ancora. Qualcuno non vorrebbe che si affermasse che le strade di Piossasco sono impossibili. Lo invitiamo a visitare molti paesi all’interno: è capace di trovare uno che abbia le strade come Piossasco? Citiamo per esempio il tronco di strada del Trucco, che interessa specialmente la frazione Piazza. Da anni se ne chiede la sistemazione, e finora è ancora tale e quale, nonostante gli incidenti ivi capitati a camion, a carri, a macchine… chi ci può affermare che abbiamo torto a lamentarci? Se per i lavori necessari e urgenti manca il denaro, l’Amministrazione comunale lo deve trovare, ma non si può lasciare un paese in queste condizioni di strade che vanno peggiorando sempre. Auguriamo di poter vedere nel corrente anno notevoli miglioramenti per il bene di tutto il paese.

Aprile – Maggio 1954

Intanto all’accademia io ho potuto annunciare un lavoro importante, che è in cantiere, ed è la Nuova Cappella del Marchile. In una riunione dei capi famiglia, tenuta in casa Vietto, si è convenuto all’unanimità di allargare la vecchia Cappella, occupando tutto il terreno adiacente, in modo di avere un’ampia Cappella, capace di contenere oltre cento persone. Il geom. Emilio Lupo, sta preparando i dettagli del progetto, che dovrà essere attuato dall’impresario, scelto tra i concorrenti all’appalto. Il desiderio generale è quello che si compia entro il corrente anno, perché la nuova Cappella deve restare un monumento ricordo dell’anno Mariano. La spesa non sarà indifferente, perché sorpasserà assai il milione. Ma le famiglie del Marchile si sono impegnate di dare ciascuna almeno 10 mila lire, entro due anni; da versarsi anche a rate, per chi trova più comodo. Però si prevede che concorreranno anche e molto, quelli di altre frazioni, come i Lupi, la Paperia, i Brentatori, per i quali tornerà certamente utile la nuova Cappella del Marchile. E’ pure evidente che si riceveranno con molta riconoscenza anche le offerte che arrivassero da altre Parrocchie. L’elenco delle offerte è già stato iniziato. Io stesso passerò di casa in casa in tutto il Marchile per segnalare le sottoscrizioni e raccogliere le offerte. La Cappella del Marchile è dedicata alla Madonna Immacolata di Lourdes, la quale fa tanti miracoli. Possiamo dunque stare sicuri che essa ci aiuterà, affinché presto ci sia una nuova e grande Cappella al Marchile, da poter essere officiata sovente e contenere molta gente.
Campetto. Sebbene in ritardo molto, ricordiamo una novità nella Cappella di S. Antero. Il vecchio altare, che era in deperimento, è stato sostituito con un nuovo altare in cemento, costruito dal sig. Mario Germena. La mensa è sorretta da colonne; è più elegante e più stabile di quello di prima. Per inaugurare questo nuovo altare, la festa è stata celebrata di domenica, e precisamente la prima domenica di gennaio. Dopo la funzione è stato fatto un incanto di numerosi oggetti, che ha fruttato la bella cifra di lire 12.500. Servirà a pagare una parte delle spese. Però, in vista del nuovo altare, che si doveva fare, il fondo cassa era già stato ben rifornito con incanti degli anni passati. Diamo una meritata lode a quelli del Campetto. La Cappella si è arricchita anche di alcuni banchi. Speriamo che presto si possa abbellire con una decorazione nuova.
Asilo S. Vito. Con piacere l’Amministrazione annuncia che ha ricevuto la rilevante oblazione di 50 mila lire. L’oblatore è il rev.mo sig. Teologo Michele Camandone, parroco di Superga. Egli è un Piossaschese, che ama il suo paese. Qui conservava finora una casa, che ultimamente ha venduto. Generoso come è sempre stato e con tutti, volle ricordarsi delle Opere Pie di Piossasco, e quindi ha beneficiato l’Ospedale S. Giacomo; l’Asilo “Gianotti”; anche il nostro Asilo “San Vito”. Lo ringraziamo cordialmente, e scriviamo il suo nome fra i nostri migliori Benefattori. Lo assicuriamo che ogni giorno, i nostri bimbi pregheranno per lui e secondo le sue intenzioni. Iddio gliene renda merito, possa il suo esempio trovare di quando in quando qualche imitatore. L’Asilo S. Vito è povero, aiutarlo è un’opera santa.
Festa di San Valeriano, si celebrerà come il solito, il lunedì di Pasqua, che quest’anno cade il 19 aprile. Vi saranno novità nella Cappella? Vogliamo sperarlo. Tutto dipende dai muratori. La Messa si canterà alle ore nove. Rettori della festa sono i sigg. Sergio Bruno e Mario Pognante.
Pellegrinaggio al Santuario dei Laghi. Avrà luogo domenica 2 maggio, che è la seconda domenica dopo Pasqua. Dato l’anno Mariano, deve riuscire più numeroso e più devoto degli anni passati. Un proposito da attuare è questo, di fare a piedi più strada possibile per amore della Madonna. Si partirà di qui dopo la Messa prima, cioè verso le ore 7,30 in modo da arrivare al Santuario alle ore undici.
Festa di S. Giorgio. Si farà, come già nel passato, il primo maggio. Essendo giornata festiva per i lavoratori, questi hanno una bella occasione per fare una bella gita in montagna salendo alla cima del monte S. Giorgio. Si partirà di qui alle ore sette, per arrivare lassù alla Cappella alle ore nove, per la celebrazione della Messa. Rettori della festa i sigg. Giovanni Lanza fu Battista e Giuseppe Paviolo di Michele.
Movimento Demografico. Continua l’elenco, iniziato nell’ultimo numero del Bollettino.
Nati: Rosanna Picco di Aldo e di Secondina Cugno.
Sposati: Umberto Peraro con Giuseppina Stella Zuanazzi. Giovanni Polver con Giuseppa Cammi.
Morti: Antonio Buttigliengo, di anni 91; Giacinto Andruetto, di anni 74; Margherita Migliore ved. Ferri, di anni 67; Domenico Battagliotti, di anni 53.
Con rincrescimento dobbiamo costatare purtroppo che il numero dei morti è il più elevato. Preghiamo per loro, e auguriamo che le nascite aumentino.
Qui, Parla Piazza. Se questo Bollettino parla qualche volta di strade e di luce, lo fa soprattutto a interesse degli operai. E’ vero che qualcuno ha detto, che non è il caso di fastidiarsi troppo per i “due o tre operai” di Piazza. Ebbene, si sappia che in Piazza vi sono circa 50 fra operai e operaie, che almeno due volte il giorno percorrono la strada per recarsi a lavorare o in Piossasco o a Torino. Per ragione di turno di lavoro, c’è chi parte e arriva a tutte le ore. Specialmente di notte, farebbe piacere trovare strade discrete e ben illuminate. A questo proposito, voci correnti, dicono che le Autorità Comunali hanno preparato vasti progetti. Saremo contenti di poter applaudire presto ai lavori compiuti. Speriamo che i lavori siano compiuti sotto una direzione tecnica e dopo maturo esame per evitare di fare spese inutili o non convenienti o non giustificate. Piossasco è dunque in cammino per aggiornarsi e farsi bello, auguri!

Giugno - Luglio 1954

Cappella del Marchile. Ancora nulla di concluso. I muratori pare che preferiscano fabbricare delle case che non delle chiese, quindi non si fanno avanti, non si decidono di assumere l’impresa della restaurazione e dell’ampliamento della nostra Cappella del Marchile. Vogliamo sperare, che non nascono altri inciampi a ritardare quei lavori, che tutti sospirano di vedere iniziati. Intanto molti sono impazienti di versare l’offerta che hanno preparato; un elenco di offerte è stato cominciato presso l’ufficio parrocchiale. Ma la raccolta ufficiale delle oblazioni sarà fatta, appena si potrà dare il via ai lavori.
Cappella di S. Giorgio. La festa annuale è stata celebrata il primo maggio. Il concorso di gente, che per diversi motivi si prevedeva scarso, è stato invece assai numeroso, e il tempo anche assai galantuomo; non ha piovuto. I presenti furono generosi, perché la colletta fu di circa sei mila lire. Erano rettori i sigg. Giovanni Lanza e Giuseppe Paviolo di Michele. Tutti osservano e con ragione, che la Cappella avrebbe bisogno urgente di restauri. Quando si potranno fare? Attendiamo solo che la nuova strada della pineta arrivi su più in alto possibile, perché resti più facile il trasporto del materiale. I progetti sono pronti da qualche tempo.
Cappella di S. Valeriano. La festa annuale si è svolta come il solito, il lunedì di Pasqua, 19 aprile. Il tempo ci ha voluto bene, poiché fu assai bello, risparmiandoci quella pioggia che ha cominciato a cadere la sera e nel giorno seguente. Giornata dunque ben riuscita, anche per il grande concorso di gente; di fatti la cifra dell’elemosina raccolta ha superato le 21 mila lire. Erano rettori i sigg. Sergio Bruno e Mario Pognante. Novità? Poche novità quest’anno, come già si era detto. Di nuovo c’era un mobile tanto necessario nella piccola sacrestia, e che fu da tutti ammirato. E’ opera del falegname Battista Lanza e dello scultore Virgilio Vigliani. Non è mancata la Banda musicale, che con le sue squillanti note diffondeva una lieta sensazione di festa. Pubblichiamo un elenco di offerte, ricevute da tempo pari a lire 9.500.
Cappella della “Consolata”. Alla frazione Lupi è stata celebrata domenica 9 maggio, la festa titolare della Cappella. Intervenne il sig. Vicario, che è sempre tanto ben accolto dalla brava popolazione della zona, alla quale egli rivolse paterne e cordiali parole, notando il gran bene spirituale, che la Cappella ha prodotto nelle anime e nelle famiglie. L’erezione di questa Cappella è stato un prezioso dono della Madonna Pellegrina. Grande è l’affezione che i borghigiani sentono per la loro Cappella; di fatti anche quest’anno hanno organizzato un incanto di oggetti, che ha fruttato circa 16 mila lire. E con questo restano pagati tutti i debiti della Cappella e già si è iniziato un fondo cassa. Rettore della festa era il sig. Francesco Canalis, il quale volendo imitare quanto aveva fatto l’anno scorso il sig. Tommaso Battagliotti, offrì al Vicario un lauto pranzo, al quale presero parte molti parenti del rettore. Uno di questi, il sig. Giuseppe Morello, gentilmente con la sua macchia portò il Vicario dai Lupi ai Luisetti (Cumiana), ove partecipò alle feste in onore del Dott. Francesco Alfano nominato Commentatore.
Il Dott. Alfano Francesco è nativo dei Luisetti, dove egli ha tanta stima e simpatia. Alla presenza del Sindaco di Cumiana, dalla Giunta comunale e di altre Autorità; alla presenza di una numerosa folla, accorsa anche dai paesi circonvicini, il sig. Gioacchino Turinetto, consigliere comunale della frazione, tenne il discorso ufficiale, parlando in nome degli abitanti della regione con appropriate espressioni di lode e di ringraziamento al neo Commendatore, che è insigne benefattore dei Luiseti. Parlarono alcune bimbe del luogo, e un alunno della Scuola agricola salesiana, la quale aveva inviato la Banda musicale, per rendere più festosa la manifestazione. Benedetto dal Vicario in nome e in rappresentanza del rev. Pievano Teol. Rogliardo, assente perché malato; benedetto il nuovo tronco di strada, la gentile consorte del Commendatore Alfano tagliava il simbolico nastro tricolore, e quindi con la Banda in testa si formava un lungo corteo, che si portava alla casa natia del Commendatore, dove avveniva un magnifico ricevimento. Animatore della festa fu il Cappellano Maestro Cav. Don Maddio, il quale conserva al Comm. Dott. Alfano una speciale riconoscenza per aver donato il terreno, sul quale sorse il bellissimo edificio delle scuole dei Luisetti. Al neo Commendatore Dott. Alfano da queste colonne, a nome anche dei Piossaschesi, che apprezzano e hanno sperimentato la sua intelligenza e pronta opera di Medico, presentiamo congratulazioni per l’onorificenza, che viene a riconoscere e premiare i suoi indiscutibili meriti.
Nozze solenni. Sabato primo maggio scorso, abbiamo assistito al più grandioso sposalizio, che finora si sia celebrato nella nostra parrocchia. La chiesa era tutta parata in damasco rosso, come nelle più grandi solennità. L’altare era tutto un candore di fiori bianchi, fiori ancora nel presbitero e alla balaustra; lampadari accesi attorno all’altare e per la chiesa; banchi addobbati; tappeti e guide dall’altare alla porta della chiesa. Ma cosa ancora più rara fu lo spettacolo che offriva la chiesa, gremita di gente: erano parenti, amici, conoscenti degli sposi, in gran parte venuti da Milano. Gli Sposi tanto onorati erano: Celestino Ferrarsi e Graziella Preti. Avrebbero dovuto sposarsi a Milano; ma la sposa ha preferito Piossasco, qui, dove passò gran parte della sua fanciullezza, nella villa dei nonni, sigg. Giordani. La villa forse e senza forse non vide mai tante macchine né tanti invitati come in questa occasione. Il rito fu compiuto dal Vicario, il quale nel suo discorso ringraziò la Sposa dell’onore fatto alla nostra parrocchia, avendola scelta per il suo matrimonio. La Sposa elegante e graziosa nel suo candido vestito, fu applaudita all’entrata e all’uscita di chiesa; fa salutata con poetici auguri e complimenti di bimbi. Ed alla riconoscente e felice distribuiva sorrisi e dolci. La solenne giornata resterà per lei certamente indimenticabile, e forse la più bella della sua vita. Per rendersi sempre più prezioso il Cielo, volle compiere un generoso atto di beneficenza, inviando un’offerta alla chiesa e al nostro Asilo. Mentre rinnoviamo felicitazioni ai sigg. Sposi, facciamo anche l’augurio, che possano fra 25 anni ritornare qui a celebrare solennemente le loro nozze d’argento.

Agosto – Settembre 1954

Carissimi Parrocchiani, quando riceverete questo Bollettino, saranno certamente iniziati i lavori di ampliamento della Cappella del Marchile, che da più anni è pericolante. Più che di ampliamento si tratta di erezione di una nuova Cappella, la quale sarà ampia più del doppio di quella attuale, occupando tutto il terreno che è disponibile attorno all’attuale Cappella. Sarà più grande di quella di S. Valeriano. Se chi poteva avesse concesso il prato, la Cappella poteva costruirsi ancora più ampia e più comoda e non tanto vicino alla strada provinciale. Invece si deve fare di necessità virtù. La spesa non sarà lieve, perché compresa fra i due e i tre milioni. Ma ai giorni nostri parlare di milioni non impressiona più. Se siamo riusciti a costruire quella di San Valeriano, riusciremo a fare quella del Marchile, che è più importante e più necessaria. Si spera di poterla pagare entro due anni. I più interessati sono i parrocchiani del Marchile, i quali perciò per la grande devozione che hanno alla Madonna, sapranno fare sacrifici anche gravi per la loro nuova Cappella. Ma non mancherà la cooperazione da parte di tutti i parrocchiani, specialmente di quelli do Milone, Paperia, Brentatori, Lupi e Cappella, i quali avranno la comodità di sentire ogni domenica la Messa nella nuova Cappella del Marchile, dove si spera di poter far col tempo anche altre funzioni, quasi come una chiesa succursale della Parrocchia. E’ stato formato in Comitato di Capifamiglia, i quali devono collaborare con me per la buona riuscita dell’importante opera, raccogliendo offerte e oggetti per gli incanti e i banchi di Beneficenza, che si dovranno fare. Sono passato alle vostre case per ricevere offerte: tutti hanno dato con la promessa di aggiungere molto di più. Il preventivo fatto da me, era di dieci mila lire per famiglia, per un paio di anni. C’è qualcuno che non possa arrivare a quest’offerta? Credo di no. Ad ogni modo, se è necessario, limitatevi in altre spese e date volentieri in onore e per amore della Madonna. I lavori saranno eseguiti sotto la direzione tecnica del Geom. Emilio Lupo, che è il progettista della nuova Cappella. Coraggio, dunque, e tutti unanimi diamo e lavoriamo per il compimento di questa opera che ormai sembra necessaria per il bene spirituale di tanta parte di parrocchiani. Voglia la Madonna Immacolata gradire questo momento che in quest’anno Mariano desideriamo erigere in Suo onore, si degni benedire tutti i parrocchiani con il vostro Vicario.
Qui… parla Piazza. Finalmente giustizia fatta. Anche la piazza S. Vito ha il suo rubinetto d’acqua potabile e il suo vespasiano, come le altre piazze di Piossasco. Perché questi lavori non si sono fatti a suo tempo, mentre erano fatti altrove? Si sarebbero risparmiate molte parole e molti commenti. C’è chi afferma che qualcuno soffia su San Vito; qualcuno fa tutto il possibile per sabotare quando si vorrebbe fare a favore di Piazza. Sarà proprio vero? Costui sarebbe un tristo soggetto, il quale porterebbe all’Amministrazione comunale a fare del deplorevole campanilismo e specialmente a commettere ingiustizie. E’ stato sistemato un tratto della strada al Campetto. Va bene; ce n’era bisogno. A quando la sistemazione del tratto di strada che corre lungo il muro di cinta della villa Maddalena? E’ più di un anno che aspetta di essere sistemato, avrebbe dovuto esserlo prima della stagione estiva, nella quale aumenta il movimento di macchine, che incontrandosi stentano a passare. I lavori cominciati un anno fa, sono quasi allo stesso punto. Non si capisce perché ci debba sempre andare tanto tempo a ultimare le cose. Riguardo alla pubblica illuminazione della strada, che dalla stazione sale a S. Vito, a forza di lagnanze e richiami, qualche miglioramento si è ottenuto; ma non basta. Non che le lampade siano rotte o dai piccioni o dai grandi per vandalismo, è piuttosto che l’impianto non è ben fatto; di modo che si può affermare che non passa settimana senza che qualche lampada si trovi spenta. Poi prima che si riaccenda ne passa dell’acqua in Sangone! Chissà se capita cos’ anche in via Palestro, in via Roma, in via San Rocco?… Se la luce si paga, è giusto che ci sia.

Ottobre – Novembre 1954

La Nuova Chiesa del Marchile. Con piacere, con soddisfazione e con tanta ansia constatando, che la nuova Cappella del Marchile va crescendo di settimana in settimana; tanto che tutto ci fa sperare che entro il corrente mese di ottobre essa sarà ultimata. Quando si farà la festa di inaugurazione? Deciderò la cosa in una riunione con il Comitato pro Cappella e la Giunta parrocchiale. Sono lieto di potervi comunicare buone notizie. Una persona che non vuole essere nominata, regala tutto il pavimento della Cappella. Pensate che si tratta di una spesa di oltre cento mila lire. Ringraziamo la Madonna di questa grazia, e lasciamo Lei che pensi a ricompensare. La Ditta Lovera del Marchile ha assicurato l’offerta della porta centrale della Cappella, e sarà certamente pregevole sotto tutti gli aspetti. Io sono sicuro che per questa Cappella avremo da registrare ancora altri atti di generosità da parte di persone del Marchile e non del Marchile. E’ stata spedita alle famiglie di Piossasco e a qualcuna anche fuori paese, la lettera circolare, con la quale chiediamo offerte pro Cappella del Marchile. Voglio sperare che la lettera trovi pronta e generosa risposta in tutti. Nell’occasione della festa di inaugurazione della Cappella si pensa di fare un incanto che abbia da fruttare una cifra rilevante. Quindi a tutti r accomando di preparare oggetti, che i membri del Comitato sono autorizzati a raccogliere e ritirare.
Ma intanto a che punto siamo nella raccolta delle offerte? Sono passato in molte famiglie e non ancora in tutte, dovunque ho avuto assicurazione che prima della fine dell’anno prepareranno una bella somma. Certo, tutte le famiglie devono nelle spese annuali de bilancio famigliare una generosa offerta per la Madonna. Chi osa essere avaro con la Madonna? Quindi il denaro arriverà; e non posso pensare che vi sia anche una sola famiglia, la quale voglia negare il suo obolo ed essere assente nell’elenco degli Oblatori. Per intanto inizio la pubblicazione delle offerte, cominciando dalle maggiori, mi auguro che ogni futuro numero del Bollettino possa pubblicare sempre cifre uguali a queste. La Madonna SS. ci assista in questa grave impresa e benedica Voi e il vostro Vicario.
Pro Cappella del Marchile.
Primo Elenco Offerte, con il Vicario in testa, segue don Giovanni Martinasso, famiglie benestanti, non solo del Marchile, dalla frazione Cappella e dalla Paperia, tanti gli anonimi raggiungendo la cifra di lire 210.000.
Asilo San Vito. Da tempo erano in progetto lavori di miglioramento dell’edificio. Ora sono stati eseguiti. E’ stata sistemata una nuova cucina più ampia, più chiara, più ariosa, al posto di quella precedente che era piccola e semibuia. In antecedenza si era già anche sistemato il cortile. Tutti insieme questi lavori importano una spesa che supera di molto le 100 mila lire. Per pagarle si confida nell’aiuto di persone benefiche e generose e dei genitori che hanno bimbi che frequentano l’Asilo. L’Asilo si riaprirà lunedì 4 ottobre. Prima di allora gli Amministratori, radunati in consiglio, stabiliranno la quota di iscrizione e la retta mensile da pagarsi dai bimbi.
Movimento Demografico. Si continua l’elenco pubblicato in aprile.
Nati: Franco Bonetto di Mario e di Pierina Massimino; Bruno Cerchio di Giovanni e di Adriana Bruno; Marisa Lovera di Eraldo e di Vitalina Bertinetto; Sergio Boccardo di Michele e di Caterina Siccardi; Malvina Bonetto di Cesare e di Giuseppina Martini; Aldo Bertinetto di Pietro e di Lovera Orsola; Laura Destefanis di Giovanni e di Antonietta Marocco; Maria Turaglio di Alessandro e di Carla Ferrero; Assunta Salvai di Anselmo e di Clara Bessone.
Sposati: Mario Martinetto con Domenica Molineris; Celestino Ferrarsi con Grazia Preti.
Morti: Agnese Chicco Martinasso, di anni 71; Angela Allisiardi di anni 96; Giuseppa Picco Sacchetto, di anni 75; Giovanni Para di mesi nove.
Con la signorina Allisiardi è morta la più vecchia della nostra parrocchia. Da poco aveva compiuto 96 anni. Da anni non usciva più di casa, ma conservava piena lucidità di mente, passava le giornate a pregare e a leggere o a farsi leggere buoni libri e periodici religiosi. Riceveva sovente la S. Comunione. La sua vita ritirata si poteva paragonare a quella di una Suora di clausura. Morì dopo una malattia assai dolorosa, assistita con tanta amorevolezza dalla affezionata domestica signorina Maria. Ora chi è il più vecchio della nostra parrocchia.
Qui parla Piazza… Fino a quando saremo senza orologio?… e’ da tanti mesi che il nostro campanile tace. La popolazione giustamente si lamenta, perché il suono delle ore era sentito da vicino e da lontano, e serviva specialmente per quelli che si trovassero in campagna, sovente sprovvisti di orologio tascabile. Anche per le finzioni religiose, mancando il segnale orario del campanile, manca la precisione. Ci risulta che si sono fatti tentativi per riparare l’orologio; ma ogni riparazione ormai è inutile, perché l’orologio è troppo vecchio, troppo stanco, e reclama di andare in pensione. Ci fu detto che è stato stipulato un contratto con una Ditta di Torino, pere sostituire il vecchio con un nuovo orologio; ma a quando questo cambio? Siccome la pazienza ha i suoi limiti, ci sia concesso di lamentarci della cosa e di invitare l’Autorità comunale a fare presto.
Cinema Immorale. Il cinema può essere un divertimento lecito e onesto, quando si diano films conformi alla morale cristiana. Ma esso diventa un potente strumento di male e di corruzione, specialmente fra i giovani, quando si danno films immorali. E’ pere noi doloroso contestare come il Cinema di Piossasco segua molto la seconda alternativa.
Ecco i films proiettati negli ultimi due mesi:
25 luglio – Il Collegio si diverte (escluso)
1° agosto – L’avventuriero di New Orleans (escluso)
5 agosto – Luna rossa (escluso)
15 agosto – La Regina Cristina (escluso)
22 agosto – Solo per te, Lucia (adulti)
29 agosto – Jolanda, figlia del Corsaro Nero (adulti)
5 settembre – Tre storie proibite (escluso e vietato ai minori di anni 16)
12 settembre – Il Colonnello Hollister (adulti con riserva)
19 settembre – Femmine bionde (escluso)
Che valgono tanti sforzi pere educare la gioventù, se poi con questi spettacoli si rovina tutto? Ognuno di questi films esclusi fa sulle anime dei giovani l’effetto che fa una grandinata sui raccolti dei campi. Noi sacerdoti ne conosciamo le conseguenze. Riflettano i responsabili. Riflettano alle parole del Vangelo: “Guai a coloro per colpa dei quali vengano gli scandali!” Non sarebbe meglio seguire l’esempio di Macario, che recentemente lasciava la rivista per dedicarsi a spettacoli più morali, commentando la sua decisione con queste parole: “Del male ce n’è già troppo nel mondo, senza che ne facciamo ancora noi!” Riflettano anche i genitori sul dovere che hanno di non lasciare andare i loro figli a certi spettacoli.
Qui di seguito riportiamo la Lettera Circolare del 5 settembre data a tutte le famiglie.
Parrocchia San Vito
Piossasco 5 settembre 1954
Egregio Signore,
in questo Anno Mariano, anche noi, come in molti luoghi, vogliamo erigere un monumento alla Madonna Immacolata.
Da alcuni anni era pericolante la Cappella della frazione Marchile, che è la frazione più popolosa della parrocchia. Si è pensato che invece di restaurarla semplicemente, sarebbe stato più conveniente, anzi necessario, ampliarla, affinché potesse contenere un numero rilevante di persone, allo scopo di potervi celebrare ogni festa una Messa, e col tempo fare anche altre funzioni.
Il progetto è di occupare tutto il terreno adiacente, in modo da raddoppiare la capacità della Cappella; la quale così ampliata potrà diventare una Succursale della chiesa parrocchiale, con grande vantaggio degli abitanti del Marchile e delle frazioni che fanno capo al Marchile.
La spesa preventivata per avere la Cappella finita e rifinita è di circa tre milioni.
A fianco del sig. Vicario è stato formato un Comitato per collaborare alla buona riuscita dell’importante opera.
Ci rivolgiamo a tutti i Piossaschesi e ai devoti della Madonna, chiedendo un’offerta in onore e per amore della Madonna Immacolata, alla Quale è dedicato quest’Anno Mariano, con la fiducia di essere aiutati ad erigere un degno monumento alla bianca Madonna di Lourdes.
I lavori sono già in corso, e finiranno entro un mese.
Fiduciosi che questa nostra voce trovi un’eco favorevole in tutti i cuori, su tutti gli Oblatori imploriamo una speciale benedizione della Madonna SS. Immacolata.
Per il Comitato
Il Vicario
Don Giuseppe Fornelli
Il Comitato è formato da sigg. Elia Michele, Geom. Lupo Emilio, Lovera Eraldo, Giordana Marcello, Lanza Livio, Martinetto Giovanni, Martinasso Alberto, Andruetto Giovanni fu Carlo, Vietto Vittorio, Oddenino Michele, Fiora Albino, Bonetto Mattia, Valinotto Giovanni.

Febbraio 1955

Parrocchiani Carissimi, parlando della nuova, ampia Cappella del Marchile, c’è chi dice, che è forse l’opera più importante e più utile, che io abbia compiuto nella parrocchia. Quelli che parlano così, lo fanno per dimostrare tutta la loro soddisfazione, perché ora hanno una impagabile comodità di sentire delle Messe. Anzitutto la Messa festiva e poi tante altre Messe, che vi si dicono durante la settimana ed è veramente consolante vedere come la Cappella si riempie nei giorni di festa, e come si fanno delle Comunioni. Altre funzioni si compiono di quando in quando. Per esempio è stata una commovente funzioncina quella fatta la sera del 31 dicembre scorso. Ci siamo raccolti numerosissimi nella Cappella per pregare, a chiedere perdono a Dio delle nostre colpe, cantando il Miserere, per finire bene l’anno 1954 terminando con la benedizione del SS. Sacramento. Proveremo anche a fare la funzione del Primo Venerdì e del Primo Sabato del mese, con la prospettiva che riesca meglio che nella chiesa parrocchiale. Nella nuova Cappella abbiamo già anche fatta la Prima Sepoltura. Fu quella della sig.ra Lanza Caterina. Si era ammalata mentre si stava costruendo la Cappella. Sospirava la guarigione per visitare la nuova Cappella, dove si era fatta preparare una sedia propria. Ma nei destini divini era scritto che essa entrasse nella nuova Cappella non da viva, ma da morta i funerali si sono svolti solenni, e la Cappella si è dimostrata abbastanza ampia e adatta anche alle sepolture.
(foto della Cappella del Marchile) La Cappella ha tutto il più necessario per funzionare, che io ho provvisto, prendendolo in parte dalla chiesa parrocchiale, e in parte comperandolo. Però alcune persone benefiche, che non vogliono essere nominate, sono intervenute nelle spese, e hanno pagata la pisside (lire 7.300), hanno pagato il tronetto per l’esposizione del Santissimo (lire 6.800). Ci sono altri oggetti da pagare, come la corona luminosa della Madonna (lire 15 mila), l’ostensorio per la benedizione (lire 16 mila), la lampada eucaristica (lire quattro mila). Ci sono diversi arredi da provvedere; chi avesse intenzione di contribuire parie combini con me per fare spese inutili e convenienti. La famiglia Andruetto Elio ha regalato l’impianto elettrico che egli ha fatto. Le offerte in denaro a che punto sono? Hanno già toccato e sorpassato il milione; e questo in pochi mesi. C’è quindi da sperare che nei 12 mesi del 1955 si farà molto di più. Pensate che mi è giunta una bella ed inaspettata offerta persino dall’America. Dieci Dollari, mi sono stati inviati dai sigg. Maciullis Giuseppe e Giovanna in occasione della Prima Comunione della loro bimba Maria Grazia. Hanno accompagnato la loro offerta con vive espressioni che ricordano il loro attaccamento alla Parrocchia di S. Vito. Li ho ringraziati di cuore del loro lodevole gesto, che resta d’esempio e d’incoraggiamento a tutti. Se da così lontano c’è chi ricorda e offre per la Cappella del Marchile, è forse possibile che vi siano famiglie nella nostra parrocchia che non diano nulla? No. Tutte le famiglie del Marchile e delle frazioni che fanno capo al Marchile mi risulta che quest’anno, a costo di sacrifici, disporranno la cifra di dieci mila lire ciascuna, affinché i debiti che abbiamo siano presto pagati. Intanto, per le feste di Pasqua, è nostra intenzione preparare un grandioso Banco di Beneficenza, che si terrà in Piazza a S. Vito. Quindi fin d’ora pensiamoci e mettiamo all’opera per raccogliere oggetti. Il provento della colletta del grano e della meliga del 1954 lo abbiamo destinato a favore della Cappella del Marchile; e la stessa cosa lo faremo quest’anno, se la popolazione, come credo, sarà di questo parere.
Carissimi Parrocchiani, restiamo uniti, tutti d’accordo sempre come abbiamo sempre fatto, e compiremo opere importanti a bene vostro, ad onore della parrocchia e del paese. Tutto per amore della Madonna SS Immacolata, che prego voglia benedire e proteggere tutti i benefattori della Cappella, che è un monumento Mariano.
Il vostro Vicario.
Statistica Parrocchiale 1954. Dai registri dell’anno 1954 risulta la seguente statistica:
Battesimi: n. 11 di cui quattro maschi e sette femmine.
Matrimoni: n. sei
Morti: n. 13 di cui otto maschi e cinque femmine.
Forse mai la nostra parrocchia ebbe una statistica così disonorante. Perché? Perché i morti superano i nati. La cifra dei morti è una cifra ordinaria per la nostra parrocchia, che finora contava 1300 abitanti. Ma è la cifra dei nati che è straordinaria, perché insolitamente troppo bassa. Devono arrossire i coniugi che non fanno il loro dovere. Tra i Morti ne ricordiamo alcuni, che non erano più di nostra Parrocchia, ma un tempo lo erano, qui conservano molti parenti. Un Novarese Luigi, morto improvvisamente ad Orbassano, ove dimostra con la moglie Tersilla e la famiglia. Per lui è stato celebrato un solenne funerale di trigesima nella nostra Chiesa. L’altro è Giuseppe Martinatto di Giovanni, che fu per lunghi mesi tormentato da grave malattia cerebrale, finché la sua forte fibra cedette al male. La morte però che più ha commosso tutto il paese, è stata quella tragica di Alberto Borgi. Avvenuta a mezzo chilometro fuori paese, alla curva della strada al Furno. Mentre si ricava a Torino, dove stava con la famiglia, sbandava con la sua pesante moto, batteva il capo contro il muricciolo, rimanendo cadavere all’istante. Era uomo esemplare, molto stimato; era un ottimo muratore, che lavorava tanto volentieri alla costruzione della Cappella del Marchile, desideroso di vederla presto finita. Anche per lui abbiamo celebrato un solenne funerale nella nostra Chiesa. Ai parenti di questi indimenticabili Defunti, specialmente alle rispettive mogli, rinnoviamo sincere condoglianze.

Marzo – Aprile 1955

Vi sarà una novità, ed è questa: il ciclo di prediche in preparazione si farà alla Cappella del Marchile, con il seguente orario: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì 14-15-16-17 marzo alle 20,45 Rosario, predica e Benedizione. La sera del venerdì 18 marzo sarà riservata alle confessioni. Io spero che gli uomini e i giovani del Marchile e delle frazioni che fanno capo al Marchile vorranno approfittare di questa facile comodità, di questo nuovo esperimento, e interverranno tutti alle importanti prediche preparatorie, poi tutti alla Comunione Pasquale, che dovrebbe riuscire proprio generale. Anche per le donne e per le signorine si faranno prediche e conferenze adatte nella settimana fra il 20 e il 27 marzo. Alle donne alle ore 15, e alle signorine alle ore 20,45. La loro Comunione pasquale si farà la domenica 27 marzo. La Madonna SS. che ci ha donato la bella chiesa del Marchile, si merita una dimostrazione di riconoscenza da parte dei Parrocchiani, specialmente di quelli più favoriti. Procurate di dargliela con una Comunione pasquale veramente straordinaria. La Madonna SS. vi otterrà dal Signore quella grande Pace Pasquale, che renderà felici voi e le vostre famiglie, come di cuore augura e prega il vostro Vicario.
La Nuova Chiesa del Marchile. Funziona magnificamente come “succursale” della chiesa parrocchiale. Di fatti ogni domenica vi si celebra la S. Messa e quasi tutti i giorni della settimana. Ogni sera vi si recita i rosario, e qualche volta si dà la benedizione con il SS. Sacramento, che sempre vi si conserva. In gennaio e febbraio abbiamo avuto quattro morti in parrocchia, di tre abbiamo fatto la sepoltura nella chiesa del Marchile. Bisogna però dire, che in queste circostanze la chiesa è ancora troppo piccola; perciò il Vicario, non depone ancora il pensiero di farne un’altra più ampia. Anche alla Messa festiva i presenti sono sempre un po’ pigiati, perché molto numerosi. Per ora tiriamo avanti così, e quando sarà tempo, la Madonna provvederà. A favore di questa Cappella, come è già stato annunciato altra volta, è necessario preparare per le feste di Pasqua un Grandioso Banco di Beneficenza. Il banco deve essere grandioso nel senso di avere molti, moltissimi oggetti, in modo da dare un rilevante incasso. La Giunta parrocchiale si è radunata per discutere la cosa, ed ha deciso di costituirsi in Comitato per l’allestimento del detto Banco di Beneficenza, aggregandosi alcune altre persone volenterose, capaci e attive. Ecco l’elenco: Eraldo Lovera, Livio Lanza, Angelo Mola, Roberto Bonetto, Giuseppe Colombaro, Gemma Fiora, Teresa Caro, Pierina Martinasso, Jolanda Marchisio, Rina Bertoglio, Elide Rolando Teresina Succio, Maria Teresa Sapino, Pierina Bonetto, Anna Rosso, Pinuccia Andruetto. Sono rappresentate le Associazioni e le Frazioni della Parrocchia. Le persone del Comitato, sono autorizzate a raccogliere e ad accettare offerte ed oggetti da recapitare poi all’ufficio parrocchiale. All’opera dunque, uniti e d’accordo per la gloria della Madonna Immacolata. Forniteci indirizzi di Ditte, Società, Esercizi, Negozi,…ai quali possiamo inviare la Circolare, che è stata stampata apposta.
I Nostri Morti. Il registro dei morti di quest’anno è stato aperto dalla signora Lanza Caterina di anni 73, della quale abbiamo già parlato altra volta. Durante la sua malattia ricevette più volte la S. Comunione. Fu anche la prima a volere la sepoltura alla Cappella del Marchile.
Ancora nel mese di gennaio, mancò ai suoi cari, alla frazione Cappella il sig. Vittorio Giughese di 77 anni. Era affetto da un cancro alla gola; però poté ricevere a tempo i conforti religiosi. Anch’egli ebbe la sepoltura alla Cappella del Marchile.
In febbraio, alla cascina Colomba, moriva il sig. Giovanni Valé, di anni 78, assistito dai suoi famigliari, dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti. Egli pure ebbe la sepoltura al Marchile.
Chi invece non ebbe tempo di ricevere i conforti religiosi è stata la signora Rosina Lupo nata Rosso, di anni 62, perché la sua morte fu repentina, quasi istantanea. Un malore improvviso al cuore, nella notte del 6 febbraio, stroncava la sua operosa e preziosa esistenza, gettando nel più profondo lutto la famiglia e larga parentela dei Rosso. La popolazione di Piossasco, commossa, ha preso viva parte al lutto, e ai famigliari, svoltisi nella chiesa parrocchiale, si è notata una partecipazione così numerosa quale si vede di rado. Dato che la figlia signorina Caterina è maestra nelle scuole di Piossasco, era presente ai funerali la signora Direttrice scolastica di Orbassano, il Corpo Insegnanti di Piossasco con gli scolari; erano rappresentanti anche i due Asili locali. Non sono mancati a rendere onore alla zia defunta i nipoti Don Renato ed Enrico Paviolo e don Paolo Rosso. Fu una sepoltura veramente solenne, con la quale fu data dal paese una chiara dimostrazione di stima verso la Defunta, tanto conosciuta per la sua attività, per la gentilezza, e per quelle doti di madre, per cui seppe allevare una famiglia che tanto onora. Era iscritta al nostro Gruppo Donne d’Azione Cattolica di cui è presidente la sua nipote Gemma Rosso in Fiora. Per questo fu portata la bandiera del Gruppo. Per tutti questi cari Morti diciamo di cuore: “Requiem aeternam dona eis Domine…”
Rettori per l’anno 1955. Sono i rettori, che prestano diversi aiuti in Parrocchia, di cui il più importante è quello di passare da ogni famiglia a raccogliere il grano e la meliga. E’ un lavoro faticoso, ma soddisfacente, poiché essi vengono ben ricevuti dappertutto, e tutti si dimostrano generosi nel dare. Anche quest’anno il grano e la meliga che si raccoglierà, andranno a favore della Cappella del Marchile, ossia ad onore della Madonna SS. Ecco i nomi:
Compagnia del SS. Sacramento: Cesare Lanza e Michele Siccardi.
Compagnia della Madonna: Albino Cottino e Pierino Lovera.
Compagnia del Suffragio: Roberto Bergoglio e Giovanni Grimaldi.

Maggio – Giugno 1955

Carissimi parrocchiani. Rinnovo ancora i miei vivi e sinceri ringraziamenti per la dimostrazione festosa, che mi avete dato in occasione del mio Onomastico, a San Giuseppe. Dimostrazione, che è culminata nella solenne accademia, svoltasi nel salone del nostro Asilo, e preparata con cura e sacrificio dal Vicecurato e dalla maestra dell’Asilo, Suor Mafalda. La bella giornata di festa ha giovato a rinsaldare i nostri vicendevoli vincoli di affezione, e di concordia e ad animarci per compiere ulteriori opere a bene della nostra cara Parrocchia. Avete anche voluto raccogliere offerte, che mi avete presentate per le mani del Presidente della Giunta parrocchiale, perché servissero a pagare la luminosa e stellata corona della Madonna della Cappella del Marchile. Grazie, dunque di cuore, e la Madonna SS. vi rimuneri come ben meritate.
In occasione delle feste di Pasqua, abbiamo allestito un banco di beneficenza pro Cappella del Marchile, il banco era abbondantissimo di oggetti, raccolti in Piossasco e anche fuori Piossasco. Ma il successo non è stato quello che si aspettava. Le cause? La causa principale fu la mancanza di gente. Non la folla degli anni passati, specialmente il lunedì di Pasqua. Quindi una discreta parte di oggetti è rimasta invenduta, e l’incasso è stato assai inferiore al previsto; abbiamo appena toccato le 220 mila lire lorde. Diverse persone, invece che oggetti, inviarono offerte in denaro, le quali saranno pubblicate nell’elenco generale delle offerte. Anche se il banco non ha reso quanto speravamo, ci ha lasciati un po’ delusi, nonostante i molti sacrifici fatti per prepararlo, tiriamo avanti con calma e fiducia nella protezione della Madonna; niente paura. Prepareremo lotterie e incanti in determinate feste; soprattutto aspettiamo le libere offerte delle famiglie. Se queste verseranno nel corrente anno le dieci mila lire ciascuna, come è in progetto, ogni debito della Cappella sarà tranquillamente pagato.
La Festa di S. Valeriano. Celebrata il lunedì di Pasqua, fu rallegrata da una bella giornata di sole. Una folla immensa circondava la Cappella, ove alle ore 9,30 fu cantata la Messa. Il Vicario nel suo discorso ha spiegato, che una novità si doveva ammirare nella Cappella anche quest’anno; ma la Ditta non ha potuto ultimare i lavori. Si tratta della vetrata artistica, rappresentante S. Valeriano martire, che sarà posta nella finestra della facciata della Cappella. Quando il lavoro sarà ultimato e messo in opera, si combinerà una festa d’inaugurazione. La colletta raccolta nel giorno della festa supera le 24 mila lire; il che dimostra la quantità e la generosità dei presenti. Rettori della festa erano i sigg. Giacomo Martinatto e Angelo Borgiattino.
Qui parla Piazza. Lo vogliono far camminare a qualunque costo: lui si lamenta, vorrebbe andar a riposo, in pensione; ne ha basta. Sono duecento anni che cammina! Si tratta dell’orologio del nostro campanile. Il sig. Albino Colombaro, abile orologiaio di Piossasco, si è assunto l’impegno di rimetterlo in moto. E’ da circa un anno che è fermo. Coadiuvato dal meccanico Aldo Gorrea, lo ha difatti risvegliato dal lungo sonno; lo ha ripulito, gli ha rifatto alcuni pezzi; ha cercato di dargli delle migliorie importanti…Ma lui non ne vuol sapere: cammina qualche poco, suona alcune ore, e poi ritorna nel silenzio, si ferma. Noi ammiriamo la buona volontà del sig. Colombaro, che vorrebbe spuntarla con un meritato successo; ma visto e considerato che, il successo non arriva, non sarebbe meglio che l’Autorità Comunale si decidesse per un orologio nuovo e moderno? Pare, che quelli di Piazza, anzi i Parrocchiani di San Vito, abbiano già avuto una pazienza ben lunga, che altri forse non avrebbero avuta. Ora dovrebbe bastare. Chiedono precisamente che la cosa abbia presto la necessaria soluzione.
Offerte Pro Cappella del Marchile. (quarto elenco). Le offerte sono suddivise per cifra, partendo da 10.000 mila fino a 500 lire. Raggiungendo un totale di lire 123 mila. Aggiungiamo le collette raccolte nella Cappella durante le funzioni da gennaio ad aprile, che sono di lire 25.800, abbiamo un totale maggiore di 148.800 lire, il quale sommato con la cifra di 1.043.505 lire, pubblicato nel terzo elenco, dà lire 1.192.305, che è la somma totale delle offerte finora raccolte. Siamo ancora molto lontani dal traguardo, a cui dobbiamo arrivare; ma se la campagna andrà bene, se il lavoro non mancherà, e la buona volontà non verrà meno, siamo certi di poter raggiungere la meta. Grazie intanto a tutti gli oblatori.

Luglio – Agosto 1955

La Cappella del Marchile, funziona meravigliosamente bene. Ogni sera a notte, si recita il santo Rosario; ogni giorno e ogni domenica vi si celebra la S. Messa. La più affollata è la Messa festiva delle ore 7,30, dove si nota l’insufficienza della Cappella, che non può contenere tutti i partecipanti. A tutte le Messe si raccoglie la colletta, che frutta ogni mese qualche migliaio di lire. Ma è tempo che il Vicario ripassi alle case a raccogliere offerte più importanti; e lo farà in luglio e agosto. Questo serve di avviso, perché le famiglie preparino e dispongano. In quest’anno bisogna raccogliere un milione. Sarà facile raccoglierlo, se le cento famiglie che frequentano la Cappella del Marchile verseranno le diecimila lire per famiglia, come è stato preventivato. E’ un sacrificio, e per molte famiglie anche gravoso; ma lo si deve fare volentieri, perché è a bene dell’anima e per riconoscenza in vista ella grande comodità che la Cappella offre. Al prossimo Bollettino la pubblicazione delle offerte.
Per Impetrare la Pioggia. Una siccità in primavera, così lunga e persistente come quest’anno, non la si ricorda a memoria d’uomo. Il mese di aprile proverbiale per le sue piogge, è passato senza che cadesse una goccia. Fra i tanti danni derivati, vi fu questo, che moltissimi, quasi tutti, o non hanno potuto seminare la meliga o non hanno potuto vederla nascere. Per impetrare la pioggia abbiamo fatto preghiere e tridui, e poi abbiamo deciso un pellegrinaggio al Santuario di Trana. Giovedì 26 maggio, alle ore sette siamo partiti da Piossasco in processione: vi hanno partecipato circa 300 persone. Al Santuario, il Vicario ha celebrato la S. Messa all’altare della Madonna “Stella Maris”; abbiamo pregato e supplicato, e quindi sempre a piedi siamo ritornati processionalmente a Piossasco. Se lo avessimo fatto prima; se in tutti i paesi si fossero fatti simili pellegrinaggi ai santuari della Madonna, la pioggia sarebbe arrivata prima. Ma finalmente è venuta abbondante e ha salvato ancora molti raccolti. Di modo che la campagna agricola si prospetta ancora assai buona. Questa siccità però la si può considerare un vero castigo. Molti non hanno fatto Pasqua, molti profanano la fede, molti bestemmiano continuamente, molti vivono una vita viziosa. Che dire dei divertimenti immorali? Dei libri e dei giornali osceni? Insomma il mondo ci sembra pieno di peccati, come forse non lo fu mai. Ed è per questo che la Madonna ha pianto ripetutamente. Perché gli uomini non riconoscono le proprie colpe? Perché non si emendano? Perché non vivono da bravi cristiani? Si, la siccità è stato un castigo, mentre fu pure un richiamo ad un miglioramento di vita; riconosciamolo e provvediamo per non meritare il peggio.
La Festa della Prima Comunione, come avevamo previsto non si è potuto celebrare l’otto maggio, causa la pertosse, che per tante settimane tormentò i nostri bimbi. E’ stata trasferita e celebrata il 9 giugno, festa del Corpus Domini; giornata molto adatta. La pioggia ha minacciato e tentato riguastare la festa e la processione eucaristica; ma come Dio volle, abbiamo potuto fare bene e l’una e l’altra i bimbi sono stati istruiti e prepararti dalla maestra dell’Asilo, Suor Mafalda. Che fossero ben preparati lo si è visto dalle pronte ed esatte risposte, che essi seppero dare al Vicario, che pubblicamente in chiesa li esaminò prima della Comunione. E’ stata una bella e commovente funzione, che attirò tanta gente da gremire le chiesa. Ecco i nomi dei fortunati bimbi: Luigi Andruetto, Carlo Fiora, Aldo Mollardo, Claudio Lovera, Remo Salvai, Marilena Bergoglio, Franca Cortese, Franca Fiora, Nicolina Fornari, Maida Marangon, Grazia Saluto, Laura Suppo. Dodici in tutto, come i 12 apostoli attorno a Gesù nel cenacolo all’ultima cena, dove si fece la Prima Comunione del mondo. Auguriamo che crescano buoni e ferventi, da fare come gli apostoli, tanto bene nel mondo.
Matrimoni. Il 14 maggio, nel mese e sotto il sorriso della Madonna SS. hanno celebrato solennemente il loro matrimonio Secondo Burzio e Mara Angela Pereno. Essi non erano domiciliati nella nostra parrocchia; ma, col consenso dei rispettivi loro Parroci, hanno voluto celebrare le loro nozze qui per l’affezione che conservano alla nostra parrocchia di San Vito, dove si erano rifugiati durante la guerra. Qui la Sposa era stata anche tesserata e dirigente dell’Azione Cattolica: aveva fatto parte della Compagnia Figlie di Maria. Ora hanno posto il loro domicilio ad Orbassano.
In giugno, e precisamente l’indici, la signorina Vanda Marangon, che di origine veneta, sta da qualche anno nella nostra parrocchia, ha giurato fede allo sposo Antonio Lovato. Anche queste nozze sono state compiute solennemente con la celebrazione della Messa. Gli sposi hanno presa residenza nella parrocchia di San Francesco.
Dal novembre del 1954 al maggio 1955 non è stato celebrato alcun matrimonio nella nostra parrocchia. Questo non torna a lode delle signorine. Che cosa fanno? Vogliono restare tutte zitelle? E’ vero che nel cercare marito non bisogna aver fretta, e piuttosto che capitar male, è meglio non sposarsi. Però è vero che i giovani nel cercarsi una compagna per tutta la vita desiderano che essa abbia un bel carattere, che sia esemplare, che sia religiosa e laboriosa. Non basta che abbia le labbra tinte, le unghie pitturate, che sappia ballare… Auguri dunque a chi tocca.
Battesimi. Anche qui dobbiamo lamentate che siano così pochi, sei in sei mesi. Ecco i nomi: Adriana Martinatto di Michele; Stefano Gennero di Antonio; Oreste Ramassotto di Remo; Franco Tarable di Luigi; Piero Destefanis di Lodovico; Rosa Maria Cardamone di Luigi. Tre di essi sono nati e battezzati a Torino. Affermano che la mancanza di nascite è segno di malcostume, è segno di poca fede, è segno di decadenza e impoverimento della Nazione… Si, è proprio necessario infondere negli sposi più timore di Dio e più spirito di sacrificio, specialmente nella donna, sulla quale più pesa l’allevamento e l’educazione dei figli Auguri a chi tocca.

Settembre – Ottobre 1955

Devozione alla Madonna. Con piacere possiamo costatare, che nella nostra parrocchia, la devozione alla madonna è largamente e vivamente coltivata. Eccone le prove. Abbiamo nella nostra parrocchia sei cappelle rurali, dedicate alla Madonna, e sono:
La Cappella della Madonna delle grazie al Prarosto.
La Cappella dell’Immacolata al Marchile.
La cappella della “Consolata” alla frazione Lupi.
La Cappella della Madonna dei fiori alla frazione Cappella.
La Cappella della Madonna della Neve alle Prese.
La Cappella della Madonna Assunta alla cascina del Priore.
Le più officiate e frequentate sono quelle del Prarosto e quella del Marchile, ove molto sovente è celebrata la S. Messa.
Nella chiesa parrocchiale abbiamo l’altare dell’Immacolata, l’altare della Madonna del Rosario, l’altare della Madonna del Suffragio; e abbiamo sempre esposto fra luci e fiori il quadro della “Consolata”. Mattino e sera si recita il santo rosario; ogni mese si fa una funzione speciale in onore del Cuore Immacolato di Maria. Da qualche anno, per iniziativa della locale Casa Salesiana abbiamo anche una Grotta, dover nel vivo della roccia, presso il castello, è onorata la Madonna di Lourdes. Data questa tradizionale e larga devozione Mariana, si spiega come la Madonna abbia sempre benedetto e benedica la nostra parrocchia, mantenendo viva la fede cristiana e sano il costume. Abbiamo fiducia che così sarà per l’avvenire. In verità la nostra fiducia nella Madonna è cresciuta da quando abbiamo cominciato ad officiare la nuova Cappella del Marchile, ove sotto lo sguardo della bella immagine della Madonna Immacolata si celebra la Messa ogni festa e quasi tutti i giorni, e ogni sera si recita il rosario e si cantano lodi alla Madonna. La devozione alla madonna è garanzia di benedizioni, e soprattutto è garanzia di salvezza per le nostre anime. Viva la Madonna!
Pro Cappella del Marchile. Le offerte continuano, sebbene con ritmo un po’ lento. Siccome non è ancora terminato il giro, che il Vicario sta compiendo alle case per raccogliere oblazioni, non si può ancora per questa volta pubblicare un nuovo elenco do offerte; lo faremo presto con la speranza di far conoscere una cifra rilevante. Ricordiamo di nuovo che ogni famiglia, la quale frequenti la Cappella assistendovi la S. Messa, è in dovere di concorrere generosamente per pagare il debito che rimane. Intanto fin d’ora pensiamo a preparare per la prossima festa titolare della Cappella, un grandioso incanto, come fu fatto l’anno scorso, in modo da raggiungere un ottimo incasso.
Inaugurazione di centrifica. Quest’anno la festa di San Giovanni Battista ai Brentatori è stata celebrata con speciale solennità. Era rettore il sig. Giovanni Valinotto. In quella occasione fu benedetta una nuova centrifica, dal sig. Vicario. Erano presenti il proprietario della cascina sig. Carlo Tos, con la gentile consorte, e molti agricoltori della zona, proprietari e affittatoli di cascine. Dopo la benedizione, la centrifica fu messa in azione, e si è potuto vedere l’abbondanza d’acqua che emette con impeto; la campagna circostante dimostrava i benefici effetti di così tanta acqua, veramente “benedetta”. Seguì un rinfresco nella casa dell’affittavolo sig. Valinotto, che fra tutti è della centrifica il più contento.
Qui parla Piazza… In regime democratico, quale vige in Italia, c’è questo di buono, la libertà di lagnarsi, di fare proteste contro i Governi nazionali, provinciali, comunali. Queste lagnanze serviranno a poco, ma è uno sfogo di cui sente bisogno il cittadino che paga regolarmente le imposte e tasse, e che desidera sempre un miglior trattamento. Dunque:
A che punto sono le strade?… Al punto di prima, cioè di un anno fa. Ci sono state delle promesse e persino troppo lusinghiere, perciò sono rimaste allo stato di promesse. Si sperava che per la stagione estiva, nella quale si accresce il traffico a Piossasco come negli altri paesi; nella quale aumenta il numero dei Villeggianti, che numerosi vanno e vengono con le loro macchine; si pensava d’avere strade pavimentate, asfaltate, allargare; acque incanalate e coperte… Nulla di tutto questo; chi sale e chi scende per la nostra strada del Trucco e circola per le strade di Piossasco alto non può far a meno di compiangere il povero nostro paese.
La Piazza di S. Vito attigua, alla nostra Chiesa parrocchiale?… Siccome in giugno c’è stata la festa Patronale, allora s’è visto qualcuno che le ha dato una frettolosa “ramazzata”. Diversamente la nostra Piazza per dei mesi non viene pulita. Chi si ricorda che c’è anche una Piazza comunale che si chiama “San Vito”? Allora ci sia concesso almeno di protestare.
Marchile centro. La frazione Marchile, dopo la costruzione della nuova Cappella, ha assunto una maggiore importanza. Ci sono due negozi ben avviati e molto frequenti; e quindi vi è un movimento di camioncini, do macchine, di pedoni… Ma le strade come sono? Orribili. Si cammina male a piedi, più male in bicicletta, peggio in punto e in macchina, perché i grossi ciottoli sono disuguali, e le buche tante, larghe e profonde. Attorno al lavatoio che ordine, che pulizia!!!
Chi durante le ferie è uscito da Piossasco e ha visitato altri paesi avrà notato che dappertutto si fanno lavori d’abbellimento; si migliorano specialmente le strade, perché la vita moderna è tutta in movimento; a Piossasco invece si lasciano andare le cose al peggio, a grave scapito dell’onore e dell’interesse del paese. Non è possibile rimediare?

Novembre – Dicembre 1955

Cappella del Marchile. Anche nel mese di ottobre questa Cappella ha funzionato come una parrocchia. Di fatti ogni sera si è recitato il Santo Rosario davanti al SS. Sacramento e si è data la Benedizione. L’intervento della popolazione è stato soddisfacente. Siamo lieti di costatare che con questa Cappella si dà più gloria a Dio, per le molteplici funzioni che vi si celebrano; si dà più comodità a tante persone di accostarsi ai Sacramenti e partecipare a funzioni religiose; si aumentano anche i suffragi alle anime del purgatorio. Allora bisogna essere vivamente riconoscenti a Dio e alla Madonna, ed esprimere questa riconoscenza anche con offerte generose, onde poter soddisfare i debiti che si sono fatti nell’erezione della Cappella. Con piacere possiamo notificare, che il totale delle offerte raccolte finora supera già un milione e mezzo, come si può vedere dall’elenco delle offerte che qui pubblichiamo. Però prima della fine dell’anno si dovrà raggiungere i due milioni. Ci aiuterà a questo riguardo l’incanto che faremo in occasione della festa titolare della Cappella. Già siamo in possesso di numerosi oggetti per l’incanto, ma se qualcuno ne volesse regalare ancora, si accetteranno volentieri. Probabilmente quest’anno faremo due giornate di festa: una domenica quattro dicembre, anniversario della benedizione e dell’inaugurazione della Cappella; l’altra la domenica undici dicembre, festa annuale della Madonna Immacolata. Nelle dette due domeniche si farà Messa solenne alle ore 10,30 e Benedizione al pomeriggio. Dopo la Messa e dopo la Benedizione avrà luogo l’incanto degli oggetti. Il quinto elenco delle Offerte registra un totale di lire 345.600, aggiungendo questa cifra alla precedete già pubblicata, che era di lire 1.192.305, si arriva alla cifra di lire 1.537.905. Un vivissimo ringraziamento a tutti gli Oblatori e una cala raccomandazione a quelli che non hanno ancora fatto il loro dovere, perché lo facciano con sollecitudine.
Asilo San Vito. Suor Angela, che da tre anni era direttrice del nostro Asilo, è stata chiamata dai Superiori a coprire altrove un’altra carica. Alla sua partenza fu ossequiata dal Vicario, che, quale presidente dell’Asilo, le espresse la riconoscenza dell’Amministrazione e delle famiglie della parrocchia, per la sua attiva e intelligente opera svolta a bene dell’Asilo. Alla carica di Direttrice è stata poi nominata Suor Mafalda, che è anche la maestra dei bimbi. Le facciamo le nostre congratulazioni, molto fiduciosi nella sua nomina, perché sappiamo quanto Suor Mafalda sia affezionata al nostro Asilo, che essa venne ad inaugurare e aprile, quando anni fa, l’Asilo fu trasferito nei nuovi locali. Come terza Suora è ritornata tra noi Suor Maria Catena, che già conosciamo, perché fu già al nostro Asilo nei giorni difficili della guerra. A lei il nostro benvenuto, alle tre ottime Suore auguri di buon lavoro e di molte soddisfazioni.
Matrimoni solenni. Da queste colonne avevamo gettato un allarme, perché nella nostra parrocchia da tanti mesi non si celebrano più Matrimoni. L’allarme ha scosso salutarmene le signorine e molte si sono quindi decise al grande passo, di modo che in pochi mesi abbiamo raggiunto la cifra di undici Matrimoni, senza contare quelli celebrati altrove dai giovani, che si sono scelta la sposa fuori parrocchia. Fra i più solenni ricordiamo:
Quello di Roberto Bonetto e Teresina Succio, celebrato l’undici settembre. Tutta l’Azione Cattolica parrocchiale si è mossa per rendere onore ai due sposi, perché Roberto era presidente dell’Associazione giovanile “San Vito”, di cui fu una vera colonna, sostenendola con la sua esemplarità e con la sua opera continua e affezionata. Perché Teresita era dirigente dell’Associazione femminile “Santa Agnese”, alla quale diede sempre la sua fattiva cooperazione, nonostante abitasse lontano dal centro. Le bandiere delle quattro associazioni parrocchiali d’Azione Cattolica erano presenti alla funzione; e appena pronunciato il “SI” sacramentale, il presidente dell’Unione uomini, e la presidente del Gruppo Donne appiccarono sul petto degli Sposi il distintivo delle due associazioni, nelle quali senz’altro Roberto e Teresina entrarono a far parte. La Messa degli Sposi fu celebrata dal fratello di Roberto, don Mario, attualmente Vicecurato a Cumiana. Il loro viaggio di nozze ebbe per meta Roma, ove ebbero il piacere di vedere il Papa, di sentirne la parola e ricevere l’apostolica Benedizione.
Quello di Michele Audano e Olga Ferrero, celebrato il 18 settembre. Anche questo celebrato di domenica, giorno più adatto a maggiore solennità. Dato che lo sposo fa parte della Scuola maschile di canto, e la sposa della Scuola femminile, il Vicario ha voluto che il matrimonio solenne fosse una dimostrazione dell’apprezzamento della loro collaborazione alla Scuole di canto parrocchiali. Durante la Messa, le Canterine hanno eseguito l’Ave Maria del Bellando e altra musica pregiata e fine. Tutto in chiesa era bello e grandioso: l’altare tutto un fiore, quando venne a mancare la luce, e questo ha pregiudicato molto alla grandiosità della funzione. E’ inutile dire che gli Sposi furono tanto e tanto festeggiati prima e dopo la funzione sulla piazza della chiesa, rendendo lieta e indimenticabile la giornata.
La Festa degli Sposi, è la festa originale, che quest’anno abbiamo l’intenzione di celebrare, in una domenica attorno a Natale. Ne daremo a suo tempo notizia precisa e dettagliata con relativo programma, sulla “Voce del Popolo”. In tale festa si farà una funzione speciale, alla quale saranno inviate tutte le coppie di Sposi, che anno contratto il matrimonio nel corrente anno, e che appartengono alla nostra parrocchia, o almeno vi appartiene uno degli Sposi. Sarà un magnifico spettacolo, che meriterà di essere ritratto e conservato in una bellissima fotografia.

Gennaio – Febbraio 1956

Cappella del Marchile. Abbiamo ancora nella mente e nel cuore l’eco giuliva, il lieto ricordo delle Feste che furono celebrate alla Cappella del Marchile, domenica quattro e domenica 11 dicembre scorso. Non tutti gli anni sarà poi così. Ma quest’anno ricorreva il primo anniversario della benedizione della benedizione ed inaugurazione della nuova Cappella; quindi le feste compresero due domeniche di seguito. Un Eccellentissimo Vescovo, il Vescovo Salesiano Mons. Arduino, accettò l’invito di venire a rendere più grandiose le celebrazioni, e a concludere solennemente. Domenica 11, il mattino ore 10,30 precise, Sua Eccellenza Mons. Arduino sulla macchina del sig. Luigi Marchisio, arrivava da Torino alla Cappella del Marchile, accolto da applausi. Benedicendo il popolo, entrò nella Cappella, prendendo posto nel luogo per lui preparato. Cominciava la Messa, cantata dalla scuola femminile di canto, e celebrata per tutti i Benefattori della Cappella. Dopo il Vangelo, l’Eccellentissimo Vescovo tenne un elevato discorso, parlando dell’Immacolata, e ricordando la Cina, dalla quale egli dopo tanti anni di Missione, era stato espulso dalla persecuzione comunista, che laggiù va distruggendo tutto quel bene spirituale e materiale che i Missionari cattolici avevano procurato con tanti sacrifici. La Cappella era gremita do gente, specialmente uomini, che ascoltavano riverenti, offrendo un magnifico spettacolo. Alla fine della Messa, l’Eccellentissimo Vescovo diede la benedizione episcopale ai presenti. Quindi il sig. Marchisio lo volle lo volle a casa sua per un breve e signorile ricevimento, e poi con la sua macchina lo condusse in Parrocchia a S. Vito. Accompagnava il Vescovo un suo antico compagno di studi, il rev. don Cazzola, che attualmente è qui nella casa salesiana per un po’ di cura e di riposo. Più tardi con una macchina, messa a disposizione dal sig. Marcello Giordana, Sua Eccellenza ritornava a Torino a Valdocco. A queste celebrazioni presero parte tutti i Parrocchiani di S. Vito e anche molti non di nostra parrocchia. Alla Cappella del Marchile si va e si andrà sempre volentieri, come ad un piccolo Santuario, ove la Madonna Immacolata attende, conforta e benedice. Questo concorso numeroso di gente ha favorito le offerte, e anche l’incanto di oggetti, che venne fatto nelle due domeniche, e con tanta abilità dal sig. Giovanni Martinatto di Giuseppe. C’è bisogno di molto denaro, perché i debiti sono ancora molto rilevanti e perché la Cappella avrebbe necessità di essere completata di molte cose. Il sig. Oreste Lovera ha provvisto, tutto gratis, un impianto elettrico a sei candelabri dell’altare; il quale impianto ha già funzionato egregiamente nelle funzioni di domenica 11 dicembre. A lui e a tutti quelli che in qualche modo hanno concorso al buon successo delle feste, il Vicario rende un pubblico e cordiale ringraziamento, invocando la ricompensa dalla Madonna Immacolata. Una delle cose più necessarie alla Cappella è la balaustra; vorremmo che fosse una balaustra bellina, di marmo bianco intonata al bellissimo altare, dono prezioso dell’indimenticabile Crescenza Fiora. Ma la spesa è assai grave. Tuttavia abbiamo fiducia che entro quest’anno 1956 la si possa vedere a posto. L’incanto ha reso circa 50 mila lire. In questo numero del Bollettino non possiamo ancora fare un elenco completo delle ultime offerte, e abbiamo speranza che prima della fine del 1956 arrivino offerte, che sono già state promesse. A suo tempo daremo anche l’elenco delle famiglie del Marchile e della parrocchia, che hanno offerto almeno 10 mila lire. Con meravigliata sorpresa si vedrà come tante famiglie non sono arrivate a questa cifra, neppure in due anni; mentre possiamo affermare che non poche famiglie hanno già duplicato questa cifra. La Madonna Immacolata, che ha certamente gradito le nostre dimostrazione di devozione e di amore, voglia benedire tanto, tanto tutti i benefattori di questo Suo Santuario, che auguriamo possa essere sempre più frequentato.
Festa del Ringraziamento. Per la prima volta nella nostra parrocchia è stata celebrata domenica 20 novembre scorso, la Festa del Ringraziamento. L’iniziativa è partita dalla Sezione Coltivatori Diretti in collaborazione con l’ACLI terra. Un po’ prima delle ore 10 giunsero rombanti i trattori agricoli, che si schierarono in bell’ordine sulla piazza della chiesa. Quindi tutti i trattoristi, i Coltivatori diretti con i Dirigenti della sezione entrarono in chiesa per assistere alla S. Messa; durante la quale il Vicario disse parole di circostanza, dichiarandosi anche contento e onorato, che la Direzione della Sezione avesse scelto questa nostra parrocchia per la manifestazione. Dopo la Messa furono benedetti i trattori. Il consigliere comunale sig. Giovanni Mola, che rappresentava anche il sig. Sindaco, in piazza, dall’alto di un camion, tenne un vibrante discorso interessante, la categoria degli agricoltori, compiacendosi con loro dei molti progressi raggiunti nella tecnica e nella lavorazione agricola; incoraggiandoli, specialmente i Giovani, ad amare la terra e la propria professione che è la più importante per la vita stessa della società. A compimento della festa non è mancato il pranzo sociale. I Coltivatori Diretti hanno offerto doni in natura, a simboleggiare il loro ringraziamento a Dio; i doni furono venduti, il prezzo venne diviso ai due Asili infantili di Piossasco. La buona riuscita della festa si deve soprattutto all’opera attiva e disinteressata del Presidente della Sezione Coltivatori Diretti, sig. Lorenzo Marchisio. Auguriamo che questa festa venga ogni anno più apprezzata, più sentita da tutti, e venga celebrata con la viva partecipazione della popolazione.
Festa degli Sposi. Domenica otto, celebreremo la Festa degli Sposi. tutti gli Sposi che si sono sposati nel 1955 sono invitati ad una giornata religiosa di festa. L’invito è fatto a tutti i giovanotti e alle signorine della nostra parrocchia, che si sono sposati qui o altrove. Conosceremo così le spose che venendo da altre parrocchie, sono venute a far parte della nostra famiglia parrocchiale. Alle ore undici, di detta domenica, vi sarà la Messa per tutti questi sposi. sarebbe bene se essi potessero indossare per la circostanza lo stesso vestito che portarono nel giorno delle nozze. Al pomeriggio sono ancora invitati ad una seconda funzione religiosa, dopo la quale vi sarà una conferenza tutta per loro. Ai presenti verrà distribuito un ricordo. E’ la prima volta che celebriamo questa festa, che in qualche parrocchia è già stata celebrata con successo. Se riuscirà la ripeteremo in altri anni. Questa volta ce n’è il merito, perché nella nostra parrocchia nel 1955 si sono celebrati ben 13 matrimoni. Fino a metà anno non vi era un solo matrimonio: è bastato un rimprovero lanciato dal Vicario alla gioventù, che tosto giovanotti e signorine hanno scattato e risolutamente hanno compiuto il grande passo.
Ecco l’elenco tolto dal Registro parrocchiale, anno 1955: Secondo Burzio con Maria Angela Peraro; Antonio Lovato con Vanda Marangon; Andrea Maurino con Teresina Andruetto; Mario Carpinello con Teresita Battagliotti; Domenico Cavagnero con Pasqualina Carpinello; Giovanni Chianale con Secondina Spesso; Pierfrancesco Roncarolo con Teresina Zoppetto; Mario Marcopido con Michelina Delmastro; Roberto Bonetto con Teresita Succio; Michele Audano con Olga Ferrero; Giorgio Usseglio Brancard con Rita Vietto; Pierino Lanza con Margherita Bonansone; Stefano Festa con Carmelina Issoglio Gardois.
Martedì 14, Festa della Madonna delle Grazie al Prarosto. E’ una festa tanto cara che si celebra sempre con grande concorso di gente dalle due parrocchie. La Messa cantata sarà alle ore nove. Rettori della Festa sono i sigg. Luigi Succio e Francesco Chiantore.

Marzo – Aprile 1956

Cappella del Marchile. Nell’eccezionale terribile inverno, che ci ha regalato il bisestile mese di febbraio scorso, si è potuto constatare quale grazia sia avere una chiesa vicina e comoda, ove si possa sentore la messa festiva e sovente anche quella feriale. Lo hanno constatato quelli del Marchile, di Milone, della Paperia, della Stazione… così ben serviti dalla nuova Cappella. I più sacrificati sono i sacerdoti della parrocchia (specialmente il Vicecurato don Peretti), che per qualunque tempo non hanno mai lasciato e non lasceranno mancare la Messa. Siamo quindi tutti convinti che con l’esercizio di questa Cappella, si fa tanto del bene alle anime e si dà gloria a Dio e alla Madonna Immacolata. Le spese incontrate nella sua costruzione non sono ancora tutte pagate, perché gli offerenti non sono stati abbastanza numerosi come si pensava. Ma entro il corrente anno, il debito che rimane, deve venie estinto. Rivolgiamo perciò un vivo appello a quelle famiglie, che non hanno ancora fatto tutto il loro dovere, affinché lo vogliono fare al più presto, con la Madonna non bisogna essere avari, la Madonna non bisogna dimenticarla per non essere dimenticati. Pubblichiamo il sesto elenco delle offerte ricevute per un totale di lire 393.320. Aggiungiamo queste cifre a quelle pubblicate già sul Bollettino del 1955, che erano lire 1.537.905, abbiamo il totale delle offerte finora raccolte, che è di lire 1.931.225. Saremmo stati più contenti, se avessimo potuto pubblicare la cifra rotonda di due milioni. Ad ogni modo siamo arrivati assai vicino. Intanto annunciamo, che per le feste di Pasqua anche quest’anno vogliamo pensare alla Cappella del Marchile. Ci sarà un banco di beneficenza? No. Un pozzo di San Patrizio? No. Una pesca? No tutte cose che abbiamo già sperimentato. Quest’anno ci sarà una novità: con un gioco molto attraente si potranno guadagnare oggetti di qualunque genere, e a ogni giocata, dalla cartolina al quadro artistico; dalla trombetta alla cassetta di liquori… Ed ecco l’eterna questione degli oggetti, che bisogna preparare, e occorre trovarne il più gran numero possibile. All’opera dunque.
Madonna del Prarosto. La festa della Madonna delle Grazie alla Cappella del Prarosto è stata quest’anno gravemente danneggiata dal freddo siberiano del mese di febbraio. I Rettori della festa, Luigi Succio e Francesco Chiantore, senza badare alla fatica, avevano spalato largamente la neve davanti alla Cappella; avevano aperte vie e sentieri nella neve per facilitare il concorso della gente. Ma questa dal rigidissimo freddo fu trattenuta nelle proprie case. Forse mai si è fatta questa festa con sì poche persone presenti. Queste però hanno pregato molto anche per gli assenti. Ci proponiamo di rifarci alla festa votiva del mese di settembre.

Maggio – Giugno 1956

A RICORDO DEI 25 ANNI DI PARROCCHIA
Di Don Giuseppe FORNELLI
Priore e Vicario Foraneo di S. Vito - Piossasco 19-7-1931 - 19-7-1956
CELEBRANDO IL 25° DI PARROCCHIA
QUELLO CHE SI E’ FATTO

Carissimi Parrocchiani, si sta compiendo 25 anni da quando, per volontà di Dio, dopo regolare concorso, io fui eletto e destinato Priore e Vicario Foraneo di questa Parrocchia, e ne feci solenne ingresso. Era esattamente il 19 luglio 1931, un pomeriggio quanto mai caldo e afoso, quando da Torino, dalla parrocchia di S. Gaetano, ove ero Vice parroco, accompagnato dall’indimenticabile e affezionato Curato Teol. Bartolomeo Cucco, e seguito dai pulman, che recavano gli associati dell’Azione Cattolica, giungevo a Piossasco. Al punto detto “delle due strade” era stato eretto un palco, sul quale ricevetti il saluto del Commissario Prefettizio, che reggeva il Comune, e della popolazione, che si assiepava tutt’intorno, in una folla imponente. Rispondendo feci sentire per la prima volta la mia voce ai Piossaschesi, che applaudirono fiduciosi. Quindi in lungo corteo, preceduto da due Bande musicali: quella di Piossasco e quella di Cafasse, mio paese natio, salimmo alla chiesa, passando sotto archi trionfali e fra splenditi addobbi. Nella chiesa, gremita di popolo, si compì la cerimonia della presa di possesso della Parrocchia e dal pulpito diedi un affettuoso spirituale abbraccio ai miei parrocchiani, ai quali esposi il mio programma pastorale, proponendomi di imitare, con l’aiuto del Cielo, il Divino Pastore. A notte ho potuto ammirare l’illuminazione del campanile, che ai paesi vicini e lontani, sparsi nella pianura, diceva la gioia dei parrocchiani di S. Vito per l’ingresso del loro nuovo Vicario. Le festose e sincere accoglienze ricevute e i primi colloqui con molti parrocchiani mi fecero intravedere, che ero capitato fra una popolazione buona, con la quale mi sarei trovato bene, e avrei potuto compiere molte opere utili e importanti. Così fu realmente. Ora, dopo 25 anni, sostiamo un momento per rivedere e contemplare queste opere. Come l’alpinista, che fa tappa per guardare indietro al cammino già percorso per rianimarsi a salire; così noi ci soffermiamo a considerare quello che finora si è fatto insieme, parroco e parrocchiani, per ringraziare Dio e per incoraggiarci a riprendere la nostra strada con rinnovata lena. Fra le prime cose iniziate in parrocchia vi fu questo:
Bollettino Parrocchiale, che vedeva la luce nel gennaio 1932, e che io vi presentavo con queste: “Siamo a Capo d’anno: ecco vi la mia strenna! Ecco questo Bollettino, che inizia la sua vita con la sicurezza di rendere onore alla nostra parrocchia, e con la fiducia di poter fare tanto del bene. Sarà come la voce di S. Vito, che vuole arrivare a farsi sentire da tutti i residenti sotto il patrocinio di questo glorioso Santo; che a tutti vuol parlare di fede, di pietà, d’apostolato, di carità; che a tutti vuol ricordare i propri doverosi religiosi e morali. Esso servirà a collegare di più tutti i Parrocchiani fra di loto e con la propria Chiesa. Sarà come un megafono, una radio, che vi farà sentire anche lontani, la voce del vostro Vicario. Esso desidera entrare indistintamente in tutte le famiglie della parrocchia; nessuno osi rifiutarlo”. Dopo 25 anni il Bollettino è ancora in vita per svolgere il suo programma, e continua ad entrare in tutte le famiglie, per portare “Una Buona Parola”, come ha voluto intitolarsi. E’ stato veramente grande e prezioso l’aiuto che questo Bollettino ci ha dato per compiere le nostre opere parrocchiali; è stato il trampolino di lancio delle nostre iniziative e il collaboratore per portarle a termine, facilitando la raccolta delle offerte; battagliero qualche volta; ma ordinariamente modesto e pacifico registratore della nostra cronaca parrocchiale, per cui sarà conservato nell’Archivio parrocchiale quale documentario di nostra vita vissuta. La stampa è una forza potente: con essa si fa tanto del male; ma essa è anche indispensabile per fare molto del bene. Questa convinzione mi ha spinto a dare e a conservare la vita a questo caro Bollettino.
Le due Scuole di Canto. Il canto religioso è uno dei mezzi più indicati per dar gloria a Dio; la musica sacra rende solenni le funzioni in chiesa e serve di grande attrattiva per il popolo. Perciò una delle mie prime preoccupazioni fu di istituire le Scuole di canto. Non sono un Maestro, ma ho sempre amato la musica che ho conosciuta ed imparato in famiglia; da vice curato avevo diretto due scuole; per cui avevo la preparazione sufficiente e l’esperienza necessaria, subito mi misi all’opera. La quale mi venne facilitata da un preesistente gruppo di cantori con a capo i sigg. Giovanni Lanza, Gabriele Pipino e Giuseppe Gajdo, bravissimi intenditori di musica; vi aggiunsi alcuni nuovi elementi, e la Cantoria degli uomini, pochi mesi dopo, celebrava già la festa di S. Cecilia (1931), eseguendo una Messa del Perosi. Nello stesso tempo nacque la Scuola femminile di canto, la cui erezione fu più lenta e faticosa. Tuttavia alla festa dell’Immacolata di quell’anno 1931, la cantoria fece la sua prima esecuzione in chiesa. Fra le fondatrici vanno ricordate le sig.ne Pierina Martinasso, Modesta Caro e Tersilla Frigeris, che hanno sempre dato e continuano a dare ancora la loro valida collaborazione alla Scuola. Le due Scuole ebbero momenti di meritata gloria nei passati 25 anni, sia per le esecuzioni in chiesa, sia per quelle accademiche. Come premio alle loro fatiche fecero con me splendide gite con applauditi concerti. Ora siamo vecchi: le Cantorie andrebbero rinsanguate e ringiovanite; ma la gioventù di adesso non sente più l’attrattiva della musica e del canto e preferisce altri… sport. Ad ogni modo, a costo di qualunque sacrificio, le due Scuole vivono e vivranno per lo stesso fine, per cui sono sorte.
Azione Cattolica. Al mio arrivo in parrocchia non esisteva alcuna organizzazione d’Azione Cattolica. Dovunque io avevo svolto il mio ministero sacerdotale (a Giaveno, a Cafasse, a Torino), avevo coltivato l’Azione Cattolica di cui conoscevo l’importanza per la vita parrocchiale. quindi partii deciso si istituirla in tutti i suoi rami, anche in obbedienza alle disposizione dell’Autorità superiore. Sorse per prima l’Associazione Giovanile S. Vito, che al primo tesseramento per l’anno sociale 1931-32 contava ben 30 soci effettivi. Il primo Consiglio Direttivo fu così formato: Angelo Mola, presidente; Domenico Bonetto, vice presidente; Germano Martinatto, cassiere; Giovanni Fiora, segretario; Mario Brero, Giovanni Gorrea e Michele Andruetto, consiglieri. Ora essi sono tutti sposati e bravi padri di famiglia. Il 21 agosto 1932 veniva benedetta da Sua Ecc. Mons. G. B. Pinardi la bandiera dell’Associazione: era la prima bandiera d’Azione Cattolica parrocchiale. Contemporaneamente si può dire, nacque l’Associazione Giovanile S. Agnese, ufficialmente costituita l’otto dicembre 1931 con l’intervento di una Delegata del Centro diocesano. Contava circa 40 iscritte. Ecco i nomi delle componenti la prima Presidenza. Lucia Gontero, presidente; Teresa Brero, Vice presidente; Vittorina Mola, segretaria; Caterina Garello, cassiera; Clotilde Mola, delegata aspiranti; Caterina Elia, delegata beniamine, Caterina Bonetto, Teresa Lanza e Consolata Zoppetto, consigliere. Le due Associazioni giovanili presero subito grande sviluppo, tanto che nel 1932 si poteva scrivere su questo Bollettino: “Le Associazioni giovanili vivono di vita assai prospera e promettente, perché gli iscritti e le iscritte frequentano con regolarità, le adunanze mensile e l’istruzione religiosa; si accostano mensilmente alla S. Comunione e partecipano in gruppo alla Messa festiva in banchi riservati”. Le due Associazioni sono rimaste sempre in piedi, anche quando io rimasi senza Vice curato, anche durante il terribile periodo della guerra. Le due Associazioni si sono prodotte tante volte in esecuzioni teatrali con ottimi successi. Abbiamo cominciato con un palco di fortuna all’aperto fino a quando sorse un salone all’Asilo. Il sottoscritto Vicario faceva da direttore di scena, da regista, da suggeritore, purché si riuscisse a recitare e a raggiungere quegli scopi importanti che speravano dal teatro. A due anni dalla nascita, l’Associazione “S. Agnese” inaugurava la sua bandiera, che veniva benedetta da Sua Ecc: Mons. L. Mazzini, la prima domenica di ottobre 1933. Intanto proseguivano le riunione e le conferenze preparatorie, per la costituzione delle associazioni di Azione Cattolica per gli adulti. Il Gruppo Donne venne definitivamente costituito, alla presenza di una Delegata del centro Diocesano, nei primi mesi del 1932 con n. 45 iscritte, fra le quali si onorava di elencare la Contessa Gabriella Piossasco di None e la Contessa Palma Alessandra di Borgofranco. Il primo Consiglio direttivo era così composto: Giovanna Mola, presidente; Marianna Fiora, vice presidente; Carolina Sibille, segretaria; Maria Andruetto, cassiera; Lina Baudino, Margherita Frigeris, Luigia Gorrea, Margherita Bonetto e Margherita Lovera consigliere. Il gruppo andò sempre prosperando tanto che in questi ultimi anni ha raggiunto la cifra di cento tesserate. Nello stesso anno 1932, si formò l’Unione Uomini. Alla presenza di un Delegato diocesano veniva nominato il primo Consiglio presidenziale, che risultò così composto: Gabriele Pipino, presidente; Edoardo Romano, vice presidente; Alberto Martinasso, segretario; Antenore Ribaldi, cassiere; Faustino Gontero, Giacomo Gilardi e Antonio Lanza, consiglieri. Le due Associazioni: Gruppo Donne e Unioni Uomini, si provvidero presto della bandiera sociale. Le bandiere delle Associazioni giovanili erano state benedette da eccellentissimi Vescovi; quelle invece delle Associazioni Adulti vennero benedette nientemeno che dal Cardinale Arcivescovo M. Fossati, in occasione della Visita pastorale del 9 settembre 1934. Così nel giro di un anno, i quadri dell’Azione Cattolica erano completi, e le quattro Associazioni con le loro relative Sezioni, davano una cifra di oltre 200 tesserati. Questa andò crescendo poi ancora, fino a superare la percentuale del 20% di tesserati sul numero sei parrocchiani.
Compagnie Religiose.
Le Compagnie Religiose sono necessarie in una parrocchia: costituiscono al miglioramento spirituale delle persone, che ne fanno parte, sono un valido coefficiente per la celebrazione delle feste liturgiche, delle processioni e delle sepolture. Nessun parroco se ne può disinteressare. Quindi subito io rivolsi le mie attenzioni per dare più vita alle Compagnia già esistenti e per erigerne delle nuove. Trasformai la Compagnia detta di “S. Orsola” dai nastri rossi, in Compagnia di Maria, dando alle Consorelle il regolamento e la divisa ufficiale della Compagnia Figlie di Maria. Aggregati la Compagnia a quella Primaria di Roma, che è eretta nella basilica di S. Agnese; questa Santa, che è la Patrona celeste di tutte le Figlie di Maria del mondo, divenne anche la patrona della nostra Compagnia, la quale nel gennaio 1932 celebrava per la prima volta la festa di S. Agnese. Per l’occasione era stata acquistata una bellissima statua della Santa, che per la prima volta venne esposta fra luci e fiori. La nostra divisa delle Figlie di Maria dai nastri celesti, venne inaugurata la domenica 15 maggio 1932, giornata di chiusura solenne del Mese diaria, passata a far “la corte” alla Madonna e terminata con la processione. La prima Direttrice della Compagnia fu la sig.na Lucia Gontero. La prima Priora e la prima Vice priora furono le rispettivamente le sig.ne Pierina Martinasso e Tersilla Frigeris. Questa Compagnia, che fu sempre tanto fiorente, l’otto dicembre 1937 inaugurava il suo nuovo Stendardo da portare nelle processioni. Nel 1953 a chiusura del mese di Maria faceva acquisto di una nuova statua dell’Immacolata, sculturata in legno, portata per la prima volta in processione il 17 maggio di quell’anno. Da secoli nella nostra Parrocchia è eretta la Compagnia del S. Rosario e gli iscritti sono adulti, uomini e donne. Per i piccoli? Avevo conosciuto altrove e avevo apprezzato la Compagnia dei Piccoli Rosarianti. Raccoglie i bimbi e le bimbe nell’età in cui frequentano le scuole elementari, con lo scopo di avviarli alla conoscenza e alla recita del Rosario. Devono imparare i misteri e ogni giorno recitare una decina di Ave Maria. Dato l’importante e devoto scopo di questa Compagnia, fattene la dovuta preparazione, la volli fondare nella nostra Parrocchia. Questo avvenne il 31 luglio 1932, con l’intervento del Padre Vasino, domenicano, il qual è il Direttore di tutti i Piccoli Rosarianti d’Italia. Ogni anno questa Compagnia celebra la sua festa, che ormai è diventata la festa di tutti i fanciulli della parrocchia, che sono tutti iscritti fra i Piccoli Rosarianti.
La Compagnia di S. Antonio Abate fu ricostituita e incrementata. La prima festa venne celebrata solennemente il 17 gennaio 1932, con la partecipazione della nostra scuola maschile di canto, che eseguì scelta musica. Allora la Compagnia contava 60 iscritti, che adesso sono saliti a cento. Per dare sempre più importanza alla Compagnia, che ben se lo merita, venne in seguito acquistata una statua del Santo da esporre nel giorno della festa. Fu poi sostituita da un gran quadro rappresentante S. Antonio in preghiera nel deserto. In chiesa la Compagnia ha il suo altare, che nel 1948 venne rifatto in marmo, come spieghiamo in altra pagina di questo Bollettino. Esisteva in parrocchia una Compagnia di donne detta “delle gialle”, per il colore giallo del camice, che indossavano. Quel color giallo, quella forma della divisa non era ormai più do moda, non piaceva più; ed io constatavo che la Compagnia andava in decadenza. Dopo matura riflessione decisi di cambiarla in Compagnia della Consolata, che venne canonicamente eretta il 21 maggio 1949. Le consorelle portano semplicemente un nastro violaceo con medaglia. La cosa è piaciuta, ha incontrato tanto, che attualmente le iscritte sono circa 130 e intervengono alle processioni e alle sepolture. La Compagnia è aggregata a quella Primaria, esistente nel Santuario della “Consolata” di Torino. Le prime Rettrici furono: Cesarina Andruetto e Virginia Buttigliengo. Mentre con la cura dell’Azione Cattolica e delle Compagnie religiose ponevo solide basi morali e spirituali alla vita parrocchiale, rivolsi pure le mie attenzioni a migliorare ed abbellire la nostra già bella Chiesa. Anzitutto fu compiuto un nuovo impianto luce elettrica. L’impianto esistente era povero e deficiente sotto ogni aspetto; era necessario un impianto completo, moderno e abbondante. Questo venne iniziato negli ultimi mesi del 1931 e compiuto nel 1932. Furono posti due nuovi lampadari a piramide, ai lati dell’altare maggiore, che ultimamente venne ancora illuminato con due forti riflettori. E’ l’altare maggiore che deve essere più illuminato, perché esso è la parte più importante della chiesa. Ad ogni altare laterale venne posta una presa di luce per ogni evenienza; un quadro generale, installato in sacrestia, porta i comandi di tutto l’impianto. Per corrispondere alla Liturgia sacra, la quale consiglia che sull’altare maggiore campeggi la Croce, che deve richiamare i fedeli al pensiero che la S. Messa è la rinnovazione del sacrificio del Calvario, ho fatto venire dalla Val Gardena (Veneto) un grande Crocifisso, artistico, sculturato in legno. Fu innalzato sull’altare maggiore, di dove domina imponente, e inaugurato proprio nella settimana santa del 1932.
Cinque Nuovi Altari.
Gli altari laterali della nostra Chiesa, tutti in stile barocco, avevano bisogno di miglioramento. Due soli erano di marmo; mi promisi il programma di ricostruirli tutti in marmo; e con l’aiuto di Dio e della popolazione, ci sono riuscito. Il primo fu l’Altare della Madonna del Rosario. Nella nostra chiesa parrocchiale al lato dell’Epistola dell’altare maggiore, vi è una bella Cappella dedicata alla Madonna del S. Rosario. Ivi sono erette le Compagnie del Rosario e dei sacri Cuori di Gesù e di Maria. In questa Cappella si celebra la Messa ogni primo sabato del mese; si prega per la conversione dei peccatori e per il bene dei vivi e dei defunti, iscritti alle due suddette Compagnie. Data l’importanza di questa Cappella, mi affrettai a restaurarla. In Val Gardena acquistai una nuova statua in legno della Madonna del Rosario e la posi nella nicchia sopra l’altare, fra le preziose tabelle pitturate dei 15 misteri del rosario. Ordinai e feci porre un altare perfettamente intonato allo stile della Cappella, adatto alla forma rotonda della Cappella. Questo nuovo altare di marmo venne consacrato da Sua Eccellenza Mons. G.B. Pinardi il 21 agosto 1932 in occasione della festa del Sacro Cuore di Maria. Costava allora lire 4.500; e la prima generosa offerta di lire 2.000 venne fatta dalla signora Crescenza Fiora, poco prima di morire. A completare i restauri, nel 1933 venne posta alla finestra della Cappella una nuova vetrata artistica, sulla quale sono riportati gli emblemi più espressivi della Madonna del Rosario.
Nella stessa navata laterale vi è l’Altare della Madonna del Suffragio. Nella nostra parrocchia esiste da secoli la “Compagnia del Suffragio”, la quale ha nella nostra chiesa un altare proprio, ogni anno provvede per la celebrazione delle sante Quarantore dette appunto “dei Morti”. L’altare era misero e molto più misero e scadente era il quadro icona. Presi la decisione di fare tutto nuovo, allo scopo di ravvivare la devozione verso le Anime del Purgatorio. Il nuovo altare marmoreo doveva essere inaugurato nel novembre 1943, ma mentre era pronto nel laboratorio del marmista sig. Giovanni Vaudagnotti di Torino, fu colpito da un bombardamento e andò quasi tutto in pezzi. Dovette essere rifatto e fu pronto per il mese di marzo 1944. Fu consacrato la domenica 12 marzo da Sua Ecc. Mons. Ernesto Coppo Vescovo salesiano. Il quadro icona è opera del pittore Nino Pirlato di Racconigi; e rappresenta la Madonna SS. del Suffragio, che libera le anime dal Purgatorio.
Ancora nella stessa navata laterale vi è l’Altare di S. Antonio Abate. Nel giorno della festa del Santo del gennaio 1947, fra gli iscritti alla Compagnia di S. Antonio, si propagò l’idea di erigere un nuovo altare di marmo da sostituire a quello esistente, perché assai malandato. Si parlò anche di cambiare l’icona, perché troppo annerita da non vedersi più l’immagine del Santo. L’idea piacque e subito si passò all’ordinazione. Altare nuovo e quadro nuovo vennero benedetti e inaugurati nel gennaio 1948 in occasione della festa annuale, che perciò assunse una speciale solennità. La spesa fu presto coperta dalla Compagnia e dalla generosità dei Parrocchiani, che nutrono molta devozione a S. Antonio abate, che invocano a protettore, specialmente delle loro stalle. Il nuovo altare ebbe l’onore di essere poi consacrato da Sua Eminenza il nostro Cardinale Arcivescovo, nella visita pastorale del 26 settembre 1948.
Nell’altra navata laterale, dalla parte del Vangelo, vi sono gli altri due nuovi altari. Il più grandioso è l’Altare del Sacro Cuore di Gesù. Venuto qui parroco trovai la pratica del Primo Venerdì del mese; ma la funzione si svolgeva attorno ad una semplice e non bella statua del Sacro Cuore. Un bel giorno, per ravvivare questa devozione e rendere più solenne la funzione del Primo Venerdì, lanciai l’idea di un altare in onore del Sacro Cuore di Gesù. L’idea fu ben accolta e divenne realtà. Il nuovo altare venne inaugurato e consacrato domenica 2 giugno 1940 da Sua Ecc. Mons. G.B. Pinardi, accompagnato dal Teol. Michele Frigeris, suo segretario e nostro concittadino. Io celebravo allora 25 anni di Sacerdozio, in quell’occasione i Parrocchiani insieme ad un’offerta generosa per l’altare, mi offrirono pure un prezioso calice d’argento dorato. Ebbi il piacere di adoperarlo in quella stessa domenica, celebrando per il primo la S. Messa (e per me era la Messa giubilare), sul nuovo altare. Sopra l’altare venne collocato un vistoso quadro, rappresentante l’apparizione di Gesù a Santa Margherita Alacoque. Anche gli stucchi che circondano il quadro vennero ritoccati e messi in risalto; in modo che l’altare riuscì il più bello di tutti. Da allora su quest’altare si celebra la Messa ogni Primo Venerdì del mese.
Ultimo altare, che completa la serie dei cinque altari nuovi di marmo, è l’Altare di S. Giovanni Bosco. Un vecchio e misero altare aspettava nella nostra chiesa di essere rifatto; finalmente arrivò il suo turno. E’ l’altare del Crocifisso, così detto per il grandioso e artistico quadro che fa da icona. Ora è stato cambiato in quello a S. Giovanni Bosco. A questo Santo ho voluto dedicare il nuovo altare, anche per un debito di riconoscenza verso i RR. Salesiani, che qui possiedono una Casa, che tanto si sono sempre e in tanti modi presenti per le necessità e per il bene della nostra parrocchia. L’altare rimarrà anche un ricordo del mio 25.nio di parrocchia, che ricorre appunto quest’anno. L’altare è stato inaugurato e consacrato da Sua Eccellenza Mons. Arduino, Vescovo Salesiano, il 29 aprile 1956, nel qual giorno abbiamo celebrato per la prima volta la festa di S. Giovanni Bosco; ed io ebbi il piacere e l’onore di celebrare per il primo la Messa sul nuovo altare, raccomandando vivamente al glorioso Santo la mia popolazione, specialmente la gioventù.
Le Tre Cappelle.
Cappella di San Valeriano. Durante l’ultima grande guerra, precisamente il 19 luglio 1944, successe un tragico avvenimento. Un reparto militare tedesco dalla strada provinciale rivolgeva il cannone contro la Cappella di S. Valeriane sparava tanti colpi, fino a ridurla in un cumulo di macerie. Il quadro del Santo fu salvo per miracolo, riportando solo alcune forature, prodotte da piccole schegge. Quel giorno i Piossaschesi piansero; ma subito in tutti il pensiero di ricostruire la Cappella in onore di quel Santo, che si era fatto vittima per salvare il paese. Terminata la guerra, alla festa di S. Valeriano, il lunedì di Pasqua del 1946, mentre si celebrava la Messa lassù all’aperto, davanti al quadro innalzato sulle macerie e attorniato da un concorso straordinario di gente, io lanciavo la proposta e mi impegnavo con l’appoggio di tutti i Piossaschesi, di far risorgere la Cappella in un nuovo tempio, che ricordasse nei secoli l’atto vandalico tedesco e conservare la devozione verso S. Valeriano, che Piossasco considera suo Protettore celeste. La proposta fu accettata con un unanime sì; tosto cominciò quell’opera, che osiamo chiamare “ciclopica”, per significare le tante fatiche, i sacrifici, gli sforzi, che ha richiesto prima di essere ultimata. Anzitutto fu necessario costruire un tronco di strada di mezzo chilometro, per poter trasportare con i carri il materiale richiesto. Vi lavorarono gratuitamente circa cento operai. Furono rimosse le macerie per preparare il posto alla nuova Cappella, il cui progetto era fatto dall’architetto Filippi ing. Cesare di Torino. Il duro e difficile lavoro di condurre lassù sul colle il materiale fu sorpassato dall’entusiasmo e dalla ferma volontà di tutti i Piossaschesi, che fecero tutti i trasporti gratuitamente. Fu tutto mio il fastidio (per non lasciar mancare il necessario ai muratori), di correre a bussare ripetutamente alle porte di tutte le case, ove sapevo esserci cavalli, per invitare a fare i trasporti. Il 18 aprile 1949, celebrando la festa annuale, abbiamo inaugurato l’ossatura della Cappella, che non era potuto essere ultimata per diversi motivi, fra i quali anche il cattivo tempo. Ma il 25 aprile 1951 tutto era terminato, anche il grazioso altare di marmo, che fu consacrato nientemeno che da Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo di Torino M. Fossati, salito lassù a piedi, accompagnato dalla Banda musicale di Piossasco e da una folla inverosimile di gente. La Cappella è riuscita magnificamente bella e originale. E’ costata oltre DUE milioni, senza contare tutto quello che è stato fatto gratuitamente: come le condotte del materiale, le porte, le finestre, il pavimento, la balaustra, le vetrate … Per raccogliere denaro e pagare le spese quanti stratagemmi abbiamo dovuto escogitare, banchi di beneficenza, pozzi di San Patrizio, lotterie, incanti, recite teatrali… Ma ormai tutto questo non è più che un lontano ricordo, e la Cappella è là a testimoniare nei secoli la fede dei Piossaschesi.
Cappella della Consolata. Nel territorio di questa parrocchia, esistono ben 15 Cappelle rurali; ogni frazione ha la sua; mancava solamente alla frazione Lupi. Gli abitanti del luogo ne sentivano fortemente il bisogno. Lontani come sono dalla chiesa parrocchiale, sentivano vivo il desiderio di avere una Cappella, ove potersi raccogliere qualche volta durante l’anno per qualche funzione, per la recita del rosario, per esprimere e ravvivare la propria fede, per invocare grazie e benedizioni dal Cielo. Era un problema al quale pensavo da qualche tempo, e aspettavo l’occasione per risolverlo. In questo mi aiutò la Madonna Pellegrina. La sera del 16 luglio 1949, mentre a mone dei parrocchiani davo l’ultimo saluto alla Madonna Pellegrina, che consegnavo al parroco degli Allivellatori, io pronunciavo una grande promessa: di erigere nella frazione Lupi una Cappella intitolata appunto alla Madonna Pellegrina, cioè alla “Consolata”. Questa Cappella sarebbe stata un monumento ricordo della Peregrinatio Marie. Gli abitanti della Frazione furono entusiasti della mia proposta: i fratelli Lupo donarono il terreno, e le famiglie subito si sottoscrissero per una cifra assai rilevante. Ben presto si iniziarono i lavori, condotti avanti con celerità, tanto che nella domenica 7 maggio 1950 la nuova Cappella poteva già essere benedetta e inaugurata con una festa solenne. Ed io contento fra tanti cuori contenti celebravo la Santa Messa, invitando i presenti a ringraziare la Madonna, che là aveva posto la sua dimora per distribuire grazie e favori. Per la buona volontà dei borghigiani, la Cappella è stata presto corredata di tutto il necessario per la celebrazione della Messa e provvista di altre cose che la rendono bella e graziosa.
Cappella del Marchile. Da tempo incalcolabile esisteva al Marchile una Cappella, che più volte fu rifatta. Ultimamente, e precisamente nel 1950, la Cappella cominciò a manifestare crepe nella volta, perciò non si osava più celebrarvi la Messa, per timore di qualche disgrazia. Allora sorse il problema: riparare la vecchia Cappella o farne una nuova? Io insistetti per la nuova e più ampia Cappella per evidenti motivi. La parrocchia si sviluppa giù in basso, lungo la strada provinciale; molte persone trovano difficoltà a salire fino alla chiesa parrocchiale. Quindi si imponeva l’erezione di una nuova Cappella al Marchile, la più ampia possibile, per dare comodità alla gente di attendere alle funzioni religiose. La mia idea prevalse e senz’altro fu preparato un progetto dal Geom. Emilio Lupo, e presto si iniziarono i lavori. La nuova Cappella ha una capacità più che doppia di quella di prima. Essa doveva essere anche un monumento ricordo dell’ANNO Mariano 1953-54, e di fatti fu inaugurata nel dicembre 1954. Il Vescovo di Pinerolo, Sua Eccellenza Mons. Gaudenzio Binaschi compì il rito della benedizione solenne, e fu quella una giornata indimenticabile di festa per tutta la nostra parrocchia. La nuova Cappella del Marchile è forse l’opera più utile e più importante che noi abbiamo compiuto in questi 25 anni. Di fatti, questa Cappella ha cominciato a funzionare come una succursale della chiesa parrocchiale, con Messa nei giorni festivi e in quasi tutti i giorni feriali. In questa Cappella si fanno sepolture, funerali, matrimoni, catechismi, predicazioni speciali… La Cappella mancava ancora di diverse cose: di decorazione, di balaustra … E’ costata due milioni e mezzo; ma la cifra sarebbe stata ben superiore, se non fossero stati offerti il pavimento, la porta, le finestre, l’impianto elettrico. L’altare, molto bello e prezioso, è quello della Cappella precedente.
Le tre suddette Cappelle furono costruite nuove dalle fondamenta. In altre Cappelle abbiamo fatto restauri e migliorie, che pure meritano di essere ricordati.
Cappella S. Antero. E’ la Cappella della frazione Campetto. Domenica 2 gennaio 1938 fu inaugurato il nuovo quadro icona, che rappresenta il sommo pontefice S. Antero dignitosamente in piedi. Fu una grande giornata di festa, con Messa cantata in musica. La festa si ripeté in gennaio 1954 quando fu inaugurato un nuovo altare di cemento, con un concorso straordinario di gente.
Cappella S. Bernardino. Questo quadro portò maggior lustro e decoro alla Cappella e maggior devozione al Santo. Si fece la festa d’inaugurazione domenica 16 maggio 1938.
Cappella del Prarosto. La Cappella è dedicata alla Madonna delle Grazie. Secondo un’antica iscrizione sarebbe stata costruita e inaugurata il 126 luglio 1719. E’ un Santuarietto della Madonna tanto caro a tutti i Piossaschesi. Con una giornata di festa abbiamo inaugurato alcuni restauri e abbellimenti (decorazione interna, e piccolo affresco sulla porta d’entrata), il martedì 6 febbraio 1940. Nel 1944, durante la guerra, io davanti alla popolazione pronunciavo un solenne voto: se Piossasco fosse stato salvo e protetto dalla Madonna, avremo eretto nella Cappella un nuovo altare di marmo. E fu così, l’altare nuovo fu consacrato nientemeno che da Sua Eminenza il Card. Arcivescovo M. Fossati il 13 ottobre 1946. Un’iscrizione semplice indica e ricorda il nostro voto, eccola: “1946 Matri Divine Gratiae – In Votum”. La guerra era finita, e nella nostra festa di riconoscenza alla Madonna SS. il reduce Vittorio Fiora cantava l’Ave Maria del soldato in nome di tutti i Reduci di Piossasco.
Nuovo Edificio all’Asilo. Come presidente del nostro Asilo “S.Vito”, appena arrivato in parrocchia mi dovetti occupare di quest’opera tanto benefica e tanto apprezzata. L’Asilo, fondato dal Vicario Mons. Edoardo Bottalo, e poi eretto in Ente morale il 10-11-1924, funzionava in un vecchio caseggiato, adattato nel miglior modo possibile, ma non più consoni alla vita moderna degli Asili. Per il Saggio finale dei Bimbi, ogni anno s’improvvisa un palco all’aperto e il Saggio si svolgeva se e come poteva. S’imponeva la necessità di creare un edificio nuovo. Avevo già fatto preparare un progetto; ma data la spesa preventivata, mancava il coraggio di mettersi all’opera. La spinta decisiva ci fu data dalla generosa offerta fatta dalla sig.na maestra Amalia Bonetto di Piossasco. Verso la fine del 1937 era abbattuta una vecchia e rustica costruzione e sgombrato il terreno per lasciare lo spazio libero alla nuova costruzione. Il 2 aprile 1938 venivano attribuito i primi colpi di piccone per lo scavo della fondamenta, da alcuni volenterosi operai. Poi i parrocchiani andarono a gara per presentarsi per il trasporto del materiale. I lavori, compiuti dai muratori fratelli Borgi, progredirono con ritmo accelerato, tanto che nello stesso anno, cioè domenica 25 settembre, si poteva già fare nell’ampio salone la prima recita teatrale. Il progetto era attuato per metà. Nell’anno seguente furono ripresi e ultimati i lavori, tanto che il Bollettino nel numero d’ottobre 1939 poteva pubblicare: “Il nuovo edificio del nostro Asilo San Vito è finito. Uno dei nostri sogni si è realizzato; tiriamo un lungo sospiro!”. Domenica 15 ottobre 1939 i nuovi locali venivano benedetti e inaugurati solennemente da Sua Eccellenza Mons. G.B. Pinardi. Erano presenti le Autorità di Piossasco e numerosa popolazione. Fu quella per noi una giornata indimenticabile, nella quale levammo di tutto cuore il nostro ringraziamento a Dio per aver potuto portare a termine un’opera così importante. Il giorno seguente, la Direttrice Suor Mafalda iniziava la Scuola Materna nel nuovo edificio. Nel quale intanto era stato costruito quel salone, dove d’allora in poi si svolsero i Saggi Natalizi e Finali e tante rappresentazioni teatrali e tante assemblee per molteplici motivi. Presso l’ingresso dell’Asilo, una larga lapide ricorda i nomi dei migliori offerenti, che ci aiutarono a coprire la spesa, che fu di circa 120 mila lire: cifra allora assai grave. Abbiamo fatto questa costruzione a tempo, poiché il rincaro del materiale avvenuto subito dopo non ci avrebbe forse più consentito di fare quello che abbiamo fatto.
All’Oratorio Maschile. All’ombra d’ogni campanile vi deve essere un Oratorio, cioè un ampio cortile, ove i ragazzi possono radunarsi e divertirsi, specialmente nei giorni di festa. Qui, al mio ingresso esisteva un chiusi e stretto cortile, che aveva piuttosto un aspetto sepolcrale e non c’erano locali sufficienti per l’associazione giovanile, la quale era sistemata in una sola sala (era una stalla, che io mi affrettai a trasformare in sala, prima ancora di arrivare a Piossasco). Allora feci costruire nella casa canonica una nuova cucina per cedere quella vecchia, che divenne una sala da bigliardo per i giovani. Fu demolito il rustico caseggiato che chiudeva il cortile a nord; fu raddoppiato il gioco da bocce, sacrificando qualche filare di viti dell’attigua vigna. L’Oratorio diventato così arieggiato e spazioso, fu messo in comunicazione con la sacrestia, aprendovi una nuova porta per il passaggio dei giovani e ragazzi per recarsi in chiesa. Il primo maggio 1932, questi locali e l’Oratorio venivano solennemente benedetti e inaugurati.
Ancora in Chiesa. La Cappella dell’Immacolata, al lato del Vangelo dell’altare maggiore, che era la Cappella gentilizia dei Conti di Piossasco di None, era chiusa da una misera balaustra di legno. Una domenica d’agosto 1944, i parrocchiani ebbero la lieta sorpresa di ammirare al posto una candita balaustra di marmo; e pure di marmo bianco i due gradini che portano nella Cappella, e una finestra nuova aperta per dare più luce alla Cappella, piuttosto oscura. Anche durante la guerra non ha lasciato di continuare le nostre opere di miglioramento della nostra Chiesa parrocchiale.
Croce di Pietra ai Castelli. Sul brich dei Castelli si levava una semplice croce di legno: era nostro desiderio sostituirla con una di pietra. L’occasione propizia ci fu data dal Giubileo della Redenzione del 1934, il quale si chiudeva domenica 28 aprile 1935. Pertanto in detta domenica, alcuni forti e volenterosi portarono lassù la Croce, che misura 4 metri d’altezza ed e divisa in tre pezzi. Nello zoccolo roccioso della base della Croce fu murata una pergamena, che reca un’iscrizione e l’elenco degli oblatori, perché fu pagata con libere offerte della popolazione. La Croce reca sulle due facciate queste diciture: “Giubileo della Redenzione 1934 – I Parrocchiani”. L’inaugurazione si svolse nel pomeriggio di detta domenica, con grandioso intervento di Autorità e popolo. Il rev. Teol. Avv. Agostino Gajdo, nostro concittadino, benedisse la croce e tenne il discorso ufficiale. A notte la Croce venne illuminata con un effetto meraviglioso.
Nuova Casa Colonica. Dopo i più urgenti restauri alla casa canonica e sistemazione del giardino attiguo, mi sono preoccupato di dare una comoda abitazione agli affittatoli della cascina detta del “Priore”, che forma il Beneficio parrocchiale. Nel 1936 ho fatto costruire dalle fondamenta una nuova casa colonica a due piani, con ambiti spaziosi. Intanto veniva anche regolarizzato il cortile e la cascina prendeva un aspetto migliore. Presso la casa colonica si trova una Cappelletta intitolata alla Madonna Assunta. Diventata ormai pericolante, dovetti rifare la volta e il tetto. Queste ed altre sono le migliorie portate alla cascina del Beneficio parrocchiale.
Ultimo Lavoro: un Libro. In questi ultimi anni ho preparato e scritto un libro, e ho voluto che vedesse la luce in occasione della celebrazione del 25.enio di parrocchia, del quale dovrà essere anche un ricordo. Il libro, s’intitola: “Vangelini Festivi alla Messa del Fanciullo”, è stato dedicato a Voi, carissimi Parrocchiani, e vorrei che entrasse in tutte le vostre famiglie. Complimenti ho avuto da Vescovi e Sacerdoti per la buona riuscita del Libro; la stampa a titolo di propaganda ha scritto quanto segue: “E’ una trattazione fatta da un sacerdote dotato di grand’esperienza pastorale. Caratteristiche principali di questi Vangelini sono: stilo piano; forma catechistica adoperata frequentemente; esempi assai numerosi, ma scelti tra quelli che più possono interessare i ragazzi; riferimenti alla vita di scuola ed allo studio del catechismo. E’ un’opera appositamente studiata ed elaborata per recare un aiuto a tutti i sacerdoti, che nei giorni festivi devono parlare alla “Messa del Fanciullo”. Sembra in ogni luogo che le mie fatiche abbiano avuto successo; ne sono perciò soddisfatto.
Carissimi Parrocchiani. Da questo sguardo al passato si può concludere, che in questi 25 anni non abbiamo dormito: del bene se n’è fatto. Abbiamo dato lavoro e pane a tanti operai per molti milioni di lire. “Il Vicario chiede sempre”, si è detto e ripetuto; ma se non avesse fatto così, se non avesse trovato fiducia in Voi, non si sarebbero compiute le opere sopra elencate. Ora non ci resta che levare a Dio il nostro inno di ringraziamento, perché senza il Suo divino aiuto non avremmo potuto far nulla. Poi guardando all’avvenire, riprendiamo il cammino, fiduciosi di poter compiere ancora opere di bene, in quella perfetta armonia di intenti, che finora c’è sempre stata fra Voi e me, tutto indirizzando sempre. Alla Maggior Gloria di Dio. Vostro aff. mo Vicario.

Luglio – Agosto 1956

Parrocchiani Carissimi, grazie vi ripeto con cuore sincero per le solenni onoranze, che hanno voluto tributarmi in occasione del mio 25enio di parrocchia. Domenica 17 giugno scorso è stata una giornata splendida, anche se il tempo fu imbronciato e se nel pomeriggio cadde un forte acquazzone. Fu una giornata, che non si potrà facilmente dimenticare e che merita di essere registrata nella cronistoria della nostra Parrocchia. Nei vari discorsi fatti, sono state ricordate le opere principali, che si sono compiute in questi 25 anni, che abbiamo passato insieme. E’ dal 19 luglio 1931, che noi camminiamo insieme e lavoriamo insieme in perfetta collaborazione. Abbiamo eretto Cappelle, altari, Asili, abbiamo fondato scuole, associazioni, compagnie… a bene e ad onore della parrocchia e del paese; ma tutto con l’aiuto di Dio, senza del quale noi non saremmo riusciti a nulla. Bisogna quindi riconoscere che Dio si è servito di me, per compiere quello che si è fatto: mi ha conservato in vita, mi ha dato salute, mi ha elargito i lumi necessari e le aspirazioni opportune, perché io potessi impostare e portare a termine le opere. A Dio quindi il primo e giusto ringraziamento; e perciò a Dio ho offerto la Messa Giubilare e a Dio abbiamo cantato il nostro solenne Te Deum. Così abbiamo dato alla giornata l’intonazione di “Giornata della Riconoscenza”. Voi avete voluto festeggiare me, onorando in me il Sacerdote, il Parroco. Con che grandiosità lo avete fatto, in chiesa, al pranzo, all’accademia. Tutto è riuscito magnificamente. Di questo va dato gran merito al Comitato che si era costituito per i festeggiamenti. Ringrazio pertanto questo Comitato, soprattutto il solerte Vice curato don Domenico Peretti, che n’era a capo e che fu l’anima dell’organizzazione. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla dimostrazione: autorità ecclesiastiche e civili; personalità, coscritti, parrocchiani e non parrocchiani; e specialmente i due onorevoli Deputati Bovetti e Stella, che con la loro presenza hanno portato maggior splendore alla festa. Il mio pensiero riconoscente e devoto si rivolge al Papa, per la benedizione paterna che mi ha mandato, e al Cardinale nostro Arcivescovo Maurilio Fossati, per le belle parole augurali con le quali mi ha comunicato il telegramma del Papa. Ringrazio tutti coloro (e sono tanti), che hanno voluto a mezzo di telegrammi, di lettere, di cartoline, di biglietti, inviarmi felicitazioni e auguri. Ringrazio vivamente tutti coloro, che hanno fatto pervenire direttamente o attraverso il Comitato, le loro offerte per il nuovo altare di S. Giovanni Bosco, che testerà a ricordo del mio 25nio di parrocchia. La cifra raggiunta va oltre le 230 mila lire; cifra che ha sorpassato ogni previsione, perché in questi ultimi anni ho già sempre chiesto e ricevuto per la Cappella del Marchile. Ringrazio di tante preghiere, che si sono fatte per me: questo è stato il dono e l’omaggio più prezioso e più gradito. Ora Parrocchiani Carissimi, dopo aver esaminato il passato, fissiamo lo sguardo nel futuro; quali lavori sono in vista? Se Dio ci conserva in vita e in salute, la prima cosa da fare è completare e rifinire le opere erette: Cappelle che mancano di balaustra, di banchi, di decorazione, di campanile… altari che mancano di arredi e di ornamenti. Poi, come ho accennato, parlando in pubblico, c’è da restaurare o fare nuova la tomba riservata ai parroci di Piossasco al nostro Cimitero. Per preparare un comodo e decoroso riposo al mio corpo stanco, il quale, con tutta probabilità, riposerà in mezzo a Voi, con i vostri Morti, affinché voi riconoscenti e buoni facciate suffragi per l’anima mia. Parrocchiani Carissimi, la festa del 25enio ci ha dato occasione per costatare che ci vogliamo bene, e ha stretto di più i nostri vincoli di vicendevole affezione. Ora riprendiamo la via per lavorare ancora assieme fin che Dio vorrà. La mia volontà è ancora forte, il mio spirito si sente ancora pronto, benché la vecchiaia sia alle porte e minacci i suoi acciacchi. Continuatemi la vostra fiducia, e tirate un velo di perdono sulle mie manchevolezze, sulle mie deficienze, di cui ho già chiesto prima perdono al Signore. Grazie ancora; vi ricompensi Iddio e Vi benedica tanto, tanto quanto desidera ed invoca il vostro aff.mo Vicario.

Cronaca dei Festeggiamenti Giubilari
Domenica 17 giugno 1956.

TRIDUO. Per preparare i cuori e gli animi dei parrocchiani alla grande Festa Giubilare in onore al Vicario, fu tenuto un Triduo di preparazione nelle tre sere precedenti. Predicatore fu il rev. Can. Cav. Don Domenico Gaude, parroco degli Allivellatori, il quale con parola chiara e precisa illustrò la figura del Sacerdote e del parroco, con riferimenti all’opera compiuta dal Vicario in 25 anni di parrocchia. Due sere predicò nella Cappella del Marchile e una sera nella Chiesa parrocchiale. Soddisfacente è stato l’intervento dei parrocchiani; i quali numerosi si sono accostati alla S. Comunione nella mattinata di Domenica.
MESSA GIUBILARE. La chiesa era parata come nelle più grandi circostanze: i lampadari floreali di vetro di Murano, pazientemente ripuliti, risplendevano di luci, quando alle ore 11 iniziò la Messa Giubilare celebrata dal Vicario. Presenziavano Autorità e dignità ecclesiastiche e civili; rappresentanze varie, fra cui quella dell’Azione Cattolica con tutte le bandiere. La scuola maschile di canto eseguì magistralmente una celebre Messa del Perosi. Sedeva all’organo il Teol. P. Giordano, priore di Orbassano. Il Vicario celebrante era assistito dai rev. don Pietro Fiora e don Giovanni Martinasso, sacerdoti nostri parrocchiani. Dopo il Credo fu tenuto il discorso ufficiale dal Can, don Giovanni Aimerito, parroco di Madonna della Scala e compagno di scuola e di predicazione del nostro Vicario. Il discorso, ascoltato con unanime consenso, fu apprezzato per finezza ed eleganza di stile; per elevatezza di concetti e per la precisione dei riferimenti al 25enio. Nel felicissimo esordio, l’Oratore dopo aver riferito una pagina manzoniana dei “Promessi Sposi”, in cui si racconta dell’Innominato, che dall’alto del suo castello osserva e si meraviglia ché tanta gente si muova e faccia festa ad un uomo (ed era il Card. Federico, in visita pastorale), l’Oratore applicava il fatto a Piossasco, dove parrocchiani e non parrocchiani di S. Vito, si erano mossi a festa per raccogliesi attorno ad un piccolo uomo, il Vicario Don Giuseppe Fornelli, del quale passò quindi a ricordate le sue opere compiute, riassumendo così: “Del vostro Vicario è detto tutto, quando si afferma che ha bene speso sempre il suo tempo e i suoi talenti”. Il Can.co Aimerito invitava i presenti a ringraziare il Signore dei benefici ricevuti attraverso l’attività del Vicario, e formulava auguri con queste parole: “In questo giorno, nel quale i festeggiamenti del 25enio coincidono col tuo compleanno, a nome mio, in nome dei tuoi parrocchiani, in nome dei condiscepoli, in nome dei molti amici e beneficati, ti ripeto: non lasciare; raddoppia! Raddoppia in età, in salute, in perfezione, in opere buone e in meriti, nell’attesa del premio”. Concludeva: “Dio t’assista, la Madonna ti protegga e S. Vito ti sostenga. Veglino su di te tutti i tuoi Morti, pregando e benedicendo”. Il Canonico Aimerito fu poi molto complimentato per il suo riuscitissimo discorso.
LA BENEDIZIONE DEL PAPA E DELL’ARCIVESCOVO. Una delle cose più notevoli della giornata e più care al cuore del festeggiato è stata la benedizione del Papa e del nostro Arcivescovo. Ecco il telegramma del Vaticano, che fu letto in chiesa: “A don Giuseppe Fornelli festeggiante 25enio parrocchia Santo Padre di cuore invia auspicio nuove abbondanti grazie celesti implorata Apostolica Benedizione estendibile parrocchiani parenti et presenti Messa Giubilare”. Sua Eminenza il Card. Arcivescovo accompagnava il telegramma del Papa con queste parole: “Lieto di trasmettere l’augusta benedizione del S. Padre approfitto per presentare al M. Rev. Don Fornelli i miei rallegramenti per il primo giubileo parrocchiale e formulo voti per altri giubilei ricchi di meriti”. Di più, l’Eminentissimo Card. Arcivescovo si degnava di far avere al Vicario una Sua fotografia, con il seguente autografo: “Mi unisco di cuore alla buona popolazione di S. Vito in Piossasco nel celebrare i 25 anni di ministero parrocchiale del beneamato Priore Molto Rev. Don Giuseppe Fornelli, ed a tutti di gran cuore benedico in auspicio di ogni più desiderata grazia dal cielo. Torino 17 giugno 1956. Maurilio Card. Fossati Arcivescovo”.
PRANZO GRANDIOSO. Nell’ampio e quadrato salone del nostro Asilo avvenne un grandioso pranzo. Erano le ore 13 quando le cinque lunghe tavole parallele, occuparono posti ben 110 commensali: pranzo quindi grandioso per il numero dei partecipanti; ma anche per la loro qualità. Erno presenti: un Deputato (l’On. Stella), un Consigliere provinciale (Michele Elia), il Sindaco di Piossasco (Giuseppe Andruetto), il Vice Sindaco (Giovanni Mola), l’Ufficiale Sanitario (Comm. Dott. Alfano), il Veterinario (dott. Ravetto), il Segretario della Democrazia Cristiana (Gino Borgi), numerosi Consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, con Messo e Guardia municipali; Dirigenti e membri della Sezione Coltivatori Diretti; gli Amministratori del nostro Asilo, Dirigenti dell’Azione Cattolica, impresari e artigiani; professionisti, operai, coscritti, amici ed estimatori del nostro Vicario, venuti da vicino e da lontano. Molti Sacerdoti: il Can. Cav. don Gaude, il parroco di Orbassano, di Cafasse, il Can. Aimerito, il Cav. don Maddio, don Pietro Fiora, don Giovanni Martinasso, don Claudio Vietto, don Bonetto, don Leo Michiels, in rappresentanza anche degli ex vicecurati. Fra le donne abbiamo notato la Contessa di Borgofranco e la signorina Delia Brunicardi. A destra del Vicario sedeva suo fratello, ex maestro ed ex segretario, venuto dal paese con un bel gruppo di parenti e Cafassesi, fra i quali il figlio medico dott. Gianni Fornelli. Al levar delle mense vi furono parecchi discorsi. L’on. Stella annunciò che il sig. Michele Elia era stato nominato Cavaliere al merito delle Repubblica. La sorprendente e lieta notizia, fu accolta con un fragoroso applauso, suscitando grande entusiasmo in tutti i presenti. A tutti rispose il sig. Vicario ringraziando cordialmente, mentre si dimostrava sensibilmente soddisfatto ella manifestazione di onore, che gli veniva tributata.
L’ACCADEMIA. In un batter d’occhio, il salone dell’Asilo si è trasformato da sala da pranzo in platea da teatro, che ben presto si riempì in modo straordinario di spettatori. Erano le 17,30 quando ebbe inizio l’accademia. Sua Eccellenza l’onorevole G. Bovetti aveva telegrafato da Asiago, che spiacente di non poter venire prima, sarebbe però giunto a Piossasco alle ore 17. Di fatti, servendosi della via aerea, giunse puntuale come aveva preavvisato. Però altri impegni lo reclamavano altrove, perciò la sua fermata a Piossasco fu molto breve, troppo breve. Pertanto si può affermare che fu l’onorevole Bovetti ad aprire l’accademia, pronunciando un elevato discorso per magnificare l’opera dei Sacerdoti e in particolare quella di Don Giuseppe Fornelli. Quindi si svolsero i vari numeri dell’accademia: il sig. Livio Lanza, presidente dell’Unione Uomini, parlò in nome di tutta l’Azione Cattolica e di tutti i parrocchiani. I bimbi dell’Asilo si produssero in diversi saggi, ben preparati dalla direttrice Suor Mafalda. Ragazzi e ragazze recitarono brillantemente poesie e dialoghi. I giovani dell’Associazione S. Vito, interpretarono con effetto un bozzetto adatto alla circostanza. Le due scuole di canto riunite eseguirono tre bellissimi pezzi di musica corale e sinfonica. L’accompagnamento era fatto con brillante maestria dalla signorina Delia Brunicardi, che sedeva al pianoforte. In fine il vice curato Don Domenico Peretti, quale segretario del Comitato, offriva al Vicario la busta che conteneva 230 mila lire di offerte raccolte per il nuovo altare di San Giovanni Bosco. Il Festeggiato, salito sul palco, appariva lieto e commosso per le dimostrazioni così solenni, dategli nella giornata; ringraziava autorità, personalità e popolo, e su tutti invoca le benedizioni del Cielo. Così terminava questa festa, che più bene non poteva riuscire, che lasciò in tutti un caro ed incancellabile ricordo.
In Margine al Venticinquennio.
Nella nostra Chiesa vi sono dei magnifici lampadari: sei nelle sei arcate; due piccoli nella Cappella del Rosario, e due molto grandi e grandiosi in presbiterio. Sono “floreali”, perché diversi dei loro pezzi sono fatti a fiori, in occasione del 25enio del Vicario, mentre la chiesa subiva una pulizia straordinaria, anche i lampadari sono stati lavati e puliti pezzo per pezzo, di modo che ora si possono vedere e ammirare i colori bianco, rosso, verde, blu di questi preziosi fiori di cristallo. Le persone che si presero questa delicata incombenza, vi lavorarono attorno parecchi giorni: meritano un plauso e un singolare grazie. E’ da 25 anni che i lampadari non avevano più subita questa funzione, ora rimarranno di nuovo 25 anni prima di essere ripuliti? Forse no, perché vi sarà una nuova occasione per una pulizia generale della chiesa; sarà fra nove anni, quando il Vicario celebrerà, se Dio vorrà, 50 anni di Messa.
Giovedì 21 giugno scorso i Sacerdoti compagni di scuola del sig. Vicario si sono dato convegno qui attorno a lui per felicitarsi con lui e fargli voti augurali. Davanti a loro il Vicario ha celebrato la S. Messa, rivolgendo loro un cordiale saluto. Quindi si sono riuniti per consumare un “rancio”, che il Vicario volle offrire, lieto ripassare con loro una giornata di festa e d’intimità. Ed essi (erano 12), gentilmente contraccambiarono, offrendo una cifra (12 mila lira) pro altare di San Giovanni Bosco.
Fra Autorità e popolo, che si raccolsero attorno al nostro Vicario, per la festa del 25enio, si notava il nuovo Sindaco di Piossasco con i suoi Consiglieri. La loro presenza è stata sottolineata dal Vicario, che ne espresse il suo compiacimento e il suo ringraziamento. Anche questo Bollettino si inchina la nuovo cittadino di Piossasco, sig. Giuseppe Andruetto. A lui e ai suoi Collaboratori presenta sincere felicitazioni, e formula molti auguri di buon lavoro per quei miglioramenti, che il paese attende.
Ancora nella festa del Vicario, venne da Roma una notizia tanto più bella quanto inaspettata: quella della nomina di Michele Elia a Cavaliere al Merito della Repubblica. Questa onorificenza viene a premiare l’opera intelligente e fattiva di chi per sette anni fu a capo del nostro Comune, che seppe dirigere con saggezza verso nuove mete. I Piossaschesi sono fieri che un loro autentico cittadino e semplice agricoltore sia stato tanto nobilmente onorato in riconoscimento dei suoi meriti, e certamente si preparano a dargli una pubblica e solenne dimostrazione di stima e di riconoscenza, appena la cosa verrà programmata e stabilita.
In occasione del 25nio di parrocchia, il Vicario ha stampato un libro, che ha dedicato ai suoi parrocchiani. Il libro che si intitola: “Vangelini alla Messa del Fanciullo”, sarebbe bene che entrasse in tutte le famiglie. Ora è in vendita a favore della Cappella del Marchile. Chi lo acquista fa una duplice opera buona: aiuta una Cappella della Madonna, e compra un libro buono. Rivolgersi all’Ufficio Parrocchiale.
Festeggiamenti Giubilari nella Vicaria. La nostra Vicaria di Piossasco, che conta nove parrocchie, registra quest’anno diversi Giubilei, che vengono celebrati da parroci e sacerdoti. A tutti interviene sempre il Vicario, come suo dovere per rappresentare la Vicaria e per rendere onore ai Colleghi e Confratelli.
PIOSSASCO. Nel 1931 entrambe le parrocchie di Piossasco erano vacanti, i due parroci fecero il loro ingresso a 15 giorni di distanza uno dall’altro: quello di S. Francesco il 5 luglio, e quello di S. Vito il 19 luglio. Ora, a 25 anni dopo, i due parroci hanno celebrato l’anniversario ancora a 15 giorni di distanza uno dall’altro, dei festeggiamenti del nostro Vicario si parla largamente in questo Bollettino. Il primo luglio fu festeggiato il sig. prevosto di S. Francesco, Teol. Avv. Carlo Gianoglio. Alle ore undici, presenti le autorità ecclesiastiche e civili, e le rappresentanze delle organizzazioni parrocchiali con le relative bandiere, il sig. Prevosto celebrò la sua Messa Giubilare, circondato dai suoi sacerdoti della parrocchia. Pronunciò il discorso di circostanza il rev. Mons. Josè Cottino, prefetto della Basilica di Superga. Nel pomeriggio, dopo le funzioni solenni, in un lungo corteo con a capo la Banda municipale, il sig. Prevosto venne accompagnato al salone dell’Asilo “Gianotti”, ove si svolse una riuscita accademia, intercalata da inni, poesie, canti e discorsi. Parlò anche il nostro Vicario, che partecipò ai festeggiamenti come parroco viciniore e come Vicario. Confermò i buoni rapporti tra i Parroci e le due parrocchie, auspicando che tali rapporti si conservino e magari migliorino, per il bene delle anime e per l’onore di Piossasco. La popolazione, oltre la manifestazione espansiva di riconoscenza volle offrire al sig. Prevosto una somma (oltre 600 mila lire), per le necessità della chiesa. Giornata piovosa, ma serenità nei cuori, pieni di gioia e di voti augurali “ad multos annos”.
Questi i festosi Giubilei celebrati fino ad ora, nella Vicaria. Di quelli che si celebreranno alla Costa di Cumiana, ove il sig. Priore Don Lino Giorsino compie 50 anni di Messa; ai Luisetti di Cumiana, ove il Cav. Don Giuseppe Maddio compie pure 50 anni di sacerdozio, parleremo altra volta.
SERGIO LOVERA.
Fulminea e incredibile si sparse giovedì 14 giugno scorso la notizia, che egli era mancato mentre dall’ospedale di Torino lo trasportavano a casa. Pochi sapevano che egli fosse malato, e quasi nessuno sapeva che egli era stato portato all’ospedale in osservazione. Di che cosa è morto? Ci domandavamo. Forse neppure i medici lo hanno scoperto. Da pochi giorni lamentava dolori ad una gamba, che non lo lasciavano dormire di notte. Soffriva molto, e probabilmente il suo piccolo cuore non poté reggere, e si spezzò sotto la forza del male. Non aveva ancora compiuto 11 anni; formava la speranza dei suoi genitori; ma Dio dispose diversamente e lo volle con sé in cielo. La triste notizia della sua morte, commosse tutto il paese; e tutti i Piossaschesi presero parte al cordoglio della famiglia Lovera. Fu una processione continua di persone, che vollero visitare la cara salma del piccolo Sergio. Quanti fiori mandati o portati per ricordare e onorare il caro ragazzo! Tutti gli volevano bene. Era iscritto ai Piccoli Rosarianti; faceva parte del Piccolo Clero, serviva volentieri la Messa e gli piaceva vestirsi da chierichetto. La sua sepoltura, se fosse lecito, vorremmo affermare che fu un trionfo. Una sepoltura cosi grandiosa capita ben raramente. Le scolaresche di Piossasco vi presero parte con i loro Insegnanti. Accanto alla bara portavano le torce sei chierichetti e sei scolari suoi compagni. In chiesa le esequie con la Messa funebre si svolsero con la massima solennità. Tutte queste dimostrazioni, tutte queste onoranze sono certamente state di conforto per i suoi Genitori. Ma chi può dire il loro strazio? Essi però diedero uh grande esempio di rassegnazione cristiana alla volontà di Dio. Ne sono una conferma le seguenti parole, con le quali la famiglia Lovera inviava auguri al Vicario per il venticinquennio: “Con il cuore spezzato, ma con l’anima rassegnata ai disegni della Divina Provvidenza, in ricordo del caro Sergio, inviamo auguri di ogni bene. Eraldo, Vitalina, Claudio e Marisa”.
Al papà Eraldo, presidente della Giunta parrocchiale dell’Azione Cattolica, sono pervenute condoglianze da parte del Centro Diocesano, alle quali abbiamo unito e alle quali ora rinnoviamo quelle di tutte le Associazioni parrocchiali.
“E tu, caro Sergio, dal cielo sorridi e implora grazie e benedizioni ai tuoi desolati Genitori e Parenti, e ai tuoi compagni Chierichetti e Piccoli Rosarianti, che hanno ferma fede di rivederti un giorno e godere con te per sempre. Riposa in pace”.

Settembre – Ottobre 1956

Parrocchiani miei, la celebrazione del mio 25enio di parrocchia ha dato occasione per rivedere e ricordare le opere, che in 25 anni, grazie a Dio, sono state compiute. In verità molto lavoro si è fatto, e forse non se ne farà più tanto negli anni futuri. Un lavoro che preme alquanto, è quello di rifare il pavimento del presbiterio della chiesa parrocchiale. Tutti possono costatare come il pavimento attorno all’altare maggiore sia ridotto e malandato. Ora se si pensa, che detto presbiterio è uno dei tratti più sacri della Chiesa, è evidente che non si può continuare a lasciarlo così. Quando sarà ora, lancerò l’appello da questo bollettino e vi inviterò a dare il vostro obolo. Non faremo un pavimento troppo prezioso e costoso, ma semplicemente decoroso e soddisfacente. Quello che mi impedisce di iniziare questo lavoro, è il debito o meglio i debiti che ancora restano da pagare, per la Cappella del Marchile. Se tutti avessero dato quanto dovevano e potevano, a quest’ora non ci sarebbe più alcun debito. Ma è doloroso ripetere, che vi sono famiglie che non hanno dato un centesimo; molte si sono dimostrate assai avare. Non hanno fede? Non credono alla protezione della Madonna? Non ne hanno bisogno…? Vediamo ai giorni nostri, che sorgono dappertutto case nuove e belle, tutti pensano a strare meglio, e fanno bene. Ma purtroppo, mentre fanno sacrifici per avere una comoda dimora su questa terra, che da un momento all’altro potrebbero lasciare, non pensano a prepararsi e assicurarsi una felice dimora nell’altra vita, in Paradiso. La Madonna come potrà difendere e proteggere al tribunale di Dio coloro, che per lei hanno dato poco o nulla ?… Allora, a tutti quelli, che usufruiscono della Cappella del Marchile; che la frequentano per la Messa festiva, rinnovo l’appello per nuove offerte. Nel prossimo mese d’Ottobre, si reciterà ogni sera il santo Rosario nella Chiesa parrocchiale e nella Cappella del Marchile: quale comodità dunque per tutti, e quanti rosari! Questo ci apre il cuore alla speranza, che la Madonna vorrà proteggere e benedire la nostra parrocchia: e in questo senso prega per voi. Il vostro Vicario.
Cappella del Marchile. Pubblichiamo il settimo elenco delle offerte, già ricevute da tempo. Sono le offerte di tanti oblatori che chi in un modo o in altro vogliono ricordare, nascite, prime Comunioni, matrimoni e tante altre intenzioni, per un totale di lire 130.050. A queste offerte sono da aggiungersi le collette, raccolte nella Cappella durante le funzioni, nei mesi passati di quest’anno, e che sono di lire 45.000. Vi è da aggiungere ancora il provento della vendita di oggetti, che si fece a Pasqua, e che è di 78.000. tutte queste entrate danno la somma di 253.050 lire. Uniamo questa somma a quella pubblicata nel sesto elenco, che era di 1.931.225, avremo la cifra di lire 2.184.275, che è il totale delle offerte che finora si sono raccolte pro Cappella del Marchile. La cifra totale convenuta con l’impresario era di lire 2.455.000. Resterebbe quindi ancora un debito di lire 270.725. Vi sono però anche altri minori spese, che finora non sono ancora state pubblicate, delle quali parleremo a suo tempo. Apriamo dunque l’ottavo elenco delle offerte e vogliamo sperare che sia l’ultimo, fornendoci quando occorre per saldare i debiti.
Asilo “S. Vito”. Domenica 2 settembre, si è tenuta l’assemblea degli Azionisti per la nomina dei nuovi Amministratori. Fatta la votazione a schede segrete, sono stati eletti i sigg. Antonio Lanza, Faustino Gontero e Pietro Bertinetto. Essi resteranno in carica per un quadriennio. Nella detta assemblea è stato comunicato, che quest’anno l’Asilo ha dovuto sostenere spese alquanto straordinarie, fra le quali l’imbiancatura e decorazione di tutti i locali dell’edificio, e l’acquisto di una maggior quantità di carbone per il riscaldamento. Perciò si è deciso di fissare le azioni a lire Duecento cadauna e si è fatto appello alla generosità di persone benefiche. Si farà anche una petizione al Comune, perché aumenti il suo sussidio annuale, che finora è di sole ventimila lire. Le azioni si possono versare o al Presidente, che è il Vicario, o alla Direttrice, che è Suor Mafalda.
La Gita dei Fanciulli, si è fatta giovedì 30 agosto, con una magnifica giornata di sole. La meta è stata i Santuario di Belmonte, nel Canavesano, posto alla cima di un monte, alto oltre 700 metri. Vi si arriva per una strada asfaltata, ma non troppo comoda, anzi un po’ rischiosa, per le sue curve piuttosto strette. Il Santuario è officiato dai Frati Francescani; è attorniato da un bosco, nel quale sono sparse 14 Cappelle, che rappresentavano le stazioni della Via Crucis. Nell’andata abbiamo toccato i paesi di Leinì, Rivarolo, Valperga, Cuorgnè. Al ritorno abbiamo visitato il Santuario di San Firmino, in Pertugio, e per un’altra strada, siamo ritornati a casa, passando per Front, per San Maurizio e per Caselle, fermandoci presso l’aeroporto, dove stavano atterrando due caccia. Alla gita presero parte oltre 40 tra fanciulli e fanciulle e un bel gruppo di mamme e nonne. La gita è il premio annuale a chi frequenta la scuola di Catechismo e ne dà l’esame. Il pulman apparteneva alla Ditta Novarese di Volvera.

Novembre – Dicembre 1956

Cappella del Marchile. Quest’anno saranno giorni festivi l’otto e il nove dicembre, che capitano di sabato e di domenica. Quindi l’occasione è buona per celebrare solennemente la festa titolare della Cappella, che dedicata all’Immacolata. Pertanto, il giorno otto celebreremo la festa della Madonna Immacolata nella chiesa parrocchiale; e il giorno 9 dicembre la celebreremo al Marchile. Vi sarà una Messa al mattino presto, all’ora solita; e più tardi alle ore 11 vi sarà un’altra Messa che sarà cantata in musica. Nel pomeriggio si svolgeranno al Marchile le funzioni che di solito si fanno nella chiesa parrocchiale. Una grande novità ci sarà in detta festa; eccola, si farà l’inaugurazione della Nuova Balaustra. Se ne sente la necessità; quindi senza aspettare più oltre, ne ho fatta l’ordinazione. Così la Cappella con la balaustra diventerà più chiesa, perché non c’è chiesa senza balaustra. Sarà di marmo, e dei colori più belli, bianco, rosa e giallo. In occasione della festa faremo. In occasione della festa faremo incanto e lotteria d’oggetti a favore della Cappella. Raccomando vivamente di raccogliere oggetti: che siano tanti, tanti, affinché l’incasso sia soddisfacente.
Asilo S. Vito. Il nostro Asilo si è riaperto regolarmente il primo ottobre. Ma c’è da lamentare che sono troppo pochi i bimbi che lo frequentano. Quali le cause? Non può essere la retta mensile, la quale è inferiore a quella che si paga in altri Asili.
Le strade? Quelle che dal Marchile porta in Piazza, per l’interessamento del cantoniere sig. Raimondo Andruetto, è stata aggiustata, allargata in modo da essere comoda. Forse la vera causa è la negligenza dei genitori, che non danno la necessaria importanza ai vantaggi che porta all’Asilo, e quindi non sanno sopportare i sacrifici dovuti per accompagnare i bimbi all’Asilo. Comunichiamo che la Cassa di Risparmio, attraversa la Filiale di Piossasco, ha dato al nostro Asilo per il corrente anno, il cospicuo contributo di lire 50 mila. Così pure per l’interessamento del nuovo Sindaco sig. Giuseppe Andruetto, il Comune di Piossasco ha elevato il suo sussidio annuo, portandolo a lire 40 mila. Al sig. Sindaco e al rag. Fissore e per lui alla Cassa di Risparmio, in nome dell’Amministrazione dell’Asilo porgo sentiti ringraziamenti.
Parrocchiani carissimi, vi raccomando di interessarvi delle necessità della parrocchia, di vivere la vita parrocchiale, pensando da bravi cristiani ai problemi spirituali, e fra loro al più importante, qual’è quello di perseverare nella pratica della fede e per la salvezza dell’anima. Vi benedice il vostro Vicario.
La Popolazione aspetta… che cosa? Aspetta i miglioramenti e le opere, che la nuova Amministrazione comunale ha promesso.
LUCE. Per la luce elettrica alle zone, che ne dono ancora sprovviste, sappiamo che si sono già fatti dei passi presso la SIP, affinché la spesa sia ridotta ad una cifra accessibile. Questa spesa come sarà divisa? Una parte sarà coperta dal contributo del Comune, che speriamo sia generoso. In fondo è un po’ una restituzione di denaro, che il Comune fa a quelle famiglie, che da tanti anni hanno contribuito a pagare l’illuminazione del centro del paese, mentre esse vivevano a petrolio. Prima di far modifiche e migliorie all’illuminazione del centro, è certamente più giusto e doveroso dare la luce a chi non l’ha ancora. Speriamo che la Commissione creata appositamente vorrà occuparsi con sollecitudine per la soluzione del grave ed urgente problema.
STRADE. Le strade del centro del Marchile sono ultimamente peggiorate da essere proprio orribili e potremmo dire anche pericolose. Qui l’intervento del Municipio è richiesto d’urgenza, prima e più d’altre strade. La sistemazione non è facole, dato il lavatoio, dati i corsi d’acqua da incubare. C’è da augurarsi che sia studiata da competenti e che i lavori si facciano presto. Ci sembra che il Marchile per i suoi negozi, e per la popolazione che conta, meriti speciale considerazione. L’importanza della Frazione risulta anche dal fatto che al Marchile c’è una Cappella, la quale funziona come succursale della Chiesa parrocchiale, con la celebrazione della Messa non solo festiva, ma quotidiana. In quale altra frazione di Piossasco avviene la stessa cosa?

Gennaio – Febbraio 1957

Statistica Parrocchiale del 1956.
Battesimi diciassette, di cui sette maschi e dieci femmine.
Matrimoni sei.
Morti quindici, di cui sette uomini, il più giovane appena di 10 anni, il più longevo 83; otto donne, la più giovane 64 anni, e la più anziana 87.
La Balaustra alla Cappella del Marchile. Per inaugurare la balaustra nuova si celebrata con grande solennità la festa titolare della Cappella, domenica nove dicembre 1956. Vi furono due Messe: la seconda delle ore 11 fu cantata in musica. Alle ore 15 si svolsero nella Cappella le funzioni festive che di solito si fanno nella chiesa parrocchiale. La parte musicale venne eseguita con finezza e gusto dalla scuola femminile di canto. Predicatore della festa, sempre ascoltato con piacere e interesse, fu il rev. Can. G. Aimerito, parroco di Madonna della Scala. Dopo le funzioni ebbe luogo un grandioso incanto di numerosi oggetto a favore della Cappella; fatto con rara abilità dal sig. Giovanni Martinatto. La nuova balaustra (opera del marmista Giovanni Vaudagnotti di Torino), era veramente necessaria, era desiderata. Ora la Cappella è più completa, è più chiesa. Molta gente è stata a vederla, molta gente ha preso parte alle funzioni, ha visitato questo piccolo Santuario della Madonna Immacolata, che è tanto pregata e onorata. A sera i sigg. Rettori della festa, Eligio Gorrea ed Emilio Martinasso, hanno dato in casa propria un sontuoso ricevimento ai Sacerdoti e alle Cantarine, ai nuovi Rettori e ad altri. Il Vicario ha pubblicamente ringraziato i Rettori dell’opera prestata per un anno intero, per il decoro della Cappella; ed ha proclamato i Rettori per il prossimo anno 1957 i sigg. fratelli Eraldo e Pierino Lovera.
Battistini Letizia. – Mercoledì 28 novembre 1956 a Torino ebbe luogo nella Parrocchia di Maria Ausiliatrice, la sepoltura della signora Letizia Battistini. Fu notato che erano presenti molti sacerdoti. Questo fatto indica la riconoscenza di parroci e sacerdoti verso la defunta, la quale sapeva umilmente, ma generosamente aiutare le opere di carità e di beneficenza; indica anche la deferenza che sacerdoti e parroci hanno verso l’illustre figlio il prof. Stefano Battistini, primario dell’Ospedale S. Giovanni di Torino, il quale ha per i sacerdoti particolari riguardi, quando hanno bisogno di cure. A Piossasco, dove i sigg. Battistini tengono una villa, la signora Defunta era tanto conosciuta e tanto stimata. La sua illuminata carità si è dimostrata soprattutto in occasione dell’ultima guerra, quando qui venne costituita la Conferenza di S. Vincenzo per i poveri e i bisognosi, alla cui direzione faceva parte la sig.ra Battistini. La sua profonda fede religiosa, e la sua sincera pietà si manifestavano nel suo impegno di frequentare la S. Comunione e nell’assistere anche tutti i giorni alla Messa. Ella provò una grave pena, un sentito rammarico, quando per causa dell’infermità, non poteva più recarsi in chiesa. Nella villa, chi Le faceva visita, La trovava o intenta a leggere, perché era donna di vasta cultura; o intenta a sferruzzare, facendo calze e maglie. Non perdeva tempo, per non averne rimorso. Cristianamente esemplare nel vestire dimesso, umile e caritatevole con tutti. Ella lascia un largo rimpianto, ma anche un grande e vivo ricordo di vita esemplare. Ricordiamola nelle nostre preghiere e procuriamo di imitarla nella pratica del bene. Riposi in pace.
Campanilismo e Vicario Foraneo. Nella rivista”Palestra del Clero” del mese di novembre 1956, abbiamo trovato i seguenti due quesiti:
In uno stesso Comune si trovano tre parrocchie, e quindi tre parroci. Uno però è anche Vicario foraneo. Trattasi di benedire il nuovo gonfalone del Comune, c’è chi dice che la benedizione spetta al Vicario foraneo; c’è chi dice che spetta al parroco, nel cui territorio sta il Palazzo comunale.
Nello stesso Comune si è rifatto il monumento ai Caduti. A chi spetta benedirlo? Chi dice che spetta al Vicario foraneo; e chi dice che spetta al parroco nel cui territorio è eretto oil monumento. Che ne si dice della palestra?
La risposta dopo aver notato che vi sono benedizioni riservate al parroco secondo le leggi ecclesiastiche, continua così: “Se il Municipio e il monumento ai Caduti stanno in un dato territorio parrocchiale, il gonfalone e il Monumento sono di tutta la città, di tutti i cittadini. Oltre di che, la benedizione di cui si parla, non è un’ordinaria, sia pure solenne, funzione; ma piuttosto è una funzione sollennissima, straordinaria. Conviene che la faccia il Vicario foraneo, che è a capo di un Distretto, e sui parroci e sacerdoti di quel Distretto ha una certa giurisdizione. Non parliamo sempre di diritti, ma anche di doveri, siano pure, come nel caso, doveri di gentilezza e di rispetto”. I quesiti, come si vede, si adattano esattamente a Piossasco, dove sopravvive un vecchio e deprecato campanilismo fra la popolazione, tanto da influenzare qualche volta le stesse Autorità; di modo che a determinate funzioni religiose di carattere comunali, il Vicario Foraneo o è dimenticato o viene invitato come un altro qualsiasi. Crediamo che sia opportuno non favorire, ma combattere il campanilismo fino a farlo scomparire.

Marzo – Aprile 1957

Parrocchiani carissimi, ci stiamo avvicinando ad alcune Feste, che interessano molto la nostra parrocchia e tutto Piossasco, che sono sempre tanto aspettare.
La Festa della Madonna delle Grazie alla Cappella del Prarosto. E’ un Santuarietto tanto devoto, dove durante l’anno si dicono sovente delle Messe con buon intervento di fedeli. La festa si celebra annualmente l’ultimo giorno di carnevale, che quest’anno cade il 5 marzo. Alle ore 9 vi sarà Messa cantata, predica, recita del Rosario e canto di Lodi alla Madonna. Sono Rettori della Festa i sigg. Pietro Bertinetto e Carlo Neirotti.
La Festa di S. Valeriano. La si celebra il lunedì di Pasqua, che quest’anno sarà il giorno 22 aprile. La Messa avrà inizio alle ore 9,30. Qualche novità nella Cappella? Si, anche quest’anno si sarà una novità: ci sarà da vedere candelieri dell’Altare. Il cattivo tempo, che con la sua umidità passa attraverso le tegole del tetto (perché non c’è la volta), attraverso le finestre senza vetri, ha corroso e rovinato i candelieri che c’erano, rendendoli inservibili. Ne abbiamo ordinati di quelli più robusti e più resistenti, che saranno inaugurati nel giorno della festa. Persone generose hanno già dato offerte per la spesa; ne daremo il nome col resoconto, che faremo a suo tempo su questo Bollettino. Allora tutti a San Valeriano! Auguriamo una giornata migliore di quella dell’anno scorso; c’è da sperarlo, perché la festa è oltre la metà di aprile; stagione propizia al bel tempo. Rettori della festa i sigg. Elio Andruetto e Santino Oberto.
Cronaca Parrocchiale.
S. Antero al Campetto. Il primo gennaio e primo dell’anno corrente c’è stata al Campetto la festa di Sant’Antero, papa e martire, titolare della Cappella. Celebrava la Messa il Vicario, che volle essere presente alla festa per inaugurare i nuovi sei banchi ce n’era bisogno, abbelliscono la Cappella e rendono più comoda l’assistenza alle funzioni. Per contribuire alle spese ritenne un incanto, che diede un rilevante incasso. Era rettore della festa il sig. Cesare Lovera, che fu anche il costruttore dei banchi. La giornata era freddissima, molta neve ingombrava le strade, allora spuntò una proposta ed è questa: “Se la festa di S. Antero si facesse invece d’estate, come si fa in qualche luogo”. La proposta fu accettata all’unanimità; d’ora innanzi si farà d’estate, nel tempo delle ferie, perché è una propizia occasione per i parenti, amici e conoscenti per fare visita alle famiglie del Campetto. Il Vicario ha preso nota della deliberazione e disporrà in merito.
S. Giovanni Bosco. Nella casa Salesiana, sita nella nostra parrocchia, è stata celebrata solennemente la festa di S. Giovanni Bosco, il 31 gennaio scorso. Da Torino venne il rev.mo don Maggio, segretario del Rettor Maggiore, a portare la sua dotta parola, predicando più volte ai ricoverati sulle virtù e grandezze del Santo Fondatore. Cantò la Messa l’attuale Direttore della Casa, sig. Don Farina. Fra quelli che dall’esterno hanno partecipato abbiamo notato la signora Contessa Palma di Borgofranco, il sig. Comm. Alfano dott. Francesco, e il nostro Vicario, il quale colse l’occasione per ringraziare pubblicamente i rev.mi Sacerdoti Salesiani per i tanti servizi che prestano a bene della nostra parrocchia. Per i Ricoverati è stata una lietissima giornata, che ha fatto loro ricordate tante feste in onore di S. Giovanni Bosco, celebrate, in altri posti in altri anni, quando sul campo del lavoro; mentre ora sono sul campo di un forzato, ma meritato riposo. Ma anche in parrocchia vogliamo celebrare la festa di S. Giovanni Bosco, dato che ne abbiamo l’altare. Per maggior comodità di tutti, la festa è stata trasferita e fissata alla domenica 28 aprile prossimo, cioè alla domenica in Albis. La festa sarà preceduta da un triduo di predicazioni o conferenze a tutti i Giovani della parrocchia. Ne faremo noto a suo tempo, il programma dettagliato.
Rettori per l’anno 1957.
Compagnia SS. Sacramento: Giuseppe Racca e Giovanni Martinatto di Giuseppe.
Compagnia SS. Rosario: Guglielmo Peretti e Giovanni Valinotto.
Compagnia del Suffragio: Giovanni Lanza e Pietro Barberis.
Sono i Rettori che hanno l’incombenza di passare di casa in casa per raccogliere il grano e la meliga per la Chiesa. Nello scorso anno sono stati raccolti kg. 822 di grano, cifra che non si era mai raggiunta nel passato, e kg. 625 di meliga. Il grano ha fruttato lire 53.500 e la meliga lire 30.000, totale 83.500 lire che furono passate al bilancio della Chiesa. Nel 1956 abbiamo fatto indorare parecchi arredi della chiesa, fra i quali i due Angeli ai lati dell’altare maggiore. La spesa totale ha sorpassato assai le 200 mila lire. Ci sono dunque debiti da pagare. Ma speriamo ed auguriamo che anche quest’anno la colletta sia generosa. Ai sigg. Rettori, che scadono, un vivo ringraziamento per l’opera prestata; e ai nuovi, che subentrano, auguriamo buon lavoro.
Saluto d’addio. La panetteria di Piazza, posta in via Campetto 3, ha cambiato proprietario nel gennaio scorso: al sig. Caossolo Carlo è succeduto il sig. Camuso Antonio. I sigg. Coniugi Caossolo, prima di lasciare la nostra parrocchia, hanno voluto, per mezzo di questo Bollettino, inviare un riconoscente e cordiale saluti ai loro Clienti, con queste precise parole: “Sentiamo il dovere di ringraziare cordialmente la nostra Clientela, che per nove anni ci ha dimostrato particolare stima ed affetto. A tutti indistintamente auguriamo prosperità e benessere, fiduciosi che sempre in reciproca comprensione ed affetto si trovino i Clienti e gli attuali Successori”. La Clientela della panetteria sente da parte sua il dovere di ringraziare i sigg. Caossolo per il modo rispettoso e gentile, con cui fu sempre trattata; si rammarica della loro partenza e ricambia auguri di prosperità.
Passati all’Eternità. Quale nome sarebbe stato registrato per primo nel libro dei Morti del 1957? Eravamo ben lontani dall’immaginarlo. Fu il nome del sig. Giuseppe Marchisio, che alla cascina Farnesa mancò improvvisamente il 9 gennaio. Aveva fatto cena con la famiglia, come il solito, poi andando a letto, si sentì male. Fu chiesto d’urgenza il Medico e il Vicario, che accorsero uno dopo l’altro; ma non ci fu nulla da fare: il cuore aveva improvvisamente ceduto. La notizia suscitò molta impressione, perché tanto inaspettata. Il sig. Marchisio aveva 72 anni, spesi onoratamente; fu marito e padre affezionato, uomo onesto, probo e laborioso da mettersi la stima e l’ammirazione di quanti lo conobbero. La sua sepoltura fu così grandiosa come mai si era visto nella nostra parrocchia, per l’intervento di parenti, amici e conoscenti dai vicini e dai lontani paesi. Il suo ricordo rimarrà incancellabile.
Il secondo nome è quello del sig. Giovanni Martinatto fu Domenico, di 77 anni. Da parecchi anni era malandato di salute, e specialmente d’inverno, soffriva di asma. Ma nulla faceva presagire la sua morte, perché non apparivano peggioramenti. Egli invece dovette avere qualche presentimento sulla sua prossima fine, perché chiese di ricevere la S. Comunione. Difatti, il mattino del 24 gennaio gli fu portata la S. Comunione e circa un’ora dopo, egli cessava di vivere. Fu uomo di molta fede cristiana; sopportò con rassegnazione le sue pene, conservando sempre il suo carattere burlesco e gioviale. Negli anni lontani appartenne alla nostra scuola parrocchiale di canto, possedendo una poderosa voce da basso. Anche per questo i suoi amici cantori della nostra e dell’altra parrocchia hanno voluto cantargli in musica la Messa di settima. Questo fu fatto anche in omaggio al suo figlio Cornelio, che fa tuttora parte della nostra scuola di canto. Ai parenti dei due cari defunti, per i quali preghiamo la pace eterna, rinnoviamo sentite condoglianze.
Una Precisazione… Nel settembre 1956 c’è stato a Piossasco un raduno di ex Alpini, in occasione dell’inaugurazione del monumento ai Caduti, che fu restaurato, col ritorno di quell’aquila metallica, che era stata donata alla Patria nel tempo fascista. Per iniziativa della Sezione ex Alpini di Piossasco, l’aquila è ritornata più bella, più preziosa di prima. Il sig. Giovanni Giorda, ex alpino mutilato di guerra, guardia comunale, aveva parlato al sig. Vicario a riguardo della progettata festa; e a suo tempo gli fece pervenire una lettera d’invito ufficiale a partecipare alla dimostrazione. Con la lettera era allegato il dettagliato programma della festa; e fra l’altro era scritto che la benedizione al momento sarebbe stata data dal Prevosto di San Francesco Teol. Gianolio. Dunque è chiaro e preciso che il Vicario è stato invitato alla festa, ma non a compiere la benedizione. E’ certo che per questa dimenticanza, gli ex Alpini non hanno avuto la minima idea di offendere il Vicario. Il sig. Giorda, che si era preso tanto a cuore e aveva tanto brigato per la riuscita della festa, giustamente lamentava che al pranzo (magnificamente riuscito per il numero e per i gradi dei Presenti), non avesse partecipato nessun sacerdote, nessun parroco. Ebbene, è garantito che il Vicario se avesse benedetto il monumento, avrebbe anche partecipato al pranzo, ove avrebbe portato il saluto dei suoi Colleghi ai gloriosi e simpatici Alpini. Quando parecchi anni fa, fu benedetto e inaugurato questo stesso monumento, erano presenti alla funzione il Vicario di S. Vito Teol. Edoardo Bottallo; il Prevosto di S. Francesco Cav. don E. Lanza; e il parroco degli Allivellatori Cav. Don D. Gaude. Mentre i prevosto di S. Francesco si accingeva a farne la benedizione, il Cav. don Gaude gli disse: “Mi pare che qui spetterebbe al Vicario benedire”. Alla risposta negativa del Cav. Don Lanza, il parroco degli Al livellatori avrebbe soggiunto: “Scusami, ma così ti dimostri poco Cavaliere”. Il monumento non fu benedetto dal Vicario Foraneo, e nel settembre scorso è successa la stessa cosa. Ma affinché non si ripetesse la stessa scena, il Vicario di S. Vito e il parroco degli Allivellatori non sono intervenuti.

Maggio – Giugno 1957

Parrocchiani Carissimi, questo Bollettino esce con un po’ di ritardo per motivo delle feste Pasquali. Esso come il solito vi porta la cronaca della nostra vita parrocchiale e i progetti e le iniziative di opere e di lavori, che intendiamo compiere. Vi ringrazio ancora della bella vostra dimostrazione, datami a S. Giuseppe, in occasione del mio onomastico. La giornata incominciata ai piedi dell’altare con tante Comunioni, specialmente da parte degli Uomini, che facevano0 Pasqua, si è chiusa con una riuscita accademia nel salone dell’Asilo. La festa ha servito a ravvivare e riconfermare la nostra vicendevole affezione e fiducia. In quella circostanza ho accennato ad un lavoro, al quale ora do il via. Si tratta di rifare il rotto pavimento, attorno all’altare maggiore della nostra Chiesa parrocchiale. Il nuovo pavimento sarà a finto mosaico con piastrelle in parte di marmo. Costerà circa 150 mila lire. Il lavoro sarà affidato alla Ditta Mensa Bernardino e Figli, residente in Orbassano; ditta molto attrezzata e conosciuta per questi lavori. Ci darà il lavoro finito per la festa di San Vito, che celebreremo domenica 16 giugno prossimo; nel quale giorno ne faremo solenne inaugurazione. Questo nuovo pavimento abbellirà la nostra Chiesa. Avrete intanto osservato altri abbellimenti già compiuti: ho fatto indorare candelieri, cartagloria, angeli e altri arredi per una somma di circa 300 mila lire. L’oro costa caro. La casa di Dio va anche tenuta col dovuto decoro. Con le collette in chiesa e con la colletta del grano e della meliga pagheremo questa spesa. Intanto lancio il mio appello per Offerte pro Pavimento nuovo. Lo sforzo fa fare non è grave, poiché basterebbe che ogni famiglia della parrocchia facesse l’offerta di 500 lire e la spesa sarebbe subito pagata. Nel prossimo numero del Bollettino inizierò la pubblicazione delle offerte.
La Festa di S. Valeriano, è stata celebrata il lunedì di Pasqua. Il tempo ci ha favoriti assai, e il concorso do gente è stato numeroso e diciamo anche generoso, tanto che i Retori hanno fatto oltre 20 mila lire di colletta. Due gradite sorprese ci sono state. La prima fu quella dei candelieri nuovi all’altare: sei più alti, quattro più piccoli e la croce; tutti di metallo giallo, forte, resistente e di uno stile anche elegante, artistico. Con quest’apparato, abbellito da fiori ben scelti e ben disposti, l’altare faceva una magnifica figura. La seconda sorpresa è stato l’altoparlante, installato nella cappella con una bocca sulla facciata e un’altra sul fianco sud della Cappella. Così quelli che stavano fuori, all’aperto hanno potuto seguire la funzione; attraverso il microfono, il Vicario ha potuto dare gli avvisi necessari, far sentire la predica, come la nostra scuola maschile di canto ha potuto far giungere a tutti l’audizione della musica classica e polifonica, eseguita in diversi mottetti. Della seconda sorpresa dobbiamo dire un cordialissimo grazie al sig. Riccardo Oberto, piossaschese, che attualmente risiede in Pinerolo, ove tiene un ben avviato e rinomato negozio di radio, di televisori e simili. La spesa dei candelieri è la seguente: 60 mila lire per quelli più alti (10 mila lire ciascuno); 20 mila lire per quelli più piccoli (5 mila lire ciascuno); 20 mila lire la croce. Totale cento mila lire. Da parte di generose persone che vogliono mantenere l’incognito, sono già arrivate al Vicario lire 50 mila. S. Valeriano voglia benedire e ricompensare i suoi devoti. Rettori della festa erano i sigg. Elio Andruetto e Santino Oberto, che furono molto soddisfatti della buona riuscita della festa, per la quale si erano tanto prestati.
La Festa di S. Giorgio, celebrata mercoledì 1° maggio, è anch’essa riuscita benissimo. Nonostante il tempo imbronciato, numerosi Piossaschesi sono stati in cima al monte e si sono raccolti dentro e attorno alla Cappella alle ore 9,30 per sentire la messa. Il Vicario nella sua predica ricordò l’antichità della Cappella, la quale purtroppo necessita urgenti riparazioni; ha ricordato che mille anni fa, esisteva lassù un fiorente convento di monaci o abbazia. Ricordò la leggenda di san Giorgio, che uccise il dragone terribile, nel qual è simboleggiato il demonio; ricordò la Festa del lavoro, ormai fissata al 1° maggio, che presenta S. Giuseppe operaio, come esempio da imitare e da invocare da tutti i Lavoratori. Il tempo a poco a poco si rimise al bello, e si fece vedere anche il sole. In tutti si manifestò la più lieta e sana allegria. Erano Rettori della festa i sigg. Cornelio Martinatto e Carlo Neirotti.
Lagnanze e Proposte. Imposta di Famiglia. Anche a Piossasco, come in altri paesi vicini, si sono levate lagnanze e proteste contro la SATTI, per l’ultimo aumento fatto sulla tessera di abbonamento degli operai, che vanno a lavorare in Torino. Senza saperne il motivo, improvvisamente gli operai dovettero subire un forte aumento, che essi non riescono a giustificare. C’è qualcuno che abbia compiuto qualche passo presso la Satti per impedire o diminuire l’aumento? Non sappiamo; ma qui forse più che l’autorità sindacalista, è necessario l’intervento dell’autorità civile e politica. Facciamo voti perché gli operai, con tanto disagio ogni giorno, devono con corriera e tram recarsi a Torino per lavoro, possano trovare più compressione e protezione. Più garbata invece si mostra l’autorità comunale, la quale quando ha da mettere od aumentare le imposte, manda tanto di avviso e lascia libertà di ricorso e ammette a discutere gli interessati. Questo è sistema democratico, non sovietico. Ma pagare le imposte e tasse chi ha voglia? Finora si cercava i tutti i modi di far sotterfugi e di falsificare per non pagarle. Ma ora la coscienza sei cittadini italiani va orientarsi diversamente. E’ un grave errore credere che il Comune (o lo Stato) sia una mucca da solo sempre mungere, senza darle da mangiare. Il Comune senza denari non può far nulla. E i denari li deve prendere? Con piacere abbiamo letto che si fanno voti per una riforma in modo che le imposte erariali, che noi paghiamo, non vadano a finire quasi tutte nelle casse dello Stato, ma ne rimanga nella cassa del Comune una parte maggiore di quel che sia attualmente. Così i Comuni avrebbero maggiori entrate e potrebbero compiere maggiori opere. Per intanto, stando le cose come sono i Comuni sono obbligati a porre nuove imposte o ad aumentare quelle già esistenti. Come ha fatto ultimamente il Comune di Piossasco con l’Imposta di Famiglia, suscitando lagnanze e proteste. I giornali hanno pubblicato, che nel Comune di Andezzano presso Chieri, i 15 membri del Consiglio comunale hanno deciso all’unanimità di Triplicarsi l’imposta di famiglia, invitando nello stesso tempo la cittadinanza a seguire l’esempio. La decisione è stata presa dal Consiglio dopo aver ricevuto il bilancio finanziario e costatata la necessità di maggiori entrate. Non risulta che a Piossasco si sia fatto qualche cosa di simile; però è certo che l’esempio deve venire dall’alto, cioè da parte di coloro che sono più a mezzi, che sono più abbienti. Costoro possono facilmente rinunciare a qualche piccola comodità, a qualche cosa di superfluo per pagare l’imposta. Ma chi trova già difficoltà a sbarcare il lunario non può fare a meno di lagnarsi e protestare se è colpito da imposta o se vede aumentare quella che paga già. Bisogna ammettere che il compito della Commissione delle imposte è un compito della Commissione delle imposte è un compito non solo odioso, ma difficile. Il Ministro delle finanze, on. Andreotti, parlando alla radio sulla compilazione del modulo per la consegna Vanoni, il 30 marzo scorso, ha insistito su due qualità, che deve avere la Commissione: Severità e Giustizia. La severità è facile averla; ma fare le cose con giustizia è molto difficile. Quindi la Commissione può sbagliare; ma il contribuente può reclamare e lo sbaglio che viene corretto. Qualche volta chi paga l’imposta si paragona con gli altri che gli sembrano più a mezzi e che pagano molto meno; quindi grida all’ingiustizia… In teoria sembrerebbe logico, che ogni famiglia pagasse, sebbene in cifra minima, l’imposta famiglia. Come si può pretendere dal Comune, quando non si vuole concorrere nelle spese? Parlando di Piossasco, noi dobbiamo convenire che il Comune ha bisogno di denaro per compiere quelle opere che noi reclamiamo, fra le quali in primo piano c’è la luce alle Frazioni che ne sono ancora prive, il miglioramento delle strade. Chissà perché le imposte si pagano sempre tanto mal volentieri? Eppure nel pagare le imposte c’è una soddisfazione morale che viene dallo spirito di solidarietà umana, perché ripaga anche per i poveri, perché si concorre ai bisogni e al benessere di tante persone che vivono nel Comune o sono alle stesse dipendenze del Comune. Dunque siamo per le imposte?… sì, ma basate sulla Giustizia.

Luglio – Agosto 1957

Parrocchiani carissimi, Nuovo Pavimento. Abbiamo abbellito la nostra chiesa parrocchiale di un nuovo pavimento nel presbiterio, attorno all’altare maggiore. Quello di prima, vecchio, consumato e rotto, era di piastrelle di semplice cemento. L’attuale invece è molto più prezioso, perché fatto di larghe piastrelle marmoree, uso mosaico, con al centro una croce fra lastre di marmo fino. Il lavoro, che ha riscontrato l’unanime ammirazione, è opera della ditta Mensa di Orbassano. Ditta attrezzata e specializzata in lavori di pavimentazione. La spesa non è rilevante e sarà facilmente pagata, se tutte le famiglie della parrocchia concorreranno con la piccola offerta di almeno 500 lire. Iniziamo da questo numero del Bollettino a pubblicare un primo elenco di offerte. Mentre si faceva il pavimento, una macchina levigava e ripuliva anche i gradini dell’altare. Ma sono di marmo scadente tanto è che impossibile farli diventare belli. “Bisognerebbe cambiarli”! E’ quello che dicono tutti. Chissà che non si arrivi anche presto a compiere questo lavoro. Il nuovo pavimento è stato inaugurato nel giorno della festa di S. Vito, che fu celebrata domenica 16 giugno.
Campo Sportivo. Nel pomeriggio della stessa Festa di S. Vito abbiamo benedetto ed inaugurato il nuovo campo sportivo, situato accanto alla casa parrocchiale. E’ stata sacrificata una parte della vigna, è stato abbattuto il muricciolo che chiudeva il gioco delle bocce, e ne è stato costruito uno nuovo con sopra una rete metallica di tre metri d’altezza, e così è stata molto ampliata l’area dell’Oratorio. Si sono spese già oltre 50 mila lire. C’è da sperare che questo campo formi l’attrattiva dei piccoli e dei grandi; e data la vicinanza alla chiesa, nessun giocatore potrà mancare alle funzioni stabilite. Il gioco non deve mai impedire di adempiere i doveri religiosi festivi. Non tutte le parrocchie possono dare ai ragazzi ed ai giovani tanti giochi come la nostra. Abbiamo il bigliardo, il calciobalilla, il ping-pong, le bocce, la televisione e ora anche il campo sportivo… Che cosa si può pretendere di più? Voglia il Signore gradire quando facciamo per la Sua Gloria e per Suo Amore e ci benedica tutti, pastori e gregge. Vostro aff. mo Vicario.
Matrimoni Celebrati. Nei primi sei mesi di quest’anno nella nostra parrocchia, si sono celebrati sette Matrimoni. Ecco l’elenco: Roberto Aimone con Rina Magnino – Romeo Romeo con Franca Andruetto – Crescenzio Giovanni Lovera con Luigina Gorrea - Giovanni Ruffino con Santina Ruffino – Francesco Mascarello con Michelina Frigeris – Giovanni Brivio con Vittorina Spesso – Lorenzo Martinasso con Anna Maria Vaudagna. Tutti si celebrarono con solennità, anche se non sono stati tutti celebrati nella chiesa parrocchiale. Uno è stato celebrato nella Cappella delle Prese. Gli sposi erano ambedue residenti alla frazione Prese; allora per rendere loro più comoda la festa il Vicario decise di sposarli nella loro Cappella. La frazione Prese è la più lontana dalla Chiesa parrocchiale e precisamente ad un’ora e mezza di distanza, a nord del monte S. Giorgio. Lo sposalizio avvenne il giorno 18 maggio, alle ore 10. La Cappella, dedicata alla Madonna della Neve, era parata a festa ed infiorata. Molti parenti facevano corona agli Sposi; i quali dopo pronunciato il rituale “si” e dopo aver sentito il discorso del Vicario, assistettero alla S. Messa. A casa degli sposi seguì poi un ottimo pranzo, a cui presero parte con il Vicario numerosi parenti degli Sposi. Questo sposalizio non è una novità assoluta, poiché risulta che molti anni fa, furono celebrati lassù alle Prese alcuni Matrimoni. A quei tempi la frazione Prese contava un centinaio di abitanti, ora non restano che tre famiglie. E’ la montagna che si spopola!
Più frequenti sono invece i Matrimoni nella Cappella del Marchile. Il primo matrimonio celebrato in questa Cappella fu quello do Giuseppe Frigeris con Lidia Lovera il 10 maggio 1956. Il secondo fu quello di Teresa Oddenino con Michele Dovis, celebrato il 29 settembre 1956. Il terzo quello di Michelina Frigeris con Francesco Mascarello. Il quarto quello di Vittorina Spesso con Giovanni Brivio. Il quinto di Lorenzo Martinasso con Anna Maria Vaudagna. La cappella è sempre stata infiorata in modo meraviglioso, e i presenti alla cerimonia furono sempre numerosissimi. La celebrazione dei Matrimoni, come regola, si deve fare nella chiesa parrocchiale. Solo per eccezione e per giustificati motivi, e sempre col consenso del parroco, si può fare nelle Cappelle della parrocchia. Quindi giustamente il sig. Vicario esige una offerta pro Cappella dagli Sposi che vogliono sposarsi nella Cappella del Marchile.
Pro Asilo S. Vito. Su diversi giornali abbiamo visto pubblicato i numerosi e generosi sussidi, che la Cassa di Risparmio di Torino ha elargito in beneficenza per il 1957, in diversi paesi. Fra questi v’è anche Piossasco, dove tramite la locale Succursale, la Cassa di Risparmio ha erogato le seguenti cifre: Asilo Infantile “Gianotti” lire 70.000 – Asilo Infantile “S. Vito” lire 60.000 – Casa Salesiana di cura “Sacra Famiglia” lire 30.000 – Conferenza di S. Vincenzo “Villa Serena” lire 10.000 – E.C.A. lire 60.000 – Ospedale “S. Giacomo” lire 70.000 – Patronato scolastico lire 50.000 – Totale lire 350.000. Per il nostro Asilo che vive di oblazioni, la generosa oblazione della Cassa di Risparmio è una salutare “trasfusione di sangue”, che lo aiuta a risanare il bilancio. Il Vicario, quale Presidente dell’Ente e in nome dell’Amministrazione, rinnova pubblici ringraziamenti alla Direzione della Cassa di Risparmio di Torino, anche al Personale della Succursale di Piossasco per l’interessamento dato a favore di questo Asilo.
Pro Pavimento Presbiterio, abbiamo ricevuto la somma di lire 47.700.

Settembre – Ottobre 1957

Parrocchiani Carissimi, in principio del mese di luglio scorso, ricevevo dalla Curia Metropolitana di Torino la seguente lettera, che mi recava una poco gradita sorpresa. “Rev. mo sig. Vicario di San Vito, Piossasco. A nome di S. Eminenza il Card. Arcivescovo devo comunicarle che, per l’assoluta insufficienza di Clero disponibile per provvedere alle più urgenti necessità della Diocesi, egli è costretto, pure col più vivo rincrescimento, a pregare la S.V. di rinunciare al Suo Vice parroco, rev. don Peretti, che viene designato alla parrocchia di Cavoretto in Torino. La deliberazione è stata presa da S. Eminenza in considerazione del numero relativamente non grande di anime della Sua parrocchia, in confronto di altre popolarissime zone, che sono senza sacerdote. Sicuro che Ella vorrà accettare di buon grado questo sacrificio, prego di cuore il Signore, perché voglia concederle la salute e le energie necessarie al compimento delle Sue aggravate mansioni”.
Firmato Mons. Rossi, provicario.
Pro Pavimento Presbiterio. Continuano ad affluire all’ufficio parrocchiale le offerte per il pavimento del Presbiterio della Chiesa parrocchiale, ecco la somma del secondo elenco lire 32.400. Con queste offerte, aggiunte a quelle del primo elenco pubblicate nell’ultimo numero di questo Bollettino, tocchiamo la cifra di lire 81.100. Siamo ancora molto indietro dal traguardo finale, che è di lire 150 mila. Si vede che le famiglie non hanno ancora fatto il loro dovere; ma lo faranno, eccetto quelle poche, che per le opere parrocchiali sono sempre assenti. Fanno a nome di Dio e della Madonna, perché forse non hanno bisogno di grazie e di benedizioni. Ma tutti sappiamo che al tribunale di Dio non ci accompagneranno le cose di questo mondo, ma solamente i meriti delle opere buone compiute. Preghiamo dal Signore degna ricompensa a tutti gli Oblatori.
Lunedì 5 agosto si è celebrata la Festa della Madonna della Neve alla frazione Prese. Molti Piossaschesi hanno colto l’occasione della Festa per fare fino lassù una gita di mezza montagna. Di fatti il concorso di gente è stato assai numeroso e ha portato un po’ di rumore e di allegria lassù dove il silenzio si fa sempre più profondo, man mano che le case si svuotano, perché le famiglie scendono al piano. Rettore della festa era i sig. Ruffino Paolo.
Domenica 18 agosto scorso, si svolse nella nostra parrocchia la Giornata Pro Asilo S. Vito. Il programma della giornata fu diffuso largamente, perché arrivasse a tutte le famiglie. Lo scopo della giornata era anche finanziario, poiché attualmente l’Asilo S. Vito ha il bilancio in passivo. Ma lo scopo era soprattutto morale, con rincrescimento l’Amministrazione aveva notato, che durante l’anno scolastico 1956-57 il numero dei bimbi frequentanti l’Asilo era ridotto ai minimi termini. Per quali motivi?… Il motivo principale non è che sia il freddo invernale, né la scomodità delle strade o la lontananza, ma pare che sia la trascuranza da parte dei genitori, i quali non apprezzano sufficientemente l’utilità dell’Asilo. Le mamme forse sono le più colpevoli, e non portano i bimbi all’Asilo li privano di quell’educazione fondamentale che è tanto necessaria e di quella preparazione mentale, che sarebbe tanto di aiuto per le scuole elementari. Pertanto si è parlato su questo tema: “A che serve l’Asilo?” e speriamo che la Giornata abbia fatto effetto. La Giornata si è chiusa con un trattenimento dato dai Bimbi dell’Asilo e da altri ragazzi ex allievi dell’Asilo. Fu un lavoro magnifico, che riscosse calorosi applausi da un pubblico eccezionale. La Giornata ha fruttato all’Asilo la cifra di 40 mila lire, ma c’è da pensare che soprattutto abbia ridestato l’attenzione e la simpatia di tutti i Parrocchiani verso quest’opera tanto benefica. L’Asilo si riaprirà con il primo ottobre prossimo. La retta mensile (per chi può pagarla) sarà portata a lire mille. Come negli anni scorsi abbiamo terminato la festa dell’Assunta con la Serenata alla Grotta di Lourdes, ai piedi della bianca Madonna. Una luminaria dai più diversi colori dava un aspetto fantastico tratto di strada che dalla portaccia del Castello reca alla Grotta. Il pubblico era più numeroso che per il passato, e la Grotta era adorna di fiori e di luci come forse non lo fu mai. Quelli che per la prima volta partecipavano alla Serata erano giustamente meravigliati di tanta bellezza suggestiva. La funzione o Serenata durò circa un’ora, ci fece gustare momenti di paradiso, e lasciò in tutti una dolce, incancellabile impressione.
Lavatoio al Marchile. La frazione Marchile ha cambiato aspetto dopo che le sue strade centrali sono state asfaltate. Ce n’era bisogno. Però è scomparso il lavatoio pubblico e finora non è ancora stato rifatto. Sarebbe stato più logico, che prima di abolire quello esistente si fosse pensato a rifarlo altrove. Ad ogni modo un pubblico lavatoio al Marchile è giustamente reclamato, e bisogna trovare il posto, dove ricostruirlo. Chi ha disfatto quello preesistente, deve provvederne un altro, questo è naturale. Per rifare il lavatoio non è necessario che tutte le donne del Marchile siano d’accordo sul punto ove rifarlo. Perché forse non si arriverebbe mai a quest’accordo. Chi di dovere, prese le necessarie informazioni, vagliati i diversi pareri, decida al più presto, affinché cessino le crescenti lagnanze, tenendo a mente che l’importante è costruito comodo e per quanto possibile centrale.
I Donatori di Sangue. C’è in Italia come in altre Nazioni l’Associazione dei Donatori del sangue. E’ un’Associazione quanto mai umanitaria. Quanti malati, feriti sono stati salvati per messo di trasfusione di sangue! L’Associazione porta questa sigla: A.V.I.S. Per diffondere i benefici che l’Associazione reca all’umanità, si studia di moltiplicarne le Sezioni. Per questo anche a Piossasco da mesi è sorta una Sezione AVIS per interessamento speciale del sig. Giuseppe Trassero. Nel mese di luglio scorso, per darle forma consistente ed attiva si è costituito il Consiglio Direttivo, eccolo, Presidente Giuseppe Trassero, vice presidente Giovanni Martinel, segretario Giulio Goffi, consiglieri Giovanni Mola (vicesindaco) Alessandro Pautasso, Mario Elia. Attualmente gli iscritti a questa sezione AVIS sono n. 34. Le iscrizioni sono libere a tutti: non occorre che buon sangue e buona volontà di donarlo. La Sezione è già entrata in funzione, e auguriamo che possa efficacemente svolgere il suo programma, che è altamente umano e cristiano.

Novembre – Dicembre 1957

Cappella del Marchile. Continua ad essere regolarmente officiata sia nei giorni festivi sia feriali. C’è già chi vorrebbe vederla almeno tinteggiata nelle pareti e nella volta; c’è chi vorrebbe vederla un’opportuna decorazione, almeno attorno alla statua della Madonna, nell’abside. Sono tutte cose alle quali bisogna arrivare; ma prima è necessario saldare i vecchi debiti. A questo proposito qual’è la situazione? La seguente:
Spese fatte. Oltre la cifra di lire 2.460.000 pagate all’impresario, vi sono state altre spese minori per un totale di lire 165.000. Queste spese minori riguardano il marmista per aver disfatto, rifatto e collocato a posto l’altare, riguardano la scultura della mensola, i progetti del geometra, l’allacciamento e posa del contatore da parte della SIP, e la portoncina del tabernacolo. Altre piccole spese sono state coperte dal Vicario e non se ne parla. Quindi le Spese fatte sono in totale lire 2.625.000.
Entrate registrate. Con le offerte pubblicatesi questo Bollettino nel gennaio di quest’anno (lire 133.990) le entrate avevano raggiunto la cifra di lire 2.318.265. Ora aggiungiamo la cifra di lire 116.900 per le offerte e collette che qui pubblichiamo e si arriva alla cifra totale di entrate di lire 2.435.165. Rimane dunque ancora un d3ebito di lire 189.835. Si avvicina la festa titolare della Cappella, che è la Festa dell’Immacolata. Come il solito si farà un incanto di oggetti. Mettiamoci dunque all’opera per provvedere molti oggetti. Ci rivolgiamo al buon cuore di tutti, chi non può dare oggetti è pregato di inviare offerte in denaro.
Offerte Pro Cappella del Marchile. Sono tante le offerte, date da molti oblatori per la nascita di un loro figlio e in occasione del loro matrimonio, anche da una lotteria di un quadro (5.800 lire), da collette raccolte nella Cappella durante le funzioni per lire 58.000, si è raggiunto la cifra totale di lire 116.900, già registrate sopra.
Piossasco, zona depressa? C’è qualcuno che vorrebbe elencare Piossasco fra le zone depresse con lo scopo di poter avere da parte del Governo aiuti e sussidi, che diversamente non arrivano. Ma se Piossasco non può dichiararsi zona depressa, si può però dichiarare”Comune povero”. Non è che i cittadini di Piossasco siano poveri; è povero il Comune. E’ facile costatarlo:
a) Sono stati asfaltati alcuni tronchi di strade nel centro del paese; ma perché non sono state asfaltate le due piazze principali, piazza XX settembre e piazza S. Vito?
b) Perché la strada, che dalla stazione porta a S. Vito, che è una delle strade più importanti e più frequentate, è in uno stato semplicemente pessimo?
c) Perché l0illuminazione pubblica è tanto insufficiente e primitiva? Perché manca in diverse Frazioni come al Campetto, a S. Bernardo, ai Brentatori, ai Garola, ai Cascinali?
d) Perché il vecchio orologio del campanile di S. Vito non è ancora stato archiviato e sostituito da uno nuovo?
La risposta a questi interrogativi non può essere che questa: il Comune non ha denari, il Comune è povero. E allora?… Ma il povero stende la mano e chiede se vuol ricevere, allora il nostro Comune chieda e con insistenza a chi lo può e lo deve aiutare. Non è concepibile che si debba sempre andare avanti di questo passo.
Cavaliere al Merito. In Piossasco, che pure è un paese di oltre 4000 abitanti, sono relativamente poche le persone insignite di onorificenze. C’è chi crede, che molte ne sarebbero degne. Degno è stato riconosciuto ultimamente il sig. Riccardo Manzone, che per l’interessamento e su proposta di Sua Eccellenza l’on. G. Bovetti, Sottosegretario alla Difesa, è stato nominato Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Il cav. Manzone è a Piossasco dal 1945allora gli operai della sua piccola officina si potevano contare sulle dita di una mano, ora sono oltre 60. Di più lui fornisce lavoro a numerose piccole officine in Piossasco e fuori; di modo che i lavoratori che direttamente od indirettamente dipendono dal cav. Manzone sono 150-200. Questo progresso dimostra la sua intelligenza, la sua capacità tecnica e lavorativa e gli fa onore. Egli può dunque essere considerato un vero benefattore del paese; il paese mentre prende atto con gioia di questa ben concessa onorificenza, saprà cogliere l’occasione per tributare al neo Cavaliere degne onoranze. L’officina meccanica di precisione, di cui il cav. Manzone è Amministratore unico e nella quale è coadiuvato dal consocio sig. Natale Patrucco, è una delle prime d’Italia. Essa ha la sigla FRAP (fabbrica ricambi auto Piossasco). L’Autorità Comunale, che anni fa, a condizioni di favore, cedette alla FRAP l’area che attualmente occupa, saprà certamente dare all’opera fattiva del cav. Manzone tutto l’appoggio necessario, affinché la FRAP possa dare lavoro ad un sempre più grande numero di operai Piossaschesi. Questo è anche l’augurio nostro, mentre esprimiamo al neo Cavaliere le nostre felicitazioni per l’alta onorificenza conseguita, la quale è giusto riconoscimento dei suoi indiscutibili meriti.

Gennaio – Febbraio 1958

La Cappella del Marchile. Nel 1957 anche questa Cappella si è migliorata:
1) Si è arricchita della balaustra di marmo. Se ne sentiva la necessità ed era richiesta affinché la Cappella fosse più intonata a chiesa. Costò 200 mila lire! Ma i devoti della madonna del Marchile non sono stati distribuiti a pagarla, perché ci hanno pensato persone benefiche, che preferiscono per ora mantenere l’incognito. La Madonna susciti degli imitatori per altre opere, che ancora sono da compiersi nella Cappella.
2) Si è abbellita di due statue: quella del Sacro Cuore di Gesù, quella del Cuore Immacolato di Maria. Sono poste su mensole, a destra e a sinistra dell’altare. Sono molto belle, e devono servire a mettere viva la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, specialmente per le funzioni del Primo Venerdì e del Primo Sabato del mese. Le due statue sono state regalate da persone che sentono viva la riconoscenza verso la Madonna Immacolata, dalla quale hanno ricevuto grazie importanti.
Il Vicario, ogni giorno, celebrando la Messa nella Cappella, non dimentica di pregare per i benefattori della Cappella. La Madonna Immacolata voglia benedirli tutti, ma specialmente i più generosi, come quelli ora ricordati. La festa titolare annuale è stata celebrata domenica 15 dicembre con questo orario: ore 8 Messa con Comunione generale, ore 10,30 Messa cantata in musica; ore 15 Rosario, predica e Benedizione. Il tempo piovoso ha ostacolato alquanto le funzioni e in particolare l’incanto; ad ogni modo, fra incanto e collette, si sono raccolte nella giornata lire 28.500. Dato che il 1958 è l’Anno Mariano, che ricorda l’apparizione della Madonna Immacolata a Lourdes, avvenuta cent’anni fa, con quali novità noi festeggiamo? Si farà la decorazione a tutta la Cappella? O solo nell’abside, attorno all’immagine della Madonna?…Il Vicario nel giorno della festa ha ringraziato pubblicamente tutti i benefattori, piccoli e grandi, della Cappella, e fra questi anche i sigg. Eraldo e Pierino Lovera, per l’inappuntabile servizio prestato per un anno intero per il decoro della Cappella. Nello stesso tempo il Vicario ha pubblicato il nome dei nuovi Rettori, che i sigg. Angelo Bonetto e Domenico Bonetto.
Madonna della Grazie. L’ultimo giorno di carnevale, martedì 18 febbraio, si celebrerà la Festa alla Cappella del Prarosto. La Messa sarà alle ore 8,30. Ci sarà da ammirare qualche novità, che renderà più attraente la Cappella e inviterà di più alla preghiera e alla speranza in Colei, che è invocata “Madonna delle Grazie”. I Rettori della festa sono i sigg. Anselmo Bergoglio e Francesco Ferrero.
Costanza Bombara ved. Ferrero- E’ la Maestra, che per oltre 40 anni insegnò nelle scuole elementari del paese. Fu precisamente in riconoscimento di questa sua attività, che il 21 aprile 1938, con una cerimonia solenne ed indimenticabile, svoltasi nel Teatro Comunale, Le era conferita una Medaglia d’oro di Benemerenza, accompagnata da una dedica su ricca pergamena. Da allora la Maestra Bombara si ritirò in meritata pensione. Alla scuola Ella aveva dedicato con passione i suoi anni migliori e tutta la sua vita. Per lei l’insegnamento non era una semplice professione, ma bensì una vera missione. Le famiglie di Piossasco, e particolarmente i suoi tantissimi alunni ne apprezzarono l’opera intelligente e formativa, le serbano sempre affetto e stima, e non la potranno mai dimenticare. Pubblichiamo la sua fotografia, dalla quale traspare la sua signorile amabilità, con la speranza di far piacere a molte persone, che se la terranno cara e preziosa. E’ anche nostro dovere di riconoscenza ricordare la stimatissima sig.ra Maestra, poiché Ella per parecchi anni fece parte del Consiglio d’Amministrazione del nostro Asilo S. Vito, del quale si è sempre interessata. La sua anima eletta volò il 28 novembre 1957, a prendere possesso del meritato premio per le sue esemplari virtù e per le sue tante opere buone. Quel giorno fu per Piossasco un grande lutto. Il paese ha dato una dimostrazione straordinaria, unanime del suo cordoglio e nello stesso tempo del suo affetto e della sua stima verso la maestra Defunta, con un concorso plenario ai solenni funerali. Per la Maestra Costanza Bombara Ferrero, all’approssimarsi della morte, fu certamente di grande conforto il pensiero che aveva passata la sua vita a fare del bene, e solamente del bene. Ed è per questo che la sua memoria è in benedizione. Procuriamo di imitarla, mentre continuiamo a ricordarla nelle nostre preghiere.

Marzo – Aprile 1958

Parrocchiani Carissimi.
In questo numero del Bollettino pubblichiamo lo Stato Demografico parrocchiale, ossia la Statistica dei Nati, degli Sposi e dei Morti in parrocchia nel 1957. Purtroppo dobbiamo fare un’amara constatazione: i Morti superano i Nati. E’ vero che, stando alla percentuale solita, i Morti dovrebbero essere un po’ meno; ma è anche vero che i Nati, in proporzione al totale dei parrocchiani, dovrebbero essere oltre a 20. Come si spiega questo fatto? Il motivo non può essere economico, perché, quando decine d’anni fa, si viveva malamente, mangiando poca carne e molta polenta, le famiglie tuttavia erano numerose, e nessuno moriva di fame. Allora si metteva in pratica l’ordine di Dio: “Crescete e moltiplicatevi”; ora invece i giovani Sposi obbediscono a perfidi suggerimenti e limitano le nascite, violando gravemente la volontà di Dio. Quindi la loro vita è una vita di peccato. Le più responsabili sono forse le Spose, le quali non amano più i bimbi e non ne vogliono per evitare pene, fastidi e impegni. Le giovani Spose vogliono essere libere per poter partecipare ai divertimenti, per andare in gita, al cine, per frequentare il mondo e farsi vedere e ammirare… Hanno dimenticato lo scopo principale della loro missione, che è la procreazione e l’educazione della prole. Credo pertanto necessario fare un serio richiamo ai giovani Sposi, affinché vogliano adempiere generosamente e cristianamente quei doveri gravi, che si sono assunti con la celebrazione del Matrimonio. La denatalità ha le sue conseguenze anche nella Scuola: si sa che delle scuole sono state chiuse per mancanza di scolari. Così è già anche avvenuto per qualche Asilo. Dio non permetta che così avvenga per quello di S. Vito.
Statistica Parrocchiale 1957.
Battesimi: Luigi Bonetto di Giovanni – Giovanni Frigeris di Giuseppe – Luigi Capitani di Pietro – Mauro Ramassotto di Arturo – Rocco Cardamone di Luigi – Laura Andruetto di Luigi – Mario Lanza di Pierino – Lorenzo Baravalle di Domenico – Graziella Bergoglio di Roberto – Giorgio Frigeris di Alfredo – Domenico Gianbattista di Orazio – Francesco Siccardi di Michele. Totale n.12, di cui tre femmine e nove maschi.
Matrimoni: totale n. 12
Morti: totale n. 15 di cui undici maschi, un piccolo di otto mesi, il più longevo di 89 anni. Quattro sono le femmine, una di soli 31 anni, la più anziana aveva 85 anni.
Rettori per il 1958 – Il giorno dell’Epifania scadono ogni anno i vecchi Rettori e vengono nominati i nuovi. Ecco i nomi per il corrente anno:
Compagnia SS. Sacramento: sigg. Giovanni Martinatto di Giuseppe e Bartolomeo Marchisio.
Compagnia Madonna del Rosario: sigg. Giovanni Valinotto e Giovanni Ronco.
Compagnia del Suffragio: sigg. Pietro Barberis Battista Binello.
Festa del Prarosto. La festa della Madonna delle Grazie, al nostro Santuarietto del Prarosto è stata celebrata il 18 febbraio scorso. I presenti alla funzione hanno avuto la gradita e lieta sorpresa di vedere il quadro icona rifatto come a nuovo. I secoli passati (poiché il quadro conta più di 200 anni di vita), avevano lasciato la loro impronta sul quadro, che si era annerito molto. Ora, per interessamento della signora Vittoria Boneschi, il quadro è stato schiarito, ripulito da tecnici competenti, in modo che le immagini della Madonna e del Bambino appariscono in tutta la loro bellezza, e invitano di più alla preghiera. Anche la cornice del quadro è stata ritoccata. Il Vicario, nel suo breve discorso ha pubblicamente ringraziato per sé e per i presenti la signora Boneschi, invocando la ricompensa dalla Madonna delle Grazie.
Festa di S. Valeriano. Come il solito si celebrerà il lunedì di Pasqua, che quest’anno cade il 7 aprile. La Messa cantata nella Cappella del Santo sarà alle ore 9,30. Speriamo che sia una bella giornata, la quale inviti i Piossaschesi a salire al colle S. Valeriano e alla pineta, per godere al sole e all’aria balsamica una bella mattinata. Rettori della festa sono i sigg. Marcello Martinatto e Francesco Granero.
Novità in Paese. Luce. Da fronte autorevole e responsabile ci risulta, che fra pochi mesi la luce elettrica al Campetto e a S. Bernardino sarà un fatto compiuto. Dio lo voglia! In verità i Borghigiani della suddetta zona erano ormai sfiduciati, perché il tempo continuava a passare senza nulla di nuovo. Ora, dopo insistenza e pressioni, pare che si avvicini il giorno della soluzione del luogo e grave problema. L’Autorità Comunale sta per mantenere la parola data e facilmente le famiglie nella spesa non indifferente dell’impianto.
Strade. Nei giorni abbiamo letto: “Nove miliardi stabiliti dal governo per strade e acquedotti”. Allora nell’elenco dei paesi beneficiati per strade abbiamo cercato di leggere anche Piossasco, ma invano. I detti fondi sono erogati non solo per strade nuove da farsi; ma anche per “sistemazione” strade. Ora le nostre di Piossasco avrebbero proprio bisogno di sistemazione, a cominciare da quelle del centro e da quella che si chiama via a S. Vito. Si avvicina l’estate e questa via a S. Vito sarà tanto frequentata da macchine, perché non darle una migliore sistemazione? La prima cosa da farsi sarebbe di allargarla, coprendo i fossati laterali. Scomparirebbero così quelle sponde, che sovente vengono rovinate dai pesanti camions e rendono la strada impraticabile. La spesa necessaria non deve essere grave, e gli utenti che viaggiano in macchina, invitati a dare un contributo, certamente non lo negheranno. Siamo pertanto in fiduciosa attesa.

Maggio – Giugno 1958

Cappella del Marchile. Il corrente anno 1958 è l’anno Centenario delle apparizioni ella Madonna di Lourdes. Noi abbiamo programmato diverse manifestazioni di devozione alla bianca Madonna dei Pirenei, fra le quali abbiamo elencato la decorazione della Cappella del Marchile, che è precisamente dedicata alla Madonna Immacolata. Quando riceverete questo Bollettino i lavori della decorazione saranno già terminati e ottimamente riusciti, tanto da maritare una solenne inaugurazione. Noi la faremo nel mese di maggio corrente, a chiusura del mese di Maria, e precisamente la domenica 18 maggio. “Ferrero Stefano e Figlio di Torino”è la ditta che ha eseguito i lavori. In meno di una settimana, con gusto artistico, ha compiuto la decorazione, la quale ha incontrato l’unanime soddisfazione. Ne riparleremo. Tutti desideravano che la Cappella venisse decorata, ma che questo lavoro si facesse così presto è stata una… lieta sorpresa. Ben decorata, vestita, per così dire, a festa la Cappella sarà ancora più accogliente e più frequentata: diventerà un grazioso Santuarietto della Madonna Immacolata. (In secondo tempo faremo altrettanto per la Cappella di S. Valeriano).
Sepolture e Funerali. Bisogna che siate convinti, che non è più possibile fare le sepolture e i funerali solenni e grandi come per il passato, ed i motivi principali sono due: mancano i sacerdoti e mancano i cantori. La nostra situazione è uguale a quella di tante altre parrocchie; e risulta che in certe parrocchie la Messa stessa della sepoltura non si canta più, ma la si celebra letta. Quindi i parenti dei Defunti non devono pretendere, ma adattarsi alle circostanze. La Messa a tre preti si celebrerà quando si potrà, cioè quando sarà possibile avere i tre preti. Invece sarà più facile far celebrare la Messa da un solo sacerdote, ma cantato con organo dalla Scuola maschile di canto, se in giorno festivo, e dalla Scuola femminile di canto, se in giorno feriale. In questo modo la funzione riesce solenne. Per le sepolture, nella nostra parrocchia c’è ancora un’altra difficoltà: la lontananza del Cimitero, che è a circa un chilometro e mezzo dalla Chiesa parrocchiale. Pertanto resta stabilito che un solo sacerdote accompagnerà il defunto al Cimitero, e non si potranno più le torce. Le torce si portano dalla casa del defunto fino alla Chiesa e vanno portate come si devono portare le torce e le candele: non si tratta di portare dei bastoni!
Festa di S. Valeriano. Celebrata il lunedì di Pasqua, 7 aprile. In un limpido cielo, splendeva un bel sole la primitiva mattinata invitava ad uscire da casa e a salire verso la pineta, alla Cappella di San Valeriano. Vi era, infatti, un mondo di gente, quando alle ore 9,30 incominciò la Messa. I Cantori della scuola Cantorum eseguirono scelti Mottetti di musica polifonica. Celebrava la Messa il rev. Don Biava, prefetto della Casa Salesiana di Piossasco. Fece la predica i Vicario, il quale notificò che quest’anno non c’erano novità da inaugurare, ma non c’erano neppure debiti da pagare. E’ un anno di riposo per prepararci a futuri lavori. È in progetto la decorazione della Cappella. Il primo fondo sarà costituito dalle 25 mila lire di colletta raccolte nel giorno della festa. Soddisfatti della buona riuscita della festa erano anche i Rettori sigg. Marcello Martinetto e Francesco Granero. Per il 1958 saranno Rettori i sigg. Antonio Buttigliengo e Domenico Morello.
Luce al Campetto. La pratica per dare la luce al Campetto era arrivata ad un punto morto. Fu chiesto ancora una volta l’interessamento del Vicario il quale tramite il valido appoggio dell’ing. Alberto Valvassori, ottenne che tosto la pratica si rimettesse in moto. Immediatamente da parte della SIP si provvide un quantitativo dettagliato di lavori e di spese (8 milioni di lire). In Municipio venne data parola che il Comune avrebbe contribuito per tre milioni; gli altri cinque milioni vennero suddivisi fra le famiglie (circa 35) della zona campetto, S. Bernardino, e subito si effettuarono i versamenti presso la tesoreria del Comune. Lo sforzo fatto per avere la cifra necessaria è stato gravoso, specialmente da parte d’alcune famiglie. Si aspettavano che il Municipio accettasse il versamento a rate, come aveva promesso… Ci fu un momento, in cui per causa di qualcuno che non poteva o non voleva versare la quota, la pratica sembrava arrestarsi di nuovo. Come Dio volle, il nuovo ostacolo fu sormontato. Ormai è certo che la luce elettrica arriverà finalmente ad una larga zona della parrocchia, che vedrà così soddisfatta una sua lunga aspettativa e potrà godere di una delle più sentite comodità di vita, quale è la luce elettrica.

Luglio – Agosto 1958

Parrocchiani Carissimi,
Canonico. Ormai lo sapete, perché la notizia è comparsa sui giornali, sulle riviste e sui bollettini parrocchiali. Sono stato nominato “CANONICO ONORARIO” dell’insigne Collegiata di S. Maria della Stella di Rivoli. La nomina ufficiale da parte di Sua Eminenza, il Card. Arcivescovo di Torino, porta la data dell’otto aprile 1958. Si potrebbe dire che io o preso il posto, lasciato libero, da un altro Piossaschese, cioè dal rev. mo Can. don Pasquale Mondino, poiché egli, gravemente malato, ebbe appena il tempo di conoscere la mia nomina, sorridere di contentezza e poi morire: era il 15 aprile. Egli nativo di Piossasco rappresentava nella Collegiata di Rivoli il nostro paese, che ora sarà rappresentato da me. La nomina a “Canonico Onorario” è per un sacerdote un po’ come la nomina a Cavaliere per un laico: il laico porterà la croce all’occhiello; il sacerdote indosserà qualche volta la cappa, che è la divisa. La nomina è un premio o riconoscimento per opere compiute? Qualche volta lo è e dovrebbe anche esserlo sempre. Ma è soprattutto un incoraggiamento da parte dei Superiori. Io la prendo in questo senso, e perciò procurerò di continuare a fare del mio meglio sia nell’Ufficio vicariale, sia nella reggenza della parrocchia e sia nel compimento di opere necessarie all’efficace ministero pastorale. Se per accontentare parrocchiani ed amici si vorrà celebrare la nomina con qualche manifestazione esteriore, sarà una buona occasione per ricordare il mio ingresso parrocchiale e in una comune festa ringraziare il Signore dei favori elargiti alla nostra parrocchia dal 19 luglio 1931 ad oggi. Come di dovere ha anzitutto ringraziato l’eminentissimo Cardinale Arcivescovo per la nomina fatta, e poi ho ringraziato il rev. mo don Domenico Foco. Arciprete di Rivoli, Canonico capo della Collegiata, per aver dato il nullaosta richiesta della mia nomina. Ora ringrazio da questo Bollettino tutti coloro, che nella loro bontà e gentilezza mi hanno inviato rallegramenti e felicitazioni.
La Festa della Prima Comunione, è stata celebrata nella nostra parrocchia, nel giorno dell’Ascensione, il 15 maggio. Alle ore nove i bimbi presero posto in banchi per loro preparati, mentre la chiesa si riempiva di popolo, specialmente di parenti di parenti dei bimbi. Dalle pubbliche interrogazioni fatte loro dal sig. Vicario, è risultato che i bimbi erano ben preparati. Il lavoro lungo e faticoso della preparatrice è stato compiuto dalla Direttrice dell’Asilo, Suor Mafalda. La funzione, durante la quale il Vicario parlò ai piccoli e ai grandi, si svolse con molto raccoglimento e solennità. Chi disturba sono d’ordinario i fotografi. Seguì una dolce colazione, servita nei locali dell’Asilo dalle Signorine dell’Associazione S. Agnese. Gentili persone avevano inviato i biscottini. Poi la festa continuò nelle singole famiglie, dove i bimbi, complimentati dai parenti riuniti per l’occasione, portarono tanta gioia nei cuori di tutti. Ecco i nomi dei 14 Comunicandi, n. sette bambini e n. sette bambine: Sergio Andruetto, Luciano Baruffa, Gianni Lovera, Renato Lovera, Pietro Lusso, Roberto Picco, Daniele Tomei, Carla Dal Mas, Irma Gennèro, Luciana Grissino, Egle Lanza, Luigina Paoli, Rosina Picco, Marinella Salvai.
Festa di San Giorgio. Fu celebrata il primo maggio, in una splendida giornata di sole, che richiamò lassù sulla vetta del monte S. Giorgio, una grande folla di gente. Era anche la Festa del Lavoro e molti lavoratori Piossaschesi la celebrarono salendo alla cappella di S. Giorgio, con il duplice scopo di onorare il Santo e di fare una bella gita. Il Vicario nel suo breve discorso richiamò l’attenzione sulle condizioni precarie della Cappella, che va peggiorando e pose questo interrogativo: è meglio restaurare l’attuale Cappella o è meglio farne una nuova dalle fondamenta? Ecco il problema che è urgente risolvere. Erano Rettori della festa i sigg. Germano Martinetto e Giovanni Andruetto fu Giacinto, i quali hanno raccolto l’abbondante colletta di oltre undicimila lire, pro Cappella.
Per la Cappella del Marchile, Offerte e Collette. Offerte per grazie ricevute o per nascita dei figli o in occasione del proprio matrimonio per una somma di lire 52.500. Più collette raccolte nella Cappella da gennaio a tutto maggio 1958, lire 32.300. Queste non sono ancora le offerte per i nuovi lavori: a ogni famiglia è stata inviata una busta; aspettiamo che ritorni con dentro qualche offerta. I nuovi lavori non consistono solo nella decorazione interna della Cappella, ma anche nei lavori esterni, dei quali parleremo un’altra volta quando saranno stati terminati.
Festa di S. Vito. Da alcuni anni la nostra festa Patronale era ostacolata dal cattivo tempo, che ci aveva anche impedito di fare la Processione. Quest’anno invece ilo 15 giugno è stata una giornata di sole, e la festa ebbe il suo massimo splendore, la sua più solenne manifestazione nella Processione, che fu un vero trionfo per S. Vito. Vi hanno partecipato al completo le Compagnie religiose, con i relativi stendardi; le Associazioni d’Azione Cattolica con le relative bandiere; numerosissimi i Parrocchiani. Era presente il Sindaco di Piossasco sig. Giuseppe Andruetto, accompagnato dal Consigliere provinciale Cav. Michele Elia e da Consiglieri comunali. Intervenne la banda musicale del Comune, che sotto la guida del maestro sig. Fellone, con le sue esecuzioni portò alla funzione una nota di eccezionale festività. Dal pulpito disse le glorie di S. Vito, in un interessante panegirico, il rev. Salesiano don Alessandro Terpìn ex missionario del Siam. La parte musicale delle funzioni di Chiesa venne egregiamente disimpegnata dalla nostra Scuola maschile di canto.
Le Elezioni Politiche, del 25 maggio scorso, grazie a Dio, sono andate bene in tutta Italia e anche a Piossasco. La Democrazia Cristiana, che era già il Partito più forte, si è ancora rinforzata di più, aumentando il numero dei voti e dei seggi. A Piossasco ha raccolto n. 1506 voti, vale a dire più di tutti gli altri Partiti insieme. Sono leggermente diminuiti i voti al Partito Comunista e al Partito Socialista. Buon segno anche questo. I fatti tragici e la vita dura e schiava, che il Comunismo attua in tanti paesi, cominciano ad aprire gli occhi a qualcuno, e fanno pensare seriamente che il Social comunismo non è per niente il sistema adatto per migliorare la vita sociale dei lavoratori. Quei 600 Piossaschesi che hanno votato PCI e PSI non sono forse dei poveri illusi? E’ aumentato a Piossasco il numero dei Liberali (n. 264). Ma quanti di costoro conoscono il programma del Partito liberale? Forse si sono lasciati ingannare dalla propaganda e dalle false promesse. A Piossasco ci sono stati n. 10 (non sappiamo se uomini o donne, e se più uomini che donne), che hanno saputo distinguere lo stemma del Partito dei Divorzisti, e hanno votato per il divorzio. Vi sono dunque degli spossati che “sperano” nella libertà! Ma non sanno forse che il divorzio è contro il Matrimonio religioso e sarebbe sempre proibito ai cattolici, anche se fosse approvato per legge civile. Chi ha votato DC, ha votato da cristiano cattolico, perché questo Partito garantisce il rispetto e l’attuazione dei principi cristiani cattolici; e ha votato da buon cittadino, perché questo Partito con tutto il bene già compiuto in Italia in pochi anni, garantisce il nostro Paese progresso, libertà e pace.

Settembre – Ottobre 1958

Festa Parrocchiale. La mia nomina a Canonico Onorario ha dato occasione ad una grande festa parrocchiale, che abbiamo celebrato insieme con entusiasmo e gioia. Era la festa del Generale (del Parroco), premiato per le vittorie riportate; ed i soldati (i parrocchiani) hanno condiviso con lui l’onore e la gioia. Si, l’onore è anche vostro perché se in parrocchia si sono realizzate molte opere buone, il merito è anche vostro, che avete corrisposto alle mie iniziative e con me collaborato. Il Generale da solo può fare poco o nulla: ha bisogno dei soldati. Così i soldati non possono fare senza il Generale. Quando si onora il Generale si intende onorare anche i soldati.Perciò la mia nomina è anche un onore per la parrocchia. La festa è stata un bis di quella del 25.nio di parrocchia di due anni fa, che certamente tutti ricordate. Si è parlato un po’ troppo di me, con quelle esagerazioni che sono solite né discorsi di circostanza. Perdono a tutti gli oratori e prendo le loro parole come dette a titolo di incoraggiamento per continuare nel lavoro pastorale e non adeguarmi a riposare sugli allori, come si suole dire. Farò del mio meglio perché il ritmo della vita parrocchiale non si arresti. Oltre le funzioni in chiesa, anche il grandioso pranzo di gala mi ha dato propizia occasione di vedermi attorno Autorità, Personalità, Parrocchiani e Amici. Ringrazio anche tutti coloro che mi hanno inviato regali, fiori, telegrammi e lettere di rallegramento e di augurio. Qualche oratore al pranzo concludeva il suo discorso con queste parole: “Voliamoci bene! Continuiamo a volerci bene!”. Faccio mie queste parole augurali e prego il Signore che ci aiuti a mettere in pratica.
Pro Chiesa. E’ già stato pubblicato che su questo Bollettino si è aperta una nuova rubrica che si intitola: “Pro Chiesa”. Qui verranno pubblicate le offerte per le necessità della nostra chiesa parrocchiale, e intanto si parlerà dei lavori che si faranno. Attualmente stanno per iniziati due importanti lavori: il primo consiste nei restauri al Battistero. Da oltre 30 anni il Battistero, rovinato da infiltrazioni d’acqua, aspetta di essere rifatto. Finalmente lo sarà. Un professore d’arte di Milano a preparando i progetti e curerà i restauri in modo che ne risulterà un battistero artistico. Il secondo lavoro consiste nella revisione totale dell’organo. Tutte le canne verranno rimosse e ripulite e poi intonate. Tutto l’organo verrà ripulito e ripassato in ogni sua parte, e verrà provvisto da un ventilatore elettrico. Questa spesa già contrattata sarà di circa 150 mila lire. E’ da qualche tempo che questo lavoro doveva essere fatto.
Parrocchiani Carissimi, la chiesa è la casa di Dio, ma anche la vostra; Voi ci tenete ad averla bella, decorosa; anzitutto per la gloria di Dio, ma poi anche per il vostro onore. Allora, ricordando il vostro battesimo, volentieri e riconoscenti a Dio, inviate le vostre offerte per il Battistero. Il Signore vi benedirà e ricompenserà come di cuore Vi augura il vostro aff. mo Vicario.
Vita Parrocchiale.
Festeggiamenti. L’esultanza dei Parrocchiani per la nomina del Vicario a CANONICO ONORARIO dell’insigne Collegiata di Rivoli, ebbe il suo sfogo in una giornata di festa, domenica 20 luglio scorso. La Giunta parrocchiale, costituitosi in comitato, ha preparato e organizzato i festeggiamenti, che hanno superato ogni previsione. Si può affermare che fu una seconda edizione della festa del 25.nio di parrocchia, celebrato due anni fa. Alle ore 11 il Neocanonico celebrò la Messa solenne, assistito dal rev. don Bolatto, prevosto di Cafasse, suo paese natio, e dal rev. don Fiora venerando sacerdote, nativo di questa parrocchia. Erano presenti Autorità e Personalità locali con a capo il sig. Sindaco, le Rappresentanze di Cafasse, dei Coscritti, delle Associazioni d’Azione Cattolica con le loro bandiere. Dopo il canto del Vangelo, il compagno di corso Can. Teol. Aimerito (da tutti conosciuto come “L’uomo della strada”), tenne il discorso ufficiale. Pigliando le mosse da un simpatico episodio Manzoniano dei Promessi Sposi, egli con la consueta forma elegante e precisa, parlò delle opere compiute dal Vicario in 27 anni di parrocchia: opere che furono il motivo della sua nomina a Canonico, la quale è riconoscimento e premio da parte dei Superiori. A mezzogiorno nel salone dell’Asilo vi fu un grandioso pranzo di gala, di cento commensali. Tre lunghe tavole facevano capo alla tavola d’onore, dove attorno al festeggiamento sedevano le Autorità ecclesiastiche e civili. C’erano, il Sindaco di Piossasco sig. Giuseppe Andruetto, due Consiglieri Comunali di Cafasse in rappresentanza del Sindaco, indisposto di salute; il Cav. Giovanni Battista Fornelli, fratello del Vicario; il Cav. Michele Elia, consigliere provinciale; il Can. Cav. Don Gaude, parroco degli Allivellatori; il Can. Teol. Aimerito; il Prevosto di Cafasse; il rev. don Rossi, prevosto di Cumiana; il rev. Don Pietro Fiora; il rev. don Biava, prefetto della locale Casa Salesiana; il rev. Cav. Don Maddio, cappellano dei Luisetti; il rev. don Domenico Fornelli, parroco a Borgo S. Maria di Moncalieri; il rev. don Enrico Paviolo, l’organista della giornata (C’era un solo posto vuoto fra gli ecclesiastici, da tutti notato e giustamente disapprovato; era stato vuoto anche alla festa del 25.nio di parrocchia). C’erano un gruppo di Signore e Signori di Piossasco e di Cafasse; il Comm. Alfano dott. Francesco, ufficiale sanitario; il dott. Persoglio, medico condotto; il dott. Fornelli, nipote del Vicario; il Comm. Domenico Giaj-Via col figlio dott. Alessio. C’erano ragionieri, geometri, dirigenti di aziende, amministratori dell’Asilo, professionisti, coltivatori diretti, operai, coscritti e molti altri. Tutti sinceri amici e ammiratori del Vicario. Alla fine del pranzo, servito in modo inappuntabile dalla ditta Peinetti di Cafasse, il Presidente della Giunta parrocchiale sig. Eraldo Lovera, a nome dell’Azione Cattolica e dei Parrocchiani, rivolse al Neo Canonico parole di omaggio; diede comunicazione delle adesioni pervenute a mezzo lettere, telegrammi. Fra questi va notato quello dell’Arciprete e della Collegiata di Rivoli. I Parroci e Canonici di Rivoli furono forzatamente assenti, perché trattenuti a Rivoli, dove nella parrocchia Tetti Neirotti, in quel giorno faceva l’ingresso il nuovo Parroco. Dopo il presidente della Giunta presero la parola il Can. Cav. Don Gaude a nome del clero della Vicaria; ancora a nome dei compagni di corso; il rev. don Fiora, il Cav. Fornelli a nome dei Cafassesi e dei Parenti. Tutti ricordarono lo zelo, l’attività apostolica del Vicario, svolta in diversi campi e in diversi luoghi, da quando fu sacerdote ad oggi. A tutti rispose il festeggiato, ringraziando i presenti per l’onore fattogli con il loro intervento e ringraziò tutti coloro che avevano collaborato per il buon esito della festa. Intanto era arrivata la Banda municipale di Piossasco, che con le sue suonate festose aumentò il tono dell’allegria. Quindi in corteo con la Banda in testa, si accompagnò il Neo Canonico in chiesa. Fu benedetta la nuova Cappa canonicale, che tosto venne indossata dal Vicario alla presenza del popolo. Seguiva la benedizione eucaristica. Un plauso va dato alla nostra Scuola maschile di canto, che lodevolmente disimpegnò la sua parte nelle funzioni della giornata. Questa festa solenne ha lasciato in tutti un lieto e incantevole ricordo.
Festa alla Grotta. “Dato l’anno eccezionale del centenario Mariano, ben volentieri concedo la chiesa facoltà della celebrazione della S. Messa all’aperto, dinnanzi alla nicchia, dove sta la bianca immagine della Madonna”. Così rispondeva al Vicario l’Eminentissimo Cardinale Arcivescovo di Torino. E nel giorno 15 agosto, festa di Maria SS. Assunta, alle ore 11 abbiamo fatto una bella funzioncina alla Grotta dei Salesiani. Il rev. Sig. Direttore don Farina ha celebrato la Messa: l’ex Direttore don Meliga ha tenuto un breve discorso, e il Vicario ha fatto eseguire dai suoi Cantori Mottetti e Lodi. Assisteva un numeroso ed eletto pubblico. Ma molto più numerosi furono alla sera i presenti alla fiaccolata che ebbe luogo alle ore 20,30. La strada che conduce alla grotta e le adiacenze della nicchia, dove troneggia la bianca Madonna, erano fantasticamente illuminate e infiorate. Si è pregato e cantato tanto, specialmente per la pace del mondo.
Lanza Modesto Costanzo. L’uomo più vecchio di Piossasco morì qui il 6 luglio 1958. Era anche nato a Piossasco, in questa parrocchia, il 22 settembre 1865. Due giorni dopo ricevette il Santo Battesimo, nel quale gli furono imposti i nomi di Modesto e Costanzo. Vedovo dal 1942 di Agostina Bruno, viveva col figlio Aleardo, assistito con tutte le cure ed attenzioni possibili. Di fatti egli godeva d’ottima e robusta salute. Non aveva ancora 20 anni quando sentì forte la passione per la caccia. Da allora per più di 70 anni rinnovò il suo porto d’armi per dedicarsi alla caccia; ed era ritenuto uno dei migliori cacciatori. Fu un bravo cacciatore, e anche un bravo cristiano: nonostante i suoi 90 anni suonati, egli tutte le feste saliva alla Chiesa parrocchiale di San Vito ad assistere alla S. Messa. La sua morte non fu preceduta da alcuna malattia, morì sulla breccia, come si dice. In pochi giorni la vecchiaia gli tolse ogni forza, ed egli si spense come la lampada, a cui viene a mancare l’olio. Molti cacciatori di Piossasco e di paesi vicini e lontani, intervennero alla sepoltura per rendere onore al venerando cacciatore amico e maestro. Ora riposano per sempre quelle svelte e robuste gambe, che al piano, al colle e al monte avevano fatto tanti passi. Anche l’anima sua speriamo e preghiamo che abbia a riposarsi per sempre in Cielo.

Novembre – Dicembre 1958

Chiesa Parrocchiale. l’amministrazione o bilancio della chiesa parrocchiale importa sovente delle spese straordinarie, per lavori necessari all’esterno o all’interno. Attualmente in lavoro straordinario è stato quello dell’organo, che aveva assoluto bisogno di essere riparato e aggiornato. Era ultimamente in deplorevoli condizioni, e giustamente se ne lamentavano le due nostre Cantorie. Quest’organo fu costruito circa 60 anni fa dall’organaro sig. Lingua di Torino. E’ a una sola tastiera; ha 1160 canne d’ottimo metallo, è stimato un buon organo. E’ stato ora ripulito e ripassato canna per canna, è stato migliorato con l’applicazione di un ventilatore elettrico. Tutto il lavoro, ben finito e garantito, è stato compiuto dal sig. Giuseppe Baldi, rinomato fabbricante di Torino. Se ne farà l’inaugurazione nelle giornate di festa delle sante Quarantore, 1°- 2 - 3 novembre. Il lavoro è costato lire 250 mila (e non 150 come fu erroneamente stampato nell’ultimo Bollettino). Occorre la buona volontà di tutti i parrocchiani per coprire la spesa. Da qualche tempo trovo nel taschetto delle offerte festive, dei biglietti da mille: credo che siano per queste spese straordinarie. Ringrazio gli anonimi oblatori, e dico che l’esempio può essere imitato da chi vuol conservare l’anonimato. Le collette in chiesa sono precisamente destinate alle spese per la chiesa. Quest’anno anche la raccolta del grano e della meliga sarà destinata a pagare le spese dell’organo.
Cappella del Marchile. Nella festa del mio Canonicato, in un discorso ho detto quello che ora ripeto, poiché lo sappiano gli interessati. Dei vecchi debiti restavano ancora da pagare cento mila lire: ho detto che le avrei pagate io. Così fu fatto quasi per rispondere alla dimostrazione d’onore, datami dai miei parrocchiani. Quindi i nuovi debiti della Cappella cominciano con i nuovi lavori che si sono compiuti nel corrente anno, e che consistono in due cose principali, la decorazione interna e l’erezione dell’atrio arcato sulla facciata. La decorazione tanto ben riuscita e sa tutti apprezzata, di cui ho già parlato altra volta, fu compiuta dalla Ditta Ferrero Stefano e Figlio di Torino, e più precisamente è opera del Figlio sig. Sergio. Importerebbe la spesa di 165 mila lire. Ma ecco il prodigio: il sig. Sergio non volle neppure un centesimo; ha fatto tutto gratuitamente per onorare la Madonna e per lasciare nella Cappella un suo ricordo. L’offerta è veramente generosa. Io lo ringrazio ancora da questo bollettino, e gli invoco dalla Madonna Immacolata le più elette benedizioni per il presente e per l’avvenire. Il suo nome resterà tra i maggiori benefattori della Cappella. Sulla facciata della Cappella è stato eretto un maestoso atrio ad archi poggiato su quattro colonne. Il materiale è un finto travertino. Serve a proteggere l’entrata nella Cappella; difende la bella e artistica porta contro le intemperie e il sole. Completa e abbellisce la facciata. L’opera e della Ditta Dante Marro di Torino, e importa una spesa di 300 mila lire. La cifra è grossa, ma la Madonna ci aiuterà a pagarla. Tempo fa avevo invitato una busta a tutte le famiglie per raccogliere offerte; aspetto che le buste tornino. Qualcuna è già arrivata. La Madonna si accontenta anche solo delle briciole del vostro bilancio famigliare, ma che le briciole non siano troppo piccole! Intanto coloro che frequentano la Cappella avranno notato, che al tabernacolo è stato posto un conopeo finemente ricamato, e che all’altare, nei giorni festivi è comparsa una ricca tovaglia. Sono regali preziosi fatti alla Cappella per amore della Madonna. Ringrazio pubblicamente i donatori e prego la Madonna di ricompensarli.
Le nostre Cantorie. Più che una gita è stato un pellegrinaggio quello che hanno compiuto le due Scuole di Canto, domenica 31 agosto scorso. La mèta difatti è stata il Santuario di Fontanelle, presso Boves, oltre Cuneo. E’ un devoto e artistico Santuario, molto conosciuto e frequentato, dedicato alla Madonna”Regina Pacis”. I nostri Cantori hanno eseguito magistralmente una Messa del maestro Ravanello, e ne furono molto complimentati. In un parco ampio, attiguo al Santuario, i gitanti hanno potuto consumare comodamente il loro pranzo. Poi seguì un breve concerto vocale all’aperto; poi ancora una visita al Santuario, dove il rev. Rettore rivolse parole di saluto ai pellegrini di Piossasco, che quindi sono partiti per Cuneo. Stavano iniziando la visita alla rinomata città, quando li sorprese la pioggia, che continuò per tutta la sera, impedendo la realizzazione dei piani progettati. Una sosta fu fatta a Saluzzo presso l’Oratorio salesiano, per consumare un po’ di cena. Le due Cantorie, maschile e femminile, della nostra parrocchia molto sovente devono prestate la loro opera sia per le feste, sia per funerali. Il Vicario apprezza il loro servizio, e quindi ha voluto organizzare questa gita come premio ben meritato. La nostra Scuola maschile di canto fa parte di una Federazione di Scuole di canto di diversi paesi. Ogni anno, in settembre, si fa la festa della Federazione. Quest’anno è stata celebrata a Reano, dove si trovarono radunate otto Scuole di canto: Cafasse, Monasterolo, S. Gillio, Druento, Pianezza, Casellette, Piossasco e Reano. Il raduno comprende tre punti importanti:
a) La funzione in chiesa con il canto della Messa, eseguita da una massa imponente di cantori
b) Il pranzo sociale, al quale partecipano sempre oltre cento commensali.
c) La gara di canto, ove si esibiscono le diverse Scuole con la musica profana o sacra.
I nostri Cantori, trasportati gentilmente in macchina dal consocio Pierino Lovera, hanno partecipato a tutto il programma della giornata, che è riuscita veramente splendida, lasciando in tutti ottima impressione. Nel prossimo anno il raduno si farà qui a Piossasco, con grande nostro piacere ed onore.
Matrimoni Solenni. Anche quest’anno, nella nostra parrocchia si sono celebrati numerosi Matrimoni, e tutti con solennità, perché gli Sposi ci tengono che lo sposalizio si compia con la Santa Messa. Ci tengono anche al posto: insistono per essere ammessi dentro il presbiterio. In verità il Rituale dice che gli Sposi devono trovarsi davanti all’altare, senza distinguere se fuori o dentro la balaustra. Come regola generale poi, le donne non possono stare in presbiterio. Forse gli Sposi ci tengono ad essere più vicino all’altare, perché in quel giorno sentono maggior bisogno dell’aiuto divino per la nuova vita che per loro incomincia?
Uno degli sposalizi più solenni e più meritevoli di ricordo, fu quello di Marisa Bruno, che il 22 giugno scorso impalmava il giovane Mario Dagna di Beinasco. Quel giorno era anche il compleanno di Marisa. Per lei sarà dunque una data doppiamente indimenticabile. Marisa è stata Figlia di Maria e fu anche Rettrice della Compagnia. Faceva parte della Scuola di canto e si distingueva per la sua bella voce. Quindi meritava tutte le dimostrazioni d’affetto e di riconoscenza, che ricevette in quel giorno tanto solenne e caro per lei. Le compagne del canto hanno cantato per lei i loro canti più belli. Ebbe l’onore di avere testimonio l’ill. mo Comm. Dott. Giovanni Losano, medico primario del Sanatorio di Torino. Con rincrescimento l’abbiamo vista partire dalla parrocchia; ma l’hanno accompagnata i nostri auguri più fervidi di felicità.
Cappella S. Antero. Un lavoro importante è stato fatto alla Cappella S. Antero in frazione Campetto. E’ stata rinfrescata la facciata, e rifatta completamente la decorazione interna. Ce n’era bisogno: la vecchia decorazione era in pessime condizioni, le tinte sbiadite, le linee scomparse; traspirava da tutte le pareti la rovina del tempo. Ora invece la Cappella, che architettonicamente è una bella Cappella, ha ripreso un aspetto nuovo, si è rivestita a festa. Il lavoro è stato compiuto dal decoratore piossaschese sig. Giuseppe Zampieri a prezzi di favore. La spesa è di 75 mila lire. I fondi esistenti non sono bastati, ma il debito che rimane è poco, e facilmente verrà saldato con le offerte e con l’incanto, che si farà nel prossimo anno. Il lavoro è stato inaugurato il 16 agosto scorso, con la celebrazione della festa di S. Antero. Era Rettore il sig. Paolo Lovera.
Vie e Piazze Nostre. Nessuno può negare, che la parte più bella, più attraente di Piossasco è la zona di S. Vito. Scritte e cartelli, posti in diversi luoghi, dicono: “Al Castello! Alla Pineta!” il Castello da una parte, la pineta dall’altra, formano le due attrattive principali. Ma molti che vi salgono una volta, giurano di non tornarci più, perché le strade sono semplicemente orribili. Dal Municipio erano state pronunciate parole, che facevano sperare in un allargamento della strada San Vito, sopprimendo per prima cosa i fossi laterali; ma poi non è stato fatto nulla. Da tempo su questa strada è stata sparsa una ghiaia inadatta, che è rimasta a tormentare i passanti, che naturalmente imprecano a chi n’è responsabile. Quando si è ricostruita la Cappella di San Valeriano abbiamo anche costruito un mezzo chilometro di strada, che dalla Cadorina conduce alla pineta: chi si è ancora interessata a renderla comoda per chi sale alla pineta?… La zona San Vito, S. Valeriano, S. Giorgio è una zona eminentemente turistica: bisognerebbe dunque sviluppare il turismo; ma a chi tocca pensarci?… Se la Via S. Vito e via da Calvario, peggiore è la via Convento Vecchio, che dal Marchile sale alla chiesa parrocchiale. Fra la ghiaia grossa stanno numerosi e grossi ciottoli, in modo che la strada si potrebbe scambiare per il letto di un torrente. Sembra che ci sia un’intesa per ostacolare e impedire che i forestieri, i turisti, i parrocchiani salgano a S. Vito. Che dire della nostra piazza S. Vito? E’ semplicemente dimenticata da chi ha la responsabilità della nettezza urbana. (Ma almeno si dimenticasse di noi anche la Commissione delle imposte!). Voci di lagnanza e di protesta arrivano qualche volta fino al Municipio, per ricordare che la piazza è sporca, ma invano. Possano dei mesi senza che la piazza venga pulita, benché si sappia che noi dobbiamo fare feste solenni e processioni. Forse le cose non andrebbero così, se al Consiglio comunale ci fosse un rappresentante di Piazza; purtroppo anche a Piossasco è ancor sempre questione di campanilismo.

Gennaio 1959

Novità. E’ stata una lieta sorpresa e una gradita novità quella del riscaldamento in chiesa e nella Cappella del Marchile. Il sistema di riscaldamento che abbiamo adottato, detto “Antargaz”, è a raggi infrarossi e funziona a gas liquido. E’ un sistema moderno già applicato nelle sacrestie della Basilica di S. Pietro a Roma, nella Basilica di S. Marco a Venezia e in diverse altre chiese sia in Italia che all’estero. Siamo dunque molto aggiornati. Posto quindi il riscaldamento in chiesa e nella cappella, le funzioni saranno più frequentate e così aumenterà il bene spirituale delle anime. Ma c’è una seconda novità, che spero anche gradita: quale?… l’avete fra le mani. La seconda novità e questo bollettino, che potete facilmente constatare quanto sia diverso da quello di prima. E’ di 16 pagine invece di otto, è più interessante per gli articoli e racconti, scritti con stile moderno, non è più stampato a Novara, ma a Pinerolo. E’ un bollettino aggiornato. Il proverbio dice: “O rinnovarsi, o morire”. Il bollettino piuttosto che morire, che cessare le sue pubblicazioni, si è rinnovato con una veste nuova, con una vita nuova, ha migliorato la sostanza e la forma. Quindi sono persuaso che questa novità vi farà piacere, e leggerete con più soddisfazione il nuovo bollettino. Necessariamente costerà un po’ di più; ma la differenza non è molta. Così cominciamo l’Anno nuovo (1959), dando una vita nuova al bollettino parrocchiale, che io continuerò a mandare a tutte le famiglie.
Cappella del Marchile. L’otto dicembre scorso, in occasione della festa annuale della Madonna Immacolata, si sono celebrate due Messe, una letta e l’altra in canto, e si sono svolte funzioni solenni. La parte musicale fu eseguita con gusto e finezza dalla scuola femminile di canto. La predica ufficiale è stata tenuta dal rev. sig. Prefetto della Casa Salesiana, sig. don Biava. Moltissimi i partecipanti e i visitatori della cappella. Erano rettori della festa i sigg. Angelo Bonetto e Domenico Bonetto, quali per un anno intero hanno pensato alla pulizia della cappella e a provvedere fiori freschi all’altare. Con zelo generoso hanno lodevolmente disimpegnato il loro ufficio. La Madonna Immacolata li voglia benedire e ricompensare. Al loro posto sono state nominate le famiglie di Michelina Cugno e di Tina Bruno. Continuano le offerte pro Cappella. Ne pubblichiamo un secondo elenco di molte persone, che hanno donato per tanti svariati motivi per un totale di lire 43.500. aggiungiamo le collette raccolte nella cappella in circa sei mesi nei giorni feriali e festivi, che sono di lire 47.000 e abbiamo in tutto lire 90.000. Sommiamo questa cifra con quella pubblicata nell’ultimo bollettino che era di lire 80.800 e avremo un totale generale delle offerte di 171.300 lire. Siamo così a circa metà delle spese per l’atrio messo alla porta della cappella. Ora poi si è aggiunta la spesa della stufa e del riscaldamento, ma questa è una spesa che si paga volentieri.
Le Nostre Strade. Abbiamo protestato per la noncuranza, in cui è lasciata la strada, che dalla stazione sale a S. Vito. Questa strada non è da paragonarsi alle strade che conducono alle cappelle e alle funzioni rurali: è una strada che conduce ad una parrocchia, ad un centro storico e turistico, che una volta era la piazza del paese, mentre il resto non erano che borgate. Quassù sono le più belle ville di Piossasco, qui il Castello. Perciò qui, specialmente nella bella stagione è un andare e venire di macchine a due e a quattro ruote, per cui è necessaria una strada larga, comoda, ben tenuta. Da voci ben informate c’è stato affermato che invece di migliorare la strada attuale, si prospetta l’idea di costruire un nuovo tronco di strada, che partendo dalla base del Trucco, costeggiando il “rivasso” che segna i confini tra le due parrocchie, dovrebbe arrivare alla strada, che viene pianeggiante dalla villa Cattanea a congiungersi alla via S. Vito. Questo tronco di strada sarebbe meno ripido, che l’attuale tronco del Trucco, e valorizzerebbe i prati della zona, nei quali potrebbero sorgere case e ville. Qualcuno sorride e afferma che questo progetto è solo un diversivo per acquistare i malcontenti; ma in realtà non si farà nulla: non si farà la strada nuova e non si aggiusterà quella vecchia; sarebbe una presa in giro. Noi invece speriamo che qualche cosa si farà entro l’anno, prima che i villeggianti e la popolazione abbiano a protestare più in alto. Intanto ci rivolgiamo all’Ente Provinciale dei Turismo per avere se non dei denari, almeno degli appoggi per valorizzare la zona turistica di Piossasco.

Marzo 1959

Cappella del Marchile. Che cosa manca ancora a questa cappella, che ora è anche riscaldata?… Mancava ancora un decente portacandele per le candele votive. Ebbene è arrivato, senza che si sappia chi l’ha ordinato e pagato. E’ bello, elegante, fa una figurina. La Madonna Immacolata benedica e ricompensi la persona che vuol mantenere l’incognito, ma che la Madonna certamente conosce. Manca una piccola sacrestia; ma ormai… i vicini hanno fabbricato così a ridosso della cappella, che non rimane più spazio. Mancherebbe ancora un piccolo campanile, sul quale porre una campana più grossa, quale sarebbe quella della Confraternita, che ormai non è più suonata. Prepariamo un progettino con relativo preventivo di spesa e poi si vedrà. Pubblichiamo un elenco di offerte che si riferiscono ai lavori fatti nella facciata. Per il riscaldamento chi ci pensa? ci pensano tutti quelli che frequentano la cappella. Quel biglietto da mille lire trovato nel taschetto delle elemosine, forse era proprio per questo scopo. Sì, le offerte per il riscaldamento si possono fare in modo anonimo con l’elemosina depositata nel taschetto. Totale lire 45.200. Aggiungendo questa cifra a quella pubblicata nell’ultimo bollettino, si arriva alla cifra di lire 216.500, d’offerte finora raccolte per i lavori della facciata. Un grazie e una preghiera alla Madonna per i gentili oblatori e auguriamo che il loro esempio venga presto imitato da chi tarda a farsi vivo.
Rettori del 1959
Ogni cappella ha i suoi Rettori, che vengono eletti anno per anno quando si fa la festa annuale. Ma ci sono i Rettori Maggiori, che vengono nominati nel giorno dell’Epifania per tutto l’anno.fra le altre incombenze essi hanno quella di andare di casa a raccogliere il grano e la meliga peri bisogni della chiesa parrocchiale. Nel 1958 la questua fu quanto mai vistosa, superiore a quella degli altri anni, poiché si sono raccolti oltre 9 quintali di grano e oltre 6 quintali di meliga. Il 1958 fu una annata fortunata per gli agricoltori, ed essi quindi sono stati generosi verso il Signore.
Ecco i nomi dei Rettori per il 1959:
Compagnia del SS. Sacramento: sigg. Bartolomeo Marchisio e Vito Martinatto.
Compagnia del SS. Rosario: sigg. Giovanni Ronco e Cesare Lanza fu Modesto.
Compagnia del Suffragio: sigg. Battista Binello e Michele Boccardo.
Ai suddetti Rettori, un augurio di buon lavoro, e a quelli scaduti un ringraziamento di quanto hanno fatto.
Festa di S. Valeriano. Come al solito, la festa si celebrerà il lunedì di Pasqua, che quest’anno capita il 30 marzo. Dio voglia che sia bel tempo, in modo che i Piossaschesi si sentano invogliati a salire numerosi alla cappella del Santo per assistere alla funzione, poi consumare un bel pranzetto al sacco all’aria libera e tiepida della primavera. Vi sarà qualche cosa di nuovo da vedere nella cappella?… Forse sì: dipende dal tempo che farà nel mese di marzo. Se farà bello, si potranno compiere almeno in parte i lavori che sono in programma. A tutti, dunque, un arrivederci lassù alle ore 9,30 per la Messa. Rettori della festa sono i sigg. Antonio Buttigliengo Domenico Morello.
Finalmente la luce fu. Iddio fu molto spiccio: disse e la luce fu. Invece gli uomini, magari dicono molte parole, fanno molte promesse, e poi?… Poi la luce non c’è, la Luce non arriva o arriva dopo molti sospiri. Così è stato per la frazione Campetto, dove la luce elettrica per percorrere un chilometro circa, ha impiegato diversi anni: anzi di riunioni, di discussioni, di preventivi; ma il 1958 è stato l’anno decisivo, sarà ricordato nella storia come l’anno della Luce! Finalmente la luce fu! Arrivò pochi giorni prima di Natale, di modo che si può dire che il Natale del 1958 per gli abitanti del Campetto e di S. Bernardino fu il più “luminoso” della loro vita. Mentre portava la solita cristiana Luce di Betlem, recava anche la sospirata Luce elettrica. La Luce c’è finalmente, ma è costata cara; e perché qualche utente per diversi motivi ritardava a fare il versamento stabilito, ci fu un momento, in cui parve che ancora una volta la cosa dovesse ritornare in alto mare, per non farsi più. Allora salvò la Luce dal naufragio il Vicesindaco sig. Giovanni Mola, che decisamente affermava: “Quel denaro che manca, lo metterà il Comune se è necessario, ma indietro non si torna!”. Così l’intero importo fu versato alla S.I.P., la quale poi fece i comodi suoi, e lasciò passare sei mesi prima di iniziare e ultimare i lavori. Tutte le case avevano già pronto l’impianto interno e la luce non arrivava mai. Quanti passi, quante insistenze si sono fatte la parte dei rappresentanti degli utenti per sollecitare la S.I.P. Per due volte abbiamo dovuto anche disturbare l’ing. Alberto Valvassori per chiedere il suo valido aiuto, di cui lo ringraziamo. Ma ormai i bravi Borghigiani hanno dimenticato i sacrifici fatti, e con volto più “luminoso”hanno ripreso la loro vita, che si è fatta più umana, più aggiornata; tanto più che la prima della Luce era pure arrivata l’acqua potabile dell’acquedotto comunale. Al Campetto più nessuno pensa ora ad emigrare! Resta però sempre il grave problema delle strade.
La macchina del Vicario nel fosso. Da quando guido la macchina, ed è dal 7 dicembre 1957, data della patente, grazie a Dio non mi era successo il minimo incidente: non ho investito nessuno e non sono stato investito; non ho divelto paracarri, né ho spezzato piante, non ho cozzato contro parapetti, né sono mai precipitato in fossati. Così potevo dire fino al 4 febbraio scorso, quando mi è successo il primo incidente. Due giorni innanzi era stata la candelora: il proverbio dice che “alla candelora dell’inverno sono fora”, invece quest’anno proprio alla Candelora siamo sprofondati nell’inverno. Quanta neve! Da 40 a 50 centimetri. Dunque quel mattino del 4 febbraio, io ebbi l’audacia di recarmi in macchina a dire la Messa al Marchile. Nel ritorno, mentre facevo la salita del Trucco con la strada piena di neve, ad un dato punto la macchina non ce la faceva più: il motore sbuffava e le ruote girava a vuoto sulla neve. Decisi di far marcia indietro per ritornare in basso e prendere un’altra strada. Fu in questa manovra, che la macchina scivolando dolcemente si fermò nel fosso, fortunatamente non profondo e pieno di neve. Stavo studiando cosa fare, quando arrivò un passante (Simone Saluto), il quale mi suggerì la soluzione più semplice e più pratica: “Mi dia una mano; tra due le solleviamo e la portiamo sulla strada”. In quel momento mi sono detto: “Che fortuna avere una macchina piccola!”. Di fatti, non proprio come se si trattasse di sollevare una piuma, ma con facilità abbiamo rimesso la macchina sulla strada. Poi il gentile sig. Saluto mi ha dato una spintarella, e la macchina trionfalmente fece la salita e mi portò a casa sano e salvo. Di questo incidente, fortunatamente lieve, chi è il responsabile? Il Municipio di Piossasco. Se non ci fosse stato il fosso, la mia macchina non ci sarebbe andata dentro. Sono parecchi anni, che con insistenza domandiamo al Comune che per la strada del Trucco e di S. Vito, incanali l’acqua nei tubi e tolga i fossati, i quali sono sempre un pericolo e potrebbero causare anche gravi incidenti. Così la strada diventerebbe più larga tanto che due macchine anche grosse, incontrandosi, potrebbero passare comodamente. Risulta che si sono visti geometri e tecnici a fare sopraluoghi e a prendere misure, proprio sulla strada del Trucco. Abbiamo fiducia che questa volta il Comune voglia fare veramente sul serio. Il mio piccolo incidente forse darà anche una spintarella per compiere quest’opera, che dovrebbe essere fatta prima dell’estate, quando il via vai delle macchine si intensificherà, tanto più ora che il nostro Castello sta per diventare una meta attraente di turisti.

Maggio 1959

Le nostre scuole di Canto. Quello maschile e quella femminile hanno raggiunto una nuova mèta, quella di eseguire insieme riunite, una Messa a tre voci dispari. Veramente per il passato questo non era lecito, perché esisteva un “veto” dell’autorità di Roma; ma in questi ultimi anni il veto è stato tolto e fu permesso alle scuole femminili di unirsi ai cantori per esecuzioni sacre in chiesa.la preparazione, lo studio hanno richiesto sacrifici, ma c’era ora la soddisfazione del successo. La prima esecuzione della suddetta Messa fu fatta per la festa del Vicario, il 19 marzo scorso. Dirigeva il sig. Vittorio Fiora e sedeva all’organo don Enrico Paviolo. La seconda esecuzione fu fatta il giorno di Pasqua, e la terza alla cappella di S. Valeriano, per la festa del Santo, il lunedì di Pasqua. Queste riuscite esecuzioni sono una prova del progresso raggiunto dalle due scuole. Un’altra prova della loro vitalità è il fatto che nelle due scuole si notano numerosi elementi giovani, pieni di buona volontà, che frequentano e imparano. La capacità e attività delle scuole si è dimostrata anche all’accademia in onore del Vicario, a S. Giuseppe, eseguendo musica a tre e a quattro voci dei Maestri Rossigni, Boito e Piglia. Siamo sicuri che ora le due scuole non dormiranno sugli allori, ma ci faranno presto udire altre novità.
Festa alla cappella di S. Valeriano. E’ stata celebrata il lunedì di Pasqua, 30 marzo. Aveva piovuto nella notte; minacciava ancora di pioggia, tanto che siamo saliti lassù portandoci il paracqua. Il cielo era non solo nuvoloso, ma nebbioso, umido con aria fredda. Ciò nonostante gli interventi alla festa furono molto numerosi: ne è una prova il fatto che si sono raccolte ben 17 mila lire di colletta! Erano saliti alla cappella, forse anche stimolati dall’idea, dalla speranza di trovare qualche novità: e di fatti la novità c’era. La bella cappella di S. Valeriano, che ha un grazioso altare di marmo, che ha un ricco e vario pavimento, che ha vetrate artistiche, che la balaustra e banchi…aveva finora le pareti interne semplicemente bianche: occorreva una decorazione. Ebbene, la decorazione è stata fatta in parte. È stata decorata l’abside, ove sta il quadro del Santo, e tutta la parete che circonda l’altare. Ecco la novità. Speriamo che per un altr’anno si possa vedere decorata tutta la cappella. Il lavoro è stato eseguito dal decoratore sig. Giuseppe Zampieri, residente in Piossasco. Celebrava la Messa il nostro Vicecurato festivo don Pietro Nota, e hanno cantato le nostre due scuole di canto, ripetendo la bella Messa eseguita nel giorno di Pasqua; e fu piacevole a tutti la lodevole esecuzione. Erano Rettori della festa i sigg. Antonio Buttigliengo e Domenico Morello. A loro e alle loro mogli, i complimenti per la pulizia fatta alla cappella e per i bei fiori provvisti all’altare e per i generosi disturbi che si sono presi distribuendo vino e dolci ai cantori e canterine. Nel prossimo anno saranno Rettori i sigg. Pierino Lovera e Luigi Rosso.
Cappella del Marchile. Che questa cappella funzioni da succursale della chiesa parrocchiale è dimostrato ancora una volta in questi ultimi mesi con il fatto che in essa sono stati tenuti due Tridui di predicazione: uno per gli uomini, in preparazione alla loro Comunione pasquale (predicato dal rev. don Antonio Martino, Parroco della Pieve di Cumiana); e l’altro per le donne (predicato dal rev. don Matteo Rossi, Parroco della Motta di Cumiana). Nei giorni feriali sono più numerosi in questi cappella che non nella chiesa parrocchiale, quelli che assistono alla S. Messa e fanno la S. Comunione. Ma il loro numero potrebbe aumentare ancora. Nello scorso inverno abbiamo riscaldata la cappella, consumando solo tre bombole di gas, nei tre mesi più freddi: dicembre, gennaio e febbraio. La spesa è stata di lire 9.600; spesa non grave, che perciò potremo sostenere anche nei successivi inverni. Qualche volta il funzionamento non è stato regolare; ma questo fu dovuto al momentaneo difetto di qualche bombola: cosa che capita facilmente. La copertina di questo bollettino reca una lieta sorpresa: la riproduzione fotografica della facciata della cappella. Se ne sono fatte anche delle cartoline, che verranno messe in vendita a beneficio della cappella. Compratene, fatele conoscere! Continuano le offerte per pagare i debiti dei lavori costosi, ma ben riusciti della facciata. Aspettiamo che l’elenco delle offerte si faccia più lungo e la cifra totale si faccia più grossa, per poterne fare la pubblicazione.
Festa di San Giorgio (1° maggio). Quest’anno la festa assumerà una solennità eccezionale, perché lassù in cima al monte verrà benedetta e inaugurata una grande croce. L’iniziativa è del Gruppo Alpini di Piossasco. La croce di metallo, alta circa 5 metri, è eretta su un roccioso e robusto basamento, nel quale è applicata un’artistica immagine della Madonna, in ceramica. L’inaugurazione della croce si farà contemporaneamente alla festa di S. Giorgio: richiamerà quindi lassù un pubblico straordinario, specialmente se sarà una giornata di sole. La Messa verrà celebrata alla base della croce, alle ore 9,30.
Contro il Turismo?… Qualcuno afferma che il Municipio di Piossasco è contro il Turismo, e ne presenta le prove, che qui esponiamo:
L’Amministrazione Comunale non pensa a migliorare e sistemare le strade, specialmente quelle che salgono a Piossasco Alto, che è la zona più turistica del paese.
Ultimamente, in sede di Consiglio è stata fatta opposizione ai progetti, che si intendono preparare per la sistemazione della strada del Trucco, che mena a S. Vito.
In Municipio si ripete il ritornello che non ci sono denari da spendere, quindi è inutile parlare di lavori stradali.
Ma non è forse vero che i denari si trovano per quello che si vuole? Che i denari bisogna trovarli, quando c’è la necessità e l’urgenza dei lavori? Mentre che in Italia si istituisce il Mistero del Turismo e città e paesi a gara si interessano del Turismo, proprio a Piossasco bisogna trovare indifferenza od ostilità? Oggi vediamo a Piossasco che i Signori nuovi proprietari del Castello stanno spendendo milioni per rendere attraente la visita al Castello. Oggi vediamo i nostri ex alpini che si sono dato molto da fare, perché la vetta del monte S. Giorgio diventi mèta di gite… Ebbene, vorremmo anche vedere da parte dell’Autorità Consumale motivi di incoraggiamento al movimento turistico locale. Auspichiamo intanto che si costituisca in Piossasco una Commissione o Sezione del Turismo.

Luglio 1959

Sposalizio solenne. Domenica 3 maggio scorso, alle ore 11, nella nostra chiesa parrocchiale, il sig. Natale Andruetto impalmava la signorina Maria Caro. Lo sposalizio si svolse in una cornice di tale solennità quale raramente si vede nella nostra parrocchia. L’altare era infiorato e illuminato come nelle più grandi occasioni; la chiesa era gremita di gente; gioventù maschile e gioventù femminile si stringono attorno alle rispettive bandiere; dall’orchestra cantori e canterine eseguivano scelta e delicata musica. Compì il rito il Vicario, che indossava la mozzetta, e che in un caloroso discorso spiegava la ragione di tanta solennità. Gli sposi appartenevano all’Azione Cattolica: lei presidente dell’Associazione “S. Agnese”, appartenente alla scuola di canto, iscritta alla Compagnia delle Figlie di Maria. Lui vice presidente dell’Associazione “S. Vito” e tenore nella scuola di canto. Il Vicario ricordò la loro vita di giovinezza esemplare; esaltò le loro benemerenze per l’attività prestata a bene della parrocchia; invocò su di essi le più elette benedizioni del Cielo, esprimendo auguri di cristiana felicità. Alla Messa gli sposi fecero la S. Comunione, e con essi molti giovani e signorine in una evidente manifestazione di stima e di amore verso gli sposi, offrendo così a Dio numerose e ferventi preghiere per un felice avvenire agli sposi. Terminata la funzione religiosa, alla porta della chiesa, bimbe e bimbi espressero agli sposi complimenti e auguri. La macchina fotografica ha scattato a più riprese per ritrarre le scene più belle, i momenti più significativi di questo giorno che sarà per gli sposi il più solenne e indimenticabile di tutta la vita. I due sposi continueranno a far parte dell’Azione Cattolica perché appena terminata la cerimonia dello sposalizio, il presidente dell’Associazione Uomini e la presidente dell’Unione Donne apposero sul loro petto il distintivo delle due unioni.
Feste e …Ferie. Durante le prossime ferie estive, nella nostra parrocchia saranno celebrate alcune feste che interessano parrocchiani e piossaschesi. Ecco l’orario:
Festa della Madonna della Neve alla frazione “Prese”. Si celebrerà lunedì 10 agosto con la Messa alla cappella alle ore 10.
Festa di S. Antero alla frazione “Campetto”. Nella stessa occasione si celebrerà anche la festa della luce.
Al Campetto e regione circostante è finalmente arrivata la luce elettrica: l’avvenimento è talmente imponente ed è costato tali sacrifici, che merita una celebrazione.
Pertanto allo scopo di dare maggior solennità alla giornata, si farà la festa in giorno di domenica, e precisamente domenica 16 agosto, con la Messa alle ore 10.
Pro Cappella del Marchile. Continuano le offerte per questa cappella, e non cesseranno mai perché o c’è da impetrare grazie dalla Madonna o c’è da ringraziare per quelle già ottenute. Come le offerte sono anche numerose le Messe, che si furono celebrate in questa: ve ne sono già ordinate e fissate fino a tutto il prossimo agosto. Un elenco di offerte ammonta per un totale a lire 50.000. Dalle collette raccolte nella cappella, lire 45.500, totale delle offerte e delle collette, lire 95.500, che aggiunte alle lire 216.500 già pubblicate, danno un totale di lire 312.000. Il totale delle spese fatte è di lire 482.000. La differenza che resta da pagare non è più tanta e sarà presto colmata. Intanto voglia la Madonna Immacolata ricompensare e benedire i generosi oblatori.
In vetta al monte S. Giorgio.
La Croce Monumentale. La cappella di S. Giorgio non è più sola: a pochi passi di distanza è stata eretta una gran Croce monumentale. Quest’anno, causa il tempo piovoso, la festa annuale della cappella S. Giorgio, in vetta al monte omonimo, fu trasportata dal primo al sette maggio, giorno dell’Ascensione. Fu una giornata indovinatissima, veramente primaverile. Fin dal primo mattino, la gente cominciò ad arrivare lassù a gruppi, a comitive, tanto da formare una folla quale non si era mai vista per la festa di S. Giorgio, e chissà quando la si vedrà ancora. Il motivo di questo insolito concorso di gente era l’inaugurazione che in tal giorno si doveva fare di una Croce monumentale, eretta lassù per iniziativa del Gruppo Alpini di Piossasco. Veramente si tratta di un momento importante. La Croce si eleva di 4 metri sopra una base di pietre e cemento, alta tre metri e mezzo: altezza totale metri 7,30. La Croce (opera del piossaschese sig. Francesco Sibona), è di ferro, con la faccia rivolta a Piossasco, alla pianura, in modo che la si può vedere da molto lontano. Nella base sassosa è fissata una immagine della Madonna col Bambino, in ceramica, (opera dello scultore e piossaschese prof. Giughese). Vi è pure infissa una lapide con sopra scolpito un cappello alpino e la seguente scritta:

Associazione Nazionale Alpini
Gruppo di Piossasco
1° maggio 1959
Alle Penne Mozze Piossaschesi

Il monumento vuol ricordare gli Alpini viventi e i gloriosi e indimenticabili scomparsi, specialmente i Caduti nelle due guerre mondiali. L’ideatore di questo ben riuscito monumento e il realizzatore è l’invalido di guerra ex alpino Giovanni Giorda, attualmente guardia comunale, il quale ha voluto imitare ed emulare quello che altri gruppi di Alpini hanno fatto nei loro paesi. Egli ha saputo animare e farsi collaboratori un gruppo di ex alpini piossaschesi, i quali con lui faticarono per molti giorni a portare lassù il materiale occorrente e a costruire e a preparare per la festa.
La Funzione Religiosa. Data la moltitudine insolita di popolo, la funzione non fu fatta nella cappella, ma all’aperto. I Rettori della festa, sigg. Michele Martinatto e Domenico Boetto, d’accordo con gli Alpini, prepararono l’altare ai piedi della Croce, appoggiato alla base. Alle ore 10 il Vicario benediceva la Croce e l’immagine della Madonna e pronunciava un discorso ai presenti, che si assiepavano intorno al monumento. Egli rilevava il significato cristiano di quell’alta Croce, eretta sullo storico monte S. Giorgio, dove mille anni prima i Monaci Benedettini avevano messo una piccola Croce sulla chiesetta del convento, fabbricata lassù: quella chiesetta che ora è urgente restaurare o rifare. “Nei secoli passati e presenti – disse il Vicario – i miscredenti, gli anticlericali hanno gridato: abbasso la Croce!”, e i nostri Alpini cristiani credenti rispondono col grido di fede: “In alto la Croce!”. Seguiva la celebrazione della Messa, servita da due Alpini, e assistita con raccoglimento da tutti in uno spettacolo suggestivo e commovente. Un disco ha cantato l’Ave Maria all’elevazione, e un altro disco ha suonato l’inno nazionale alla fine. Presso l’altare abbiamo notato i gagliardetti Alpini delle Sezioni A.N.A. di Torino, di Chieri, di Orbassano e di Piossasco. Le Autorità, Sua Eccellenza il Generale sig. Faldella, ex comandante del 3° Alpini, il Maggiore Avv. Operti, vice presidente dell’A.N.A. di Torino, il Sindaco di Piossasco, l’ing. Vittani con la consorte signora Maestra Piera, padrini del gagliardetto intitolato alla medaglia d’oro Lorenzo Nicola, la Vedova Nicola Metilde nata Pognante; molti ex Alpini con in capo il cappello dl battaglione. Dopo la Messa il Generale Faldella tenne il discorso ufficiale dell’inaugurazione del monumento: fu un magnifico discorso, nel quale l’ex comandante degli Alpini esaltò le virtù e l’eroismo dei soldati Alpini, che egli conobbe bene in molti anni passati fra loro, dimostrandosi affettuoso papà più che comandante. Quindi la folla si frazionava in innumerevoli gruppi, che accomodati sulla fresca erba consumarono il loro rancio. Invece per le Autorità e Rappresentanze, lo zelante sig. Giorda volle preparare una comoda e lunga tavola, ove fu servito un ottimo pranzo. Come il sig. Giorda abbia potuto far arrivare fino lassù tavole, panche, piatti, bicchieri, bottiglie, e nientemeno che due brente di vino, con tutto il necessario per un abbondante e gustoso pranzo, solo lui lo sa. Poi presso le Autorità cominciarono a radunarsi ex alpini, che intonarono i loro canti simpatici, attirando molta gente. Allora sbocciarono i discorsi: parlò molto applaudito il Maggiore Avv. Operti; parlò il sig. Giordana Marcello, presidente del Gruppo Alpini di Piossasco per ringraziare Autorità e popolo, che col loro intervento resero così grandiosa la festa. Parlò ancora il Vicario, auspicando, che venga presto ultimata la strada rotabile, che deve arrivare fino alla cima del monte S. Giorgio, contribuendo allo sviluppo del turismo. Allora si potrà portare lassù con camion il materiale per la nuova cappella. Parlò infine con parole accalorate il rag. Fissore della Cassa di Risparmio, suscitando in tutti un vivo entusiasmo. Tutti quelli che erano lassù, sono entrati a salutare e pregare S. Giorgio nella sua millenaria cappella e hanno potuto constatare che essa è pericolante e necessita urgenti restauri. La giornata ha lasciato in tutti un’ottima impressione, e un vivo desiderio di ritornare lassù nel prossimo anno. Dalla vetta del monte la Croce stende le sue braccia a proteggere Piossasco, e i Piossaschesi alzando gli occhi a rimirarla ricordiamo che essa è simbolo di fede, di libertà di pace.
Associazione Turistica Piossaschese. La festa di S. Giorgio, della quale abbiamo fatto la cronaca ha risvegliato nei Piossaschesi il senso turistico. Per salire lassù in cima al monte, i gitanti hanno attraversato magnifiche pinete sui fianchi del monte; di lassù hanno goduto incantevoli vedute panoramiche; e quindi si sono detti: “Qui è urgente far arrivare la strada rotabile fino alla vetta”. Attualmente arriva già fino a metà e la si può percorrere assai comodamente in macchina. Fatta la strada, la vetta S. Giorgio, sarà una mèta molto desiderata e visitata dai Piossaschesi e anche dei Torinesi, data la poca distanza fra Piossasco e Torino. Allora alcune persone di buona volontà hanno deciso di radunarsi in riunioni preparatorie, onde procedere alla creazione di una Associazione Turistica Piossaschese, la quale ormai è fatto compiuto. Si è formato un Comitato promotore, composto di persone le più rappresentative del paese: lo compongono ingegneri, ragionieri, geometri, medici, industriali, villeggianti e altri. In una assemblea più numerosa di invitati si verrà alla definitiva fondazione dell’Associazione Turistica Piossaschese, con l’elezione del Consiglio Direttivo. Possono essere soci tutti coloro che si interessano allo sviluppo e l’incremento turistico del paese. Scopo principale dell’Associazione è di valorizzare le bellezze naturali e storiche di Piossasco e contribuire alla costruzione di nuove strade e al miglioramento di quelle già esistenti. Pertanto quest’Associazione darà la sua opera di collaborazione alle Autorità locali del Comune per realizzare tutto quello che turisticamente può tornare a vantaggio e a onore di Piossasco.

Settembre 1959

Le Scuole di Canto in Gita. La gita annuale, voluta dal Vicario a titolo di premio, si effettuò domenica 28 giugno scorso, ed ebbe per mèta il celebre Santuario di S. Chiaffredo, sopra Crissolo ai piedi del Monviso. Nella mattinata fu fatta una sosta a Saluzzo, dove le due scuole unite eseguirono una Messa a voci dispari, nell’antica e artistica chiesa di S. Giovanni, officiata dai Servi di Maria. L’esecuzione è stata fatta con l’accompagnamento di una piccola orchestra d’archi, e riuscì magnificamente, per cui le nostre scuole furono molto complimentate. Sedeva all’organo il dott. Gianni Fornelli, e dirigeva il nostro Vittorio Fiora. Dopo il generoso ricevimento, dato dai rev. Padri Serviti, con vini e paste dolci, si riprese il cammino verso Crissolo… Lassù attorno al Santuario fu consumato il pranzo con grande appetito. Poi qualcuno in seggiovia ha dato la scalata al Monviso, la cui vetta nessuno ha potuto vedere, perché coperta di nebbia. Sulla via del ritorno i gitanti hanno ancora visitato un altro importante Santuario: quello di Moretta, dove hanno consumato la cena. La bella giornata ha lasciato in tutti grande soddisfazione e incoraggiamento.
Statuto dell’Associazione Turistica “Piossaschese”.
Nel Comune di Piossasco è costituita un’Associazione Turistica, denominata “Piossaschese”.
Gli scopi principali, che l’Associazione Turistica Piossaschese si propone, sono:
Riunire attorno a sé tutti coloro che s’interessano allo sviluppo e incremento turistico del Paese.
Studiare il miglioramento turistico di Piossasco, e contribuire con i mezzi adatti e opportuni alla costruzione di nuove strade e alla migliore sistemazione di quelle già esistenti.
Valorizzare con assidua propaganda tutte le bellezze naturali e storiche del Paese, per farle meglio conoscere e apprezzare.
Gli aderenti diventano Soci, facendo l’offerta annuale di mille lire, quale contributo per i fondi dell’Associazione, la quale li spenderà per quelle opere, che saranno deliberate, o dal Consiglio Direttivo, o dall’assemblea dei Soci.
L’Associazione è retta da un Consiglio Direttivo, i cui membri in numero di sette vengano eletti dall’assemblea dei Soci. Il Consiglio nomina nel suo seno il Presidente, il Vice presidente, il Segretario e il Cassiere. I membri del Consiglio Direttivo durano in carica due anni e sono sostituibili, qualora si rendessero dimissionari. Il Consiglio si raduna ogni qualvolta il Presidente lo ritenga utile o lo richieda la maggioranza del Consiglio stesso.
I Soci sono convocati almeno una volta all’anno dal Presidente in assemblea annuale ordinaria, e tutte le volte che occorra in forma straordinaria.
Nell’assemblea ordinaria il Presidente dà relazione morale delle attività svolte dall’Associazione, ed il Cassiere dà relazione finanziaria sulla situazione della cassa. I Soci hanno diritto di fare tutte le proposte che ritengono opportune per il buon andamento dell’Associazione e lo sviluppo turistico locale.
Tutti i lavori, fatti dai Soci e dal Consiglio Direttivo a pro dell’Associazione Turistica Piossaschese, sono fatti gratuitamente.
Questo Statuto è stato il Consiglio Direttivo nelle persone dei signori largamente diffuso per raccogliere adesioni. Attualmente i Soci aderenti sono già circa 40. Nella riunione del 26 luglio scorso è stato formato il Consiglio Direttivo nelle persone dei signori: Conte Lajolo avv. Carlo, Comm. Alfano dott. Francesco, sig. Savia Luciano, geom. Morello dott. Riccardo, geom. Mirra Claudio, geom. Boursier Gino, sig. Cattanea Mario, sig.na Delia Brunicardi, can. Don Giuseppe Fornelli. E’ stato eletto Presidente il geom. dott. Riccardo Morello, che si è nominato Segretario Cassiere il geom. Severino Morello. La presidenza si è messa subito al lavoro, e di fatti i geometri hanno già compiuto sopraluoghi per progettare l’allargamento e la sistemazione della strada, che dalla stazione sale a S. Vito. Si spera che tutti i proprietari dei terreni, coerenti alla strada, siano disposti a cedere qualche metro di terreno, nella persuasione che in tal modo si fa un buon servizio al paese e che i propri terreni acquistino di prezzo. Con l’apertura di ristorante al Castello aumenterà di molto il traffico della strada, per cui si rende necessario e urgente l’allargamento di essa. Anche la crisi comunale è stata felicemente risolta con l’allontanamento del Segretario comunale (il quale per S. Vito aveva tutt’altro che simpatia), perciò si nutre fiducia che da parte del Municipio sarà preso in considerazione quello che da parte di quest’Associazione Turistica sarà prospettato e progettato allo scopo di aggiornare il paese, specialmente dal lato turistico.
La Crisi Comunale, apertasi parecchi mesi fa, con le dimensioni i quattro membri della Giunta, si è finalmente chiusa con l’allontanamento del Segretario comunale, che è stato destinato altrove. E’ proprio questo che volevano i quattro dimissionari e che anche il paese desiderava. La causa vera della crisi non fu dunque “la strada di S. Vito”, come il malintenzionato giornale comunista voleva far credere: la vera causa fu l’operato del Segretario comunale, accusato di oltrepassare i limiti del suo ufficio contrastando l’attività della Giunta; e se ora egli è stato trasferito d’ordine Prefettizio, è segno che i quattro dimissionari avevano ragione. Mentre invece i quattro assessori dimissionari, davanti ai consiglieri comunali, in pubblica seduta, si sono giustificati dalle accuse false e ridicole, mosse loro dal Segretario, e quindi dalla maggioranza dei consiglieri, furono riconfermati in carica ritirando le dimissioni. E’ dunque chiaro, che la crisi non è stata provocata da “un parroco di campagna” come ha pubblicato il malinformato giornale comunista. Invece il parroco di campagna, cioè il Vicario di S. Vito, si è sempre battuto e si batterà ancora per il miglioramento della strada di S. Vito, la quale non serve “esclusivamente per i ricchi proprietari di villette che vi sorgono”, come pubblica il maligno giornale comunista, ma serve per gli operai, che la fanno a piedi mattino e sera; serva per i loro famigliari, per i loro figlioli, che vanno e vengono dalla scuola. Il malaccorto articolista comunista è stato troppo ingenuo se ha creduto che attorno alle villette dei ricchi ci fosse il deserto. Un’altra volta prima di pubblicare certe corbellerie, salga e a piedi per la detta strada e venga a vedere chi abita a S. Vito; passi magari a fare una visita al parroco di campagna, che gli saprà dare più precise notizie su Piossasco. Il giornale comunista ha scritto quello che ha scritto attorno alla crisi comunale, perché sentiva il solito, abituale bisogno di lasciare insulti ai signori e ai preti, e perché il sistema comunista è quello di usare sfacciatamente la menzogna. Con piacere si è appreso che anche il Sindaco, sig. Giuseppe Andruetto, ha ritirato le sue dimissioni e dalla quasi unanimità dei consiglieri è stato riconfermato in carica. E’ dunque ritornata la pace in famiglia: passata la tempesta ritorna a splendere il sole sul palazzo comunale. Non resta che augurare una buona ripresa del lavoro.

Novembre 1959

Ristorante dei Nove Merli. L’antico Castello feudale di Piossasco si è trasformato in un signorile “Ristorante” all’insegna dei “Nove Merli”. Lo stemma dei fu Conti di Piossasco è appunto formato da nove merli. Dopo lunghi mesi di pulizia, d’adattamento e aggiornamento il Castello, che da parecchi anni era chiuso e quasi abbandonato, è stato aperto al pubblico, quale Ristorante. La cerimonia d’apertura e d’inaugurazione ebbe luogo sabato 19 settembre scorso. Intervennero distinti Signori e gentili Signore e una folla straordinaria di persone. Alla loro presenza, nel grandioso salone centrale, il Vicario di S. Vito compiva il rito religioso della benedizione dei locali. Il Sindaco di Piossasco, sig. Giuseppe Andruetto, leggeva un discorso di circostanza. Quindi i presenti avevano libero accesso agli ambienti del Castello, e così potevano vedere e ammirare gli indovinati lavori di adattamento, mentre gentili camerieri servivano liquori, vini e dolci di ogni qualità e forma. La torre, che era tozza e bassa, è stata sopraelevata e terminata elegantemente incoronata da merli. Il portico dalle alte finestre gotiche, è stato chiuso da cristalli, che permettono la visione dell’incantevole panorama, che di là si gode verso la pianura padana; ed è stato decorato a nuovo, come nuovo e originale ne è il pavimento. Dietro i cristalli stanno due file di tavolini per chi vuol sostare a bere e a mangiare. Dal portico si entra nel grande salone dalla volta a soffitto e con decorazioni che gli conservano il carattere antico. Anche le pareti della stanza del bar sono illustrate con scene di taverne medioevali e con uno splendido e grande stemma dei Conti di Piossasco.fa piacere constatare che il Castello, pur assumendo un nuovo carattere moderno, accogliente con le sue comodità, ha tuttavia conservato in ogni sua parte l’impronta antica e medioevale: il moderno e l’antico sono stati sapientemente ben armonizzati. L’ideatore e l’artefice di tutte queste belle cose è il sig. Luciano Savia, al quale tutti i visitatori hanno espresso meritati complimenti, con l’augurio che le sue fatiche siano coronate di successo.
La strada del Trucco. Con l’apertura del Ristorante dei Nove Merli al Castello l’afflusso delle macchine a Piossasco Alto è aumentato in modo incredibile, e vi sono già state delle collusioni fra esse nei punti più stretti della strada del Trucco, la quale è urgente che venga allargata. Si è voluto provare il senso unico, facendo discendere le macchine per la via, che deviando a sinistra nel punto detto “delle due strade”, porta al centro del paese. Ma questa via è poco dire che è fra le peggiori sia per le curve cieche, sia per l’acciottolato totalmente maluguale. Sappiamo che l’Associazione Turistica Piossaschese, ha già fatto approcci presso tutti i coerenti alla strada del Trucco, per sentire se sono disposti a cedere qualche metro di terreno per il bene comune. Essi devono comprendere, che con una buona strada, i loro terreni acquisteranno maggiore valore, quando domani li vorranno vendere a chi li richiederà per fabbricarsi una casetta. Si prevede che lungo tutta la strada S. Vito sorgeranno presto numerose villette; e non può essere diversamente, perché il posto è incantevole. Se di spontanea volontà vengano ceduti i metri di terreno necessario all’allargamento e sistemazione della strada, e si evita così l’esproprio fatto dall’autorità; la soluzione del problema sarà più facile. Il presidente dell’Associazione Turistica, sig. geom. dott. Morello, ha ormai ultimato i progetti e preventivi, i quali verranno presenti all’Autorità Comunale per decidere sul da farsi. Non ci resta che sperare in bene.
Ha preso il Velo Sabato 29 agosto scorso, un grosso pulman portava da Piossasco a Pinerolo un centinaio di persone, desiderose di presenziare a una commovente funzione religiosa nella Casa Madre del Suore Giuseppine. Una nostra parrocchiana, la signorina Maria Albina, figlia del cav. Michele Elia, quel mattino doveva prendere il velo di Suora. La devota cappella delle suore era gremita di parenti e conoscenti delle otto Aspiranti, che inginocchiate alla balaustra sospiravano il momento di indossare la sacra divisa delle Spose del Signore. Il Vescovo di Pinerolo, Sua Ecc. Mons. Binaschi, attorniato da molti Sacerdoti, dopo aver interrogato le dette Aspiranti come comporta il rito, benedisse il vestito, che poco dopo esse indossarono, assumendo un nuovo nome. La nostra Maria Albina fu chiamata “Suor Maria Daniela”. Alla balaustra si succedettero poi altre Suore per rinnovare la loro sacra professione di Spose di Gesù. Il rito solenne e i dolci canti, che Suore dalla voce angelica facevano sentire dall’orchestra, crearono nella cappella una mistica e toccante atmosfera, che commoveva e favoriva anche le lacrime. Si aggiunse la parola calda e persuasiva del rev. don Renato Paviolo, piossaschese, che dal pulpito disse parole di circostanza. Dopo la suggestiva funzione, tutti vollero avvicinare e vedere Suor Maria Daniela, facendole fervidi auguri, perché possa percorrere santamente la via della vocazione per la quale l’ha chiamata il Signore. Questa vocazione è certamente in premio a Maria Albina per la sua vota esemplare. Quando si conobbe la sua decisione di farsi Suora, nessuno ne fece le meraviglie, perché tutti conoscevano la sua fervorosa pietà, tutti capivano la bellezza della sua anima e bontà del suo cuore, che trasparivano dal suo volto sempre sorridente e dal suo tratto sempre gentile e premuroso. Maria Albina ha scelto la via migliore: per questa via l’accompagnano le nostre preghiere.
Cappella del Marchile. Ecco un nuovo elenco d’offerte pro Cappella, che ammonta a lire 55.500. A questa cifra si devono aggiungere le collette raccolte nella cappella dal mese di giugno ad ottobre, che sono di lire 33.400. Si ha così un totale di lire 88.900. La Madonna Immacolata ricompensi tutti con le Sue benedizioni.

Gennaio 1960

Festa della Madonna delle Grazie. Al Prarosto avverrà martedì 1° marzo (ultimo giorno di carnevale). La Messa cantata sarà celebrata alle ore 8,30. rettori della festa i sigg. Bartolomeo Lovera e Giovanni Scarafia.
Cappella del Marchile.
Festa annuale. La festa dell’Immacolata, festa titolare e annuale della Cappella, è stata celebrata il giorno otto dicembre scorso, con funzioni eguali a quelle della chiesa parrocchiale. Nella mattinata: due Messe, di cui una cantata in musica dalla nostra scuola femminile di canto. Nel pomeriggio, terza funzione con Rosario, predica e benedizione. Numerosa e devota la partecipazione dei fedeli. Per la festa sono apparsi i primi banchi nuovi, fabbricati dalla ditta Giovanni Andruetto e Figlio. Sono belli e soprattutto sono comodi. Gli altri che si aggiungeranno, dovranno essere perfettamente uguali a questi, per ragione di estetica e di decoro.
Festa degli Alpini. Il fiorente Gruppo ex Alpini di Piossasco, ha celebrato domenica 22 settembre scorso, la sua festa annuale. La Presidenza del Gruppo con gentile e fraterno pensiero volle ricordare gli ex commilitoni defunti con una funzione religiosa di suffragio. Questa funzione con il beneplacito e interessamento del Vicario si svolse nella Cappella del Marchiale, tanto accogliente e devota, e riuscì solenne e commovente. Al centro della cappella era posto un tumulo ricoperto da una bandiera tricolore, con sopra un cappello alpino. Alle ore 11 iniziava la S. Messa il Vicario, che pronunciò poi adatte parole di circostanza, dicendosi lieto che fosse stata scelta la Cappella del Marchile per la suggestiva funzione, e lodò la fede cristiana degli Alpini. Servivano la Messa due ex alpini: Carlo Bruno e Luigi Ruffinatto. La funzione fu onorata dalla presenza del generale Faldella, ex comandante del 3° Alpini. Intervennero rappresentanze dei Gruppi di Cumiana, di Bruino, di Orbassano, di Rivoli e della Sezione di Torino. Durante la Messa, l’alpino Michele Audano, il solista della nostra parrocchia, cantò con grazia particolare l’Ave Maria e altri mottetti. In fine le esequie al tumulo furono cantate dalla nostra scuola maschile di canto: accompagnava all’harmonium il giovane Paolo Mola. La funzione si chiuse con l’inno del Piave. Dopo il vermut d’onore, offerto dal Gruppo di Piossasco a tutti i partecipanti alla festa, ebbe luogo il rancio sociale, la quale presero parte 70 commensali, che in tarda serata salirono al Castello al ristorante dei Nove Merli, per l’ultima bicchierata. Alla presenza del Gruppo Alpini, e specialmente al sig. Giovanni Giorda, specialista nell’organizzare feste e raduni, facciamo i meritati complimenti per la ben organizzata e ben riuscita festa.
Associazione Turistica Piossaschese. Domenica 6 dicembre scorso, nella solita sala parrocchiale, dietro invito del Presidente geom. Dott. Riccardo Morello, si è radunato il Consiglio Direttivo dell’Associazione. Il Presidente rese conto di quanto aveva già fatto a riguardo della sistemazione della strada, che passando per il Trucco sale a San Vito. Nella sua qualità di geometra ha preparato e ha fatto vedere il progetto d’allargamento e di raddrizzamento della strada; ha presentato anche un preventivo abbastanza dettagliato della spesa occorrente, che non è spaventosa, perché importerebbe solo pochi milioni. Il Presidente ha riferito di aver interpellato tutti i proprietari dei terreni contigui alla strada, i quali non sembrano troppo inclini a cedere qualche metro di terreno né a gratis né a prezzo equo; perché forse non hanno ancora capito, che con la sistemazione della strada, i loro terreni acquisteranno pregio e prezzo, diventando ricercati terreni di fabbricazione. Sulla relazione del Presidente si è aperta un’interessante discussione, alla quale presero parte tutti i presenti, i quali hanno convenuto sulla necessità di fare quando prima un esposto all’Autorità Comunale, relativo ai progetti e ai preventivi già prepararti, con lo scopo di sollecitare maggior interessamento da parte del Comune e di sentire se nel bilancio comunale sia già stata stabilita o si intenda stabilire una qualche cifra per la sistemazione strade e particolarmente per la strada del Trucco. In seguito si terrà un’assemblea generale dei soci dell’Associazione Turistica per metterli al corrente dello stato delle cose.

Marzo 1960

Statistica Parrocchiale.
Nati e Battezzati nel 1959. Bruno Nastro di Francesco – Bruna Friolo di Cesare – Graziella Maurino di Andrea – Lidia Rosso di Albino – Valter e Sergio Buttigliengo di Virgilio – Riccardo e Gianni Zampieri di Giuseppe – Anna Fiora di Giovanni – Carla Vietto di Aldo – Ezio Roncarolo di Aldo – Annamaria Chiodi di Dino – Marinella Bergoglio di Roberto – Piero Magnino di Rinaldo.
Morti nel 1959: Mattia Bonetto, di anni 70 - Giacomo Bonetto, di anni 75 – Antonio Martinatto, di anni 69 – Giuseppe Bertinetto, di anni 68 – Anna Bruno Buttigliengo, di anni 77 – Angela Vescia Parpinelli, di anni 76 – Vincenza Fiora Martinatto, di anni 71 – Carolina Boccardi Martinatto, di anni 81.
Tutte le statistiche hanno un linguaggio, ascoltiamo: totale nati 14, sette femmine e sette maschi, comprese due coppie di gemelli. I commenti non possono essere che melanconici. Se osserviamo i registri di 40 – 50 anni fa, troviamo che nella nostra Parrocchia nascevano ogni anno 30-40 bambini, anche se a quei tempi le condizioni economiche delle famiglie erano molto povere. Ora che la situazione famigliare è per tutti migliorata non si desiderano più bambini e si limitano le nascite. Già si sa che allevare bambini importa sacrifici e denari; ma i sacrifici i genitori non li vogliono più fare, e i denari si spendono nelle ricercate comodità della vita moderna. Questi genitori non fanno il loro dovere né davanti a Dio né davanti alla società; senza voler dire quello che grandi Statisti hanno affermato, che cioè la diminuzione delle nascite è segno di decadenza morale e religiosa. Ci pensino i responsabili.
Chiesa Parrocchiale. Lavori preventivati. Fra poco si inizieranno i lavori, che sono già stati preventivati, si tratta di riparare e sistemare in tutta la sua lunghezza e larghezza del tetto fino a terra, la parte della chiesa che guarda a mezzodì, verso la piazza. Forse è da cent’anni che non è più stata ritoccata; quindi, rovinata dal tempo e dalle intemperie, necessita una sostenuta riparazione. D’ora in avanti numerosi turisti saliranno a S. Vito per visitare il Castello feudale e per mangiare al Ristorante dei Nove Merli; non è bene che quassù fra tante cose belle, abbiano a trovare la Chiesa parrocchiale in cattivo stato. La spesa non sarà indifferente, anche perché si desidera compiere un lavoro ben riuscito. Si prevede che si aggirerà sulle cinquecento mila lire (500.000). Devono concorrere i Parrocchiani, che certamente saranno generosi nelle loro offerte; ma soprattutto si spera nel contributo che è stato chiesto al Comune di Piossasco.
Cappella del Marchile. Sepolture. Di quest’anno sono state fatte due sepolture in questa Cappella. La prima ebbe luogo il 30 gennaio, e fu del sig. Teofilo Mia, residente al Marchile. Si spense poco più che cinquantenne. Il sig. Teofilo (così lo chiamavamo tutti), non aveva grande salute: lo si vedeva; tuttavia dimostrò una grande resistenza al lavoro, al quale attendeva con regolarità e costanza. Era titolare dell’ufficio postale di Piossasco: ufficio che disimpegnava con la massima diligenza. Non una parola inutile usciva dal suo labbro: intento, pronto, preciso al suo lavoro rispondeva ai clienti nel modo più breve, sembrava che avesse paura di perder tempo. Piossasco lo ricorderà a lungo, specialmente per queste sue doti speciali. I suoi Coscritti e i Piossaschesi gli hanno reso onore intervenendo ai funerali e alla Messa solenne, celebrata domenica 14 febbraio, nella chiesa parrocchiale di San Vito; chiesa che egli amava e che frequentava ogni festa per ascoltare la S. Messa.
Dall’Ispettorato delle Poste di Torino giunse alla famiglia del signor Mia il seguente telegramma, che dimostra quanto fosse stimato dai suoi Superiori il signor Teofilo:
“Improvviso decesso signor Mia Teofilo, reggente codesto Ufficio P.T., ha suscitato viva costernazione a questa Direzione Postale, la quale ha sempre apprezzato sue notevoli capacità professionali, organizzative e le alte doti morali. Prego accogliere in questa dolorosa circostanza a nome Amministrazione e mio personale più vive e sentite condoglianze”.
F.to Ispett. Generale Regg. NATALE.
La seconda sepoltura avvenne l’11 febbraio: è stata quella del sig. Pietro Ronco, di 73 anni, morto alla frazione Lupi. Era un uomo di forte e robusta costituzione, ma fu stroncato da un male più forte e improvviso. In pochi giorni andò peggiorando, si aggravò e si spense la sera del martedì 9 febbraio, dopo aver ricevuto con devozione al santo Viatico. Era un buon cristiano, di molta fede, ottimo padre di famiglia, stimato e ben voluto da tutti. Era l’idolo dei suoi nipotini, figli di suo figlio Giovanni, col quale conviveva. Lascia un buon ricordo di sé.
Saggio Natalizio all’Asilo. Nel pomeriggio della Festa di Natale 1959, abbiamo assistito nel salone del nostro Asilo S. Vito ad un Saggio Natalizio, che era dedicato specialmente ai papà e alle mamme. I piccoli artisti hanno eseguito molto bene scenette e canti, attorno alla capanna di Gesù Bambino, preparati con buon gusto dalla Direttrice Suor Mafalda, che con la sua abilità e pazienza sa ottenere miracoli dai bambini. Accompagnava i canti al pianoforte il giovane Paolo Mola. Fra i numerosi presenti in platea vennero raccolte libere offerte “pro Asilo”. In fine il Vicario, come presidente dell’Amministrazione, dopo aver ringraziato le Suore, bimbi e spettatori, parlò della povertà del nostro Asilo, del quale sarà necessario che s’interessino di più tutte le famiglie della parrocchia, versando annualmente una cifra a bene di quest’opera così importante per la parrocchia.
Festa di S. Valeriano. Come il solito si celebrerà il Lunedì di Pasqua, che quest’anno cade il giorno 18 aprile. Speriamo in una splendida mattinata, che inviti i Piossaschesi a salire volentieri al colle per onorare S. Valeriano, che è uno dei Santi protettori del paese, e dintorni della Cappella in un clima mite di primavera.
Rettori della Festa sono i sigg. Pierino Lovera e Luigi Rosso.
Festa di S. Giorgio – 1° Maggio. Quest’anno è di domenica: circostanza che può favorire un afflusso straordinario di gente. Più che l’anno passato?… la Messa verrà celebrata alle ore 10 ai piedi del monumento della Croce, eretto l’anno scorso dal Gruppo ex Alpini di Piossasco. Rettori della Festa sono i sigg. Luigi Marchisio e Renato Balbo.
Sfruttare il Monte S. Giorgio. Abbiamo letto sui giornali quello che la città di Cavour sta facendo e farà per fruttare la famosa “Rocca”, la quale dovrebbe formare un’attrattiva turistica di tutta la provincia di Torino. Si sta costruendo una comoda strada, che dalla città porterà alla cima della Rocca, alta 460 metri sul livello del mare. Essa dovrebbe diventare meravigliosa oasi di frescura, ove potrà sorgere un attrezzamento alberghiero con ampi piazzali per il parcheggio delle automobili. Leggendo queste lodevoli iniziative di quelli di Cavour, ci siamo chiesto: “Perché Piossasco non potrebbe fare altrettanto per il Monte S. Giorgio”? Sì, lo potrebbe fare e con maggior successo per diversi ed evidenti motivi: Piossasco è a soli 20-25 chilometri da Torino e non a 50 come Cavour. Il monte S. Giorgio è alto circa 850 metri, quasi il doppio della Rocca. Lassù in vetta al monte, la frescura non manca mai e la potrebbe godere non solo i Torinesi, ma prima di tutti i Piossaschesi. Di più, negli inverni favoriti dalla neve, lassù sul monte S. Giorgio si può anche sciare, scendendo dalla vetta lungo il facile declino fino al colle. Allora?… Allora non resta che imitare il fervore di quelli di Cavour, i quali hanno chiesto aiuti al Comune, agli Enti locali di Credito, all’Ente Turismo e ai privati cittadini, e tosto si sono messi all’opera per compiere quanto è in progetto. Anche a Piossasco esiste una Associazione Turistica, la quale sta preparando progetti per sistemare la strada, che dalla provinciale sale già fino oltre la pineta, e per compiere quel tronco di strada che ancora manca per arrivare al colle del monte S. Giorgio. Per questo tronco di strada occorrerebbe, per un anno o due, l’opera di un Cantiere di lavoro, che l’Amministrazione Comunale potrebbe chiedere e ottenere. Piossaschesi, è giunta l’ora nostra, l’ora del progresso, l’ora in cui Piossasco deve uscire dall’ombra e dall’isolamento, dove è rimasto finora, per allinearsi ai paesi più aggiornati: le sue bellezze naturali vanno sfruttate, e anzitutto il Monte S. Giorgio. Parleremo di queste cose il 1° maggio, quando per la festa annuale di S. Giorgio, ci troveremo lassù più numerosi che mai.

Maggio 1960

Cappella del Marchile. Con l’elenco delle offerte e delle collette, che vengono pubblicate in questo Bollettino restano cancellati gli ultimi debiti che rimanevano sospesi: la Cappella al presente non ha più debiti. Deo gratis. Ma è urgente aprire subito un altro conto, perché bisogna provvedere i nuovi banchi che ancora mancano. Li ordiniamo senz’altro presso la Ditta Andruetto Giovanni e Figlio, la quale ha già provvisto i primi quattro. Chi volesse regalare un banco, quale offerta pro Cappella, lo può pagare anche direttamente la Ditta: diversamente i nuovi banchi saranno pagati con le offerte di tutti. Ancora una volta prego la Madonna SS. si benedire largamente gli offerenti e i benefattori della Sua Cappella. Aggiungo un ringraziamento cordialissimo a tutti.
Festa di S. Valeriano. Celebrata il lunedì di Pasqua, 18 aprile. Il tempo era imbronciato e qualche momento piovigginava pure. Tuttavia una numerosa folla salì al Colle per rendere onore e gloria al Santo Martire, che è uno dei Santi protettori del paese. Quest’anno non sono stati inaugurati lavori nuovi: è un periodo di sosta per riprendere slancio per opere di finizione e d’abbellimento della Cappella. Di nuovo se mai c’è stata la grandiosa Messa, eseguita dai nostri animatori Cantori con sicurezza e gusto. Il pubblico ne è stato soddisfatto: tutti sono ridiscesi dal colle, contenti di aver sfidato la pioggia pere assistere ad una bella funzione. Erano Rettori della festa i sigg. Pierino Lovera e Luigi Rosso, i quali non hanno badato a sacrifici pur di arrivare a celebrare degnamente e solennemente la festa, come di fatti è avvenuto. S. Valeriano protegga Piossasco!
Comitato Civico. E’ stato costituito, o meglio, riconosciuto a Piossasco il Comitato Civico. A un gruppo di uomini e donne ha parlato un conferenziere mandato da Comitato Civico provinciale: ha spiegato qual è il lavoro che deve compiere il Comitato Civico locale. Quindi si è aperta una vivace discussione, dalla quale è risultato che il Comitato Civico non deve essere solo il galoppino di qualche partito in tempo di elezioni, per insegnare a votare, per attaccare manifesti; ma deve compiere una continua opera di propaganda delle verità della Dottrina cristiana; deve interessarsi dei problemi, che con questa dottrina si possono risolvere. Che in vista di elezioni vuol compilare la lista dei candidati non deve dimenticare il Comitato Civico. Per assicurare la vita al Comitato Civico, si è auspicato l’incontro un po’ frequente con Parlamentari, che vengono a portare opportune informazioni e direttive su questioni politiche e sociali, che tante volte sono scottanti e confuse. Sono stati nominati: Presidente e Vice presidente i sigg. Eraldo Lovera e Renato Balbo. Auguriamo loro buon lavoro.
Coscritti di 70 anni. I Piossaschesi nati nel 1890 si sono riuniti per celebrare i loro 70 anni. L’età dei 70 è già una tale data che ben merita di essere festeggiata. Durante il lungo cammino dei 70 anni di vita, la maggior parte dei nati nel 1890 sono già passati all’eternità. Nella nostra parrocchia nel 1890 nacquero 29 uomini, come risulta dai Registri dei Battesimi (Totale dei nati n. 47, di cui 29 uomini). I superstiti di essi si riducono a meno di dieci. Al pranzo sociale presero parte 18 coscritti Piossaschesi. Una cosa singolare e certamente rarissima è stata notata, erano presenti i due Parroci di Piossasco, cioè il Vicario di S. Vito e il Prevosto di S. Francesco, anch’essi nati nel 1890. Ai due parroci, che sedevano ai capi della tavola, i Coscritti vollero offrire il pranzo, sentendosi ben onorati della loro presenza; e i due parroci contraccambiarono offrendo da fumare e da bere. Il pranzo fu egregiamente servito dal signor Vittorio Marchisio, proprietario della Trattoria “Oriente”, ove si mangia bene e si beve meglio. Alla levata di tavola il Vicario, facendo a tutti auguri di lunga vita, ha riferito una ricetta, che fu dettata e praticata da un uomo centenario, eccola:

Aria mattutina (alzarsi presto)
Pillole di gallina (uova)
Brodo di cantina (vino buono).

Allora non resta che provare. Ecco i nomi dei Coscritti partecipanti alla festa, Il Vicario Can. Don Giuseppe Fornelli, Can. Teol. Carlo Gianolio, Eligio Gorrea, Giuseppe Martinatto, Emilio Buttigliengo, Michele Bergoglio, Michele Canalis, Giuseppe Garello, G. Battista Andreis, Michele Rosso, Giuseppe Bruno, Luigi Fiora, Biagio Geremia, Michele Martinatto, Gaetano Pipino, Gaetano Armando, Domenico Gerbino, Ernesto Pognante.
Le Strade e il Turismo. Piossasco sta aprendo le sue porte al Turismo, che oggidì è di moda. Motivi turistici qui non mancano: i Castelli, la pineta, il monte S. Giorgio… E’ quindi necessario sistemare le strade già esistenti e costruire delle nuove. Le strade sono la base del Turismo. Questo forma il programma dell’Associazione Turistica locale, la quale sta lottando per superare molte difficoltà, che non si sarebbero pensate. Lungo la strada del Trucco e di San Vito vi sono proprietari, i quali non solo non pensano e regolare qualche metro di terreno per allargare la strada rendendosi così benemeriti del pubblico bene, ma appena lo cederebbero a cifre favolose ed esorbitanti. Costoro costringeranno l’Autorità Comunale a procedere all’esproprio: casa non simpatica. Parecchi anni fa i signori di Piazza, che qui hanno le loro magnifiche ville, si erano dichiarati disposti nientemeno che a costruire a loro spese, una nuova strada, la quale avrebbe sostituito quella del Trucco troppo ripida. Non per colpa loro, ma chissà per quale motivo, l’opera non è stata realizzata. Ora la nuova strada, allora progettata, non è più possibile per l’avvenuta costruzione di nuove villette sul terreno che doveva attraversare. Quindi il progetto più economico e più facile ad eseguirsi, è quello di sistemare la strada del Trucco. A questo si riuscirà, se i signori di Piazza vorranno cooperare con l’Associazione Turistica e con l’Autorità Comunale, la quale farà sentire il suo efficace interessamento, anche se per le condizioni finanziarie del comune non potrà disporre di molto denaro. Appunto per raccogliere una prima necessaria cifra di denaro, l’Associazione Turistica ha inviato a tutti i proprietari di un’automobile, Piossaschesi e aventi rapporti con Piossasco, una lettera circolare, con cui s’invitano a sottoscrivere e impegnarsi per una libera offerta, quale contributo per i lavori di sistemazione della strada: sarebbe come a titolo d’utenza stradale. Ma sarebbe più giusto affermare che qui si tratta di un atto di solidarietà, per il bene di tutti e per l’opera del paese. La meta finale, cui si vuol arrivare in macchina, è la cima del monte S. Giorgio; ma è giocoforza cominciare dal basso. Restiamo nell’attesa d’avere presto buone informazioni al riguardo.

Luglio 1960

Cappella del Marchile. Per la festa titolare della cappella, che sarà in dicembre, tutti i banchi vecchi dovranno essere sostituiti e verranno inaugurarti quelli nuovi. Com’è già stato detto altra volta, d’ora in avanti le offerte vanno date e raccolte per questo scopo. Diverse volte su questo bollettino, sono stati elogiati per il loro lavoro i Rettori della cappella, che si rinnovano ogni anno. Sono essi che provvedono alla pulizia e al decoro della cappella, e fanno tutto molto volentieri e bene. Ma vi sono altre persone, che meritano un ricordo e una lode, e sono quelle che disimpegnano il lavoro, che dovrebbe fare un sacrestano: aprono e chiudono la cappella, vi accendono le luci, suonano le campane per le funzioni, preparano i parimenti e tutto l’occorrente per la celebrazione della S. Messa… E’ un lavoro importante e impegnativo. Esse si danno il cambio, facendo il servizio una settimana intera per ciascuna. Ecco i riveriti nomi:
Pierina Martinasso, coadiuvata dal fratello Alberto.
Angela Frigeris coadiuvata dalla nipote Tersilla
Lina Andruetto, coadiuvata dalla Nuora.
Di cuore e con riconoscenza invochiamo su di loro le benedizioni della Madonna.
Processioni delle Rogazioni. I tre giorni che precedono la festa dell’Ascensione, sono i giorni delle Rogazioni, che consistono in Processioni fatte attraverso strade di campagna, per invocare benedizioni sopra i raccolti. Queste processioni nei tempi passati, nella nostra parrocchia erano così lunghe da impiegarvi ogni mattina circa due ore e anche più. La più lunga era quella del mercoledì, la quale passando per la Paperia e i Brentatori, arrivava fino alla Cascina dell’Abate, del Priore e Palazzina. A poco a poco sono state già accorciate, ma è forse giunto il momento di abolirle. Quindi sono quelli che vi partecipano ancora?… Si parte dalla chiesa con una ventina di persone, le quali poi si perdono per la strada, e si torna in meno di dieci. Di uomini poi non si vede più nessuno. I tempi sono scambiati e bisogna cambiare anche la Liturgia. Pertanto nel prossimo anno, probabilmente si farà in questo modo: nel primo giorno delle Rogazioni si dirà la S. Messa alla Cappella S. Bernardino, si reciteranno le Litanie dei Santi e dalla porta della cappella si darà la benedizione alle campagne. Nel secondo giorno si dirà la S. Messa alla frazione Cappella con litanie e benedizione come il giorno innanzi. Nel terzo giorno si dirà la Santa Messa nella cappella della Paperia, e il resto come nei giorni precedenti. Questa sarà certamente un’ottima soluzione che accontenterà tutti.
Frazione Brentatori. Stanno per succedere ai Brentatori due avvenimenti di grande importanza. Il primo è la venuta della luce elettrica. Fin dall’anno passato si è costituito un Consorzio fra tutte le famiglie della zona e si è iniziata la pratica. N’è presidente il dott. Prof. Alfano di Pinerolo, proprietario della cascina Airale. La sera di sabato 11 giugno, egli ha tenuto nella sala parrocchiale di S. Vito una riunione di tutti i Consorziati, ai quali ha fornito le più ampie e precise informazioni sullo stato della pratica, che è tuttora in corso. La spesa preventiva della SIP è assai gravosa; ma con il contributo dello Stato e con quello del Comune di Piossasco, si spesa che le famiglie possano affrontare la cifra, che sarà assegnata a ciascuna. Con il prof. Alfano collabora il geom. Mauro Chiabrando di Pinerolo. Facciamo fervidi auguri, perché lo splendore del progresso 1960 mandi presto un po’ di luce anche ai Brentatori.
Il secondo avvenimento è l’edificio scolastico, che dovrebbe sorgere presto nella frazione. Finora e chissà da quando, la scuola elementare aveva sede in una stanza, ora in una casa e ora in un’altra. Bisogna convenire che il locale è sempre stato insufficiente, indecoroso e che assolutamente non è più adatto ai tempi. Bisogna cambiarlo. Su questo punto sono tutti d’accordo, come tutti pensano che non sia il caso di voler erigere un “grande palazzo delle scuole”, se si considera che gli scolari sono attualmente una dozzina, e c’è la triste prospettiva che un giorno venga soppressa la scuola per mancanza di alunni. Ora si è sentito dire, che solo il terreno su cui costruire l’edificio scolastico, costerebbe al Comune la rispettabile cifra di 600 mila lire, cifra giudicata assolutamente esagerata. Ma trattandosi di una scuola, che è a vantaggio di tutte le famiglie locali, perché non si può trovare un terreno o a gratis o a prezzo ridottissimo e di favore? Per altra parete il Comune in questi momenti non ha denari da buttar via; e se potesse risparmiare per l’edificio scolastico, gli rimarrebbe di più da spendere per migliorare la strada, che ha tanto bisogno. La cosa merita ponderazione.
Contro il Turismo. Piossasco sta per uscire dall’ombra, sta per incamminarsi per la via del progresso; ma, ci rincresce dirlo, ci sono molti che lo vorrebbero ricacciare indietro, gli vorrebbero ostacolare il cammino. Con il nuovo ristorante dei “Nove Merli”, al Castello, Piossasco ha finalmente un locale grandioso, aggiornato, attraente, che può far onorare al paese e favorire il turismo; ma molti lo vorrebbero mandare a quel paese… l’Associazione Turistica Piossaschese, allo scopo di sistemare la strada S. Vito con quei lavori urgenti, che attualmente il Comune non è in grado di sostenere, aveva diramato lettere circolari, invitando a una volontaria sottoscrizione, specialmente coloro che sono i più frequenti e interessanti utenti della suddetta strada. Quanti hanno riposto e sottoscritto impegnandosi per qualche somma?… Quasi nessuno. E perché? Per due motivi:
Perché il Turismo con l’afflusso di macchine e di forestieri disturba la quiete del posto. Ma vi sono nella zona tante bellezze naturali da ammirare e godere… Sono state sconosciute fin adesso, lo siano ancora per l’avvenire…
Perché le strade le deve aggiustare il Comune. Siccome il Comune presentemente non può compiere i lavori necessari, la strada continuerà ad essere sempre più pericolosa, non solo per chi va in macchina, ma soprattutto per i pedoni e i ciclisti e per i ragazzi delle scuole, che non sanno più come scansarsi quando s’incontrano con le grosse macchine che ora sono di moda.
Piossasco si aspettava un bel gesto di generosità e di solidarietà, trattandosi di un bene comune, da parte di chi ha mezzi per poterlo fare: il bel gesto non è venuto; ma con questo non si arresta il turismo!

Settembre 1960

Restauri Chiesa Parrocchiale. Due mesi fa da queste colonne vi notificavo, che si erano iniziati i lavori di restauro alla parete esterna della nostra chiesa parrocchiale. Ora vi devo comunicare che i detti lavori non sono ancora ultimati, e non per mancanza di fondi, ma per causa dei muratori, che da tempo non si sono più fatti vedere. Voi ed io siamo spiacenti di quest’inconveniente, perché era stato previsto che i lavori sarebbero stati terminati al principio della stagione estiva. Intanto continuavo ad arrivare le offerte, come si può vedere dall’elenco che qui viene pubblicato. Altra volta ho scritto che per coprire le spese sarebbe bastata l’offerta di sole mille lire per ogni famiglia della parrocchia: questo però non significa che sia proibito offrire di più. Anzi, sono a pregare le famiglie, che hanno più fede e più mezzi, di dire più abbondantemente, anche per quelle famiglie, che come al solito, non daranno nulla.
Oblazione Fiorio. I progetti dei restauri alla parete della chiesa sono stati ampliati e migliorati, di modo che la spesa preventivata è pure aumentata. Ebbene: la Divina Provvidenza ha pensato a noi. Qualche mese fa, moriva a Torino il sig. Fiorio Enrico, ben conosciuto a Piossasco, dove possiede una villa. Egli nella sua generosità ha voluto beneficare anche la nostra chiesa di San Vito, lasciando ben 100.000 lire. Ecco l’aiuto imprevisto, che ci giunge opportuno per le maggiori spese suddette. Voglio pure ricordare che il sig. Fiorio ha voluto beneficare anche il nostro asilo S. Vito con un’oblazione di 100.000 lire. Questo gentile e benefico ricordo, che il sig. Fiorio volle avere per la nostra parrocchia, pur non essendo nostro parrocchiano, ci commuove. Per lui faremo preghiere di suffragio e per lui celebrerò con riconoscenza una Messa, in un giorno che sarà fissato e reso noto a suo tempo. L’esempio del sig. Fusorio è di quelli, che meritano di essere conosciuti e imitati. Ai piccoli e ai grandi oblatori pro chiesa, parrocchiani e non parrocchiani, esprime il suo vivo ringraziamento il sottoscritto Vicario.
La strada di S. Vito. Forse in Piossasco nessun’altra strada ha più amici e più nemici, cha la strada S. Vito. Gli amici la vorrebbero vedere allargata, sistemata, asfaltata; i nemici invece vorrebbero conservarla così com’é o anche peggiorata, o perché non ci passano mai o perché vi passano su comode macchine, insensibili ai sobbalzi. Fra gli amici e i più ardenti, va contata l’Associazione Turistica Piossaschese, la quale è sorta con il preciso scopo di interessarsi al miglioramento delle strade, cominciando da quella S. Vito; ma finora ha trovato motivi di scoraggiamento proprio dove non se li immaginava. A quelli già resi noti su questo bollettino, ne aggiungiamo altri. Dopo vari colloqui con il Comm. Boneschi, l’Associazione Turistica aveva ottenuto il pieno consenso per lo smussamento dell’angolo del muro di cinta della villa Boneschi, il quale angolo restringe e quasi strozza la strada S. Vito. Quindi si pensava e si aspettava che l’Autorità Comunale senz’altro procedesse all’esecuzione del lavoro tanto necessario e urgente. Invece la detta Autorità trovò tali e tanti motivi burocratici da tener sospeso il lavoro per mesi e mesi. E’ bene che si sappia, che l’Associazione Turistica aveva fatto all’Autorità Comunale le seguenti proposte: “Il Comune, che lamenta di non aver denari, metta i manuali che ha alle proprie dipendenze, a compiere il lavoro; l’Associazione Turistica pagherà il materiale occorrente per rifare il muro di cinta dopo lo smussamento”. Condizioni più convenienti di così non si potevano pretendere: eppure non è bastato. Se per la sistemazione di ogni tratto della strada San Vito occorrono così tanti mesi e così tanti passi burocratici chissà in quanti anni si potrà compiere questa impresa! Intanto un sentito ringraziamento e un bell’applauso va dato a Casa Boneschi, e ci auguriamo che il lodevole esempio venga imitato da altri proprietari attigui alla strada S. Vito.

Novembre 1960

Parrocchiani Carissimi. I lavori di restaurazione della parete esterna della chiesa parrocchiale sono finalmente terminati. Alla parete è stato aggiunto uno zoccolo di pietra, fatto con lastre di pietra di Luserna. Anche le grondaie sono state tutte rinnovate. Su una lesena della parete è stato conservato un affresco che risale a 500 anni fa. Rappresenta in grandezze naturali la figura di un Santo Abate, dalla lunga barba, in atto di benedire: probabilmente è non San Antonio abate, ma San Benedetto, il fondatore dei Frati Benedettini, che nel Medio Evo a Piossasco e nei paesi vicini avevano numerose e fiorenti abbazie e conventi. I parrocchiani di S. Vito che sono tanto orgogliosi della loro bella e ricca chiesa nell’interno, possono ora compiacersi nel vedere la chiesa bella anche all’esterno. Per sopperire alle spese di questi lavori ho invitato i parrocchiani a dare una offerta di almeno 1.000 lire per famiglia. L’avete già versata? Il vostro nome è già comparso negli elenchi finora pubblicati su questo bollettino? Come al solito, certi nomi non compariranno. Si tratta di alcune famiglie che vivono assenti dalla vita parrocchiale. Per fortuna sono poche! Le offerte “pro chiesa” non dovrebbero mai cessare, perché ogni anno sono necessarie spese per la manutenzione, per restaurazioni o abbellimenti della chiesa.
Cappella del Marchile.
Festa titolare. E’ la festa dell’Immacolata, che quest’anno si celebrerà la domenica 11 dicembre (il giorno 8 dicembre, la festa dell’Immacolata sarà celebrata nella chiesa parrocchiale). Per l’importanza della cappella del Marchile, la sua festa Titolare viene ogni anno celebrata con una solennità che non si usa mai per le altre cappelle. Ecco il programma – orario:
Nella mattinata vi saranno due SS. Messe, una alle ore 8 e l’altra alle ore11.
Nel pomeriggio alle ore 15,30 si svolgerà la funzione vespertina con Rosario, Predica e Benedizione (sarà soppressa la funzione in parrocchia).
Nel giorno solenne della festa si farà l’inaugurazione dei nuovi banchi: verranno aboliti tutti i vecchi banchi che ancora ci sono. Così la cappella assumerà in aspetto più ordinato e decoroso. In un altro bollettino pubblicheremo la spesa dei banchi e il totale delle offerte ricevute per pagarli.
Visita Pastorale. Nei 30 anni di parrocchia dell’attuale Vicario ci furono nella nostra parrocchia “Cinque Visite Pastorali”: quattro compiute da Sua Eminenza il Card. Maurilio Fossati, nostro Arcivescovo, e una dal suo Vescovo Ausiliare Mons. Francesco Bottino. L’ultima Visita fu dunque qualche mese fa, e precisamente il9 ottobre. Sua Eminenza, nonostante i suoi 84 anni di età, ha voluto affrontare ancora i disagi della Visita Pastorale, che compì nelle diverse parrocchie della Vicaria di Piossasco. Il Cardinale Arcivescovo alle ore 9,30 del mattino venne ricevuto alla porta della chiesa: fu ossequiato dal sig. Sindaco del paese, dal sig. Direttore della locale Casa Salesiana, dal Piccolo Clero, dalle rappresentanze delle Associazioni di A. C. con le relative bandiere.il bimbo Aldo Bertinetto diede all’Eminentissimo Cardinale un poetico saluto; il Vicario gli diede il benvenuto a nome della popolazione. Popola cerimonia di rito, l’Arcivescovo entrò in chiesa, mentre i cantori intonavano un solenne “Ecce Sacerdos Magnus”; celebrò la S. Messa, benedisse e parlò ai parrocchiani e amministrò la S. Cresima. I Cresimati erano pochi: quelli della prima Comunione.
Nei secoli passati, quando l’Arcivescovo di Torino veniva in visita Pastorale, i sigg. Conti di Piossasco, i Nobili e il Clero andavano ad incontrarlo ai confini del paese e con grande sfarzo lo accompagnavano con le loro ricche carrozze alla chiesa parrocchiale. Di solito l’Arcivescovo era ospite dei Conti al Castello, dal quale scendeva poi alla chiesa per le,diverse funzioni. Si fermava a Piossasco parecchi giorni, durante i quali visitava anche le molte cappelle rurali e i conventi. Qualche volta a dorso di mulo, risulta che saliva fino alla vetta del monte S. Giorgio per visitare la cappella. Ai giorni nostri i Vescovi e gli Arcivescovo, per molti motivi, si trovano moltiplicati i loro impegni, per cui non possono più prolungare la loro assenza dalla sede. E’ inutile dire che il Card. Arcivescovo trovò tutto in ordine in chiesa e nella canonica; e se egli fu soddisfatto della nostra accoglienza, noi fummo tanto felici e onorati della Sua paterna Visita.
La nuova Amministrazione Comunale. Due sole liste di candidati sono state formate per le elezioni Comunali del6 novembre. Una è quella della Democrazia Cristiana, la quale contiene tre soli nomi della passata amministrazione; quindi se vince, si potrà dire che il Consiglio Comunale sarà completamente nuovo. In questa lista sono rappresentate parecchie categorie sociali, come vuole lo stile democratico; i candidati accettano la dottrina sociale cristiana e dimostrano notevoli requisiti da dar fiducia di riuscire buoni amministratori. L’altra lista non vuol avere nessun colore politici, non vuol sottostare a nessuna disciplina di partito; e perciò i suoi candidati si proclamano “Indipendenti”. Ma chi conosce personalmente i candidati, sa che parecchi di essi militano nel partito liberale o vi aderiscono. Quindi si potrebbe affermare, che è una lista di persone, le quali non hanno esattamente le stesse idee politiche, ma che tuttavia sperano di andar d’accordo, perché al Comune si deve fare più amministrare che politica. Anche in questa lista ci sono persone indubbiamente capaci di amministrare bene, in caso di vittoria. I social comunisti non sono riusciti a compilare la loro lista: questo è buon segno, perché è segno che a Piossasco il social comunismo è in regresso, è segno che i lavoratori cominciano scegliere la libertà. Qualcuno possa risultare il nuovo Consiglio Comunale è certo che il suo programma fondamentale di lavoro comprenderà questi due punti: Luce e Strade. Vi sono Frazioni ancora senza luce elettrica; l’illuminazione del centro del paese è ancora di 50 anni fa. Le strade non devono più essere semplicemente adatte ai carri e ai birocci (che stanno scomparendo), ma ai trattori, ai camion e alle automobili, come i tempi comportano. Come ormai avviene in ogni città e paese d’Italia, bisognerà sviluppare il Turismo, il quale ha nel suo programma di “contribuire al miglioramento edilizio e stradale, specie nelle zone suscettibili di essere visitate dai Turisti (come sarebbe Piossasco Alto); promuovere l’abbellimento di piazze e giardini; tutelare e valorizzare tutte le bellezze naturali, artistiche e monumentali del paese”. Il Turismo che sarà rappresentato dall’Associazione “Pro Loco” di Piossasco, se sarà giustamente apprezzato dall’Autorità Comunale e agirà con lei in perfetta collaborazione, aprirà al paese un prosperoso avvenire. Auguriamo che i nuovi eletti Consiglieri, convinti che Piossasco è rimasto indietro nel tempo, siano decisi di portarlo avanti presto e bene, mettendo per questo in opera tutta la loro capacità e la loro buona volontà.
Associazione Turistica. L’Associazione Turistica Piossaschese ha tenuto domenica 18 settembre la sua assemblea annuale, dopo il suo primo anno di vita. Ai numerosi Soci presenti il presidente, sig. geom. Morello dott. Riccardo, ha fatto relazione di quello che l’Associazione ha potuto realizzare di quanto era in programma. Un importante successo fu quello di essere riusciti, sulla strada S. Vito, allo smussamento dello stretto e pericoloso angolo di cinta della villa Boneschi, per cui ultimamente hanno potuto arrivare comodamente fin in piazza S. Vito i grossissimi pulman di alti turismo, che portavano gitanti al Ristorante del Castello. Quando prima l’Associazione Turistica provvederà ad un altro smussamento di angolo e precisamente della cinta del giardino del sig. Paride Oberto, al quale vada la stessa parola di plauso che abbiamo rivolto ai sigg. Boneschi, perché si tratta di una eguale connessione, che tanto contribuisce al miglioramento della strada. L’associazione Turistica Piossaschese in questi ultimi mesi si è trasformata in una vera “Pro Loco”, adottando lo Statuto ufficiale e aderendo al Comitato Turistico Provinciale. Il suo Consiglio Direttivo è stato composto:
Presidente: geom. Morello dott. Riccardo.
Vice presidente: don Giuseppe Fornelli, Vicario di S. Vito.
Cassiere: cav. Luciano Savia.
Segretario: geom. Severino Morello.
Consiglieri: comm. Alfano dott. Francesco – Geom. Claudio Mirra – Prof. Giuseppe Brugo – Geom. Gino Boursier – sig. Mario Cattanea.
L’Associazione “Pro Loco” non si occupa soltanto di strade, ma anche di giornate e feste folcloristiche e sportive. Si è pertanto deciso che venga costituita una Commissione formata di elementi giovani, la quale preparerà i programmi da sottoporre all’approvazione del Consiglio Direttivo e del Centro Turistico Provinciale. Le iscrizioni all’Associazione Turistica sono sempre aperte: con lire 1.000 (mille), si è Soci semplici annuali - Con lire 5.000 (cinquemila) si diventa Soci sostenitori – Con lire 10.000 (diecimila) si diventa Soci benemeriti.

Gennaio 1961

Parrocchiani Carissimi, questo numero del Bollettino parrocchiale Vi giunge per l’inizio del nuovo Anno 1961; vi porta perciò i miei fervidi e sinceri auguri di Buon Anno! Che il nuovo anno sia migliore di quello passato, è un desiderio che hanno tutti. Ma bisognerebbe che tutti si rivolgessero all’infinita bontà di Dio; che tutti pregassero; che nessuno bestemmiasse più; che ognuno si sforzasse di ubbidire ai divini Comandamenti; insomma bisognerebbe che tutti gli uomini fossero più buoni, allora non mancherebbe l’aiuto di Dio per far andare meglio tutte le cose di questo mondo. Speriamo. La restaurazione della parete esterna della Chiesa parrocchiale è terminata ed è riuscita bene. Vi ringrazio delle offerte, che per questo lavoro mi avete invitato o portato e che io ho pubblicato e pubblici. Lo avete fatto per quell’amore che sentite per la vostra bella Chiesa parrocchiale, la quale è la Casa di Dio in mezzo a Voi: Dio ne ha preso nota e Vi ricompenserà. Per il 1961 è in programma un altro importante lavoro da fare non più all’esterno, ma all’interno della stessa Chiesa. Si tratta di restaurare il Battistero. E’ da anni che penso a questo lavoro: ora credo sia arrivato il momento per compierlo. Il Battistero tiene una parte della massima importanza nella vita di ogni parrocchiano, perché la vita cristiana comincia proprio al sacro Fonte Battesimale. Per questo il Battesimo merita tutti i riguardi, e per questo lo vogliamo rendere decoroso. Allora altre Offerte? Perché no? Ma anche per questo lavoro bastano modeste offerte, le quali devono esprimere la nostra riconoscenza a Dio, che col Santo Battesimo ci ha fatto cristiani, “Cioè figli di Dio, membri della Chiesa ed eredi del Paradiso”. Anche per questo lavoro è fissata l’offerta di lire MILLE per famiglia: le potrò ritirare, quando dopo Pasqua passerò a benedire le vostre case. Prima di allora in altri numeri del Bollettino avrò tempo per parlarvi di questo Restauro, che renderà il Battistero l’angolino più bello di tutta la Chiesa. Il Vicario.
Cappella del Marchile.
Festa titolare. Domenica 11 dicembre è stata celebrata la festa annuale dell’Immacolata, che è la festa titolare della Cappella. Le funzioni si sono svolte nel mattino e nel pomeriggio come se si trattasse di una chiesa Parrocchiale. la Frazione Marchile era già importante tanti secoli fa, quando altre frazioni del paese iniziavano appena la loro esistenza. Di fatti il Convento Vecchio Francescano fu edificato vincono al Marchiale, alle spalle della frazione, perché i Frati provvedessero al servizio religioso degli abitanti del Marchile e anche della frazione Cappella. L’importanza del Marchile è cresciuta e ultimamente aumentata dopo che fu eretta la nuova ampia Cappella, dove si dice la Messa tutti i giorni. Verso questa Cappella si nota e si sente che c’è grande affezione e interesse, perché si va abbellendo sempre di più. Quest’anno nel giorno della festa suddetta, si sono inaugurati i Banchi nuovi in numero di 14. Sono tutti uguali e danno alla Cappella un aspetto decoroso e ordinato. Li ha fabbricati la Ditta Giovanni Andruetto e figlio Gino. Alcuni sono stati regalati; gli altri saranno pagati con le offerte e le collette.
Cambio della guardia. Come avviene ogni anno, a dicembre si sono dati il cambio i Rettori della Cappella, i quali hanno l’onorifico e meritorio incarico di tenere pulita,ordinata e bella la Chiesa durante tutto un anno. Così hanno finito il loro ufficio di Retori le famiglie di Giuseppe Lanza fu Antonio e di Giovanni Andruetto fu Battista. A nome di tutti i frequentanti la Cappella li ringraziamo del lavoro compiuto con tanta generosità, e invochiamo su di loro le benedizioni elette della Madonna Immacolata. Hanno accettato di prendere il loro posto due sorelle: le signorine Ester Mia e Santina Mia, che volentieri faranno del loro meglio per accontentare la Madonna SS. e il pubblico.
Collette pro Cappella. Nella Cappella si raccoglie la colletta col taschetto ogni giorno durante la S. Messa. E’ una goccia continua che arriva a formare cifre rilevanti. Per esempio, in tutto il 1960 si sono raccolte di colletta ben 120 mila lire. Pubblichiamo un’altra volta l’elenco delle offerte, che intanto continuano. La Madonna Immacolata voglia gradire i nostri omaggi e le varie dimostrazioni d’amore e di devozione e benedica le anime nostre e le nostre famiglie.
Figlie di Maria. La Compagnia Figlie di Maria, ha tenuto adunanza generale in preparazione alla Festa dell’Immacolata, che è la loro Mamma celeste. In quell’adunanza sono stati dati alcuni ritocchi al Consiglio Direttivo, che ora resta così formato: Direttrice: Teresa Caro; Vice direttrice: Elide Rolando; Tesoriera e Segretaria Lucia Elia; Maestra delle Aspiranti Rina Elia; Consigliere: Elda Fiora, Agnese Paviolo e Carla Bonetto. Nella stessa adunanza sono state proclamate Priora e Vice priora per il 1961, rispettivamente le signorine Cecilia Zoppetto e Marisa Paviolo. Con soddisfazione si è constata la vitalità della Compagnia nelle sue diverse Sezioni, che sono composte di n. 35 Figlie di Maria, n. 30 Aspiranti e una decina di Angiolette. Di questo va dato merito specialmente alla Direttrice e alla Maestra Aspiranti, che con tanta cura e tanto zelo si interessano della Compagnia. Tutte le iscritte sono ben animate a fare sempre più e sempre meglio il loro dovere, e specialmente a crescere nell’amore verso la Madonna SS. Immacolata.
Madonna delle Grazie. La festa del piccolo Santuario del Prarosto, dedicato alla Madonna delle Grazie, sarà celebrata martedì 14 febbraio, ultimo giorno di carnevale, con la Messa cantata alle ore 9. Dato che quest’anno la festa è piuttosto in anticipo per riguardo alla stagione, c’è da augurarci di avere un tempo discretamente buono. Rettori saranno i sigg. Francesco Siccardi e Giuseppe Smeriglio.
Al Palazzo del Comune. Dalle urne del 6 novembre scorso è uscita la nuova Amministrazione Comunale, che è composta di 16 nomi della lista Democristiana e di quattro della lista Indipendenti. Il Sindaco sig. Giuseppe Andruetto non ha più voluto essere fra i candidati, preferendo godere in tranquillità la sua pensione. Egli ha sperimentato, che ai giorni nostri fare il Sindaco è una cosa complicata e tutt’altro che facile. Il paese lo ringrazia del bene fatto: gli dà atto della sua buona volontà, della sua integerrima onestà, e comprende che il sig. Sindaco avrebbe operato molto di più, se non ci fosse stata la lunga crisi della Giunta, per cui si può dire che per molto tempo egli fu quasi solo a dirigere il Paese. Il nuovo Sindaco è il sig. Gino geom. Boursier. Piossasco guarda a lui con sicura fiducia, perché egli ha riconosciuta capacità; ha provata esperienza, essendo già stato altra volta a capo del Comune; è di attività dinamica; è affezionato al suo Piossasco; viaggia in macchina. (I Sindaci senza macchina non sono più di moda, perché non aggiornati, perché non potrebbero seguire il progresso e il turismo). Il sig. Sindaco Boursier avrà per suoi diretti collaboratori, formati la Giunta Comunale, i sigg. Angelo Bonetto, Renato Balbo, Michele Gino ed Eugenio Filippa. La Maggioranza è composta dai sigg. geom. Claudio Mirra, ing. Tasca, maestro Gorrea e Lodovico Destefanis. Questi Signori, entrano in Municipio non sotto l’insegna di un partito politico, che loro imponga di fare sistematicamente della opposizione; ma sotto l’insegna “Indipendenti”. Quindi vorranno saggiamente fare non della politica, ma della buon’amministrazione. Per questo bisogna riconoscere che neanche a loro manca la capacità. Al Palazzo del Comune tira dunque aria nuova, che fa sperare tempi migliori per il nostro paese. Al saluto deferente al sig. Sindaco e a tutto il nuovo Consiglio Comunale aggiungiamo il cordiale augurio di Buon Lavoro!
Associazione Turistica Piossaschese. Quest’Associazione con gran soddisfazione ha appreso che il geom. Gino Boursier è stato eletto Sindaco di Piossasco, perché egli fu uno dei fondatori dell’Associazione e fa parte della Direzione. Nelle adunanze dell’Associazione il geom. Boursier con simpatia ed entusiasmo sostenne sempre la necessità del Turismo per valorizzare Piossasco, che egli ama fortemente. Quindi tutto fa sperare che sarà facile ed efficace la mutua intesa e collaborazione fra l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Turistica; tanto più ora che quest’Associazione è diventata ufficialmente la “Pro Loco” di Piossasco. Quest’Associazione, secondo il suo Statuto, s’interessa della viabilità, poiché il Turismo cammina su strade larghe e comode, ma s’interessa anche di tante altre cose. Per il 1961 la Direzione sotto la presidenza del geom. Morello dott. Riccardo, ha preparato un programma di molteplici manifestazioni folcloristiche, sportive, musicale di cui sarà data notizia a suo tempo. Al neo Sindaco le più sincere felicitazioni da parte di tutti i Soci della Turistica, con i più fervidi auguri, onde egli possa realizzare quelle opere che sono nei suoi progetti, a bene e ad onore di Piossasco.
Nuovo Parroco agli Allivellatori. La Parrocchia degli Allivellatori (Cumiana) fa parete della Vicaria di Piossasco: la quale se è stata in lutto per la morte del Can. Cav. don D. Gaude, ha poi partecipato alla gioia dei parrocchiani degli Allivellatori, quando ha saputo che a nuovo Parroco era stato eletto il rev. Don Paolo Rosso; il quale è di Piossasco. Non è nato qui, ma è cresciuto qui, nella parrocchia di S. Francesco, dove conta una lunga parentela, e dove risiedono i suoi Genitori. Perciò, nel giorno del suo ingresso parrocchiale (20 novembre scorso), mezzo Piossasco è accorso a rendergli onore. Con Piossasco e Cumiana, rappresentanze molto numerose vennero da Balangero, da Torino (S. Massimo), da Caramagna; luoghi dove egli era stato Vicecurato, amato e stimato. Forse gli Allivellatori non videro mai una folla così imponente. Don Paolo Rosso ha trovato una Chiesa decorosa, pulita e accogliente; una canonica magnifica, e una popolazione, che se non è molto numerosa, è però profondamente religiosa e rispettosa. Egli è giovane (33 anni), è dinamico, è fornito di rare doti sacerdotali, per cui gli sarà facile fare molto del bene. Gli auguriamo di camminare sulle orme del suo antecessore, e di lasciare come lui, ottimi ricordi incancellabili. Anche la Vicaria spera di avere da lui nuova energia per una crescente vitalità.
Festa degli Alpini. Il Gruppo ex alpini di Piossasco, di cui è presidente il sig. Marcello Giordana, è quanto mai vivo ed operante. Ogni anno celebra la sua festa ed è una occasione propizia di ritrovarsi e risvegliare lo spirito di corpo. Questa Festa si è svolta domenica 4 dicembre. La giornata è cominciata con una funzione religiosa nell’accogliente Chiesetta del Marchile. I banchi si riempirono di ex alpini. Fra le personalità che onorarono la cerimonia, erano presenti il generale Faldella, ex comandante del 3° Alpini e il maggiore Operti. Erano rappresentati i Gruppi di Bruino, di Rivalta e di Cinzano. Nel centro della Cappella stava il catafalco, su cui venne posto un mazzo di fiori, legati nel tricolore. La Messa fu celebrata in memoria e suffragio degli Alpini defunti. Il tenore ex Alpino Michele Audano cantò con speciale delicatezza l’“Ave Maria” e il “Benedictus”; gli altri cantori eseguirono altri pezzi musicali e in fine le Esequie. Il Vicario tenne un breve discorso di occasione elogiando la religiosità degli Alpini. A mezzodì gli ex Alpini si trovarono per il vermut d’onore alla Trattoria dell’ex alpino Vittorio Marchisio; e poi seguì il pranzo sociale tanto ben servito, al ristorante del Tram. Vi parteciparono 75 commensali; fra loro il neo Sindaco di Piossasco, l’ex alpino geom. Gino Boursier, al quale i presenti con entusiasmo espressero vivissime congratulazioni con sinceri auguri di buon lavoro, per il bene del paese. La festa ebbe termine con una bicchierata al ristorante dei Nove Merli al Castello. L’organizzatore della festa è stato come il solito l’ex alpino, segretario del Gruppo di Piossasco, sig. Giovanni Giorda, al quale va il principale merito, se tutto è riuscito bene.

Marzo 1961

Chiesa Parrocchiale. I lavori di restauro alla parete esterna della chiesa, compiuti l’anno passato, hanno raggiunto la cifra di lire 525 mila, superando di molto la cifra che era stata preventivata. La cifra va divisa così: muratori, lire 415 mila – Lattonieri lire 110 mila. Il Comune di Piossasco ha dato un contributo di lire 175 mila; il resto (lire 350 mila) è stato pagato con le offerte spontanee e libere dei Parrocchiani, delle quali pubblichiamo ancora un elenco. Ed ora dobbiamo guardare in avanti, ad altro lavoro, di cui ho fatto cenno altra volta, in pratica la restaurazione del Battistero. Anche per questa spesa è sufficiente che ogni famiglia della,parrocchia dia un’offerta di mille lire; è un’offerta modesta, alla quale possono arrivare tutte le famiglie. Per vostra comodità. Io potrò ritirarla quando passerò a benedire le vostre case nel tempo pasquale. Grazie di quanto avete fatto e che il Signore vi ricompensi.
Festa di S. Valeriano. Sarà celebrata nella cappella o Santuario del Santo, come il solito il lunedì di Pasqua, che quest’anno ricorre il 3 aprile prossimo. La funzione religiosa con la Messa cantata avverrà alle ore 9,30. Speriamo in una bella giornata primaverile, che inviti i Piossaschesi a salire fin lassù al colle, per godere di un magnifico panorama e dell’aria balsamica della vicina pineta. Se vi saranno novità, come è probabile, ne verrà data notizia tempestivamente sul giornale: “La Voce del Popolo”. Rettori della Festa sono i sigg. Michele Audano ed Ermanno Germena.
Note Tristi. La Parrocchia si spopola: ecco una nota triste. Ma non si spopola perché gli abitanti lasciano Piossasco per domiciliarsi altrove, si spopola per mancanza di nascite. Nel passato anno 1960 sono morti n. 15 parrocchiani, e ne sono nati n. 8: Ecco la triste realtà, che è provata dalla statistica che qui pubblichiamo.
Nati nel 1960: Roberto Martinasso di Lorenzo – Giorgio Giachero di Ferruccio – Gemma Gontero di Giorgio – Franca Andruetto di Elio – Marina Bergoglio di Renato – Vilma Tarable di Giuseppe –Daniela Audrito di Albino – Marisa Formento di Michele. Totale n. 8.
Morti nel 1960: n. 4 donne, la più giovane aveva 63 anni la più longeva 83. N. 11 uomini il più giovane aveva 52 anni, il più vecchio 90. Totale n. 15.
Responsabili di questa triste realtà sono i giovani Sposi, che si dimostrano sordi ai richiami all’osservanza del loro dovere, imposto dal matrimonio, ma sembrano anche sordi alla voce della loro coscienza, che non approva la loro condotta. Continuando così si chiuderanno altre scuole e mancheranno i ragazzi a servire la Messa.
Cappella del Marchile. Pubblichiamo un elenco d’offerte pervenute ancora nel 1960: per un totale di lire 24.000. Aggiungiamo la cifra delle collette raccolte nella cappella dall’aprile a tutto dicembre del 1960: totale lire 85.000. La Madonna SS. ricompensi con le Sue benedizioni, tutti i benefattori della cappella. Intanto con le suddette cifre possiamo pagare comodamente i banchi nuovi che sono ancora da pagare. Su 14 banchi, sette stati regalati, in altre parole la metà. Quindi pagata l’altra metà, la cappella resta di nuovo senza debiti c’è in vista un lavoro urgente che si deve compiere nella bella stagione: c’è da rifare la decorazione della volta e del muro dell’abside, cioè della rotonda, che è stata guastata dall’umidità. Ecco dunque a che cosa saranno destinate d’ora in avanti le offerte e le collette.
Imposta di Famiglia.
Il Sindaco, geom. Luigi Boursier, in ripetute sedute consiliari ha esposto un vasto programma di lavori pubblici da compiersi a bene del paese. Il Consiglio Comunale è pienamente d’accordo, specialmente per l’attuazione delle opere più urgenti. Ma un più approfondito esame del bilancio ha dimostrato che non ci sono fondi da spendere. Allora è sorta la necessità di aumentare le entrate. Tra le fonti che immettono direttamente il denaro nella cassa del Comune c’è l’imposta di famiglia, la quale in verità è la più naturale e logica di tutte le imposte. Le famiglie del paese esigono dal Comune, che provveda per le strade, per la luce, per l’acqua potabile, ma per prendere bisogna dare, per aver diritto a reclamare, bisogna prima pagare. La conclusione quindi dovrebbe essere evidentemente questa: tutte le famiglie devono pagare l’imposta di famiglia. Pare che il Consiglio Comunale si orienti verso questa decisione. La questione più difficile è stabilire la quota che ogni famiglia deve pagare. Attualmente in merito all’imposta famiglia c’è una grave sperequazione, perciò s’impone una seria revisione, in modo che:
Paghino tutti coloro che possono pagare e che finora sono stati esenti.
Venga aumentata l’imposta a chi non paga quando dovrebbe.
Sia diminuita l’imposta a chi n’è stato troppo colpito.
Tutto questo lo richiede la giustizia. I Piossaschesi di buon senso sono disposti a questi sacrifici, purché se ne vedano i risultati nell’esecuzione di quelle opere pubbliche, che tutti da tempo aspettano. Ma la revisione dell’imposta famiglia non potrà aumentare le entrate di molti milioni, per cui su proposta dell’ill.mo Sindaco il Consiglio Comunale avrebbe deliberato di accendere un mutuo di 30 milioni. Auguriamo che la buona e fattiva volontà della nuova Amministrazione Comunale possa trovare la strada per arrivare a realizzare i progetti concordati.
La Pro Loco Piossaschese.
C’è chi crede che il Turismo s’interessi solo di strade: è falso. Di fatti lo Statuto ufficiale delle Pro Loco Turistiche all’art. 2° sostiene che fra gli scopi che si propongono le Associazioni Turistiche, vi sono i seguenti: “Il miglioramento edilizio, l’abbellimento di piazze e giardini; il miglioramento dell’attrezzatura alberghiera; promuovere festeggiamenti, gare, fiere, convegni, spettacoli pubblici, gite… per attirare turisti nella località e dare diletto e svago a quanti vi soggiornano”. Per procedere alla realizzazione di alcuni dei detti scopi, la Presidenza della nostra Pro Loco si è radunata più volte ed ha progettato un calendario di manifestazioni e miglioramenti, che appena approvati dell’Autorità Comunale e dall’assemblea dei Soci della Pro Loco, saranno comunicati al Paese su pubblici manifesti. Nel calendario sono: vetrine alla ribalta – Gare calcistiche, bocciofila, ciclistiche – Giornate musicali – esposizioni di antichità ed arte. Si parla di olivo d’oro e di coppe, che sarebbero messi in pallio e in premio. Insomma anche Piossasco dovrebbe alimentarsi con altri paesi per celebrare degnamente l’“Italia 61”. Ricordiamo intanto che sono aperte le iscrizioni alla Pro Loco Piossaschese.
I Soci annuali versano lire 1.000 per quota annua.
I Soci sostenitori lire 5.000.
I Soci benemeriti lire 10.000.
Le iscrizioni si ricevono presso il sig. Presidente Geom. Dott. Morello.
Strada S. Vito.
Questa strada è attualmente così peggiorata da richiedere un’urgente sistemazione. Non è giusto dire, come fanno molti per campanilismo o per idiozia, che questa strada è la strada del Castello e che quindi pensi il Castello ad aggiustarla. Non è così, la strada S. Vito è la strada che percorrono più volte al giorno gli abitanti di Piossasco Alto; è la strada che porta alla pineta, e che presto porterà alla cima del monte S. Giorgio. E’ una strada che diventerà sempre più frequentata. Il tratto che più necessita allargamento e rettificazione, è il tratto costeggiato dai terreni del sig. Umberto Novelli. Forse pochi sanno che questo tratto di strada, tanti anni fa, era molto più stretto, e fu il padre del sig. Umberto Novelli a regolare il necessario terreno, perciò la strada venne allargata del doppio. Fu un atto generoso, compiuto per il pubblico bene e che non fu abbastanza ricordato. C’è da sperare pertanto, che il figlio voglia imitare l’ottimo suo padre, e conceda quella lista di terreno che basta per allargare sufficientemente la strada. Il Comune e i Piossaschesi gliene saranno riconoscenti.
Asilo Infantile “S. Vito”. E’ stato costituito il nuovo Consiglio d’Amministrazione di quest’Ente, che risulta formato dai seguenti membri:
Re. Vicario, membro nato.
Lovera Eraldo, riconfermato dalla Prefettura.
Mola Angelo, rappresentante del Comune.
Maestra Lovera Carolina Vanda, rappresentante del Provveditore agli studi.
Lanza Antonio – Gontero Fausto e Sapino Chiaffredo, rappresentanti degli Azionisti.
Questi Consiglieri resteranno in carica quattro anni. Nella prima loro seduta, il 10 febbraio scorso, hanno rieletto Presidente e Vice presidente rispettivamente il Vicario e il sig, Antonio Lanza. Il Presidente ha nominato poi suo Segretario il sig. Franco Garello e ha dato relazione del conto finanziario del 1960, che risulta attivo. Il nuovo Consiglio si interesserà subito dei banchi della scuola dei bimbi, che vanno cambiati e aggiornati. In questa spesa si ha fiducia nell’aiuto di persone benefiche e generose.

Maggio 1961

Festa di S. Valeriano. Perdura ancora l’eco dell’entusiasmo e della solennità, con cui è stata celebrata quest’anno di Festa di S. Valeriano, il lunedì di Pasqua. Mai per il passato si vide una folla di gente così numerosa come quest’anno; la quale era accorsa attirata da alcune novità alquanto straordinarie, di cui si era sparsa notizia. Fu una grande e gradita sorpresa per la gente quando si trovò nella cappella tutta decorata di fresco. Attorno al quadro del Santo e attorno all’altare c’è una festosa armonia di colori, che piace, che soddisfa; c’è una parete a tinta rossa da sembrare un ricco damasco e che nel suo colore ricorda il sangue del martire S. Valeriano. Chi ha eseguito con tanto gusto il magnifico lavoro è il sig. Sergio Ferrero, che offrì gratuitamente la sua manodopera. Sotto il tetto, fatto di lastre di pietra, per riparare la cappella dal vento, dalla nebbia, dall’umidità, dalla polvere, fu posto un leggero soffitto di masonite: un lavoro compiuto dai fratelli Lovera e dai loro operai, con spontanea volontà. Tutto l’insieme ha suscitato un’unanime e favorevole impressione. La nostra scuola cantorun ha eseguito egregiamente una solenne Messa del maestro Zaninetti, che fu diffusa con altoparlanti, provveduti dal sig. Riccardo Oberto. Anche l’intervento della banda musicale ha portato maggior solennità. Nel mio discorso d’occasione, ho ricordato e ringraziato quanti hanno cooperato all’ottima riuscita della festa. Di più ho sottolineato altre importanti novità: la strada S. Valeriano molto migliorata; uno spiazzo nuovo per il parcheggio delle macchine; una piccola grotta artificiale con zampillo di acqua potabile. Di queste migliorie va dato merito e lode all’attuale Sindaco, geom. Luigi Boursier, che è innamorato delle bellezze naturali di Piossasco, e le vuol fare apprezzare e gustare dai Piossaschesi prima che dai forestieri. L’entusiasmo dei presenti alla festa era altissimo, e non poteva essere diversamente, e fece pressione sulla generosità tanto, che i Rettori raccolsero, di colletta, la bella cifra di lire quaranta mila. Cifra mai raggiunta nel passato!
Festa di S. Giorgio. Si celebrerà come il solito, il 1° maggio. Non posso ancora registrare la cronaca dello svolgimento della festa, perché questo bollettino viene stampato prima. Però, vista la solennità straordinaria, con cui da due anni a questa parte è stata celebrata, prevedo che così avverrà anche quest’anno. Anzi, ci sono motivi per pensare che le previsioni verranno superate: 1) Perché c’è da vedere il nuovo tronco di strada, che gli alpini hanno già aperto verso la vetta del monte. Si dà per certo, che entro il corrente anno la strada arriverà alla cappella S. Giorgio. Sarà una gloria degli Alpini di Piossasco, i quali vogliono riservato a sé questo lavoro. Ne riparleremo a suo tempo. 2) Come per la festa di S. Valeriano, anche per quella di S. Giorgio l’Associazione Pro Piossasco organizza manifestazioni folcloristiche sportive. Questi motivi non mancheranno di richiamare lassù alla cima del monte una folla di gente, superiore a quello degli anni passati. Sempre però che il tempo sia “galantuomo”, ossia che ci regali una bella giornata di sole.
Carissimi parrocchiani, guardando avanti, vediamo che ci attendono altre feste religiose: fra queste la più importante è quella di S. Vito, titolare di nostra parrocchia e Patrono del paese, che perciò deve essere celebrata con particolare solennità. Fin d’ora porgo cordiale e deferente invito alle Autorità locali, perché ci onorino della loro presenza, e alla banda musicale, perché voglia partecipare alla processione. Per intercessione dei Santi che in questa lettera ho nominato, si degni il Signore benedirci largamente. Il Vicario.
Calendario delle nostre Feste.
Lunedì 1° maggio:
Festa alla Cappella di S. Giorgio e Sagra degli Alpini – Messa cantata alle ore 10,30. Rettori della Festa i sigg. Oreste Lovera e Battista Lanza.
Domenica 7 maggio:
Festa della “Consolata” alla cappella della frazione Lupi – Messa alle ore 10,30. Rettore della festa il sig Tommaso Battagliotti.
Domenica 21 maggio:
Festa della Madonna dei Fiori alla frazione Cappella – Ore 10,30 Messa cantata. Rettore della festa il sig. Giovanni Zoppetto.
Associazione Turistica Pro Piossasco. Quest’Associazione, che qualche ingenuo vede ancora come fumo negli occhi, in soli due anni di vita, può già contare numerosi meriti. Lo si deve a quest’Associazione, se la strada S. Vito è migliorata e si sta sistemando: essa ha ottenuto da Casa Boneschi di poter smussare un pericoloso angolo di cinta; essa ha ottenuto la stessa cosa dal sig. Paride Operto, smussando un altro angolo non meno pericoloso, essa ha ottenuto dal Comm. Boneschi, dal dott. Vagnone, dal sig. Mola Vito e dal sig. Mattacchini la cessione del terreno per allargare la strada fino a otto metri. Così larga dovrebbe essere la strada da cima a fondo; ma ad un certo punto ha trovato una rocca insormontabile: quella del sig. Novelli che ripete: “No, non cedo; non faccio come gli altri”. Ma la gente commenta e chiede se in questo caso non abbia da prelevare il bene comune e il pubblico interesse. Intanto i muriccioli crollano, la terra minaccia di valangare, com’è già avvenuto nei tempi passati; tutta la sponda della tenuta Novelli è pericolosa: è urgente provvedere alla pubblica incolumità; e a questo penserà certamente la Giunta Comunale. Quest’Associazione, in un largo manifesto murale ha pubblicato un elenco delle manifestazioni folcloristiche, sportive, culturali, che in quest’anno intende promuovere per il bene di Piossasco. Alcune sono già state svolte e con successo. Per ogni manifestazione la Direzione della Turistica tiene Consiglio sotto la presidenza del geom. Morello dott. Riccardo, e ogni volta viene preparato un manifesto murale per darne comunicazione alla popolazione. Piossaschesi! Iscrivetevi a quest’Associazione, che sta diventando benemerita del paese.
Al Palazzo del Comune. Ferve il lavoro. Fregianti sono le sedute consiglieri, dove il sig. Sindaco espone il dibattito problemi importanti e urgenti. Uno dei problemi più gravi e più difficili è quello dell’acquedotto municipale. L’acquedotto c’è, e in certe zone del paese, qualche volta e non di rado, non arriva l’acqua. Sarà perché vi sono rotture di tubi e perdite sotterranee introvabili? Ma forse sarà anche perché molti sfruttano il Comune, e fanno esagerare provviste d’acqua ai rubinetti pubblici. Se il sig. Sindaco, coadiuvato volenterosa e attiva Giunta, riuscirà a risolvere questo grosso problema, che attualmente pesa in modo gravemente deficitario sul Bilancio del Comune, avrà tutta la riconoscenza degli onesti cittadini di Piossasco. C’è pervenuto con preghiera di pubblicarlo, il seguente scritto: “Alcuni cittadini hanno visto il Sindaco spingere insieme agli operai la pressa ghiaia: è solo uno dei tanti modi con cui attende con grande impegno al miglioramento del paese. Pubblicamente vogliamo rinnovargli l’espressione della nostra ammirazione e gratitudine, con l’assicurazione che siamo tutti stretti intorno a Lui, per collaborare finanziariamente, con la mente e con l’opera al bene comune”. Sottoscriviamo a queste sincere parole, aggiungiamo che il Sindaco si può vedere frequentemente a fare sopraluoghi, onde avere personalmente cognizione delle opere da farsi; si può vedere il mattino presto per dare il via ai lavori, alla sera tardi per rendersi conto del come furono eseguiti. Il suo interessamento è veramente intenso per tutto ciò che riguarda il paese, che egli ama e intende portare decisamente verso il progresso. E’ stato detto che la Turistica ha suonato la sveglia a Piossasco, ma è anche vero che il Sindaco la sta ripetendo fortemente e instancabilmente. Se è così, Piossasco può sperare in un avvenire migliore.
Una grande gara di bocce. E’ stata organizzata per il 25 aprile scorso dalla Turistica Pro Piossasco. La gara si è svolta in gran parte nell’ampio cortile del nostro oratorio maschile “San Vito”, ed è riuscita bene, oltre le previsioni. Vi parteciparono 70 coppie di bocciofili, venuti dalle città e dai paesi vicini e lontani, attirati dai numerosi premi di medaglie d’oro e da una ricca e gran coppa, dono dell’industriale di Piossasco sig. ing. Silvio Tasca. E’ la prima volta che a Piossasco si indice una gara bocciofila così importante, che ha portato un movimento insolito nel paese. La piazza S. Vito fu vista occupata da un centinaio di macchine e moto. La presidenza della turistica offrì un vermouth d’onore a tutti i giocatori, ai quali, attraverso il microfono, rivolse un saluto, e nel nome d’Italia aprì la gara, la quale si svolse non con spirito “granistico”, ma agonistico, con lealtà sportiva, senza incidenti. Dalla buona riuscita della gara va data meritata lode all’attivissima Giuria, composta dai sigg. Luigi Chiaussa, che fungeva da arbitro; Albino Colombaro, Guido Maritano, Elio Roggero Franco Ballarsi, Michele Valfrè e Adolfo Goffi. Il primo premio, formato dalla coppa e da una medaglia d’oro, fu vinto da una coppia venuta da Torino, regione Monterosa. Essi hanno firmato una dichiarazione, con la quale s’impegnarono di ritornare qui la coppa, che verrà messa in pallio nella gara del prossimo anno. La medaglia riservata alla coppia di Piossasco, meglio classificata, fu vinta dai sigg. Giudo Maritano e Michele Valfrè. La Turistica Pro Piossasco può essere ben soddisfatta di questa riuscitissima manifestazione sportiva.

Luglio 1961

Censimento. La popolazione della nostra parrocchia cresce o diminuisce? Purtroppo dobbiamo affermare che l’ultimo censimento ufficiale ad oggi è diminuito di circa 150 persone: non arriva più a 1150 abitanti. Non si può affermare che si spopoli, perché le famiglie si trasferiscono altrove: l’emigrazione non c’è esiste piuttosto l’immigrazione di famiglie, che vengono dal Veneto, dalla Sicilia e dal Meridione. Sono le famiglie, ordinariamente numerose, che alimentano il numero dei parrocchiani. Le famiglie dei Piossaschesi invece sono povere, poverissime di figli. Siamo a metà dell’anno 1961 e i nati nella nostra parrocchia sono solamente cinque. Meritano un vivo rimprovero i giovani sposi, consapevoli davanti a Dio e al paese, perché non compiono il loro dovere. Non è da buoni cristiani defraudare la Legge divina che dice: “Crescete e moltiplicatevi”. Attraverso i giornali si fa già risentire la voce di chi prevede e lamenta, che in un prossimo futuro scarseggerà la mano d’opera, perché mancano gli uomini. Sarà un castigo di Dio.
Parrocchiani Carissimi, con queste due notizie, una lieta e l’altra triste, vi lascio a riflettere e meditare, mentre vi auguro una buon’estate, ricca di frutti e di raccolti abbondanti, vi saluto.
Il Vicario.
Festa di S. Giorgio – 1° maggio. E’ ormai diventata una tradizione quella di celebrare il primo maggio la festa di S. Giorgio alla cappella in cima al monte. E’ stata una splendida giornata di sole e una magnifica giornata di festa. La folla dei partecipanti va aumentando ogni anno di più, e se nel prossimo anno sarà compiuta la nuova strada, e si potrà salire al monte in macchina, i presenti alla festa non si conteranno più a centinaia, ma a migliaia. Anche quest’anno la Messa è stata celebrata ai piedi della Croce monumentale, eretta dal gruppo ex alpini di Piossasco. Nel suo vibrato discorso, il Vicario ha auspicato e augurato che il monte S. Giorgio dovrà diventare il “Sacro Monte” di Piossasco, con piloni e cappelle su per la strada e sulla vetta del monte, come a Varese, a Varallo, ad Oropa e in altri paesi. Allora che sa dire quanti pellegrini, quanti turisti saliranno al monte? L’auspicio fu ben accolto dal pubblico favorevolmente commentato. Ma per ora il lavoro più urgente è quello di restaurare la millenaria Cappella di S. Giorgio, che sta rovinando. Di questo lavoro sono già pronti i progetti. Alla festa di S. Giorgio si univa la Sagra degli Alpini. Fra i numerosi ex alpini presenti abbiamo notato il presidente del gruppo di Piossasco, sig. Marcello Giordana; il Sindaco di Piossasco, geom. Boursier; il rag. Fissore, che in ripetuti discorsi con calorose parole seppe suscitare vivo entusiasmo. Fra gli ex ufficiali ed ex comandanti degli alpini è stata sottolineata la presenza del Maggiore, avv. Operti. Anche numerose le rappresentanze di gruppi ex alpini di diversi paesi. Non va dimenticato il signor Giovanni Giorda, segretario del gruppo di Piossasco, organizzatore insostituibile della sagra, il quale, come sempre, seppe preparare accoglienze particolari alle autorità e rappresentanze. La Turistica Pro Piossasco, allo scopo di dare incremento alla festa, volle organizzare una gara podistica alpinistica. I concorrenti, partendo dal colle S. Valeriano, arrampicandosi per qualsiasi sentiero, dovrebbero arrivare alla vetta del Monte S. Giorgio. Il primo arrivato è l’ex alpino Domenico Audano, che impiegò meno di 20 minuti, precisamente 18’35”. I primi cinque classificati ricevettero il relativo premio dalle mani del Vicario, alla presenza del pubblico che applaudiva calorosamente. Più tardi attorno a due fisarmoniche (Giudo Maritano ed Elidio Baghero) si raccolsero gli ex alpini per cantare in coro con la popolazione, i migliori canti della montagna e dei reggimenti alpini, suscitando un incontenibile entusiasmo. La giornata ha lasciato in tutti ottima impressione e il proposito di ritornare lassù l’anno prossimo.
Saggio dei Bimbi all’Asilo. Per l’apprezzato zelo di Suor Mafalda, direttrice, il nostro Asilo San Vito non prende mai le ferie senza il Saggio finale dei Bimbi, che quest’anno si è tenuto domenica 18 giugno. Il salone dell’Asilo era gremito di pubblico, in gran parte mamme e papà dei bimbi. Tutti si sono divertiti nell’assistere a brevi, ma indovinati numeri, che formavano il programma dello spettacolo. Non è mancato il numero di circostanza, cioè l’Italia “61”, la qual è comparsa incoronata e avvolta nel tricolore, in un suggestivo quadro animato, salutata da canti patriottici. La signorina Delia Brunicardi accompagnava al pianoforte e dava risalto ai canti dei bimbi, suonando con quella delicatezza ed espressione che la distingue. In nome dell’Amministrazione dell’Asilo, il Vicario presidente ha ringraziato tutti.
La strada di San Vito. Si sta avvicinando il momento, in cui la strada S. Vito sarà finalmente sistemata. Al Consiglio Comunale il sig. Sindaco, ha proposto ed è stato approvato un mutuo do oltre 15 milioni per asfaltarla, insieme con altri tronchi di strade. Non resta che ottenere dal sig. Novelli quella striscia di terreno necessario per allargare la strada fino ad otto metri. Nessuno dica che otto metri sono troppi, perché il movimento stradale va aumentando, come aumentando, come aumentano le macchine grosse. Vediamo oggidì, che si stanno allargando autostrade, che pochi anni fa sembravano molto ampie. Bisogna essere previdenti. Il sig. Novelli per dimostrare la sua buona volontà di cooperare a quest’opera di pubblica utilità, ha fatto sapere che è disposto a regalare una striscia di terreno della sua tenuta lungo la strada, per un totale di circa 140 metri quadrati. Forse finora nessuno dei proprietari coerenti alla strada ne ha regalati tanti così. Segnaliamo il suo atto generoso e lo ringraziamo a menome di tutti. Ma questi metri non sono sufficienti per il necessario allargamento. Pertanto l’Associazione Turistica di Piossasco pensa a raccogliere il denaro per la compera del resto del terreno, che poi cederà al comune. Per questa rilevante spesa bisognerebbe imporre un Pedaggio, come si faceva nei tempi lontani. Ma non è forse qualcosa di simile quello che si paga per entrare nelle autostrade? Ebbene la Turistica è sicura che quelli che sono i più interessati alla strada S. Vito, specialmente quelli che viaggiano in macchina, daranno volentieri e generosamente il loro contributo. Ormai tutti giustamente pensano che la strada del Trucco non si può più lasciare com’è. Costi quel che costi, la vogliono sistemata, e perciò sono urgenti raccogliere fra tutti il denaro necessario, che si aggira sul mezzo milione. La Turistica apre la sottoscrizione.

Settembre 1961

Una Bimba in gamba. Si chiama Rosalba Ruffino di Paolo; ha tredici anni, abita alla frazione Prese con le 10 persone che ancora abitano lassù. La frazione è unita al paese da una strada rotabile, che si percorre in due ore circa. La distanza si raccorcia se si prendono le molte scorciatoie, formate da sentieri, sovente rapidi. Un tempo non ancora tanto lontano, vale a dire fino a 40 anni fa circa, lassù alle Prese (750 metri sul livello del mare) c’era una Scuola elementare, che poi fu soppressa per mancanza di scolari. Il locale consisteva in una stanza accanto alla Cappella: ora è totalmente rovinato. Quindi i pochi bimbi obbligati alla scuola devono recarsi o a Pravigero di Trana o a Piossasco, con circa un’ora di marcia. La piccola Rosalba Ruffino scelse Piossasco e per sette anni, in altre parole dall’età di sei anni fino a quest’anno, fece ogni giorno di scuola un’ora di viaggio per scendere dalle Prese alla più vicina scuola, situata alla frazione Maddalena, e un’ora per ritornare a casa. Questo fece senza paura, attraversando boscaglie e radure, e per qualunque tempo. Questa è stata veramente una bimba in gamba, che meritava di essere additata com’esempio, e di essere premiata. Finalmente il premio venne, sebbene un po’ troppo piccolo. Lo ricevette in pubblico, dalle mani del sig. Sindaco, il quale ricordando i meriti della bambina, le consegnava un libretto della Cassa di Risparmio di lire 15 mila. La brava Rosalba ha dato esempio di virtù, di coraggio, d’amore allo studio; per questo la vogliamo ricordare a tutti gli scolari di Piossasco, e pubblichiamo anche la sua fotografia, dalla quale traspare la sua vivace intelligenza.
Il Telefono a S. Vito. A Piossasco Alto tutte le ville hanno il loro telefono: mancava il telefono pubblico, perciò chi voleva telefonare o ricevere telefonate da fuori paese, doveva scendere a Piossasco basso e fare circa un chilometro di strada; il che non era piacevole, specialmente in certe stagioni o in brutto tempo. Ma ormai non è più così: c’è il telefono pubblico anche a S. Vito (frazione Piazza), col quale si può telefonare in qualsiasi parte d’Italia, da tutte le parti possono telefonare qui. Ecco il numero: 90 21 22. Ogni telefonata in Piossasco costa 30 lire; per le altre telefonate, il prezzo varia secondo degli scatti. Il telefono è installato nella trattoria che sta di fronte alla chiesa di S. Vito, ha cominciato a funzionare nel mese di luglio, si è dimostrato sommamente utile per le chiamate del medico. Questo, che effettivamente è un passo nel progresso, è avvenuto per il vivo interessamento del sig. Francesco Rosso, titolare della suddetta trattoria, che ne fece le spese. Non per nulla egli fa parte della Turistica Piossaschese, che vorrebbe valorizzare soprattutto Piossasco Alto.
La Strada di S. Vito. C’è un proverbio che fa proprio per noi: “Campa cavallo, che l’erba cresce!”. Fino a quando bisogna ancora campare, prima di vedere sistemata e asfaltata la strada di San Vito? Attualmente essa è in condizioni così disastrose come non l’abbiamo mai vista. Provare per credere: provare a farla non in macchina, ma a piedi. Poveri pedoni! Poveri operai, che la debbono percorrere in giù e in su tutti i giorni! Nella stagione estiva siamo stati in gita, in villeggiatura in tanti paesi e paesetti, anche d’alta montagna, e dovunque abbiamo trovato strade asfaltate e pulite. A Piossasco invece?! “L’Italia è fatta, restano da fare gli italiani”. Questo famoso detto, pronunciato cent’anni fa, lo si potrebbe capovolgere e applicare a noi così: “I Piossaschesi sono fatti (o bene o male), ma resta da fare il paese, Piossasco”. Di fatti guardiamo le strade, la luce (quella pubblica è misera, alcune frazioni ne sono ancora senza), guardiamo l’edilizia, l’igiene. E’ tutto da fare o da rifare. Non siamo forse in “zona depressa”? Perché non si può avere dall’Alto qualche sussidio straordinario come capita a tanti altri paesi? “Campa cavallo che l’erba cresce”! La Turistica di Piossasco (Pro Loco), che per questa ha già fatto assai, voglia insistere e fare opera attiva, affinché i nostri sogni diventino presto realtà.
Ospedale San Giacomo. A Piossasco c’è un ospedale, che s’intitola “Ospedale S. Giacomo”, perché l’edificio è unito alla piccola cappella, eretta in antica e dedicata a S. Diacono. L’ospedale funziona piuttosto da ricovero per i vecchi, ma sarebbe desiderabile che funzionasse anche da vero ospedale. L’edificio era la casa di proprietà della damigella Luigia Ferrero, morta nel 1914, che la lasciò, perché fosse adattata ad ospedale; e così fu fatto. Fu sempre migliorato e ampliato, specialmente per l’opera intelligente e zelante del defunto Prevosto di S. Francesco Cav. Teol. Emilio Lanza. L’ospedale fu eretto in ente morale con Decreto Ministeriale del 2/3/1916. E’ amministrato da un Consiglio, composto di sette membri. Sono membri nati o di diritto i due Parroci; il Presidente della Congregazione di carità (ora ECA); un rappresentante della famiglia Reinaudi o Caselli; un rappresentante del Consiglio Comunale, nominato dalla Giunta. Due membri sono eletti ogni quattro anni dai Soci Azionisti. I giornali hanno pubblicato che in Torino gli ospedali mancano di posti, perciò sarebbe bene valorizzare di più e attrezzare gli ospedali della Provincia, dei paesi, nei quali i malati potessero trovare ricovero. Il nostro ospedale avrebbe bisogno di un radicale aggiornamento, perché si regge ancora su uno Statuto del 1916. Abbiamo speranza che questo avvenga ora che nella sua Amministrazione è entrato anche il Comm. dott. Francesco Alfano. Egli con vera competenza potrà dare i necessari suggerimenti (e speriamo che siano accolti e attuati), affinché Piossasco abbia un ospedale adatto ai tempi.
Inaugurazione sede dell’A.V.I.S. Anche a Piossasco esiste la Sezione Comunale dell’A.V.I.S. (Associazione Volontari Italiani Sangue), in pratica dei Donatori del sangue. E’ un’associazione molto umana e cristiana, perché destinata a rinforzare la salute dei deboli, a ridare tante volte la vita a chi sta per morire, intervenendo con trasfusioni di sangue forte e sano. Questa Sezione conta attualmente n. 45 iscritti, tra uomini e donne, di cui 12 hanno già dato ripetutamente il loro sangue: complessivamente cc. 154.650. Ecco i nomi di questi generosi. Giuseppe Trossero – Rodino Zuliani – Maria Martinel – Pietro Calza – Maddalena Masini – Teresa Mariani – Luigi Garello – Giovanni Martinel – Margherita Bergia – Giulio Goffi – Paolo Salomoni e Lorenzo Pedrale. Presidente attivo della Sezione è il sig. Giuseppe Trassero. L’attuale Sindaco del paese, che favorisce e incrementa tutto ciò che può recare vantaggio e onore a Piossasco, ha concesso all’A.V.I.S. una sede propria, all’inizio di via Magenta nel rione S. Giacomo. La sede è stata benedetta e inaugurata domenica 23 luglio scorso. Una targa sulla facciata richiama l’attenzione dei Piossaschesi su questa benemerita Associazione, che merita di essere conosciuta e sussidiata.
Asilo Infantile S. Vito. Il nostro asilo vive di sussidi e d’offerte. Il sussidio più generoso lo riceve dalla Cassa di Risparmio di Torino, tramite la filiale di Piossasco. Anche quest’anno è stato di lire 85.000. L’amministrazione riconoscente ha ringraziato. Le offerte non sono abbastanza numerose e generose come sarebbe necessario. Attualmente c’è una grossa spesa da fare: quella di sostituire tutti i vecchi banchi, ormai inservibili. Per questo occorrerà una pubblica sottoscrizione. Inizia già con 25.000 lire.

Novembre 1961

Parrocchiani Carissimi, le Sante Missioni che si sono svolte dal 22 al 29 ottobre scorso, ebbero il pieno successo sperato. Ne ringraziamo anzitutto il buon Dio, che con l’abbondanza delle Sue benedizioni ha prosperato quei santi giorni; e poi diciamo grazie ai tre Padri Cappuccini, che ne furono i predicatori. Prediche sono state tenute nella chiesa parrocchiale; prediche nella cappella del Marchile; prediche per tutti, prediche per le donne, per le signorine, per i giovani, per gli uomini e per i fanciulli, e tutte furono sempre frequentemente da numeroso e attento uditorio. Perché la parola di Dio arrivasse a tutti i parrocchiani, un Padre Missionario ogni mattina si recava nelle diverse frazioni (Lupi, S. Bernardino, Brentatori, Cappella), ove celebrava la Santa Messa, predicava, visitava e comunicava vecchi e malati. Che cosa si poteva fare di più quindi speravo e desideravo che tutti i parrocchiani si accostassero ai Santi Sacramenti, che tutti si riconciliassero con Dio; ma purtroppo alcuni sono rimasti ancora sordi alla voce di Dio ed ostinati nei propri peccati: peggio per loro. Ecco i nomi dei bravi e valenti predicatori che non dimenticheremo tanto presto: Padre Emilio da Pinerolo; Padre Aurelio da Villafranca Piemonte; Padre Benedetto da Bra. Il ricordo sacro di queste Missione è sintetizzato in due semplici parole: Dio e Amina. Veniamo da Dio e dobbiamo ritornare a Dio, perciò dobbiamo vivere come Dio comanda, se vogliamo essere da Lui benedetti e premiati. Abbiamo un’anima immortale, della quale dobbiamo avere la massima cura per poterla salvare. Queste due parole siano scolpite nel nostro cuore e nella nostra mente per averle presenti ogni giorno.
La Tomba dei Parroci. Entrando al cimitero di Piossasco, la seconda a destra è la tomba dei Parroci. Fino a due anni fa, questa tomba era in pessime condizioni, in uno stato deplorevole. Era assolutamente necessario e urgente restaurarla. Ed è quello che ho fatto. Ora nella sua semplicità si presenta bella e decorosa. Il muro di fondo è diviso in due parti da una Croce, ai lati della quale, scritti su tavolette di marmo stanno in colonna i nomi dei Parroci, ivi sepolti: da una parte quelli di S. Vito a dall’altra quelli di S. Francesco. in alto una breve iscrizione, quasi una voce uscente dalla tomba, dice: “ PIOSSASCHESI, PREGATE PER I VOSTRI PARROCCI”. La cifra si aggira sulle 400 mila lire. Finora ho ricevuto una sola, piccola ma significativa offerta: quella dell’egregio fratello del defunto Prevosto di San Francesco, Cav. Teol. Emilio Lanza. Egli è stato soddisfatto dell’onore reso a suo fratello con questa dignitosa restaurazione della tomba. Mi sono così preparato meglio il posto, se Dio vorrà che io muoia a Piossasco. Sono fiducioso che i miei Parrocchiani, entrando ed uscendo dal cimitero, alla vista della tomba mi vorranno ricordare e salutare con una preghiera. Qualche volta su questa tomba dei Parroci si vedono mazzi di fiori: è segno che i Piossaschesi ricordano i loro Parroci; se ci sono i fiori, ci sono anche i ricordi e le preghiere. Vi ho parlato della tomba dei Parroci, perché siamo nel mese dei Morti, occasione propria e adatta. Quando andate al cimitero o vi entrate per qualche sepoltura, assieme ai vostri cari defunti, ricordate anche i vostri amati Parroci e visitate la loro tomba. Ricevete i più cordiali saluti dal vostro aff. mo Vicario.
Cambio della Direttrice dell’Asilo. Suor Mafalda ci ha detto addio: per disposizione della Superiore Generale è stata trasferita altrove per assumere altri incarichi più onorifici, ma anche di maggior responsabilità, date le sue eccellenti doti di mente e di cuore. Suor Mafalda qui da noi è rimasta ben otto anni, durante i quali ha impresso un ritmo di progresso e di aggiornamento del nostro Asilo S. Vito, dove tante cose rimarranno per ricordarla a lungo, quale abile ed esperta maestra dal cuore materno, da sapersi attirare l’affezione dei bimbi e la stima dei genitori. Preziosa è pure stata la sua opera nell’assistenza alle ragazze e alle signorine nell’oratorio e in chiesa; specialmente nella preparazione dei fanciulli alla Prima Comunione. Da tutte le famiglie fu apprezzata l’opera di bene che Suor Mafalda andava compiendo in tanti modi nella nostra parrocchia, anche verso i poveri e bisognosi. La sua partenza ha suscitato un rimpianto generale. L’Amministrazione dell’Asilo in nome delle famiglie ha espresso a Suor Mafalda il più sentito ringraziamento e le ha offerto in dono un pregevole libro, quale segno di riconoscenza e perché Ella non dimentichi Piossasco. A sostituire Suor Mafalda come Direttrice e Maestra è stata destinata Suor Rosina, che Piossasco già conosce, perché essa fu già qui parecchi anni fa. A Lei diciamo cordialmente “Benvenuta” e le porgiamo fervidi auguri che possa trovarsi bene ed esplicare la sua opera con successo e soddisfazione.
Strada S. Vito. Mentre questo bollettino viene stampato, fervono i lavori per asfaltare la Strada San Vito; quindi ne parleremo un’altra volta, a lavori ultimati. Per ora ci basta dire che la lunga battaglia, combattuta dal Vicario e dalla Turistica, sta per concludersi vittoriosamente. Ma forse il merito più grande va dato al sig. Sindaco geom. Boursier, che nel vasto programma di miglioramento del paese, ha incluso anche la strada S. Vito, e con la sua tenacia e intelligenza ci è riuscito, vincendo non poche difficoltà. All’energica attività del sig. Sindaco si deve pure la Scuola Media Statale che si è aperta a Piossasco e che funziona ottimamente, sebbene in locali provvisori. Ne parleremo.
Luigi Bertinetto e Maria Spesso, hanno celebrato le loro nozze di Diamante domenica 1° ottobre, ultimo scorso. La celebrazione è stata solenne come richiedeva il fausto avvenimento. Sono rari gli sposi che arrivano a compiere 60 anni di matrimonio. I coniugi Luigi Bertinetto e Maria sono giunti alla gran data in buona salute. Ed ecco lì nella chiesa, parrocchiale, in un banco appositamente addobbato, inginocchiati accanto come nel giorno del loro sposalizio. Il Vicario in mozzetta e stola inizia la funzione leggendo sul registro Parrocchiale l’atto di matrimonio che i due sposi compirono 60 anni fa: lui sui 24 anni e lei sui 20, in questa stessa chiesa. In cosi tanti anni, ricorda il sig. Vicario, quante vicende si sono susseguite: gioie e dolori, e soprattutto la consolazione di numerosi figli, che i due coniugi seppero allevare cristianamente bene. Ed ora facevano corona figli, nipoti e pronipoti, esultanti e festosi. Il Vicario dava lettura del telegramma, giunto dal vaticano, con il quale il Sommo Pontefice aveva iniziato la sua Apostolica benedizione. Seguiva la S. Messa, celebrata in ringraziamento a Dio: fu cantata con musica solenne delle più grandi circostanze, dalla nostra scuola di canto. Non mancato il pranzo di… nozze, al quale hanno partecipato solamente i parenti dei Festeggiati: un pranzo di famiglia si potrebbe dire, sebbene consumato all’albergo. Dal bollettino parrocchiale rinnoviamo fervidi auguri ai coniugi Bertinetto, affinché essi possano fra dieci anni celebrare una festa solenne come questo.
L’attività della Pro Loco. L’Associazione Turistica Piossaschese (Pro Loco), quest’anno può contare al suo attivo lusinghieri successi di parecchie manifestazioni, che essa ha organizzato o promosso, e che sono: due gare di bocce, due gare podistiche, un concorso delle vetrine, una visita collettiva a “Italia ‘61” e un concorso di pittura per dilettanti. Di questo concorso hanno parlato anche i grandi giornali, i quali espressero questo giudizio: “Una manifestazione perfettamente riuscita e dal punto di vista artistico, di notevole interesse”. Striscioni sulla strada provinciale e notificavano anche ai forestieri che a Piossasco si svolgeva il concorso dell’Ulivo d’Oro per pittori dilettanti, cartelloni incavano che al Castello si ricevevano le iscrizioni. Così fu fatto e i 20 concorrenti si sparsero qua e là per ritrarre qualche “angolo di casa nostra”, e alle ore 15 consegnarono i quadri pitturati. Una componente giuria li esaminò per stabilire i dieci premi che erano in palio. Il primo premio consisteva in un magnifico ramoscello d’ulivo d’oro (per significare che a Piossasco Alto vivono e fruttificano gli ulivi). A tutti i concorrenti venne distribuita una medaglia ricordo e un diploma. I dipinti sono stati esposti nel salone del Castello in una mostra vendita. Si tratta di un insieme d’opere veramente interessanti. Il concorso ebbe per mecenate o patrocinatore il Comm. Augusto Rossi. Alla distribuzione dei premi il Presidente della Pro Logo, geom. Morello dott. Riccardo, in un breve ma appropriato discorso ringraziò i pittori, la giuria, le rappresentanze, il sig. Sindaco presente, i collaboratori, specialmente il prof. Vittorio Giughese e il sig. Cav. Luciano Savia, che gentilmente ospitò al Castello il concorso: nessun altro locale sarebbe stato più adatto. La Pro Loco si è pure interessata alla Fiera Autunnale del paese: con la collaborazione dei due Veterinari dott. Canepa e dott. Ravetto, della Sezione Coltivatori Diretti e d’alcuni Rurali, ha organizzato una Rassegna Zootecnica con l’assegnazione di numerosi premi in coppe e in denari. La Pro Loco può chiudere il bilancio di quest’anno con un attivo più che soddisfacente, che sarà un trampolino di lancio per nuove manifestazioni nell’anno venturo.

Gennaio 1962

Libro ricordo. Celebrando, per grazia di Dio, trent’anni di Parrocchia (1931 – 1961), ho disposto che si tenessero le Sante Missioni, quale ricordo della memorabile data, e Voi ne avete approfittato e così le Missioni ebbero il successo desiderato. Ma ho pensato di lanciare ancora un altro ricordo del trentennio, ed è un libro. Cinque anni fa, nella ricorrenza del venticinquennio di parrocchia ho fatto stampare un mio libro, che ho dedicato ai Fanciulli della parrocchia. Ora ho pubblicato il secondo volume, che dedico a tutti i miei parrocchiani. I due volumi portano lo stesso titolo: “VANGELI PER I FANCIULLI”, e contengono la spiegazione dei Vangeli delle domeniche e delle feste principali dell’anno; sono fatti specialmente per i ragazzi, ma servono tanto anche agli adulti. A tutti propongo una proficua e piacevole lettura, perché sono ricchi d’esempi. Il prezzo di copertina dei due volumi non è piccolo (ma che cosa c’è ancora ai giorni nostri, che costi poco?); io però ve li posso dare a prezzo molto ridotto, con la speranza che i libri entrino in ogni famiglia. Se Dio mi concederà ancora tempo, ho intenzione per il mio prossimo cinquantennio di Messa, di pubblicare la “STORIA DI PIOSSASCO” per la quale sto lavorando.
Cappella del Marchile. Nell’abside rotonda, da qualche tempo si è manifestata dell’umidità, che ha guastato la decorazione. Si è dubitato che la causa fosse la pioggia, la quale colando per il muro penetrasse fino all’interno. Allora per ovviare a quest’inconveniente si pensato di rivestire esteriormente i muri di una sostanza impermeabile. Il lavoro fu eseguito dai sig. Ferrero, padre e figlio, e dà un aspetto nuovo alla cappella. Vedremo se si è indovinata la causa e se il rimedio è buono. In caso positivo, nella bella stagione verrà rifatta la decorazione interna. La Festa annuale e titolare della Madonna Immacolata è stata celebrata domenica 10 dicembre con grande solennità. Due Messe sono state dette nella mattinata, una letta e l’altra cantata. Nel pomeriggio si è svolta la funzione alle ore 15, con Rosario, predica (fatta dal rev. sig. Prefetto della locale Casa Salesiana) e Benedizione Eucaristica. La parte musicale è stata sostenuta dalla nostra scuola maschile di canto. Meritano di essere sottolineate le due Ave Maria, cantate con grazie ed effetto, il mattino dal tenore Michele Audano, nel pomeriggio dal basso Giuseppe Colombaro. Il Vicario ha pubblicamente ringraziato le due Rettrici sigg. re Ester Mia e Santina Mia dello zelo con cui hanno atteso per un anno, alla pulizia della cappella e alla provvista generosa di tanti fiori e tanti fiori. La Madonna che ha visto e gradito la loro fatica e i loro omaggi saprà ricompensarle come si meritano. A succederle nell’ufficio di Rettrici per il 1962 sono state nominatele sigg. re Margherita Martinatto e Marcella Martinatto. A loro auguriamo buon lavoro per amore e in onore della Madonna.
Colletta grano e meliga. I rettori come il solito di tutti gli anni e secondo la tradizione antichissima, sono passati alle case per raccogliere le offerte in natura, in altre parole grano e meliga, per i bisogni della nostra chiesa. I parrocchiani si sono dimostrati generosi tanto che la colletta è riuscita più abbondante che negli anni passati: grano q.li 9,22; meliga q.li 6,77. Ringraziamo i Rettori della loro non lieve fatica e auguriamo che il Signore li ricompensi. Ecco i loro nomi: Angelo Grimaldi, Mario Andruetto, Giovanni Destefanis, Antonio.
La Pro Loco Piossaschese. In tutti i paesi si va costituendo la Pro Loco: è una forma moderna di Associazione, che si occupa e preoccupa del progresso e dell’aggiornamento generale dei paesi. La nostra Pro Loco nel suo primo anno d’attività da quando è stata ufficialmente riconosciuta da Roma, ha organizzato parecchie manifestazioni folcloristiche, sportive, culturali (gare podistiche, di bocce, concorsi di vetrine, concorsi di pittura, mostra zootecnica…). Tutte le manifestazioni ebbero un lusinghiero successo. Per ciascuna manifestazione sono state messe in pallio coppe e medaglie, si sono distribuiti premi in denaro, per circa mezzo milione. I denari sono stati trovati, perché Enti, Industriali, Commercianti, hanno fiducia nella Pro Loco. Ma ogni Pro Loco s’interessa di strade: un paese con strade larghe, asfaltate, è un paese che favorisce il turismo e il progresso. La nostra Pro Loco, per il primo anno si è interessata della strada San Vito, lunga circa un chilometro. Dopo aver fatto presente al sig. Sindaco l’urgenza della sistemazione di questa strada, che diventa sempre più frequentata da macchine; dopo aver preso conoscenza del progetto approvato dal Consiglio Comunale, la Pro Loco nella persona dei suoi Dirigenti, si è presentata a tutti i coerenti la strada, e da loro ha ottenuto che cedessero gratuitamente o a prezzo ribassato, quel tanto del proprio terreno che era necessario all’allargamento. Così si sono smussati diversi angoli e si è ampliata la strada, facilitando la viabilità. Un buon tratto di questa strada è già stato asfaltato, ed è riuscito un magnifico lavoro: sembra un’autostrada! Rimane fa fare il tratto del Trucco, in coerenza della proprietà del sig. Novelli. Ebbene, siamo lieti di pubblicare che con il sig. Novelli si è raggiunto il pieno accordo, di modo che la strada è già stata tracciata, picchettata, e fra breve s’inizieranno i lavori per l’ampliamento e a primavera si farà l’asfalto. La Turistica (Pro Loco) s’impegna di trovare i denari per la compera del terreno dal sig. Novelli: perciò si rivolgerà a tutti i Piossaschesi, specialmente a quelli di Piossasco Alto, e in particolare ai Signori, che qui tengono le loro belle ville. E’ l’ora di far agire il sentimento della solidarietà e dell’orgoglio cittadino, cooperando alla costruzione di una larga e comoda strada per il bene di tutti. Abbiamo fatto trenta: ora si tratta di fare trentuno!!! All’opera! Tutti uniti e volenterosi. Viva Piossasco!!!

Marzo 1962

Cappella S. Valeriano. Avete sentito parlare del furto, che fu commesso in questa Cappella, e che fu scoperto il mattino del 19 gennaio scorso. I ladri si calarono dal tetto della piccola sacrestia ed entrarono nella Cappella. Spogliarono l’altare di tutti i candelabri e del Crocifisso. I ladri credevano di aver fatto una fortuna: invece i candelieri non erano oggetti preziosi, non erano artistici, sebbene di bella fattura e di metallo un po’ pesante. Erano stati inaugurati pochi anni fa nella festa annuale. Erano costati circa CENTO Mila lire. Ma oltre il danno materiale c’era il fatto morale, l’oltraggio fatto al luogo sacro. Il Brigadiere dei carabinieri di Orbassano sig. Adelio Custodi, si prese a cuore la cosa e nel termine di dieci giorni riusciva a scoprire i ladri (che purtroppo sono di Piossasco), e riusciva a trovare la refurtiva. I candelieri erano stati nascosti sotto un ponticello di una strada, che dalla cava di pietre (poco sotto la Cappella S. Valeriano), scende alla via San Rocco. Il giorno 30 gennaio, il sig. Brigadiere me li portava in canonica: sei candelabri più alti e quattro più piccoli con il Crocifisso. Quindi per la prossima festa annuale della Cappella, che quest’anno cada il 23 aprile, lunedì di Pasqua, i candelabri saranno rimessi al loro posto sull’altare, e con la solennità delle nostre funzioni, faremo degna riparazione del sacrilegio commesso, pregando S. Valeriano, perché ottenga da Dio che i giovani ladri ritornino sulla via dell’onestà e si decidano a guadagnarsi il pane non con i furti, ma col giusto lavoro.
Festa Madonna delle Grazie alla Cappella del Prarosto. Avverrà martedì 6 marzo con Messa cantata alle ore nove. Rettori della festa i sigg. Mattia Bonetto e Mario Gino.
Festa S. Valeriano. Lunedì di Pasqua 23 aprile. Messa alla Cappella del Santo alle ore 9,30. Rettori della festa i sigg. Natalino Andruetto e Sandrino Martinatto.
Aiutiamo il nostro Asilo. Al nostro Asilo S. Vito sono stati aboliti, archiviati i vecchi banchi e due posti, che non sono più di moda. Sono stati sostituiti con piccoli, quadrati tavolini con relative piccole sedie. Così ogni bimbo è solo, non è disturbato, sta molto comodo. E’ il progresso, è l’aggiornamento che entra anche negli Asili. Non si può far a meno di approvare e applaudire quest’innovazione, ma e la spesa?… La spesa non è poca: supera le duecento mila lire, e nella cassa dell’Asilo non ci sono. Perciò l’Amministrazione dell’Asilo fa appello alla generosità di tutti e apre una sottoscrizione pro Asilo. Le offerte si possono consegnare al Vicario, presidente, e alla Suor Direttrice. L’elenco è già iniziato e se ne farà la pubblicazione quanto prima. Ecco una propizia occasione per compiere un’opera buona, per esercitare la carità cristiana.
Incidente chiuso. Si tratta dell’incidente causato da “Controcorrente” (foglio che è pubblicato dal Circolo Giovanile Cattolico della parrocchia di S. Francesco), per una vignetta obiettivamente oltraggiosa alla religione e a persone rappresentative, messe in caricatura. La vignetta aveva suscitato una forte reazione, che probabilmente gli autori non avevano previsto. Una donna del popolo diceva “Io che sono una povera ignorante ho capito subito che quella vignetta non andava; e loro che hanno studiato tanto non lo hanno compreso?”. In ogni modo, i maggiori responsabili si sono presentati al Vicario per dichiararsi spiacenti per quanto era accaduto, perché era fuori delle loro intenzioni. Anche sull’ultimo numero di “Controcorrente” (che non porta nessuna data) la Redazione precisa che non si aveva “nessuna intenzione di offendere la religione”. (Ma c’era forse l’intenzione di offendere le persone?). Ma l’intenzione non salva, non scusa quando la cosa è obbiettivamente cattiva. Per esempio: c’è chi bestemmia senza l’intenzione di offendere Dio: si può lasciarlo continuare a bestemmiare?… Ad ogni modo l’incidente resta chiuso, c’è da sperare che simili fatti incresciosi non abbiamo più a ripetersi. Così sarà se coloro che dirigono “Controcorrente” saranno più oculati e più sensibili alla loro responsabilità.
CRONACA CITTADINA.
Si allargano le strade. Sono imminenti i lavori per l’allargamento della strada del Trucco, che risulterà di oltre sette metri. Tutto fa prevedere che per le feste di Pasqua, che si svolgeranno a Piossasco Alto, si potrà fare una solenne inaugurazione di tutta la strada di S. Vito, finalmente sistemata. Per la stessa circostanza dovrebbe essere allargata e sistemata la strada del Convento vecchio, la quale salendo dal Marchile sbocca nella via del Campetto. Questo sbocco era stretto, cieco, pericoloso. Ma ora non è più così: il sig. Vittorio Mola, proprietario del terreno che finiva ad angolo acuto sulla strada, ha ceduto gratuitamente il pezzo di terra necessario per smussare l’angolo e allargare la curva. Il lavoro è già stato eseguito, ed ora l’ampia curva rende comodo l’incontro delle due strade. Lungo tutta una parte della strada, è proprietario il sig. Carlo Gervasio, il quale a voce e per scritto ha dichiarato che concede due metri del suo terreno pere tutta la lunghezza della strada, perché questa venga allargata e sistemata. Quanto prima i lavori saranno iniziati. L’atto di generosità dei sigg. Gervasio e Mola, sarà certamente apprezzato dai Piossaschesi, e specialmente dai parrocchiani di S. Vito, che usano di questa strada per arrivare alla chiesa parrocchiale. Ci sono stati molti Sindaci a Piossasco, ma da quarant’anni a questa parte, nessuno ha mai pensato a sistemare la strada del Convento vecchio, la qual è sempre stata in condizioni pessime. Che sia giunto il momento buono?…
Una visita al Castello. Molti Piossaschesi non sanno che cosa si faccia al Castello, o perché non vi salgono mai, o perché non s’interessano di informarsi. Noi diciamo che al Castello si continua a far conoscere Piossasco.
Chi visita il Castello? I turisti, ma non solo di Torino e delle città della Provincia; ma i più numerosi vengono da ben più lontano: da Genova, da Alessandria, da Novara, Vercelli e soprattutto da Milano. Vengono al Castello personalità le più alto locate: Ministri, Deputati, Senatori, Ambasciatori, Consoli, Prefetti, Industriali, Commerciali, Insegnanti, Dirigenti ed esponenti di organizzazioni tecniche, scientifiche internazionali… Nello scorso anno ci fu una visita eccezionale: quella della ex regina di Bulgaria Giovanna di Savoia, che qui riproduciamo da una foto scatta al Castello.
Perché vengono al Castello? Perché vi trovano un Ristorante (dei Nove Merli), che può stare alla pari con i maggiori e migliori Ristoranti che fuori Torino, sono rinomati e ricercati. Lassù al Castello non solo si gustano assortiti e fini vivande, servite con signorilità inappuntabile, in un ambiente decoratissimo, ma si respira aria montana e balsamica, e si gode un panorama fantastico, che pochi luoghi possono vantare. L’inserimento del Ristorante dei Nove Merli sulla Guida Michelin con tre forchette XXX, n’è la prova. Vengono al Castello individui e comitive per godere di tutte queste belle cose, rimanendone entusiasti; e quindi ritorneranno altre volte per ammirare la zona turistica e la pineta, che dal Castello si distende su per il pendio del monte San Giorgio.
Sono molti i visitatori? Chi vuol farsene un’idea, si fermi in un giorno di festa a contare le decine e decine di macchine, che salgono e arrivano al Castello; a contare i pulman voluminosi e di alto turismo, che vi trasportano operai, impiegati, dipendenti e dirigenti delle ditte più diverse. Numerosi gli sposi, che lassù ordinano grandiosi pranzi di nozze. L’afflusso di forestieri al castello va aumentato di anno in anno, man mano che si estende la conoscenza di questo luogo incantevole, e man mano che vengono sistemate le strade, che dalla provinciale conducono a Piossasco Alto. A primavera, all’inaugurazione delle nuove strade, verrà riaperto al pubblico il Ristorante dei Nove Merli, che ora è chiuso, causa la stagione invernale.
La Pro Loco (Turistica) Piossaschese, che scrive e pubblica questo articolo, deve lamentare che in paese vi siano ancora molti, i quali conservano pregiudizi contro il Castello. La Pro Loco invece, ammirando l’attività intelligente e costante del sig. cav. Luciano Savia, che gestisce il Ristorante Nove Merli, gli esprime il suo grazie, per la collaborazione che egli presta allo sviluppo del turismo. Oltre il resto, il Ristorante del Castello ha già funzionato da stimolo agli altri alberghi e trattorie, che hanno cominciato a migliorare i locali e il servizio,ù. Il forestiero, il turista cerca il locale illuminato, arioso, con mobili moderni e moderna attrezzatura; se vuol mangiare cerca un vitto, che non sia solo cucinato alla Piossaschese, e desidera essere servito in modo aggiornato. Il Castello insegna, il Castello fa onore al paese: questa è l’opinione della Turistica.

Maggio 1962

Ringraziamento. E’ doveroso che io ripeta qui il mio vivo ringraziamento per le dimostrazioni di omaggio, che avete voluto darmi in occasione del mio onomastico. Il 19 marzo, festa di San Giuseppe. Molto ho gradito gli auguri fattimi a voce e per iscritto, e soprattutto quelli espressioni con solennità all’accademia. Ma ciò che più mi ha colpito e mi ha fatto piacere, è stata la Comunione di oltre CENTO uomini, alla Messa della giornata. Per la nostra parrocchia è stato uno spettacolo esemplare. Vada perciò un ringraziamento particolare a questi bravi giovani e affezionati uomini. La festa ha lasciato in tutti una buon’impressione: Dio voglia che la possiamo ancora ripetere per alcuni anni.
Benedizione delle Case. Preparatevi a ricevere la benedizione Pasquale delle vostre case. E’ il Signore che mi manda per ripetervi l’augurio della Pace e per aspergere la vostra abitazione con l’acqua benedetta, che vi deve difendere contro le insidie del diavolo. Sarà per me una fatica, ma la compio volentieri per il vostro bene. Intanto porterò anche il mio libro sui Vangeli, se mai qualcuno ne fosse ancora sprovvisto.
La Santa Cresima, ai fanciulli che non la hanno ancora ricevuta, verrà amministrata da Sua Eccellenza Mons. M. Arduino, Vescovo Salesiano, il giorno di domenica 10 giugno prossimo. E’ necessario che per tempo i fanciulli presentino all’Ufficio parrocchiale, il Certificato di Battesimo, e i nomi dei padrini e della madrina della Cresima.
Benedetti al Castello i rami dell’unico uliveto del Piemonte. Insolita cerimonia si è svolta la domenica delle Palme, il 15 aprile scorso, nella nostra parrocchia: la Benedizione dei rami d’ulivo si è fatta al Castello Feudale. Sullo spiazzo del Castello si radunò la popolazione; sui primi gradini dello scalone, addobbati per la circostanza, sopra un altare erano posti i rami d’ulivo. Il Vicario, vestito del rituale piviale rosso, accompagnato dal Piccolo Clero, salì per compiere la funzione. Con brevi parole egli faceva notare il significato della funzione: si voleva ricordare l’episodio del Vangelo, che raccontava l’ingresso solenne di Gesù Cristo nella città di Gerusalemme. Quest’anno si voleva ricordare in un modo speciale: come Gesù scendeva dal colle degli ulivi cavalcando un asinello ed entrava in Gerusalemme, così i Piossaschesi, festosi attorno al ministro di Dio rappresentante Gesù di Nazaret, sarebbero scesi dal colle del Castello, recando in mano i rami tagliati alle molte piante di ulivo, che vivono e fruttificano presso il Castello, formando l’unico uliveto del Piemonte. Il Vicario benedisse i rami preparati; se ne fece la distribuzione a tutti i presenti, mentre i cantori della parrocchia eseguivano i canti liturgici prescritti. Quindi processionalmente e cantando, tutti scesero alla Chiesa parrocchiale per assistere alla S. Messa. Quest’insolita funzione insolita è stata per quest’anno un esperimento, che sebbene preparato affrettatamente è ben riuscito; perciò c’è da sperare che un’altra volta riuscirà più grandioso. Tra i presenti abbiamo notato con piacere il Sindaco del paese, accompagnato da Assessori e Consiglieri; e questo ha recato innegabilmente prestigio alla cerimonia. Della riuscita va dato gran merito al cav. Luciano Savia, che possiamo chiamare “Il castellano di Piossasco”, come venivano chiamati nel Medio Evo i personaggi che abitano e sovrintendono nel Castello. Egli ha voluto rinnovare una tradizione di molti secoli fa, quando i Conti Piossasco provvedevano ai rami d’ulivo alla parrocchiale S. Vito, allora unica parrocchia di Piossasco, e il Vicario saliva a benedirli nella Cappella del Castello, e poi accompagnato dai Conti e dalla popolazione, scendeva (e pare qualche volta sull’asinello) alla chiesa parrocchiale. le belle e buone usanze vanno rimesse in vigore per l’onore del paese.
Festa di San Valeriano. Il nome della nostra Cappella interparrocchiale di S. Valeriano, è stato ricordato dai giornali e anche dalla Radio, in seguito al furto, ivi compiuto alcuni mesi fa, quando i ladri rubarono tutti i candelabri, lasciando l’altare completamente spoglio. I carabinieri scoprirono i ladri, dai quali vennero a sapere dove avevano nascosto i candelabri, che furono così recuperati e ritornati al loro posto nella cappella. C’è da sperare che non abbiano più da scomparire, perché se sono di metallo pesante e discretamente eleganti, non sono però preziosi da far gola ai ladri. La festa annuale in onore di S. Valeriano è stata celebrata il lunedì di Pasqua che quest’anno capitò il 23 aprile. C’è stata una bella novità da vedere e da ammirare. Qualcuno da tempo aveva osservato che la cornice del grande quadro del Santo, sia per la vecchiaia, sia per i bombardamenti subiti nell’ultima guerra, era ridotta in cattive condizioni e doveva essere sostituita. Così fu fatto. Nel giorno della festa fu inaugurata una nuova cornice, in legno sculturato, ricca, dorata. E’ opera di un artigiano del paese. Essa aggiungere prestigio al quadro e concorre al maggior decoro della Cappella. E’ un dono fatto da persona che vuol mantenere l’incognito. Al generoso benefattore vada un pubblico ringraziamento, e voglia S. Valeriano largamente benedire e ricompensare. La festa si è svolta in una giornata, che migliore non si poteva desiderare: un clima primaverile, un sole velato non caldo, e un’aria non fredda. Per questo i Piossaschesi hanno lasciato le loro case e sono saliti numerosissimi ad onorare San Valeriano, e dopo la funzione religiosa, si sono sparsi dentro e fuori la pineta a consumare la colazione con un appetito tutto particolare. Alla Messa la nostra scuola di canto maschile ha eseguito mottetti in musica polifonica a tre voci. Il Vicario in un breve discorso ha parlato della nuova cornice, ha ricordato il furto dei candelabri, e ha fatto alcune considerazioni sul martirio di S. Valeriano. Erano Rettori della festa i sigg. Natalino Andruetto e Sandrino Martinatto, i quali raccolsero nella colletta oltre 30 mila lire.
L’Imposta di Famiglia. L’Amministrazione Comunale di Piossasco, allo scopo di aver denaro da spendere per le molte opere pubbliche necessarie, ha pensato di aumentare l’imposta e di imporla a chi non l’aveva ancora. Le cifre sono state pubblicate, e chi ha voluto vederle, ha potuto farlo con comodità. Nessun Piossaschese è tassato per un milione, né per un mezzo milione. Si vede che a Piossasco non ci sono i grossi milionari, come in altri paesi. I due maggiori contribuenti sono i sigg. M. G. e il cav. R. M., i quali dovrebbero versare la cifra di 200 mila lire per ciascuno. Pochi sono i colpiti per oltre 100 mila lire. Un po’ più numerosi sono quelli fra i 50 e le 100 mila lire. Tra questi c’è il sottoscritto Vicario, il quale è tassato per 50 mila lire sono convinto che i miei parrocchiani sgraneranno gli occhi davanti a questa cifra e diranno: “Non abbiamo mai sputo che il nostro Vicario fosse così ricco”. Neppure io. Mi hanno messo nella categoria dei farmacisti, degli industriali, degli impresari, dei commercianti. Troppo onore che io rifiuto, perché la mia giusta categoria è, in questo campo, quella di un operaio più o meno qualificato. Perciò ho presentato il mio bravo ricorso alla Commissione Comunale alla quale esporrò la realtà dei miei redditi. I conti sono presto fatti: la cascina del Priore mi rende all’anno un milione lordo, da cui bisogna detrarre imposte, tasse, assicurazioni. Le Messe non mi rendono neppure 300 mila lire annue, perché nei giorni festivi il Parroco deve celebrare gratuitamente la Messa per i parrocchiani. Quali altri cespiti di reddito io posso avere? I così detti, incerti di stola sono così poca nella nostra piccola parrocchia, che tutto sommato non possono arrivare a cento mila lire. Io ho la macchina, la più piccola che ci sia: non è un camion né un camioncino; di modo che non mi rende nulla, anzi è una continua e rilevante spesa, che si può valutare almeno sulle cento mila lire all’anno. Allora come si possono giustificare le 50 mila lire fissatami per imposta famiglia? C’è poi chi giustamente osserva, che i Parroci lavorano non per la SATTI, non per l’INDES, non per la FIAT… ma unicamente per il bene spirituale e civile del paese; quindi avrebbero bisogno di maggior riguardo. L’assegnazione delle imposte e tasse è una cosa difficile: già si sa che c’è in tutti una ripugnanza a pagarle; quindi si questa strada c’è fa camminare con i piedi di piombo; bisogna usare giustizia ed equità. Perciò sono necessarie oculate e imparziali informazioni, in modo che facendo i confronti tra persona e persona, tra famiglia e famiglia non ci sia motivo di risentimento, di critica, di sospetti… e non venga suscitata nella popolazione grave e giusta reazione. Forse così non è stato fatto a Piossasco, e ora piovono in Municipio i ricorsi alla Commissione dei Tributi. Ritorneremo altra volta sull’argomento.
Il Vicario.

Luglio – Agosto 1962

Parrocchiani Carissimi, nei due ultimi mesi, maggio e giugno, la cronaca della vita parrocchiale ha molte feste da ricordare, nelle quali Voi avete dato prova della vostra fervida Fede Cristiana. Quest’anno il Mese di Maria ha coinciso col mese di maggio: lo abbiamo cominciato con il riuscito pellegrinaggio al Santuario dei Laghi d’Avigliana, e l’abbiamo terminato con una solenne chiusura domenica 27 maggio. Vi è stata la Processione, la prima dell’anno, nella quale s’ammirava la lunga fila delle Figlie di Maria, bianco vestite, che compongono la Compagnia. Queste numerose Figlie di Maria con il gruppo delle Aspiranti, sono quelle che rendono solenni e grandiose le nostre processioni. Poche parrocchie possono ancora contare così tante Figlie di Maria. Altre due processioni si sono svolte nel mese di giugno: nella festa di S. Vito e nella festa del Corpus Domini. Fu osservato che i più numerosi erano gli uomini. E’ un segno parlante della loro fede religiosa; e se così sono i padri, così sono anche le loro famiglie. In principio di maggio si è compiuta le sempre simpatica Festa della Prima Comunione, fatta da 19 bambini, ben preparati. La festa non è stata solo in chiesa ma si è moltiplicata nelle famiglie, con la partecipazione dei parenti. In giugno poi, a questi e ad altri bimbi, in tutto erano 33, fu amministrata la S. Cresima da Sua Eccellenza Mons. Michele Arduino, Vescovo Salesiano. E’ stata di nuovo una festa di chiesa e di famiglia. Tanto alla prima che alla seconda funzione (Prima Comunione e Cresima), hanno preso parte i genitori, i parenti, i parrocchiani; di modo che la chiesa fu sempre gremita di gente. Tutto questo che ho ricordato è dimostrazione di Fede Cristiana, e prego il Signore che questa viva Fede voglia conservare nelle famiglie della parrocchia. Vostro aff. mo Vicario.
Inaugurazione bandiera della Scuola di Canto. La nostra parrocchia ha registrato un’altra pagina gloriosa domenica 17 giugno scorso, con una celebrazione straordinariamente solenne della festa Patronale di S. Vito. La nostra scuola maschile di canto per festeggiare e ricordare il suo trentennio di vita attiva, ha voluto inaugurare una bandiera o labaro, e ha scelto la giornata della Festa Patronale. Affinché l’inaugurazione fosse più solenne ha pensato di invitare altre Scuole parrocchiali di Canto. L’invito è stato largamente accolto, e così ci fu un raduno di dodici cantorie; ecco i nomi: Cafasse, Pianezza, Cruento, S. Gillio, Casellette, Giaveno, Orbassano, Rivalta, Airasca, Cumiana, S. Alfonso di Torino e Piossasco S. Vito. Complessivamente erano 85 cantori, i quali alle ore 11 eseguirono insieme la Messa del Maestro Perosi. L’esecuzione inappuntabile, fatta sotto la direzione del Maestro Miletto di Pianezza, è stata una cosa imponente e meravigliosa. Sedeva all’organo il Maestro Pagliero di Cruento. Prima della Messa il Vicario benediceva la nuova bandiera, alla presenza della madrina, sig.ra Teresa Manzone, delle Autorità e Rappresentanze, con attorno le bandiere di diverse Cantorie e Associazioni. Nel pomeriggio la nuova bandiera fece bella mostra di sé alla processione di San Vito, alla quale aggiunge solennità il servizio prestato dalla Banda Musicale di Piossasco, diretta dal Maestro Nizza. Non è mancato il pranzo sociale, il quale come tutto il resto riuscì solenne, poiché i commensali furono ben 112, fra cantori e amici dei cantori. Alla tavola d’onore abbiamo notato il sig. Sindaco di Piossasco, il cav. Michele Elia, consigliere comunale e provinciale, il cav. Giovanni Fornelli, presidente delle Cantorie federate, la sig.ra Madrina della bandiera, il geom. Morello dott. Riccardo e i sigg. Prof. Giuseppe Brugo, Albino Colombaro orefice e Alverio Ferrero esattore, che rappresentavano la Pro Loco, il sig. Marcello Giordana, presidente del Gruppo ex Alpini, il sig. Giuseppe Trassero presidente dell’AVIS, e un gruppo di Sacerdoti venuti da Torino e da Giaveno. Il Direttore della nostra Scuola sig. Vittorio Fiora, all’inizio del pranzo ha portato un cordiale benvenuto agli amici cantori e un deferente saluto alle Autorità e Rappresentanze, ringraziando vivamente la signora Madrina della bandiera per il prezioso dono fatto alla nostra cantoria. Dopo le funzioni religiose, nel teatro dell’asilo, alcune Cantorie (Cafasse, Giaveno, Druento e Piossasco) si esibirono in esecuzioni di musica sacra e profana polifonica. I cantori intervenuti alla festa sono ritornati ai loro paesi soddisfatti e animati a coltivare sempre più il canto e la musica. Per la cronaca notiamo che il mattino, al Vermouth per il ricevimento delle Autorità e Rappresentanze, è stato servito il pregiato Vermouth della Ditta Baudino di Piossasco.
Villaggio Pineta. La zona territoriale di Piossasco, detta di S. Vito, che corrisponde a Piossasco Alto, è la zona più ridente del paese: qui non c’è mai la nebbia, qui il sole è più chiaro, qui l’aria è più pura, profumata dalla pineta, qui si gode un panorama incantevole. E’ per questo che nella zona sorgono ville, man mano che il terreno viene messo in vendita. Sta sorgendo nientemeno che un Villaggio. I sigg. Gervasio e Crossa, proprietari della tenuta, detta “Vigna grande”, che si estende per 16 giornate di terreno, hanno diviso il terreno in 40 lotti circa, che sono posti in vendita. Una dozzina di essi sono già stati venduti. E’ stata costruita una larga strada, lunga più di un chilometro, la quale partendo dalla via S. Vito, attraversata la bealera e canale superiore, si divide in due tronchi, che penetrano nel profondo della tenuta. Di qua e di là sorgeranno le ville: diciamo ville, unicamente ville, e mai alberghi, mai pensioni, mai circoli o sale da ballo, mai case per attività rumorose, che possono disturbare la pace del villaggio. Così è stabilito in regolamento, composto dai sigg. Gervasio e Crossa, al quale si devono attendere i compratori. In esso è detto fra l’altro che ogni villa non dovrà avere più di un piano oltre il seminterrato, o comunque un’altezza non superiore ai cinque metri. Questo per salvaguardare le caratteristiche essenziali residenziali del villaggio, al fine di garantire un’armonica estetica architettura. Il Villaggio si chiamerà “Villaggio Pineta”, perché è a poca distanza dalla magnifica pineta di San Valeriano. Mentre plaudiamo all’opera dei sigg. Gervasio e Crossa, facciamo auguri, perché al più presto si realizzi il loro progetto.
E la Strada del Trucco?…Non ne parliamo più fino alle prossime elezioni. Tanti mesi fa, con una mossa fulminea, partita dal Municipio, si è tentato di mettere la Pro Loco nel sacco, con la speranza di abbassarle la responsabilità della strada. Ma la Pro Loco ha ricacciato la palla, attuando immediatamente un compromesso col sig. Novelli, al quale versava un acconto per l’acquisto del terreno necessario all’argomento della strada. Col sig. Novelli era dunque appianata ogni questione. Allora dal Municipio fu detto che la strada sarebbe stata asfaltata per la Pasqua 1962. La Pasqua passò con niente, di fatto. Alle voci di protesta si rispose dal Municipio, che per la festa di S. Vito si sarebbe fatta l’inaugurazione della strada asfaltata e del nuovo impianto luce sulla strada provinciale. Difatti il nuovo impianto luce è stato innalzato; mentre la strada del Trucco è rimasta come era. Ora la colpa di questo ritardo si vuol dare alla burocrazia, affermando che la pratica è congelata in Prefettura. Ma la Pro Loco, i signori e gli abitanti di S. Vito ormai hanno capito che si mena il can per l’aia fino a che tutti siano convinti che la strada del Trucco non verrà allargata, e sarà già tanto se verrà asfaltata così com’è. Chi si contenta gode. Di questa strada non parleremo più fino alle prossime elezioni.

Settembre 1962

L’avvenire del Campetto. La frazione Campetto è a circa tre chilometri dalla nostra chiesa parrocchiale. Un tempo aveva una discreta importanza: c’era un cappellano, che faceva anche scuola nella casa accanto alla cappella. In seguito diminuì la popolazione, la scuola fu trasportata altrove e mancò il cappellano. Ma il Campetto si sta riprendendo e c’è da sperare in un suo avvenire migliore e prospero. Molti appezzamenti di terreno sono già stati venduti e stanno sorgendo le prime ville: la posizione è incantevole; guarda a mezzodì, gode di un largo panorama che si estende nella pianura padana e finisce con la corona della Alpi, sulle quali primeggia il Monviso; il clima è buono anche nel rigido inverno,perché è riparato dal monte che sta alle spalle: il Campetto è una riviera! Ci sono le strade da rifare, ma i proprietari delle nuove ville concorreranno a costruire ampie e comode… Un segno di risveglio si è notato nella festa di S. Antonio, il Santo titolare della cappella e protettore della frazione, che si è celebrata domenica 12 agosto scorso. C’è stata la funzione religiosa con la S. Messa celebrata dal Vicario; e poi nella giornata vi furono manifestazioni folcloristiche con giochi popolari: albero della cuccagna, rottura delle pignatte, gara di bocce e a notte anche lo spettacolo meraviglioso dei fuochi artificiali. Della festa ben riuscita va dato gran merito al Rettore sig. Luigi Novarese coadiuvato molto dal sig. Angelo Merli. A favore della Cappella si tenne un incanto che ha fruttato oltre 24 mila lire.
La Frazione Prese… Deserta. Mentre l’avvenire del Campetto si prospetta migliore, la frazione Prese diventa deserta. Le due sole famiglie che ancora vi dimoravano, hanno in queste ultime settimane lasciate le loro case per trasferirsi al piano. E’ stato per loro un momento triste, dover abbandonare i luoghi dove erano nati, cresciuti e vissuti per molti anni; ma non potevano fare diversamente. La vita alle Prese ormai era diventata troppo difficile, perché la terra non dà più il reddito necessario. Trent’anni fa vi abitavano oltre 40 persone: a poco a poco è avvenuto l’esodo; e ora la frazione Prese è piombata nella più profonda solitudine. Il pascolo dei greggi con al colo le squillanti campanelle per il pendio dei monti, resterà solo più un poetico e melanconico ricordo; i prati abbandonati diventeranno selve boscose; e davanti alle povere casette abbandonate, cresceranno le erbacce, le ortiche e i rovi. Quarant’anni fa il Comune di Piossasco aveva fatto costruire la strada rotabile, che dal Campetto sale alle Prese: è stata una cosa molto utile, ma non sufficiente per arrestare la partenza delle famiglie. Così si fa nei paesi di montagna, ma non bastano le strade per aumentare il reddito necessario per chi vive sui monti. Se si continua così, i monti serviranno solo più per villeggiatura.

Ottobre 1962

La Storia di Piossasco. Molti mi chiedono a che punto è la Storia di Piossasco che sto scrivendo. Posso rispondere che è già a buon punto. Alcuni capitoli sono già ultimati; gli altri stanno correndo tutti verso il traguardo;ma parecchi sono ancora assai indietro. La mia è un’impresa non facile: soprattutto richiede tempo, perché bisogna leggere tanti libri e documenti. La storia di Piossasco è sparsa in innumerevoli pagine di tanti libri: si tratta di trovare e raccogliere in un solo volume. Bisognerebbe che io non avessi troppi altri impegni parrocchiali. Certamente questa storia di Piossasco dalle origini fino a noi interesserà molto i Piossaschesi, i quali non tarderanno a prenotarsi per assicurarsene una copia. Fra un anno ne riparleremo, e forse sarà vicina la prima edizione. Come vedete il vostro Vicario si è cercato del lavoro difficile e lungo; ma lo fa per la gloria del nostro paese. Vi saluta e vi benedice il vostro Vicario.
La Cappella del Marchile. E’ da un po’ di tempo che non si parla di questa Cappella nel bollettino. Il motivo di questo silenzio sta unicamente in questo che non ci sono state cose particolari e importanti da pubblicare. Dopo i lavori e le spese di cui abbiamo parlato l’anno scorso, non ci sono più state delle novità. La vita della cappella continua con regolarità: ogni giorno si celebra la S. Messa, e nei giorni festivi, i presenti sono tanto numerosi da non poter star tutti dentro la chiesetta. Di tanto in tanto la cappella si adorna a gran festa per qualche sposalizio. Nel settembre scorso vi è stato un doppio sposalizio, perché le due sorelle Salvano si sono sposate contemporaneamente. Le sacrestane disimpegnano bene il loro ufficio; le due Rettrici fanno l’impossibile perché l’altare sia sempre un giardino fiorito. Era venuto a mancare l’armonium, che necessario in caso di feste o di sepolture: n’abbiamo trovato uno d’occasione, pagandolo 35 mila lire. La situazione di cassa della Cappella è la seguente: al 31-12-1961 il bilancio si chiudeva così: entrate lire 220.650, uscite lire 234.760. Le offerte sono formate da offerte varie, soprattutto dalle collette che si raccolgono nella Cappella, durante le funzioni. Queste collette danno un gettito di circa cento mila lire l’anno. Delle spese compiute nell’anno passato, abbiamo parlato nei bollettini del 1961. Al presente non ci sono debiti. La Festa titolare della Cappella, che è dedicata all’Immacolata quest’anno si celebrerà domenica 9 dicembre, con due Messe nella mattinata, e con la solita funzione nel pomeriggio.
Incendio sulla Vetta S. Giorgio. Qualche settimana fa si sviluppava un incendio proprio sulla cima del monte San Giorgio, vicino e attorno alla Croce monumentale e alla Cappella. Alcuni Piossaschesi hanno temuto che ne fosse venuto qualche danno alla Croce e alla Cappella. Possiamo assicurare che l’una e l’altra sono state rispettate dal fuoco e sono rimaste intatte. Questo perché sulla cima del monte non ci sono piante, ma solo rovi ed erbacce. Per avere dettagliate informazioni, abbiamo intervistato la guardia comunale sig. Giovanni Giorda, che pronto come sempre, salì a prestare l’opera sua per spegnere l’incendio. Con lui c’era una squadra di pompieri da Torino, da Giaveno e i militari della polveriera di Sangano. (Dov’erano i pompieri di Piossasco? Da quando gli incendi sono diventati più frequenti, la squadra dei pompieri di Piossasco si è disfatta!). L’incendio era cominciato attorno alle ore 18. A mezzanotte era già totalmente spento e le squadre dei vigili discendevano dal monte mentre arrivava ancora una squadra da Pinerolo. La causa dell’incendio? Il solito mozzicone di sigaretta gettato là, non da chi va per funghi, che quest’anno non ci sono, ma piuttosto da coloro che cercano lepri. Allora ripetiamo l’avvertimento della Forestale: “Attenti ai fiammiferi, Attenti ai mozziconi di sigaretta! E i colpevoli, se scoperti, saranno severamente puniti”.
Festa dell’A.V.I.S. I giornali hanno parlato e bene della Giornata del Volontario, che la Sezione A.V.I.S. di Piossasco ha celebrato domenica 30 settembre scorso. La celebrazione quest’anno è stata più grandiosa e solenne, perché la Sezione compiva i suoi primi cinque anni di vita. Prima delle ore 10, numerosissime arrivarono le Rappresentanze delle Sezioni d’altri paesi, con loro labari: da Cafasse, da Rivoli, da Cumiana, da Moncalieri, da S. Germano Chisone, da Perosa Argentina, da Giaveno, da Cavour, da Pinerolo, da Piscina, da S. Maurizio Canadese, da Caluso, da Villafranca Piemonte, da Torino. Quindi si formò il corteo, il quale con la Banda Musicale in testa si è recato a deporre una corona al Monumento e al Cimitero per ricordare e onorare i Caduti. Vi parteciparono le Autorità con il gonfalone del Comune, la bandiera dei Mutilati, il gagliardetto del Gruppo Alpini, la bandiera delle Scuole e tutti i labari delle Sezioni rappresentate. All’imponente raduno generale tenuto nel salone teatro, il presidente della Sezione AVIS di Piossasco, sig. Giuseppe Trassero, nel suo breve discorso, diede il benvenuto, il saluto e un vivo ringraziamento alle Autorità, alle Rappresentanze e a tutti i presenti, e poté affermare che la Sezione di Piossasco dalla sua nascita ad oggi andò sempre aumentando nel numero dei Soci e nell’esplicazione della sua vitalità. Sono già state effettuate 542 donazioni di sangue per un totale di Kg. 167,300. Sono stati pubblicamente premiati con Diploma n. 7 soci per aver effettuato oltre dieci donazioni; e furono premiati con Diploma e medaglia di bronzo n. 17 soci per oltre venti donazioni. Il sig. Sindaco di Piossasco ha decorato con medaglia d’oro il labaro della Sezione. Fra i discorsi più interessanti e autorevoli va ricordato quello del nostro Consigliere provinciale Cav. Michele Elia. All’immancabile pranzo sociale parteciparono oltre 100 commensali. La festosa giornata, così ben riuscita, deve aver attirata l’attenzione dei Piossaschesi, invitandoli ad iscriversi fra i Donatori del sangue, perché è un’organizzazione veramente umana e cristiana.

Dicembre 1962

Natale e Capodanno. Ora guardiamo avanti: ci avviciniamo alle feste più dolci e più desiderate di tutto l’anno: le feste natalizie. Come i pastori e come i Magi ci prostreremo ad adorare Gesù Bambino, e in segno della nostra fede e del nostro amore Gli daremo un caloroso abbraccio con la S. Comunione. Quest’abbraccio si ripeterà tante volte quante saranno le Comunione che facciamo. Come siamo soliti fare da qualche anno, per il 1° gennaio si farà una “Comunione generale” d’uomini. In preparazione vi sarà una conferenza domenica 30 dicembre alle ore 16, e un’altra, lunedì 31 dicembre alle ore 20,30. Seguiranno le confessioni. E’ veramente da buoni cristiani, terminare un anno chiedendo perdono a Dio e cominciarne un altro ai piedi dell’altare in unione con Gesù Ostia, e riprendere la via con rinnovati propositi di vita migliore. Gradite i miei fervidi Auguri di Buon Natale e di Buon Capodanno. Il vostro aff. mo Vicario.
Azione Cattolica Parrocchiale. L’Azione Cattolica parrocchiale è in movimento. Dall’Autorità Ecclesiastica Diocesana sono stati nominati i riconfermati, i Presidenti delle quattro associazioni. Ecco i nomi:
Vittorio Fiora, Presidente della Giunta parrocchiale
Angelo Mola, Presidente dell’Unione Uomini.
Mariuccia Andruetto Caro, Presidente del Gruppo Donne.
Agnese Paviolo, Presidente della Gioventù femminile.
Franco Garello, Presidente della Gioventù maschile.
Sono stati rifatti o ritoccati i Consigli Direttivi, che sono ora così formati:
Gruppo Donne: Mariuccia Andruetto Caro – Rina Bertoglio – Giovanna Mola – Rina Elia – Consolata Paviolo – Pierina Bonetto – Rosina Gontero – Irma Lanza – Vittoria Pilotti. Segretaria Vanda Mia.
Unione Uomini: Angelo Mola – Vittorio Fiora – Faustino Gontero – Pierino Lovera – Albino Fiora – Domenico Bonetto – Mattia Bonetto – Alberto Martinasso – Michele Audano. Segretario Mario Paviolo.
Gioventù Femminile (Associazione S. Agnese): Agnese Paviolo – Elide Rolando – Carla Bonetto – Anna Zoppetto – Giovanna Mola – Marisa Paviolo – Maria Teresa Sapino – Liliana Pautasso – Bruna Fiora – Mariuccia Bonetto. Segretaria Anna Martinatto.
Gioventù Maschile (Associazione S. Vito): Franco Garello – Paolo Mola – Renzo Martinasso – Pier Paolo Elia – Giorgio Mola – Mario Maritano – Bruno Spesso – Giacomo Zoppetto. Segretario Domenico Minetti.
Una Campana Pro Missioni. Domenica 28 ottobre scorso, la nostra parrocchia ha ospitato il Missionario Padre Giovanni Giorda. Egli è nativo degli Allivellatori. Dopo compiuti gli studi nei nostri Seminari Diocesani, sentì la voce di Dio, che lo chiamava a farsi missionario. Entrò nell’Istituto dei Missionari della Consolata a Torino, e nel 1952 partiva per l’Africa, destinato alla Diocesi di Iringa (Tanganyika), donde passò poi alla Missione centrale della Diocesi di Tosamaganga, della quale è Vescovo Mons. Attilio Beltramino di Volvera. Dopo dieci anni d’ardue fatiche e di apostolico lavoro, ritornò in Italia, a Torino per alcuni mesi di necessario riposo. Così poté rivedere i suoi genitori e parenti, fermandosi un po’ di tempo a respirare l’aria natia. Dato che la nostra parrocchia e a Piossasco Padre Giorda conta molti parenti, lo abbiamo invitato a passare una giornata festiva con noi. Nelle diverse funzioni, egli ha predicato parlando delle Missioni africane; e nel salone dell’Asilo, davanti ad un rispettabile pubblico ha fatto proiezioni riguardanti la vita dei negri e le opere dei Missionari. Gli abbiamo fatto un dono tutto particolare e originale: gli abbiamo regalato una campana, che con il ceppo pesava circa un quintale. Egli, insieme ad altre campane, la trasporterà in Africa, dove in tanti luoghi di Missioni mancano totalmente le campane, e i cristiani sono invitati alle funzioni a colpi di tamburo e di gong. La campana nostra stava sola e silenziosa sul campanile della chiesa della chiesa della Confraternita del SS. Nome di Gesù, che da tempo non è più officiata. Era stata fusa nella fonderia Mazzola di Torino. Fu inaugurata nel 1905 mentre erano rettori della Confraternita i sigg. Giovanni Lovera e Michele Martinatto. I cui nomi sono incisi sulla campana assieme e a queste parole: “Lodate il santissimo nome di Gesù”.Padre Giorda fu molto contento del dono, come contentissimi siamo noi di aver contribuito a rendere più “sentita” la voce e l’opera del Missionario. A Padre Giorda rinnoviamo auguri e promettiamo preghiere.
La strada degli Alpini. Quello che sembra un sogno è diventato una realtà: la strada fino alla vetta del nostro monte S. Giorgio è fatta. Qualche anno fa quando si cominciava a parlarne pareva una cosa al di là da venire. Operai dei cantieri comunali negli anni passati avevano già costruito un tronco di strada, che partendo dal colle di S. Valeriano, correva lungo il fianco nord est del monte, in mezzo alla pineta. Ma restava da fare il tratto più rapido, più difficile, per il quale la strada avrebbe dovuto inerpicarsi per oltre quattro chilometri. Si pensò allora agli Alpini, che già in altri luoghi seppero aprire strade nuove. Gli Alpini vennero, si misero al lavoro: tracciarono la strada fino alla cima del monte senza poterla sistemare. Ritornarono un mese fa, e in pochi giorni, da cima a fondo e da fondo alla cima, allargando la strada, specialmente nelle curve, e la resero transitabile alle macchine. La prima macchina a provare la strada e a salire alla vetta del monte è stata quella del sig. Giovanni Giorda, guardia comunale, ex alpino, mutilato e decorato di croce di guerra. Era il sabato 24 novembre 1962. E’ a lui, al sig. Giorda che va il merito, se la strada è stata fatta in così breve tempo e con tanto risparmio di spesa. Fu lui come ex alpino a presentarsi ai Comandanti, alle Autorità per avere i genieri capaci di compiere il lavoro. Ottenne quando desiderava. Poi con l’impegno, con sacrificio, con costanza, ma anche con affetto di vero commilitone fu sempre vicino agli operai per animarli all’impresa. In segno di riconoscenza da parte del paese, per loro volle organizzare e offrire una cena al Ristorante dei Nove Merli. vi parteciparono Autorità militari, civili e religiose e una larga rappresentanza del Gruppo Alpini di Piossasco. La strada che sarà intitolata agli Alpini, s’inaugurerà solennemente a primavera, in occasione della festa annuale di S. Giorgio.

Gennaio 1963

Asilo Infantile S. Vito. Il nostro Asilo che si è aperto regolarmente in ottobre, funziona bene e i bimbi lo frequentano volentieri. Sono trenta, sono né pochi né troppi, e possono essere ben assistiti dalla Maestra e direttrice Suor Rosina. La quale li ha preparati al Saggio Natalizio, che avvenne nel pomeriggio della festa di Natale. Il salone dell’Asilo era gremito da un numeroso pubblico, composto in gran parte da papà e mamme. Tutti i bimbi hanno fatto la loro comparsa sul palcoscenico, a cantare in coro inni e lodi a Gesù Bambino. Si sono susseguite poesie, scenette, dialoghi, e tutto ben eseguito e con soddisfazione dei presenti, che applaudivano di cuore i piccoli artisti. Se è stata apprezzata la fatica delle Suore per arrivare al saggio, si è pure costatato che l’Asilo fa miracoli nell’opera di progresso educativo ed intellettuale dei bimbi. Ai bimbi furono regalati dei panettoni e dolci dal sig. Geuna e dal sig. Franco Garello. Vogliamo anche notificare il gesto gentile del sig. Sindaco geom. Boursier, che alla vigilia di Natale volle portare ad ogni bimbo un sacchetto di caramelle. L’Amministrazione dell’Asilo rivolge a tutti i Benefattori sinceri ringraziamenti.
Cappella del Marchile. La festa annuale e titolare della cappella, dedica alla Madonna Immacolata, è sta celebrata con solennità domenica 9 dicembre scorso con due Messe, di cui una cantata in musica il mattino e con funzioni il pomeriggio, da vera chiesa succursale della parrocchia. Nella stessa giornata, ogni anno, avviene il cambio delle due rettrici. Le due signore Martinatto: Rita e Marcella hanno terminato il loro ufficio, disimpegnato sempre con premura e generosità, lasciando a loro ricordo alcuni utili e preziosi doni alla cappella. A chiusura della festa vollero dare un ricevimento alle nostre due scuole di canto, offrendo paste dolci d’ogni qualità e vini prelibati. A succedere sono state nominate le signore Fiora: Gemma ed Elda. Il Vicario ha pubblicamente ringraziato le rettrici uscenti per il lavoro compiuto e le Rettrici entranti per aver accettato l’incarico. Un meritato e vivo ringraziamento va dato ancora alla sig.ra Jolanda Marchisio, la quale a ogni Messa di ogni giorno pensa alla recita del S. Rosario e di molte altre preghiere, facilitando così il suffragio ai Morti e contribuendo all’onore della Madonna. Per questo religioso servizio e per questa fatica Le invochiamo dall’alto benedizioni e grazie.
Statistica Parrocchiale (anno 1962).
Nati e Battezzati. Totale 16: nove femminucce e sette maschietti. Alcuni sono nati fuori parrocchia, ma per disposizione di legge sono registrati nella parrocchia dove hanno il domicilio i genitori.
Morti. Totale 13: quattro femmine, la più giovane di soli 15 mesi, la più anziana di 83 anni. Nove maschi, i più giovani di 68 anni d’età, il più anziano di 91 anni.
Matrimoni. Sono stati nove. Qui sono registrati solamente i matrimoni celebrati nella nostra parrocchia. Per disposizione di legge, i matrimoni si devono celebrare d’ordinario nella parrocchia ove ha domicilio la sposa.
P.S. La statistica dimostra che i nati superano i morti di stretta misura, mentre dovrebbero essere almeno il doppio. Nonostante l’abbondanza di ogni casa, in questi tempi di progresso, i genitori hanno forse paura, che aumentando le bocche venga a mancare il cibo? I denari, che ora abbondano più che una volta, a che cosa devono servire?… A tutt’altro fuorché ad allevare e mantenere dei figli?… La legge cristiana insegna diversamente.
CRISI al Palazzo Comunale. Improvvisamente nel mese di dicembre scorso, si è aperta in Municipio una crisi, che ha portato al cambio della Guardia. Ecco la cronaca dei fatti: al Sindaco sig. Luigi Boursier, fu presentata una lettera, firmata da nove Consiglieri (di maggioranza e di minoranza), che chiedevano le sue dimissioni. Non se lo fece dire due volte; ma immediatamente rispose con una lettera che conteneva le dimissioni desiderate dai detti Consiglieri. Non è bene stare in paradiso a dispetto dei Santi. Intanto domenica 2 dicembre, era convocato il Consiglio Comunale per discutere e mettere ai voti le dimissioni. Il geom. Bousier lesse una dettagliata relazione di quanto si era fatto in due anni, e si difese contro le accuse, peraltro di poca o nessuna consistenza. Perché in suo favore parlano le molte opere importanti compiute, specialmente in tre settori: strade, luce pubblica e scuole. Per l’attività del geom. Boursier, Piossasco era uscito dall’ombra e si era messo a camminare di buon passo sulla strada del progresso per allinearsi con i paesi più aggiornati, egli piossaschese puro sangue e affezionato al suo paese, faceva conto di migliorarlo su tutta la linea, e n’aveva pronti i progetti. Ma la sua dinamica azione, sempre diritta, senza favoritismi e sempre legale, non piaceva a tutti i consiglieri, i quali gli prepararono quella che egli chiamò: “…pugnalata alla schiena”. Al suddetto Consiglio n. 10 Consiglieri votarono per le sue dimissioni; ma quel voto non rappresentò di certo la volontà della maggioranza del paese, che sinceramente stima e apprezza il geom. Boursier, il cui buon nome resta illeso, non solo, ma eternato nelle pubbliche opere compiute a bene di Piossasco. Tante volte il Sindaco è di figura, e chi comanda è qualcun altro; ma il geom. Boursier, il Sindaco lo sapeva fare personalmente con competenza. Noi di S. Vito siamo spiacenti per quello che è successo, perché dobbiamo noi al geom. Boursier la magnifica sistemazione della strada S. Vito e del Trucco, e da lui speravamo anche la sistemazione della strada del Convento vecchio. Ora siamo in attesa di vedere se Piossasco continuerà a camminare di buon passo o se invece ritornerà a segnare il passo.

Marzo 1963

Asilo Infantile S. Vito. Il nostro Asilo vorrebbe aggiornarsi su tutta la linea; intende seguire il progresso, che si va sviluppando nelle Scuole Materne. Ma è povero e vive d’offerte e di sussidi. A sostituire i vecchi banchi a due posti, ha voluto adottare il sistema moderno, che consiglia ad ogni bimbo in piccolo tavolino con relativa piccola sedia. I tavolini ordinati sono trenta, per una spesa che supera le 200 mila lire. L’Amministrazione dell’Asilo ha rivolto un appello alle famiglie per avere aiuti. Ed ecco un primo elenco di offerte già pervenute, che formano un totale di lire 28.600.le offerte si possono versare alla Suora Direttrice dell’Asilo o al Vicario. L’Amministrazione ringrazia e spera che l’elenco si allunghi e con generose offerte.
La filarmonica comunale. Un giorno un Sindaco di paese affermava in pubblici: “Il nostro paese conta 1245 anime e 1246 corpi. Si, 1245 anime occupano ciascuna un corpo; ma c’è di più un corpo senza anima ed è il Corpo Municipale”, e voleva dire la Banda Musicale. Così Piossasco conta (secondo l’ultimo censimento del 1961) n. 4334 anime e n. 4335 corpi, perché ha in più un corpo musicale che si chiama Filarmonica Comunale. Nei tempi passati, anche solo 50 anni fa, tutti i Comuni anche piccoli, avevano l’ambizione di possedere una Banda Musicale. A Piossasco vi fu persino il tentativo di averne due, una per parrocchia. Effettivamente la Banda Musicale ha una certa importanza nel paese. Se in una festa interviene la Banda Musicale è più festa; se ad un corteo, ad una processione prende parte la Banda Musicale, la manifestazione è più solenne. Ed è per questo che i Comuni hanno sempre fatto dei sacrifici, degli sforzi per la vitalità della Banda Musicale. Ciò nonostante le Bande Musicali di tutti i paesi sono attualmente in crisi. Le cause sono parecchie: la più grave non è la mancanza di mezzi finanziari; ma è la mancanza di musicanti: ci sono i vecchi che vanno a riposo; ci sono gli stanchi e sfiduciati che si ritirano, w gli allievi sono pressoché zero. I giovani non hanno più l’ambizione di appartenere ad una Banda Musicale, non hanno più la pazienza necessaria per imparare la musica e l’uso dello strumento. Quindi ogni Banda Musicale che non riceve alimento da nuovi elementi, ha i giorni contati. I Piossaschesi avranno il coraggio di veder morire la propria Filarmonica? No, assolutamente. Allora è necessario che essi s’interessino anche del problema dell’esistenza della Banda Musicale. In questi ultimi anni, la nostra Filarmonica è stata alquanto perseguitata: ha dovuto slogare dalla sala, che ad essa era stata assegnata presso il palazzo municipale, di modo che è rimasta senza sede, senza avere un locale da usare per le riunioni, le lezioni e le prove. La Filarmonica da fatto questo sacrificio per un motivo di forza maggiore: l’Autorità Comunale aveva deciso di istituire la scuola media e l’avviamento e mancando d’aule proprie, ha cercato aule di fortuna, occupando la sala della Filarmonica e la sala stessa dell’archivio comunale. Ma questa situazione sta per finire; perché avvenuto l’ampliamento dell’edificio scolastico, com’è in progetto, le scuole saranno tutte riunite nel palazzo delle scuole e quindi ritornerà libera e disponibile la sala che fu sempre della Filarmonica. Dovunque stanno avvicinandosi tempi migliori per la vita della nostra Filarmonica. Così auguriamo che sia, mentre auspichiamo che si ravvivi e si allarghi l’interessamento da parte delle Autorità e di tutti i Piossaschesi. La filarmonica rende dei servizi e fa onore al Comune: quindi il Comune le conceda un sussidio discreto annuale, ma dati i tempi, questo sussidio dovrebbe essere anche più generoso, tanto più che il Presidente della Filarmonica è sempre il Sindaco. Chi si prende a cuore la cosa sono i dirigenti della Filarmonica: il sig. Giuseppe Filippa che n’è Direttore, il sig. M° Battista Nizza, il vicemaestro sig. Ottavio Massimino e il segretario sig. Giulio Goffi e tutti i suonatori più anziani. Attualmente c’è da incoraggiare i suonatori, che costituiscono la filarmonica e sono quasi trenta. C’è da aumentare il numero degli allievi, che sono cinque. C’è molto da fare e le difficoltà sono tante, ma la Filarmonica di Piossasco non deve morire!
Luce elettrica, ai Brentatori e Cascinali. Nella nostra parrocchia vi sono ancora frazioni e cascinali, dove la luce elettrica non è ancora arrivata: frazione Brentatori e Cascinali lungo la strada per Volvera. Alcuni anni fa, mentre si attuava l’impianto luce al Campetto e a San Bernardino, si costituiva il Consorzio elettrodotto Brentatori allo scopo di portare la luce ai luoghi suddetti. Ma le cifre piuttosto grosse dei preventivi hanno rallentato il passo alla pratica. Nel mese di gennaio scorso, il prof. dott. Mario Alfano, presidente del Consorzio, convocò ad una riunione le famiglie e le aziende della zona, facenti parte del Consorzio, per dare loro spiegazioni, relative alla pratica. Egli notificava che la SIP ha ridotto il suo preventivo da undici ad otto milioni 758.800. Se a queste cifre si aggiunge un importo di spese varie, il costo totale dell’opera sarebbe di lire 9.295.000, da dividersi fra gli utenti, che sarebbero n. 18, compresa la Farnesa, che il primo tempo era rimasta fuori del Consorzio, causa la spesa ritenuta insostenibile, perché oltrepassava di molto il milione. Il sig. Presidente prof. Alfano diede lettura di una domanda da lui presentata al Comune di Piossasco per avere un contributo. La domanda era rimasta senza risposta. Ma tutti quelli del Consorzio sanno che la precedente Amministrazione Comunale aveva deliberato cinque milioni di contributo per la luce al Campetto e ai Brentatori: siccome per il Campetto il contributo è stato portato a tre milioni, ne resterebbero due per il Consorzio Brentatori. Il prof. Alfano ha sollecitato in proposito una risposta dall’Amministrazione Comunale, la quale avrebbe dichiarato di poter dare solo 500 mila lire. Mancherebbero così un milione e mezzo; il che porterebbe al Consorzio Brentatori un aggravio di quasi cento mila lire per famiglia o azienda. Perché questo diverso trattamento tra Campetto e Brentatori? Perché questo torto ai Brentatori?…Il sig. Presidente accennava ad un contributo statale, che ci sarà certamente, ma non si sa ancora in quale entità, perché il Piano Verde non è ancora funzionante. Dovrebbe superare il 50 per cento. Quindi ancora nella di fatto. Senza il contributo statale, secondo un calcolo fatto dal geom. Mauro Chiabrando, alcune cascine dovrebbero pagare cifre iperboliche. Ecco degli esempi: Fernesa lire 1.280.000 – Albere (conte Giriodi) lire 1.220.000 – Cascina del Priore lire 898.000. Nasce intanto un’altra questione: dato che le cascine sono in maggior parte affittate, si vorrebbe sapere, provvedendole di luce elettrica, se e in quale cifra gli affittatoli devono contribuire alla spesa. Quando un proprietario fa migliorie ad un alloggio, ne può aumentare l’affitto; per le cascine non è cosi?… La risposta a quest’interrogativo può facilitare o meno la soluzione del problema della luce ai Brentatori e Cascinali della zona.

Maggio 1963

L’Asilo S. Vito beneficato. Nel dicembre 1962 moriva ad Almese, in un ricovero, dove si era ritirata, la signora Ghiano Domenica ved. Gaido, detta “Ninetta”. Era proprietaria della casa, sita in via S. Vito 14, che essa aveva ereditato dalle Contesse Filippi, al cui servizio era stata oltre quarant’anni. Con suo testamento olografo lasciava la suddetta casa in eredità al parroco di Almese, don Ghiano suo cugino, il quale deve costruire una chiesa nuova. Con lo stesso testamento, la sig.ra Ninetta donava al nostro asilo S. Vito tutto quello che vi era nella casa. Roba di gran valore non c’è più, perché la defunta aveva già da tempo venduto agli antiquari gli oggetti che potevano valere o per arte o per antichità. L’Amministrazione dell’Asilo, presa visione dell’entità della donazione, dopo aver rifornito l’Asilo di quanto gli poteva servire, ha messo in vendita mobili e oggetti vari, con la speranza di realizzare un discreta cifra, da impiegare per le necessità dell’Asilo. Per riconoscenza verso la defunta benefattrice, e per soddisfare il di lei desiderio, espresso nel testamento, l’Amministrazione disporrà che l’Asilo siano esposti il ritratto di lei con il suo consorte sig. Giuseppe Gajdo e il ritratto delle contesse Filippi Ernestina e Malvina. Per lei pregheranno sempre i bimbi che frequenteranno l’Asilo.
Festa di S. Giorgio.
Inaugurazione Strada degli Alpini. Il 1° maggio 1963 resterà memorabile nella storia di Piossasco per un avvenimento d’importanza straordinaria qual è quello dell’inaugurazione del nuovo tronco di strada che arriva fino alla cima del monte San Giorgio. Per quest’inaugurazione la festa annuale in onore di S. Giorgio assumerà un interessamento particolare, per cui si prevede un concorso mai visto di gente. Il nuovo tronco di strada s’intitola: Strada degli Alpini, perché è stato costruito per iniziativa del Gruppo ex Alpini di Piossasco con la collaborazione di genieri alpini. La cerimonia dell’inaugurazione e della festa si svolgerà col seguente programma e d orario:
Ore 9,30: all’inizio della nuova strada, ricevimento delle Autorità e Rappresentanze; taglio del nastro tricolore e aperto il libero transito.
Ore 10,30: sulla cima del monte, all’altare eretto ai piedi della grande Croce, già eretta dagli alpini a pochi passi dalla Cappella, sarà celebrata la Messa. Dopo la funzione religiosa, un Ufficiale Superiore degli Alpini terrà il discorso d’occasione.
Ore 12: pranzo al sacco.
Ore 14: accademia con canti alpini, con discorsi vari e bicchierata.
Farà servizio d’onore la Banda musicale di Piossasco. Sono Rettori della festa due ex Alpini: sigg. Giovanni Giorda e Loris Bianciotto.
Il Palazzo Comunale in Pericolo. Dopo una riunione del Consiglio Comunale, si era sparsa la voce che era stata pronunciata la sentenza di morte per il Palazzo del Comune; il quale dovrebbe essere radicalmente trasformato e adattato a edificio scolastico. Il palazzo sarebbe in pericolo di cambiare nome e destinazione. Tutti i paesi sono gelosi ed orgogliosi di avere il Palazzo Municipale proprio, libero e indipendente, e se è possibile anche con la torre civica. A Piossasco invece si dovrebbe vedere la soppressione del Palazzo del Comune e il trasferimento degli uffici municipali nientemeno che in un grattacielo, diventando così il Comune un inquilino fra gli inquilini, fra la confusione e il frastuono di un grosso caseggiato privato. Il motivo di questo grave cambiamento sarebbe questo: la Giunta Amministrativa non è finora riuscita a risolvere altrimenti il difficile problema delle aule scolastiche. Diverse soluzioni sono state suggerite e prospettate, per salvare la vita al Palazzo del Comune; ma invano. Per cui sussiste il pericolo di vedere il “Samaritano” del Municipio. Sarebbe certamente un avvenimento tutt’altro che lieto, e che la storia di Piossasco potrebbe registrare melanconicamente come un triste ricordo. Prima che succeda l’irrimediabile, la popolazione augura e spera che la Giunta trovi una conveniente soluzione, almeno provvisoria, del problema delle aule scolastiche, e che sia conservato l’attuale storico Palazzo del Comune.

Luglio 1963

Parrocchiani Carissimi, la Parrocchia aumenta!…La nostra parrocchia va aumentando di case, di ville e d’abitanti. Nella regione “Vigna grande”, ora proprietà del sig. cav. Gervasio sta sorgendo il “Villaggio Pineta”. Sul terreno diviso in lotti, sono già state costruite tre palazzine. Accanto e poco sotto la Cappella del Prarosto sono state fabbricate le ville del geom. Mingozzi, del sig. Mattacchini, del sig. Brunetto. Il sito è veramente incantevole. La frazione Marchile si allarga al nord ed al sud, cioè lungo la via alla Paperia e lungo la via del Convento Vecchio. C’è una segnalazione a freccia che dice: “Villaggio del Sole”, e indica la strada nuova che porta alle ville che stanno sorgendo a nord della frazione Crosa, in una posizione quanto mai esposta al sole. Alla frazione Campetto, in regione “Generala” è ormai ultimata la moderna e solitaria villa del sig. Geuna, il quale a sue spese ha provvisto ad allargare e sistemare un tronco do strada. Poco lontano è nata un’altra villa, composta di materiale prefabbricato. Nel territorio della nostra parrocchia sono sorte due officine: una in regione Milone “Officina Meccanica” dei sigg. Baldizzone. L’altra è denominata “Stabilimento d’Elettromeccanica” dell’ing. Luparia, situata nell’angolo fra la strada di Pinerolo e la strada vecchia di Cumiana. Quindi se c’è da rallegrarci che la parrocchia cresce d’abitanti, c’è pure da compiacerci che sorgano officine, dove i parrocchiani possono trovare lavoro e pane. Da questo bollettino vada il cordiale “benvenuto” agli uni e gli altri, con l’augurio che tutti possano trovarsi contenti e soddisfatti di essere venuti fra noi. Il Vicario.
Matrimoni Solenni. Giovedì 23 maggio, festa dell’Ascensione, si ebbe nella nostra chiesa parrocchiale un matrimonio d’eccezione: non che lo sposo fosse un principe e la sposa una principessa; gli sposi non vantavano titoli blasonati, discendenti di chissà quali nobili casati; vantavano invece molti meriti personali, acquistati in tanti anni d’attività al servizio della parrocchia. Lui Franco Garello, era attivissimo Presidente dell’Azione Cattolica giovanile S. Vito. Lei Marisa Paviolo, era esemplare Figlia di Maria, dirigente e bibliotecaria dell’Associazione “S. Agnese”. Lui e lei membri delle due nostre scuole di canto. Per questo erano presenti alla cerimonia le bandiere dell’Associazioni e il labaro di S. Cecilia. Non mancava il labaro di S. Vito a significare che tutta la parrocchia partecipava alla festa degli sposi.
Un altro matrimonio non meno solenne è stato celebrato qualche giorno dopo, vale a dire il 25 maggio. Gli sposi Pietro Domanda ed Elda Fiora furono festeggiati con la massima grandiosità che è possibile nella nostra parrocchia: guida alla porta della chiesa all’altare, addobbi, luci e fiori e musica. Il Vicario ha svolto il rito e fatto il discorso; il rev.do don Paolo Rosso, zio della sposa, ha celebrato la S. Messa. Un telegramma da Roma recava la benedizione del Papa. Alle due coppie di sposi rinnoviamo felicitazione ed auguri.
Inaugurazione strada degli Alpini. Per iniziativa del Gruppo ex Alpini di Piossasco e con la collaborazione dei genieri alpini della Divisione Taurinense, è stata costruita la nuova strada rotabile che conduce fino alla sommità del monte San Giorgio. Il 1° maggio scorso la strada è stata inaugurata con una gran festa, cui prese parte migliaia di persone. Fra le personalità presenti abbiamo notato due generali e tre colonnelli degli alpini. La foto, che qui pubblichiamo, è stata scattata al punto, dal quale inizia il nuovo tronco di strada. Il sig. Vicario sta impartendo la benedizione, circondato da molti cappelli alpini. La signora Piera Vittani Pognante sta per tagliare il nastro tricolore, in rappresentanza della mamma della Medaglia d’oro l’alpino Lorenzo Nicola. Il cippo, posto a lato della strada, ricorderà per sempre la “Strada degli Alpini – Inaugurata il 1° maggio 1963”. Da questo cippo, la fanciulla Bruna Bianciotto, disse con molta grazia ed espressione, bellissime parole di circostanza. Intanto la Banda Musicale di Piossasco aveva suonato una marcia e aveva dato gli squilli d’attenti. Quindi pedoni, motoristi e macchine presero a salire, tutti ansiosi di percorrere la nuova strada, che in poco più di due chilometri porta sulla vetta del monte. Lassù, ai piedi della Croce monumentale, già eretta dai nostri ex Alpini di Piossasco, è stata celebrata la Messa, servita da due Alpini. Una relazione più dettagliata della festa è stata pubblicata sulla “Voce del Popolo” del mese di maggio, e così paesi vicini e lontani ne hanno avuto notizia. La strada ora c’è, per la quale camion e trattori possono trasportare lassù i materiali necessari: a quando i restauri alla millenaria Cappella di S. Giorgio? Il monte deve diventare il Sacro Monte di Piossasco.
Festa alla frazione Cappella. Nella parrocchia di S. Vito ogni frazione ha sua Cappella, dove si celebra la festa annuale titolare che porge occasione alle famiglie di invitare i parenti vicini e lontani, quindi la festa della Cappella diviene anche una festa di famiglia. La festa non sempre è celebrata in giorno di domenica, eccetto che vi sia qualche circostanza che lo richieda. Domenica 12 maggio fu celebrata la festa alla frazione Cappella: la circostanza c’era e assai importante: si trattava di inaugurare i banchi nuovi. Sono otto banchi che sostituiscono le scomode panchette basse: arricchiscono la Cappella e servono specialmente ai vecchi. E’ stata una spesa, ma una buona spesa. I borghigiani, che già avevano rifatto il tetto della Cappella, si sono dati attorno per preparare un pubblico incanto allo scopo di arrivare a pagare i banchi. Raimondo Andruetto e Virgilio Lanza sono passati di casa in casa e anche presso qualche negozio, chiedendo in nome della Madonna, e hanno raccolto denari e una rilevante quantità d’oggetti. L’incanto ha fruttato 63 mila lire, che unite alla colletta e al fondo cassa dell’anno passato, hanno concesso di passare le spese dei banchi. Durante la Messa celebrata in canto, alle ore 11, il Vicario ha elogiato l’attività degli abitanti della Cappella, ha rilevato che i cantori e le canterine erano tutti della frazione, come pure i piccoli serventi. Resta ora un desiderio: quello di allargare la cappella, che è veramente troppo piccola. Auguriamo che possa presto essere soddisfatto. Nel pomeriggio si svolsero svariati divertimenti popolari: gara alle bocce, albero della cuccagna, corsa dei conigli, caramelle a tutti i bambini, e fuochi artificiali a notte: non mancava neppure un albergo all’aperto. Notata la presenza dell’ex Sindaco sig. geom. Luigi Boursier, che portò collaborazione e onore alla festa. Rettore della festa era il sig. Giacomo Spesso, che gentilmente e generosamente offrì un ricevimento a casa sua ai cantori e ai maggiori collaboratori della ben riuscita festa, fra i quali i signori Giudo Maritano e Cesare Picco. Per il prossimo anno saranno rettori i signori Raimondo Andruetto e Giorgio Gontero.
Un esempio di vera democrazia. Nel mese di maggio scorso, la radio ha detto e ripetuto che nel paese di Castelletto si voleva costruire un nuovo palazzo comunale. Ma fra i Consiglieri e fra la popolazione non si era d’accordo sul luogo dove erigerlo. Chi lo voleva a nord e chi lo voleva a sud. Il Sindaco ricorse allora ad un mezzo veramente democratico: volle sentire la voce del popolo. Si fece un “referendum”. Il palazzo del Comune fu costruito là dove lo voleva la maggioranza della popolazione. Se in democrazia è il popolo che comanda, bisogna sentirne la voce, specialmente quando si tratta di problemi di una certa gravità. Dunque non aveva tutti i torti, il Vicario che a Piossasco, mentre il palazzo del Comune era in pericolo di essere abolito, suggeriva ai Consiglieri, a sgravio della loro responsabilità, di interpellare la popolazione, ricorrendo magari ad un referendum.
Democrazia e libertà. In Municipio di Piossasco, per diverse sedute consigliare, un Consigliere anziano ha scagliato frecce velenose contro il Vicario di S. Vito. Si sforzava per far credere ai sigg. Consiglieri, che il Vicario attaccava “Continuamente” l’Amministrazione Comunale. Ma i Consiglieri non si sono lasciati convincere, perché le cose non stanno precisamente così. Essi sanno che gli articoli del Vicario non sono “attacchi”, ma sono discussioni, sono proposte, sono suggerimenti, sono la voce del popolo, sono l’opinione di gran parte dei Piossaschesi. Ogni problema può avere più soluzioni: spetta ai Consiglieri scegliere la migliore, e prima della scelta, è cosa buona sentire le diverse opinioni. Il Vicario non scrive per partito preso, ma fa quello che fanno tutti i giornalisti di buona volontà; i quali fanno della critica costruttiva non solo all’operato dei Sindaci, delle Giunte, ma anche dei Ministri e dello stesso Capo del Governo. Il Consigliere anziano pensa ancora come si pensava una volta quando non c’era libertà, e crede ancora che le Amministrazioni Comunali siano infallibili e intangibili. Ora viviamo in clima di “democrazia”, e quindi il popolo deve sapere, il popolo deve far sentire la sua voce, che può essere d’approvazione o di disapprovazione. In democrazia c’è libertà di stampa e di parola.
Festa a Villa Serena. Giovedì 30 maggio scorso, verso notte, la facciata della clinica “Villa Serena” appariva illuminata con lampadine di tutti i colori, disposte in modo da disegnare un “M”, che voleva dire Maria. Le luci si vedevano da Piossasco basso, dai cascinali, da Volvera e da Orbassano. Che cosa succedeva alla Clinica? Una festa in onore della Madonna a chiusura del mese di maggio. Alle ore 20,30 iniziava una processione formata dai ricoverati, dal personale di servizio, dalle Suore, dai Dirigenti della Clinica, fra i quali il cav. Trucco. Tutti portavano in mano una fiaccola accesa; si recitava il rosario e ad ogni mistero la processione si fermava per sentire un breve commento e per cantare una lode. La processione si snodava attraverso i viali del parco, fantasticamente illuminati con globi variopinti. Sostò davanti ad un monumentino eretto alla madonna “Consolata”, la cui immagine fu benedetta. Un ricoverato in nome di tutti disse una fervida preghiera alla Madonna. Fra canti e preci la processione terminò alla cappella interna della clinica con la benedizione eucaristica. La bella e suggestiva funzione è stata di spirituale conforto ai ricoverati, che hanno rinnovato la loro fiducia nella protezione della Madonna. L’iniziativa e l’organizzazione di questa festa è venuta dal rev. mo Cappellano della Clinica, favorito dal pieno consenso da parte della Direzione.
La strada del Trucco – S. Vito. Chi dalla strada provinciale sale alla parrocchia S. Vito per via del Trucco (via Oberdan) trova una strada semplicemente meravigliosa: è ben asfaltata, è larga, è invitante a salire, e dopo il ripido tratto del Trucco, diventa pianeggiante, davanti ad uno scenario incantevole: a sinistra in alto la visione panoramica dei Castelli, a destra il colle S. Valeriano e al centro la mole del monte S. Giorgio con le sue pinete. E’ stata battezzata dal popolo “Strada del Sole”, perché porta dove si respira un’aria che ricrea e ristora, in un mare di sole. Il merito primo di quest’importante opera va alla Pro Loco di Piossasco, la quale prevedendo lo sviluppo che il turismo avrebbe preso nella zona di Piossasco Alto, pensò a migliorare questa che è l’arteria principale d’unione fra la Borgata e Piazza. Fu la Pro Loco ad avvicinare i proprietari attigui alla strada, e ad ottenere gratis o a prezzo di favore, gli smussamenti degli angoli e i metri di terreno necessari all’allargamento. Il merito secondo va all’Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco geom. Luigi Boursier, che ha provvisto ai lavori di sistemazione. Molte difficoltà e molti contrasti si sono dovuti superare dentro lo stesso Consiglio Comunale e fuori, per rinunciare all’attuazione di quest’opera, che adesso tutti dichiarano ben indovinata. Pertanto la Pro Loco inviava una lettera all’attuale sig. Sindaco Giuseppe Andreis, esprimendo il desiderio di celebrare una festa d’inaugurazione della strada in collaborazione dell’Autorità Comunale. Il sig. Sindaco ha risposto negativamente con queste parole: “…devo diffidare codesta Pro Loco, affinché si astenga dall’inaugurazione…”. I motivi di questo “veto”, contenuti nella lettera del sig. Sindaco sono piuttosto di color oscuro, e per capirli bisogna saper leggere fra le righe. Ad ogni modo la strada c’è e rimane per ricordare a tutti l’opera della Pro Loco e del Sindaco Boursier.

Settembre 1963

Furti nelle Cappelle.
Da qualche mese a questa parte, i ladri hanno preso di mira diverse nostre cappelle rurali. Alla Cappella del Prarosto (Madonna della Grazie) per due volte consecutive hanno tentato di sforzare la serratura della porta, che però ha resistito, quindi non hanno potuto entrare. Che cosa avevano intenzione di rubare? Cose preziose non ci sono, e i denari nella bussola non potevano essere molti; e d’ora in avanti non ce ne saranno mai più, perché la bussola sarà vuotata dopo ogni funzione.
Anche alla cappella di S. Valeriano, ci sono stati i ladri, i quali sono entrati rompendo un vetro della finestra, che dà presso l’altare sopra la sacrestia. Non hanno trovato nulla, perché non c’è nulla che meriti; hanno raccolto quei pochi soldi che hanno trovato sparsi sul pavimento, gettati dalle finestre dai visitatori; e poi usciranno dalla porta della sacrestia, aprendola dal di dentro.
Alla cappella delle Prese, dove il giorno 12 agosto fu celebrata la festa della Madonna della Neve, fu constato il furto. I ladri, sforzata e guastata la porta d’entrata, rubarono la piccola lampada di metallo, che pendeva presso l’altare della Madonna.
Esaminando i fatti, pare che non si tratti di ladri di professione, ma di ladruncoli, cioè giovinastri a corto di denari. Per loro “tutto fa brodo”: qualunque oggetto, venduto a manutengoli, può servire a far denaro. Sono forse di Piossasco? La gente dice che probabilmente sono quegli sfaccendati e oziosi che si vedono bighellonare qua e là. Speriamo che i Carabinieri riescano a mettere loro le mani addosso e a pubblicarne i nomi.
La cappella di S. Giorgio. Su un giornale di Torino, circa due mesi fa è comparso un lungo articolo sulla cappella millenaria di S. Giorgio, esistente in cima al monte omonimo. L’articolo, per diversi motivi interessante, ha richiamato l’attenzione dei Piossaschesi sulla preziosa e rara antichità che essi posseggono e sulla necessità dei restauri; ma conteneva anche alcune cose non esatte e non opportune. Non è vero che il convento di S. Giorgio, accanto alla cappella, vi siano stati Frati Francescani; i quali invece Abitarono nel paese di Piossasco al convento vecchio, presso il Marchile, e al convento nuovo nella borgata. Sulla vetta del monte abitarono sempre i Padri Benedettini o Cistercensi, dall’apertura del convento fino alla sua chiusura (1000 – 1500). L’articolista vorrebbe far credere che lassù vivono tuttora piante millenarie o centenarie; dell’età dei Frati dove le ha viste? La cima del monte S. Giorgio, attorno alla cappella, è completamente spoglia di piante; non vi sono che cespugli. Nel detto articolo c’è poi una frecciata contro gli alpini, i quali non se la meritavano. E’ loro rimproverato di avere usato pietre che forse erano dell’antico convento. Ma bisogna tener presente che gli alpini adoperarono le pietre per uno scopo sacro, cioè per fabbricare la base della grande Croce, che essi hanno eretto poco distante dalla cappella. In secondo luogo bisogna osservare che le pietre che saranno necessarie per la restaurazione della cappella, si troveranno in abbondanza fra le macerie del convento e d’altri muri rovinati, senza bisogno di quelle degli alpini. Gli alpini meritano ogni riguardo, perché se oggidì vi è una strada rotabile che sale alla cima del monte, si deve all’operosità, alla buona volontà degli alpini. Saranno certamente ancor essi i primi a collaborare per i restauri alla cappella. A questo proposito sono già saliti lassù un rappresentante della sovrintendenza ai monumenti antichi e l’architetto che assumerà la responsabilità dei lavori di restauro. Si stanno preparando i progetti, sui quali terremo informati i Piossaschesi.
Aule e strade. Finalmente in Municipio è stata deliberata la soluzione dei due importanti e urgenti problemi che da qualche tempo erano sul tappeto; le aule scolastiche e le strade del centro. Due sedute Consiliari, quella del nove e quella del 20 agosto, erano andate nulle per mancanza del numero legale dei Consiglieri presenti. Non per fare un rimprovero ai Consiglieri Comunali, ma va pur detto, che i Consiglieri devono sentire la loro responsabilità, specialmente quando si tratta di cose gravi e pressanti, e perciò intervenire alle sedute, a costo di sacrifici. E’ stato dunque deliberato di provvedere alle aule scolastiche mancanti, con la sopraelevazione del palazzo delle scuole. Molto bene. Aveva dunque ragione il sig. Vicario, quando suggeriva con insistenza questa soluzione; aveva ragione la maestra Picchetto quando in Comune si batteva con i Consiglieri per convincerli che questa sarebbe stata la soluzione più conveniente e più sollecita; e aveva soprattutto ragione l’ex Sindaco geom. Boursier, che già un anno fa aveva preparato il progetto e lo aveva passato poi alla nuova Giunta. Contenti tutti, che finalmente si sia scelta la soluzione migliore, c’è solo una differenza ed è questa: un anno fa il progetto Boursier prevedeva una spesa al di sotto dei 30 milioni; ora invece si prevede molto superiore. Ecco che cosa si è guadagnato a perdere tempo. Intanto l’anno scolastico è alle porte e le aule non ci sono ancora.
Per le strade rotte si è deliberato di rifarne tutto l’asfalto; il che importa una spesa rilevante, forse superiore ai 10 milioni. L’ex Sindaco, consigliere Boursier, presente alla seduta, ha fatto una ragionevole osservazione: “Perché rifare il bitume su un fondo strada che non tiene? Basterebbe riempire le buche, e se questo si fosse fatto un anno fa, la spesa sarebbe stata contenuta in un mezzo milione”. La morale è che le cose bisogna farle a suo tempo.
Alle sedute del Consiglio Comunale il paese vorrebbe vedere più interessamento, più animazione, più discussione. Invece si ha l’impressione che in maggioranza i Consiglieri abbiano sempre l’ordine di scuderia di dir “si” a tutto quello che viene proposto dalla Giunta. L’unico che sa parlare e discutere con perspicacia, competenza e coraggio è il geom. Boursier, e questo egli fa non per partito preso, come qualcuno vorrebbe malignare, ma per una opposizione costruttiva, che altrimenti non esisterebbe, e sempre per il bene e il progresso di Piossasco. La popolazione sta ora aspettando, che quando fu deliberato, venga presto attuato.

Novembre 1963

Gita. Le due scuole di canto, maschile e femminile, della parrocchia, durante l’anno cantano molto sovente e sempre per la gloria di Dio. la loro ricompensa più ambita è una gita annuale, per le quale provvede il Vicario. La gita quest’anno si è svolta fra le colline dell’albese domenica 8 settembre scorso. La prima tappa fu il nuovo Santuario della Madonna dei Fiori, a Bra. Dopo una mezz’ora di preghiera, chiesta la benedizione alla Madonna, i gitanti ripresero la via, e dopo aver toccato Canale e Montà d’Alba, raggiunsero il Santuario detto “Dei Piloni”. Piccolo, ma devoto Santuario dedicato alla madonna Addolorata, posto sulla vetta di una collina, circondato da quattordici cappelle, rappresentanti le stazioni della Via Crucis, che i gitanti hanno potuto visitare. Il Vicario celebrava la S. Messa. Quindi fu consumato il pranzo al sacco. Alle ore 15 la Comitiva era già a Canale, ove visitò la rinomata Casa Vinicola “Enrico Serafino”. Il proprietario Cav. Angelo diede ai gitanti un ricevimento, offrendo generosamente le migliori bottiglie di sua ditta. In suo onore i cantori, inebriati dai prelibati vini, eseguirono canti appropriati, fra i quali questi: “Brindiam festevoli… già i tappo saltano… vin che dolce mormori glù glù mentre vai giù…”. Non mancarono i cori alpini. I gitanti proseguirono per Alba, visitando la bella ed elegante cittadina. Ripassarono poi per Bra, dove ritrovarono il Santuario ancora gremito di devoti. Consumata la cena all’ombra del Santuario, i gitanti tornarono a Piossasco lieti e soddisfatti.
Novità all’Asilo S. Vito. L’Asilo si è aperto come tutte le scuole elementari col 1° ottobre. I genitori accompagnandovi i bimbi, hanno trovato delle novità. Entrando nei locali hanno sentito odore di pulito, un odore di fresco: tutto l’ambiente (pareti e volte) è stato decorato a nuovo. Il lavoro, molto ben riuscito, è stato fatto dal bravissimo decoratore sig. Luigi Zucca, che sta al Marchile. Lo ha voluto fare completamente gratis, offrendo materiale e manodopera. Ci sono dunque ancora persone benefiche e generose, che sanno aiutare le Opere Pie. La Presidenza dell’Asilo ha apprezzato l’opera e l’offerta del sig. Zucca; lo ringrazia vivamente, e confida che i bimbi dell’Asilo possano con le loro preghiere ottenere benedizioni celesti sopra il sig. Zucca e la sua famiglia.
La seconda novità è il cambiamento della Direttrice. Suor Rosina, che ere qui solo, da due anni, è stata dalla Madre Superiora destinata a dirigere un altro Asilo. Come Suor Rosina anche la Presidenza dell’asilo ha chinato il capo per fare la volontà sei superiori. Suor Rosina ci ha lasciato visibilmente commossa; e commossi erano quanti la salutarono al momento della partenza. A sostituirla è ritornata la rev. da Suor Mafalda. Diciamo “ritornata” perché è la terza volta che ritorna fra noi, ed è sempre più ben accolta perché è una maestra, molto esperta e il suo temperamento è quanto mai materno, adatto all’Asilo che è scuola materna. Suor Mafalda è stata già la maestra delle mamme dei bimbi che ora frequentano l’Asilo: quindi sarà maggiore la confidenza vicendevole, che faciliterà il buon funzionamento dell’Asilo. La salutiamo, dicendole “Benvenuta”, e le auguriamo lunga e felice permanenza a Piossasco.
La terza novità è meno gradita, ma è pur necessaria. E’ stata aumentata la retta mensile che le famiglie devono pagare. D’ora in avanti sarà di lire 1500 il mese. Da qualche tempo in altri Asili si pagava questa cifra e anche più. Giacché le spese sono aumentate e che l’Asilo non ha fondi, l’Amministrazione ha deciso l’aumento, sebbene a malincuore. Però in casi speciali si possono fare riduzioni; e si può anche accettare gratuitamente quei bimbi che fossero di famiglia veramente povera. Di altre novità importantissime, che sono tuttora in corso, parleremo un’altra volta.
Neo Cavaliere. Il dott. Francesco Alfano è stato nominato Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Questa nomina non ha avuto quella pubblicità che meritava che meritava; molti Piossaschesi la conosceranno solo ora in ritardo, per mezzo di questa comunicazione sul nostro bollettino. Al neo Cavaliere, dopo la consegna della Croce, avvenuta in Municipio, fu offerta una cena al ristorante dei Nove Merli, che fu onorata dalla presenza dell’on. Donnat-Cattin. Molti Piossaschesi si sono lamentati, perché non hanno saputo nulla e non furono invitati. Ma in nome di tutti i Piossaschesi, alla cena ha parlato il geom. Luigi Boursier, il quale disse appunto: “Io vedo qui presenti tutti gli abitanti di Piossasco, anche se non invitati, e desidero dire a nome loro al medico cav. Alfano una semplice, ma significativa parola: grazie, grazie di cuore per quanto lei ha dato e ancora darà a Piossasco”. Il dott. Alfano forse non sarà mai chiamato cavaliere, perché da parecchi anni egli è commendatore. I Salesiani, in ricompensa del servizio dal dottore prestato nella casa di Piossasco e in quella del Bivio di Cumiana, gli avevano ottenuto dal Vaticano l’alta onorificenza di Commendatore dell’Ordine di S. Gregorio. Ad ogni modo la nomina di cavaliere viene a premiare i suoi lunghi 41 anni di lavoro e di sacrificio appassionato di medico e di ufficiale sanitario del Comune. Da queste colonne Piossasco tutta rinnova le più fervide felicitazioni all’illustrissimo e amato dottore.

Gennaio 1964

Note Musicali. Vogliamo registrare alcune note che cantano la continua attività delle nostre due Scuole di canto. La scuola maschile con le esecuzioni ha reso molto solenni le Quarant’Ore dei Morti che avvennero nei giorni 1, 2, 3, novembre passato. Nei tre giorni i nostri cantori hanno cantato il mattino tre Messe diverse una dall’altra, ed il pomeriggio tre Tantum Ergo, pure diversi uno dall’altro; hanno dato saggio del loro vasto repertorio. Alla fine di novembre e precisamente domenica 24, le nostre due scuole maschile e femminile hanno celebrato insieme la festa di Santa Cecilia, patrona celeste del canto e della musica. Presso la balaustra in chiesa era esposto il quadro con l’immagine della Santa. Alla mattina non si è potuto svolgere il programma stabilito, causa un’improvvisa sepoltura; ma nel pomeriggio, alla benedizione le due cantorie riunite sull’orchestra, hanno eseguito insieme musica scelta polifonica. Queste esecuzioni a voci dispari, cioè di uomini e di donne, sono di grande effetto. Producono in chi le ascolta una gioia intima e una dolce elevazione spirituale. Il Vicario con brevi parole ha ricordato l’esempio di S. Cecilia, e ha ringraziato le Scuole per la collaborazione che danno alla vita e all’onore della parrocchia. La festa venne chiusa con un ricevimento in sala parrocchiale fra brindisi e auguri per l’avvenire delle due Scuole.
Benedizione delle Tessere d’A.C. Nel giorno 8 dicembre, festa della Madonna Immacolata, patrona dell’Azione Cattolica, anche nella nostra parrocchia si è fatta la funzione semplice, ma importante, della benedizione delle tessere d’A.C. Il Vicario con brevi parole ha sottolineato il valore e il significato della tessera dell’azione Cattolica e quindi ha benedetto le tessere per il nuovo anno sociale. Erano presenti, attorno alla balaustra dell’altare maggiore, le bandiere delle quattro associazioni. Il presidente della Giunta Parrocchiale sig. Vittorio Fiora in nome di tutti i tesserati, ha letto la formula o preghiera delle “Promesse”, che è come un giuramento di fedeltà al programma dell’Azione Cattolica. Dopo le funzioni di chiesa, è seguita una riunione plenaria, ove erano rappresentate le quattro associazioni. Il rev. do don Mario Bonino, cappellano della clinica di Villa Serena, ha tenuto in fervido discorso che fu d’incitamento ad attuare il programma dell’A.C. La bella giornata ha acceso un fuoco nei cuori dei tesserati, anelanti ad opere di bene per l’avvento del regno di Dio. Adveniat regnum tuum!...
Novità all’Asilo S. Vito. La sig.ra Domenica Ghiano vedova di Giuseppe Gajdo, era proprietaria di una casa con giardino, sita in via S. Vito 14 (frazione Piazza) che essa aveva ereditato dalle contesse Filippi di Baldissero, presso le quali aveva prestato servizio per oltre 40 anni. La sig.ra Ghiano ultimamente si era ritirata ad Almese in un ricovero per i vecchi, eretto dal parroco suo cugino. Con suo testamento lasciava la casa suddetta al cugino Parroco d’Almese, e lasciava al nostro Asilo S. Vito tutto quello che la cassa conteneva. In verità della roba ce n’era molta, anche se non gran ché preziosa, e l’Amministrazione dell’Asilo la mise in vendita, e l’incasso fu di oltre un mezzo milione. Questo denaro arrivò a tempo, perché da qualche anno l’asilo sospirava un miglioramento: aveva bisogno di trasformare il riscaldamento da carbone a nafta, ma non lo poteva fare per mancanza di fondi. Ma ora l’ha fatto. Appena ricevuto questo lascito, l’Amministrazione ha ordinato i lavori necessari e il nuovo adattamento o impianto è stato eseguito. Per riconoscenza e in suffragio della sig.ra Ghiano è stato celebrato in parrocchia un funerale solenne d’anniversario nel mese di dicembre scorso. la di lei fotografia è stata sistemata perennemente nel salone dell’Asilo; e come essa voleva, sono anche esposte le fotografie delle sue ultime padrone, le contesse Ernestina e Malvina Filippi di Bandissero. I bimbi dell’asilo nelle loro preghiere ricorderanno sempre la generosa benefattrice.
Cronaca Nera. Nel bilancio dell’attività svolta nel 1963, dalla presente Amministrazione Comunale, si notano tre sedute consiliari, nelle quali sono state votate tre delibere di biasimo: una contro il Vicario, una contro l’ex Sindaco geom. Luigi Boursier e una contro la Pro Loco. Tutte tre sono state formulate e pronunciate dall’autorevole consigliere anziano, il quale è riuscito ad ottenere il consenso e i voti dei pochi Consiglieri, i cui nomi pubblicheremo a suo tempo.
Il Vicario è accusato di permettersi, attraverso ai giornali, di dare all’Amministrazione del Comune suggerimenti o consigli o avvertimenti, di cui i consiglieri non hanno bisogno. Vorrebbero soffocare la voce del Vicario, che, come tutti sanno, è voce di verità, è l’unica voce autorevole e coraggiosa, la quale si fa eco delle lagnanze, delle proteste e dei desideri della popolazione si sperava in una distensione e in una ripresa di collaborazione; ma il consigliere anziano non ha voluto la pace, nonostante i tentativi fatti da qualcuno, affinché cessasse lo scandalo della guerra del Vicario. E’ quindi lui, che non vuol disarmare.
L’ex Sindaco geom Luigi Boursier è stato ancora bersagliato di più. Si ha paura che prossimamente ritorni Sindaco del paese e perciò lo vogliono ammazzare prima, con la diffamazione. Lo hanno persino tacciato di fascista, ricordando che fu Podestà di Piossasco. Ma il paese sa che i Sindaci venuti dopo il podestà Boursier non hanno servito il Comune meglio di lui. Lo accusano che alle sedute consiliari, alle quali esemplarmente non manca mai, interrompe, fa osservazioni e opposizioni, discute prima di approvare. Si, è vero, ma è in pieno diritto di farlo, come lo può fare ogni consigliere; ma non tutti hanno l’esperienza, la capacità e il coraggio del geom. Boursier. Si può dire che egli da solo supplisce la minoranza, la quale pare non funzioni più. Il geom. Boursier non si è accasciato, non si è scomposto, e continua a fare dopo, quello che faceva prima; il Verbale consigliare della votata nota il biasimo contro di lui, rimarrà assieme a quella contro il Vicario, nell’archivio municipale, a triste ricordo di chi le ha preparate e approvate.
Ma la più tormentata è stata la Pro Loco. Un mucchio di lettere, scritte con retorica e ricercate espressioni, sono arrivate al Presidente della Pro Piossasco, firmate dal Sindaco – che poi in seduta consigliare afferma di non sapere che in Piossasco esiste la Pro Loco. In ultimo, alla Pro Loco fu dedicata una seduta del Consiglio Comunale nella quale fui deliberato di affidare incarico ad un avvocato perché preparasse per un processo giudiziario contro la Pro Piossasco. La Pro Piossasco deve aver commesso ben gravi reati da essere tanto bersagliata e minacciata di processo. La Pro Piossasco aveva semplicemente ritardato a fare l’atto notarile di cessione al Comune del terreno comperato dal sig. Novelli Umberto, per allargamento della strada del Trucco. In Municipio a qualcuno questo ritardo è sembrato un buon motivo per dare fastidio alla Pro Piossasco, scrivendo lettere e facendo minacce. Era un tentativo per far morire la Pro Loco. Ma la Pro Loco aveva tutte le carte in regola e vinse la partita. L’Amministrazione Comunale invece di ringraziare la Pro Piossasco, ha cercato di intorbidare le acque e far nascere complicazioni.
I Piossaschesi, leggendo questa “Cronaca nera”, che per tanti sarà un’incredibile sorpresa, sappiano giudicare. Ne riparleremo alle prossime elezioni amministrative.
Strade asfaltate e non asfaltate. Qualcuno incolpava già l’attuale amministrazione comunale d’immobilismo: di fatti i mesi passavano e non si vedeva nessuna opera nuova di utilità pubblica. Finalmente, nel mese di novembre scorso, le strade del paese che erano state asfaltate, alcuni anni fa, e che poi si erano guastata e rotte, furono risaltate. Questi sono denari ben spesi ed è un segno di progresso. La popolazione n’è contenta e ringrazia. Però non può far a meno di lamentare due cose:
Perché non si è asfaltata la strada che passa davanti al Palazzo delle scuole? Ci sono delle buche così larghe e profonde, che quando piove sembrano laghetti. Questa strada è molto frequentata e passano i fanciulli che vanno a scuola. E’ una strada disgraziata, che fu dimenticata anni fa, quando furono asfaltate vie vicine e fu ancora dimenticata questa volta.le due strisce di asfalto che sono state poste ai lati della grande piazza XX settembre, messe una in cima all’altra sarebbero proprio bastate per la strada delle scuole.
Fu messo il nuovo asfalto dove c’era già l’asfalto vecchio logoro e consumato: e perché non è stato messo davanti alla facciata della chiesa di S. Vito? Si trattava di una superficie larga come due lenzuola e quindi di poca spesa.
I parrocchiani di S. Vito si domandano se questa lacuna è dovuta a dimenticanza, a campanilismo, o a qualche ingiusta sperequazione… Il Vicario non sa darne la spiegazione; quindi ciascuno è libero di pensare come vuole.

Marzo 1964

Censimento. Nel tempo pasquale si compie la benedizione delle case. E’ un rito semplice, ma molto importante e significativo. E’ la pace cristiana che è portata alle famiglie. Durante la benedizione delle case è mia intenzione fare il censimento delle famiglie. La parrocchia è aumentata e sta ancora aumentando per la costruzione di case nuove, che sono sorte e stanno sorgendo qua e là. E’ interessante conoscere il numero dei Parrocchiani. Sarebbe anche doveroso che i parrocchiani nuovi si presentassero al Parroco per farsi conoscere e dare il proprio indirizzo.
Note Musicali. Sono ormai passati due mesi, e non è ancora spenta l’eco del Festival, che le nostre due scuole di canto hanno preparato con impegno e poi hanno seguito brillantemente, domenica sera 5 gennaio, nel salone dell’asilo. Non fu un Festival di canzoni, uso S. Remo o Venezia, ma è stato un Festival di Pastorali, scelte fra le più rinomate, le più classiche, antiche e moderne, che diversi maestri di musica hanno armonizzato per Assoli e per Cori a più voci miste. Ne ricordiamo qualcuna: “Tu scendi dalle stelle”, pastorale concentrata dal M° Piglia per assolo di tenore e coro a tre voci. La famosa pastorale di Couperin (organista di Parigi del 1700), adattata per coro a tre voci. “Quem vidistis Pastores” del M° F. Cittadini, per assolo di baritono e coro a quattro voci. “Notte di Natale”, di H. Abend, celebre pastorale per coro a quattro voci. “Astro del Ciel”, o preghiera di Natale, melodia tedesca di fr. Gruber, a tre voci e coro. Solisti i sigg. Michele Audano (tenore), e Beppe Colombaro (baritono). Accompagnava all’armonio Paolo Mola, il giovane nostro organista. Dirigeva il sig. Vittorio Fiora. E’ stato uno spettacolo artistico, piacevole e divertente, il cui successo fu suggellato dai calorosi applausi del pubblico, presente. Alle due Scuole complimenti sinceri e auguri per i nuovi allori.
Il Bollettino e le Notizie. C’è qualcuno, il quale vorrebbe che i bollettini parrocchiali fossero oggidì ancora com’erano tanti anni fa, quando parlavano solo di Messe, benedizioni e funzioni religiose. Oggi invece non è più così. I bollettini si possono considerare quali piccoli giornali locali, perché pubblicano notizie riguardanti anche la vita civile. La popolazione vuole e deve sapere. Tante cose, tanti fatti, che capitano in paese, si vengano proprio a sapere attraverso la pubblicità che ne fa il bollettino. Proprio per le sue notizie varie questo nostro bollettino è atteso, desiderato e letto. Il bollettino informa i cittadini su quanto si fa o si vuol fare per il bene della comunità; e fa conoscere qual è l’opinione pubblica su fatti e problemi che interessano un po’ tutti. Qualcuno non è di questo parere: padronissimo. Allora se il bollettino non gli va a fagiolo, ha da fare una cosa semplicissima: respingerlo; sarà accontentato, non lo riceverà più.
Festa di S. Giorgio. La festa annuale alla Cappella alla cima del monte, accadrà come il solito, il 1° maggio. Quest’anno ci sarà una grande novità. Da mesi gli Alpini di Piossasco stanno lavorando alla costruzione di u Rifugio, che sarà inaugurato nella prossima festa. E’ un caseggiato ad un solo piano e comprende una stanza quadrata e un luogo e largo vano, aperto come un portico verso l’ampio e nuovo piazzale. Il Rifugio sarà intitolato al Tenente Lorenzo Nicola, medaglia d’oro. Abbiamo preso visione di una lettera circolare, nella quale la Sezione Alpini di Piossasco elenca le importanti opere compiute in pochi anni; l’ultima è quella del Rifugio, che costò tanti sacrifici e gravi fatiche, specialmente per il trasporto del materiale necessario. Ne riparleremo dopo la festa. Facciamo intanto notare, che oltre le fatiche, sostenute volontariamente dagli Alpini, ci sono state molte spese. Allora anche noi invitiamo i Piossaschesi a far pervenire generose offerte alla Direzione del Gruppo Alpini. Rettori della festa saranno i due alpini geom. Luigi Boursier e Marcello Giordana. A suo tempo pubblicheremo l’orario e programma della festa, che si prevede di una solennità superiore a quella degli anni passati.

Maggio 1964

Parrocchiani Carissimi, sono convinti che voi avete verso la Madonna SS.ma una sincera e profonda devozione, che vi è stata installata da quei molti altari che abbiamo nella nostra chiesa parrocchiale, dedicati alla Madonna Immacolata, alla Madonna del Rosario, del Suffragio e della Pietà; dalle molte cappelle rurali, sparse nel territorio parrocchiale, intitolate alla Madonna della Neve, dei Fiori, delle Grazie, alla Madonna Assunta, alla Madonna Consolata; specialmente dalla cappella del Marchile, dove ogni giorno si celebra la Messa e si recita il Rosario. Non va dimenticata la Grotta della Madonnina, scavata nella viva roccia dei Castelli, eretta e custodita con la massima cura dai nostri Salesiani. Quante volte nell’anno voi salite alla Madonnina per onorare e pregare la bianca Madonna di Lourdes. Con voi salgano Piossaschesi e forestieri, specialmente nei giorni festivi. Quella cara Madonnina è diventata un centro d’irradiazione di fede e d’amore alla Madonna SS. ma. E’ per questo che con piacere vedo che nella parrocchia è vivissima la devozione alla Vergine Santa. Un’occasione per dimostrarla è la santificazione del Mese di Maria, che da noi è in pieno sviluppo, sia nella chiesa parrocchiale e sia nella cappella del Marchile: ogni sera si offre alla madonna un omaggio collettivo con una funzione Mariana. Questo Mese di Maria, iniziato come il solito con anticipo, il giorno 19 aprile, si chiuderà solennemente Domenica 17 maggio. In questo mese le più zelanti saranno le Figlie di Maria, che la mattina della chiusura faranno la Comunione generale in divisa. Voglia la Madonna SS. ma gradire i nostri omaggi e le nostre preghiere e benedica a tutte le Vostre famiglie e il vostro Vicario.
Festa di S. Giorgio (1° maggio). Anche quest’anno alla Festa di S. Giorgio, in cima al monte omonimo, ci sarà un’importante e interessante novità da vedere. Gli ex alpini del Gruppo di Piossasco, dopo mesi di fatica e di lavoro, hanno terminato di costruire lassù un rifugio alpino, che è dedicato alla memoria della medaglia d’oro Tenente Lorenzo Nicola. L’edificio si presenta bene e sarà inaugurato alla presenza delle maggiori Autorità militari, civili e religiose. La festa si svolgerà in tre successive e distinte funzioni, con il seguente orario:
Ore 10,00: benedizione e inaugurazione del Rifugio Alpino.
Ore 10,30: S. Messa celebrata nell’atrio della Cappella di S. Giorgio.
Ore 11,30: ai piedi della Croce monumentale, ricordo e preghiere peri Caduti alpini e Benedizione delle campagne di Piossasco.
Ore 12,00: rancio alpini e pranzo montano al sacco.
Ore 14,00: bicchierata offerta alla fontana (?) degli Alpini e canto di cori alpini.
Piossaschesi! Salite numerosi per la strada già costruita dai nostri ex alpini, a vedere la loro nuova opera, e a portare anche il vostro contributo di offerte per compiere le spese del materiale adoperato per il Rifugio. Animatevi e sperate: con quanto so è già fatto e con quanto è in programma di fare, anno per anno, il monte S. Giorgio diventerà sempre più attraente, fino a che sarà diventato il Sacro Monte di Piossasco. Rettori della festa sono i sigg. Marcello Giordana, presidente dei Gruppo ex Alpini e il geom. Luigi Boursier.
Scuole ed Aule. Il comune di Piossasco ha tre scuole elementari in tre Frazioni distinte, oltre il capoluogo. Una è quella detta “del Campetto”, che è situata in regione “Martignona”. L’edificio scolastico è di proprietà del Comune; è a due piani: uno serve per aula, e l’altro per alloggio dell’insegnante, che però non oserà mai fermarsi di notte, perché l’edificio è in luogo solitario, lontano dall’abitato. Gli scolari sono attualmente una decina. Gli scolari sono attualmente una decina. Un’altra scuola è alla frazione “Brentatori”. E’ situata al piano terreno in una modesta stanza, che il Comune affitta da un privato. La stanza è quanto mai inadatta a scuola. Anni fa, tutto pareva pronto per la costruzione di un edificio scolastico, che sarebbe costato milioni al Comune. Il progetto invece andò a monte, e fu un bene perché attualmente gli scolari sono tre, diciamo tre. Per cui la scuola probabilmente sarà soppressa, mancando il numero legale di scolari. Se quest’anno la scuola funziona; si deve alle tre famiglie, le quali pagano circa 10 mila lire ciascuna, e il resto è pagato dal Comune, per poter dare un modesto stipendio alla Maestra, che è la sig.na Paschetta. Sono ben la lodare queste tre famiglie, che per favorire l’istruzione dei loro bimbi s’impongono questa spesa. C’è chi si domanda se non potrebbe o il Comune o lo Stato, provvedere perché ogni giorno una macchina porti a scuola al capoluogo questi tre ragazzi e li riportano a casa? La terza scuola è alla frazione “Garola”. Anche questa è situata in una stanza di una casa privata. A Garola forse s’impone la costruzione di un edificio scolastico, perché il numero degli allievi è di circa 25, e si prevede che aumentano con le nuove case in costruzione nella zona. Per facilitare la cosa, l’illustre Contessina, proprietaria di diverse cascine della frazione, ha generosamente già offerto il terreno necessario (mq. 1025). Se a Garola ci fosse già un edificio scolastico, potrebbe servire anche per la scuola serale. Si, perché a Garola funziona una scuola serale, diretta dalla maestra sig.na Paschetta. Il locale è una stanza della casa, ove un tempo abitava il cappellano, e che la nobile Contessina gentilmente concede per la scuola. All’inizio dell’anno scolastico gli iscritti erano circa trenta. Ora i frequentatori sono meno di venti, per diversi comprensibili motivi; ma è, certamente un’iniziativa importante, che va lodata e incoraggiata. Una lode particolare va data alla maestra Paschetta, che con disinteresse e sacrificio e spontaneamente si presta a combattere l’analfabetismo e a favorire l’istruzione, sempre più necessaria. Al capoluogo del Comune, già si sa che mancano le aule necessarie per le scuole elementari e per le medie. Risulta che un progetto definitivo per la soluzione di questo problema è stato elaborato. Ma, data la burocrazia sempre piuttosto lunga, prima che la pratica abbia le dovute approvazioni, si prevede che per il prossimo anno scolastico probabilmente non ci sarà nulla di nuovo. Il progetto preparato porterebbe una spesa di 90 milioni. Come si troveranno? Come si spenderanno? Saranno certamente lavori eccezionali, non solamente di soprelevazione dell’attuale edificio scolastico. Ne riparleremo, perché la popolazione sia edotta.

Luglio 1964

La Parrocchia è cresciuta. Sì, è cresciuta di popolazione. Durante la benedizione delle case ho fatto un po’ di censimento, da cui risulta, che se i parrocchiani di S. Vito negli anni passati erano circa 1.300, ora sono circa 1.500. Qua e là sono sorte case e ville nuove: al Marchile, alla Crosa, alla Cappella, e specialmente nella regione S. Vito col “Villaggio Pineta”. Nei pressi della Stazione sono stati costruiti due grossi palazzi che, dal nome dei loro proprietari, sono chiamati Palazzo Giordana, in via del Molino, e Palazzo Camandone sulla strada provinciale. Quello Giordana consta di sei piani con due scale e due ascensori; è composto di n. 24 alloggi a due o più camere ciascuno, il palazzo Camandone consta di n. 10 alloggi. I nuovi parrocchiani vengono un po’ da tutte le parti d’Italia: dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalle Puglie e dalla Calabria, dalla Toscana e dal Veneto, alcuni vengono semplicemente da paesi del Piemonte. L’immigrazione, dati i momenti, pare che si vadano esaurendo. Però rimane il problema degli alloggi, perché tante famiglie abitano in alloggi miseri, insufficienti, non igienici. Ma per queste famiglie occorrerebbero prezzi più modesti.
Ai Signori Villeggianti, che qui possiedono la loro villa da anni, in altre parole se l’hanno fabbricata di recente, diamo il “Benvenuto” da parte della nostra parrocchia. Il clima, reso salubre dalle magnifiche pinete attorno al monte S. Giorgio; l’amenità del luogo, che offre larghi panorami di montagne e di pianure, rechi a Voi quei vantaggi che giovano al corpo e allo spirito. La cordiale accoglienza della nostra popolazione renda sereno e tranquillo il Vostro soggiorno. Questo è il saluto e l’augurio che ben di cuore Vi rivolgiamo. V’invitiamo a visitare la nostra accogliente artistica Chiesa parrocchiale, e per vostra comodità pubblichiamo gli orari delle sacre funzioni. Ai vecchi e ai nuovi Parrocchiani il cordiale e deferente saluto del Vicario.
Un rifugio sul monte San Giorgio. Il nostro monte S. Giorgio, si può chiamarlo il “Monte delle Meraviglie”. Prima una croce di ferro, monumentale, eretta su un basamento roccioso; poi una strada rotabile che si snoda con numerosi tornanti sui fianchi del monte e s’inerpica fino alla vetta; poi un Rifugio Alpino di materiale prefabbricato in cemento. Queste sono le “meraviglie” compiute lassù per opera degli ex alpini di Piossasco. Quest’anno la festa di san Giorgio, titolare della Cappella in sulla cima, è stata celebrata come il solito, il 1° maggio, ma con una solennità finora mai vista. Circa 120 macchine di piccola e grossa cilindrata sono salite su quella vetta, dove trovarono un ampio parcheggio nel verdeggiante prato, che a poca distanza dalla Cappella declina verso ponente. Il monte brulicava di gente: oltre mille persone. Erano le ore 10 quando il nuovo Rifugio, ornato d’addobbi e bandiere tricolori, fu benedetto dal nostro Vicario. Tagliò il nostro tricolore, che chiudeva l’accesso al Rifugio, la gentile signora Nicola, madre della Medaglia d’oro Tenente Nicola Lorenzo, al qual è intitolato il Rifugio. Fu letta la nobile motivazione della concessione della medaglia d’oro. Tenne il discorso ufficiale il sig. ing. Fanci, presidente dell’A.N.A. torinese. Erano presenti generali, colonnelli e altri ufficiali superiori, ex comandanti di formazioni alpini, rappresentanze di Sezioni ex alpini di diversi paesi e numerosi ex alpini di Piossasco, tutti con il cappello dalla mozza piuma nera. Alle ore 10,30 iniziava la funzione religiosa con la Messa all’altare da campo, presso la porta della Cappella. Celebrava il Vicario, che nel suo discorso rievocò tra l’altro, i lontani secoli, quando sulla cima del monte abitavano i monaci Benedettini, i quali lassù eressero la Cappella con annesso il loro monastero. Una terza funzione si svolse ai piedi della Croce monumentale, con preghiere di suffragio per i Caduti alpini, e con la Benedizione alle campagne di Piossasco. Alle tre funzioni i Cantori di San Vito eseguirono musica polifonica e i Giovani del Coro alpino eseguirono canti di montagna adatti alla circostanza. Alle ore 12, mentre i pellegrini si disponevano a gruppi, attorno al pendio del monte,per consumare il pranzo al sacco, le autorità e rappresentanze erano invitate al pranzo, preparato sotto il portico del nuovo Rifugio e servito dalle signore Giorda, Bianciotto e Germena, mogli di tre ex alpini di Piossasco. Sul muro del Rifugio fu posta una lapide che ripide che ricorda l’eroico tenente Lorenzo Nicola. Accanto alla lapide è stata esposta una pergamena, con i nomi dei trenta ex alpini che, sotto la giuda e l’animazione dell’ideatore Giovanni Giorda, volontariamente prestarono la loro opera per la costruzione del Rifugio. Al buon successo della magnifica giornata s’interessarono vivamente i Rettori della festa sigg. Marcello Giordana e geom. Luigi Boursier. Gli stessi già alcuni giorni prima avevano provvisto che una draga salisse ad allargare le curve e alcuni tratti di strada, in modo che le macchine potessero transitare comodamente. Tra i presenti alla festa abbiamo notato il sig. Angelo Spesso, che gentilmente donò il terreno, sul quale fu eretto il Rifugio; a lui fu rivolto un pubblico ringraziamento. Siamo incaricati di portare anche un pubblico grazie, sebbene in ritardo, al sig. cav. Luciano Savia e alla signorina Delia Brunicardi, i quali a suo tempo concessero gratuitamente che la nuova strada passasse in territorio di loro proprietà. Ora, i nostri Alpini, che non sanno star fermi, già hanno deciso di prestare la loro opera per i restauri alla Cappella. Ne parleremo nel prossimo Bollettino.
Sono in vista le Elezioni. Sono in vista le elezioni comunali, che si dovrebbero fare il giorno otto novembre prossimo. A Piossasco va facendosi strada l’idea di preparare una “Lista Civica”, incolore, vale a dire al di fuori dei partiti politici (di fatti qui non si tratta di politica, ma d’amministrazione). Piossasco ha bisogno di migliorare la sua amministrazione. La lista dovrebbe accogliere persone capaci, competenti, che abbiano dell’iniziativa, disposte ad interessarsi seriamente alla soluzione dei problemi locali, con vedute moderne, in modo da guidare il paese nel suo sviluppo di progresso e d’aggiornamento. In municipio c’è bisogno d’aria democratica che attualmente non c’è. Lo dimostriamo: il grande democratico cristiano on. Moro, che è ora a capo del Governo italiano, alla fine del suo poderoso discorso programmatico, disse: “E ora chiediamo di essere criticati e corretti”. Il Vicario di S. Vito ha tentato di fare qualche “critica e correzione” ai democristiani del Municipio: che cosa n’è successo? Gli anno risposto con un processo ai suoi articoli e con la condanna, votando contro di lui note di biasimo. Non hanno dunque seguito l’esempio dell’on. Moro, e così si sono dimostrati NON democristiani, NEPPURE democratici: perché vorrebbero soffocare la liberta di parola e sopprimere ogni opposizione. Ciò posto, il Vicario ha ragione di reagire, e di augurare al paese un’amministrazione completamente rinnovata e veramente democratica.

Settembre 1964

Parrocchiani Carissimi, il Battistero Nuovo. Causa l’infiltrazione d’acqua, che rovinò gravemente tutti gli stucchi, il battistero della nostra Chiesa parrocchiale era ridotto in pessime condizioni. Da parecchi anni avevo l’intenzione di restaurarlo, e già n’avevo parlato sul bollettino, già avevo ricevuto offerte; ma non trovavo la Ditta, alla quale confidare i lavori; né trovavo il progetto che piacesse. Finalmente è arrivato il momento buono, e il Battistero è stato rifatto a nuovo: quello che prima era stucco, ora è tutto marmo, anche il pavimento. Sono marmi belli e graziosi. E’ nuovo il quadro di S. Giovanni che battezza Gesù; è nuovo il cancelletto, che ne chiude l’entrata. Anche i muri che circondano il Battistero saranno ritoccati con decorazione adatta; in modo che il Battistero sarà l’angolo più bello di tutta la Chiesa. Solo la vasca non è stata cambiata: è la cosa più antica che vi sia nella nostra Chiesa: risale al 1460, quando era qui parroco l’ex benedettino frate Gabriele DE BURIS, di nobile famiglia Piossaschese. E’ ricavata da un blocco di pietra marmorea. Riparleremo del Battistero nel prossimo numero, quando pubblicheremo la fotografia del lavoro compiuto, il quale importa una spesa non indifferente, che si aggira sul milione. Ma ai giorni nostri, con tanti denari che vi sono in giro, non si tarderà a saldare i conti. A questo proposito farò distribuire ad ogni famiglia una busta per raccogliere libere offerte, le quali dovranno testimoniare la nostra riconoscenza a Dio per averci fatti cristiani per mezzo del Santo Battesimo, ricevuto al Battistero. A Dio piacendo, faremo una festa d’inaugurazione del nuovo Battistero, a suo tempo ne sarà dato l’avviso. Questa nuova opera renderà sempre più ricca e attraente la nostra Chiesa, alla quale i Parrocchiani devono accorrere sempre più volentieri. Il Signore voglia gradire questo nuovo lavoro per il decoro della Sua Casa, e benedica largamente il Pastore e il Gregge. Il Vicario.
Il Telefono al Campetto. Dal mese di luglio scorso, la frazione del Campetto ha il telefono pubblico. In paese chi ne ha sentito parlare? La notizia è arrivata attraverso la Radio. Chi si era interessato della cosa fu il sig. Ernesto Geuna, che al Campetto, nell’incantevole sito detto “La Generala” ha costruito una magnifica villa. L’avvenimento meritava una festicciola da abbinare a quella di S. Antero, titolare della Cappella, che si è celebrata domenica 16 luglio. La frazione era addobbata a festa e si svolgeva molti divertimenti campagnoli, per iniziativa specialmente del rettore della festa sig. Eugenio Novarese. La frazione Campetto spera in un avvenire prospero: là c’è l’acqua potabile, c’è la luce elettrica, e adesso c’è anche il telefono pubblico. Quello che finora manca è una strada comoda. Ma anche questa arriverà: se ne interessa la Pro Loco, il sig. Geuna, e a suo tempo anche la nuova amministrazione comunale. La zona del Campetto è ridente come una riviera: deve attivare l’attenzione del Comune e del Turismo.
Ladri in Canonica. Ladri ci sono sempre stati e sempre ce ne saranno, ma in qualità e in quantità come nei giorni nostri, forse non ci furono mai. Ce ne danno una prova i giornali quotidiani, la cui cronaca è in gran parte formata di furti e di rapine. Anche a Piossasco i ladri lavorano di giorno e di notte: di giorno sono zingari, di notte sono altri. Nella notte fra il 6 e il 7 luglio scorso, i ladri hanno visitato il piano terreno della nostra canonica. Entrati da una finestra dell’associazione giovanile, si sono introdotti nell’ufficio parrocchiale, e quindi sono passati nelle sale attigue fino alla cucina. Tutti i cassetti, tutti gli armadi sono stati aperti e messi sottosopra. Evidentemente cercavano denaro, invece che banconote trovarono solo monete spicciole. Asportarono un binocolo, un rasoio elettrico, alcune bottiglie di liquore. Ma il bottino di maggior valore furono due grossi e preziosi volumi, illustrati e intitolati “Storia del Piemonte”. Non appartenevano al Vicario, ma di una famiglia che gentilmente glieli aveva prestato a leggere, se mai avesse potuto trovarvi notizie per la Storia di Piossasco, che il Vicario sta scrivendo. Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri, che stanno ancora indagando e interrogando. I ladri sono certamente di Piossasco, pratici anche delle entrate e delle uscite della canonica. Ad ogni modo, mancia competente a chi riesce a trovare i due volumi della storia del Piemonte! Intanto pigliamo l’occasione per dare un po’ d’allarme contro i ladri, che di quando in quando visitano le Cappelle. Alle Prese hanno rovinato la porta per poterci entrare: hanno asportato le carteglorie e qualche cosa dell’altro, compiendo vandalismo; a S. Valeriano hanno sfondato la porta della sacrestia per penetrare e raccogliere i pochi denari sparsi sul pavimento della Cappella, e poi uscirono dalla porta centrale, lasciandola aperta. Sono veri ladri? Sono piuttosto giovinastri sfaccendati e mal educati. C’è da augurare che qualcuno li sorprenda e dia loro quel che meritano.
Amministrazione e non Politica. Anche a Piossasco è arrivata una lettera circolare, che è stata diffusa in tutta Italia. E’ la voce di un movimento (UNI), sorto a Torino che vorrebbe dare un nuovo e generale indirizzo alle elezioni amministrative nei Comuni. Dice la circolare che questo movimento “ha deliberato di partecipare attivamente alle prossime elezioni amministrative nell’intero territorio dello Stato con Liste Indipendenti, in cui devono confluire in piena libertà di coscienza con la massima autonomia locale tutti coloro che non legati a partiti o frazioni politiche”, intendono non fare della politica, ma della saggia amministrazione, interessandosi vivamente dei problemi locali cercandone la soluzione migliore. Insomma, si tratta di persone capaci, volenterose, d’iniziativa, favorevoli al progresso moderno e al turismo. La circolare termina dicendo d’iniziare l’opera di preparazione in vista delle elezioni amministrative del prossimo autunno, costituendo comitati locali, scegliendo e proponendo candidati. A Piossasco pare che tutto questo lavoro sia già stato iniziato: la popolazione attende e spera!
Che cosa manca a Piossasco. Troppe cose mancano che sono di prima necessità, per questo la vita diventa disagevole.
Manca l’acqua potabile, specialmente nella parte alta di Piossasco in regione S. Vito. Manca nei giorni sia feriali sia festivi. Proprio nella giornata della festa di S. Vito è mancata l’acqua. Fortunatamente le famiglie che conservano i vecchi pozzi. Le spiegazioni di questo grave inconveniente sono ora la rottura di qualche tubo, ora le macchine che non funzionano; ma la verità forse è che non arriva la quantità d’acqua sufficiente per l’accresciuta popolazione.
Manca la luce elettrica. Basta un colpo di tuono o un buffo di vento, perché la luce, forse spaventata, scompaia. Troppe volte sul mezzodì, quando le cuoche stanno preparando il pranzo sul fornello elettrico, o quando state per ascoltare il gazzettino del Piemonte o il Giornale radio, la luce cessa improvvisamente. D’ordinario poi, la luce invece d’essere bianca e viva, è giallognola e smorzata. E per le strade?
Mancano le aule scolastiche. La scuola media, da quando è nata ha sempre funzionato in locali d’emergenza. Due anni fa era già in preparazione un progetto per sopraelevare il palazzo delle scuole: fu trascurato per prepararne un altro che finora non è ancora stato approvato; e così le scuole andranno avanti con le grucce.
Mancano i pubblici Orologi. In verità ci sono, installati sui campanili delle due parrocchie; ma non funzionano. Uno non batte più le ore, ma solo le mezze; l’altro non segna esatto sul quadrante. La popolazione protesta, perché l’orologio del campanile è come il direttore d’orchestra, che dirige tutto il complesso: l’orologio del campanile dirige tutto il paese sia per la vita religiosa sia civile.
Mancano le strade. Passate per via al Convento Vecchio se ne suite capaci: è diventata un rivasso, un luogo di scarico. I mucchi di scarico, chi li deve spianare? Dire che è una vergogna è dire troppo poco. Pensare che questa Via unisce la frazione maggiore, qual è quella del Marchile, alla Chiesa parrocchiale. Un’altra via dimenticata è la via Montegrappa, che conduce alla Pineta a S. Valeriano e a SD. Giorgio. Ma chi vede mai un cantoniere a darle una “aggiustatine”, specialmente dopo i temporali?
A chi tocca rimediare a tutti questi inconveniente?… Il popolo di Piossasco com’è mal servito!… fino a quando?…
La Pro loco riprende quota. C’era in Piossasco chi la voleva far morire e chi la considerava morta; invece la Pro Loco sta riprendendo quota, e sarà più viva di prima. In una riunione tenuta nel luglio scorso, è stato deciso un vibrante rilascio di quest’Associazione turistica Piossaschese. E’ stato formato il nuovo Consiglio direttivo, che ha distribuito le cariche nel seguente modo: Presidente il sig. geom. Luigi Boursier; Vice presidente il sig. Ernesto Geuna; cassiere il sig. Albino Colombaro; segretario il rev. Vicario don Giuseppe Fornelli. Subito n’è stata data comunicazione alla Direzione dell’Ente provinciale del Turismo (EPT), la quale bene augurando ne ha preso nota, invitando il Nuovo Consiglio a procedere alla programmazione delle manifestazioni e dei lavori che intende svolgere a bene del paese. Negli anni passati, qualche opera anche importante la Pro Loco ha compiuto in Piossasco, e molto di più avrebbe fatto se non avesse incontrato ingiuste opposizioni in Municipio; ma se, come si spera, le cose cambieranno e vi sarà collaborazione tra la Pro Loco e l’Autorità Comunale, vedremo il paese camminare per la via del progresso.

Novembre 1964

Battistero. Il nuovo Battistero ha subito una battuta d’arresto, perché le ditte hanno troppo lavori in corso, ma è pressoché terminato. Il quadro di S. Giovanni Battista che battezza Gesù (quadro caratteristico e di stile nei battisteri) è già al suo posto. Anche a posto è già il semplice e grazioso cancello che racchiude il vano del battistero. A tutto l’insieme darà risalto la decorazione appropriata, che sarà eseguita quanto prima. Intanto la spesa preventiva è già stata sorpassata; ma credo che sia già anche aumentata e infervorata la generosità dei Parrocchiani, soddisfatti della bella riuscita del lavoro.
Note Musicali. Sotto l’egida della Pro Piossasco (Pro Loco), è stato organizzato un concerto lirico vocale che si è svolto domenica 20 settembre nel salone dell’Asilo S. Vito. Il Presidente della Pro Loco ha porto il saluto al pubblico e ai cantanti; la soprano Susanna Ghione, la mezzo soprano Maria Bechis, il tenore Gianni Agnelli e il baritono Umberto Guerrieri, sotto la direzione del maestro Eros Cassardo, che sedeva al pianoforte, hanno dato vita al concerto, riuscito magnificamente. Furono eseguiti pezzi dalle opere di Verdi, Rossini, Donizetti, Mascagni, Puccini, Cilea. Assoli e duetti e un quartetto. I cantori riscossero calorosi e lunghi applausi. La prima idea del Concerto era partita dalla sig.ra Bechis (mezzosoprano) residente in Piossasco al Villaggio Pineta. Volle che il provento andasse ad opere do beneficenza. Così fu fatto.
Serata di cori alpini. Nello stesso salone dell’Asilo S. Vito, la domenica seguente, 27 settembre, risuonò musica d’altra natura e d’alto livello, ma ben accetta al pubblico che gremiva il salone. Il trattenimento s’intitolava: “Serata di cori Alpini” eseguiti dal coro “La Baita” di Piossasco San Vito. I giovani coristi, preparati dal maestro Paolo Mola, hanno cantato sotto la sua direzione una dozzina di cori alpini, presentati dalla gentile signorina Giovanna Mola. Nell’intervallo fu proiettato un documentario di montagna. Ai cantanti, che indossavano la nuova divisa (maglione rosso), il pubblico ha espresso la sua simpatia con scroscianti applausi. Il coro alpino “La Baita” ha già preso parte, fuori paese, a serate ed esibizioni con altre corali, riportando lusinghieri successi, ad onore anche di Piossasco. Con le felicitazioni esprimiamo pure l’augurio di nuovi allori.
Festa degli Alpini. Domenica 4 ottobre scorso il Gruppo ex Alpini di Piossasco celebrò la sua festa annuale. Nell’occasione fu inaugurato il nuovo gagliardetto, in sostituzione del vecchio e ormai logoro gagliardetto, inaugurato circa 30 anni fa, alla fondazione del Gruppo. Il nuovo gagliardetto fu benedetto alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di S. Vito dal Vicario, il quale pronunciò brevi parole di circostanza ricordando l’antichità dell’uso delle bandiere. Sul nuovo gagliardetto egli notava due parole: “Pace e Bene”, sebbene scritte in modo invisibile. “Pace”, perché gli ex alpini pensando ai disagi delle guerre, a cui hanno partecipato e forse vi furono feriti, sono necessariamente contro tutte le guerre; “Bene” perché gli ex alpini sono per le opere di bene. Basta guardare alla cima del Monte San Giorgio, dove le loro opere ne sono una testimonianza. La strada che porta al monte S. Giorgio comincia con la strada del Trucco, opera del geom. Luigi Boursier, che è un ex alpino; il tronco di strada che porta alla vetta fu disegnata dal geom. Valter Cruto, ex alpino, fondatore del Gruppo di Piossasco; il Rifugio alpino, inaugurato nel maggio scorso, fu compiuto con la volenterosa e gratuita opera di ex alpini. Nel prossimo futuro altri importanti lavori verranno eseguiti da questo attivo Gruppo ex alpini, che ben merita il riconoscimento da parte del paese. Del nuovo gagliardetto erano padrini i giovani coniugi Bruno Bormida e Giuseppina Ragno, nipoti del Presidente del Gruppo sig. Marcello Giordana. Accanto al gagliardetto facevano onore i gagliardetti di Cumiana e di Trana, portati dai rispetti capo Gruppi Moratto e Rosso. Alla cerimonia seguì la Messa, durante la quale cantò con la sua solita delicatezza l’ex alpino Michele Audano. Infine la cantoria della parrocchia eseguì dalla Messa del M° Mondo, le esequie per gli alpini defunti. Quindi gli ex alpini salirono al ristorante del Nove Merli, dove fu loro servito non un rancio, ma un signorile pranzo. Erano sessantacinque i commensali. Se mancava l’Autorità civile comunale, era però presente l’autorità ecclesiastica nella persona del Vicario. Accanto al presidente sig. Marcello Giordana sedeva il sig. avv. Operti, ex ufficiale degli alpini, rappresentante della sezione di Torino, il quale ha una speciale simpatia per gli alpini di Piossasco: non manca mai alle loro feste e come il solito tenne un caloroso discorso che riscosse applausi altrettanto calorosi. Parlò anche il geom. Luigi Boursier, che ormai è riconosciuto quale oratore ufficiale delle manifestazioni e feste del Gruppo. Della giornata così ben riuscita, va dato giusto merito al mutilato alpino Giovanni Giorda, che ne fu attivo e intelligente organizzatore e animatore.
Ristorante NOVE MERLI. Si sono compiuti cinque anni dall’inaugurazione e apertura del Ristorante Nove Merli nel castello feudale. Qualcuno gli aveva sentenziato una vita breve; invece la sua vita ha registrato continui successi e reali progressi. Nel 1959 la notizia del nuovo Ristorante si diffuse rapidamente in Piemonte, ne varcò i confini e si sparse per l’Italia e fu conosciuto anche all’estero. Cominciò un crescente afflusso d’avventori: qui giunsero comitive da Torino, da Milano, da Genova, da Bologna… qui numerosi dipendenti delle più rinomate ditte e società; qui personaggi eminenti della politica (ministri, deputati, senatori…), dell’economia (dirigenti della FIAT) e del turismo. Qui personalità civili ed ecclesiastiche e militari, regnanti e capi di stato. Tutti entusiasti della magnifica posizione del Ristorante, dell’incantevole panorama. Tutti attirati dalle bellezze naturali, ma anche dal servizio signorile e inappuntabile, dalla squisita cucina, dai ricercati antipasti e dai piatti più gustosi. Per questo nei giorni festivi come nei giorni feriali qui vengono ordinati e allestiti grandiosi pranzi e ricevimenti nuziali. E’ il Ristorante dei Nove Merli che diede il primo e forte impulso al turismo in Piossasco e allo sviluppo residenziale della zona. Il principale artefice di quest’importante opera è il sig. cav. Luciano Savia, uomo piccolo, dinamico, intelligente e di una rara signorilità e cortesia. Ultimamente egli è stato promosso “Maitre Rotisseue” della Confraternita “Chaine des Rotisseuras”, fondata da S. Luigi Re di Francia nel 1248 e che è la più importante Confraternita del mondo. Al gentilissimo sig. cav. Savia esprimiamo la riconoscenza del paese e al ristorante auspichiamo lunga e prospera vita.
Elezioni Amministrative Comunali. Da queste elezioni sovente dipende l’avvenire del paese. E’ dunque un avvenimento importante. A Piossasco ci dovevano essere in lizza quattro liste: quella dello scudo crociato, quella dei comunisti, quella dei socialisti e quella Civica degli indipendenti. Ma quest’ultima ha fatto naufragio, perché presentata in Municipio all’ultimo momento, fu trovata mancante di determinati documenti, perciò non fu accettata. Fra la prima e la quarta si prospettava un’accanita battaglia, dal cui esito si poteva sapere quale dei due capi sia il più forte. Ora la battaglia non ci sarà più, e la prima Lista è sicura di raggiungere la maggioranza. Accesa invece sarà la contesa fra la seconda e la terza lista, allo scopo di arrivare almeno in minoranza al municipio. Gli elettori che già si erano orientati verso la quarta lista, ora come voteranno? Molti certamente metteranno nell’urna scheda bianca e quindi nulla o non andranno a votare, e alcuni voteranno socialismo. Comunque sia, con la scomparsa del battagliero capo della lista Civica, il mare di Piossasco, da tempo assai agitato, si farà tranquillo, e s e gli amministratori vecchi e nuovi sentiranno la loro responsabilità davanti ai molti e gravi problemi e cercheranno di risolverli al più presto per il pubblico bene, il Paese potrà esserne soddisfatto e pigliar fiducia di muoversi per la via del progresso. Tutti auspicano che la nuova Amministrazione possa iniziare e compiere i suoi lavori in pieno accordo con le Autorità ecclesiastiche, con la Pro Loco, con la Sportiva, con il Gruppo ex alpini. L’unione fa la forza.

Gennaio 1965

Parrocchiani Carissimi, BUON ANNO! L’anno 1964 sta per spegnersi, e spunta l’alba del 1965; uno muore e l’altro nasce, come avviene nel mondo umano, che uno entra e l’altro esce, continuamente. Due anni s’incontrano. Noi siamo come alla cima di due versanti. Bisogna sostare, fermarsi a contemplare e riflettere. Per l’anno che finisce cantiamo il “Te Deum” per ringraziare Dio dei benefici che ci ha elargito, fra i quali il più prezioso è la vita. Siamo ancora vivi, mentre altri sono caduti sulla nostra stessa via per non rialzarsi più. Ancora per l’anno che è passato recitiamo il “Miserere”, percuotiamoci il petto ripetendo: “Signore, abbi pietà di me che sono un povero peccatore”. Guardando all’altro versante, per l’anno nuovo cantiamo il “Veni Creator” perché la luce divina c’irradi il sentiero, e l’Angelo del Signore ci liberi dalle insidie del nemico, e ci custodisca nel compiere il bene. L’anno nuovo, più di quelli passati, sarà ripieno d’opere buone; più che mai vorremo raccogliere frutti di vita eterna. Ogni anno che viene porta con sé date e ricordi felici e tristi, come un mazzo di fiori con rose e spine. Il 1965 porta a me il cinquantenario di Messa: mi dice che sono invecchiato, e questo non è lieto; ma mi ricorda il giorno più bello di mia vita, la mia consacrazione sacerdotale, avvenuta nel 1915. I cannoni della prima guerra mondiale 1915-1918 avevano appena sparati i loro primi colpi, quando io e sedici compagni, nella mistica penombra della cappella delle Suore del Cenacolo in Torino venivamo consacrati sacerdoti dal Cardinale Agostino Richelmj. Le prime nostre cure furono per i soldati negli ospedali territoriali e da campo. Erano momenti difficili che durarono alcuni anni; poi siamo ritornati al ministero pastorale nel quale stiamo tuttora lavorando. A ricordo di questa data 1915 – 1965 lascieremo nella nostra chiesa parrocchiale il nuovo Battistero. Se ho ricordato questa data è soprattutto per invocare le Vostre preghiere. Le energie diminuiscono sotto il peso degli anni: c’è più che mai bisogno dell’aiuto di Dio. Parrocchiani carissimi, anche per voi questo nuovo anno porterà l’anniversario e il ricordo di date importanti, incise sul cammino di nostra vita. Auguro di tutto cuore e prego che le possiate celebrare felicemente nella pace e nel caldo affetto di vostra famiglia. BUON ANNO!… vostro aff. mo Vicario.
Note Musicali. Questo bollettino è ormai solito pubblicare ogni volta l’attività delle nostre scuole di canto, le quali ora si stanno preparando per una serata natalizia (domenica 3 gennaio 1965) di canti pastorali. Così avevano già fatto l’anno scorso. Questa volta dobbiamo registrare la Festa di S. Cecilia, celebrata in parrocchia domenica 29 novembre scorso. Al mattino le due scuole eseguirono la Messa “Mater Dei” del maestro Campodonico a tre voci miste. E’ il loro cavallo di battaglia: la Messa diventa sempre più bella e piacevole man mano che la ripetono con più cura e disinvoltura. Nel pomeriggio, alla Benedizione eseguirono un classico mottetto a quattro voci dispari: “Cantantibus organis” e un “Tantum Ergo” a tre voci miste e in fine la melodica e grandiosa lode a S. Cecilia: “Diva del Canto”. Dirigeva le esecuzioni il sig. Vittorio Fiora, sedeva all’organo il giovane Paolo Mola. La festa si è conclusa in canonica con generoso ricevimento o rinfresco, offerto dal Vicario, fra brindisi gioiosi e auguri sinceri per la vitalità delle due scuole, alla conquista di nuovi allori.
Asilo San Vito. Il Consiglio d’amministrazione si è radunato al completo, domenica 6 dicembre scorso, per discutere e firmare i bilanci. Il Presidente ha presentato il nuovo Segretario nella persona del giovane ragioniere Bruno Spesso. Gli amministratori, esaminando i bilanci, hanno rilevato che il numero dei Soci Azionisti è molto ridotto, troppo ridotto. Di regola le famiglie pagano una o più azioni mentre hanno i bambini che frequentano l’asilo e poi non più. Così privano l’Asilo di quell’aiuto finanziario che servirebbe per le necessarie migliorie. Ogni azione è di sole lire 200, cifra assai modesta, accessibile a tutte le borse. Gli amministratori hanno in mente di organizzare nella parrocchia in quest’anno 1965, un Giornata pro Asilo, per raccogliere azioni e offerte. Durante l’anno, per ordine superiore, facciamo in parrocchia diverse Giornate per diverse opere buone della Diocesi, d’Italia, del mondo: non è forse bene interessarci delle nostre Opere benefiche, fra le quali c’è l’Asilo? In questi anni, gli amministratori passavano di casa in casa per questuare legna per il riscaldamento invernale; ora non più, perché il riscaldamento si fa a nafta. Allora i parrocchiani sono invitati a dare invece della legna, una generosa offerta in denaro. “Quello che farete per questi piccoli, è come se lo faceste a me”. Così disse il Signore Gesù, che tanto amava i piccoli.
Il nuovo Battistero. Gli mancava solo più la decorazione alle pareti che lo circondano. A primavera sarà completamente ultimato, e ne faremo l’inaugurazione solenne, possibilmente con l’intervento di un Vescovo, che lo benedica. A suo tempo sarà data la notizia ufficiale. La spesa del Battistero? Sarà di un milione. Le offerte da tempo raccolte sono già arrivate alla cifra di trecento mila lire. Ne diamo qui un resoconto, che ammonta a lire 54.500, di persone che fecero la loro oblazione per la nascita di bimbi oppure di matrimoni, ma soprattutto di gente semplice e umile. Il quadro di S. Giovanni Battista che battezza Gesù, del valore di 50.000 mila lire, è stato pagato dalla fanciulla Laura Fiora in occasione della nascita del fratellino Alberto. Un vivo e sincero ringraziamento a tutti. Nel prossimo bollettino sarà inviata a tutte le famiglie, una busta, dentro la quale ogni famiglia includerà la sua offerta. Le buste saranno ritirate dal Vicario, passando a benedire le case.
Festa della Cappella del Marchile. La cappella è dedicata alla Madonna Immacolata. Ne fu celebrata la festa annuale domenica 13 dicembre, perché il giorno 8 dicembre la festa dell’Immacolata fu celebrata nella chiesa parrocchiale. Due Messe il mattino, una letta e l’altra cantata; Rosario, predica e Benedizione nel pomeriggio. Ha predicato e funzionato il rev.do don Dotta cappellano della clinica di Villa Serena. Le due rettrici sigg.re Eugenia Dolza e Tina Bruno, che un anno fa avevano assunto l’incarico della pulizia e dei fiori alla cappella e dell’altare, terminavano il loro incarico di lavoro. Vollero lasciare dei ricordi del loro Rettorato: un conopeo al tabernacolo; una sopratovaglia ricamata all’altare e un prezioso camice per la Messa. Il Vicario le ha ringraziate pubblicamente in nome di tutti quelli che frequentano la cappella, invocando su di loro le benedizioni della Madonna. A supplire nel religioso incarico sono state nominate le signore Jolanda Marchisio e la maestra Vanda Picchetto Lovera, alle quali porgiamo auguri di buon lavoro.
Una Festa (Matrimonio) al Castello. Nel recinto del Castello, all’ombra di grosse piante secolari, sta la cappella dedicata a S. Pietro apostolo. In detta cappella erano stati sepolti gli ultimi discendenti dei Conti di Piossasco, che poi furono trasportati nel sepolcro gentilizio nella chiesa nostra parrocchiale. Nella cappella di S. Pietro chissà quali feste, quali solenni funzioni religiose avranno avuto luogo durante i secoli, viventi i Conti. In questi ultimi anni per lo zelo e la religiosità dell’attuale Castellano, si sono celebrate e godute parecchie feste intime. Prime Comunioni, venticinquenni, matrimoni. Il 29 ottobre scorso, è stato celebrato il matrimonio del capo inservienti del vicino ristorante dei Nove Merli, sig. Mario Pirra, che impalmava la sig.na Maria Teresa Fornatto di Giovanni. Lui nato a Novello d’Alba e lei piossaschese di via Palestro. La cappella era infiorata e addobbata il meglio possibile. Officiava il Vicario che indossava una preziosa e antica pianeta con sopra lo stemma dei conti di Piossasco. Un eletto gruppo di parenti e amici facevano corona ai due gentili sposi, che furono anche onorati dalla presenza del Direttore e del Prefetto della nostra Casa Salesiana. E’ stata una funzione più intima, più raccolta, più indimenticabile che se fosse stata fatta altrove. Il castellano cav. Luciano Savia, con squisito senso di riguardo verso il suo cameriere, offrì ai presenti un signorile pranzo, evidentemente al “Ristorante Nove Merli”. Il rev. mo don Magnetti dei Giuseppini di Torino, che fu maestro del papà della sposa, avrebbe voluto celebrare la Messa degli sposi, ma gravi impegni lo trattenevano a Roma; di là ottenne e invitò la benedizione del Santo Padre agli sposi. La lieta festa ha rinnovato al Castello un avvenimento che forse da secoli non si verificava più, e che perciò meritava di essere sottolineato e registrato in questo bollettino per l’archivio parrocchiale.

Marzo 1965

Nuovo Battistero. Le offerte pro Battistero sono già molte di numero, ma piccole come cifra. Continuate a dare e generosamente, affinché la spesa sia presto saldata. La benedizione ed inaugurazione del nuovo Battistero si farà alla fine di maggio prossimo, ne comunicherò la notizia precisa a suo tempo. Avanti dunque con buona v volontà, per dare sempre più gloria a Dio sia con la Liturgia e sia con opere sacre. Il Signore benedica il pastore e il gregge. Vostro Vicario.
Feste Religiose.
Mese di marzo: all’inizio del mese ci sarà l’attuale festa della Madonna delle Grazie alla cappella del Prarosto. La festa si celebra sempre all’ultimo giorno di carnevale, che quest’anno cade martedì 2 marzo. La Messa sarà alle ore nove.
Mesi d’Aprile: il giorno 19, lunedì di Pasqua, sarà celebrata la festa di S. Valeriano alla Cappella del Santo eretta sul trucco roccioso, vicino alla pineta. La Messa sarà officiata alle ore 10.
Mese di Maggio: il 1° maggio, come il solito, si svolgerà la festa di S. Giorgio in cima al monte. E’ giorno di festa per i lavoratori, per gli ex alpini, che lassù hanno già costruito doversi monumenti della loro gagliarda attività. E’ la festa per tutti i Piossaschesi, che in S. Giorgio venerano un protettore del paese. Messa alle ore 10,30.
Note Musicali. Le nostre due scuole di canto, domenica sera 3 gennaio, hanno eseguito il concerto vocale, che era stato preannunciato. Era una sera di beneficenza pro asilo S. Vito; ma era pure una serata a Gesù Bambino. Il concerto si componeva di due parti, contenenti ciascuna cinque canti o laudi pastorali natalizie, a cori di tre o quattro voci miste, con duetti e assoli. Molti gli applausi e le espressioni di simpatia. Applausi speciali furono per il duetto cantato da marito e moglie (Michele Audano e Olga). Ne fu chiesto il bis. Dopo papà e mamma cantò la loro bimba Maria Grazia, di otto anni, che eseguì una laude a Gesù Bambino e una canzone all’albero di Natale. Ai due già noti solisti Audano, tenore e Colombaro, basso, si aggiunge il baritono Marini Pautasso che debuttò per la prima volta con buon esito. Dirigeva il concerto il sig. Vittorio Fiora e accompagnava all’armonium il giovane Paolo Mola. Fra la prima e la seconda parte del concerto, anche il gruppo dei cori alpini volle rendere omaggio a Gesù Bambino, con esecuzioni intonate alla circostanza riscotendo come sempre, vivissimi applausi. Ora le scuole stanno preparando il programma musicale per il 1965.
Perché il Popolo sappia.
Incendi boschivi. L’ispettorato delle Foreste di Torino, tramite il Comando della stazione di Giaveno ci ha fatto pervenire una circolare riguardante gli incendi boschivi, con le relative raccomandazioni e richiami da far presente ai parrocchiani. Gli incendi nei boschi in gran parte sono dovuti a negligenza delle persone che frequentano i baschi. Sappia pertanto la popolazione che:
L’accensione dei fuochi all’aperto, è vietata entro il perimetro dei boschi, dai quali si deve stare ad una distanza di almeno cinquanta metri, e che non spiri il vento.
Nei mesi di luglio, agosto e settembre è vietato fumare nei boschi.
Chiunque in occasione d’incendio nei boschi, rifiuta il proprio aiuto al funzionario che dirige le operazioni di spegnimento, è punito in base al Codice Penale con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a lire 24 mila.
Lasciamo altre disposizioni già note, e concludiamo col ricordare che le infrazioni alle disposizioni date, sono punite con gravi ammende. Piossaschesi, all’erta dunque, affinché siano conservate e difese le nostre belle pinete!
Consiglio Comunale. Nel novembre scorso si sono fatte le elezioni comunali, e molti di Piossasco non conosciamo affatto i nomi dei Consiglieri eletti. Questi Consiglieri si sono poi adunati per eleggere il Sindaco e nominare gli Assessori, che formano la Giunta Comunale. Crediamo fare coda gradita ai Piossaschesi, pubblicandone i nomi e le cariche. I Consiglieri di maggioranza sono: Giuseppe Andreis, Michele cav. Elia, Mario dott. Gazzolo, Angelo Bonetto, Carolina Picchetto in Lovera, Claudio geom Mirra, Luigi dott. Ravetto, Pietro Bertinetto, Silvio ing. Tasca, Renzo rag. Scianca, Giuseppe Racca, Pierino Ghidetti, Alessandro Pautasso, Severino cav. Trucco, Antonio Lovato, Giuseppe Ruma. I quattro Consiglieri di minoranza sono: Vera Pagella, Felice Picco, Alessandro Montaldo, Annibale cav. Mondino. Alla carica di Sindaco è stato rieletto il sig. Giuseppe Andreis. Gli Assessori sono: Angelo Bonetto, incaricato della viabilità; Carolina Picchetto, incaricata del settore scuola; Mario dott. Gazzolo, farmacista addetto all’organizzazione interna; il geom. Mirra, addetto ai lavorio pubblici; Alessandro Pautasso, incaricato dell’acquedotto; Antonio Lovato incaricato del problema gioventù. Il Consiglio si è messo in funzione; quindi non resta che augurare buon lavoro!
Campo Sportivo. E’ sorta a Piossasco un’alba sportiva, che fa ben sperare per l’avvenire. Già altre volte era qui nata l’Unione Sportiva, specialmente per l’interessamento del cav. uff. Riccardo Manzone; e non ebbe fortuna. La sua fu una vita breve. Ora è di nuovo risorta; c’è fiducia che questa volta vivrà. N’è garanzia la buona volontà e capacità da parte della nuova presidenza; la collaborazione della Pro Loco e soprattutto il promesso interessamento da parte dell’Amministrazione Comunale. Domenica 3 gennaio, nel pomeriggio, venne benedetto e inaugurato il nuovo campo, che non è più a diversi chilometri dal paese, ma nel centro, in via del Molino, nel prato del sig. Marcello Giordana. Il campo sarà più comodo per i giocatori e anche per i Piossaschesi che desiderano assistere le partite. Un grande manifesto murale n’aveva dato avviso alla popolazione, richiamando l’attenzione sull’importanza dell’avvenimento. La quale fu data dall’autorità comunale, poiché alla benedizione del campo, impartita dal Vicario di S. Vito, erano presenti il vice Sindaco sig. Angelo Bonetto con tutta la Giunta e alcuni consiglieri. Il Presidente della Pro Loco, che intanto aveva distribuito medaglie ai calciatori vittoriosi in passate gare, lesse un discorso di circostanza. Volle sottolineare la generosità del sig. Marcello Giordana, l’appoggio morale e materiale già data e promesso per l’avvenire da parte della giunta comunale. Ha ricamato lo zelo del presidente sig. rag. Carlo Uccelli, del direttore sportivo sig. Renato Lanza e di tutti i dirigenti per la riorganizzazione dell’Unione Sportiva; e, rivolgendosi ai giovani calciatori ha così concluso: “Auguro che ovunque siate chiamati a cimentarvi, possa sempre arridervi la vittoria, ma soprattutto possiate in ogni competizione tenere alto il nome del nostro bel paese, il nome di Piossasco”.
Compagnia Des Rotisseurs. Qualche mese fa su questo bollettino si è parlato della Compagnia des Rotisseurs, mentre si comunicava la notizia che il cav. Luciano Savia era stato nominato Maitre Rotisseur. Nell’articolo si diceva che la detta Compagnia è tra le più antiche e le più estese nel mondo. La celebrità di questa Compagnia risulta anche dalla solennità con la quale ogni anno celebre la sua festa sociale. In Italia la festa fu celebrata a Milano il 6 dicembre scorso con straordinaria grandiosità: la funzione si è svolta nella chiesa di S. Ambrogio. Officiava il Vescovo Ausiliare di Milano. Il “Corriere della Serra” comunicando la notizia annunciava che si fece l’accettazione di nuovi Confratelli, consegnando loro le insegne e il nome di Cavalieri. Ecco quanto pubblicava il giornale milanese: “Da Francia, Svizzera, Germania, Inghilterra e persino da New York giunsero a Milano i soci della Confrerie de la Chiane des Rotisseurs, una delle più antiche istituzioni internazionali. Con pittoresche cerimonie, che richiamano anche per i variopinti costumi quelle del Medio Evo si svolse oggi alle 17 nella Sala della Bella del Castello Sforzesco l’investitura di cinquanta cavalieri, rappresentanti del campo militare, politico e civile”. Molti di costoro nel corrente anno faranno certamente una visita al castello di Piossasco, per rivedere al Ristorante dei Nove Merli, il loro Maitre, il quale con le sue amicizie internazionali favorisce l’afflusso dei forestieri a Piossasco.

A ricordo
dei 50 anni di Messa
del Can. don Giuseppe FORNELLI
Priore e Vicario Foraneo di S. Vito
Piossasco

Cinquant’anni di Messa.
Parrocchiani di San Vito – Piossasco.
Il vostro rev. sig. Vicario compie quest’anno 50 anni di Messa, essendo stato consacrato Sacerdote nel 1915. Si tratta di Nozze d’Oro sacerdotali. La ricorrenza merita di essere celebrata solennemente. Si è formato un “Comitato Parrocchiale” che ha già inviato ad ogni famiglia una circolare nella quale si comunica, notizia della Festa Giubilare e se n’espone il programma. La circostanza v’invita e vi favorisce a pensare e a riflettere chi è il Sacerdote. E’ stato detto e scritto che egli è un “altro Gesù Cristo” – Alter Chistus – impersonifica Gesù Cristo in mezzo agli uomini; e come Gesù Cristo possa nel mondo facendo del bene a tutti. Un Santo dichiarò che se per la strada incontrasse un Sacerdote e un Angelo, prima si inchinerebbe a salutare il Sacerdote e poi l’Angelo, per la grande dignità, di cui è insignito il Sacerdote, creato dal Sacramento dell’Ordine “Ministero dell’Altissimo”. Divini sono i suoi poteri: di fatti egli compie cose così grandi quali non possono fare gli Angeli e neppure la Madonna SS. Egli consacra il pane e il vino nella S. Messa; egli perdona i peccati nel sacramento della Confessione; come il Divino Maestro egli predica la verità e illumina le genti: “Egli è la luce del mondo – Vos estis lux mundi”. Eccolo all’altare per celebrare Messa e funzioni sacre: ha salito dei gradini, è più in alto che i fedeli, è fra il popolo e Dio; scelto e prescelto di mezzo al popolo,ne è diventato l’intermediario. Prende dal popolo preghiere e suppliche, sacrifici e sofferenze e le offerte a Dio. Prende da Dio benedizioni e grazie e le sparge sul popolo. E’ il personaggio più meraviglioso del mondo. E’ il più amato e il più odiato. Si avvera in lui quello che predisse Gesù Cristo “Come hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”.
Parrocchiani di San Vito, considerate che il vostro Vicario è tutto questo, perciò fate bene a dimostrargli stima e a fargli onore. Ma c’è di più: dei suoi 50 anni di Messa, ben trentaquattro li ha spesi per voi con l’incarico di Priore e Vicario di questa Parrocchia. Non invano è vissuto tanti anni in mezzo a voi. La sua attività, dal giorno del suo ingresso, della sua venuta qui, segnò un crescendo d’opere e gloria e onore della Parrocchia. L’ultima sua opera a decoro della Chiesa parrocchiale è il nuovo Battistero, che sarà benedetto e inaugurato nel giorno della festa Giubilare, da un eccellentissimo Vescovo. Pertanto la Festa deve essere contrassegnata da un vostro caldo spirito di sentita riconoscenza. Unite le vostre voci quella del Vicario per cantare il Te Deum del ringraziamento a Dio, che gli ha concessi 50 anni di Messa e 75 di Vita. Pregate perché egli possa arrivare a celebrare le Nozze sacerdotali di Diamante – 60 anni di Messa -. Pregate perché il Signore gli conservi le energie necessarie per continuare ad essere un Pastore zelante che sa difendere la Fede cristiana, e anche la libertà e la democrazia, per il bene religioso e civile di Piossasco.
CENNI BIOGRAFICI. Ultimo della famiglia, nasceva 75 anni fa a Cafasse Torinese, da Matteo Fornelli e da Maria Mecca Alejna, oriundi da Monasterolo di Lanzo. Compì le scuole elementari presso il Papà, che per molti anni fu Maestro nel Comune di Monasterolo. Fu proprio a Monasterolo che al ragazzo Giuseppe Fornelli “il figlio del Maestro” spuntò la vocazione sacerdotale. Tutte le mattine in qualunque stagione e per qualsiasi tempo, egli si recava in chiesa a servire la Messa, mentre il papà cantava nel coro. Così si meritò la Vocazione, che sbocciò viva e forte sotto l’impressione delle prediche di valenti Predicatori, che attorno al 1900, a Monasterolo tennero le Missioni al popolo. Il ragazzo aveva raggiunto i 12 anni: era necessario iniziare gli studi ginnasiali. Si bussò alla porta dei salesiani a Valdocco; ma la retta mensile, sebbene non alta, era superiore alle forze della famiglia del Maestro. Si bussò allora alla porta del Cottolengo, dove nella famiglia dei Tommasini fu trovato un posto a dieci lire il mese. Quivi, nell’ottobre del 1902, entrava per compiere cinque anni di ginnasio. La ferrea volontà di riuscire Sacerdote gli fece superare ogni difficoltà e lo sosteneva nello studio, tanto tenere sempre i primi posti in classifica. Nel 1907, in settembre, a Cafasse nella sua parrocchia natia vestiva l’abito chiericale, ed entrava nel Seminario di Chieri per gli studi liceali e filosofici, che durerà tre anni. Terminati ottimamente gli anni di liceo e filosofia, il chierico Giuseppe Fornelli passò al Seminario Metropolitano di Torino, per i cinque anni di Teologia. Ma tre anni li trascorse nel Seminario di Giaveno (1912 - 1913 – 1914), ove fu mandato quale Assistente dei Giovani studenti. Fra i quali conobbe e assistette colui che è poi diventato l’egregio e stimato Medico e Ufficiale sanitario a Piossasco: vogliamo dire il Comm. Alfano dott. Francesco. I due si ritrovarono a Piossasco, uno Medico e l’altro Vicario di S. Vito, conservando sempre cordialissima amicizia. Nel 1915 il chierico Giuseppe Fornelli è rientrato nel Seminario di Torino per prepararsi allo studio della Messa e all’ordinazione Sacerdotale, che avvenne nella Cappella dell’Istituto delle Suore del Cenacolo di Corso Vittorio Emanuele il mattino del 29 maggio. Un’insolita trepidazione agitava l’anima di quei novelli Sacerdoti: da pochi giorni era scoppiata la guerra mondiale, che durò dal 1915 al 1918. Sulle frontiere tuonava il cannone, quando alcuni dei novelli sacerdoti già partivano per la missione di Cappellani militari. Don Giuseppe Fornelli nell’attesa di essere richiamato al servizio militare, cominciava a servire Dio quale suo Ministro, svolgendo per alcuni mesi la sua opera pastorale, quasi vicecurato a Fidano Torinese, poco distante da Cafasse, coadiuvando uno zelante e vecchio Vicario. Ma nel novembre di quel 1915 dovette deporre la talare per vestire la divisa del soldato. Vestì dapprima la famosa “Pinota” e poi il grigio verde. Per debolezza di costituzione non fu mandato al fronte, ma fu assegnato al servizio dei militari malati negli Ospedali territoriali di Torino. Non volle essere Cappellano né graduato e rimase semplice Soldato dal 1915 al 1919. Quale “Aiutante di Sanità” fu alle dipendenze di rinomati Professori Medici, come Gradenigo, Gavello, Bajnardi, Bozzolo, Stropeni, Uffreduzzi… che erano titolari di Cliniche Universitarie, funzionanti nell’Ospedale S. Giovanni. (altra foto allegata, con alcuni compagni di servizio). Fu congedato nel 1919 e fu mandato di nuovo dai Superiori, al Seminario di Giaveno; ma questa volta quale insegnante nelle classi elementari perché egli aveva conseguito la Patente di Maestro. Insegnò per due anni, poi sentì predominare l’attrattiva della vita pastorale: si fece vicecurato per entrare nella via che porta più facilmente alla parrocchia. La vicecura più lunga (oltre sette anni) fu quella passata a Torino alla Parrocchia di S. Gaetano. In quegli anni scrisse un dramma della Passione di Cristo, che fu rappresentato con successo e con repliche in diversi teatri delle parrocchie di T orino e di fuori Torino. Ma la sua aspirazione più forte era quella di essere Parroco. Si presentò ad alcuni Concorsi parrocchiali: l’ultimo fu quello dell’aprile 1931, per questo fu promosso Parroco a S. Vito di Piossasco. L’ingresso parrocchiale, per la sua grandiosità, rese indimenticabile quella giornata del 9 luglio 1931. La Parrocchia di S. Vito, ricca di antichità, aveva bisogno di aggiornamento e di progresso: il nuovo Vicario si accinge al molto lavoro: fonda l’Azione Cattolica, costruisce un ampio Oratorio per la Gioventù, istituisce due scuole di canto; tutti gli altari laterali della Chiesa parrocchiale vengono rifatti di marmo e si rinnovano alcuni grandi quadri Icona; sorgono nuove Cappelle campestri.

Festeggiamenti per il Cinquantennio di Messa
del Sig. Can. Don Giuseppe Fornelli
Priore e Vicario di S. Vito – PIOSSASCO

Egregio Signore,
Il nostro Re. mo Sig. Vicario compie quest’anno 50 anni di Messa, essendo stato consacrato Sacerdote 50 anni fa, per le mani del cardinale Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino.
La fausta ricorrenza merita di essere celebrata solennemente.
Pertanto si è costituito un Comitato Parrocchiale, con lo scopo di organizzare i festeggiamenti, che si svolgeranno

D O M E N I C A 27 G I U G N O 1965

con il Programma – Orario che qui uniamo.
I primi a felicitarsi col Vicario sono certamente i Parrocchiani di S. Vito, perché per essi, per il bene della parrocchia, egli ha speso 34 dei suoi 50 anni di Messa.
Ma molti altri si uniranno per rendere più grandiosa la manifestazione. Perciò questo Comitato porge ai Parrocchiani e non Parrocchiani l’invito di voler aderire e partecipare a questa festa Giubilare. Intanto si raccolgono offerte per un “RICORDO” da lasciare al Sig. Vicario in memoria delle sue Nozze d’oro Sacerdotali.
Piossasco, 2 maggio 1965.
Il Comitato
Per opera del Vicario Don Giuseppe Fornelli, la Parrocchia si è messa in movimento. L’Asilo Infantile “S. Vito”, fondato dal Vicario antecedente, aveva bisogno di un locale moderno. Il nuovo Vicario con la collaborazione dei volenterosi parrocchiani, riesce alla costruzione di un nuovo edificio, riesce alla costruzione di un nuovo edificio, che il 15 ottobre 1939 veniva benedetto e inaugurato da un eccellentissimo Vescovo. L’edificio comprende un grande salone che serve a moltissime manifestazioni e necessità parrocchiali: teatri, riunioni, saggi scolastici, accademie… il Vicario è ricordato in molti paesi, specialmente della Diocesi di Pinerolo, per le sue numerose Missioni predicate al popolo. Nella Diocesi di Torino e fuori è conosciuto per i suoi due libri di predicazione evangelica: uno “Vangelini Festivi” fu stampato nel 1956 dall’Istituto Padano d’Arti Grafiche di Rovigo; e l’altro “Vangeli per i Fanciulli” edito dalla tipografia Marietti di Torino. Nonostante le occupazioni della parrocchia, trovava ancora il tempo per scrivere. Ma il suo libro importante e che lo impegnò per diversi anni in studio e ricerche, è quello della “STORIA CIVILE E RELIGIOSA DI PIOSSASCO”, che vede la luce proprio in questo mese, stampato dalla Tipografia Alzani di Pinerolo. Questo libro resterà a ricordo del 50° di Messa del sig. Vicario. Altro monumento ricordo sarà il nuovo BATTISTERO, ricco di marmi preziosi che indubbiamente costituisce l’angolo più artistico, che aggiungerà nuovo decoro alla Chiesa parrocchiale. C’è da aggiungere che il Vicario don Fornelli non limitò il suo lavoro al campo spirituale, ma imitando altri Sacerdoti e Parroci di nostra conoscenza, s’interessò di strade, di luce, d’acqua, di scuole, per il bene comune del Paese. Egli è stato uno dei fondatori della “Pro Loco” di Piossasco, che mentre favorisce il Turismo, sviluppa il progresso e il benessere del paese. E’ certamente a riconoscimento di quanto compiuto in Parrocchia che in data 8 – 4 – 1958 il sig. Vicario veniva insignito del titolo di Canonico Onorario della Collegiata di S. Maria della Stella di Rivoli. Il Cinquantesimo di Messa del Vicario chiuderà forse il ciclo delle sue opere? Non lo possiamo dire, perché se la carne, il corpo è infermo, per l’età (ha 75 anni), lo spirito è ancora giovanile, pronto e forte. Sappiamo che un suo sogno e desiderio sarebbe quello di non morire prima che sia restaurata la Cappella di San Giorgio: lavoro difficile, lungo e costoso; ma egli spera nella collaborazione di tutti i Piossaschesi, e in modo speciale dal gruppo ex-Alpini. Al coro unanime di felicitazioni e auguri, che in quest’occasione giungono al sig. Vicario, si unisce la voce dello STORIOGRAFO.
Anche l’orologio… del nostro campanile si è allineato con i Parrocchiani per far onore al Vicario. Da lunghi mesi esso era paralitico, camminava zoppo: suonava solo le mezze e non più le ore. Qualcuno pensava che la sua fosse una malattia cronica, inguaribile, e quindi che fosse giunta la sua estrema ora, da essere smontato, calato dal campanile, per essere messo in un museo d’antichità, perché conta più di duecento anni di vita. Parecchi “dottori”che parevano competenti, lo visitarono e non seppero fare di più. Finalmente fu trovato “l’ortopedico”, che seppe raddrizzargli le gambe e rifarlo alla vita normale. Costui è il sig. Michele Racca, meccanico esperto e intelligente. Egli smontò tutto l’orologio per trovargli la causa del male; lo riparò, lo fornì di cuscinetti a sfera, e il malato fu completamente risanato: l’orologio si è messo a camminare con una precisione che prima non ebbe mai. Così è arrivato in tempo per unire la sua voce a quella dei parrocchiani di S. Vito e presentare al Vicario felicitazioni ed auguri per la festa Giubilare. Il Vicario, a nome suo e della popolazione, ringrazia il sig. Racca e fa voti di poter camminare di pari passo con l’orologio ancora per parecchi anni.
Sagra degli Alpini. La festa del 1° maggio va prendendo sempre maggior sviluppo; quest’anno ha raggiunto una grandiosità che non aveva mai toccato. Il merito spetta al gruppo ex Alpini di Piossasco, che ha saputo organizzare in tal giorno la sua sagra annuale, lassù in cima al monte San Giorgio, ove sono salite migliaia di persone e centinaia di macchine. Gli alpini di Piossasco avevano lavorato per delle settimane ad allargare la strada, specialmente là dove di s’inerpica e serpeggia su per il ripidissimo costone del monte, in numerose curve, che vennero ampliate. Nell’atrio dell’antichissima Cappella era stato eretto un altare, sul quale alle ore 10,30 il Vicario di S. Vito celebrò la S. Messa. Nel suo discorso esaltò l’opera disinteressata degli alpini, che senza alcun contributo sono riusciti a costruire e a donare al Comune, al paese una così magnifica strada turistica, panoramica che dopo le folte pinete di S. Valeriano porta lassù in una zona storica, ricca d’antichità. L’Autorità Comunale ha provvisto al collaudo della strada e ne ha ringraziato il gruppo Alpini. Attorno all’altare assistevano il presidente del gruppo sig. Marcello Giordana, il sig. Giuseppe Racca, rappresentante del Sindaco, e i seguenti alti ufficiali ex comandanti di reparti alpini: generali Musso e Suquet, il Colonnello Garino, il sig. avv. Operti, l’ing. Fanci, presidente della Sezione Alpini di Torino; l’ing. Fangi e altri ufficiali, in rappresentanza della Brigata alpina torinese. L’intervento di queste alte dignità è stato un pubblico e ambito onore per gli alpini di Piossasco. Dopo la Messa, tutti si sono raccolti attorno alla Croce monumentale nella cui base venne scoperta e benedetta una piccola lapide per ricordare il generale Magnani, da qualche mese deceduto in seguito ad un incidente d’auto. Un Generale tenne il discorso commemorativo alla presenza dei due figli del defunto. La lapide dice: A ricordo e in riconoscenza al generale Franco Magnani, medaglia d’oro al V.M., il Gruppo Alpini di Piossasco 1-5-1965. Il generale Magnani era un amico degli alpini di Piossasco, e quale comandante della Divisione Alpina Taurinense, aveva concesso permessi e facilitazioni per la costruzione della strada. Seguì il pranzo che alle autorità e rappresentanze venne servito sotto il portico del Rifugio alpino. L’entusiasmo popolare andava crescendo: sorsero suoni e canti, fra i quali i Cori alpini dell’associazione “La Baita”. Una cosa è spiaciuta a tutti ed è stata la forzata assenza del segretario del Gruppo Alpini di Piossasco, sig. Giovanni Giorda, l’ideatore e l’animatore delle opere del Gruppo. Dall’alto del monte gli giungevano forse all’orecchio i calorosi applausi che a lui erano indirizzati! La giornata magnifica e indimenticabile lascia sperare che la festa del prossimo anno sarà ancora migliore.
Dal gruppo Alpini il Vicario e tutto Piossasco attendono ancora un’opera di straordinaria importanza, ed è quella dei restauri alla Cappella S. Giorgio, che è cadente. Ora che la strada c’è fino in cima al monte, resta facilitato il trasporto del materiale occorrente. I Piossaschesi con le loro offerte pagheranno il materiale, e gli alpini metteranno generosamente la loro mano d’opera. La costruzione della strada e la restaurazione della Cappella saranno le opre più grandi compiute dal Gruppo Alpini di Piossasco, e a suo tempo verranno eternamente in lapidi infisse nei muri della Cappella.
La storia di Piossasco. Il nostro paese, nobile e antico, è ricco di storia vissuta, ma non aveva finora un libro che la narrasse. Ci pensò il Vicario. Da parecchi anni ci lavora attorno: ha letto un’infinità di libri storici, ha visitato biblioteche e archivi, e ha scritto un grosso volume che s’intitola: “Storia Civile e Religiosa di Piossasco”. E’ dunque diviso in due parti: civile e religiosa, Comunità e Chiesa. E’ anche riccamente illustrato. Non solo i parrocchiani di S. Vito, ma tutti i Piossaschesi devono essere ansiosi di leggere questo libro, che racconta l’origine del paese, del suo nome, dei suoi abitanti, dei Signori e Conti di Piossasco, che furono una delle più nobili Famiglie del Piemonte. Narra di Piossasco, delle sue Frazioni, delle sue Chiese e cappelle, dei suoi Monasteri e Conventi; racconta delle guerre antiche, fino al tempo della Rivoluzione Francese; parla delle devastazioni, delle pestilenze, delle sofferenze patite dai Piossaschesi attraverso i secoli. Per i Piossaschesi questo libro è quanto mai interessante perciò ogni famiglia ne deve averne una copia. Il libro è messo in vendita in questo mese, in occasione della Festa Giubilare del Vicario. Il prezzo non può essere molto ridotto perché il libro è formato da oltre 350 pagine e con molte illustrazioni. Chi lo desidera lo può trovare all’Ufficio parrocchiale di S. Vito.
Questa storia di Piossasco non è una Storia romanzesca, fatta d’ipotesi e di fantasie: è invece basata sui Documenti, e quindi corrispondente alla realtà. Questo libro di Storia non ha la pretesa di aver detto tutto su Piossasco: il Vicario completerà le notizie con Appendici, che verranno pubblicate su questo bollettino, dal quale sui potranno staccare per unirle al volume. Per intanto, chi volesse avere maggiori notizie o avesse notizie nuove da far sapere, scriva al Vicario che ne sarà grato.
Il Critico.

C e l e b r a z i o n e
della Festa Giubilare
50 anni di Messa
del Rev. Sig. Vicario
can. Don Giuseppe Fornelli
Piossasco, 27 giugno 1965

Festa indimenticabile. Non tanto presto si spegnerà nei nostri cuori l’eco gioiosa della grande Festa che si è celebrata in parrocchia, domenica 27 giugno scorso, in occasione del mio Cinquantesimo di Sacerdozio. Le pubbliche dimostrazioni, che in mio onore avete svolto, hanno superato ogni previsione e aspettativa. Voi avete voluto onorare in me il Sacerdote, e dimostrare il vostro apprezzamento e la vostra riconoscenza per le opere compiute nei 34 anni, passati in mezzo a voi. Ma è giusto condividere i meriti, poiché le opere non le ho compiute io da solo, ma con la vostra collaborazione: opere in Chiesa e anche fuori di Chiesa. Io sono del parere che un Parroco non è completo, se non s’interessa anche della vita sociale dei suoi parrocchiani, cooperando a renderla migliorare e progredita. Ho cercato di imitare l’attività d’altri parroci e sacerdoti, i quali si sono interessati di luce, di strade, di scuole… ossia dei problemi locali, a bene delle loro popolazioni, che li ricordano come insigni benefattori.
L’opera più utile. Fra le opere compiute e che furono ricordate nella circostanza della Festa Giubilare, la più importante, la più utile ai Parrocchiani è certamente la CAPPELLA del Marchile, che abbiamo rifatto dalle fondamenta, abbiamo allargata e ben sistemata. Funziona quale succursale della chiesa parrocchiale: vi si celebra ogni giorno la Messa. In tutte le stagioni, per qualunque tempo, anche dopo che fui minacciato, sono sempre sceso e scendo ogni mattino a dire la Messa: sono anche il Cappellano del Marchile! Quanto bene si fa in questa Cappella! Sì da occasione di sentire Messe, di Confessarsi e comunicarsi, di recitare tanti Rosari, di fare tridui e novene. Quei del Marchile sono dunque trattati con riguardi speciali, godono di privilegi. Ma sono riconoscenti, e me ne fornirono prova in occasione del Cinquantennio di Messa.
Doni alla Chiesa. Il comitato per i festeggiamenti nel raccogliere offerte aveva il proposito di acquistare doni da lasciare alla Chiesa a ricordo del mio Giubileo, e c’è riuscito. Il primo dono è una ricca e dorata “Casula”, cioè una pianeta che torna di moda, e che ho indossato per la prima volta nel giorno della festa, come potete vedere nella foto. Il secondo dono è un prezioso “Ostensorio” per la benedizione del Santissimo. Il terzo dono è un “Ambone elettronico”, che serve per amplificare la voce del predicatore e del commentatore delle funzioni religiose. E’ posto preso la balaustra. L’abbiamo inaugurato con felice successo, nel giorno della Festa. Ma c’è di più: la ditta Fratelli Lovera ha regalato l’altare portatile, voluto dalla nuova Liturgia, sul quale io ho celebrato la Messa Giubilare. Pertanto, al Comitato, ai fratelli Lovera, a tutti coloro che versarono una loro offerta o piccola o grande, va il mio vivo ringraziamento. E se i doni risono stati graditi, ancora più lo sono state le tante e tante preghiere che, data la ricorrenza, sono state fatte per me. Da Dio ne invoco la ricompensa.
Ora la vita riprende: dopo questa tappa dei 50 anni di Messa e 75 d’età, l’ascesa della vita riprende, diventando sempre più faticosa. Arriverò alla tappa dei 60 anni di Messa? Qualcuno mi ha scritto augurandomi di arrivare non solo alla Messa di “Diamante”, ma anche a quella di “Platino”. Noi non mettiamo limiti alla Divina Provvidenza, e lasciando fare a Lei. L’importante è volerci sempre più bene, e procedere in piena armonia alla realizzazione d’opere buone. Con cuore commosso per le vostre dimostrazioni di affetto e stima, invio a tutti, la mia benedizione e i miei saluti. Il Vicario don Giuseppe Fornelli.
Cronaca dei festeggiamenti.
Non è esagerato affermare che nella nostra Parrocchia e forse in Piossasco non si è mai vista una Festa così grandiosa e imponente come quella in onore del nostro Vicario, celebrata domenica 27 giugno, ricorrendo il suo Cinquantennio di Messa. Erano presenti: un Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Nipote, vescovo missionario della Consolata. Tre onorevoli Deputati, vale a dire Emanuela Savio, Aurelio Curti e Carlo Stella. Due Assessori alla Provincia, vale a dire la sig.ra Gallesio e il geom. Botta. Il Vicesindaco di Cafasse, paese natio del Vicario, con due Assessori comunali. Molti Presidenti e Rappresentanze d’Associazioni varie di Piossasco e di fuori Piossasco. Grandi fogli murali, foglietti volanti, strisce inneggianti al Vicario e invitanti alla festa, tappezzavano i muri delle case e delle strade. Alle ore 10,30 alla porta della Chiesa veniva accolto il Vescovo al conto solenne dell’“Ecce Sacerdos Magnus”. Egli dall’ambone rivolgeva al popolo un discorso di circostanza, esaltando il valore del S. Battesimo; quindi il fondo alla Chiesa benedisse e inaugurò il nuovo marmoreo Battistero, ultima opera compiuta dal Vicario, a decoro della nostra Chiesa parrocchiale. Seguì la Messa Giubilare, celebrata dal Festeggiato, che indossava per la prima volta la preziosa “Casula”, donata dai parrocchiani, e cantata in musica a voci miste dalle due scuole di canto parrocchiali. Numeroso il Clero presente: il rev. Don L. Ronco, curato del Carmine di Torino, che accompagnò il Vescovo da Torino a qui e gli fece da “prete assistente” durante le funzioni. Quasi tutti i Parroci della Vicaria. Gli ex Vicecurati di S. Vito: don Domenico Fornelli e don Leo Michiels. Il parroco di Pieve di Scalenghe don Renato Paviolo. I due sacerdoti nostri concittadini: don Mario Bonetto, vicecurato a Chieri e don Renato Succio vicecurato ad Avigliana. Questi due servirono da Diacono e Sud diacono alla Messa. Il Parroco di Cafasse e altri Sacerdoti. Dopo il Vangelo, davanti ad in pubblico eccezionale, che gremiva la Chiesa, il rev. Canonico Aimerito, compagno di corso del Vicario, lesse il telegramma che recava la Benedizione del Papa; e quindi con elevatezza di pensiero e con eleganza di parola, pronunciò un magistrale discorso, ricordando le tappe più importanti della vita del Vicario e le opere da lui compiute nei 34 anni già passati nella parrocchia di S. Vito. Al pranzo, servito signorile come sempre, al Ristorante dei Novi Merli, parteciparono centotrenta commensali. La disposizione delle numerose tavole, nell’ampio salone centrale del Castello, rendeva un magnifico spettacolo. Al centro della tavola d’onore sedeva il Vescovo con accanto al Vicario e l’onorevole Curti. Non facciamo altri nomi per non correre il rischio di dimenticarne qualcuno. Notiamo piuttosto alcuni gruppi, come quello dei Coscritti del Vicario, dei Cantori di Piossasco e di Cafasse, il Gruppo ex alpini con il Presidente e il Segretario, il numeroso gruppo dei Cafassesi, comprendenti i parenti e gli amici del Vicario. Abbiamo notato alcuni Consiglieri comunali e alcune Insegnanti di Piossasco; i rappresentanti dei Luisetti e degli Allivellatori… Ad un dato punto, lo spider diede lettura dei telegrammi e delle lettere d’adesione alla Festa, fra le quali quella di S. E. Mons. Tinivella che inviava cordialmente una speciale benedizione al Festeggiato. Quindi seguirono i discorsi. Parlò per primo Mons. Vescovo, poi l’on. Curti che fra l’altro volle esaltare nel Vicario lo “Storiografo”, avendo pubblicato la Storia di Piossasco. Parlò quale Presidente della Pro Loco di Piossasco il geom. Luigi Boursier affermando che il Vicario fu fondatore della Pro Loco. Dopo alcuni altri discorsi, parlò il Vicario, il quale si dichiarò commosso dell’imponente manifestazione da parte d’autorità e di popolo; ringrazio tutti in generale e qualcuno in particolare. Auspicò concordia e collaborazione fra la Pro Loco e Amministrazione comunale e fra Parroco e parrocchiani al fine di poter compiere ancora due opere cioè la sistemazione della strada “Convento Vecchio” e la restaurazione della Cappella S. Giorgio. Tutto per il progresso, per il bene e per l’onore del Paese. Le brillanti suonate della Banda Musicale di Piossasco, arrivata con a capo il sig. Maestro Nizza, per la levata di tavola, hanno contribuito ad alzare di tono la solennità della Festa. Dopo il canto del Te Deum di ringraziamento nella Chiesa parrocchiale, e dopo la Benedizione Eucaristica impartita dal Vescovo, ebbe luogo nel salone dell’asilo S. Vito un’accademia in onore del Festeggiato. I bimbi dell’Asilo, i fanciulli e le fanciulle dell’oratorio, il Piccolo Clero, si produssero in canti e scenette. Le due scuole di canto eseguiranno pezzi d’opera e canti di circostanza, a tre a quattro e fino a cinque voci, riscotendo meritati applausi. Anche la corale “La Baita” rese il suo omaggio musicale con ben eseguiti cori alpini. Il Presidente del Comitato parrocchiale, sig. Vittorio Fiora, parlò in nome dei parrocchiani e presentò al Vicario i doni acquistati per la Chiesa a ricordo del Cinquantennio. Parlò ancora il sig. Prevosto di Cafasse in nome dei Cafassesi. L’accademia si chiuse con le parole del Vicario, stanco per gli impegni della giornata, ma contento e soddisfatto della riuscita della festa, nella quale poté costatare l’affezione e la stima, di cui lo circondano i suoi parrocchiani. Questa grandiosa celebrazione mentre è stata di conforto per il Vicario, fu anche di stimolo, d’incoraggiamento a lavorare ancora per il bene della parrocchia e per la gloria di Dio.
Il Cronista.

L A S T O R I A D I P I O S S A S C O

Piossasco ha finalmente la sua Storia scritta. Chi la scrisse è il nostro Vicario, che con paziente tenacia, in sette od otto anni, ha esaminato carte antiche e documenti presso Biblioteche e Archivi, ed ha raccolto tante notizie su Piossasco, da formare un volume di oltre 360 pagine. Il volume è comparso al pubblico e messo in vendita, proprio nel giorno, in cui in parrocchia si festeggia il Cinquantennio di Messa del Vicario; e ne sarà un bel ricordo. Il volume, stampato a Pinerolo dalla Tipografia Alzani, si presenta in una bellissima ed elegante veste tipografica. Sulla copertina sfoggia in tutti i suoi colori originali, lo stemma dei Conti di Piossasco, con i Nove Merli. La stampa è nitida: capitoli e sottocapitolati ben disposti e con rilievo; numerose e chiare le illustrazioni. E’ un libro che attira l’attenzione, si fa comprendere e invoglia a leggerlo; perché oltre che stimolare la curiosità di conoscere Piossasco, ha uno stile non elevato né retorico, ma semplice con un italiano scorrevole. Che sia piacevole lo dimostra la grande vendita che se ne fa. L’opera è divisa in due parti: Civile e Religiosa; l’una contempla l’origine e lo sviluppo della vita civile di Piossasco, l’altra l’origine e lo sviluppo della religione nel Paese. E’ dedicata ai Piossaschesi, che sono invitati a leggere la Dedica, posta in prima pagina. Dopo la dedica, segue la lusinghiera e autorevole lettera di Sua Eccellenza Mons. F. Tinivella, che fa complimenti e auguri al Vicario, che fra le cure pastorali ha trovato ancora tempo per scrivere un Libro di Storia, quanto mai impegnativo. Anche Mons. M. Grosso, archivista della Curia di Torino, e scrittore di libri storici, nella lettera di presentazione di questa Storia, dichiara che “…tutto il lavoro corrispondente ad una ben vagliata e paziente ricerca di studioso attento”. Corredata di queste due lettere, che sono due autorevoli e competenti documenti, la Storia di Piossasco assumer valore e credito tanto da poter con sicurezza affrontare il pubblico e la critica. In casa vostra n’avete già una copia? Se mai la potete trovare presso l’Autore o presso alcuni negozi di Piossasco.

Settembre 1965

Parrocchiani Carissimi, gli ultimi due numeri di questo bollettino sono stati eccezionali: con parole e con numerose fotografie hanno parlato delle Feste Giubilare del Vicario. Opra il bollettino torna alla normalità per narrare della vita della nostra parrocchia e per dare qualche notizia sulla vita sociale del Paese. pertanto diamo la cronaca di molte feste che abbiamo celebrate nei mesi passati, e che hanno interessato l’intera parrocchia e specialmente alcune frazioni. Guardando avanti, nel prossimo avvenire, noi celebreremo la Festa della Madonna del Rosario, alla prima domenica d’ottobre. Nella nostra Chiesa parrocchiale è eretta la Compagnia del Rosario, che vi ha una Cappella dedicata alla Madonna del Rosario. Della Compagnia e della cappella si parla nella mia “Storia di Piossasco”. Comprate il libro e leggete. Questa Cappella avrebbe bisogno di essere restaurata e decorata: riuscirebbe un gioiello. Ma occorrono fondi, eccetto che ci venissero forniti da persone generose e devote della Madonna del Rosario. Nel mese d’ottobre celebreremo per la prima volta una nuova festa, la festa della Dottrina Cristiana, che sarà fatta celebrare dalla Compagnia della Dottrina Cristiana. E’ una Compagnia antichissima, contemplata nel Codice ecclesiastico e favorita dai Vescovi. Lo scopo principale della Compagnia è quello di collaborare col Parroco all’istruzione religiosa dei piccoli e degli adulti. Nel giorno della festa inizieremo l’anno Catechismo.
Festa di S. Antero al Campetto. Fu celebrata domenica 15 agosto. La borgata era pavesata a festa. Molti i forestieri, in gran parte parenti delle famiglie che abitano al Campetto. Dopo la Messa celebrata dal Vicario, ebbe luogo un incanto d’oggetti offerti e raccolti a favore della Cappella, fra i quali quelli della Pro Loco, che volle essere sempre presente dappertutto e portate il suo contributo e sviluppare il progresso nel paese. giochi e divertimenti si susseguirono durante la giornata, e terminarono con magnifici fuochi artificiali. Intanto si radunarono i capifamiglia per discutere sul miglioramento da portarsi alla strada, che unisce la borgata al paese, in modo da rendere sempre più bella e interessante la zona del Campetto, che per il suo clima si può paragonare ad una riviera. Ville nuove sono già sorte, altre stanno sorgendo, e molte di più ne sorgerebbero, se ci fosse una buona strada. Al Campetto c’è l’acqua potabile, c’è la luce, c’è il telefono. Si pensa anche di far sistemare la casa attigua alla Cappella, dove un tempo c’era la scuola elementare, e poi affittarla a chi ne ha già fatto richiesta.
Festa Madonna della Neve alle Prese. Fu celebrata lunedì 9 agosto. La festa va perdendo la sua tradizionale importanza. Di fatti 30 anni fa quando alle Prese abitavano cinquanta persone circa, e i Piossaschesi a centinaia salivano per la festa, intervenivano tre albergatori; poi solo più due e quest’anno neppure uno. Tutti i gitanti hanno fatto pranzo al sacco. Fa pena vedere le case abbandonate, vuote e cadenti. Forse sarà l’ultima volta che si celebra la festa. Il Rettore della festa era il sig. Natale Dovis, che un tempo aveva alle Prese la casa più bella; ora risiede a Piossasco in via S. Rocco. Il Vicario, che celebrò la Messa, nel suo breve discorso espresse il suo ottimismo, affermando che la Pro Loco sviluppando il turismo, potrà forse un giorno valorizzare il territorio delle Prese, e le casupole ora abbandonate potranno essere adibite a villeggiatura. Ma prima di tutto va migliorata la strada.
La Storia di Piossasco. Scritta e pubblicata dal nostro Vicario, è in vendita presso l’ufficio parrocchiale, presso le cartolerie e tabaccherie del Paese. il Vicario ne mandò una copia in Municipio, accompagnata da questa lettera:
“Spett. Amministrazione Comunale di Piossasco,
in parecchi anni di lavoro e di ricerche ho potuto compilare la “Storia di Piossasco” che finora mancava. L’ho divisa in due parti: Civile e Religiosa. Partendo dai secoli più remoti ho seguito lo sviluppo graduale e le principali vicende della vita civile e di quella religiosa del Paese. in questa “Storia” ho documentato e messo in visita l’antichità, l’importanza e la nobiltà di Piossasco, che diede alla Società numerosi personaggi illustri. Voglio sperare che questa “Storia di Piossasco” concorra al maggior onore del Paese. Il libro è stato pubblicato e messo in vendita nel mese di giugno scorso. Mi prego farne “omaggio” di una copia da conservarsi nella Biblioteca o Archivio Comunale. Con ossequio”.
Fir.to Can. don Giuseppe Fornelli.

Il sig. Sindaco ha risposto in questi termini:
“Ho gradito il magnifico volume della “Storia di Piossasco”, che la Sua alta competenza e cultura hanno oggi posto tra l’unico che tratta la materia. La ringrazio vivamente e mi congratulo con Lei per il riflesso morale che ne viene a Piossasco dal Suo ammirevole scritto”.
Nominato Commentatore. Il rag. Prof. Giuseppe Brugo , qualche mese fa è stato nominato Commendatore dell’Ordine di S. Giorgio d’Antiochia. E’ forse il più antico Ordine Cavalleresco, sorto a difesa della Fede cristiana e a protezione dei deboli, degli oppressi, ossia a scopo religioso e sociale. Sabato 4 settembre scorso, in una sala, gentilmente messa a disposizione dalla Direzione dell’Istituto Fer a Pinerolo, ove il prof. Brugo è da qualche anno pensionante, gli furono consegnate le sacre insegne dell’Ordine e la Bolla di nomina. Erano presenti alla cerimonia il nostro Vicario, il Comm. dott. Francesco Alfano, il geom. Luigi Boursier, l’esattore sig. Alverio Ferrero, il sig. Mario Ghivarello, che rappresentavano Piossasco; il rev. Rettore dell’istituto e la suora Superiora e il cav. Maletto amico del festeggiato. Quest’alta onorificenza viene a riconoscere e a premiare nel prof. Brigo un milite, franco e onesto, che diede la sua collaborazione all’Azione Cattolica, a Congregazione religiose, specialmente Domenicane; che spese la sua vita nel lavoro: per 43 anni fu impiegato presso l’Istituto Bancario di S. Paolo in Torino, ove ricoperse cariche di fiducia e ufficio importanti e delicati. Si occupò del pubblico bene, specialmente quando negli anni difficili dell’ultima guerra mondiale, nominato Commissario Prefettizio a Piossasco, seppe guidare il paese con saggezza, con intelligenza e con gravi suoi sacrifici. Piossasco quindi lo ricorda, e gode nel saperlo onorato con la nomina a Commendatore. A nome ancora dei Piossaschesi rinnoviamo al neo Commendatore felicitazioni e auguri.
Novità sulle strade del Paese. Sulle vie di Piossasco sono finalmente comparsi gli STOP, che gli autisti da tempo reclamavano. Qualche STOP forse non è stato messo al suo posto giusto; ma c’è e servirà ad evitare collisioni e incidenti. Forse più degli STOP sono utili le strisce bianche pedonali, che sono state tracciate all’incrocio delle vie con la strada provinciale che attraversano il paese. Da tempo erano reclamate e desiderate queste strisce, se fossero state tracciate prima non succedeva il grave incidente, per cui la signorina Fernanda Picco rischiò la vita e fu a lungo ricoverata all’ospedale. Fu investita da una moto mentre attraversava la strada provinciale là ove dovevano esserci le strisce bianche, cioè in corrispondenza di via Tento ( La Pro Piossasco, che si interessa e sempre interviene là dove lo richiede il progresso e l’aggiornamento del Paese, in data 9 luglio scorso, aveva segnalato alla Amministrazione provinciale la necessità della segnaletica terra. Nella stessa data e per lo stesso motivo scriveva all’Amministrazione Comunale di Piossasco. La cosa fu presa in considerazione, e il lavoro è stato eseguito). Il progresso finora non è ancora arrivato in via Cesare Barristi, nonostante i reclami e le lagnanze. E’ la strada che partendo da piazza S. Giacomo, passa davanti al Palazzo delle Scuole e continua sino al Marchile. Quando piove è tutta una pozzanghera, e tutta buche ripiene d’acqua. Asfaltarla e bene, sarebbe quando mai necessario. Lo ricordiamo a chi di dovere.
La Cappella del Marchile. Un mattino dell’ultima settimana di luglio scorso, entrando nella Cappella, siamo stati a bocca aperta e abbiamo esclamato: “Oh, bella! Bella!”. Tutto l’interno della Cappella era stato rinfrescato e decorato con tinte ben indovinate: la cappella pareva nuova, appena costruita. Così è diventata più accogliente, più devota. Nello stesso tempo che il decoratore compiva il suo lavoro, le Rettrici della Cappella facevano la pulizia generale all’altare, alle statue, ai banchi, al confessionale…a tutti gli altri arredi e oggetti che si trovano nella Cappella. E’ stato un lavoro non indifferente, ma ce n’era bisogno. Ora con la decorazione generale e con l’indoratura di tutti i candelieri, della porticina del Tabernacolo, tutti i fondi sono stati consumati, la cassa si è svuotata. Ma non tarderà ad essere rifornita perché nella cappella, a tutte le Messe, si raccolgono elemosine col “taschetto”, e sovente attivano offerte speciali. La Casa della madonna, che è anche la Casa di Gesù, è stata dunque abbellita: la Madonna sarà contenta, avrà gradito: lei sa chi sono gli offerenti e saprà benedire e ricompensare.

Dicembre 1965

Progetti per il futuro. E’ nostro dovere, come è dovere di ogni cristiano disseminare nella nostra esistenza opere buone, opere meritorie, opere che servano a dare gloria a Dio. Quali i nostri progetti? Quali opere intendiamo programmare per il futuro?… Ci sarebbe da rifare il pavimento della Chiesa parrocchiale, perché vecchio, perché rotto e guasto in molti parti, e sostituirlo con un nuovo di marmo. Ci sarebbe da rivestire di marmo la base dei pilastri grossi e quadrati che sostengono la Chiesa. La prima di tutto ci starebbe a cuore l’erezione dei Piloni della Via Crucis su per la strada, che porta alla Cappella di S. Valeriano. Il progetto di questi piloni è allo studio; ne riparleremo negli altri bollettini.
Il Nuovo Battistero. Da molto tempo il Battistero della nostra parrocchia aveva bisogno di essere restaurato o addirittura rifatto. In quest’anno 1965 c’è stato il motivo buono e il battistero fu rifatto da cima a fondo; solo la vasca, che è del 1463 non è stata cambiata. Il motivo ci fu dato dal Giubileo Sacerdotale del nostro Vicario che ha compiuto 50 anni di Messa. Il nuovo Battistero resterà a perenne ricordo di questa data. E’ costato qualcosa di più che un milione; ma è già tutto pagato. Con le offerte raccolte in buste, distribuire in tutta la parrocchia, si sono pagati i marmi di qualità pregiata, forniti dalla ditta Giovanni Bazzacco di Trino Vercellese. Con offerte particolari sono stati pagati, il quadro e il cancello di ferro battuto che chiude il Battistero. Il coperchio della vasca è un prezioso esemplare d’arte moderna, compiuto dal prof. Nicola Sebastiano di Milano. È in rame sbalzato, sul qual è scolpita la storia del Catecumeno, che viene battezzato, riceve la veste bianca simbolo della grazia; riceve in mano la candela accesa, simbolo della Fede, e quindi in processione va a ricevere dal Vescovo la Comunione e la Cresima. Questo coperchio del valore di trecentomila lire (£. 300.000) e per motivi speciali ridotto dall’autore a £. 200.000, è un dono fatto al Vicario da parte dei suoi parenti e dei suoi amici di Cafasse. Anche l’Amministrazione Comunale di Cafasse volle unire il suo obolo. L’impianto di riflettori che danno risalto all’opera, è stato offerto dall’elettricista Elio Andruetto. Anche il decoratore Luigi Zucca, che ha decorato il contorno del Battistero, ha fatto il lavoro a prezzi speciali. Anche altri prestarono gratuitamente la loro opera per diversi lavori. Chiudiamo pertanto, con soddisfazione questo capitolo del Battistero, che parla della bontà e generosità dei parrocchiani, i quali così hanno costrutto un’opera d’arte, a decoro e gloria della propria Chiesa parrocchiale.
Altre novità in Chiesa.
Parecchi anni fa, avevamo tolto dall’altare di S. Antonio Abate il quadro icona il quale era diventato così annerito da non lasciare più vedere né conoscere le immagini dei Santi, sopra dipinti. La Sovrintendenza di Torino aveva condotto qui un tecnico in pittura, il quale tentò di schiarire il quadro, ma non vi riuscì. Intanto il quadro rimase in deposito nell’antica Sacrestia. L’anno scorso venne qua per visitare i quadri antichi che la nostra parrocchia possiede, il rev. do don F. Elia di Torino. Alla vista del suddetto quadro di S. Antonio, egli affermò d’essere specialista in materia e di sentirsi capace di schiarirlo con i suoi mezzi segreti. Glielo abbiamo affidato, se lo portò a Torino, e con i suoi abili espedienti è riuscito a farci vedere nel quadro la Madonna con Bambino; un Santo guerriero e martire, che probabilmente è S. Valeriano; Santa Lucia e una magnifica testa di vecchio monaco, che rappresenta S. Antonio abate. Il quadro conta circa duecento anni di vita, dipinto dal pittore Zamorra, mentre era rettore della Compagnia di Sant’ Antonio il sig. GioBatta Pognante. È dunque uno dei quadri più antichi che possediamo. Lo abbiamo rimesso al suo posto sopra l’altare dedicato a S. Antonio Abate. Questo restauro è costato 50 mila lire.
II – Un altro quadro, tre anni fa, era stato requisito dalla Sovrintendenza di Torino per esporlo alla Mostra del Barocco. Da allora non è ancora ritornato, non è ancora stato restituito. Si tratta del quadro forse il più bello e più prezioso che possegga la nostra Chiesa. Rappresenta l’Arcangelo S. Raffaele che accompagna e protegge la giovane Tobia. Il quadro stava sopra la porta della Sacrestia. Ora al suo posto è stato messo un altro bellissimo quadro, che abbiamo fatto restaurare dal sopradetto don F. Elia. Il quadro è del 1750; rappresenta S. Elisabetta regina, mentre distribuisce la carità ai poveri. Questo quadro si trovava in una cappella laterale della Confraternita, dove era la sede della Compagnia delle Donne, di cui la Santa era la celeste protettrice. Lo abbiamo tolto dal suo posto d’abbandono, lo abbiamo fatto ripulire, e ora gli abbiamo assegnato un posto degno nella Chiesa parrocchiale.
Restauri alla Cappella del Prarosto. Il Parroco deve pensare non solo alla Chiesa parrocchiale, ma anche alle chiese campestri o cappelli rurali, che di regola vi sono in ogni frazione, le quali di quando in quando hanno bisogno do riparazione, di restauri al di dentro e al di fuori. Pertanto, lavori sono stati fatti alla cappella santuario della Madonna delle Grazie detta del Prarosto, la quale ha rinnovato tutta la sua veste esteriore. Il muratore l’ha riparata e rinforzata alla base, che causa l’umidità era tutta scrostata e rovinata; il decoratore provvide ad abbellirla dall’alto in basso, con tinteggiatura ben indovinata, in modo da far risaltare la forma ottagonale della cappella, che ora sembra costruita di fresco. Le spese, assai rilevanti (£. 150.000) sono state coperte dalle elemosine, che versano nella bussola i molti devoti che frequentano la cappella. La Madonna sarà stata certamente molto contenta al vedere che abbiamo reso più decorosa la Sua Casa e ci benedirà.
Compagnie Religiose. L’Azione Cattolica ha bisogno di aggiornarsi, di cambiare le sue strutture, di compiere quelle riforme d’adattamento alla vita d’oggi, se vuole riprendere fiducia. Mentre attendiamo che questo avvenga, vogliamo in parrocchia occuparci con più zelo al funzionamento delle Compagnie Religiose, allo scopo di rendere più efficace la loro influenza sul miglioramento della vita cristiana. Nella nostra parrocchia vi sono erette le seguenti Compagnie Religiose:
Compagnia del SS. Sacramento.
Compagnia della Madonna del Rosario.
Compagnia della Madonna del Suffragio.
Compagnia dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.
Compagnia della Dottrina Cristiana.
Compagnia della Consolata.
Compagnia delle Figlie di Maria
Compagnia di S. Antonio Abate.
Compagnia dei Piccoli Rosarianti.
Queste Compagnie celebrano ogni anno ciascuna la sua festa: quella del SS. Sacramento il giorno del Corpus Domini; quella del Rosario la prima domenica di ottobre; quella del Suffragio, il 2 novembre alle Quarant’ore del Morti; quella della Consolata nel mese di luglio; quella delle Figlie di Maria alla chiusura del mese di Maria; quella dei Sacri Cuori di Gesù nel mese di giugno, del Sacro Cuore di Maria l’ultima domenica di agosto; quella della Dottrina Cristiana nel giorno di S. Giovanni Bosco, che n’è il celeste Protettore; quella di S. Antonio il 17 gennaio; quella dei Piccoli Rosarianti nel mese di settembre, ed è anche la Festa di tutti i Fanciulli della Parrocchia. Gli iscritti a queste Compagnie godono di molte indulgenze e d’altri vantaggi spirituali; occorre però pagare una piccola quota annuale. Abbiamo intenzione di valorizzare quella del Suffragio, che nei secoli passati, era fiorentissima. Col nuovo anno, ogni mese sarà celebrata una Messa all’altare proprio della Compagnia. A tutti raccomandiamo di recitare frequentemente questa breve preghiera.
La Storia di Piossasco, scritta dal nostro Vicario sta viaggiando per l’Italia: è passata a Milano, poi a Roma ed è già arrivata a Reggio Calabria: si, un Parroco della provincia di Reggio Calabria ne ha fatto richiesta di una copia. Da così lontano ha saputo della pubblicazione di questa storia. Ci sono in Piossasco molto Piossaschesi che non la conoscono ancora. Intanto sono giunte e giungono al Vicario molte lettere lusinghiere piene di complimenti, di felicitazioni. Di queste lettere merita di essere ricordata quella del dott. Prof. Stefano Battistini, medico primario all’Ospedale Molinette. Ecco la lettera: “Le sono infinitamente grato per il suo gentile omaggio; ho letto con profondo interesse il suo libro così ricci di memorie, e permetta che io le esprima le mie vive congratulazioni per aver saputo ricercare tanti ricordi dal lontano passato che ci rendono anche più caro il nostro Piossasco. Ho molto apprezzato la sua fatica e mi rallegro di cuore per il brillante risultato raggiunto”. Il prof. Silvano Battistini è affezionato a Piossasco, dove ha trascorso molti anni di sua vita, nella magnifica villa, che quivi possiede; quindi apprezza la Storia del paese. Parleremo altra volta delle Recensioni del Libro, comparsa su diversi giornali. Anche la R.A.I. nel “Gazzettino del Piemonte” ne ha parlato, lodando i Parroci che s’interessano di scrivere la Storia delle loro parrocchie e del loro paese. Auguriamo che in Piossasco ogni famiglia sia in possesso della “Storia di Piossasco”, il che avverrà certamente, a poco a poco.
Festa del gruppo ex alpini. Gli ex alpini di Piossasco celebrano ogni anno due feste: la prima il 1° maggio che s’intitola la “Sagra degli Alpini” viene celebrata sulla vetta del Monte S. Giorgio ove venne eretta una Croce votiva dedicata alle “Penne Mozze Piossaschesi”; intervengono a detta manifestazione personalità militari e civili e popolazione; la seconda è la festa del Gruppo, festa più sentita dagli Alpini e con carattere più famigliare. Questa festa fu celebrata domenica 10 ottobre. Ebbe inizio con la celebrazione della S. Messa alla Cappella del Marchile a ricordo ed a suffragio degli alpini defunti. In un breve discorso pronunciato dall’altare dal Vicario venne ricordata l’attività del Gruppo il quale ha l’unico scopo di compiere opere che onorino Piossasco (eppure trova contrasti e incomprensioni!). Il Vicario, facendosi eco dei discorsi e messaggi del Papa, ha invocato pace con la quale c’è tutto da guadagnare. Durante la Messa, la fanfara della Sezione di Torino ha suonato alcuni motivi sacri. Dopo la Messa, gli Alpini in corteo si portarono al Monumento ai Caduti per deporre una corona d’alloro; fu suonato dalla fanfara l’inno nazionale: “Il Piave”, quindi il generale degli Alpini Faldella di Pinerolo tenne un elevato discorso ricordando i sacrifici dei Caduti di tutte le guerre. Seguì il rancio preparato all’albergo Cannone d’Oro: ottantasei furono i commensali uniti nella più schietta allegria. Al termine del rancio il capo Gruppo Giordana disse parole di circostanza; parlò il geom. Boursier ricordando le benemerenze del gruppo e dell’ex segretario Giorda che per dieci anni tenne la segreteria: a lui indirizzò parole d’alto elogio per quello che fece durante il suo segretariato; indi prese la parola il rappresentante della sezione di Torino avv. magg. Operti che portò il saluto del presidente ing. Fanci. Fu fatta una sottoscrizione alla supplica, mandata al sig. Sindaco per ottenere che in Piossasco una via sia intitolata al Piossaschese tenente Lorenzo Nicola, mediante d’oro. Verso sera, il Gruppo con la fanfara salì a fare un breve concerto in piazza S. Vito, donde effettuò ancora una puntata fino alla frazione Campetto per fare contenti i ferventi Alpini della Frazione. Alla festa così ben riuscita, prese viva parte la popolazione, che vede con simpatia il forte e compatto Gruppo ex Alpini.

Febbraio 1966

Festa Titolare della Cappella del Marchile. Due volte abbiamo celebrato la Festa della Madonna Immacolata: nella chiesa parrocchiale l’otto dicembre e la domenica seguente 12 dicembre alla Cappella del Marchile, che è intitolata all’Immacolata Concezione della Madonna. Al mattino vi furono due Messe e nel pomeriggio, alle ore 15, avvenne la funzione festiva che ogni domenica si fa nella chiesa parrocchiale. Tenne il discorso ufficiale sulla Madonna Immacolata il Prefetto dei salesiani che con tanta generosità si presta per le Messe e confessioni, anche a bene di quelli del Marchile. Intanto avvenne il cambio delle rettrici: la sig.ra Jolanda Marchisio e la Maestra Vanda Lovera, hanno lasciato il posto alle sigg.re Maria e Luisa Buttigliengo, che rimarranno in carica un anno. Il Vicario ha ringraziato le due prime, per l’inappuntabile servizio prestato e ha ringraziato anche i loro mariti per i lavori sempre gratis che compirono a decoro della cappella. Un vivo ringraziamento meritano anche quelle persone che fungono da Sacrestani: aprono e chiudono la cappella, suonano la campanella, preparano l’altare e tutto l’occorrente per la celebrazione della Messa. Particolarmente va ringraziato il sig. Alberto Martinasso, che oltre l’ufficio di sacrestano, compie anche quello d’inserviente al Sacerdote che celebra la Messa. A dare la ricompensa a tutti, ci penserà la Madonna.
Sepolture. Nella nostra parrocchia nel 1965 abbiamo fatto quindici sepolture. È una cifra normale che corrisponde al dieci per cento della popolazione. Il registro dei morti inizia con Maria Zoppetto nata Boniscontri di 79 anni e termina con Maria Turinetto nata Picco di 75 anni. In maggioranza sono le donne e la più vecchia, di 82 anni, è Natalina Novarese nata Giorda. Da noi le sepolture durano parecchie ore, tanto che diciamo con ragione, che “i Morti ammazzano i Vivi”. Dalla casa del defunto alla chiesa il tragitto di regola è già lungo; ma ancora più lungo è quello dalla chiesa al cimitero (circa due chilometri). Ma d’ora in avanti non sarà più così: non si andrà più al cimitero a piedi, ma in macchina. Ormai l’hanno tutti. Sarà più comodo e si farà più presto. Arrivati al cimitero si farà la solita cerimonia religiosa dell’ultima benedizione al defunto.
Statistica Parrocchiale. La nostra Parrocchia, che circa 30 anni fa, contava 1100 abitanti, è andata crescendo, specialmente in questi ultimi anni con l’ondata degli immigrati del Sud. Attualmente sono circa 1500 parrocchiani. Numerose le case nuove e le ville fabbricate in poco tempo al Villaggio “Pineta”, al Villaggio “Del Sole, alla “Crosa”, al “Marchile”. A Pasqua, passando a benedire, il Vicario ne farà il censimento. Dai registri parrocchiali del 1965 il movimento demografico risulta come segue:
Battesimi: n. 25, di cui n. 10 nati e battezzati in ospedali fuori Piossasco e di cui 12 maschi e 13 femmine.
Matrimoni: n. 18, di cui n. 7 di sposi venuti da fuori parrocchia: vollero celebrare il matrimonio qui non perché qui si facciano cerimonie più solenni che altrove, ma perché qui c’è la comodità di pranzare al vicino e signorile “Ristorante dei Nove Merli”.
Morti: n. 15, di cui n. 8 donne.
Invochiamo da Dio – pace e bene – ai nati e agli sposati, e – pace eterna – ai defunti.
La Storia di Piossasco. “L’Eco di Pinerolo”, giornale settimanale ha parlato della “Storia di Piossasco”, scritta dal nostro Vicario. Ecco l’articolo che s’intitola: “Tutto su Piossasco”. La tradizione del Parroco che scrive la storia della sua comunità, dopo una lunga e paziente ricerca d’archivio, non può tramontare. N’abbiamo un esempio recentissimo nel volume sui “Piossasco” scritto dal Parroco di S. Vito, Giuseppe Fornelli per l’editrice Alzani di Pinerolo (Giuseppe Fornelli – “Storia civile e religiosa di Piossasco” – Editrice Alzani, Pinerolo - £. 2.000). Più che una panoramica storica, il libro è una minuta analisi d’avvenimenti, uomini e istituti che hanno ricamato la nobile antichità di questo quadro strategico di terra piemontese. Il metodo scientifico vi è rispettato, mentre il tono e lo stile del racconto sono dei più avvincenti, perciò, siamo certi, nessuno potrà annoiarsi meno di tutti i Piossaschesi. In effetti, don Fornelli è persuaso che Piossasco sia tutta da scoprire e la realtà d’oggi (un paese ad economia mista senza grandi pretese), non sia in grado di rilevare il glorioso passato, eccezion fatta per qualche residuo architettonico e toponomastico, nonché per quel castello dei Nove Merli dove oggi la gastronomia sovrasta la storia. La storia dei nostri borghi va dunque raccomandata, ha proprio ragione il Parroco di S. Vito come avevano ragione gli antichi monasteri dove pastorale e letteratura andavano perfettamente d’accordo. Infatti, oggi i Piossaschesi conosceranno meglio l’antichità della loro origine (attorno al 1000 Piossasco è già un feudo), la nobiltà del loro blasone (i conti di Piossasco precedevano quelli di Luserna, di S. Martino e di Valperga), lo spirito battagliero e audace dei loro padri (nel 1291 la comunità si ribellò ai Signori per reclamare maggior libertà economica e più giusta sociale), il loro patrimonio religioso e infine la buona e la cattiva sorte. Per noi di Pinerolo è una ricca miniera di notizie che vengono a completare le nostre ricerche storiche. Anzi è proprio questa visione ampia della geografia e della storia della vecchia Piossasco che ha aiutato l’autore a vincere le tentazioni del campanilismo perciò il libro interessa non solo Piossasco, ma Orbassano, Giaveno, Pinerolo, Torino, in pratica tutto il quadro medioevale del Piemonte Occidentale. Leggendo in particolare la seconda parte del volume abbiamo ritrovato nel Parroco di Piossasco la stessa passione del can. Caffaro, lo storico della Chiesa di Pinerolo, studioso severo e raccoglitore fedele di tutti quei documenti che registrano la vita religiosa della nostra comunità. Ma non si tratta soltanto della passione dell’erudito, ma di una ricerca che ha come scopo il tempo presente, o meglio la coscienza religiosa dei suoi lettori. Abbiamo, infatti, col nuovo volume di storia locale, diligentemente curato dall’editrice Alzani, una vera e propria testimonianza di una comunità cristiana, un manuale di pedagogia attraverso la storia.
Il libro si può acquistare: a Piossasco, presso le cartolerie, le tabaccherie e presso l’Autore. A Pinerolo presso la Tipografia “G. Alzani” che lo ha stampato.

Maggio 1966

Parrocchiani carissimi, vi ringrazio del vostro interessamento per la mia salute, e delle preghiere fatte, specialmente nella Cappella del Marchile, per la mia guarigione. Si trattava di un esaurimento, che fu anche grave da non permettermi di celebrare la Messa. Ogni mia energia era scomparsa; ero a terra, ero così prostrato da perdere la speranza di una ripresa. Mi sono attaccato alle medicine, alle iniezioni, al cambiamento d’aria e grazie alle cure di diversi medici, e soprattutto grazie all’aiuto della Madonna, ho cominciato a risalire la china e mi trovo molto migliorato. Però mi è stato impossibile attendere alla benedizione delle case. Ma ho trovato chi mi ha supplito molto bene, ed è il sig. Prefetto della Casa Salesiana di Piossasco. Il quale, possiamo affermare che in parrocchia fa il servizio di un volonteroso Vicecurato. A lui il mio grazie cordiale, e credo di interpretare i vostri sentimenti, se lo ringrazio per voi. Se il buon Dio mi concederà ancora qualche anno di vita, e se avrò la collaborazione del LAICI, cioè dei Parrocchiani e dei lettori del bollettino, secondo lo spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II, qualche cosa di bello e di buono faremo ancora, in chiesa, al piano e ai monti, ad onore della parrocchia e del paese. Vi saluta e vi benedice il vostro Vicario.
In Memoria del Dott. Francesco Alfano. Perdura in Piossasco il cordoglio suscitato dall’inaspettata e affrettata morte del dott. cav. comm. Francesco Alfano. Tutti i Piossaschesi lo rimpiangono: diciamo “tutti”, perché egli come medico era entrato in tutte le famiglie a portare conforto e salute. L’ultimo nostro bollettino parrocchiale si è trasformato in un elegante “numero unico”, dedicato tutto a Lui, per ricordare la sua vita, la quale come Medico, egli spese appassionatamente nell’esercizio della sua professione; e come uomo, fu una dolorosa Via Crucis, data l’infelice situazione della famiglia. Bravo, come Medico, ed Eroico come Uomo. Il suddetto “numero unico” è piaciuto e ogni famiglia ne desidera una copia; ma le copie non furono in quantità sufficiente, perciò n’è stata ordinata la ristampa in modo da accontentare tutti, non solo quelli di Piossasco, ma anche quelli dei paesi circonvicini e lontani ai quali su estendeva l’opera del compianto Dottore. Per trovare copie, rivolgersi al sig. Vicario di S. Vito o alle tabaccherie e cartolerie del paese.

Luglio 1966

Festa alla Frazione Cappella. La seconda domenica del maggio scorso, fu celebrata la festa annuale alla frazione Cappella, la cui Cappella è dedicata alla Madonna dei Fiori che viene invocata con la giaculatoria “Rosa Mistica, ora pro nobis”. Questa festa va prendendo sviluppo,e ogni anno riesce più grandiosa, con un gran concorso di gente, venuta da tutte le frazioni di Piossasco. Il merito di questo successo, in gran parte va ai sigg. Rettori che si addossano i disturbi e le spese dell’organizzazione della festa. Quest’anno erano Rettori il sig. Edoardo Bonetto e i sigg. Vagliengo. Striscioni multicolori attraversavano le strade; diversi giochi popolari si svolsero nel pomeriggio, fra i quali una grande gara bocciofila con ricchi premi; non è mancato il solito incanto degli oggetti raccolti a beneficio della cappella. Il totale dell’incasso pro Cappella è stato di oltre 87 mila lire, come risulta dal seguente prospetto: dall’incanto £. 61.550
In totale sono entrate in cassa £. 87.900, che aggiunte a quelle che già vi erano, formano un fondo di £. 213.200. C’è in progetto di spendere questo denaro in un’opera molto importante: si tratta di coprire in cemento il rivasso o canale che passa davanti alla cappella e costruire così una piccola piazzetta, per comodità di quelli che durante le funzioni devono restare fuori della cappella, che è troppo piccola. Questo lavoro dovrà essere fatto per la festa del prossimo anno. È inteso che i Borghigiani dovranno prestarsi per la mano d’opera.
Festa al Campetto e alle Prese. Campetto e Prese: ecco due zone del territorio di Piossasco, che meritano un aggiornato sviluppo, che attendono il Turismo per essere valorizzare.
Il Campetto è una riviera, dove oggidì stanno sorgendo numerose ville, e dove le vecchie case ringiovaniscono. Al Campetto è già arrivata la luce elettrica; è già arrivato l’acquedotto municipale. C’è solo da migliorare la strada. Tutti gli anni, alla festa del Patrono S. Antero se ne parla, tutti sono d’accordo d’impegnarsi per la sistemazione della brutta strada; e poi non si fa nulla!… quest’anno la festa sarà celebrata domenica 14 agosto con la messa alle ore 10,30.
Le Prese è una zona di mezza montagna. Alta circa 750 metri sul mare. È ricca di frescura, di fontane: sarebbe un posto ideale per passarvi l’estate. Un’occasione propizia per trascorrere lassù almeno una giornata, ci viene offerta dalla festa annuale che alla solitaria cappella verrà celebrata lunedì 8 agosto, in onore della Madonna della neve con Messa alle ore 10. Forse quest’anno per la festa troveremo qualche novità per opera della Pro Loco Piossaschese.
Nuovo Segretario. È bene che la popolazione sia al corrente di ciò che succede nel paese e nel palazzo del Comune. C’è a Piossasco chi non sa ancora, che è stato cambiato il Segretario Comunale. Al rag. sig. Pasquale Castagna è succeduto il sig. Maggiorino Brunet. È nato a Roreto Chisone, paese della Valle del Chisone, poco sopra Perosa Argentina. Un suo zio fece scuola a Piossasco, parecchi anni fa, e molti lo ricordano ancora. Anche il Segretario è maestro, ma a quella di Maestro ha preferito la professione di Segretario Comunale. Egli è stato trasferito qua da None, dove era rimasto oltre cinque anni, e dove si era acquistato stima e simpatia per le sue apprezzate doti; e a None si rimpiange la sua partenza. A lui il “benvenuto” da parte della popolazione Piossaschese, con l’augurio che qui possa trovarsi bene, e possa con soddisfazione prestare la sua opera alla prosperità di Piossasco, che è un paese in via di grande sviluppo.
Strade Asfaltate. Finalmente! Così hanno esclamato i cittadini di Piossasco al vedere asfaltata la Via Cesare Battisti, che passa davanti al Palazzo delle Scuole. È da tempo che se ne parlava e tutti riconoscevano la necessità dell’asfalto, perché in caso di pioggia, di cattivo tempo, la via diventava impraticabile. Finalmente! Sono scomparse quelle buche larghe e profonde, che si riempivano d’acqua, e rendevano difficile il passaggio sia a piedi sia in macchina. C’è tuttavia qualcuno che si lamenta ancora perché l’asfalto non è livellato e piano, ma ondulato, di modo che va in bicicletta, in moto o su piccole macchine, ne risente i frequenti sobbalzi. Anche un tratto di Via Cavour è stato asfaltato. Quanto prima verrà il turno di Via Piave, che è da tanto che aspetta! Così, a poco a poco le vie centrali e più importanti saranno asfaltate: anche questo è segno di progresso. Un’altra novità gradita novità incontra chi da Piazza S. Vito sale ai Castelli: la strada è ora tutta asfaltata. Ne ha fatte le spese il Castellano sig. cav. Luciano Savia, anche se la strada non è tutta sua, ma è per metà comunale. È un tratto della vecchia strada del Campetto, la quale, penetrata nel territorio dei Castelli, devia a sinistra, e passando dietro la casa salesiana e dietro il palazzo dei Palma, scende alla Martignona. Il tratto di strada da S. Vito ai Castelli sarà intitolato ai sigg. Conti di Piossasco, la parte del Comune: perché questi Nobili Signori, che illustrarono il nostro paese, meritano di essere ricordati. Anche questo è segno di progresso!

Settembre 1966.

Asilo S. Vito. Il nostro asilo si riaprirà ai primi d’ottobre, come tutte le altre scuole. I genitori provvedano per tempo per le iscrizioni dei loro bambini. Troveranno una variazione relativa alla retta mensile, la qual è stata aumentata e fissata in lire duemila. L’asilo è diventato più povero: la vecchia casa, che fu la primitiva sede, che era affitta e dava così annualmente un discreto reddito, ora è sfitta, non ci sta più nessun inquilino. Il tetto è rovinato e piove dentro e il resto è in pessime condizioni. Per rimettere tutto in ordine occorrono circa due milioni. Dove trovare questa cifra? Fra i generosi benefattori numeriamo la Cassa di Risparmio di Torino, che ogni anno elargisce la somma di lire centoventicinque mila. Ne siamo ben riconoscenti. C’è il contributo anno dello Stato, che si aggira sulle ottanta mila lire, c’è il contributo del Comune – cinquanta mila lire – che ci sembra piuttosto basso: l’asilo è una scuola, e precisamente “Scuola Materna” e quindi merita un riguardo speciale, un aiuto particolare. Il sig. Virgilio Mola ha fatto l’offerta di dieci mila lire in suffragio del suo parente Giovanni Mola fu Michele. Lo ringraziamo e auguriamo che il suo esempio possa essere imitato, e così con l’aiuto di tutti l’asilo sarà in grado di poter funzionare. L’Amministrazione.
Novità al Marchile. Dalla strada provinciale, lungo la via Gorizia che porta al centro della frazione Marchile, correva un largo e profondo fossato, il quale restringendo la via, diventava sempre più pericolo, dato il crescente via vai di auto, di camion, e di trattori… Alcuni anni fa il sig. Marcello Giordana esortava il Vicario di far coprire il fossato almeno davanti alla cappella, dove sarebbe risultata una piazzetta da dare sfogo alla folla e alle macchine nei giorni di festa, di matrimoni, di sepolture… Fu proprio il Vicario che si interessò per far coprire il fossato in tutta la sua lunghezza. Egli raccolse fra la popolazione il denaro necessario per comprare i tubi, che poi il municipio provvide a metterli a posto nel fossato. Sovraitendeva ai lavori in vice sindaco, quale assessore ai lavori pubblici, sig. Angelo Bonetto. I tubi costarono la cifra di lire duecentotredicimila (213.000) vale a dire circa due mila lire ciascuno. Pubblichiamo l’elenco dei contribuenti a pagare la spesa: la Pro Loco di Piossasco, per n. 10 tubi. Il Gruppo Alpini, per n. 5 tubi. L’Unione Sportiva, per n. 5 tubi. Giordana Marcello, per n. 5 tubi. Geom. Luigi Boursier, per n. 5 tubi. Giuseppe Fiora, per n. 5 tubi. Lidia Frigeris, per n. 3 tubi. Pagarono per n. 2 tubi i sigg. Gino Andruetto, Angela e Tersilla Frigeris, Egidio Rosso (villaggio del Sole), Emilio Spesso, Guglielmo Frigeris, N.N. Angelo, Bonetto. Pagarono per un tubo i sigg. Elio Andruetto, Enrico Tabusso. N.N. Marcello Martinatto e figli, Enrico Buietti, Giovanni Ricchiardi, Gilardi X, Giuseppe Martinatto fu Giovanni, Malvina Lanza, Piero Vigolo, Michele Martinetto fu Clemente, Francesco Martinasso, Renzino Martinasso di Giuseppe, Anna e Renzo Rosso (Cappella), Pierino Lanza, Giovanni Fiora fu Costantino, Albino Fiora, Eraldo Lovera, Pierino Lovera, Cesare Lovera, Luigi Dolza, Francesco Dolza, Antonio Buttigliengo, Luigi Bozzolo Valeriano e Claudio Bruno, Giacomo Spesso, Marino Pautasso, Luigi e Giovanni Lanza, Fantozzi X, Domenica Rolando, Alberto Martinasso. Le suddette offerte corrispondono a n. 83 tubi; ma i tubi occorrenti furono cento. La porta è ancora aperta per chi volesse ancora contribuire. Questo fatto è un esempio di solidarietà umana, e dimostra che il Comune si presta a compiere lavori di pubblica utilità, se la popolazione gli va incontro nelle spese.
Novità in paese. C’è una grossa novità, che ha messo in agitazione molta parte del paese. Si tratta del “Piano Regolatore” che è stato varato dal Consiglio Comunale e che deve andare immediatamente in vigore: la Minoranza ha votato contro. Tutti ne parlano, chi pro, chi contro, anche se non lo conoscono con esattezza. Forse sarebbe stato meglio, se il Piano Regolatore, prima di essere approvato, fosse stato democraticamente e pubblicamente illustrato in riunioni e conferenze. Il Piano Regolatore ha diviso il territorio del paese in tante zone: zona industriale, zona agricola, zona collinare e zone pre collinare…per ogni zona il Piano Regolatore stabilisce di quanti piani si può costruire una casa, una villa, un palazzo (sono proibiti i grattacieli); stabilisce di quanti metri quadrati deve essere circondata la casa, la villa. Se per il passato, ad esempio, bastavano mille metri quadrati e anche meno, d’ora in avanti ne occorrono 1.600. Sembrano un po’ troppi per chi si accontenta di avere attorno alla casa un piccolo orto o giardino. Quelli che strillano di più, sono coloro che hanno già comperato il pezzo di terreno, che hanno già preparato il disegno della casetta, si sono già trovato l’impresario… e ora non possono fabbricare. C’è da sperare che per costoro si faccia un’eccezione! C’è da augurare che questo Piano Regolatore sia sospeso, e intanto venga riveduto e ritoccato, affinché nel paese ritorni la tranquillità e la pace.
Novità in Chiesa. Si tratta di una piccola, ma importante novità: l’hai osservata? Te ne sei accorto?…Entrando nella nostra chiesa parrocchiale per la porta centrale, volgendoti a destra trovi il Gruppo della Pietà: la Madonna Addolorata che tiene sulle ginocchia il suo divin Figlio morto deposto dalla croce. Non si può guardare senza commozione. Il Gruppo che era ancora tal quale fu donato alla Chiesa dal sig. Bartolomeo Fiora in suffragio e a ricordo di sua mamma, circa 30 anni fa, aveva bisogno di essere ripulito e ritoccato. Il lavoro con competenza e finezza venne compiuto dalla pittrice sig.ra Rosamaria Spegnesi moglie del prof. dott. Giovanni Elia, residente a Piossasco, palazzo Bellavista. Il gruppo è ora rifatto a nuovo, e ispira maggior devozione.

Novembre 1966

Novità alla Cappella del Marchile. In quest’ultimo mese d’ottobre la Cappella del Marchile ha funzionato veramente come Succursale della Chiesa parrocchiale. Ogni sera, ad ora tarda (20,30) vi fu la recita del Rosario e la Benedizione eucaristica. La Cappella era piena zeppa di popolo. Il sig. Prefetto o il sig. Direttore della vicina Casa Salesiana scendevano per la funzione. È stata una NOVITA’ ed un esperimento, fatto per accondiscendere al desiderio del Papa, che ha tanto raccomandato la recita del Rosario per ottenere la Pace nel mondo. L’esperimento ha dato buon esito, e si potrebbe ripetere il mese di maggio. La stessa funzione si potrebbe fare la sera dei giorni festivi. Anche questa è una prova della vitalità della nostra parrocchia e del bene spirituale che si procura ai parrocchiani. Ringraziamo il Signore e la Madonna e lavoriamo uniti e volenterosi al miglioramento della vita cristiana. Vostro aff. mo Vicario.
Novità all’Asilo S. Vito. Il nostro Asilo S. Vito ha riaperto i battenti in principio d’ottobre come tutte le Scuole. I bimbi, che già la conoscevano, non hanno più trovato Suor Bruna: è stata trasferita a Nizza Monferrato. La sua partenza è rincresciuta un po’ a tutti, perché Suor Bruna era tanto buona, era ben voluta da tutti. La sua attività si svolgeva anche in Chiesa, ove sapeva far da sagrestana, sapeva cantare, sapeva fare il catechismo. Il sig. Vicario, l’Amministrazione dell’Asilo, la popolazione la ringraziano per il bene fatto qui, pregano il Signore di ricompensarla e di benedirla sempre. Al posto di Suor Bruna è stata destinata qui la giovanissima Suor Franca. È diplomata, è una maestra d’Asilo, che mentre aiuterà la Direttrice Suor Mafalda, sotto la di lei assistenza, imparerà a formarsi un’ottima insegnante. A lei, il saluto di benvenuta fra noi con l’augurio che qui si possa trovare bene. Così il nostro Asilo andrà sempre più migliorando, acquisterà la fiducia delle famiglie e aumenterà il numero dei bambini assistiti.
Paese disgraziato + piano regolatore. “Piossasco è un paese disgraziato!” dicono i forestieri che, attirati dal clima, dalla posizione, dalla vicinanza da Torino,sono venuti qui a fabbricarsi una villa , una casa nel “Villaggio Pineta” o nel “Villaggio del Sole” o nel “Villaggio delle Viole”, o in qualche altra località collinare. Piossasco secondo loro è disgraziato perché:
Manca la luce, cioè le lampade della pubblica illuminazione sono molto ridotte; in certi tronchi di strada mancano completamente.
Manca l’acqua potabile, sovente, nella regione S. Vito, nella parte alata del paese. Le massaie stanno preparando o il pranzo o la cena, ed ecco improvvisamente viene a mancare l’acqua. Manca sempre e solo nella parte alta, a S. Vito. Perché?…
Mancano le strade, cioè le strade comode, asfaltate. Provate quella che dal Marchile va alla Cappella: strada molto frequentata; provate quella che dalla strada provinciale sale alla Cappella per proseguire per il Campetto. Ma la più orribile è quella del Convento Vecchio: non è una strada, ma un “rivasso” ed è completamente senza luce. Ed è una strada non sperduta nella campagna, ma una strada centrale che unisce la numerosa Frazione del Marchile alla Chiesa parrocchiale di S. Vito.
Fra qualche anno, in tempo di elezioni, i candidati passeranno a chiederci i voti… chi non semina non raccoglie! Ad approvare la situazione, è ultimamente arrivato il nuovo “Piano Regolatore” con il suo regolamento edilizio, che ha messo in subbuglio tutta la popolazione, la quale ha partecipato ad una dimostrazione di piazza, organizzata dalla minoranza del Consiglio comunale. Alcuni oratori hanno arringato la folla, spiegando a quali disastrose conseguenze andrebbe incontro il paese, se il regolamento edilizio andasse in vigore. Il nuovo piano regolatore fu votato dal Consiglio comunale nella seduta dell’otto agosto 1966, ma i Consiglieri non ebbero il tempo di esaminare le numerose pagine di cui si compone il piano, e quindi votarono senza aver ben compreso le responsabilità che si assumevano e le conseguenze gravi che ne sarebbero derivate. Ma questo disputato piano è stato presentato alla Commissione edilizia che c’è in Comune? È stato forse discusso fra gli esperti, periti, tecnici di Piossasco per sentire il loro competente parere?… A Roma, alla Camera dei Deputati, quando si vuol varare una Legge, prima se ne distribuisce il progetto ai Deputati perché ne prendono cognizione; poi la si discute, poi si fanno gli emendamenti, e poi si approva. Questo è metodo democratico, che a Piossasco non si è adoperato. Se il regolamento edilizio non si potrà più correggere, a Piossasco verrà ridotta, se non fermata la costruzione di case e ville e il paese rimarrà quello che è. Allora i sognati 10 mila abitanti resteranno per sempre un sogno.
Guardie Notturne. Dall’inizio del mese d’ottobre, anche Piossasco ha se sue guardie notturne. Anche questo è un piccolo passo avanti sulla via del progresso. Appartengono alla “Vigilanza” che è un Istituto provinciale di sorveglianza privata e che ha la sua sede a Rivoli. Da Rivoli quest’Istituto allarga la sua vigilanza sui paesi circonvicini. Ora è arrivato anche a Piossasco. Di notte le guardie circolano e passano e alle porte e ai cancelli lasciando piccoli foglietti, i quali testimoniano il loro servizio di vigilanza. In questi tempi in cui regnano ladri numerosi e audaci, le precauzioni non sono mai troppe. I più interessati a premunirsi contro i ladri, sono i negozi, gli esercizi pubblici; ma qualche famiglia per maggior sicurezza, può fare un contratto con il suddetto Istituto di Vigilanza e conviene sulla cifra da pagare mensilmente. Pertanto, i ladri stiano all’erta, perché d’ora in avanti sarà sempre più difficile “farla franca!”.

Gennaio 1967

Quali i pronostici per il 1967? Guardando al mondo attuale, a quello che succede nelle città e nei paesi, i pronostici non possono essere che disastrosi. Le persone per bene, oneste ed equilibrate si domandano: “ Se andiamo avanti così dove andremo a finire?”. Aumentano i delitti più orrendi: figli che uccidono i propri genitori: padri e madri che, soffocando ogni sentimento maturale, ammazzano i loro figlioli; la moglie che fa a pezzi il suo marito; ragazzi e fanciulle che fuggono di casa per darsi alle più strane avventure; sconcertano gli atteggiamenti dei così detti “scatenati”, e dei capelloni e delle capellone, dall’aria sporca; i furti e le rapine a mano armata sono all’ordine del giorno; la delinquenza minorile e non minorile cresce in modo impressionante; l’immortalità dilaga…Ma nel mondo stiamo diventando tutti pazzi? In verità gli ospedali psichiatrici e i manicomi sono in aumento. Quali le cause? Forse il cinema, forse la televisione, che porta il mondo in casa con tutte le sue brutture, forse la “radio” con le sue incessanti e snervanti canzoni poco morali… Sembra che sia stata abolita la decenza, l’educazione, la moralità, il buon costume e che tutto sia lecito. Ma la causa principale è l’allontanamento dalla pratica della religione. Chiese vuote e stadi pieni. La vita promiscua tra i giovani e le giovani non si considera più un pericolo morale, ma un coefficiente al divertimento, al godere. Finora i Piossaschesi hanno tenuto un tenore di vita serio, equilibrato: tant’è che qui non sono ancora successi i fattacci, che hanno disonorato altri paesi. Ma tardi o tosto potrebbero succedere se i genitori, se gli insegnamenti delle scuole, se i sacerdoti non stanno vigilanti, se non tengono duro. Allora facciamo auguri che il 1967 sia per la nostra parrocchia un anno migliore degli anni passati, e segni un progresso civile e religioso. Con quest’auspicio, dico a tutti: “Buon Anno!”. Il Vicario.
La Parrocchia cresce o diminuisce?
Risponde la Statistica Parrocchiale: nel Registro dei battezzati risultano nati nel 1966 n. 22, ma di essi solo 12 sono nati e battezzati a Piossasco; gli altri sono nati o a Pinerolo o a Torino, in Maternità, in Ospedali, in Cliniche, donde venne data comunicazione alla Parrocchia, dove furono iscritti nel Registro dei battezzati. Di questi n. 22 nati e battezzati, n. 15 sono maschi e sette femmine. Nel Registro dei Morti, per il 1966, risultano deceduti n. 8. Sono registrati soltanto quelli morti in Piossasco, nel territorio della Parrocchia; e non quelli morti fuori parrocchia per diverse circostanze, i quali sono registrati fra i defunti del paese o della città dove morirono. Dunque facendo il confronto si può costatare che nel 1966 furono più i nati che i morti; quindi la parrocchia sarebbe cresciuta. Ma la Parrocchia è in continuo movimento, perché molti sono quelli che durante l’anno cambiano alloggio e residenza; quindi è un movimento di partenze e di arrivi, chi va e chi viene. Sono più quelli che arrivano o quelli che partono? Non è facile farne il calcolo. Nel Registro dei Matrimoni risulta che nel 1966 si sono celebrati n. 18 sposalizi; ma n. 8 furono di sposo venuti fa fuori parrocchia, specialmente da Torino. Nella nostra parrocchia i Matrimoni si fanno anche di domenica; in tante altre parrocchie no, specialmente in Torino, e questo per giustificarvi motivi. Qui da noi le feste nuziali si celebrano con maggiore tranquillità, e anche con una certa solennità; la nostra Chiesa è bella e devota. Di più c’è la comodità, che dopo la funzione in Chiesa, si può facilmente passare al vicino Ristorante dei Nove Merli, ai Castelli, per il pranzo o il rinfresco.
Festa annuale del Marchile. Ogni Frazione della nostra Parrocchia ha la sua Cappella e ogni anno ne celebra la Festa titolare. Al Marchiale la Cappella è intitolata alla Concezione Immacolata di Maria SS.ma e la Festa non si celebra il giorno otto dicembre (che si celebra nella Chiesa parrocchiale), ma nella domenica più vicina che quest’anno (1966) cadde l’undici dicembre. È un’epoca poco felice per fare delle feste, perché anche se non c’è ancora neve, c’è però un freddo assai intenso che non favorisce la partecipazione alle funzioni. Questa volta la festa fu celebrata con una novità, consistente in una Novena di preparazione con Rosario e Benedizione ogni sera ad ora tarda. Funzionava il rev. sig. Prefetto della vicina Casa Salesiana. Nella mattinata della festa ha officiato due Messe il rev. Superiore dei Maristi degli Allivellatori. Nel pomeriggio, ore 15, funzione solenne: il suddetto sig. Prefetto ha tenuto il discorso ufficiale, tessendo le glorie della Madonna Immacolata. Il Vicario disse parole di ringraziamento a quelle persone, che in vario modo prestano la loro opera per il decoro e il funzionamento della Cappella. In modo particolare ha ringraziato le Rettrici Maria e Luisa Buttigliengo per il lavoro compiuto in un anno e pere il dono di un prezioso turibolo, che hanno fatto alla Cappella, che n’era sprovvista. La Festa si è chiusa con la Benedizione Eucaristica. Le nuove Rettrici sono: Rita Martinatto e Tina Bruno.
Il Sig. Vicario nominato Cavaliere. A riguardo della nomina del Vicario a Cavaliere, possiamo aggiungere che la prima comunicazione fu trasmessa da Roma dall’onorevole Emanuela Savio con il seguente telegramma, indirizzato al Vicario: “Lieta comunicarLe unitamente Assessore Botta Sua nomina Cavaliere ordine Repubblica Italiana”. Fir. to Emanuela Savio.
L’inaspettata notizia fu comunicata – dal geom. Botta, assessore alla Provincia ai parenti ed amici del Vicario e cominciarono ad arrivare al neo Cavaliere rallegramenti e felicitazioni per iscritto e per telegrafo. In seguito il sig. Prefetto di Torino confermava ufficialmente la notizia con la seguente lettera: “Sac. Don Giuseppe Fornelli, mi è gradito comunicarLe che il sig. Presidente della Repubblica, con Decreto in data 2 – 6 – 1966, Le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana. Nel complimentarmi con Lei per l’onorificenza distinzione, di cui è stato insignito, Le porgo distinti saluti”. Fir. to Giuseppe Caso. A Piossasco i più contenti e soddisfatti sono i Parrocchiani di San Vito i quali nell’esaltazione del loro Vicario si sono onorati. Questa nomina è un riconoscimento e un premio: quei di Piossasco sanno quanto il Vicario ha operato nel campo religioso, perciò qualche anno fa fu promosso Canonico, e nel campo civile, con la costruzione nuova dell’Asilo S. Vito, e con il suo interessamento ai problemi locali, allo scopo di favorire il progresso del Paese. Un lavoro non indifferente ha compiuto nello scrivere la “Storia civile e religiosa di Piossasco”, pubblicata un anno fa (1965) in occasione delle sue Feste Giubilari. Questa nomina a Cavaliere è dunque un riconoscimento del suo molteplice lavoro in 35 anni di parrocchia, ed in premio alle sue fatiche.
Due altri Cavalieri. Con il Vicario altri due Piossaschesi sono stati eletti Cavalieri al merito della Repubblica. Li volgiamo ricordare, perché lo meritano. Uno è il sig. Luciano Savia, titolare del Ristorante Nove Merli ai castelli, già cavaliere d’altro ordine. La notizia fu comunicata da Roma dal Ministro del Turismo perché il neo cavaliere con il suo rinomato Ristorante ha favorito il turismo a Piossasco, attirando forestieri dalle varie parti d’Italia e anche dall’Estero. Il secondo è il sig. Giovanni Giorda, guardia municipale di Piossasco. La nomina viene dal Ministero della Difesa, perché il neo cavaliere è un ex alpino e un mutilato dell’ultima guerra. In paese il cav. Giorda ha meriti speciali per aver dato vita attiva a un fiorente gruppo di ex alpini, i quali costruirono la nuova strada turistica e panoramica, che dal paese conduce alla vetta del Monte San Giorgio. I Piossaschesi attendono che si organizzano pubblici festeggiamenti in onore dei neo cavalieri, per poter esprimere più vivamente e largamente i loro consensi e i loro rallegramenti.
Anno 1967: Anno del Turismo. L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 1967 “Anno Internazionale del Turismo”. Così tutti i Paesi consacreranno al Turismo un intero anno, allo scopo di rendere in Governi e le rispettive opinioni pubbliche sempre più convinti della crescente importanza del fenomeno turistico, quale potente strumento d’elevazione culturale, economica e sociale degli uomini. Pertanto la Pro Loco Piossaschese richiama l’attenzione dei Piossaschesi sul fenomeno Turismo, che da qualche anno è arrivato a Piossasco e che ha bisogno di essere composto e favorito. Quindi la Pro Loco intensificherà le manifestazioni turistiche, fra le altre la valorizzazione delle pitture scoperte nella Cappella di S. Giorgio. Si tratta d’affreschi che risalgono al secolo XV, e che saranno un’attrattiva per i turisti. Per conservare queste preziose pitture, il 1967 sarà forse l’anno dei restauri all’antica Cappella, prima che si rovini completamente? Facciamo auguri, sperando nella collaborazione di tutti.
La Morte Improvvisa del geom. Morello dott. Riccardo. Il geom. Morello dott. Riccardo è stato stroncato da un collasso cardiaco. Aveva 63 anni. Sabato, 17 dicembre scorso, percorreva le vie di Torino in macchina, guidata dalla consorte, allorché improvvisamente si sentiva male e si accasciava. Trasportato urgentemente all’ospedale “S. Giovanni”, vi giungeva cadavere. Mesi fa aveva avuto un attacco che fu classificato piccolo infarto. Da allora non si fidava più di guidare la macchina; aveva anche diminuito il suo lavoro per curarsi la salute. Ultimamente si prese molto a cuore il nuovo programma di fabbricazione del paese, e si mise a capo dell’opposizione popolare sperando di ottenere o la sospensione o la correzione del Piano. Nel 1922 aveva conseguito il diploma di geometra e subito aveva aperto a Piossasco un ufficio, dimostrando la sua competenza professionale. Nel 1926 si laureò in chimica e farmacia all’Università di Genova. Due anni or sono sposò la signorina Anna Maria Boero, anch’essa laureata in chimica e farmacia, la quale portò in casa del geometra Morello un’aria di serenità e di modernità. Il geom. Morello fu uno dei fondatori della “Pro Loco” di Piossasco e ne fu il primo presidente. Si accinse allora ad un difficile lavoro: quello della sistemazione della strada del Trucco, che unisce il paese alla frazione San Vito. Ne tracciò l’allargamento e con la collaborazione dell’allora sindaco geometra Luigi Boursier nacque quella bella strada che è detta “strada del sole”. Molto avrebbe ancora lavorato per il paese, che amava sinceramente. La morte improvvisa distrusse tutti i suoi progetti. Martedì, 20 corrente, si svolsero a Piossasco solenni funerali. La salma proseguì per Pinerolo per essere tumulata nella tomba della moglie.
Perché i Piossaschesi sappiano. Il Piazzale del Palazzo del Comune ha cambiato nome: è diventato “Piazza Nicola Lorenzo”, medaglia d’oro al Valor Militare, tenente di complemento del 5° Reggimento Alpini, Battaglione Tirana. L’eroico tenente Nicola è un autentico figlio di Piossasco, perché qui nacque il 13-1-1917, durante la prima guerra mondiale. Egli prese parte alla seconda guerra mondiale, combattendo dapprima sul fronte occidentale, poi sul fronte greco –albanese, e quindi andò volontario sul fronte russo, al comando di un plotone. In posizioni avanzate, con attacchi e contrattacchi al nemico, metteva in evidenza le sue doti di tenacia e d’ardimento. Durante la lunga marcia attraverso la gelida steppa della valle del Don, sotto l’infuriare della tormenta, soffrì il congelamento delle mani e impensati disagi. Nella zona di Belogory, in una violenta battaglia, visto cadere il proprio Comandante di Compagnia, il tenente Nicola assumeva il comando del Reparto e balzava alla testa dei suoi Alpini, trascinandoli in vittorioso assalto al nemico, che sgomento si dava alla fuga. Fu in quel travolgente combattimento, che egli fu mortalmente colpito in fronte e immolava la sua giovinezza alla Patria. Era il 26-1-1943. Il 6 novembre 1966, a quest’eroico Alpino, gloria di Piossasco, veniva dedicata la piazza del Palazzo del Comune, dove esiste una lapide che ricorda un altro grande Piossaschese quale fu Alessandro Cruto. La cerimonia meritava maggior preparazione e maggior solennità, perché la popolazione sapesse e partecipasse. Il geom. Luigi Boursier, parlando in nome del Gruppo ex alpini di Piossasco, lesse la motivazione della Medaglia d’oro concessa al tenente Nicola, ringraziò l’Amministrazione Comunale per aver accettata e realizzata la proposta degli Alpini. Ora vorremmo che si sentisse la necessità e l’urgenza di dedicare o una via o una piazza ai nobili Conti di Piossasco, che tanto onorano e resero illustre il nostro paese.

Marzo 1967

Ricordando don Pietro Fiora Il 23 dicembre scorso ad Orbassano chiudeva la sua lunga vita il rev. do don Pietro Fiora. Gli mancavano pochi mesi a compiere 90 anni; di fatti era nato il 10 luglio 1877. Era nato qui nella nostra parrocchia, alla frazione Cappella, da Giuseppe Fiora e Lucia Lupo. Il giorno dopo la nascita ricevette già il battesimo, che gli amministrò il Vicario di allora, don Giovanni Bernero. Gli furono impostimi nomi Pietro e Bartolomeo. Padrini furono Giuseppe Pautasso e Crescenza Fiora. Per assecondare la vocazione sacerdotale, a 15 anni circa, entrava in Seminario a Giaveno, poi a Chieri e poi a Torino. Nel 1904 veniva consacrato Sacerdote fu un ottimo sacerdote. La maggiore e migliore parte della sua vita sacerdotale, la passò ad Orbavano e precisamente dal 1911 alla morte, come Beneficiario e Cappellano della locale Confraternita. Ad Orbassano era arrivato da Carmagnola, dove aveva fatto il Vicecurato. Dalla primavera del 1966 aveva dovuto lasciare la celebrazione della Messa: non si reggeva più in piedi: era malato di vecchiaia. Fu confortato dalla visita dell’Arcivescovo Mons. Pellegrino, del quale conservava una confidente e affettuosa lettera. Obbligato a letto, fu assistito premurosamente dalla fedele nipote Delfina, coadiuvata dai parenti di Piossasco. Ai funerali svoltosi proprio nel giorno di Natale, accorse una gran folla di gente, che voleva ancora testimoniare la sentita riconoscenza verso l’indimenticabile Don Fiora. Il bollettino parrocchiale di Orbassano fa di lui questi elogi: “ Semplice, bonario, popolarissimo, specie nel ceto agricolo, fu come il Parroco delle Frazioni, delle cascine sparse. Era questo il suo campo. Della gente dei campi ebbe le belle doti morali: la linearità, la schiettezza assoluta, l’umiltà sotto certi aspetti aveva conservato un animo infantile, capace di meraviglia per le cose semplici”. Era affezionato alla nostra parrocchia che era la sua parrocchia natia. Non mancava mai alla festa annuale dei Preti, cioè della Congregazione dell’Angelo Custode e nel1958 ne fu il Rettore. Qui celebrò il suo Giubileo Sacerdotale, Messa d’oro, la domenica 11 luglio 1954. Ecco come ne parla il bollettino parrocchiale di quell’anno: “Essendo il rev. don Fiora nato nella nostra parrocchia, era giusto che quì, dove aveva detto la sua prima Messa cinquant’anni fa; quì dove conta tanti parenti, venisse anche a celebrare la sua Messa d’oro. Così fu fatto. Funzionò solennemente anche nel pomeriggio. I parenti, fratello, sorelle, nipoti e pronipoti gli offrirono un grandioso pranzo, raccogliendosi attorno a lui in festosa letizia. Il rev. do don Fiora riconoscente per gli onori ricevuti, ha ringraziato commosso e ha distribuito a tutti un’immagine ricordo e lasciava una oblazione per il nostro asilo infantile”. Anche prima di morire si ricordò del nostro asilo S. Vito, elargendo una discreta somma. Tutti i suoi piccoli risparmi, li destinò a opere di beneficenza. Requiem aeternam dona ei Domine.
La Festa al Prarosto, cioè alla Cappella della Madonna delle Grazie, è stata fissata al 25 aprile, che è festa nazionale, giornata non di lavoro; quindi più numeroso dovrà essere il concorso della popolazione. La Messa sarà celebrata alle ore 9,30.

Maggio 1967

Parrocchiani Carissimi,
Vorrei trovare parole adatte per esprimere il mio sentito Ringraziamento per la solenne dimostrazione che mi avete dato domenica 19 marzo scorso in occasione della consegna della Croce di Cavaliere al merito della Repubblica. Voi vi sentite onorati perché è onorato il vostro Vicario; voi siete lieti e soddisfatti, perché è stato riconosciuto e premiato l’operato del vostro Vicario: chi ne parla male o lo fa per gelosia o per partito preso. Contenti voi, contento anch’io. Qualche anno fa, l’Autorità ecclesiastica mi nominava “Canonico” ed era un riconoscimento di quanto di bene io potevo aver fatto nel campo strettamente religioso e pastorale; ora invece è l’Autorità civile che mi nomina “Cavaliere” e che dimostra di riconoscere quanto di bene posso aver compiuto nel campo civile e sociale. Quando 35 anni fa, io venni Parroco e Vicario a Piossasco, trovai nella Vicaria due ottimo Sacerdoti, che molti di voi hanno conosciuto e ricordano con simpatia: sono il can. cav. don Gaude Parroco degli Allivellatori e il can. cav. don Maddio Cappellano dei Luisetti. Due Sacerdoti che si sono interessati di strade, di luce, di Scuole, di telefoni… per il bene della loro popolazione, e proprio per questo furono nominati Cavalieri. Io ho cercato di imitarli. Così non ho fatto della “politica”, come qualche avversario vorrebbe far credere: qui non c’entra la politica, ma il vero bene del Paese e lo sviluppo della democrazia. La grandiosità dei festeggiamenti si può rilevare dalla cronaca che più sotto pubblichiamo. Il Comitato che ha lavorato per l’organizzazione, può ben sentirsi soddisfatto per il successo raggiunto.
Due Croci: mi è stata data un’altra Croce. Una l’avevo già: mi fu messa sulle spalle al momento della nascita. Lo afferma il Poeta con queste parole: “ Quando io nacqui, mi disse una voce: Tu sei nato a portare la croce”. Così è per tutti gli uomini, come lo dice il Poeta: “Tutti portano la croce quaggiù”. La croce di Cavaliere, per quanto fatta di oro, non è pesante come la prima, la quale aumenta il suo peso man mano che aumentano gli anni. Faccio mie le parole di S. Martino vescovo: vecchio e stanco stava morendo; attorno a Lui si piangeva e si pregava perché il Signore lo conservasse ancora. Il Santo si commosse e pronunciò quelle memorabili parole: “ Signore, se ancora posso fare qualche poco di bene, non “recuso laborem” non mi rifiuto di lavorare ancora”. Così avvenne. Io sono vecchio e non tanto in salute, però se il buon Dio mi dà vita, propongo di lavorare ancora per il benessere della Parrocchia e del Paese. parrocchiani carissimi, pregate per il vostro Vicario, il quale paternamente vi ama e vi benedice, il Vicario.
Cronaca dei festeggiamenti in onore del sig. Vicario nominato Cavaliere. Domenica 19 marzo scorso è stata una giornata, illustrata da diversi avvenimenti che meritano di essere ricordati.
Onomastico del Sig. Vicario. Nel pomeriggio, alle ore 17 nel salone dell’asilo S. Vito, si svolse una breve, ma applaudita accademia. I primi a farsi vedere e ammirare, furono i bimbi dell’asilo, che con poesie, dialoghi, canti e scenette espressero la loro riconoscenza e i loro omaggi al Vicario, quale Presidente. Il coro “La Baita”, sotto la direzione del sig. Paolo Mola, ha eseguito con gusto ed espressione, diversi canti alpini, molto applauditi. Il sig. Vittorio Fiora, prese la parola per esprimere in nome dei parrocchiani auguri fervidi e figliali al Vicario. Il quale, chiudendo la bell’accademia, ringraziò commosso tutti i presenti nel salone, e specialmente tutti gli artisti e coloro che si presentano per preparare questa simpatica e cordiale dimostrazione.
Consegna della Croce di Cavaliere. La parte più solenne della giornata fu quella dei festeggiamenti per il Cavalierato. Dopo la Messa solenne celebrata dal Vicario nella chiesa parrocchiale, durante la quale la nostra scuola cantorum eseguì alcune parti della nuova Messa in italiano, avvenne nel salone dell’asilo S. Vito, la cerimonia della consegna della Croce di Cavaliere. Sul palco, addobbato a festa, attorno al Vicario sedevano l’onorevole Emanuela Savio, l’on. Aurelio Curti, la sig.ra Galesio, consigliera provinciale del nostro Collegio, l’assessore alla Provincia geom. G. Botta, i quali parlarono per ricordare le benemerenze del Vicario per le opere compiute a vantaggio del paese e che gli meritarono la nomina a Cavaliere al merito della Repubblica. Quindi l’On. Savio appese sul petto del Vicario la Croce di Cavaliere, fra gli applausi dei presenti nel salone. Il geom, Luigi Boursier, presidente della Pro Loco annunciava che la preziosa Croce d’oro veniva offerta al Vicario dalla Pro Loco, perché fu uno dei fondatori di quest’Associazione turistica. Il Vicario rispose con calde parole di ringraziamento e ricordò che la pratica per la nomina era stata iniziativa dl compianto On. G. Bovetti. Quindi la pratica si era arenata chissà dove. Gli onorevoli Savio, Curti e il geom. Botta si interessarono per disincagliarla e farla procedere. Meritavano dunque di essere presenti ai festeggiamenti. Seguì il vermut d’onore servito a tutti i presenti (le bottiglie di vermut furono offerte dal sig. Ernesto Geuna, e i diversi liquori dalla ditta “Baudino” di Piossasco).
Pranzo D’onore. Avvenne nell’ampio salone del Ristorante dei Nove Merli al Castello, servito signorilmente come sempre, dal cav. Luciano Savia. Il salone presentava un magnifico colpo d’occhio: cento i commensali. Fra i presenti, oltre le personalità già nominate più sopra, abbiamo notato: il rev.do don Ronco curato del Carmine di Torino, in rappresentanza anche del Clero; il sig. A. Maddaleno sindaco di Cafasse, paese natio del sig. Vicario, con un gruppo di Cafassesi; il rev.do don Burlina in rappresentanza della Casa Salesiana locale; il Maestro Cav. Giovan Battista Fornelli fratello del festeggiato; il Maresciallo dei Carabinieri di Orbassano; il dott. Cesare Gallizio, medico di Piossasco; il dott. Canepa, veterinario; il medico dott. Gianni Fornelli, nipote del Vicario; il sig. Segretario Comunale di Piossasco; il sig. Mario Germena, in rappresentanza del Gruppo Alpini di Piossasco, che inviò anche il gagliardetto; il sig. Trassero, presidente dell’AVIS locale; il Comm. Camerini; il rag. Fissore; il Cav Mario Cattanea; il rag. Sinibaldi; il sig. Giochino Turinetto, in rappresentanza dei Luisetti; il sig. Giulio Goffi, rappresentante della Banda Musicale, il Consigliere Comunale Giuseppe Racca; alcuni coscritti del Vicario; il sig. Giorgio Valvassori, segretario del Partito Liberale; il cav. Mondino rappresentante la minoranza al Consiglio Comunale; il sig. A. Ferrero, esattore del Comune e molti altri di cui ora ci sfugge il nome. Volgiamo però ricordare in particolare il sig. Bartolomasi, il quale come segretario della Federazione di diverse Scuole di Canto, lesse le calorose adesioni inviate dalle dette Scuole: di Alpignano, di Reano, di Casellette, di Pianeza, di Druento … e con vibranti parole aggiunse i suoi rallegramenti ed auguri al neo Cavaliere. Sul finire del pranzo il Vicario pronunciò in suo atteso discorso. La sua prima parola fu di ringraziamento a tutti i presenti per il piacere e per l’onore che gli recarono, partecipando ai festeggiamenti; ringraziò il Comitato per lo zelo con cui preparò la festa; rinnovò il suo ringraziamento a quanti si interessarono per la sua nomina a Cavaliere. Espose poi, quali furono e quali sono i suoi ideali principali del campo civile e sociale:
Far conoscere Piossasco ai Piossaschesi e ai forestieri. Per questo scrisse e pubblicò la Storia civile e religiosa di Piossasco.
Collaborare per il progresso del Paese. Per questo egli favorisce il Turismo e ideò la fondazione della Pro Loco. A Piossasco vi sono diverse zone, adatte allo sviluppo del turismo.
Aprite le vie alla “democrazia”, in pratica andare verso il popolo, sentite la voce del popolo, consultate il popolo, fare in modo che il popolo sappia quello che avviene nel paese, che cosa si fa nelle parrocchie e nel Comune.
Per questo il Vicario si è fatto scrittore e giornalista popolare. La fine del discorso fu coronata da vivissimi applausi da parte dei presenti, che ripetevano al vecchio Vicario l’augurio “ad multos annos”! Oltre i festeggiamenti di cui abbiamo dato la cronaca, il Vicario ricevete un sacco di posta: telegrammi, lettere, cartoline, biglietti, recanti rallegramenti, felicitazioni e auguri da parte dei parrocchiani e non parrocchiani, da luoghi vicini e lontani. Notiamo in particolare quelli del Corpo Insegnante e degli Alunni delle Scuole locali e pubblichiamo una fra le lettere migliori: “Abbiamo appreso con grande entusiasmo la Sua nomina a Cavaliere al merito della Repubblica. Vivamente partecipiamo alla Sua gioia e Le esprimiamo il nostro sentito grazie per quando Ella con spirito sempre nuovo, fa per tutti noi. La Sua opera religiosa e civile è veramente – Luce e Meriggio – per la nostra epoca e il nostro Paese. Affidiamo la nostra riconoscenza a San Giuseppe affinché impetri su di Lei una vera pioggia di benedizione” (famiglia Martinatto…). Lettere sono giunte da parte di molti che non potevano intervenire, perché dovevano festeggiare S. Giuseppe in famiglia o dovevano assentarsi da Piossasco per una data circostanza. In conclusione, la festa del Cavalierato unita a quella dell’onomastico, è stata una dimostrazione d’affetto e di simpatia verso il sig. Vicario, e di tale grandiosità che di più non si poteva desiderare.
Parliamo del nostro Oratorio Festivo. All’ombra della chiesa e presso la casa parrocchiale, ci sono due sale, una più ampia dell’altra, le quali formano la sede del nostro “Oratorio S. Vito”. In queste sale si trovano i giochi più adatti per i ragazzi: bigliardino, ping-pong, calciobalilla, … In queste sale si fa il Catechismo e si tengono le adunanze. Fuori, nel cortile, c’è un largo campo per il gioco del pallone; è questo senz’altro il luogo preferito dai ragazzi. Due Chierici Maristi, che vengono dagli Allivellatori, sovrintendono all’oratorio e assistono ai ragazzi, c’è un orario di apertura e di chiusura e c’è una disciplina da osservare. Al mattino i ragazzi devono trovarsi per la Messa delle ore 9,30; nel pomeriggio devono passare alcuni minuti in chiesa per la benedizione. Queste due cose sono le più importanti, ma le più trascurabili da parte di molti ragazzi. Ma la disciplina è severa: o si va a Messa e a Benedizione o non si fa più parte dell’oratorio, non si può giocare. Queste cose desideriamo che le sappiano i genitori, perché facciamo vive raccomandazioni ai loro figliuoli, affinché osservino orario e disciplina. L’oratorio non è solo fatto per giocare. Intanto ai genitori chiediamo anche un aiuto finanziario: i ragazzi fracassano, rompono, guastano; i palloni si consumano e vanno rinnovati: chi ci aiuterà nelle spese?Genitori, voi siete i primi responsabili dell’educazione cristiana dei vostri figli; se siete convinti che l’oratorio vi dà una mano per l’adempimento di questo dovere, dimostrate la vostra riconoscenza inviando qualche offerta per le necessità dell’oratorio. Il Signore benedica la nostra e la vostra opera, che è assai difficile specialmente ai nostri giorni.
Festa di S. Valeriano. È stata celebrata come al solito, al lunedì di Pasqua, giorno della “Pasquetta”,la festa di S. Valeriano. Di anno in anno le feste riescono sempre più grandiose per il crescente numero di partecipanti. Per San Valeriano non si erano mai viste tanta folla e tante macchine. Al mattino presto, il tempo era imbronciato e minaccioso. Poi un bel sole fugò le nuvole e la giornata fu splendida. I Piossaschesi uscirono dalle loro case, e a frotte s’incamminarono su per le pendici del monte S. Giorgio verso la cappella di San Valeriano. Ai Piossaschesi si aggiunsero i forestieri venuti da Torino e dai paesi vicini, di modo che la Cappella, la quale non è piccola, non poteva contenerli tutti, e molti restarono sul piazzale. Alle ore 10 celebrò la Messa il sig. Vicario, che tenne un breve discorso, sentito da pochi, giacché mancava il microfono. A rendere più festosa e lieta la festa, intervenne la banda musicale di Piossasco con il maestro sig. Nizza, il direttore sig. Giuseppe Filippa e il segretario cassiere sig. Giulio Goffi. Le vibranti esecuzioni della Banda, prima e popola Messa, scossero gli animi e profusero in tutti sensi di letizia ed entusiasmo. Pellegrini e turisti si sparpagliarono poi per il colle e nella pineta per consumare la colazione. Alcune guardie forestali perlustravano la zona vigilando perché non succedessero incendi. Dobbiamo però lamentare che ignobili ladri, o meglio “vandali”, abbiano spezzato un pannello alla porta della sacrestia per poter entrare nella cappella e rubare i pochi denari, che i pellegrini gettano dalle finestre. Il rettore della festa sig. Gino Andruetto, che è falegname, ha riparato il guasto. Tutti sono invitati a segnalare i vandalismi che si verificassero ancora, allo scopo di poter intervenire prontamente nel tentativo di scoprire i responsabili.
Il Pittore Giuseppe Riccardo Lanza, figlio di Emilio, è un Piossaschese che si fa onore. L’anno scorso ha esposto i suoi quadri nel salone del Castello dei Nove Merli: l’esposizione durò troppo poco e molti Piossaschesi non ebbero il tempo per visitarla. Il nome di Giuseppe Riccardo Lanza ha ormai varcato i confini d’Italia, e quest’anno egli espose i suoi lavori nientemeno che in una Galleria di Parigi e precisamente dal 20 aprile al 10 maggio 1967. L’esposizione avviene sotto il patrocinio di Sua Eccellenza Giovanni Fornari, ambasciatore d’Italia a Parigi. Piossasco esprime al giovane pittore i suoi rallegramenti, e formula i voti migliori perché egli possa raccogliere sempre nuovi e preziosi allori.

Luglio 1967

Parrocchiani carissimi, alla frazione Marchile è stato ultimato un lavoro stradale importante, di cui erano in attesa da molto tempo. Il tratto di strada, da casa Frigeris alla strada provinciale, che era stato allargato con la posa di grossi tubi (pagati dalla popolazione), ora è stato asfaltato. Diciamo pure: finalmente! Ma diciamo anche grazie al Comune. Un altro tratto di strada, da tempo aspetta di essere sistemato, ed è quello del “Convento Vecchio”. Se verrà sistemato, allargato e asfaltato, il Comune avrà tutto da guadagnare, perché l’acqua dei temporali e delle piene della bealera, scorrendo sull’asfalto non potrà più recare i danni che recava finora. Anch’io avrei tutto da guadagnare, perché avrei una strada più breve e più comoda per scendere ogni mattino in macchina a celebrare la Messa nella Cappella del Marchile. Ma purtroppo, io non vedrò più ultimata questa strada, perché sul capo dei Parroci, che hanno compiuto 75 anno, pende una spada di Damocle: da un momento all’altro possono essere rimossi e mandati in pensione. Io ne ho compiuti 77 il 17 giugno scorso. I Parroci, attualmente, vengono paragonati agli impiegati, i quali sono messi in pensione per aver raggiunto il limite stabilito d’età. Ma i parroci svolgono non un impiego, ma una missione; hanno una famiglia che è la parrocchia, per la quale hanno sacrificato 20 – 30 – 40 anni di vita… D’ora in avanti dovranno andare a finire la loro vita in un ricovero o casa di riposo, in una stanza fredda e solitaria, senza sentire mai più l’affetto né la compagnia dei figli spirituali, cioè dei parrocchiani. Non è questo un morire prima del tempo? È questa una triste e melanconica realtà, alla quale bisogna guardare in faccia e andarvi incontro con coraggio, il meglio possibile. Vorrei lasciare ancora un ricordo in chiesa. Ve ne parlerò in un altro bollettino. Addio. Pregate per il vostro vecchio Vicario, che vi benedice.
Festa alla Cappella S. Giorgio. (1° maggio) Tre motivi concorsero a rendere grandiosa la festa celebrata in vetta al monte S. Giorgio: la festa di S. Giorgio, la festa del lavoro e la Sagra degli Alpini; e attirano lassù una fiumana di gente, salita a piedi, in moto (nessuno in bicicletta!), soprattutto in macchina. Gli Alpini del Gruppo di Piossasco avevano sistemato bene la strada, specialmente l’ultimo tratto, che si chiama appunto “Strada degli Alpini” e ricorda il lavoro di costruzione da loro compiuto. Una novità è stata l’illuminazione, nella notte della vigilia, della grande Croce monumentale, in vetta al monte; la si vedeva da paesi assai lontani. Alle ore 10,30 ebbe inizio la funzione religiosa con la Messa, celebrata dal Vicario, presso l’entrata della cappella. Nel suo breve discorso il Vicario fece riferimenti storici sull’antichità della cappella, e sui nuovi affreschi, trovati sui muri interni, auspicando lavori di restauro per salvaguardare la cappella che è pericolante.
La funzione terminò ai piedi della grande croce, per ricordare nella preghiera gli Alpini caduti in tutte le guerre. C’è sembrato che i gitanti non fossero numerosi come l’anno passato: forse la causa fu una falsa diceria, messa in giro nel paese, che cioè il transito sulla strada che porta in cima al monte, era stato vietato per evitare il pericolo di incendio nei boschi, come era successo pochi giorni prima. Per questa falsa voce, molti restarono a casa. A portare lassù una nota allegra e festosa, intervenne una rappresentanza della banda musicale di Piossasco. Quest’anno mancavano i Comandanti ed ex Comandanti, Ufficiali Superiori di Reggimenti Alpini, perché nello stesso giorno dovettero partecipare ad un Raduno Nazionale di Penne Nere, a Treviso. Li rappresentava il prof. Proietti, della Sezione di Torino, i quale pronunciò il discorso ufficiale, molto applaudito. In nome del Gruppo Alpini di Piossasco, parlò il geom. Luigi Boursier per manifestare la soddisfazione per la riuscita della festa, per ringraziare gli intervenuti e le spose e le figlie degli alpini per il generoso pranzo preparato e servito presso il rifugio alpino. Erano circa le ore 16, quando un forte colpo di tuono preannunciava un temporale. Avvenne un fuggi fuggi, e in pochi minuti, la vetta del,monte rimase deserta, e… cadde la pioggia. Erano Rettori della festa gli ex Alpini Arturo Germena e Giovanni Sobrino.
Festa alla Frazione Cappella. (Domenica 7 maggio) La festa annuale si celebra sempre in maggio, mese dei fiori, perché la cappella è dedicata alla Madonna dei Fiori. Quest’anno la grandiosità della festa ha superato quella degli anni passati, ma c’era un giusto e particolare motivo: davanti alla cappella scorre una bealera: questa è stata coperta con un ponte in cemento armato, e n’è risultato un piccolo piazzale, che, circondato da una bella cancellata, dona maggior risalto e decoro alla cappella. Il piazzale è stato benedetto e inaugurato nella funzione religiosa del mattino. Il lavoro, molto ben riuscito, è stato compiuto con mano d’opera volontaria, sotto la direzione e collaborazione attivissima del sig. Angelo Bonetto, vicesindaco, il quale con il suo affittavolo sig. Giuseppe Garis, era rettore della festa. Il materiale per la costruzione costò lire 117.665 che furono pagate con i denari raccolti nel giorno stesso della festa: vale a dire dall’incanto, dalla colletta, da offerte delle famiglie e della Pro Loco, da proventi dei giochi popolari, specialmente dalla gara alle bocce, alla quale parteciparono oltre quaranta coppie. Totale incassi lire 145.730. Fra i ricchi premi alla gara bocce, va segnalata la preziosa coppa offerta dal Partito Liberale e che fu guadagnata dalla coppia Torta – Bruno. Un premio speciale andò alla coppia della frazione, meglio classificata, vale a dire ad Eliodoro Maero e Fiancarlo Maritano. Durante la festa ha funzionato uno scelto servizio di Bar per opera del sig. Mario Piatti. I Rettori e quelli che con loro organizzarono la festa si possono ben dire soddisfatti per il magnifico successo.
Chiusura del Mese di Maria. Quest’anno per la prima volta (ed è segno di progresso), il Mese di Maria si è svolto contemporaneamente nella chiesa parrocchiale, e nella cappella del Marchile. Sarebbe stato logico farne la chiusura lo stesso giorno, con una processione che dalla parrocchiale fosse scesa al Marchile. Ma con l’orribile strada del Convento Vecchio, ciò è stato impossibile. Vogliamo pregare i Consiglieri Comunali della parrocchia di S. Vito e specialmente quelli del Marchile, che già s’interessano al riguardo, a voler insistere in municipio, perché presto venga asfaltata la via del Convento Vecchio, che per la nostra parrocchia è un’arteria principale e che dovrebbe servire a diminuire il traffico sulla strada del Trucco. Pertanto la processione non avendo potuto dirigersi al Marchile, si è portata alla Madonnina dei Salesiani. Numerosi i partecipanti.
Gare bocce Fiat. Chi domenica 21 maggio scorso, saliva a S. Vito, Piossasco alto, si meravigliava a vedere un numero straordinario di macchine, ferme lungo la strada e posteggiate sulla piazza S. Vito, tanto che il passaggio era ristretto e difficile. Erano circa duecento. Che cosa stava succedendo? Nient’altro che una grande gara di bocce indetta e riservata agli operai e dipendenti della Sezione Officine FIAT di Rivalta. Erano oltre ottanta coppie. La gara cominciava di buon mattino e si svolgeva sui campi della trattoria S. Giorgio del sig. Dario Sibille e nel cortile dell’oratorio S. Vito, molto animata, ma senza incidenti. Erano in palio ricchi premi in medaglie d’oro. Il primo è toccato al parrocchiano di San Vito sig. Elio Roggero, ottimo garista, che ha già un mucchio di medaglie, guadagnate nelle frequenti gare, alle quali prende parte, senza con onore. Congratulazioni.
Gare bocce S. Vito. In occasione della festa patronale di San Vito, 18 giugno scorso, la Pro Loco organizzò una grande gara di bocce alla quale parteciparono cinquanta coppie di bocciofili. Erano in palio 18 medaglie d’oro e due coppe d’argento: un’offerta dall’onorevole G. A. Arnaud e l’altra dalla Cassa di Risparmio di Torino, tramite l’agenzia di Piossasco. La gara che si svolge senza il minimo incidente, terminò alla mezzanotte.
Gara alle bocce. Un altro spettacolo servì ad attirare gente a S. Vito. La piazza e le vie adiacenti erano occupate da centinaia di macchine. La gara iniziò alle 13,30 e terminò a mezzanotte. I premi consistenti in due coppe d’argento, e diciotto medaglie d’oro erano pubblicamente esposte, per animare i giocatori. La gara indetta dalla Pro Loco di Piossasco fu organizzata e assistita da una giuria della massima competenza e perizia, di modo che non successe il minimo incidente. Intanto nel cortile dell’oratorio S. Vito, a tutti veniva distribuita una generosa bicchierata, alla salute del Vicario e alla prosperità della parrocchia. Chi ha visto la festa di S. Vito, veramente grandiosa in tutte le sue manifestazioni, non può far a meno di conchiudere che la parrocchia di S. Vito lavora per la gloria del paese!

Settembre 1967

Parroci vecchi. In tempi passati, i Parroci invecchiano e morivano nella propria parrocchia, come un padre in mezzo ai suoi figli. Ora i tempi sono cambiati: i Parroci sono equipararti agli impiegati e all’età di 75 anni, o si ritirano spontaneamente e lasciano la direzione della parrocchia o sono obbligati o inviati a farlo dall’Autorità Superiore. Quando i gendarmi, mandati dall’imperatore Napoleone I, si presentano al Papa Pio VI per prelevarlo e condurlo prigioniero in Francia, il Papa, che aveva più di 80 anni, disse con voce compassionevole: “Lasciatemi morire in pace qui a Roma!”. Le sue parole non furono esaudite, e venne deportato in Francia, ove morì ben presto. Ci pare di sentire la voce dei vecchi Parroci, che mormorano: “Lasciateci morire in pace qui nella nostra parrocchia”. Ma le disposizioni nuove sono quelle che sono. Ed allora nasce il problema, non sempre facile a risolversi: dove ritirarsi?… Ci sono Parroci che incontrano un Successore comprensivo, il quale non ha difficoltà a tenere in canonica il vecchio Parroco, il quale intanto potrà ancora fare qualche servizio in parrocchia. Altri parroci escono dalla canonica, ma non dal territorio della parrocchia, e così possono affermare che vivono ancora in famiglia. Altri lasciano la parrocchia e si ritirano al “paesello che è tanto bello”, per respirare l’aria natia, circondati dall’affetto dei parenti. Sono queste le soluzioni migliori del problema. Ma vi sono ancora altri parroci che cercano una casa di riposo o ricovero, vicino o lontano, al monte o al mare, e vi si adattano in una stanzetta, ben diversa dall’ampia canonica. Io non ho ancora risolto il problema: lo sto studiando; ma tardi o tosto una decisione bisognerà prenderla.
Nuovo Lavoro in Chiesa. Ormai tutti sapete quanto poco mi rendeva annualmente la cascina del Beneficio (cascina del Priore), perciò ho deciso di alienarla, e ne ho fatto non una vendita, ma una permuta con una casa la quale con gli affitti degli alloggi rende quattro volte più della cascina. Gli incassi vengono ritirati dalla Curia di Torino, la quale ne devolve solo una percentuale alla nostra parrocchia di S. Vito. Intanto ho già potuto pagare i due milioni di spesa per il tetto della chiesa. Allora che ne faremo delle offerte che già mi avete dato per il tetto della chiesa e che sommano a 200 mila lire? Le destineremo per un altro lavoro, di cui sto per parlarvi. Non basteranno, ma Voi, diletti parrocchiani, continuerete a fare offerte. Anch’io farò la mia, che certamente sarà la più grossa di tutte, come ho sempre fatto, nel passato, per altri lavori. Il nuovo lavoro consisterebbe nel rivestire di marmo le basi dei pilastri e le basi dei muri di tutto l’interno della chiesa. Già più volte ho fatto tinteggiare in nero queste basi, ma la tinta non tiene e dopo poco tempo, le basi si riducono quali ora le vediamo. La nostra bella chiesa la possiamo paragonare ad una distinta persona, ben vestita, ma con le scarpe rotte. Occorrono circa 75 metri quadrati di marmo, al prezzo di dieci mila lire per metro quadrato. Questo sarebbe l’ultimo ricordo cui ho accennato nell’ultimo bollettino: ultimo lavoro, ultimo ricordo prima di ritirarmi in pensione… Con la buona volontà di tutti e con l’aiuto di Dio, speriamo di riuscire a mettere le scarpe nuove alla nostra cara chiesa e renderla così sempre più decorosa e accogliente. Vi benedica Iddio come vi benedice di cuore il vostro aff. mo Vicario.
Parroci in Pensione. A Piossasco ce ne sono due: uno è il Teol. Can. Eugenio Bruno, nato a Piossasco nel 1885. Fu per 40 anni Parroco di Villastellone. Per ragione dell’età, mesi fa dava le dimissioni, lasciava la parrocchia e si ritirava qui al paese natio, presso i parenti, in via Cavour. Nonostante i suoi 82 anni, è ancora vegeto e robusto, e può prestare qualche servizio in parrocchia. L’altro è il Teol. Can. Carlo Gianoglio, Prevosto di S. Francesco di Piossasco. È nato a Cavallermaggiore nel 1890. Ora dopo 36 anni di lavoro (fece il suo ingresso parrocchiale il 5 luglio 1931), sentendosi affaticato e non potendo più attendere come desiderava e com’esigono i tempi, ai suoi gravi doveri, in data 30 giugno scorso faceva formale rinuncia alla parrocchia. Però è rimasto nel territorio della parrocchia, e precisamente in via S. Rocco, in una villetta che è proprietà della parrocchia, e che egli si è fatto sistemare. Così resta ancora in mezzo ai suoi figli spirituali: il cuore ne ha sofferto meno. All’uno e all’altro facciamo auguri e voti di godere la loro meritata pensione, lungamente e felicemente.
Una giornata di preghiere. Si è svolta, come negli anni passati, nel giorno della festa della Madonna Assunta, 15 agosto, alla Grotta di Lourdes, presso la casa salesiana. Quest’anno c’era un motivo particolare: quello di ricordare il cinquantesimo anniversario delle apparizioni della Madonna a Fatima (Portogallo) avvenute nel 1917. Al mattino, alle ore 11, una Messa solenne fu celebrata all’aperto, davanti ai piedi della Madonnina, tutta infiorata e illuminata nella sua piccola grotta o nicchia, scavata nella roccia. Alla sera tardi, a notte, ebbe luogo una grandiosa fiaccolata, che partendo da piazza S. Vito saliva alla grotta, che tutt’attorno era adorna da decine e decine di globi colorati, che diffondevano una luce gioiosa e fantastica. Una folla innumerevole di devoti, venuti anche da lontano, si raccolse ai piedi della Madonna. Si è pregato, cantato, si sentito un elevato discorso, tenuto da un Sacerdote salesiano. Tutto ha servito ad infervorare i cuori e ad accrescere la devozione alla Madonna. La festa venne organizzata dal sig. Floriani, laico salesiano della casa di Piossasco: è chiamato il “Cavaliere della Madonna” per la zelante sua opera per il culto della Madonna.
Diploma di Cavaliere. Qualche mese fa, il sig. Sindaco di Piossasco ha voluto consegnare personalmente al Vicario il diploma dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Il diploma proveniente da Roma era stato trasmesso al Comune di Piossasco dal signor Prefetto di Torino dott. Giuseppe Caso. Sul diploma si legge quanto segue:
“Il Presidente della Repubblica Capo dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana” in considerazione di particolari benemerenze; sentita la Giunta dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana; sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; con Decreto in data Roma 2 giugno 1966, ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al rev. do don Giuseppe Fornelli, con facoltà di fregiarsi delle insegne stabilite per tale classe”.
Firmato: Saragat - Controfirmato: Moro
“Il Cancelliere dell’Ordine dichiara che in esecuzione delle Presidenziali disposizioni, il reverendo don Giuseppe Fornelli è stato iscritto nell’Elenco dei Cavalieri Nazionali al n. 32736, Serie II”.
Contemporaneamente il sig. Sindaco consegnava un identico diploma al cav. Luciano Savia, amministratore del Ristorante “Nove Merli”, il quale era stato nominato Cavaliere nello stesso giorno del Vicario.
Festa al Campetto. La Frazione Campetto, nei tempi passati, era una frazione importante, aveva la sua scuola elementare e il suo cappellano. Ora, da tempo, mancavano e l’una e l’altro: la popolazione è molto ridotta. Però data l’incantevole posizione del Campetto, ogni anno sorgono nuove ville, si rifanno le case vecchie, lo sviluppo edilizio sarebbe maggiore, se ci fosse una migliore strada d’accesso. Ogni anno, anche gli emigrati ritornano per rivedere il luogo, per incontrarsi con parenti e amici e passare con loro una giornata di festa. È la festa titolare della cappella, dedicata a S. Antero papa e martire. Questa festa viene celebrata durante le ferie, appunto per facilitare il raduno e gli incontri. Quest’anno è stata celebrata domenica 20 agosto. A supplire il sig. Vicario impegnato per una sepoltura, intervenne il rev. do don Burlina, prefetto della casa Salesiana di Piossasco, per la funzione religiosa del mattino. C’è stato un incanto d’oggetti vari, che fruttò un incasso di 30 mila lire, pro cappella; vi furono nel pomeriggio divertimenti popolari con gara alle bocce. Tutto si è svolto in una cornice di festa campagnola con gioia e soddisfazione generale. Rettore della festa e principale organizzatore fu il sig. Eugenio Gardois.

Novembre 1967

“Percorriamo umilmente i binari della fede e della preghiera se vogliamo essere sempre collegati a Dio”.
Avete partecipato alla festa dell’ingresso parrocchiale del nuovo Prevosto di S. Francesco; Vi ho visto numerosi; avete fatto bene. Senza essere un indovino, io so quali erano i vostri pensieri in quei momenti; eccoli: “È il nostro nuovo Vicario, il nuovo Parroco di S. Vito quando farà il suo ingresso?… Il nostro ricevimento sarà come questo o sarà più festoso?… Quando andrà via l’attuale Vicario?…” I più anziani tra di voi ricordavano e confrontavano il mio ingresso del 19 luglio 1931, veramente grandioso e solenne. Ebbene, io Vi posso dire che il mio successore non tarderà a venire; non è più questione di anni, ma solo di mesi. Per ora non posso precisarVi di più. C’è ancora da preparare il nido, ove potermi ritirare. Cominciate a preparare i Vostri cuori per ricevere degnamente Colui che verrà tra Voi nel nome del Signore. C’è bisogno di svecchiare e dare alla parrocchia energie nuove e giovanili. I parrocchiani di S. Vito sono aumentati e vanno aumentando; il lavoro è cresciuto e cresce tuttora: il vostro vecchio Vicario da solo non ce la fa più. Mentre vi scrivo queste parole il mio cuore piange. Ci vuole un aiuto speciale di Dio per avere la forza di spezzare tutti i fili che mi legano a voi. Eppure bisogna fare la volontà di Dio.
Sono tutto solo! Un valido aiuto avevo nel Sacerdote salesiano rev. do don Benedetto Burlina, che disimpegnava l’ufficio di Prefetto nella vicina casa salesiana. Nel mese di settembre scorso, ci ha lasciato, perché trasferito alla casa di Monte Oliveto di Pinerolo. Era tanto dinamico, sempre pronto a qualsiasi lavoro o servizio. Svolgeva un proficuo e largo ministero nella chiesa parrocchiale, alla cappella del Marchile e in tutta la parrocchia. Aveva comprensione e previsione, e dove non poteva arrivare il Vicario, arrivava lui. Tutti sentiamo la sua mancanza. Il Signore lo rimuneri di tutto il bene fatto qui. Stiamo in attesa di un altro Prefetto, che possa aiutare me e il sig. Direttore della Casa, che per tanti motivi n’avrebbe bisogno.
All’ingresso del nuovo Prevosto di S. Francesco, io sono intervenuto perché mio dovere come collega e come Vicario. Né a me, né ad onorevoli e personalità, è stato concesso di parlare come avrebbe desiderato, perché il pubblico notasse il loro intervento. Scrivo qui quello che avevo preparato per dire: “Al saluto esultante della Parrocchia di S. Francesco unisco il cordiale e rispettoso saluto della Parrocchia di S. Vito, il mio saluto personale e il saluto della Vicaria di Piossasco. Sig. Prevosto, Lei si può considerare fortunato perché la parrocchia della quale oggi prende possesso, è importante, ha molti pregi: popolazione numerosa che si aggira cui cinque mila e in continua crescita; popolazione buona: “Qui tutta brava gente”; anche se il paese non è più rurale, come in altri tempi; è però “tradizionalista”. I Piossaschesi sono tardi all’entusiasmo, indifferenti alle iniziative, ma conservano e si tramandano il rispetto alla religione e ai suoi Ministri, e praticano, in maggioranza, la fede cristiana. Lei, sig. Prevosto, con le sue energie giovanili saprà sostituire al tradizionalismo un movimento morale religioso qual è voluto dal Concilio. A questo scopo, due parole possono entrare nel suo programma pastorale parrocchiale; sono queste: Risveglio e Rinnovamento. Sono due parole nate dal concilio, ripetute nei Decreti Conciliari e nella stampa cattolica. Realizzando queste parole, lei porterà un sicuro contributo al miglioramento della parrocchia e del paese, dove fra l’altro le resterà a combattere una valida crociata contro un inveterato e persistente campanilismo, che divide e disonora. Fortunato Lei, ma fortunati anche i parrocchiani di S. Francesco perché il nuovo Prevosto non è un semplice Vicecurato, che salendo di grado arriva ad essere Parroco: don Franco Martinacci è un professore, un dotto, scelto dall’Arcivescovo per onorare Piossasco, per guidare Piossasco. L’importante è lasciarsi guidare. Purtroppo, siamo in tempi, in cui le pecore, invece di seguire il pastore, tentano di condurre il pastore dove esse vogliono! Gradisca, sig. Prevosto, auguri di un fecondo ministero, abbondante di soddisfazioni spirituali, cosparso più di rose che di spine. Non è il caso di ripetere il ritornello “ad muiltos annos”, perché a Piossasco i parroci godono di un lungo regno: di 30 – 40 e più anni. Quindi lei ha da spendere qui ancora l’altra metà di sua vita. Faccio e facciamo voti che Lei e i Parrocchiani abbiano sempre da benedire quest’indimenticabile giornata del Suo ingresso parrocchiale, perché da oggi avrà avuto inizio una nuova epoca, nella quale Lei avrà lavorato e collaborato al progresso religioso e civile del Paese”.
Parrocchiani carissimi, questo numero del bollettino è quanto mai interessante; leggete mentre vi saluta e benedice il vostro aff. mo Vicario.
Matrimoni solenni. Nella nostra chiesa parrocchiale, nel 1966, sono stati celebrati n. 16 matrimoni, e quest’anno n. 18. Ma per la metà si tratta si sposi venuti da fuori parrocchia e in maggioranza da Torino. La nostra chiesa è accogliente, bella, silenziosa, facile agli addobbi; quindi piace ed è preferita.
Fra i matrimoni dell’anno scorso, il più vistoso, il più solenne è stato quello di Baravalle (villaggio Pineta). In quest’anno è stato quello di Ornella Fissore (23-9-1967) di cui hanno parlato anche i giornali di Torino. La chiesa era trasformata in un giardino di fiori. I fiori (spiegò il Vicario nel suo discorso), hanno il loro significato, il loro linguaggio: vogliono indicare le doti, le virtù della sposa e significare l’augurio che la nuova strada degli sposi sia cosparsa di fiori, cioè di consolazioni, di gioie e di felicità.
Ingresso del nuovo prevosto di S. Francesco. Cronaca commenti. Domenica 8 ottobre scorso alle ore 15,30, il rev. mo don Franco Martinacci, faceva la sua entrata a Piossasco e prendeva possesso della parrocchia di S. Francesco. preceduto e seguito da un corteo di macchine, proveniva da Giaveno, ove da undici anni insegnava nel Seminario. Giunse a Piossasco accompagnato dal Rettore del Seminario Mons. Burzio, dal papà ex colonnello e dalla mamma ex maestra, genitori di ben dodici figli, di cui due Sacerdoti. Il ricevimento avvenne in piazza San Giacomo, dove era stato eretto un palco, sul quale prese posto il novello Prevosto, attorniato da personalità ed amici; i Sindaci di Piossasco e di Giaveno; gli onorevoli Emanuela Savio, Carlo Stella, G. Pella; il geom. Botta assessore alla Provincia il dott. Dotti…diversi Sacerdoti e Parroci, fra i quali il nostro Vicario di S. Vito. Il Sindaco di Piossasco sig. Giuseppe Andreis gli diede il “benvenuto” in nome della popolazione, la quale, ha fatto notare, è diventata eterogenea a causa degli immigrati, venuti qui da tutte le parti, quindi la missione del parroco è diventata più difficile. Parlarono anche il Rettore del Seminario e il Sindaco di Giaveno per esprimere a nome dei Giavenesi (che erano venuti con due pulman) un ultimo ringraziamento per il bene ricevuto e il rammarico per il distacco e l’addio. Quindi si formò un lungo corteo con a capo la banda musicale di Piossasco, per la via centrale del paese, fino alla porta della chiesa parrocchiale, dove l’economo don Milanesio accolse il nuovo Prevosto, che prima di entrare in chiesa, fu rivestito dell’insigne di Parroco. In chiesa, dopo le rituali cerimonie, il sig. Prevosto fu messo in possesso della parrocchia dal rev. do Cancelliere della Curia di Torino. Seguì la Messa solenne celebrata dal festeggiato, mentre dall’orchestra si diffondevano nell’ampia chiesa canti liturgici, festosamente accompagnati dall’organo. Dopo il Vangelo, il neo Prevosto rivolgeva il suo primo discorso. Senza fare nomi, ringraziò in blocco tutti coloro che si erano disturbati a preparargli l’ingresso. Dichiarò di essere venuto per essere tutto a tutti, sempre a disposizione dei parrocchiani, giorno e notte. Dopo le funzioni religiose, la banda misurale eseguiva uno scelto concerto sulla piazza della chiesa. Calava la notte, quando i parrocchiani di S. Francesco, rientrati nelle loro case, facevano i commenti su quanto avevano sentito e visto, e specialmente su quanto non avevano visto: nessun addobbo per le strade, nessun arco trionfale, nessun striscione inneggiante al nuovo Prevosto, non cartelloni, non bandiere, che avrebbero significato la gioia festosa della parrocchia. Commenti non benevoli si sono ripetuti a proposito del Comitato d’Onore, che si era costituito in preparazione alla festa. Leggendo l’elenco del detto Comitato, non si capisce con quale criterio sia stato compilato: nomi mesi alla rinfusa, senza un ordine, e nomi mancanti, come i nomi dei Presidenti del Gruppo Alpini, della Sportiva, dell’Avis, delle Acli, degli Esercenti, ecc. Mancanti ancora i nominativi delle persone più rappresentative del paese. I due Parroci di Piossasco sono stati privati dei loro titoli di Canonici e Cavalieri. Il Corpo Insegnante non è ricordato… tralasciamo altri rilievi, perché ormai tutto è passato… e il sig. Prevosto è stato contento della dimostrazione, che egli stesso aveva raccomandato che fosse limitata e semplice.
Nei riguardi del novello Prevosto, i commenti furono ottimi, egli suscitò simpatia nei parrocchiani, i quali fin dal primo incontro ravvisarono in lui una figura buona e paterna. Tutti sperano che dal suo impresso cominci un’epoca nuova di progresso religioso e civile per il Paese.
Offerte per la Chiesa. I parrocchiani hanno l’obbligo di provvedere alle spese per la manutenzione e per il decoro della chiesa parrocchiale. Per queste spese non è sufficiente l’elemosina che si raccoglie la domenica con il taschetto durante le funzioni. Nella nostra parrocchia c’è ancora l’usanza antichissima di raccogliere per la chiesa meliga e grano. Qualche settimana fa, i Retori sigg. Michele Siccardi e Oreste Castagno sono passati di casa in casa e hanno raccolto oltre 5 quintali di grano; e dato che quest’anno, l’annata del grano fu scarsa, molti invece del grano fecero un’offerta in denaro. Il tutto fra grano e offerte si raggiunse la cifra di lire 57.650. Altre offerte per un totale di 47.100, sono giunte da parte di fedeli, a tutti, un vivo ringraziamento.
Associazione A.V.I.S. di Piossasco. Domenica 24 settembre scorso, si è svolta in Piossasco la celebrazione del decennale di vita della Sezione A.V.I.S.; la quale, infatti, nacque esattamente il 27 settembre 1957. Erano allora otto i primi Soci: oggi sono ottantotto, di cui sessanta volontari donatori attivi. Il progresso e l’attività della Sezione si devono in massima parte al presidente sig. Trassero Giuseppe. Il quale, nella relazione letta nel gremito salone del cine S. Giorgio, ha elogiato i Soci “… attenti e puntuali alle scadenze trimestrali delle donazioni collettive di sangue”; ha reso noto che dalla fondazione della Sezione ad oggi, sono state effettuate n. 1.290 donazioni, che equivalgono a 387 litri di sangue. Pertanto furono premiati i Soci che più si sono distinti per numero di donazioni. Una medaglia d’oro fu assegnata a dodici volontari, che avevano al loro attivo ben cinquanta donazioni; una medaglia d’argento a quindici Soci che avevano raggiunto n. 35 donazioni; una medaglia di bronzo a undici Soci per venti donazioni, un diploma di benemerenza a dodici soci con dieci donazioni. “Quindi – disse il sig. Trassero nella sua relazione – sono i titoli di merito con i quali ci presentiamo oggi davanti alle Autorità e alla cittadinanza tutta di Piossasco”. Sono veramente titoli preziosi e onorifici, che testimoniano eloquentemente l’opera di fraterna umanità e carità che la Sezione ha svolto e va svolgendo. La premiazione fu fatta dal deputato torinese on. le G. Aldo Arnaud, il quale pronunciò il discorso ufficiale “…sottolineando l’alto valore dell’Associazione e saltando l’atto sublime della donazione del sangue come segno di carità, d’abnegazione e di solidarietà umana”. Alla manifestazione, che si svolse secondo il programma prestabilito e reso noto alla popolazione con larghi manifesti murali, intervennero con i loro labari e bandiere, le rappresentanze di oltre trenta Sezioni, venute da paesi vicini e lontani: Torino, Pinerolo, Moncalieri, Giaveno, Rivoli, Sangano, Grugliasco, Collegno, Beinasco, Cumiana, Frossasco, Porte di Pinerolo, Perosa Argentina, San Germano, Roreto Chisone, Piscina, None, Scalenghe, Virle, Castagnole, Barge, Prarostino, San Secondo, Cafasse, Leinì, Caluso, Settimo, Mazzè, Gattinara, Tronzano, Cigliano, Meda (Milano). Al pranzo sociale consumato al ristorante dei Nove Merli nel Castello Feudale, parteciparono duecento commensali. Il sig. Trassero, presidente, ringraziò tutti: autorità e popolazione e rappresentanze, e un particolare ringraziamento rivolse ai coniugi Castagneto che con la loro generosa offerta contribuirono al pagamento del Labaro del Gruppo Giovani, che fu benedetto al mattino alla Messa sociale. Terminava la sua relazione con queste parole: “Alla cittadinanza di Piossasco diamo l’assicurazione che anche in futuro cercheremo di fare tutto il possibile per mantenere alta questa mobilissima Fiamma, che accesasi dieci anni fa, dovrà continuare e realizzare il meraviglioso ideale di fraterna carità, come vuole l’A.V.I.S.” Aggiungiamo noi che alla popolazione di Piossasco deve sentirsi orgogliosa di questa fiorente Associazione AVIS e cercare di sostenerla.
Raduno Scuole di Canto. (Domenica 15 ottobre). È stata una bella, una splendida, un’indimenticabile festa! In chiesa alla Messa e nel salone all’accademia abbiamo assistito ad esecuzioni musicali che entusiasmarono i nostri spiriti e fecero vibrare di gioia i nostri cuori. Erano sette scuole parrocchiali di canto: Cafasse, Alpignano, Pianezza, Cruento, Caselette, Reano e Piossasco (S. Vito); con debito Regolamento formano una Confederazione, che stabilisce ogni anno un Raduno Sociale, al quale prendono parte tutti o in parte i membri di ciascuna Scuola. Quest’anno il Raduno si tenne nella nostra parrocchia. Il Raduno cominciò alle ore 10. A tutti gli ospiti fu servito un vermouth d’onore della ditta Baudino di Piossasco. Quindi in chiesa avvenne la Messa solenne, che fu cantata da circa cento voci: voci d’uomini (tenori e bassi) e voci di donne (soprani). Ormai tutte le scuole parrocchiali sono diventate “miste”, e le esecuzioni assumono maggiore grandiosità e un migliore effetto. Fu eseguita la Messa “Pontificalis” del grande maestro Lorenzo Perosi. È stato un magnifico spettacolo, dato da una esecuzione inappuntabile; cosa mai vista né sentita a Piossasco. Dirigeva il maestro della scuola di Alpignano e sedeva all’organo il maestro della scuola di Druento: due campioni nel campo della musica. Celebrava la Messa il Vicario, che in brevi, ma calde parole, a nome suo e della sua scuola, diede il benvenuto e il saluto ai numerosi e graditi ospiti, auspicando una lieta e festosa giornata. Intanto venne l’ora del pranzo sociale, e tutti s’incamminarono al ristorante dei Nove Merli nel castello feudale. Tra cantori e amici si contarono 164 commensali. Anche il grande salone del castello presentava un magnifico spettacolo. Alla fine, il presidente della Confederazione sig. cav. G. Fornelli rivolse brevi e commosse parole ai presenti, esprimendo la sua soddisfazione per il buon esito della giornata, e il suo augurio di vita a tutte le scuole, le quali alzarono in piedi e cantarono in coro il loro inno ufficiale. Alle ore 16, nel salone dell’asilo San Vito, si svolse un’accademia musicale vocale, con l’esecuzione di pezzi a quattro e anche a cinque voci: sono state due ore di vero godimento spirituale. Calorosi e prolungati applausi da parte della platea. Le scuole che fecero “la parte del leone” sono state quelle di Alpignano, Pianezza e Druento, dimostrando una superiore preparazione. Chiuse l’accademia il nostro direttore sig. Vittorio Fiora, che rinnovò sentiti ringraziamenti a tutte le scuole per l’onore fattoci con il loro numeroso intervento alla festa; espresse auguri di vitalità e un saluto d’addio o piuttosto un “arrivederci” l’anno prossimo a Pianezza. Era calata la sera, quando le scuole incoronate di allori, ben meritati, lasciarono S. Vito e Piossasco e ritornavano alle loro parrocchie soddisfatte della grande giornata, del ben riuscito raduno. Ha compiuto magistralmente l’ufficio di “speacker” o annunciatore, il sig. Melchiorre Bartolomasi, il Segretario della Confederazione: tutti in lui riconoscono la voce potente, che non ha bisogno del microfono, e la rara abilità, con cui sa infiorare gli annunci.

Gennaio 1968

Parrocchiani Carissimi. Ultimo Vicario di Piossasco. Da secoli l’Archidiocesi di Torino era suddivisa in trentaquattro Vicarie Foranee, e fra questa vi era quella di Piossasco, e la carica era tenuta dal Parroco di S. Vito. Il primo Vicario di Piossasco fu Gabriele De Buri, piossaschese, il quale fu Parroco di S. Vito dal 1452 al 1486. Venne nominato Parroco e Vicario Foraneo nel 1452 dal Vescovo di Torino Mons. Lodovico dei Marchesi di Romagnano. Io sarò l’ultimo della serie, perché le Vicarie foranee sono state abolite con Decreto del Card. Arcivescovo, in data 21 ottobre 1967, e il territorio dell’Archidiocesi, compresa la città di Torino, venne suddiviso in ventiquattro zone “pastorali”. “Il provvedimento – afferma il nostro Card. Arcivescovo nel presentare le Zone – si dimostrava necessario, sia per rendere più rapido e più agevole il contatto tra il centro – diocesi e le singole parrocchie; sia per facilitare lo studio e l’attuazione di una pastorale meglio aderente alla situazione delle varie zone. Le Vicarie – continua il Card. Arcivescovo - costituitesi in condizioni diverse dalle attuali non corrispondono alle necessità presenti”. Le Zone raggruppano ciascuna un determinato numero di parrocchie: noi facciamo parte della X Zona, la quale comprende: Giaveno, Coazze, Forno, Indiretto, Maddalena, Profonda, Sala, Trana, Valgioie, Piossasco, Allivellatori, Cumiana, Costa Pieve, Verna, Tavernette, Avigliana, Drubiaglio, Bruino, Reano, Bottigliera Alta, Sangano. In ogni zona per disposizione dell’Arcivescovo, ci sarà un Vicario Foraneo con poteri più ampi di quelli attuali Vicari e che sarà nominato fra i Sacerdoti della Zona. La nostra Zona fa capo o centro a Giaveno, e quindi il nostro Vicario Foraneo sarà il Vicario della Collegiata di Giaveno. Parrocchiani carissimi, non rimpiangete se la vostra parrocchia e il vostro Parroco hanno perduto un titolo onorifico: si tratta di adattarsi ai tempi e alle disposizioni dei Superiori. Così d’ora in avanti fra i Parroci di Piossasco non ci farà più questione di precedenza e di superiorità perché i due Parroci alla pari, e così sarà anche tolto un motivo che favoriva il campanilismo, a causa d’invidia e gelosia. Parroco è il titolo che si dà ai Sacerdoti che hanno la cura di una parrocchia; è un titolo generico, ma ogni parrocchia dà al suo Parroco un titolo particolare: per esempio di Arciprete (come a Rivalta, a Rivoli), di Pievano (come a Sangano), di Prevosto (come a Bruino), di Priore (come a Orbassano). A Piossasco quello di S. Francesco è Prevosto e quello di S. Vito è Priore.
Il titolo di Vicario se n’è andato: fra qualche mese se n’andrà anche l’ultimo Vicario. Il primo e l’ultimo Vicario sono riuniti in un unico ricordo nel Battistero della nostra chiesa. La vasca, in pietra marmorea, è stata ordinata dal primo Vicario G. De Buri, già nominato più sopra, e il contorno della vasca, in marmi pregiati, è opera dell’ultimo.
Non so con precisione quando farò la rinuncia alla parrocchia, ma certamente entro il 1968, né posso dire chi sarà il mio successore. Non credete, a questo riguardo, a voci che vengono messe in giro: a suo tempo, questo bollettino, ve ne darà notizia certa. Per intanto pregate per chi deve partire e per chi deve arrivare. Questo nuovo anno 1968 vi porterà grandi novità, che segneranno un nuovo periodo nella storia della parrocchia. Faccia il Signore che tutto avvenga a sua gloria e a bene delle anime vostre. Vi benedice aff. mo il vostro Priore.
Festa dell’Immacolata. Da parecchi anni usiamo nella nostra parrocchia festeggiare due volte la Madonna Immacolata: la prima nella chiesa parrocchiale, il giorno 8 dicembre e la seconda nella cappella del Marchile, la domenica seguente che quest’anno cadeva il 10 dicembre. Nella chiesa parrocchiale ha funzionato il Vicario, e la Marchile hanno funzionato i reverenti Sacerdoti Maristi degli Allivellatori con due Messe nella mattinata e con predica e benedizione il pomeriggio. Intervenne anche il Vicario, il quale, data l’occasione, rivolse un pubblico ringraziamento ai reverendi Maristi, che con tanta buona volontà affrontano gravi sacrifici per portare il loro valido aiuto al Vicario e alla nostra parrocchia e in particolare alla cappella del Marchile. Poi un vivo e cordiale ringraziamento è stato diretto alle due Rettrici della cappella: sigg.ne Margherita Martinatto e Tina Bruno, accennando al loro lavoro compiuto per un anno intero: mantenere pulizia e ordine nella cappella; provvedere fiori all’altare… hanno compiuto il loro ufficio con devozione, con generosità, con scrupoloso impegno. Per la circostanza della festa hanno provvisto a far verniciare porta e banchi, tanto che sembravano nuovi, e come ricordo del loro Rettorato, hanno arricchito la cappella di due belle colonnine di marmo, per porvi vasi e fiori davanti alle statue del Cuore di Gesù e del Cuore di Maria. A sostituirle nell’ufficio di Rettrici, sono state elette le signore Vittorina Fiora e Maria Chiodi, che dureranno in carica un anno. Ad esse auguriamo buon lavoro.
Il sig. Ghivarello in pensione. Da alcuni mesi il sig. Mario Ghivarello, avendo raggiunto i 65 anni d’età, ha lasciato il posto che da 32 anni occupava in Municipio, precisamente dal 1935 al 1967 e se n’è andato in pensione, a godere il meritato riposo. Non sarà tanto facile sostituirlo: conosceva tutti i piossaschesi, famiglia per famiglia, conosceva tutti i problemi del paese, servizievole, a tutti sapeva dare le informazioni richieste, talvolta anche ai sindaci e ai segretari. Qualcuno giustamente ha detto che il sig. Ghivarello si poteva chiamare “l’Archivio del Comune”, perché tutto sapeva, tutto ricordava. Da ricordare è l’opera che il sig. Ghivarello svolse durante l’ultima guerra: è lui che ha salvato il paese, che i tedeschi minacciavano di distruggere, mettendolo a ferro e fuoco. A riconoscimento dei suoi meriti, del servizio fedele prestato, la Giunta Comunale gli ha offerto una medaglia d’oro. C’è in paese chi ha esclamato: “Troppo poco. Qui ci andava una croce di Cavaliere!”. I dipendenti del Municipio, suoi colleghi d’ufficio con a capo il sig. segretario, hanno organizzato in suo onore una cena al ristorante dei Nove Merli. Ma la cosa è stata fatta un po’ in sordina: pochi l’hanno saputo; altrimenti i partecipanti invece di quarantacinque sarebbero stati certamente il doppio. Molti che ci tengono a dimostrargli la loro amicizia e la loro riconoscenza per i favori ricevuti, pensano di organizzare un’altra dimostrazione in occasione dell’onomastico del sig. Ghivarello, il 19 gennaio, festa di S. Mario. Al sig. Ghivarello auguri sinceri perché possa godere a lungo e in buona salute la pensione e il meritato riposo.
Medaglia di Benemerenza. Sabato 25 novembre scorso, avvenne una simpatica manifestazione in onore della maestra sig.na Margherita Marta. È andata in pensione con oltre quarant’anni d’insegnamento nelle scuole elementari, dei quali venti in Piossasco. L’autorità superiore della pubblica istruzione le ha decretato una medaglia d’oro di benemerenza, e per la consegna il corpo insegnanti ha promosso una festa di simpatia e di riconoscenza. La manifestazione, a cui erano presenti tutte le molte maestre di Piossasco, si svolse nel grande salone del cinema S. Giorgio. Ad un omaggio di fiori da parte di alcune ex alunne, seguì il discorso del Sindaco, che a nome della popolazione ringraziò la maestra per l’opera prestata in paese; e quindi appese la medaglia sul petto della festeggiata. Parlarono il direttore didattico di Orbassano e il Vicario di S. Vito, i quali sottolinearono il sacrificio di oltre quaranta anni d’insegnamento nelle scuole elementari. Evidentemente commossa, a tutti rispose la maestra, ringraziando.
La Filarmonica comunale in festa. La nostra Banda o Filarmonica Comunale, domenica 26 novembre scorso ha celebrato la festa della Patrona S. Cecilia. Ci fu come il solito, il concerto in piazza e il pranzo sociale al ristorante del Canon d’Oro. Ma questa volta il programma della festa conteneva una sorprendente novità: la Banda ha suonato in chiesa durante la Messa, eseguendo pezzi classici, adatti alla circostanza. È stato un atto d’incoraggiamento alla Banda, la quale ha bisogno di trovare dei sostenitori e dei benefattori. Ma c’è chi approva e chi no: far rientrare la banda musicale in chiesa dalla quale era stata estromessa da decine d’anni, si può forse dire un progresso? Ad ogni modo l’ultima parola in proposito, e per tutte le Bande, spetta alla sacra liturgia. Al pranzo hanno partecipato oltre sessanta commensali: vi era il sig. Sindaco, che ufficialmente è il Presidente della Filarmonica; vi era il rev. do Prevosto di S. Francesco (il Vicario aveva mandato una lettera per scusare la sua assenza). La Direzione della Banda con l’ottimo maestro sig. Nizza, era al completo. Vi era il Presidente della Pro Loco. Molti discorsi con parole sincere di lode alla nostra Banda per i servizi che presta durante l’anno, con auguri di lunga vita e attiva.
Strade Asfaltate. Mesi fa in paese c’era un gran parlare di strade e di asfalto: la popolazione attendeva impaziente l’inizio dei lavori dell’asfaltatura di gran parte delle vie del paese; ma poi non vi vide nulla di fatto. Allora le male lingue cominciarono a mormorare e a dire che i lavori sarebbero sospesi fino a poco prima delle elezioni amministrative. Invece è con certezza che i lavori si faranno entro il 1968 per un a spesa di 31 milioni. Ecco l’elenco ufficiale delle vie che verranno sistemate e asfaltate: via Cesare Battisti – via Mario Davide –via Gorizia – via Marchile – via Piave – via Rivalta – via Peschiera – via Molino – via Bruino e regione Cappella.perché non si parla della via Convento Vecchio? In municipio ancora non si ha capito l’importanza di questa strada: e si vede che i sigg. Consiglieri della parrocchia S. Vito e in particolare quello del Marchile non hanno fatto abbastanza pressione, non hanno adoperato tutta la loro influenza onde riuscire ad ottenere quel che tutti i parrocchiani di S. Vito desiderano da anni. Allora “campa cavallo che l’erba cresce!”. Fino a quando bisognerà ancora attendere? Attualmente i coerenti alla strada e sono due soli, il sig. cav. Gervasio e i Salesiani sono disposti a cedere due metri di terreno da una parte e dall’altra, di modo che la strada si allargherebbe di quattro metri. Se si aspetta potrebbero anche cambiare idea!…
Incendi Boschivi. Il Corpo Forestale, tramite la stazione di Giaveno, ha inviato anche a Piossasco una circolare riguardante gli incendi boschivi. Purtroppo, da un anno a questa parte, questi incendi sono stati numerosi e molto dannosi. In gran parte sono dovuti a negligenza da parte di persone che saltuariamente o abitualmente, frequentano nei boschi. Anche a Piossasco ne ha fatto esperienza: l’ultimo incendio che si è avvicinato ed ha minacciato la villa Battistini, ha rovinato e distrutto migliaia di piante delle pinete, che fasciano i fianchi del monte S. Giorgio. La circolare avverte che non si possono accendere fuochi se non alla distanza di almeno cento metri dal limite dei boschi. Nei mesi estivi è vietato fumare nei boschi. “L’abbruciamento delle foglie e dei ricci è consentito purché avvenga negli spazi ben ripuliti, sotto sorveglianza e solo nelle giornate piovose e senza vento. Chiunque in occasione d’incendio nei boschi rifiuta il proprio aiuto al Funzionario che dirige le operazioni di spegnimento, è punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a £. 24 mila”. Le infrazioni alle disposizioni date saranno severamente punite, e i danni dovranno essere riparati. PIOSSASCHESI! Salvate, difendete le vostre belle piante, che sono costate anni di sacrificio, prima d’essere quelle che ora sono!
Ufficiale Sanitario. È un incarico molto importante in un comune. Dopo il dott. Comm. Francesco Alfano, che lo aveva tenuto per molti anni, era stato dato al medico condotto dott. Ercole Persolio, il quale, l’anno passato, per gravi condizioni di salute, dovette rinunciare all’incarico. Ma, “…dato atto che i servizi di vigilanza igienica e profilassi devono essere al più presto ripristinati, nell’interesse della salute pubblica”, il Medico provinciale di Torino nominava con decreto del 28-10-1967 a coprire la carica di Ufficiale Sanitario il dott. Cesare Gallizio, medico chirurgo.

Marzo 1968

Si avvicina il giorno della mia rinuncia alla Parrocchia. In certi momenti sento che mi mancano ormai le forze necessarie per un proficuo ministero parrocchiale e che ho bisogno di riposo. Posso ripetere quello che recitiamo nella Liturgia della Settimana Santa: “Lo spirito è ancora vigoroso e pronto, ma la carne cioè il fisico è debole”. Quindi si avvicina la nostra separazione. Quanti ricordi si affollano alla mia mente e al mio cuore! Ricordi di quasi 40 anni, dal giorno del vostro grandioso ricevimento per il mio ingresso parrocchiale, 19 luglio 1931, fino ad oggi. Le opere parrocchiali che abbiamo compiuto insieme, sono ricordate nei bollettini parrocchiali conservati nell’archivio, e sono impresse nella mia e nella vostra memoria. In chiesa altari e quadri, e specialmente il nuovo battistero parlano del nostro lavoro per il decoro della casa di Dio; fuori della chiesa, le cappelle vecchie restaurate e quelle nuove tirate su dalle fondamenta, parlando della nostra devozione alla Madonna e ai Santi. Fuori del campo strettamente religioso non dimenticheremo mai il caro asilo S. Vito, che abbiamo dotato di un edificio nuovo e moderno, con un salone, che fu tante volte teatro di molti saggi dei bambini e di rappresentazioni varie. Sta per chiudersi un’epoca intensamente vissuta della storia della nostra parrocchia. Oh, i bei tempi, quando oltre il 20 per cento dei parrocchiani era iscritto all’Associazione Cattolica fiorente ed operosa; quando le due scuole di canto raccogliendo allori con magnifiche esecuzioni in chiesa e nelle accademie. Ora il ricco patrimonio musicale dorme e dormirà per sempre in un grosso armadio, perché per le nuove disposizioni del Concilio Ecumenico, quella musica non si potrà più eseguire. Abbiamo avuto degli anni meravigliosi, quando la gente era diversa di adesso, quando era più facile fare il Parroco e si potevano raccogliere tante soddisfazioni morali. Ne ringraziamo il Signore. Ma non sono mancate le spinte, e alcune molto acute e profonde; ma se non fosse così, non si potrebbe rassomigliare al Divino Maestro. Me ne vado POVERO come quando sono entrato qui, anzi, più povero: ho curato la casa di Dio e ho trascurato la casa canonica, la quale nonostante qualche miglioramento, è rimasta la casa più malandata di tutta la parrocchia. Il Divino Maestro volle essere povero, amò i poveri, e nel Vangelo esaltò la povertà. Alla porta della mia canonica, nessun povero non ha mai chiesto invano un aiuto. Su questo punto forse non potevo fare di più. Parrocchiani carissimi, ricordate a lungo il bene che vi ha voluto il vostro ultimo Vicario, e dimenticherete le sue manchevolezze e i suoi errori; ed insieme preghiamo che il nuovo Priore, che Dio vi manderà, vi sia più e meglio di me “Padre e Pastore”.
L’ULTIMA PASQUA: il Vangelo racconta che il Divin Maestro sentendo vicina l’ora, in cui avrebbe lasciato il mondo per ritornare al Padre celeste, radunò i suoi cari Apostoli, e con essi consumò la sua ULTIMA CENA, la sera del giovedì santo. Anch’io nell’aspettativa di lasciare la parrocchia desidero celebrare la Pasqua con i miei cari parrocchiani. Pertanto, nel giorno della festa di S. Giuseppe farò la Pasqua con gli uomini (giovani e adulti): nelle sere di sabato 16 marzo e di lunedì 18, si terranno due conferenze preparatorie, nella cappella del Marchile, alle ore 20,30. Nella domenica delle Palme, faranno la loro Pasqua le donne (sposate e non sposate), la quale sarà preceduta da due conferenze, la sera del venerdì e sabato alle ore 20,30, pure nella cappella del Marchile. Oh, se si potesse dire che per la comodità e per la circostanza, tutti i parrocchiani, proprio tutti, hanno fatto la loro Comunione pasquale con il loro ultimo Vicario! Col cuore commosso a questi pensieri, che sanno d’addio, vi saluta e vi benedico. Vostro Vicario.
Avvisi Importanti.
La benedizione delle case usiamo compierla nel tempo pasquale; ma in verità si può farla in qualsiasi tempo. Lasciamola dunque fare dal nuovo Priore, dopo che avrà preso possesso della parrocchia; così passando di casa in casa potrà fare conoscenza con tutte le famiglie della parrocchia. Ne sarà comunicata notizia a tempo opportuno.
Primo Maggio, festa di S. Giorgio, festa dei lavoratori, Sagra degli Alpini. Il concorso o l’incontro di queste tre feste contribuisce a rendere grandiosa e solenne la giornata. Le feste saranno celebrate alla cappella in cima al monte S. Giorgio, con la Messa alle ore 10,30. Gli Alpini del gruppo di Piossasco avranno cura di rivedere e sistemare la strada, che anni fa essi hanno costruito, in modo che si possa salire comodamente in macchina.
Festa di S. Antonio Abate. È stata celebrata solennemente domenica 14 gennaio, con larga partecipazione di soci o confratelli della Compagnia di S. Antonio Abate la quale da secoli esiste nella nostra parrocchiale di S. Vito. A questa Compagnia erano iscritti anche i Conti di Piossasco, molti dei quali portavano il nome Antonio. I soci hanno avuto comodità di versare ai rettori la loro quota annuale. Chi non avesse potuto farlo, si presenti all’ufficio parrocchiale in qualunque giorno festivo. Il Vicario nel suo discorso ai soci, ha spiegato quanto sia antica la devozione a Sant’Antonio Abate nella nostra parrocchia e in tutto Piossasco. Nel 1460, il parroco di allora (e allora in Piossasco vi era una sola parrocchia), padre Gabriele de’Buri faceva dipingere sulla parete esterna della chiesa parrocchiale, lato a mezzodì, verso la piazza, l’immagine di S. Antonio Abate in statura naturale; è un affresco, che si conserva tuttora. È questo un segno che fin d’allora i piossaschesi erano devoti di S. Antonio. Quando venne costruita nel 1600 l’attuale grande chiesa parrocchiale, vi fu eretto l’attuale intitolato a S. Antonio Abate. A quest’altare, fu celebrata la Messa del Santo dal Padre Superiore dei Maristi degli Allivellatori che tenne anche il panegirico del Santo. Si è fatta una constatazione: i soci della Compagnia sono in diminuzione. Per quale motivo? Nei coltivatori diretti va diminuendo la fede cristiana o la fiducia nella protezione del Santo? Alla festa non è mancato il pranzo sociale, consumato alla trattoria San Giorgio, servito con piena soddisfazione di tutti i presenti. I Rettori della festa, Angelo Grimaldi e Cesare Lanza, furono molto soddisfatti del buon esito della festa; e questo anche per loro merito.
Storia di Piossasco. Fra i ricordi migliori e più importanti che il Vicario lascia di sé ai piossaschesi, è certamente la “Storia civile e religiosa di Piossasco”, che ha scritto in molti anni di lavoro. La lettura di questo libro ha suggerito ad uno scrittore romano, il seguente brioso articolo, che fu pubblicato su una rivista mensile che si stampa a Roma. Eccolo. A sentire don Giuseppe Fornelli, autore di una “Storia civile e religiosa di Piossasco”, questo incantevole paese a venti chilometri da Torino vive all’insegna dei merli. A prescindere dal fatto che i merli autentici, quei simpatici ed intelligenti uccelli della famiglia dei tordi che amano i giardini e i boschi, trovano sulle colline di Piossasco l’ambiente ideale per i loro gusti, tali colline sono popolate da castelli di varie epoche, ma tutti muniti, come ogni castello che si rispetti, di un buon numero di merli. questi castelli merlati si arrampicavano su per il monte – un bel monte boscoso che prende il nome da San Giorgio – che protegge Piossasco dai venti di tramontana e al tempo stesso lo espone al sole di mezzodì. In tempi “meno leggiadri e più feroci”, naturalmente, il monte con i suoi castelli proteggeva il paese anche dalle brame altrui; oggi, invece, attizza le brame dei bravi torinesi in cerca di verde e di aria buona a ragionevole distanza dalla città, e offre loro le più ampie soddisfazioni, comprese quelle gastronomiche. Il più antico ed illustre di questi castelli merlati, le cui rovine dominano ancora dall’alto tutti i castelli più giovani e ben portanti, si chiama manco dirlo, il Gran Merlone, sebbene il popolo lo abbia battezzato il Castellaccio. Chi lo eresse? Lo eresse Merlo I, capostipite della famiglia dei signori e conti di Piossasco, nel IX secolo. Robusto ed efficiente come l’uccello di cui porta il nome, Merlo I diede origine non ad una, ma a nuove famiglie, che si distinsero fra le più illustri del Piemonte. Ciò spiega perché lo stemma dei Conti di Piossasco sia rappresentato da nove merli, disposti su quattro ordini in campo ovale. È uno stemma che risale al 1465, quando i Merlo ebbero dai Savoia il titolo comitale. Ma i torinesi che vengono a cercare ristoro a Piossasco non sono attratti tanto dai nove merli dello stemma dei Conti di Piossasco quando dai nove merli dell’insegna del ristorante omonimo, piazzatosi nel più bello dei castelli superstiti. È un ristorante la cui cucina gode meritatissima fama e che attesta il buon senso pratico dei piossaschesi. I vecchi castelli disoccupati sono uno spettacolo triste ed inutile, mentre un castello ringiovanito e in piena attività culinaria è uno spettacolo lieto ed utile. Del resto, come è noto, una della attività principali dei vecchi castelli era proprio l’attività culinaria. Insomma, ci sembra giusta dire che Piossasco vive e prospera all’insegna dei merli. Non si creda, però che Piossasco sia tutto qui e che offra soltanto i godimenti di una buona cucina, sull’alto del Monte S. Giorgio sorge ancora la cappella dell’antico convento di monaci benedettini, convento la cui fondazione precedette quella del Gran Merlone, se è vero che risale all’anno mille o giù di lì. Non occorre arrampicarsi così in alto per ammirare uno degli spettacoli più superbi della catena delle Alpi sia capace di offrire. Non c’è punto di Piossasco dal quale non si veda il Monviso in tutta la sua maestà. Certo è preferibile, per ammirare questo spettacolo, salire in macchina per la via del Trucco (trucco simpaticissimo) fino a S. Vito, detto anche “regione di S. Vito” o Piossasco alta. Qui, nella regione di San Vito, si trovano anche le testimonianze – sotto forma di embrici e cocci - dell’origine romana di Piossasco, il cui nome, stando a don Giuseppe Fornelli, deriverebbe da un Plauzio Marco (donde Plauciasco prima, Plozzasco e Piossasco poi), che vi avrebbe rappresentato l’autorità imperiale. Da S. Vito si domina non solo la cerchia maestosa delle Alpi, con la punta di lancia del Monviso, che il primo sole accende di fulgori, ma anche quello che passa per essere il più grande uliveto del Piemonte, favorito appunto dal riparo che il Monte S. Giorgio offre contro il soffio della tramontana. Al piede del monte, lungo la provinciale che da Torino porta a Pinerolo, si stende – con il palazzo del comune, la chiesa parrocchiale dedicata a S. Francesco, le scuole elementari e medie, l’ospedale – il Piossasco moderno, la cui popolazione, in costante aumento, ha superato i seimila abitanti.
Su “La Gazzetta del Popolo”, di Torino, nel numero del 12 gennaio scorso, è comparso il seguente articolo, che ha lo scopo di interessare i torinesi al libro di “Storia di Piossasco”.
Un interessante volume a disposizione dei torinesi.
La gloriosa storia di Piossasco nei “9 merli” del 1° castellano.
Nei piccoli paesi più che nelle grandi città, nelle loro antiche tradizioni, in certi modi di dire che si sono tramandati di padre in figlio, negli antichi documenti che si trovano negli archivi parrocchiali, ma anche in certi angoli di strade, in certe macchie d’alberi, in certe piccole o grandi croci disseminate nelle campagne ci sono preziose testimonianze del nostro passato, della nostra storia. Testimonianze ancora vive, come quel masso con sopra una croce che si incontra ad un certo punto dell’antica strada Pinerolo - Torino, detto Pilone Baroni. Chi abbia un po’ di pazienza di fermare la macchina, accostarsi al masso e leggerne la lapide, si riporta alla mente nomi e fatti della nostra storia: “In questi campi – il 4 ottobre 1693 – le truppe di Vittorio Amedeo II di Savoia – soverchiate dal numero dei francesi – difesero fino all’ultimo l’onore dei Savoia – speranza d’Italia”. E, sul braccio traverso della croce: “Victis et victoribus in Deo resurrecturis”. Fu una sconfitta di Vittorio Amedeo II, quello che poi passò alla storia giustamente per avere liberato Torino 13 anni dopo; ma mentre di quest’ultima battaglia tutti conoscono le vicende e ne vedono quotidianamente la testimonianza nella basilica di Superga, delle altre ne parlano soltanto i libri che pochi specializzati possono consultare. La Marmaglia era un castello, uno dei tanti castelli di Piossasco, il paese del quale il priore di San Vito, Can. Giuseppe Fornelli, ha scritto – con ricerche degne di uno storico di professione – la storia che ha visto la luce in questi ultimi anni, in un interessante volume di circa 400 pagine. Una storia che comincia con l’infeudamento di quelle terre e che, come tutte le storie, è ancora aperta. Il capostipite dei signori di Piossasco fu “un certo Merlo”; egli per lo meno è il primo del quale si abbia notizia certa. Infatti, in un documento del 1097 lo troviamo insieme con altri nobili a rendere omaggio ad Umberto II di Savoia. Il titolo di “castellano” lo troviamo in un documento dell’anno successivo nel quale egli figura da testimone all’atto di donazione fatto sempre da Umberto II di tutti i suoi possessi in Frossasco all’Abbazia di Pinerolo. Ma il nome di Merlo non è finito con lui. Lo troviamo ancora oggi. Fu lui infatti che volle nella propria insegna nobiliare i merli e nome di un famoso ristorante, ricavato nel nobile castello “I nove merli” ricorda proprio lui, il capostipite della stirpe. Anche se chi va a sedersi a quei tavoli è molto lontano dal pensare a questo. Episodi ce ne sono a non finire: liti e alleanze con i Savoia, Piossasco durante la peste del 1630, durante la rivoluzione francese, che fece “deporre il titolo nobiliare e anche il cognome “Piossasco” ai conti che abitavano in Piossasco”, la battaglia legale per riaverlo, i tumulti popolari; ma sono episodi che vanno gustati nelle quattrocento pagine del libro alle quali l’autore promette di aggiungerne altre come appendice, perché “…ancora molte cose ci sarebbero da narrare e molte da completare”.

Maggio 1968

Ringraziamenti. In occasione del mio onomastico (San Giuseppe) ho avuto il piacere di ricevere molti auguri: in biglietti da visita, in cartoline, in lettere e telegrammi. Fra i più graditi auguri, quelli di una serena vecchiaia in “meritato riposo”. Ed è proprio quello che desideravo; perciò auspico che gli auguri si abbiano a realizzare. Non potendo rispondere a tutti individualmente, mi servo di questo bollettino per ringraziare e contraccambiare in auguri pasquali di “Pace e Bene”. Soprattutto mi ha fatto piacere vedere un numero così grande di uomini, quale non si vide mai per il passato, a fare la loro Comunione pasquale: e la fecero anche in omaggio al Vicario; sarà l’ultima Pasqua passata insieme. Li ringrazio vivamente.
Bollettino. Sarà questo l’ultimo numero del bollettino parrocchiale? Forse si. Molti ne saranno contenti e molto spiacenti. Contenti quelli che nel bollettino qualche volta trovavano e temevano una voce d’opposizione e di critica; ma sempre voce della verità, che non ebbe paura di minacce. Contenti saranno della morte del bollettino quelli che conservarono sempre gelosia e invidia verso la nostra parrocchia e spirito campanilistico. Spiacenti saranno coloro che ansiosamente aspettavano che avvivasse il bollettino, che recava sempre informazioni non solo di vita religiosa ma anche civile, riguardanti il paese; era un notiziario dei principali avvenimenti che potevano interessare la popolazione.
Rinuncia della Parrocchia. Nei tempi che corrono, fare il Parroco diventa sempre più difficile; specialmente per i Parroci anziani. Una volta il Pastore guidava le pecorelle, che docili lo seguivano: opra è il Pastore che deve seguire le pecore, le quali vogliono andare dove a loro pare e piace. Quindi le si deve deviare dalla retta via e incamminarsi per strade proibite e pericolose, e questo rammarica e fa star male. Lo stesso Papa è molto amareggiato dal comportamento dei suoi tanti figli spirituali, sparsi nel mondo. Ecco le testuali parole che egli rivolse ad un gruppo di Vescovi: “Il nostro cuore è tanto pieno d’amarezza, di sconforti, di delusioni, di dolori. Quest’amarezza Gli viene non soltanto dal di fuori, da questa società che sembra dimenticarsi di Dio e da queste forme d’antireligione e d’anticristianesimo che tutti conosciamo; essa nasce anche dal di dentro della chiesa, dai figli, da coloro da cui potremmo aspettarci la fedeltà, il sacrificio, la comprensione e la collaborazione”. Le stesse lamentele possono ripetere i Parroci anziani, che erano abituati alle migliori situazioni religiose dei tempi passati. Allora ce ne dobbiamo andare. Quando e dove? Vi rispondo con le parole, dette da Gesù ai Suoi Apostoli: “Ancora un poco e poi non mi vedrete più. Mi cercherete e non mi troverete: dove sarò io Voi non potrete venire”. Ci ricorderemo a Dio nella preghiera, e nel ripensare ai 37 anni passati insieme, spesi con intenso lavoro a bene della parrocchia e del paese. “Estote fortes in Fide – Siate forti nella Fede”. È la raccomandazione che S. Pietro faceva ai primitivi cristiani, viventi in mezzo al paganesimo; e questa è la raccomandazione che anch’io faccio a Voi, perché nei tempi che corrono non è facile conservare la fede. Vi saluta e vi benedice ancora una volta il vostro aff. mo Vicario.
Furto nella Cappella di S. Valeriano. Siamo saliti a celebrare la festa di San Valeriano, come al solito il lunedì di Pasqua. Quest’anno la mattinata era piovosa e la strada in qualche tratto era viscida, fangosa e sdrucciolevole, tanto che le macchine slittavano e non potevano salire. Quindi poche le persone intervenute. Abbiamo avuto lassù una triste sorpresa: mancavano i dieci candelieri e il crocifisso; si è costatato che furono rubati. Non erano sull’altare, ma nascosti in un cassone: i ladri rovistando li hanno trovati e portati via. Erano di metallo, ma non prezioso né antico; i ladri li avranno venduti per una cifra irrisoria, ma in realtà il danno supera le cento mila lire. Chi ne sapesse qualcosa, è pregato di riferire in parrocchia. Quando sia avvenuto il furto, non è facile dirlo, perché la cappella è poco frequentata e nessuno se n’era accorto. È stato rotto un pannello della porta della sacrestia e quindi aperta. I ladri sacrileghi sono così entrati nell’interno della cappella e hanno potuto lavorare indisturbati. Già un’altra volta i candelieri erano stati rubati; poi furono ritrovati nascosti sotto un ponte. Ora sarà ancora possibile rintracciarli? Erano Retori della festa i sigg. Anselmo Bergoglio e Luigi Breusa.
Festa al Prarosto. Giovedì 25 aprile scorso, abbiamo la festa annuale della Madonna delle Grazie alla cappella del Prarosto. Alla cappella di S. Valeriano avevamo avuto una brutta sorpresa; qui invece trovammo un’inaspettata, ma lieta sorpresa: abbiamo trovato cambiata la porta d’ingresso in una nuova porta elegante e preziosa con pannelli sculturati. La porta di prima, che era vecchia di anni e forse di secoli, era stata rovinata dai ladri, che più volte avevano tentato di entrare: ma la porta aveva sempre resistito. Ora è stata messa in pensione: aveva fatto bene la guardia alla Madonna per tanto tempo! La nuova porta è opera del falegname Gino Andruetto, che ha fatto anche da Rettore alla festa. È un regalo fatto alla Madonna, a nome suo e della sua famiglia. Il Vicario, che celebrò la Messa, fece rilevare la cosa ai presenti, disse parole di ringraziamento, auspicando una larga ricompensa dalla Madonna delle Grazie. I presenti, purtroppo erano pochi: le gite sono a danno delle nostre feste religiose.
Tre Piossaschesi che si fanno onore.
Un professore, un pittore, un cavaliere.
Un professore. Adriano Andruetto, maestro elementare in paese, il 20 marzo scorso, ha brillantemente conseguito nell’Università di Torino a pieni voti, la laurea in Filosofia e Pedagogia. Nonostante l’impegno dell’insegnamento nelle scuole elementari, nonostante i tanti incarichi che ha da sbrigare nel campo scolastico e sociale, ha trovato il tempo per dedicarsi seriamente agli studi superiori, allo scopo di accrescere la sua cultura e migliorare la sua posizione. Si è iscritto all’Università di Torino, e dopo quattro anni di Magistero, di studi profondi, frequentati con ferrea volontà e aperta intelligenza, giunse felicemente alla laurea. Ora potrà insegnare nelle scuole medie, e in altre scuole superiore. Così il nome di Adriano Andruetto si aggiunge a quello dei piossaschesi già professori. In verità sono assai pochi, perché gli studenti preferiscono la via dei geometri, dei ragionieri; via più facile, più comoda e più breve. Al neolaureato vive felicitazioni.
Un Pittore. Molti compaesani non conoscono Giuseppe Riccardo Lanza, perché egli è quasi sempre fuori e lontano da Piossasco. Figlio di Emilio Lanza, il proprietario dell’unica e rinomata confetteria in Piossasco, Giuseppe Riccardo Lanza, che ha 35 anni, è un pittore, un artista moderno nella sua visione del mondo; è ormai conosciuto in tutta Italia e anche all’estero. Nel 1956 intraprese con successo la professione di arredatore e ambientatore, e come tale abbellì le più ammirate ville della riviera italiana e francese. Poi passò alla pittura, nella quale fece molta strada. L’immagine ricorrente nei quadri di Riccardo Lanza, è quella di una città, di un borgo, di un’anonima muraglia di case, di piante che si specchiano nelle acque di un fiume, di un lago, di un mare. La sua pittura è delicata, è di una finezza trasparente, signorile. Molti critici d’arte hanno scritto di Riccardo Lanza, e libri che parlano di lui circolano numerosi. Ma più dei libri hanno diffuso la fama del nostro pittore le molte mostre ed esposizioni, fatte in Italia e all’estero. Ci piace ricordare le parole comparse in un’intervista: “G. R. Lanza è un giovane assai promettente, rivelatosi qualche anno fa a Milano, presente con vivissimo successo alla Rassegna dei pittori italiano d’oggi, e in terra Svizzera e a Parigi. È dotato di una emotività sensibilissima, di un forte disegno, di un senso ricco ed equilibrato del colore” bene che i Piossaschesi se ne interessino, per conoscerlo e apprezzarlo: è una gloria del paese!…
Un Cavaliere. A Piossasco, anni fa, è arrivato a fare la guardia comunale il sig. Giovanni Giorda, ex alpino, mutilato di guerra, portava nel suo animo l’amore alle montagne. Rivolse la sua attenzione al monte San Giorgio, che si eleva alle spalle del paese. Sovente col passo degli alpini, attraverso viottoli ripidi e scoscesi, saliva alla vetta del S. Giorgio. Lassù nella quiete solitaria, sentì l’ispirazione di costruire una strada comoda e larga perché molta gente potesse salire, specialmente per la festa di S. Giorgio. Il sig. Giorda con la collaborazione di genieri alpini in armi e degli ex alpini del Gruppo di Piossasco, riuscì nell’impresa, e venne costruita quella strada che ora si chiama “strada degli Alpini”. Così nella festa del 1° maggio, che è anche la Sagra degli Alpini, non sono solamente poche decine o qualche centinaio di persone a salire lassù; ma migliaia, con centinaia di macchine. Quando un alpinista apre una nuova strada attraverso un ghiacciaio o su una aspra parete di alta montagna, viene festeggiato e magari premiato. Giorda, che aprì sul monte S. Giorgio una via tanto comoda e sempre più frequentata, quale ricompensa ricevette? Piossasco lo sa, ed ha deplorato quello che l’Amministrazione Comunale ha fatato nei riguardi del sig. Giorda. La sera stessa di quel giorno, la direzione del Gruppo Alpini iniziava la pratica per ottenere al sig. Giorda, attivissimo segretario del Gruppo, il titolo di cavaliere. La proposta appoggiata dagli ex ufficiali superiori degli alpini, che sempre ebbero stima dell’alpino Giorda, ottenne successo. Dal Ministero fu emanato il decreto con cui il sig. Giovanni Giorda veniva nominato Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Era la risposta a coloro che avevano voluto umiliare il Giorda. Domenica 7 aprile furono consegnate al neo Cavaliere le insegne della meritata onorificenza. Fu giornata di festa; una grande manifestazione di simpatia e di stima verso il sig. Giorda. La cerimonia si svolse nell’ampio salone della trattoria del Valentino (Pagoda) alle ore 11. tra i numerosissimi presenti erano il Gruppo ex alpini di Piossasco al completo; i genieri alpini costruttori della strada; rappresentanze di Sezioni ex alpini dei paesi circonvicini: la sig.ra Piera Vittani, madrina del gagliardetto del Gruppo; il presidente della Pro Loco; dell’A.V.I.S.; della Associazione Combattenti; una larga rappresentanza degli Allivellatori, paese natio del festeggiato; molti amici e ammiratori. Sul palco, attorno al neo cavaliere e alla sua gentile consorte, erano l’ing. Fanci presidente della Sezione Alpino di Torino, il quale, premesse brevi parole di circostanza, appese sul petto del sig. Giorda la croce d’oro, offerta dal Gruppo di Piossasco. Accanto stava il generale Faldella, che lesse la ricca pergamena, che consegnò al festeggiato. Era presente l’autorità religiosa nella persona dei due parroci del paese: il parroco di S. Francesco fungeva da spiker; quello di San Vito con calorose parole esaltò l’opera del neo cavaliere per la costruzione della strada. Il presidente della Pro Loco geom. Luigi Boursier completò il quadro delle opere compiute dal cav. Giorda, ricordando la Croce monumentale in onore dei Caduti alpini e il rifugio sulla piazza XX Settembre il sig. Giorda provvedeva, al monumento dei Caduti, a sostituire l’aquila di bronzo, che i nazi-fascisti avevano asportata. I bimbi Marisa Foini e Sergio Bianciotto, offrirono fiori e rivolsero poetiche espressioni al festeggiato. Il quale, osservato un minuto di silenzio per i Caduti alpini, visibilmente commosso per la magnifica dimostrazione, ringraziò tutti indistintamente, e a tutti i presenti fece distribuire un vermut d’onore. Il pranzo d’onore si consumò a Pinasca Inverso, presso il ristorante Olivero. Parteciparono oltre 180 commensali.
Feste Religiose nel corrente mese.
1° maggio – Festa alla cappella San Giorgio: Sacra degli Alpini (festa dei lavoratori) – Messa alle ore 10,30.
5 maggio – Festa alla frazione Cappella (Madonna dei Fiori) – Messa alle ore 10,30 (inaugurazione di nuovi lavori per la cappella; gara alle bocce e divertimenti popolari).
12 maggio – Festa alla cappella della frazione Lupi in onore della Consolata – Messa alle ore 10,30.
La Festa Patronale di S. Vito… che ricorre di giugno, sarà celebrata DOMENICA 16, con la massima solennità.
Tanto per finire. I poveri piossaschesi sono precipitati in una schiavitù incredibile: non possono più, come si dice, piantare un chiodo nei muri della loro casa, senza il permesso della commissione edilizia, o senza pagare una multa. Non possono più costruire una camera o un gabinetto nella propria casa o un garage nel proprio cortile, senza il permesso del municipio. Ma allora c’è da chiedersi se esiste ancora la proprietà privata con i suoi naturali diretti. Non è possibile interpretare in modo più largo e più logico la legge e non irritare troppo la popolazione? Che per le nuove costruzioni si richieda una maggior vigilanza da parte delle autorità, perché le distanze, le altezze, vengono osservate come stabilito, si capisce; ma per le costruzioni o variazioni interne nelle case e nei cortili, alla luce del buon senso sembra un’esagerazione!

Luglio 1968

Parrocchiani carissimi, questo è proprio l’ultimo mio bollettino, il quale cessa le sue pubblicamente, mentre io cesso d’essere Parroco di S. Vito. Le mie dimissioni portano la data del 30 giugno 1968, a 37 anni d’ingresso parrocchiale avvenuto il 19 luglio 1931. Questo bollettino nacque nel gennaio 1932: conta quindi 36 anni e mezzo di vita. Nei primi anni era mensile; in seguito diventò bimestrale. Tutti i numeri pubblicati sono conservati nell’archivio parrocchiale. Non viveva d’abbonamenti, ma d’offerte; arrivava a tutte le famiglie, anche a quelle che non offrirono mai nulla per sostenerlo. Ultimamente se ne stampano seicento copie, che venivano distribuite in parrocchia, in paese e fuori paese. Recava a tutti notizie di informazione religiose e civili, notizie di cronaca e di critica, riguardanti tutti i avvenimenti e problemi più importanti del paese, esprimendo il pensiero e la voce dell’uomo della strada cioè della popolazione. Un cordiale e grato saluto invio a tutti i fedeli lettori del bollettino, residenti fuori parrocchia, fuori Piossasco, in paesi vicini e lontani, in Torino, Milano e Roma. Più degli altri essi sentiranno la mancanza del bollettino, che a loro recava le desiderate notizie del paese: era come se arrivasse un amico, un compaesano. A tutti io dico le parole che sentiamo ogni giorno alla Rai: “Il Gazzettino Padano si congeda”, cioè: “Il bollettino si congeda”.
Parrocchiani miei, vi devo lasciare: vorrei aver tempo per passare di casa in casa, a salutare ogni famiglia; però vi arriverà questo ultimo bollettino e vi porterà il mio ultimo saluto con una sincera e paterna benedizione. Perdonatemi se non ho accudito come dovevo le vostre anime, specialmente in questi ultimi anni, a causa degli acciacchi della mia vecchiaia e causa la topografia della parrocchia, tanto sparsa e tanto faticosa. Quando riceverete questo, bollettino, sarà già stato nominato dalla Curia Diocesana l’Economo parrocchiale, che dovrà amministrare la parrocchia e preparare l’ingresso del nuovo Parroco. L’Economo nominato è il rev. do don Paolo Rosso, attualmente Parroco degli Allivellatori. Secondo la prassi, pubblicata la notizia che la parrocchia si è resa vacante, l’Arcivescovo inviterà a presentare domanda quelli che intendono concorrervi e fra questi il Cardinale Arcivescovo farà la scelta del nuovo Priore di S. Vito. Tutto fa credere e sperare che il prescelto sia ancora il rev.do don Paolo Rosso. Tutti voi già lo conoscete perché egli è un piossaschese e ne sareste molto contenti. Pertanto vi raccomando di pregare in questo periodo di attesa. Addio a tutti.
Vostro aff. mo ex Vicario, ex Parroco Can. don Giuseppe Fornelli.
Il sig. Cardinale Arcivescovo rispondeva con la seguente lettera cordiale e paterna.
Rev. mo Mons. Can. Giuseppe Fornelli – Parroco di San Vito - Piossasco
Ho ricevuto la Sua del 30 giugno, con cui Lei, per raggiunti motivi di età e per motivi di salute, presentava la rinuncia al Suo ufficio di Parroco. Sarei felice che lei potesse continuare ancora a prodigarsi, come ha fatto per ben 37 anni, per il bene di codesta comunità parrocchiale. ma dovendo riconoscere il peso delle ragioni da Lei addotte, mi vedo obbligato ad accettare la Sua rinuncia, come faccio con la presente. L’Eterno Pastore Le tiene riservato il premio delle Sue fatiche. Io non posso che esprimerLe la riconoscenza mia e di tutta la Chiesa torinese, mentre invoco su di Lei e su codesta Parrocchia la benedizione del Signore.
Mi abbia in un fraterno abbraccio. Suo aff.mo - Michele Card. Pellegrino – Arcivescovo.
Il 1° maggio in vetta al monte San Giorgio. Tre ricorrenze resero più festosa la giornata del 1° maggio: festa di S. Giorgio, la festa del lavoro e la Sacra degli Alpini. Gli abitanti di Piossasco e dei paesi circonvicini, a migliaia, sono saliti lassù sulla vetta del monte, a piedi, ma soprattutto in macchina. Le macchine erano a centinaia. Ogni anno quest’afflusso di gente e di macchine aumenta. Alle ore 10,30 iniziava la celebrazione della Messa sull’altare eretto all’ingresso della cappella. Il microfono la trasmetteva ai gruppi di persone, sparsi su tutta la cima del monte. Celebrava il vecchio vicario di S. Vito, assistito dal prevosto di San Francesco. Dopo il Vangelo, il Vicario iniziò la sua predica, rivolgendo un ringraziamento alla Fiat, perché invitata dai dirigenti del nostro Gruppo Alpini, aveva inviato una draga per sistemare la strada che da Piossasco porta alla cima del monte e chiese l’interessamento dei dirigenti della Fiat (che era rappresentata dall’ing. Bertolino, residente in Piossasco), perché il monte S. Giorgio possa divenire il monte sacro di Piossasco, con l’erezione di cappelle sparse e piloni disseminati lungo la strada. Un rinnovato ringraziamento, il Vicario ha rivolto all’attivo e volenteroso Gruppo Alpini, al quale va il merito se la festa di S. Giorgio è arrivata a così grande solennità. Per la Sagra degli Alpini sono intervenute numerose rappresentanze di Sezioni con gagliardetto: era presente l’ex generale comandante degli Alpini, sig. Boato, venuto da Pinerolo. Non è mancato il sig. avv. Operti, ex ufficiale superiore degli alpini, affezionatissimo al nostro Gruppo, tanto da partecipare sempre a questa festa, portando la sua desiderosa parola, clamorosa e originale. Dopo la Messa, tutti si sono raccolti attorno alla Croce monumentale per pregare per gli Alpini caduti su tutti i fronti. Terminata la funzione religiosa, avvenne il così detto “rancio”, che fu invece un “lauto pranzo”, che il Gruppo Alpini offrì come sempre alle autorità e alle rappresentanze. Molti i discorsi e gli applausi, fra i quali uno caloroso all’indirizzo delle brave cuoche. Anche la Banda musicale di Piossasco era rappresentata da alcuni musicanti, che con le loro esecuzioni hanno dato più festa alla festa. Quest’anno la festa è stata onorata dalla presenza del Prevosto di San Francesco, don Franco Martinacci e dal Sindaco del paese sig. Giuseppe Andreis, ai quali sono andati i più fragorosi battimani della popolazione. Il cav. Mondino portò il saluto a tutti da parte della Pro Loco, in rappresentanza del presidente geom. Luigi Boursier, forzatamente assente. Erano rettori della festa gli ex alpini piossaschesi Diego Carbonero e Giorgio Ferrero, anch’essi molto soddisfatti del successo della bella e indimenticabile giornata.
Festa alla Frazione Cappella. La festa in onore della Madonna dei Fiori è stata celebrata quest’anno la domenica 5 maggio, con la Messa alle ore 10,30, detta dal Superiore dei Maristri, degli Allivellatori, che tenne un brillante discorso. La festa aumenta di anno in anno la sua grandiosità, specialmente per il numeroso concorso di gente. Venne inaugurata la nuova pensilina, eretta sulla facciata della cappella: opera del fabbro Sibona. È un lavoro molto ben riuscito, che abbellisce la cappella e ripara dal sole e dalla pioggia quelle persone che sono obbligate a star fuori perché la cappella è troppo piccola. Dopo l’entusiasmo e la buona volontà degli abitanti della frazione, forse non andranno molti anni che la cappella verrà ingrandita. La maggior attrattiva della festa è stata la gara alle bocce, che quest’anno vide quarantacinque coppie di garisti. Oltre ai molti premi in medaglie d’oro, vi era una magnifica coppa d’argento, che la Pro Loco di Piossasco ottenne dalla Cassa di Risparmio di Torino. Vi fu un incanto di oggetti raccolti nella frazione e nel paese; ha dato un incasso di lire 79.400. Per la generosità dei presenti, il prezzo di alcuni articoli è andato alle stelle. I sigg. Rettori della festa: Nepomuceno Galletto e Michele Bainotti e coloro che li hanno coadiuvati nell’organizzazione e preparare la festa sono stati molto soddisfatti del lusinghiero successo. Un ringraziamento speciale meritano i muratori fratelli Agosto e il manovale Luigi Pautasso, i quali gratitudine si prestarono a mettere a posto la pensilina.
Festa Patronale di S. Vito. San Vito martire, con i Santi Modesto e Crescenza, è il Santo Titolare della nostra parrocchia, ed è il Santo Patrono del paese. la festa annuale è stata celebrata domenica 16 giugno con solennità, specialmente al pomeriggio con una grandiosa processione. Funzionava il rev. mo don Luigi Ronco, curato della parrocchia del Carmine di Torino. Intervenne la Banda Musicale di Piossasco sotto la direzione del maestro cav. Nizza. C’era in programma un piccolo concerto sulla piazza della chiesa: fu invece sospeso per colpa della pioggia. Anche la gara bocciofila, che era in pieno sviluppo, fu interrotta per lo stesso motivo. Era in pallio la preziosa coppa d’argento, che la nostra Pro Loco aveva ottenuto dalla Cassa di Risparmio di Torino. La Fiat, sezione di Rivalta, aveva inviato un rilevante numero di preziosi e graziosi oggetti da distribuire ai vincitori suoi dipendenti, partecipare alla gara. Questa volta la pioggia è stata proprio “una guasta festa”. Erano presenti il vice sindaco sig. Angelo Bonetto e alcuni Consiglieri.
Le Nuove strade in Piossasco. Abbiamo esaminato il nuovo elenco di tutte le strade nel territorio del paese. C’è sembrato strano, per non dir altro, che vi siano due strade che dalla via e piazza San Vito salgano ai Castelli, e non si sia pensato a dedicarne una ai Conti di Piossasco. Nel paese ce n’è un’intitolata al Conte di Cavour: quali meriti più dei Conti di Piossasco egli può vantare per Piossasco? Abbiamo letto attentamente l’elenco delle nuove strade e con sorpresa abbiamo trovato delle “vie profumate”, quali via dei Bucaneve, via dei Ciclamini, via dei Mughetti, via dei Ranuncoli, via degli Anemoni, via delle Primule, via delle Rose, via delle Viole. Ma con maggior sorpresa abbiamo notato che non esiste più la via del Convento Vecchio, che dal Marchile saliva a S. Vito. Questa è una via storica che va rispettata, perché ricorda che lungo la via ci stava nel 1600 il convento vecchio; così chiamato perché più tardi fu eretto il convento nuovo, che fu ed è occupato dal municipio. A Piossasco le Autorità impongono che sia rispettata l’antichità e la storicità dei luoghi e delle case; e allora come si può cancellare, così su due piedi, una via tanto antica e tanto ricca di storia locale, qual è la via Convento Vecchio? C’è stata forse una commissione competente per decidere sui nomi delle vie? Ci rivolgiamo ai sigg. Consiglieri Comunali della parrocchia S. Vito perché vogliamo interessanti della casa e ottenere che venga rispettata la zona storica di Piossasco Alto. I nomi delle vie hanno la loro importanza che non va sottovalutata.

A cura di Renzino Martinasso

Archivio Parrocchiale Santi Apostoli

 

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